Autore: erasuperba

  • Sampierdarena: commercianti uniti per rilanciare il quartiere

    Sampierdarena: commercianti uniti per rilanciare il quartiere

    Nasce una nuova associazione di commercianti, artigiani ed imprenditori di Sampierdarena con l’obiettivo di rilanciare il quartiere, nella speranza di restituirgli l’immagine di una volta: una Sampierdarena “Bella e perbene”, vitale ed operosa, perchè «Siamo certi che una zona ben curata e pulita sia anche in grado di attirare più gente, più clienti, più persone che scelgano di fare shopping nella nostra delegazione».

    Sono un centinaio gli operatori commerciali che si uniscono ufficialmente dopo un percorso avviato alcuni mesi fa. I problemi da affrontare sono sempre gli stessi, denunciati da tempo anche da altre associazioni, come le Officine Sampierdarenesi: il degrado e la criminalità conseguenti alla presenza di numerosi locali notturni, prostituzione a cielo aperto, sale dedicate al gioco d’azzardo, senza un adeguato controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine.

    Gli esponenti della neonata associazione sono convinti che sia possibile invertire la tendenza, attraverso un dialogo continuo con l’amministrazione pubblica, in particolare il Municipio Centro-Ovest. Fondamentale sarà l’organizzazione di iniziative capaci di richiamare i cittadini da altre zone della città, quali ad esempio i mercatini che potrebbero svolgersi con una frequenza più assidua sotto i portici di via Cantore, l’arteria principale del quartiere.

    Gli operatori commerciali manifestano la loro disponibilità ad assumersi l’onere finanziario di curare gli arredi urbani, come le fioriere comparse recentemente in via Cantore, ma non solo. Nello stesso tempo, però, chiedono al Comune di occuparsi della pulizia e del decoro in zona, con la medesima attenzione.

    «Insieme alla gente del posto siamo pronti ad affrontare le problematiche che riguardano cittadini e commercianti di Sampierdarena», perchè l’unione fa la forza e sarà più semplice affrontare il percorso in direzione dell’auspicato cambiamento.

     

    Matteo Quadrone

     

     

     

  • La Claque Genova: stasera concerto di Zibba e Almalibre

    La Claque Genova: stasera concerto di Zibba e Almalibre

    Zibba e AlmalibreVenerdì 2 novembre 2012 (ore 22.30) a La Claque si terrà il concerto di Zibba e Almalibre, che lo scorso anno hanno fatto registrare il tutto esaurito. Il cantautore ligure, vincitore della Targa Tenco 2012 per il miglior album dell’anno con “Come il suono dei passi sulla neve” (a pari merito con gli Afterhours), presenta i suoi nuovi brani insieme al gruppo con cui si esibisce da tempo.

    Il costo del biglietto di ingresso è 10 €.

    Sempre venerdì 2 novembre si terrà a La Claque l’inaugurazione della prima di una serie di mostre allestite nel locale del centro storico: il primo artista è il genovese Filippo Vassallo e le sue opere rimarranno esposte fino al 22 novembre.

  • Google Art Project: i musei di Genova si visitano online

    Google Art Project: i musei di Genova si visitano online

    Via GaribaldiLe opere d’arte custodite nei Musei di Strada Nuova potranno essere viste in tutto il mondo grazie a Internet: anche Genova ha aderito a Google Art Project, un’iniziativa del colosso di Mountain View per rendere accessibili l’arte e la cultura. Dallo scorso 30 ottobre, collegandosi al sito googleartproject.com, è possibile ricercare e ammirare cinquanta opere tra quelle conservate nei musei genovesi, attraverso fotografie ad alta risoluzione. Tra queste l’Ecce homo del Caravaggio (Palazzo Rosso) e la Maddalena Penitente del Canova (Palazzo Tursi), fino alle opere di Rubens e Van Dyck.

