Mese: Settembre 2012

  • Genova: casting attori comici per Belo Horizonte

    Genova: casting attori comici per Belo Horizonte

    Arte di Strada teatro attoriNuova stagione in vista per lo show televisivo Copernico, ideato e realizzato dalla compagnia di cabaret genovese Belo Horizonte che va in onda il venerdì e la domenica sera su Comedy Central, canale 122 di Sky.

    Venerdì 7 settembre dalle 10.30 si terrà al Teatro Instabile di via Cecchi un casting per attori comici che entreranno a far parte dello show.

    Per iscriversi ai provini è sufficiente telefonare al numero 335 5900238.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Quinto: un cantiere devasta l’oasi verde del rio Bagnara

    Quinto: un cantiere devasta l’oasi verde del rio Bagnara

    Un’oasi verde a due passi da Corso Europa, in una zona dove il tessuto ambientale ha faticosamente resistito all’avanzare della città, rischia di scomparire per sempre a causa di un cantiere devastante che, in un batter d’occhio, ha spazzato via tutte le tracce del suo naturale passato, le fasce di un tempo, i muretti a secco, ulivi ed alberi da frutta. Oggi è rimasta solo nuda terra che, con l’arrivo delle prime piogge, rotolerà nel torrente sottostante, portandosi con sé la collina.
    Siamo a Quinto, nella prima parte alta del rio Bagnara, lungo il percorso di via Palloa dove, una preziosa fauna locale composta da germani reali, anatre, oche ed altri animali, valorizzava l’intera area, affascinando giorno dopo giorno, gli abitanti del luogo.
    Ma il contestato progetto edilizio che prevede la costruzione di due palazzine residenziali in via Scala, sopra Corso Europa e l’Uliveto Murato di Quarto, sta avendo effetti dirompenti, stravolgendo la vita naturale delle piccole cose e causando un vero e proprio scempio, come dimostrano in maniera inequivocabile le foto a corredo dell’articolo.

    «Già adesso ci sono brecce sugli argini di pietra, non ci sono più alberi, alberi che con le loro radici trattenevano la terra, le pietre, ogni cosa – spiega Ester Quadri, esponente del Circolo Nuova Ecologia di Legambiente, una delle anime dell’Osservatorio Verde, il sito web (www.osservatorioverde.it) che, con l’aiuto dei cittadini, segnala le trasformazioni ambientali connesse alle edificazioni, previste e in atto, sul territorio  – Era un’ oasi naturale, bellissima, con le sue case di pietra, l’antico mulino, gli orti ancora carichi di frutta e verdura, la sua riserva d’acqua più a monte, la sua gente, un piccolo paradiso così come tanti percorsi fluviali della nostra città, con la loro straordinaria ricchezza paesaggistica nella loro umile quiete».

    I lavori, avviati recentemente, porteranno alla realizzazione di due manufatti con caratteristiche tipologiche e materiali compatibili con il tessuto urbano e naturale esistente. Inoltre il progetto prevede la riqualificazione degli spazi aperti, con il recupero degli uliveti e degli orti. Nella fascia lungo il rio Bagnara sono previsti servizi a uso pubblico, quali orti urbani e parcheggi funzionali, con la risistemazione idrogeologica del ponte esistente che sarà demolito e ricostruito leggermente più a monte.
    «Difficile immaginare in quale modo tali nuovi elementi possano armonizzarsi in un contesto così delicato – sottolinea Ester Quadri – La bellezza insita del luogo rischia di sbriciolarsi sotto il peso dell’ennesima cementificazione. Al contrario, occorre fermare le ruspe per salvare le nostre memorie storiche, valorizzare i nostri sentieri, i torrenti e le fasce».

    A poca distanza da via Scala, in via Cottolengo, un progetto simile è già stato portato a termine ed è possibile vedere il risultato. In un terreno sistemato a fasce con serre, piante da frutta, ulivi e pini è stata costruita una palazzina di 4 piani con relativi box e posteggi. L’edificio non ha ancora ottenuto l’abitabilità ma attualmente gli alloggi sono in vendita.
    L’intervento è stato fortemente contestato da alcuni abitanti che si domandano con quanta leggerezza l’amministrazione comunale conceda le autorizzazioni a costruire. «Non si comprende per quale motivo il Comune autorizzi la costruzione di una casa proprio a ridosso di Corso Europa – spiega Ferdinando Briccola, residente in zona – L’unica spiegazione plausibile è che per la nostra amministrazione l’importante è monetizzare gli oneri di urbanizzazione».

    «Il complesso di via Cottolengo è composto da due costruzioni posizionate su differenti livelli risalenti ai primi anni settanta (‘71/’72) realizzate su un terreno che era sistemato a terrazzamenti (fasce) di proprietà, in parte di una coppia di floricoltori ed in parte di una comunità religiosa – spiega l’Osservatorio Verde – nel complesso è stato inserita e ristrutturata una casa appartenuta ad un ordine ecclesiastico di via Romana della Castagna 38. I civici 16 e 22 di via Cottolengo sono composti da un totale di 21 unità immobiliari e la ristrutturazione con il relativo cambio di destinazione ha permesso di realizzare altri 6/8 appartamenti. Il tutto é stato realizzato dall’imprenditore Giuseppe Costa con apposite società (Gardenia & Dalia, ecc.) sciolte dopo il completamento dei lavori».

    Matteo Quadrone

  • #30 e lode: petizione dei ciclisti per strade più sicure

    #30 e lode: petizione dei ciclisti per strade più sicure

    Bciciletta in città2.556 ciclisti e 7.625 pedoni: è questo il bilancio delle persone morte per incidenti stradali negli ultimi dieci anni, e che qualche mese fa ha spinto chi sceglie la bicicletta come mezzo per gli spostamenti quotidiani a creare sul web il movimento #salvaiciclisti.

    Un gruppo molto attivo, che nei giorni scorsi ha lanciato una petizione indirizzata ai presidenti di Camera e Senato e al presidente della Commissione Trasporti alla Camera. L’obiettivo? Ridurre fino a 30 km/h il limite di velocità nei centri urbani (escluse le strade a scorrimento veloce).

