Autore: erasuperba

  • Serra Riccò, Lincoln Electric: presidio dei lavoratori contro la chiusura

    Serra Riccò, Lincoln Electric: presidio dei lavoratori contro la chiusura

    Oggi i lavoratori della Lincoln Electric, multinazionale americana leader mondiale nelle tecnologie di saldaturadaranno vita ad un presidio per protestare contro l’avviata procedura di licenziamento per 43 dipendenti della sede di Serra Riccò, in alta Val Polcevera. L’azienda, infatti, ha annunciato di voler chiudere lo stabilimento genovese per trasferire la produzione in Polonia.

    «Questo provvedimento è stato preso all’indomani dell’incontro con le organizzazioni sindacali tenutosi il 19 settembre scorso – spiegano Fiom-Cgil e Fim-Cisl – l’azienda ha rifiutato tutte le proposte avanzate dai sindacati atte a trovare soluzioni diverse dalla cessazione della produzione presso lo stabilimento di Serra Riccò. Giovedì 27 settembre sono proclamate 4 ore di sciopero dalle ore 12:45 sino a fine turno con presidio intorno alle ore 14 presso la Confindustria di Genova dove si svolgerà un nuovo incontro per provare a scongiurare i licenziamenti».

    La scelta di chiudere un sito con un livello di produttività eccellente, come quello genovese, è stata contestata anche dagli assessori regionali Enrico Vesco (Lavoro) e Renzo Guccinelli (Attività produttive) che hanno convocato l’azienda per discutere degli scenari futuri e a breve, probabilmente all’inizio della prossima settimana, riceveranno i lavoratori.

    Secondo l’azienda «Il progetto si inserisce nell’ambito del programma di razionalizzazione dei siti produttivi in Europa avviato nel 2008 volto ad aumentare la competitività e fronteggiare le nuove complessità dei mercati. Per il gruppo Lincoln Electric la riorganizzazione dei siti europei mira attraverso la concentrazione degli stessi, alla creazione di poli specilizzati con l’obiettivo di aumentare la competitività del gruppo e incrementare la qualità dei prodotti, permettendo di ottimizzare gli investimenti, massimizzando sviluppo e innovazione».

  • Giornate europee del patrimonio: ecco il programma a Genova

    Giornate europee del patrimonio: ecco il programma a Genova

    Via GaribaldiSabato 29 e domenica 30 settembre si celebrano le Giornate europee del patrimonio 2012, evento a cui ogni anno l’Italia aderisce insieme ad altri 49 Paesi europei firmatari della Convenzione Culturale Europea.

    “L’Italia tesoro d’Europa” è il titolo con cui l’Italia partecipa a questo evento di portata internazionale nato nel 1991 e promosso dal Consiglio d’Europa con la collaborazione della Commissione Europea fin dal ‘99. Volta a promuovere una più diffusa conoscenza del patrimonio culturale europeo, a favorire l’integrazione tra culture diverse, creando un clima di interesse per la cultura che vada al di là dei meri confini nazionali, e infine a sensibilizzare il pubblico e le autorità politiche circa il bisogno di proteggere e valorizzare il nostro immenso patrimonio culturale, l’iniziativa si tiene ogni anno a settembre, e permette di visitare gratuitamente musei, siti archeologici, monumenti, gallerie, luoghi d’interesse normalmente chiusi al pubblico, ma conta anche la partecipazione di quelli solitamente accessibili, che propongono per l’occasione eventi particolari.

    Ecco il programma per Genova:

    Eventi per il 500° anniversario della nascita di Galeazzo Alessi (1512-1572)

    Archivio di Stato, 29 settembre, ore 11.
    “Ad arbitrium Domini Galeacii architecti”: documenti dell’Archivio di Stato di Genova nel V centenario della nascita di Alessi.
    Nel 2012 ricorre il quinto centenario della nascita di Galeazzo Alessi (1512-1572), il grande architetto perugino che lasciò importanti tracce di sé anche a Genova (un esempio per tutti, la Basilica di Carignano). L’Archivio di Stato di Genova presenta alcuni documenti che testimoniano la celebrità di Alessi.

    Villa Giustiniani Cambiaso, 29 settembre, ore 16.30.     
    Tavola rotonda: “Il costruito di villa ai tempi dell’Alessi. Villa Giustiniani Cambiaso da
    modello abitativo a sede universitaria”.

    L’iniziativa, organizzata dalla Scuola di Ingegneria, dal Centro di studi per
    le arti, l’architettura e la letteratura del manierismo e del barocco e dal
    Dottorato in storia e conservazione dei beni culturali del DIRAAS, prevede
    una serie di visite guidate dai Dottorandi dalle ore 10.00 alle ore 18.00.

    Musei di Strada Nuova, 29 settembre, ore 10-19.
    Apertura straordinaria al pubblico di tutti i palazzi di Via Garibaldi.
    I Musei di Strada Nuova hanno promosso e coordinato l’apertura straordinaria al pubblico di tutti i palazzi di via Garibaldi sabato 29 settembre. L’iniziativa intende inserirsi nel quadro delle celebrazioni per i Cinquecento anni dalla nascita di Galeazzo Alessi, che con i suoi modelli architettonici è stato l’anima della trasformazione cinquecentesca della città.       La sala informativa al piano terreno di Palazzo Rosso sarà straordinariamente aperta con un percorso dedicato a Strada Nuova.

    Museo dell’Accademia Ligustica, 29 e 30 settembre, ore 14.30-18.30.  
    Galeazzo Alessi a Genova: un “modello” in Accademia tra passato e presente.
    In occasione della ricorrenza del quinto centenario della nascita di Galeazzo Alessi viene presentata con un suggestivo allestimento scenografico una selezione di elaborati artistici in forma di video e di fotografie, realizzati dagli studenti dell’Accademia sulle orme del grande architetto perugino.

    Eventi in evidenza

    Museo di Palazzo Reale, Sala da ballo.
    Incontro/presentazione, 29 settembre, ore 10.30.
    L’Albergo dei Poveri: un patrimonio di dipinti da valorizzare.
    Il 29 luglio 2011 è stato siglato un Accordo per la tutela, la fruizione e la valorizzazione dei dipinti dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “Emanuele Brignole” conservati presso l’Albergo dei Poveri in Genova : accordo sottoscritto dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Liguria e dalla stessa ASP “E. Brignole”. Il 29 settembre 2012, alle ore 10.30, nella Sala da Ballo del Museo di Palazzo Reale, saranno presentati i primi risultati ottenuti attraverso la valorizzazione di una serie di dipinti restaurati, riambientati nella nuova sede della Fondazione Carige ( che ne renderà per la prima volta possibile la fruizione) e all’interno di alcune “chiese nuove” dell’Arcidiocesi di Genova.

    Museo di Palazzo Reale, Teatro del Falcone. Visite guidate su prenotazione, 29 e 30 settembre, ore 11.
    Giacomo Durazzo. Teatro musicale e collezionismo tra Genova, Parigi, Vienna e Venezia.
    La mostra ricostruisce la figura straordinaria di Giacomo Durazzo, un genovese cosmopolita vissuto al culmine dello splendore della Repubblica Oligarchica. Nato nel palazzo che oggi chiamiamo Reale, membro di una delle famiglie più ricche e influenti della Genova, nel 1744 fu ascritto al libro della nobiltà, entrando nei ranghi dell’amministrazione repubblicana e ricoprendo subito importanti incarichi diplomatici. Grazie a una raffinata educazione e a una personalità fuori del comune, diventò giovanissimo il direttore dei teatri viennesi, influenzando per un decennio la vita musicale e culturale della capitale dell’Impero e compiendo una rivoluzione storica nell’ambito del teatro musicale europeo. Fu quindi per vent’anni ambasciatore cesareo a Venezia, continuando a occuparsi sia di musica che di arti figurative. Costruì, e ordinò con criteri moderni ed illuminati, una celeberrima collezione di stampe del duca Alberto di Sassonia-Teschen, poi confluita in uno dei più grandi musei di grafica del mondo, l’Albertina di Vienna.

    Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, 29 e 30 settembre, ore 10.30-16-18.
    La sezione tessile: nuovo allestimento.
    Per l’occasione viene presentato al pubblico il nuovo allestimento della sezione tessile della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola dedicata all’esposizione delle ricche collezioni di tessuti acquisite dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria di cui vengono esposti, a rotazione, significativi esempi della prestigiosa produzione ligure.

    Oratori di Voltri, visite guidate, 29 e 30 settembre, ore 9.30-12 e 15.30-18.30.
    La Vergine Maria. La devozione voltrese attraverso le confraternite.
    La devozione della Vergine viene spesso rappresentata in statue lignee che la pietà popolare porta ad invocare attraverso molteplici titoli. Le Confraternite di Voltri (N.S. del Rosario, santi Nicolò ed Erasmo, Morte ed Orazione e sant’Ambrogio) accoglieranno nei loro oratori le casse lignee raffiguranti la Vergine Maria. Le Casse Processionali verranno presentate negli Oratori delle quattro Confraternite. Saranno dislocate seguendo un percorso logico, organizzato nelle seguenti sezioni:
    Vita di Maria –Devozione a Maria –Presenza di Maria sul nostro territorio.

    Voltri, Arciconfraternita Morte e Orazione, concerto, 29 settembre, ore 21.
    I Concerti Spirituali del Gonfalone “Seicento italiano e Settecento europeo”.
    Concerto a cura de “I Concerti Spirituali del Gonfalone” all’interno dell’iniziativa culturale organizzata dalle Confraternite voltresi “Seicento italiano e Settecento europeo ”. Gianni Rivolta flauto, Marino Lagomarsino violino, Luigi Tedone fagotto, Alberto Pisani violoncello,
    Roberto Massetti contrabbasso e Marco Zambelli clavicembalo.

