Autore: erasuperba

  • Ericsson trasferisce manager e dipendenti, interrogazione in Regione

    Ericsson trasferisce manager e dipendenti, interrogazione in Regione

    Alla Ericsson scatta l’ora dei trasferimenti: 41 persone – 26 dipendenti e 15 dirigenti – come ha spiegato l’azienda ai rappresentanti sindacali nell’incontro di martedì scorso, dovranno traslocare dalla sede genovese a quelle di Milano e Roma. Mentre a livello nazionale è prevista la chiusura di cinque siti per un totale di 276 lavoratori coinvolti, i quali saranno accorpati e trasferiti in giro per l’Italia presso le sedi più grandi della multinazionale.

    I sindacati, ovviamente, non ci stanno «L’azienda ci presenta solo esuberi e riorganizzazioni – spiegano – dovrebbe, invece, iniziare a raccontare che cosa prevede il suo piano industriale, se lo ha. Le riduzioni che sta attuando, a partire dalle procedure di licenziamento collettivo, che senso hanno all’interno del progetto industriale?».
    L’azienda ha giustificato questi interventi spiegando che essi sono necessari per mantenerla sul mercato «Ma non spiega quali azioni saranno intraprese per garantirne il futuro – sottolineano i sindacati – Per questo abbiamo chiesto ad Ericsson di scrivere qual è il progetto per la ricerca e lo sviluppo a Genova, in altri termini qual è il piano da qui fino al 2015».

    La vertenza Ericsson ritorna all’ordine del giorno anche in consiglio regionale, grazie ad un’interrogazione promossa dal consigliere Raffaella Della Bianca (Riformisti Italiani). «L’azienda non ha ancora presentato un chiaro piano industriale di sviluppo per i prossimi anni, non ha chiarito su quali strategie intende puntare e, soprattutto, quali sono le prospettive per la sede genovese agli Erzelli che prometteva un grande futuro ormai sempre più incerto – sottolinea Della Bianca – Inoltre, è di questi giorni la notizia che la cinese Huawei, stando alle anticipazioni sui bilanci del 2012, diventa il primo produttore al mondo di apparati per le telecomunicazioni battendo anche la stessa Ericsson». 

    Considerate tali premesse il consigliere Della Bianca interroga la Giunta e l’Assessore competente per sapere «Se Regione Liguria intende intervenire in merito alla decisione di Ericsson, (trasloco di 26 dipendenti e 15 manager da Genova a Milano e Roma), per tutelare non solo i lavoratori dell’azienda, ma per fornire spiegazioni chiare su quali prospettive esistano per la sede genovese agli Erzelli, considerando anche i cospicui finanziamenti pubblici ottenuti per trasferire la sede sulla collina».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Bollette: le truffe porta a porta, sconti e risparmi che non ci sono

    Bollette: le truffe porta a porta, sconti e risparmi che non ci sono

    Contatore del GasL’articolo di questa settimana ha per argomento le truffe alla porta di casa in materia di utenze domestiche. Mi scrive una lettrice:

    «Salve, Sono di Reggio Emilia le scrivo per avere un po’ di chiarezza.
    A dicembre si è presentata qui una ragazza dell’Iren mercato dicendo di essere qui per farci firmare un contratto per avere uno sconto dell’11% sul gas e sull’energia.
    Alla fine ho capito che ci hanno fatto passare a loro anche per quanto riguarda l’energia elettrica… definisco tutto ciò una truffa, nel senso che arrivano nei momenti meno opportuni mentono e approfittano della tua ignoranza nel campo. Ho firmato il contratto poi mi hanno richiamato per sapere se la ragazza era stata gentile e chiedendomi di mandare un fax con un documento di identità e una bolletta enel.
    Oggi si presentano altri 3 individui, abbastanza sgradevoli, alle 13,15 dicendo essere dell’Enel… non si capiva nulla di ciò che dicevano, alla fine cominciano a scrivere i miei dati con lo scopo di ricontattarmi per verificare se ero già passata a Iren o se potevano bloccare il tutto; io cadevo dalle nuvole, poi con mio figlio piccolo che piangeva… lasciamo perdere!
    Io gli ho detto che non avrei firmato proprio niente così hanno strappato il contratto e se ne sono andati.
    A questo punto io vorrei tornare ad essere servita dai gestori del mercato tutelato che se non ho capito male sarebbero enel per l’energia e iren per il gas, cosa devo fare?
    La ringrazio
    Cordiali saluti, Elisa»

    Purtroppo non è che l’ennesimo caso di questo genere, abbiamo già avuto modo di parlarne, ma vale la pena dare due suggerimenti utili. In primo luogo: mandare una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno contenente la manifestazione del diritto di recesso entro dieci giorni, meglio se anticipata via fax entro le 48 ore.
    Nella maggioranza dei casi, nessuno vi risponderà, ma quella lettera da voi inviata ha assoluto valore legale:

    a) Innanzitutto potete rivolgervi all’AGICOM per pratica commerciale scorretta presentando quella lettera;
    b) In secondo luogo, potete fare denuncia all’Authority (AEEG, Autorità Garante per l’energia elettrica ed il gas), della cui operatività a favore del consumatore abbiamo però sempre espresso molte perplessità (l’esperienza sul campo insegna…)
    c) in terzo luogo, la cosa che ritengo più utile: esposto/querela alla Magistratura.

