Categoria: Notizie

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  • Ponte Carrega, Valbisagno: i lavori di restauro presentati alla città

    Ponte Carrega, Valbisagno: i lavori di restauro presentati alla città

    Ponte CarregaIL PRECEDENTE

    4 novembre 2011: alluvione a Marassi e in Valbisagno, oltre al Rio Fereggiano esondano i torrenti che attraversano la zona di piazzale Adriatico, causando gravi danni. Un gruppo di abitanti del quartiere, insieme ad associazioni di volontariato, contribuisce ai lavori per ripulire la zona dal fango.

    Settembre 2012: il Comune di Genova presenta – nell’ambito del Piano delle città – una richiesta di finanziamenti europei per la messa in sicurezza del Bisagno e la riqualificazione della zona. In particolare si parla di un restringimento del letto del fiume in zona Gavette e dell’abbattimento di 5 ponti, tra i quali Ponte Carrega, allo scopo di creare una strada carrabile che favorisca l’accesso ai due centri commerciali di futura costruzione (ex Italcementi ed ex Officine Guglielmetti).

    Ottobre 2012: si costituisce l’Associazione Amici di Ponte Carrega, formata da alcuni dei volontari che un anno prima hanno collaborato al dopo-alluvione e che si pone come primo obiettivo una raccolta firme per scongiurare la demolizione del ponte.

    Dicembre 2012: oltre duemila firme vengono consegnate alla delegazione locale del Fai (Fondo Ambiente Italiano) a testimonianza dell’impegno dell’associazione per preservare lo storico ponte (costruito nel 1788) e opporsi alle iniziative di cementificazione del quartiere.

    Febbraio 2013: Ponte Carrega diventa Luogo del Cuore. Il progetto del Fai (avviato nel 2003) invita ogni anno i cittadini a segnalare i luoghi da loro più amati e dei quali ritengono importanti la tutela e la riqualificazione. Come ha scritto Fabrizio Spiniello  dell’associazione Amici di Ponte Carrega, inviando una mail alla nostra redazione, «su 10.173 monumenti segnalati al Fai il nostro ponte si è piazzato alla posizione numero 89. Nella classifica regionale è al quinto posto, mentre si piazza al primo posto assoluto nella classifica di Genova e provincia: questo è l’obiettivo più prestigioso che ci eravamo prefissati. In questo modo il nostro ponte può diventare tra i luoghi simbolo da proteggere e preservare anche per il Fai di Genova. Infine, la ciliegina sulla torta: nella classifica della categoria “ponti” il nostro si è classificato al secondo posto nazionale, davanti a “mostri sacri” come il Ponte Vecchio di Firenze, il Ponte di Rialto e il Ponte dei Sospiri di Venezia».

    IL PRESENTE
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    Venerdì 19 luglio 2013, nel programma del Festival teatrale dell’Antico Acquedotto, si svolgerà la presentazione alla città dei restauri di Ponte Carrega. Un’opera resa possibile grazie all’impegno dell’associazione, che in meno di un anno ha contribuito in larga misura a tenere alta l’attenzione sul quartiere, e al contributo di numerosi volontari. Come spiega Fabrizio Spiniello, «abbiamo chiesto al Municipio un mese per completare i lavori, ma abbiamo finito in 4 giorni. Il primo mattino si sono presentate circa 60 persone ad aiutarci, fra cui ragazzi degli Scout e dell’Acr e volontari che anche nel novembre 2011 hanno contribuito alla solidarietà di quartiere. Il Municipio ci ha fornito i permessi logistici, l’assicurazione e i materiali – guanti e pennelli – per lavorare. L’evento del 19 luglio sarà un momento di festa ma anche di denuncia, vogliamo far capire alla Civica Amministrazione che il territorio è nostro e vogliamo essere partecipi delle decisioni che lo riguardano. In merito alla costruzione dei due centri commerciali non è stata fatta alcuna consultazione popolare, se non una presentazione pubblica – lo scorso 11 luglio – dei progetti ormai già approvati. Progetti che si pongono in contraddizione con Agenda 21 (il programma per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile promulgato dall’Onu nel 1992, ndr) che ha visto la Valbisagno come progetto pilota per Genova: allora si parlava di valorizzazione delle aree verdi e dei luoghi storici come l’Antico Acquedotto, propositi che negli anni sono stati disattesi».

    Quello del 19 luglio è dunque un evento importante, ma al tempo stesso solo il punto di partenza per altre attività. L’associazione Amici di Ponte Carrega, oltre al prezioso contributo dei Fai, ha da subito coinvolto realtà locali e nazionali quali il Wwf ed enti di ricerca, con i quali a novembre 2013 organizzerà un convegno sul dissesto idrogeologico patrocinato da Wwf Italia: sede, programma e relatori sono ancora in via di definizione, ma si prevede anche il coinvolgimento di rappresentanti nazionali ed esteri, per confrontare la realtà genovese con quelle di altre nazioni. «Il nostro principale impegno è far capire che il dissesto idrogeologico si può risolvere in altri modi, che non prevedono il restringimento del letto del fiume né tantomeno la costruzione di nuove strade, ponti e centri commerciali». 

    Inoltre è attesa a giorni la risposta per la probabile futura sede dell’Associazione, una “casetta” di 300 mq di proprietà di Coopsette in salita Migliavacca: «Vorremmo renderla un’area di aggregazione aperta a tutta la cittadinanza, restituire al quartiere lo spazio verde che l’alluvione ha portato via e realizzare – per esempio – i progetti di orti urbani citati nel nostro manifesto costitutivo. Inoltre vorremmo che la casetta diventasse un polo di educazione ambientale e il punto di partenza per le escursioni al Parco delle Mura Orientali: un progetto che stiamo portando avanti con il Wwf e che vedrebbe coinvolti i forti Ratti, Richelieu e Santa Tecla. Ponte Carrega sarebbe, nella nostra ideale, l’ideale anello di congiunzione tra il Parco delle Mura Occidentali e il versante orientale».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Patto per Pré, un anno dopo: il punto sull’accordo fra Comune e comitati

    Patto per Pré, un anno dopo: il punto sull’accordo fra Comune e comitati

    centro-est-preCi eravamo lasciati a gennaio 2012 con la notizia della firma appena avvenuta del Patto per Prè da parte dei quattro comitati di quartiere Vivi Gramsci, La voce di Pré, Via di Pré l’orgoglio di Genova, La coscienza di Zena, con l’ex sindaco Marta Vincenzi e l’allora Assessore Francesco Scidone. Ma ad un anno e mezzo esatto dalla firma, che ne è stato del Patto? Le proposte presentate sono state realizzate e lo spirito con cui è stata sottoscritta la convenzione è stato rispettato? Su suggerimento di un nostro lettore, siamo andati in Via Pré per parlare con Armando Gallone, membro del comitato di quartiere Via di Pré, orgoglio di Genova.