    Palazzo della Banca d’Italia, visite e concerto, 29 settembre, ore 9-18.
    Apertura straordinaria della Banca d’ Italia con visite guidate alle ore 11 – 15 – 16 – 17, accompagnati dalla Storica dell’arte Mariangela Bruno.
    Concerto  ore 12 . Antonio Vivaldi  “Le  quattro stagioni”  op 8 per violino e orchestra. I Concerti del Gonfalone:  Direttore Marco Zambelli.
    Visita al Palazzo della Banca d’Italia, edificato tra 1911 e 1916, su disegno dell’ ing. Luigi De Gaetani. Al suo interno è visibile un ciclo decorativo, ispirato alla storia di Genova,  dei pittori:
    il romano Giovanni Capranesi,  appartenente a famiglia conosciuta nel mondo dell’arte, decoratore e restauratore, G. Miolato, veronese,  attivo soprattutto in Veneto come decoratore e frescante e Antonio Orazio Quinzio appartenente a nota famiglia di frescanti e decoratori.

    Calata Boccardo, visita guidata, 29 settembre, ore 15.
    La Soprintendenza  per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria  e SO.GE.I. s.r.l.  organizzano una visita guidata alla gru galleggiante “Langer Heinrich”. Ancora una volta l’armatore accoglierà a bordo i visitatori della gru galleggiante operativa più antica e conservata, per mostrare le meraviglie, anche estetiche, della tecnologia dell’inizio del Novecento.

    Quarto dei Mille, Chiesa San Giovanni Battista, 29 settembre, ore 10 e 16.30.
    Incontro/presentazione.
    Gli “Amici della Pittura Votiva” e la Parrocchia San Giovanni Battista di Genova-Quarto organizzano una presentazione del Museo virtuale della pittura votiva, con proiezione di immagini inedite, recentemente riscoperte, relative agli ex-voto liguri e non solo. Il sito è stato inaugurato durante la Settimana della Cultura dell’aprile scorso. Prosegue l’immissione di dati di santuari e luoghi di culto di tutta Italia, ed è anche possibile collegarsi, tramite link, alla grande opera svolta dal prof Grimaldi di Torino, che ha censito tutti gli ex voto dei santuari piemontesi.

    Conservatorio delle Fieschine, 29 e 30 settembre, ore 15-17.
    I tessuti delle Fieschine.        
    Esposizione e visite guidate al Conservatorio e alla piccola mostra di paramenti sacri esposti all’interno della Chiesa. Una selezione del grande patrimonio tessile studiato di recente da Marzia Cataldi Gallo e appartenente a questa istituzione benefica, creata per disposizione testamentaria, da Domenico Fieschi nel 1762 per accogliere le “zitelle ossia figlie di buona fama e di onesti costumi”.  Alcuni tessuti furono donati dalle nobildonne e forse confezionati con i loro abiti smessi – afferma Marzia Cataldi Gallo – altri ricamati dalle sapienti mani delle “maestre” e delle “figlie”, altri acquistati.  I tessuti delle Fieschine permettono di spaziare dalle mirabolanti composizioni dei tessitori francesi del Settecento fino ai damaschi, fiore all’occhiello delle manifatture genovesi, protagonisti della collezione con teli settecenteschi.  I ricami documentano i risultati eccellenti raggiunti dai ricamatori genovesi, per un verso dalle “figlie” aiutate dalle “maestre” per altro dai molti e rinomati laboratori attivi in città.

    Archivio Museo della Stampa, Magazzini dell’Abbondanza Porto Antico, 29 e 30 settembre, ore 10-18.
    L’ ARMUS Archivio Museo della Stampa – Raccolta gutenberghiana Francesco Pirella, dopo una pausa organizzativa, si riapre alla città con la consueta attività museale e con i laboratori Armus dedicati a turisti, a scolaresche di ogni ordine e grado, a portatori di disabilità. Un affascinante percorso teorico-pratico con possibili attività di composizione e impressione su antichi torchi che mostra la nascita del libro, alla scoperta della più grande invenzione dell’umanità: la stampa con caratteri mobili, attribuibile in Occidente a Johannes Gutenberg intorno al 1453. Si racconta la storia del libro, dalla Bibbia delle 42 linee al ‘tascabile’ di Aldo Manuzio, al libro autoprodotto grazie al PC.

    Musei di Strada Nuova, 29 e 30 settembre, ore 10-19.
    – Abiti e accessori dal vicino Oriente donati alle Collezioni Tessili.
    Oggetto della mostra è un cospicuo patrimonio di abiti e accessori provenienti dall’Europa dell’Est, dal Vicino Oriente e dall’Africa Settentrionale, recentemente pervenuti alle Collezioni Tessili Civiche grazie ad una serie di importanti doni. Si tratta di un nucleo di oggetti di grande fascino, quasi sempre acquisiti nel corso di viaggi, espressione di curiosità intellettuale, apertura e interesse profondo per culture diverse da quella occidentale, con una netta prevalenza dei manufatti prodotti in paesi dell’area islamica: Afghanistan, Giordania, Yemen, Turchia. Il percorso espositivo, concepito con l’obiettivo di favorire il dialogo interculturale, propone indumenti coloratissimi e decorati con preziosi ricami, gioielli e accessori, presentandoli come documento di culture figurative, conoscenze tecniche e fogge vestimentarie di antica origine.
    – “Sul Mare”. Vedute di Genova tra XVII e XVIII secolo. Palazzo Rosso.
    L’evoluzione della città, del suo rapporto con il mare e della sua raffigurazione attraverso una scelta di disegni, acquerelli, dipinti, stampe antiche conservati presso la Collezione Topografica del Centro di Documentazione per la Storia, l’Arte, l’Immagine di Genova.
    – Le forme intelligenti. Ceramiche in dialogo tra XVII e XX secolo.   Palazzo Tursi.
    La mostra presenta una serie di ceramiche da tavola e da arredo del Novecento di altissimo livello della Wolfsoniana, accostate ad analoghi pezzi in maiolica, porcellana o terraglia seicenteschi e settecenteschi delle Civiche Raccolte, sottolineando il sottile legame che unisce questi oggetti apparentemente così distanti. Si tratta talvolta di analogia, come nel caso di alcuni generi di decori o di forme, che i ceramisti e designer del Novecento hanno attinto, reinterpretandoli, dalla tradizione antica, in qualche caso, come per le opere futuriste, di netta e programmata contrapposizione. Un dialogo tra “forme intelligenti”che esprimono efficacemente gusti, tendenze artistiche e cultura di epoche diverse, rivelando anche che esiste, malgrado tutto, una sostanziale continuità tra passato e presente nell’affascinante mondo della ceramica.

    Fondazione Novaro, 29 e 30 settembre, ore 15.30-18.30.
    Una Fondazione per la Cultura Ligure del ‘900.
    Un invito aperto alla conoscenza dell’attività che svolge la Fondazione Mario Novaro da quasi trent’anni a favore della valorizzazione della cultura ligure novecentesca e del patrimonio librario, archivistico e artistico che essa conserva nella sua sede genovese.

    Gran Hotel Savoia, 29 settembre, ore 17.30.
    Bernina. Itinerari, ricerche, immagini in uno splendido massiccio alpino.
    Il CIV Balbi-Principe, che riunisce le imprese del settore commerciale -turistico – culturali- di servizio appartenenti al nucleo commerciale naturale di via Balbi e dintorni, agisce con l’obiettivo di promuovere il territorio, presenta, nella sede prestigiosa del GRAN HOTEL SAVOIA,  il libro  ” BERNINA (alpi Retiche)” del prof. Remo Terranova docente all’ Università degli studi di Genova, con conferenza e videoproiezione.

    Galata Museo del Mare, 29 settembre, ore 10.
    Dragare il passato: i fondali del Porto di Genova.
    Conferenza a più voci sui lavori di dragaggio in corso dal 2010 nei fondali del porto di Genova e sulle indagini archeologiche condotte dalla Soprintendenza  nello specchio portuale. Ancore, anfore e resti di imbarcazioni, discariche portuali e rifiuti urbani offrono uno spaccato della storia del porto di Genova e delle attività  che vi si svolgevano nel corso dei secoli. Promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria in collaborazione con l’Autorità Portuale di Genova e MuMa Museo del Mare.
    Ciò che il mare riporta.
    Ciò che il mare riporta è una mostra/evento, di opere d’arte realizzate utilizzando materiali di riciclo trovati dagli artisti sulla spiaggia. Una trentina installazioni (anche di grande formato), come simbolo a difesa dei pesci e dei mammiferi marini, che sono le maggiori vittime del cattivo trattamento degli scarti di plastica e dei rifiuti che inquinano le spiagge e i mari; molti gli artisti di talento presenti con le loro opere, tra cui Armando Tanzini e Marillina Fortuna. Abbinati alle esposizioni, sono previsti laboratori creativi della durata di circa 2 ore, aperti a bambini e/o adulti sul tema del riciclo per educare alla protezione del proprio patrimonio ambientale, per sviluppare una sensibilità civica contraria allo spreco.
    Mezzi e attrezzature della Darsena di Genova.
    La Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria ed il  Galata Museo del Mare organizzano una visita guidata sulle tracce del lavoro portuale tra le gru e il bacino di raddobbo della Darsena. Saranno presentati i nuovi numeri dei “Quaderni di archeologia industriale” dedicati alle piattaforme ferroviarie e al bacino di carenaggio.

    Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, 29 settmbre, ore 17.
    Concerto “Polifonia Rinascimentale”.
    Per l’occasione l’Ensemble vocale “Concerto armonico” proporrà, nel salone del secondo piano del museo, un concerto con brani di compositori della scuola polifonica rinascimentale genovese, da Simone Molinaro, a Giovanni Maria Costa e Bernardino Borlasca, e opere degli autori della scuola polifonica rinascimentale siciliana, in particolare Sigismondo D’India, Pietro Vinci, Claudio Pari, Antonio Il Verso, i quali musicarono testi del poeta savonese Gabriello Chiabrera.

