Autore: erasuperba

  • Teatro e social network: come si comunica un evento culturale?

    Teatro e social network: come si comunica un evento culturale?

    teatro_twitterFattiditeatro è un blog nato nel 2008 (inizialmente solo come pagina Facebook) per segnalare i migliori spettacoli delle principali città italiane, proporre recensioni e mettere in contatto operatori, spettatori e appassionati. Non solo. Il suo fondatore Simone Pacini negli ultimi mesi ha girato l’Italia proponendo il format #comunicateatro: un workshop per illustrare nuovi approcci di comunicazione delle attività culturali, che attraverso Internet e i social network possono essere a basso costo e diffuse ad ampio raggio (in gergo: virali).

    Simone Pacini, che da anni si occupa di comunicazione e organizzazione in ambito teatrale e culturale, terrà un incontro su questo tema a Villa Bombrini mercoledì 20 marzo 2013: un workshop mattutino (ore 10-14) che precede il primo convegno ligure di Cre.Sco cui partecipano realtà indipendenti quali Tilt e Teatro Akropolis. Un’anticipazione al workshop vero e proprio che si terrà a Genova il 4 e 5 maggio, a cura di Tilt.

    Come racconta Simone, «Conosco poco la realtà genovese e questi due appuntamenti saranno l’ideale per colmare questa lacuna. Tempo fa sono stato al Teatro della Gioventù e mi ha colpito – positivamente – vedere così tanta gente a teatro, soprattutto rispetto ad altre realtà locali che fanno i conti con la scarsità di spettatori. Non credo sia solo una questione di programmazione. Sono andato dopo l’edizione genovese delle Buone pratiche l’anno scorso: ho seguito gli interventi e ho notato una certa vitalità della scena indipendente ligure e una notevole voglia di fare rete. Purtroppo però quando mi affaccio ai siti web (ma questo è un problema che esiste in tutta la nazione) li vedo poco dinamici, poco comunicativi e poco user friendly. Anche sui social c’è ancora poca condivisione e discussione. Questo non aiuta, la rete reale ha bisogno della rete virtuale per esistere. Basti pensare al fenomeno dei meet up da cui è partito il Movimento 5 stelle».

    Proviamo ad analizzare con lui i punti salienti della giornata. Anzitutto, i social network possono coesistere con le tradizionali forme di promozione (ufficio stampa, pubblicità, etc) o finiranno per sostituirle? «Si tratta di un affiancamento inevitabile, ma auspico che nel futuro prossimo si invertano i ruoli: meno informazione e pubblicità, più potere al cittadino/utente/spettatore che con gusto e spirito critico diventa il miglior mezzo per comunicare e promuovere, grazie soprattutto alla rete di contatti sul web. Non a caso il concetto di societing sta facendo scomparire quello di marketing o almeno lo sta ridefinendo in un’ottica social. Ma è riduttivo collegare i social media 2.0 solo alla promozione. Tutte le novità tecnologiche ridefiniscono il rapporto fra uomo e territorio in un’ottica più partecipativa e ludica».

    Secondo Simone, i teatri dovrebbero imparare a gestire “internamente” la comunicazione, senza affidarsi ad agenzie o professionisti esterni ma formando persone che vivano giorno per giorno la realtà del teatro: «Credo che, per quanto riguarda il 90% delle realtà culturali, la gestione debba essere interna. Il nostro è un mondo in cui l’artigianalità fa ancora la differenza, non solo in scena. La passione si deve unire alla competenza. Credo che sia fondamentale inoltre metterci la faccia senza essere autoreferenziali. Bisogna imparare a fare economie, ottimizzando il tempo e le risorse, e a usare bene tutti gli strumenti “zero budget” che abbiamo a disposizione, impensabili prima dell’avvento del 2.0. Anzitutto va chiarito come dividersi i compiti sulla comunicazione, per ottimizzare le risorse e potenziare i risultati. Spesso questo non accade e i messaggi escono confusi, duplicati. E soprattutto si perde tempo prezioso».

    Un concetto che vale non solo per i teatri, ma anche per i singoli professionisti: «Personalmente sono d’accordo con un’artista che si promuove in prima persona. È un approccio molto anglosassone e “market oriented”. In Italia facciamo ancora fatica a considerare il teatro in un’ottica di mercato. Mi piacerebbe vedere i direttori artistici degli Stabili su Twitter, come fanno i politici e i direttori delle maggiori testate giornalistiche, invece sono sfuggenti e irraggiungibili».

    Infine, due parole su un progetto strettamente collegato a #comunicateatro, Urban Experience: «È un’associazione che a sede a Roma, ma che opera su tutto il territorio nazionale, con cui collaboro da circa un anno. Per spiegare bene il concetto di crossmedialità mi pare opportuno
    descrivere il progetto Teatri della Memoria, che ha avuto una prima parte in gennaio e si concluderà con una seconda parte dal 3 al 7 aprile. Abbiamo messo in relazione le diverse generazioni e i cittadini con il loro territorio attraverso la commistione di nuovi e vecchi media. Abbiamo intervistato gli anziani chiedendo loro i ricordi sulla vita in uno specifico quartiere (Municipio) di Roma 50 o 60 anni fa. Abbiamo messo le interviste su un geoblog (un blog che permette di “scrivere storie nelle geografie” ovvero geolocalizzare i post). In seguito abbiamo fatto delle passeggiate (Walk Show) nello stesso Municipio con bambini, adolescenti e adulti. Si è trattato di passeggiate peripatetiche dove le conversazioni camminanti venivano condivise al gruppo armato di radio cuffie, dentro le quali venivano trasmesse anche le interviste fatte agli anziani, per partecipare il territorio non solo con lo sguardo. Abbiamo usato Twitter per metterci in relazione tra di noi e verso l’esterno. I nuovi media sono l’ideale per congiungere i concetti di “Memoria, Reti e Territorio”, per un uso urbano della crossmedialità».

    Marta Traverso

    [foto realizzata da Fattiditeatro]

  • Consiglio Comunale Genova, mancano risorse per i servizi sociali

    Consiglio Comunale Genova, mancano risorse per i servizi sociali

    palazzo-tursi-sindaco-doria-marco-D2Al centro degli impegni della Giunta Doria vi è sempre stata la volontà di difendere il sociale anche di fronte alle chiare difficoltà economiche degli enti pubblici. Uno dei primi impegni dell’amministrazione era stato quello di portare a 42 milioni la quota di risorse a disposizione di questo settore nel bilancio 2012. Nonostante ciò in città si vive un fortissimo disagio sociale fotografato anche dai dati della Comunità di Sant’Egidio, presentati in aula dalla consigliera Lodi (Pd). Dal 2008 ad oggi i pasti forniti dalla Comunità sono più che quadruplicati passando da circa 12 mila a 55 mila all’anno. Allarma soprattutto l’aumento del numero di donne con bambini che chiedono aiuto alle associazioni di volontariato per sopravvivere e il fatto che più del 50% delle donne senzatetto della città sono italiane.

    In questo quadro un ulteriore elemento negativo deriva dal fatto che, per mancanza di risorse, il Comune ha progressivamente ridotto i contributi economici diretti ai cittadini e le sole associazioni di volontariato non sono in grado di reggere a lungo il peso della crisi. In risposta a questi dati l’assessore alle Politiche Socio Sanitarie Dameri ha precisato che la diminuzione di tali contributi ha spinto molti cittadini a non presentare domande di aiuto presso il Comune, rendendo ancora più difficile effettuare una efficace “rilevazione del bisogno”. Si stanno quindi definendo nuovi indicatori per individuare le fasce più deboli della popolazione genovese, ma in attesa che siano ben chiare le dimensioni del fenomeno, altre cattive notizie giungono in Consiglio.

    I consiglieri Baroni e De Benedictis (Gruppo Misto) e Grillo (Pdl) hanno infatti chiesto spiegazioni all’assessore Dameri sulla presunta chiusura del Consultorio Familiare del Lagaccio; un’ulteriore ferita in un quartiere già in sofferenza. Paola Dameri non ha saputo però chiarire la situazione affermando di non aver ottenuto risposte dall’assessore regionale Montaldo. Questa affermazione dell’assessore ha ovviamente suscitato le critiche dell’opposizione, che ha puntato il dito contro l’incomunicabilità tra due Giunte, quella Comunale e quella Regionale, le quali, pur avendo orientamenti politici simili, sembrano essere incapaci di risolvere i problemi della città.