    All’epoca della firma dell’accordo (diventato poi effettivamente operativo nel marzo 2012), i presupposti erano buoni: da un lato, l’amministrazione comunale si impegnava per il rilancio del quartiere, coinvolgendo i cittadini in varie iniziative ed eventi pubblici, ed incentivando gli esercizi commerciali mediante sgravi fiscali e vantaggi economici a trasferirsi in zona, dando vita anche in questo quartiere al cosiddetto Incubatore di Imprese. Dall’altro lato, le associazioni si sarebbero dovute impegnare a preservare in buono stato e in sicurezza (prevista, ad esempio, anche la presenza di un presidio di polizia fisso) il quartiere e organizzare iniziative per incentivare la partecipazione da parte anche di quei genovesi che non frequentavano abitualmente la zona. Tra le altre cose, era prevista l’apertura su Via Pré dell’ingresso di Palazzo Reale e degli altri edifici storici, con un accordo con l’Università di Genova. E poi, i controlli nelle abitazioni per sconfiggere la piaga dell’abusivismo e per aiutare chi è costretto a vivere in condizioni di disagio. Addirittura erano stati messi nero su bianco 24 punti essenziali, parte integrante del programma dell’amministrazione.

    Il patto per Pré, un anno e mezzo dopo

    mercato-comunale-gramsci-preUna cosa è certa, è fallita l’iniziativa dell’incubatore di imprese (in poco più di un anno abbiamo visto scappare da via Pré dopo una strenua resistenza diversi presidi commerciali che negli ultimi anni si erano distinti e avevano svolto attività importante per il quartiere); e qual’è la situazione per quanto riguarda i restanti punti sottoscritti nel Patto? All’epoca della firma, Marie Noelle Vardi, portavoce del comitato Via di Pré l’orgoglio di Genova commentava la sottoscrizione con entusiasmo ma con altrettanta esasperazione: dal 2004 chi vive nel quartiere si batte per raggiungere uno stato più dignitoso, senza essere ascoltato.

    Vardi metteva la pulce nell’orecchio, facendo notare che la firma, dopo anni di battaglie, arrivava proprio a ridosso delle elezioni. Ed è la stessa Vardi che, interpellata oggi, preferisce non rilasciare dichiarazioni, sostenendo di essere “fuori dalla faccenda”. Strano: sembra che la delusione per l’esito del Patto per Pré sia tale che anche le associazioni all’epoca più attive si siano ritratte (come Via Prè – Orgoglio di Genova) e abbiano preferito piuttosto dedicarsi ad altre attività –culturali, sociali, ecc.-, allentando i rapporti con il mondo politico.

    Armando Gallone, membro della stessa associazione di Vardi, ce lo conferma, ma ci tiene anche a sottolineare quanto in realtà la situazione del quartiere non sia più così grave come anni fa: «Nel corso del tempo, dopo la firma del Patto, abbiamo perso un po’ di entusiasmo e ci siamo staccati, scegliendo di occuparci di arte, organizzazione di mostre, manifestazioni, cultura. Per quanto mi riguarda, faccio parte dell’associazione di quartiere da quando mi sono trasferito ad abitare nei pressi di Via Pré: in quanto membro delle forze dell’ordine, sono arrivato a Pré nel 2004, all’epoca in cui alcuni alloggi erano stati assegnati a polizia e carabinieri, con il compito di presidiare la zona. Risiedendo nel sestiere, compreso tra la Commenda e Piazza dello Statuto, posso parlare con maggior cognizione di causa per quello di cui faccio esperienza quotidianamente: a mio avviso, in questa zona oggi come oggi non ci sono gravi problematiche.
    La situazione è cambiata molto rispetto al 2004, quando sono arrivato qui. Tra 2004 e 2009, infatti, la criminalità era alta e la situazione piuttosto invivibile. Un vero disastro: le diverse etnie “in lotta” tra loro, il degrado urbano, la delinquenza, la circolazione di droghe erano alcuni dei problemi più gravi. Poi, dal 2010 –fino alla firma del Patto nel 2012- la situazione si è appianata e c’è stato un cambiamento: certo, il degrado persiste, in parte, ma Via Pré è ben vivibile e accogliente. Raramente si legge di fatti di cronaca come furti, scippi, omicidi, risse che si verificano in zona (e quando se ne legge sui giornali non bisogna dimenticare che in parte si tratta anche di “montature” mediatiche ed esagerazioni folkloristiche, per far leva sul cliché popolare che vuole il quartiere come criminale e pericoloso). La maggior parte delle volte, ad esempio, i fatti criminosi sono compiuti in Via Balbi, ma per estensione si attribuiscono all’adiacente Pré».

    pre«Oggi, dunque, la situazione appare abbastanza tranquilla e, se ci sono ancora problematiche, si tratta di elementi comuni al 90% delle città italiane e che rientrano nelle difficoltà di gestione proprie delle grandi città. Se la situazione sia migliorata proprio grazie alla firma del Patto, non saprei dirlo. Di certo è stato un segno di svolta importante per la zona, e anche l’impegno bilaterale di amministrazioni e associazioni è stato di sicuro di giovamento. A ben vedere, tuttavia, non sembra che il Patto in sé sia stato un fattore così altamente discriminante per la ripresa della zona: pochi dei punti previsti sono stati toccati ed attuati, e per lo più non in toto ma solo parzialmente. Ad esempio, il caso dell’apertura degli ingressi dei palazzi storici di Via Balbi: non c’è, se non saltuariamente, in occasione di mostre o eventi specifici. Il presidio militare: non c’è, e non potrebbe nemmeno esserci. Non avrebbe senso impiegare forze militari per presidiare una zona (a bassa densità criminale) in cui i crimini che si riscontrano sono di lieve entità. Il presidio era stato richiesto, all’epoca, dalle associazioni di quartiere, ma si capiva da subito che questa non era una strada praticabile: anche qualora le amministrazioni avessero accolto la richiesta, si sarebbero soltanto acuite le tensioni in zona».

    «Altro problema, il più importante, quello dell’abusivismo che, lungi dall’essere sconfitto, rappresenta una piaga per Pré. I controlli non vengono effettuati, se non su segnalazione da parte di privati, anche se tutti sono ormai a conoscenza della situazione. Qui si vive ancora nel degrado, con oltre 30 persone in appartamenti miseri e piccolissimi, ma nessuno sembra avere interesse a combattere questa pratica, perché farlo vorrebbe dire dover smuovere molte altre questioni di carattere sociale, ma anche economico e politico. Infine, oltre all’abusivismo abitativo, anche quello commerciale: molti locali che si presentano come –ad esempio- lavanderie o esercizi di altro tipo, celano retrobottega pieni di alcolici e generi alimentari, venduti di contrabbando, a danneggiare l’economia degli altri commercianti della zona. E soprattutto, da poco si è aperta una nuova questione: dopo la chiusura da parte del Comune del campo nomadi di Bolzaneto, si è deciso che alle persone di etnia rom saranno assegnati nuovi alloggi tra quelli comunali, nel centro storico. In Via Pré ci sono una serie di alloggi destinati a questo scopo, che saranno occupati dai rom già a partire dal mese di agosto. E questo, è un mio personale parere, non potrà che accrescere lo scompiglio».