    Una scelta necessaria per rendere più sicure le strade che i ciclisti percorrono ogni giorno, in città dove spesso il limite dei 50 km/h è trasgredito dagli automobilisti e dove non sempre ci sono corsie specifiche per chi viaggia su due ruote.

    Una proposta non nuova al movimento, che dopo aver raccolto numerose adesioni sul web, ha portato lo scorso febbraio il senatore del Partito Democratico Francesco Ferrante a presentare un disegno di legge che riguarda proprio la riduzione del limite di velocità a 30 km/h, oltre all’introduzione di semafori dedicati per i ciclisti e all’obbligo di destinare il 2% del budget per la gestione di strade e autostrade alla realizzazione di piste ciclabili.

    La petizione può essere rintracciata e firmata sul sito change.org e ha per titolo “Obiettivo #30eLode: Riduciamo la velocità sulle strade delle nostre città“.

    Un’iniziativa molto importante anche in vista della Settimana Europea della Mobilità, che si terrà dal 16 al 22 settembre prossimi.

    Marta Traverso

  • Sanità: cittadini e lavoratori in mobilitazione contro i tagli

    Sanità: cittadini e lavoratori in mobilitazione contro i tagli

    SanitàLa Regione Liguria, alle prese con la spending review sulla sanità, prova ad accelerare ed esorta i vertici di Asl ed ospedali ad individuare almeno altri 250 posti letto da tagliare. I piani presentati, infatti, non sono sufficienti ed alcune sforbiciate, in particolare quelle ipotizzate da San Martino e Gaslini, sono troppo leggere. Occorre centrare l’obiettivo imposto dal Governo, ovvero non superare il rapporto del 3 per mille tra posti letto per acuti e popolazione.
    Oggi partono gli incontri tra Regione e dirigenti della sanità ligure e nei prossimi giorni avremo maggiori dettagli. Ma già trapelano le prime indiscrezioni e sulle pagine della “Repubblica” di stamattina si parla del rischio cancellazione di alcuni reparti degli ospedali di Sestri Ponente (Micone) e Pontedecimo (Gallino) che sarebbero svuotati di posti letto per acuti, trasferiti al nuovo padiglione 9 bis del Villa Scassi, attualmente in costruzione, che diventerà strategico per l’intera area del Ponente, ma anche della Val Polcevera.

    Nel frattempo, contro i tagli del Governo e le manovre della Regione Liguria in campo sanitario, il sindacato autonomo Fials conferma la dichiarazione di stato di agitazione e riprende le iniziative dei lavoratori insieme ai comitati che si stanno organizzando in tutta la città (Pontedecimo, Sestri Ponente, Scassi, Galliera, Quarto), per opporsi al massacro del servizio sanitario pubblico e difendere i presidi ospedalieri del territorio.
    Previste una serie di riunioni ed incontri pubblici, si parte domani, mercoledì 5 settembre, da Pontedecimo, alle ore 18 presso la sede della Croce Verde locale, dove si farà il punto sulla situazione dell’ospedale Gallino. Il giorno seguente, il 6 settembre, alle ora 17:30, presso la sede della Croce verde di Sestri Ponente, si parlerà invece dell’ospedale Padre Antero Micone.
    Il sindacato autonomo esprime totale dissenso «Nel merito e nel metodo», verso i provvedimenti adottati o in via di adozione, da parte della Giunta regionale che «Non solo elude come sempre ogni confronto con le parti sociali e con i sindacati ma, in questo caso, si spinge fino alla sospensione delle procedure democratiche espropriando gli enti locali ed i sindaci dei legittimi compiti e prerogative di legge in materia di sanità». Sotto accusa c’è la delibera di Giunta del 9 agosto scorso, con la quale si assegnano pieni poteri ai direttori generali di Asl ed ospedali per operare i rispettivi piani di contenimento della spesa. Così facendo, però, sottolinea la Fials «Sono stati sottratti alle comunità locali i poteri che la legge riserva ai Comuni per l’indispensabile esercizio di contrappeso e riequilibrio tra gli interventi centrali della Regione e le esigenze dei cittadini nei territori, dei corpi intermedi della società civile e dei lavoratori del settore sanitario».

    Un capitolo a parte merita Quarto e la vicenda dell’ex ospedale psichiatrico, ieri al centro dell’attenzione della politica cittadina. Il sopralluogo delle commissioni comunali, Welfare e Territorio, infatti, è stata l’occasione per ragionare sul futuro di questo luogo. Ma la vera svolta è arrivata grazie alle parole pronunciate in questi giorni dal presidente della Regione Claudio Burlando, il quale ha ipotizzato un dietrofront rispetto alle decisione di vendita delle strutture dell’ex manicomio.
    «Evidentemente il dialogo serve – ha affermato il vicesindaco Stefano Bernini – Avevamo già espresso all’assessore regionale all’urbanistica, Marylin Fusco i nostri dubbi sull’opportunità di vendere Quarto, adesso leggo le parole di Claudio Burlando. È un segnale positivo, si apre un nuovo percorso che dovremo affrontare insieme».
    L’idea del presidente della Regione sarebbe quella di non smantellare Quarto ma, al contrario, di rafforzarne il ruolo trasformandolo in una sorta di cittadella della salute.
    «Dopo mesi di battaglie portate avanti a suon di interrogazioni in consiglio regionale, di sopralluoghi e di studi delle delibere, sono soddisfatto che la questione dell’ex manicomio di Quarto abbia ottenuto finalmente l’attenzione che si merita anche da parte del consiglio comunale, in particolare, del vicesindaco di Genova Stefano Bernini e che le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Claudio Burlando aprano uno spiraglio sul futuro della struttura», è il commento di Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che aggiunge «Il dietrofront sulla variazione della destinazione d’uso delle strutture di Quarto, per ora solo ipotizzato da parte della Regione, sarebbe una scelta di buon senso nell’interesse dei cittadini e dei pazienti. Per quanto tardiva, ritengo sia positiva la scelta di avviare un confronto tra Regione e Comune di Genova sul futuro di questa struttura. Meglio tardi mai».