    Superata questa fase convulsa, vi arriverà senz’altro la bolletta del gestore “nuovo”, il quale opera nel cosiddetto “libero mercato”; la legge vi consente di rientrare nel mercato tutelato, che – come scritto correttamente da Elisa – in genere trattasi di Iren per il gas e di Enel per la luce. Ma attenzione, non sempre è così e all’uopo vi consiglio di verificare proprio sul sito dell’AEEG quali sono i distributori del mercato tutelato.

    Alla fine la morale qual è? Vi imbrogliano con le scuse più stupide, una fra tutte: il risparmio che non c’è…

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Concerti Genova: a Voltri 24 ore di musica live no stop

    Concerti Genova: a Voltri 24 ore di musica live no stop

    «I cantanti e le band che propongono inediti sono spesso “ai margini”, in molti locali si preferisce ascoltare i gruppi che fanno cover: per questa ragione abbiamo pensato di realizzare un grande evento musicale, per dare a chi compone brani propri la possibilità di incontrare il pubblico». Questa la premessa che ha portato Andrea Di Marco e Paola Popa – insieme a Nico e Massi, i due gestori del Mare di Note di Voltri – a organizzare una maratona musicale di 24 ore nel locale del Ponente genovese.

    Questo fine settimana – dalle 19 di sabato 26 alle 19 di domenica 27 gennaio – si assisterà dunque a 23 concerti consecutivi, con la sola interruzione del cambio palco (e una pausa di un’ora la domenica mattina). Una vera e propria catena di montaggio della musica che (si spera) porterà nuova linfa al quartiere di Ponente – dove oltre al Mare di Note c’è un solo locale dove si suona musica dal vivo, la pizzeria Da Erasmo – e in contemporanea darà spazio ai gruppi musicali della città (ma anche della Liguria, Lombardia ed Emilia), che potranno esibirsi dal vivo e far conoscere i loro brani.

    Quali sono le aspettative per un evento così inedito per la città? Andrea di Marco sottolinea che «si tratta di un esperimento: ogni band ha il suo seguito di fan e speriamo che questo porti tante persone ad ascoltarle, oltre alla possibilità di scegliere a quali concerti assistere nell’arco delle 24 ore (di seguito la scaletta, ndr). L’evento ha anzitutto lo scopo di sostenere le band che propongono musica nuova e indipendente, e in secondo luogo ci auguriamo che valorizzi anche il locale e il quartiere».

    Com’è nato il progetto? «Il Mare di Note si presta molto per questo tipo di evento: c’è molto spazio, un ampio parcheggio, e trovandosi nella zona delle Fabbriche non ci sono problemi legati ai rumori e alla musica troppo alta. Mare di Note è anche un’associazione culturale che si occupa di musica da molto tempo, perciò non ci sono state troppe difficoltà nell’organizzare un evento di questa portata».

    Le band sono state individuate in pochi mesi, soprattutto grazie alla promozione dell’evento attraverso Facebook: sono quasi tutte di Genova e appartengono a a diversi generi musicali, dal rock al pop, passando per il punk, il blues e il prog. Ciascuna ha a disposizione 45 minuti e proporrà una scaletta composta in buona parte di pezzi propri, con poche incursioni nelle cover di musica internazionale. L’ordine delle esibizioni è stato deciso tramite sorteggio.

    Questo l’elenco completo delle band che parteciperanno alla maratona.

    Case di vetro: dalle 19 alle 19.45 (alternative rock/post rock – Genova)

    Melamara: 20 – 20.45 (alternative/garage/powerpop – Genova)

    Stefano Lombardo: 21 – 21.45 (pop/rock/blues – Savona)

    La Roxy: 22 – 22.45 (rock – Genova)

    Experior: 23 – 23.45 (metal/prog rock – Genova)

    Comma 22: 00 – 00.45 (punk rock – Genova)

    Il paradiso degli orchi: 01 – 01.45 (prog rock – Brescia)

    Ravensight: 02 – 02.45 (symphonic death metal – Genova)

    Lele delle scimmie: 03 – 03.45 (rock – Genova)

    Red lips: 04 – 04.45 (rock – Genova)

    Reason of it all: 05 – 05.45 (alternative rock – Genova)

    Ave: 06 – 06.45 (rock – Brescia)

    Admal: 07 – 07.45 (rock – Genova)

    Cheers: 08 – 08.45 (rock – Mirandola)

    Sgrigua: 10 – 10.45 (rock – Genova)

    Blue beat: 11 – 11.45 (blues – Genova)

    Walk: 12 – 12.45 (rock – Genova)

    Jef: 13 – 13.45 (reggae funky blues psyco – Genova)

    Promenade: 14 – 14.45 (prog rock – Genova)

    Chiara Atzeni: 15 –15.45 (cantautoriale – Genova)

    Panther & C.: 16 – 16.45 (prog rock – Genova)

    Doremiflo: 17 – 17.45 (pop rock cantautoriale – Genova)

    Cocks: 18 – 18.45 (punk rock – Genova)

    L’entrata al locale è libera, con possibilità di tesseramento.

