Anno: 2012

  • Biblioteca Genova: Legambiente, oltre duemila libri itineranti

    Biblioteca Genova: Legambiente, oltre duemila libri itineranti

    LibreriaQualche tempo fa su Era Superba vi parlavamo di come il web può essere uno strumento utile per valorizzare le piccole librerie di Genova. A seguito di questo articolo siamo venuti a conoscenza di un’altra iniziativa molto interessante sul nostro territorio: si tratta del progetto BEAT di Legambiente, acronimo di Books Environmental Activities in Town, curato da quattro giovani volontari dell’associazione.

    Di cosa si tratta? Una biblioteca con oltre 2.000 testi, nata con l’obiettivo di incrementare l’accessibilità dei cittadini ai libri e alla lettura su due fronti: da un lato la biblioteca “fissa”, allestita presso la sede regionale di Legambiente Liguria (via Caffa 3/5b) e una “Carovana dei libri” costituita da un carretto fatto con materiali di recupero e una bici che gira per la città in piazze, mercati, parchi e altri contesti urbani di condivisione comune, proponendo giochi, rappresentazioni teatrali e noleggio libri. Eventi che non riguardano solo la lettura, ma in senso più ampio l’informazione sulle tematiche ambientali e la cultura dell’ambiente.

    Tra ottobre e dicembre si sono svolte iniziative in vari quartieri della città, a breve sarà disponibile un calendario di eventi tra gennaio e marzo 2013. È invece sempre possibile accedere alla consultazione e al prestito dei libri presso la sede di Legambiente, aperta al pubblico nei giorni feriali (lunedì e venerdì ore 9-12; martedì, mercoledì e giovedì ore 15-18): si possono consultare fino a 6 testi contemporaneamente e prendere in prestito fino a 2 testi, per 30 giorni rinnovabili di altri 15. Analogamente, chiunque voglia donare libri o riviste per incrementare il catalogo ha la possibilità di farlo.

    L’accesso alla biblioteca è subordinato alla sottoscrizione della tessera e all’essere soci di Legambiente (è possibile iscriversi in loco).

    Il progetto è finanziato dall’Unione Europea, attraverso il programma Gioventù in Azione e curato dall’agenzia europea EACEA (Education, Audiovisual and Culture Agency Executive Agency).

    Marta Traverso

  • èAfrica: bando di concorso per fotografi e videomaker

    èAfrica: bando di concorso per fotografi e videomaker

    Donne del sud del MondoSono aperte le iscrizioni per partecipare al bando di concorso fotografico e video èAfrica, rivolto a giovani artisti europei dai 18 ai 35 anni, con ottima conoscenza della lingua inglese.

    Ogni artista può candidarsi solo in una delle due sezioni e deve presentare un progetto creativo che abbia come punto di partenza l’ospedale di Tosamaganga in Tanzania, raccontando la storia di una o più persone che da quell’ospedale sono passate o che lì lavorano, si curano, aspettano.

    Al termine della selezione verranno selezionati due video artisti e tre fotografi che andranno in Tanzania per la realizzazione del progetto.

    Per partecipare ogni artista deve presentare:
    – portfolio (almeno un video o almeno 20 scatti fotografici);
    – modulo di partecipazione;
    – curriculum
    – progetto creativo che descriva ciò che si vuole realizzare sul campo (max 2000 battute spazi inclusi).

    Il materiale va inviato entro il 15 marzo 2013 tramite il sito www.mediciconlafricacuamm.org/contest. La selezione verrà effettuata nella sede di Medici con l’Africa Cuamm entro il 29 marzo 2013, i vincitori saranno contattati sia via e-mail sia via raccomandata A/R.

    Il workshop dato in premio si terrà a Tosamaganga nel corso di maggio 2013 e prevede 5 giornate di formazione e realizzazione del proprio progetto artistico, a partire dall’analisi e discussione dell’idea fino alla realizzazione vera e propria. Assicurazione, visto e viaggio saranno offerti dagli organizzatori. A ogni artista inoltre
    verrà dato un attestato di frequenza.

  • Le piante a Natale: idee regalo e consigli per originali decorazioni

    Le piante a Natale: idee regalo e consigli per originali decorazioni

    In questo ultimo articolo dell’anno, abbiamo deciso di occuparci di tre particolari e poco conosciute varietà di piante: l’Amaryllis, i Narcisi Paperwhites e l’Helleborus.

    Al di là dell’abete rosso, del vischio e della tradizionale stella di Natale (Euphorbia pulcherrima), le tre succitate piante possono rappresentare una valida alternativa per la decorazione della casa nel periodo delle feste.

    L’Amaryllis è una bulbosa, originaria del Sud Africa, che produce infiorescenze di grandi dimensioni che ricordano vagamente i gigli. I colori più diffusi sono il rosso, il bordò, il rosa in tutte le sue varietà ed il bianco. Esiste anche un Amaryllis di colore bianco-giallo-verdastro, molto particolare ed adatto per l’utilizzo nelle composizioni invernali.

    2La peculiarità di questa pianta consiste nel fatto che la fioritura, normalmente estiva, può essere “forzata” ed ottenuta nel periodo invernale coltivando la pianta in casa e così sfruttando il particolare microclima degli ambienti interni. Il bulbo ha dimensioni piuttosto ragguardevoli e va piantato in un vaso di terra, da cui deve emergere per circa un terzo.

    Annaffiature costanti, una buona esposizione alla luce e la vicinanza, non eccessiva, di fonti di calore, permettono di ottenere, nel giro di poche settimane, una fioritura davvero spettacolare. Nell’arco di un tempo estremamente breve, dal bulbo spuntano infatti uno o più steli floreali e poche grandi foglie lanceolate, verdi scuro. Quando il gambo ha raggiunto il suo pieno sviluppo (fino a 40-50 centimetri di altezza), il bocciolo apicale si apre, dischiudendo delle grandi campanule dai colori brillanti.

    I Narcisi Paperwhites sono una bulbosa molto particolare ed appartengono alla grande famiglia dei narcisi. Questi ultimi fioriscono nei prati primaverili, con grandissima profusione, in tutti i toni del bianco e del giallo. La peculiarità di questi bulbi consiste nel caratteristico, intenso e gradevole profumo della fioritura.

    I bulbi non sono di grandi dimensioni e si presentano di colore brunastro-marroncino. Nella varietà Paperwhites essi sono lisci, normalmente sono invece rugosi e stratificati. Anche questa bulbosa può essere facilmente coltivata in casa e la forzatura permette, come per l’Amaryllis, di ottenere una fioritura nel periodo invernale e persino a Natale.

    I bulbi andranno collocati in ciotole contenenti terra e dovranno spuntare dal terriccio per circa un terzo della loro altezza. Nel giro di poche settimane (quattro o sei, a seconda della temperatura interna alla casa) essi produrranno un rigoglioso insieme di foglie e steli floreali, dell’altezza di circa 40-50 centimetri. Le foglie sono verdi, lanceolate, i boccioli apicali contengono gruppetti di fiori a forma di stella, bianchi, lucenti e profumatissimi. Sia gli Amaryllis che i Paperwhites sono di facilissima coltivazione, si prestano ad essere cresciuti anche dai neofiti e garantiscono, in breve, un risultato estremamente soddisfacente.

