Autore: erasuperba

  • Begato, un nuovo progetto edilizio devasta il quartiere

    Begato, un nuovo progetto edilizio devasta il quartiere

    Un progetto calato dall’alto, sviluppato con un processo decisionale privo della necessaria trasparenza e soluzioni architettoniche assai discutibili, un intervento spacciato quale risposta all’emergenza abitativa, sì però a termine, visto che gli alloggi realizzati saranno vincolati a tale destinazione solo per 15 anni e poi spazio al libero mercato.
    Stiamo parlando della costruzione di uno svettante edificio residenziale in via Maritanoa metà strada tra Teglia e Bolzaneto11 piani (di cui 1 pianterreno e 2 seminterrati) per un altezza di circa 40 metri che insistono su un’area di oltre 5000 metri quadrati, adiacente all’autostrada A7 Genova-Milano e a via Ortigara, stretta strada che si inerpica su una porzione della Val Polcevera, almeno finora, parzialmente salva dalla cementificazione selvaggia.
    Siamo in un triangolo che in pochi chilometri comprende esperienze fortemente negative di edilizia pubblica, quali la tristemente nota “Diga” del quartiere Diamante, che dista solo alcune centinaia di metri, la casa-albergo proprietà di Poste Italiane in via Linneo e diversi insediamenti in via Tofane, entrambe dall’altro lato della collina, zone soffocate da una pesante edificazione che oltre a deturpare l’aspetto urbanistico crea un fortissimo disagio sociale dovuto alla eccessiva “concentrazione massiva”. Al contrario, nell’area di via Ortigara, la tipologia edilizia è caratterizzata da case indipendenti, spazi verdi, orti privati e stabili con sedime ridotto e un numero limitato di piani (massimo 5/6 piani fuori terra, quest’ultimi edifici, per altro rari, sono edificati sul crinale, senza ledere alcun diritto di veduta verso le circostanti colline).

    Fino a poco tempo fa il lotto era occupato da un fabbricato industriale dismesso ormai da anni, costituito da un volume piuttosto compatto con altezza variabile tra i 10 ed i 20 metri e con una superficie agibile di 4159 mq complessivi. Oggi il capannone è stato eliminato, grazie ad una celere demolizione partita nella primavera scorsa e conclusa in pochi mesi lavorando a ritmi serrati, anche il sabato e la domenica, ricordano gli abitanti, con una fretta dettata soprattutto dal timore di perdere il finanziamento previsto per l’operazione.
    L’area è proprietà di Spim (Società per la promozione del patrimonio immobiliare del Comune di Genova, partecipata al 100% dal Comune) la quale ha proposto un intervento – compreso nel “Programma Locale per la Casa del Comune di Genova” ammesso a finanziamento regionale con DGR 314/2010che prevede la realizzazione di 67 unità immobiliari di cui 55 destinate ad edilizia sociale per locazione a canone moderato con vincolo di durata pari a 15 anni.

    L’Accordo di Programma Quadro per l’attuazione del Programma, stipulato da Comune di Genova e Regione Liguria in data 19 maggio 2011, disciplina le modalità di erogazione del cofinanziamento regionale che per il progetto di via Maritano ammonta ad euro 2.550.140,45. A quest’ultimi bisogna sommare altri euro 5.981.138,61 di finanziamenti del Comune e della società proponente, per un totale di oltre 8,5 milioni di euro.

    Ma per quale motivo è stata scelta una soluzione verticale così impattante ed invasiva, in grado di deturpare per sempre il paesaggio? La risposta si può leggere nella relazione tecnico illustrativa, presentata in Conferenza dei Servizi in seduta referente, il 10 febbraio 2012 «La porzione di lotto edificabile su cui si sviluppa il sedime del nuovo fabbricato è definito dai limiti imposti dalla distanze con i manufatti circostanti: precisamente la fascia di rispetto autostradale (30 metri), i confini del lotto (5 metri), i cigli delle strade (3 metri) ed i fabbricati (10 metri). L’area è interessata per oltre il 70% della sua superficie dalla fascia di rispetto autostradale che ne limita fortemente l’uso e la trasformazione; infatti in detta zona non è possibile la costruzione ex novo di alcun manufatto. Ma semplicemente una sistemazione delle aree con inserimento di percorsi viari e pedonali oltre alla realizzazione della rete di smaltimento delle acque meteoriche».
    In altri termini, i progettisti sono stati costretti a limitare la larghezza dell’edificio – a causa dell’imposizione di una distanza di almeno 30 metri dall’autostrada – e hanno pensato bene di recuperare le volumetrie in altezza, immaginando un palazzo che ha un’inquietante somiglianza estetica con la “Diga”, in un contesto che nulla a che vedere con un simile intervento. Forse era opportuno immaginare uno sfruttamento migliore dell’area ed un intervento sensato avrebbe potuto riprendere le volumetrie del capannone presistente, magari attraverso una ristrutturazione e non la completa demolizione.

     

     

     

     

     

     

     

    Il progetto rispetterà pure tutti i parametri urbanistici, però non si cala adeguatamente nel contesto reale, ovvero sembra disegnato sulla carta da tecnici che non devono aver mai messo piede nei dintorni di via Maritano e via Ortigara.
    Relativamente al PUC vigente l’intero lotto ricade in un ambito speciale denominato BBu. Nel art. BB-RQ11) comma 1 si specifica che nell’ambito del lotto è espressamente consentita la demolizione e ricostruzione. Mentre in relazione al preliminare di PUC adottato, l’area ricade in zona AR-UR (ambito di riqualificazione urbanistico-residenziale). Il progetto, inoltre, risulta conforme a quanto prescritto nel Regolamento Edilizio Comunale.

