Mese: Novembre 2012

  • Prescrizione tributi e cartelle esattoriali: attenzione alla scadenza

    Prescrizione tributi e cartelle esattoriali: attenzione alla scadenza

    Ai tempi del governo Berlusconi tanto si è parlato di prescrizione, prescrizione breve, prescrizione del reato, ecc. ecc. In quel caso, però, si trattavo di diritto penale:  la prescrizione di un reato è il tempo entro il quale il colpevole deve essere condannato; se passa quel tempo previsto (prescritto, per meglio dire) dalla legge, l’imputato può passarla liscia anche se palesemente colpevole.

    Da non confondere con un altro tipo di prescrizione e non sto certo parlando di quella del medico di famiglia… Mi riferisco alla prescrizione dei tributi e delle cartelle esattoriali (Equitalia, tanto per capirci).

    Innanzitutto, precisiamo che la prescrizione è il termine entro il quale un ente pubblico può richiedere il pagamento di un tributo ad un cittadino; scaduto quel termine, il diritto a riscuotere muore senza se e senza ma.

    Voglio qui di seguito fare alcuni esempi utili ai nostri lettori.

    Innanzitutto, la cartella esattoriale è il mezzo con il quale i concessionari (uno è Equitalia…) riscuotono, quali intermediari, cifre relative a tasse, tributi, sanzioni etc. dovute allo Stato e ad enti pubblici, previdenziali e/o assicurativi.
    Per tale motivo non si può dire che esista un termine di prescrizione proprio della cartella. Il termine di prescrizione esiste, ma è diverso a seconda del tipo di tributo oggetto dell’iscrizione a ruolo.

    In linea generale si può affermare che il termine di prescrizione della cartella (ovvero il termine entro il quale la cartella deve essere notificata) segue quello del tributo riscosso.

    Volendo aiutare il consumatore – lettore, a titolo di esempio:

    Multe relative al codice della strada e sanzioni amministrative in genere: il termine di prescrizione e’ di cinque anni dalla data dell’infrazione. La corretta notifica del verbale (atto precedente la cartella) interrompe il termine facendolo ripartire, pertanto la prescrizione della cartella e’ di cinque anni dalla notifica del verbale (codice della strada art.209 e legge 689/81 art.28);

    Tributi locali (Ici, Tarsu, Tia, Tosap, Imposta comunale sulla pubblicità e diritto pubbliche affissioni): cinque anni è l’attuale termine che riguarda la prima notifica degli avvisi di accertamento, con emissione delle cartelle esattoriali nei successivi tre anni. Esso parte dalla fine dell’anno di riferimento;

    Bollo auto: il termine di prescrizione è in pratica di quattro anni, perchè cade alla fine del terzo anno successivo a quello in cui doveva avvenire il versamento.

    Canone RAI: la prescrizione è quella ordinaria, 10 anni dalla scadenza.

    Dopo di ciò potete andare dal medico e chiedere la prescrizione per un ansiolitico e da un mobiliere perchè vi occorrerà un armadio enorme per contenere tutte le ricevute dei pagamenti effettuati, ovvero l’unico vero modo per dimostrare di avere pagato un tributo che vi viene richiesto indebitamente.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Babel: a Palazzo Ducale festival di editoria e musica indipendente

    Babel: a Palazzo Ducale festival di editoria e musica indipendente

    NerviIn contemporanea con il festival L’altra metà del libro, Palazzo Ducale ospita anche Babel, un “festival Off” organizzato da Habanero, che si svolgerà interamente nella Sala del Munizioniere e il cui programma è costituito da reading e concerti live.

    Venerdì 16 novembre

    ore 16 – Alice Banfi e Oreste Pivetta

    ore 17 – Vasile Ernu

    ore 22 – Gianni Miraglia

    ore 22.30 – Alessandro Raina | Amor Fou

    ore 23.30 – Il pan del diavolo

    Sabato 17 novembre

    ore 16.30 – Wu Ming 2

    ore 20.30 – Don Andrea Gallo

    ore 21.30 – Nicolai Lilin

    ore 22.30 – Simone Lenzi | Virginiana Miller

    ore 23.30 – L’orso

    ore 24 – Dente

    Domenica 18 novembre

    ore 15.30 – Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica) e Andrea Bruno con Marco Philopat

    ore 16 – Marco Philopat

    ore 17.30 – Nick Kent.

  • L’altra metà del libro: Daniel Pennac e Ian Mc Ewan a Palazzo Ducale

    L’altra metà del libro: Daniel Pennac e Ian Mc Ewan a Palazzo Ducale

    l'altra metà del libroDa venerdì 16 a domenica 18 novembre Palazzo Ducale ospita la prima edizione di “L’altra metà del libro“, festival curato dallo scrittore Alberto Manguel che vuole mettere al centro la figura del lettore.

    Presupposto dell’evento è appunto che “l’altra metà del libro” sia il suo lettore, perché, come dalle stesse parole del suo curatore “il libro ha bisogno del lettore per venire alla luce”. Alberto Manguel, prima di diventare scrittore, ha iniziato a lavorare leggendo ad alta voce per Jorge Luis Borges, ormai diventato cieco: questa esperienza ha segnato la sua vita, al punto da fare del ruolo del lettore l’elemento chiave della sua riflessione letteraria. Manguel avrebbe dovuto essere alla presentazione del Festival, che si è svolta a Palazzo Ducale ieri pomeriggio, ma non ha potuto esserci per un ritardo del suo aereo. È stato comunque bello vedere Palazzo Ducale animato dai libri, dalle illustrazioni di Quentin Blake ispirate ai diritti del lettore di Daniel Pennac ai libri incatenati di Liberodiscrivere.