    Come arrivare al Mare di Note
    Uscire al casello di Genova Voltri, proseguire in direzione Savona, fino al capolinea dell’autobus N°
    1. Da lì prendere via delle Fabbriche e dopo circa un Km, al quinto ponte che attraversa il
    torrente, seguite l’indicazione. Passato il ponte girare a destra, dopo circa 50 metri entrare nel piazzale e prendere la rampa che sale a sinistra, tenere la direzione fino alla fine della strada. Il locale è riconoscibile perché sul tetto è posta un’enorme chitarra luminosa.

    Marta Traverso

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Combinare lo studio dell’inglese con i propri hobby e interessi

    Combinare lo studio dell’inglese con i propri hobby e interessi

    I will motivate you, Private Pyle.” “Riuscirò a motivarti, soldato Palla di Lardo.” Sono queste le parole pronunciate, o meglio urlate, dal Sergente Istruttore Hartmann nel film capolavoro Full Metal Jacket di Stanley Kubrick mentre cerca di spronare una giovane recluta impacciata e sovrappeso  – il soldato Palla di Lardo appunto – durante una fase del duro addestramento nel corpo dei Marines.

    Non è mia intenzione sconfinare nel suo fanatismo militare e guerrafondaio, ma Hartmann individua comunque un punto fondamentale: trovare le giuste motivazioni è la base di ogni percorso di apprendimento in qualsiasi campo.

    Nel caso dell’inglese e delle lingue straniere come si possono trovare le motivazioni per studiare e migliorare? La risposta più inflazionata oggigiorno è:  se possiedi un buon livello di inglese puoi avere maggiori opportunità lavorative. Non posso dire che questa affermazione sia scorretta, dato che l’apertura e l’internazionalizzazione del mercato del lavoro in questi anni favoriscono senza alcun dubbio coloro i quali abbinano la conoscenza di una o più lingue straniere alle loro competenze professionali. Alcuni nostri governanti, molto attenti al consenso popolare immediato più che alle soluzioni pratiche e lungimiranti di problemi reali, hanno addirittura fondato delle campagne elettorali su questo concetto “utilitaristico” della conoscenza dell’inglese, che si lega al mondo dell’impresa, che si lega a sua volta al guadagno di denaro, possibilmente in modo facile e senza fatica.

    Per quanto – ribadisco – sia vero che conoscere l’inglese può aprire porte, portoni e cancelli nel mondo del lavoro, credo però che un argomento così importante come quello delle giuste motivazioni per studiare l’inglese vada approfondito ulteriormente, se la nostra sincera intenzione è quella di incoraggiare qualcuno, o anche noi stessi – a studiare l’inglese.

    Parliamo di esempi concreti. Alcuni di voi sono genitori, giustamente preoccupati del futuro dei vostri figli. Probabilmente pensate che, come affermato qui sopra, per trovare lavoro i vostri ragazzi debbano diventare dei perfetti English speakers, meglio di Queen Elizabeth II o Lawrence Olivier. Il problema è che un bambino o un ragazzino di dieci, dodici, quindici anni alle future opportunità di carriera magari non ci pensa, per cui è opportuno usare degli espedienti per avvicinarlo all’inglese, stando attenti a non farglielo odiare…

    Può essere quindi opportuno usare altri espedienti, quali giochi, videogiochi, canzoni, film – cartoni animati nel caso dei bambini – in lingua originale per incuriosire un ragazzo e fargli capire che l’inglese – o qualsiasi lingua – non gli sarà utile tra quindici anni, che vede come un futuro a distanza siderale, ma gli può servire già adesso. Conoscete bene i vostri figli, per cui non vi sarà difficile trovare argomenti che stimolino davvero il loro apprendimento.
    Qualche giorno fa, per esempio, mi è capitato di far svolgere un esame di inglese  a un ragazzo che mi raccontava che la sua grande passione è montare e smontare motori, un’attività manuale, e che quindi trova molte difficoltà a concentrarsi sullo studio, in particolare della lingua inglese, perché lo percepisce come “astratto”. Gli ho consigliato allora di andare su YouTube e guardarsi un paio di video tutorial in inglese riguardanti motori, parti meccaniche, ecc. La cosa lo ha colpito come se gli avessi appena svelato la scoperta di un nuovo mondo… In realtà grazie a Internet è così facile oggi abbinare in modo intelligente le nostre passioni allo studio delle lingue!

    Tra l’altro, il mio percorso stesso di apprendimento dell’inglese è iniziato ben prima di studiarlo a scuola, nonostante un insegnante alle superiori mi abbia dato un incoraggiamento rivelatosi poi fondamentale. A tredici anni comprai infatti un libro con i testi della mia band preferita ai tempi, i Queen, e scaricai sul computer un paio di videogiochi contenenti delle istruzioni 100% English. Paradossalmente, senza rendermi conto che stavo studiando inglese, mi formai una base di almeno mille vocaboli, semplicemente per il fatto che volevo capire che cosa cantasse Freddie Mercury in We Are the Champions. Fosse anche stato scritto in Urdu, mi sarei sforzato di capire e alla fine probabilmente ci sarei riuscito… O magari in Urdu sarebbe stato un po’ troppo difficile, ma credo che il concetto che volevo esprimere sia chiaro… See you!