    A oggi hanno aderito a Google Art Project 180 partner (città, reti museali ecc) provenienti da 14 Paesi del mondo, per un totale di oltre 35.000 opere, tutte visibili gratuitamente.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Tagli alla sanità: comuni della Val Polcevera contro la Regione

    Tagli alla sanità: comuni della Val Polcevera contro la Regione

    SanitariUn documento dai toni particolarmente duri – firmato dalle forze politiche di maggioranza dei comuni di Campomorone, Ceranesi, Mignanego, Sant’Olcese, Serra Riccò e del Municipio Valpolcevera, dai circoli del Pd di Campomorone, Bolzaneto, Manesseno/Sant’Olcese, Pontedecimo e Rivarolo, dal circolo di Sel Margherita Ferro e dal circolo di Rc in Valpolcevera – rilancia la battaglia contro il depauperamento dei servizi sanitari nella vallata e chiede a gran voce il nuovo ospedale del Ponente e la piastra ambulatoriale, due opere da lungo tempo promesse alla cittadinanza.

    «Il Distretto socio-sanitario 10, che comprende il Municipio Valpolcevera, i comuni dell’alta Val Polcevera e della Valle Scrivia, serve oltre 115 mila abitanti – sottolineano i firmatari – Per decenni si è parlato di razionalizzare le strutture sanitarie esistenti con la costruzione di un ospedale di vallata da realizzarsi a Teglia nell’area ex Mira Lanza, ipotesi poi definitivamente tramontata a favore del nuovo ospedale del Ponente, per il quale era stato individuato il sito di Villa Bombrini».
    Nel frattempo – senza serie alternative che compensino chiusure e ridimensionamenti – in una vallata sempre più problematica per la qualità di vita delle popolazione «abbiamo assistito alla chiusura e alla riconversione degli ospedali Frugone di Busalla, Pastorino di Bolzaneto, Celesia di Rivarolo e al ridimensionamento del Gallino di Pontedecimo – continua la nota – fino alla recentissima disposizione di chiusura del reparto di Cardiologia, a seguito delle delibere Asl conseguenti alla cosiddetta spending review ed anche alle misure prese dai governi precedenti e da quello attuale».

    I sottoscrittori del documento chiedono con forza che il provvedimento di chiusura della Cardiologia del Gallino «sia immediatamente sospeso e venga stralciato dal piano che verrà presentato in consiglio regionale perché si tratta di un’attività eccellente che, dal suo trasferimento dall’ospedale Celesia nel 2007, si è occupata di tutte le patologie cardiache che non necessitano del centro di Emodinamica ma che interessano comunque numerosi pazienti a rischio».

    «Siamo fermamente convinti di aver diritto ad un vero ospedale razionalmente concepito, costruito secondo i più moderni dettami e comprensivo di tutte le specialità – ribadiscono i firmatari – Auspichiamo quindi che si proceda senza ulteriore ritardo ad avviare tutte le procedure di realizzazione, a partire dallo studio di fattibilità dell’ospedale del Ponente».

    Mentre sul Palazzo della Salute di Teglia, previsto in area ex Mira Lanza (leggi la gloriosa storia della fabbrica), grava un pericoloso silenzio, visto che l’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo – dopo le proteste della popolazione del Ponente affiancata dal Municipio – ha rassicurato sulla costruzione dei presidi sanitari di Pegli e Voltri, ma non ha speso neppure una parola in merito alla piastra sanitaria della Val Polcevera.

    «Riteniamo necessario ed urgente l’avvio entro tempi certi della progettazione su basi economiche concrete (ad esempio utilizzando i fondi Fas) del Palazzo della Salute a Teglia (ex Mira Lanza) concepito, non come una semplice piastra ambulatoriale, bensì come una struttura polivalente e funzionale», conclude la nota.

     

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Jardin Majorelle: la sintesi dei caratteri di Marrakech

    Jardin Majorelle: la sintesi dei caratteri di Marrakech

    Jardin Majorelle palmetoCome abbiamo detto, il Giardino è veramente parte integrante della città e ad essa strettamente compenetrato.
    All’arrivo dall’aeroporto, Marrakech mi è apparsa sotto un cielo plumbeo, con nuvole basse e vento afoso ma di tempesta, piatta, rossa, interrotta solo dall’alto minareto della Kutubiya e da pochi altri elementi verticali. Nell’attraversare le antiche mura, anch’esse rosso sangue e fiancheggiate da verdi giardini, ho visto sventolare centinaia di bandiere purpuree con stella verde intenso del Regno.

