Mese: Marzo 2013

  • Assicurazione auto: addio al rinnovo tacito e alle disdette delle polizze

    Assicurazione auto: addio al rinnovo tacito e alle disdette delle polizze

    Via CantoreOgni promessa è debito, anche questa settimana parliamo di assicurazioni auto.
    Innanzitutto, dal primo gennaio 2013, vige una novità epocale: per tutti i contratti di assicurazione obbligatoria RCA l’assicurato non può più beneficiare, alla scadenza, della tolleranza di quindici giorni. Infatti, la nuova legge impedisce il rinnovo tacito delle polizze assicurative che, pertanto, avranno una durata massima di un anno. Le eventuali clausole in contrasto con tale dettato sono nulle.
    Per le clausole di tacito rinnovo previste nei contratti anteriori al 20 ottobre 2012, la nullità scatta solo a partire dal 1° gennaio 2013. In caso di contratti in corso di validità alla data del 20 ottobre con clausola di tacito rinnovo, le imprese di assicurazione dovranno comunicare per iscritto ai contraenti la perdita di efficacia della clausola con congruo anticipo rispetto alla scadenza del termine originariamente pattuito.

    Questa modifica cambierà anche le regole rispetto ai controlli effettuati dalle forze dell’ordine: chi sarà trovato senza copertura assicurativa, anche durante il “vecchio” periodo di franchigia dei 15 giorni, subirà una sanzione di 798 euro e il sequestro immediato del veicolo finalizzato alla confisca. Clausole contrattuali differenti da quanto statuito sopra sono nulle, ovvero come non apposte…

    In altre parole, per i contratti RC Auto, non dovrete più notificare una disdetta alla vostra agenzia di assicurazione; il contratto viene stipulato ogni volta ex novo e ha la durata di un anno; ciò vale a dire che ogni anno potete cambiare assicurazione.
    Il rovescio della medaglia consiste nel fatto che, alla scadenza dell’annualità, non siete più assicurati.

    Questo quanto dice il decreto. Poi è arrivata una circolare del Ministero dell’Interno, quella del 14 febbraio 2013, con la quale il Ministero dell’Interno ha emanato chiarimenti in merito al tacito rinnovo delle polizze assicurative. La circolare stabilisce che l’impresa di assicurazione è tenuta ad avvisare il contraente della scadenza del contratto con preavviso di almeno 30 giorni e nel contempo a mantenere comunque operante la garanzia prestata con il precedente contratto assicurativo fìno all’effetto della nuova polizza ovvero fino al quindicesimo giorno successivo alla scadenza del contratto stesso.
    Siamo in Italia, la confusione è d’obbligo: se si abolisce il tacito rinnovo non ci possono essere i 15 giorni di proroga. E invece abbiamo entrambe le cose…

    Mi sento di dire che i 15 giorni può – per mera logica – applicarli l’assicurazione che assicura nuovamente lo stesso assicurato per quello stesso mezzo; mi spiego: sei mio cliente, continui ad esserlo ed allora io ti agevolo; qualunque altra spiegazione mi sfugge.
    L’unica cosa certa è che questa circolare ha la funzione di salvagente nel caso in cui le Forze dell’Ordine ti vogliano sequestrare il mezzo (o anche solo multare) proprio all’interno di quel periodo di tolleranza o non tolleranza che dir si voglia.

    In attesa di chiarimenti sulla circolare del Ministero, sento a questo punto il dovere di lasciarvi alcune definizioni utili per meglio comprendere il mondo delle assicurazioni auto:

    Attestato di rischio: è il documento che la compagnia di assicurazione è tenuta a rilasciare al contraente e nel quale sono indicate le caratteristiche del rischio assicurato:
    Contraente: il soggetto giuridico (persona fisica o giuridica) che sottoscrive il contratto di assicurazione, assumendosi gli oneri conseguenti, uno fra tutti, il pagamento del premio;
    Franchigia: la parte che economicamente resta a carico dell’assicurato, in caso di sinistro;
    Massimale: il limite economico entro il quale l’assicurazione “copre” l’assicurato;
    Sinistro: il verificarsi di un evento per il quale viene prestata l’assicurazione.

    Ricordatevi inoltre che – quando stipulate un contratto di assicurazione – l’agenzia deve sempre rilasciarvi le condizioni generali del contratto, che vi invitiamo caldamente a leggere con attenzione.
    Conoscere l’assicurazione che avete stipulato vi può preservare da brutte sorprese…

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

    [foto di Diego Arbore]

  • Amt, progetto Belt: abbonamento elettronico e biglietto via sms

    Amt, progetto Belt: abbonamento elettronico e biglietto via sms

    autobus-amt-3IL PRECEDENTE

    Dicembre 2009: Amt annuncia che entro pochi mesi sarà in vigore Belt (acronimo di Bigliettazione Elettronica Liguria Trasporti), un biglietto elettronico che nel tempo consentirà – possedendo un’unica tessera – di viaggiare sulla rete di autobus e ferroviaria in tutta la Regione, di pagare i parcheggi e usufruire dei servizi di car sharing e bike sharing.

    Il progetto sarà sviluppato in tre fasi: sostituzione di tutti gli abbonamenti annuali Amt con la tessera Belt; introduzione di Belt negli abbonamenti mensili e settimanali; caricamento sulla tessera anche dei singoli titoli di viaggio e dei carnet. La Regione Liguria ha investito quasi 2 milioni di euro per la fase sperimentale per i titoli di viaggio sulla filovia Taggia-Sanremo (più precisamente, 1.660.000 €) e ne prevede altrettanti per il prossimo biennio, per estendere Belt alla rete di autobus genovese.

    Come funziona? Ogni tessera conterrà un chip elettronico, che alla scadenza dell’abbonamento o titolo di viaggio deve essere “ricaricato”. La ricarica può avvenire presso le biglietterie centrali Amt o attraverso appositi palmari da collegare al computer di casa.

    Maggio 2012: Amt introduce il biglietto via sms aderendo alla piattaforma nazionale Bemoov. Con un sovrapprezzo di 10 centesimi sulla tariffa ordinaria è possibile acquistare un biglietto valido 110 minuti inviando un sms al numero 320 2043497 contenente nel testo la parola “Amt”.

    IL PRESENTE

    Il progetto Belt fa parte di una rete di miglioramenti tecnologici che la Regione Liguria ha adottato a partire dal 2005 per le sue reti di trasporto, che riguardano anche la Filovia Taggia – Sanremo, il Trenino di Casella, la ferrovia in Valpolcevera e altre infrastrutture. Tramite Datasiel è stato emesso nel 2006 un bando di gara, vinto dalla società Tsf (poi assorbita in Almaviva Spa, che già prima ne deteneva il 61% delle quote azionarie): la base d’asta era 950.000 €, l’azienda ne ha offerte 740.000 €.

