Mese: Settembre 2012

  • Libreria Falso Demetrio: letture del Decameron e storytelling

    Libreria Falso Demetrio: letture del Decameron e storytelling

    libreria falso demetrio genovaMercoledì 12 settembre alle 17 la libreria Falso Demetrio di via San Bernardo ospita un incontro a cura del gruppo Storytelling Genova, che si cimenterà nel racconto di tre storie tratte dal Decameron di Giovanni Boccaccio.

    Le storie saranno raccontate, e non lette, per la durata di circa un’ora: lo scopo è mostrare cos’è lo storytelling e la sua differenza con i “tradizionali” reading. L’incontro è a ingresso gratuito, al termine del racconto il gruppo presenterà il suo progetto di salotti di storytelling a Genova e illustrerà i prossimi appuntamenti.

    Tutte le informazioni sul gruppo si possono richiedere all’indirizzo mail genovastorytelling@hotmail.com.

  • Libreria Feltrinelli Genova: eventi e presentazioni di settembre

    Libreria Feltrinelli Genova: eventi e presentazioni di settembre

    Riparte dopo la pausa estiva la stagione di appuntamenti alla Libreria Feltrinelli di via Ceccardi. Questo il calendario di settembre 2012 (sempre con ingresso libero e inizio alle ore 18).

    Venerdì 14: Smemo – 35 edizioni dalla mitica Numero Uno
    Per i 35 anni dalla pubblicazione della mitica Smemoranda numero 1 il tema raccontato dagli oltre 100 collaboratori smemo è Friends. Perché essere amici nell’era di Facebook, su cui raccontare e condividere la propria vita in tempo reale, significa soprattutto scambiarsi le idee e farle girare. Un po’ come la Smemo tra i banchi.
    Oggi insieme ai direttori Gino & Michele e Nico Colonna, intervengono Don Gallo (Comunità San Benedetto al porto) e il Sindaco Marco Doria. Partecipa l’Associazione culturale La Stanza.
    In collaborazione con la Comunità San Benedetto al porto.

    Lunedì 17: Al di là della rete, racconti fuori e dentro il campo da tennis
    La storia, di pura fantasia, di un tennista brasiliano. Misteriose sparizioni che tengono banco in un club di tennis. Un ricordo dedicato a Franco Pongiluppi, maestro storico del tennis genovese mancato il 30 dicembre 2011. Questo e altro nei sette racconti di Enrico Casareto. Storie di tennis, certo, ma non solo: perché lo sport è vita. Incontriamo l’autore insieme al giornalista Michele Corti.

    Martedì 18: La mia bici va a potassio
    Di alberi lungo le strade ce ne sono sempre stati. Ora un po’ meno. Molto meno. Dicono che sono pericolosi per gli automobilisti che ci vanno a sbattere contro. Anche i pedoni e i ciclisti sono pericolosi perché molti automobilisti ci vanno a sbattere contro. A rigore bisognerebbe togliere anche quelli.
    Una struggente dichiarazione d’amore verso il paesaggio italiano: dai borghi secolari nascosti tra Milano e gli Appennini ai vecchi passaggi a livello, dagli antichi tracciati delle strade romane alle moderne rotonde. In occasione della Settimana Europea della Mobilità Albano Marcarini, urbanista e giornalista, presenta oggi il suo libro.

    Mercoledì 19: Malika Ayane
    La cantante incontra il pubblico e firma copie del suo nuovo album Ricreazione. 12 brani, che rappresentano 12 ritratti, 12 monologhi interiori, 12 fotografie, stati d’animo e punti di vista. Tra gli autori, oltre la stessa Malika, spiccano le collaborazioni con Boosta, Pacifico, Alessandro Raina (Amor Fou), Romeus, The Niro e Paolo Conte. Modera l’incontro Max Repetto di Radio Babboleo.

    Giovedì 20: Perle ai porci
    Da dove nasce la cucina mediterranea? Perché è così ricca di riferimenti filosofici? Perché alla base della nostra alimentazione ci sono il pane e l’olio? Quali e quante sono state le contaminazioni tra le diverse culture del Mediterraneo? Con l’aiuto del cucinosofo Sergio Rossi, questa sera Maurizio Sentieri ci guida alla scoperta delle radici della nostra cucina e del suo nuovo saggio.

    Venerdì 21: La grande contrazione
    Contrazione è l’opposto di espansione. E questo è già di per sé significativo: la logica di fondo del periodo che dobbiamo attraversare sarà molto diversa da quella della fase che è alle nostre spalle. Non è detto che sia un male. Trasformare la crisi in opportunità: è questa la responsabilità che Mauro Magatti, docente di Sociologia presso l’Università Cattolica di Milano, individua per la nostra generazione. Oggi l’autore ci presenta il suo saggio insieme a Raffaele Caruso, Presidente dell’Associazione Liberi/e Forti. In collaborazione con Associazione Liberi/e Forti.

    Lunedì 24: Professione sceneggiatore
    Dall’esperienza di Sergio Badino, autore (Disney, Sergio Bonelli Editore, Tunué, Deus) e insegnante di sceneggiatura e storytelling, un volume indispensabile, con tanti esempi pratici, schemi teorici, dritte e trucchi del mestiere. È Professione Sceneggiatore (Tunuè), un libro per tutti i giovani autori, per gli appassionati di scrittura creativa e per quanti siano curiosi di sapere nel dettaglio come nascono le storie, con l’introduzione di Maurizio Nichetti. Questa sera presentiamo il libro e StudioStorie, la nuova
    scuola di Badino, insieme a Umberto Basevi.

    Martedì 25: Lo scrittore deve morire
    Lo stravagante editore Ubermensch Belasco convoca lo scrittore Francisco Portali, reduce da un terribile flop letterario, per commissionargli la stesura di quella che a sua detta è la storia del secolo. Peccato che, a causa dei micidiali effetti di un mix di antidepressivi e vino, l’intrattabile e smemorato Belasco faccia l’errore di chiedere la stessa cosa a un altro fallimentare autore, Ladislao Tanzi. Quando inevitabilmente si ritrova sulla scrivania due romanzi dall’identica trama, in un lampo di fantaeditoria, Belasco decide di assemblarli. Un romanzo esilarante, fra biechi uffici stampa, svaporati critici letterari e inquietanti fan… Questa sera i due autori Gianluca Morozzi e Heman Zed ce lo presentano insieme alla scrittrice Barbara Fiorio.

    Mercoledì 26: Sfortunato il Paese che non ha eroi
    Ci sono ancora gli eroi nella nuova società contemporanea? Ci sono ancora figure che, attraverso le grandi narrazioni, ci raccontano e ci spiegano la nostra identità? Passando dalla porta che conduce al nostro immaginario, dove dispiegano le loro spettacolari storie e avventure, gli eroi diventano icone, miti fondamentali della nostra formazione e istruzione. Le storie degli eroi contemporanei sono il nostro miglior romanzo di formazione. Ma quelli che noi amiamo in questi anni sono eroi strani, non buoni, non morali: sono bastardi senza gloria, anti-eroi. Qualche nome? Batman, Gregory House, il grasso e lardoso Kung fu panda, i personaggi di Clint Eastwood. Questa sera presentiamo Sfortunato il paese che non ha eroi (Ponte alle Grazie). Insieme all’autore, il filosofo Simone Ragazzoni, intervengono la professoressa Margherita Rubino, la giornalista Francesca Baraghini e la scrittrice Gaia De Pascale.