    Per evitare che gli steli floreali di entrambe le varietà si abbattano, durante la crescita si consiglia di collocare dei rami secchi di alberi o arbusti che contengano lo sviluppo vegetativo dei bulbi, si potrà inoltre posizionare del muschio alla base dei bulbi. L’insieme delle bulbose, dei rami e dei licheni garantirà, nel complesso, un impatto estetico estremamente soddisfacente.

    Da ultimo accenneremo brevemente all’Helleborus, una particolare varietà di pianta, poco conosciuta ed utilizzata ma estremamente interessante. Questa erbacea perenne è invece molto diffusa ed apprezzata nei paesi nordici, in Olanda, nel Regno Unito ed in Francia. La coltivazione non è particolarmente complessa. Il fogliame della pianta è vigoroso, costituito da grandi foglie palmate, di colore verde scuro. Durante i mesi invernali produce sottili steli carnosi che portano fiori singoli o a grappoli, molto grandi, che ricordano i fiori della rosa canina. I colori dell’elleboro sono generalmente il bianco ed il porpora, ma esistono varietà dalla fioriture rosate, verdastre o bianco brillante. Sono piante ampiamente diffuse in natura, spesso ai margini dei boschi collinari, in zone semiombreggiate ed abbastanza umide, nonché sul greto di piccoli corsi d’acqua stagionali.

    Questa pianta è anche nota con il nome di “Rosa di Natale”, proprio per il fatto che la fioritura, simile per certi versi a quella di una rosa, si concentra, per alcune varietà, in questo periodo dell’anno.

    Il suo impiego negli addobbi e nelle decorazioni natalizie riserva grandi soddisfazioni per il risultato di rarefatta eleganza che la pianta conferisce all’insieme. I fiori sono infatti molto semplici e lineari, si stagliano brillanti su foglie scure e richiamano subito alla mente i brunastri prati invernali, in cui spuntano, tra la neve e gli aghi di pino, i candidi fiori delle prime bulbose. Meglio di ogni altra specie, l’elleboro rappresenta quindi l’algido inverno e ricorda, grazie al suo impiego negli appartamenti cittadini, che anche la più austera delle stagioni è, in realtà, viva e capace di produrre inaspettate e spettacolari fioriture.

    di Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Giornata d’azione contro il razzismo: fermiamo la strage dei migranti

    Giornata d’azione contro il razzismo: fermiamo la strage dei migranti

    Il 18 dicembre ricorreva la giornata d’azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati.

    «Oltre ad esigere la ratificazione o applicazione della Convenzione per i diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie (firmata il 18 dicembre 1991), quest’anno consideriamo importante dare visibilità e denunciare collettivamente la tragedia che, quotidianamente, si consuma alle frontiere – spiegano in un volantino le associazioni Cgil, Arci, Acli, Auser, Libera e Senza Paura – Ogni giorno migliaia e migliaia di migranti muoiono o scompaiono nel viaggio verso un futuro migliore. Due situazioni, tra le molte che esistono, ci hanno portato a dare priorità a questo argomento. Da una parte la lotta che stanno facendo i familiari dei giovani tunisini che esigono dagli stati italiano e tunisino e dall’Unione Europea la verità sulle circostanze in cui sono morti o scomparsi i loro figli nel mare mediterraneo, uno dei mari più controllati del mondo. Dall’altra la tenacia delle famiglie centroamericane che da anni organizzano la “carovana della dignità” lungo la frontiera alla ricerca dei loro cari scomparsi in transito per il Messico».

    Il 21 dicembre 2012, dalle 16.30 alle 18.30, Cgil, Arci, Acli, Auser, Libera e Senza Paura hanno organizzato nelle piazze principali della città (San Lorenzo, De Ferrari, Piccapietra) una diffusione itinerante del volantino sopra citato per rappresentare efficacemente la tragedia che quotidianamente si consuma alle frontiere o nel nostro mar Mediterraneo.

    «L’obiettivo è che nuovamente il 18 dicembre 2012 si uniscano tutte le campagne che si stanno realizzando nel mondo su questa tematica e che la giornata d’azione globale diventi ancora quello spazio unitario per far sentire con forza un urlo di protesta che esiga verità e giustizia per i migranti morti o scomparsi nel nulla – sottolineano le associazioni – Ciò che accomunerà tutte queste iniziative sarà il logo della giornata che è possibile scaricare dal sito web www.globalmigrantsaction.org».

    Lo scopo della giornata d’azione globale è «Contribuire a dare maggiore visibilità alle attività che quotidianamente già si fanno in difesa dei diritti dei migranti concludono Cgil, Arci, Acli, Auser, Libera e Senza Paura – e favorire la costruzione di un movimento globale dei migranti e di chi li sostiene».

  • Teatro Genova: alla Corte “Canto di Natale” con la compagnia del Suq

    Teatro Genova: alla Corte “Canto di Natale” con la compagnia del Suq

    Teatroi della CorteAnche quest’anno torna in scena al Teatro della Corte lo spettacolo Canto di Natale, nell’adattamento di Valentina Arcuri e Carla Peirolero e che vede come regista e interprete principale Enrico Campanati.

    Prodotto da Chance Eventi e da Suq Genova Festival e Compagnia, schiera un ensemble di grandi professionisti: insieme a Enrico Campanati nel ruolo
    di Scrooge e a Carla Peirolero in quello della narratrice, saranno in scena la cantante Roberta Alloisio, i musicisti Marco Fadda, Riccardo Barbera, Cesare Grossi, i cantanti del Coro di ragazzi del Museo Luzzati diretto da Andrea Basevi e del Coro Piccoli Cantori Accademia Vocale Genova diretto da Roberta Paraninfo, infine Gisella Cirelli e Marta Antonucci, animatrici del suggestivo teatro d’ombre.

    Lo spettacolo va in scena al Teatro della Corte venerdì 21 e sabato 22 alle ore 20.30, domenica 23 ore 16.

  • Liceo D’Oria: alcune proposte per cambiare la scuola

    Liceo D’Oria: alcune proposte per cambiare la scuola

    liceo d'oriaQuando frequentavo il liceo mi è stato insegnato che non dovevo studiare per prendere 6, quanto piuttosto per prendere 8, meglio ancora per prendere 10. Di rado è capitato che qualcuno provasse a trasmettere un concetto differente: studiare non per un voto (o meglio, non solo per un voto), ma per imparare cose che ancora non si sanno, per sviluppare capacità di analisi e spirito critico, per imparare a lavorare in gruppo e confrontarsi con gli altri.

    Questi i temi di cui si è parlato questa mattina al liceo classico D’Oria, durante l’assemblea di istituto. “Come possiamo ripensare la nostra scuola?”, è il punto di partenza dell’incontro, così descritto dalla rappresentante degli studenti Maddalena.

    Un’assemblea viva e partecipata, dove studenti e professori presenti hanno discusso e messo sul piatto proposte concrete per migliorare la loro istruzione nel quotidiano.

