Autore: erasuperba

  • Fabio Giovinazzo e Sanguineti: il film d’esordio del regista genovese

    Fabio Giovinazzo e Sanguineti: il film d’esordio del regista genovese

    fabio-giovinnazzoDefinisce il suo lavoro come “un sogno o una fiaba” e usa l’immagine video per analizzare se stesso. “Non mi interessa far arrivare al pubblico un messaggio. Non mi interessa insegnare niente a nessuno. Sono un grande egoista in questo senso. Mi piace analizzare il mio pensiero, in uno stile complicato. Diciamo che attraverso le immagini cerco di curare il mio animo”. Il suo lavoro d’esordio, ispirato alla figura di Edoardo Sanguineti e alla città di Genova, e intitolato “Kinek ìrod ezt”, è stato sostenuto e prodotto dall’Università di Genova, finanziato nel montaggio dalla Cineteca Griffith e proiettato nella sua prima versione a Madrid, presso il Garaje Lumière. Il 19 febbraio verrà proiettato presso la Biblioteca Berio.

    Come è avvenuto il tuo avvicinamento al linguaggio filmico?

    «Non ho frequentato alcun corso tecnico di cinema, mi sono formato guardando un gran numero di film e seguendo il mio istinto.  Nel senso che una cultura cinematografica può essere sicuramente importante, ma quello che conta veramente è sentire qualcosa di eccitante scorrere nelle vene quando ci si trova sul set per girare un film.  La passione, l’istinto…  Quando giro sento qualcosa che mi trascina verso l’azione. Ho sempre avuto una gran fantasia e il cinema è un luogo dove posso esprimermi al meglio.  Scrivere e girare un film, per me significa viverlo.  Vorrei vivere per sempre e avere molte vite.  Fare cinema mi permette tutto questo.  Ogni film è una parte di me, è una vita che avrei voluto seguire.  In questo senso è stata una scelta obbligata.  Per non parlare dei pensieri che mi assillano, allora non faccio altro che imprigionarli nel linguaggio cinematografico per liberarmene.  Fino alla prossima volta, ovvio».

    Il tuo film sembra essere documentaristico ma sembra anche avere risvolti evocativi-allucinati…

    «Si tratta di un documentario tra il vero ed il falso.  Nel senso che ho sia rubato scene di vita quotidiana, sia ricostruito certe situazioni.  Ho giocato con le diverse inquadrature, alcune molto geometriche, e sfruttato i vari momenti narrativi per far emergere nello spettatore una qualsivoglia emozione.  Bella o brutta non mi interessa.  L’importante è far arrivare qualcosa di me, far vivere anche un singolo frammento del mio essere nelle altre persone».

    fabio-giovinazzo2Perché hai scelto la figura di Sanguineti per il tuo film? A quali esigenze rispondeva tale scelta?

    «Ho scelto Sanguineti perché aveva un modo di scrivere molto sperimentale, ludico direi.  Diciamo che rispecchia, in alcuni versi, il mio modo di fare regia.  Lui giocava con le parole, io gioco con le immagini».

    Scegliendo l’analisi di te stesso ma non volendo spiegare nulla, non temi che il risultato rischi di essere troppo criptico per essere apprezzato?

    «Il mio modo di fare regia è questo.  Ripeto: faccio cinema per me stesso, perché sento che devo farlo.  Quando accendo la telecamera, indago su quello che c’è dentro di me».

    Un’immagine del film che ti sembra racchiuderne l’essenza.

    «L’inquadratura simbolo del mio film è quando arriva un treno in stazione e si ferma per tutto il tempo che nella realtà è necessario mentre la televisione della stazione manda a ripetizione pubblicità soprattutto sulla carta igienica.  La trovo ironica e violenta al tempo stesso».

    Definisci le sequenze del film come “una serie apparentemente sconnessa di immagini”…

    «Le immagini sono sconnesse solo in apparenza, in realtà sono legate dal mio viaggio per Genova alla ricerca di Sanguineti.  Che non appare mai come fisico e voce, troppo banale, ma solo attraverso la quotidianità di certi momenti a lui riconducibili per natura».

    Qual è il significato del titolo “Kinek ìrod ezt” e perché hai scelto proprio queste parole?

    «Il titolo è in lingua ungherese.  Non ha una traduzione specifica.  Si tratta di una domanda che il poeta scrive alla fine di una sua poesia.  Per me è una simpatica presa in giro, simbolo del suo scrivere.  Perfetta per il mio film.  Subito lo spettatore si trova davanti a qualcosa di misterioso.  “Che cosa vedrò?” si domanda».

     

    Claudia Baghino

  • Vinix: da Genova un social network per informazioni e vendita di vino

    Vinix: da Genova un social network per informazioni e vendita di vino

    bicchiere vinoIl 9 maggio 2007, quando Facebook e Twitter erano ancora un miraggio e Internet era usato soprattutto per fare ricerche e scambiarsi mail, nei dintorni di Genova è nato un sito web dedicato ad appassionati e professionisti del vino, che hanno la possibilità di conoscersi, scambiarsi opinioni e stringere collaborazioni anche commerciali.

    Vinix è attivo da allora come uno strumento fondamentale di interazione fra le aziende vinicole e tutti i componenti della filiera, che hanno la possiibilità di iscriversi gratuitamente al sito selezionando la propria categoria di riferimento: produttore, ristorante, birrificio, distributore, giornalista, consumatore e così via. Ognuno può caricare foto, video, recensioni e proposte, per trasformare Vinix in un punto di riferimento sull’eccellenza enogastronomica italiana.

    Un progetto genovese che però non si esaurisce a Genova, come ci spiega il suo ideatore Filippo Ronco: «Vinix ha oltre 10.000 iscritti ben distribuiti su tutto il territorio italiano e con diversi utenti che vivono all’estero. I “picchi” provengono dalle principali città, come Milano, Roma e Napoli». Una rete molto fitta di contatti che va ben oltre il web: da circa 10 anni si svolge al Porto Antico Terroir Vino, due giornate di conferenze e degustazioni che si terranno domenica 16 e lunedì 17 giugno 2013.