    Giovedì 27: L’entomologo e l’incredibile storia della foto di Napoleone
    Sono soltanto voci e leggende quelle che serpeggiano tra antiquari e collezionisti? O esiste davvero una fotografia col volto di Napoleone? Un eccentrico studioso segue le tracce del prezioso cimelio, sulle orme dello sbadato entomologo francese Maurice Rémond. Inseguendo coleotteri e farfalle, Rémond si ritrova quasi per caso al seguito dell’armata napoleonica, sballottato da un campo di battaglia all’altro. Fra impacciati tentativi con acido citrico e cloruro d’argento Giovanni Fassio crea un divertente gioco letterario, che questa sera ci presenta insieme allo storico e scrittore Giulio Massobrio.

    Venerdì 28: Il linguaggio segreto del profumo
    Dietro ogni essenza si nasconde un canale di comunicazione in grado di stimolare tutti e cinque i sensi, ma anche capace di fissare, attraverso l’olfatto, ricordi e sensazioni impossibili da raccontare soltanto con le parole. Storie e avventure raccontate dall’autrice Marika Vecchiattini (che di se stessa dice: nata a Genova in un anno compreso tra il lancio di Chanel N. 19 e quello di Diorella).

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Quarto, ex manicomio: clamorosa marcia indietro della Regione

    Quarto, ex manicomio: clamorosa marcia indietro della Regione

    Manicomio di QuartoUna clamorosa marcia indietro della Regione Liguria apre nuove prospettive per una porzione dell’area dell’ex manicomio di Quarto, quella che ancora oggi ospita i malati psichiatrici, i disabili gravi ed il centro Alzheimer. Ieri mattina, infatti, l’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo ha annunciato alle commissioni consiliari del Comune di Genova l’intenzione di preservare queste strutture, stoppandone la vendita. La delibera è già pronta e andrà in giunta nella prossima riunione, forse già entro la fine di questa settimana.

    A onor del vero la vendita è già avvenuta quando, sul finire dell’anno scorso, tramite una seconda cartolarizzazione, tutta la parte antica dell’ex ospedale psichiatrico – dove attualmente si trovano diversi servizi sanitari e amministrativi, tra i quali alcune comunità psichiatriche, una comunità per minori disabili, strutture residenziali per anziani, per pazienti psichiatrici e disabili, servizi di medicina legale, diversi uffici amministrativi – è finita in mano ad Arte (Azienda Regionale Territoriale per l’Edilizia) a cui è stato affidato il compito di trovare nuovi acquirenti.
    «La decisione di vendere gli immobili era stata determinata dalle necessità finanziarie – ha spiegato ieri Montaldo – ma negli ultimi dieci giorni è cambiato il nostro orientamento. Abbiamo deciso di accogliere le istanze e i contributi del territorio e siamo pronti a modificare le determinazioni in merito».
    «L’assessore ha garantito che le aree dedicate alla residenzialità, sia dei pazienti psichiatrici che dei disabili gravi, non verranno toccate – ha affermato Cristina Lodi, presidente della commissione Welfare del Comune – ora attendiamo la delibera che andrà a modificare la vendita delle aree. La Regione e il Comune hanno interpretato i bisogni dei cittadini. Collaborando siamo riusciti a raggiungere un importante risultato politico, facendo un passo avanti in un momento così delicato».

    Esprime soddisfazione per il deciso passo avanti anche Lorenzo Pellerano, il consigliere regionale della Lista Biasotti che ha svolto un prezioso lavoro di documentazione per fare chiarezza su una vicenda assai intricata «Il risultato è indubbiamente positivo ma voglio ricordare l’impegno di cittadini, comitati e Municipio Levante, tutti contrari alla dismissione di Quarto. Non bisogna dimenticare che in Regione la maggioranza ha votato per la vendita dell’intera area dell’ex ospedale psichiatrico. Nel dicembre 2011, il direttore dell’Asl 3, Corrado Bedogni, è intervenuto per impedire la vendita di una piccola porzione del complesso, i padiglioni 7, 8 e 10, gli unici rimasti di proprietà dell’azienda sanitaria locale».

    In effetti, affermare “Non venderemo”, come ha fatto l’assessore Montaldo, è un espressione fuorviante per chi non ha seguito passo dopo passo tutta la questione «Le aree sono già state vendute ad Arte – sottolinea Pellerano – Adesso si torna indietro e Arte non venderà più ai privati. Questo è il momento di fare scelte politiche lungimiranti e non dettate dalla fretta di fare cassa».
    «Oggi l’assessore Montaldo riconosce che occorre mantenere quelle strutture che hanno goduto di investimenti significativi, come i 2 milioni di euro per la ristrutturazione della residenza psichiatrica “Casa Michelini” – continua il consigliere della Lista Biasotti – Sono felice che il mio impegno in qualità di consigliere, con il supporto di inchieste giornalistiche come la vostra, abbia fatto sì che potessero emergere con evidenza tutte le contraddizioni».
    Sicuramente l’intervento del Comune è risultato fondamentale per cambiare direzione «Politicamente ha avuto un ruolo primario la volontà dell’amministrazione comunale che si è espressa a favore della tutela del complesso di Quarto – continua Pellerano – In caso contrario si sarebbe potuti arrivati ad uno scontro con la Regione, con immaginabili conseguenze politiche. Le diverse istituzioni hanno dimostrato che, ragionando insieme, è possibile arrivare a soluzioni condivise».
    Ma la vicenda non finisce qui, come ricorda Pellerano «Innanzitutto voglio vedere la delibera e leggerla attentamente. Inoltre resta da capire come garantire l’accesso alle aree che rimarranno pubbliche, visto che saranno circondate da altre porzioni di proprietà privata».
    E Lorenzo Pellerano si attende un passo indietro della Regione anche in merito alla questione dell’ex manicomio di Pratozanino a Cogoleto, perché «Pure in questo caso è ancora possibile correggere la rotta», conclude.

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Notte Bianca, il bilancio dei primi cinque anni

    Notte Bianca, il bilancio dei primi cinque anni

    IL PRECEDENTE

    15 settembre 2007
    Circa 350.000 genovesi e 150.000 turisti, 20.000 ingressi nei musei e quasi tutti i negozi del centro storico aperti fino a notte inoltrata. Questo il bilancio della prima Notte Bianca a Genova, un evento fortemente voluto dalla neo eletta Sindaco Marta Vincenzi, che per realizzarla si è affidata al superconsulente per la cultura Carlo Freccero.

    Lo scopo è creare intorno a Genova e al suo patrimonio culturale una risonanza analoga a quella del 2004, anno in cui la città è stata capitale della cultura, e al tempo stesso dare origine a un evento dove ospiti di rilievo nazionale attirino in città visitatori e turisti da ogni parte d’Italia.

    Il titolo della serata è Il mare, in una notte e gli appuntamenti principali sono stati il concerto di Tiziano Ferro e della Pfm e lo spettacolo di Maurizio Crozza.

    13 settembre 2008
    La seconda Notte Bianca è una notte a metà, perché la pioggia interrompe sul più bello parte dei festeggiamenti. Il nuovo consulente per i grandi eventi è Nando Dalla Chiesa, che quest’anno sceglie il nome Genova, città aperta. La serata parte dal Porto Antico con gli Mtv Days, evento musicale che per tutto il giorno fa alternare sul palco nomi di punta della scena pop, dai Baustelle ai Sonohra, radunando nei pressi dell’Acquario oltre 100.000 spettatori.

    La serata è occasione anche per la contro-Notte Bianca di Beppe Grillo, che al Cep di Prà anima la Notte grigio topo.