    Al di là delle strumentalizzazioni è ben noto che la costante riduzione dei trasferimenti statali e le conseguenze dalla crisi sul tenore di vita delle persone sta mettendo in serio pericolo la tenuta del sistema socio sanitario non solo a Genova, ma in tutta la regione. L’argomento rappresenterà un nodo cruciale in previsione dell’imminente approvazione del Bilancio Comunale provvisorio del 2013, che partirà già con un’ulteriore taglio ai trasferimenti statali.

    Un altro tema che accompagnerà la discussione politica nell’Aula Rossa di Palazzo Tursi per il prossimo anno sarà anche la revisione del PUC. Come si è detto più volte in Consiglio, la Giunta Doria sta procedendo ad una profonda revisione del piano urbanistico definito dalla precedente amministrazione. La notizia di ieri, annunciata dal vicesindaco Bernini in qualità di assessore all’urbanistica, riguarda la disponibilità dell’amministrazione a prendere in considerazione non solo le 800 osservazioni presentate entro i limiti previsti dalla legge regionale 36 del 1997 – ovvero 90 giorni dopo il deposito del piano  -, ma anche quelle pervenute oltre il tempo massimo. Il vicesindaco intende infatti procedere alla riapertura di un processo partecipativo che coinvolgerà i Municipi e le varie associazioni interessate all’argomento (in particolare ambientaliste o di specialisti come architetti) per ridiscutere insieme il PUC. Sulle osservazioni presentate verranno effettuate delle controdeduzioni che rappresenteranno la base per una nuova proposta della Giunta da discutere soprattutto con i Municipi.

    La versione finale del documento, adottato dalla Giunta stessa, sarà poi ripresentata in Consiglio, presumibilmente verso dicembre di quest’anno, per il dibattito e la votazione finale. I tempi massimi per l’approvazione del PUC sono 4 anni a partire dal suo deposito, ma i consiglieri hanno chiesto a Bernini che i tempi siano molto più brevi, poiché le modifiche del piano urbanistico rappresentano uno snodo importante nelle scelte strategiche di molte aziende genovesi. Il vicesindaco ha promesso di portare in aula nelle prossime settimane un cronoprogramma che definirà in modo preciso le tempistiche per giungere all’approvazione finale, che dovrebbe avvenire entro un anno.

     

    Federico Viotti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Riciclo creativo: non gettare via i rifiuti, trasformali in arte

    Riciclo creativo: non gettare via i rifiuti, trasformali in arte

    rifiuti-cassonettiL’associazione Le Club di Genova Sampierdarena organizza per sabato 6 aprile 2013 il secondo appuntamento con il mercatino dell’usato e del baratto presso la sede di vico Di Bozzolo (zona Fiumara).

    In questa occasione ha indetto un concorso di riciclo creativo (in inglese upcycling) per chiunque abbia realizzato un progetto in questo ambito e voglia presentarlo. Nel presentare il bando su Facebook, le due fondatrici di The Club Adriana Salvini e Alessandra Cecchini lo definiscono «Spargiamo insieme il seme del baratto: siamo convinte che esso, insieme a un nuovo concetto del riciclo, possa essere un bel ciottolo per poter riassestare una strada che ci riporti a una dimensione più umana e solidale della vita».

    Il riciclo creativo – ossia il processo attraverso il quale un nuovo oggetto prende vita attraverso l’assemblaggio di avanzi, scarti o rifiuti – può essere realizzato con qualunque materiale o tecnica. Chi vuole partecipare può scrivere privatamente su Facebook ad Adriana o Alessandra entro lunedì 1 aprile 2013.

    I progetti dovranno essere portati alla sede di The Club entro le 12 del 6 aprile (pagando la quota di iscrizione di 2 €): a partire dalle 15, tutti i partecipanti al mercatino valuteranno i progetti. I primi tre classificati saranno premiati, il contenuto dei premi sarà comunicato il giorno stesso del mercatino.

    Per maggiori informazioni leclub.genova@libero.it.

  • La violenza sulle donne vista dagli uomini: un incontro a Trasta

    La violenza sulle donne vista dagli uomini: un incontro a Trasta

    violenza sulle donneMercoledì 13 marzo 2013 (ore 20.30) al Circolo Arci Barabini di Trasta la delegazione genovese di Se non ora quando? ospita una serata con l’associazione Maschile Plurale, sul tema della violenza contro le donne.

    Maschile Plurale è un’associazione nata nel 2007, che attualmente conta diverse sezioni in tutta Italia e il cui primo atto pubblico è stato la pubblicazione di un Appello nazionale contro la violenza sulle donne, firmato solo da uomini. Scopo dell’associazione è riflettere sull’identità del genere maschile e avviare una relazione positiva con i movimenti delle donne.

    Il programma di Uomini e donne si incontrano prevede la proiezione del video “Da uomo a uomo” di Michele Citoni, realizzato e proiettato nel 2009 a Roma durante una manifestazione nella Giornata Nazionale contro la Violenza sulle Donne.

    Segue dibattito alla presenza di Stefano Ciccone (socio fondatore di Maschile Plurale) e Monica Callegher (operatrice del Centro Anti Violenza Mascherona e membro di Se non ora quando? Genova).

    Ingresso libero con tessera Arci.

  • Marianna Pederzolli, incontro con il giovane consigliere di Palazzo Tursi

    Marianna Pederzolli, incontro con il giovane consigliere di Palazzo Tursi

    marianna-pederzolliIl suo interesse per la società e le forme di politica attiva è cominciato quando era giovanissima, al liceo, con il ruolo di rappresentante d’istituto, ed è proseguito con l’esperienza consiliare, della quale – con la praticità e la voglia di concretezza tipiche della persona giovane e piena di entusiasmo – ci racconta aspetti positivi e negativi, a quasi un anno di distanza dall’elezione in consiglio comunale.

    Un po’ della tua storia. Come è cominciato il tuo interesse per la politica attiva?

    La mia storia è quella di molti candidati nelle liste civiche: sono sempre stata interessata alle scelte e alle politiche della mia città, posso dire di aver avuto una gavetta extra partitica e nonostante io creda che il partito debba continuare ad essere, assieme ad altre forme di rappresentanza, il mezzo con cui fare politica, sono felice della mia formazione dal momento che non ho mai sentito rappresentate a dovere le mie istanze da alcun partito purtroppo.

    Il mio interesse per la politica scaturisce innanzitutto dall’attività studentesca attiva come rappresentante degli studenti all’interno del mio liceo e dalla quotidianità appunto con un sistema scolastico spesso inadeguato a ricoprire il ruolo di formazione e palestra di vita quale dovrebbe essere. È cresciuta di pari passo con la partecipazione a manifestazioni e organizzazione di autogestioni contro tutti quei ministri che uno dopo l’altro hanno cercato di smantellare la scuola pubblica, dalla riforma Moratti, al re-inserimento dei debiti introdotto da Fioroni (condivisibile di per sé ma discriminatorio se non si garantiscono un numero adeguato di ore di corsi di recupero), agli scellerati tagli della Gelmini da 8 miliardi di euro e 90.000 unità di personale, all’aziendalistica e pericolosa manovra di Profumo, il ddl Aprea. Nasce dall’associazionismo, dal volontariato nel centro storico, da dei valori di giustizia sociale e laicità profondamente radicati nella mia famiglia.                 

    Come sei arrivata alla candidatura? E’ stata una sorpresa? Hai in qualche modo avuto paura del ruolo che “rischiavi” di andare a ricoprire?

    Il percorso che mi ha portato ad essere candidata in una lista civica parte da lontano, in tempi non sospetti, con un incontro con Marco Doria avvenuto nel mio liceo durante un’autogestione. Un anno dopo con un gruppo di amici abbiamo cominciato a seguire e guardare con interesse a questo candidato sindaco slegato dai partiti, che intendeva la politica come servizio, che portava istanze di rinnovamento, rigore, trasparenza e che era riuscito a mobilitare così tante persone nei comitati territoriali, stufe dei soliti meccanismi di poltrona e di spartizione di potere e che chiedevano a gran voce un rinnovamento all’interno del centro sinistra cittadino. Siamo rimasti tutti sbalorditi quando ci hanno chiesto di scegliere una persona del nostro gruppo per rappresentare la fascia liceale e universitaria all’interno della sala rossa. Sono stata scelta io ma supportata per tutta la campagna elettorale, fatta praticamente a costo zero, dal gruppo di ragazzi che si era formato attorno alla candidatura di Marco. Non ci aspettavamo di riuscire a raggiungere abbastanza preferenze per poter varcare le soglie del consiglio comunale, per me è stata sicuramente una sorpresa e sarebbe una bugia dire che non ho provato un grande senso di responsabilità e di preoccupazione nel comprendere la portata dell’impegno che mi ero assunta, tutte emozioni che avevo già provato nel momento in cui avevo deciso di candidarmi in ogni caso, in cui tutti insieme avevamo deciso di accettare una sfida importante, che un po’ faceva paura ma in cui credevamo profondamente senza riserve.


