Autore: erasuperba

  • Teatro dell’Ortica, Molassana: ipotesi trasferimento all’Istituto Doria

    Teatro dell’Ortica, Molassana: ipotesi trasferimento all’Istituto Doria

    centro-polivalente-auditorium-majorana-teatro-orticaPrima era stata l’ingiunzione di sfratto, inaspettata, a breve distanza dal rinnovo del contratto triennale a canone agevolato. Poi la proposta di una sede alternativa, ma inadeguata, e il paventato scorporo del centro: queste le vicende che hanno interessato nei giorni scorsi il Teatro dell’Ortica, e con esso, tutte le altre associazioni radunate all’interno del Centro Polivalente “Auditorium” di Via Allende 48, a Molassana.

    Dopo l’ultimo incontro si aprono nuovi scenari: tra le diverse proposte di enti privati che si sono dichiarati disponibili ad affittare i propri locali al Centro “Auditorium”, la più accreditata è quella dell’ASP Brignole, che ha messo a disposizione gli spazi dell’Istituto Doria, di Via Struppa 50. Qui, verrebbero accolte tutte le associazioni di Via Allende 48, evitando l’ipotesi di separazione, che già si andava profilando.

    majorana
    Fondato nel 1996, il Centro Polivalente “Auditorium” svolge un ruolo fondamentale per Molassana. C.I.E.P. è il soggetto principale all’interno del Centro, coordina e supervisiona le attività di tutte le altre associazioni affrontando problematiche legate al disagio psichico-relazionale e alle dipendenze.
    Proseguendo il lavoro di C.I.E.P., il Teatro dell’Ortica porta avanti il progetto di “teatro sociale”, mettendo l’espressione artistica al servizio del disagio psichico e dell’emarginazione.
    Lo Spazio Famiglia Val Bisagno, invece, offre accoglienza alle famiglie e a mamme con bambini portatori di handicap, crea percorsi di mutualità nella cura e l’educazione dei figli, mette a disposizione consulenti per la risoluzione di problemi giudiziari e segue il percorso di affidamento genitoriale.
    Sempre gestito da Nuovo C.I.E.P e in collaborazione con il Consorzio Sociale Agorà, in via Allende opera anche l’Asilo Nido “Gnomi e Folletti”, asilo part-time per bambini dai 16 ai 36 mesi. Nato nel ’99 come area-gioco nell’ambito di Spazio Famiglie Val Bisagno, ha poi assunto vita autonoma ed è oggi gestito dal Comune.

    Con l’aiuto del consigliere comunale Gianpaolo Malatesta facciamo luce sugli ultimi sviluppi della vicenda: «Dall’ASP Brignole è stata avanzata proposta di mettere a disposizione i locali dell’Istituto Doria, in Via Struppa, a pochi km dalla sede attuale del Centro, e attualmente è in corso un dialogo tra i soggetti interessati. Dall’azienda è stata data la disponibilità a visionare i locali in questione e attualmente funzionari municipali e delegati di “Auditorium” stanno procedendo al vaglio degli spazi. Se saranno giudicati idonei, si dovrà attendere il successivo e definitivo via libera dalla Provincia, cui spetta l’ultima parola sulla ricollocazione».

    La struttura del Doria attualmente è adibita a ricovero temporaneo per riabilitazione e residenza permanente per anziani. All’ interno – in collaborazione con medici professionisti e coordinatori- operano associazioni di volontariato convenzionate (Associazione Volontari Ospedalieri e Sant’Egidio), che offrono supporto agli ospiti e collaborano alla gestione del centro, svolgendo attività di animazione per la stimolazione cognitiva, laboratori e attività ludiche volte alla socializzazione degli ospiti. In linea con le finalità perseguite dal Centro Polivalente “Auditorium”, l’attività dell’Istituto Doria coniuga problematiche psico-fisiche e di recupero sociale a espressione artistica, attività manuali e motorie, svolte in collaborazione con fisioterapisti e assistenti sociali.

     

    IL COMPLESSO SCOLASTICO SEDE DEL CENTRO POLIVALENTE “AUDITORIUM”

    Il Centro è inserito nel complesso scolastico sede della succursale del Liceo Scientifico “Da Vinci” e dell’Istituto Tecnico “Ettore Majorana”: all’epoca in cui è stato costruito (tra gli anni ’80-’90), il complesso si presentava come centro scolastico innovativo e all’avanguardia, dotato al suo interno di un’ampia palestra, un auditorium, vari laboratori, una biblioteca, sala tv, saletta prove, e all’esterno di campo da basket e stadio coperto. Il progetto iniziale prevedeva anche l’inserimento di una mensa, la cui realizzazione è stato ultimata solo di recente. Inoltre, solo qualche anno fa gli spazi prima funzionanti come ingresso e segreteria sono stati riconvertiti e adibiti a bar. Un progetto in grande stile e pionieristico, che voleva fare da apripista per altri affini. Dal ’96 gli spazi ancora liberi e usati –appunto- come auditorium, sono stati assegnati dall’amministrazione al Centro Polivalente.

    IL PERCHÉ DEL TRASFERIMENTO: EMERGENZA SPAZI PER L’ISTITUTO MARSANO

    A partire dal prossimo settembre tutte le associazioni dovranno abbandonare l’attuale sede per lasciare spazio alle classi dell’Istituto Tecnico Agrario “Marsano” che ha visto un recente aumento delle iscrizioni (per una quinta classe in uscita, sono state create 3 nuove prime) e gli spazi di Via De Vincenzi si sono mostrati inadeguati: inizialmente alcune classi sono state trasferite nei locali del Municipio IV Media Val Bisagno, poi nei locali di Via Allende 48, in cui attualmente (dallo scorso anno scolastico) sono già ospitate due classi del “Marsano”, in alcuni locali assegnati al “Majorana” ma momentaneamente inutilizzati. Per il prossimo anno scolastico, tuttavia, l’amministrazione ha previsto il definitivo trasferimento delle classi nel complesso di Via Allende: per prima cosa, verrà messo a disposizione del “Marsano” un intero piano, ora assegnato al “Da Vinci” ma non in uso. Ma un solo piano non sarà sufficiente a rispondere alle esigenze dell’Istituto Agrario: pertanto l’unica soluzione per l’amministrazione è quella di sgomberare i locali assegnati al Centro “Auditorium”.

     

    Elettra Antognetti

  • Genova per Mariangela Melato: programma di eventi al Teatro Stabile

    Genova per Mariangela Melato: programma di eventi al Teatro Stabile

    teatro-corte12-DiInizia oggi, lunedì 18 marzo 2013, una serie di appuntamenti nel foyer del Teatro della Corte per proiettare gli spettacoli prodotti dal Teatro Stabile con Mariangela Melato protagonista.

    Tutte le proiezioni sono a ingresso libero e introdotte da giornalisti, professori universitari e intellettuali che ben hanno conosciuto l’attrice nel corso dei vent’anni (1992-2012) della sua permanenza al Teatro Stabile di Genova.