    Quezzi Alta, Scuola Elementare Bruno Ball, 29 settembre, ore 15.30.
    Il Primo ‘900 a Quezzi.
    L’Associazione “Niâtri de Quessi – Cantamaggio, cultura e tradizione” e il Comitato Genitori  Scuola Bruno Ball  organizzano un pomeriggio per rivivere gli anni del Primo Novecento a Quezzi, quando erano attive  l’Unione Villeggianti e la Villa del Glicine, già Villa Serra. Canti tradizionali saranno eseguiti da ” Zena Antiga” e saranno intervallati da letture dai Verbali dei Villeggianti e da narrazioni di storie locali. Sulla vita a Quezzi nel Primo Novecento sarà allestita una mostra fotografica. In caso di pioggia l’evento avrà luogo nei locali del Circolo ARCI “Rino Barighini”.

    Pegli, Mu.MA – Museo Navale di Pegli, 29 e 30 settembre, ore 10-19.
    Omaggio al pittore Evasio Montanella.
    Mostra di pittura di un significativo artista Evasio Montanella, protagonista dell’arte del Novecento che ha operato sul territorio genovese di Ponente. Evento con il patrocinio della Regione Liguria, del Comune di Genova, dal Municipio Ponente, in collaborazione con Mu.MA. Enti promotori Pegli Live Associazione culturale, gli Amici delle Ville e dei Musei di Pegli, Lions Club Pegli.
    La collezione marittima e la storia della Villa Doria Centurione.
    Visita guidata a due voci a cura Nicla Buonasorte e Claudio Tosi. Ore 16.
    I palazzi di Ponente.
    29 e 30 settembre. Visite guidate e incontri. Immagini e storia del Patrimonio architettonico civico compreso nel Municipio VII – Ponente del Comune di Genova, a quasi 400 anni dalla pubblicazione del celebre “catalogo” rubensiano, cui l’iniziativa si ispira.
    Nel salone del Palazzo Doria Centurione, sede del Museo Navale di Pegli,
    ove operarono maestri come Alessi (citato dal Vasari), Tavarone, Granello,
    una sintetica mostra fotografica ed una visita-conferenza illustreranno la valenza storico-artistica di edifici privati eretti tra XVI e XIX secolo , ora Patrimonio della Città. Al racconto ed ai documenti si premette un percorso guidato all’aperto che aiuta a ricostruire “dal vivo” l’intero parco di Villa Doria, voluto da Giovanni Andrea, principe di Melfi e nipote del più famoso Ammiraglio.

    Museo civico di Storia Naturale G.Doria, 29 settembre, ore 11-13-15-17.
    – Io e l’Africa.
    Il filmato è stato girato nell’agosto 2011 in occasione di un safari fotografico effettuato in Kenya, nei Parchi Nazionali Lago Nakuru, Lago Bogoria, Lago Baringo, Santuario Sweetwaters e Samburu Park e Masai Mara. L’occhio esperto di Gianni Carrea, noto fotografo e pittore naturalista, ha colto ed ha reso con immediatezza gli aspetti più consueti della vita degli animali, nonché i colori e la bellezza di un territorio che rende sempre difficile il ritorno alla “normalità”.
    – Nobody’s perfect-Storie di ordinaria microscopia.
    Scienza e arte sono due approcci diversi alla volontà dell’uomo di conoscere la natura e se stesso.
    Entrambe filtrano attraverso la percezione sensoriale, che pertanto le accomuna. Una fotografia scattata nell’ambito della ricerca scientifica, votata quindi alla puntuale descrizione della natura nel modo più oggettivo possibile, può essere interpretata soggettivamente e riscoprirsi rappresentazione fantasiosa della realtà. Le immagini presentate sono di campioni biologici acquisite attraverso il microscopio a luce trasmessa, ad epifluorescenza, confocale ed elettronico a scansione, e svelano quindi in questa rassegna, lati sorprendenti, onirici o familiari.

    Commenda di Pré, 29 e 30 settembre.
    “Aperti per voi”- Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni e Museoteatro della Commenda di Pré.
    Sabato 29 settembre e domenica 30 settembre 2012, dalle ore 10.00 alle ore 19.00, ingresso libero fino ad esaurimento posti, al Museoteatro della Commenda di Prè. Sabato 29 settembre 2012 dalle ore 10.00 alle 18.00 ingresso libero alla Chiesa Inferiore della Commenda, grazie ai volontari del Touring Club Italiano del progetto “Aperti per voi” che la apre al pubblico, ogni venerdì e sabato (eccetto agosto) dalle 10.00 alle 18.00. La Commenda di San Giovanni di Prè è un edificio straordinario, tra i più antichi di Genova che risale al 1180 d.c., costruito per assistere pellegrini e crociati che si recavano o ritornavano dalla Terrasanta, nella forma detta “ospitale”.
    In mostra nel Museoteatro gli “SCRITTOI DELLA CONOSCENZA” al primo piano a cura di Pierangelo Campodonico. Due scrittoi interattivi comandati da 52 punti di contatto, che dialogano con maxischermi e riconoscono gli oggetti che vengono messi sopra. Un grande libro virtuale sulla storia delle crociate, dei personaggi e dell’ordine cavallaresco dei Giovanniti, i costruttori della Commenda, un viaggio emozionante sulla Commenda del Medio Evo, i tragitti dei pellegrinaggi e la vita quotidiana. La storia delle crociate, della città di Genova e dell’Ordine di Malta dall’anno Mille fino al 1799 quando Napoleone lo soppresse.

    Museo Diocesano, 29 settembre, ore 15-18.
    Tutti in festa nel Chiostro!
    Il  Museo Diocesano,  la Cooperativa Arti&Mestieri  e “Janua Temporis ” organizzano una Festa grande nel Chiostro della Cattedrale, per presentare tutte le attività in previsione per l’anno 2012-2013 nel Museo Diocesano e nel Museo del Tesoro. Nella splendida cornice del Chiostro saranno infatti allestiti stand e banchi che offrono informazioni e “prove” delle varie attività, con notizie sugli eventi, i viaggi, il volontariato culturale e l’offerta didattica, ma anche dimostrazioni di pittura antica e laboratori per bambini. Qua e là attori in vesti di personaggi del passato offriranno liberamente piccole performance teatrali, di danza e di narrazione, mentre le guide del Museo Diocesano aiuteranno a scoprire angoli nascosti del sito con brevi visite a ciclo continuo.

    Museo Gipsoteca Luigi Venzano, 29 e 30 settembre, ore 16-19.
    Porte aperte.
    Presentazione dell’opera “Barriere”. Sarà illustrata, attraverso notizie storico-critiche, immagini, documenti, ricordi, l’opera che, nel 1946,  lo scultore dedicò alla emergente Unità Europea.

    Museo dei Beni Culturali Cappuccini, 29 e 30 settembre, ore 15-18.30.
    Scoprire la collezione d’arte dei Frati Cappuccini.
    Occasione speciale per poter ammirare i restauri realizzati negli ultimi dieci anni in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria. “ALLA LUCE” presenta al pubblico i capolavori di: L. Calvi, O. De Ferrari, G.B. Casoni, P. Piola, G.L. Bertolotto, D. Guidobono, G. Palmieri, P.F. Guala ed altri.

    Museo del Risorgimento – Istituto Mazziniano, 29 settembre, ore 10-19.
    I viaggi di Pietro Paolo Celesia nelle carte dell’Istituto Mazziniano.
    L´Archivio dell´Istituto Mazziniano comprende oltre 30.000 manoscritti e autografi relativi a personaggi e associazioni rappresentativi della storia di Genova, dal XVIII al XX secolo, con particolare riferimento alla storia del Risorgimento.La raccolta si è formata nel corso del tempo attraverso acquisti e donazioni, e il trasferimento all´Istituto Mazziniano di materiale proprio dell´Archivio Storico del Comune di Genova.Nell´archivio sono conservati anche i manoscritti di Pietro Paolo Celesia (1732-1806), giurista, diplomatico, senatore della Repubblica di Genova. A cura di Paolo Bernardini, Liliana Bertuzzi, Raffaella Ponte.           
    Viaggio nel Risorgimento nazionale attraverso le collezioni esposte nella casa natale di Giuseppe Mazzini.
    Ore 17. Visita guidata a cura di Liliana Bertuzzi.    

    Museo di Arte Sacra di N.S. della Consolazione, 29 settembre, ore 17.
    In occasione della nuova esposizione di arte sacra allestita nelle sale del Museo della Chiesa di Nostra Signora della Consolazione, i Padri Agostiniani propongono la visita alla preziosa raccolta di dipinti, opere scultoree, parati tessili, suppellettili sacre e cantorali miniati, esposta nelle sale della sacrestia superiore e nel refettorio conventuale, un tempo salone del Palazzo Pinelli. Le opere esposte, risalenti ai secoli XVI, XVII, XVIII e XIX, provengono in parte dall’antica sede genovese degli Agostiniani di Artoria, in Val Bisagno e dalla seicentesca parrocchia di San Vincenzo, entrambe non più esistenti. Visita guidata a cura di Agnese Avena. Eventuali offerte saranno devolute al restauro del settecentesco gruppo scultoreo ligneo del Compianto sul Cristo morto, di scuola di Anton Maria Maragliano (1664 – 1739).

    Museo di S.Agostino, 29 settembre, ore 21.30.
    The finger and the moon 3.
    Terza tappa del progetto incominciato nel 2007 all’Opening della Biennale di Venezia e proseguito nel 2009 in Piazza S. Pietro in Vaticano. “The Finger and the Moon” riflette sulla spiritualità nella nostra società, sull’affinità tra le diverse forme di preghiera, sulla libertà religiosa e il rispetto per ogni forma di religione, sulla limitatezza e la pericolosità del fanatismo e della chiusura al dialogo. A “The Finger and the Moon 3”, prenderanno parte esponenti delle più diverse confessioni religiose, che mediteranno insieme in una performance-rito collettivo.
    Raum Form Licht – Spazio Forma Luce.
    29 e 30 settembre ore 10-19. Mostra  del pittore  Peter Nussbaum,  austriaco, che  dal 1977 opera come pittore ed ha esposto in tutta Europa, in Cina ed Argentina. Egli è giunto a definire un linguaggio artistico nel quale le forme e il colore vivono in rapporto e in funzione della luce, intesa come metafora di una vita più intensa, spirituale. Da questo punto di vista, i suoi ritiri di meditazione presso i monasteri del Monte Athos, in Grecia, hanno costituito una tappa fondamentale del suo percorso personale e artistico quale traspare e ci comunica nelle sue eccezionali opere informali. L’allestimento in Sant’Agostino godrà fra l’altro di installazioni illuminotecniche all’avanguardia che esalteranno proprio questo aspetto fondamentale della sua ricerca.