    A maggio 2012 è stata realizzata solo la prima delle tre fasi del progetto, con l’integrazione di Belt in tutti gli abbonamenti annuali Amt e della ferrovia Genova – Casella. Il rapporto contrattuale di fornitura con Almaviva si è concluso lo scorso 15 dicembre (il contratto sarà in vigore finché non sarà stata pagata l’ultima fattura).  È pertanto difficile stabilire se e quando si proseguirà con le successive due fasi.

    Abbiamo inoltre interpellato Amt e il Consorzio Movincom (che gestisce la piattaforma Bemoov) per capire se il servizio di acquisto biglietto via sms è stato utilizzato dagli utenti: a oggi, quasi un anno dopo dalla sua attivazione, gli iscritti al servizio risultano circa 700, per un totale di 9.000 transazioni, senza però un andamento costante nei vari mesi.

    Inoltre dal 1 marzo il prezzo del biglietto acquistato via sms è sceso a 1,50 €, uniformandosi al prezzo attuale del singolo titolo di viaggio. Un prezzo che potrebbe però modificare a partire dal 1 aprile, se non cambierà in tempi brevi la decisione di non rinnovare l’integrato Amt-Trenitalia.

     

    Marta Traverso

  • Scrivere un romanzo noir o giallo: un corso a Genova

    Scrivere un romanzo noir o giallo: un corso a Genova

    scrivere-scritturaAd aprile 2013 la scuola di scrittura creativa Officina Letteraria ospita un workshop sulla scrittura noir con due celebri autori del genere: Bruno Morchio, noto a Genova per il personaggio di Bacci Pagano, e Margherita Oggero, i cui romanzi hanno ispirato la serie televisiva Provaci ancora prof.

    L’appuntamento con Noir, giallo e dintorni è per i fine settimana 6-7 e 13-14 aprile 2013, con il seguente programma.

    6-7 aprile: Margherita Oggero
    – Le varie accezioni del giallo: le regole e le eccezioni
    – Gli elementi indispensabili e gli elementi accessori
    – Come si costruisce un plot: i personaggi principali e secondari, le false piste, la progressione della storia
    – Importanza dell’incipit
    – Caratteristiche vincenti del giallo contemporaneo
    – Esercizi di scrittura

    13-14 aprile: Bruno Morchio
    Sabato 13 aprile
    9.30-12.30: Analisi e confronto di alcuni testi di grandi autori noir: la struttura narrativa e la scrittura
    15-18: Esercizio di scrittura
    Domenica 14 aprile
    9.30-12.30: Lettura e analisi dei testi prodotti
    15-18: Discussione

    Il costo del workshop è 300 € (sconto 10% per soci Officina Letteraria, possessori di Green Card e Soci Suq) e le iscrizioni saranno aperte fino a mercoledì 28 marzo o al raggiungimento di 16 persone. Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato.

    Per maggiori informazioni: 347 3022641 / 340 5539475 / officinaletterarialab@hotmail.it.

  • Bando accompagnatore turistico: selezioni aperte a Genova

    Bando accompagnatore turistico: selezioni aperte a Genova

    biciclette-campagna-sport-DIAnnunciato tempo fa dalla Provincia di Genova, è stato aperto il bando 2013 per accompagnatore turistico, che permette di sostenere l’esame e ottenere il patentino.

    L’accompagnatore turistico è un professionista che accompagna persone o gruppi in viaggi e visite guidate in Italia o all’estero, fornendo i seguenti servizi: cura l’attuazione del programma di viaggio, dà assistenza ai singoli o gruppi, fornisce elementi significativi e di interesse turistico al di fuori dell’ambito di competenza delle guide turistiche e delle guide ambientali ed escursionistiche. Per svolgere questo lavoro è necessario che venga rilasciato dalla Provincia un attestato di idoneità, che si ottiene superando un esame, e un tesserino valido cinque anni per esercitare l’attività.

    I requisiti di ammissione all’esame sono:
    – maggiore età,
    – cittadinanza italiana o di altro Stato dell’Unione Europea,
    – residenza in Liguria,
    – diploma di scuola superiore (anche conseguito all’estero, purché ritenuto valido in Italia),
    – conoscenza di una o più lingue straniere,
    – non aver riportato condanne (salvo che non sia intervenuta la riabilitazione).

    La domanda deve essere inviata entro venerdì 5 aprile 2013 presso gli Uffici del Turismo della Provincia di Genova (largo Cattanei 3), oppure all’Ufficio Protocollo (piazzale Mazzini 2) o all’ufficio distaccato di Chiavari (via Vinelli 9/2). La consegna a mano può avvenire dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, allegando il modulo di iscrizione, la fotocopia di un documento di identità e l’attestato di versamento della quota di iscrizione di 100 €.

    Data e luogo delle prove di esame verranno comunicate in seguito sul sito della Provincia di Genova almeno 15 giorni prima del loro svolgimento. Le prove saranno scritta e orale (l’orale solo per chi avrà superato lo scritto). Il programma d’esame e è consultabile sul sito della Provincia di Genova.

    [foto di Diego Arbore]

  • Conoscere la Val Bisagno: arte, letteratura e paesaggio

    Conoscere la Val Bisagno: arte, letteratura e paesaggio

    valbisagno-staglienoMartedì 12 marzo 2013 al Circolo Arci Zenzero inizia una rassegna di eventi dedicati alla scoperta della Val Bisagno nei suoi molteplici aspetto di arte, letteratura, natura e paesaggio.

    L’ingresso è gratuito per i soci del Circolo e possessori di tessera Arci.

    Questo il programma completo.

    Martedì 12 marzo 2013 (ore 15-17)
    Un torrente di parole: voci e memorie della Val Bisagno (a cura di Donata Ortolani)

    Martedì 19 marzo 2013 (ore 15-17)
    Lo sguardo di Caproni e Sbarbaro sulla Val Bisagno (a cura di Luigi Surdich)

    Martedì 26 marzo 2013 (ore 15-17)
    Racconti partigiani in Val Bisagno (a cura di Giuseppe Morabito e Giordano Bruschi)

    Martedì 2 aprile 2013 (ore 15-17)
    Edoardo Firpo (a cura di Silvio Ferrari e Bubi Senarega)

    Martedì 9 aprile 2013 (ore 15-17)
    Il paesaggio urbano tra pittura e fotografia (a cura di Giuseppe Marcenaro)

    Martedì 16 aprile 2013 (ore 15-17)
    Il paesaggio naturalistico (a cura di Mario Calbi)

    Martedì 23 aprile 2013 (ore 15-17)
    Il sistema dei Forti (a cura di Matteo Marino)

    Martedì 30 aprile 2013 (ore 15-17)
    Le trasformazioni urbanistiche, dal sistema delle ville ai quartieri dormitorio (a cura di Bruno Giontoni)

    Martedì 7 maggio 2013 (ore 15-17)
    L’acquedotto storico (a cura di Maria Pia Turbi)

    Martedì 14 maggio 2013 (ore 15-17)
    Il cimitero di Staglieno (a cura di Paola Balbi)