    Il tutto è partito da un video di Sir Ken Robinson, dal titolo Il paradigma dell’educazione, che potrete vedere in coda all’articolo: il nostro sistema educativo distingue gli studenti in accademici (con formazione classica e che conoscono le nozioni loro trasmesse) e non accademici (privi di formazione classica): i primi sono comunemente ritenuti ” studenti brillanti”, i secondi no.

    Il nuovo paradigma scolastico dovrebbe valorizzare da un lato interessi, attitudini, creatività del singolo, dall’altro capacità di lavorare in gruppo dando rilievo ai punti di forza di ciascuno, nell’ottica di quello che viene chiamato pensiero divergente. Lo studioso J.P. Guilford definisce questo concetto come la “capacità di produrre una gamma di possibili soluzioni per un dato problema”. Esempio: quanti modi ci sono di utilizzare un comune fermaglio per la carta? (almeno 200, secondo i teorici).

    All’assemblea sono stati mostrati due esempi di applicazione concreta del pensiero divergente. Massimo Chiesa, direttore artistico del Teatro della Gioventù (che con alcune scuole superiori di Genova ha attivato il laboratorio “Innamorarsi del teatro“), ha raccontato di come l’amore per il teatro abbia compensato una carriera scolastica poco brillante: “Non bisogna per forza essere creativi a tutti i costi, ma si può e si deve essere meno “ingabbiati” e più liberi nel proprio modo di rapportarsi con l’arte e lo studio“.

    Tobia Lorenzani e Jacopo Sterlocchi sono due dei quattro fondatori di FreeFutool, un quaderno di appunti stampato in 50.000 copie e distribuito gratuitamente agli studenti universitari di Genova, Torino e Milano, un progetto che si autofinanzia attraverso la pubblicità posta nella parte inferiore di ogni foglio. “Durante l’università abbiamo iniziato a fare il “gioco della startup“: ogni giorno, ognuno di noi aveva il compito di inviare una mail agli altri con unidea. FreeFutool era una di queste idee: noi soci abbiamo quattro specializzazioni diverse – finanza, marketing, management e design – e ognuno di noi sfrutta al massimo questa sua competenza, in relazione con le competenze degli altri“.

    Più grandi di pochi anni degli studenti che li ascoltano, questo è il loro consiglio: “L’Italia è, dopo la Germania, il Paese europeo più florido di startup: si tratta di aziende, ma prima ancora sono idee. Quello che voi ragazzi dovete fare è dare valore alla vostra curiosità: da qui nasce la voglia di imparare cose nuove, di confrontarvi, da qui derivano le idee“.

    Idee che vengono presentate oggi dagli stessi studenti, in un’assemblea cui hanno assistito il preside e alcuni insegnanti. Qualche esempio? Leggere il giornale in classe e discuterne, dare maggiore rilievo all’ora di educazione civica (accorpata a storia e raramente svolta), fare un giorno di autogestione al mese in cui gli studenti possono preparare un argomento (non necessariamente scolastico) da esporre agli altri, analizzare opere letterarie, filosofiche e di storia alla luce dell’attualità, e così via.

    Il passo successivo, come sottolineato dai rappresentanti di istituto del D’Oria, sarà applicare alcune di queste proposte a partire dall’anno scolastico in corso e coinvolgere anche altre scuole della città.

    Questo il video di Ken Robinson che ha ispirato l’incontro di oggi.

    Marta Traverso

  • Sampierdarena, mercato Tre Ponti: degrado e banchi chiusi

    Sampierdarena, mercato Tre Ponti: degrado e banchi chiusi

    Nel panorama dei mercati comunali genovesi quello di Piazza Tre Ponti a Sampierdarena – una struttura relativamente giovane avendo meno di trent’anni – registra una delle situazioni più critiche.
    Nonostante le proteste degli operatori commerciali, che da lungo tempo denunciano lo stato di abbandono in cui giace il mercato, le iniziative politiche (in particolare del capogruppo Pdl in consiglio comunale, Lilli Lauro e di diversi esponenti del Municipio Centro Ovest), nessuna soluzione è stata ancora approntata per provare a rilanciare un servizio che continua ad esser molto frequentato dagli abitanti di Sampierdarena.

    Oggi su 50 banchi disponibili solo 18 sono in funzione.
    Le criticità maggiori sono dovute alle carenze strutturali: infiltrazioni d’acqua provenienti dal tetto, un impianto elettrico da rifare (secondo gli esercenti), difficoltà di accesso per le merci (mancanza di scivoli per i carrelli con i prodotti), accesso impossibile per i disabili, porte che non si chiudono a dovere e la lista potrebbe continuare ancora a lungo.
    Recentemente, grazie all’interessamento del consigliere municipale del Centro Ovest, Loris Arena (Idv), due problemi sono stati risolti. Innanzitutto è stata ripristinata la fontanella della piazza (non funzionante da un anno) e poi è stata debellata la presenza dei topi che terrorizzavano passanti ed avventori del mercato.
    Il lavoro da fare è ancora molto ma la speranza degli operatori commerciali, che con mille sforzi si ostinano a mantenere in vita la struttura, è quella di non essere completamente dimenticati dalle istituzioni.

     

    Matteo Quadrone

  • Pegli, ex ospedale Martinez: in arrivo nuove residenze

    Pegli, ex ospedale Martinez: in arrivo nuove residenze

    L’ex ospedale Martinez di Pegli, chiuso ormai da lungo tempo, cambia volto per lasciare posto a nuove residenze. Ieri il Consiglio comunale ha approvato – con 20 voti favorevoli del centro-sinistra, l’astensione di Pdl e Lista Musso, 5 voti contrari (Movimento 5 Stelle e Udc) – la delibera di Giunta che sancisce il cambio di destinazione urbanistica del complesso immobiliare di Pegli: da servizi a funzioni residenziali.

    «Il cambio di destinazione d’uso a residenziale è comunque subordinato al fatto che a Pegli venga realizzata la piastra ambulatoriale che la Regione Liguria si è impegnata a fare», sottolinea il vicesindaco e assessore all’urbanistica, Stefano Bernini.

    «Una delibera che impegna il Comune a fare tutto quello che chiede la Regione, mentre la Regione non si è impegnata a fare ciò che l’amministrazione comunale vorrebbe, ovvero la piastra ambulatoriale», sintetizza così il senso del documento approvato ieri a Palazzo Tursi, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Paolo Putti. «Nella delibera, infatti, c’è una semplice dichiarazione d’intenti – aggiunge Putti – ma nessun atto formale che richieda espressamente la realizzazione della piastra sanitaria».

    La questione è stata per mesi al centro di un’accesa discussione tra gli abitanti della delegazione ponentina e la Regione Liguria che aveva accantonato la realizzazione degli spazi ambulatoriali previsti al posto dell’ex Martinez. Il Consiglio comunale, nel luglio scorso, con una mozione presentata dai consiglieri Paolo Gozzi (Pd) e Antonio Bruno (Fds) e approvata all’unanimità, aveva rivendicato la necessità della piastra ambulatoriale quale compensazione per la chiusura di reparti ospedalieri e la riduzione dei posti letto per pazienti acuti. In seguito, la Regione Liguria ha cambiato idea e ha deciso di reinserirla nella programmazione dei servizi socio-sanitari sul territorio.