    In questi tre giorni vengono organizzati incontri, mostre e tavole rotonde dedicate alla lettura, alla presenza di scrittori noti in tutto il mondo che saranno a Genova per tutti i tre giorni del Festival, in modo da dialogare con i lettori ma anche vivere la città.

    Questo il programma.

    Venerdì 16 novembre

    ore 9.30 – Salone del Maggior Consiglio
    Come un romanzo di Daniel Pennac
    Conferenza spettacolo con Giorgio Scaramuzzino, in collaborazione con Teatro dell’Archivolto.

    ore 10.30 – Salone del Maggior Consiglio
    Daniel Pennac
    con Giorgio Gallione

    ore 17- Scalone
    Il Sogno di Antonio Omaggio ad Antonio Tabucchi
    Progetto di Guido Festinese, con immagini di Gianni Ansaldi e performance sonora di Pietro Leveratto

    ore 18 – Salone del Maggior Consiglio
    Alberto Manguel

    ore 20.45 – Salone del Maggior Consiglio
    La vida es sueño da Calderón de la Barca
    Prima nazionale dello spettacolo di Compañía de Tirititeros de la Universidad Nacional de San Martín (Argentina)

    Sabato 17 novembre

    ore 11 – Salone del Maggior Consiglio
    David Albahari
    con Silvio Ferrari

    ore 15.30 – Salone del Maggior Consiglio
    Rosa Montero
    con Laura Guglielmi

    ore 16.30- Sala del Minor Consiglio
    L’Atelier delle storie – parole e musiche tra le tele di un pittore
    Spettacolo per bambini e famiglie

    ore 18- Salone del Maggior Consiglio
    Ian McEwan
    con Alberto Manguel

    ore 19.30 – Loggia degli Abati
    Letture per una notte_Colui chi de morire se inzenögia

    ore 20.45 – Salone del Maggior Consiglio
    Ciné_concert Georges Méliès

    dalle ore 21 – Biblioteca De Amicis
    La notte dei libri insonni

    ore 22- Loggia degli Abati
    Il libro che ti ha fatto sognare
    Un reading collettivo dedicato a tutti quelli che amano la lettura e i libri, per condividere emozioni e sogni letterari.

    Domenica 18 novembre

    ore 11- Salone del Maggior Consiglio
    Javier Cercas
    con Bruno Arpaia

    ore 15.30 – Salone del Maggior Consiglio
    Caterina Vezzoli

    ore 16.30 – Salone del Maggior Consiglio
    Donald Sassoon
    con Luca Borzani

    ore 18 – Salone del Maggior Consiglio
    Clara Sánchez
    con Alberto Manguel.

    Marta Traverso

  • Intrecci urbani: bombe di lana sui monumenti di Genova

    Intrecci urbani: bombe di lana sui monumenti di Genova

    Yarn Bombing significa “bombardamento di filati” ed è una forma d’arte nata nel 2005 negli Stati Uniti, che si pone l’obiettivo di colorare le città “rivestendole” con installazioni in lana e cotone.

    Si è già parlato della possibilità di portare questa forma d’arte a Genova: qualche mese fa il Comune ha avviato una raccolta di lana e filati, che nei prossimi mesi saranno lavorati per creare la grande installazione che verrà allestita al Porto Antico dal 21 marzo 2013, rivestendo gli arredi urbani quali panchine, ringhiere, alberi, parti di edifici, ecc.

    Chi vuole partecipare alla lavorazione può partecipare agli incontri che si terranno al bar mentelocale (Palazzo Ducale) ogni sabato dalle 14.30 alle 17.30. Per maggiori informazioni scrivere a intrecciurbani@comune.genova.it.

    Il progetto è molto articolato e prevede la partecipazione di un numero rilevante di associazioni, enti, artisti, studenti e singole persone

    Al termine dell’esposizione i manufatti verranno recuperati e distribuiti alle varie associazioni/gruppi di lavoro che li hanno prodotti.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Versus Vertigine Show: mostra e reading al Carlo Felice

    Versus Vertigine Show: mostra e reading al Carlo Felice

    Teatro Carlo FeliceVenerdì 16 novembre 2012 (ore 18.30) presso l’auditorium Eugenio Montale del Teatro Carlo Felice si terrà Versus Vertigine Show, evento ispirato al libro ”Versus Vertigine” di Margherita Marchese Scelzi e Grazia Apisa Gloria, edito da Liberodiscrivere.

    Uno spettacolo di trenta minuti per raccontare le divagazioni di Grazia Apisa Gloria sul progetto fotografico di Margherita Marchese Scelzi: un’opera in cui la narrazione fotografica incontra la riflessione poetica, formando così la trama di una ispirazione dove lo “spettatore” può identificarsi attraverso le proprie sensazioni.

    Nel corso dell’evento avrà luogo una lettura di testi da parte di Patrizia Battaglia, Maurizio D’Antonio, Johnny Grieco, Ksenja Laginja, Claudio Pozzani, Antonio Sgorbissa, soggetti protagonisti di alcuni degli scatti realizzati.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Terzo Valico, i No Tav denunciano: disinformazione sull’opera

    Terzo Valico, i No Tav denunciano: disinformazione sull’opera

    Ferrovia di Nervi«Intendono zittire il movimento ma non ci riusciranno. Noi vogliamo discutere di Terzo Valico e trasmettere una corretta informazione. Questo fa paura. Nel passato abbiamo chiesto la disponibilità di spazi per assemblee pubbliche e riunioni a parrocchie, pubbliche assistenze, teatri. A volte ci sono stati concessi, altre volte no. Negli ultimi tempi, invece, continuano a boicottarci, rifiutandosi di ospitarci. Dietro a questi atteggiamenti di chiusura si nascondono evidenti interessi di natura politica». Così Davide Ghiglione, esponente dei No Tav Terzo Valico e consigliere (Rifondazione Comunista) nel Municipio Valpolcevera, spiega le ragioni dei manifestanti che si sono ritrovati ieri a Trasta, davanti ai cancelli del campo base, dove alloggeranno centinaia di operai provenienti da fuori Genova (altro che positive ricadute occupazionali sul territorio!).