     

    Elettra Antognetti

  • F35, mobilitazione contro l’acquisto: la consegna dei “pezzi di aereo”

    F35, mobilitazione contro l’acquisto: la consegna dei “pezzi di aereo”

    f35-lightning_ii1Continua la mobilitazione del vasto movimento di opinione schieratosi da lungo tempo contro lo scellerato acquisto dei famigerati F35, i cacciabombardieri da combattimento potenzialmente capaci di trasportare ordigni nucleari. L’Italia ne sta acquistando 130 per un costo complessivo di 15 miliardi di euro (senza considerare le spese di manutenzione). Ma il nostro Paese non dovrebbe possederne alcuno, perché «La Costituzione vieta la guerra di aggressione e questi aerei certamente non servono a difendere il suolo – sottolinea il coordinamento genovese No F35 – Inoltre, l’Italia ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare».
    Senza dimenticare che il Canada ha già rinunciato ad acquistarli a causa della loro inaffidabilità tecnica, mentre nessuna penale è a carico di chi decida di rinunciare all’acquisto.

    «Il Parlamento vota una blanda ed ambigua mozione che subordina ogni ulteriore acquisto ad una discussione parlamentare ma il presidente della Repubblica Napolitano riunisce il Consiglio Supremo di Difesa ed esautora il Parlamento – continua il coordinamento – I favorevoli all’acquisto, tra le altre motivazioni, accampano quella dei posti di lavoro che la costruzione degli aerei in corso a Cameri (Novara) creerebbe. È facile rispondere loro che un’analoga spesa nell’istruzione, nell’arte e nel sociale creerebbe altrettanti o più posti di lavoro, in maniera eticamente più accettabile».

    Per rendere visibile l’insensatezza di questa spesa e solidarizzare con le iniziative in programma in questi giorni a Cameri «Mercoledì 17 luglio consegneremo simbolicamente ad altrettanti enti ed associazioni “un pezzo” di F35: per esempio un’ala (5 milioni di euro), la fusoliera (10 milioni di euro), il radar (10 milioni di euro), il casco del pilota (1 milione di euro), il cannone (20 milioni di euro). Siamo certi che ne faranno buon uso. A riceverlo, saranno lavoratori/trici e rappresentanti degli enti interessati».

    Gli orari che seguono hanno valore indicativo e potranno subire variazioni:
    ore 13.30 consegna di “un pezzo di F35” all’ospedale Gaslini (appuntamento di fronte all’ingresso principale, via Gerolamo Gaslini);
    14.30 consegna di “un pezzo di F35” all’ospedale San Martino, all’IST ed alle facoltà scientifiche dell’università (appuntamento di fronte al Pronto Soccorso dell’ospedale);
    15.30 un pezzo al teatro dell’Archivolto (appuntamento di fronte all’Archivolto, piazza Gustavo Modena 3);
    16.30 un pezzo ciascuno a realtà di volontariato e di solidarietà che operano in centro storico: centro antiviolenza di salita Mascherona, ambulatorio internazionale Città aperta, comunità di San Benedetto ed altre. Appuntamento presso l’ambulatorio di Città aperta, vico del duca 37;
    17.00 un pezzo ad Emergency ed un pezzo alla consulta per l’handicap. Appuntamento presso l’info point di Emergency, sottopasso della metropolitana piazza De Ferrari;
    17.30 un pezzo al teatro Carlo Felice ed uno ai vigili del fuoco. Appuntamento di fronte al teatro Carlo Felice.

    La manifestazione si concluderà dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo Ducale con la 581° “Ora in silenzio per la pace”, durante la quale verranno illustrate ai passanti le motivazioni dell’iniziativa.

  • Scintille: lo spettacolo di Laura Sicignano al Porto Antico

    Scintille: lo spettacolo di Laura Sicignano al Porto Antico

    Laura SicignanoDomenica 14 luglio 2013 (ore 21) il Porto Antico di Genova, nella sua rassegna di appuntamenti estivi, propone lo spettacolo Scintille scritto da Laura Sicignano e interpretato da Laura Curino. Una produzione Teatro Cargo che affronta il tema dell’emancipazione femminile narrando l’incendio della fabbrica di New York in cui morirono 146 donne e che diede origine alla ricorrenza dell’8 marzo.

    Forte del successo sul territorio genovese, lo spettacolo è stato selezionato per rappresentazioni in Francia e a New York.

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  • Premio Impatto Zero: concorso per progetti a sostegno dell’ambiente

    Premio Impatto Zero: concorso per progetti a sostegno dell’ambiente

    ambiente-natura-verde-green-alberiDIIn occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente ha preso il via la terza edizione del Premio Impatto Zero, concorso nazionale dedicato a progetti e buone pratiche per diffondere la cultura della sostenibilità.

    In questa edizione saranno premiati tre tipi di idee:
    – servizi e progetti finalizzati alla riduzione dello spreco di cibo (ridistribuzione eccedenze commerciali e produttive, recupero prodotti in scadenza o danneggiati, banco alimentare ecc.);
    – azioni volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla cultura ambientale attraverso il web;
    – progetti volti a ottimizzare e condividere energie e beni comuni (cohousing, gruppi di acquisto, etc);
    Inoltre, novità di questa edizione, il progetto Life+ECO Courts che premierà video di buone pratiche ecologiche.

    Per partecipare è necessario compilare il modulo di candidatura sul sito web del concorso entro il 30 settembre 2013. La partecipazione è gratuita.

    Questi i premi in palio:
    – buoni spesa di 500 € per acquistare prodotti eco-sostenibili presso i supermercati Coop Adriatica;
    – una fornitura annuale di prodotti biologici Alce Nero&Mielizia del valore di 500€;
    – un soggiorno benessere per due persone all’AbanoRitz Hotel di Abano Terme;
    – un buono sconto per l’acquisto di una bicicletta elettrica Italwin;
    – 3 kit di accessori per biciclette (sella, manopole e borsa) di Selle Royal;
    – una fornitura di prodotti biologici Baule Volante;
    – tanti altri prodotti forniti da aziende attente alle tematiche ambientali.

    [foto di Diego Arbore]

  • FesTeatro di strada: musica, circo e spettacolo a Cornigliano

    FesTeatro di strada: musica, circo e spettacolo a Cornigliano

    Arte di Strada teatro attoriProsegue ancora oggi e domani – sabato 13 e domenica 14 luglio 2013 – il Festeatro di strada a Villa Bombrini: un evento curato dall’associazione Sarabanda in collaborazione con Società Per Cornigliano.

    In particolare nella serata di oggi (sabato 13 luglio) spettacolo musicale con Orchestra Cajon diretta da Marco Fadda e Marika Pellegrino (ore 21.15) e a seguire tutti gli artisti di FESTeatrodistrada sul palco per un Varietà esilarante (ore 22).

    Il biglietto di ingresso alla manifestazione costa 5 €.