    Museo d’Arte Orientale E.Chiossone, 29 e 30 settembre, ore 10-19.
    Porcellane cinesi e giapponesi nelle Civiche Collezioni genovesi.
    Questa rassegna, comprendente circa 120 opere, offre occasione di osservare e apprezzare molte varietà di porcellana cinese e giapponese prodotte durante i secoli XVI-XIX. La mostra intende offrire importanti stimoli visivi alla riflessione sui valori artistici, culturali ed estetici, concreti e spirituali, che le porcellane hanno rappresentato nei secoli ed esprimono a tutt´oggi sia come vasellame d´apparecchiatura sia come arredo ornamentale solo assolto a numerose funzioni pratiche, ma hanno anche influito sulla maturazione del gusto europeo e sulla ricerca d´adempimento tecnico e formale delle arti ceramiche d´Occidente.
    Zuiganji. La vita dei monaci Zen.
    Mostra di fotografia di Fabio Massimo Fioravanti che documenta la vita e i rituali dei monaci Zen della scuola Rinzai nel monastero Zuiganji.          29 e 30 settembre ore 10-19.
    Sussurri e dolci arie. Il gioco della seduzione in musica.
    30 settembre, ore 17. Concerto. Un viaggio nel mondo della passione amorosa con le melodie tenere, sensuali, ironiche e divertite di Rossini, Debussy, Bernstein, Satie, Schubert, Britten e molti altri. Dania Palma, soprano; Patrizia Battaglia, contralto; Paolo Paghi, tenore; Patrizia Priarone, pianoforte.

    Oratorio di S.Giacomo della Marina, 29 e 30 settembre, ore 10.30-18.30.
    Fede e tradizione: la Confraternita di S.Giacomo della Marina.
    Si prevede di aprire la sede della Confraternita per illustrare la storia della tradizione confraternale a Genova e consentire la visita al patrimonio architettonico e artistico dell’antico Oratorio.

    Santa Maria di Castello, 29 e 30 settembre, ore 9.30-19.
    Santa Maria di Castello si apre alla città.
    Visite guidate al complesso religioso di Santa Maria di Castello, uno dei più antichi ed importanti luoghi di culto cristiano di Genova. Il complesso è costituito dalla chiesa-convento, dall’oratorio e dai chiostri restaurati. L’annessa Biblioteca nuova contiene codici e incunaboli di notevole interesse, oltre ad un prezioso affresco su San Domenico che ritrova i suoi frati in Paradiso, opera di Carlo Braccesco e risalente a fine Quattrocento. La chiesa, in stile romanico e databile a prima dell’anno 900, attraverso la concessione delle cappelle alle grandi famiglie della nobiltà genovese ha incrementato durante i secoli il proprio corredo artistico, specie pittorico e scultoreo.

    Studio Garaventa, 29 e 30 settembre.
    A bottega da Lorenzo Garaventa.
    Una suggestiva esperienza  per ammirare le opere dell’illustre  pittore nello storico studio dove furono concepite  e di scoprire come la sua allieva Luisa Caprile ne prosegua la preziosa tradizione.

    Villa del Principe, 29 settembre, ore 10.
    Visita guidata alla Grotta Doria.
    Villa del Principe riapre al pubblico dopo più di un anno la Grotta Doria, in occasione della ricorrenza del quinto centenario della nascita di Gian Galeazzo Alessi. Lo splendido manufatto cinquecentesco, progettato dal famoso architetto perugino intorno alla metà del XVI secolo, presenta una fantasmagorica decorazione in mosaico polimaterico di rara preziosità, costituite da incrostazioni di conchiglie, coralli, maioliche e cristalli. Le tematiche delle Metamorfosi di Ovidio e della celebrazione delle humanae litterae si ammirano in questo ambiente a pianta centrale.

    Sampierdarena, Municipio Sala Consiliare, 29 settembre, ore 9.30-13.
    Un’attenzione a Sampierdarena. Sulle orme di Galeazzo Alessi.
    Una giornata di incontro/convegno organizzato dall’Associazione Dimore Storiche Italiane e il Rotary International-Distretto 2032 – con la Commissione Interdistrettuale Arte e Beni Culturali, per porre attenzione al territorio,  un poco trascurato,  di “San Pê d’oenm-a”,  che si caratterizza per la sua storia ed in particolare per le sue ville e gli edifici, un tempo grandi e importanti dimore storiche di riguardo, ma che oggi hanno perso i loro connotati di qualità. Al fine di soffermarsi un attimo, catalizzare l’attenzione su questo territorio che molta storia ha generato e molta ne conserva sotto sbiadite immagini. Con questa giornata di incontro si vuole risvegliare l’attenzione un poco dormiente dei giovani e renderli più consapevoli del patrimonio che appartiene a tutti noi.

    Per tutti i dettagli e per tutte le informazioni sulle aperture nel resto della provincia di Genova e nelle altre province liguri, si può consultare il sito beniculturali.it nella sezione dedicata alle Giornate Europee del Patrimonio.

    Claudia Baghino 

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Mercato del Carmine: scade il bando, sarà la volta buona?

    Mercato del Carmine: scade il bando, sarà la volta buona?

    Mercato Comunale del CarmineIl 30 settembre scade il bando per l’affidamento del mercato comunale di piazza del Carmine, in pieno centro città. Il mercato, ormai alcuni anni fa, è stato interessato da lavori di restauro e risanamento conservativo, ma da allora è rimasto inutilizzato. Il Comune ha sostenuto una spesa di oltre 430 mila euro per un progetto di riqualificazione urbana che riguardava l’intero quartiere. Oggi però questo piccolo gioiello è desolatamente vuoto. Prima di questa gara, infatti, l’amministrazione comunale ne aveva bandito un’altra ma purtroppo il consorzio vincitore – a causa della stretta creditizia delle banche – non è riuscito a rispettare gli impegni presi.

    Adesso il Comune ci riprova e vediamo se sarà la volta buona.
    Il soggetto vincitore dovrà realizzare le strutture interne e ovviamente occuparsi della gestione del mercato. La durata della concessione è di 10 anni. Il concessionario dovrà corrispondere a Palazzo Tursi un canone relativo all’utilizzo della struttura di proprietà comunale. La base economica d’asta è di 104.700,00 euro annui mentre per i lavori il costo stimato degli interventi è di 308.659,00 euro.
    Come specifica il bando il mercato «dovrà essere allestito in modo tale che all’interno possano essere svolte le seguenti funzioni: la commercializzazione di prodotti tipici in particolare alimentari a filiera corta con possibile consumo sul posto; attività ludiche, ricreative, culturali e didattiche, specie riferite a qualità e sicurezza alimentare; la somministrazione di alimenti e bevande con spazi dedicati all’Enoteca regionale Genova e Tigullio».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Received Pronunciation: un accento di classe nella lingua inglese

    Received Pronunciation: un accento di classe nella lingua inglese

    Andrew Mitchell è un esponente del Conservative Party, attualmente al governo nel Regno Unito, all’interno del quale occupa il ruolo di Chief Whip, occupandosi di aspetti disciplinari nel partito. Per esempio, controlla che i Members of Parliament-  o semplicemente MPs – del suo gruppo siano presenti in aula, partecipino alle votazioni e seguano i dettami del governo facendone passare le proposte di legge.

    Oltre a ricoprire questo incarico prestigioso, però, ho delle buone ragioni per ritenere che nel tempo libero Andrew Mitchell si dedichi alla lettura della rubrica di Era Superba sulla lingua inglese. Già, perché non avrei altri modi per spiegare la tempestività con la quale il Chief Whip si è reso protagonista di un episodio di spudorato classismo, a riprova di quanto il tema dell’us and them, che abbiamo introdotto la scorsa settimana, sia non solo reale ma anche assolutamente attuale.

    Pochi giorni fa, Mitchell si stava recando in bici a Downing Street, la sede del Primo Ministro britannico, il conservatore David Cameron. Al cancello, però, i poliziotti di guardia gli hanno negato l’accesso, che il regolamento prevede debba avvenire a piedi. Mitchell non l’ha presa bene e dopo una discussione animata ha chiuso il siparietto apostrofando gli agenti come: “Plebs”, plebaglia.

    A onor del vero, la versione secondo la quale il Chief Whip avrebbe dato dei plebei ai poliziotti è stata data dagli agenti stessi, mentre l’esponente conservatore, seppur scusandosi per lo scatto d’ira, sostiene di non avere usato tale termine offensivo: un’inchiesta stabilirà chi dice la verità.

    Quello che ci interessa, tuttavia, è tornare all’aspetto linguistico collegato a quello sociale e culturale. La presenza del classismo in UK  è percepibile attraverso episodi analoghi a quello di Andrew Mitchell, ma anche, come anticipato, nella lingua e in particolare nella pronuncia. La RP, la pronuncia “ricevuta” nelle élitarissime public schools  e in ambito universitario a Oxbridge (composto di Oxford e Cambridge) è uno status symbol ed è l’accento proprio della ristretta classe di potere britannica.

    E’ importante sottolineare il carattere non regionale della Received Pronunciation. In Italia siamo abituati ad accettare ogni tipo di accento locale, purché il nostro interlocutore parli in modo comprensibile. Non sono la pronuncia o la cadenza che ci fanno capire il suo background culturale e sociale. Poco importa se questa persona proviene da Firenze e pronuncia “bene” con la “e” aperta oppure se è cresciuta a Parma e ha una “r” particolarmente rotata: sono in realtà la sua proprietà di linguaggio, il suo vocabolario e la sua correttezza espressiva a rivelarci chi è.

    La RP, invece, è un accento di classe, per quanto affondi  le proprie radici nel sud dell’Inghilterra, dove infatti si trovano sia Oxford e Cambridge sia le public school più prestigiose (guarda caso Mitchell ha studiato alla Rugby School e si è laureato a Cambridge ).

