Categoria: Notizie

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  • Non giochiamoci Sampierdarena: due giorni per la campagna anti slot

    Non giochiamoci Sampierdarena: due giorni per la campagna anti slot

    new_slot_doubleSabato 6 e domenica 7 luglio 2013 si svolge la due giorni di eventi Non giochiamoci Sampierdarena, organizzato dal Circolo Chico Mendes a sostegno della campagna diffusa da tempo in città – e sostenuta da Comune e Municipi – in opposizione al proliferare di sale da gioco e slot machine nei bar e locali pubblici.

    Programma
    Sabato 6 luglio: ore 16.30 davanti a una delle sale slot di via Molteni un torneo di cirulla finalizzato a riaffermare il senso di un gioco “sano” come quello delle carte, in contrapposizione al gioco d’azzardo.

    Domenica 7 luglio: ore 17 festa a tema no slot in Villa della Fortezza (via Palazzo della Fortezza) con prodotti tipici e proiezione del documentario Per molti euro in più.

    La partecipazione è gratuita e aperta a tutta la cittadinanza del quartiere.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Centro Storico, il tour guidato dei locali sfitti e abbandonati

    Centro Storico, il tour guidato dei locali sfitti e abbandonati

    centro-storico-vicoli-3“Abbandona la retta via, riscopri memoria storica, diversità culturale e spazi dimenticati”: questo il nome dell’evento che si svolgerà domani, 6 luglio 2013, a partire dalle ore 16, con ritrovo davanti alla cattedrale di San Lorenzo. Lungo tutta la giornata, una serie di eventi e iniziative, con un ricco programma. La provocazione a lasciare “la retta via” è stata lanciata dai ragazzi della Ex Latteria Occupata, al 39 rosso di Stradone Sant’Agostino, a due passi dalla Facoltà di Architettura. Il loro invito, quello di soffermarsi a guardare i tanti locali sfitti e gli spazi abbandonati che popolano il centro storico genovese, e di prendere atto che si tratta di un tesoro che noi tutti cittadini ignoriamo e di cui non siamo consapevoli.

    I ragazzi –in collaborazione con varie associazioni attive per il recupero del centro: Il Ce.Sto, Quick San Bernardo, Liberi Giardini di Babilonia, Il Pentolino– hanno in programma per domani una serie di eventi, in tour per le vie del centro. Si parte davanti alla cattedrale di San Lorenzo alle ore 16, con un laboratorio creativo per bambini organizzato dall’associazione Il Pentolino, per la creazione di strumenti musicali. Si prosegue alle 16.30 con la passeggiata vera e propria “alla (ri)scoperta di fondi sfitti e luoghi liberati”: in questa occasione, i partecipanti –in protesta contro le ormai troppe saracinesche abbassate dei vicoli genovesi- ricopriranno le serrande con cartelloni bianchi e li coloreranno, con il coinvolgimento e l’aiuto da parte dei bambini. E ancora, tappa per la merenda alla chiesa di Santa Maria in Passione, con tanto di mostra fotografica sul passato del quartiere: in questa occasione, l’associazione Giardini di Babilonia cercherà di sensibilizzare riguardo al caso della chiesa di Santa Maria in Passione, altamente degradata e oggi inaccessibile a causa dei cancelli e sbarramenti di un vecchio cantiere, che ancora ostacolano la viabilità ma che, qualora rimossi, garantirebbero il passaggio, senza pregiudicare la sicurezza di visitatori e passanti. Ancora, la cena multietnica in Piazza Sarzano, un mix di sapori tra oriente e occidente, con un’altra mostra di foto storiche della piazza. La cena è organizzata dai ragazzi del VaD – Voce al Deledda, del liceo scientifico Deledda di Via Bertani che, composto da studenti di diverse nazionalità e varia provenienza, cercano di dimostrare come sia possibile e auspicabile un’unione armonica di varie culture, per arricchire e non dividere. Per finire, tanta musica e jam session organizzata dai ragazzi dell’Ex Latteria, aperto a tutti coloro che vogliono partecipare in qualità di musicisti o semplici ascoltatori.

    «All’inizio avevamo in programma di organizzare due giornate di eventi -così commentano i ragazzi- e di prolungare le iniziative anche a domenica 7 luglio, tuttavia, le altre associazioni della rete si sono viste costrette a rinunciare per il grande impegno che avrebbe significato. Noi abbiamo comunque mantenuto un programma anche per domenica pomeriggio. L’evento si chiama “E…state con la Latteria”: a partire dalle 16-16.30, fino alla sera, proponiamo laboratori di chitarra e tai chi all’aperto in Piazza Sarzano e in questa occasione dipingeremo anche le saracinesche della Latteria. Da mesi ci interroghiamo e confrontiamo sulle esigenze di chi vive il nostro quartiere, fatto di serrande abbassate, strade deserte e luoghi sfitti o abbandonati, ma anche di tante esperienze sociali che, nella loro quotidianità, agiscono in maniera indipendente e riempiono di cultura e socialità i propri contesti. Abbiamo deciso di percorrere un terreno comune, fare rete, agire insieme per prenderci cura dei nostri spazi»