     

    Matteo Quadrone

  • Sestri Guitar Festival 2012 con Kevin Seddiki e Ricky Portera

    Sestri Guitar Festival 2012 con Kevin Seddiki e Ricky Portera

    ChitarraA un anno della prima edizione torna il Sestri Guitar Festival, la manifestazione ideata dall’associazione Alma Musica che punta i riflettori sul mondo della chitarra e su tutte le sue sfaccettature. In un momento difficile, come quello che stiamo attraversando, gli organizzatori hanno voluto confermare la libera fruibilità dello spettacolo che rimane appunto aperto a tutti, senza prezzo di biglietto e senza nessuna sottoscrizione di sorta.

    Il desiderio di portare la cultura, dopo i tagli del Comune in quest’ambito, in una piazza non del centro cittadino bensì di un quartiere limitrofo, è un operazione interessante e ammirevole, soprattutto per la qualità dei concerti e l’interessamento ai giovani talenti grazie al concorso annesso, il New Guitar Talent.

    La manifestazione ha inizio il 6 settembre pomeriggio con le finali del New Guitar Talent, per concludere con i concerti in piazza Baracca  il 7 settembre in un catartico percorso chitarristico dal sound etnico al rock con artisti di fama internazionale:

    Kevin Seddiki: attualmente in tournée con Al Di Meola

    Ricky Portera in trio con Andrea Anzaldi e Vanni Comotti: Portera è l’ex chitarrista ufficiale di Lucio Dalla, collabora con i più famosi cantautori italiani Ron, De Gregori, Eugenio Finardi, Loredana Bertè, ecc.

    In apertura del Festival si esibiscono il caliente chitarrista Marco Galvagno leader dei Los Duendes con Andrea Anzaldi. Nel pomeriggio del 7 aperitivo in piazza Ranco con Enrico Testa (chitarra), Valeria Bruzzone (voce). In programma anche due seminari di approfondimento a cura di Ricky Portera e Kevin Seddiki.

    Per l’occasione ci sarà l’apertura serale dei negozi di Sestri Ponente, oltre che stands di espositori, esibizioni a cura della scuola di danza e musica di Sestri Ponente. Sarà possibile cenare in piazza a due passi dal palco prenotando telefonicamente al ristorante e pizzeria Il Braciere e La Lampara – 010.6532053. Inoltre, durante le giornate del Festival, per tutto il pubblico che voterà il chitarrista preferito del concorso New Guitar Talent, in omaggio verrà consegnata Almacard, carta di sconti e promozioni (per maggiori info visita la pagina Alma Card, sul sito dell’associazione Alma Musica).

    Per info e iscrizioni visita il sito www.sestriguitarfestival.it

    Riccardo Giorgio Botta

  • Live life 2012: arte, musica e performance ai Giardini Baltimora

    Live life 2012: arte, musica e performance ai Giardini Baltimora

    Giardini BaltimoraTantissimi gli appuntamenti in programma per la prima edizione di Live life, un evento concepito dall’associazione culturale Motel 1989 come tentativo di vivere al meglio la nostra città, attraverso la voglia di divertirsi con il giusto rispetto del posto e di chi lo abita.

    La prima edizione del festival si terrà sabato 8 e domenica 9 settembre ai giardini Baltimora, una location scelta non a caso: si tratta infatti di un luogo per anni degradato e dimenticato, che merita un pensiero positivo di riqualificazione attraverso musica e arte contemporanea.

    Le due giornate inizieranno alle 16 e ogni evento avrà ingresso libero e gratuito. Il ricco programma spazierà dalle performance artistiche alla musica elettronica, tutte rigorosamente svolte dal vivo, in affiancamento a esposizioni di libri, dischi e oggetti legati all’ambito artistico underground.

    Durante Live life sarà possibile sottoscrivere la tessera associativa dell’associazione culturale Motel 1989.

  • Fabrizio Matteini racconta il suo spettacolo: “Che ci fa la mafia a Genova?”

    Fabrizio Matteini racconta il suo spettacolo: “Che ci fa la mafia a Genova?”

    Fabrizio MatteiniNenti sacciu e nenti vitti, nenti vitti iu un c’era, e si c’era iu durmia, e cu dormi nenti vidi”. I primi versi della canzone di Pino Veneziano “La Mafia nun esisti” danno un’idea chiara del problema cardine che è alla base del cancro mafioso: l’omertà. Non è un caso, quindi, che la canzone apra lo spettacolo di Fabrizio Matteini  “Che ci fa la Mafia a Genova?”, un monologo recitato e cantato il cui scopo precipuo è raccontare e informare sulla reale portata del fenomeno mafioso all’ombra della Lanterna. Lo spettacolo scritto e interpretato dall’attore genovese Fabrizio Matteini, in calendario prossimo autunno al Teatro dell’Archivolto, offre un tragico resoconto del ruolo da protagonista che la mafia e in particolare la ‘ndrangheta, ricopre a Genova. L’obiettivo è quello di portarlo nelle scuole e alimentare il dibattito.

    Siamo nel 2010 tra la fine di giugno e gli inizi di luglio: l’estate è ormai seduta comodamente sulle teste dei genovesi che si trascinano fiaccati dall’umidità boccheggiando in attesa delle ferie.  Nello stesso periodo l’operazione “Minotauro” avviata a Torino porta all’arresto di Mimmo Gangemi, riconosciuto come il capo della ‘ndrangheta in Liguria. E’ bene ricordare che l’allora sindaco Vincenzi aveva già lanciato l’allarme per probabili infiltrazioni mafiose nella nostra Regione e che il Prefetto Anna Maria Cancellieri, oggi Ministro degli Interni del governo Monti, si era affrettata a smentire seccamente tali dichiarazioni.