    I colori che dominano a Marrakech mi sono subito apparsi quattro: il rosso della terra, e di tutto quello che con essa è costruito, il verde scuro della vegetazione e delle coltivazioni, che si stagliano a perdita d’occhio intorno alla città, il blu acceso dell’acqua ed il giallo ocra del sole.

    Majorelle cactaceae fontanaMajorelle cactaceae casa

                                                                                                                                                                                                                  Proprio questi quattro colori, il cui marcato impiego mi aveva inizialmente lasciato tanto perplesso nella visita al giardino, sono stati in realtà attentamente scelti e caratterizzano volutamente, tanto nell’elemento vegetale che in quello architettonico, il Jardin Majorelle.

    Majorelle cactaceae 2Majorelle cactaceae mix

                                              Non vi è alcunché di casuale dunque nelle scelte cromatiche utilizzate, strettamente e scientemente correlate al contesto locale. Lo studiato ordine nell’impianto del parco, progettato e creato dall’uomo, si fonde poi al misurato Majorelle viale 1 e spontaneo disordine fornito dalla lussureggiante vegetazione e all’insieme eterogeneo e variegato di colori delle rigogliose fioriture estive e delle volutamente accese scelte cromatiche dell’originario proprietario pittore. Se avrete l’occasione di passare da Marrakech, non perdetevi quindi una visita al Jardin Majorelle.
    Dietro a quelle alte mura rosse in verità si staglia molto più di un semplice giardino. A mio avviso il parco riassume nelle forme, nei colori e nel suo impianto generale, il vero e profondo carattere della città permettendo di capire una realtà paesaggistica ed umana che colpisce profondamente e lascia quasi sbigottito il visitatore occidentale.

     

     

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

     

     

  • Certosa ciclabile: un pomeriggio in bici nell’entroterra di Genova

    Certosa ciclabile: un pomeriggio in bici nell’entroterra di Genova

    Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa organizza un pomeriggio per vivere il quartiere in bicicletta e promuovere l’utilizzo di questo mezzo di trasporto, a impatto zero e che porta benefici alla salute e all’ambiente.

    Partenza sabato 3 novembre alle ore 15 in piazza Petrella, in programma una pedalata e rinfresco al termine dell’evento, offerto dagli operatori economici del quartiere.

    L’evento è una delle numerose iniziative che – complice il freddo non ancora completamente alle porte – si sta attuando a Genova per sensibilizzare sull’uso della bicicletta, grazie anche alle iniziative di promozione svolte attraverso la rete, dal blog Anemmu in bici a Zena e al gruppo Facebook Salvaiciclisti Genova.

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Immigrazione, sanatoria 2012: un altro flop, boom di colf e badanti

    Immigrazione, sanatoria 2012: un altro flop, boom di colf e badanti

    La sanatoria 2012, come pronosticato da più parti, si è rivelata un flop.
    La procedura di emersione dal lavoro “nero” per gli immigrati irregolarmente presenti nel nostro Paese, destinata in realtà a condonare i datori di lavoro disonesti e – solo quale effetto collaterale – a regolarizzare con la concessione del permesso di soggiorno i lavoratori stranieri (come aveva spiegato alla perfezione ad Era Superba l’avvocato Alessandra Ballerini), si è conclusa il 15 ottobre scorso, dopo una finestra di apertura durata appena 30 giorni.

    I dati finali parlano chiaro: sono 116 mila le domande pervenute allo Sportello Unico per l’Immigrazione, a fronte di alcune stime dei sindacati che parlavano di circa mezzo milione di lavoratori stranieri irregolari potenzialmente interessati.
    Dunque le cifre sono state molto più basse, evidentemente perchè in Italia si continua a puntare sull’illegalità e le sanzioni non sembrano in grado di arginare il fenomeno del lavoro sommerso. A farne le spese, in misura maggiore, sono gli immigrati, sfruttati e sottoposti a rapporti lavorativi stagionali o comunque a termine, spesso e volentieri in “nero”.