    Daniele Canepa
    [foto di Diego Arbore]

  • San Valentino 2013: bando di concorso fotografico a Camogli

    San Valentino 2013: bando di concorso fotografico a Camogli

    In occasione di San Valentino 2013 sono aperte le iscrizioni per il concorso fotografico San Valentino in un click, indetto dall’Associazione Commercianti di Camogli, con il patrocinio del Comune e la collaborazione della fotografa Alessandra Tommei.

    La partecipazione è gratuita e aperta a fotografi di età superiore ai 18 anni. Tema del bando è rosso, il colore dell’amore. Si dovranno inviare fino a tre fotografie inedite, realizzate con qualsiasi tecnica, in formato jpeg all’indirizzo mail info@alessandratommei.it (con dati e recapiti dell’autore) entro e non oltre il 31 gennaio 2013.

    Le fotografie inviate potranno essere utilizzate per pubblicazioni sui siti internet ed eventuali depliants pubblicitari legati al concorso, riportando il nome dell’autore.

    Gli organizzatori selezioneranno fino a 100 fotografie per una mostra pubblica nel Comune di Camogli.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Come scrivere un libro o una storia? Risponde Sergio Badino

    Come scrivere un libro o una storia? Risponde Sergio Badino

    Sergio BadinoGiovedì 24 gennaio 2013 (ore 17) Sergio Badino terrà un incontro sul tema Non fare storie, scrivile presso il centro Informagiovani del Comune di Genova (Palazzo Ducale, Piazza Matteotti 24R).

    Tema dell’evento saranno storytelling, sceneggiatura, scrittura, ovvero tutte le declinazioni dello scrivere per mestiere al tempo della crisi.

    Sergio Badino è autore del libro Professione sceneggiatore, titolo anche del corso tenuto per alcuni anni presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti, e da settembre 2012 ha fondato la propria scuola di scrittura e storytelling Studio Storie.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Centro storico, Castello e Maddalena: le proposte dei cittadini

    Centro storico, Castello e Maddalena: le proposte dei cittadini

    Due momenti dedicati all’incontro, al confronto e allo scambio di idee sul futuro di due quartieri vitali per il centro storico genovese, si svolgeranno questo fine settimana, promossi da cittadini attivi intenzionati, in prima persona, a dare una svolta per invertire la tendenza, riappropriandosi dei luoghi di aggregazione positiva e rilanciando preziosi spazi pubblici che potrebbero trasformarsi in volano per il turismo.

    Domenica 27 Gennaio 2013, a partire dalle ore 16, “ASSEMBLEA DI QUARTIERE aree verdi e luoghi d’incontro“, presso gli spazi dello Studentato III Chiostro, via Santa Maria di Castello 29, piazza Santa Maria in Passione.

    «Si apre oggi la possibilità di restituire al quartiere spazi rimasti chiusi e trascurati negli ultimi decenni– spiegano i promotori dell’iniziativa – Durante l’incontro verrà discussa la prima bozza di progetto per l’apertura dei percorsi e la gestione delle aree verdi che collegano Santa Maria in Passione a Sant’Agostino. Tutti i residenti, le associazioni ed i gruppi sono invitati».

    Per informazioni scrivere all’indirizzo mail: spaziolibero@inventati.org

    Domenica 27 gennaio 2013, dalle 15.00 alle 19.30, presso il Laboratorio sociale di Vico del Papa 1R, Laboratorio organizzato dall’Associazione A.Ma – Abitanti Maddalena, realtà associativa che si pone quali obiettivi la conoscenza tra chi vive e lavora alla Maddalena, la partecipazione responsabile e la condivisione di idee positive ed azioni concrete per migliorare insieme la qualità della vita nel quartiere.

    «Ogni singolo abitante, commerciante, fruitore o simpatizzante della Maddalena potrà presentare una propria idea per migliorare il quartiere, confrontarla con quelle di altri e provare a realizzarlaraccontano gli organizzatori – Si può fare un passo avanti, un passo solo ma importante! Ognuno potrà impegnarsi per migliorare il mondo in cui vive insieme a tutti noi».

    Per informazioni scrivere all’indirizzo mail: a.ma.abitantimaddalena@gmail.com

     

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

     

  • Offlaga Disco Pax a Genova: l’intervista all’autore Max Collini

    Offlaga Disco Pax a Genova: l’intervista all’autore Max Collini

    SaOfflaga disco paxbato 26 gennaio il Teatro dell’Archivolto vede in scena, con l’organizzazione di Habanero Edizioni, lo spettacolo degli Offlaga Disco Pax, attualmente uno dei gruppi più in vista della scena musicale alternativa italiana. Di Reggio Emilia, insieme dal 2003, gli Offlaga sono Enrico Fontanelli, Daniele Carretti e Max Collini, autore degli originalissimi testi, che vengono recitati, anziché cantati, proprio dalla sua voce, il cui inconfondibile e cantilenante accento emiliano è ormai marchio di fabbrica del gruppo. È proprio con Max che abbiamo parlato, a pochi giorni dal concerto genovese.

    I vostri testi sono recitati, il che rende i brani estremamente teatrali: era una cosa voluta fin dall’inizio? La scelta di arrangiamenti new wave è semplicemente figlia della passione per il genere o è dettata dalla presenza del recitato e quindi “studiata”? 