    Inoltre, giovedì 21 marzo alle 17 sarà inaugurata – sempre nel foyer del Teatro della Corte – una mostra fotografica dedicata a Mariangela Melato, aperta fino al 10 maggio e nella quale saranno esposte le foto, le locandine e i manifesti dei quattordici spettacoli.

    Il programma delle proiezioni (tutte con inizio ore 16)

    Lunedì 18 marzo: L’affare Makropulos di Karel Capek

    Venerdì 22 marzo: Il dolore di Marguerite Duras

    Lunedì 25 marzo: Quel che sapeva Maisie di Henry James

    Martedì 26 marzo: La dame de chez Maxim di Jacques Feydeau

    Mercoledì 27 marzo: L’anima buona del Sezuan di Bertolt Brecht

    Venerdì 5 aprile: Fedra di Jean Racine

    Mercoledì 10 aprile: Nora alla prova da Henrik Ibsen

    Venerdì 12 aprile: Tre variazioni della vita di Jasmine Reza

    Lunedì 15 aprile: La centaura di Giovan Battista Andreini

    Mercoledì 17 aprile: Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht

    Venerdì 19 aprile: Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee

    [foto di Diego Arbore]

  • Biciclette pieghevoli: a Genova il primo raduno nazionale

    Biciclette pieghevoli: a Genova il primo raduno nazionale

    biciclette-posteggi-DIDomenica 17 marzo 2013 si svolge a Genova il primo raduno italiano di bici pieghevoli.

    Grazie alle sue ridotte dimensioni può essere trasportata su treni e, in molte città, anche sugli autobus: la bicicletta pieghevole è sempre di più la scelta di molte persone, come ci hanno raccontato i gestori del blog Anemmu in bici a Zena.

    Quale migliore città se non una dotata di impianti di risalita (funicolari e ascensori) per dimostrare le potenzialità di questo tipo di bici? Chiamata anche bici intermodale, la bici pieghevole si combina bene con gli altri mezzi di trasporto e consente di trasformare le salite in discese.

    Tutti possono partecipare al raduno a prescindere dal tipo di bici, ma l’accesso alla funicolare è riservato alle pieghevoli, pertanto, per tutti gli altri l’appuntamento è alla stazione a monte della funicolare alle ore 10.20. Nella pedalata si consiglia poi chi ha la bici tradizionale di lasciare andare avanti le pieghevoli “scortandole” chiudendo il gruppo.

    Programma della giornata

    Ore 8.45: appuntamento alla stazione funicolare della Zecca

    Ore 9.30: raduno e accoglienza ospiti non genovesi alla stazione di Genova Principe

    Ore 10: ultimo imbarco dei partecipanti sulla funicolare Zecca-Righi

    Ore 10.30: coffee break offerto da Bici Shop Genova

    Ore 11: escursione da quota mt 313 al livello del mare, 11 km di quasi sola discesa

    Ore 13: bici al pesto, rifornimento a base di cucina etnica

    Ore 14.30: Genova per Voi, pedalata non convenzionale nel centro storico

    Ore 16.30: cerimonia di chiusura.

    La partecipazione è libera e gratuita. Info info@adbgenova.it.

    [foto di Diego Arbore]

  • Abiti antichi, arazzi e fiori di carta: una mostra a Sant’Agostino

    Abiti antichi, arazzi e fiori di carta: una mostra a Sant’Agostino

    Chiesa S.AgostinoDa sabato 16 marzo a domenica 14 aprile 2013 il Museo di Sant’Agostino in piazza Sarzano  ospita la mostra Atelier. L’effimero della materia, abiti e opere di Virginia Cafiero realizzati in carta fatta a mano e impastata con elementi vegetali.

    L’artista abita letteralmente le sale del Museo di Sant’Agostino: varcatane silenziosamente la soglia, vi dispone, in omaggio e nel rispetto delle presenze museali, gli abiti tridimensionali, gli arazzi e le opere bidimensionali cartacee ideate e realizzate per l’occasione espositiva.

    La ricerca artistica prende avvio da una riflessione sull’uso specifico di piante, erbe, fiori e da conoscenze scientifiche del regno vegetale.

    Curatrice della mostra è Viana Conti.

    La mostra è visitabile fino a domenica 14 aprile 2013 negli orari di apertura del Museo: da martedì a venerdì ore 9-19, sabato e domenica ore 10-19. Lunedì chiuso.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Disuguaglianza e bassa mobilità sociale: la fine del sogno americano

    Disuguaglianza e bassa mobilità sociale: la fine del sogno americano

    La Bandiera AmericanaLa disoccupazione giovanile nel nostro paese ha ormai sfondato quota 33% e le prospettive sono tutt’altro che positive. Per molti l’unica alternativa è quella di emigrare all’estero in cerca di nuove opportunità. Il problema principale è che la vecchia Europa non se la sta certo passando bene, stretta com’è da questa insensata austerità, e bisogna quindi guardare altrove. E allora perché non pensare di trasferirsi nel paese che rappresenta nell’immaginario collettivo il luogo dove è possibile realizzare i propri sogni partendo da zero? Perché non trasferirsi negli Stati Uniti d’America?

    Prima di preparare le valigie e prenotare un volo di sola andata sarebbe meglio sapere che c’è chi ritiene che il cosiddetto “sogno americano” sia in realtà un incubo per la maggior parte dei cittadini statunitensi. Uno dei maggiori esponenti di questa scuola di pensiero è l’economista americano Joseph Stiglitz che, nel libro “Il prezzo della disuguaglianza”, ha sviscerato il problema più grave della società americana: la disparità di condizioni tra i “ricchi” e i “poveri”.

    A suffragio di questa tesi l’economista americano riporta alcuni dati che valgono più di mille parole: il reddito dell’1% più ricco degli americani rappresenta circa il 25% di tutta la ricchezza prodotta in un anno, mentre il loro patrimonio ammonta addirittura al 40% della ricchezza totale. Venticinque anni fa queste percentuali erano rispettivamente il 12% e il 33%. Il reddito mediano è minore di quello di quindici anni fa, mentre la ricchezza mediana è pari a quella degli anni ’90. Ci sentiamo spesso ripetere da molti economisti che “se la torta diventa più grande, la fetta che prendiamo è sempre più grossa” o che “l’alta marea solleva tutte le barche”; sembra invece che, nonostante la torta sia cresciuta, le fette per le persone comuni siano sempre più piccole e che l’alta marea abbia inghiottito e non sollevato chi si trovava sulle barche più piccole. In termini di uguaglianza di reddito gli Stati Uniti sono ormai sempre più simili alla Russia degli oligarchi.

    Alcuni potrebbero pensare che, dopotutto, c’è chi vince e c’è chi perde e che non è colpa di nessuno se non tutti hanno le stesse possibilità perché le disuguaglianze sono inevitabili e il cercare di appianarle limiterebbe l’efficienza dell’economia. Al contrario l’illustre premio nobel americano, nel suo ultimo libro, smonta queste argomentazioni dimostrando come una maggiore uguaglianza sia non solo moralmente più auspicabile ma porterebbe a un notevole miglioramento dell’economia reale.