    Inoltre, un altro dato salta all’occhio: l’assoluta predominanza dei moduli EM-DOM, ovvero le richieste d’emersione avanzate nei confronti di collaboratori domestici o famigliari. Su circa 116 mila richieste, infatti, oltre 101 mila riguardano il settore domestico.

    Quindi sarebbero solo circa 15 mila i lavoratori stranieri impiegati in tutti gli altri settori (industria, agricoltura, commercio, ecc.).

    Difficile immaginare che tali numeri possano fotografare la realtà, come spiega all’agenzia Dire, Giuseppe Casucci, responsabile nazionale del dipartimento immigrazione della Uil «La risposta è una sola: perchè il costo per una richiesta relativa a colf e badante non supera i 2 mila euro (tra una tantum e contributi previdenziali), mentre in settori come l’edilizia, il commercio e l’agricoltura il costo può essere tra 3 e 5 volte maggiore».

    Osservando con attenzione le domande presentate online, spuntano numerose sorprese «Il Marocco, tradizionalmente assente dal settore domestico, su un totale di 13.922 domande, ne ha inviate ben 11.368 per lavori di colf o badante  – continua Casucci – Lo stesso dicasi per il Bangladesh (12.629 su 13.752), l’Egitto (7.466 su 9.548), il Pakistan (8.667 su 9.604). Il trucco e’ piuttosto semplice: si fa domanda di regolarizzazione per lavoro domestico e una volta ottenuto il permesso di soggiorno si cambia datore di lavoro».

    La sanatoria dunque e’ stata un fallimento: considerando una stima attendibile di circa 500 mila stranieri irregolari, solo 1 su 5 ha potuto presentare domanda.

     

    Matteo Quadrone

  • Bottega Solidale Genova: inaugura lo spazio Macondo 2012

    Bottega Solidale Genova: inaugura lo spazio Macondo 2012

    MacondoSabato 3 novembre 2012 (ore 16.30) inaugura come ogni anno in piazza Matteotti Macondo, la Fiera del commercio equo e solidale che resterà aperta al pubblico fino alla vigilia di Natale per presentare e vendere artigianato etnico, prodotti alimentari biologici, abiti e accessori e così via.

    La festa inaugurale avrà come contorno eventi di teatro e musica come Inconsueto popolare – a cura della Compagnia del Teatro Scalzo – e musiche tradizionali balcaniche e klezmer contaminate dalle melodie del Sud Italia.

    Nelle prossime settimane Macondo ospiterà inoltre laboratori gratuiti per parlare di cucina, materie prime, di riciclo, di cooperazione internazionale e di economia carceraria. Per partecipare e avere maggiori informazioni è necessario prenotare allo 010 265828 o via mail a micol.arena@bottegasolidale.it.

  • Anni 70: quotidiani politici, case discografiche e dissenso cattolico

    Anni 70: quotidiani politici, case discografiche e dissenso cattolico

    ViniliPeriodo di grandi fermenti sociali e artistici, quello compreso tra gli anni ’60 e i ’70. E la nostra tesi consiste nell’assegnare un rapporto diretto (non deterministicamente inteso, sia chiaro) tra l’impegno sociale e la vitalità artistica, tra la spinta politica che chiede un cambiamento radicale e i linguaggi espressivi che rompono con la tradizione, in nome di un rinnovamento dell’uomo.