    Martedì 21 maggio 2013 (ore 15-17)
    Il Bisagno: i ponti, le alluvioni, il porto preistorico (a cura di Paolo Tizzoni)

  • Piazza della Vittoria: mega parcheggio sotto la scalinata delle Caravelle

    Piazza della Vittoria: mega parcheggio sotto la scalinata delle Caravelle

    Piazza della Vittoria. scalinata caravelleIl progetto per un maxi parcheggio interrato da 400 posti auto in pieno centro città – all’interno dell’area dei giardini e della “Scalinata delle Caravelle” (il nome reale è Scalinata del Milite Ignoto) – stoppato dopo l’alluvione del 2011, ritorna prepotentemente in auge.
    Nel luglio 2008 il consiglio municipale del Medio Levante si era espresso favorevolmente. Durante la fase di progettazione preliminare del nuovo PUC (Piano Urbanistico Comunale) venne accolta l’istanza di variante (presentata dal progettista-proponente nel dicembre 2008) e fu inserita una “norma speciale” specifica per il sito delle Caravelle che consentiva la realizzazione dell’autorimessa.
    In seguito ai tragici eventi del 4 novembre 2011, che provocarono pesanti allagamenti anche nella zona di Piazza della Vittoria, tale norma era stata cancellata (tuttavia, nel testo del nuovo PUC, ne rimane traccia, laddove esso recita «Eventuali opere realizzate in sottosuolo devono prevedere la ricomposizione della scalinata e delle aiuole delle Caravelle, in quanto fondale unitario ed elemento consolidato del paesaggio urbano che caratterizza la zona»).
    Oggi il progettista-proponente, l’architetto Mario Mazzei, ci riprova, sollecitando il Municipio a riesaminare il progetto ed esprimere un parere che – nel caso fosse favorevole – si tradurrà in osservazioni al nuovo PUC, inerenti la destinazione urbanistica dell’area.
    Per quanto riguarda il rischio idrogeologico, conseguente ad una simile costruzione in una zona considerata esondabile, l’architetto Mazzei spiega «Sotto il profilo idraulico l’area delle Caravelle si trova in posizione migliore rispetto al settore nord di Piazza della Vittoria, il cui silos interrato non è mai stato esposto ad episodi di inondazione. Inoltre, la protezione dal rischio idraulico sarà ulteriormente potenziata con la definitiva messa in sicurezza del Bisagno». Prima di ipotizzare qualsiasi intervento, però, occorre attendere gli approfondimenti sul Piano di Bacino del Bisagno che la Provincia di Genova sta per affidare, tramite bando di gara, ad un gruppo di professionisti.

    La Commissione II (Assetto Territorio) del Municipio Medio Levante, riunitasi giovedì 7 marzo, ha dato parere favorevole a maggioranza «Perché l’infrastruttura sarebbe di interesse pubblico – spiega il vicepresidente della Commissione, Bianca Vergati (Lista Doria-Sel), unico voto contrario – Vedremo cosa dirà il Comune, che al momento ignora la questione».
    Il parcheggio interrato contempla circa 400 posti auto da ripartirsi tra quelli a rotazione, quelli per le forze dell’ordine e quelli per i residenti. «Venti milioni di euro di previsione, 400 posti, tre piani interrati e tre nella scalinata delle Caravelle a disposizione dei mezzi della Questura – continua Vergati – si servirebbero cosi i quartieri Foce, Brignole e Carignano-Galliera, tramite ascensori e scale mobili di collegamento a carico del pubblico, ossia Amt».
    Secondo il progettista, la nuova infrastruttura consentirebbe di eliminare i parcheggi di superficie ancora esistenti in Via A. Diaz ed in Piazza della Vittoria, al fine di restituire ai pedoni anche il lato mare della piazza. «Bellissima idea ma in che modo la si può imporre ai privati del parcheggio in superficie? – ribatte il consigliere Vergati – Senza contare che in Piazza della Vittoria già esiste un autopark di tre piani, di cui due semivuoti, per un totale di 750 posti auto».
    E poi si potrebbero cancellare i parcheggi per i veicoli delle forze dell’ordine, attualmente ubicati all’inizio di Corso Aurelio Saffi di fronte alla Questura, migliorando le condizioni di operatività delle stesse forze dell’ordine. «Si parla di 150 posti auto, perché così tanti? – si domanda Vergati – la Questura non è stata neppure interpellata. E soprattutto perché non ipotizzare di trasferire quest’ultima in un’altra zona? Ad esempio all’interno di una caserma vuota? (vedi la Gavoglio al Lagaccio)».
    Infine l’interesse pubblico, ovvero «Far parcheggiare i residenti della Foce – conclude Vergati – quelli che adesso posteggiano nel cosiddetto “isolone” centrale di Viale Brigate Partigiane e nel prossimo futuro soffriranno per la creazione dell’aiuola che comporterà la sparizione di un discreto numero di posti auto».

    piazza-vittoriaIl complesso urbano del Parco della Vittoria (Piazza Verdi, Piazza della Vittoria, Via A. Diaz), di cui fa parte la Scalinata delle Caravelle, venne progettato in epoca fascista dall’architetto Marcello Piacentini e rappresenta un complesso di costruzioni edilizie, verde ed aree urbane di grande pregio e valore architettonico, storico, urbanistico, monumentale e paesaggistico. Per questo motivo, qualunque intervento nell’ambito di tale complesso, non dovrebbe alterare finalità, aspetti urbanistici, monumentali e paesaggistici del progetto originario.
    «Le attuali quote del terreno e le caratteristiche estetiche dei luoghi esistenti in superficie (scalinata, aree verdi) verrebbero mantenute con un adeguato intervento di ripristino – spiegava il progettista nel 2009, durante un incontro svoltosi presso il circolo Pd di Portoria-Carignano – fatta salva la nuova presenza: di due tunnel vetrati con scale mobili realizzati in superficie, in corrispondenza delle due attuali rampe di scale della Scalinata delle Caravelle, colleganti Via A. Diaz con la sommità della Scalinata stessa e poi con i sovrastanti bastioni di Mura delle Cappuccine, fino a raggiungere la quota della strada; di due rampe per il transito dei veicoli da e per il nuovo parcheggio interrato, da realizzarsi in corrispondenza dell’aiuola centrale di Via A. Diaz; degli accessi pedonali al parcheggio».
    In quell’occasione emersero con evidenza tutte le criticità del progetto «La realizzazione dei tunnel sarebbe incompatibile con il mantenimento dei valori estetici e paesaggistici della Scalinata, nel più ampio contesto del Parco della Vittoria», sottolinea la relazione finale dell’incontro. «L’impiego di più impianti di scale mobili é particolarmente costoso anche in termini manutentivi e si può difficilmente giustificare in assenza di un transito di persone numericamente significativo – continua la relazione – I costi di manutenzione delle scale mobili, visto il loro uso pubblico, finirebbero per gravare sul Comune o su aziende a partecipazione pubblica, che già oggi hanno non pochi problemi economici per assicurare la manutenzione delle varie aree, immobili e servizi pubblici della città».