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    [foto di Constanza Rojas]

  • Baratto, orti urbani e fai-da-te: la pagina Facebook Vicini di rete

    Baratto, orti urbani e fai-da-te: la pagina Facebook Vicini di rete

    vicini-di-reteÈ online da pochissimi giorni una pagina Facebook tutta genovese e dedicata (citiamo testualmente dalla descrizione) al «parlare, scambiare, mettere in comune competenze, per darsi una mano, chiedere consiglio e per vedere se qualcuno te lo presta». Si chiama Vicini di Rete e pubblica quotidianamente consigli su frutta e verdura di stagione, cibo e oggetti da barattare, produzione di cosmetici e detersivi fai da te.

    Gli iscritti sono al momento qualche decina, ma molto attivi nello scambiarsi opinioni e consigli: tra i primi articoli troviamo – per fare alcuni esempi – le istruzioni per autoprodurre detersivo da lavatrice, i consigli su quali verdure e fiori sono più adatti per l’orto casalingo, idee su prodotti da barattare.

    Si tratta di un’iniziativa tra l’online e l’offline molto simile ad altre già realizzate sul territorio, tra cui il gruppo Te lo regalo se vieni a prenderlo. I potenziali destinatari sono persone che vivono nella stessa città (magari nello stesso quartiere), hanno interessi e stili di vita comuni e sono iscritte a Facebook. Si parte dal cliccare un mi piace sulla pagina, si cominciano a commentare e condividere i primi post e si finisce – spesso – a incontrare di persona gli altri iscritti, per un baratto o momenti conviviali decisi insieme.

    Un progetto interessante, che come tanti altri sembra avere l’obiettivo di esprimere il lato positivo dei social network: creare discussioni e occasioni di incontro che non siano solamente legate alla tastiera e allo schermo del pc o del tablet, ma fornire un ulteriore incentivo affinché le persone continuino a parlarsi e confrontarsi come è sempre avvenuto, ossia “di persona”.

    In attesa di vedere quali sviluppi prenderà questa pagina, chi ha uno stile di vita coerente con quello raccontato qui può già iscriversi a Vicini di rete e raccontare le proprie buone pratiche.

  • Casa ecologica: un’abitazione di paglia sulle alture di Voltri

    Casa ecologica: un’abitazione di paglia sulle alture di Voltri

    autocostruzione paglia 2Un’antica casa rurale in località Campenave, alture di Voltri, sarà rimessa a nuovo grazie alla tecnica di autocostruzione con la paglia, mentre al suo fianco sorgerà una nuova abitazione, questa volta interamente costruita con balle di paglia pressata.
    L’idea è dell’associazione ambientalista Terra! Onlus che ha ricevuto in donazione “La Tabacca”questo il nome del casolare, probabilmente legato ai vecchi proprietari dediti alla coltivazione del tabacco – da parte di uno psichiatra di Torino, Angelo Grillo, sensibile alle tematiche ecologiche. E così sbarca in Liguria, per la prima volta, un modello di costruzione – ma pure di vita – che ha fatto proseliti in diverse parti del mondo, dagli Stati Uniti all’Europa (Francia, Inghilterra). La filosofia di fondo è quella dell’autosostentamento, ossia un metodo per progettare e gestire i paesaggi in cui vive l’uomo, senza modificare l’ecosistema naturale.

    La Tabacca, immersa nei castagneti della zona «Diventerà, in parte sede dell’associazione e dei corsi, in parte sarà adibita ad abitazione privata dove andremo a vivere io ed un’altra persona – spiega Giorgia Bocca, responsabile locale di Terra! Genova – Lo spazio collettivo è dedicato a coloro i quali vorranno partecipare e condividere il progetto con noi».
    La ricostruzione vera e propria partirà nel 2014, tuttavia «Abbiamo già iniziato a pulire e piantare alberi», sottolinea Bocca. La casa si sosterrà autonomamente grazie all’agricoltura sinergica di ortaggi e frutta, l’installazione di pannelli solari e la realizzazione di sistemi per il recupero dell’acqua piovana.
    autocostruzione pagliaL’elemento fondamentale, però, resta la paglia. Un materiale economico e sostenibile che non produce rifiuti e non consuma energia, dotato di un ottimo isolamento acustico e termico. Insomma, l’ideale per risparmiare. In tempi di crisi l’esperienza si fa ancora più appetibile, come conferma Bocca «C’è sempre più interesse nei confronti dell’autocostruzione perché i vantaggi sono evidenti: costi ridotti, rispetto dell’ambiente, condivisione di conoscenze».

    Sabato 13 luglio ore 18 presso l’attuale sede di Terra! Onlus in via Soliman 7 a Sestri Ponente si svolgerà un incontro aperto a tutte le persone interessate con la presenza di Aria Famigliare (associazione rete italiana autocostruzione famigliare che si occupa di rendere possibile la realizzazione di edifici in autocostruzione in modo sicuro e legale) e Edilpaglia (associazione nazionale che diffonde le tecniche costruttive che utilizzano le balle di paglia come materiale da costruzione, insieme ad altri materiali naturali quali calce e argilla).

    Il progetto ha l’obiettivo di «Mettere in pratica, attraverso la sperimentazione, alcuni dei pilastri della nostra mission – racconta Bocca – sfruttare al minimo le risorse naturali e ridurre la propria impronta ecologica, ma anche promuovere la condivisione e le relazioni sociali. Parliamo di valori un tempo presenti nella comunità e che oggi si stanno smarrendo, mentre noi intendiamo recuperarli».
    Terra! Onlus Genova, infatti, promuove la conservazione della natura, della biodiversità, della salute umana e la protezione dell’ambiente, proponendo progetti specifici di agricoltura locale, orti famigliari e collettivi per provvedere al proprio auto-sostentamento alimentare, compostiere collettive e riqualificazione del verde a scopi sociali.

     

    Matteo Quadrone

  • Radici: a Savignone il primo festival dell’entroterra ligure

    Radici: a Savignone il primo festival dell’entroterra ligure

    Savignone, Valle ScriviaDa venerdì 12 a domenica 14 luglio 2013 si svolge a Savignone, nell’entroterra genovese in Valle Scrivia, la prima edizione di Radici – Festival dell’entroterra: un evento organizzato dall’Associazione Culturale Dagghe De Dub e dedicato alla riscoperta del territorio, dei suoi prodotti tipici e delle sue tradizioni.

    In questi tre giorni sono previste numerose attività: musica dal vivo, degustazioni, escursioni a piedi o in bicicletta nel Parco Antola, laboratori per bambini (leggi il programma completo). La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, a eccezioni degli eventi serali che sono accessibili sottoscrivendo la tessera all’Associazione Culturale.

    Lo spazio sarà accessibile solo a piedi o tramite servizio navetta da Savignone, sarà inoltre possibile campeggiare liberamente e gratuitamente nell’area della colonia.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Comune di Genova, bilancio 2013: i numeri del sindaco e il terzo settore

    Comune di Genova, bilancio 2013: i numeri del sindaco e il terzo settore

    welfare-terzo-settoreApprovata all’unanimità la tanto attesa delibera di indirizzo di iniziativa consigliare a sostegno del sistema del welfare e del terzo settore, 30 i voti favorevoli (più l’appoggio esterno di Paolo Putti, capogruppo M5S, uscito dall’aula al momento del voto per evitare conflitti di interesse con il suo lavoro di educatore). Un esito già ampiamente annunciato, dato il complesso iter preparatorio del documento, condiviso trasversalmente da tutti i gruppi politici presenti in Sala Rossa e dalla giunta stessa. «L’iniziativa consigliare – ha detto il sindaco, Marco Doria – fissa il principio dell’importanza del settore del welfare nella nostra idea di società che guarda ai più deboli».