    La domanda che può sorgere è: se si tratta di un accento proprio di un numero così ristretto di persone, perché gli viene dedicata così tanta attenzione?

    Come studenti di lingua inglese, conoscere che cosa è la RP è imprescindibile. Quando i dizionari presentano la pronuncia di una parola, il modello britannico di riferimento che usano è la Received Pronunciation. Per esempio, se non sapete come si legge la parola derby, troverete tra parentesi oblique /ˈdɑː.bi/ e potrete essere certi che, per quanto guardata con antipatia dalle working classes, quella pronuncia “ricevuta” sarà comprensibile a tutti.

    Proprio per questa ragione la RP ha un ruolo fondamentale, in quanto permette allo studente disorientato in quella autentica giungla che è la pronuncia inglese di avere un modello di riferimento saldo al quale fare affidamento per farsi capire dal suo interlocutore.

    Ma come mai – sarà la successiva domanda – è un accento così élitario a essere diventato il modello di riferimento?  Ahimé, la risposta in questo caso è che in una lingua non vige la democrazia e che la varietà linguistica che si afferma è quella di chi detiene il potere. E proprio da quest’ultimo sono al momento esclusi coloro che Mitchell & co. chiamano plebs.

    Daniele Canepa
    [foto di Diego Arbore]

  • Ti presento Sophia: spettacolo anti crisi al Teatro Instabile

    Ti presento Sophia: spettacolo anti crisi al Teatro Instabile

    Teatro InstabileUn gruppo di giovani genovesi tra i 25 e i 30 anni si è radunato, mettendo insieme il loro talento e inclinazione artistica, e ha dato vita all’associazione culturale Sophia dalla Notte.

    Ora l’associazione apre le porte ai genovesi e si presenta in uno spettacolo dal titolo emblematico, Ti presento Sophia, che si terrà domenica 30 settembre (ore 21) al Teatro Instabile di via Cecchi: un team di ragazzi che rispondono alla crisi con una risata, un progetto culturale e uno show rigorosamente autoprodotto.

    Ogni membro di Sophia Dalla Notte metterà in scena le proprie abilità recitative, musicali e coreografiche al servizio della risata, visto che la maggior parte di loro si muove nell’ambito del cabaret. La serata sarà anche l’occasione di una prima raccolta fondi per l’inizio delle attività associative.

    Nel corso dello spettacolo le attività di Sophia Dalla Notte saranno presentate dal fondatore Nicola Camurri, attore, regista, cabarettista e docente di recitazione.

  • Liguria: verso la nascita di un ente di riscossione regionale

    Liguria: verso la nascita di un ente di riscossione regionale

    Ieri in consiglio regionale si è parlato dell’opportunità di costituire una società alternativa ad Equitalia per la riscossione dei tributi della Regione Liguria e degli enti locali liguri. Come avevamo anticipato anche il Comune di Genova, secondo la legge, dovrà decidere a chi affidare questa funzione strategica. E già si profila all’orizzonte una futura collaborazione con Anci (Associazione dei Comuni Italiani).

    All’unanimità è stata approvata una mozione, firmata da Edoardo Rixi, Francesco Bruzzone e Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) che impegna la giunta «a valutare la possibilità, insieme ad Anci Liguria, di costituire un ente di riscossione regionale, oppure una direzione regionale dedicata, per dare un adeguato servizio ai comuni ed allo stesso tempo per ridurre disagi e costi per i cittadini in difficoltà; e a richiedere al Governo di delegare all’eventuale nuovo ente di riscossione regionale anche la riscossione dei tributi statali». La collaborazione con Anci, non prevista nel testo originario, è stata chiesta ed ottenuta dall’assessore al bilancio, Sergio Rossetti.

    «La Regione non può essere l’unico ente che per la riscossione continui a ricorrere ad Equitalia che, talvolta, ha usato sistemi quasi coercitivi – ha spiegato Rixi illustrando la mozione – In questi tempi di crisi da un lato le persone rischiano di perdere il lavoro, dall’altro, per un sistema coercitivo, rischiano il pignoramento dell’alloggio perché, in un momento di difficoltà, non riescono a pagare le imposte. L’Ente locale deve, quindi, saper distinguere tra chi fa il furbo e non vuole pagare e chi, invece, in determinati tempi non può farlo perché si trova in una situazione critica. In caso contrario si crea una ulteriore tensione sociale. Chiedo pertanto alla Regione di analizzare questo problema per capire che cosa intendiamo fare nel 2013: se vogliamo rinnovare il contratto ad Equitalia, e con quali condizioni, oppure se vogliamo trovare una formula nuova, come quella da noi proposta o altre alternative».

    L’assessore al bilancio, Sergio Rossetti ha ribadito «Si tratta indiscutibilmente di un tema delicato ed importante per la quotidianità di molte famiglie».

    Rossetti è quindi sceso nel dettaglio della mozione, chiedendo, come detto, il coinvolgimento diretto di Anci e, quindi, di comuni e province, gettando così le basi per la nascita di un ente di riscossione con valenza sul territorio degli enti locali liguri coinvolti, e non solo al servizio della Regione. «In epoca di spending rewiew non è certo ipotizzabile costituire un’azienda di proprietà pubblica e solo della Regione Liguria perché non ci sono le condizioni economiche e giuridiche. Diversa è la collaborazione con Anci e possiamo valutare insieme la possibilità di istituire un ente di riscossione. Senza questo partner ritengo che la via non sia percorribile. E’ necessario, quindi, operare insieme a comuni e province».

     

    Matteo Quadrone

  • Teatro dell’Archivolto: intervista a Pina Rando e Giorgio Gallione

    Teatro dell’Archivolto: intervista a Pina Rando e Giorgio Gallione

    Nel 1997 Pina Rando e Giorgio Gallione hanno assunto rispettivamente il ruolo di Direttore e Direttore Artistico del Teatro dell’Archivolto, portando nel quartiere di Sampierdarena la loro compagnia, attiva dal 1986, e ristrutturando i locali del Teatro Gustavo Modena, che oggi insieme alla Sala Mercato forma i due spazi della struttura.

    Era Superba li ha incontrati per tracciare insieme un bilancio di questi quindici anni di attività, con una nuova stagione teatrale appena presentata all’insegna come ogni anno di una commistione delle principali forme artistiche, dalla musica alla danza, dalla prosa alla sperimentazione, e che ogni anno porta a Genova nomi di rilievo nazionale e fa conoscere alla città le opere prodotte dalla compagnia dell’Archivolto.

    Qual è la cosa di cui andate più fieri, analizzando i vostri quindici anni di lavoro?

    (Pina Rando) Sicuramente andiamo orgogliosi di aver riaperto un teatro chiuso da vent’anni, di averlo ristrutturato e di aver contribuito, stagione dopo stagione, a portare il pubblico genovese in questo quartiere. Siamo molto contenti di quello che abbiamo fatto, il pubblico interviene numeroso e ci vuole bene, le presenze sono più o meno sempre le stesse di anno in anno, e questo significa che abbiamo spettatori ormai affezionati che continuano a essere con noi.

    (Giorgio Gallione) Da direttore artistico, il mio maggiore orgoglio è aver visto passare in questo teatro artisti che hanno raggiunto la fama a livello nazionale. La nostra compagnia è nata nel 1986 con i Broncoviz (Maurizio Crozza, Ugo Dighero, Carla Signoris, Mauro Pirovano e Marcello Cesena, ndr): allora abbiamo avuto un mix di attenzione e fortuna nel mettere insieme una squadra molto forte, che per dieci anni ha lavorato con passione dando vita a spettacoli di grande successo. Ancora oggi, nonostante le loro strade professionali si siano divise, continuano ad avere un rapporto molto stretto con il teatro. Un altro motivo di orgoglio è il legame che da anni teniamo con artisti del calibro di Claudio Bisio, Neri Marcoré, Fabio De Luigi e molti altri.

    Il teatro si trova a Sampierdarena, un quartiere di cui si parla quasi esclusivamente per fatti di cronaca nera, nonostante siano molti i tentativi di valorizzarlo. Qual è il vostro legame con il territorio? A vostro parere, Sampierdarena “arriva” nel modo giusto alla città?

    Teatro Modena

    (Pina Rando) Il nostro rapporto con il quartiere è buono: noi veniamo qui tutti i giorni, spesso uscendo la sera molto tardi, e a ogni nostro spettacolo il pubblico arriva e se ne va senza nessun problema. Personalmente, percepisco i problemi di Sampierdarena più facilmente dai giornali che da ciò che vedo e vivo ogni giorno. Le criticità ci sono e non lo si può negare, ma siamo sicuri che sia così meno pericoloso girare in via XX Settembre alle 2 di notte? Noi cerchiamo inoltre di avvicinare al teatro anche le persone di diverse etnie che vivono nel quartiere, a partire dalla stagione di teatro ragazzi e dai laboratori che attiviamo con le scuole, in modo che il nostro ruolo di presidio culturale abbia un senso anche per le persone di varie nazionalità che vivono qui.

    (Giorgio Gallione) È l’esistenza stessa del teatro che va difesa: il fatto di venire a teatro a ogni ora del giorno e della notte, radunando un pubblico di 400-500 persone ogni volta eterogeneo, è già di per sé un atto che crea contatto, crea comunicazione, smussa le differenze: un atto “politico”, nel senso più completo del termine. Il bello di questo spazio è che è il teatro di Sampierdarena, ma non è solo un teatro per Sampierdarenesi. Ci troviamo in un quartiere in cui ancora oggi si dice “vado a Genova” riferendosi al centro città: quando siamo arrivati qui era una zona “morta”, nel senso di isolata, poco connessa al resto della città anche da un punto di vista di trasporti e logistica. Negli anni la situazione è molto cambiata, abbiamo circa 70.000 spettatori all’anno e questo ha modificato molto il quartiere, a partire dall’apertura di attività commerciali nella zona del teatro. Notiamo che il nostro pubblico è formato circa da 1/3 di abitanti del quartiere, 1/3 di genovesi e 1/3 di persone che vengono da fuori Genova.