    Non solo spazio di discussione e confronto. Vinix ha da poco lanciato un nuovo strumento, denominato Vinix Grassroots Market, che offre agli utenti la possibilità di creare gruppi d’acquisto e comprare direttamente da 12 a 480 bottiglie in punti vendita selezionati dallo staff di Vinix, con gli stessi criteri che ogni anno portano alla scelta degli espositori di Terroir Vino. «Attualmente è possibile acquistare le bottiglie in 30 punti vendita – 28 cantine, 1 birrificio e 1 oleificio – ma il numero aumenterà nel tempo e garantirà agli acquirenti il massimo dell’eccellenza di aziende e prodotti».

    Uno strumento innovativo di social commerce, che a differenza dei comuni canali di vendita online sposa la filosofia dei GAS alle logiche dei social network. Ogni utente di Vinix può acquistare da solo, creare un gruppo di acquisto o aggregarsi a un gruppo già esistente, e da qui lanciare una cordata di acquisto verso uno dei punti vendita: maggiore è il numero delle bottiglie ordinate, maggiore è la scontistica che verrà applicata sul prezzo finale.

    Marta Traverso

  • Prà, via Torrazza e Villini Negrone: sopralluogo del Sindaco

    Prà, via Torrazza e Villini Negrone: sopralluogo del Sindaco

    Prà, panorama e VtePer la prima volta un Sindaco di Genova ha visto da vicino le criticità che affliggono quotidianamente gli abitanti delle zone collinari di Prà. Marco Doria, infatti, prosegue il suo tour nelle periferie della città e lunedì scorso, su richiesta di alcuni comitati di cittadini – i quali da lungo tempo denunciano la situazione senza ottenere risposte concreteè salito sulle alture del Ponente genovese per soffermarsi, in particolare, su via Villini Negrone e via della Torrazza.

    Parliamo di due strade strette e tortuose che presentano problemi abbastanza simili, come ha spiegato Doria «La prima (via Villini Negrone) è una strada comunale, mentre la seconda (via della Torrazza) è vicinale. Comunque sia, in entrambi i casi, sono necessari degli interventi per creare migliori condizioni di viabilità e sicurezza».

    Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, via della Torrazza è la maggiore indiziata «Alcuni tratti della strada sono estremamente pericolosi ha sottolineato il Sindaco – quindi occorre installare dei guard rail».

    Si tratta di interventi costosi, considerando la lunghezze dei percorsi, però, ha ricordato Doria «Queste zone hanno bisogno di attenzione da parte della pubblica amministrazione».

    Le difficoltà di circolazione, ovviamente, non riguardano solo le auto private. Anche i mezzi del trasporto pubblico non riescono a rispondere in maniera adeguata alle esigenze dei numerosi abitanti di questa porzione di territorio. Poche corse, autobus con scarsa capienza, insomma un servizio che lascia alquanto a desiderare.

    Infine, i comitati segnalano la costruzione di nuove case in via della Torrazza: l’ennesima cementificazione a danno delle colline ponentine.

     

    Matteo Quadrone

  • Pratiche di coltivazione e autoproduzione: i corsi di Terra Onlus

    Pratiche di coltivazione e autoproduzione: i corsi di Terra Onlus

    Spighe al tramontoL’associazione Terra Onlus, di cui abbiamo parlato poco tempo fa su Era Superba relativamente al progetto di orto sinergico di Valletta Rio San Pietro a Cornigliano, attiva a partire da febbraio 2013 una nuova edizione dei corsi di autosostentamento e autoproduzione, che lo scorso anno hanno coinvolto oltre 200 partecipanti.

    Filo conduttore di tutti gli incontri e laboratori è Food Forest, un progetto di coltivazione all’interno di un terreno o giardino, in cui trovano spazio alberi da legno e da frutto, erbe medicinali, ortaggi e altre forme di vegetazione. I corsi daranno inoltre l’opportunità di imparare pratiche semplici per diminuire la propria impronta ecologica e sfruttare gli spazi in cui già si vive per attivare coltivazioni, autoproduzione di beni d’uso comune e altre attività sostenibili.

    Questo il programma dettagliato dei corsi.

    Da venerdì 8 a domenica 10 febbraio 2013
    Food Forest
    Scopo degli incontri è aiutare i partecipanti a progettare e realizzare una propria Food Forest, tramite lezioni teoriche ed esercitazioni sul campo.
    Totale: 19 ore.

    Domenica 17 e domenica 24 febbraio 2013 / Domenica 10 e domenica 17 novembre 2013
    Come fare saponi e detersivi naturali
    Il laboratorio si rivolge a chi desidera imparare a realizzare saponi e detersivi naturali in modo economico, semplice e sostenibile.
    Totale: 6 ore.

    Da venerdì 22 a domenica 24 marzo 2013
    Pratica dell’orto sinergico
    Argomenti trattati: etica e principi dell’agricoltura sinergica, progettazione e realizzazione aiuole orto, teoria e pratica impianto d’irrigazione goccia a goccia, la concimazione verde, pacciamatura e tutori permanenti, prime semine e trapianti.
    Totale: 24 ore.

    Domenica 14 aprile 2013 / Domenica 23 giugno 2013 / Domenica 24 novembre 2013
    Visita agli orti sinergici in città – Genova Cornigliano

    Da giovedì 18 a domenica 21 aprile 2013 / da giovedì 2 a domenica 5 maggio 2013 / da giovedì 30 maggio a domenica 2 giugno 2013
    Agricoltura sinergica
    Produzione vegetale attraverso l’autofertilità del suolo. L’arte di coltivare lasciando fare alla terra.
    Totale: 32 ore.