    «Il nuovo edificio – leggiamo nella relazione tecnico illustrativa – è costituito da due piani interrati da destinarsi ad autorimessa pertinenziale, un piano terreno con spazi e sistemazioni esterne pubbliche ed è articolato in elevazione in quattro corpi di fabbrica con altezze differenti per meglio armonizzarsi con il terreno ed i fabbricati esistenti, raggiungendo l’altezza massima di otto piani».
    In relazione alla dotazione di parcheggi pertinenziali «si evidenzia che rispetto ai minimi prescritti dalla norma (art.51 comma 1 ed art. BB-RQ7 comma 1.3) fissati nel 35% della S.A., il presente intervento prevede la realizzazione di un numero di parcheggi in misura di 1 a 1 con il numero delle abitazioni risultanti, ovvero la realizzazione di n.67 tra box e posti auto coperti e scoperti che in termini di superficie superano il minimo richiesto», sottolinea la relazione.
    Suscita perplessità la presenza di numerosi box, considerando che la maggior parte degli alloggi sono destinati alla locazione a canone moderato e non si comprende a quale esigenza possano rispondere, se non in gran parte alla libera vendita.
    Al piano terreno è previsto uno spazio, a disposizione del condominio, di circa 80 mq, che potrà essere utilizzato semplicemente come locale condominiale o per la creazione di uno spazio culturale-ricreativo o di una ludoteca con funzioni educative e aggregative.
    «In generale la sistemazione delle aree esterne comprese nel lotto favorisce l’inserimento del nuovo complesso e consente la fruizione dei nuovi spazi agli abitanti degli edifici circostanti mediante la creazione di servizi e percorsi pedonali di penetrazione – continua la relazione – Le aree esterne dell’edificio in progetto sono sistemate con percorsi viari, pedonali e zone ad uso pubblico, con giardini, giochi bimbi e aree pavimentate. Il parcheggio attualmente presente a nord del lotto verrà mantenuto e diventerà parcheggio pubblico a servizio del nuovo insediamento e del quartiere».

     

    Oggi l’iter di approvazione del progetto è in via di svolgimento. A febbraio 2012, come detto, si è svolta la seduta referente della Conferenza dei Servizi, in cui è stato illustrato il progetto.
    Adesso siamo in fase istruttoria, nella quale si raccolgono tutti i pareri degli enti interessati, in attesa della seduta deliberante della Conferenza dei Servizi, chiamata ad esprimere il suo assenso/dissenso.
    I residenti della zona, non appena venuti a conoscenza dell’intervento – solo nel giugno 2012, perché in precedenza erano stati tenuti all’oscuro di tutto – si sono attivati con una raccolta firme (200 quelle raccolte) e con la presentazione di puntuali osservazioni critiche inviate in data 21 giugno 2012 a: Sindaco del Comune di Genova, Marco Doria; Direzione Sviluppo Urbanistico e Grandi Progetti. Settore Pianificazione Urbanistica del Comune di Genova; Direzione Programmi di Riqualificazione Urbana e politiche della Casa del Comune di Genova; Municipio V Vapolcevera; oltre ad una mail inoltrata all’Assessore Bernini (in data 22.06.2012).
    Una risposta è arrivata solo dal Municipio che ha esaminato il progetto esprimendo all’unanimità un parere negativo (come vedremo in seguito).

    «Si ritiene non ammissibile una concentrazione di volumetria su quel sito, nella quantità, forma e posizione pari a quella prevista», scrivono gli abitanti che non intendono opporsi ad una nuova edificazione, purché sia adeguata al sito. Infatti, quando sono iniziati i lavori di demolizione dell’ex fabbrica in disuso, si è manifestato un chiaro assenso al cambiamento, questo però prima di conoscere il tipo di intervento proposto, che si reputa ulteriormente dequalificante per la zona.
    «Dal punto di vista architettonico si ritiene che il nuovo fabbricato non sia in alcun modo contestualizzato» sottolineano i residenti che contestano soprattutto l’eccessiva sopraelevazione dell’edificio residenziale.
    «Dagli elaborati di progetto di cui si è potuto prendere visione si rileva che il nuovo immobile, nel punto più alto, si sopraelevi rispetto alla quota di copertura più alta dell’edificio esistente, parzialmente demolito, di circa ulteriori 18 m, prevedendo un’altezza complessiva dal piano di campagna di circa 40 m. L’elevazione esagerata comporta una completa occlusione ai fabbricati prospicenti e comunque un eccessivo impatto visivo per gli altri (anche da altri punti di vista della collina»).
    Il carico insediativo previsto (67 appartamenti) «non è sufficientemente supportato dai servizi di zona (pubblici e privati), probabilmente dimensionati nel rispetto delle normative vigenti e in adozione, ma nella realtà dei fatti chi vive e risiede sul posto ha la consapevolezza di quanto già ora la viabilità locale sia inadeguata, di quanto si risenta della carenza di posti auto e della mancanza di servizi primari e ne subisce gli esiti. L’inevitabile sosta delle vetture lungo la via e i percorsi carrabili ridotti attualmente quasi a senso unico alternato sono ovviamente a discapito della sicurezza anche per il transito di mezzi di soccorso».
    La preoccupazione di come l’intervento proposto possa peggiorare ulteriormente la situazione è altissima. «per altro, la superficie destinata a parcheggio pubblico del nuovo insediamento (solo 450 mq), comprende un’area che già nell’uso comune è impiegata a tale scopo (utilizzata a compensazione dei posti auto espropriati precedentemente per la costruzione dell’attuale via Maritano e, quindi non solo non migliora la situazione esistente, ma chiaramente non è in grado di supportare il nuovo)».
    I residenti, di conseguenza, chiedono che venga rivisto il progetto presentato in Conferenza dei Servizi «studiando un criterio di assegnazione tale da permettere una reale integrazione e non una “ghettizzazione” dei nuovi insedianti, con una volumetria meno impattante e che consenta di costruire un nuovo fabbricato, con un’altezza massima pari alla quota più alta della costruzione pre-esistente».
    «Noi siamo disponibili ad eventuali confronti con i soggetti proponenti, proprietari e gli uffici della Pubblica Amministrazione preposti e interessati all’area in oggetto, come già in forma colloquiale ci si è proposti – concludono gli abitanti – per elaborare una soluzione di compromesso che possa portare ad un progetto compatibile con la localizzazione, salvaguardare i diritti di ciascuno e soddisfare il più possibile le esigenze delle varie parti».