    Si parlava del lavoro con i bambini: rispetto a quando avete iniziato, oggi siamo nella generazione dei cosiddetti “nativi digitali”. Questo ha cambiato l’approccio dei più piccoli al teatro?

    (Giorgio Gallione) Per nulla, a nostro parere. Il teatro è nato con l’uomo, nasce dall’esigenza di farsi raccontare delle storie, che è una delle principali richieste che i bambini fanno agli adulti. Solo il mezzo è cambiato: un tempo c’era il racconto orale, poi si è passati ai libri e così via. Facebook e simili non hanno cambiato molto nel modo di comunicare, ancora oggi percepiamo il desiderio dei bambini di rapportarsi con le storie in ogni modo possibile.

    Siamo ai primi mesi della Giunta Doria: che opinione avete della nuova amministrazione comunale?

    (Pina Rando) È ancora troppo presto per fare previsioni: le premesse sembrano buone, abbiamo in previsione un incontro con l’assessore Carla Sibilla e ci sembra che si possa fare un buon lavoro. Per il resto, il bilancio del Comune e gli stanziamenti alla cultura sono ancora troppo legati alla Giunta precedente. Un reale quadro della situazione si potrà formare solo quando la nuova Giunta approverà il suo primo bilancio.

    Siete stati tra i firmatari del Manifesto del Sole 24 Ore contro i tagli alla cultura. Se è sempre più difficile
    trovare “dall’alto” soluzioni per aiutare , è utopistico pensare a un sistema culturale che si sostiene “dal basso”? Che cosa si può fare per reagire a questa situazione?

    (Pina Rando) Posso dirlo in una parola? Resistere. Stiamo parlando di una crisi che non coinvolge solo Genova e non coinvolge solo il teatro, i tagli al Fus sono un problema che investe la cultura nel suo complesso a livello nazionale. I teatri non possono vivere della sola vendita dei biglietti, ma fare rete è fondamentale, sia a partire dalla sinergia con gli altri teatri sia integrarsi con le associazioni del territorio, i comitati di quartiere, i centri sociali e così via.

    (Giorgio Gallione) Il modo migliore per affrontare ogni situazione è fare bene il proprio lavoro: nel nostro caso ci sono due anime, da un lato quella sociale e dall’altra quella artistica, ed è fondamentale coniugare questi due temi. Il teatro esiste da migliaia di anni, ce la faremo anche noi e questa arte nel suo complesso continuerà a esistere.

    A conclusione di quanto abbiamo detto, diteci cos’è per voi fare teatro.

    (Pina Rando) Comunicare. Raccontare storie. Condividere con gli altri l’emozione di ascoltare storie.

    (Giorgio Gallione) Il teatro è nato con la comunicazione, è nato quando un uomo si è seduto da qualche parte, ha acceso un fuoco e ha cominciato a inventare questa fascinazione, a usare l’immaginazione. Il teatro è anche politica, come si diceva anche prima, ed è “raccontare e raccontarci”.

    Marta Traverso

    Video di Daniele Orlandi

  • Consiglio regionale: rimborsi d’oro per gli spostamenti, senza rendiconti

    Consiglio regionale: rimborsi d’oro per gli spostamenti, senza rendiconti

    Consiglio regionale LiguriaFare attività sul territorio, coltivare il rapporto con gli elettori, stare vicini alla gente sono parole d’ordine per i politici nostrani, a tutti i livelli. E si comprende bene il motivo, considerando alcuni rimborsi d’oro per viaggi e spostamenti, ufficialmente istituzionali, degli amministratori pubblici.
    Il caso è esploso ieri in Regione Liguria grazie all’intervento del consigliere della Lista Biasotti, Lorenzo Pellerano che, a margine della seduta consigliare, ha mostrato la viacard ricevuta il giorno del suo insediamento «Io un piccolo passo per ridurre le spese l’ho fatto fin da subito – ha affermato Pellerano – mi hanno consegnato viacard e telepass per pagare l’autostrada, ho tenuto solo la prima restituendo immediatamente il telepass».
    «Quando viaggio per motivi personali pago di tasca mia – ha aggiunto il consigliere della Lista Biasotti – sennò per spostamenti di lavoro uso la viacard intestata al Consiglio regionale».

    «Per quanto riguarda il rimborso delle spese non ci possiamo lamentare in quanto riceviamo circa 2000 euro al mese per gli spostamenti all’interno dei confini regionali», ha sottolineato Pellerano.
    In realtà il compenso forfettario che ogni rappresentante dell’assemblea regionale porta a casa mensilmente parte da un minimo di 2800 euro per chi risiede a Genova ad un massimo di 4500 euro per chi abita ad oltre 80 km dal capoluogo, in tutti i casi parliamo di cifre al netto.

    Per il consigliere della Lista Biasotti «È giusto che un consigliere riceva un rimborso quando si sposta per motivi legati alla carica ma credo che le spese dovrebbero essere pagate presentando un rendiconto». Cosa che oggi non avviene «Un conto se vado a Ventimiglia per una riunione o un incontro di lavoro – spiega Pellerano – un altro discorso se vado in Trentino in vacanza. Non sono sicuro che il Consiglio regionale a fine anno controlli i percorsi e si premuri di chiedere al singolo consigliere il rimborso delle spese personali. So che, invece, molte aziende private lo fanno».

     


     

  • Corsi di cucina a Genova: il progetto di Laboratorio Veg

    Corsi di cucina a Genova: il progetto di Laboratorio Veg

    cucina vegVi piacerebbe saperne di più sulla cucina naturale e su come realizzare ricette gustose, ma rigorosamente sane e vegetariane?

    Il Laboratorio Veg, creato da un gruppo di giovani genovesi molto sensibili a questi temi, propone per il prossimo autunno un corso breve di cucina naturale: quattro incontri che si terranno al Cesar Store di via XII Ottobre, ciascuno della durata di due ore e focalizzato su un tema specifico.

    Questo il programma:
    4 ottobre, ore 18.30: il seitan, questo sconosciuto.
    22 ottobre, ore 18.30: stuzzichini sfiziosi per un aperitivo casalingo.
    5 novembre, ore 18.30: biscotti golosi… i Cookies.
    27 novembre, ore 18.30: sapori e profumi indiani.

    Il prezzo di ogni incontro è 35 €, mentre l’iscrizione a tutti e quattro gli appuntamenti costa 140 €. Per info e prenotazioni si può scrivere a laboratorioveg@gmail.com.

  • Consiglio Comunale, presentate le linee programmatiche del Sindaco

    Consiglio Comunale, presentate le linee programmatiche del Sindaco

    Marco DoriaErano da tempo attese ed evocate e sono state esposte ieri pomeriggio (25 settembre, ndr) in Consiglio Comunale le linee programmatiche del Sindaco. Come premesso dallo stesso Marco Doria, questo documento ha ripreso in buona parte i contenuti del programma elettorale, sviluppandoli sulla base dell’esperienza, seppur breve, di questi primi mesi di governo della città. Ed in effetti il Sindaco ha rievocato molti dei punti su ci già si era soffermato in occasione del suo discorso di insediamento a giugno e poco più tardi durante l’approvazione del bilancio comunale.

    La crisi economica è stata nuovamente richiamata come chiave interpretativa di gran parte delle decisioni prese fino ad oggi dalla Giunta, nonché come condizione in cui si svilupperà la sua azione in un futuro. «Sono cambiati i rapporti di forza tra le aree geografiche del mondo», ha detto Doria, aggiungendo che questa evoluzione si traduce nell’impossibilità di tornare ai livelli di crescita degli anni ottanta. Si tratta di un punto su cui si sono spesso scontrate maggioranza e opposizione, con quest’ultima decisamente contraria ad una logica di “gestione del declino”.

    Nelle linee del Sindaco si presenta una visione positiva del futuro economico di Genova, un futuro che dovrà basarsi soprattutto sul potenziamento dell’attività portuale, sul turismo e su progetti High-Tech come gli Erzelli. Su questo punto Marco Doria ha ribadito la sua convinzione che il trasferimento della Facoltà di Ingegneria possa rappresentare un aspetto positivo per il ponente genovese, così com’è stato per Economia alla Darsena e Architettura nel centro storico, indipendentemente dal fatto che ciò comporti maggiori interazioni con le aziende presenti nel parco tecnologico.

    Tuttavia, il Sindaco ha anche ammesso che questa idea della «città che vorremmo» deve necessariamente confrontarsi con «le condizioni in cui operiamo», in altre parole con le difficoltà economiche che il paese sta vivendo. Un esempio proviene proprio dal progetto Erzelli che ha visto Ericsson licenziare alcuni dipendenti poco dopo il suo insediamento nella nuova sede all’interno del parco tecnologico. Avrebbe potuto citare molte altre emergenze il Sindaco (la chiusura della Centrale del Latte, la crisi di AMT, il licenziamento di alcuni lavoratori dell’AMIU Bonifiche), ma ne ha voluto prendere ad esempio ancora una di assoluta attualità, ovvero il dragaggio di Calata Sanità. Un classico esempio della difficile convivenza tra vecchio e nuovo in questa città, in cui, da un lato, si rende necessario provvedere ad una modifica dei fondali del porto per permettere l’attracco di grandi navi container, dall’altro si devono proteggere gli antichi palazzi del centro storico dalle esplosioni provocate dai lavori. Si tratta di due emergenze molto diverse che dimostrano, in realtà, tutti i limiti dell’amministrazione comunale, la quale se da un lato può intervenire sull’esecuzione di lavori pubblici, dall’altro può influire molto meno sulle decisioni di un’azienda privata.

    Infine, Marco Doria ha affrontato i temi legati all’evoluzione delle istituzioni locali facendo trapelare in più occasioni un certo malcontento nei confronti delle misure decise dal Governo Monti in questo ambito. Il Sindaco ha evidenziato che una parte importante dei sacrifici che le amministrazioni comunali – e quindi anche i cittadini – devono affrontare dipendono in gran parte dalla «stretta sui trasferimenti  agli enti locali» e ha apertamente criticato questo orientamento del Governo affermando: «serve una modifica dell’agenda politica del Governo sul tema dei trasferimenti ai Comuni».