    «Il Comune di Genova mi chiese di realizzare un recital sulla mafia nell’ambito di Genova Città dei Diritti prendendo spunto da un’idea di Nando dalla Chiesa – dice Matteini – confesso che fui sorpreso: fino a quel momento non mi ero mai interessato all’argomento condividendo forse quel sentimento misto d’indifferenza e sbadigli che hanno molte persone. Oggi mi è fin troppo chiaro che un clima di questo tipo non fa altro che favorire la prosperità della malavita organizzata».
    Matteini ha scritto il testo avvalendosi della collaborazione di alcuni giornalisti che l’hanno aiutato nella ricostruzione della cronistoria della mafia in Liguria dagli anni Cinquanta a oggi: in particolare Marco Mendumi, Fabio Pin e Simone Traverso.
    «Dovendo interpretare un cantastorie sapevo che la musica avrebbe rappresentato un elemento portante dell’ossatura dello spettacolo e per questo mi sono rivolto a Filippo Gambetta che conosco e stimo. Il suo repertorio di musica popolare era l’ideale per l’intenzione e il taglio che volevo dare e l’utilizzo di strumenti quali l’organetto, il mandolino e lo scacciapensieri, tanto per citarne alcuni, costituiscono un accompagnamento perfetto», aggiunge l’attore.

    A farla da padrone in “Che ci fa la mafia a Genova?” sono prima di tutto le parole. «Utilizzo per la maggior parte notizie prese da atti giudiziari e articoli di giornale e cerco di raccontare con ironia e provocazione i fatti, che purtroppo sono tutti veri. Quello che colpisce di più è l’ambivalenza di certi personaggi che vengono da questo mondo: molti di loro sono uomini apparentemente comuni e spesso con lati buffi per non dire comici. Ad esempio Mimmo Gangemi, che a Genova faceva il fruttivendolo, aveva una passione smodata, diciamo così, per le ragazze sudamericane…»

    Ovviamente la comicità resta tutta in superficie, sollecita la risata istintiva e piacevole lasciando tuttavia un senso d’inquietudine che è difficile scrollarsi di dosso. «Il mio obiettivo non è certo quello di creare allarmismi o panico nei cuori dei genovesi. Si tratta piuttosto di risvegliare le coscienze e far prendere atto di una realtà che si è già materializzata ed è intorno a noi. I Comuni di Bordighera e Ventimiglia sono stati sciolti per infiltrazione mafiosa e pochi giorni fa (il 7 agosto ndr) Carmelo Griffo, ex armiere della ‘ndrangheta, ha subito il sequestro preventivo di alcuni immobili di sua proprietà intestati a teste di legno, da quanto accertato fino a ora dalla Direzione Investigativa Antimafia. Per non parlare del coinvolgimento in cose di mafia da parte di diversi esponenti politici locali come Alessio Saso e Aldo Praticò sui quali sono state svolte indagini.»

    Insomma, la malavita organizzata non è un fenomeno presente solo in Meridione e, anzi, attecchisce ovunque ci sia indifferenza e connivenza. La nostra regione non ne è esente e secondo quanto sottolinea lo stesso Matteini «in Liguria l’incidenza è proporzionalmente maggiore rispetto a regioni come Toscana ed Emilia. Non bisogna dimenticare, inoltre, che il Porto di Genova ha un’importanza strategica per l’economia criminale e la vicinanza con la Francia e la Costa Azzurra rende la Liguria ancora più appetibile per gli scambi di merce tra frontiere. C’è, poi, il casinò che rappresenta un’efficace lavatrice per il denaro di provenienza illecita».

    Ciò che risulta evidente da quanto detto e da quanto si apprende sui giornali è che la mafia in Liguria (e non solo) parla calabrese: la ‘ndrangheta ha preso piede nel corso degli anni in tutto il nord Italia come spiega bene Roberto Galullo nel suo libro uscito nel 2010 e intitolato “Economia Criminale”. Basti pensare che attualmente è l’interlocutrice privilegiata dei cartelli colombiani nel traffico di droga. Un curriculum di tutto rispetto. Altra caratteristica è che, a differenza di altre organizzazioni mafiose come Cosanostra, l’affiliazione avviene per appartenenza a una famiglia, fatto che spiega i rari casi di pentitismo provenienti da quest’organizzazione: tradire il proprio sangue è una questione che va oltre l’onore.
    Occorre riflettere, dunque, e agire. Come individui e come collettività. L’azione comincia dalla consapevolezza e da essa trae la linfa che le consente di corroborarsi.

    “Che ci fa la mafia a Genova?” è andato in scena a Valle Christi l’otto agosto e a Imperia il nove mentre nella prossima stagione, come detto, sarà in calendario al Teatro dell’Archivolto. «L’intenzione è di andare nelle scuole e parlare con gli studenti perché più si è giovani e più si ha voglia e forza di indignarsi, di fare qualcosa. Il problema sono i soldi. Lo scorso marzo i ragazzi del Liceo Colombo si sono autotassati per assistere allo spettacolo ma la speranza è che il Comune e la Regione reperiscano i fondi per ripetere l’esperienza in modo capillare e senza arrivare a tanto”. Una speranza, quella di Fabrizio Matteini, che condividiamo, pienamente convinti che l’informazione sia il primo passo per diffondere conoscenza, creare uno spirito civico autentico e dare vita a un miglioramento tanto progressivo quanto inarrestabile della società: per fare questo occorre tanto sudore della fronte nonché la volontà di uscire dal proprio guscio e dai propri interessi particolari. Combattere, in altre parole, quello stato di apatia e di mera coltivazione del proprio orticello che Tocqueville definiva il più grande pericolo insito nella democrazia.

    ​​​​​​​​​​​Michele Archinà

  • Terzo Valico, mozione: rendere funzionali le linee esistenti

    Terzo Valico, mozione: rendere funzionali le linee esistenti

    Una mozione presentata dai consiglieri del Movimento 5 Stelle e dal capogruppo della Federazione della Sinistra (Davide Ghiglione) del Municipio Val Polcevera, impegna presidente e giunta ad attivarsi nei confronti del Sindaco di Genova affinché «Venga attuata una moratoria dei lavori del Terzo Valico e affinché venga considerata come prioritaria la realizzazione del collegamento dalla Bretella Voltri–Borzoli-Sampierdarena verso il valico dei Giovi in contemporanea con i lavori del Nodo ferroviario».