     

     

     

     

     

     

     

    I tecnici di Spim, in maniera ufficiosa, durante un incontro tenutosi il giorno 4/09/2012 nella sede del Municipio V Valpolcevera, alla presenza del Vice Sindaco, del Presidente del Municipio, degli assessori appartenenti alla Giunta Municipale, del Presidente della II Commissione (Bilancio, Assetto del Territorio, Sviluppo Economico, Tutela Ambiente), hanno proposto una modifica del progetto iniziale, con la riduzione di 2 piani che comporterebbe l’eliminazione delle 12 unità immobiliari (u.i.) destinate alla vendita di mercato e la conferma della presenza delle 55 u.i. destinate a edilizia sociale. In sostanza, però, la sagoma dell’edificio non muterebbe e rispetto al punto più alto del vecchio capannone ormai demolito, i metri di sopraelevazione rimarrebbero comunque una decina.
    «Il progetto seppur abbia ricevuto modifiche progettuali rimane fortemente impattante per la zona che è caratterizzata da piccole costruzioni con un numero limitato di piani (3/4 massimo fuori terra) – scrive la Commissione II del Municipio Valpolcevera, il 19 ottobre scorso – la Commissione ritiene il fabbricato, così come previsto da progetto, non contestualizzato con la zona e incompatibile dal punto di vista paesistico, architettonico e della mobilità locale che risulta particolarmente critica all’altezza dell’uscita di Via Maritano».
    Per questi motivi la Commissione esprime «parere contrario all’unanimità alla realizzazione del progetto così come attualmente strutturato, nonostante il medesimo abbia ricevuto modifiche progettuali, che comunque non consentono di ritenere l’intervento ancora adeguato al contesto in cui è stato inserito».
    La Commissione ritiene necessario «un riesame del progetto edilizio cui segua un suo ulteriore ridimensionamento nei volumi e nelle dimensioni, soprattutto in sviluppo verticale, in modo da realizzare un’opera di altezza non eccedente i volumi di altezza del precedente edificio già demolito riprendendo lo sky line di tale costruzione (32 alloggi); che si valuti il trasferimento dei volumi eccedenti in altre aree dove siano già previsti possibili o analoghi interventi di” social Housing”».
    La netta contrarietà all’opera è stata ribadita all’unanimità dal consiglio municipale in data 25 ottobre 2012. Purtroppo però il parere del Municipio non è vincolante.

    Giunti a questo punto è ancora possibile fermare il progetto? L’istruttoria è aperta e c’è ancora tempo per intervenire. Occorre trovare un equilibrio tra i vari interessi in campo. Magari attraverso una modifica all’accordo di programma tra Comune e Regione.
    La paura degli abitanti è che – considerando l’investimento significativo e gli importanti finanziamenti in ballo – ci sia la volontà politica di approvare il progetto così com’è. Al contrario, questo intervento potrebbe trasformarsi in un’occasione per dare un contributo vero alla riqualificazione, per dimostrare che gli amministratori sanno davvero amministrare la cosa pubblica.
    Esiste, infatti, la possibilità della perequazione, ovvero la volumetria non costruita sul sito può essere sfruttata in altri interventi di edilizia pubblica e privata in previsione sul territorio.

    Il consigliere regionale Lorenzo Pellerano (Lista Biasotti) si è recato sul posto e ha ascoltato le istanze degli abitanti. «Già non mi pare un intervento adeguato per rispondere all’emergenza abitativa, visto che gli appartamenti saranno destinati a edilizia sociale solo per 15 anni – spiega Pellerano – Le criticità evidenziate dai residenti sono condivisibili. Un intervento simile in questa zona è completamente sbagliato. Si rischia di compromettere la tranquillità del luogo e peggiorare la qualità di vita delle persone. Meno male che a parole, in tanti e di ogni parte politica, hanno preso le distanze da operazioni di edilizia pubblica devastanti. E però oggi propongono un nuovo scempio. Io posso intervenire considerando che la Regione contribuisce con un sostanzioso finanziamento di 2,5 milioni di euro. Farò un’interrogazione per portare la questione all’attenzione della Giunta regionale. Voglio allargare il tema. Si può trovare un accordo Comune-Regione. Quello che non costruiamo qua, costruiamolo da un’altra parte, senza rischio di perdere il finanziamento».