    Stigliz afferma che, all’aumentare della diseguaglianza, diminuiscono le opportunità delle classi più disagiate per poter migliorare la propria condizione. Questo vuol dire sprecare alcune delle persone più brillanti che, per mancanza di risorse finanziarie, non possono accedere a un’istruzione di livello superiore e quindi non possono dare il proprio contributo alla società mettendo le proprie capacità al servizio della collettività. Perciò più uguaglianza significherebbe avere una società più efficiente.

    Inoltre la disuguaglianza rende l’economia più debole: l’1% più ricco della popolazione, che possiede la maggior parte della ricchezza, spende solo una piccola frazione delle proprie risorse. L’aver spostato questa ricchezza dai ceti meno abbienti a quelli più ricchi ha diminuito la domanda aggregata, cioè i consumi, e ha rafforzato la speculazione. Per compensare questa diminuzione si è dovuto creare una domanda fittizia alimentata dal credito facile erogato dalle banche attraverso mutui, carte revolving e altri strumenti finanziari. Questo ha portato l’80% della popolazione più povera a indebitarsi fino a spendere il 110% del proprio reddito portando allo scoppio della crisi dei mutui subprime. Per questo motivo più uguaglianza significherebbe avere un’economia più solida.

    Infine Stigliz descrive come spesso i più ricchi ottengano guadagni giganteschi senza dare alcun contributo alla società. Si pensi ad esempio ai banchieri o ai manager che, pur avendo dato origine alla crisi, hanno ottenuto bonus stratosferici. A chi pensa che tassando queste categorie si rischi di limitare la creazione di posti di lavoro Stiglitz risponde che, più che creatori di posti di lavoro, i grandi manager e banchieri ne siano stati piuttosto i distruttori. I soldi ottenuti in questo modo potrebbero essere investiti in ricerca, infrastrutture ed educazione che creerebbero nuove opportunità per i meno abbienti e quindi darebbero un forte contributo all’economia.

    Il sogno americano sembra ormai un pallido ricordo e le statistiche descrivono la mobiltà sociale statunitense come una delle più basse dei paesi industrializzati. Pertanto se volete davvero vivere il sogno americano, invece di partire per New York, vi conviene piuttosto prenotare un volo per la Scandinavia. La prossima volta vedremo perché…

     

    Giorgio Avanzino

  • Laghetto artificiale in giardino: colori e varietà delle piante acquatiche

    Laghetto artificiale in giardino: colori e varietà delle piante acquatiche

    Equiseto vasoQuesta settimana ci soffermeremo su alcune delle molteplici specie di piante, adatte ad essere impiegate nei laghetti artificiali o nei bacini naturali. In particolare e per ragioni di spazio, descriveremo le varietà più rilevanti da un punto di vista estetico, sia sotto il profilo delle fioriture che della produzione di foglie di dimensioni, forme o colori molto particolari.
    Il contesto, il gusto del progettista, le dimensioni del giardino e del laghetto suggeriranno le scelte cromatiche da adottare, gli abbinamenti più svariati e tali da creare un numero infinito di combinazioni possibili.
    Nymphaee: questo genere merita, per la grande diffusione in natura, una menzione a parte. Le ninfee sono piante acquatiche perenni e tra le specie più impiegate nei laghetti, naturali e non, negli stagni ma anche in contenitori Ninfea VRdi medio-grandi dimensioni. Le varietà più utilizzate devono essere collocate ad una profondità variabile dai dieci ai sessanta centimetri. Le radici dipartono infatti da un rizoma e sono fissate sul fondo fangoso.
    Le foglie sono ampie e di consistenza più o meno coriacea a lamina piana. Sono galleggianti ma a volte fuoriescono dal pelo d’acqua per qualche centimetro. La forma è più o meno rotonda con bordo continuo, appaiono lucide, generalmente verde scuro e cerose.
    Lo sviluppo di queste foglie è molto particolare. Esse crescono dritte, spuntando dal fondale e dirigendosi verso la superficie, con le due lamine arrotolate su loro stesse dall’esterno verso la nervatura centrale della foglia. Al momento opportuno e raggiunta la superficie, si srotolano dispiegandosi completamente sulla superficie dell’acqua.Iris acquatico
    L’infiorescenza è formata da grandi fiori colorati, generalmente solitari. La peculiarità della pianta consiste nel fatto che essi, normalmente, si aprono esclusivamente durante il giorno e solo se il cielo è sereno. Il colore dell’infiorescenza può variare dal bianco, al roseo, al rosso, al viola, fino al celeste ed al giallo. La fioritura si colloca principalmente nel periodo tardo primaverile ed in quello estivo. Esistono numerose varietà di ninfee, alcune sono spontanee e presenti anche in natura nel territorio italiano.
    La varietà Nymphaea Victoria amazonica, così denominata in onore della Regina Vittoria, merita una menzione a parte. Essa presenta foglie di grandissime dimensioni (fino a tre metri di diametro) e gambi di pesino setto o otto metri di lunghezza. Le foglie sono tanto robuste da reggere il peso di un bambino. TyphaLe infiorescenze sono di notevole ampiezza, bianche nel momento in cui sbocciano e successivamente rosa, sono però meno spettacolari di quelli di varietà di dimensioni minori.
    Iris acquatico: è una particolare varietà di iris, una rizomatosa molto diffusa nei giardini e di notevole impatto estetico. Le foglie sono lunghe, lanceolate e verdi chiaro. Le infiorescenze vengono prodotte nel periodo primaverile o tardo primaverile e svettano, sotto certi profili simili a quelli delle orchidee, al di sopra delle foglie. I loro colori sono sgargianti e vanno dal bianco puro, al giallo, al marrone, nonché al blu cobalto ed al rosa più o meno intenso. Le dimensioni della pianta sono molto variabili ed esistono anche varietà spontanee, presenti in natura e nei canali. La coltivazione non presenta alcuna difficoltà, anche la moltiplicazione, che avviene per semplice divisione del rizoma, è estremamente semplice. L’incidenza estetica, data dall’utilizzo degli iris, lungo i bordi dei laghetti è notevole.Equiseto La pianta permette infatti di ottenere fitti insiemi di foglie lanceolate, in cui spiccano infiorescenze colorate dall’aria esotica ma purtroppo di breve durata.
    Typha angustifolia: meglio nota con il nome di canna palustre. Questa pianta è presente spontanea in natura, viene coltivata nei laghetti per le sue belle e durature infiorescenze nonché per il suo fogliame lanceolato. La sua coltivazione è estremamente semplice e la pianta non richiede cure particolari, adattandosi agevolmente al contesto in cui viene inserita. Una volta naturalizzata, si propaga in modo spontaneo fino a formare cortine verdi, impenetrabili e di grande suggestione estetica, sia nel periodo autunnale che al variare delle correnti di vento che muovono i flessuosi e duttili gambi delle piante.
    Lythrum salicaraPontederia cordata ed Equiseto: la prima presenta foglie di un bel verde lucente ed infiorescenze a “pannocchia” di un blu intenso. La pianta si sviluppa fino a raggiungere i cinquanta/ottanta centimetri sul livello dell’acqua. Le infiorescenze vengono prodotte nel periodo estivo.
    L’Equiseto è molto particolare e presenta steli ornamentali, privi di foglie. Essi risultano molto decorativi durante tutto il corso dell’anno e specie in inverno quando spiccano, dall’acqua, nello spoglio e grigio paesaggio circostante.
    Lythrum salicara, Eriophorum angustifolium, Schizostylis coccinea “Major” e Zantedeschia aethiopica: queste piante producono tutte infiorescenze appariscenti che contribuiscono in modo notevole a caratterizzare uno stagno od un laghetto.
    La prima pianta produce, in estate, una profusione di spighe di colore rosa intenso, alte fino ad un metro, su sottili fusti eretti.Eriophorum angustifolium
    L’Eriophorum presenta delle particolari spighe fiorifere, che ricordano un batuffolo di cotone, bianche, ombrelliformi ed evidenti. In contrasto con l’acqua su cui svettano gli steli, questa pianta non passa certo inosservata.
    La terza pianta è meglio nota, volgarmente, come particolare varietà di gladiolo. Fiorisce nel periodo autunnale con eleganti e ramificati insiemi di piccoli fiori di colore arancio-rossastri.
    In tarda primavera fiorisce la Calla, producendo vistose infiorescenze imbutiformi, in questo caso bianche, con un evidente spadice giallo intenso. La pianta appartiene alla categoria delle rizomatose, cresce fino ad un metro circa di altezza e produce numerose ed ampie foglie di un verde intenso, molli al tatto. Come si capisce agevolmente dalla descrizione fornita, sebbene un po’ rigida la Calla può caratterizzare notevolmente il giardino lacustre.
    Myriophyllum aquaticum, Nymphoides peltata e Hippuris vulgaris: queste piante hanno tutte una funzione prettamente ossigenante. Esse sono indispensabili per mantenere pura e cristallina l’acqua di laghi e stagni. Si sviluppano principalmente sotto il pelo della superficie dell’acqua e, assorbendo le sostanze nutritive ivi presenti, la mantengono limpida. Le tre varietà menzionate si adattano perfettamente a specchi d’acqua con una profondità non superiore ai sessanta centimetri.
    Schizostylis coccinea “Major”Il Myriophyllum presenta una colorazione verde brillante e foglie molto frastagliate. La propagazione è estremamente semplice, essendo sufficiente prelevare delle talee e farle radicare nella sabbia.
    Il giglio acquatico frangiato produce invece, in estate, delle vistose infiorescenze giallo brillanti, su foglie galleggianti sulla superficie degli stagni.
    La terza pianta è autopropagante, sopra la superficie dell’acqua gli steli sono verdi, sotto di colore brunastro.
    In conclusione, tutte e tre le varietà sopra descritte sono esteticamente interessanti e di facilissima coltivazione nei laghetti e negli stagni posti alla nostra latitudine.