    Quali sono le difficoltà maggiori con cui ti sei scontrata una volta giunta in consiglio comunale? Hai avuto l’impressione di trovarti in un qualcosa di più grande di te o ti sei trovata subito a tuo agio?

    Le difficoltà maggiori credo di averle trovate di fronte ad una serie di procedure formali e rituali a cui è soggetto il consiglio per me incomprensibili (non voglio qui negare l’importanza della forma, che spesso determina la bontà ed efficacia o meno del contenuto, la mia è una disapprovazione verso il teatro e la retorica in cui rischia di cadere a volte la discussione)  e sicuramente anche di fronte alla complessità  ed ai meccanismi lenti e farraginosi della macchina comunale. E’ facile in campagna elettorale e nelle piazze o all’opposizione trovare problemi e soluzioni,inevitabilmente un po’ semplicistiche, diverso è governare e riuscire ad incidere e raggiungere gli obiettivi che si erano prefissi di fronte alla complessità e alle variabili in gioco, ai meccanismi di alleanza e di fattibilità burocratica. Sono una cittadina di vent’anni, è ovvio che non conosca a menadito problematiche sulle quali Genova dibatte da decenni e questo è stata sicuramente una difficoltà iniziale che posso aver trovato; tuttavia proprio perché vengo da contesti di associazionismo in cui si è molto più concreti, non volendo dimenticare da dove vengo ma considerandolo invece valore aggiunto, c’è la volontà di continuare a scandalizzarmi per la macchinosità del nostro assetto burocratico, per la politica fatta da influenze e da tempi così lunghi che lo scopo perde valore e c’è la volontà di non farmi assorbire da una realtà che ha portato i partiti e di conseguenza le persone a perdere la freschezza e l’entusiasmo che ti spinge a volere essere determinante nei processi e lasciare il mondo un po’ migliore di come lo si è trovato.

    Per quanto riguarda il sentirsi a proprio agio, ecco, non è proprio il termine che userei. Per onestà intellettuale sarebbe scorretto affermare di non aver avuto dubbi e incertezze e preoccupazioni di fronte all’importanza del ruolo che ricopro. Quello che però di certo so è che i dubbi e le paure sono per me continuo sprone a fare meglio, a dimostrare che anche se giovani si ha il diritto e il dovere e le capacità per contribuire alla costruzione di una visione di città diversa, che ci prenda come unità di misura, che modifichi il suo grado di appetibilità per gli under 35 e che veda le politiche giovanili non come un problema ma come una risorsa per lo sviluppo di Genova.

    marianna pederzolli

    Com’è l’atteggiamento dei colleghi nei tuoi confronti? Ti trattano come la ragazzina inesperta o ascoltano quello che hai da dire?

    Per quanto concerne i miei colleghi di lista devo dire che fin da subito si è verificata una convergenza di intenti, è nata un’amicizia e una stima reciproca fra tutti noi e sono sempre stata trattata in maniera paritetica. All’interno del consiglio ovviamente le cose sono diverse, sono giovane, sono donna, non ho esperienza di atti politici provenendo da una lista civica e quindi traete voi le conclusioni. Questi sono stati per me mesi di ascolto sulla maggior parte delle tematiche, come è fisiologico che sia, ma devo dire che però ho sempre ricevuto attenzione sulle tematiche di cui posso dire di essere competente, dalle pari opportunità, alle politiche educative e giovanili. Purtroppo gli atteggiamenti nei miei confronti sono permeati spesso da un buonismo paterno a tratti fastidioso ed ho dovuto mantenere la calma quando mi è stato chiesto da un consigliere di opposizione alla terza seduta di consiglio cosa ci facevo in aula così giovane e carina e se avevo accompagnato qualcuno.

    Nella tua candidatura affermavi di voler portare l’attenzione sui giovani liceali e universitari, così poco rappresentati in questa città, anche perché sono una netta minoranza in una popolazione per la maggior parte anziana. Stai riuscendo a far sentire la voce di questa fetta di cittadinanza?

    Non so se ci sto riuscendo ma sto lavorando in questa direzione. Uno degli errori più gravi che vedo compiersi riguardo le politiche giovanili è, a mio parere, il seguente: il Comune, non avendo le competenze scolastiche ed educative sulle scuole superiori, quando progetta (ed ahimè non co-progetta) le politiche giovanili della città, non interloquisce e non entra nei licei. Quello delle scuole superiori, invece, credo sia il bacino d’utenza specifico a cui dovrebbe rivolgersi e, per intercettarlo, l’unica maniera è entrare nelle scuole superiori, ancor più che nelle università, per certi versi: se all’università si hanno già le idee un po’ più chiare e si hanno dei confini più definiti, la fase dell’adolescenza è una fase fluida, con enormi problematiche ma anche enormi potenzialità. Si è in tempo, in questa fase di sviluppo della personalità, di influenzare percorsi e rendere i ragazzi futuri cittadini migliori.  La mia proposta, della quale sto parlando con l’assessorato, è quella di fare come a Torino, in cui si è fatto un accordo partenariato tra comune e provincia per far sì che il comune si interfacci anche con la consulta degli studenti provinciale per co-progettare le iniziative. Al di là della consulta provinciale, il comune, il sindaco, l’assessorato devono avviare un dialogo con i ragazzi utilizzando i collettivi liceali, i rappresentanti d’istituto, le assemblee di istituto; sulle modalità stiamo discutendo e costruendo proposte con il gruppo di ragazzi della campagna elettorale. Assieme ad Informagiovani dobbiamo trovare le modalità per entrare nei licei ad informare i ragazzi di tutte le agevolazioni, proposte, iniziative a loro indirizzate: non devono essere i ragazzi a cercare Informagiovani ma informagiovani a intercettarli, si deve ribaltare la prospettiva. Per quanto riguarda la realtà universitaria genovese ho collaborato e facilitato un incontro istituzionale tra assessorato e una rete universitaria genovese che si propone di candidarsi alle prossime elezioni universitarie per contrapporsi a Comunione e Liberazione, realtà che scandalosamente continua ad avere il monopolio in molti organi di rappresentanza studentesca.

    Personalmente, credo che il primo anno di vita di questa amministrazione, per quanto concerne le politiche giovanili, dato che siamo indietro rispetto ad altre realtà, dovrebbe essere improntato alle trasferte: basterebbe prendere un buon progetto per città, con le giuste modifiche e adattamenti, per partire tra qualche mese con una serie di iniziative ben collaudate e dare un segnale di svolta. A questo proposito sono andata in trasferta più volte a Milano e Torino, entrambe all’avanguardia sull’argomento per diversi motivi:  la prima in quanto capitale della moda e molto viva dal punto di vista culturale – associativo, la seconda in quanto capofila di progetti giovanili di scambi europei, capitale dei giovani 2010 e perché ha una storia che parte da lontano, essendo quello di Torino il primo informa-giovani strutturatosi a livello nazionale.  Appena riuscirò, andrò ad ascoltare ciò che si è fatto in Puglia, che, con i suoi progetti (consultabili al sito “bollenti spiriti”), è regione che delle politiche giovanili ha saputo fare il primo fattore di crescita del PIL regionale. Sto prendendo contatti con l’università di Padova che sta tenendo un master sulle politiche giovanili e siamo interloquendo con la città di Cagliari che organizza una scuola di partecipazione politica per giovani. Quello che abbiamo intenzione di fare come gruppo consiliare è organizzare con l’assessorato entro l’estate un forum sulle politiche giovanili aperto alle associazioni, organi di rappresentanza giovanili e a tutta la cittadinanza in cui ci vengano illustrati progetti di altre città e che si concluda con tavoli di lavoro che facciano poi pervenire all’amministrazione proposte dal basso.

    Ti sei proposta come anello di congiunzione tra giovani cittadini e istituzioni, per portare in consiglio proposte culturali che vengano proprio dai ragazzi, grazie ai canali di comunicazione offerti dalla rete: c’è stata finora interazione in questo senso? Hai ricevuto proposte, ne hai presentata qualcuna?