    Adesso arriva il via libera alla valorizzazione del complesso ex Martinez (già nella disponibilità di Arte, l’Azienda Regionale Territoriale per l’Edilizia) ai fini della messa in vendita, ma resta la preoccupazione perchè i colpi di scena, come dimostrano le giravolte della regione, sono sempre in agguato e occorrerà vigilarè attentamente affinché i nuovi ambulatori diventino davvero realtà.

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Video Festival Città di Imperia 2013: bando di concorso

    Video Festival Città di Imperia 2013: bando di concorso

    pellicolaIl VideoFestival Città di Imperia è un evento organizzato dall’Associazione “Officine Digitali” in collaborazione con il Comune di Imperia – Assessorato alla Cultura.

    Il Festival è riservato ai registi professionisti e ai videomaker, ed è anche attiva una sezione a parte per le scuole.

    Si può concorrere con una o più opere a tema libero, senza alcuna quota di partecipazione. Il Festival è articolato nelle seguenti categorie:
    Registi professionisti divisa in sezione Film, Documentario e Animazione & Grafica;
    Amatori divisa in sezione Lungometraggi, Cortometraggi, Documentari, Animazione & Grafica, Videoclip;
    Scuole senza sotto-distinzioni;
    Internazionale, riservata unicamente ad autori esteri e divisa in  sezione Film, Documentario e Animazione & Grafica;
    Explorer, divisa in sezione Documentario Turistico e Documentario Naturalistico;
    Fil…mare, per documentari sul mare.

    I partecipanti dovranno inviare un Dvd con i materiali entro il 14 gennaio 2013 a Direttore Artistico Sig. Fiorenzo Runco Video Festival Città di Imperia Strada Colla, 18 – 18100 Imperia.

    Il festival e la premiazione si svolgerà dal 23 al 27 aprile 2013 presso l’Auditorium della Camera di Commercio.

  • Acronimi, dall’inglese all’italiano: attenzione alle differenze

    Acronimi, dall’inglese all’italiano: attenzione alle differenze

    Nella scorsa puntata abbiamo visto quali incomprensioni possono sorgere parlando di cinema in inglese. I titoli che vengono scelti in italiano, spagnolo o altre lingue divergono in modo talvolta significativo dall’originale.

    Agli esempi già illustrati possiamo aggiungere oggi Dr. No (“Agente 007 – Licenza di uccidere”), Reservoir Dogs (“Le iene”), Falling Down (“Un giorno di ordinaria follia”) e così via. Proprio quest’ultimo è un film che consiglio di vedere. E’ la storia di un comune white collar worker (colletto bianco), interpretato da Michael Douglas, che improvvisamente impazzisce in una torrida giornata a Los Angeles. Nella sua follia non priva comunque di una certa umanità, l’uomo, armatosi gradualmente fino ai denti , non manca di mettere a nudo incoerenze e aspetti paradossali dell’American way of life.

    I cambiamenti rispetto ai titoli originali non avvengono soltanto dall’inglese verso le altre lingue, ma anche nella direzione opposta. Succede così per esempio che “Non c’è due senza quattro” con Bud Spencer e Terence Hill diventi in inglese Double Trouble (letteralmente “Doppio problema”) o che “L’armata Brancaleone” diventi For Love and Gold (“Per amore e per oro”).

    Le traduzioni dei titoli comunque non sempre si discostano dall’originale. Così, nella direzione italiano-inglese abbiamo The Good, the Bad and the Ugly (“Il buono, il brutto e il cattivo) di Sergio Leone e in senso opposto “Tutti gli uomini del Presidente” (All the President’s Men). Fedele all’originale inglese The Mummy è rimasto anche “La Mummia”, titolo quanto mai attuale nel contesto della politica italiana – e non mi riferisco soltanto alla ri-ri-ri-discesa in campo di Berlusconi, dato che di mummie pari a lui ce ne sono a go go in quasi tutti gli schieramenti e tra le cosiddette figure super partes.

    Analogamente ai titoli dei film, bisogna poi fare attenzione alle differenze tra l’inglese e la nostra lingua relativamente agli acronimi. Recentemente, nostro malgrado, sono salite agli onori della cronaca organizzazioni quali il Fondo Monetario Internazionale, FMI, o la Banca Centrale Europea, BCE. Premettendo che i media  dovrebbero smettere di citare queste due istituzioni ogni dieci secondi, nemmeno si trattasse di messaggeri divini, se anche voi doveste menzionarle in una conversazione in inglese, ricordatevi che le sigle FMI e BCE non hanno lo stesso significato che gli attribuiamo noi.

    Per esempio, in inglese BCE può riferirsi a Before the Christian Era, mentre FMI può indicare il Food Marketing Institute. Se invece parlerete della ECB (European Central Bank) e dell’IMF (International Monetary Fund) sarà chiaro al vostro interlocutore che state parlando di finanza.

    Parlando del passato, quella che per noi era URSS in inglese si dice USSR (Union of Soviet Socialist Republics).

    Fate attenzione anche alle sigle riguardanti altre organizzazioni internazionali. L’ONU in inglese viene chiamata UN (United Nations). La nostra Unione Europea, che noi definiamo UE, si chiama in realtà European Union, ovvero EU.

    A proposito di quest’ultima, così sotto attacco negli ultimi mesi, mi sembra opportuno citare il libro “La Società della Conoscenza” del filosofo e matematico belga Marc Luyckx-Ghisi, ex-membro della Forward Studies Unit dell’Unione, ovvero la cellula il cui compito consisteva nel costruire la futura “anima” politica europea.

    Luyckx-Ghisi scrive: “L’Unione Europea ha fatto un passo avanti eccezionale e molto significativo verso una società mondiale non-violenta. Ci conduce, senza che ce ne accorgiamo, verso una visione politica nuova, transmoderna o planetaria, poiché è un nuovo grado di potere (non statale) e di responsabilità politica continentale per la stabiltà geostrategica… La non violenza sarà accompagnata da valori quali la giustizia e la solidarietà umana nei confronti degli altri Stati.” Se ci ricordassimo più spesso di quanto sangue è stato sparso per arrivare a un’unione pacifica nel cuore dell’Europa forse smetteremmo di infangare il nome dell’UE… pardon, EU!

    Bye!

    Daniele Canepa

  • GRRRzetic: la casa editrice di Genova inaugura la nuova sede

    GRRRzetic: la casa editrice di Genova inaugura la nuova sede

    Giovedì 20 dicembre 2012 (ore 18) la casa editrice genovese GRRRzetic inaugura la sua nuova sede in via dei Giustiniani 73r.

    Nel corso dell’evento saranno presentate le due ultime uscite a cura dell’editore.

    Il primo è la graphic novel Lezioni di anatomia di Nicolò Pellizzon (Verona, 1985 – autore di fumetti, illustratore e videomaker): nella Torino magica e inquietante di fine 800 siintrecciano le vite del giovane Lorenzo, i cui genitori sono scomparsi in circostanze misteriose, della cugina Lorena, autrice di inquietanti ritratti anatomici, e della folle e lasciva zia Giuliana.
    L’autore ne parla con Valeria Barbera.