    Sabato 20 aprile 2013
    Riconoscere e utilizzare le piante spontanee
    La giornata si svilupperà all’interno dell’Orto Botanico e prevede un primo inquadramento delle piante spontanee ed aromatiche con una presentazione che ne illustrerà i caratteri principali e le entità più notevoli con particolare riguardo per le piante che ancora oggi sono raccolte a scopo alimentare.
    Totale: 8 ore.

    Da venerdì 10 a domenica 12 maggio 2013
    Muretti a secco
    Il corso si rivolge a chi è interessato alla salvaguardia e riqualificazione del paesaggio agrario e desiderano sperimentare in campo le tecniche per la manutenzione dei terrazzamenti.
    Totale: 24 ore.

    Domenica 9 giugno 2013
    Antiche tradizioni: laboratorio di cesteria nel bosco
    Il laboratorio si rivolge a chi desidera avvicinarsi a questa tecnica che con pochi e semplici mezzi, il principale attrezzo sono le mani, consente di realizzare oggetti pratici, belli e robusti.
    Totale: 8 ore.

    Sabato 22 giugno 2013 / Sabato 23 novembre 2013
    Visita agli orti sinergici – Genova Vesima

    Da venerdì 5 a domenica 7 luglio 2013
    Autocostruzione di un forno in terra cruda
    Il laboratorio si rivolge a chi vuole sperimentare direttamente la costruzione di un forno di cottura a legna per esterno perché desidera autocostruirne uno nella propria casa per preparare e cuocere non solo pane e pizze ma essiccare anche mele, fichi ecc.
    Totale: 20 ore.

    Per informazioni sui singoli corsi e appuntamenti scrivere a autosostentamento@terraonlus.it.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Genova, allerta fallimenti: nel 2012 sono 159 le imprese fallite

    Genova, allerta fallimenti: nel 2012 sono 159 le imprese fallite

    erzelli-progetti-edilizia-lavoro-sicurezza-cantiere-d7Continua la corsa dei fallimenti in provincia di Genova: dai dati appena forniti alla Camera di Commercio dai tribunali di Genova e Chiavari risultano in totale 159 sentenze di fallimento, il 6,7% in più rispetto al 2011 (149) e il doppio rispetto al 2008 (79).

    «Siamo al livello di guardia commenta il presidente della Camera di Commercio Paolo Odone – e ci stiamo avvicinando pericolosamente al record del 2006». All’epoca, infatti «Ci fu un boom di sentenze di fallimento (167) essenzialmente tecnico, giustificato dall’accelerazione delle procedure da parte dei tribunali in vista dell’entrata in vigore della nuova legge fallimentare – continua Odone – Oggi, purtroppo, siamo di fronte a un dato reale: da quando è scoppiata la crisi le imprese che hanno portato i libri in tribunale in provincia di Genova sono raddoppiate».

    Fortissima la sofferenza per il commercio: il 39% dei fallimenti, di cui il 27% negozi e il resto alberghi e ristoranti.
    Il 34,6% riguarda invece industria/costruzioni>, di cui il 20,1% nella sola edilizia. Seguono le altre attività (17,6%) ed i trasporti (8,8%).

    Le società che falliscono di più sono le s.r.l. (il 69% del totale), mentre quelle con il maggior incremento dal 2008 sono le ditte individuali (+200%).

  • Matrimonio e legge: la comunione dei beni e i debiti dell’ex marito

    Matrimonio e legge: la comunione dei beni e i debiti dell’ex marito

    legge_giustiziaQuesta settimana voglio prendere spunto da una mail che mi giunge da una lettrice dell’Emilia Romagna. Ritengo sia importante parlarne, perché di casi come questo nel nostro paese ce ne sono moltissimi…
    «Buongiorno ho letto il vostro articolo relativo alla prescrizione delle notifiche relative alle cartelle esattoriali. Io purtroppo vivo una situazione spiacevole derivata da debiti che il mio ex marito mi ha regalato. Lui, truffatore di professione, vive lasciando debiti e usando prestanomi… io sono stata una delle sue facce pulite da esibire in pubblico.
    Ora mi trovo con enormi debiti con Equitalia risalenti ai primi anni duemila fine novecento.
    Ho chiesto ad Equitalia le iscrizioni a ruolo e si tratta di tributi vari, prevalentemente inps, agenzia delle entrate, tassa pubblicitaà, tasse comunali… Dal 2006 io non ho ricevuto più nulla. Sono da ritenersi tutti prescritti?
    Non ho denunciato il mio ex marito, sono andata da un avvocato il quale me lo ha sconsigliato vivamente perchè
    essendo nulla tenente, avrei solamente da rimetterci nuovamente.
    Ho appena concluso le pratiche di divorzio e anche in quella sede il mio avvocato (un altro rispetto a quello a cui avevo
    chiesto consulenza per la denuncia) mi ha consigliato di lasciar perdere e di procedere con il divorzio consensuale. Io ho firmato
    dichiarando che non avevo più nulla da pretendere.»

    Il mascalzone di turno sfrutta il regime di comunione dei beni e immischia il coniuge in situazioni che divengono irrecuperabili.
    Il problema nasce dal fatto che, con la comunione dei beni, i coniugi sono solidalmente responsabili verso i creditori, Stato compreso. Ciò vale a dire che il creditore prende da chi può: da un nullatenente, evidentemente, non potrà mai ottenere nulla…

    Altri casi assimilabili al di là del regime di comunione dei beni son quelli in cui un soggetto intesta ditte, società o quant’altro ad un altro soggetto che fa da prestanome: ciò porta ad una responsabilità personale diretta e niente solidarietà passiva.