     

    I DUBBI SULL’ITER BUROCRATICO E LE OSSERVAZIONI TARDIVE AL PUC

    Il progetto preliminare del PUC è stato adottato dal consiglio comunale il 7 dicembre 2011. In base alla legge, dopo la pubblicazione del PUC, ci sono 90 giorni di tempo per presentare eventuali osservazioni. Il termine è ormai scaduto ma, nonostante ciò, la nuova amministrazione comunale ha deciso di esaminare anche le osservazioni arrivate fuori termine, almeno finché la Giunta non avrà definito la delibera con le controdeduzioni alle osservazioni, che poi dovrà essere approvata anche dal Consiglio.
    Palazzo Tursi non ha ritenuto opportuno divulgare una formale comunicazione pubblica per informare la cittadinanza in merito alla sua disponibilità a vagliare anche le osservazioni al PUC presentate fuori tempo massimo. Una scelta che desta perplessità, considerato che molti genovesi non conoscevano questa ulteriore opportunità e, dunque, si corre il rischio di una disparità di trattamento tra i cittadini.

    Il Vicesindaco ed Assessore all’Urbanistica, Stefano Bernini, interpellato dal “Corriere Mercantile”, risponde così «Ho deciso di riaprire un percorso partecipato sul nuovo PUC, come ho già dichiarato in varie sedi pubbliche, anche in Consiglio comunale. La decisione di esaminare le osservazioni tardive rientra in questo percorso. Non si tratta di un atto amministrativo, bensì di una concessione politica. Comunque gli ordini professionali, le associazioni dei costruttori ed altre associazioni sanno di questa possibilità, infatti, negli uffici continuano ad arrivare osservazioni».

    «La procedura è senza dubbio legittima – spiega il consigliere Vergati – tuttavia mi chiedo quanti ne fossero a conoscenza».
    Per quanto riguarda il progetto di Piazza della Vittoria, il consigliere aggiunge «Trovo poco corretto, dal punto di vista politico, che un Municipio si faccia carico di un’istanza di questo tipo».
    L’approvazione è strettamente legata a motivazioni di carattere territoriale «Molti consiglieri presenti in Commissione abitano alla Foce – conclude Vergati – e quindi sono interessati a dare una risposta ai propri elettori che lamentano la carenza di posti auto in zona».

     

    Matteo Quadrone

  • Corso di teatro a Genova: la compagnia exvUoto al Buridda

    Corso di teatro a Genova: la compagnia exvUoto al Buridda

    Lsoa BuriddaDa giovedì 14 a domenica 17 marzo 2013 il Laboratorio Sociale Buridda ospiterà la compagnia exvUoto, nata a Rovigo dalla collaborazione fra gli artisti Antonia Bertagnon, Andrea Dellai e Tommaso Franchin.

    Un progetto teatrale nato per “capire e di conoscere il senso di vuoto e/o di svuotamento che vive l’uomo contemporaneo, forse non più alienato ma di certo assuefatto ed anestetizzato“.

    Questo il tema del workshop #costruzione di una relazione#.
    Abbiamo solo un corpo. Sui corpi si disegnano storie silenziose. Relazioni che, come tatuaggi indelebili sulla pelle, crescono e mutano di giornata in giornata. Corpi che urlano, pur restando muti. C’è sempre stato bisogno di un compagno: servono altre mani, altre bocche, altri occhi, altri sensi per volersi bene. Guardiamoci attorno, non siamo soli.
    Il laboratorio prevede un accurato lavoro sul corpo e sull’ascolto. Il corpo del compagno è, per noi, come un campo di battaglia. Un campo da gioco dove affilare le armi. Armi da rivolgerci contro. Per scalfire l’esoscheletro della nostra umana esistenza e cavarne fuori la larva del personaggio. Il nostro è un laboratorio di ridimensionamento del mito: una camera di decompressione dove lasciar decantare la favola e ritrovarne l’assurda contiguità con il presente. In uno spazio sempre più stretto, faccia a faccia, i nostri attori scattano foto-ricordo di una vita che si consuma.

    Per maggiori informazioni 335 6598028.

  • Bolzaneto: no alla chiusura del centro di formazione professionale

    Bolzaneto: no alla chiusura del centro di formazione professionale

    Bolzaneto.Centro Provinciale di Formazione Professionale Luciano TruccoIl Municipio Valpolcevera si schiera compatto in difesa del Centro Provinciale di Formazione Professionale “Luciano Trucco”, un’eccellenza che da ormai 30 anni opera a Bolzaneto, svolgendo un’importante funzione sociale per l’intera vallata. A breve, però, come anticipato da una nostra inchiesta, l’istituto è destinato a chiudere i battenti.
    Nell’ultima seduta il Consiglio municipale ha approvato all’unanimità una mozione proposta dai gruppi Pd, Sel e Fds che impegna il Presidente e la Giunta ad attivarsi presso il Commissario Straordinario della Provincia di Genova per verificare quali siano le intenzioni in merito al prossimo futuro del Centro Trucco.

    «Da segnalazioni provenienti dagli operatori del settore e dagli amministratori di altri comuni della Val Polcevera emerge la preoccupazione di eventuali dismissioni di attività di formazione professionale sul territorio ed in particolare della presunta chiusura del CC.PP.F.P. “Trucco” di Bolzaneto – scrivono i consiglieri nella mozione – I Sindaci dei Comuni della Val Polcevera hanno già formalizzato una richiesta di maggiori informazioni agli enti preposti su queste eventuali dismissioni».

    L’attività dei Centri Provinciali di Formazione Professionale, fin dalla loro istituzione «È sempre stata ed è tuttora preziosa per quanti vivono e lavorano sul nostro territorio – continua la mozione – in particolare il Centro “Trucco”, nella sua diversificata attività di Formazione Professionale, ha sempre sostenuto la frequenza dei ragazzi della vallata in sinergia con tutti gli altri attori del territorio, compresi i Servizi di questo Municipio, diventando punto di riferimento per le famiglie e gli insegnanti di tutte le scuole, con particolare riguardo all’occupazione, all’integrazione e all’inserimento nel mercato del lavoro delle persone esposte a rischio di esclusione sociale quali disoccupati, persone disabili o comunque in difficoltà, donne e anziani».