    Il secondo è l’ultimo capitolo della saga fantasy Gatto Mondadory di Dr. Pira. L’autore ne parla con Giada Prestifilippo.

  • Consiglio Comunale di Genova: maggioranza divisa, sospesa la seduta

    Consiglio Comunale di Genova: maggioranza divisa, sospesa la seduta

    Si è conclusa anzitempo la seduta straordinaria di questa mattina per la mancanza del numero legale. Il punto su cui si è arenata la discussione è stato proprio quello relativo al Terzo Valico.

    Appena giunti al punto 9 dell’ordine del giorno il Consigliere del M5S Muscarà ha presentato una richiesta di sospensiva, affermando che i dati ricevuti sulle analisi del materiale di risulta degli scavi nelle cave in Val Chiaravagna per la realizzazione della grande opera ferroviaria erano incompleti e per questo non era possibile procedere ad una decisione. In particolare il consigliere ha contestato la mancanza di informazioni precise sul tipo di smarino che verrà depositato nelle cave. Il rischio è che vi sia anche del materiale nocivo e inquinante visto che le rocce della Valpolcevera, dove verranno effettuati gli scavi, sono di natura amiantifera (vedi approfondimento sulla Gronda di Ponente).

    Nonostante il tentativo del Vicesindaco Bernini, che detiene la delega alle grandi opere, di tranquillizzare gli animi spiegando nel dettaglio come verranno smaltiti i residui degli scavi, Federazione della Sinistra, Sel e il M5S, hanno deciso di abbandonare l’aula in segno di protesta.

    A questi tre gruppi si sono uniti anche il Pdl, la Lista Musso e l’Udc che hanno lasciato i propri seggi per stigmatizzare l’assenteismo degli assessori e l’immobilismo delle Giunta Doria, che, dopo aver centellinato le delibere nei mesi scorsi, ha concentrato tutta la propria attività nell’ultima seduta prima della pausa natalizia.

    Con l’assenza del numero legale il Presidente Guerello ha dovuto decretare lo scioglimento anticipato dell’aula e rimandare i lavori, anche sul Terzo Valico, al nuovo anno.

    Le reazione del Vicesindaco non si è fatta attendere, accusando i partiti “disertori” di voler rallentare con il loro atteggiamento ostile la realizzazione di «un’opera fondamentale per la città». Inoltre, vista la presenza di forze di maggioranza tra quelle che hanno abbandonato l’aula (Fds e Sel) Bernini ha sottolineato che «la maggioranza deve interrogarsi su quali siano le sue strategie».

    L’episodio di oggi è l’esito di una fragilità della maggioranza all’interno del Consiglio Comunale, che in più di un’occasione, su decisioni relative alle grandi opere, ha evidenziato la sua incapacità di esprimere un voto unanime. Non solo Sel e Fds, ma la stessa Lista Doria, hanno più volte evidenziato la loro difficoltà nel sostenere la realizzazione di infrastrutture come la Gronda e il Terzo Valico. Benché non si tratti – per fortuna- degli unici argomenti su cui questa amministrazione deve esprimere delle scelte, il fatto che su questioni strategiche per il futuro di Genova e dell’intera regione la maggioranza sia divisa richiede effettivamente una riflessione e possibilmente un chiarimento definitivo.

    Non è passato inosservato il fatto che l’immobilismo e la mancanza di decisioni di questi mesi in Consiglio Comunale sia dovuto in gran parte alla volontà di non alterare degli equilibri precari e di non porre i partiti di maggioranza di fronte alla necessità di un confronto rischioso ma obbligatorio.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Centro storico, ostruzionismo e degrado: si ferma la musica in Via Pré

    Centro storico, ostruzionismo e degrado: si ferma la musica in Via Pré

    Via BalbiQuesta volta vince il mugugno genovese… Il progetto P.U.M.A. chiude per problemi di convivenza con i condomini di Vico Pace nel cuore del sestiere di Pré. Dopo più di due anni di presidio sul territorio, una valida realtà associativa che opera a pochi passi da Via Pré, in Vico San Cristoforo, è costretta a cedere di fronte alle difficoltà incontrate nello svolgere la propria attività. L’ostruzionismo messo in atto da alcuni abitanti degli stabili adiacenti ha infatti reso impossibile, per l’associazione, portare avanti l’attività nei termini in cui era stata originariamente concepita.

    P.U.M.A. (Presidio Urbano Musiche Attuali) è un progetto nato nel gennaio 2010 ad opera di volontari provenienti da una precedente esperienza associativa in ambito musicale (il gruppo informale poi costituitosi in associazione culturale “VoLùmia”), e messo in pratica tramite la partecipazione ad un bando per l’assegnazione dei locali – di proprietà del Comune – siti in Vico San Cristoforo; dopo la vittoria del bando, gli associati hanno speso tempo ed energie nei lavori di allestimento dei locali per renderli adatti all’attività musicale: da allora ad oggi, P.U.M.A. ha messo a disposizione della collettività una sala prove con relativa strumentazione, ha organizzato eventi live, ha promosso la cultura musicale cittadina sia negli spazi assegnati dal bando sia presso diversi locali genovesi, fungendo da luogo di aggregazione e ponendosi come obiettivo primario quella riqualificazione del territorio che, partita da Piazza delle Erbe, ha lentamente coinvolto varie zone della Maddalena, non arrivando ancora, però, alla zona di Via Pré, dove P.U.M.A. si configura quindi come avamposto: «Attraverso P.U.M.A. offriamo le nostre capacità ed energie maturate sul campo in anni di eventi live, per poter venire incontro ad altri musicisti conoscendo già le loro esigenze, orientandoci al mondo della produzione e fruizione artistica e culturale» ci diceva il presidente Renato Campanini nella nostra intervista di giugno scorso all’associazione in piena attività.

    A distanza di qualche mese, le cose non sono andate come sperato: non è bastato il fatto che – grazie alla presenza di P.U.M.A. sul territorio – siano venute meno situazioni di profondo degrado a rendere sopportabili, per alcuni condomini, le due ore serali di prove musicali. E il climax di questa situazione di insofferenza è stato raggiunto il 15 novembre, quando tali vicini hanno sollecitato l’intervento della polizia municipale per eseguire i rilievi fonometrici. Abbiamo ricostruito l’accaduto con Renato Campanini, presidente dell’associazione.

    In breve, cosa è successo la sera del 15 novembre?