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano

    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Io Ricreo: impatto zero e riciclo creativo spiegati in un libro

    Io Ricreo: impatto zero e riciclo creativo spiegati in un libro

    RifiutiNe avevamo parlato su Era Superba già lo scorso anno, descrivendo brevemente l’attività di Io Ricreo: nel 2007 due studenti universitari di Genova hanno fondato un’associazione con lo scopo di valorizzare il riciclo creativo.

    Attraverso il proprio sito web ed eventi sul territorio (per esempio Ri-party, festa a impatto zero) Io Ricreo si pone l’obiettivo di realizzare laboratori di riciclo e riuso per adulti e bambini, nelle scuole, durante eventi e fiere. Come spiega uno dei fondatori, Francesco Di Biaso, «l‘attività di IoRicreo è in costante aumento, abbiamo sempre molte richieste e contatti con gruppi interessati a tematiche come sostenibilità, riciclo e riuso. Il direttivo dell’associazione è formato da cinque persone, che operano con il contributo dei soci. Spesso è difficile perché ci si sente da soli, abbandonati da uno stato che non aiuta i giovani, ma i risultati sono soddisfacenti e ci fanno andare avanti sempre a testa alta. Siamo sempre alla ricerca di persone nuove, che abbiano voglia di mettersi in gioco per il proprio futuro e che siano stufe di questa continua precarietà: il futuro lo si ri-crea assieme giorno dopo giorno. Siamo anche alla ricerca di uno spazio fisico concreto per aprirci ancora di più alla cittadinanza, avere un luogo dove incontrarci oltre al nostro sito web».

    Oggi l’attività di Io Ricreo si concretizza anche in un prodotto editoriale, un libro-manuale che uscirà il 21 marzo con la casa editrice Terre di Mezzo, scritto da Francesco Di Biaso con disegni di Maddalena Gerli, illustratrice che ha già ricevuto diversi riconoscimenti internazionali. «Il libro è improntato sul fare: vuole stimolare la creatività e cercare di dimostrare che vi è una manualità dormiente in ognuno di noi, che senza dover comprare cose costose, ma recuperando il superfluo, ci permette di creare oggetti belli, utili e di design. Mi piacerebbe molto riuscire a illuminare le persone, dimostrando loro che spesso hanno già ciò di cui hanno bisogno. Questo nuovo pensiero, chiamato riciclo creativo, oltre a diminuire l’impatto ambientare di una persona, e quindi a giovare concretamente all’ambiente, può essere d’aiuto anche al portafoglio, tematica da non trascurare in un momento di forte crisi come questo».

    La prima presentazione del manuale Io Ricreo avverrà domenica 17 marzo a Milano, durante la fiera Fà la cosa giusta, ma l’associazione mantiene un legame costante anzitutto con la nostra città: «A marzo si pianta il basilico, noi abbiamo piantato i semi per una cittadinanza più attiva e partecipata, aspettiamo di vederne nascere le foglioline. Finora abbiamo lavorato molto fuori Genova, ma ora stiamo puntando molto sulla nostra città, perché crediamo abbia moltissimo potenziale mal sfruttato e ci farebbe piacere vederla più a misura d’uomo: più viva e più ecologica. Qualcosa si sta muovendo grazie anche a gruppi come Arbusti, che hanno lo scopo di mappare le realtà indipendenti e gli eventi a essi associati».