    Un ruolo importante svolsero anche i quotidiani legati ai gruppi extraparlamentari che in quegli anni ebbero maggior riscontro: “Il Manifesto” (che aprì nel 1971) e poi “Lotta continua” e “Il quotidiano dei lavoratori”. Certo, si trattava di giornali politici, ma quasi quotidianamente, tramite inserti e servizi speciali, si occupavano di musica, cinema, arte e cultura. In ogni caso, la loro funzione trascendeva il semplice lavoro di informazione e controinformazione. Anch’essi, infatti, funzionarono da “agenti identitari”, anzi, direi di più: furono “segni identitari” in grado di evidenziare non solo una generica diversità nel modo di vivere e di pensare ma una specifica appartenenza politicamente orientata, collocata in maniera piuttosto precisa nello scenario sociale italiano di quel periodo.

    E poi, le case discografiche. Se da un lato le grosse Major (RCA, EMI, BMG, Fonit Cetra, Ricordi, Carosello ecc…) certamente cavalcarono l’onda del successo anche commerciale ottenuto dalla canzone di protesta e dalla “nuova musica”, dall’altro aprirono i battenti anche etichette indipendenti che avevano alle spalle, in alcuni casi, giovani discografici intenzionati a dar voce alle nuove tendenze (ricorderei almeno Nanni Ricordi). Vi furono anche etichette indipendenti fondate da musicisti e militanti dei gruppi extra-parlamentari che si occupavano di attività culturali. È il caso della cooperativa milanese “L’orchestra” di cui Franco Fabbri (musicista del gruppo Stormy six e autore di significativi libri di argomento musicale). Vanno ricordate anche: “I dischi del sole”, “I dischi dello zodiaco”, la “Crams”, la “Toast Records”, la “Divergo”, l’ “Ultima spiaggia” e (poche) altre.

    Ciò che occorre rilevare sono una certa disponibilità e attenzione che quasi tutte le case discografiche prestarono nei confronti della vitalità creativa. Intendo dire che molti progetti musicali “sperimentali” o “radicali”, trovarono la possibilità di essere pubblicati, risultato oggi impensabile. C’era un’effettiva considerazione per gli elementi di novità che potevano caratterizzare un determinato prodotto musicale. Addirittura le etichette che erano più vicine al Movimento, non di rado pubblicavano lavori che scaturivano da contesti e musicisti politicamente esposti, in nome di un impegno artistico militante. Ai già citati collettivi di “Cantacronache” e del “Nuovo canzoniere italiano” ritengo vadano almeno ricordati il “Gruppo folk internazionale” (nato intorno alla metà degli anni ’70, con elementi di spicco come Moni Ovadia) e cantautori spiccatamente politici come I. Della Mea, F. Amodei, P. Pietrangeli e altri.

    A Genova ci fu il gruppo “Assemblea musicale teatrale” che nacque nel 1975 da una costola del gruppo spontaneo “Teatro quartiere di Oregina”, animato da S. Alloisio e, almeno inizialmente, collocato nell’ambiente nelle comunità di cattolici del dissenso, di cui Don Zerbinati e Don Gallo furono figure di riferimento. E proprio nell’ambiente del dissenso cattolico (da cui nascerà il movimento “Cristiani per il socialismo”) presero vita due esperienze che ebbero un impatto enorme sulla società civile ed in particolare sui giovani. Cito per prima l’esperienza di Don Milani (con i ragazzi della scuola di Barbiana, paese del Mugello) che mosse una critica radicale alla scuola classista italiana. La sua denuncia divenne un libro, “Lettera ad una professoressa”, pubblicato nel maggio del 1967. Questo libro divenne uno dei riferimenti principali del “Movimento studentesco” che esplose, esattamente, un anno dopo. Vorrei poi ricordare l’esperienza vissuta da Don Mazzi a Firenze, nel popolare quartiere dell’Isolotto. Nel 1968 Don Mazzi venne sospeso dalla curia di Firenze perché il suo modo di praticare il vangelo non era ritenuto conforme all’ortodossia e per le posizioni politiche che l’intera comunità espresse: solidarietà con il popolo vietnamita, con i poveri e gli sfruttati, con gli studenti che erano in lotta. Le comunità di cattolici del dissenso si diffusero in tutto il paese e rappresentarono un esempio di come la società civile, in uno dei suoi segmenti più retrivi (il “mondo” cattolico, appunto) stesse iniziando a dare chiari segni di rifiuto del conformismo conservatore.