    I consiglieri sottolineano i punti di forza del Centro “Luciano Trucco”, il quale «Ha sviluppato la propria attività didattica ed educativa migliorando sempre più i servizi resi all’utenza, dotandosi di laboratori ed attrezzature che, probabilmente, nessuna altra realtà formativa possiede nell’intera Provincia di Genova».
    «In questo momento di crisi economica è di vitale importanza non solo mantenere, ma investire in una struttura come quella del Centro Trucco – concludono i consiglieri della Valpolcevera – perché il lavoro nell’area delle produzioni meccaniche ed industriali in genere è una delle poche risorse rimaste e, rinunciandovi, si rinuncia alla speranza di una ripresa e si aumenta l’impoverimento del territorio».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto dell’autore]

  • Museo Villa Croce: Farsi la città, mostra di Tony Conrad

    Museo Villa Croce: Farsi la città, mostra di Tony Conrad

    villa-croce-parchi-DIHa inaugurato da pochi giorni al museo di Villa Croce Farsi la città: interventi, comunità e partecipazione, la prima mostra di Tony Conrad in un museo italiano.

    Figura epica della scena underground di New York, la mostra presenta una serie di lavori realizzati da Tony Conrad a partire dagli anni Sessanta e Settanta che indagano la dimensione urbana dello spazio pubblico e le interazioni che vi hanno luogo. Conrad osserva i movimenti delle masse metropolitane e registra le sue espressioni di dissenso, organizza rituali comunitari e decostruisce i meccanismi del cinema documentario. L’ambiguità del titolo, dissacrante e allo stesso tempo propositivo, nasce dall’approccio ambivalente dell’artista nei confronti delle strutture del potere e del loro perverso rapporto con i media.

    Nato a Concord (New Hampshire) nel 1940, arriva a New York all’inizio degli anni Sessanta, dove partecipa alle esperienze più radicali della musica e del cinema indipendenti. In quegli anni è membro attivo – insieme a La Monte Young, John Cale, Angus MacLise, Maria Zazeela e altri – del Theatre of Eternal Music, gruppo che ha sviluppato le ricerche musicali di John Cage e Fluxus in senso minimalista producendo sonorità estese ed ipnotiche. Le loro sperimentazioni, etichettate come dream music, si sviluppano grazie all’eliminazione della figura del compositore attraverso l’improvvisazione.

    Opere in Mostra

    Bryant Park Moratorium Rally (1969) è una installazione audio a due canali che mette a confronto diverse modalità di percezione di una manifestazione politica contro la guerra in Vietnam che si svolse proprio sotto casa dell’artista. Sfruttando quella che lui stesso definisce la posizione ideale per un artista, vale a dire “trovarsi nel bel mezzo del tumulto democratico”, Conrad colloca un microfono fuori dalla finestra del suo appartamento prospiciente Bryant Park e un altro microfono di fronte alla televisione, sintonizzata su un canale che trasmetteva l’evento in diretta. Il risultato è dissonante e dimostra come la manifestazione sia più reale in televisione. Bryant Park Moratorium Rally registra il gap fra i mass media e la realtà e riflette sulla spettacolarizzazione delle forme del dissenso.

    I film Waterworks (1972-2012) e Loose Connection (1972-2011), realizzati nello stesso anno ma digitalizzati e presentati in pubblico solo nel 2012. Waterworks è il lungometraggio di una celebrazione per il solstizio d’estate organizzata da Conrad e dalla moglie Beverly Grant a Times Square. Concepito come un evento di quartiere, Waterworks registra l’esistenza di una comunità eccentrica ed estemporanea che sceglie di reclamare il cuore pulsante di New York come spazio per l’espressione della propria spiritualità. Loose Connection è, invece, una “rivisitazione concettuale dell’idea di documentario”, un’operazione di alterazione del meccanismo cinematografico effettuata in piena epoca strutturalista. Conrad costruisce uno speciale otturatore per la sua cinepresa Super 8 le cui riprese inducono una forte di disorientamento nello spettatore. L’evento filmato – l’artista e la sua famiglia che vanno a fare la spesa al supermecato -, in sé assolutamente ordinario, assume così una natura quasi psichedelica.

    Studio of the Streets (1990-1993) è un progetto collaborativo di attivismo sociale realizzato nella città di Buffalo dove Conrad vive e insegna dal più di vent’anni. Inizialmente concepito per ottenere finanziamenti comunali per la creazione di una “televisione ad accesso pubblico”, autogestita dai cittadini, Studio of the Streets si è presto evoluto in un sistema di “animazione” delle voci della comunità: ogni venerdì pomeriggio, per tre anni, i passanti sono stati fermati sulle scale del Municipio di Buffalo ed invitati ad esprimere i propri desideri, bisogni, necessità. Le interviste, così raccolte e regolarmente mandate in onda su una rete locale, sono diventate un programma di successo. Precursore di modalità partecipate e condivise di informazione come i social-network o la web tv Conrad è riuscito a creare un “interpersonal feedback loop”, un gruppo che trasmette a se stesso la propria immagine. Studio of the Streets è stato presentato in Europa nella Documenta IX del 1992.

    Yellow TVs (1973): serie legata ai famosi Yellow Movies presentati all’ultima Biennale di Venezia, che chiama in causa la pittura per portare alle estreme conseguenze e mettere in discussione le regole del cinema strutturalista, percepite come autoritarie. L’interesse per un’estensione temporale dilatata – long duration – espresso in primo luogo nelle composizioni musicali, viene trasferito in ambito visivo introducendo con prepotenza l’elemento temporale nella percezione della pittura.

    La mostra sarà aperta al pubblico fino a domenica 28 aprile 2013.

    [foto di Diego Arbore]

  • Castelletto, circolo Primo Maggio: un impegno per il quartiere

    Castelletto, circolo Primo Maggio: un impegno per il quartiere

    castelletto-oregina-circonvallazione-monteA Castelletto, nell’antico Borgo Carbonara di San Nicola, sorge il circolo ARCI Primo Maggio, un centro presente a Genova dal secondo dopoguerra, punto di riferimento per il quartiere, e non solo. La sede si trova nella storica Villa Rovereto, tra la crêuza di San Nicolò e corso Firenze, accanto ai locali dell’azienda Emanuele Brignole.

    I circa 180 soci del circolo – “centro permanente di vita a carattere volontario”, come si legge nello statuto – operano nei campi della cultura, della comunicazione, della ricreazione, della formazione, del tempo libero, dello sport e della solidarietà, con lo scopo di creare nel quartiere un punto d’incontro per tutti i cittadini, proponendo programmi di iniziative vasti e di valore formativo e culturale. Il circolo è gestito da volontari e promuove una gestione di “impresa sociale” senza scopo di lucro.

    Abbiamo incontrato il presidente, Vittorina Bruzzone, dal 1986 nel Consiglio di Amministrazione e prima ancora socia e volontaria molto attiva nel quartiere: «I nostri programmi bimestrali propongono appuntamenti fissi e creano una periodicità e continuità, che permette di richiamare molte persone, del quartiere e anche da fuori. Contando i nostri soci, gli “amici” e i frequentatori non tesserati, gli iscritti ai corsi di sport, o chi frequenta le altre associazioni ospitate a Villa Rovereto, siamo più di mille, ed è un gran risultato per il quartiere».

    Tutte le iniziative – tranne quelle sportive, gestite da UISP, e i corsi di musica, a cura della scuola Music Line– sono svolte da volontari e appassionati. «I nostri incontri sono quasi tutti liberi e per partecipare non è indispensabile diventare soci».