    Il lungo percorso del provvedimento, come ha avuto modo di ricordare il presidente del Consiglio comunale, Giorgio Guerello, ha visto la convocazione di ben 45 sedute di commissione, con infinite audizioni. Processo infinito che è giunto a compimento dopo un’altrettanta approfondita discussione in aula, accompagnata dalla presenza di rumorosi e colorati manifestanti del terzo settore.

    Diverse le linee di indirizzo deliberate dall’assemblea che vincolano la redazione del bilancio preventivo da parte della giunta. Tra queste, sottolineiamo: la realizzazione di iniziative “volte a esercitare una forte pressione politica” affinché il governo nazionale garantisca “il mantenimento di politiche di welfare degne di un paese civile”; la costruzione di un patto cittadino per il welfare che “coinvolga tutti gli attori delle politiche sociali nella definizione di un progetto comune di in grado di coordinare, attorno ad una visione strategica condivisa, attori e sistemi”; la promozione di un grande evento cittadino che sensibilizzi i genovesi “sulle gravi conseguenze che un drastico disinvestimento sulle politiche di welfare può provocare sulla qualità della convivenza civile, sul grado di coesione sociale e, in definitiva, sulle politiche legate alla sicurezza ed alla prevenzione dei fenomeni di devianza, microcriminalità e delinquenza diffusa sul territorio”. Ma soprattutto, la già ampiamente annunciata “indicazione per la predisposizione del bilancio comunale 2013” di evitare “la contrazione delle risorse destinate al welfare, attraverso l’analisi di fattibilità di piani di riorientamento di risorse a favore dei servizi sociali”.

    A tale proposito, è stato anche approvato un ordine del giorno a firma Guido Grillo (Pdl) che, tra le altre cose, sollecita la giunta alla presentazione del bilancio previsionale in tempi rapidi. Hanno riscontrato l’approvazione dell’aula anche altri due ordini del giorno, tra loro piuttosto eterogenei, proposti dal consigliere Enrico Musso che impegnano sindaco e giunta a “promuovere in tutti i municipi servizi di distribuzione di pasti a domicilio” e a istituire un registro degli assistenti familiari (badanti).

     

    I conti in tasca al Comune di Genova: un “buco” di 30 milioni

    palazzo-tursi-bernini-doria-guerello-DPer sapere se verranno definitivamente scongiurati i tagli al terzo settore e quindi la conferma dei 40 milioni stanziati nel 2012, non resta che attendere la redazione del bilancio preventivo da parte della Giunta. Il termine ultimo previsto dallo Stato è la fine del mese di settembre, ma il sindaco Doria ha più volte annunciato la volontà di giungere alla discussione in aula prima della pausa estiva «per dare qualche elemento di certezza a un quadro di precarietà ormai insostenibile». La sensazione è che, non senza un’accelerata decisiva dei lavori della giunta, entro agosto il Comune di Genova possa finalmente avere il suo bilancio per il 2013. Il Consiglio, infatti, ha dato la propria disponibilità a discuterne fino al 2 agosto, dopodiché scatteranno le ferie.

    Il nodo cruciale ormai è chiaro da tempo. Nel 2013 il Comune di Genova può contare nel suo complesso su 82 milioni in meno di liquidità in parte corrente: 882 milioni di euro era stato l’ammontare per il 2012 (anche se la spesa in bilancio consuntivo è salita a 925 milioni), 800 milioni sarà la disponibilità totale per quest’anno. Una diminuzione di risorse del 10% circa che è dovuta a diversi provvedimenti statali: 33 milioni sono causati dai mancanti trasferimenti nazionali in seguito alle manovre finanziarie volute da Tremonti e Monti; altri 20 milioni in meno sono la conseguenza di una norma nazionale che vieta di inserire in parte corrente nell’anno successivo gli avanzi d’esercizio dell’anno precedente, che invece devono andare a finanziare il debito; infine, altra riduzione di 12 milioni deriva dall’impossibilità di inserire in conto capitale le plusvalenze derivanti dalla vendita di immobili pubblici.

    «Ma alla nostra città per sopravvivere senza dover tagliare servizi essenziali – ha ribadito il sindaco, Marco Doria, ai consiglieri – servono 830 milioni di euro. Con grandi sforzi, abbiamo previsto un risparmio di spesa pubblica (rispetto agli 882 milioni del 2012 n.d.r.) per 50 milioni di euro, pari a circa il 6%. Abbiamo cercato di eliminare gli sprechi e ridurre l’indebitamento, come già successo nel ciclo amministrativo precedente. Ma sotto questa soglia dovremo per forza procedere con tagli dolorosi e, per me, insostenibili perché inciderebbero sulla qualità dei servizi».

    Per capire come verrà coperto questo buco non resta che aspettare la discussione sul bilancio. Senza dimenticare che tutti questi conti, tengono già presente l’aumento dell’Imu, ancora assolutamente in discussione. «Non voglio affrontare la discussione sul bilancio – ha proseguito Doria – giungendo a una contrapposizione tra settore e settore. Dobbiamo evitare la lotta del tutti contro tutti: io sono per una solidarietà tra lavoratori. È facile, infatti, essere solidali a parole ma non voler mollare un euro di ciò che si ha in più degli altri. Dobbiamo aver ben presente che in alcuni settori, come quello del welfare, tagliare i servizi significa anche mandare a casa dei lavoratori. In altre realtà, invece, i sacrifici possono essere affrontati da tutti i lavoratori con forme di solidarietà che consentono di mantenere il posto».

    capigruppo-consiglio-comunale-riunione-politica-tursiConcetti che il primo cittadino ha espresso direttamente anche ai rappresentati del Forum del Terzo settore, nel corso della temporanea sospensione della discussione in aula per consentire l’incontro con i capigruppo e la giunta. Un incontro che, in maniera piuttosto inconsueta ma sintomatica della crucialità del tema, è rimasto aperto anche ai giornalisti.

    E proprio in questa sede il primo cittadino ha anticipato alcuni provvedimenti allo studio da parte della giunta, per scongiurare tagli insostenibili: «Ad esempio, nel capitolo del terzo settore c’è una voce che riguarda il trasporto dei disabili per le cure mediche. Questo servizio in tutte le principali città italiane è garantito dalle Regioni, mentre a Genova per tradizione se ne è sempre fatto carico il Comune. Parliamo di cifre sull’ordine di grandezza dei 2 milioni di euro. Naturalmente non vogliamo tagliare queste spese, ma vorremmo poter destinare le somme ad altri interventi in campo sociale».

