Anno: 2012

  • Trasporto ferroviario: in Liguria i pendolari sono cittadini di serie B

    Trasporto ferroviario: in Liguria i pendolari sono cittadini di serie B

    «Fateci uscire dalla preistoria», è lo slogan dei volontari di Legambiente che hanno manifestato ieri insieme ai pendolari di Roma, Padova, Foligno, Pinerolo, Napoli, Viareggio, Lucca, Pistoia, Prato, Firenze, Bologna, Genova, Ancona e Caltagirone.
    Quattordici appuntamenti in altrettante stazioni d’Italia, dal Veneto alla Sicilia, per sottoporre all’attenzione del governo la situazione di degrado in cui versa il trasporto pendolare: lo stato di abbandono di molte stazioni, la vetustà dei treni, la soppressione delle corse e persino di intere linee (12 in Piemonte!), i ritardi e il conseguente sovraffollamento, l’incertezza dei finanziamenti e del futuro di un settore che interessa quasi tre milioni di cittadini. Sono, infatti, 2 milioni 903 mila le persone che, nel nostro paese, ogni mattina prendono il treno per andare a lavorare o a studiare. Ogni sera lo riprendono per tornare a casa.

    Passeggeri inesistenti, però, nel dibattito pubblico, come mette in evidenza Legambiente nel suo rapporto “Pendolaria 2012”. Cittadini di serie B per la politica nazionale dei trasporti, che da oltre dieci anni premia la strada a danno della ferrovia come ben dimostra la suddivisione dei finanziamenti della Legge Obiettivo 2002-2012: 71% delle risorse per strade e autostrade, 15% per le ferrovie e 14% per le reti metropolitane. Anche quest’anno, alla crescita costante del numero di pendolari in Italia governo e amministrazioni regionali hanno risposto con tagli ai servizi, aumenti del costo dei biglietti in tutte le regioni e incertezze sugli investimenti, con effetti rilevanti sulla qualità del servizio.

    Confrontando il trasporto pubblico ferroviario delle varie regioni italiane, il quadro che emerge in Liguria è disarmante: sono 105 mila i passeggeri liguri che ogni giorno scelgono il treno per spostarsi; la nostra regione stanzia per l’erogazione del servizio su rotaia solo lo 0,44% del bilancio regionale 2012 (rispetto allo 0,51% della Lombardia, piuttosto che lo 0,96% dell’Emilia Romagna) che si traduce in una spesa media di 4,49 euro per abitante all’anno (in Lombardia la spesa media annuale per abitante è di 11,92 euro; in Toscana di 9,01 euro).

    «I numeri che emergono dal nostro dossier sono preoccupanti – spiega Legambiente Liguria – Gli enti locali e chi eroga il servizio devono dare certezze ai cittadini. È necessario che la regione dimostri il suo peso politico rinegoziando il contratto di servizio che ha stipulato con Trenitalia nel 2009 perchè non tutela l’utenza. L’emergenza neve ne è una dimostrazione lampante ed è impensabile si debba ricorrere alla Procura, ormai costantemente, sperando possa far rispettare il diritto alla mobilità che si esplica con un servizio decoroso».

  • Selva Armonica in concerto, musica antica in piazza Cappuccini

    Selva Armonica in concerto, musica antica in piazza Cappuccini

    Alle ore 21 presso la chiesa della Ss. Concezione (Padre Santo) di Piazza Cappuccini l’ensemble genovese Selva Armonica esegue “Responsoria in Solemnitate Patris Seraphici Francisci” di Tomaso Graziani (1553-1634), compositore ravennate sconosciuto al grande pubblico.

    L’ensemble, nata in seno all’Associazione Culturale “Il Righi”, da sempre concentra la sua attività musicale e di ricerca sulle partiture di autori meno noti.

    Il direttore è Luca Franco Ferrari, già direttore dell’ensemble di musica antica “Accademia de’ Virtuosi” della Scuola Musicale Giuseppe Conte di Genova. Ferrari all’attività concertistica affianca quella musicologica, occupandosi di riscoperta e studio del patrimonio musicale genovese.

  • Bollette e assemblee condominiali: gli argomenti più caldi del 2012

    Bollette e assemblee condominiali: gli argomenti più caldi del 2012

    Ebbene sì, siamo giunti all’ultima puntata dell’anno, riprenderemo dopo l’Epifania… Anche noi, a questo punto, non possiamo sottrarci dal fare un bilancio del 2012.

    Ci avete scritto in molti e ci avete proposto problematiche varie e differenti a cui abbiamo cercato di rispondere nel modo più veloce e migliore possibile. I due argomenti più dibattuti sono stati il condominio e le bollette e di questo non mi sono affatto stupito…

    Prendo spunto da questi due temi per donarvi alcune dritte natalizie. Da dieci anni ormai sotto l’albero troviamo un regalo non gradito, ovvero l’aumento delle bollette domestiche; vista l’imminenza dell’inverno ed il freddo, due utili consigli per risparmiare sul consumo del gas:

    1. Se disponete di una calderina, impostate sì la temperatura desiderata, ma date meno potenza: in questo modo la temperatura rimarrà un pochino più bassa, ma costante, senza picchi di consumo indesiderati;
    2. Le stufe a pellet fanno risparmiare un buon 30% in termini di denaro, con finanziamenti adeguati l’acquisto è assolutamente possibile;
    3. le nuove tecnologie stanno sfornando i cosiddetti camini a bioetanolo, ossia un combustibile naturale; essi non necessitano di canna fumaria e sono amovibili.

    Dovendo allacciarmi al discorso condominio, molti mi hanno chiesto che cosa e come fare per “staccarsi” dall’impianto centralizzato e rendere autonomo il proprio impianto. Innanzitutto la decisione va comunicata all’assemblea, la quale non può impedirvelo. A due condizioni:

    a) che non vengano alterati gli equilibri termici del palazzo;
    b) che voi paghiate le spese di manutenzione, che sono comunque dovute in quanto l’impianto di riscaldamento è un bene comune facente parte del condominio ove voi abitate.

    Per concludere, metodi per risparmiare ce ne sono, basta conoscerli! Altrimenti, quando arrivano le bollette, fa davvero troppo caldo…

    Auguro a tutti i nostri appassionati lettori il miglior Natale possibile ed un 2013 in cui non abbiate bisogno di questa rubrica perché i problemi saranno tutti risolti… Chiedo troppo!?