    La direttrice ci racconta la storia recente del circolo Primo Maggio; dagli anni ’60 nella sede di Villa Rovereto –prima gestita dal PCI-, inizialmente questo ARCI si limitava a organizzare eventi, balli, pranzi e feste di quartiere, a discapito della parte culturale. Nel corso degli anni, però, si è ampliato sempre di più, richiamando un numero crescente di persone, con esigenze diverse e più complesse. Soprattutto dai tardi anni ’80, l’attività riserva maggiore attenzione al settore culturale: si è iniziato a dar vita a programmi di incontri, conferenze, eventi, in ossequio al motto del circolo “conoscere per capire”. Nello specifico, le iniziative culturali sono curate da un coordinamento per la cultura e tempo libero, formato da volontari, e prevedono anche visite guidate e gite, con percorsi insoliti alla scoperta di una Genova poco nota, cineforum e incontri per la lettura e la conversazione in inglese, incontri di poesia e circoli di lettura in cui si discutono insieme testi di scrittori contemporanei. Inoltre, una volta al mese, la “Finestra sull’Attualità”, per discutere dei temi all’ordine del giorno.

    Nel corso degli anni – oltre alla creazione del campo da tennis (nell’area dove un tempo c’era stata la pista da ballo usata per le feste), di recente ristrutturato con il contributo della Fondazione Carige e di volontari – il circolo ha acquisito progressivamente spazi di proprietà dell’Azienda Brignole e ha potuto creare una piccola biblioteca, una saletta per corsi di musica, gioco del bridge e giochi di carte, e una palestra per i corsi organizzati dalla Polisportiva 1°Maggio.

    Elettra Antognetti

  • Cima alla genovese: ingredienti e preparazione della tradizionale ricetta

    Cima alla genovese: ingredienti e preparazione della tradizionale ricetta

    cima-genovese

    La cima è una delle ricette tradizionali della cucina ligure: in origine era un piatto di recupero, oggi è una ricetta ricercata e sempre più rara.

    Aldo Acquarone le ha dedicato i versi di una poseia, A çimma pinn-a, o re di piatti frèidi, Fabrizio De Andrè una famosissima canzone, Â çímma.

    Una volta preparata, le fette fredde della cima possono essere passate nell’uovo sbattuto e pane grattugiato e fritte con burro o olio d’oliva. E’ un vecchio metodo per utilizzare gli avanzi della cima il giorno dopo la preparazione.

    Ingredienti

    1 chilo di pancetta di vitello tagliata in un solo pezzo sottile e cucita poi a sacco con apertura da una sola parte, 100 grammi di polpa di vitello, 10 grammi di poppa di vitella, 50 grammi di cervella, 40 grammi di burro, 6 uova, 2 cucchiai di pinoli, parmigiano grattggiato, funghi secchi, maggiorana, uno spicchio d’aglio, 100 grammi di piselli, 2 cipolle, 1 carota, olio, mollica di pane, mezzo bicchiere di latte, mezzo bicchiere di vino bianco, sale.

    Preparazione

    Tritate finemente la polpa, la poppa e le cervella del vitello.

    Fate poi rosolare un trito di cipolle e carota in una grossa padella, quindi unite le carni tritate, i piselli sgranati, i funghi precedentemente ammollati in acqua tiepida, i pinoli, l’aglio tritato, la maggiorana, le uova sbattute, la mollica di pane bagnata nel latte e il parmigiano.

    Mescolate con un cucchiaio di legno, salate, unite il vino bianco e fate cuocere fino a che non evapora.

    Riempite la sacca di vitella con il composto appena preparato e cucite il lato rimasto aperto. Mettete sul fuoco una grossa pentola piena d’acqua salata con una cipolla, sedano e carota.

    Quando l’acqua sarà tiepida, immergetevi la sacca ripiena di carne (cima). Fate bollire a fuoco medio per circa due ore e di tanto in tanto forate la sacca con un grosso spillo per evitare che si gonfi e si spacchi.

    Una volta cotta, lasciate raffreddare la cima in un piatto e cercate di far foriuscire l’eventuale brodo che ha assorbito durante la cottura. Tagliatela a fette di circa 1 centimetro di altezza, pronte ad essere degustate da sole o con un condimento di salsa verde.

    Foto: barbarafalcone.wordpress.com

  • Festa della donna 2013, Porto Antico in rosa

    Festa della donna 2013, Porto Antico in rosa

    porto-antico-bigoDomenica 10 marzo 2013, in occasione della Festa della donna, si svolge l’evento Porto Antico in Rosa: una giornata dedicata al divertimento e al fitness ma anche alla riflessione su tematiche sociali quali la prevenzione e la violenza sulle donne.

    Programma della giornata
    Ore 10-18: mercatino artigianale a cura di Confesercenti Genova

    Ore 14.30-16.30: Lezioni gratuite di Zumba Fitness a cura di Zumba Zena

    Ore 17: Spettacolo di improvvisazione teatrale ImproJam a cura di Maniman Teatro

    Campagne di promozione e prevenzione

    AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla): come ogni anno, in occasione dell’8 marzo Aism distribuisce queste piante fiorite, che con un contributo di 13 € permettono di sostenere la ricerca contro la Sclerosi Multipla e un progetto di informazione e servizi mirati ad aiutare le donne con sclerosi multipla nei diversi ambiti della vita lavorativa, sociale e familiare.

    Lega Italiana Lotta Tumori: camper attrezzato per visite senologiche gratuite.

    Se Non Ora Quando?: campagna di sensibilizzazione sui diritti e l’immagine della donna. Nell’ambito di Un Paese per Donne, le Parole per Dirlo le persone presenti al Porto Antico sono invitate a lasciare una breve testimonianza video per raccontare la propria giornata tipo, cosa si desidera e cosa offende in quanto donna, cosa si chiede alle donne neoelette in Parlamento. Sarà inoltre rivolto un messaggio di solidarietà ad Angela Bruno, la collaboratrice di Enel Green Power oggetto della battuta di Silvio Berlusconi e successivamente oggetto di mobbing all’interno dell’azienda.

    Scuola Italiana Nordic Walking: punto informativo e lezioni dimostrative gratuite a cura di ASD Croce di Vie Genova.

    UDI Genova: punto di ascolto contro la violenza e il disagio.

  • Isole Aran, Irlanda: colline verdi sul mare e musica folk

    Isole Aran, Irlanda: colline verdi sul mare e musica folk

    aran3-DIIl profumo della colazione mi raggiunge fino in camera risvegliando i miei sensi dal torpore della notte appena passata. Alzandomi alla ricerca di una fonte di luce sono arrivato alla finestra brancolando nel buio, ho aperto le cigolanti persiane di legno mentre il mio sguardo saliva immediatamente al cielo dove piccole nuvole bianche facevano a gara sulla pista celeste, sembravano zucchero filato appena formato.
    Attraverso la finestra con le tendine viola vedevo il cielo spezzato dal verde smeraldo della collina proprio all’altezza dei miei occhi, dove un pascolo di mucche faceva colazione con l’erba bagnata dalla pioggia notturna che, mista ai primi raggi solari, colorava il paesaggio come un acquarello ancora fresco.