    Gianni Martini

  • Alluvione Genova 2011: adottiamo le aiuole di via XX Settembre

    Alluvione Genova 2011: adottiamo le aiuole di via XX Settembre

    Domenica 4 novembre 2012 sarà un anno dall’alluvione a Genova, che ha provocato gravi danni nel quartiere di Marassi e nel centro città.

    Il gruppo “Angeli col Fango sulle Magliette”, in collaborazione con il Municipio Centro Est di Genova, celebrerà questa ricorrenza con un progetto di adozione del verde pubblico: Dai diamanti non nasce niente è un evento che partirà alle 12 in via XX Settembre, per adottare le aiuole adiacenti a Via Fiume e Viale Brigata Liguria, presso il sottopassaggio ancora chiuso, e dare ufficialmente inizio ai lavori per la riqualificazione.

    Adottare un’aiuola è un piccolo gesto d’amore verso la città, un contributo per rendere più vivibili e a misura d’uomo le strade che attraversiamo ogni giorno.

    Tutti sono invitati a partecipare, presentandosi alle 12 di domenica con un paio di guanti, forbici da giardinaggio e abbigliamento adeguato.

    I lavori di manutenzione proseguiranno per tutto l’anno con cadenza regolare coordinati dai tecnici del Municipio Centro Est.

  • Festival della Scienza 2012: la marcia di Se non ora quando

    Festival della Scienza 2012: la marcia di Se non ora quando

    Disabile sulla sedia a rotelleGenova, città di saliscendi, in cui le barriere architettoniche costituiscono spesso un problema non solo per i disabili, ma anche per donne che portano i loro bambini in giro su passeggini e carrozzine. Sono sempre più numerose le iniziative di segnalazione e tentativo di superamento del problema: da progetti nati sul web come Wheelmap ad altri concomitanti a grandi eventi, come la barca accessibile presentata all’ultimo Salone Nautico.

    Anche in occasione del Festival della Scienza si opera dunque in tal senso, con un’iniziativa a cura del gruppo genovese di Se non ora quando: la marcia Inciampando s’immagina – il cui titolo si rifà alla parola chiave del Festival immaginazione – è una passeggiata nel centro di Genova, da via Roma a via Assarotti, dove i partecipanti vengono dotati di passeggini, protesi ortopediche, sedie a rotelle, carrelli della spesa e altro.

    La marcia si svolge in varie giornate del Festival, in particolare oggi (giovedì 1 novembre, ndr) e sabato 3 novembre con tre partenze nell’arco della giornata, alle 10, 14.30 e 17 presso l’Hotel Best Western City di via San Sebastiano. Ai percorsi parteciperanno personalità importanti della città, dalla Presidente del Festival della Scienza Manuela Arata, al Sindaco Marco Doria fino ad alcuni Assessori del Comune.

  • Musei di Genova aperti il 1 Novembre 2012, festa di tutti i Santi

    Musei di Genova aperti il 1 Novembre 2012, festa di tutti i Santi

    museo villa croce genovaQuesti gli orari dei musei di Genova che effettuano apertura straordinaria oggi, giovedì 1 novembre 2012, festa di Ognissanti.

    Musei di Strada Nuova: dalle ore 10 alle ore 19

    Museo di Storia Naturale “G. Doria”: dalle ore 10 alle ore 19

    Museo di Sant’Agostino: dalle ore 10 alle ore 19

    Musei di Nervi – Galleria d’Arte Moderna: dalle ore 10 alle ore 19

    Musei di Nervi – Wolfsoniana: dalle ore 10 alle ore 18

    Castello D’Albertis: dalle ore 10 alle ore 18

    Mu.MA – Galata Museo del Mare: dalle ore 10 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18)

    Mu.MA – Museoteatro della Commenda di Prè: dalle ore 10 alle ore 19

    Palazzo Verde: dalle ore 10 alle ore 18

    Emporio-museo Viadelcampo29rosso: dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 19

    Questi i musei che resteranno chiusi: Museo d’Arte Orientale “E. Chiossone”, Museo del Risorgimento, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, Museo del Tesoro, Museo di Archeologia Ligure, MU.Ma – Museo Navale di Pegli, Museo di Storia e Cultura Contadina, Musei di Nervi – Raccolte Frugone, Musei di Nervi – Museo Luxoro.