    Il documento, che sarà discusso prossimamente, sottolinea «A Borzoli sono già previsti gli imbocchi per un tratto di circa 350 metri a servizio del futuro Terzo Valico e proprio questi imbocchi potrebbero essere collegati alla linea di valico di Mignanego».
    Evitando così la realizzazione di un’opera che avrà un impatto molto forte sul territorio «Per il possibile dissesto idrogeologico ed il prosciugamento delle falde acquifere, e sulla salute pubblica data la possibile presenza di rocce amiantifere per le quali non è a conoscenza alcun accorgimento per evitare pericoloso inquinamento, a differenza di quanto accennato (seppur in maniera ancora insufficiente) nello studio, ad esempio, per la Gronda Autostradale di Ponente».

    Quindi, secondo il Movimento 5 stelle e la Federazione della Sinistra, i lavori per il nodo ferroviario (come già aveva spiegato ad Era Superba l’ingegnere Bruno Marcenaro) potrebbero essere l’occasione per rendere pienamente funzionali le linee di valico esistenti.
    Attualmente infatti «Sono in corso i lavori da Voltri a Brignole Terralba del Riassetto del Nodo di Genova, opera totalmente finanziata da RFI per un importo di circa 600 milioni di Euro – spiega la mozione – Quest’opera ha lo scopo primario di utilizzare la Bretella Voltri-Borzoli, costruita negli anni novanta con una spesa di 400 miliardi di vecchie lire e mai utilizzata».
    La Bretella Voltri-Borzoli «Fu costruita per dotare il porto di Voltri di un’infrastruttura ferroviaria per il trasporto dei contenitori – affermano i consiglieri firmatari del documento – ma per il fatto che da Borzoli invece di collegare questa bretella con la linea di valico di Mignanego le FS preferirono, con minor spesa, collegarla con la linea di Ovada, nessun treno del Porto di Voltri ha mai percorso tale linea, trovando più comodo la tratta Sampierdarena – valico di Mignanego».

    Nel prossimo futuro «Con il nuova tratto di linea previsto dal Nodo che va da Borzoli a Sampierdarena sarà possibile alleggerire e razionalizzare il traffico lungo la linea litoranea e aumentare così la capacità del servizio ferroviario metropolitano», continua la mozione.
    In pratica i treni passeggeri da e per Savona–Ventimiglia percorreranno il nuovo tracciato Voltri–Borzoli–Sampierdarena mentre la vecchia linea litoranea sarà utilizzata per un servizio di tipo metropolitano.
    «A questo punto sorge però una domanda importante – sottolineano i firmatari della mozione – dove passeranno i treni merci del Porto di Voltri? Tenuto conto che i treni merci provenienti dal Porto di Voltri, se inoltrati nella nuova tratta Voltri–Borzoli–Sampierdarena, implica il fatto che a Sampierdarena il treno dovrà subire un cambio di trazione testa-coda da parte del locomotore, quindi ripartire per il valico di Mignanego o di Pontedecimo, con un inspiegabile disagio ed aumento di costi e tempi del trasporto».

    La situazione sopra spiegata deriva dal fatto che la Bretella Voltri–Sampierdarena non è stata collegata a salire verso il nord con la linea di valico esistente (la Succursale dei Giovi).
    «Negli anni ‘90 le FS avevano previsto tale collegamento chiamato Bivio Lastrego (autofinanziato) – continua la mozione – ma poi tutto fu accantonato quando si parlò di Terzo Valico (finanziato dallo Stato Italiano) con la giustificazione che la realizzazione del Terzo Valico risolverebbe tali problemi di percorso. Situazione reale, ma con l’inconveniente che il Terzo Valico ha tempi di realizzazione di 10–15 anni destinati probabilmente ad aumentare per l’opposizione della popolazione e la possibile mancanza dei finanziamenti considerato il costo elevato dell’opera (6,3 miliardi di euro), allontanando in un futuro indefinito il problema dei treni merci diretti al nord in tempi brevi».

    I consiglieri ritengono indispensabile un ripensamento verso la soluzione del collegamento con la linea di valico esistente (la Succursale dei Giovi) «Che ha la sola priorità di reperire i finanziamenti necessari, comunque di gran lunga inferiori a quelli per il Terzo Valico».

     

    Matteo Quadrone

  • Wifi gratis a Genova, facciamo il punto

    Wifi gratis a Genova, facciamo il punto

    IL PRECEDENTE

    «È un punto di partenza che si rivolge non solo ai cittadini residenti, ai giovani e agli studenti, ma mette un nuovo “mattone” nella politica di marketing territoriale». Con queste parole un anno fa, più precisamente il 7 settembre 2011, l’allora Sindaco di Genova Marta Vincenzi presentava ufficialmente alla loggia dei Banchi il progetto FreeWifi Genova: quattordici aree della città nelle quali è possibile navigare gratis in Internet dal computer o cellulare, con un limite di 2 ore e/o 300 Mb al giorno.

    Queste le zone coperte dal servizio: biblioteche (Brocchi, De Amicis, Lercari, Podestà e Campanella); le piazze antistanti le stazioni ferroviarie di Brignole, Principe e Sampierdarena; piazza De Ferrari e Matteotti (incluso Informagiovani all’interno di Palazzo Ducale); loggia di Banchi; piazzale Kennedy; il parco di Villa Croce; via Sestri e terminal arrivi dell’aeroporto Cristoforo Colombo.

    Un passo avanti per la copertura wifi della città, che ha utilizzato fondi europei (i 140 mila € del progetto Wi Move) comportando dunque un costo minimo per il Comune. Il progetto si aggiunge alle iniziative private già in corso, su tutte quella dell’associazione Cittadini Digitali.

    IL PRESENTE

    Molte cose sono cambiate in un anno e le iniziative pubbliche e private rivolte a migliorare il servizio di connettività gratuita per genovesi e turisti si sono moltiplicate.

    Facciamo un veloce riepilogo: alle aree coperte da FreeWifi Genova si è aggiunta la Biblioteca Berio, che ha abbandonato il precedente servizio Wifi per aggregarsi a quello del Comune. Le necessità portate dall’alluvione del 4 novembre – dovute soprattutto alle difficoltà nel comunicare via cellulare – hanno spinto ad abbattere il limite delle 2 ore giornaliere, così che a oggi non esistono più limitazioni di tempo per navigare.