    «Il progetto è nato nel 2003 senza alcuna studiata “teatralità”, semplicemente si è partiti dalla narrazione del testo scritto allestendo di volta in volta una colonna sonora che per similitudine o per contrasto rendesse al meglio le atmosfere evocate dal racconto. Le cose si sono evolute però molto in fretta e le letture iniziali sono diventate per noi delle vere e proprie canzoni, ancorché abbastanza particolari. Uno sviluppo quasi naturale del percorso. Le scelte sonore di Enrico e Daniele sono figlie delle loro passioni musicali, ma lo spontaneismo iniziale credo si sia arricchito moltissimo nel tempo e le svolte musicali sono state diverse nel corso degli anni e secondo me sono molto significative e testimoniano che il progetto non è mai stato fermo creativamente».

    Hai preso il microfono in mano per la prima volta a 35 anni, una scelta quindi consapevole: adesso che siete al terzo disco, come guardi alla strada che hai percorso? Soprattutto, com’è trovarsi su un palco così, all’improvviso, venendo da una vita completamente diversa?

    «All’inizio mi sembrava tutto molto surreale, avevo una paura fottuta del palco e non sapevo spiegare nemmeno a me stesso perché continuassi a fare una cosa così innaturale, visto che non so cantare, non so recitare e non so suonare né in questi anni ho preso lezioni in questo senso. Col tempo il mio rapporto con il palco si è un po’ rasserenato, pur restando sostanzialmente dialettico, e dopo dieci anni non mi faccio più queste domande. Lo faccio e basta, ma il resto della mia vita non è poi cambiato così tanto. Faccio lo stesso lavoro di dieci anni fa (Max è agente immobiliare, n.d.r.), anche se alle volte il “secondo lavoro” è diventato preponderante sul primo».

    La vostra celebre autodefinizione “collettivo neosensibilista contrario alla democrazia nei sentimenti” come è nata e cosa vuole dire?

    «Ci piace giocare con le parole e questa specie di “slogan” all’inizio della nostra storia sembrava misterioso più di quanto lo sia realmente. Cosa significa per noi “neosensibilismo” lo abbiamo spiegato in un brano intitolato “Sensibile” che si trova nel nostro secondo album “Bachelite”, mentre la storia sulla “democrazia nei sentimenti” riguarda l’abuso che facciamo di certi vocaboli. Nei sentimenti la democrazia non funziona: i sentimenti non sono democratici, i sentimenti sono dittature».

    La musica che parla di politica è sempre stata legata ad un’idea di riscatto e speranza, o comunque ha sempre contenuto una rabbia urlata contro ciò che si ritiene non essere giusto……ascoltando voi il pensiero corre ai Cccp, con la differenza che voi trasmettete un senso di ripiegamento e desistenza, come il titolo di un vostro brano…. quindi, se non abbiamo niente da prenderci, da reclamare gridando, cosa ci resta? La mera constatazione? Insomma, cui prodest?

    «La politica nel nostro immaginario è sempre stata un pretesto per parlare d’altro, inserendo in un contesto sociale molto identitario e definito storie invece minime, personali, ironiche e autoironiche in cui l’ideologia pervade il privato ma non per questo può salvarlo. Abbiamo sempre avuto un approccio quasi domestico al nostro lavoro e non abbiamo verità precostituite da affermare. In questo senso siamo davvero poco assimilabili ai gruppi “combat” più tradizionali. Sappiamo certamente da dove veniamo, ma non abbiamo un sentiero luminoso da indicare».

    Nelle immagini da te evocate lo sguardo è rivolto spesso a ciò che è stato. Dici che parli del presente “per sottrazione”. Cosa intendi? Non ti viene mai da immergere la penna in questo presente che oggettivamente straborda spunti e temi da ogni lato, per quanto quasi sempre squallidi o vergognosi?

    «Il presente è sotto agli occhi di tutti, non ha molto bisogno di essere spiegato e il rischio della retorica è sempre dietro l’angolo. Abbiamo però sicuramente un nostro punto di vista sulle cose del mondo e questo traspare benissimo dalle cose che facciamo. Quando descriviamo e raccontiamo una parte del nostro passato, politico o sociale ma anche personale, il qui e adesso è ugualmente tracciato e il confronto sorge spontaneo in chiunque e chiunque se vuole può trarne delle conclusioni, qualunque esse siano».

     

    Claudia Baghino

  • Sale gioco: materiale informativo per i gestori sul sito Asl 3

    Sale gioco: materiale informativo per i gestori sul sito Asl 3

    L’Azienda Sanitaria Locale genovese ASL3 – da tempo impegnata sul fronte della prevenzione al Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) – ricorda a tutti i soggetti interessati che, a partire dal 1 gennaio 2013, i gestori di sale da gioco e di esercizi in cui vi sia offerta di giochi pubblici, ovvero di scommesse su eventi sportivi, anche ippici e non sportivi, secondo il Decreto Legge 13 settembre 2012 n. 158, noto come “Decreto Balduzzi“, convertito nella Legge 8 novembre 2012 n. 189 «Sono tenuti a esporre, all’ingresso e all’interno dei locali, il materiale informativo predisposto dalle aziende sanitarie locali, diretto a evidenziare i rischi correlati al gioco e a segnalare la presenza sul territorio dei servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati alla cura e al reinserimento sociale delle persone con patologie correlate al Gioco d’Azzardo Patologico».