    Ma andiamo con ordine: innanzitutto, in merito alla prescrizione dei tributi abbiamo già avuto modo di scrivere: ogni tributo ha un proprio termine prescrizionale, quindi la data del 2006 indicata dalla nostra lettrice può valere per alcuni tributi e non per altri.
    In secondo luogo, bisogna avere la certezza assoluta e matematica del fatto che Equitalia (in questo caso…) non abbia effettivamente inviato più nulla al presunto debitore; questo per potere avere la certezza di muoversi in una certa direzione, ossia quella di fare annullare le cartella per avvenuta prescrizione.

    Gli avvocati fanno presto a fare firmare tutto con la scusa che “tanto non si può fare niente”…
    Nel caso della nostra lettrice, i legali avrebbero potuto tutelarla meglio, consigliandole proprio di querelare il marito: questo avrebbe sicuramente ingolfato la pratica di divorzio, ma negli accordi potevano rientrare anche le situazioni sopra descritte.
    In parole semplici: con una querela, la signora avrebbe dichiarato di non avere più nulla da pretendere solo nel momento in cui questa clausola aveva davvero un senso s0ttoscriverla.

    Un’ultima considerazione: io sono un fautore ed estimatore del regime patrimoniale (matrimoniale…) della separazione dei beni.
    Credo non sia un caso!

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Comune di Genova: impegno a ridurre il sovraffollamento delle carceri

    Comune di Genova: impegno a ridurre il sovraffollamento delle carceri

    palazzo-tursi-sindaco-doria-marco-D5Anche il Comune di Genova può dare il proprio contributo a ridurre il sovraffollamento delle carceri italiane. Come molti consiglieri hanno ricordato, la questione non è nuova in Consiglio Comunale, ed era stata dibattuta nella precedente amministrazione in una seduta dell’1 marzo 2011. Altrettanto  nota la gravità delle condizioni in cui sono costretti a vivere i detenuti delle carceri genovesi.  Il Consigliere Gioia, promotore di una delle due mozioni all’ordine del giorno, ha ricordato che nel Carcere di Marassi sono presenti 800 detenuti, abbondantemente sopra il limite previsto di 450.

    consiglio-comunale-twitter-29-gennaio-2013

     

     

    Ma cosa può fare realisticamente l’amministrazione comunale per alleviare il problema? La gestione degli istituti di detenzione è di competenza del Ministero della Giustizia, ma il Comune può essere decisivo nella definizione di programmi che prevedano il reinserimento del detenuto all’interno della comunità locale. In particolare l’articolo 47 dell’ordinamento penitenziario prevede la possibilità di assegnare delle Borse Lavoro che permettano ai detenuti a meno di due anni dalla conclusione della propria detenzione o a coloro che vengono inseriti in un programma specifico, di svolgere lavori socialmente utili al di fuori delle mura del carcere.

    Il consigliere Padovani (Lista Doria) è intervenuto nel dibattito della seduta di ieri sottolineando un punto fondamentale sia per ciò che riguarda la possibilità effettiva di praticare queste misure di detenzione alternativa, sia per ciò che riguarda il contributo che può essere offerto dal Comune. «Non ci si può limitare ad identificare una somma da dare al detenuto – ha detto Padovani – perché la borsa lavoro ha un effetto solo se inserita in un progetto». Perché le borse lavoro abbiano un effetto veramente riabilitante sul detenuto devono essere stabiliti progetti di reinserimento lavorativo molto precisi e deve anche essere messa a disposizione un’abitazione esterna. In particolare il consigliere della Lista Doria ha proposto che vengano utilizzati a questo scopo degli immobili di proprietà del Comune, da far ristrutturare agli stessi detenuti.

    Inoltre Padovani ha evidenziato come la sola pulizia dei cimiteri, una delle principali occupazioni dei detenuti , non sempre abbia generato soddisfazione in coloro che vi lavoravano. Devono quindi essere previste nuove  misure alternative alla detenzione.

    L’assessore alla Legalità e Diritti Forini ha sottolineato che il Comune di Genova collabora da molti anni con le carceri del territorio per la realizzazione di progetti basati sull’assegnazione di lavori utili ai detenuti  e ha preannunciato che dal prossimo mese (febbraio) verranno già attivate nuove borse del lavoro per permettere ai carcerati di svolgere i propri lavori di manutenzione non solo nel cimitero di Staglieno, ma anche in quello femminile di Ponte XX.

    Inoltre il Comune sta promuovendo anche il progetto “Mura amiche” per andare incontro all’esigenza di prevedere luoghi di detenzione alternativi alle carceri, grazie al quale è già stato individuato un alloggio disponibile per questo scopo. Come ha segnalato il Consigliere Putti (M5S) è infatti necessario che esistano delle strutture per rendere effettiva la possibilità per detenuti o detenute con figli di età inferiore ai tre anni di non scontare la propria pena all’interno del carcere, come previsto dalla legge.

    consiglio-comunale-twitter2-29-gennaio-2013

     

     

    Sugli impegni della Giunta sono tuttavia scettici gli esponenti dell’opposizione, Pdl in testa, che hanno evidenziato come dalle amministrazioni precedenti sia mancato un effettivo resoconto riscontro dei risultati ottenuti  con le misure messe in atto. Per questo motivo il consigliere Grillo ha proposto un ordine del giorno approvato dal Consiglio in cui si chiede che la Giunta «riferisca entro sei mesi in una apposita riunione consiliare i provvedimenti adottati e programmati».

    Ancora più drastico è l’intervento del Consigliere Campora (Pdl) , il quale ha voluto sottolineare come il problema delle condizioni delle carceri genovesi sia ricorrente ormai da molti anni  e necessiti probabilmente una soluzione più radicale. Il consigliere del Pdl ha proposto, infatti, di progettare un carcere più moderno di quello attuale, costruito nell’800, che garantisca ai detenuti una sistemazione migliore con spazi più ampi, senza per questo dover immaginare un aumento del numero di posti.