    «Giovedì 15 novembre è venuto a suonare un gruppo, mai visto e conosciuto, che diceva di aver trovato la nostra sala su internet. Strano: in una città dove tutti si conoscono, specialmente musicisti, non era ancora capitato che un gruppo non fosse venuto per passaparola. Comunque lunedì 12 mi prenotano la sala per giovedì 15 dalle 21 alle 23. Il giovedì è sempre stato libero, quindi concordo le prove nella speranza che vengano come gruppo fisso (visto che dobbiamo ancora rientrare dei costi). Giovedì mi chiamano 10-15 minuti prima delle prove per avere conferma, rimango lusingato dalla serietà con la quale si sono preoccupati, fino alle 21 ho il turno al lavoro, quindi faccio aprire la sala un mio socio che abita in via Balbi. Al momento siamo a conoscenza delle prove io, il gruppo, e il mio socio. Verso le 21:30-21:40 mi avverte il mio socio che il gruppo sta suonando a dei volumi imbarazzanti, al che mi reco al più presto per farli abbassare o smettere. Arrivo lì per le 22 e, mentre faccio per aprire la porta e dirgli di abbassarsi, giunge la polizia municipale dicendo che ha fatto i rilievi (prima alle 20:30 circa e poi durante le prove) e che ovviamente stiamo sforando i limiti di legge.
    La responsabilità in questi casi è del Presidente, quindi mi viene presentato un verbale con 1032 euro di ammenda. Mi viene fatto presente che altre volte i tecnici erano venuti ad effettuare i rilevamenti ma non avendo riscontrato alcuna attività rumorosa non avevano redatto alcun verbale. Mi viene inoltre comunicato che il lunedì è stata chiamata la municipale perché c’erano informazioni circa delle prove che si sarebbero svolte il giovedì stesso dalle 21 in poi. Il gruppo, senza che dovesse saper niente di quanto stava avvenendo nel frattempo, smette di suonare molto prima dell’orario concordato (non mi era mai successo), appena la municipale va via. Lascio al lettore le deduzioni che impone la logica».

    La municipale è stata chiamata dai condomini: come funziona l’attività di rilevazione dei volumi? È qualcosa che loro fanno normalmente e spesso? O solamente se vengono chiamati?

    «Il cittadino può richiedere un rilievo fonometrico per la verifica del rispetto dei limiti di rumore della Classificazione Acustica. Il procedimento si attiva inviando una segnalazione. Le misurazioni si effettuano all’interno delle abitazioni, quindi occorre potersi accordare con i vigili per il sopralluogo, il disturbo si rileva dove la gente vive o lavora. Il rilievo avviene in due momenti distinti, quello durante il quale viene misurato il livello di fondo, con il rumore “naturale” dello stabile in questione, e quello effettuato durante l’attività rumorosa; attraverso un calcolo si ottengono i valori differenziali che indicano “quanto” l’attività rumorosa influisca sul luogo preso in esame, questi valori devo rientrare all’interno di specifiche previste dalla legge».

    In linea di massima cosa richiedeva il bando?

    «Il bando richiedeva l’attuazione di attività ed iniziative finalizzate all’aggregazione sociale del territorio contribuendo al risanamento sociale, alla frequentazione ed alla rivitalizzazione della zona; le attività proposte dovevano coprire almeno 4 giornate nella settimana».

    Frame dal Live Studio con Volumi CriminaliFrame dal Live Studio con Volumi Criminali

     

     

     

     

     

     

     

    Il municipio ovviamente sapeva che ci avreste suonato. In quest’ottica, non ha mai preso contatti coi condomini per avvisare o fare presente che vi si sarebbero tenute delle prove?

    «Quando ci siamo inseriti noi (giunta Vincenzi, n.d.r.) i condomini semplicemente non c’erano ancora, se non all’ultimo piano: si tratta di un condominio dell’A.R.T.E. e l’assegnazione degli alloggi è stata effettuata gradualmente tramite dei bandi. Appena arrivati abbiamo fatto un giro per informare gli esercenti e gli abitanti di zona sulle attività che avremmo svolto».

    Quanti giorni e a quali ore suonavate? Com’era la zona quando vi siete insediati e com’è adesso?

    «A pieno regime la sala svolgeva attività musicale per 3-4 giorni a settimana per 2 ore al giorno, di norma le attività terminavano al massimo entro le 10-11 di sera. Appena arrivati la zona si presentava chiaramente degradata: venivano trovate regolarmente feci (soprattutto umane), siringhe, vomito, cocci di vetro, stagnole usate per assumere il crack e così via: lo spaccio e il consumo di eroina e altre droghe pesanti avveniva a qualunque ora del giorno, oltre che di notte capitava più frequentemente durante l’orario della pausa pranzo. Il “pattuglione” composto da forze dell’ordine e militari che gira periodicamente dovrebbe garantire una sicurezza molto più alta del risultato che ottiene: lo spaccio e il degrado in Via Pré non è cambiato di una virgola, in compenso il tipico gestore straniero di minimarket è terrorizzato da quello che potrebbe capitargli se venisse colto a vendere una birra in una bottiglia di vetro dopo le 8 di sera. La sicurezza è un’illusione: ho visto più volte coi miei occhi chiedere i documenti a turisti col trolley a distanza di 20 metri da chi, con una stretta di mano, scambiava banconote con una pallina di cellophane. Grazie all’azione di presidio ultimamente abbiamo trovato solo un po’ di sporcizia e lo spaccio (limitatamente a vico san Cristoforo) è notevolmente diminuito, la situazione è ancora mediocre ma rispetto all’inizio la differenza è notevole».

    Locandina VolumiaQualche residente ha mai manifestato interesse verso quello che facevate, venendo a vedere, a chiedere?

    «Praticamente all’inizio tutti erano curiosi, alcuni ci hanno aiutato materialmente più volte (capitava magari di pulire insieme con la candeggina il sangue per terra o di fare piccoli lavori di manutenzione), altri ragazzi hanno partecipato e partecipano alle attività. Per fare un esempio: quando qualcuno passa dal vicolo ci si saluta e quando siamo noi a passare sono gli esercenti a salutarci: sembra un dettaglio ma in una città di mugugnoni come Genova è un gran bel risultato».

    Un focus sulla difficoltà di convivenza con gli abitanti della zona e dello stabile cui è pertinente il locale: quali difficoltà si sono palesate e come sono state gestite, qual è stato l’atteggiamento dei vicini nei vostri confronti per tutto questo periodo?            

    «Siamo stati subito accolti molto ben volentieri da tutti (a parte un personaggio un po’ particolare che aveva partecipato al bando per l’assegnazione ed era stato scartato in quanto non aveva i requisiti, ma si tratta di un episodio ridicolo): il vicinato, gli esercenti e la comunità intorno tutt’ora ci sostengono. Il rapporto coi condomini di Vico Pace 10 si è progressivamente degradato; dapprima tollerando a mala pena la nostra presenza, poi impedendoci attivamente di svolgere le attività: dispetti, biglietti, messaggi, scenate, gavettoni, interruzione di corrente (che ci ha causato diversi danni alla strumentazione) e così via. Il nostro comportamento è sempre stato orientato verso la disponibilità, venendo incontro alle esigenze di tutti: abbiamo fornito a tutti i nostri contatti, modificato gli orari, implementato l’insonorizzazione etc. L’atteggiamento dall’altra parte è stato di totale chiusura, una frase che mi è stata detta al telefono con uno di questi condomini, e che mi ricorderò sempre, è “io con te non ci parlo”, come se non avessimo lo stesso loro diritto di stare lì. Per fortuna questo comportamento è tenuto solo dai condomini, gli altri abitanti e vicini ci sostengono anche e non solo perché hanno visto il miglioramento progressivo della situazione in strada».