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

    [foto di Diego Arbore]

  • Consiglio Comunale, tour de force: otto delibere in due giorni

    Consiglio Comunale, tour de force: otto delibere in due giorni

    Come avevamo previsto in questa seduta del Consiglio Comunale prima delle vacanze di Natale si sono concentrate molte delle questioni rimaste pendenti nei mesi precedenti. L’ordine del giorno prevede l’approvazione di otto delibere di cui quattro proposte dal Consiglio stesso e quattro dalla Giunta.

    La prima delibera ha riguardato la modifica dell’articolo 49 del Regolamento del Consiglio Comunale, che si occupa delle risorse finanziarie a disposizione dei gruppi consiliari. Le modifiche, che sono state proposte con un testo redatto dallo stesso Presidente Guerello, hanno permesso un aggiornamento delle attività coperte dalle risorse finanziarie con un particolare riferimento alle attività dei gruppi online (servizi di posta elettronica e spazi sul web). Ma la vera svolta positiva è stata l’introduzione dell’«obbligo di pubblicare il bilancio di ogni gruppo sul sito del Comune di Genova con scadenza semestrale». Il voto a favore di questo provvedimento è stato unanime (36 consiglieri su 36) e la condivisione si è anche notata dall’assenza di discussione in aula. Si tratta di un provvedimento volto a garantire totale trasparenza alle spese dei gruppi politici, che in questi ultimi mesi sono state fonte di diversi scandali in alcuni Consigli Regionali (Lazio e Lombardia).

    Durante la conferenza stampa tenutasi dopo la seduta del mattino, sono stati anche illustrati alcuni dati relativi alle spese dei gruppi consiliari evidenziando come tale somma sia andata progressivamente riducendosi dal 2002 ad oggi. Uno sforzo fatto dal Consiglio per limitare gli ormai famigerati costi della politica. Il gruppo che ha ottenuto nel 2012 la quota maggiore di fondi è stato il Pd con 12.000 euro, a seguire la Lista Doria (6.000), Pdl e M5S (5.900) e a scalare tutti gli altri gruppi per un totale di 50.000 euro. Il Presidente Guerello ha spiegato che le risorse vengono ripartite per 2/7 in parti uguali per tutti i gruppi e per 5/7 in base al numero di componenti del gruppo stesso.

    Se confrontati con altri livelli amministrativi, ad esempio quelli regionali, i numeri sono decisamente più contenuti, basti pensare che in Regione un solo gruppo è in grado di ottenere risorse per 190.000 euro, anche se all’interno di questa cifra sono compresi anche i costi del personale.

    Nel pomeriggio la seduta è ripresa affrontando uno degli argomenti che più hanno fatto discutere in questi mesi e che più hanno messo alla prova la tenuta della maggioranza: la Gronda di Ponente. In programma c’era la nomina di un rappresentante del Consiglio all’interno dell’Osservatorio della Gronda. L’argomento era già stato affrontato in aula a fine ottobre e la proposta del M5S e della Lega di rimandare tale nomina ad una seduta successiva per approfondire il ruolo dell’Osservatorio aveva già portato ad una spaccatura della maggioranza con il Pd unico partito contrario a questa decisione e Lista Doria, Sel e Federazione della Sinistra favorevoli. E, come si poteva prevedere, anche in questo caso la tensione è stata palpabile.

     

     

    Il Movimento 5 Stelle è riuscito ad ottenere un ulteriore rinvio della nomina sostenendo che la delibera su questo argomento non era stata approvata in Commissione, come prevede il regolamento. Il punto era stato affrontato dalla Commissione Territorio, ma senza esprimersi nel merito della nomina. Sarà quindi la Commissione Affari Istituzionali, che ha competenza diretta sulle nomine del Consiglio, a dover approvare questo procedimento prima di una sua nuova presentazione in aula. Sia il Presidente della Commissione Vittoria Musso (Lista Musso) sia il capogruppo del Pd Farello – favorevoli alla grande opera – hanno tentato di arginare la manovra dei consiglieri “scettici” precisando che la discussione sulla delibera dovrà attenersi precisamente al suo oggetto, ovvero alla nomina del rappresentante del Consiglio. In altre parole si cercherà di evitare che il dibattito trascenda ancora una volta in una contrapposizione Gronda SI e Gronda No.

     

     

    Infine si è discusso di ciò che, con un formula ottimistica, è stato definito Rilancio delle Farmacie Comunali. Di fatto la delibera urgente proposta dalla Giunta presentava una serie di interventi per evitare il fallimento di Farmacie Genovesi Spa, che ha accumulato negli ultimi 3 anni una perdita pari a 600 mila euro. Il piano prevede la vendita delle licenze di tre farmacie ed una ricapitalizzazione di 200 mila euro.

     

     

    Ancora una volta il Consiglio si è trovato di fronte ad un’emergenza, come nel caso di AMT, e alla necessità di ripianare con denaro pubblico le perdite di un’azienda partecipata del Comune. Il consigliere del Pd Vassallo ha parlato di voto obbligato, affermando: «Ci troviamo a decidere sulla base del verbale dei revisori dei conti», aggiungendo che «Se non si fanno delle scelte poi si è obbligati a prendere delle decisioni che non sono le nostre». Infatti, come sottolinea anche il centro-destra, in più di un’occasione era stato sollevato il problema delle farmacie comunali, ma si è atteso il giorno prima dell’assemblea che ne avrebbe con ogni probabilità decretato il fallimento per intervenire.

     

     

    Oltre alle responsabilità politiche, che ovviamente non possono essere addossate ad un’amministrazione in carica da sei mesi, vanno verificate anche le responsabilità del management. Troppo spesso, evidenzia Padovani (Lista Doria), «manca il controllo» perché non è possibile accorgersi solo all’ultimo di una situazione dei conti disastrosa com’è accaduto prima per AMT e Fiera di Genova e adesso per le Farmacie Comunali.  Campora (Pdl) ha infatti chiesto alla Giunta di non procedere solo interventi spot, ma di presentare un riassetto organizzativo generale delle partecipate.