  • La Claque, workshop di musica: iscrizioni aperte

    La Claque, workshop di musica: iscrizioni aperte

    ChitarraSono aperte le iscrizioni per i quattro seminari di tecnica e “filosofia” della musica a La Claque, organizzati da Upr per professionisti, aspiranti e appassionati.

    Gli incontri saranno a numero chiuso (massimo 30 partecipanti) e si svolgeranno la domenica con orario 10-13 e 15-18, per dare l’opportunità di partecipare anche a chi viene da fuori Genova.

    Questo il programma.

    Domenica 25 novembre
    Massimo Zamboni (Cccp), corso popolare di chittara grattugiata – tecnica e composizione punk rock
    Costo iscrizione 60 €.

    Domenica 2 dicembre
    Francesco Moneti (Modena City Ramblers), Elettro folk , violino – mandolino-buzouki dal passato al futuro
    Costo iscrizione 60 €.

    Domenica 9 dicembre
    Alessandro Finaz (Bandabardò), il chitarrista e la costruzione di una band
    Costo iscrizione 60 €.

    Domenica 16 dicembre
    Massimo Bubola (autore delle canzoni di Fabrizio De Andrè), scrivere canzoni – tecnica ed ispirazione di composizione
    Costo iscrizione 100 €.

    Le iscrizioni per ogni seminario si chiudono dieci giorni prima della data prevista per lo svolgimento. Il costo per l’iscrizione a tutti i seminari è 200 €. Info 010 2470793.

  • Sociolinguistica negli Stati Uniti: i legami tra lingua e società

    Sociolinguistica negli Stati Uniti: i legami tra lingua e società

    La Bandiera AmericanaWilliam Labov,  è uno dei maggiori linguisti americani del ventesimo secolo. Viene definito come uno dei padri di una materia chiamata “sociolinguistica”. Che cosa tratta questa disciplina? Pur senza averlo esplicitato direttamente, un buon numero degli articoli di questa stessa rubrica ha utilizzato un approccio sociolinguistico nei confronti dell’inglese. Quando, per esempio, ho fatto riferimento alla Received Pronunciation britannica come a un accento distintivo di una classe sociale, quella era una considerazione di carattere sociolinguistico.

    Rispetto ai linguisti come Noam Chomsky, che cercano di individuare i principi generali comuni a tutte le lingue che governano il funzionamento del linguaggio umano, la sociolinguistica si occupa di far luce sui legami profondi tra una lingua e la società all’interno della quale essa è parlata. Infatti, come abbiamo già visto – e non mi stancherò mai di ribadirlo –  la storia di una lingua è profondamente collegata a quella delle persone che la parlano. Non è un caso che questa disciplina sia nata dopo la Seconda Guerra Mondiale in due paesi come Stati Uniti e Regno Unito, nei quali il melting pot che si era creato a seguito di forti movimenti migratori ha dato vita a situazioni linguistiche e sociali di notevole complessità e interesse.

    Labov, per esempio, si è occupato di analizzare l’African American Vernacular English (AAVE), conosciuto anche come Black English, ovvero la varietà di inglese parlata dalla comunità afro-americana oggi popolare a livello internazionale specialmente grazie alla musica rap. Cantanti come Coolio, 50 Cent, Tupac Shakur e altri hanno esportato attraverso i loro brani alcuni tratti distintivi dell’AAVE: torneremo in seguito su questo e altri discorsi relativi all’inglese delle canzoni.