    In effetti lo stesso accordo di programma Comune-Regione recita all’Art. 8 Rimodulazione dell’accordo di programma locale casa «Prima della consegna/inizio lavori, pena la revoca finanziamento, sono ammesse delle modifiche: è ammesso il trasferimento di alloggi o posti letto da un intervento all’altro nell’ambito del Programma locale per la casa, fermo restando invariato il numero e la tipologia di offerta abitativa complessivi e purché non si rilevi una riduzione della superficie complessiva riconoscibile (SCR) superiore al 10%».
    Inoltre all’art. 10 Disposizioni generali e finali: «L’accordo può essere modificato o integrato per concorde volontà dei partecipanti mediante sottoscrizione di atto integrativo previa approvazione degli organi competenti».

     

    Matteo Quadrone

    Foto e video di Daniele Orlandi

  • All’ombra del porto: un documentario sugli ambulanti a Genova

    All’ombra del porto: un documentario sugli ambulanti a Genova

    porto di genovaUn documentario realizzato per far emergere la realtà dei venditori ambulanti stranieri che vivono a Genova, raccontare attraverso le loro testimonianze questo spaccato di società spesso tenuto “all’ombra”. Le condizioni di vita e di lavoro da un lato, i diritti dall’altro, a partire da quello relativo al permesso di soggiorno.

    Questo il progetto che sta dietro a “All’ombra del porto“, film che verrà realizzato da Serena Gargani e Luciana Taddei, in collaborazione con l’Associazione 3 Febbraio e con l’Università degli Studi di Genova, nell’ambito di un progetto di dottorato in migrazioni e processi interculturali e sociologia visuale.

    Per il finanziamento del progetto è stato scelto il crowdfunding, ossia la raccolta fondi attraverso il web direttamente dai potenziali spettatori, attraverso il sito Produzioni dal basso. Mentre scriviamo, il documentario ha già raccolto quasi 4.000 €: le donazioni termineranno alla mezzanotte del 31 ottobre 2012.

    Questo il promo del documentario.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Lorella Zanardo, “Senza chiedere il permesso” alla Feltrinelli

    Lorella Zanardo, “Senza chiedere il permesso” alla Feltrinelli

    Martedì 30 ottobre 2012 (ore 18) la libreria Feltrinelli di Genova ospita la presentazione di “Senza chiedere il permesso – Come cambiamo la tv (e l’Italia)“, libro di Lorella Zanardo, autrice del documentario “Il corpo delle donne”.

    Questa la scheda del libro.

    “Il corpo delle donne” è stato un fenomeno dirompente: il documentario e il libro hanno mostrato a milioni di persone quanto in Italia un certo tipo di tv fosse diventato pervasivo e nocivo, e davvero non più tollerabile. Ma dalla denuncia occorre passare all’azione e Lorella Zanardo con questo libro racconta come si può concretamente lavorare per cambiare i media. E con i media, la società. Innanzitutto i giovani: sono loro che possono inventarsi il futuro, senza chiedere il permesso alle generazioni che hanno costruito il mondo così com’è. In centinaia di incontri nelle scuole, Zanardo ha conosciuto tantissime ragazze e ragazzi, e proprio dai loro pensieri e dalle loro domande nasce la sua riflessione sul sistema dei media in Italia. Reclamando una vera e propria ecologia della mediasfera, l’autrice smonta il mito dell’audience, cerca di andare oltre la sterile diatriba sulla “qualità” televisiva, indaga le responsabilità, analizza le possibilità del servizio pubblico e mette al centro del gioco il cittadino spettatore. E con il percorso per il consumo attivo della tv “Nuovi occhi per i media”, scritto insieme a Cesare Cantù, fornisce uno strumento chiaro e accessibile per tutti coloro che non vogliono subire più il marketing televisivo, ma intendono riappropriarsi della loro capacità di comprendere, discriminare, criticare. Perché sono i cittadini consapevoli, pronti a rivendicare i propri diritti che possono cambiare la tv, i media e la società tutta.

  • Stop cambiamo il futuro: cortometraggio al cinema Sivori

    Stop cambiamo il futuro: cortometraggio al cinema Sivori

    stop cambiamo il futuroMartedì 30 ottobre 2012 (ore 21) il cinema Sivori di Salita Santa Caterina ospita la prima nazionale del cortometraggio d’animazione STOP cambiamo il futuro, realizzato nell’ambito di un progetto promosso da Arpal e Regione Liguria che ha coinvolto numerose scuole delle quattro Province Liguri, per sensibilizzare i bambini riguardo i cambiamenti climatici e la necessità di rispettare l’ambiente.

    Il corto è stato realizzato dallo studio genovese Arteprima con il contributo di 26 scuole e 732 bambini, che hanno partecipato attivamente proponendo scene e bozzetti. La colonna sonora è di Stefano Cabrera dei Gnu Quartet, che ha composto la partitura in sintonia con lo sviluppo del film, accompagnandola passo passo.

    L’evento è a ingresso libero.

    Questa la sinossi del film.