    Nel documento consegnato ai consiglieri vengono, in realtà, affrontati molti altri temi, alcuni dei quali non sono stati esposti in aula, ma che di sicuro animeranno il dibattito previsto per la prossima settimana, quando le linee programmatiche verranno discusse e votate in Consiglio. Primo tra tutti il nodo delle infrastrutture, in cui se da un lato si conferma la necessità del Terzo Valicoper «potenziare le vie di collegamento con il retro porto oltreapenninico e con in mercati di riferimento dell’Europa occidentale» dall’altro emergono nuovamente i dubbi del Sindaco sulla realizzazione della Gronda.

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Concorso letterario “Città di Recco” 2012: il bando per scrittori

    Concorso letterario “Città di Recco” 2012: il bando per scrittori

    scritturaSono aperte le iscrizioni per la settima edizione del premio letterario internazionale di poesia e narrativa “Città di Recco”, aperto ad aspiranti autori di ogni nazionalità.

    Il concorso è suddiviso in diverse sezioni, tutte a tema libero e differenti solo per il genere letterario proposto:
    – poesia singola e inedita
    – poesia in vernacolo
    – silloge poetica
    – poesia edita
    – narrativa inedita
    – narrativa edita
    – poesia singola (autori under 25)
    – narrativa (autori under 25)

    I partecipanti dovranno inviare il materiale entro il 15 dicembre 2012, contestualmente a una tassa di iscrizione di 20 € per ogni sezione cui si partecipa, all’indirizzo Alla c.a. Massimo Peloso
    Casella Postale 82699 – corso Marconi 48r 16129 Genova.

    La premiazione avverrà a Recco il 4 maggio 2013. Gli autori saranno premiati con coppe e targhe.

  • Borzoli e Fegino: due quartieri assediati da camion e cantieri

    Borzoli e Fegino: due quartieri assediati da camion e cantieri

    Lunedì 24 settembre i cittadini di Borzoli e Fegino – due quartieri che da anni convivono con i medesimi problemi, ovvero l’intenso traffico di mezzi pesanti diretti verso le numerose realtà industriali della zona e la discarica di Scarpino, con le conseguenti emissioni di smog e rumori che generano inevitabili ripercussioni negative su qualità dell’aria e vivibilità della zona – sono scesi in strada ed hanno attuato una particolare forma di protesta attraversando a gruppi le strisce pedonali e bloccando la circolazione in due diversi momenti della giornata, al mattino e al pomeriggio. L’obiettivo era richiamare l’attenzione delle istituzioni perché gli abitanti della zona, ormai da lungo tempo, si sentono abbandonati al loro destino.

    La recente ordinanza del Comune che ha modificato la viabilità istituendo il senso unico di marcia in direzione Val Polcevera per i mezzi di peso superiore alle 7,5 tonnellate, nel tratto di via Borzoli compreso tra passo Ruscarolo e via Evandro Ferri, non ha migliorato la situazione, anzi come spiegano gli abitanti «Il numero di camion è pure aumentato, sono oltre 500 i mezzi pesanti che transitano ogni giorno sotto le nostre finestre». E addirittura, in alcune curve troppo strette, i mezzi pesanti toccano i muri dei palazzi come dimostra, in maniera inequivocabile, l’intonaco scrostato.

    D’altra parte la discarica di Scarpino non è l’unica servitù che il territorio deve sopportare: oltre alla già citata storica presenza delle aziende, la zona è interessata dai cantieri per il nodo ferroviario e nel prossimo futuro da quelli del terzo valico, senza dimenticare gli imminenti lavori per la demolizione del palazzo di via Giotto a Sestri. Tutti interventi che comportano il frequente passaggio di camion per il trasporto dei materiali. Considerando che i cantieri dovranno durare diversi anni, la preoccupazione dei residenti è palpabile.

    Ieri in consiglio comunale il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Paolo Putti, presente alla manifestazione del giorno precedente, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata (art. 54) relativa alle criticità che affrontano ogni giorno gli abitanti di Borzoli e Fegino. «Ho avuto modo di constatare personalmente il disagio di persone che non si sentono cittadini a tutti gli effetti, riconosciuti dalle istituzioni – spiega Putti – parliamo di una zona dove da alcuni mesi si sta scavando la galleria principale del nodo ferroviario, lavori che hanno creato problemi ai residenti di Fegino, a causa delle polveri che si disperdono nell’aria e del fango che le ruote dei camion lasciano sulla strada. Per non parlare della cantierizzazione prevista per il terzo valico».
    Inoltre il capogruppo del Movimento 5 Stelle ha chiesto lumi anche in merito alla situazione idrogeologica «Il rivo che scende dall’ex lago Figoi è già stato soggetto ad esondazioni, in particolare durante i tragici eventi alluvionali del novembre 2010 – continua Putti – A destare maggiore apprensione è la parte bassa del torrente. Il manto della strada che affianca il rivo è completamente sconnesso. Gli abitanti sono preoccupati per i box e negozi che sorgono nelle vicinanze dei giardini Monte Cucco».

    Ha risposto l’assessore a mobilità e traffico, Anna Maria Dagnino, la quale ha sottolineato che affrontare il problema della vivibilità è una priorità della Giunta. «Abbiamo deciso di eliminare il doppio senso per cercare di riequilibrare la situazione, obbligando i camion diretti a Ponente a passare da Fegino e Cornigliano. Indubbiamente in ottica futura i nuovi cantieri porteranno ad un aumento del traffico di mezzi pesanti. Stamattina mi sono recata a Borzoli e domani ci sarà un primo tavolo tecnico. La nostra intenzione è quella di apportare qualche correzione al sistema della viabilità coinvolgendo anche gli abitanti. Ad esempio dovremo adeguare la regolamentazione oraria considerando l’apertura delle scuole e le problematiche connesse».

    Il vice sindaco Stefano Bernini, invece, ha affermato «Conosco bene i problemi di una zona storicamente a vocazione industriale ma con un sistema logistico carente. Stiamo lavorando per realizzare più velocemente possibile la galleria sotto gli Erzelli che ci consentirà di vietare il passaggio dei mezzi pesanti in via Borzoli, in entrambe le direzioni, Ponente e Val Polcevera. In futuro passeranno tutti dalla nuova galleria».
    Per quanto riguarda il rischio idrogeologico Bernini ha precisato «Il Comune ha già completato gli interventi nell’area della piscina dell’ex lago Figoi. Mentre abbiamo un problema di finanziamento degli interventi sotto i giardini Monte Cucco ma il progetto preliminare è già in fase di approvazione. Una nota positiva sono i lavori che realizzeremo per l’adeguamento idraulico del ponte stradale di via Ferri».

    Matteo Quadrone

  • Natalino Otto, un disco e un concerto per il centenario della nascita

    Natalino Otto, un disco e un concerto per il centenario della nascita

    Natalino OttoVenerdì 28 settembre alle ore 21, presso l’Auditorium Berellini di Cogoleto, si terrà il concerto di presentazione del disco “Otto per Duet”: protagonista il Chromatic Duet, duetto composto da Valeria Bruzzone ed Enrico Testa, nato nel 2009 all’interno del Conservatorio Paganini di Genova e sviluppatosi negli anni attraverso proposte che vanno dagli standards di Broadway, del jazz e della bossanova ai grandi successi pop internazionali e a una nuova interpretazione della canzone d’autore, il tutto rivisto e interpretato secondo il gusto tipicamente cromatico dei due musicisti.

    L’evento si colloca all’interno delle celebrazioni per il centenario della nascita del cantante, musicista e produttore discografico ligure Natalino Otto, nato proprio a Cogoleto nel 1912: emigrato in America in cerca di fortuna dopo una lunga gavetta da cantante sui transatlantici (per ben 34 volte fece la rotta Genova-New York-Genova), rientrò in patria carico delle suggestioni musicali colte oltreoceano – jazz, swing, blues – che riversò nelle sue canzoni, avversate e censurate dal regime fascista e infine liberamente trasmesse dal dopoguerra in poi, quando divenne via via sempre più famoso prendendo parte anche a film musicali e venendo scritturato dalla Rai nel 1949; partecipò alla vita della neonata televisione fin dai primissimi programmi, oltre che a diverse edizioni del Festival di Sanremo, portando avanti nel frattempo l’attività di produttore (attività che lo condusse a un passo dall’essere il produttore italiano di un certo gruppo inglese ancora sconosciuto… i Beatles. Rinunciò rendendosi conto prima degli altri della portata enorme della loro musica e consigliando a chi gli aveva sottoposto i provini di contattare una casa discografica più grande e capace di supportare il sicuro boom), fino al definitivo ritiro dalle scene nel ’62.

    Ed è proprio a questa poliedrica figura d’artista che è dedicato il disco “Otto per Duet”: tredici brani di Natalino reinterpretati dai due musicisti e un ulteriore pezzo scritto da loro e dedicato al cantante. L’evento è presentato dall’Associazione Culturale Cogoleto Otto (A.C.C.O.) in collaborazione col Comune di Cogoleto; alla serata interverrà anche Carlo Posio (pianista jazz e ricercatore nel campo della storia della canzone italiana) che eseguirà al pianoforte un brano di Natalino Otto.

    Claudia Baghino

  • Immigrazione: la Sanatoria 2012 rischia di essere un fallimento

    Immigrazione: la Sanatoria 2012 rischia di essere un fallimento

    A 10 giorni dalla partenza ufficiale già si profila un rischio flop e piovono critiche sul provvedimento di emersione previsto dal Decreto legislativo n. 109 del 16 luglio 2012 – la cosiddetta sanatoria volta, ufficialmente, a far emergere e “legalizzare” i rapporti di lavoro irregolari relativi a cittadini extracomunitari: i datori di lavoro che, alla data di entrata in vigore del decreto, occupano irregolarmente da almeno tre mesi lavoratori stranieri presenti nel territorio nazionale (in modo ininterrotto e documentato almeno dal 31 dicembre 2011 o precedentemente) potranno dichiarare la sussistenza del rapporto di lavoro allo Sportello unico per l’immigrazione ed avviare una procedura di regolarizzazione. La dichiarazione potrà essere presentata dal 15 settembre al 15 ottobre 2012.