    A oggi il servizio FreeWifi Genova ha 9.547 utenti registrati (in media 850 al mese), con circa 800 connessioni al giorno e traffico dati medio giornaliero di circa 10 Gb, soprattutto nei giorni feriali.

    Nei prossimi mesi saranno attivate nuove aree coperte dal wifi gratuito, a partire dal quartiere Maddalena (dove saranno installati circa 18 punti di accesso) e dai musei, biblioteche e principali piazze cittadine non ancora raggiunte. C’è inoltre l’intenzione di portare avanti il dialogo con i privati, attraverso accordi mirati che permettano l’adesione dei loro hot spot al circuito FreeWifiGenova.

    In questo senso, il principale “concorrente” del Comune è rappresentato dall’azienda Vallicom Srl, con sede a Sestri Ponente e che dal 2009 gestisce le reti che fanno capo all’associazione Cittadini Digitali, con oltre 21.000 utenti registrati. Sul dialogo tra Comune e privati Vallicom si mostra scettica, sostenendo di non essere mai stata interpellata per avviare un’iniziativa comune per la copertura wifi del territorio genovese.

    Vallicom ha attivato da alcuni mesi il progetto Rete Gratuita, che finora ha coinvolto non solo la città di Genova, ma anche diversi Comuni dell’entroterra e della Liguria. La registrazione avviene collegandosi al sito retegratuita.it, dove è possibile anche consultare l’elenco (in continuo aggiornamento) delle aree coperte.

    Rete Gratuita ha attualmente oltre 80 hot spot attivi, con la previsione di arrivare a oltre 200 entro ottobre. Vallicom è inoltre il promotore – sempre tramite Rete Gratuita, del progetto che vede coinvolta Federfarma: si prevede entro il 30 novembre l’attivazione di hot spot, le cui spese di installazione sono interamente a carico dell’azienda, in circa 150 farmacie.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Certosa: cittadini contro i tagli dei servizi sanitari

    Certosa: cittadini contro i tagli dei servizi sanitari

    Dopo il Municipio Val Polcevera, ora è la volta dei cittadini pronti a scendere in strada per difendere i servizi sanitari della vallata, messi in pericolo dagli imminenti tagli decisi dalla Regione Liguria. Contro l’ipotesi di cancellazione degli spazi ambulatoriali di Certosa gli abitanti stanno organizzando una mobilitazione popolare per il prossimo 15 settembre. 

    Sabato 1 settembre, nonostante la pioggia, sono già stati distribuiti 2000 volantini e l’iniziativa ha ottenuto risalto anche sui social network con una pagina facebook dedicata (questo il link https://www.facebook.com/events/409582749101695/).
    «Le ferie sono finite ma i problemi restano», recita il documento diffuso dal Comitato Liberi Cittadini di Certosa con l’aiuto del Comitato No Inceneritore e di altri volontari «Con la scusa della crisi verranno tagliati dalla Regione Liguria 663 posti letto negli ospedali, di cui 160 nella nostra Vallata, servizi sanitari dislocati sul territorio ed in particolare il centro prenotazioni e gli ambulatori di via Canepari a Certosa (il CUP da mesi al centro di polemiche per la paventata chiusura). Tutto ciò si aggiunge al considerevole aumento delle tasse e del costo della vita che andrà a pesare in particolare sulle persone più deboli della popolazione! Malati, anziani e disabili».

    Ma il rischio chiusura riguarda anche l’unico presidio superstite dell’intera vallata, l’ospedale Gallino di Pontedecimo. Per quanto riguarda l’ex ospedale Celesia di Rivarolo infatti – al cui interno ormai da diversi mesi sono in corso dei lavori di riqualificazione per la trasformazione del padiglione a valle in struttura residenzialità – non è prevista la realizzazione di nuovi ambulatori per il quartiere.
    Nonostante la situazione del Gallino sia avvolta da un misterioso silenzio, nessuno ha mai smentito con convinzione l’ipotesi di dismissione dell’ospedale, il cui destino appare inevitabilmente segnato.
    «Come Comitato Liberi Cittadini di Certosa non vogliamo subire queste scelte che, insieme ai problemi della legalità, della sicurezza, della viabilità e del degrado ambientale, stanno uccidendo la nostra vallata. Vogliamo manifestare la nostra opposizione invitandovi numerosi alla manifestazione che organizzeremo Sabato 15 settembre 2012 alle ore 15 con partenza davanti al CUP di Via Canepari».

     

    Matteo Quadrone

  • Corpi urbani: a Genova e Finale Ligure il festival di teatro danza

    Corpi urbani: a Genova e Finale Ligure il festival di teatro danza

    Incontri, danzaDa giovedì 6 a domenica 9 settembre torna come ogni anno il Festival internazionale di danza in paesaggi urbani Corpi urbani / Urban Bodies, giunto alla decima edizione.

    Quest’anno l’associazione Artu propone, tra Genova e Finale Ligure, 19 spettacoli a cura di artisti italiani e internazionali provenienti da Spagna, Gran Bretagna e Francia, per un totale di 35 performer tra artisti affermati e giovani talenti della danza contemporanea. Nel capoluogo ligure sono state scelte sei residenze, tra il Parco di Villa Duchessa di Galliera a Voltri e Villa Bombrini a Cornigliano.

    Il festival sarà preceduto da un’anteprima, che si terrà martedì 4 settembre alle 18 presso Palazzo Ducale, in cui verranno presentati il progetto europeo LEAST COMMON MULTIPLE, la rivista DANCING CITIES e la mostra fotografica SEI, che celebra i dieci anni di festival.

    Questo il programma degli eventi.

    Giovedì 6 settembre il festival apre a Voltri, tra piazza Odicini e il Parco di Villa Duchessa di Galliera: quattro coreografi e sette danzatori di diversa provenienza formativa e culturale sperimentano il progetto europeo Dance Channels, realizzato in collaborazione con il Festival Trayectos di Zaragoza e il Festival Urban Moves di Manchester. Gli artisti selezionati sono stati in residenza per tre settimane a Zaragoza, due settimane a Manchester e una settimana a Genova (presso il Teatro Cargo) e hanno lavorato nello spazio urbano e in relazione con alcune realtà associative del territorio per poi aprire al pubblico le proprie creazioni.