    Sono rimasto qualche secondo affacciato a osservare una fila di case colorate e il pub dove avevo ballato la notte precedente, quella era Doolin, un piccolo centro della costa ovest dell’Irlanda affacciato sull’oceano Atlantico, priva di grandi attrazioni ma dove si racconta ci sia la migliore musica folk del paese.

    Con il mio amico Matteo siamo arrivati la sera precedente quando le luci erano già dietro le colline e la temperatura iniziava a pungere, il serbatoio della macchina ormai agli sgoccioli e le possibilità di restare a piedi nella brughiera irlandese aumentavano a ogni metro. La fortuna, apparsa sotto forma di piccolo centro abitato, ci ha dato un aiuto in extremis, una decina di case intorno al solito pub e una pompa di benzina sembravano un miraggio in lontananza… Il distributore, piazzato davanti al portone di una casa, non aveva il casottino per pagare né un totem dove inserire le banconote e rifornirsi con il self, mancava anche il titolare e la pompa era semplicemente abbandonata a se stessa.
    Un cartello consigliava di suonare la campana per ricevere assistenza, mi sono guardato in giro e ho trovato una corda che penzolava sopra la testa, una volta tirata non mi restava che aspettare…

    Dopo rumori strani e cigolii sinistri dalla porta esce un anziano signore dal viso simpatico, le sue rughe profonde denotavano un’inclinazione al sorriso e alla cordialità tipica del carattere irlandese, ci ha raccontato delle sue doti di grande ballerino e del paese dove vive, dei suoi figli in giro per il mondo, e una volta indicata la strada  ci siamo salutati e stretti la mano come vecchi amici.

    La luce del sole era già un ricordo e il cielo ormai blu sfumava all’orizzonte con strisce rosse e arancioni, la strada era stretta e il senso di marcia era lo stesso in entrambe le direzioni, lungo i lati gruppi di pecore ci seguivano e si muovevano come i tifosi dei ciclisti nelle salite più impervie.

    Rainy Day Woman di Bob Dylan era la traccia del cd nell’ultimo tratto prima di arrivare a Doolin, la nostra destinazione, un paesino affacciato sulla costa ovest, scalo da cui imbarcarsi per raggiungere le Isole Aran.

    Abbiamo trovato uno splendido B&B sopra il pub principale del paese nel quale abbiamo cenato, bevuto Guinness e ballato musica folk. Quattro ragazzi in abiti caratteristici hanno suonato le loro chitarre e violini in mezzo ai grossi tavoli in legno, un caminetto acceso e i vetri appannati  hanno reso l’ambiente magico e ospitale in questo inaspettato allegro paese della contea del Clare. Alternavano pezzi caratteristici della musica Irlandese a brani Rock di artisti internazionali ma nativi irlandesi come gli U2 e Van Morrison del quale hanno suonato una bellissima cover di Brown eyed Girl.

    A fine sera abbiamo passeggiato verso il nostro B&B osservando la Via Lattea che illuminava la strada e l’orsa maggiore dominare il firmamento riportando alla mente le parole di Massimo Bubola sul cielo d’Irlanda, ti ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero.

    Dopo la colazione a base di salsiccia, uova al tegamino e bacon, abbiamo preso la strada del porto, il battello “Fortunity” ci aspettava per solcare l’oceano. L’imbarcazione era piccola e aperta, portava una ventina di persone al massimo e quel giorno il mare non era tranquillo, ogni onda faceva sobbalzare la prua scatenando nausee e tempeste intestinali, una signora ne ha fatto le spese inseguendo la propria dentiera lungo lo scafo.

    Finalmente si vedeva l’isola, era Inis Mòr o Arainn Mhor, la più grande delle tre e la più esposta a occidente, dove si vive di turismo e della vendita dei famosi e costosissimi maglioni di lana, abitata da poco più di mille abitanti che vivono in casette indipendenti con giardini delineati da lunghi muretti di pietre incastrate a secco.

    Il silenzio era turbato solo dal fragore del mare e da poche voci dei turisti che si disperdevano nell’aria, il sole saturava i colori rendendo il verde dei prati intenso e avvolgente nella sua uniformità, l’assenza di mezzi a motore rendeva surreale un ambiente nel quale la tranquillità era di casa. Per ammirare la sua bellezza siamo saliti su un carretto guidato da un vecchio signore e il suo mulo Charlie alimentato a frustate nel sedere.

    Durante la gita, l’uomo originario di Galway ci ha raccontato la sua vita tralasciando informazioni sull’isola in un incomprensibile inglese dal fortissimo accento irlandese, mi sono affidato perciò alla guida scoprendo che il forte che vedevo in cima alla collina si chiamava Dun Aengus, era stato costruito durante l’età del bronzo e situato a un’altezza di cento metri sul livello del mare a picco su una spettacolare scogliera di calcare.
    Scesi davanti al grosso muro che cingeva la roccaforte ormai consumata dagli anni e dal clima abbiamo ammirato il paesaggio dal quale si dominava su un panorama a 360 gradi, da una parte l’arcipelago e l’Irlanda, dall’altra l’Oceano Atlantico.
    L’erba danzava sulle sinfonie del vento e il sole lanciava schegge di luce che si diramavano in ogni direzione, un gabbiano si faceva trasportare gestendo le correnti con lievi movimenti alari. Il forte è stato sede di compagnie militari ma anche di celebrazioni religiose, una spianata con grosse pietre che riportano alla mente i menhir di Stonehenge era il loro sito,  l’aria era mistica e ancestrale e il modo migliore per fondersi con il momento era ascoltare buona musica, la scelta è caduta su Bouree dei Jethro Tull forse il più bel brano di quelli che J.S.Bach ha ispirato al gruppo scozzese capitanato da Ian Anderson.

    Il mulo Charlie iniziava a spazientirsi e abbiamo dovuto risalire e percorrere la strada verso il porticciolo in attesa dell’imbarcazione per la prossima isola, nel tragitto, sfogliando la guida ho trovato una  foto che li raffigurava, dopo averla vista ha accennato un sorriso ma non restò troppo sorpreso, forse non vedeva l’ora di raccontare la  propria vita ad altri turisti e ci ha congedato con una forte stretta di mano.

    Siamo salpati verso mezzogiorno con rotta verso Inis Meain, la giornata si manteneva inaspettatamente tiepida e poche nubi sembravano sul punto di minacciarla, una piccola orca saltò improvvisamente fuori dall’acqua e vi rientrò con un colpo di coda maestoso per poi sparire nelle profondità marine.
    Questi sono gli istanti in cui le domande diventano superflue ed è obbligo immergersi nell’ambiente circostante, nel mio caso canticchiando una bella canzone, oceano del nostro Fabrizio De Andrè, forse non tra le più conosciute ma per me una delle più importanti e belle della sua produzione.