     

    Articoli 54: piscina di Multedo e materiale radioattivo nel porto di Voltri

    Come tutte le settimane, anche questa seduta del Consiglio comunale spostata straordinariamente al giovedì, è stata anticipata dai consueti articoli 54. Tra le interrogazioni a risposta immediata che i consiglieri hanno posto alla giunta, ve ne sono un paio di particolare interesse.

    multedo-2La prima, presentata dai consiglieri Paolo Gozzi (Pd) e Guido Grillo (Pdl), riguarda il futuro della piscina Sapio di Multedo, assegnata per bando al gruppo “Nuotatori genovesi” e che vissuto parecchie controversie a seguito del ricorso al Tar da parte degli altri concorrenti. Benché il tribunale amministrativo abbia confermato la bontà della graduatoria, i lavori di ristrutturazione da parte della società aggiudicatrice non sono mai cominciati. I ritardi pare siano dovuti alle cattive condizioni in cui è stata trovata la piscina, peggiori del previsto, come la presenza di amianto e la mancanza del sistema fognario. Per porre fine a questa infinita situazione, l’assessore allo Sport, Pino Boero, dopo aver dichiarato la disponibilità del Comune ad andare incontro alle richieste dei vincitori, per quanto di competenza amministrativa, ha annunciato che entro la prossima settimana, se il gruppo “Nuotatori genovesi” non inizierà i lavori si vedrà revocata la concessione.

    Quartiere di Prà

    La seconda interrogazione, invece, ha visto intervenire i consiglieri Enrico Pignone (Lista Doria) e Gian Piero Pastorino (Sel) per chiedere delucidazioni in merito alla presenza di materiale radioattivo al porto di Voltri. L’assessore all’Ambiente, Valeria Garotta, ha spiegato che è stato attivato in Prefettura un tavolo per mettere a punto le modalità restituzione del container al paese di provenienza: benché, infatti, i frammenti di radio trovati siano già innocui a 2 metri di distanza, è necessario seguire una serie di norme particolarmente restrittive a causa della pericolosità del materiale. Si tratta del secondo ritrovamento di questo tipo nel levante genovese, dopo la pastiglia di cobalto rivenuta in un container nel luglio 2010.

    Da segnalare, infine, l’approvazione all’unanimità di ordine del giorno presentato dal consigliere Antonio Bruno (FdS), anche questo già anticipato, che impegna il sindaco ad “attivarsi presso il Prefetto, affinché sia aperta una moratoria sugli sfratti per morosità incolpevole”.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Piazza Sarzano, l’inaugurazione del nuovo mercato rionale

    Piazza Sarzano, l’inaugurazione del nuovo mercato rionale

    mercato-sarzano-8Inaugurato oggi, giovedì 11 luglio, il mercato di Piazza Sarzano, nell’omonimo quartiere, a ridosso del Museo di Sant’Agostino, tra la Facoltà di Architettura e la storica Via di Ravecca. Il complesso commerciale sorge proprio a ridosso del Pozzo di Giano, da cui prende il nome il consorzio costituito dalle cinque aziende genovesi che hanno finanziato e costruito la struttura mercatale, con investimenti privati. Il nuovo mercato, che trova spazio all’interno di una struttura in ferro battuto e rame, completa l’architettura della piazza, che fa parte delle zone del centro storico genovese sottoposte a restyling. La realizzazione di questo progetto, avviato negli anni scorsi con un bando del Comune di Genova, aveva subito negli anni vari rallentamenti. Finalmente ecco l’inaugurazione tanto attesa, alla presenza delle autorità e dei rappresentanti del CIV del quartiere.

    E a Sarzano, per festeggiare l’evento, non si sono fatti mancare niente: musicisti e vernissage fotografico con foto in bianco e nero della piazza e del quartiere in tempi antichi; pranzo in piazza tutti insieme, con riso, pesto, frutta e vino, tutto offerto dai commercianti. Grande l’affluenza, sopra le previsioni, e buona l’accoglienza che i genovesi hanno riservato al nuovo mercato.

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    All’interno del mercato, cinque banchi in cui sarà possibile acquistare carne, salumi e formaggi, frutta e verdura, pesce fresco, prodotti alimentari vari, rispettivamente nei banchi dei Fratelli Brocada, Luca e Cristina – Salumi e Formaggi, Trentini Frutta, Paolo e Riccardo, e infine Drogheria Gamalero. Molti di loro, già presenti all’interno del Mercato Orientale di Via XX Settembre, hanno optato per il trasferimento qui, in pieno centro storico. L’intento è quello di ritornare al passato, creando un clima tradizionale, e rievocando l’atmosfera delle vecchie botteghe di paese e drogherie, di cui una volta Genova era piena ma che sono state le prime a soccombere di fronte all’avvento della grande distribuzione.

    I festeggiamenti di questa mattina hanno dato inizio a un nuovo corso per il quartiere, da mesi in attesa di avere il suo mercato: una festa che ha coinvolto tutto il circondario, nell’entusiasmo generale. Già il giorno precedente l’inaugurazione, durante i preparativi e l’allestimento degli stand, gruppi di curiosi si avvicinavano un po’ increduli, ma contenti per l’imminente apertura.

    L’iter che ha portato all’inaugurazione del mercato è stato travagliato (Era Superba ne ha documentato tutte le fasi nei mesi scorsi) e l’apertura effettiva sembrava ormai un miraggio (da ultimo, l’inaugurazione, fissata per il 6 giugno scorso, era stata poi posticipata ulteriormente a causa di un inconveniente: le porte di una cella frigo, di dimensioni sbagliate, da sostituire).

    Persistono le perplessità di alcuni: chi dice che il mercato, di per sé, non servirà a molto e non attirerà acquirenti in zona, visto che la piazza resterà ZTL, inaccessibile ai non residenti; chi sostiene, poi, che il mercato rionale finirà per danneggiare le piccole botteghe, le pizzerie, i forni, i fruttivendoli della zona, che già risentono della crisi (in Via di Ravecca chiusure improvvise e fondi sfitti si alternano, a dire il vero, a repentine aperture di esercizi e nuove gestioni di locali). Poco più di un mese, il 4 giugno, era stato inaugurato anche un nuovo discount, proprio davanti all’area in cui sorge il mercato, per cercare di dare slancio all’economia e rendere Sarzano una zona di commercio e di approdo per gli abitanti dei vicoli e non solo. Resta da vedere se il mercato, una volta operativo, metterà tutti d’accordo e convertirà anche gli attuali detrattori. Non resta che attendere. Per ora, non ci si può che rallegrare per questa ultima, tanto attesa, conquista.

     

    Elettra Antognetti

    [foto dell’autore]

     

  • Go eventi: una pagina Facebook a sostegno della musica dal vivo

    Go eventi: una pagina Facebook a sostegno della musica dal vivo

    musica-concerti-chitarra-elettricaChi lavora o si diletta in ambito artistico ormai sa bene che i social network sono un fondamentale canale di visibilità a costo zero: tuttavia, facendo l’esempio della musica dal vivo, permangono criticità che rendono molto difficile trovare luoghi e occasioni in cui esibirsi. Da un lato perché i locali che ospitano band e cantautori non hanno spesso la possibilità (o la volontà) di pagare un cachet adeguato, dall’altro perché il sistema di autorizzazioni e permessi è ancora oggi molto complesso.