     

     

    A rimetterci saranno – questa volta senza retorica – proprio i cittadini dei quartieri più disagiati, visto che le tre farmacie in vendita sanno quelle di Coronata, Biscione e Begato. In questo modo viene intaccata profondamente la loro funzione di presidio sociale sul territorio.

     

     

    Questa mattina alle 9:30 è iniziata la seconda seduta della due giorni di Consiglio prenatalizia. I consiglieri stanno affrontando temi delicati come l’ex ospedale Martinez e il Terzo Valico.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Giorno della memoria 2013: “La tregua”, reading collettivo

    Giorno della memoria 2013: “La tregua”, reading collettivo

    Giornata della memoriaDomenica 27 gennaio 2013, Giorno della Memoria, Palazzo Ducale ospiterà un evento organizzato dal Centro Culturale Primo Levi: una lettura pubblica collettiva del romanzo “La tregua” di Primo Levi, che riprende l’iniziativa analoga svoltasi lo scorso anno con “Se questo è un uomo”.

    Chiunque può partecipare: non è necessario iscriversi, è sufficiente mettersi in coda e ognuno leggerà il passo seguente a quello di chi lo precede. La lettura durerà per l’intera giornata del 27 gennaio.

    Un modo non soltanto per ricordare le tragiche vicende della Shoah e per riflettere sul passato, ma un’opportunità per progettare un futuro di tolleranza e di pace senza dimenticare gli orrori della nostra storia recente.

  • Casa occupata Giustiniani, sgombero e arresti: presidio a San Lorenzo

    Casa occupata Giustiniani, sgombero e arresti: presidio a San Lorenzo

    Via dei Giustiniani casa occupataMercoledì 12 dicembre alcuni tra i presenti nella casa occupata Giustiniani 19, nell’omonima via del centro storico a Genova, hanno ricevuto la notifica di una serie di misure cautelari preventive (4 arresti domiciliari, 7 obblighi di firma giornalieri) a seguito di atti compiuti durante lo sgombero del 7 agosto 2012.

    Per questa ragione mercoledì 19 dicembre (ore 16.30) si terrà un presidio in piazza San Lorenzo per sostegno a queste persone ed esprimere la contrarietà alle misure preventive, che secondo gli organizzatori dell’evento «vengono date non in quanto “sanzione” dei reati commessi, ma come “prevenzione” di reati ancora da compiere: si tratta infatti di misure cautelari preventive, disposte per impedire la reiterazione del reato e per “sorvegliare e punire” coloro che dimostrano di avere un comportamento che non può essere “corretto” altrimenti».

    L’occupazione di Giustiniani 19 è solo uno dei numerosi atti – organizzati da collettivi, gruppi spontanei o movimenti anarchici – allo scopo di rivendicare il diritto alla casa.

  • Campagna elettorale: appello di Libera Liguria alle forze politiche

    Campagna elettorale: appello di Libera Liguria alle forze politiche

    elezioniLibera Liguria si appella alle forze politiche e movimenti attivi in Liguria affinché nella formazione delle liste per l’imminente campagna elettorale non vengano inseriti candidati con condanne o processi in corso per reati gravi, quali corruzione, mafia, terrorismo, ecc.

    In questi giorni i coordinamenti provinciali, i presidi e l’assemblea regionale di LIBERA si sono confrontati sul tema delle liste “pulite” in vista della imminente campagna elettorale.

    «Il Decreto “liste pulite”, presentato dal Governo Monti, prevede l’incandidabilità per chi ha subito condanne definitive per peculato, corruzione, concussione, terrorismo, mafia fino ad 2 anni e 1 giornospiega il coordinamento territoriale di Libera Liguria – Il decreto legislativo verrà esaminato dalle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia di Camera e Senato in settimana. Anche se questa legge non ha ancora l’efficacia da noi auspicata, crediamo che sia necessario che il Parlamento esprima un parere obbligatorio non vincolante per il governo (che poi dovrà approvare definitivamente il decreto legislativo, mandarlo alla firma del Capo dello Stato e pubblicarlo in Gazzetta ufficiale). I fatti di cronaca che in questi mesi hanno interessato il malcostume di personaggi politici in parlamento e nei consigli regionali, l’infiltrazione mafiosa di amministrazioni locali, il commissariamento di comuni nel Nord compreso alcuni del ponente ligure, crediamo debbano essere gli esempi concreti per cui i partiti politici che si cimentano nella formazione delle liste di candidati, si impegnano a promuovere una selezione delle candidature proponendo all’elettorato persone di provati valori democratici e di onestà».

    Per questo Libera Liguria rivolge un appello alle forze politiche e movimenti presenti in Liguria in attività per la prossima campagna elettorale di «Mostrare rispetto per l’elettorato proponendo candidature senza carichi pendenti. Libera, auspicando una campagna elettorale che metta a confronto programmi, dedizioni e disponibilità personali, augura anche che possa riconoscere agli eletti il successo dovuto all’impegno per la crescita della cultura della legalità e della sicurezza e della giustizia».

    L’obiettivo è quello di «Suggerire che non vengano candidate persone, non solo con condanne, ma con processi in corso per corruzione, mafia, terrorismo, perché questo Paese non se lo può più permettere – conclude Libera Liguria – Se così non fosse allora spetta a noi cittadini riprenderci la sovranità ed evitare di votare persone che hanno macchie di questo genere. Gli eletti saranno contattati dal nostro coordinamento per una iniziativa pubblica in occasione della quale apriremo un confronto sugli impegni dei parlamentari in ordine al tema della difesa della legalità democratica e della lotta contro tutte le mafie».

  • Comitato StopOPG: paura per il futuro dei pazienti, lettera al Ministro

    Comitato StopOPG: paura per il futuro dei pazienti, lettera al Ministro

    Il comitato StopOPG – che racchiude numerose realtà (associazioni, sindacati, forum per i diritti, fondazioni, ecc.) impegnate su tutto il territorio nazionale per l’abolizione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari scrive al Ministro della Salute, Renato Balduzzi, al Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani e al Presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, Ignazio Marino, per denunciare il rischio che l’annunciato superamento degli OPG possa tradursi nella chiusura di essi con il conseguente trasferimento dei pazienti in strutture regionali (una sorta di “mini OPG”), ovvero nuovi contenitori dove attuare le misure di sicurezza, senza puntare sul recupero delle persone attraverso progetti terapeutici e riabilitativi individuali.