    «Di Grandi Opere sui giornali se ne parla solo per dire che sono indispensabili, per chi poi? – denunciano i Comitati NoTav Terzo Valico Valpolcevera e Valverde – è ora di ricordare ai genovesi e alla popolazione tutta che per 10 anni vivranno in un cantiere al dolce sapor mortifero di amianto».

    L’occasione è stata propizia per una passeggiata tra Fegino e Trasta, in via Castel Morrone, per osservare da vicino una trivella installata di recente che sta già effettuando alcuni sondaggi.

    Ma soprattutto i comitati No Tav Terzo Valico hanno lanciato la manifestazione di Sabato 17 novembre quando un grande corteo sfilerà per le strade della Val Polcevera: partenza dalla stazione ferroviaria di Bolzaneto alle ore 14; da qui i manifestanti si muoveranno in direzione Certosa.
    «Il progetto Tav Genova-Milano passerà per la Val Polcevera – denunciano gli organizzatori – e significherà devastazione ambientale e salute compromessa: una galleria di 39 chilometri dove è appurata la presenza di rocce contenenti fibre di amianto; decine di cave sparse fra le province di Genova e Alessandria ospiteranno lo “smarino”; gli scavi delle gallerie prosciugheranno sorgenti e provocheranno frane; il passaggio di oltre 500 camion al giorno per le strade della Val Polcevera stravolgerà la circolazione, la vivibilità, la salute».
    Il 17 novembre, per sostenere la protesta, arriveranno anche dal Piemonte: previsti pullman speciali con partenza da Alessandria e fermate a pozzolo Formigaro, Novi Ligure, Serravalle Scrivia, Arquata Scrivia, Borgo Fornari, mentre dalla Val Lemme sono previste carovane di automobili.

    Sul fronte degli espropri pare ci siano alcune novità «Comune di Genova e Cociv (il consorzio di imprese incaricato della realizzazione dell’opera) stanno convocando gli espropriati – conclude Ghiglione – per impostare, con ognuno di loro, una trattativa economica privata. Evitando il rischio di contestazioni. E ottenendo con maggiore facilità, facendo leva sull’offerta, il consenso degli interessati».

    Inevitabilmente, però, il percorso si rallenta «E questo per noi è un fatto positivo», sottolinea Ghiglione.
    Anche perché ad agosto 2013 scadrà la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera. Ciò vuol dire che il Cociv – se entro quella data non riuscirà a concludere tutti gli espropri – sarà costretto a rifare tutta la procedura. «Quindi i tempi si allungheranno – conclude l’esponente No Tav – complicando i piani di questi signori».

     

    Matteo Quadrone

  • Architetture Sospese, Castello di Nervi: la mostra di Guardavaccaro

    Architetture Sospese, Castello di Nervi: la mostra di Guardavaccaro

    Guido GuardavaccaroVerrà inaugurata sabato 17 novembre alle 17 la mostra “Architetture Sospese – Gli spazi urbani come luoghi interiori”, dell’architetto genovese Diego Guardavaccaro. L’esposizione, allestita nelle sale del Castello di Nervi e visitabile fino al 28 novembre presenta esclusivamente opere pittoriche, a tecnica mista e realizzate su supporti differenti, dalla tela classica agli mdf, pannelli di fibra di media densità. Il tutto è stato organizzato e reso possibile grazie al patrocinio del Municipio Levante, che ha inserito la personale dell’artista nell’ambito dell’iniziativa “Incontriamoci al Castello di Nervi”, rassegna di mostre, esposizioni e conferenze su arte, letteratura e storia.

    Genovese, classe 1971, Guardavaccaro mostra fin da ragazzo una particolare predisposizione per il disegno che sfocia, fin da quando è ancora giovanissimo, nella produzione di soggetti di grafica pubblicitaria per aziende regionali e di scenografie per emittenti televisive. Laureato con lode in Architettura all’ateneo genovese, si dedica alla libera professione e all’attività di docente di grafica. Il tutto corredato da numerose esperienze all’estero. L’approccio pittorico vero e proprio è, invece, più recente e risale al 2010 quando Guardavaccaro realizza alcune tele che, per una serie di coincidenze fortunate, nell’estate dell’anno successivo animano una personale, allestita alla Bocconi di Milano

    «L’idea della mostra nasce dalla mia passione verso l’architettura e la composizione del tessuto urbano -spiega Guardavaccaro- ovvero elementi in grado di trasformare gli spazi e i luoghi in espressione di stati d’animo, emozioni. Volti, ricordi, aspettative, delusioni vengono associati: è il caso di A un passo da lì, quadro copertina della mostra, che rappresenta la forza di volontà capace di far sopravvivere e superare momenti duri e difficili. Ogni quadro ha una sua storia, forte e vera, è portatore di ricordi, lacrime e sorrisi, e rappresenta la fotografia di una particolare situazione interiore, e per questo è unica e irripetibile, associata sempre a un luogo. Rappresentazione del costruito, raffigurazione del sentimento: ovvero spazi urbani come luoghi interiori».