    C’era una volta, e forse c’è ancora, un pianeta bellissimo, con tantissimi alberi e fiori e animali.
    Ogni anno, alla primavera seguiva l’estate, poi l’autunno e poi l’inverno. Qualche volta pioveva e le altre volte splendeva il sole. Di notte brillavano le stelle e la luna rischiarava le radure nei boschi. Tutti erano felici: alberi, fiori e animali; sole, pioggia e stelle. Venne però un giorno in cui tutto cambiò. Enormi macchine di ferro incominciarono a sfrecciare nelle foreste, a tagliare gli alberi, a portare via gli animali. Immense costruzioni di cemento invasero le radure, sostituirono i boschi, le valli, le montagne. In parte nascosero pure il cielo. Fumi e detriti e spazzatura fecero dimenticare il nome delle stagioni. Le stelle non brillavano più e il sole inaridiva la terra. Fu così che la natura morì e con lei, poco dopo, anche il pianeta. Passarono gli anni e forse i millenni. Nessuno sa quanto tempo passò. Poi un giorno, come dal nulla, uno sprazzo di vita ruppe il silenzio. Nuovi fiori, nuovi alberi incominciarono a crescere sul pianeta deserto. Nuovi animali ripopolarono i boschi, le valli e le montagne. E il pianeta diventò di nuovo bellissimo.
    Presto però ricomparvero anche le terribili macchine, il cemento e la spazzatura…
    “STOP cambiamo il futuro” invita i bambini (e di conseguenza i loro genitori) a riflettere su come le azioni dell’uomo stiano modificando irrimediabilmente la terra. STOP è una presa di coscienza e un grido di speranza: ognuno di noi con le sue scelte e il suo operato può veramente partecipare al cambiamento e alla grande svolta che la natura si aspetta da noi.
    Sì, la terra può tornare a essere un pianeta bellissimo.

  • Alluvione Genova, 4 novembre 2011: foto un anno dopo il disastro

    Alluvione Genova, 4 novembre 2011: foto un anno dopo il disastro

    IL PRECEDENTE

    4 novembre 2011: dieci giorni dopo l’alluvione che ha provocato numerosi danni alle Cinqueterre e poco più di un anno dopo dall’alluvione di Sestri Ponente, la pioggia si abbatte anche su Genova provocando l’esondazione del rio Fereggiano intorno alle 13. Il bilancio è quello che tutti conosciamo: sei vittime, molti danni e le polemiche contro la Sindaco Marta Vincenzi, colpevole di non aver ordinato la chiusura delle scuole nonostante l’allerta 2.

    IL PRESENTE

    Si dice che ognuno di noi ricordi perfettamente dove si trovava e cosa stava facendo, in concomitanza di un evento drammatico di grossa portata. Il primo esempio che salta alla mente è l’11 settembre 2001: quasi tutti abbiamo a memoria in quali attività eravamo impegnati quando qualcuno ci ha detto cosa stava succedendo.

    L’alluvione è un altro di quegli eventi. Complice il fatto che si tratta di storia recentissima, ognuno di noi ha la sua personale storia da raccontare. Quella di chi scrive, per esempio, riguarda il ponte che collega piazza Romagnosi e piazza Carloforte, e poi il tragitto da via Monticelli a via Robino, passando per corso De Stefanis, negli stessi momenti in cui, qualche decina di metri più in là, sei persone perdevano la vita.

    Domenica sarà un anno da quando tutto è accaduto. Complice l’imminente anniversario, la giustizia si è risvegliata iniziando ad attribuire colpe e responsabilità: ci sono indagini che coinvolgono funzionari e dirigenti, fino all’allora Assessore competente Francesco Scidone, ci sono polemiche sulla (non) messa in sicurezza di fiumi e torrenti, ci sono persone che non sono ancora tornate a casa e negozi che non hanno ancora riaperto.

    Chi scrive ha deciso di soprassedere su questi temi e di lasciare che la giustizia e la pubblica amministrazione facciano il loro corso (si spera rapido e risolutivo), e ha deciso di fare un giro in quei luoghi e fotografarli per come sono oggi, tornati alla loro normalità di sempre, dopo averli fotografati un anno fa, poche ore dopo il disastro.

    Queste le immagini di Genova, com’era e com’è.

    Marta Traverso

  • Cesare Cremonini: concerto al 105 Stadium

    Cesare Cremonini: concerto al 105 Stadium

    cesare cremoniniMartedì 30 ottobre 2012 Cesare Cremonini sarà al 105 Stadium della Fiumara per una tappa del suo tour iniziato da pochissimi giorni e che lo vedrà calcare i principali palchi italiani.

    Il concerto promuoverà l’album di inediti del cantautore bolognese ex Lunapop, dal titolo “La teoria dei colori” e uscito lo scorso maggio, da cui è stato tratto il singolo “Il comico (sai che risate)”. Nel corso della serata Cremonini proporrà i brani del nuovo disco e alcuni dei maggiori successi della sua carriera.

    I biglietti per il concerto sono in vendita sui siti TicketOne e Green Ticket.

    Prezzi: 1° Settore 35 € + prevendita 5,25 €; 2° Settore 30 € + prevendita 4,50 €; posto in piedi 25 € + prevendita 3.75 €.

  • Festival della Scienza, volantinaggio dei lavoratori Ericsson

    Festival della Scienza, volantinaggio dei lavoratori Ericsson

    La vertenza Ericsson – 94 posti di lavoro a rischio nella nostra città – piomba sul Festival della Scienza. Stamattina, infatti, in occasione dell’iniziativa “Immaginando Genova: l’identità della città tra Smart City e Scienza”, i lavoratori della multinazionale svedese saranno presenti all’evento con un volantinaggio, a partire dalle ore 10 davanti all’ingresso di Palazzo Rosso, in via Garibaldi.