    Quali sono gli altri progetti dell’associazione? «Stiamo portando avanti un ciclo di laboratorio all’interno delle scuole con la collaborazione del Centro Latte Rapallo, dove con dimostrazioni pratiche insegniamo agli studenti come vi sia un forte legame tra “riciclo creativo” e “sana e corretta alimentazione”. Organizziamo anche una serie di laboratori per adulti: dal cucito creativo, dove insegniamo alla persone a riusare vecchi vestiti trasformandoli in nuovi capi di moda, alla creazione di complementi d’arredo interamente da materiale di scarto».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Sala Dogana Hands-On Transformation: concorso per installazioni

    Sala Dogana Hands-On Transformation: concorso per installazioni

    sala-dogana-ducale-DISono aperte le iscrizioni alla seconda edizione del concorso artistico internazionale Sala Dogana Hands-On Transformation, rivolto a progetti e installazioni site-specific per reinventare lo spazio di Sala Dogana a Palazzo Ducale.

    Possono partecipare, individualmente o in gruppo, artisti di età compresa tra i 18 e i 35 anni, con un progetto inedito e mai rappresentato in precedenza.

    L’installazione deve sviluppare percorsi fisici capaci di stimolare la partecipazione e l’interazione tra spettatore e opera. L’opera potrà essere realizzata in piena libertà concettuale, tecnica e di materiali (purché non deperibili e non dannosi delle persone), avvalendosi anche di nuove tecnologie, suoni e/o luci.

    Gli artisti interessati dovranno inviare il materiale (curriculum, elaborato grafico e scheda tecnica del progetto, modulo di iscrizione) a mano o tramite raccomandata all’indirizzo Comune di Genova – Direzione Cultura e Turismo – Ufficio Cultura e Città / presso Archivio Generale – Piazza Dante 10, I° piano / 16123 Genova entro il 29 aprile 2013.

    Una commissione selezionerà l’opera vincitrice tenendo conto dei criteri di originalità, qualità artistica e fattibilità. Al vincitore sarà corrisposto un importo di € 1.875 per la realizzazione e l’allestimento dell’installazione.

    [foto di Diego Arbore]

  • Fantasy & Hobby 2013: fiera dell’arte e creatività al Porto Antico

    Fantasy & Hobby 2013: fiera dell’arte e creatività al Porto Antico

    fantasy-hobby-porto-anticoDa venerdì 15 a domenica 17 marzo 2013 si svolge al Porto Antico di Genova la settima edizione di Fantasy & Hobby, appuntamento dedicato alla fantasia, all’hobbistica e alla creatività manuale.

    Nell’ultima edizione, svoltasi lo scorso autunno, nei tre giorni di fiera oltre 15.000 persone hanno visitato gli 80 spazi espositivi occupati da produttori e rivenditori di materie prime e prodotti finiti delle varie tecniche dell’hobbistica femminile. Molto apprezzati e frequentati sono i corsi e le dimostrazioni, svolti al primo piano della struttura in un’apposita area dedicata.

    In questi giorni, oltre agli spazi espositivi già presenti, si è deciso di dedicare un intero piano al cake design con un salone denominato Fantasy Cake, con particolare attenzione all’esposizione di strumenti, materiali e utensileria e a spazi dedicati all’aggiornamento sulle ultime tendenze e tecniche, con la possibilità di incontrare i professionisti del settore grazie alla aree dimostrative, workshop e laboratori. Punto per punto è invece il nuovo settore dedicato al ricamo e ai merletti con esposizione di materiale utile per queste due tecniche, corsi e consulenze gratuite. Infine un’intera area dedicata al cioccolato di qualità e artigianale denominata Choco Moments, con esposizione e vendita, laboratori e dimostrazioni.

    L’elenco completo dei corsi e delle dimostrazioni è consultabile sul sito web di Fantasy & Hobby. L’orario di apertura è dalle 9.30 alle 19.30; 7 € il biglietto intero e 5 € il ridotto; 9 € il biglietto valido per tutti e tre i giorni di manifestazione.

  • Terzo Valico, mobilitazione No Tav: gestione degli espropri poco trasparente

    Terzo Valico, mobilitazione No Tav: gestione degli espropri poco trasparente

    notav2Nuovo presidio dei cittadini della Val Verde contrari all’alta velocità ferroviaria. Ieri in centinaia hanno manifestato in località Campora (tra Campomorone e Isoverde) al fine di impedire la notifica degli espropri dei terreni interessati dalla cantierizzazione. La mobilitazione segue quella del 27 febbraio a Cravasco (frazione di Campomorone) dove è prevista la realizzazione di una delle finestre di servizio del tunnel principale. In entrambi i casi la massiccia presenza di abitanti e No Tav ha spento sul nascere le intenzioni dei fautori della grande opera che, per l’ennesima volta, neppure si sono presentati all’appuntamento, nonostante un dispiegamento imponente di forze dell’ordine. Al loro posto, però, è comparso un camion con a bordo una trivella per l’esecuzione dei sondaggi. I manifestanti non si sono fatti cogliere impreparati e hanno bloccato il passaggio del mezzo pesante, rispedendolo al mittente.

    Ma è l’intera gestione delle operazioni – guidate dal Cociv, il consorzio di imprese incaricato della costruzione del Terzo Valico – a destare perplessità. «Alcuni espropri sono stati notificati convocando i cittadini presso il Comune – spiega Davide Ghiglione, militante No Tav e consigliere comunale (Fds) a Campomorone – è successo a Fraconalto (in Provincia di Alessandria) ma anche a Campomorone». Proprietari chiamati a firmare un foglio che, in pratica, equivale alla cessione dei loro terreni al Cociv.
    «A norma di legge, invece, l’esproprio dovrebbe essere eseguito sulla proprietà privata – sottolinea Ghiglione – e la firma del verbale deve avvenire in loco, non in Comune».

    Per evitare contestazioni – visto che la partecipazione popolare contro la Tav non ha perso vigore – il Cociv ha pensato a questo escamotage.
    «I nostri avvocati sostengono che tale modo di agire non sia del tutto legale – continua il consigliere – perché non è stata rispettata la consueta procedura».

    No Tav presidio Campora (Campomorone)Inoltre, all’inizio del mese di marzo, alcuni residenti di via Rapallo a Campomorone, hanno ricevuto delle lettere, tecnicamente chiamate “decreti di immissione in proprietà”, riguardanti terreni già adibiti a parcheggi «In quanto Cociv ha inserito nel progetto definitivo, prendendo spunto dal vecchio piano regolatore, opere che il Comune ha già realizzato – stigmatizza la Giunta comunale di Campomorone nella delibera n. 28 del 5 marzo  – Ribadiamo con tutta la forza necessaria che gli elenchi relativi agli espropri devono essere concordati preventivamente con questa amministrazione e che non è accettabile un inopportuno e improduttivo comportamento unilaterale da parte di Cociv».