    12 settembre 2009
    Per il secondo anno consecutivo la Notte Bianca si abbina agli Mtv Days, che quest’anno si aprono alla musica internazionale portando a Genova gli Skunk Anansie.

    In programma come ogni anno spettacoli musicali ed eventi culturali di ogni genere per tutta la città, che culminano con lo spettacolo pirotecnico al Porto Antico dopo la mezzanotte.

    10 settembre 2010

    Lucio Dalla, Francesco De Gregori e Patty Pravo sono i superospiti della Notte Bianca 2010, che porta a Genova oltre 300.000 persone tra cittadini e turisti. La Regione Liguria – in collaborazione con le Ferrovie dello Stato – stanzia 12.000 € per tre convogli straordinari dopo le due di notte, destinazione Savona, La Spezia e Arquata Scrivia.

    Il 2010 è anche l’anno della prima, grande polemica: Simone Di Maria, consigliere Pdl del Municipio Levante, obietta sul fatto che l’evento sia organizzato in concomitanza con l’11 settembre, anniversario dell’attentato al World Trade Center di New York.

    10 settembre 2011

    Il 17 luglio su Facebook viene creata la pagina “1.000.000 di NO alla Notte bianca 2011 di Genova“. Una serie di appelli in polemica all’evento, le cui ragioni sono molteplici. Anzitutto i soldi, centinaia di migliaia di euro investiti ogni anno per questa iniziativa, dai cachet dei superospiti (quest’anno, Antonello Venditti ed Edoardo Bennato) alla promozione in città come Torino e Milano.

    A seguire, l’apparente (?) indifferenza della Civica Amministrazione nei confronti di iniziative culturali “minori”, che per tutto l’anno cercano ugualmente di rendere viva la città, anche se non necessariamente tutti nella stessa notte.

    Per la prima volta, complice la crisi, anche tra i politici locali iniziano i primi “forse” pronunciati a mezzo stampa per obiettare su un dispendio così elevato di fondi per un solo evento.

    Nonostante le polemiche, la serata segna un altro record con 400.000 presenze.

    IL PRESENTE

    8 settembre 2012

    Niente Notte Bianca: lo stop ufficiale arriva dal neo Sindaco Marco Doria, attraverso il nuovo assessore alla Cultura Carla Sibilla. Una scelta difficile – dovuta anzitutto ai probabili tagli di tre milioni alla cultura che verranno decisi al varo del bilancio di emergenza – ma anche una riconsiderazione del rapporto fra ente pubblico e attività culturali: «Stiamo studiando nuovi modelli che creino valore per la città. La Notte Bianca com’era concepita, ormai è un evento anacronistico»: queste le parole dell’assessore, pronunciate lo scorso giugno per motivare la decisione.

    A inizio settembre, un po’ di sorpresa, arriva un primo assaggio dei “nuovi modelli” sopracitati: Genova Summer Night, un evento che si è tenuto lo scorso sabato e il cui timone è stato affidato quasi interamente ai Civ, che hanno animato il centro storico mentre in altre zone della città si inauguravano altre grandi iniziative, su tutte una nuova edizione dell’Expo Valpolcevera.

    Ancora nessun dato ufficiale su numeri e presenze, nessuna esultanza e (pare) nessuna polemica. Le uniche parole arrivano dal Sindaco Marco Doria, nell’ultimo video postato sul suo canale YouTube: “Ringrazio i Civ che hanno promosso e organizzato la Genova Summur Night: un insieme di iniziative che hanno animato il centro storico della nostra città. L’iniziativa è stata positiva e ha sostituito, tra virgolette, la Notte Bianca. Non siamo in grado di spendere soldi per grandi eventi, però vogliamo che la città ed il centro storico vivano”.

    Notte conclusa, in attesa di settembre 2013 una domanda a tutti i genovesi è d’obbligo: quali sono le vie, i caruggi, le gallerie d’arte, le associazioni culturali, i teatri, i cinema e i locali che vi impegnerete a sostenere nelle prossime 364 notti?

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: BluNepal

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: BluNepal

    I BluNepal sono formati da Agostino, Paolo e Federico: nato nel 2009 come collettivo di improvvisazione strumentale, il gruppo raggiunge in seguito l’attuale dimensione di trio.

    I ragazzi sono componenti o ex componenti di altri gruppi genovesi come En Roco, Cut of Mica, La maschera di cera, Finisterre, Kramers, Zaal; esperienze diverse che li portano a miscelare nei propri pezzi atmosfere psichedeliche e rock con reminescenze jazz, di cui peraltro la band porta con sé l’inclinazione all’improvvisazione durante le performance live.

    Follow the sherpa” è il titolo del loro primo disco (prodotto dal batterista Federico), attualmente in fase di lavorazione e la cui uscita è prevista nel corso del 2013: coerentemente con il gusto per la sperimentazione che distingue il gruppo, le undici tracce dell’album si snodano tra elettronica d’ambiente, rock sperimentale ed echi di afro beat.

    BlunepalGenere: rock psichedelico
    Agostino Macor: rhodes, synth and keyboards
    Paolo Furio Marasso: bass e doublebass
    Federico Branca Bonelli: drums 3 sound production

     

     

     

  • Settimana europea della mobilità 2012: il programma

    Settimana europea della mobilità 2012: il programma

    ciclistiDa domenica 16 a sabato 22 settembre 2012 torna come ogni anno la Mobility Week, settimana europea dedicata alla bicicletta e alla promozione di mezzi di trasporto più sostenibili.

    Questi tutti gli appuntamenti in programma a Genova.

    Aspettando la Mobility Week

    Giovedì 13 settembre
    ore 18 – Libreria Finisterre, Piazza Truogoli di S. Brigida: Mario Piaggio presenta “Tra il mare e i monti della Liguria in mountain bike” itinerari nel Ponente.
    ore 18 – Cinema Sivori, Salita Santa Caterina: presentazione del nuovo programma del Circolo ADB di Genova.
    ore 21.15 – Cinema Sivori, Salita Santa Caterina: proiezione del film d’animazione “Appuntamento a Belleville” di Sylvain Chomet.

    Sabato 15 settembre
    “I forti di Genova”: in mountain bike con il Monte Fasce Bike Group (per informazioni adbge@libero.it)

    Settimana Europea della Mobilità 2012

    Domenica 16 settembre
    Il bike sharing degli altri, il sistema torinese”: cicloescursione sulle piste ciclabili di Torino. Trasferimento in treno (obbligatoria la prenotazione entro venerdì 14 a adbge@libero.it).

    Biciclettiamoci”: pedalata da Casarza a Sestri Levante a cura del Circolo Vivinbici di Sestri Levante.

    Lunedì 17 settembre
    Loggia della Mercanzia, Piazza Banchi
    ore 10: convegno sul progetto regionale di Rete Ciclabile organizzato da Regione Liguria in collaborazione con FIAB.
    ore 17.30: Arte e bici a cura della galleria “Unimedia modern”.
    ore 18: inaugurazione della mostra “La rete ciclabile ligure”, i progetti già realizzati e quelli in via di sviluppo. Incontro con Marco Pastonesi, autore di “Attenzione ciclisti in giro”.

    Martedì 18 settembre
    Loggia della Mercanzia, Piazza Banchi
    ore 16: “Prof. in bici”, tavola rotonda tra insegnanti sul tema della bicicletta come strumento didattico.