    Con Smart City, Genova diventa “intelligente” ed intende affermarsi ancor di più quale città della scienza e della ricerca. Questo, in sintesi, il senso dell’incontro in cui interverranno, tra gli altri, Manuela Arata, presidente del Festival della Scienza, Paolo Pissarello, vice presidente dell’Associazione Genova Smart City, il sindaco Marco Doria, e gli assessori allo Sviluppo economico e alla Cultura, Francesco Oddone e Carla Sibilla.

    Ebbene, in un simile contesto, il nascente polo tecnologico degli Erzelli è partito con il piede sbagliato, ovvero la procedura di licenziamento collettivo per 94 dipendenti della Ericsson.

    Per continuare a coinvolgere ed informare la cittadinanza e gli enti locali su tale problematica, la rappresentanza sindacale unitaria e le Organizzazioni sindacali confederali di categoria hanno organizzato il volantinaggio di oggi.

    Resta alta la preoccupazione per il futuro dei posti di lavoro «Ericsson parla di Genova quale sito d’eccellenza ma quale futuro vuole un’azienda che licenzia? – si domandano i lavoratori – La multinazionale ha goduto di oltre 41 milioni di euro di finanziamenti pubblici ma nonostante ciò continua sulla sua strada».

    Foto di Daniele Orlandi

  • Gioco d’azzardo: in via di costituzione la Consulta permanente

    Gioco d’azzardo: in via di costituzione la Consulta permanente

    A Genova si stima che siano circa 5-6 mila le diaboliche macchinette per il gioco d’azzardo, dislocate in esercizi commerciali quali bar, tabaccherie, latterie ed edicole, mentre le sale gioco sono 59, di cui 16 nel solo territorio del commissariato di Sampierdarena-Cornigliano.

    Questi i dati emersi nei giorni scorsi a Palazzo Tursi durante una seduta della Commissioni consiliari Sviluppo economico e Welfare dedicata alla costituenda “Consulta permanente sul gioco con premi in denaro”.

    L’istituzione della Consulta era stata decisa dal consiglio comunale nel febbraio scorso e domani, proprio in consiglio, saranno eletti i 2 rappresentanti della sala rossa che andranno ad affiancare gli altri membri del nuovo soggetto “controllore”: tra gli altri, gli assessori comunali a Servizi sociali e Commercio, un funzionario dell’Asl 3, un rappresentante della Fondazione Antiusura S.Maria del Soccorso Onlus, rappresentanti di Arci, Acli, Forum Terzo Settore, delle associazioni dei commercianti e dei consumatori.

    La Consulta avrà il compito di monitorare la diffusione del fenomeno della ludopatia a Genova e studiare delle proposte d’intervento da sottoporre all’attenzione della civica amministrazione. Occorre sottolineare che il potere d’intervento dei comuni in questo campo è molto limitato, visto che il rilascio delle licenze per l’apertura delle sale gioco, dipende dalla Questura. Certo l’amministrazione genovese ha provato a limitare la proliferazione dei luoghi destinati al gioco d’azzardo, attraverso dei vincoli urbanistici, ma finora questi strumenti non si sono rivelati particolarmente efficaci.

    La costituzione della Consulta è un altro passo avanti ma il fenomeno, a livello nazionale, è in continua espansione: secondo un’indagine condotta dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di Krls Network of Business Ethics, per conto di Contribuenti.it (magazine dell’Associazione Contribuenti Italiani), l’Italia sarebbe “leader” in Europa per la cifra spesa nel gioco d’azzardo, una media di quasi 2.320 euro a persona, minorenni inclusi, che vengono sottratti all’economia reale. Il gioco legalizzato coinvolge ben 33,2 milioni di persone, tra le quali 8,4 milioni giocano con frequenza settimanale. Il giro d’affari del 2012, sottolinea l’indagine, potrebbe superare gli 85 miliardi di euro all’anno, in forte crescita rispetto ai 79 miliardi del 2011, ai 61 del 2010 e soprattutto ai 16 del 2003. Inoltre, anche il coinvolgimento di giocatori di età inferiore ai diciott’anni registra un incremento significativo, pari al 9,2%.

     

    Matteo Quadrone

  • La biblioteca spiegata agli insegnanti: presentazione del libro

    La biblioteca spiegata agli insegnanti: presentazione del libro

    Biblioteca BerioLunedì 29 ottobre 2012 (ore 18) presso la libreria Booksin di vico del Fieno avrà luogo la presentazione del libro di Carla Ida Salviati “La biblioteca spiegata agli insegnanti” (Editrice Bibliografica).

    Insieme all’autrice intervengono Marco Genzone (AIB Liguria), Pino Boero (Assessore Scuola, Sport e Politiche giovanili del Comune di Genova) e Donata Bonometti (“Secolo XIX”).

    Ingresso libero.

    Questo il tema del libro.
    Che ruolo svolge, o dovrebbe svolgere, lo biblioteca nel lavoro dei docenti? Spesso il contributo della biblioteca è sottovalutato dagli insegnanti; analogamente, spesso il mondo bibliotecario ha difficoltà a dialogare con la scuola, a rappresentarsi come risorsa nevralgica per la didattica. Il libro intende offrire uno strumento agile rivolto tanto alla scuola quanto alle biblioteche per “scoprirsi” reciprocamente. Esso infatti propone di osservare la biblioteca dal punto di vista di chi opera con gli studenti affrontando con loro i delicati processi di alfabetizzazione, di familiarizzazione con la ricerca e di accesso alle varie forme del sapere.