    «In realtà più che di sanatoria per immigrati dovrebbe parlarsi di condono, anche penale, per i datori di lavoro che hanno assunto “in nero” lavoratori stranieri irregolari – denuncia l’avvocato Alessandra Ballerini, membro dell’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) e consulente della Cgil, dalle pagine del sito web www.corriereimmigrazione.it – Infatti il datore di lavoro, e solo lui, potrà autodenunciarsi per gli illeciti commessi e, a fronte del versamento di un contributo di 1.000 Euro per ciascun lavoratore con l’aggiunta del pagamento delle somme dovute a titolo contributivo e retributivo degli ultimi sei mesi, potrà ottenere l’estinzione dei reati commessi. Il “condono” del datore di lavoro potrebbe (il condizionale è d’obbligo visti tutti gli ostacoli ed i trabocchetti previsti dalla norma) avere come effetto collaterale il rilascio di un permesso di soggiorno per il lavoratore straniero».
    Il limite più grave di questa norma è che il lavoratore non ha la possibilità di attivare autonomamente la procedura di emersione «Il lavoratore straniero in queste procedure di emersione non è un soggetto giuridico parte di un contratto, ma un oggetto», sottolinea Ballerini. Una scelta legislativa che appare «Incomprensibilmente discriminatoria, anche perché lascia il migrante in una condizione di sudditanza e di ricattabilità, oltre a non attribuirgli alcuna dignità di persona – continua Ballerini – Con queste norme per l’ennesima volta i lavoratori sono in balia dei datori di lavoro. Il fine, neppure troppo mascherato, è quello di fare soldi sulle spalle delle migliaia di immigrati che sognano di uscire dalla clandestinità».
    In sostanza, se il datore di lavoro non intenderà dar corso alla procedura di emersione, al lavoratore non resteranno che due opzioni: rimanere in condizioni di irregolarità o rivolgersi al mercato illegale delle false assunzioni. «Così si spalancano le porte ai truffatori di professione, come è già accaduto nelle precedenti sanatorie – ribadisce l’avvocato ad Era Superba – individui capaci di chiedere la regolarizzazione del rapporto con 6-7 persone a cui estorcono almeno 6-7 mila euro di bottino».

    Finora le domande di emersione sono state solo 16 mila in tutta Italia, pochissime a Genova. Mentre le previsioni della vigilia parlavano di 300 mila domande. «Nel caso siano assenti alcuni requisiti e la procedura di emersione venga comunque presentata, a rischiare penalmente è il datore di lavoro che quindi ci pensa due volte prima di autodenunciarsi», precisa Ballerini.

    L’ostacolo più importante, però, rimane quello dell’esborso economico «E’ evidente che tutti i costi, così come nelle sanatorie precedenti, saranno sobbarcati dal migrante, disposto a tutto pur di ottenere quel pezzo di carta che lo rende finalmente legale», afferma l’avvocato. In molti casi, infatti, il datore di lavoro pretenderà che sia il lavoratore stesso a pagare il contributo forfettario di 1.000 euro, dovuto alla presentazione della domanda di emersione, nonché i contributi e le ritenute fiscali dovuti per almeno sei mesi.
    Inoltre, il Decreto legislativo impone allo straniero di provare – con atti provenienti “da organismi pubblici” – di essere presente sul suolo italiano almeno dal 31 dicembre 2011. «È assurdo chiedere ad una persona che è stata sempre costretta a nascondersi di documentare con atti pubblici (e dunque forse non si era nascosta poi così bene) di aver commesso un reato (la clandestinità) da non meno di 9 mesi», sottolinea Ballerini. Il “clandestino”, per definizione, cerca di vivere in una condizione di invisibilità, quindi chi non abbia avuto la sfortuna di incappare in un provvedimento di espulsione o in un ricovero ospedaliero, difficilmente potrà assolvere a tale condizione. Per numerosi lavoratori l’unica soluzione per accedere alla sanatoria sarà quella di procurarsi una documentazione contraffatta.
    «La procedura di emersione va resa equa e fruibile o rischia di essere un’occasione mancata – denuncia il Tavolo Immigrazione (Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cisl, Cgil, Comunità di S. Egidio, Fcei, Sei-Ugl, Uil) – La richiesta della prova di presenza in Italia al 31 dicembre 2011 è incongrua e ingiustificata e si configura come una vessazione sia nei confronti dei lavoratori che dei datori di lavoro. Le pubbliche amministrazioni non possono produrre documentazione, salvo in casi molto particolari, per stranieri irregolarmente presenti nel territorio. La nostra richiesta, che non ha ottenuto risposta, è di chiarire al più presto almeno cosa si intenda per organismi pubblici, ampliando il più possibile il novero dei soggetti che possono rientrare in questa categoria, non escludendo anche il ricorso a certificazioni emesse da enti privati».
    «Che affidabilità può dare uno Stato che fa le regole e poi le disfa, le sovverte?  – è la domanda retorica che si pone Alessandra Ballerini  – Che prima urla la tolleranza zero per i “clandestini” e poi con un gioco di prestigio proclama che lo stesso presupposto che fino al giorno prima comportava come conseguenza il decreto di espulsione, il trattenimento per 18 mesi in un Cie e la contestazione del reato di clandestinità, il giorno dopo comporti il premio del rilascio del permesso di soggiorno. Come si fa a credere in uno Stato così?».

    Occorre sottolineare che oggi l’unico modo di diventare “legale” per uno straniero che ha perso, oppure non ha mai avuto, il diritto al soggiorno, è quello di usufruire delle sanatorie, strumenti periodici quanto necessari per rilasciare permessi di soggiorno a lavoratori che in Italia in realtà già ci sono.
    «La legge impone una presenza ininterrotta ma sono numerosi i casi di persone presenti sul suolo italiano anche da molto più tempo, però in maniera discontinua – spiega Ballerini – Per loro è impossibile emergere». Ad esempio gli stranieri esenti dall’obbligo di visto d’ingresso che entrano nel nostro Paese per motivi turistici e possono soggiornarvi massimo tre mesi. Terminato quest’arco temporale «Tornano al paese natio e successivamente rientrano nuovamente in Italia – continua Ballerini – rispettando la legge sono penalizzati perché non possono fare la richiesta di emersione».
    E non vanno dimenticati coloro i quali «Sono costretti a fare un breve ritorno in patria per la morte di un parente – racconta l’avvocato – E solo per questo motivo vengono esclusi dalla sanatoria».
    Inoltre alcuni migranti che già possiedono un permesso di soggiorno temporaneo, ad esempio genitori di bambini con problemi di salute «Potrebbero essere stati assunti ugualmente “in nero – afferma Ballerini – Ovviamente in casi simili è ancora più arduo ipotizzare che il datore di lavoro, di sua spontanea volontà, decida di autodenunciarsi. Se invece il datore di lavoro è una persona onesta e ha regolarizzato il lavoratore, quest’ultimo alla scadenza del permesso temporaneo torna ad essere un irregolare». Ciò accade anche per i richiedenti asilo «Per i primi 6 mesi la legge non gli consente di lavorare ma se la pratica dura di più, come accade solitamente, viene data loro quest’opportunità – continua l’avvocato – Pensiamo a tutti i profughi giunti in Italia l’anno scorso. Se stanno lavorando in regola non possono essere sanati. Quindi, se la loro pratica per l’asilo non andrà a buon fine, ricadranno in clandestinità».

    «Una sanatoria degna di questo di nome dovrebbe essere permanente e dunque non limitata in un mese di tempo né stabilita con “norma transitoria” o decreti ministeriali, ma invocabile in qualsiasi momento e sancita per legge – conclude Ballerini – dovrebbe essere azionabile anche e soprattutto dal lavoratore straniero indipendentemente dal consenso del datore di lavoro, e dovrebbe essere immune da gabelle, trucchetti, ostacoli e dunque dovrebbe prevedere: nessuna dimostrazione con atti pubblici di datata permanenza in Italia, la previsione di un permesso per attesa occupazione nel caso in cui sia il datore di lavoro a non possedere i requisiti per l’emersione, nessun limite alla tipologia di lavoro, eliminazione dell’automatica ostatività delle segnalazioni di inammissibilità nello spazio Schenghen e di condanne penali».

     

    Matteo Quadrone

  • Ostello Su Genova: evento per giovani artisti emergenti

    Ostello Su Genova: evento per giovani artisti emergenti

    Una struttura recente e forse ancora poco nota al pubblico genovese: tanti conoscono l’ostello del Righi, ma esiste anche uno spazio analogo nel quartiere di San Fruttuoso, inaugurato poco più di un anno fa e gestito dalla cooperativa Solidarietà e Lavoro.

    Da venerdì 28 a domenica 30 settembre l’Ostello SuGenova (salita N. S. Del Monte, 234) apre le sue porte alla città durante una festa che coinvolge tutto il quartiere, ossia la solennità della Madonna del Monte. Tre giorni in cui la struttura ospiterà artisti emergenti, che potranno mostrare al pubblico la loro opera.

    Un primo ciclo di incontri che si pone l’obiettivo di essere punto di partenza per una serie di iniziative analoghe, per far conoscere l’Ostello alla città e valorizzare i giovani talenti genovesi.

    Questo il programma del primo evento.

    Venerdì 28 e domenica 30 settembre, ore 18.30: “Le tecniche della carta: la tecnica di marmorizzazione ebru“, laboratorio creativo gratuito a cura dell’artista Sara Dellapiana. L’artista frequenta l’Accademia di Belle Arti di Genova, indirizzo decorazione, e si occupa di attività laboratoriali per bambini e adulti.

    Sabato 29 settembre, ore 18.30: “Ricordi di Masche“, proiezione del cortometraggio di Flavia Cantini, regista e scrittrice fantasy diplomata alla Scuola D’Arte Cinematografica di Genova.

    [foto di Daniele Orlandi]