     

    IL COMMENTO DEL MUNICIPIO CENTRO EST

    Riguardo all’insostenibile rapporto con i condomini abbiamo interrogato anche il presidente di Municipio Simone Leoncini, il quale si rammarica del ritardo con cui è stato contattato dall’associazione: «Loro hanno vinto il bando con l’amministrazione precedente. La giunta è insediata da giugno, ma purtroppo io sono stato contattato dai componenti dell’associazione soltanto dopo la multa, quando ormai la situazione coi vicini era, a detta loro, irreparabile. Forse il loro errore è stato questo. Se ci avessero chiamati prima, avremmo potuto organizzare, tempo fa, un incontro e cercare di mediare: non ci era stato detto che la situazione fosse così critica. D’altronde noi riceviamo lamentele continue da ogni parte sui rumori, perché molti abitanti del centro storico non ritengono la movida e la musica alternative accettabili allo spaccio e al degrado, e rivendicano il diritto di poter riposare in silenzio alla sera. Il centro storico ha, secondo me, un carattere ambivalente: da una parte è luogo d’elezione per le attività aggregative e culturali, dall’altra purtroppo la morfologia del territorio, la conformazione dei vicoli, fanno sì che anche il piccolo rumore rimbombi e si amplifichi».

    L’impegno del Municipio, giunti a questo punto, è quello di affiancare l’associazione nella conversione dell’attività, come confermato anche da Campanini.

    Frame dal Live Studio con Volumi CriminaliFrame dal Live Studio con Volumi Criminali

     

     

     

     

     

     

     

    Come si è posto il Municipio nei vostri confronti? Ci troviamo nella situazione in cui il Comune interrompe, attraverso un suo organo, un’attività che esso stesso ha approvato, attraverso tali provvedimenti purtroppo si finisce per mostrare più tolleranza per spaccio e prostituzione che per un po’ di musica, il che lascia a dir poco perplessi….      

    «Il Municipio nella persona del Presidente Leoncini si è reso conto che la situazione relazionale con i condomini non fosse più risanabile, ha giustamente reputato poco utile ora un colloquio con loro in prima persona, si è interessato a trovare nuove realtà/associazioni per poter mandare avanti il presidio e si è mostrato disponibile ad una rivalutazione dell’abbattimento del canone che altrimenti impedirebbe la sopravvivenza e l’autosostentamento di qualunque attività non lucrativa. La municipale non ci sta (per ora) imponendo di interrompere niente, più sottilmente ci ha posto delle condizioni per il proseguimento dell’attività musicale che di fatto non la consentono; mi ha presentato una multa salatissima che allo stato attuale mi dà come unica prospettiva la chiusura. Ciò nei fatti si traduce con una interruzione, d’accordo, ma sappiamo come il legalese e il burocratese siano lontani dai rapporti di causa ed effetto che governano la realtà. Probabilmente chi ha seguito questa pratica la notte dorme come un bambino: io no. I paradossi burocratici non spaventano più, ormai ognuno di noi potrebbe raccontarne uno, quasi come se fosse un aneddoto. Sono quelli reali e causati dal comportamento delle persone che mi preoccupano seriamente, alla fine la legge è fatta dagli uomini, in quanto imperfetta sta agli stessi applicarla. È paradossale quando un commerciante straniero in Via Pré viene multato perché si è dimenticato di esporre un’etichetta con un prezzo mentre a 20 metri c’è qualcuno che sta espletando i suoi bisogni fisiologici in strada; è paradossale  quando sento lamentarsi per le sigarette per terra mentre a 10 metri una ragazza vomita in un angolo con una stagnola in mano; è paradossale quando un’attività che ha stimolato e migliorato un pezzo di quartiere viene obbligata a chiudere per un disturbo personale; è paradossale quando il cittadino preferisce il silenzio dell’eroina al suono di uno strumento».

    Nonostante la disponibilità e l’atteggiamento positivo di Leoncini, «io non sono così pessimista, c’è stato un problema, certo, ma non è che chiudano, semplicemente cambieranno le attività svolte. Io ho anche suggerito soluzioni per proseguire l’attività corrente, sono stati loro a ritenerle impraticabili», resta l’amarezza per le energie profuse e l’investimento purtroppo andato perso: «Solo di materiale abbiamo speso circa 4 mila euro – dice Campanini – la spesa più importante che abbiamo sostenuto però è stata quella dell’affitto mentre eseguivamo i lavori, a cui si devono aggiungere i costi burocratici, la corrente, i trasporti etc… il totale si aggira sugli 11 mila euro, messi ovviamente di tasca nostra e che, allo stato delle cose, non riusciremo mai più a recuperare. Al termine della concessione il Comune acquisisce le opere eseguite (nel nostro caso l’insonorizzazione) senza alcun tipo di riconoscimento economico».

     

    Locandina VolumiaIL DESTINO DI P.U.M.A.

    Perché vi ritenete costretti a chiudere o cedere ad altri?              

    «Se potessimo ignorare il contesto insostenibile che si è sviluppato in questi mesi, potremmo affermare che nessuno ci sta tecnicamente costringendo a chiudere, ma che più precisamente le condizioni poste ci impediscono di continuare l’attività musicale, elemento sul quale si sviluppa la quasi totalità di attività previste dal progetto. L’integrazione con altre realtà associative a questo punto diventa obbligatorio e non più facoltativo: c’è la necessità di mantenere economicamente sostenibile lo spazio, cosa che è venuta a mancare senza il meccanismo micro economico dell’attività musicale».

    Si sono tenute due riunioni: quali soluzioni sono state individuate?       

    «Confrontandoci con soci, volontari, associati e cittadini interessati che hanno partecipato alle riunioni, sono venute fuori un po’ di idee di cui bisogna ancora valutare il grado di sostenibilità economica. Tra quelle più particolari posso anticiparvi:
    – gruppi di lettura per stranieri di libri in italiano “book-club” (l’attività verrà organizzata da docenti di italiano con formazione specifica verso l’insegnamento agli stranieri) + book-crossing.
    – laboratorio di riciclo creativo: inventare un riuso attraverso utensili di semplice utilizzo e l’impiego di oggetti anche di scarto».

    Avete organizzato una serata al Checkmate per la raccolta fondi: finalità della raccolta e modalità di partecipazione alla causa per chi volesse darvi una mano. 

    «Abbiamo organizzato un evento che prevede, nella prima parte, una jam session a cui parteciperanno diversi artisti nostri amici noti nel panorama underground genovese e, nella seconda, un dj set un po’ rock/alternativo, sicuramente differente da quanto ci si è ormai abituati ad ascoltare in giro.
    Abbiamo fatto un po’ di conti e tra la multa (1032 €) e altre spese dobbiamo raggranellare una cifra intorno ai 2400 euro circa, questo solo per poter andare in pari con i costi vivi e i danni ricevuti. Si può facilmente immaginare che per una realtà associativa non lucrativa delle nostre dimensioni una cifra del genere sia fantascienza. La finalità della raccolta è ben poco allettante, perché non si tratta di costruire o proporre qualcosa di nuovo o che non esista ancora, bensì di riparare a un danno ricevuto.
    Per partecipare alla causa per ora è sufficiente venire all’evento di sabato 22/12/2012 presso il Checkmate in Via Trebisonda (dietro Piazza Tommaseo), chi volesse potrà offrire un contributo anche di tipo economico (se vuole) o di visibilità della nostra situazione attraverso i media, i social network. Sicuramente ciò di cui avremo bisogno nell’immediato futuro (a parte i soldi per la multa) sarà la costituzione di una nuova e più ampia rete di associazioni e gruppi informali interessati all’utilizzo degli spazi».