    A questo scopo è stata avviata una raccolta firme per una nuova legge sulla musica dal vivo, lanciata sulla piattaforma web Change.org da Stefano Boeri, ex Assessore alla Cultura di Milano della Giunta Pisapia. In parallelo, sono sempre più numerose le iniziative a livello locale per “fare rete” tra gruppi, cantautori e detentori di spazi dove suonare.

    Un’iniziativa interessante è quella di Enrico Chiesa e Gianluca Benvenuti degli Scarlet Diva, che ci hanno contattato per raccontare il progetto Go Eventi: una pagina Facebook (accessibile qui) dedicata alla promozione di band professionistiche ed emergenti e al contatto con i locali per l’organizzazione di serate.

    L’idea del progetto – come ci spiega Enrico Chiesa – è nata perché «a Genova ci sono moltissimi gruppi ed artisti in genere ed è un’ottima officina di talenti, ma spesso ci si scontra con la dura realtà dei locali e degli eventi che lasciano pochi spazi ai giovani, sopratutto per chi non ha molta esperienza e non riesce a ritagliarsi uno spazio per farsi ascoltare o esprimere la propria arte. Il progetto è ancora alla fase iniziale, ma abbiamo all’attivo un forte legame con Emergenza Festival e con le band non genovesi che si sono esibite. Per esempio i vincitori, gli Ordinary People, hanno partecipato al nostro primo evento, che si è svolto a Ceranesi lo scorso 6 luglio».

    Come funzionerà Go Eventi? Il contatto con le band da un lato e con gli organizzatori / ospiti dall’altro porterà alla creazione di pacchetti di 2, 3, 4 gruppi a serata, una formula analoga a quella delle agenzie di booking. «I locali che ospitano musica dal vivo hanno, come esigenza principale,  che le band portino pubblico e di conseguenza incassi (se il concerto è gratuito, anche solo incassi derivati dal bar). Esistono band che hanno un forte seguito, mentre altre – magari giovani e con meno esperienza – non potrebbero riempire i locali quanto i titolari vorrebbero. Per questo abbiamo l’idea dei pacchetti: unire a una band “forte” altre emergenti, così che il pubblico della prima faccia da traino alle altre».

    L’adesione a Go Eventi da parte delle band è gratuita, con in più la possibilità di guadagnare sugli eventuali cachet. L’obiettivo più ambizioso degli organizzatori – che all’attivo hanno anche uno studio di registrazione, Diva Studio – sarà la realizzazione di un festival targato Go Eventi con la presenza di tutti gli artisti che hanno fatto parte del progetto.

    Marta Traverso

  • Un palcoscenico fra terra e mare: teatri uniti contro la crisi

    Un palcoscenico fra terra e mare: teatri uniti contro la crisi

    Ingresso Teatro della TosseOtto realtà attive a Genova nell’ambito dello spettacolo dal vivo si uniscono per trovare sinergie comuni, sfruttare gli stessi canali di comunicazione e fronteggiare il periodo di crisi: questo, in brevissima sintesi, il progetto Un palcoscenico fra terra e mare presentato alcuni giorni fa e che ha per capofila il Teatro della Tosse.

    Un progetto appena avviato, che – come spiegato nel comunicato stampa di presentazione – «nasce dalla reciproca stima tra queste diverse realtà e dalla compatibilità del lavoro svolto (…) L’intenzione è di presentarsi al territorio come un insieme organico con lo scopo di ampliare il pubblico e aumentare la diffusione della cultura dello spettacolo dal vivo, condividendo le proprie risorse. Inoltre, sempre nell’ottica di una riduzione dei costi si vuole iniziare a progettare e co-produrre eventi da inserire nelle rispettive programmazioni». Proprio il concetto di “fare rete” è assai presente nelle realtà culturali cittadine, come dimostrano portali istituzionali quali GenovaTeatro, l’adesione a iniziative internazionali come Creative Cities e i primi passi verso una consulta regionale dello spettacolo dal vivo.

    Chi fa parte di Un palcoscenico fra terra e mareIl teatro del centro storico aderisce con la rassegna La Tosse d’estate, che proprio in questi giorni porta in scena ai Giardini Luzzati lo spettacolo Il gran bazar delle Mille e una Notte. A esso si uniscono il Teatro Cargo di Voltri con Teatri e paesaggi (progetto che si svolge a Bogliasco) e il Teatro Garage di San Fruttuoso con la rassegna estiva di cabaret Ridere d’agosto… ma anche prima, giunta alla 23a edizione.

    Teatro di strada e danza con Circumnavigando Festival (la prossima edizione si terrà dal 20 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014) e Corpi Urbani / Urban Bodies a cura dell’Associazione ARTU (7-14 settembre tra Genova e Finale Ligure). Musica dal mondo con il Festival musicale del Mediterraneo e gli spettacoli all’aperto di Lunaria Teatro con il Festival In una Notte d’estate (11 luglio – 16 agosto 2013). C’è infine anche spazio per eventi non genovesi come Aria Festival, attivo dal 2007 a Vernazza.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Welfare e Terzo Settore: il Comune prova a far tornare i conti

    Welfare e Terzo Settore: il Comune prova a far tornare i conti

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    Dopo la seduta monotematica della scorsa settimana dedicata alla sicurezza, anche la prossima convocazione in Consiglio comunale, secondo voci di corridoi spostata da martedì a giovedì pomeriggio per consentire la presenza dell’assessore Dameri, ha un solo, delicato tema all’ordine del giorno, ovvero il welfare e i fondi da destinare al variegato e vitale mondo del terzo settore, i cui rappresentanti presenzieranno in massa ai lavori dell’aula.

    Per la prima volta nell’attuale ciclo amministrativo, quello cioè che vede ai vertici di Palazzo Tursi Marco Doria, la discussione prenderà il via da una delibera di indirizzo di iniziativa consigliare, come previsto dall’art. 51 del Regolamento del Consiglio comunale di Genova. Una rarità per la Sala Rossa. Si tratta di un documento con cui i consiglieri, in questo caso bipartisan, mirano a porre dei paletti vincolati per la giunta circa la redazione del bilancio previsionale per il corrente anno che dovrebbe essere approvato prima della pausa estiva.
    Se, come probabile, la delibera di Consiglio dovesse ottenere la maggioranza, sindaco e assessori si troverebbero costretti a garantire al comparto del welfare, anche per il 2013, la stessa entità di fondi stanziati lo scorso anno, ovvero poco più di 40 milioni di euro. Una cifra che creerebbe non pochi problemi nella redazione definitiva del bilancio, considerato che rispetto al 2012 da Roma arriveranno 31 milioni in meno nelle casse di Tursi. Un buco che non sarebbe totalmente ripianato neppure con l’aumento di un punto percentuale sull’Imu. La giunta, dunque, si troverà di fronte a scelte molto delicate e, con ogni probabilità, sarà costretta a prendere provvedimenti poco popolari: ad esempio, il taglio degli extra per i dipendenti comunali che potrebbe garantire un tesoretto di circa 6 milioni di euro.«Si tratta – spiega Enrico Pignone, capogruppo Lista Doria – dell’ennesimo tentativo di riportare il dibattito politico all’interno della Sala Rossa. Le maggioranze forti che si sono succedute nei cicli amministrativi precedenti hanno fatto perdere incisività alle discussioni in assemblea. Ma, soprattutto per questioni sociali in cui non esiste necessariamente una contrapposizione partitica, è giusto che i problemi vengano affrontati pubblicamente in Consiglio. La Sala Rossa non può essere solo la valvola di sfogo per le proteste di cittadini e associazioni che ogni settimana assiepano le tribune, non sempre in maniera opportuna. Anche perché se non arrivano i trasferimenti dal governo non si può sempre addossare la colpa al sindaco e al Comune».