    Devo dire che in questo primo periodo più che ad incontri in rete ho avuto incontri dal vivo con le associazioni culturali, giovanili e le giovanili di partito. Utilizzando facebook è successo fisiologicamente che molti ragazzi nel momento in cui si dovevano interfacciare con l’amministrazione mi abbiano contattato per avere consigli ed informazioni. È il caso questo ad esempio di un gruppo di ragazzi che mi ha chiesto informazioni ed esposto proposte sull’utilizzazione dello spazio verde abbandonato della Valletta di San Nicola e con cui, assieme al Comitato le Serre, adesso stiamo portando avanti delle istanze di riappropriazione dello spazio da parte della cittadinanza per l’attuazione di orti urbani. La mia presenza in rete non è ad oggi sufficiente e ne sono conscia, dopo un periodo di assestamento iniziale siamo pronti anche come lista Doria ad uscire pubblicamente con un sito di informazione costante sulle documentazioni, atti, tematiche trattate in sala rossa. Con Maddalena Bartolini, collega e amica che ha seguito il processo dagli inizi, stiamo portando all’attenzione dell’amministrazione un collettivo di artisti indipendenti genovesi, Arbusti, che ha creato un sito dinamico e interattivo che mappa gli eventi culturali della città e promuove le attività artistiche nei territori genovesi. Stiamo anche strutturando un sondaggio da diffondere in rete indirizzato alla generazione under 35 per verificare la percezione del grado di appetibilità della città per un giovane ed attuare una mappatura dei bisogni che sia utile all’amministrazione per comprendere le urgenze su cui andare ad intervenire.


    Forte di quasi un anno di esperienza in consiglio, cosa salvi e cosa cambieresti della realtà in cui ti stai muovendo? Cosa vorresti riuscire a realizzare entro la fine del mandato?

    Quello che cambierei è l’impostazione che si dà alle commissioni: penso che sarebbe molto più utile sederci tutti attorno ad un tavolo circolare con carta e penna, una lavagna per riassumere le idee e proposte, come nei brain-storming, per essere più operativi, in maniera più informale. Bisogna sgravare anche il consiglio dai suoi aspetti rituali e teatrali e ampliare maggiormente il suo ruolo di indirizzo e controllo, fortificando anche lo scambio di informazioni fra giunta e consiglieri. Per quanto riguarda le politiche giovanili  vorrei che alla fine dei 4 anni di mandato si concerti, anche assieme alla Regione, un piano per favorire davvero l’imprenditoria giovanile che limiti la fuga dei giovani dalla nostra città e ne abbassi l’età media, promuovendo un micro-credito, politiche di co-investimento, uno sgravio fiscale significativo, una semplificazione delle norme burocratiche, la creazione di uno spazio-officina a sostegno della creatività artigianale e artistica. Bisogna investire su Genova come città universitaria, così come ha fatto Torino negli ultimi 15 anni, per innestare linfa nuova nel territorio. Vorrei che si arrivasse a vincolare il 5% del bilancio di ogni assessorato alle politiche giovanili, facendo sì che ci sia un interesse generalizzato inter-assessorile sul tema che guardi a tuttotondo verso la nostra fascia d’età segnata dalla precarietà spaziando dalla casa, al lavoro,  al wi-fi, alla mobilità, alla cultura, alla dimensione ludico-ricreativa.

    Claudia Baghino

  • Sturla, aree verdi e difesa della spiaggia: incontro con il comitato

    Sturla, aree verdi e difesa della spiaggia: incontro con il comitato

    sturlaCom’è cambiata Sturla in questi ultimi decenni, e qual è la percezione generale oggi? Abbiamo incontrato Bianca Reggio presidente in carica del Comitato Difesa di Sturla, un gruppo di cittadini con sede in via Redipuglia e molto attivo nel quartiere levantino da quasi vent’anni. Il loro compito è quello di “ponte” tra l’amministrazione e il quartiere, dialogare con i rappresentanti comunali e intessere una fitta rete di contatti per portare l’attenzione su problematiche che altrimenti verrebbero trascurate.

    Verde pubblico: Villa Gentile e via Chighizola

    Il Comitato chiede la riapertura degli spazi verdi di Villa Gentile e di via Chighizola a Vernazzola. Centinaia di firme sono state raccolte in poco tempo: tra i firmatari, residenti e simpatizzanti, che si sono rivolti ai rappresentanti di Municipio IX Levante e Comune di Genova per ottenere l’accesso ai due siti, adesso impossibile. Il problema del giardino di via Chighizola, costruito sopra il solito, discusso, parcheggio interrato, è quello più controverso. Il progetto di edificazione del park, datato 2006, includeva una convenzione fra Comune e impresa appaltatrice e stabiliva un onere di urbanizzazione per la ditta privata: la creazione di un’area adibita a verde pubblico, l’inserimento di arredi urbani e di un percorso pedonale. L’area verde è stata effettivamente allestita come pattuito, tuttavia le condizioni non sono rispettate e alla cittadinanza non è mai stato concesso di usufruire del parco. I 68 box (nel progetto originale erano più del doppio e sono stati ridotti grazie all’impegno del Comitato), edificati come da progetto, sono stati venduti dalla ditta a privati, i quali a loro volta ne hanno affidato la gestione collettivamente ad un amministratore. In base alle disposizioni in vigore, a loro spetta anche la gestione del verde soprastante: anche se il giardino è pronto e arredato a dovere, resterà chiuso finché i proprietari dei silos non troveranno operatori per l’apertura-chiusura e manutenzione del giardino.
    Le proteste del Comitato per la Difesa di Sturla sono iniziate nel 2011: dopo due anni, ancora nessuna risposta. Una nota positiva però c’è: il comitato è riuscito ad avere un riscontro dai privati, i quali hanno dato la loro disponibilità a risolvere positivamente la questione. Quando, non è ancora dato saperlo.

    verde-parchi-villa-croce-DiPer quanto riguarda il parco di Villa Gentile, invece, la situazione è diversa: si tratta di un giardino pubblico, il cui accesso è sempre stato libero. Le sue sorti sono legate a quelle del complesso sportivo cui è annesso: inizialmente l’impianto –e quindi anche il parco- era gestito dalla società del Comune SportInGenova, che prevedeva l’apertura ininterrotta del giardino, provocando una situazione di grave degrado urbano. Con il passaggio della gestione alla Quadrifoglio srl (concessione ottenuta tramite bando di gara comunale), c’è stato un cambiamento: la società, per arginare degrado e conseguenti polemiche di amministrazione e cittadinanza, ha del tutto interdetto l’accesso allo spazio verde dal giugno 2012. Da qui, la protesta del Comitato, che chiede il rispetto degli accordi originari. Si pensi che il parco prima faceva parte del piano di evacuazione provvisorio del complesso scolastico adiacente, ma a causa della situazione che si è venuta a creare la scuola ha dovuto cambiare il piano e cercare altre zone di evacuazione. Qui, diversamente da via Chiglioza, il Comitato fa riferimento a soggetti pubblici e amministrazioni (dal Municpio, l’assessore all’Ambiente Garotta e Boero, allo Sport), ma le risposte stentano ad arrivare.  Così Bianca Reggio: «Finora abbiamo raccolto oltre 700 firme, che aumentano giorno dopo giorno. Ci stiamo rivolgendo ai nostri politici per ottenere gli spazi verdi che ci spettano e di cui Sturla è carente. Siamo riusciti a organizzare piccole manifestazioni per richiamare l’attenzione su queste problematiche, e confidiamo che a breve l’area verde venga restituita alla cittadinanza».

     

    Il litorale: la salvaguardia della spiaggia di Sturla

    sturlaE poi, resta il problema del litorale sturlese: forte l’attenzione per una problematica annosa, che si è trascinata –peggiorando- nel corso degli anni. Le parole della presidente: «La spiaggia di Sturla, la più grande spiaggia libera del Levante, necessita di una particolare tutela: stiamo sollecitando gli uffici competenti affinché realizzino una barriera di difesa a partire dalla sede della Sportiva Sturla e potenzino il molo levante contro le mareggiate che devastano la costa». Inoltre, il Comitato è impegnato nella battaglia per la riqualifica dell’area al di sopra del depuratore di Sturla, per cui propone la realizzazione di spazi giochi per bambini, chiosco per il ristoro, campi da bocce e pista ciclabile. Quest’area è stata affidata tramite concessione demaniale marittima dall’amministrazione comunale alla società Mediterranea delle Acque che, previo regolare pagamento al Comune per il mantenimento della concessione, gestisce la zona in questione. Tuttavia, sono in corso le trattative per la fuoriuscita di Mediterranea delle Acque. La proprietà sarà ritrasferita all’amministrazione, la quale la cederà –tramite regolare gara d’appalto- a privati, che realizzeranno migliorie varie. La situazione è da decenni in fase di stallo, e intanto cresce il degrado. È necessario l’intervento di soggetti privati, dicono dal Comitato, sollecitando l’amministrazione ripetutamente (l’ultima lettera è datata febbraio 2013).