    Venerdì 7 settembre ci si sposta nel cortile maggiore di Palazzo Ducale per una serata di danza in collaborazione con Anticorpi XL, network italiano della giovane danza d’autore, di cui l’Associazione ARTU fa parte dal 2009.

    Sabato 8 settembre spettacoli a Villa Bombrini di Cornigliano con il progetto Factories e la presentazione del film documentario DANCING CITIES, un progetto europeo sostenuto dal Programma Cultura 2007- 2013 dell’Unione Europea, in collaborazione con il circuito internazionale CIUDADES QUE DANZAN.

    La giornata conclusiva, domenica 9 settembre, si svolgerà come ogni anno a Finale Ligure (SV).

  • Rural Indie Camp 2012: tre serate di musica e teatro in Valle Scrivia

    Rural Indie Camp 2012: tre serate di musica e teatro in Valle Scrivia

    Concerto musica liveDa venerdì 7 a domenica 9 settembre nuovo appuntamento con il festival di musica e teatro indipendente Rural Indie Camp, organizzato dall’associazione culturale Disorder Drama e dal Gruppo di Teatro Campestre, che si svolge ogni anno in Valle Scrivia, più precisamente a San Bartolomeo di Valle Calda (vicino a Savignone).

    Questo il programma degli appuntamenti, tutti a ingresso libero e gratuito.

    Venerdì 7 settembre

    Musica
    – dalle ore 19.30, presso il Teatrino: Dj set di benvenuto con Dj Hex, a seguire session di band punk rock con Modotti, You And Me And The Coffin, tba, Persico

    Teatro
    – ore 21.30, presso le Grotte: Macbeth al Nebbiolo di Massimiliano Ferrari
    – ore 23.00 presso la piazza della Chiesa No Tavevo detto del gruppo Teatri della Viscosa

    Sabato 8 settembre

    Musica

    – dalle ore 19.00, presso il Teatrino: aperitivo e Dj-set di Samsara Means War, a seguire serata indie con I Camillas, Bobsleigh Baby, The Colours Seen From Behind, Morning Telefilm, Lemmins, Perfect Pop, 3sh. Chéz Rosetta

    Teatro
    – ore 16.30: partenza pullmino dalla piazza di San Bartolomeo
    – ore 17.00, presso il Ristorante Chiara di Besolagno: Cobò degli Amor Vacuim
    – ore 18.00, presso il campo da Volley di Besolagno: Park #8 [per fortuna qui c’è anche il grigio] di Isabella Mongelli
    – ore 18.45 – partenza pullmino dalla piazza davanti al Ristorante Chiara, Besolagno

    Domenica 9 settembre

    Musica
    – dalle ore 13.30: pranzo Party Finale con i Berna e Chéz Rosetta

    Teatro
    – dalle ore 14.30: pranzo Party Finale con Un Fischio, Samba, Morte del Gruppo Teatro Campestre.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Costruire cultura: bando per una settimana di residenza artistica

    Costruire cultura: bando per una settimana di residenza artistica

    Arte di Strada teatro attoriUna settimana di residenza formativa completamente gratuita per 70 persone tra drammaturghi, operatori culturali e sviluppatori di applicazioni mobili, allo scopo di promuovere e valorizzare figure emergenti delle professioni culturali.

    Tre percorsi formativi di 40 ore ciascuno che si terranno a Padova dal 19 al 26 ottobre 2012, con spese di vitto e alloggio incluse per i partecipanti.

    Questo il dettaglio delle tre sezioni.

    Drammaturgia (rivolto a persone under 40 che abbiano già maturato esperienza in ambito teatrale): un seminario intensivo in cui si approfondiranno temi e tecniche della scrittura drammaturgica finalizzata alle pratica teatrale.

    Sviluppo app (rivolto a creativi, comunicatori e tecnici-programmatori under 35): unn workshop che vedrà l’interazione di competenze tra creativi, tecnici-programmatori e comunicatori con lo scopo di approfondire i diversi aspetti necessari per lo sviluppo di applicazioni Mobile.

    Organizzazione culturale (rivolto a persone under 35 che abbiano già avuto esperienze lavorative in questo ambito): una serie di workshop su tematiche legate a progettazione di eventi culturali, attività di comunicazione e fundraising.

    La domanda può essere inviata entro le ore 12.00 di venerdì 14 settembre 2012 all’indirizzo mail costruirecultura@comune.padova.it, allegando i seguenti documenti:
    – curriculum e lettera motivazionale
    – (sezione drammaturgia) estratto di una scrittura drammaturgica originale/propria, edita o inedita
    – (sezione operatori culturali) abstract relativo ad un progetto o iniziativa culturale realizzato indicando il tipo di attività o ruolo ricoperto
    – (sezione app) breve portfolio delle attività svolte

    Una commissione valuterà le candidature sulla base dei materiali inviati. In alcuni casi potrà essere richiesto un approfondimento tramite colloquio (anche via Skype).

    [foto di Constanza Rojas]

  • Edilizia: finte partite Iva nascondono il calo dell’occupazione

    Edilizia: finte partite Iva nascondono il calo dell’occupazione

    Cresce il numero delle imprese artigiane in Liguria ma i numeri positivi rischiano di nascondere la crisi che sta attanagliando il settore edile. La crescita, infatti, è solo numerica e l’aumento delle aziende individuali è un emblematico segnale del tentativo di riconversione di lavoratori, in precedenza dipendenti, espulsi dal mercato del lavoro. Una tendenza che avevamo già riscontrato nei mesi precedenti e che purtroppo oggi trova conferma.