    Volendo andare ancora più alla radice del problema  bisognerebbe riflettere, come suggerito dal consigliere Bruno (Fds), su un altro dato: «Il sovraffollamento delle carceri dipende da uno squilibrio perché in carcere ci vanno i poveracci». Spesso, infatti, in carcere si trovano coloro che pur avendo commesso reati minori per i quali non sono previste prescrizioni o che non hanno la possibilità di “investire” ingenti somme di denaro nella propria difesa. Ma questo non è decisamente un tema di competenza del Consiglio Comunale di Genova.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Baustelle “Fantasma”, il nuovo album: showcase alla Feltrinelli

    Baustelle “Fantasma”, il nuovo album: showcase alla Feltrinelli

    BaustelleMercoledì 30 gennaio 2013 presso la libreria Feltrinelli di via Ceccardi si svolge uno showcase dei Baustelle, la band toscana formata da Claudio Brasini, Francesco Bianconi e Rachele Bastreghi, che presentano il nuovo album Fantasma.

    Il nuovo disco esce a 3 anni da I Mistici dell’Occidente, album della definitiva consacrazione della band, che ha esordito nel 1996.

    Fantasma è stato registrato nella Fortezza Medicea a Montepulciano, e ospita collaborazioni importanti, come quelle con la Film-Harmony Orchestra di Wroclaw/ Breslavia (Polonia) e la Ensemble Simphony Orchestra di Massa Carrara.

    Quest’ultima accompagnerà Bianconi e compagni nelle quattro anteprime live in programma nel mese di febbraio a Bari, Roma, Firenze, Milano, che precedono il tour teatrale in partenza a marzo.

  • Genova, semafori sonori: l’Unione Ciechi segnala 25 punti dove installarli

    Genova, semafori sonori: l’Unione Ciechi segnala 25 punti dove installarli

    Un non vedenteLe barriere architettoniche rappresentano un limite alla vita quotidiana di molte persone, un ostacolo non aggirabile che impedisce loro di compiere le azioni più comuni. Una società che si dichiara “civile” deve agire in ogni modo affiché tali impedimenti siano al più presto eliminati da strade, uffici, luoghi pubblici e non. In questo senso, l’installazione di semafori dotati di segnalazione sonora potrebbe rappresentare un passo avanti, consentendo ai cittadini genovesi afflitti da cecità di potersi muovere in maniera più agevole.

    Una mozione presentata dal consigliere comunale Stefano Balleari (Pdl) interroga il Sindaco e la Giunta per sollecitare l’amministrazione a fornire risposte concrete in merito. «Già nello scorso ciclo amministrativo avevo segnalato, in particolare, il caso di via Assarotti, dove vi sono pochi semafori e quei pochi, sono sprovvisti di semafori sonori – spiega Balleari – Questo è un grave problema per i ciechi che, dalla sede del Chiossone, devono scendere da Corso Armellini verso via Assarotti».

    «Mi risulta che l’Unione Italiana Ciechi abbia presentato presso il Comune di Genova un elenco di 25 punti della città in cui sarebbe importante installare i semafori dotati di segnale sonoro – sottolinea il consigliere – ma non mi risulta che i due assessori competenti, vale a dire Dagnino per la Viabilità e Fiorini per i Servizi sociali, abbiano fatto alcunché. Il Comune ha sempre sostenuto di essere molto attivo nei confronti del tema “abbattimento delle barriere architettoniche” ma i risultati quali sono?».

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Roberto Manzoli]

  • In Scia Stradda: il negozio confiscato alla mafia compie un anno

    In Scia Stradda: il negozio confiscato alla mafia compie un anno

    in scia straddaIL PRECEDENTE

    26 gennaio 2012: in vico Mele, nel quartiere Maddalena del Centro Storico di Genova, inaugura In Scia Stradda. Si tratta del primo e unico locale in Liguria ricavato da un bene confiscato alla mafia, ristrutturato dal Comune con una spesa di 22.000 € (fondi disponibili nell’ambito del Patto per lo Sviluppo della Maddalena) e dato in gestione tramite bando alla cooperativa sociale Il Pane e le Rose, nata nel 1987 dalla costola della Comunità San Benedetto al Porto di Don Andrea Gallo. La cooperativa è stato l’unico ente a presentarsi per questo bando e ha ottenuto gli spazi in comodato d’uso gratuito.

    All’interno di In Scia Stradda è possibile acquistare prodotti alimentari equosolidali, a km zero e provenienti dai territori confiscati alle mafie, ma anche libri e dvd, abbigliamento, manufatti prodotti all’interno della Comunità San Benedetto al Porto, e infine quelle che i gestori chiamano cianfru (da “cianfrusaglie”), oggetti portati da persone che non li utilizzano più, per favorire una cultura dello scambio e del riuso.

    Obiettivo di In Scia Stradda non è solo quello di essere un’attività commerciale per chi vuole acquistare in maniera consapevole, ma anche diventare un punto di riferimento per contrastare la criminalità e microcriminalità nel centro storico, riqualificare il quartiere e portare avanti le esperienze che a partire dalla Casa di Quartiere Ghettup stanno portando i cittadini della Maddalena ad attivarsi per migliorare la zona in cui vivono.

    La gestione del negozio, a cura della cooperativa, è in collaborazione con la sezione genovese di Libera Contro le Mafie e il presidio Francesca Morvillo, Banca Etica, Bottega Solidale e la Cooperativa Sociale Il Laboratorio.

    IL PRESENTE

    A un anno dall’inaugurazione, quali obiettivi sono stati portati a termine dai gestori di In Scia Stradda?

    Il bilancio del 2012 è nettamente positivo, come ci spiega Domenico Chionetti della Comunità San Benedetto al Porto: «Le vendite sono state molte, soprattutto nel periodo natalizio. Abbiamo chiuso l’anno in attivo, così da poter reinvestire i soldi nelle attività delle associazioni coinvolte: le uniche spese del negozio sono infatti le bollette della luce e della connessione Internet, i prodotti venduti arrivano dalle nostre cooperative e tutti coloro che lavorano a In Scia Stradda sono volontari non professionisti».