    «Per le seguenti zone il Comune ha deciso lo stralcio di alcuni interventi, già realizzati o da realizzare, inseriti nel progetto definitivo del Terzo Valico – continua la delibera – A Campomorone: parcheggi Via Cavallieri (già eseguito); Via Circonvallazione-Via Spinola (già eseguito); Via Circonvallazione (già eseguito); Via Rapallo alta; Via Torino (già eseguito); Via De Gasperi (già eseguito). A Isoverde: parcheggi Rio Rizzolo alto; Pavian Cravasco. Inoltre, è da stralciare qualsiasi opera prevista a margine della Strada Provinciale n. 6 lato torrente Verde in località Maglietto e Campora (allargamenti, marciapiedi, nuovi spiazzi di parcheggio o manovra) che modifichi lo stato dei luoghi e comprometta la tutela delle alberature ad alto fusto presenti (Filari di Tigli, Gelsi e Platani, dal ponte Patrone Battagli al ponte per Santo Stefano S.P. n. 50)».

    L’atteggiamento del Comune di Campomorone, però, pare quanto meno ambiguo «L’amministrazione da una parte condanna l’atteggiamento del Cociv – sottolinea Ghiglione – dall’altra lo asseconda convocando gli espropriati».

    Poca trasparenza ed errori grossolani da dilettanti allo sbaraglio contraddistinguono anche altre iniziative in atto sul territorio genovese, in particolare in Val Polcevera.
    «In zona San Biagio hanno posizionato una trivella all’interno di un terreno comunale – racconta Ghiglione  – alcuni abitanti hanno chiamato i vigili urbani che hanno constatato la mancanza dei permessi necessari. Così i lavori sono stati fermati in attesa del rilascio delle autorizzazioni».

    A San Quirico, dietro il Mercato dei Fiori, dove dovrebbe sorgere un’altra finestra di servizio, il Cociv è riuscito a fare di peggio.
    «Gli operai sono entrati in un terreno privato ed hanno delimitato con dei paletti di legno la presunta area di cantiere – continua Ghiglione, consigliere anche presso il Municipio Valpolcevera – Il proprietario si è lamentato dell’inaspettata presenza e così è emerso che il terreno non è stato ancora espropriato. Anzi, il Cociv si è basato su carte datate, in cui addirittura non risulta l’attuale proprietario!».

    Per quanto riguarda gli espropri delle abitazioni, invece, procedono le trattative economiche private, impostate con ogni singolo proprietario. Facendo leva sull’offerta è più facile ottenere il consenso degli interessati ma, inevitabilmente, il percorso si rallenta.
    «E questo per noi è un fatto positivo», sottolinea Ghiglione. Anche perché ad agosto 2013 scadrà la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera. Ciò significa che il Cociv – se entro quella data non riuscirà a concludere tutti gli espropri – sarà costretto a rifare tutta la procedura. Sempre che il nuovo Governo confermi la medesima dichiarazione. «Quindi i tempi si allungheranno – conclude il consigliere – complicando i piani di questi signori».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto tratte dal sito web www.notavterzovalico.info]

  • Ricette vegan e alimentazione corretta: il blog di Nicole Provenzali

    Ricette vegan e alimentazione corretta: il blog di Nicole Provenzali

    cucina vegDa sabato 16 a domenica 24 marzo 2013 torna la Settimana per la Prevenzione Oncologica: una settimana alla riscoperta della sana alimentazione, che è ritenuta uno dei fattori principali di prevenzione di malattie come il cancro.

    Gli eventi a Genova si svolgeranno sabato 23 e domenica 24 marzo a Palazzo Ducale e nel palazzo della Regione Liguria (qui il programma) e una degli ospiti principali, come già avvenuto lo scorso anno, è Nicole Provenzali, che nel 2008 ha aperto il suo blog ricetteveg e nel 2012 cucina consapevole, che gestisce insieme a Marilisa Bombonato.

    Cosa dobbiamo aspettarci dal programma di eventi genovese? «Anche quest’anno, grazie all’impegno di LILT, la prevenzione e la sana alimentazione saranno il cardine delle attività e delle manifestazioni in programma. Ci troveremo nuovamente insieme per lavorare e promuovere una scelta consapevole dei nostri consumi e dei nostri stili di vita. Tanti i soggetti coinvolti, ognuno con un bagaglio di esperienze diverso».

    All’evento è stato anche abbinato un concorso fotografico, che invitava i partecipanti a immortalare la propria dispensa. «Come l’anno scorso, abbiamo deciso di rendere questa settimana speciale con un concorso che premiasse l’attenzione consapevole ai propri consumi in materia di alimentazione. Anche questa volta la risposta del pubblico ci ha regalato grande soddisfazione: sono davvero tante le persone che si fermano a riflettere sulle proprie abitudini e che cercano di migliorarsi. Per noi, la vittoria più grande».

    Non si può definire Nicole una foodblogger (anche se il termine non le dispiace), quanto piuttosto una «ricercatrice del gusto consapevole». Su Era Superba abbiamo dedicato altre volte spazio all’esperienza di blogger specializzati in ricette: ciò che caratterizza Nicole è l’attenzione a uno stile di vita sano. «La soddisfazione più grande, da quando ho aperto il blog, è aver conosciuto meglio me stessa e tante persone che, come me, vogliono migliorare. La seconda è aver imparato tantissimo grazie a questi incontri. Infine, non posso negarlo, un’altra soddisfazione enorme è veder riconosciuto il proprio impegno: molte persone ci scrivono per complimentarsi, molte per avere consigli, moltissime ci seguono con affetto e molte altre hanno deciso di cambiare stile di vita anche grazie al nostro piccolo aiuto. Genova è una città difficile, non è semplice riuscire ad accattivarsi la curiosità della persone qui. Non di primo acchito, perlomeno. Poi, però, l’idea di un nuovo modo di prendersi cura di se e delle persone a cui vogliamo bene, cominciando dalla tavola, vince. Oggi nella nostra città ci sono tante iniziative, tante avventure come la mia, tante persone che stanno puntando al buon consumo: grazie alle forze di tutti, la sana alimentazione naturale e il consumo critico stanno diventando un importante tema attuale anche per i genovesi».

    Infine, Nicole propone per Era Superba un decalogo della corretta alimentazione, in parte rivolto anche a chi non sceglie la dieta vegetariana o vegana.

    01. Impegniamoci a ridurre e differenziare i nostri rifiuti.

    02.Impegniamoci a ridurre le filiere produttive: affidiamoci a GAS, mercati e produttori locali.

    03. Impegniamoci a consumare solo prodotti di stagione.

    04.Impegniamoci a evitare il cibo confezionato e a leggere le etichette, non acquistando i prodotti che contengono ingredienti “non identificabili”: ridurremo imballaggi e ne guadagneremo in salute.

    05. Impegniamoci a evitare l’utilizzo di carta da cucina: fazzoletti e strofinacci di stoffa sono perfetti.

    06. Impegniamoci a evitare l’acquisto di acqua in bottiglia: l’acqua appartiene a tutti e “ci costa la Terra, dappertutto”. [cit. Dawn to Earth]

    07. Impegniamoci a evitare il consumo di carne e di derivati animali: per un 1 kg di carne di manzo servono mediamente 7kg di cereali e 15.000 lt di acqua, abbiamo in mano la fame degli altri.