    Libreria Feltrinelli, Via Ceccardi
    ore 18: incontro con Albano Marcarini, autore di “La mia bici va a potassio”.
    ore 20: pedalata serale con cena a tema (prenotazione obbligatoria)

    Mercoledì 19 settembre
    Biblioteca Berio (Sala Chierici), Via del Seminario
    ore 17.30: premiazione del concorso fotografico “Photobike”.
    ore 18.30: proiezione di “Turin-Iceland”, un originale viaggio in bicicletta presentato dell’autore Gabriele Saluci.

    Piazza De Ferrari
    ore 21: edizione speciale di “Pedali nella notte”.

    Giovedì 20 settembre
    Loggia della Mercanzia, Piazza Banchi
    ore 10: convegno “Mobilità ciclabile e sicurezza stradale” organizzato da Regione Liguria in collaborazione con FIAB e ACI.
    ore 16.30: i progetti degli studenti di architettura per la mobilità sostenibile.
    ore 18: presentazione della guida sul ciclismo urbano a Genova “Pedala sicuro in città”, edita dal Circolo FIAB Amici della Bicicletta.

    Vico Indoratori (piazza dei Ragazzi)
    ore 19: apericiclo letterario in collaborazione con “Ombre rosse” e libreria Finisterre.
    Inaugurazione dell’area bike-friendly e del cicloposteggio della piazza.

    Venerdì 21 settembre
    Loggia della Mercanzia, Piazza Banchi
    ore 16: “I ciclisti a Genova: dalla sopravvivenza al benessere. Riflessioni tecniche e medico-sanitarie” a cura dell’Ordine dei medici di Genova

    Piazza De Ferrari
    ore 17.30: Cicloraduno bici pieghevoli con bike mob intermodale e apericiclo “in quota” (in collaborazione con “Bici pieghevoli a Zena”)
    ore 18.30: La bicicletta attraverso le parole. Recitazione di testi letterari.

    Sabato 22 settembre“Chi sceglie la bici merita un premio”

    Piazza Matteotti
    Ore 8-19: distribuzione materiale informativo al Punto Bici. Il Circolo FIAB Amici della Bicicletta sarà presente con un gazebo in Piazza Matteotti dove sarà possibile ricevere materiale informativo, consigli e indicazioni su ciclabilità urbana e cicloturismo.
    A tutti i ciclisti che si presenteranno al Punto-bici dalle 8 alle 19 verrà consegnato un buono per una colazione gratuita.
    Ore 11-17: Caccia al…percorso. Gioco in città con bici e mezzi pubblici.
    Ore 15-19: Ciclofficina. I volontari del Circolo in collaborazione con “CicloRiparo” sono a disposizione per piccoli controlli e consigli gratuiti.
    Ore 15-19: libri per viaggiare. La libreria Finisterre, specializzata in libri di viaggio, sarà presente con una scelta di guide, manuali e racconti di viaggi in bicicletta.
    Ore 16: torneo di ciclotappo.
    Ore 19: apericiclo.

    Eventi collaterali

    Mostra fotografica
    17-29 settembre – Biblioteca Berio, Via del Seminario:  delle immagini del concorso Photobike (orario da lunedì a sabato 8.30 – 19 e martedì/mercoledì 8.30 – 23).

    Mostra: la rete ciclabile ligure
    17-22 settembre – Loggia della Mercanzia, Piazza Banchi: esposizione dei progetti già realizzati e quelli in via di sviluppo (orario da lunedì a sabato 9.30-19).

    Libri e bici
    16-22 settembre – Biblioteca Berio, Via del Seminario: esposizione di libri (romanzi, reportages, guide) sul tema della bicicletta.

    Lezioni di bici
    16-21 settembre – Zona Porto Antico (per prenotazioni adbge@libero.it).

    Punto bici
    16-21 settembre – Biblioteca Berio, Via del Seminario: presenza di un Punto-Bici del Circolo FIAB Amici della Bicicletta con
    distribuzione gratuita di materiale informativo.

    Mai provato a farlo in bici?
    16-21 settembre: i genovesi raccontano il loro percorso quotidiano casa-lavoro in bicicletta.

    Di chi è questa bici?
    16-21 settembre: sul sito e sulla pagina di facebook del Circolo FIAB Amici della Bicicletta verranno pubblicate le foto di tante bici posteggiate in città. Trova la tua, potrai ricevere un premio!

    Scopri Genova in bici
    16-21 settembre: visite guidate in bicicletta per scoprire gli angoli più caratteristici della città (prenotazione obbligatoria adbge@libero.it).

    Arte e bici
    17-22 settembre – Loggia della Mercanzia, Piazza Banchi: raccolta di immagini sulla bicicletta nell’arte a cura di Unimedia Modern
    (orario da lunedì a sabato 9,30-19).

  • Gioco d’azzardo: legge regionale inapplicata, aprono nuove sale

    Gioco d’azzardo: legge regionale inapplicata, aprono nuove sale

    Mentre in questi giorni il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Sanità, al cui interno sono presenti alcune norme sul gioco d’azzardo (a dir la verità, sul fronte della lotta alla ludopatia, si attendevano misure più severe), la Liguriaregione pilota grazie alla legge regionale varata nell’aprile scorso – fa i conti con un testo che, almeno per il momento, è rimasto lettera morta.

    La denuncia arriva da Patrizia Arpea, dirigente della Questura di Genova che alla “Repubblica” spiega «La legge è troppo vaga, così com’è fatta non può essere applicata». In pratica il testo della legge sarebbe generico, in particolare quando si parla di “sale da gioco” «È proprio questa definizione che taglia le gambe alla norma – precisa il dirigente della Questura – Così ci permette di agire solo sulle sale da divertimento o da bowling. Sale che comprendono diversi tipi di giochi e videogiochi ma non d’azzardo».
    Quindi, affinché la legge regionale possa essere applicata «Dovrebbe essere introdotto nel testo il riferimento a “congegni automatici con vincite in denaro” – conclude Arpea – allora sì che potremmo agire sui cosiddetti mini casinò con slot e video lottery così come sui bar ed i locali che chiedono di installare le slot machine».

    Nel frattempo in città non si arresta l’invasione dei locali dedicati al gioco d’azzardo ed alcuni quartieri ormai registrano il “tutto esaurito”. Questo il caso di Sampierdarena dove, nel giro di due anni, sono state aperte 19 sale da gioco. Ma a preoccupare i residenti «Sono le previste nuove aperture, ben 16», sottolinea Gianfranco Angusti, presidente dell’associazione “Officine sampierdarenesi”.
    Attualmente, le strade preferite per questi insediamenti risultano via Buranello, via Avio e via Molteni. Finora sono state risparmiate le zone collinari e via Cantore, l’arteria principale del quartiere.

     

    Matteo Quadrone

  • Bando di concorso cinema: a ottobre workshop con Stefano Savona

    Bando di concorso cinema: a ottobre workshop con Stefano Savona

    A ottobre partirà un nuovo appuntamento di SpazioCinema, la serie di workshop per aspiranti videomaker a cura dell’associazione Laboratorio Probabile Bellamy.

    Da venerdì 5 a giovedì 11 ottobre Stefano Savona, vincitore del David di Donatello per il miglior documentario 2012 con Tahrir, illustrerà le basi fondamentali dell’espressione cinematografica in un workshop focalizzato sui seguenti obiettivi:
    – formare i partecipanti alle tecniche di sceneggiatura e di regia, attraverso lezioni e attività pratiche;
    – fornire la possibilità per giovani videomakers di confrontarsi con reali esperienze di videoproduzione;
    favorire l’affermazione di nuovi autori e di nuove idee per il mercato dell’audiovisivo;
    – realizzare prodotti audiovisivi di qualità in grado di proporre sguardi nuovi e originali sul territorio;
    – dare visibilità a videomakers emergenti.