    Di formazione cosmopolita e con alle spalle una serie di esperienze lavorative internazionali, dalla Cina a Parigi, Guardavaccaro non rinnega le origini genovesi e il legame con la città che l’ha plasmato. Con “Architetture Sospese”, l’artista non fa altro che rendere omaggio a Genova e celebrare il paesaggio in cui si è formato. Ciò che risulta decisamente controcorrente è la scelta dell’architetto di prendere in considerazione un tipo di architettura “interiore” proprio in una città con una storia urbanistica particolare e tristemente nota per la sua “cementificazione selvaggia”, iniziata qualche decennio fa. La direzione intrapresa dall’artista è più che attuale. Essa non si discosta dalle tendenze dell’architettura contemporanea, sempre più attenta ai percorsi di sostenibilità e al rispetto dell’essere umano nella sua dimensione emotiva, e celebra quegli stessi valori che hanno ispirato non a caso anche la Biennale di Architettura 2012 di Venezia, curata dall’architetto britannico David Chipperfield. I suoi lavori -evanescenti, quasi inconsistenti- sfidano le leggi della fisica e scompongono la materia, in un processo di decostruzione che sembra non avere fine. Non a caso, Materia e Decostruzione è proprio il nome del suo blog (http://visualart.over-blog.it/).

    «In tutte le opere è presente il legame forte e indissolubile che ho con questa città», dice Guardavaccaro. «Vento e mare plasmano il colore, determinandone l’energia e il movimento: Genova mi accompagna in ogni mio quadro, sempre».

    Elettra Antognetti

  • Basta morti sulle strade: flash mob di Salva i ciclisti

    Basta morti sulle strade: flash mob di Salva i ciclisti

    Bciciletta in cittàSu Era Superba abbiamo parlato più volte delle numerose iniziative che a Genova e in Italia cercano di sensibilizzare sulla mobilità sostenibile, e di conseguenza su una maggiore sicurezza nelle strade per chi sceglie di spostarsi a piedi o in bicicletta.

    Domenica 11 novembre l’ennesima vittima della strada: una ragazza di Lodi è morta mentre andava in bicicletta, investita da un Suv che ha poi trascinato il suo corpo per 200 metri. A seguito di questo evento, il movimento #salvaiciclisti ha organizzato un flash mob nazionale, dove pedoni e ciclisti di ogni città si radunino per chiedere maggiore sicurezza.

    Anche Genova ha aderito all’iniziativa con una biciclettata simbolica che partirà venerdì 16 novembre alle 18 da Via Garibaldi, sostenuta dal gruppo Anemmu in bici a Zena.

  • Lavoro e studio all’estero: scambi internazionali con Yeast

    Lavoro e studio all’estero: scambi internazionali con Yeast

    EuropaAvete mai pensato di fare un’esperienza all’estero? Le opportunità sono tantissime, dal più noto Erasmus per gli studenti universitari fino a Leonardo (stage e tirocini) ed Erasmus Placement (dedicato agli imprenditori), fino a scambi internazionali che hanno soprattutto come scopo l’integrazione di culture e competenze differenti. Il tutto rientra in Youth in Action, un progetto dell’Unione Europea rivolto ai giovani.

    Per far conoscere tutte queste opportunità, tre ragazzi genovesi hanno dato vita all’associazione Yeast (acronimo di Youth Europe Around Sustainability Tables, in italiano traducibile anche con “fermento, lievito”), il cui slogan è Ti manderemo a quel Paese.

    Potete incontrarli sabato 17 novembre presso Manena Hostel, alla Maddalena, nel corso della festa per l’inaugurazione. Lì sarà possibile sottoscrivere la tessera annuale (10 € per ragazzi dai 18 ai 25 anni, 15 € per over 25) e avere informazioni su tutte le opportunità.

    Iniziamo a raccontarvi qualcosa di loro. Yeast nasce per agevolare la mobilità dei cittadini europei e ispirare un senso di “cittadinanza attiva” attraverso scambi internazionali che promuovano l’educazione non-formale e quella del saper fare. Scopo di Yeast è far conoscere il territorio ligure all’estero e al tempo stesso portare a Genova ragazzi provenienti da diversi Paesi europei.

    I primi progetti attivi sono legati al programma “1.1 Youth Exchange”, uno scambio di 10-15 giorni con 5 giovani di età compresa tra i 18-25 anni e un group leader senza limite d’età, legati a una tematica specifica: natura, ambiente, imprenditorialità giovanile, cittadinanza europea,cittadinanza attiva, teatro, fotografia, sport ecc.

    A livello locale, saranno invece organizzati eventi culturali (serate eno-gastronomiche, guidate, workshp, conferenze etc), momenti di formazione e consulenza sulle opportunità offerte dall’Europa, e incontri mirati a promuovere i talenti e le creatività individuali di giovani genovesi (es. educatori, cucina vegana, artigianato, liuteria, recitazione, pittura, ecc).

    I ragazzi di Yeast sono in partenza per Cipro a fine mese e… porteranno con loro alcune copie di Era Superba e della guida Genova e dintorni!

    Marta Traverso

  • Museo Galata: Liguria terra di santi, naviganti e cassintegrati

    Museo Galata: Liguria terra di santi, naviganti e cassintegrati

    Un saldatore a lavoro, di Roberto Manzoli“Liguria terra di santi, naviganti e cassintegrati”, questo il titolo volutamente provocatorio per un incontro che mette al centro le problematiche del lavoro, in programma venerdì 16 novembre dalle ore 16 alle 18, presso l’auditorium del Galata Museo del Mare, organizzato dal movimento Fratelli e Fratellastri che chiama a raccolta i lavoratori delle aziende liguri direttamente coinvolti dalla crisi, rappresentanti istituzionali e politici, con l’obiettivo di creare una nuova via di cooperazione.

    «Siamo al termine di un anno di transizione, iniziato all’insegna dell’austerity imposta dalla profonda crisi economica che ha investito tutta la società occidentale – scrive il movimento in una nota – Non è stata risparmiata la nostra comunità che ha visto drammaticamente aumentare il tasso di disoccupazione ed indigenza. Siamo continuamente investiti da notizie sconfortanti sulla tenuta della nostra economia, costretta spesso a rispondere a leggi di mercato imposte da lobbies di potere. Le nostre imprese, sia piccole che medio-grandi, sono costrette a fronteggiare questa crisi sacrificando i lavoratori oppure costringendoli a immensi sacrifici».