     

    Ecco il testo della missiva:

    Oggetto: chiudono gli OPG o riaprono i manicomi ? PROPOSTE

    Ministro della Salute prof. Renato Balduzzi
    Presidente della Conferenza delle Regioni e P.A. dott. Vasco Errani
    p.c. Presidente Commissione d’inchiesta efficacia efficienza SSN sen. Ignazio Marino

    Roma, 11 dicembre 2012

    Egregio Ministro, egregio Presidente,
    siamo molto preoccupati sullo stato di attuazione del processo di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari OPG.
    Infatti, in seguito

    – all’approvazione del Decreto Ministeriale 1o ottobre 2012Requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi delle strutture residenziali destinate ad accogliere le persone cui sono applicate le misure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e dell’assegnazione a casa di cura e custodia“;
    -alle due Intese, sancite in Conferenza Unificata il 6.12.2012, sul riparto dei finanziamenti destinati agli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, ex art. 3 ter della Legge 9/2012;

    il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari sta per risolversi con il mero trasferimento delle persone attualmente internate negli OPG e CCC nelle “strutture speciali regionali” (che abbiamo chiamato “mini OPG”).

    In particolare:
    – L’intesa sul riparto conferma a tutto campo quanto abbiamo più volte denunciato in riferimento all’articolo 3 ter della legge 9/2012: il non superamento dell’ospedale psichiatrico giudiziario ma la sua trasformazione in “strutture speciali regionali” che diventano i “nuovi contenitori” dove attuare le misure di sicurezza. Di più sembra oggi possibile perfino il mantenimento di alcuni attuali Opg, suddivisi in moduli da 20, di cui verrà cambiato solo il nome.

    Bisogna evitare che ciò accada e pertanto, nel procedimento attuativo dei riparti (con i programmi regionali da approvarsi con decreto del Ministro della Salute) PROPONIAMO:

    1. Le risorse vanno destinate ai Dipartimenti di Salute Mentale per progetti individuali finalizzati alle dimissioni degli/delle internati/e o per progetti di alternativa alla misura di sicurezza detentiva in Opg o Ccc (vedi sentenze Corte Costituzionale 253/2003 e 367/2004 richiamate dall’allegato 1C Dpcm 1.4.2008) Così da evitare i “mini OPG” o i “manicomi regionali”.
    2. Vanno attuate le “dimissioni senza indugio”, come sollecitato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul SSN ai Ministri della Salute e della Giustizia, che risultano possibili immediatamente per i due terzi delle persone internate attraverso la presa in carico dei DSM, che porterebbero già alla chiusura di alcuni Opg.

    Sulle risorse di parte corrente (38 milioni nel 2012 ma saranno 55 milioni dal 2013):
    I 38 milioni di parte corrente per il 2012 (55 milioni dal 2013) sono ripartiti tra le regioni al 50% in base alla popolazione regionale complessiva e al 50% in base al numero di internati residenti in ciascuna regione.
    – Questo criterio (50% popolazione complessiva 50% internati), secondo il decreto, si motiva perché le risorse servono in parte per l’attivazione delle strutture ed in parte per il rafforzamento dei servizi del Dipartimento di Salute Mentale DSM (si citano ambulatori e residenze).
    – Per assegnare queste risorse, ogni regione deve presentare uno specifico programma assistenziale (vedi 6° capoverso decreto riparto spesa corrente) da approvarsi con Decreto del Ministro della Salute.

    PROPONIAMO:
    1. Il programma assistenziale della regione, sottoposto al vaglio e al decreto del Ministro della Salute, deve contenere i progetti terapeutico riabilitativi individuali, a cura del DSM competente, finalizzati prioritariamente alle dimissioni e all’esecuzione delle misure di sicurezza “alternative” all’internamento.
    2. Siccome spetta al DSM il dovere di garantire i LEA sanitari, a partire dalla presa in carico di tutti gli internati, le risorse devono essere destinate al suo rafforzamento, al budget per i progetti terapeutico riabilitativi.

    Sulle risorse in conto capitale (anni 2012 e 2013: 173,8 milioni di euro)
    Sulle strutture ribadiamo il dissenso già espresso; così come sono concepite nella legge 9/12 e poi nel decreto relativo ai loro requisiti, si configurano come “mini OPG”. Con un peggioramento introdotto da questo riparto: sono previste strutture interregionali (vedi articolo 2 decreto riparto conto capitale) che andranno a costituire grandi strutture – pur divise in moduli, manterranno persone internate fuori dalla loro regione, rafforzeranno meccanismi di delega da parte di alcuni Dsm e principalmente rischiano di tenere in piedi alcuni Opg suddivisi in moduli.

    Inoltre è sparito qualsiasi riferimento al rapporto tra le strutture e i progetti terapeutico riabilitavi individuali. Con il “decreto Balduzzi” (ora articolo 6 legge 189/2012) era stato così modificato l’articolo 3 ter della legge 9/2012: “Le predette risorse … sono ripartite tra le regioni,…, previa intesa .., ed assegnate alla singola regione con decreto del Ministro della salute di approvazione di uno specifico programma di utilizzo proposto dalla medesima regione che deve consentire la realizzabilità di progetti terapeutico-riabilitativi individuali”. Questa formulazione non è stata riportata nel decreto di riparto.
    – Ogni regione, per ottenere l’invio del finanziamento spettante deve presentare entro 60 giorni uno specifico programma al Ministero della Salute che, con Decreto, lo dovrà approvare.

    PROPONIAMO:
    1. Anche i finanziamenti in conto capitale devono essere assegnati e gestiti dal DSM, che decide come è necessario investire i fondi in per “consentire la realizzabilità di progetti terapeutico-riabilitativi individuali (ex articolo 3 ter della legge 9/2012 come modificato dall’articolo 6 della legge 189/2012) per dimissioni ed esecuzione della misura di sicurezza alternativa al’internamento.
    2. Quindi, il programma della regione, sottoposto all’approvazione con decreto del Ministro della Salute, deve contenere i progetti terapeutico riabilitativi individuali, a cura del DSM competente, finalizzati prioritariamente alle dimissioni e all’esecuzione delle misure di sicurezza “alternative” all’internamento.