    Per partecipare è necessario inviare entro mercoledì 26 settembre 2012 all’indirizzo mail info@laboratorioprobabile.it (o a mano presso la sede dell’associazione, in piazza Campetto 4/7) il seguente materiale:
    – fotocopia di un documento di identità;
    -­ curriculum ed eventuale bio-filmografia;
    -­ dichiarazione in carta libera di impegno, in caso di ammissione, a frequentare il workshop per la sua intera durata, salvo interruzioni per motivi di salute;
    -­ (facoltativo) un breve showreel.

    L’esito delle selezioni sarà comunicato entro le ore 18 di venerdì 28 settembre 2012: sarà compilata una graduatoria, alla quale la commissione attingerà progressivamente nel caso di rinuncia di uno o più allievi ammessi. Il corso partirà solo al raggiungimento di un minimo di dieci iscritti.

    Il workshop si terrà presso il quartiere Maddalena e i partecipanti dovranno realizzare, sulla base di suggestioni e informazioni fornite dagli abitanti, dei brevi lavori video. La quota di partecipazione è di 230 € comprensiva della tessera sociale e dell’alloggio (ridotta a 200 € per chi ha già frequentato un workshop del Laboratorio e a 180 € per i residenti nel Comune di Genova).

  • Musical Genova: provini per attori e cantanti alla scuola Top Dance

    Musical Genova: provini per attori e cantanti alla scuola Top Dance

    TeatroDomenica 16 settembre 2012 la scuola di teatro e musica Asd Top Dance Academy, con sede a Genova in via Ventotene (quartiere Lagaccio), apre le sue porte per le audizioni finalizzate a trovare nuovi allievi, che studieranno nell’ambito di un corso di musical che culminerà nel saggio finale, ispirato al noto romanzo di Lewis Carroll “Alice nel paese delle meraviglie“.

    Queste le figure ricercate:
    ragazzi dai 16 anni in su con attitudine al cabaret, al canto e alla danza, che nel saggio finale interpreteranno i gemelli Pinco Panco e Panco Pinco.
    ragazzi dai 15 anni in su con attitudine al canto, alla danza e alla recitazione.

    Prova di canto (a partire dalle 14): i candidati dovranno presentare brani tratti da musical o film musicali in italiano, la cui base musicale dovrà essere fornita dal candidato stesso.

    Prova di recitazione (a partire dalle 14): i candidati dovranno presentare un monologo.

    Per cantanti e attori sarà prevista contestualmente una prova di danza valutare il senso del ritmo e le capacità di movimento.

    Prova di danza: i candidati dovranno presentare una loro coreografia, per la quale sono ammessi tutti gli stili danza. Ai candidati sarà inoltre richiesta la lettura di un monologo, fornito dalla stessa commissione.

    Le prime lezioni sono previste per il weekend del 29 e 30 settembre e dureranno fino ad aprile 2013, con giorni e orari che verranno comunicati per tempo agli artisti selezionati. La frequenza è obbligatoria e subordinata al pagamento di una quota mensile.

    Per partecipare all’audizione è o obbligatorio prenotarsi entro e non oltre venerdì 14 settembre, inviando una mail all’indirizzo aliceilmusicaldellemeraviglie@live.it con i seguenti dati: nome, congnome, eta’, recapito telefonico e ruolo prescelto, foto a figura intera o in primo piano e curriculum artistico.

  • Decreto Sanità, ambulatori H24: in Liguria mancano i soldi

    Decreto Sanità, ambulatori H24: in Liguria mancano i soldi

    A parole sono tutti d’accordo: i medici di base sono una risorsa da valorizzare per migliorare l’assistenza ai cittadini. Il problema è tradurre la teoria in pratica come prevede il Decreto Sanità del Ministro della Salute, Renato Balduzzi, appena approvato dal Consiglio dei Ministri.
    Il testo, che ha subito numerosi rimaneggiamenti rispetto alla versione iniziale, viene sintetizzato da Balduzzi con lo slogan di “una medicina 7 giorni su 7, h24”. Per quanto riguarda le cure primarie è prevista l’aggregazione, ma senza obbligo, per i medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, della guardia medica, della medicina dei servizi e degli specialisti ambulatoriali, in nuove forme organizzative per garantire l’attività assistenziale per l’intero arco della giornata e per tutti i giorni della settimana.

    Per realizzare un’assistenza territoriale fondata sull’apertura degli ambulatori dei medici di famiglia 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, però, sono necessarie scelte politiche lungimiranti ed investimenti mirati. Trovare denaro fresco da investire in simili strutture ambulatoriali appare un’impresa improba per la sanità ligure, oggi alle prese con i tagli dei posti letto negli ospedali. Ma la medesima situazione riguarda la maggior parte delle regioni italiane.
    «Non c’è niente di nuovo sulle cure primarie nel decreto Balduzzi – afferma il coordinatore nazionale della Fp Cgil Medici di medicina convenzionata, Nicola Preiti – La bolla mediatica, con tanto di fantasiose e accalorate ricostruzioni, si sgonfierà al contatto con la realtà. I cittadini questi centri aperti tutto il giorno, almeno per i prossimi anni, non li vedranno». Secondo Preiti «Nel Decreto non c’è nulla che possa favorire la realizzazione di questi centri. Anzi si torna perfino indietro rispetto alla convenzione nazionale, relativamente all’adesione dei medici alle aggregazioni monoprofessionali e multiprofessionali. Non c’è un euro di investimento per implementare questo progetto ed i tempi sono rinviati al rinnovo delle convenzioni, bloccate per ora fino al 2015 e a futuri accordi regionali. Rimane solo il rischio che tutto si scarichi sui medici, costretti a fare fronte a nuove indefinite incombenze e alla conflittualità di cittadini che non trovano i servizi promessi».

    Eppure i medici sarebbero già pronti a partire, come ricorda al “Corriere Mercantile” Angelo Canepa, segretario dell’Associazione dei medici di medicina generale «Nel 2005 abbiamo già concordato le modalità organizzative che avrebbero permesso di dotare tutti gli studi medici di collegamenti in rete ed archivi condivisi. Ma occorrono delle risorse economiche che al momento la Regione Liguria non può mettere in campo». Anche perché sarebbe perfettamente inutile aprire strutture territoriali H24 senza prima dotare quest’ultime di collegamento informatico con gli ospedali, di piccola tecnologia per rispondere alle prime esigenze dei cittadini e di una migliore rete di comunicazione con gli specialisti.

    «Da anni la Fimmg propone in Regione di mettere in rete, nel rispetto della privacy, le notizie essenziali già presenti nelle cartelle cliniche dei medici – spiega Andrea Stimamiglio, segretario regionale Fimmg Liguria (Federazione italiana medici di medicina generale) in una lettera al “Secolo XIX” – L’assistenza migliorerebbe se i medici specialisti potessero accedere alle terapie croniche, ai problemi cronici o alle allergie di ogni paziente». Lo Stato, già alcuni anni addietro, aveva previsto dei finanziamenti per sviluppare la cosiddetta “sanità elettronica” «ma di quei fondi nulla è rimasto per collegare le nostre cartelle con gli ospedali», sottolinea Stimamiglio.
    Un altro strumento innovativo per razionalizzare l’assistenza sanitaria potrebbe essere il numero verde di collegamento con gli specialisti «Anziché avviare il paziente al Cup per prenotare una visita specialistica basterebbe, in un buon numero di casi, che il medico di base avesse la possibilità di consultare telefonicamente lo specialista per stabilire di comune accordo le iniziative da prendere», scrive Stimamiglio. In altri casi, invece, si potrebbe far viaggiare le immagini e non il paziente, ad esempio inviando una foto allo specialista per avere pronte risposte. Tutti progetti già proposti da alcuni anni ma giudicati «troppo difficili da realizzare», conclude il segretario della Fimmg Liguria.