  • Palazzo Ducale, Informagiovani: Era Superba incontra i lettori

    Palazzo Ducale, Informagiovani: Era Superba incontra i lettori

    Era Superba, redazioneQuali sono i volti della redazione di Era Superba? Quali sono le attività che vengono svolte ogni giorno in redazione e che danno vita a inchieste, interviste, video che trovate sul nostro webmagazine? Come si sostiene economicamente l’attività di una redazione? Quali sono le diverse figure professionali coinvolte?

    Era Superba esce dalla redazione di Quarto per incontrare i lettori: martedì 6 novembre a partire dalle 17 saremo a Palazzo Ducale nella sede di Informagiovani  per l’incontro Giornalismo e creatività sostenibile, nel corso del quale ripercorreremo le tappe principali del progetto Era Superba dal 2008 a oggi e proveremo insieme a guardare al futuro.

    Le parole chiave sono già tutte racchiuse nel titolo: Giornalismo perché è l’aspetto primario del lavoro di redazione; creatività perché qualunque progetto imprenditoriale nasce anzitutto dall’unione e la sinergia di competenze e velleità differenti, ciascuna delle quali può trovare il proprio spazio; sostenibile perché un gruppo editoriale non può prescindere dalla sopravvivenza economica e dall’individuare fonti di sostentamento.

    L’idea di un free press mensile che raccontasse in modo diverso la città si è evoluta nel tempo nei prodotti che ormai conoscete: il webmagazine, la web tv, i canali social network, l’ufficio marketing e commerciale. Sono ancora tante le attività che abbiamo in cantiere: nel corso dell’incontro presenteremo alcuni progetti che realizzeremo nel corso del 2013, saremo aperti alle vostre idee e proposte.

    Vi piacerebbe conoscere da vicino l’attività che ogni giorno vi permette di leggere su Era Superba notizie e inchieste sulla città? Vorreste collaborare con noi? Avete qualche idea su un progetto legato al giornalismo e al web e vorreste condividerlo?

    Vi aspettiamo martedì 6 novembre a Informagiovani.

  • Reddito minimo garantito: prospettive in Italia e raccolta firme

    Reddito minimo garantito: prospettive in Italia e raccolta firme

    Palazzo Ducale entrataUn incontro sul reddito minimo garantito in Europa e Italia, con il filosofo Giovanni Perazzoli, editorialista di “Micromega” e direttore della rivista online “Fliosofia.it”, si svolgerà oggi a Genova, per fare il punto della situazione sulle politiche sociali in vigore ed in via di sviluppo nel vecchio continente.

    La grave situazione sociale ed economica presente in molti paesi europei, tra cui l’Italia, richiede scelte innovative e coerenti con la tradizione europea di tutela del fondamentale diritto delle persone ad una esistenza libera e dignitosa.

    L’istituto del reddito minimo garantito – presente in quasi tutti gli Stati europei ma non in Italia – viene sempre più indicato come strumento idoneo ad affrontare la crisi sociale.

    In questa prospettiva è stata avviata una campagna di raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione del reddito minimo garantito che intende introdurre anche nel nostro Paese una garanzia per il reddito per coloro che sono precari, disoccupati e inoccupati, oggi soprattutto giovani, donne e Working Poor.

    Sono necessarie almeno 50,000 firme per presentare la proposta di legge al Parlamento.

    Lunedì 29 ottobre, alle ore 17,30 presso la Società ligure di storia patria (Genova – Atrio di Palazzo Ducale) si terrà un incontro con Giovanni Perazzoli dal titolo “IL REDDITO MINIMO GARANTITO IN EUROPA E IN ITALIA: CONFRONTI E PROSPETTIVE”.

    DURANTE L’INCONTRO SARA’ POSSIBILE FIRMARE PER LA CAMPAGNA SUL REDDITO MINIMO GARANTITO.

    A Genova è possibile firmare dal Lunedì al Venerdì dalle ore 10 alle ore 17, presso la sede del Municipio VI Medio Ponente, in via Sestri 7.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Il Dna incontra Facebook: spettacolo al Teatro Duse

    Il Dna incontra Facebook: spettacolo al Teatro Duse

    FacebookLunedì 29 ottobre (ore 21) al Teatro Duse appuntamento con una conferenza-spettacolo nell’ambito del Festival della Scienza 2012: Il mio Dna incontra Facebook – Viaggio semiserio nel supermarket del DNA, con Patrizio Roversi, Sergio Pistoi e Andrea Vico.

    L’opera è tratta dall’omonimo libro di Sergio Pistoi, edito da Marsilio.

    Questo il tema dell’opera.
    Immaginiamo un mondo dove possiamo condividere il nostro Dna in rete, come se fosse un messaggio su Facebook. Dove, con pochi euro, possiamo leggere nel nostro patrimonio genetico informazioni riguardo alle attitudini, al rischio di malattie, alle origini genealogiche. Tutto questo non è più fantascienza. Fornendo qualche goccia di saliva, chiunque può acquistare online un profilo del proprio Dna e condividerlo. Quale è l’impatto di questi social network genetici sulla nostra vita? E quanto sono attendibili le promesse di chi vuole leggere il nostro Dna? Lo spettacolo è un percorso avvincente e provocatorio attraverso le varie facce della genetica di massa: dalle applicazioni più divertenti a quelle più serie, che già oggi stanno cambiando la medicina, la ricerca e i rapporti sociali. Senza tralasciare i rischi per la privacy e lo spettro della discriminazione genetica.