    INFINE PROPONIAMO
    l’istituzione di una specifica autorità di garanzia nazionale (che possa agire anche con funzioni commissariali ad acta) per l’attuazione dei programmi delle regioni e per il loro monitoraggio.

    Comprendiamo che “recuperare” il ritardo con cui si è proceduto all’attuazione delle norme per il superamento degli OPg comporti l’adozione di provvedimenti immediati, ma occorre evitare che la domanda che avevamo rivolto: “chiudono gli OPG o riaprono i manicomi ?” si trasformi in una desolante affermazione.

    Infine, ribadiamo che il definitivo superamento dell’Opg possa solo essere raggiunto con la modifica degli articoli del codice penale 88 e 89, altrimenti gli Opg (vecchi o nuovi) continueranno ad essere alimentati da nuovi ingressi. Sono quegli articoli del codice Rocco che, associando “follia” ad incapacità di intendere e di volere e a “pericolosità sociale”, hanno mantenuto in vita l’Opg e dunque un canale “parallelo e speciale” per i malati di mente che commettono reati.
    La legge Basaglia aveva invece finalmente eliminato uno statuto speciale per il malato di mente e sancito la sua entrata nella cittadinanza.

    In attesa di un urgente riscontro, inviamo cordiali saluti
    p. stopOPG
    Stefano Cecconi, Giovanna Del Giudice, Francesca Moccia.
    StopOPG

  • Comitato ospedale Sestri Ponente: lettera al segretario Pd Bersani

    Comitato ospedale Sestri Ponente: lettera al segretario Pd Bersani

    SanitariIl Comitato per la salvezza dell’ospedale di Sestri Ponente scrive una lettera aperta al segretario nazionale del Partito Democratico, nonché candidato premier del centro-sinistra, Pierluigi Bersani, per contestare la politica sanitaria della Regione Liguria, raccontando la travagliata storia della sanità in Val Polcevera e nel Ponente genovese a partire dall’avvento, nel 2005, della Giunta regionale di Burlando, affiancato dall’altro Claudio, Montaldo, come assessore alla Sanità.

    Nello stesso anno arriva lo stop al famoso “ospedale di Vallata” «La Regione interruppe l’appalto indetto dal centrodestra, per la costruzione di un nuovo ospedale in Valpolcevera, vinto dalla Pirelli Re – spiega il comitato – si saranno pagate delle penali, ma una delle motivazioni per non costruire, era che, trattandosi di un project financing, il privato avrebbe gestito per anni le pulizie, i pasti, la lavanderia e cose simili, quindi Montaldo, che affermava di essere per la sanità pubblica, non aveva condiviso: bene! La seconda motivazione era meno credibile: non condivideva il sito prescelto, l’ex area industriale Mira Lanza a Teglia». Peccato però, sottolinea il comitato che «La scelta era stata fatta dal Comune di Genova, quando Claudio Montaldo era vicesindaco».

    Nell’estate del 2006 «Dopo aver chiuso la Chirurgia dell’Ospedale di Sestri, trasformata in day surgery, l’assessore Montaldo annunciava che avrebbe costruito il Nuovo Ospedale del Ponente ma che nel frattempo avrebbe riorganizzato gli ospedali di Sestri e Rivarolo – continua la missiva – tradotto dal politichese all’italiano, intendeva chiudere i due ospedali. Fu logico controbattere che prima si costruiva il nuovo ospedale e poi si sarebbero chiusi gli altri. I Sestresi insorsero, raccolsero le firme (su 54.000 abitanti furono raccolte 16.000 firme), si tennero assemblee infuocate e manifestazioni con cortei a cui parteciparono anche le ambulanze delle Pubbliche assistenze».

    «Nel 2007 Claudio Burlando dichiarò: “State tranquilli, non taglieremo altri servizi fin quando non sarà costruito il Nuovo Ospedale del Ponente” ricordano i firmatari della lettera  – Nel frattempo l’Ospedale Celesia di Rivarolo veniva chiuso (avevano creduto a Montaldo) e ora la Regione vuol vendere quell’immobile, l’Ospedale di Sestri invece, era salvo, ci eravamo fidati di Burlando!».

    Senza dimenticare il balletto sul sito ideale per costruire il Nuovo Ospedale del Ponente «Il Comune, a guida Pd, individuava diversi siti ma la Regione, sempre a guida Pd, voleva si decidesse per il sito di Villa Bombrini a Cornigliano – racconta il comitato – Dopo tre anni di balletti, Comune e Regione, concordarono per Villa Bombrini».

    Nel frattempo «I finanziamenti recuperati dalla soppressione dell’appalto per il nuovo ospedale in Valpolcevera e che Montaldo aveva assicurato servissero per il Nuovo Ospedale del Ponente, venivano gentilmente donati all’ospedale privato Galliera, con i “ringraziamenti del cardinal Bagnasco” – spiega l’ex parlamentare (Ds) Aleandro Longhi, membro del comitato di cittadini  – Il Galliera ha già speso tre milioni dei cinquantatre ricevuti, per realizzare il progetto di un mega ospedale con relativa speculazione edilizia su parte del vecchio ospedale. Quel progetto probabilmente non si realizzerà mai, poiché il Galliera era intenzionato a contrarre un mutuo con interessi a carico della Regione, non consenziente, ma altresì perché un ricorso al Tar, ha bocciato il progetto.Chi pagherà per quei tre milioni di euro pubblici sprecati?».

    Sono passati 6 anni e mezzo dall’annuncio della Regione di costruire il nuovo ospedale del Ponente «I finanziamenti previsti sono spariti continua Longhi – la Regione sembra che voglia sostenere che il sito da lei scelto non sarebbe bonificabile in quanto in passato era un’area utilizzata dalle acciaierie. Bella scoperta: che ci abbiano mentito? Ma gli amministratori pubblici possono permettersi di mentire? Circa un anno fa, prima di Natale, nonostante Burlando avesse assicurato che non avrebbe tagliato i servizi nei nostri ospedali, sono ricominciati i tagli e gli annunci di nuovi tagli. È stato chiuso il Centro Ictus di Sestri, poi la Chirurgia e la Cardiologia di Pontedecimo, il Pronto soccorso di Sestri, dove si vuol anche chiudere la Neurologia e la Psichiatria per acuti. I due ospedali stanno chiudendo e l’unico ospedale pubblico del Ponente, il Villa Scassi di Sampierdarena, sta esplodendo».