    L’obiettivo di questo anno è una maggiore sinergia con le istituzioni, per riconfermare ed espandere le attività in corso, soprattutto visto l’ottimo rapporto con le associazioni della Maddalena e con i suoi abitanti.

    Una sinergia fondamentale anche per garantire l’apertura di altre attività in locali confiscati alla mafia: come recentemente presentato in un rapporto di Libera Contro le Mafie e Legacoop Liguria, in Liguria ci sono 40 edifici confiscati alla mafia, di cui solo 12 all’interno del Comune di Genova. Il processo che porta a una loro ri-destinazione a uso sociale è tuttavia molto lungo, come ci illustra Simone Busi di Libera: «La normativa prevede che lo Stato valuti in primo luogo se ha necessità dei luoghi per propri fini: per esempio, il Centro di Giustizia Minorile di Genova ha alcuni locali proprio in edifici confiscati. In secondo luogo, se non vi è questa necessità, si procede all’assegnazione per fini sociali. Attualmente però non c’è alcun edificio con queste caratteristiche, sebbene vi siano processi in corso che – se si concluderanno con una sentenza definitiva di condanna – porteranno all’acquisizione di nuovi locali».

    L’auspicio di Libera (e anche il nostro) è proprio che nel tempo sia possibile ristrutturare e donare alla città altri locali, come avvenuto per quello di vico Mele, e che associazioni e cooperative sociali si impegnino a ridare loro vita.

    Marta Traverso

    [foto tratta dalla pagina Facebook In Scia Stradda]

  • Premio Andersen 2013: bando di concorso per fiabe inedite

    Premio Andersen 2013: bando di concorso per fiabe inedite

    premio andersenAGGIORNAMENTO! Il bando è stato prorogato fino a lunedì 29 aprile 2013

    Il Comune di Sestri Levante ha indetto il bando di concorso per fiabe inedite nell’ambito della 46^ edizione del Premio “Hans Christian Andersen – Baia delle Favole”, che si svolgerà dal 6 al 9 giugno 2013.

    Il concorso è suddiviso in quattro sezioni in base all’età dei partecipanti:
    1) Scuola materna, da 3 a 5 anni: in gruppo
    2) Bambini, da 6 a 10 anni: individuale o in gruppo
    3) Ragazzi, da 11 a 16 anni: individuale o in gruppo
    4) Adulti, dai 16 anni in su: individuale

    I partecipanti possono inviare una o più fiabe inedite a tema libero in sei copie, della lunghezza massima di tre facciate e con la possibilità di inserire immagini o illustrazioni. Possono partecipare opere in lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola.

    La partecipazione è gratuita per le prime tre sezioni, mentre per gli Adulti è previsto un contributo di 16 €.

    Le opere vanno presentate entro il 15 aprile 2013 attraverso il sito del Premio Andersen.

    Una giuria esaminerà le fiabe e decreterà i vincitori. Questi i premi in palio:
    1) Scuola maternadiploma e 1.000 €
    2) Bambini: diploma e 1.000 €
    3) Ragazzi: diploma e 1.000 €
    4) Adulti,: diploma e 3.000 €

    La Giuria assegnerà inoltre il Trofeo “Baia delle Favole” a un’opera particolarmente significativa nell’ambito della produzione per l’infanzia. L’autore della migliore fiaba in lingua straniera vincerà un fine settimana a Sestri Levante per due persone.

    La proclamazione ufficiale dei vincitori e la premiazione avverranno a Sestri Levante sabato 8 giugno 2013.

  • Pratozanino, ex ospedale psichiatrico: l’Asl 3 dovrà pagare multa e affitto

    Pratozanino, ex ospedale psichiatrico: l’Asl 3 dovrà pagare multa e affitto

    «Siamo certi che la sanità pubblica ligure sia in buone mani?», si domanda il segretario genovese del sindacato autonomo Fials, Mario Iannuzzi, dopo aver letto la recente delibera – la n. 35 del 21 gennaio 2013con la quale l’Asl 3 ha approvato l’accordo integrativo con Fintecna Immobiliare s.r.l., modificativo del contratto di comodato, sottoscritto il 18 settembre 2008 tra Valcomp Due s.r.l. e Asl 3, in merito agli immobili siti nell’ex ospedale psichiatrico di Pratozanino a Cogoleto.

    In sostanza, il documento sancisce che l’azienda sanitaria genovese dovrà corrispondere a Fintecna Immobiliare s.r.l. la somma di 220 mila euro a titolo di ristoro per il ritardato rilascio degli immobili di proprietà della stessa società di emanazione statale.

    Stiamo parlando di spazi ancor oggi utilizzati per attività sanitarie: i padiglioni 13, 34, 16, 10, l’area antistante a quest’ultimo occupata da unità abitative prefabbricate e la vasca a monte del compendio per l’approvvigionamento idrico-antincendio dei padiglioni 7 e 9.

    Inoltre, l’accordo integrativo prevede il pagamento di complessivi 18 mila euro al mese di affitto a carico dell’Asl 3, per i beni immobiliari sopracitati.

    «Mentre si attende l’esito della “trattativa” che definisca l’onere per l’affitto che lazienda sanitaria locale genovese dovrà pagare a Quarto sulle sue ex proprietà e mentre è ancora vivo il ricordo per la mega multa da 1.500.000 euro pagati dalla precedente amministrazione aziendale per i ritardi nella consegna degli immobili ceduti, confermiamo il dubbio: è tutto così “normale”?», aggiunge il segretario Fials, Mario Iannuzzi.