    Trattandosi di un provvedimento trasversale, la delibera non dovrebbe trovare troppi ostacoli al suo passaggio. Tuttavia, la discussione di domani servirà ai consiglieri per manifestare i propri intendimenti circa le iniziative concrete da intraprendere e i settori su cui abbattere la scure dei tagli. E qui si attendono scintille, anche all’interno della maggioranza. Da un lato, infatti, la posizione di parte del Pd che vede di buon grado l’inserimento di una logica concorrenziale nel mondo delle cooperative sociali e del terzo settore più in generale; dall’altra, la posizione della Lista Doria contraria a un sistema che rischierebbe di favorire sempre i soliti soggetti, magari già avvantaggiati dal punto di vista fiscale. Nel mezzo, o meglio, all’esterno, la protesta dei sindacati e del Forum del Terzo Settore che manifesteranno il proprio malessere.

     

    Consiglio Comunale: quali strumenti a disposizione dei consiglieri?

    La delibera di Consiglio è solo uno dei molteplici strumenti con cui i rappresentati dei cittadini genovesi stanno esercitando i propri compiti di controllo sull’operato dell’amministrazione.

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    Nelle scorse settimane, infatti, abbiamo più volte fatto riferimento a termini tecnici come articoli 54, articoli 55, ordini del giorno, emendamenti, interpellanze e mozioni. Lo abbiamo già fatto in altre occasioni, ma in una giornata come quella di oggi che vede il Comune impegnato in una scelta importante per il futuro della nostra città, ci sembra utile cercare di fare nuovamente chiarezza sulle iniziative che i consiglieri possono intraprendere all’interno della Sala Rossa.

    Andiamo con ordine, partendo da uno degli strumenti più sfruttati e che più volte abbiamo avuto modo di citare nei nostri articoli da Palazzo Tursi. Stiamo parlando degli articoli 54, ovvero le interrogazioni a risposta immediata che contraddistinguono, di norma, l’ora (anche nota con il termine anglosassone di question time) precedente i lavori ordinari dell’assemblea. Si tratta di chiarimenti su argomenti di attualità e di competenza dell’amministrazione comunale, richiesti da uno o più consiglieri in forma scritta ma illustrati oralmente, a cui fanno seguito le risposte degli assessori competenti, con possibilità di replica per i proponenti.  Uno strumento che spesso viene sfruttato dai consiglieri solamente per avere un po’ di visibilità in più, ma che, in realtà, è anche uno dei metodi più efficaci con cui i cittadini, tramite i propri rappresentanti in Sala Rossa, possono chiedere conto agli assessori competenti e all’amministrazione più in generale, di determinate problematiche che li riguardano e che interessano la vita della città.

    All’inizio di ogni seduta, il presidente può prendere o concedere la parola per brevi dichiarazioni su fatti recenti di particolare importanza. Inoltre, secondo il quarto comma dell’articolo 55, in apertura dei lavori è “sempre consentito al sindaco fare dichiarazioni di particolare importanza per la Civica Amministrazione” per un tempo massimo di 10 minuti. L’intervento del primo cittadino può essere preceduto dalle dichiarazioni di un rappresentante per ciascun gruppo consigliare, per un massimo di 5 minuti a testa. Una situazione che abbiamo visto poche settimane fa, in occasione della discussione sul Terzo Valico.

    Tecnicamente organizzate come gli articoli 54, le interpellanze sono atti a carattere ispettivo, domande rivolte a sindaco o giunta per conoscere i motivi o gli intendimenti della loro condotta in merito a un provvedimento o a un comportamento amministrativo.

    Da non confondersi con l’ordine del giorno della seduta, che indica appunto l’elenco degli argomenti in discussione durante una determinata convocazione, l’ordine del giorno inteso come iniziativa di uno o più consiglieri è un atto di indirizzo con cui si impegna l’amministrazione a intraprendere un determinato comportamento o azione di governo su un provvedimento in esame. Non comporta effetti giuridici immediati ma va piuttosto considerato alla stregua di un documento accessorio alla discussione in corso.

    A metà strada tra la delibera di indirizzo e l’ordine del giorno, si collocano le mozioni. Si tratta di proposte di deliberazioni, con cui i membri della Sala Rossa esprimono la propria posizione su argomenti di particolare rilevanza per spronare la discussione e/o impegnano sindaco e giunta al compimento di atti e all’adozione di iniziative di propria competenza su questioni cogenti.

    Tra le altre azioni a disposizione dei consiglieri avrete sicuramente letto più volte i termini emendamento e dichiarazioni di voto, di comprensione molto più immediata rispetto agli altri. Nel primo caso, si tratta di proposte di modifica dei documenti da deliberare, su cui, prima della votazione in aula, la giunta è chiamata a manifestare il proprio orientamento. È uno degli strumenti più utilizzati, insieme con gli ordini del giorno, come pratica ostruzionistica. Le dichiarazioni di voto, invece, altro non sono che l’illustrazione delle motivazioni che porteranno un gruppo consigliare a votare a favore o contro un determinato provvedimento; a essi, possono aggiungersi gli interventi di consiglieri che si dissocino dall’orientamento del proprio gruppo di appartenenza.

    Per il momento ci fermiamo qua, senza alcuna pretesa di essere stati esaustivi ma con la speranza di aver aiuto qualche lettore a districarsi tra i tecnicismi che caratterizzeranno la lunga giornata di oggi in quel di Palazzo Tursi.

     

    Simone D’Ambrosio

    [foto di Daniele Orlandi]

  • In territorio nemico: il romanzo collettivo presentato a Genova

    In territorio nemico: il romanzo collettivo presentato a Genova

    in-territorio-nemicoGiovedì 11 luglio 2013 il centro sociale Zapata e Aut Aut 357 organizzano un evento all’aperto in via Balbi, nella piazzetta antistante la Biblioteca Universitaria di Genova: Vanni Santoni – fondatore del sito web e metodo di narrazione Scrittura Industriale Collettiva – presenta In territorio nemico, romanzo scritto da 115 autori sul tema della Resistenza.

    «I partigiani stanno per tornare nella letteratura italiana e perdio sono armati fino ai denti (oltre che supportati dal sangue di 114 scrittori e dall’acciaio di 1 industria pesante)»

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)