    «Devi sapere, caro Bersani, che Ponente e Val Polcevera contano una popolazione di oltre 300 mila persone, circa la metà dell’intera popolazione di Genova: sono le zone operaie, le zone rosse, quelle che hanno permesso la vittoria di Burlando nel 2005 e nel 2010 sottolinea LonghiPossibile che i due terzi dei servizi sanitari per acuti siano sempre più concentrati nel centro Levante, nelle zone “bene” di Genova e che, non solo si finanzi la sanità privata per subalternità alla Curia, ma si tagli dove già vi è scarsa sanità e molti sono i fattori di rischio, quali il porto, le acciaierie, il cantiere, le grandi fabbriche, i depositi petroliferi, la discarica e via elencando».

    L’ex Senatore Longhi ricorda le diverse manifestazioni dei cittadini contro la politica sanitaria della regione e gli incontri con l’assessore Montaldo che «Ha continuato a raccontarci le sue favole. È riuscito persino a dire che è sua intenzione realizzare l’ospedale del Ponente. Il nuovo nosocomio sarebbe stato finanziato con i fondi Fas, quegli stessi fondi che qualche giorno dopo ha dichiarato che sarebbero serviti per finanziare le piastre ambulatoriali di Pegli e Voltri, ma poco dopo sono spuntati anche i fondi europei. Infine Burlando ha dichiarato che dovevano intervenire i privati».

    «Alcuni componenti dei nostri Comitati per la Salvezza degli ospedali del Ponente, elettori del Pd, hanno cominciato a raccogliere firme di altri elettori del Pd, che non voteranno più per il tuo partito se la Regione non tornerà indietro e non manterrà gli impegni pubblicamente presi – conclude Aleandro LonghiIn Regione il Pd è rimasto il solo a sostenere i tagli. Non portano in consiglio i provvedimenti presi dal direttore della Asl 3 Genovese poiché, giustamente, i gruppi consiliari di Sinistra Ecologia Libertà e Federazione della Sinistra, che sono in maggioranza, voterebbero contro e noi per questo li ringraziamo. Noi continueremo la nostra protesta con manifestazioni e raccolta di firme tra gli elettori del Pd. Ti chiediamo di impegnarti perché la politica si faccia seriamente, non si menta ai cittadini e non si colpisca sempre la parte più debole della popolazione». 

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Veicoli elettrici a Genova: dove sono i punti di ricarica?

    Veicoli elettrici a Genova: dove sono i punti di ricarica?

    IL PRECEDENTE

    Dicembre 2010: in piazza Poch a Sestri Ponente viene inaugurata la prima colonnina di ricarica per auto elettriche, un progetto nato dalla collaborazione tra il Comune di Genova ed Enel che prevede – come da protocollo di intesa sottoscritto il 10 settembre 2010 – l’installazione di almeno dodici punti di ricarica in altrettante zone della città entro la fine del 2011, che agevoleranno chiunque voglia acquistare un veicolo alimentato da energie rinnovabili.

    Il progetto si inserisce nell’ambito di Genova Smart City, quale iniziativa a sostegno della mobilità sostenibile, con un investimento iniziale di 50.000 €. Le altre aree saranno installate rispettivamente in piazza Matteotti, via Vernazza, via Porta degli Archi, piazza Marsala, stazione Brignole, via Bixio, piazza Raibetta, via Balbi, via Minzoni, Matitone e largo Coppi, ma sono allo studio di Enel anche espansioni presso aree di grande passaggio quali Fiumara, stadio Ferraris e Fiera di Genova, oltre che nei parcheggi di supermercati e delle più grandi aziende cittadine.

    Settembre 2012: se le stazioni di ricarica per auto restano al momento un miraggio, Genova conosce invece una svolta per quanto riguarda lo scooter elettrico. L’azienda di Sestri Ponente Ecomission, specializzata nella produzione di questo tipo di veicolo, installerà in circa venti scuole superiori di Genova stazioni di ricarica per gli allievi e gli insegnanti: la prima sede è l’Istituto Emiliani di Nervi. Il progetto è attuato in collaborazione con la Direzione Mobilità del Comune di Genova e i finanziamenti sono pervenuti grazie a un bando dell’Unione Europea – patrocinato dalla Regione Liguria – per progetti ecosostenibili.

    IL PRESENTE

    Dicembre 2012: a due anni dalla prima installazione una delibera del Comune di Genova dà il via libera a dodici colonnine di ricarica per veicoli elettrici in altrettanti punti della città. Un progetto che vede ancora una volta la collaborazione dell’azienda Ecomission, di Enel e di Genova Car Sharing.

    La delibera è stata formulata su proposta degli Assessori Anna Maria Dagnino (Mobilità e Traffico ) e Francesco Oddone (Sviluppo Economico) e prevede due azioni concrete, da realizzarsi nei prossimi mesi: da un lato il perfezionamento degli accordi già presi nel 2010, dall’altro l’ulteriore installazione di quattro colonnine dedicate espressamente ai veicoli del servizio car sharing.

    I dodici punti di ricarica a cura di Enel verranno installati in luoghi parzialmente differenti rispetto a quanto stabilito due anni fa, ovvero: via Vernazza (adiacente a piazza Piccapietra), via di Francia (adiacente a Matitone e WTC), via Ceccardi e piazza Matteotti (per residenti del centro storico e dipendenti Regione Liguria), via Brigata Liguria, stazioni ferroviarie Principe e Brignole, piazza Paolo da Novi (per i residenti della zona e i dipendenti del Comune di Genova a corso Torino), via Pacinotti (Sampierdarena, zona Fiumara), piazza Fausto Coppi (Sestri Ponente) e via Volta (ospedale Galliera).

    I quattro punti di ricarica per il car sharing saranno invece collocati in piazza Matteotti, piazza Marsala, Spianata Castelletto (piazza Villa) e via Fanti d’Italia (adiacente a stazione Principe).

    Marta Traverso

  • Museo Luzzati: Pinocchio, bando di concorso per illustratori

    Museo Luzzati: Pinocchio, bando di concorso per illustratori

    Pinocchio mostra LuzzatiIn occasione della mostra Pinocchio – Biennale 2012 il Museo Luzzati indice la prima edizione di un concorso internazionale di illustrazione sul tema “Pinocchio e il Viaggio”, volto a premiare le migliori illustrazioni che interpreteano la storia di Pinocchio sotto il segno del viaggio, inteso in una delle sue innumerevoli accezioni: come atto di spostarsi da un luogo ad un altro, come itinerario immaginario, come ricerca interiore, come metafora della vita.