    L’ASL3 genovese spiega in un comunicato «Il materiale informativo cui si fa riferimento nella norma, per quanto concerne i locali presenti nel Comune di Genova e negli altri 39 Comuni afferenti ad ASL3, è già disponibile dal 24/12/2012 sul sito web di ASL3 Genovese, all’indirizzo www.asl3.liguria.it/news/f_giocoazzardo.htm».

    Nella pagina, linkata dall’homepage del sito, sono scaricabili: locandina in formato A3, depliant sintetico in formato A4 da stampare fronte e retro, libretto informativo in formato A5, note informative in italiano ed inglese a cura del Dipartimento Politiche Antidroga.

    L’azienda Sanitaria Locale genovese, attraverso le Strutture Complesse Ser.T. Ponente e Ser.T. Centro Levante, nel corso del 2012 aveva promosso, insieme alla Curia Genovese e alla rete del privato sociale, la realizzazione di una campagna informativa sul tema, nell’ambito della quale è stato prodotto l’opuscolo informativo “L’Azzardo? Non è un gioco. Conoscere, capire, scegliere… fare, presentato presso il Seminario Arcivescovile di Genova nello scorso mese di novembre.

    Il libretto (scaricabile anch’esso dal sito web di ASL3) – frutto della collaborazione fra ASL3 Genovese, Fondazione Antiusura Santa Maria del Soccorso ONLUS, Fondazione Auxilium, Arcidiocesi di Genova, Avvocati in rete per il sociale e CEIS Genova – mira a mettere in guardia e reagire contro il dilagare del gioco d’azzardo, causa rilevante del debito etico-educativo e spirituale che grava sul nostro Paese.

    «Tutto il materiale presente sul sito web di ASL3 è a disposizione di quanti (Enti, istituzioni scolastiche, associazioni, ecc.) vogliano avviare riflessioni costruttive e iniziative di sensibilizzazione sul tema», conclude il comunicato dell’Asl3.

  • Teatro politico istantaneo: un progetto per Genova

    Teatro politico istantaneo: un progetto per Genova

    Teatro Garage«Il teatro attuale è ancorato al passato, ripropone sempre gli stessi spettacoli e non dà spazio a dialogo, bisogni e proposte degli spettatori»: con questa premessa i genovesi Maria Galasso e Ivano Malcotti portano avanti da alcuni anni il loro progetto per rivolgere alla città un’innovativa proposta di teatro culturale, per un superamento dello status quo culturale che (come si legge nel Manifesto) sforna in modo seriale quantità industriali di luoghi comuni di largo consumo a stretto beneficio di pochi.

    L’idea di un teatro politico istantaneo nasce nel 2009 con la pubblicazione di Il gallerista (Erga Edizioni), libro che tratta di teatro e arte e la cui presentazione è stata oggetto di diversi spettacoli e performance. Come spiega Maria Galasso «Ogni performance è differente perché parte dal capire cosa il pubblico vuole e di cosa ha bisogno, creando nuovi spunti sulla base di quanto ha visto e sentito: il teatro tradizionale pone una barriera fra palco e pubblico, noi cerchiamo il dialogo per costruire insieme le successive rappresentazioni».

    Come si legge nel loro manifesto, l’accezione di “teatro politico” riprende il significato originario della parola. Polis, città. Un teatro al servizio della società per generare dibattito su temi attuali scelti dagli stessi spettatori. “Mentre la Politica va in pezzi serve un Teatro politico. Teatro politico non significa un teatro al servizio della Politica. Al contrario, significa un teatro indipendente, che non si vende sul ‘mercato’ della cultura e non si piega ai suoi interessi“.

    Il termine “istantaneo” sta invece a indicare – citando sempre il manifesto – la capacità di “ribattere in tempo reale all’immissione di nuovi prodotti di consumo nel mercato delle idee”.

    Se chi opera in ambito teatrale lavora di norma all’interno di edifici progettati per essere dei teatri, lo scopo dei due promotori è attivare una rete di collaborazioni con luoghi (istituzionali e non) diversi da quelli comunemente pensati per il teatro. «Musei e biblioteche sono luoghi di primaria importanza per la città, ma ancorati al passato. Vogliamo anche rivolgerci a sedi di piccole associazioni, strade e piazze, spazi poco conosciuti. Il nostro è un teatro povero, senza scenografie o allestimenti, dove siano al centro solo i temi e le idee».

  • Bando di concorso letterario: Scrittori in erba, Farmacia Sant’Anna

    Bando di concorso letterario: Scrittori in erba, Farmacia Sant’Anna

    L’Antica Farmacia Sant’Anna, curata dai Frati Carmelitani Scalzi di Genova, ha indetto il bando di concorso letterario Scrittori in erba.