    «Nonostante tutto – conclude Bianca Reggio – siamo fiduciosi, e il motivo è semplice: la voce del Comitato (che altro non è che la voce dei residenti) viene ascoltata! Negli anni siamo riusciti a creare un filo diretto con gli amministratori comunali e municipali, e ci siamo fatti conoscere. Nonostante la lentezza burocratica, c’è un rapporto preferenziale, e questo conferma che abbiamo fatto un buon lavoro in questi 18 anni».

     

    Elettra Antognetti

  • Assicurazione auto: addio al rinnovo tacito e alle disdette delle polizze

    Assicurazione auto: addio al rinnovo tacito e alle disdette delle polizze

    Via CantoreOgni promessa è debito, anche questa settimana parliamo di assicurazioni auto.
    Innanzitutto, dal primo gennaio 2013, vige una novità epocale: per tutti i contratti di assicurazione obbligatoria RCA l’assicurato non può più beneficiare, alla scadenza, della tolleranza di quindici giorni. Infatti, la nuova legge impedisce il rinnovo tacito delle polizze assicurative che, pertanto, avranno una durata massima di un anno. Le eventuali clausole in contrasto con tale dettato sono nulle.
    Per le clausole di tacito rinnovo previste nei contratti anteriori al 20 ottobre 2012, la nullità scatta solo a partire dal 1° gennaio 2013. In caso di contratti in corso di validità alla data del 20 ottobre con clausola di tacito rinnovo, le imprese di assicurazione dovranno comunicare per iscritto ai contraenti la perdita di efficacia della clausola con congruo anticipo rispetto alla scadenza del termine originariamente pattuito.

    Questa modifica cambierà anche le regole rispetto ai controlli effettuati dalle forze dell’ordine: chi sarà trovato senza copertura assicurativa, anche durante il “vecchio” periodo di franchigia dei 15 giorni, subirà una sanzione di 798 euro e il sequestro immediato del veicolo finalizzato alla confisca. Clausole contrattuali differenti da quanto statuito sopra sono nulle, ovvero come non apposte…

    In altre parole, per i contratti RC Auto, non dovrete più notificare una disdetta alla vostra agenzia di assicurazione; il contratto viene stipulato ogni volta ex novo e ha la durata di un anno; ciò vale a dire che ogni anno potete cambiare assicurazione.
    Il rovescio della medaglia consiste nel fatto che, alla scadenza dell’annualità, non siete più assicurati.

    Questo quanto dice il decreto. Poi è arrivata una circolare del Ministero dell’Interno, quella del 14 febbraio 2013, con la quale il Ministero dell’Interno ha emanato chiarimenti in merito al tacito rinnovo delle polizze assicurative. La circolare stabilisce che l’impresa di assicurazione è tenuta ad avvisare il contraente della scadenza del contratto con preavviso di almeno 30 giorni e nel contempo a mantenere comunque operante la garanzia prestata con il precedente contratto assicurativo fìno all’effetto della nuova polizza ovvero fino al quindicesimo giorno successivo alla scadenza del contratto stesso.
    Siamo in Italia, la confusione è d’obbligo: se si abolisce il tacito rinnovo non ci possono essere i 15 giorni di proroga. E invece abbiamo entrambe le cose…

    Mi sento di dire che i 15 giorni può – per mera logica – applicarli l’assicurazione che assicura nuovamente lo stesso assicurato per quello stesso mezzo; mi spiego: sei mio cliente, continui ad esserlo ed allora io ti agevolo; qualunque altra spiegazione mi sfugge.
    L’unica cosa certa è che questa circolare ha la funzione di salvagente nel caso in cui le Forze dell’Ordine ti vogliano sequestrare il mezzo (o anche solo multare) proprio all’interno di quel periodo di tolleranza o non tolleranza che dir si voglia.

    In attesa di chiarimenti sulla circolare del Ministero, sento a questo punto il dovere di lasciarvi alcune definizioni utili per meglio comprendere il mondo delle assicurazioni auto:

    Attestato di rischio: è il documento che la compagnia di assicurazione è tenuta a rilasciare al contraente e nel quale sono indicate le caratteristiche del rischio assicurato:
    Contraente: il soggetto giuridico (persona fisica o giuridica) che sottoscrive il contratto di assicurazione, assumendosi gli oneri conseguenti, uno fra tutti, il pagamento del premio;
    Franchigia: la parte che economicamente resta a carico dell’assicurato, in caso di sinistro;
    Massimale: il limite economico entro il quale l’assicurazione “copre” l’assicurato;
    Sinistro: il verificarsi di un evento per il quale viene prestata l’assicurazione.

    Ricordatevi inoltre che – quando stipulate un contratto di assicurazione – l’agenzia deve sempre rilasciarvi le condizioni generali del contratto, che vi invitiamo caldamente a leggere con attenzione.
    Conoscere l’assicurazione che avete stipulato vi può preservare da brutte sorprese…

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

    [foto di Diego Arbore]

  • Amt, progetto Belt: abbonamento elettronico e biglietto via sms

    Amt, progetto Belt: abbonamento elettronico e biglietto via sms

    autobus-amt-3IL PRECEDENTE

    Dicembre 2009: Amt annuncia che entro pochi mesi sarà in vigore Belt (acronimo di Bigliettazione Elettronica Liguria Trasporti), un biglietto elettronico che nel tempo consentirà – possedendo un’unica tessera – di viaggiare sulla rete di autobus e ferroviaria in tutta la Regione, di pagare i parcheggi e usufruire dei servizi di car sharing e bike sharing.

    Il progetto sarà sviluppato in tre fasi: sostituzione di tutti gli abbonamenti annuali Amt con la tessera Belt; introduzione di Belt negli abbonamenti mensili e settimanali; caricamento sulla tessera anche dei singoli titoli di viaggio e dei carnet. La Regione Liguria ha investito quasi 2 milioni di euro per la fase sperimentale per i titoli di viaggio sulla filovia Taggia-Sanremo (più precisamente, 1.660.000 €) e ne prevede altrettanti per il prossimo biennio, per estendere Belt alla rete di autobus genovese.

    Come funziona? Ogni tessera conterrà un chip elettronico, che alla scadenza dell’abbonamento o titolo di viaggio deve essere “ricaricato”. La ricarica può avvenire presso le biglietterie centrali Amt o attraverso appositi palmari da collegare al computer di casa.

    Maggio 2012: Amt introduce il biglietto via sms aderendo alla piattaforma nazionale Bemoov. Con un sovrapprezzo di 10 centesimi sulla tariffa ordinaria è possibile acquistare un biglietto valido 110 minuti inviando un sms al numero 320 2043497 contenente nel testo la parola “Amt”.

    IL PRESENTE

    Il progetto Belt fa parte di una rete di miglioramenti tecnologici che la Regione Liguria ha adottato a partire dal 2005 per le sue reti di trasporto, che riguardano anche la Filovia Taggia – Sanremo, il Trenino di Casella, la ferrovia in Valpolcevera e altre infrastrutture. Tramite Datasiel è stato emesso nel 2006 un bando di gara, vinto dalla società Tsf (poi assorbita in Almaviva Spa, che già prima ne deteneva il 61% delle quote azionarie): la base d’asta era 950.000 €, l’azienda ne ha offerte 740.000 €.

    A maggio 2012 è stata realizzata solo la prima delle tre fasi del progetto, con l’integrazione di Belt in tutti gli abbonamenti annuali Amt e della ferrovia Genova – Casella. Il rapporto contrattuale di fornitura con Almaviva si è concluso lo scorso 15 dicembre (il contratto sarà in vigore finché non sarà stata pagata l’ultima fattura).  È pertanto difficile stabilire se e quando si proseguirà con le successive due fasi.