    Possono partecipare al concorso, in forma strettamente individuale, illustratori italiani e stranieri. Le illustrazioni potranno essere realizzate in qualunque tecnica grafica, in bianco e nero o a colori su tavole di dimensioni massime cm 30 x 30. Non è prevista alcuna quota di iscrizione.

    Le opere dovranno essere spedite al Museo Luzzati entro il 30 marzo 2013 insieme alla scheda di partecipazione, che può essere richiesta inviando una mail a catalogazione@museoluzzati.it.

    Per le migliori opere saranno messi in palio:
    1° premio € 1.200 con il contributo d Centro Latte Rapallo – Latte Tigullio
    2° premio € 500 con il contributo di Centro Latte Rapallo – Latte Tigullio
    3° premio: 1 valigetta in legno Faber-Castell da 120 matite colorate acquerellabili Albrecht Durer (valore €395)

    Le opere vincitrici saranno inoltre esposte in occasione della mostra Pinocchio Biennale 2014. A discrezione della giuria potranno essere assegnati ulteriori riconoscimenti ed eventuali premi.

  • Regali di Natale fai da te: incontro al Circolo Arci Belleville

    Regali di Natale fai da te: incontro al Circolo Arci Belleville

    Natale regaliComplice la crisi economica, negli ultimi tempi si stanno diffondendo (soprattutto tramite il passaparola via social network) idee e suggerimenti per regali di Natale fai da te basati sul riciclo creativo, allo scopo di sostenere piccoli artigiani o scoprire nuovi modi di utilizzare materiali di recupero.

    A questo scopo, il Circolo Arci Belleville di vico Calvi organizza per questa sera (martedì 18 dicembre 2012) la Festa del regalo autoprodotto. Chi vuole partecipare deve seguire alcune semplici regole:
    – preparare un regalo solo con materiali da recupero
    – fasciarlo con carta recuperata
    – portarlo al Circolo

    Lo staff del Belleville assegnerà un numero a ogni regalo e avrà poi luogo un sorteggio, così che tutti i pacchetti verranno scambiati al momento tra i presenti.

    Questi gli altri eventi in programma nella settimana: mercoledì 19 dicembre (ore 19.30) aperitivo a cura del Cicloriparo, con letture di Andrea Viola e accompagnamento musicale di Adriano Fontana. Venerdì 21 dicembre concerto di Natale di Tom Stearn (ore 22.45).

  • Consiglio comunale, doppia seduta: la denuncia del Movimento 5 Stelle

    Consiglio comunale, doppia seduta: la denuncia del Movimento 5 Stelle

    Marco Doria, sindaco di GenovaDue sedute fiume del Consiglio comunale, martedì 18 e mercoledì 19 dicembre, un “tour de force” con partenza alle 9:30 e sessioni ad oltranza per esaurire tutte le pratiche rimaste in sospeso: una mozione sulla viabilità in via Borzoli (tema particolarmente caldo viste le continue proteste degli abitanti del quartiere), 5 delibere di consiglio, 4 delibere con proposte di Giunta al Consiglio (tra le quali spiccano: messa in vendita di alcune farmacie comunali; modifica della destinazione urbanistica dell’ex ospedale Martinez di Pegli; accordo di programma per le attività estrattive nelle cave della Val Chiaravagna).

    Un’organizzazione del lavoro criticata dal Movimento 5 Stelle che denuncia «Stiamo sperimentando una situazione insostenibile dal punto di vista della trasparenze e del confronto democratico – scrive il M5S – La Giunta Doria, che nel programma elettorale parlava di partecipazione della cittadinanza, con molta probabilità si riferiva a qualcosa di diverso da quello che i cittadini e noi stessi possiamo considerare come tale». 

    «Abbiamo ricevuto questa mattina (venerdì 14 dicembre) i documenti relativi alla vendita delle farmacie comunali come di altri punti all’ordine del giorno dei due prossimi consigli comunali (sedute del 18 e 19 dicembre), mentre le relative commissioni sono convocate per il giorno precedente  –  sottolinea il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle – Durante la Conferenza dei capigruppo il nostro portavoce, Paolo Putti, ha contestato fortemente questa modalità di lavoro, ma la sua è stata l’unica voce fuori dal coro. Denunceremo in Consiglio, per l’ennesima volta, questa situazione, facendo notare che abbiamo fatto delle proposte di modifica al regolamento proprio nella direzione di garantire tempi minimi per lo studio e la condivisione delle pratiche».

    «Negli ultimi tempi ci siamo trovati di fronte a ordini del giorno che presentavano per lo più temi proposti dai consiglieri (interpellanze, mozioni, ecc.) e, in qualche caso, piccole modifiche di bilancio proposte dalla Giunta e già ampiamente discusse nelle commissioni deputate – spiega il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Emanuela Burlando Sorge a questo punto un legittimo dubbio: c’è forse nella Giunta la volontà di non portare certe proposte in Consiglio? Manca la lucidità necessaria a formularle o piuttosto non si vogliono affrontare temi che potrebbero mettere in crisi questa fantomatica maggioranza, la cui scarsa o nulla identità di vedute in merito a tematiche cruciali per il nostro territorio è cosa ormai nota? E dove sono finiti i nostri articoli 57 (interpellanze), i nostri articoli 54 (interrogazione a risposta immediata) e 56 (interrogazione a risposta scritta) relativi agli espropri relativi al Terzo valico, società partecipate (Iren, AMIU, etc.), acqua pubblica, ecc.?».