    Arrivati a Inis Meain abbiamo mangiato un hot dog passeggiando sulle strade sterrate che conducono ai bellissimi cottage e alle rovine di un antico forte medioevale. L’isola, con una popolazione di 200 persone è la meno abitata dell’arcipelago ma non la più piccola, il paesaggio e il clima restano invariati ma essendo meno turistica permette di preservare meglio la lingua Gaelica, l’idioma originale irlandese, distribuita in zone chiamate Gaeltacht e parlata da circa centomila persone che portano avanti la loro crociata a favore della conservazione delle tradizioni locali.

    aran-uomo-carro-DICome si vive in questi luoghi? Per sopperire a questa curiosità abbiamo parlato con un abitante, un signore che vive con la moglie e un piccolo orto fuori dal suo cottage. Ci ha raccontato che le tre isole sono in simbiosi tra loro ed è facile rifornirsi dai piccoli negozi di  generi alimentari presenti e con un sorriso dice di pregare tutti i giorni il signore per la loro salute.
    Dopo il saluto ci ha richiamato e corso in contro dicendo che si era dimenticato che non esiste posto al mondo che lo rende più felice e non esiste città paragonabile ai miliardi di stelle che ogni sera si accendono sopra la sua testa.

    In porto abbiamo aspettato l’ultimo traghetto che a ogni isola visitata diventava sempre più piccolo, questo si chiamava “Lucky” ed era capitanata da un corpulento uomo dalla barba bianca che sembrava barcollare per qualche bicchiere di troppo piuttosto che per l’ondeggiare del mare.

    Inis Oirr è la più piccola ma non la meno popolosa, è la più vicina all’Irlanda, ed è collegata da numerose rotte giornaliere che la rendono fondamentale per l’arcipelago. Per visitarla abbiamo noleggiato due biciclette e siamo arrivati nel piccolo villaggio composto da caratteristici cottage con il tetto in paglia e un bellissimo pub con vista sul mare dove abbiamo bevuto un ottima Guinnes e riposato i muscoli. I negozi di articoli locali vendono prevalentemente maglieria di lana tipica famosa per il colore e per il calore che raccoglie al suo interno, rigorosamente preparati a mano il loro prezzo oscilla tra i cento e i trecento euro.

    Non potendo spendere tutti quei soldi ho deciso di ripiegare su un’armonica a bocca che conservo ancora gelosamente e che ogni volta che suona mi riporta magicamente in quei luoghi. E’ stata sufficiente un’ora per girare l’isola, conoscere una vecchietta e il suo gatto, bagnare i piedi in mare e raccogliere un fiore come ogni viaggio e riporlo nella guida, un ricordo, un profumo e un colore delle Isole Aran.

     

    Diego Arbore

  • Wow Science Center: inaugurazione al Porto Antico

    Wow Science Center: inaugurazione al Porto Antico

    porto-antico-bigo-MSabato 9 marzo 2013 inaugura ai Magazzini del Cotone del Porto Antico di Genova WOW! Genova Science Center, il primo centro di divulgazione scientifica di rilievo in Italia che ospiterà soltanto mostre temporanee di carattere scientifico-tecnologico e laboratori formativi per i visitatori, le famiglie e le scuole.

    L’apertura al pubblico della struttura inizia alle 14 con l’inaugurazione della prima mostra del centro, BRAIN – Il mondo in testa: i visitatori potranno imparare come funziona il cervello, attraverso impulsi elettrici e connessioni chimiche, cosa ha in comune il cervello umano con quello di altre creature, come si sviluppa nel corso della vita, come si sono evoluti e perfezionati nel tempo la conoscenza, lo studio e la ricerca sul funzionamento del cervello, cosa succede se si ammala e quali sono le più diffuse malattie e disfunzioni, come determina percezione, memoria e apprendimento, coscienza, attenzione, sogni.

    La mostra è arricchita da allestimenti interattivi, effetti speciali, riproduzioni in 3D, scenografie spettacolari e simulazioni virtuali, oltre che da laboratori che si svolgeranno con il contributo di animatori scientifici. L’apertura al pubblico è fino al 7 luglio 2013, tutti i giorni dalle 10 alle 18 (biglietto intero 8 €, ridotto 7 €).

    Il polo scientifico è promosso e gestito dalla Fondazione Edoardo Garrone.

  • Teatro dell’Ortica: stop allo sfratto, rinvio al Consiglio Comunale

    Teatro dell’Ortica: stop allo sfratto, rinvio al Consiglio Comunale

    palazzo-tursi-D3Questa mattina alle 9.30 a Palazzo Tursi si è svolta una riunione congiunta delle Commissioni Welfare e Cultura del Comune di Genova, alla presenza degli Assessori Pino Boero (scuola) e Carla Sibilla (cultura), che aveva come unico punto all’ordine del giorno la situazione del Teatro dell’Ortica.

    Come vi abbiamo raccontato alcuni giorni fa, il teatro della Val Bisagno ha ricevuto un avviso informale di sfratto da parte della Provincia: un mese dopo il rinnovo del contratto di concessione degli spazi (previsto fino al 2015), è stato infatti annunciato il trasferimento dell’Istituto Marsano negli spazi di via Allende a partire dal prossimo anno scolastico.

    L’assemblea di questa mattina ha visto anzitutto ampia partecipazione e solidarietà da parte di operatori sociali e teatrali, come spiega il presidente Mirco Bonomi: «Erano presenti alcuni membri di Tilt, insegnanti della scuola Daneo con un bambino che ha preso la parola e letto un testo in nostro sostegno, operatori e utenti della Salute Mentale che presto avvieranno una raccolta firme. Abbiamo insomma percepito la solidarietà fattiva di tutte le realtà con cui lavoriamo».

    I due Assessori si sono mostrati molto attenti alla situazione del teatro, di fatto scongiurando l’eventualità di un cambio sede in tempi brevi, anche perché manca la “contropartita” di altri spazi di proprietà di enti pubblici sui quali avviare un ragionamento.

    La situazione del Teatro dell’Ortica sarà all’ordine del giorno in una delle prossime sedute del Consiglio Comunale, a seguito della quale partiranno i lavori congiunti fra Comune e Provincia. Prosegue Bonomi, «Gli interventi dei politici non sono stati solo di solidarietà “a parole”, ma era evidente la volontà concreta di aiutare e difendere il teatro. In particolare, a quanto ci è sembrato, nei prossimi mesi si cercherà non tanto di trovare un nuovo spazio per noi – è ancora in piedi il dialogo con Coop per un eventuale trasferimento alle ex Officine Guglielmetti, ma non sarà possibile che fra qualche anno – quanto di trovare una soluzione differente e più idonea per il trasferimento dell’Istituto Marsano».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]