    «Il titolo vuol mettere in evidenza un problema sempre più grave – spiega Stefano Ajduk di Fratelli e Fratellastri – I dati Istat per la Liguria parlano di una crescita della cassa integrazione ordinaria e straordinaria».
    La cassa integrazione è uno strumento che viene richiesto dall’azienda «Ma quello che dovrebbe essere un ammortizzatore sociale, in attesa del rilancio dell’attività lavorativa, spesso e volentieri diventa l’anticamera della chiusura dell’azienda – racconta Ajduk – senza offrire alcuna prospettiva futura ai lavoratori».
    Il problema riguarda grandi aziende ma pure aziende medio-piccole «È una catena di Sant’Antonio che coinvolge tutto il territorio», sottolinea l’esponente di Fratelli e Fratellastri.

    La crisi, in alcuni casi, è diventata la scusa per tagliare personale. Purtroppo sono tanti gli esempi «La multinazionale Ericsson dal 2005 ad oggi ha aperto diverse finestre di incentivo all’esodo – continua Ajduk – Gli occupati sono passati dai 1100 della vecchia “Marconi” agli attuali 700. Ed ora sono a rischio altri 94 posti di lavoro. Di questo passo l’azienda verrà svuotata di figure lavorative primarie».

    E poi c’è la questione della delocalizzazione, sempre più in voga quale risposta all’esigenza di risparmiare sulla forza lavoro. Emblematico è il caso della Lincoln Electric di Serra Riccò che ha deciso di spostare la produzione in Polonia .

    «Bisogna fare una riflessione concreta – afferma l’esponente di Fratelli e Fratellastri – Non esistono altri strumenti oltre la cassa integrazione? Forse c’è stato un abuso nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali. In molti casi vengono richiesti semplicemente per risparmiare, magari perché diminuiscono le commesse. Ad esempio la società Call&Call, con sede a Cornigliano, legata al network di call center che svolgono attività di assistenza e vendita in outsourcing: solo a Genova ci sono 78 persone in cassa fino a dicembre. Ma una volta esaurite le risorse economiche i lavoratori andranno in disoccupazione e per loro sarà difficile trovare una ricollocazione sul mercato del lavoro».

    Di tutti questi temi si parlerà venerdì 16 novembre dalle ore 16 alle 18 presso il Galata Museo del Mare.

    I relatori inviatati a intervenire sono:
    -­‐ Stefano Ajduk (movimento Fratelli e Fratellastri)
    -­‐ Angela Burlando (membro Partito Socialista Italiano)
    -­‐ Paolo Putti (consigliere comunale Movimento 5 Stelle
    -­‐ Lavoratori delle aziende liguri in difficoltà

    Il dibattito sarà moderato da Scandar Ayed membro Fratelli e Fratellastri

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Roberto Manzoli]

  • Daniel Pennac: il nuovo libro “Storia di un corpo” alla Feltrinelli

    Daniel Pennac: il nuovo libro “Storia di un corpo” alla Feltrinelli

    daniel pennacGiovedì 15 novembre (ore 18) alla libreria Feltrinelli si terrà un incontro con Daniel Pennac in occasione della presentazione del suo ultimo libro Storia di un corpo (Feltrinelli). Insieme all’autore interviene Giorgio Gallione, direttore artistico del Teatro dell’Archivolto.

    Pennac sarà inoltre ospite del festival L’altra metà del libro, che si svolge a Palazzo Ducale dal 16 al 18 novembre.

    Questa la trama del romanzo.

    3 agosto 2010. Tornata a casa dopo il funerale del padre, Lison si vede consegnare un pacco, un regalo post mortem del defunto genitore: è un curioso diario del corpo che lui ha tenuto dall’età di dodici anni fino agli ultimi giorni della sua vita. Al centro di queste pagine regna, con tutta la sua fisicità, il corpo dell’io narrante che ci accompagna nel mondo, facendocelo scoprire attraverso i sensi: la voce stridula della madre anaffettiva, l’odore dell’amata tata Violette, il sapore del caffè di cicoria degli anni di guerra, il profumo asprigno della merenda povera a base di pane e mosto d’uva. Giorno dopo giorno, con poche righe asciutte o ampie frasi a coprire svariate pagine, il narratore ci racconta un viaggio straordinario, il viaggio di una vita, con tutte le sue strepitose scoperte, con le sue grandezze e le sue miserie: orgasmi potenti come eruzioni vulcaniche e dolori brucianti, muscoli felici per una lunga camminata attraverso Parigi e denti che fanno male, evacuazioni difficili e meravigliose avventure del sonno.

  • Festival della Scienza 2012, dati e presenze: incontro con Manuela Arata

    Festival della Scienza 2012, dati e presenze: incontro con Manuela Arata

    Festival della Scienza 2012Durante l’interclub dei Rotary Genova Sud Ovest e Genova San Giorgio, la presidente del Festival della Scienza Manuela Arata ha esposto in anteprima i risultati ufficiali dell’ultima edizione. «Da Genova – ha detto Manuela Arata – è partita una rivoluzione culturale. Oggi raccogliamo i frutti di un lavoro che dura da 10 anni. Genova ha le caratteristiche giuste per ospitare questo evento: in città c’è una predisposizione unica verso le conoscenze tecniche».

    Nonostante la crisi che ha colpito anche il festival, nonostante un budget che è tornato a essere quello delle prime edizioni, l’edizione 2012 si è chiusa con molti segni positivi. È stata superata la duemilionesima visita, la Piazza delle Feste al Porto Antico ha registrato 23.000 visitatori, il numero degli scienziati invitati è cresciuto notevolmente e sono stati 5271 gli animatori scientifici arrivati da tutta Italia. «Questi sono dati che danno un cambiamento profondo. Sapere dagli scienziati che per loro è un orgoglio essere invitati al festival è una consapevolezza che lascia il segno».