     

    Claudia Baghino
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Teatro della Gioventù: The Kitchen Company presenta la stagione 2013

    Teatro della Gioventù: The Kitchen Company presenta la stagione 2013

    kitchen companyIl pubblico è protagonista assoluto dei nostri spettacoli“: con queste parole Massimo Chiesa, direttore artistico della The Kitchen Company racconta il bilancio del suo primo anno di gestione del Teatro della Gioventù di via Cesarea, di cui EraSuperba è media partner.

    Un progetto iniziato esattamente il 13 gennaio 2012, portando sul palco genovese iniziative non consuete per il teatro della nostra città: anzitutto una stagione teatrale che dura nel corso dell’anno solare, da gennaio a dicembre con una pausa di poche settimane ad agosto; un calendario di soli sette spettacoli, per un totale di 269 repliche e oltre 45.000 presenze; numerose iniziative collaterali, dai non-corsi di recitazione tenuti da Eleonora D’Urso fino a Books on stage e alle collaborazioni con Conservatorio, Borgo Club e altri poli culturali di Genova.

    La stagione 2013 riparte con Rumori fuori scena di Micheal Frayn, che andrà in replica fino al 3 marzo. A seguire, altri cinque spettacoli che verranno messi in scena nel corso dell’anno dai 16 attori della compagnia: La pulce nell’orecchio di Georges Feydeau (dal 9 marzo al 5 maggio); Black comedy di Peter Shaffer (dall’11 maggio al 9 giugno); La strana coppia di Neil Simon (dal 15 giugno al 13 ottobre); Un piccolo gioco senza conseguenze di Jean Dell e Gerald Siblerays (dal 19 ottobre al 17 novembre); La Locandiera di Carlo Goldoni (dal 23 novembre al 31 dicembre).

    Marta Traverso

  • Il fallimento del Movimento e gli effetti devastanti del consumismo

    Il fallimento del Movimento e gli effetti devastanti del consumismo

    Anni 70, proteste studentiLa seconda metà degli anni ’70, come abbiamo visto nelle scorse uscite, registra alcuni fatti importanti. Da un lato, i movimenti e i partiti della sinistra raggiungeranno la loro massima punta partecipativa; dall’altro, inizieranno a comparire i segni di una crisi che investirà il “modo di fare politica”. Nel giro di pochi anni le spinte creative, aggredite da una violenta crisi economica, subiranno un tracollo. La diffusione dell’eroina accompagnerà, drammaticamente, il cosiddetto “ riflusso”. Si parlerà di un “ritorno al privato”. Per parlare di musica, tutte le grosse case discografiche chiuderanno le porte a qualsiasi  progetto non immediatamente vendibile e commerciale. Inizia la marcia trionfale dell’effimero e dell’idiozia che dilagheranno, da allora, indisturbati.

    Questi articoli di P. Pasolini, raccolti in due libri (che mi permetto di consigliare: “Scritti Corsari” e “Lettere luterane”), contenevano una costante denuncia degli effetti devastanti, sul piano delle coscienze, del consumismo e si dichiaravano apertamente contro l’appiattimento causato dalla televisione e il conseguente imbarbarimento della vita civile. Ma soprattutto, in una serie di articoli, Pasolini indicava esplicitamente i mandanti morali e materiali delle stragi, individuandoli nei vertici della Democrazia Cristiana e negli apparati controllati dal potere politico, arrivando a dire: “io so che sono loro ma non ho le prove”.

    Pasolini fu un intellettuale indipendente e scomodo e visse da relativamente isolato le sue coraggiose battaglie di denuncia del degrado della società italiana. O, forse, sarebbe meglio dire “lasciato solo” da quella mentalità conservatrice e gretta che caratterizzò tanta sinistra “popolare” italiana. Il suicidio di L. Tenco, prima, e l’assassinio di P. Pasolini, otto anni dopo, diedero, quindi, due scrolloni al torpore delle coscienze di cui si è parlato, non privi di conseguenze.

    La seconda metà degli anni ’70 rappresenta un momento cruciale per il nostro discorso. In quegli anni – soprattutto nel triennio ‘75/’77 – la spinta al cambiamento toccò la punta più alta e non solo in Italia. Possiamo affermare (con amarezza), che con la fine degli anni ’70 tramontarono i “sogni rivoluzionari”, ma anche le speranze più modeste e più realistiche di un cambiamento avvertibile della società italiana.

    Negli anni ’80 si inizierà ben presto a parlare di “globalizzazione” e la congiuntura economica mostrerà la carognesca faccia di pesanti ristrutturazioni. Interi settori industriali entrarono in crisi con migliaia di licenziamenti. La sinistra moderata era impegnata nella realizzazione del “compromesso storico”, ossia un’alleanza con i ceti moderati cattolici. Fare questo implicava – come obiettivo politico non secondario – isolare un’area politico-sociale tutt’altro che esigua, ossia il “movimento” che si collocava a sinistra del P.C.I.

    Purtroppo – vedendo le cose a distanza, con quella serenità di giudizio (ancorché radicale) che il tempo riesce, a volte, a donarci – occorre ammettere (altrettanto amaramente) che il movimento in 10 anni non riuscì a produrre quasi nulla di politicamente serio e utile. Velleitarismo, spesso tinto di comportamenti “modaioli”; una pratica politica sempre più autoreferenziale, condotta con una logica da “branco”; proclami e sterile esaltazione dell’azione violenta, fine a se stessa, porteranno ad un’incapacità di vedere politicamente in avanti, in una sorta di afasia politica. Questo, unito ai deliri dei gruppi armati, spinsero il “movimento” verso un vicolo politicamente cieco. La crisi economica, la forte repressione, i tanti morti nelle piazze, la fragilità e la stanchezza delle ipotesi e delle formule politiche fecero il resto.

    Ma torniamo per un attimo indietro, indicando sommariamente alcuni fatti importanti, relativi al periodo ‘75/’77. Nel 1975 i giovani diventano maggiorenni a 18 anni e potranno, perciò, andare a votare, aspetto molto importante perché la parte più viva ed impegnata della gioventù di allora era schierata a  sinistra (qui intesa in senso generale). Tra il ’75 e il ’77 il P.C.I. – guidato da E. Berlinguer – raggiunse un livello di consenso mai registrato prima: la DC arretra e nelle elezioni regionali viene superata, appunto, dal PCI. Questo fatto rende il clima politico-quotidiano incandescente. Fatti di grande impatto emotivo furono, nel 1976, il terremoto in Friuli e la nube tossica di diossina che avvolse la cittadina di Seveso, in Brianza. Nel 1977 l’ala più “dura” del movimento toccherà il livello di riscontro più elevato. A Bologna si terrà il “1° convegno contro la repressione”. In tutte le maggiori città italiane ci furono tra il ’76 e il ’77 molti episodi di guerriglia urbana.

     

    Gianni Martini