    La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, senza limiti di età e nazionalità. Per iscriversi è necessario presentare un unico testo, inedito e in lingua italiana, la cui trama (reale o di fantasia) contenga una delle seguenti caratteristiche:
    – ambientazione presso l’Antica Farmacia Sant’Anna dei Frati Carmelitani Scalzi;
    – un personaggio della trama, reale o di fantasia, deve essere legato alla Farmacia;
    – un preparato della Farmacia deve essere oggetto di attenzione nel corso della storia;

    Il testo non deve superare il limite di cinque cartelle dattiloscritte, ossia un totale di 10.000 battute spazi inclusi. In calce dovranno essere apposti nome e cognome dell’autore, indirizzo postale, telefono, eventuale indirizzo mail.

    Gli elaborati dovranno essere consegnati in triplice copia entro il 15 febbraio 2013, a mano o via posta presso Antica Farmacia Sant’Anna, piazza S. Anna 8, Genova o via mail a info@erboristeriadeifrati.it.

    Una giuria selezionerà i testi e decreterà il vincitore: la premiazione avverrà in una cerimonia pubblica, che si svolgerà presso la Farmacia il 16 marzo 2013 (ore 16) presso l’Antica Farmacia Sant’Anna dei Frati Carmelitani Scalzi, piazza S. Anna 8 Genova.

    Il premio consisterà nella pubblicazione del testo vincitore sul sito della farmacia, nonché in una pubblicazione stampata con consegna di cinque copie gratuite all’autore.

  • Consiglio Comunale Genova: lavoratori AMIU e ospedale del Ponente

    Consiglio Comunale Genova: lavoratori AMIU e ospedale del Ponente

    Quello di ieri (22 gennaio, ndr) è stato un Consiglio Comunale caratterizzato dall’approvazione – quasi sempre all’unanimità – di diversi provvedimenti amministrativi, come l’eliminazione di alcuni regolamenti obsoleti e la nomina di un soggetto responsabile della prevenzione della corruzione come richiesto dalla legge anticorruzione del 2012. La natura stessa dei punti all’ordine del giorno ha suscitato ben pochi dibattiti e ha portato la riunione ad una rapida chiusura dopo poco più di due ore di discussione.

    Ci hanno pensato gli articoli 54 (interpellanze a risposta immediata), presentati ad inizio seduta, a sollevare alcuni temi rilevanti. Innanzitutto si è affrontato il capitolo AMIU bonifiche. Il contenzioso aperto tra sette lavoratori licenziati e l’azienda di proprietà del Comune era già balzato alle cronache quando, nei primi mesi di insediamento della nuova amministrazione, alcuni di loro avevano occupato l’Aula Rossa bloccando i lavori per diverse ore. Questi lavoratori, da anni impiegati con contratti stagionali, erano stati licenziati dopo aver presentato tramite il proprio legale la richiesta di essere assunti con contratto a tempo indeterminato.

     

     

    Lunedì (18 gennaio) il Tribunale di Genova ha dato ragione a tre dei sette ex dipendenti  dall’azienda, condannando in primo grado quest’ultima al loro reintegro e al pagamento di un risarcimento.

    Il consigliere Gioia (Udc) ha chiesto spiegazioni alla Giunta in merito alle possibili responsabilità del management dell’AMIU, il cui comportamento avrebbe portato non solo a dei licenziamenti illegittimi, ma anche ad un possibile danno alle casse del Comune costretto a pagare i risarcimenti.

    Sul punto è intervenuto l’assessore Oddone che, in modo molto prudente, ha sottolineato come si tratti solo di un giudizio in primo grado – che potrebbe essere ribaltato nei prossimi gradi di giudizio – pur ammettendo che questa sentenza «sancisce un apparente errore di valutazione del management».

    La complessità della questione deriva anche dal fatto che il patto di stabilità impedirebbe all’AMIU di procedere a nuove assunzioni e renderebbe quindi molto difficile risolvere il problema con il reintegro. L’assessore ribadisce il suo sostegno alla soluzione già definita dalla precedente amministrazione nel 2008, in accordo con i sindacati, che prevedeva un progressivo reinserimento di questi lavoratori all’interno delle partecipate del Comune.

    Questo episodio richiama anche una questione di cui si è già discusso in molte occasioni all’interno del Consiglio Comunale, ovvero delle responsabilità del management delle società partecipate del Comune. Un punto su cui si dovrà indubbiamente riflettere a fondo, soprattutto in un contesto in cui i pochi fondi a disposizione degli enti pubblici – denaro proveniente dalle tasche contribuenti – non potranno servire solo a sostenere e ripianare i debiti e delle aziende municipali.

    Il rischio, infatti, è che il Comune debba risarcire altri ex dipendenti AMIU che hanno fatto ricorso contro l’azienda.

     

    OSPEDALE DEL PONENTE

     

     

    Un secondo tema è stato avanzato dall’interrogazione del  capogruppo del Pd Simone Farello e del consigliere Luigi Grillo del Pdl in merito alla localizzazione del nuovo ospedale del ponente e della Valpolcevera. La questione è di grande attualità, viste le recenti notizie circa la richiesta del Presidente della Regione Burlando di valutare anche la collina degli Erzelli come possibile zona in cui collocare la struttura in alternativa a Villa Bombrini, su cui è già stato effettuato uno studio approfondito.

    Il Sindaco Doria ha voluto precisare di non aver espresso una posizione né favorevole né contraria a questa possibilità, ma di aver chiesto che si effettuasse una valutazione di fattibilità comparata tra le due possibili collocazioni: Erzelli e Villa Bombrini.