    L’edizione di quest’anno del festival è stata dedicata all’Europa, prima di sapere che, proprio nel 2012, l’Europa avrebbe poi vinto il premio Nobel. Le flessioni, che tutti potevano aspettarsi da questa decima edizione, non ci sono state. Il festival ha registrato 11 giorni di eventi, oltre 350 eventi, 49 mostre interattive, 103 laboratori, 18 spettacoli e 37 eventi speciali per un successo di pubblico riconosciuto da tutti. Il Festival ha chiuso con il 10% in più di visitatori, per un totale di 225.000 visite complessive, 40.000 visualizzazioni delle conferenze in streaming on demand e un incremento del 10% di visitatori sul sito web.

    La prossima edizione sarà l’edizione del compleanno e vedrà la bellezza come parola chiave, «perché nella scienza c’è tantissima bellezza». Il messaggio che, in chiusura di intervento, ha lanciato Manuela Arata è forte: «Se c’è l’idea di fare di Genova una città culturale sui temi della scienza, allora facciamolo! Il Festival della Scienza ha lo scopo profondo di animare un territorio che sappia fare inncovazione».

     

    Valeria Abate
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Why? Club: venerdì concerto del gruppo Doremiflo e dj set

    Why? Club: venerdì concerto del gruppo Doremiflo e dj set

    Why ClubVenerdì 16 novembre è in programma un altro appuntamento con la musica live al Why? Club (ex Paips) di Genova Nervi: il concerto della band Doremiflo.

    Il gruppo propone cover pop rock italiane e internazionali, dai Negramaro ai Muse, dalla Nannini ai Depeche Mode, e ancora Cranberries, Skunk Anansie ma anche proprie canzoni inedite, scritte e arrangiate da Flo (voce e chitarra) insieme agli altri componenti  Andrea Manca,  Ebe Rossi, Marco Barilari, Marco Giannetto.

    Inoltre la band propone tutte le iniziative in corso per l’autoproduzione e promozione del nuovo disco “DoremiFlo” che conterrà 10 brani inediti e 1 remix, arrivati alla maturazione e totalmente arrangiati in saletta e sul divano di casa!

    A seguire dj set fino alle 4 del mattino. Ingresso libero

    Per informazioni Why? Club @ex-paips

    Genova Nervi via oberdan 211/r – 348 8974389 – 340 0021151 – why.clubinfo@gmail.com

  • Concorso letterario “Un libro fatto a mano”: iscrizioni aperte

    Concorso letterario “Un libro fatto a mano”: iscrizioni aperte

    LibroAperte le iscrizioni per partecipare al concorso letterario Un libro fatto a mano, organizzato dalla Libreria Libro Più di Genova Pontedecimo, con il Patrocinio del Municipio V Valpolcevera.

    Il bando è indirizzato a tre fasce d’età:
    1) adulti maggiorenni;
    2) adolescenti di età compresa tra i 12 e i 18 anni;
    3) bambini dai 6 agli 11 anni.

    Scopo del concorso è compilare per intero un quaderno, realizzato anche a più mani con qualsiasi tecnica (poesia, fumetto, grafica, pittura ecc), completamente a mano oppure al computer. Il quaderno potrà essere a tema libero oppure riguardare la traccia Da Lucy a Hillary Clinton.

    Gli autori dovranno far pervenire all’organizzazione una busta contenente i dati significativi dell’autore (nome, cognome, indirizzo e data di nascita), il titolo dell’opera partecipante, la dicitura: eseguito a mano dall’autore delle opere contenute” e l’approvazione di un genitore o insegnante nel caso di un minore. I quaderni dovranno risultare anonimi.

    Il quaderno dovrà essere consegnato o spedito alla Libreria Libro Più (via Guido Poli 4r, 16164 Genova) entro il 28 gennaio 2013.

    La premiazione è prevista il 21 marzo 2013, giornata nazionale della poesia. I premi saranno costituiti da coppe, targhe, libri, piccoli oggetti d’arte oppure buoni acquisto.

  • Rivarolo, Piazza Pallavicini: un progetto per il riscatto del quartiere

    Rivarolo, Piazza Pallavicini: un progetto per il riscatto del quartiere

    Natale in piazza a RivaroloUn’opportunità di cambiamento attesa da tanto tempo, in un quartiere bistrattato, congestionato dal traffico, ampiamente cementificato soprattutto in collina, che ha subito quasi in silenzio il progressivo depauperamento dei servizi sanitari, senza alcuna contropartita in cambio. Parliamo di Rivarolo, in Val Polcevera, dove è prevista la riqualificazione di Piazza Pallavicini, il cuore del quartiere, in cui è ospitato il polo scolastico “Ugo Foscolo”, la fermata dei mezzi di trasporto pubblico, al suo fianco si trova la sede della storica Croce Rosa e si imbocca via Celesia, la più antica strada della delegazione.

    Per il resto la piazza è circondata dal degrado: la splendida Villa Pallavicini – proprietà del marchese Cattaneo Adorno – giace in condizioni disastrose ed ultimamente il piazzale antistante è stato adibito a parcheggi privati; una luccicante sala per il gioco d’azzardo, la cui apertura è stata contrastata con forza dagli abitanti, si mostra in bella vista, a pochi metri dalla scuola. Mentre un distributore automatico di bevande aperto 24 ore su 24 è l’unico locale che si affaccia su quello che dovrebbe essere il fulcro di Rivarolo. È evidente la carenza di spazi di socializzazione soprattutto per bambini e anziani. La presenza di alcune panchine e dei pochi alberi superstiti, consente ancora di chiamarla piazza, ma attualmente la sua funzione principale è quella di parcheggio pubblico. Animata solo in occasione di festività o momenti di solidarietà, quando, almeno per un giorno, torna a svolgere quello che dovrebbe essere il proprio ruolo.
    Questo, purtroppo, è il destino che accomuna fin troppi spazi pubblici genovesi. Il compito delle istituzioni è trovare il modo per rivitalizzare i diversi centri storici che caratterizzano la nostra città policentrica. Quindi, ben venga questa operazione che parte da un’esigenza ancor più significativa: favorire la mobilità dei pedoni, in particolare le persone diversamente abili.

    IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE

    Il progetto comunale, promosso dall’assessorato a Legalità e Diritti, guidato da Elena Fiorini, nasce con l’obiettivo di abbattere le barriere architettoniche. I fondi previsti per la realizzazione, circa 96 mila euro, sono stanziati appositamente a questo scopo.
    L’intervento, che sarà eseguito in un unico lotto funzionale, consiste principalmente nell’adeguamento dei marciapiedi insistenti su Piazza Pallavicini ed il suo contorno, mediante la realizzazione di rampe con pendenza massima dell’ 8%. Inoltre è prevista la messa in sicurezza di tutti i percorsi pedonali che saranno rivisti in modo tale da consentire la mobilità delle persone con ridotte o impedite capacità motorie, garantendo loro l’utilizzabilità diretta delle attrezzature dei parcheggi e dei servizi.
    In pratica, marciapiedi più larghi e fruibili da tutti, anziani, disabili e mamme con le carrozzine dei bebè, oltre ad un adeguato ripensamento degli attraversamenti pedonali.
    L’occasione è propizia per effettuare una completa riorganizzazione di tutta la piazza, rendendola maggiormente godibile per gli abitanti. Il progetto, infatti, ipotizza una nuova utilizzazione degli spazi grazie alla realizzazione – nell’area antistante il polo scolastico Ugo Foscolo – di un giardino con giochi per bambini.
    Oggi, però, quest’area è abitualmente occupata dalle automobili. Complessivamente i posti auto sono una sessantina (considerando Piazza Pallavicini, la zona taxi di fronte alla fermata degli autobus e l’angolo tra la piazza e l’inizio di via Celesia). Dopo l’intervento si ridurrebbero a meno di una trentina.
    Ed è questo il punto che ha già suscitato le maggiori critiche dei cittadini, espresse in tutta evidenza durante l’affollata assemblea pubblica – organizzata dal Comitato di Rivarolo per esporre il progetto e recepire suggerimenti migliorativi – svoltasi martedì sera nei locali della Croce Rosa.

    IL PARERE FAVOREVOLE DEL MUNICIPIO VALPOLCEVERA

    Il progetto, scaturito dagli uffici comunali, viene visionato presso la II Commissione “Bilancio, Assetto del Territorio, Sviluppo Economico, Tutela Ambiente, Interventi Manutentivi e Viabilità su Base Locale” del Municipio Valpolcevera, il 24 ottobre scorso. Il giorno seguente il consiglio municipale, all’unanimità, esprime parere favorevole.
    Come spiega il presidente del Municipio, Iole Murruni «Ci è sembrata un’occasione da non gettare al vento, per la riqualificazione della piazza. Abbiamo avuto poco tempo per ragionarci sopra ma, d’altra parte, se non avessimo votato a favore, rischiavamo di perdere il finanziamento e non potevamo permettercelo. L’idea dell’abbattimento delle barriere è un obbligo morale per l’amministrazione pubblica. Partendo da questo presupposto possiamo migliorare la vivibilità del territorio e di conseguenza la percezione di sicurezza degli abitanti. La carenza dei parcheggi è un problema reale. In questi casi occorre un po’ di elasticità. Cercheremo di salvaguardare gli interessi di tutti. Capiamo la preoccupazione dei commercianti della vicina via Celesia che temono di veder diminuire il loro giro d’affari. Per questo cercheremo di inserire dei posti auto a rotazione, oltre a ricavare, in altre aree attigue, nuovi parcheggi a disposizione dei cittadini».
    Davanti alla scuola nascerà uno spazio con i connotati tipici del giardino pubblico. «Ovviamente andrà arredato, l’ipotesi è di installare dei giochi per bambini – continua il presidente – Una spesa di cui dovrà farsi carico il Municipio Valpolcevera e, considerando la penuria di risorse economiche, non sarà un’impresa semplice. Noi proponiamo di realizzare un giardino dalle dimensioni più contenute, in maniera tale da non lasciarlo vuoto».
    Mentre per risolvere il problema dei posti auto «Esiste l’opportunità di ricavare dei parcheggi nell’area dell’ex capolinea del 53 (la zona del vecchio passaggio a livello ferroviario, in pratica dietro a via Pallavicini, ndr) – spiega Murruni – Attualmente è una porzione di territorio degradata, già utilizzata a questo scopo, senza alcuna regolamentazione. A breve, nelle immediate vicinanze, sorgerà la nuova caserma dei carabinieri e l’ingresso sarà proprio dalla strada che porta all’ex capolinea del 53. Quindi, anche la sicurezza, sarebbe garantita. È un discorso che andrà affrontato con il coinvolgimento di Ferrovie dello Stato. Inoltre, la palazzina che ospitava la Polfer, recentemente è stata abbattuta, quindi sarà possibile rimediare ulteriori posti auto che potrebbero essere destinati in parte a parcheggio di interscambio ed in parte a rotazione».
    Il Municipio Valpolcevera quando ha espresso parere positivo al progetto ha posto come priorità politica e sociale la creazione di un avamposto della Polizia Municipale nei locali del polo scolastico di Piazza Pallavicini, quale risposta all’esigenza di sicurezza e controllo, manifestata dalla popolazione del quartiere.
    «All’interno del complesso scolastico esiste un locale, quella che un tempo era l’abitazione dell’ex custode, attualmente inutilizzato – sottolinea Murruni – La Giunta municipale ha stanziato una somma per ristrutturarlo e destinarlo ai vigili urbani che potrebbero garantire un presidio significativo».