    Ma a destare sconcerto è l’intera gestione del patrimonio immobiliare. Con la delibera n. 36 del 21 gennaio 2013 «L’Asl 3 ci manda a dire che è andata dal notaio in compagnia della Regione Liguria, di ARTE, della Fintecna-Valcomp e di altri soggetti per sistemare faccende del 2007/08 relative alla “cartolarizzazione” ed ai “proventi derivati dalla dismissione del patrimonio immobiliare …” – spiega Iannuzzi – Si sono, infatti , rese necessarie alcune “integrazioni e precisazioni”».

    In pratica , nell’ambito dell’operazione di dismissione del patrimonio immobiliare messa in atto da Regione Liguria e azienda sanitaria genovese tra 2007 e 2008, risultano trasferiti alcuni beni erroneamente indicati come di proprietà dell’Asl 3, ed in particolare: nel Comune di Cogoleto: il Padiglione 18 di Pratozanino, iscritto al Catasto Fabbricati del Comune di Cogoleto al foglio 14, mappale 173, sub.3); i reliquati di terreno iscritti al Catasto Terreni del Comune di Cogoleto al foglio 17; nel Comune di Genova: il piccolo appartamento uso portineria sito in Genova, Via Don Vincenzo Minetti civico numero 8 (otto), iscritto al Catasto Fabbricati del Comune di Genova.

    «In forza dei successivi atti di trasferimento sopra citati, i sopraelencati immobili sono stati trasferiti a cascata prima ad “A.R.T.E.”, poi ad “S.C. Liguria in liquidazione” ed, infine, a “Valcomp Due S.r.l.”, ora “Fintecna Immobiliare S.r.l.” – spiega il documento – Asl 3 non risultava essere legittimata al trasferimento dei suddetti beni immobili, in quanto non ne era proprietaria».Di conseguenza «Il Primo Atto di Provenienza e, a cascata, tutti quanti i successivi atti di trasferimento, limitatamente ai beni immobili sopra elencati, non hanno prodotto effetti reali», sottolinea la delibera.

    La Direzione Generale dell’Asl 3 conclude «…di prendere atto (…) di riservarsi di autorizzare con separato provvedimento le eventuali spese di redazione e registrazione dell’atto di cui trattasi, non quantificabili a priori».

    «Attendiamo fiduciosi di conoscere la conclusione e le spese di questa sconcertante vicenda – spiega il segretario Fials, Mario Ianuzzi – Correttamente sottolineiamo come la questione non si possa ascrivere all’attuale Direzione Generale della ASL 3. Di certo però qualche responsabilità ricade sull’Istituzione regionale, sulla sua Giunta e sul suo Assessorato. La Dirigenza della ASL 3 che in allora portò avanti questa operazione ci risulta comunque puntualmente riciclata in posti di grande responsabilità in altre Aziende del sistema sanitario cittadino e Ligure».

    «Questo “incidente immobiliare” sarà senz’altro tutto frutto del caso e della fatalità – conclude Iannuzzi – Ma come dare torto a chi afferma che la gestione della sanità pubblica a Genova e in Liguria non sembra esattamente in buone mani?».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Grimmland: Michela Murgia e Marcello Fois a Villa Bombrini

    Grimmland: Michela Murgia e Marcello Fois a Villa Bombrini

    grimm archivolto genovaMartedì 29 gennaio 2013 (ore 18) a Villa Bombrini, Genova Cornigliano, gli scrittori Michela Murgia e Marcello Fois sono protagonisti di C’era una volta… oggi!, un reading-incontro dedicato alla fiaba.

    L’evento è promosso da Goethe-Institut Genua, Teatro dell’Archivolto e Società per Cornigliano nell’ambito del progetto GrimmLand, che celebra il bicentenario della pubblicazione delle fiabe dei Fratelli Grimm.

    Con questo input Marcello Fois e Michela Murgia hanno scritto due racconti che ruotano attorno a silenzi, bugie e sensi di colpa: “Certe favole si capiscono troppo tardi” è il titolo del testo di Marcello Fois, “Volpish e Volpolina” quello di Michela Murgia. I due autori leggeranno i racconti e dialogheranno insieme alla giornalista Donatella Alfonso sull’importanza della dimensione fiabesca nel proprio lavoro di scrittori e in generale nella vita di ciascuno di noi.

    In occasione di questo reading / incontro, negli spazi di Villa Bombrini sarà inaugurata la mostra “C’era una volta… oggi”, che resterà visitabile sino al 28 marzo 2013: immagini forti, lontane dalla tradizionale e spesso consolatoria rappresentazione delle fiabe, a opera di alcuni giovani illustratori italiani e tedeschi. Accompagna la mostra il contributo audio di Grimm Remix: Matteo Caccia legge le nuove interpretazioni delle fiabe dei Grimm scaturite dall’interazione con gli utenti di twitter.

    Ingresso libero.

  • F-35, Rete Disarmo sfida la politica: quali sono le priorità del Paese?

    F-35, Rete Disarmo sfida la politica: quali sono le priorità del Paese?

    Caccia f35«Vogliamo parlare degli F-35, tornati al centro della discussione anche politica? Bene! Facciamolo allora seriamente con chi, come le organizzazioni che promuovono la campagna “Taglia le ali alle armi”, da tempo diffonde sulla partecipazione italiana al progetto di super-caccia dati ed analisi che puntualmente vengono poi confermate». Questa è la sfida lanciata dalla Rete Italiana per il Disarmo ai candidati premier e ai partiti delle coalizioni che si presentano alle elezioni politiche ormai prossime.

    Dopo gli interventi, le dichiarazioni di vari leader negli ultimi giorni e una continua crescita del fronte del no ai cacciabombardieri nell’opinione pubblica «Il disagio ed il nervosismo del Ministero della Difesa sono palesi – spiega il coordinatore della Rete, Francesco Vignarca –  Tanto che l’Aeronautica Militare ha convocato in fretta e furia nella FACO di Cameri stampa e televisioni, per cercare disperatamente di portare ragioni all’acquisto inutile e costoso degli F-35». Ma i dati diffusi e riportati dai media, soprattutto sulla parte occupazionale «Confermano in realtà quanto sostenuto dalle nostre campagnesottolinea Vignarca i sempre ricordati 10.000 posti di lavoro non saranno “nuovi” ma solo ricollocazioni dalle vecchie linee Eurofighter, quelli sicuri negli stabilimenti di Cameri non arrivano nemmeno alle 2000 unità mentre per i restanti si parla fumosamente di “indotto”».