     

    Matteo Quadrone

  • L’invasione americana del dopoguerra e la coscienza critica

    L’invasione americana del dopoguerra e la coscienza critica

    New York È nel vivo degli eventi storici che si creano le condizioni socio-culturali da cui nasceranno le idee di cambiamento. L’espressione artistica ha quasi sempre registrato questa spinta al cambiamento, e nell’irrompere di nuovi linguaggi espressivi che sapessero superare la tradizione, l’arte ha spesso prefigurato nuovi mondi possibili. Il rifiuto dell’american way of life si saldò qui da noi con una consapevolezza critica che trovò alimento in specifici fatti ed eventi italiani.

    Nel cercare di identificare e descrivere le matrici, i contesti socio-culturali in cui crebbero i movimenti di opposizione politica e la “controcultura” giovanile, che di questo dissenso intellettuale e culturale fu uno spaccato significativo, abbiamo dedicato ampio spazio nelle uscite precedenti a ciò che succedeva negli Stati Uniti, e questo almeno per due motivi. Innanzitutto perché l’America, essendo il centro dell’impero, evidenziava scopertamente i tratti distintivi dell’economia e della società capitalistica: la “nuova frontiera” di Kennediana memoria rappresentò in uno slogan l’essenza del capitalismo (americano) sviluppato entro la cornice di una democrazia parlamentare. È quindi evidente che i primi rifiuti dell’american way of life si siano registrati proprio in America. In secondo luogo una considerazione di carattere storico – critico. Gli Stati Uniti hanno vinto la guerra. Come la storia ci insegna la cultura e il modo di vivere dei vincitori furono sempre più o meno brutalmente imposti ai vinti. Dopo la seconda guerra mondiale questa imposizione… come dire… è stata più morbida; è avvenuta in maniera indolore, tanto che nessuno ha avuto l’impressione di subire un’imposizione, anzi… gli Stati Uniti ci hanno aiutato, hanno permesso la ricostruzione!!

    In compenso ci hanno inondato di prodotti, films, musica, tecnologia, televisione, consumismo e basi militari. In una parola: il loro modo di vivere!! Nel far questo, comunque, hanno proceduto semplicemente a consolidare ciò che già faceva parte della storia, visto che il “mito americano” era già tale nella seconda metà dell’ottocento, quando da tutta l’Italia (e da buona parte dell’Europa) si partiva a centinaia di migliaia dalle città e dalle campagne per cercare fortuna e un futuro in America.

    E così, mentre l’America esportava la (sua) libertà – oggi esporta la pace e la democrazia… con le guerre, ovviamente, a cui stanno scandalosamente cercando di cambiare nome – arrivarono insieme ai prodotti di consumo anche le idee di cambiamento (si sa, le idee – per fortuna – non si riescono a fermare…). L’opposizione alla massificazione e alla mercificazione, essenze del capitalismo americano, si alimentarono anche di fatti/eventi locali, nel nostro caso italiani.

    Nel passarne in rassegna alcuni mi limiterò a considerare solo momenti/eventi particolarmente importanti, consapevole dell’impossibilità di essere esaustivo. Innanzitutto, la traccia che lasciò la profonda amarezza nel dover partire per cercare lavoro, abbandonando i propri cari, la gente del proprio paese. Innumerevoli sono i testi delle canzoni che hanno come argomento l’immigrazione. Parallelamente ed intrecciato col problema dell’immigrazione (che durò oltre un secolo), la rabbia che seguì le tragedie naturali (terremoti, alluvioni, crolli, come quello, nel 1963, della diga del Vajont) con le mancate ricostruzioni, le speculazioni, gli insabbiamenti. L’incazzatura che seguì disastri ambientali come la nube di diossina che nel 1976 avvolse la cittadina di Seveso; la rabbia e il disgusto che crebbero nell’assistere pressoché impotenti alla distruzione dell’economia e del mondo contadino, con le sue tradizioni millenarie. E poi la devastazione criminale del territorio nazionale con cementificazioni selvagge che significarono orrendi quartieri popolari, scenario di periferie degradate e invivibili.

    E ancora la letteratura, la poesia, il cinema. Nel 1929 esce “Gli indifferenti” di A. Moravia; tra il 1935 e il 1950 C. Pavese scriverà “Il mestiere di vivere”, diario che lo accompagnò fino a pochi giorni dal suicidio; nel 1955 P. Pasolini pubblicherà “Ragazzi di vita” e sempre dalla sua penna uscirà nel 1959 “Una vita violenta”; nel 1960 ancora Moravia con “La noia” e nel 1974 E. Morante con “La storia”. Pochi titoli che aggiunti alla letteratura internazionale (Camus, Sartre, Borges, G. G. Marquez ecc…) contribuirono anche da noi alla crescita di una coscienza critica, di una consapevolezza radicalmente avversa al modello americano.

    Gianni Martini

  • Geografia del Regno Unito: in quale paese si trova Edimburgo?

    Geografia del Regno Unito: in quale paese si trova Edimburgo?

    Conosco poche persone, cittadini britannici compresi, che hanno le idee chiare in merito alle differenze tra Galles, Inghilterra, Irlanda, Scozia, ecc. Se vi trovate per esempio a Cardiff ed esclamate: “I’m in England“, la gente del luogo – il Galles – vi guarderà di traverso e sarà poco propensa a bere con voi una pinta di birra al pub, uno dei passatempi preferiti da quelle parti oltre al rugby.
    Stessa cosa se ripetete tale affermazione a Glasgow o a Edimburgo, le principali città della Scozia. E non credo che vi andrà meglio se a Manchester affermate di essere in mezzo agli scozzesi, o se a Dublino pensate di farvi degli amici gridando: “Long live the Queen!” (“Lunga vita alla regina”).

    Siccome in questa e in alcune prossime puntate accenneremo alle varietà linguistiche all’interno di questi territori, mi sembra opportuno partire con un breve ripasso, o chiarimento, relativamente a che cosa rappresentano dal punto di vista geografico e politico i termini in questione. Partiamo dai nomi italiani e corrispettivi inglesi:

    The British Isles – l’arcipelago britannico, comprendente diverse isole, tra le quali le due principali: Great Britain, o Britain – Gran Bretagna; Ireland – Irlanda

    Si trovano in Gran BretagnaEngland – Inghilterra; Wales – Galles; Scotland– Scozia

    Mentre sull’isola irlandese abbiamo: Republic of Ireland – Repubblica d’Irlanda; Northern Ireland – Irlanda del Nord

    I paesi della Gran Bretagna – quindi England, Scotland, Wales – e l’Irlanda del Nord formano il Regno Unito, United Kingdom in inglese, il cui capo dello stato è Queen Elizabeth II e la cui capitale è Londra. La Republic of Ireland, invece, è una repubblica parlamentare dal 1949 con capitale a Dublino, che da sola ospita circa un quarto dell’intera popolazione irlandese. Non è solo l’assetto istituzionale a contraddistinguere l’Eire – tale è il nome del paese in gaelico – ma anche la moneta usata, vale a dire il nostro amato e ben conosciuto Euro, a differenza del Regno Unito, che mantiene la Sterlina.