    Sono questi i dati che emergono dall’ultima indagine di Anaepa Confartigianato che ha fotografato lo stato di salute del settore edile nel primo semestre 2012. Ebbene, mentre a livello nazionale l’edilizia presenta una flessione della produzione dell’1,36%, la nostra regione presenta il record nazionale per tasso positivo di imprese di costruzione: +0,97% registrato nell’ultimo anno.
    «La Liguria è l’unica regione in Italia ad avere un tasso di crescita positivo nel numero delle imprese – spiega Paolo Figoli, presidente di Confartigianato Liguria Costruzioni – Non vuol dire che però qui da noi sia tutto rose e fiori. Anzi: se guardiamo ai tassi di occupazione emerge che la Liguria ha tra i tassi peggiori per numero di lavoratori sia dipendenti sia indipendenti».
    La flessione degli occupati nell’edilizia in Liguria tra il secondo trimestre 2011 e il primo trimestre 2012 è stata di -12,3% con un’emorragia di oltre 26mila posti di lavoro dipendente, di -10,7% degli indipendenti pari a oltre 21mila lavoratori autonomi. Peggio della Liguria, in chiave occupazionale, solo la Sardegna (-17,7% di dipendenti) e la Calabria (-15,3%).
    «Il fenomeno è sicuramente spiegato dal fatto che molti ex dipendenti decidono di aprire partita Iva ma in pochi riescono a rimanere sul mercato, reso asfittico dalla crisi economica che dal 2008 a oggi vive uno stato di recessione ai minimi storici e che nel 2011 è sceso sotto i livelli del 2000 – spiega Figoli – Mettersi in proprio spesso è una scelta obbligata, ma non sempre vincente».

    I lavoratori stranieri sono coinvolti in misura maggiore perché più facilmente ricattabili dai rispettivi datori di lavoro, come spiega il sindacato di categoria Fillea Cgil (federazione dei lavoratori del legno, dell’edilizia e delle industrie affini) dalle pagine de “La Repubblica” «Con i tagli ci sono sempre meno controlli, molte imprese cercano di ridurre i costi ed i lavoratori accettano di farsi carico della partita Iva per non perdere il posto».
    E così le partite iva crescono vertiginosamente: a Genova i lavoratori edili con partita iva sono 9 mila, cinque anni fa erano la metà. Un vero e proprio boom che sicuramente non riflette l’andamento di un settore in crisi profonda. I dati nazionali di Fillea Cgil sul lavoro nero e sul caporalato nell’edilizia parlano di 400 mila lavoratori in nero, grigio o sotto ricatto «A queste persone viene chiesto di aprire partite iva, accettare contratti part-time, ovvero tempi pieni mascherati con fuoribusta in nero, di dichiarare meno ore lavorate e di ricorrere ai permessi in caso di infortunio non grave».
    «La pesante tassazione sugli immobili ed il clima di sfiducia e timore nel futuro allontana i possibili investitori del settore – afferma Paolo Figoli, presidente di Confartigianato Liguria Costruzioni – In questa critica situazione cercano di trovare spazio nuove imprese che, non filtrate da nessuna legge di accesso alla professione del comparto, generano concorrenza sleale e, non avendo minimi requisiti tecnici-morali-professionali, fanno solo danni e non portano benefici nè occupazionali nè di produttività ».
    La conferma della crisi nera del mattone arriva da Davide Viziano, titolare di uno dei più attivi gruppi di costruzione che operano in città, che ha spiegato al “Secolo XIX” «Siamo riusciti a rimanere a galla solo grazie ai parcheggi, mentre il settore residenziale è praticamente fermo. Solo per i monolocali e i bilocali, che richiedono investimenti limitati, c’è ancora richiesta. Il 90% delle compravendite eseguite nel primo semestre 2012 riguarda proprio gli alloggi di piccole dimensioni».
    «A incidere sullo stato di sofferenza sono gli annosi ritardi nei pagamenti da parte di privati e pubbliche amministrazioni, il doppio rispetto alla media europea, la drastica riduzione di investimenti in opere pubbliche, il calo nell’erogazione dei mutui alle famiglie, la sempre maggiore difficoltà dell’accesso al credito da parte delle imprese e i tassi bancari in aumento», sottolinea l’analisi di Confartigianato.
    Inoltre «Dal 2008 al 2011 il numero dei nuovi mutui concessi è diminuito in media in Italia del 9% all’anno, colpendo in misura maggiore i mutuatari più giovani e quelli extracomunitari – conclude Figoli – La Liguria, insieme a Emilia Romagna e Valle d’Aosta, è tra le regioni dove si registra la variazione percentuale minore negli stock dei mutui concessi per l’acquisto di un’abitazione. Sappiamo bene che il mercato immobiliare, anche quello dell’usato per cui oggi i tempi nelle compravendite in media arrivano a 8 mesi, è legato a doppio filo con l’edilizia: meno famiglie acquistano casa e minore è la richiesta di ristrutturazioni con inevitabili conseguenze negative soprattutto per le imprese di piccole e piccolissime dimensioni».

     

    Matteo Quadrone

  • Cinema all’aperto Genova ai Truogoli di Santa Brigida

    Cinema all’aperto Genova ai Truogoli di Santa Brigida

    Un nuovo cinema all’aperto a Genova: l’estate è agli sgoccioli, ma nel centro storico si stanno organizzando le proiezioni di Cinetruogoli, rassegna a cura del Laboratorio Audiovisivi Buster Keaton dell’Università di Genova che si terrà in piazza Truogoli di Santa Brigida.

    Sei proiezioni che alterneranno grandi nomi internazionali e giovani registi liguri.

    Questo il calendario dei film in programma.

    Sabato 8 settembre (ore 19-24): Artigiani del mare di Lorenzo Martellacci e Stefania Tugliani, presentato al Genova Film Festival 2011; Loro dentro di Cristina Oddone; Vito sempre vivo di Diego Scarponi; Murgando in Palestina di Serena Gargani e Lorenzo Martellacci.

    Giovedì 13 settembre (ore 19-22.30): La guerra del gusto di Jonathan Nossiter.

    Giovedì 20 settembre (ore 19-22.30): L’ultima pedalata di Gloria De Antoni, proiezione inserita nel programma della Mobility week 2012.

    Giovedì 27 settembre (ore 19-22.30): Cose di questo mondo di Michael Winterbottom.

    Giovedì 4 ottobre (ore 19-22.30): Essere&avere di Nicolas Philibert.

    Giovedì 11 ottobre (ore 19-22.30): Le voci del Tanaro di Sandro Bozzolo e Alessandro Ingaria.

    [foto di Daniele Orlandi]