    Farello ha replicato al Sindaco evidenziando che nonostante il Pd non ponga pregiudiziali allo svolgimento di questa procedura, è comunque contrario al fatto di rimettere in discussione i passi avanti già fatti per la creazione dell’ospedale a Villa Bombrini.

    Replica: nel caso delle Interrogazioni a Risposta immediata (articoli 54) è prevista una replica del proponente di 2 minuti alla risposta del sindaco o dell’assessore competente.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Paradase: passeggiate a dorso d’asino nell’entroterra di Genova

    Paradase: passeggiate a dorso d’asino nell’entroterra di Genova

    asini paradaseMercoledi 23 gennaio 2013 (ore 21) al Berio Cafè si svolge l’incontro con i referenti dell’associazione Paradase onlus, costituita nel 2008 e che si propone la riscoperta, la valorizzazione e la tutela dell’asino e più in generale la riscoperta della natura e della vita rurale.

    La serata è l’occasione per conoscere i progetti 2013 di Paradase, che in particolare organizza passeggiate a dorso d’asino nell’entroterra di Genova (l’allevamento di asini di Paradase è in località Chiappari, vicino a Ronco Scrivia).

    Paradase illustrerà in particolare il progetto Zoccoli per terra: storie di asini e territorio, che è stato presentato al Celivo (Centro Servizi al Volontariato) in concomitanza del bando annuale per il sostegno di progetti sociali e di volontariato.

    Interverranno il presidente di Paradase, alcuni dei relatori delle conferenze che precederanno ognuna delle uscite in programma e il direttore artistico del Teatro dell’Ortica, che realizzerà due spettacoli teatrali dal vivo nel corso dell’anno.

    L’ingresso alla serata è libero, non è necessaria la prenotazione.

    [foto tratta dal sito dell’associazione Paradase]

  • Consiglio comunale, crisi dell’editoria: odg approvato all’unanimità

    Consiglio comunale, crisi dell’editoria: odg approvato all’unanimità

    Il consiglio comunale prende posizione in difesa dei lavoratori dell’editoria, un settore in forte affanno, come dimostrano le recenti vicende che hanno coinvolto due realtà genovesi quali Radio 19 e Radio Babboleo News. Ieri in apertura di consiglio, la Sala Rossa ha approvato all’unanimità un ordine del giorno – redatto dal consigliere Paolo Gozzi (Pd) e presentato da tutti i gruppi consiliari – inerente la situazione di crisi dell’editoria locale, emittenti televisive e radiofoniche.

    «Tutto il sistema della piccola editoria è messo a dura prova dalla contingenza economica – spiega il consigliere Gozzi – per questo, credo sia importante un interessamento delle Istituzioni per tutelare il preziosissimo lavoro e ruolo di queste emittenti, oltre ovviamente ai livelli occupazionali che concretizzano».

    Il consiglio comunale ritiene prezioso ed irrinunciabile il ruolo di informazione e di diffusione di notizie svolto dalle diverse emittenti genovesi e, considerato che molte lavoratrici e molti lavoratori rischiano di perdere il proprio posto di lavoro «Impegna il Sindaco e la Giunta ad aprire un tavolo di confronto con tutte le imprese dell’editoria genovese e ligure al fine di adottare tutte le misure necessarie per affrontare la crisi del settore e tutelare il pluralismo dell’informazione e le lavoratrici ed i lavoratori – sottolinea l’o.d.g. – a riferire in una apposita seduta di Commissione consiliare per conoscere a fondo la situazione ed approfondire il tema».

     

     

    [Foto di Daniele Orlandi]

     

  • Borzoli, tir e inquinamento: denuncia alla Procura della Repubblica

    Borzoli, tir e inquinamento: denuncia alla Procura della Repubblica

    Un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare una situazione invivibile che ormai si protrae da troppo tempo. È questa l’ultima iniziativa dei cittadini di Borzoli e Fegino, da mesi in lotta contro il transito di tir e mezzi pesanti per le strade dei due quartieri polceveraschi.

    Stanchi di attendere una soluzione da parte dell’amministrazione comunale, gli abitanti hanno deciso di rivolgersi alla magistratura. La principale ipotesi di reato è inquinamento e disturbo della quiete pubblica, ma potrebbe configurarsi anche quello di molestie.

    Parliamo di oltre 700 tir  che quotidianamente percorrono via Borzoli, una strada stretta e tortuosa, sfiorando i muri delle case. Oltre al rischio per l’incolumità pubblica, i monitoraggi hanno evidenziato un aumento di fumi e gas nocivi.

    Ieri pomeriggio si è svolta l’ennesima manifestazione degli abitanti che hanno sfilato dai Giardini Montecucco fino all’azienda Derrick (una delle principali indiziate del disagio che a maggio dovrebbe trasferirsi nella zona aeroportuale, come ha annunciato l’amministrazione comunale). Inoltre, durante la mattinata, i cittadini hanno ricevuto la gradita visita del “Gabibbo” che insieme alla troupe di “Striscia la notizia” ha intervistato residenti e commercianti. Nei prossimi giorni il programma di Mediaset manderà in onda il servizio, fornendo una ribalta nazionale alla situazione di Borzoli e Fegino.

     

    Matteo Quadrone