    Il quadro geopolitico in realtà dà sempre l’idea di essere provvisiorio, per quanto relativamente stabile da qualche decennio. Nonostante l’unione di Inghilterra e Scozia sia stata ratificata a partire dall’Act of Union del 1707, entro il 2014 la Scozia, guidata dall’attuale primo ministro Alex Salmond, potrebbe optare per l’eventuale indipendenza in un referendum popolare. Non so dirvi bene quali e quanti siano – se ce ne saranno – i vantaggi di un affrancamento da Londra. Sicuramente sarà contento il mio attore preferito Sean Connery, al servizio di Her Majesty nei film di 007, ma fiero sostenitore dell’orgoglio scozzese nella realtà. Chissà come gongolerà anche Mamma Rai, che potrà inviare a nostre spese non più solo uno, ma ben due corrispondenti in Gran Bretagna per dare man forte ai vari Caprarica, Masotti, & co. che si sono succeduti negli ultimi anni con servizi su Kate Middleton, le più improbabili teorie sulla morte di Lady D, i cappelli della regina Elisabetta e i nuovi tatuaggi di Beckham (delle tante storie di italiani a Londra ed Edimburgo per lavoro o per studio nemmeno l’ombra: sarebbero troppo formative).

    Fatto sta, comunque, che la rivalità tra Scotland ed England è molto accesa, per non dire accanita, così come tra Galles e Inghilterra o Irlanda e Inghilterra, per non parlare della situazione ancora molto tesa dell’Irlanda del Nord, divisa tra cattolici pro-Eire e protestanti pro-corona.

    Per fortuna, dopo secoli di guerre nel passato più e meno remoto, recentemente le antipatie reciproche si sono limitate alle manifestazioni calcistiche e rugbystiche. Già, perché caso più unico che raro il Regno Unito si presenta come Regno Disunito in quattro diverse rappresentative nella FIFA World Cup o nel mitico Torneo Sei Nazioni, al quale partecipa anche la nostra nazionale che puntualmente “piglia tante mazzate”, come canterebbero i 99 Posse. A Murrayfield, tempio del rugby di Edimburgo, lo stadio trema quando si canta l’inno scozzese, “Flower of Scotland, in particolare al verso dal tono schietto: “… and sent him homeward to think again”  (“… e lo rispedirono a casa a ripensarci su”), riferito a Edoardo II d’Inghilterra sconfitto dallo scozzese Robert Bruce – sì proprio lui, uno dei personaggi di Braveheart di Mel Gibson oltre che personaggio storico!

    E’ anche vero che però in alcuni casi le vittorie sportive hanno unito il paese, come nelle recenti Olimpiadi londinesi nelle quali, sull’erba sacra e a volte un po’ spellacchiata di Wimbledon, davanti a una folla in giubilo ha vinto la medaglia d’oro Andy Murray, tennista made in Scotland … ops, made in the UK, volevo dire.

    Daniele Canepa
    [foto di Diego Arbore]

  • Bookcrossing Genova: il “Gira libri” al Green store di Nervi

    Bookcrossing Genova: il “Gira libri” al Green store di Nervi

    Un angolo permanente dedicato al bookcrossing, dove chiunque può dimenticare un libro perché altri lo possano leggere e apprezzare: questa l’iniziativa lanciata da Green Store, negozio di ecocosmesi e prodotti biologici di Nervi (via Oberdan), dove da sabato 8 settembre parte l’iniziativa Gira libri.

    Come funziona? È semplicissimo: basta fare un salto in negozio, lasciare il proprio libro e magari dare un’occhiata ai titoli già presenti, per vedere se c’è qualcosa di proprio interesse. Nonostante il lancio “ufficiale” sia previsto per sabato, già alcuni clienti del negozio hanno lasciato dei libri per bambini, in vista dell’inizio dell’anno scolastico: perciò, se avete dei figli che frequentano le elementari e passate da Nervi, potete fare un salto.

    A Genova non sono nuove le iniziative di bookcrossing, ma spesso sono inserite nell’ambito di eventi temporanei: qualche esempio del passato riguarda la serie di conferenze a Palazzo Ducale Città del noir e la Fiera della Maddalena dello scorso giugno.

    Marta Traverso

     

  • Genovarte: un’associazione per “insegnare” Genova ai bambini

    Genovarte: un’associazione per “insegnare” Genova ai bambini

    L’Associazione Culturale GenovArte opera sul territorio genovese dal 2000 con lo scopo principale di “valorizzare la storia ed il nostro passato, con un occhio di riguardo per il recupero delle tradizioni locali”. La peculiarità di questa associazione, formata da storiche dell’arte con esperienze di didattica e guide turistiche abilitate, è il tipo di pubblico a cui essa rivolge i propri sforzi: i bambini.

    L’ampio ventaglio di attività proposte è pensato infatti per essere di immediata fruizione per i piccoli in età scolare, ed è per questo che l’associazione lavora a stretto contatto con le scuole realizzando percorsi tematici ideali per le classi, da quelli storici e artistici a quelli gastronomici o incentrati su personaggi chiave della nostra storia come Andrea Doria o Cristoforo Colombo. Vengono organizzati anche percorsi particolari per gruppi o famiglie. Alla vigilia del nuovo anno scolastico l’associazione si appresta a riprendere le sue attività e a proporne di nuove: abbiamo parlato con Cristina Ferrari, membro dell’associazione che cura le visite guidate, i percorsi didattici e parte dei laboratori.

     Qual è stato il primo motivo che vi ha spinto a creare un’associazione di questo tipo, rivolta principalmente a un pubblico in età scolare?

    «Devo dire che principalmente ci ha spinto la voglia di far conoscere il patrimonio culturale della nostra città e della Liguria più in generale. Troppo spesso gli adulti non conoscono segreti e bellezze di Genova e allora ci siamo dette perché non cominciare a coltivare le nuove generazioni, a incuriosirle sul territorio in cui vivono per amarlo e preservarlo».

    La conoscenza del patrimonio storico-artistico che ci circonda (e di conseguenza il rispetto per tale patrimonio) è, purtroppo spesso, minima se non nulla in molti genovesi. Voi andate, per così dire, alla radice, rivolgendovi ai bambini: famiglie ma anche classi scolastiche. Trova che le scuole dedichino sufficienti energie a trasmettere la conoscenza della realtà culturale e storica della città e del territorio ai bambini?

    «Ci provano. Purtroppo le risorse destinate alla scuola sono sempre più scarse e a farne le spese sono i bambini. Gli insegnanti fanno quello che possono con ciò che hanno. Il nostro ruolo è, seppur nella brevità dei laboratori e dei progetti che proponiamo,  quello di aiutarli a stimolare i ragazzi alla curiosità per ciò che li circonda, andando alla ricerca dei piccoli, grandi tasselli della Storia e ponendo le basi per la formazione di uno spirito critico, attento alla realtà che lo circonda e ben consapevole che passato e presente sono sempre e comunque legati e in dialogo tra loro».

     

     I vostri percorsi sono divisi in classici e alternativi, organizzati questi ultimi per aree tematiche: quali sono gli argomenti più amati dai piccoli?