  • Richard Stallman a Genova: incontro con il padre del software libero

    Richard Stallman a Genova: incontro con il padre del software libero

    Oggi pomeriggio (lunedì 29 ottobre 2012) a partire dalle 17 si terrà presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi un incontro sul tema Software libero in Comune, organizzato da alcuni consiglieri comunali della Lista Marco Doria per discutere i vantaggi che l’utilizzo del software libero (esempio: Linux al posto di Windows, Open Office al posto di Microsoft Office e così via) potrebbe portare nella pubblica amministrazione, nella scuola, nella sanità, nei servizi sociali e nei processi di democrazia partecipativa. In primis, eliminare i costi per l’acquisto di software proprietario potrebbe garantire nuovi fondi per la formazione del personale comunale e per la creazione di nuove opportunità di lavoro per le giovani generazioni.

    All’incontro parteciperà Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation, un’organizzazione non profit nata nel 1985 che si occupa di promuovere lo sviluppo del software libero in tutte le aree in cui si utilizzano applicazioni informatiche. È il fondatore della licenza GNU, che garantisce a ogni utente la possibilità non solo di utilizzare gratuitamente sistemi operativi e programmi per computer di ogni genere, ma anche di copiarli, modificarli e distriburli liberamente, se in possesso delle competenze per farlo. Questo principio si chiama copyleft, concetto contrapposto al copyright, che dà all’autore di un’opera artistica o di ingegno (per esempio: l’autore di un software per computer) la facoltà di promuovere la libera circolazione e redistribuzione della sua opera.

    Contribuiranno al dibattito Isabella Lanzone, Assessore al Personale del Comune di Genova, alcuni rappresentanti genovesi del gruppo Lanterna Digitale Libera, e Consiglieri Comunali che fanno capo alla Lista Marco Doria.

  • Concorso illustrazione: disegna le copertine di Salani Editore

    Concorso illustrazione: disegna le copertine di Salani Editore

    La casa editrice Salani, nota per aver pubblicato in Italia i romanzi della saga di Harry Potter e autori come Daniel Pennac, festeggia i suoi 150 anni di attività attraverso un bando di concorso rivolto a illustratori e a grafici, esordienti e professionisti.

    Oggetto del bando è (ri)disegnare le dieci copertine delle opere più lette della casa editrice, ovvero:
    – Harry Potter e la pietra filosofale (J. K. Rowling)
    – Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (Luis Sepúlveda)
    – Pippi Calzelunghe (Astrid Lindgren)
    – Matilde (Roald Dahl)
    – L’occhio del lupo (Daniel Pennac)
    – Skellig (David Almond)
    – L’uomo che piantava gli alberi (Jean Giono)
    – Breve storia del mondo (Ernst Gombrich)
    – La Nuova Bibbia Salani
    – Chi me l’ha fatta in testa? (Werner Holzwarth e Wolf Erlbruch)

    Il concorso è aperto a ogni genere e tecnica artistica. I partecipanti possono scegliere una sola delle copertine dell’elenco e inviare l’immagine in formato .jpeg e dimensioni 13,7 x 20,5 cm entro il 31 gennaio 2013 all’indirizzo mail copertinesalani@salani.it insieme ai propri dati personali (nome, cognome e indirizzo).

    Le dieci migliori copertine – selezionate da una giuria – saranno esposte durante la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna 2013 e al Salone del Libro di Torino 2013.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Fnac: Municipio Centro-Est in piazza per dire no alla chiusura

    Fnac: Municipio Centro-Est in piazza per dire no alla chiusura

    Cittadini, rappresentanti istituzionali ed operatori economici si incontrano in piazza per dire “No alla chiusura della Fnac”. È l’ultima iniziativa sorta in difesa dei posti di lavoro della catena francese, messi a repentaglio dalla riorganizzazione aziendale del gruppo PPR (proprietario di Fnac ed altri marchi come Gucci e Bottega Veneta).
    Ad un anno dall’alluvione che ha duramente colpito il punto vendita genovese – dando avvio alla cassa integrazione per i suoi dipendenti – Il Municipio Centro Est ha convocato un’assemblea pubblica martedì 30 ottobre alle ore 16.30 in via Cesarea, proprio davanti alla sede di Fnac.

    Fnac è una catena francese presente in Italia con circa 600 dipendenti dell’età media di 30-35 anni. Il 13 gennaio 2012 la sede centrale di Fnac annuncia: «In Italia non sussistono più le condizioni per un’attività in proprio, la Fnac vaglierà tutte le possibili opzioni e prenderà una decisione entro l’anno».
    Ad oggi i dipendenti di Fnac Italia non hanno ricevuto alcuna informazione sul loro destino e su quello dell’azienda.

    Solo a Genova il negozio di libri, dischi ed elettronica dà lavoro a circa 60 persone più alcuni addetti del cosiddetto indotto. Inoltre, una sua eventuale chiusura, impoverirebbe l’intero tessuto commerciale dell’area.
    «Non possiamo lasciare soli i lavoratori di Fnac – commenta Simone Leoncini, Presidente del Municipio Centro Est – abbiamo il dovere di difendere l’occupazione e tutelare l’economia del territorio, già pesantemente logorata dalla crisi. Invitiamo pertanto tutti a partecipare e a far sentire la loro solidarietà».

    All’assemblea pubblica parteciperanno Francesco Oddone (assessore al commercio e allo sviluppo del Comune di Genova), rappresentanti dei lavoratori, degli operatori commerciali e dei CIV. Ha inoltre annunciato la sua partecipazione il parlamentare europeo Sergio Cofferati, autore di un’interrogazione a Strasburgo sul futuro di Fnac.

     

     

    Matteo Quadrone