    08. Impegniamoci a ridurre al massimo lo scarto del nostro cibo: ricicliamo, riutilizziamo e reinventiamo le nostre ricette.

    09. Impegniamoci ad autoprodurre e scambiare quello che ci serve, magari in compagnia: ne guadagneremo in qualità, risparmio, ecologia e convivialità.

    10.Impegniamoci a sperimentare un piccolo orto, anche sul nostro balcone o sul davanzale: avremo uno spazio colorato, bellissimo e… gustoso!

    Marta Traverso

  • Concorso fotografico: i sud, le mafie, le donne si raccontano

    Concorso fotografico: i sud, le mafie, le donne si raccontano

    fotografia-concorso-DILa Casa internazionale delle donne di Roma e la Società italiana delle letterate bandiscono il concorso fotografico I sud, le mafie: le donne si raccontano.

    Possono partecipare donne di ogni età (purché maggiorenni) e di ogni provenienza geografica: scopo del bando è dare una testimonianza degli intrecci e rimandi negli sguardi e nei racconti tra donne del nord e del sud, e ragionare di “mafie” senza ricadere nello stereotipo del sud come criminalità.

    Le opere possono essere di soggetto libero ed eseguite con ogni tipo di macchina fotografica (analogica o digitale), sia in bianco e nero che a colori.

    L’iscrizione è aperta entro il 30 marzo 2013: si possono inviare fino a tre foto e la scheda di partecipazione a eventi@societadelleletterate.it e stampate in formato A4 alla Casa internazionale delle donne – (Concorso fotografico), via della Lungara 19 – 00165 Roma. E’ consigliabile conservare il negativo per eventuali esigenze di stampa in grandi formati.

    La quota di partecipazione è di 10 €.

    Una giuria selezionerà le immagini vincitrici, che saranno esposte nelle sale della Casa internazionale delle donne durante la manifestazione “I sud, le mafie: le donne si raccontano” (5-7 aprile 2013) e pubblicate sulle riviste Leggendaria e Mezzocielo.

    [foto di Diego Arbore]

  • Calcio e lingua inglese: l’arte e la guerra, metafore concettuali

    Calcio e lingua inglese: l’arte e la guerra, metafore concettuali

    calcioLa scorsa settimana abbiamo parlato di metafore concettuali, ovvero di come ci serviamo di domini concettuali più “concreti” per comprenderne altri più “astratti”. Nel caso della metafora tanto cara a Uncle Scrooge / Zio Paperone, ovvero TIME IS MONEY (“il tempo è denaro”), troviamo nella lingua quotidiana alcune espressioni come to save time (“risparmiare tempo”) oppure to waste time (“sprecare tempo”). Forse è anche per colpa di questa metafora che nella nostra società corriamo da una parte all’altra stressandoci fino allo svenimento e dimenticandoci del perché ci stiamo affannando tanto…

    Come abbiamo già affermato, le metafore concettuali possono anche essere usate in maniera proditoria, per esempio per giustificare una guerra o per renderla più accettabile. A tale proposito, proprio perché le trappole linguistiche sono ovunque, si rende sempre più necessario uno sforzo da parte di ciascuno di noi di innalzare il livello della nostra coscienza critica, che rappresenta l’unico modo per formarci una nostra autentica opinione sui fatti e per non permettere ad altri di modellare a loro piacimento il nostro pensiero.

    Tornando alle conceptual metaphors, ci si potrebbe chiedere quale sia la loro origine. Spesso essa ha a che fare con la somiglianza che viene percepita essere presente tra il dominio concettuale più concreto e quello più astratto.

    Un caso interessante è quello delle partite di calcio. Svolgendo alcune ricerche sui resoconti di diversi match internazionali sui quotidiani inglesi e italiani, ho notato che normalmente una partita di calcio viene espressa ricorrendo a due metafore in particolare: quella “bellica” (war) e quella “artistica” (art). La prima si esprime  attraverso verbi e sostantivi quali:

    – to shoot (“tirare in porta,” ma anche “sparare”);

    – to attack (“attaccare”);

    – to defend (“difendere”);

    – crushing defeat (“sconfitta schiacciante”).

    Interessanti esempi della metafora “artistica” sono invece:

    – The goal was a masterpiece (“il gol è stato un capolavoro”);

    – Brazilian players are the artists of football (“i giocatori brasiliani sono gli artisti del calcio”);

    – If FC Barcelona is an orchestra playing a complex symphony, Xavi Hernandez is the conductor. (Se il Barcellona è un’orchestra che suona una complessa sinfonia, Xavi Hernandez ne è il direttore.)

    In effetti, se ci pensate, una squadra che gioca con eleganza può richiamare alla mente un concerto armonioso, mentre un contrasto portato con violenza riecheggia il tema della battaglia. A tale riguardo, è opinione purtroppo abbastanza diffusa che gli stessi istinti animaleschi che prima trovavano sfogo nei conflitti bellici ora siano stati canalizzati in modo meno distruttivo nelle competizioni sportive; gli scontri violenti tra opposte tifoserie sembrano in realtà dimostrare il contrario. Appare quindi necessario dare sfogo agli impulsi aggressivi dell’essere umano in altri modi, come affermato con la consueta lucida ironia dal grande filosofo britannico Bertrand Russell nel suo capolavoro Authority and the Individual: “Chiunque speri che, col tempo, sia possibile abolire la guerra, dovrebbe preoccuparsi seriamente del problema di soddisfare in modo innocuo quegli istinti che ereditiamo da lunghe generazioni di selvaggi. Per parte mia, trovo uno sfogo sufficiente nei romanzi polizieschi, nei quali, alternamente, mi identifico con l’assassino e col poliziotto che gli dà la caccia; ma so che ci sono persone per cui questo sfogo è diventato troppo mite, e a queste bisognerebbe fornire qualcosa di più forte.” Bye!

     

    Daniele Canepa

  • Riciclolio: punti di raccolta a Genova per il riciclo dell’olio esausto

    Riciclolio: punti di raccolta a Genova per il riciclo dell’olio esausto

    riciclolio-olio-esaustoAssieme al Comune di Savona e Albisola Superiore, anche il capoluogo ligure aderisce all’iniziativa Riciclolio, presentato ufficialmente a Palazzo Verde nei Magazzini dell’Abbondanza l’8 marzo 2012. Il progetto è partito nel gennaio 2011 e avrà una durata di tre anni, fino a 30 aprile 2014. Approvato e finanziato dall’Unione Europea all’interno del programma Life+ (con co-finanziamento UE pari a 453.469 euro, su un budget totale di 908.439 euro), sperimenta un metodo innovativo per la raccolta e il recupero di olio vegetale esausto di origine domestica. Si rivolge in particolare agli alunni delle scuole elementari medie con l’obiettivo di informare e sensibilizzare i bambini, le loro famiglie e l’intera cittadinanza sull’importanza della raccolta differenziata di questa sostanza e la sua conversione in carburanti a basso impatto ambientale (biodiesel).  Tra i soggetti aderenti, il capofila Comune di Savona e vari partner privati (Sige Srl, DP Lubrificanti Srl, ATA Spa e la Fratelli Carli SpA) e pubblici (Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Genova). Facciamo un bilancio con l’aiuto della Prof.ssa Anna Maria Cardinale, della Facoltà di Chimica dell’Università di Genova.