    Relativamente all’American English, Labov si è anche concentrato sul cosiddetto Northern Cities Shift, uno “spostamento” – da cui la parola “shift” – nella pronuncia delle vocali nella varietà conosciuta come Inland North, parlata nella regione dei Great Lakes e comprendente città quali Chicago, Buffalo o Detroit. In un’intervista rilasciata qualche anno fa a The New Yorker, Labov spiega che l’intenzione degli abitanti delle regioni dell’Inland North era quella di distinguersi proprio attraverso la pronuncia dai parlanti degli stati più a meridione. Tra l’altro, l’Inland North ha fornito la base al General American che troviamo sui dizionari come standard di pronuncia, accanto al modello di riferimento britannico della RP. E’ da questa regione che provengono personalità politiche quali il fu Presidente, nonché ex-attore, Ronald Reagan, il repubblicano Mitt Romney e l’attuale Secretary of State (equivalente al nostro Ministro degli Esteri) Hillary Clinton.

    A proposito di United States, vale la pena spendere qualche parola sulle presidenziali del 6 novembre che vedono fronteggiarsi proprio Romney e Barack Obama. A eleggere formalmente il presidente degli USA è un collegio di 538 cosiddetti grandi elettori, in rappresentanza dei singoli stati. A eccezione di Maine e Nebraska, in ciascuno stato il candidato che ottiene più voti si aggiudica tutti i grandi elettori dello stato stesso. Per esempio, chi vince in California può contare su 55 elettori, mentre il candidato che ottiene più voti in Florida se ne aggiudica 29: per diventare presidente, l’importante è arrivare ad almeno 270.

    Può succedere che un candidato vinca in un numero di stati che gli consentono di arrivare a 270 grandi elettori senza tuttavia avere ottenuto la maggioranza del voto popolare complessivo. Per esempio, nel 2000 Al Gore ricevette dalla gente più voti di George W. Bush, il quale però poté contare su 271 grandi elettori.

    Le polemiche che seguirono il voto, in particolare a causa di presunte irregolarità nella Florida, decisiva per l’elezione di Bush, devono essere state un’autentica benedizione per Labov e i suoi assistenti: grazie ai cosiddetti Bushisms del buon George W., un mix di gaffe lessicali, grammaticali e culturali, il lavoro per i sociolinguisti in questi anni non è certo mancato…

    Daniele Canepa
    [foto di Diego Arbore]

  • Castello D’Albertis: “Viaggio meraviglioso dentro una conchiglia”

    Castello D’Albertis: “Viaggio meraviglioso dentro una conchiglia”

    viaggio-meraviglioso-conchigliaDa giovedì 1 a sabato 3 novembre 2012 al Castello D’Albertis (ore 16) va in scena lo spettacolo per bambini Viaggio meraviglioso dentro una conchiglia, scritto e diretto da Laura Sicignano e prodotto dal Teatro Cargo.

    L’ingresso (comprensivo di visita al museo) costa 8 €, prenotazioni presso il Teatro Cargo ai numeri 010 694240 e 010 694029.

    Questa la trama dello spettacolo.

    Due bambini in riva al mare. È primavera e l’acqua è ancora fredda. Giocano con le onde, con la sabbia, con i sassi. Improvvisamente appare una bellissima conchiglia. C’è nessuno dentro la conchiglia? I due bambini iniziano un viaggio fantastico dentro il labirinto della conchiglia, alla ricerca della magica sirena, suo abitante misterioso. Incontrano pesci, meduse e cavallucci marini, imparano i nomi dei venti e perché il mare è salato. Infine raggiungono il cuore della conchiglia, dove si cela la dolcissima sirena che avrà in serbo per loro un regalo segreto.

    Lo spettacolo offre un percorso nella dimora del Capitano Enrico Alberto D’Albertis. Viaggiando per mare e per terra tra ‘800 e ‘900, il Capitano ha racchiuso nella sua dimora il suo mondo in una cornice romantica a cavallo tra “camere delle meraviglie” e trofei coloniali. Il suo castello testimonia il fascino che i mondi lontani da lui visitati hanno esercitato sul suo spirito, impregnato di “genovesità” e amore per il mare e di altrettanta curiosità verso l’ignoto e l’intentato.