    Abbiamo inoltre interpellato Amt e il Consorzio Movincom (che gestisce la piattaforma Bemoov) per capire se il servizio di acquisto biglietto via sms è stato utilizzato dagli utenti: a oggi, quasi un anno dopo dalla sua attivazione, gli iscritti al servizio risultano circa 700, per un totale di 9.000 transazioni, senza però un andamento costante nei vari mesi.

    Inoltre dal 1 marzo il prezzo del biglietto acquistato via sms è sceso a 1,50 €, uniformandosi al prezzo attuale del singolo titolo di viaggio. Un prezzo che potrebbe però modificare a partire dal 1 aprile, se non cambierà in tempi brevi la decisione di non rinnovare l’integrato Amt-Trenitalia.

     

    Marta Traverso

  • Scrivere un romanzo noir o giallo: un corso a Genova

    Scrivere un romanzo noir o giallo: un corso a Genova

    scrivere-scritturaAd aprile 2013 la scuola di scrittura creativa Officina Letteraria ospita un workshop sulla scrittura noir con due celebri autori del genere: Bruno Morchio, noto a Genova per il personaggio di Bacci Pagano, e Margherita Oggero, i cui romanzi hanno ispirato la serie televisiva Provaci ancora prof.

    L’appuntamento con Noir, giallo e dintorni è per i fine settimana 6-7 e 13-14 aprile 2013, con il seguente programma.

    6-7 aprile: Margherita Oggero
    – Le varie accezioni del giallo: le regole e le eccezioni
    – Gli elementi indispensabili e gli elementi accessori
    – Come si costruisce un plot: i personaggi principali e secondari, le false piste, la progressione della storia
    – Importanza dell’incipit
    – Caratteristiche vincenti del giallo contemporaneo
    – Esercizi di scrittura

    13-14 aprile: Bruno Morchio
    Sabato 13 aprile
    9.30-12.30: Analisi e confronto di alcuni testi di grandi autori noir: la struttura narrativa e la scrittura
    15-18: Esercizio di scrittura
    Domenica 14 aprile
    9.30-12.30: Lettura e analisi dei testi prodotti
    15-18: Discussione

    Il costo del workshop è 300 € (sconto 10% per soci Officina Letteraria, possessori di Green Card e Soci Suq) e le iscrizioni saranno aperte fino a mercoledì 28 marzo o al raggiungimento di 16 persone. Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato.

    Per maggiori informazioni: 347 3022641 / 340 5539475 / officinaletterarialab@hotmail.it.

  • Bando accompagnatore turistico: selezioni aperte a Genova

    Bando accompagnatore turistico: selezioni aperte a Genova

    biciclette-campagna-sport-DIAnnunciato tempo fa dalla Provincia di Genova, è stato aperto il bando 2013 per accompagnatore turistico, che permette di sostenere l’esame e ottenere il patentino.

    L’accompagnatore turistico è un professionista che accompagna persone o gruppi in viaggi e visite guidate in Italia o all’estero, fornendo i seguenti servizi: cura l’attuazione del programma di viaggio, dà assistenza ai singoli o gruppi, fornisce elementi significativi e di interesse turistico al di fuori dell’ambito di competenza delle guide turistiche e delle guide ambientali ed escursionistiche. Per svolgere questo lavoro è necessario che venga rilasciato dalla Provincia un attestato di idoneità, che si ottiene superando un esame, e un tesserino valido cinque anni per esercitare l’attività.

    I requisiti di ammissione all’esame sono:
    – maggiore età,
    – cittadinanza italiana o di altro Stato dell’Unione Europea,
    – residenza in Liguria,
    – diploma di scuola superiore (anche conseguito all’estero, purché ritenuto valido in Italia),
    – conoscenza di una o più lingue straniere,
    – non aver riportato condanne (salvo che non sia intervenuta la riabilitazione).

    La domanda deve essere inviata entro venerdì 5 aprile 2013 presso gli Uffici del Turismo della Provincia di Genova (largo Cattanei 3), oppure all’Ufficio Protocollo (piazzale Mazzini 2) o all’ufficio distaccato di Chiavari (via Vinelli 9/2). La consegna a mano può avvenire dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, allegando il modulo di iscrizione, la fotocopia di un documento di identità e l’attestato di versamento della quota di iscrizione di 100 €.

    Data e luogo delle prove di esame verranno comunicate in seguito sul sito della Provincia di Genova almeno 15 giorni prima del loro svolgimento. Le prove saranno scritta e orale (l’orale solo per chi avrà superato lo scritto). Il programma d’esame e è consultabile sul sito della Provincia di Genova.

    [foto di Diego Arbore]

  • Conoscere la Val Bisagno: arte, letteratura e paesaggio

    Conoscere la Val Bisagno: arte, letteratura e paesaggio

    valbisagno-staglienoMartedì 12 marzo 2013 al Circolo Arci Zenzero inizia una rassegna di eventi dedicati alla scoperta della Val Bisagno nei suoi molteplici aspetto di arte, letteratura, natura e paesaggio.

    L’ingresso è gratuito per i soci del Circolo e possessori di tessera Arci.

    Questo il programma completo.

    Martedì 12 marzo 2013 (ore 15-17)
    Un torrente di parole: voci e memorie della Val Bisagno (a cura di Donata Ortolani)

    Martedì 19 marzo 2013 (ore 15-17)
    Lo sguardo di Caproni e Sbarbaro sulla Val Bisagno (a cura di Luigi Surdich)

    Martedì 26 marzo 2013 (ore 15-17)
    Racconti partigiani in Val Bisagno (a cura di Giuseppe Morabito e Giordano Bruschi)

    Martedì 2 aprile 2013 (ore 15-17)
    Edoardo Firpo (a cura di Silvio Ferrari e Bubi Senarega)

    Martedì 9 aprile 2013 (ore 15-17)
    Il paesaggio urbano tra pittura e fotografia (a cura di Giuseppe Marcenaro)

    Martedì 16 aprile 2013 (ore 15-17)
    Il paesaggio naturalistico (a cura di Mario Calbi)

    Martedì 23 aprile 2013 (ore 15-17)
    Il sistema dei Forti (a cura di Matteo Marino)

    Martedì 30 aprile 2013 (ore 15-17)
    Le trasformazioni urbanistiche, dal sistema delle ville ai quartieri dormitorio (a cura di Bruno Giontoni)

    Martedì 7 maggio 2013 (ore 15-17)
    L’acquedotto storico (a cura di Maria Pia Turbi)

    Martedì 14 maggio 2013 (ore 15-17)
    Il cimitero di Staglieno (a cura di Paola Balbi)

    Martedì 21 maggio 2013 (ore 15-17)
    Il Bisagno: i ponti, le alluvioni, il porto preistorico (a cura di Paolo Tizzoni)

  • Piazza della Vittoria: mega parcheggio sotto la scalinata delle Caravelle

    Piazza della Vittoria: mega parcheggio sotto la scalinata delle Caravelle

    Piazza della Vittoria. scalinata caravelleIl progetto per un maxi parcheggio interrato da 400 posti auto in pieno centro città – all’interno dell’area dei giardini e della “Scalinata delle Caravelle” (il nome reale è Scalinata del Milite Ignoto) – stoppato dopo l’alluvione del 2011, ritorna prepotentemente in auge.
    Nel luglio 2008 il consiglio municipale del Medio Levante si era espresso favorevolmente. Durante la fase di progettazione preliminare del nuovo PUC (Piano Urbanistico Comunale) venne accolta l’istanza di variante (presentata dal progettista-proponente nel dicembre 2008) e fu inserita una “norma speciale” specifica per il sito delle Caravelle che consentiva la realizzazione dell’autorimessa.
    In seguito ai tragici eventi del 4 novembre 2011, che provocarono pesanti allagamenti anche nella zona di Piazza della Vittoria, tale norma era stata cancellata (tuttavia, nel testo del nuovo PUC, ne rimane traccia, laddove esso recita «Eventuali opere realizzate in sottosuolo devono prevedere la ricomposizione della scalinata e delle aiuole delle Caravelle, in quanto fondale unitario ed elemento consolidato del paesaggio urbano che caratterizza la zona»).
    Oggi il progettista-proponente, l’architetto Mario Mazzei, ci riprova, sollecitando il Municipio a riesaminare il progetto ed esprimere un parere che – nel caso fosse favorevole – si tradurrà in osservazioni al nuovo PUC, inerenti la destinazione urbanistica dell’area.
    Per quanto riguarda il rischio idrogeologico, conseguente ad una simile costruzione in una zona considerata esondabile, l’architetto Mazzei spiega «Sotto il profilo idraulico l’area delle Caravelle si trova in posizione migliore rispetto al settore nord di Piazza della Vittoria, il cui silos interrato non è mai stato esposto ad episodi di inondazione. Inoltre, la protezione dal rischio idraulico sarà ulteriormente potenziata con la definitiva messa in sicurezza del Bisagno». Prima di ipotizzare qualsiasi intervento, però, occorre attendere gli approfondimenti sul Piano di Bacino del Bisagno che la Provincia di Genova sta per affidare, tramite bando di gara, ad un gruppo di professionisti.