    Inoltre il Municipio si è riservato di fare alcune osservazioni. Innanzitutto «la necessità che il Comune di Genova, vista l’eliminazione di molti parcheggi già carenti in Rivarolo, avvii una sinergia con Ferrovie dello Stato per l’utilizzo a parcheggio delle due aree indicate nel progetto come di proprietà FS».
    Parliamo degli spazi sotto le arcate del ponte ferroviario: uno in via Pallavicini adiacente alla fermata degli autobus diretti a Certosa, l’altro in via Pisoni. Proprio quest’ultima, soggetta frequentemente ad allagamenti, dovrebbe essere interessata «da un apposito intervento in grado di risolvere questa problematicità». E ancora «la necessità di inserire un impianto acustico e un percorso per i non vedenti nelle lanterne semaforiche di incrocio tra Piazza Durazzo Pallavicini e Ponte Polcevera; che sia presa il considerazione la possibilità di una adeguata illuminazione della Piazza Durazzo Pallavicini, ritenendo opportuno l’impegno da parte della Civica Amministrazione affinché venga potenziata la medesima; di diminuire lo spazio riservato alle merci sito in Via Croce Rosa civ. 1, a favore di parcheggi auto a zona disco».

    Durante l’assemblea di martedì 13 sono emerse anche altre preoccupazioni. In primis molti abitanti considerano la zona di Piazza Pallavicini “off limits” per mamme, bambini ed anziani, anche nelle ore diurne. La causa è la mal frequentazione di un luogo divenuto, ormai da anni, ritrovo di giovani e meno giovani che ciondolano in lungo e in largo, senza nulla da fare tutto il giorno. Indubbiamente, il verificarsi di alcuni episodi di micro criminalità, in particolare legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, ha complicato la situazione. E si può comprendere la paura di chi abita nei palazzi che si affacciano sulla piazza e dei genitori che la attraversano con i bambini al seguito. Nello stesso tempo, però, questo non deve diventare il motivo di un colpevole immobilismo. Il comitato di Rivarolo, nato su iniziativa spontanea dei cittadini, da circa 2 anni lotta affinché l’immagine del quartiere muti radicalmente. Piccoli passi, per carità, ma importanti «Ci siamo occupati del teatro Albatros, di via Vezzani, abbiamo portato avanti diverse iniziative – hanno spiegato in assemblea – Il nostro sogno è quello di riportare la gente in piazza. Se il quartiere è più vivibile tutti ci guadagnano».

    Le critiche dei fautori di una stretta legalitaria non si sono fatte attendere «Abbiamo 100 mila euro e allora spendiamoli in sicurezza, in video sorveglianza! Gli agenti hanno paura a girare per la piazza e via Celesia. Chi l’ha mai visto il poliziotto di quartiere?».
    Inevitabili le contestazioni dei commercianti «Se togliete 40-50 posti auto per noi sarà davvero dura resistere e tenere le serrande aperte – sottolineano all’unisono – Siamo il tessuto vitale della società ma così non ci aiutate, così ci uccidete».
    Inoltre è emerso il disappunto perché il progetto non prevede la riqualificazione della vicina via Celesia. Ed il timore di veder partire i lavori, senza prima vedere realizzati concretamente i nuovi presidi di vigili urbani e carabinieri. Molti dubbi suscita anche la futura manutenzione dell’area per bambini «Chi garantirà la pulizia del giardino pubblico? Così rischiamo di lasciarlo in mano ai soliti frequentatori».

    Per fortuna non sono mancati i giudizi positivi. «Gli spazi vuoti e abbandonati diventano luogo di chi li occupa, come è accaduto finora alla piazza. Bonificare la zona creando degli interessi per la gente è un fatto positivo. L’errore sta nel non frequentare gli spazi pubblici. Bisogna riappropriarsi della piazza». E ancora «Via Celesia deve tornare ad essere un borgo. Pedonalizzarla sarebbe la soluzione migliore. La piazza è il primo passo della riqualificazione del quartiere. Da qualche parte bisogna pure cominciare …».

    Infine, alcuni abitanti, rivolgendosi ai rappresentanti del Municipio presenti all’assemblea – tra gli altri il presidente Iole Murruni, l’assessore Patrizia Palermo e diversi consiglieri di maggioranza e opposizione – hanno chiesto perché il progetto non è stato presentato ai cittadini in precedenza, ma solo adesso, ormai a giochi fatti. Insomma, rivendicando quello che poteva essere un vero processo di partecipazione.
    Il presidente Murruni ha provato a spiegare che purtroppo non è stato possibile, visto che lo stesso Municipio ha avuto ben poco tempo per visionarlo e soprattutto, se non avesse espresso parere positivo, il finanziamento si sarebbe volatilizzato.
    «È un discorso che a posteriori si può affrontare – spiega Murruni – Ma sappiamo che le competenze del Municipio sono limitate, il nostro parere non è neppure vincolante e spesso siamo addirittura scavalcati. L’intenzione è quella di condividere il progetto. Giovedì pomeriggio alle ore 15:30 è previsto un incontro con i tecnici comunali ed il progettista presso i locali municipali di via Reta a Bolzaneto. Auspichiamo che le nostre osservazioni e quelle degli abitanti possano essere accolte positivamente».
    Per quanto riguarda la tempistica dell’intervento «Sicuramente ci sarà un passaggio in commissione consiliare del Comune e poi partirà l’iter progettuale – conclude Murruni – i tempi, comunque, non saranno brevi».

     

    Matteo Quadrone