    «Sarebbe interessante comprendere qual è l’ordine di priorità utilizzato dall’ufficio del Presidente del Consiglio per scegliere le tematiche da mettere in evidenza nella sede istituzionale più essenziale per la città: il Consiglio comunale – conclude il consigliere del M5S – State pur sicuri che tutti gli argomenti sui quali, fino ad oggi, non si è voluto trovare il tempo di discutere, verranno fatalmente proposti negli ordini del giorno delle convocazioni del 18 e 19 dicembre».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Prà: il progetto di riqualificazione non convince associazioni e comitati

    Prà: il progetto di riqualificazione non convince associazioni e comitati

    PraMercoledì scorso il Consiglio del Municipio Ponente è stato chiamato ad esprimere il proprio parere sul tanto atteso progetto di riqualificazione della Fascia di rispetto (Progetto Integrato Prà Marina). Un appuntamento che si preannunciava particolarmente caldo a causa di un’evidente disparità di vedutein merito al futuro della nuova Pràtra alcuni comitati e l’amministrazione comunale.

    La seduta del consiglio municipale ha affrontato la questione del Parco Lungo (uno dei lotti dei progetti POR), ovvero la realizzazione del nuovo asse viario in sostituzione dell’attuale Aurelia, nel tratto da via Taggia a via Ungaretti.

    Davanti ad una sala gremita di abitanti della delegazione ponentina, alla presenza del Sindaco, Marco Doria e dell’assessore ai Lavori Pubblici,  Gianni Crivello, sono state illustrate le due soluzioni progettuali elaborate dai tecnici del comune: la prima (A) prevede 3 corsie sul sedime dell’ex-ferrovia e 1 corsia sull’attuale Aurelia; la seconda (B) prevede 2 corsie sul sedime dell’ex-ferrovia e 2 corsie sull’attuale Aurelia.

    I comitati e le associazioni locali – invitati al tavolo tecnico che nelle migliori intenzioni avrebbe dovuto garantire un percorso partecipato –  per motivi di vivibilità legati anche all’opportunità di creare una soluzione di continuità pedonale tra l’abitato di Prà e la Fascia di rispetto, hanno proposto di spostare la strada a scorrimento veloce verso mare (vicino alla ferrovia) e destinare, presso l’attuale Aurelia, una viabilità a Km 30.

    Questa richiesta non è stata presa in minima considerazione e alla fine della discussione la maggioranza del consiglio municipale si è espressa a favore della soluzione 2+2 (B).

    «A questo punto sorge una domanda spontanea, possiamo parlare realmente di percorso partecipato? – si chiede il consigliere municipale del Ponente, Gabriele Fiannacca (Movimento 5 Stelle) – In ogni caso, perché un percorso “partecipato” proprio a distanza di 5 anni dall’inizio dei lavori?».

    Inoltre «La presentazione del progetto di variante è stata inaccettabile e poco rispettosa nei confronti dei praesi – aggiunge Fiannacca – Le tavole sono realizzate a mano libera senza una scala metrica di riferimento, manca completamente una legenda e soprattutto una relazione descrittiva. Decisamente poco per un progetto che vale circa 15.000.000,00 di euro e soprattutto vale il riscatto del quartiere di Prà».

    «Hanno deciso che nel futuro nostro e dei nostri figli ci sarà ancora più asfalto scrive il Comitato per Prà – Ancora una volta hanno deciso senza tenere conto delle richieste dei cittadini».

    «Tutti e due i progetti puntano sulla viabilità, portando ancora asfalto nella nostra delegazione – continua il Comitato – 4 corsie di scorrimento veloce che separeranno definitivamente il centro storico di Prà dalla Fascia di rispetto».

    «Nè il municipio né il comune hanno preso in considerazione la proposta di molti comitati e associazioni praesi che chiedono una maggior vivibilità realizzando 2 corsie sul sedime ex-ferrovia ed un’area ciclopedonale a km 30, riservata al traffico locale, sull’attuale Aurelia».

    Una proposta, illustrata dal Comitato Genitori dell’Istituto Comprensivo Prà, supportata da ben 1.840 firme raccolte in meno di 72 ore.

     

    Matteo Quadrone

     

     

  • Liguria, imprese: crollo del mercato immobiliare a uso economico

    Liguria, imprese: crollo del mercato immobiliare a uso economico

    In Liguria crollano le compravendite immobiliari a uso economico. Secondo l’ultimo rilevamento dell’Istat elaborato dall’Osservatorio regionale dell’artigianato, nella nostra regione il calo registrato tra il secondo trimestre 2011 e lo stesso periodo del 2012 è stato del 31%. È il quarto dato più negativo in Italia (la media nazionale è del -24,8%) dopo Molise, Sicilia e Trentino Alto Adige.
    Proprio in Liguria si trova il primato della città con le aliquote Imu su capannoni industriali e artigianali più elevate, con La Spezia in vetta alla particolare classifica nazionale.

    «In questo quadro economico di profonda incertezza anche per il 2013 è naturale che le imprese siano sempre meno inclini all’acquisto dei “muri” per la propria attività, di capannoni e magazzini – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Non possiamo sottovalutare, inoltre, il fattore Imu di cui stiamo sentendo gli effetti proprio in questi giorni di scadenza della seconda rata. Sicuramente la nuova imposta ha allontanato, in questi mesi, i piccoli imprenditori e gli artigiani dall’investire nell’acquisto, per esempio, della sede della propria attività».

    In totale, in Liguria, le compravendite immobiliari a uso economico nei primi sei mesi del 2012 sono state 459 passando dalle 250 del primo trimestre 2012 alle 209 del secondo.
    Ma a disincentivare gli imprenditori liguri alle compravendite immobiliari non sono solo i tributi comunali, che in Liguria ammontano a 572 euro per abitante (circa 200 euro in più rispetto alla media italiana). «Il resto lo fanno le banche che erogano sempre meno credito alle imprese – spiega Grasso – La restrizione del credito alle piccole imprese si registra sia su base congiunturale, dove gli impieghi sono passati da 4,1 milioni di euro di fine giugno 2012 a 4 milioni di fine settembre, sia in riferimento allo stesso periodo del 2011: i prestiti alle medie-piccole imprese infatti, infatti, nell’ultimo anno sono calati del 5,9% nella nostra regione».

    Sempre meno propense a investire nel “mattone” anche le famiglie. Rispetto allo stesso trimestre 2011, le compravendite di immobili a uso residenziale in Italia diminuiscono nel secondo trimestre 2012 del 23,6%. La Liguria rispecchia le tendenze nazionali, registrando un -21,4%. Mutui e finanziamenti con concessione di ipoteca immobiliare sono in flessione in regione del 40,8%, contro il 41,2% della media nazionale.

     

    Foto di Diego Arbore