    «Chi garantisce che i complessivi diecimila posti non siano a tempo e magari impieghino il personale non pienamente? Mai si definisce per quanto dureranno tali contratti: stiamo parlando di una spesa di acquisto di oltre 13 miliardi e più di 40 miliardi per il gestione e mantenimento in tutto il ciclo di vita degli aerei: sono soldi sensati per un ritorno così misero?», si domanda don Renato Sacco, parroco nel novarese, da sempre attivo nei movimenti locali che si oppongono al caccia JSF.

    Il punto, però, è soprattutto politico «La Difesa anche ieri ha ripetuto ancora come unica giustificazione all’acquisto il fatto che gli F-35 sarebbero indispensabili , senza approfondire il merito  – commenta Massimo Paolicelli di Rete Disarmo – Ma indispensabili per chi e per cosa? Nessuno si prende la briga di dire quale sia il modello di difesa di questo Paese e quali dovrebbero essere compiti che rendono così fondamentali questi cacciabombardieri d’attacco».

    Perché, allora «Indispensabili sono anche le pensioni degli esodati, indispensabili sono i fondi e i materiali per le scuole (invece i genitori devono portare persino la carta igienica), indispensabili dovrebbero essere i soldi che garantiscono la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (invece messo in discussione) – denuncia la Rete Disarmo – per molte famiglie indispensabili sono i fondi di sussidio e sussistenza per persone con disabilità ma su tutto questo, causa penuria di soldi pubblici, si taglia senza problemi e senza alcuna possibilità di replica. Cosa è dunque davvero indispensabile per i cittadini e le famiglie di questo Paese?».

    «In questi anni di campagna più di una volta abbiamo chiesto un confronto sui numeri e sui dati al Ministero della Difesa ed anche negli ultimi mesi al Ministro-Ammiraglio Di Paola, il quale ce lo ha sempre negato – conclude Francesco Vignarca – forse perché sanno che i dati da noi pubblicati sono più completi e realistici: lo si è visto ad esempio sui costi di acquisto, che il Segretariato Generale della Difesa ha dovuto ritoccare verso l’alto rispetto alle prime stime arrivando alle cifre da sempre riferite da noi. Lo si vede anche ora per quanto riguarda i posti di lavoro: ma è dunque possibile prendere una decisione così problematica per la spesa pubblica senza una discussione seria sugli obiettivi e senza partire da dati realistici?». 

    Per questo motivo la Rete Italiana per il Disarmo interroga la politica e chi entrerà nel prossimo Parlamento «Prima di decidere se dobbiamo davvero comprare gli F-35 è fondamentale domandarci come vogliamo che sia costruita la difesa di questo paese e ancora di più quali vogliamo che siano le priorità per l’Italia e per i suoi cittadini».

  • Liguria: nel 2012 inflazione record, imprese in ginocchio

    Liguria: nel 2012 inflazione record, imprese in ginocchio

    Prezzi alle stelle in Liguria, a confermarlo è l’ultima rilevazione dell’Osservatorio regionale dell’artigianato su dati Istat 2012. L’inflazione in Liguria nel 2012 è risultata più elevata della media italiana: lo scorso anno nella nostra regione è aumentata del 3,3% contro la media italiana del +3%. Se la passano peggio solo la Basilicata (+4,4%), la Calabria e il Trentino Alto Adige (entrambe +3,6%).

    «Dal 2007 a oggi abbiamo assistito a una parabola ascendente nei prezzi al consumo in Liguria – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Nonostante l’aumento sia diffuso a livello nazionale, nella nostra regione l’inflazione è progredita con un passo decisamente più sostenuto rispetto al resto d’Italia. Questo fattore ha avuto pesanti conseguenze sulla capacità di spesa delle famiglie con inevitabili ripercussioni sulle micro e piccole imprese, schiacciate tra l’incudine dell’aumento dei prezzi da parte dei fornitori e dal calo della richiesta del consumatore finale». I comparti di spesa dove i prezzi sono aumentati di più sono stati quello delle spese per l’abitazione, tra cui acqua, elettricità e combustibili (+7,1%), dei trasporti (+6,7%) specie per il caro carburanti.

    «Un’inflazione ridotta e stabile è la conditio sine qua non per la crescita delle imprese – spiega Grasso – Queste impennate dei tassi impediscono alle aziende una pianificazione precisa della propria attività, rendendo dubbi gli investimenti, per esempio in nuovi macchinari e impianti di produzione. Un’inflazione o una prospettiva di inflazione elevate contribuiscono a creare un clima di incertezza dato che le variazioni nel valore del denaro impediscono preventivi precisi di entrate e uscite. Di conseguenza, le aziende corrono ai ripari diventando molto più caute».

    Guardando i dati degli ultimi cinque anni, il tasso di inflazione in Liguria è risultato leggermente inferiore alla media italiana nel biennio 2007-2008 (in particolare nel 2008 si è riscontrato un +2,9% contro il 3,3%). «La mazzata è arrivata nel 2009 – commenta Grasso – quando, dopo una temporanea diminuzione del livello dei prezzi dovuta alla crisi, il processo inflattivo è ripreso».
    La Liguria nel 2009 si è attestata su tassi medio-alti (0,8%) per poi iniziare una parabola ascendente tra il 2010 e il 2012, quando l’inflazione è schizzata, in un paio d’anni, dall’1,4 al 3,3%.

     

    [Foto di Diego Arbore]