     

    Il progetto

    Riciclolio è stato articolato in diverse fasi. Per prima cosa, la creazione di un sistema di raccolta innovativo dell’olio esausto attraverso l’installazione di punti di raccolta presso gli edifici scolastici del territorio coinvolto. Ogni scuola coinvolta è stata dotata di un apposito bidone e ad ogni alunno è stata consegnata una tanichetta, da utilizzare a casa con la famiglia, per dare continuità al progetto. È importante che raccolta e successivo recupero della sostanza siano gestiti da una stessa azienda privata, che cura anche l’effettiva trasformazione in biodiesel del materiale. A Genova, oltre che nei plessi scolastici, la raccolta avviene anche  nelle isole ecologiche Amiu e sugli Ecocar. Amiu, inoltre, sostiene la campagna di comunicazione e fornisce supporto tecnico. Lo stesso ruolo è stato svolto dal partner SIGE Srl, leader nel settore dell’ingegneria ambientale, responsabile della corretta organizzazione dei punti di raccolta dell’olio nelle scuole.

    Altro step, l’avvio di una campagna di informazione per aumentare la consapevolezza dei cittadini sul potenziale di riciclo, sull’importanza dell’olio esausto nella produzione di carburante a basso impatto ambientale e sui vantaggi ambientali, economici e sociali derivanti da questo processo. Questa fase ha visto l’azione congiunta dei diversi soggetti aderenti, sia pubblici che privati. In particolare, agli studenti della Facoltà di Chimica dell’Università di Genova è stato affidato il ruolo di organizzare laboratori e iniziative dirette in particolare agli alunni delle scuole dei territori coinvolti. Finora, le attività sono state organizzate al Dipartimento di Chimica dell’ateneo genovese, alla Coop di via Merano, a Genova-Sestri Ponente, e al centro commerciale “Il Gabbiano” di Savona, ma ancora molte altre sono in programma da qui all’aprile 2014, e non è escluso che non si troveranno location diverse dalle precedenti.

    Infine, dopo aver creato questa rete capillare di raccolta su tutto il territorio ed averla avviata, deve essere formata una filiera sostenibile che consenta di proseguire col progetto. Proprio in coda al progetto, soggetti esterni all’iniziativa si occuperanno di analizzare il bilancio energetico e la sostenibilità ambientale di Riciclolio. Questi saranno scelti per mezzo dello stanziamento di un bando di gara ufficiale e avranno il compito di valutare il lavoro svolto in questi tre anni, cercando di capire se effettivamente il meccanismo messo in moto consente un risparmio in termini energetici e un guadagno dal punto di vista ambientale ed economico.

     

    I risultati

    Tra i soggetti pubblici che hanno seguito l’iniziativa fin dalla sua nascita, nel 2011, sono stati in particolare gli studenti del DCCI – Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’ateneo genovese. Dal ’96 ad oggi, il dipartimento ha svolto importanti progetti di ricerca, finanziati dal Comune di Genova, dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, e da altri soggetti nazionali e internazionali -sia pubblici che privati-, a dimostrazione del livello di eccellenza del centro. Il gruppo è coordinato dalla Prof.ssa Anna Maria Cardinale, docente di Chimica Generale ed Inorganica del  Corso di studi in Scienze Biologiche: grazie alla sua consolidata esperienza nel campo dei laboratori didattici e della divulgazione scientifica, la professoressa è stata nominata responsabile dell’attività laboratoriale scolastica di Riciclolio – Unità di Genova. Assieme al suo gruppo, la docente si è occupata di portare il progetto nelle scuole, per pubblicizzarlo e diffonderne gli obiettivi.

    Così la professoressa Cardinale: «Il nostro compito è stato quello di avvicinare i più giovani e tutti i cittadini alla ricerca scientifica. Questi tre anni dedicati all’iniziativa di Riciclolio sono serviti per far partire il progetto e mettere in moto una macchina che, alla scadenza prevista per l’aprile 2014, dovrà essere in grado di proseguire autonomamente. Finora ci siamo dedicati alla definizione di tutto il sistema, adesso attendiamo di conoscere i risultati del bilancio sulla sostenibilità, che saranno effettuati a breve. Se saranno positivi come crediamo, si continuerà a investire su questo processo di raccolta e conversione dell’olio vegetale esausto in biodisel. Siamo sulla strada giusta: prima erano stati fatti altri esperimenti, in cui il biocarburante era ottenuto in modo dispendioso da piantagioni di colza appositamente create. Ma qui è diverso: esiste una sostanza a costo zero come l’olio delle fritture o delle scatolette di tonno, presente in tutte le nostre case e che, se dispersa negli scarichi domestici, è altamente dannoso per l’ambiente. Raccogliendola e riciclandola, si fa un doppio favore all’ambiente: si argina la grave minaccia dell’inquinamento  e si produce carburante a basso impatto, che giova sotto molteplici aspetti all’ambiente circostante. Per farlo, è indispensabile una sinergia tra pubblico (enti di ricerca, come l’Università) e privato che, coniugando alto interesse e ricerca di profitto, vadano nella stessa direzione operativa».

     

    Elettra Antognetti

  • Sophia dalla Notte: “Cose peggiori”, spettacolo teatrale

    Sophia dalla Notte: “Cose peggiori”, spettacolo teatrale

    Arte di Strada teatro attoriGiovedì 14 marzo 2013 (ore 19) l’Associazione Culturale Sophia Dalla Notte mette in scena al Nouvelle Vague il corto teatrale Cose Peggiori…, diretto da Nicola Camurri e ispirato al testo di Mona Mansour (traduzione italiana di Paola Vecchelli).

    Durata dello spettacolo: 20 minuti:

    Sul palco Paola Vacchelli e Barbara Cavagnaro, che interpretano una coppia di donne di fronte alla crisi del proprio rapporto, tra tenerezze e complicità mancate. Un testo che ci mostra come i rapporti d’amore siano tutti simili tra loro a prescindere dal fatto che le protagoniste siano due donne. La scena è semplice, un tavolo e due sedie; la colonna sonora pure: una melodia tratta da un grande classico, la canzone che ha segnato i momenti importanti della coppia.

    Un testo semplice e non retorico, frutto di un laboratorio didattico e perciò senza altra prestesa che non sia quella di coinvolgere il pubblico e con esso condividere un tema oggi all’ordine del giorno: l’inclusione delle donne e il nostro rapporto con i diritti delle coppie omosessuali. Un testo breve (20 minuti) che diventa più che altro una scusa per incontrarsi e stare insieme.

    [foto di Constanza Rojas]