    «Quest’anno abbiamo lavorato sui cantautori genovesi e il successo è stato enorme, tanto quanto la nostra soddisfazione nel vedere i bambini così curiosi nel conoscere non solo De André e Paoli, ma anche Bindi, Tenco, Lauzi.  I bambini poi si divertono a parlare di tradizioni culinarie e a scoprire arredi e oggetti oramai lontani dall’uso quotidiano. Ma negli anni si sono anche appassionati ai presepi genovesi, ai burattini, ai pirati… Ma forse uno degli aspetti che più affascina le classi è l’uscita sul territorio».

     

    Riscontrate quindi sufficienti  partecipazione e interesse? Se da piccoli è grande lo stupore all’ingresso, per esempio, di un palazzo storico, da una certa età in poi l’uscita di classe viene vissuta generalmente come “un giorno in meno di scuola”, perciò con scarsa attenzione a ciò che viene spiegato e proposto.  

    «Ammetto che lavorare con la fascia d’età che va dai 3 agli 11 anni è ugualmente facile e difficile. Facile perché i bambini sono incredibilmente attenti e curiosi, non gli sfugge niente e spesso vogliono sapere sempre di più. Difficile perché è necessario usare un linguaggio per loro riconoscibile e non si possono avere momenti di abbassamento dell’interesse, altrimenti li hai persi. E poi, se ai bambini dai fiducia, loro ti ripagano con la fiducia. E in una società come la nostra che non investe nelle nuove generazioni perché non le ritiene idonee, la fiducia è fondamentale. E’ un atto educativo».

    Organizzate anche laboratori didattici: come vengono coinvolti i bambini? Svolgono una parte attiva nelle attività?

    «I bambini sono i protagonisti dei nostri incontri. Fin dalle prime fasi delle attività cerchiamo di coinvolgerli, soprattutto per portarli attraverso il ragionamento al contenuto centrale del laboratorio. Le schede didattiche con giochi e disegni o le uscite sono un utile supporto, piuttosto che la conclusione ideale di un percorso a tappe che cerca di fissare pochi, efficaci punti che arricchiscano il loro bagaglio culturale in divenire». 

    A quali fasce di età vi rivolgete con queste attività?

    «Principalmente alle classi della scuola dell’Infanzia e Primaria. Quest’anno, però, proveremo a proporre alcune attività anche per le scuole secondarie di I grado».

    Cosa vi proponete per il futuro? Nuovi percorsi, nuove collaborazioni?

    «In questo momento GenovArte si sta trasformando e, grazie anche a nuove opportunità professionali, sta per intraprendere un nuovo cammino in collaborazione con la Cooperativa TerraMare di Sestri Levante per la quale lavorano due delle nostre socie-collaboratrici: Cristina Ferrari e Marzia Dentone. Serena Lattanzi, la Presidente, ha accolto il progetto di iniziare ad allargare la proposta didattica e turistica al Levante, ricco di spunti e molto sensibile a tutto ciò che riguarda la promozione del territorio e la riscoperta delle radici culturali. La collaborazione con TerraMare ci permetterà anche di approfondire tematiche ambientali attraverso l’ideazione di itinerari tematici specifici.
    Aggiungo che da alcuni anni ci siamo lanciate nella progettazione di percorsi didattici a richiesta, in base alle esigenze delle scuole che ci contattano. Ci mettiamo completamente al servizio degli insegnanti, aiutandoli anche a capire cosa proporre alle classi».

    Per tutte le info specifiche sui percorsi tematici e i contatti, si può consultare il sito genovarte.it.

    Claudia Baghino 
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Il suggestivo impatto dell’acqua nel giardino

    Il suggestivo impatto dell’acqua nel giardino

    fontana a sfioro

    In questo primo articolo e nei successivi, dato anche il perdurante clima estivo, abbiamo deciso di affrontare un argomento particolare: l’utilizzo e l’incidenza dell’elemento “acquaall’interno del giardino.

    Nell’ambito della realizzazione di un’area a verde vi sono molti elementi da tenere in considerazione, alcuni di essi passano spesso in secondo piano o non sono comunque debitamente valutati. In realtà, la loro incidenza sul risultato finale e complessivo del giardino è assolutamente decisiva.
    Abbiamo già velocemente accennato, in un precedente articolo, all’importanza dell’elemento olfattivo.

    Parleremo in futuro della valenza cromatica delle specie vegetali e delle colorazioni delle fioriture estive. In proposito, giova velocemente accennare al fatto che sia addirittura possibile ipotizzare giardini monocromatici, ad esempio mediante l’utilizzo di particolari combinazioni di alberi e cespugli dalla foglie grigio-argentee in combinazione con piante dalle fioriture nelle molteplici sfumature del bianco.

    White garden 2White garden 1

    Altro elemento di rilievo e di cui tratteremo in prosieguo è quello correlato alla presenza ed all’incidenza di particolari specie di insetti, uccelli e piccoli roditori, strettamente correlati ad un dato assetto del giardino ed a specifiche tipologie di vegetali. L’ultimo elemento, molto rilevante ma non sempre tenuto nella debita considerazione nelle aree verdi, è rappresentato proprio dall’acqua.

    L’importanza sia estetica che più propriamente sensoriale dell’acqua era già stata colta dai greci e dai romani. Negli edifici classici era quasi sempre presente un giardino interno in cui venivano coltivate particolari essenze vegetali (specie alloro, mirto, rose ed agrumi) dalle rilevanti implicazioni olfattive e nel quale era spesso presente l’acqua. Essa era specificatamente utilizzata al fine di dare un’impressione di refrigerio e di beneficiare del gorgoglio dalla stessa prodotto, particolarmente accentuato dalle ridotte dimensioni dell’area a verde racchiusa all’interno di mura.Fontana moresca

    Anche altre culture, quali quella islamica, hanno sempre riserbato grande rilievo all’elemento idrico. In particolare, in questi Paesi venivano e vengono tuttora realizzate grandi vasche, di poca profondità e di lunghe dimensioni che tagliano i parchi ed i giardini, creando, nel particolare contesto vegetale in cui sono inserite, effetti estetici di grande impatto cromatico. La superficie azzurra cambia infatti a seconda delle diverse ore della giornata, in base alla differente angolazione del sole e degli elementi architettonici o vegetali in essa riflessi.

    Per fare un veloce accenno alla realtà locale, a Genova si è diffuso, nel periodo della realizzazione delle grandi ville cinquecentesche, un analogo impiego dell’acqua.
    In molti parchi storici sono, infatti, tuttora presenti delle vasche (dette anche “peschiere”) di acqua contornate da bordure in marmo dalle forme geometriche e scanalate in cui veniva dato notevole risalto all’elemento idrico. L’impatto estetico, data l’oculata collocazione delle stesse, spesso verticali ed in asse alla facciata principale della villa, è assolutamente sorprendente e tale da fornire allo spettatore un’immediata idea di ampliamento degli spazi e di grandeur. L’effetto estetico viene ovviamente ad accentuarsi, durante la sera e la notte, mediante l’utilizzo di adeguata illuminazione elettrica o, ancora meglio, a candele che fa scintillare di luce tremula lo specchio d’acqua.
    In generale, tali superfici si adattano poi bene alla coltivazione di particolari tipi di piante dalle fioriture particolarmente suggestive quali le ninfee.
    paesaggio notturno nella villa dello Zerbino in GenovaPeschieraQueste ultime sono piuttosto adattabili e crescono persino, quasi spontanee, in alcuni canali delle suggestive cittadine olandesi, creando una compenetrazione tra elemento costruito e natura, tra idrico e vegetale tale da stupire il visitatore che non immagina davvero di potere veder crescere un prato fiorito sulla superficie dell’acqua e per di più tra le case!

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com