    La Commissione II (Assetto Territorio) del Municipio Medio Levante, riunitasi giovedì 7 marzo, ha dato parere favorevole a maggioranza «Perché l’infrastruttura sarebbe di interesse pubblico – spiega il vicepresidente della Commissione, Bianca Vergati (Lista Doria-Sel), unico voto contrario – Vedremo cosa dirà il Comune, che al momento ignora la questione».
    Il parcheggio interrato contempla circa 400 posti auto da ripartirsi tra quelli a rotazione, quelli per le forze dell’ordine e quelli per i residenti. «Venti milioni di euro di previsione, 400 posti, tre piani interrati e tre nella scalinata delle Caravelle a disposizione dei mezzi della Questura – continua Vergati – si servirebbero cosi i quartieri Foce, Brignole e Carignano-Galliera, tramite ascensori e scale mobili di collegamento a carico del pubblico, ossia Amt».
    Secondo il progettista, la nuova infrastruttura consentirebbe di eliminare i parcheggi di superficie ancora esistenti in Via A. Diaz ed in Piazza della Vittoria, al fine di restituire ai pedoni anche il lato mare della piazza. «Bellissima idea ma in che modo la si può imporre ai privati del parcheggio in superficie? – ribatte il consigliere Vergati – Senza contare che in Piazza della Vittoria già esiste un autopark di tre piani, di cui due semivuoti, per un totale di 750 posti auto».
    E poi si potrebbero cancellare i parcheggi per i veicoli delle forze dell’ordine, attualmente ubicati all’inizio di Corso Aurelio Saffi di fronte alla Questura, migliorando le condizioni di operatività delle stesse forze dell’ordine. «Si parla di 150 posti auto, perché così tanti? – si domanda Vergati – la Questura non è stata neppure interpellata. E soprattutto perché non ipotizzare di trasferire quest’ultima in un’altra zona? Ad esempio all’interno di una caserma vuota? (vedi la Gavoglio al Lagaccio)».
    Infine l’interesse pubblico, ovvero «Far parcheggiare i residenti della Foce – conclude Vergati – quelli che adesso posteggiano nel cosiddetto “isolone” centrale di Viale Brigate Partigiane e nel prossimo futuro soffriranno per la creazione dell’aiuola che comporterà la sparizione di un discreto numero di posti auto».

    piazza-vittoriaIl complesso urbano del Parco della Vittoria (Piazza Verdi, Piazza della Vittoria, Via A. Diaz), di cui fa parte la Scalinata delle Caravelle, venne progettato in epoca fascista dall’architetto Marcello Piacentini e rappresenta un complesso di costruzioni edilizie, verde ed aree urbane di grande pregio e valore architettonico, storico, urbanistico, monumentale e paesaggistico. Per questo motivo, qualunque intervento nell’ambito di tale complesso, non dovrebbe alterare finalità, aspetti urbanistici, monumentali e paesaggistici del progetto originario.
    «Le attuali quote del terreno e le caratteristiche estetiche dei luoghi esistenti in superficie (scalinata, aree verdi) verrebbero mantenute con un adeguato intervento di ripristino – spiegava il progettista nel 2009, durante un incontro svoltosi presso il circolo Pd di Portoria-Carignano – fatta salva la nuova presenza: di due tunnel vetrati con scale mobili realizzati in superficie, in corrispondenza delle due attuali rampe di scale della Scalinata delle Caravelle, colleganti Via A. Diaz con la sommità della Scalinata stessa e poi con i sovrastanti bastioni di Mura delle Cappuccine, fino a raggiungere la quota della strada; di due rampe per il transito dei veicoli da e per il nuovo parcheggio interrato, da realizzarsi in corrispondenza dell’aiuola centrale di Via A. Diaz; degli accessi pedonali al parcheggio».
    In quell’occasione emersero con evidenza tutte le criticità del progetto «La realizzazione dei tunnel sarebbe incompatibile con il mantenimento dei valori estetici e paesaggistici della Scalinata, nel più ampio contesto del Parco della Vittoria», sottolinea la relazione finale dell’incontro. «L’impiego di più impianti di scale mobili é particolarmente costoso anche in termini manutentivi e si può difficilmente giustificare in assenza di un transito di persone numericamente significativo – continua la relazione – I costi di manutenzione delle scale mobili, visto il loro uso pubblico, finirebbero per gravare sul Comune o su aziende a partecipazione pubblica, che già oggi hanno non pochi problemi economici per assicurare la manutenzione delle varie aree, immobili e servizi pubblici della città».

     

    I DUBBI SULL’ITER BUROCRATICO E LE OSSERVAZIONI TARDIVE AL PUC

    Il progetto preliminare del PUC è stato adottato dal consiglio comunale il 7 dicembre 2011. In base alla legge, dopo la pubblicazione del PUC, ci sono 90 giorni di tempo per presentare eventuali osservazioni. Il termine è ormai scaduto ma, nonostante ciò, la nuova amministrazione comunale ha deciso di esaminare anche le osservazioni arrivate fuori termine, almeno finché la Giunta non avrà definito la delibera con le controdeduzioni alle osservazioni, che poi dovrà essere approvata anche dal Consiglio.
    Palazzo Tursi non ha ritenuto opportuno divulgare una formale comunicazione pubblica per informare la cittadinanza in merito alla sua disponibilità a vagliare anche le osservazioni al PUC presentate fuori tempo massimo. Una scelta che desta perplessità, considerato che molti genovesi non conoscevano questa ulteriore opportunità e, dunque, si corre il rischio di una disparità di trattamento tra i cittadini.

    Il Vicesindaco ed Assessore all’Urbanistica, Stefano Bernini, interpellato dal “Corriere Mercantile”, risponde così «Ho deciso di riaprire un percorso partecipato sul nuovo PUC, come ho già dichiarato in varie sedi pubbliche, anche in Consiglio comunale. La decisione di esaminare le osservazioni tardive rientra in questo percorso. Non si tratta di un atto amministrativo, bensì di una concessione politica. Comunque gli ordini professionali, le associazioni dei costruttori ed altre associazioni sanno di questa possibilità, infatti, negli uffici continuano ad arrivare osservazioni».

    «La procedura è senza dubbio legittima – spiega il consigliere Vergati – tuttavia mi chiedo quanti ne fossero a conoscenza».
    Per quanto riguarda il progetto di Piazza della Vittoria, il consigliere aggiunge «Trovo poco corretto, dal punto di vista politico, che un Municipio si faccia carico di un’istanza di questo tipo».
    L’approvazione è strettamente legata a motivazioni di carattere territoriale «Molti consiglieri presenti in Commissione abitano alla Foce – conclude Vergati – e quindi sono interessati a dare una risposta ai propri elettori che lamentano la carenza di posti auto in zona».

     

    Matteo Quadrone

  • Corso di teatro a Genova: la compagnia exvUoto al Buridda

    Corso di teatro a Genova: la compagnia exvUoto al Buridda

    Lsoa BuriddaDa giovedì 14 a domenica 17 marzo 2013 il Laboratorio Sociale Buridda ospiterà la compagnia exvUoto, nata a Rovigo dalla collaborazione fra gli artisti Antonia Bertagnon, Andrea Dellai e Tommaso Franchin.

    Un progetto teatrale nato per “capire e di conoscere il senso di vuoto e/o di svuotamento che vive l’uomo contemporaneo, forse non più alienato ma di certo assuefatto ed anestetizzato“.

    Questo il tema del workshop #costruzione di una relazione#.
    Abbiamo solo un corpo. Sui corpi si disegnano storie silenziose. Relazioni che, come tatuaggi indelebili sulla pelle, crescono e mutano di giornata in giornata. Corpi che urlano, pur restando muti. C’è sempre stato bisogno di un compagno: servono altre mani, altre bocche, altri occhi, altri sensi per volersi bene. Guardiamoci attorno, non siamo soli.
    Il laboratorio prevede un accurato lavoro sul corpo e sull’ascolto. Il corpo del compagno è, per noi, come un campo di battaglia. Un campo da gioco dove affilare le armi. Armi da rivolgerci contro. Per scalfire l’esoscheletro della nostra umana esistenza e cavarne fuori la larva del personaggio. Il nostro è un laboratorio di ridimensionamento del mito: una camera di decompressione dove lasciar decantare la favola e ritrovarne l’assurda contiguità con il presente. In uno spazio sempre più stretto, faccia a faccia, i nostri attori scattano foto-ricordo di una vita che si consuma.

    Per maggiori informazioni 335 6598028.

  • Bolzaneto: no alla chiusura del centro di formazione professionale

    Bolzaneto: no alla chiusura del centro di formazione professionale

    Bolzaneto.Centro Provinciale di Formazione Professionale Luciano TruccoIl Municipio Valpolcevera si schiera compatto in difesa del Centro Provinciale di Formazione Professionale “Luciano Trucco”, un’eccellenza che da ormai 30 anni opera a Bolzaneto, svolgendo un’importante funzione sociale per l’intera vallata. A breve, però, come anticipato da una nostra inchiesta, l’istituto è destinato a chiudere i battenti.
    Nell’ultima seduta il Consiglio municipale ha approvato all’unanimità una mozione proposta dai gruppi Pd, Sel e Fds che impegna il Presidente e la Giunta ad attivarsi presso il Commissario Straordinario della Provincia di Genova per verificare quali siano le intenzioni in merito al prossimo futuro del Centro Trucco.

    «Da segnalazioni provenienti dagli operatori del settore e dagli amministratori di altri comuni della Val Polcevera emerge la preoccupazione di eventuali dismissioni di attività di formazione professionale sul territorio ed in particolare della presunta chiusura del CC.PP.F.P. “Trucco” di Bolzaneto – scrivono i consiglieri nella mozione – I Sindaci dei Comuni della Val Polcevera hanno già formalizzato una richiesta di maggiori informazioni agli enti preposti su queste eventuali dismissioni».

    L’attività dei Centri Provinciali di Formazione Professionale, fin dalla loro istituzione «È sempre stata ed è tuttora preziosa per quanti vivono e lavorano sul nostro territorio – continua la mozione – in particolare il Centro “Trucco”, nella sua diversificata attività di Formazione Professionale, ha sempre sostenuto la frequenza dei ragazzi della vallata in sinergia con tutti gli altri attori del territorio, compresi i Servizi di questo Municipio, diventando punto di riferimento per le famiglie e gli insegnanti di tutte le scuole, con particolare riguardo all’occupazione, all’integrazione e all’inserimento nel mercato del lavoro delle persone esposte a rischio di esclusione sociale quali disoccupati, persone disabili o comunque in difficoltà, donne e anziani».

    I consiglieri sottolineano i punti di forza del Centro “Luciano Trucco”, il quale «Ha sviluppato la propria attività didattica ed educativa migliorando sempre più i servizi resi all’utenza, dotandosi di laboratori ed attrezzature che, probabilmente, nessuna altra realtà formativa possiede nell’intera Provincia di Genova».
    «In questo momento di crisi economica è di vitale importanza non solo mantenere, ma investire in una struttura come quella del Centro Trucco – concludono i consiglieri della Valpolcevera – perché il lavoro nell’area delle produzioni meccaniche ed industriali in genere è una delle poche risorse rimaste e, rinunciandovi, si rinuncia alla speranza di una ripresa e si aumenta l’impoverimento del territorio».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto dell’autore]

  • Museo Villa Croce: Farsi la città, mostra di Tony Conrad

    Museo Villa Croce: Farsi la città, mostra di Tony Conrad

    villa-croce-parchi-DIHa inaugurato da pochi giorni al museo di Villa Croce Farsi la città: interventi, comunità e partecipazione, la prima mostra di Tony Conrad in un museo italiano.

    Figura epica della scena underground di New York, la mostra presenta una serie di lavori realizzati da Tony Conrad a partire dagli anni Sessanta e Settanta che indagano la dimensione urbana dello spazio pubblico e le interazioni che vi hanno luogo. Conrad osserva i movimenti delle masse metropolitane e registra le sue espressioni di dissenso, organizza rituali comunitari e decostruisce i meccanismi del cinema documentario. L’ambiguità del titolo, dissacrante e allo stesso tempo propositivo, nasce dall’approccio ambivalente dell’artista nei confronti delle strutture del potere e del loro perverso rapporto con i media.

    Nato a Concord (New Hampshire) nel 1940, arriva a New York all’inizio degli anni Sessanta, dove partecipa alle esperienze più radicali della musica e del cinema indipendenti. In quegli anni è membro attivo – insieme a La Monte Young, John Cale, Angus MacLise, Maria Zazeela e altri – del Theatre of Eternal Music, gruppo che ha sviluppato le ricerche musicali di John Cage e Fluxus in senso minimalista producendo sonorità estese ed ipnotiche. Le loro sperimentazioni, etichettate come dream music, si sviluppano grazie all’eliminazione della figura del compositore attraverso l’improvvisazione.

    Opere in Mostra

    Bryant Park Moratorium Rally (1969) è una installazione audio a due canali che mette a confronto diverse modalità di percezione di una manifestazione politica contro la guerra in Vietnam che si svolse proprio sotto casa dell’artista. Sfruttando quella che lui stesso definisce la posizione ideale per un artista, vale a dire “trovarsi nel bel mezzo del tumulto democratico”, Conrad colloca un microfono fuori dalla finestra del suo appartamento prospiciente Bryant Park e un altro microfono di fronte alla televisione, sintonizzata su un canale che trasmetteva l’evento in diretta. Il risultato è dissonante e dimostra come la manifestazione sia più reale in televisione. Bryant Park Moratorium Rally registra il gap fra i mass media e la realtà e riflette sulla spettacolarizzazione delle forme del dissenso.

    I film Waterworks (1972-2012) e Loose Connection (1972-2011), realizzati nello stesso anno ma digitalizzati e presentati in pubblico solo nel 2012. Waterworks è il lungometraggio di una celebrazione per il solstizio d’estate organizzata da Conrad e dalla moglie Beverly Grant a Times Square. Concepito come un evento di quartiere, Waterworks registra l’esistenza di una comunità eccentrica ed estemporanea che sceglie di reclamare il cuore pulsante di New York come spazio per l’espressione della propria spiritualità. Loose Connection è, invece, una “rivisitazione concettuale dell’idea di documentario”, un’operazione di alterazione del meccanismo cinematografico effettuata in piena epoca strutturalista. Conrad costruisce uno speciale otturatore per la sua cinepresa Super 8 le cui riprese inducono una forte di disorientamento nello spettatore. L’evento filmato – l’artista e la sua famiglia che vanno a fare la spesa al supermecato -, in sé assolutamente ordinario, assume così una natura quasi psichedelica.

    Studio of the Streets (1990-1993) è un progetto collaborativo di attivismo sociale realizzato nella città di Buffalo dove Conrad vive e insegna dal più di vent’anni. Inizialmente concepito per ottenere finanziamenti comunali per la creazione di una “televisione ad accesso pubblico”, autogestita dai cittadini, Studio of the Streets si è presto evoluto in un sistema di “animazione” delle voci della comunità: ogni venerdì pomeriggio, per tre anni, i passanti sono stati fermati sulle scale del Municipio di Buffalo ed invitati ad esprimere i propri desideri, bisogni, necessità. Le interviste, così raccolte e regolarmente mandate in onda su una rete locale, sono diventate un programma di successo. Precursore di modalità partecipate e condivise di informazione come i social-network o la web tv Conrad è riuscito a creare un “interpersonal feedback loop”, un gruppo che trasmette a se stesso la propria immagine. Studio of the Streets è stato presentato in Europa nella Documenta IX del 1992.

    Yellow TVs (1973): serie legata ai famosi Yellow Movies presentati all’ultima Biennale di Venezia, che chiama in causa la pittura per portare alle estreme conseguenze e mettere in discussione le regole del cinema strutturalista, percepite come autoritarie. L’interesse per un’estensione temporale dilatata – long duration – espresso in primo luogo nelle composizioni musicali, viene trasferito in ambito visivo introducendo con prepotenza l’elemento temporale nella percezione della pittura.

    La mostra sarà aperta al pubblico fino a domenica 28 aprile 2013.

    [foto di Diego Arbore]