    EX LATTERIA OCCUPATA 39 ROSSO

    latteria-occupata-sant-agostinoI ragazzi della Ex Latteria Occupata danno il buon esempio e provano a sensibilizzare la cittadinanza verso la riscoperta dei locali abbandonati della città, patrimonio sottovalutato. Da oltre un anno, un piccolo gruppo di quelli che oggi frequentano abitualmente il centro di Stradone Sant’Agostino ha deciso di insediarsi all’interno degli spazi del locale che storicamente ospitava la latteria di quartiere. Il fondo, ci raccontano, apparteneva originariamente e da oltre trent’anni all’Università di Genova, che però non lo valorizzava e non lo impiegava in nessun modo. Il 7 ottobre 2011, nel corso di una manifestazione studentesca, il primo nucleo di persone si è stabilito nel locali, dando vita al collettivo e iniziando l’autogestione degli spazi. L’iniziativa era voluta soprattutto per creare un punto di ritrovo e aggregazione giovanile “alternativo” nella zona, e per ridare lustro al locale, totalmente lasciato a se stesso. Nonostante le iniziali ritrosie dei proprietari (l’Università -inizialmente favorevole, dopo contraria- li aveva invitati a sgomberare e ad abbandonare lo spazio), oggi sono riusciti ad insediarsi stabilmente e con successo: lo dimostrano le numerose iniziative che organizzano (dai corsi di chitarra, a quelli di arti marziali, cineforum, mostre fotografiche, mercatino del libro usato per incentivare lo studio e l’autoformazione ecc., il tutto rigorosamente gratuito), l’attenzione, la popolarità e la buona nomea che si sono ormai guadagnati nel quartiere. Inoltre, il lavoro si sensibilizzazione civica tra i loro coetanei e l’attenzione per problemi di amministrazione e gestione degli spazi pubblici: sondando gli umori generali, ogni lunedì dalle 19.30 organizzano assemblee aperte a tutti per discutere dei cambiamenti di Sarzano e Sant’Agostino (dal ritardo sull’apertura del nuovo mercato, all’ipotesi ventilata di creare un parcheggio nella piazza), e non solo.

     

    Elettra Antognetti

     

    PROGRAMMA

    Ore 16: laboratorio creativo per bambini con costruzione di strumenti in piazza San Lorenzo, a cura dell’associazione Il Pentolino

    ore 16.30: partenza passeggiata nel centro storico alla (ri)scoperta di fondi sfitti e luoghi liberati
    ore 18.30: merenda davanti la chiesa di Santa Maria in Passione con mostra fotografica sul passato del quartiere, a cura dell’associazione Giardini di Babilonia

    ore 20: in piazza Sarzano, cena multietnica tra oriente e occidente, con mostra fotografica e foto storiche della piazza, a cura di VaD – Voce al Deledda

    A seguire, jam session e serata musicale

  • Provini per attori di serie tv: a Genova nuovo casting per Copernico

    Provini per attori di serie tv: a Genova nuovo casting per Copernico

    teatro-instabileMartedì 9 luglio 2013 si svolge un nuovo casting per la terza stagione televisiva Copernico, la sit com targata Belo Horizonte in onda sul canale Comedy Central di Sky ogni domenica alle 23. I provini si terranno presso il Teatro Instabile di via Cecchi a partire dalle 10 e sono rivolti a giovani comici. Per iscriversi telefonare al numero 335 5900238. Ogni partecipante dovrà proporre uno sketch della durata massima di 5 minuti. Belo Horizonte – marchio con patrocinio della Regione Liguria – propone ogni anno laboratori per attori comici, i cui partecipanti sono approdati non solo a Copernico, ma anche ad altre trasmissioni televisive di punta. La direzione artistica di Belo Horizonte è di Marco Fojanini, anche ideatore del format Copernico.

  • Via Luccoli, lavori in corso: il giallo della pavimentazione “storica”

    Via Luccoli, lavori in corso: il giallo della pavimentazione “storica”

    Centro Storico di Genova, negozi chiusiComparsa nei giorni scorsi sulle prime pagine dei quotidiani locali a causa di un’esplosione che, oltre a una grande paura, non ha comportato particolari gravi conseguenze, via Luccoli è interessata in questi mesi da ingombranti lavori di manutenzione ad opera di Genova Reti Gas. Nel vicolo che conduce da piazza Fontane Marose a piazza Soziglia sono in via di sostituzione le vecchie tubature in ghisa con i nuovi condotti di polietilene. Un’opera che, nel complesso, coinvolge la città per almeno 50 km di scavi all’anno. Ma, come spesso accade per interventi invasivi di questa portata, il pensiero va immediatamente ai disagi che abitanti ed esercenti della zona dovranno subire e alle modalità e alla cura con cui verrà ripristinata la strada occupata dai cantieri.

    Per quanto riguarda via Luccoli, la questione è stata affrontata nell’ultima seduta del Consiglio comunale, nello spazio riservato agli articoli 54, ovvero le interrogazioni a risposta immediata durante le quali uno o più consiglieri chiedono alla giunta di fare luce su alcune problematiche della città. L’assessore ai Lavori pubblici e Manutenzioni, Gianni Crivello, ha sottolineato come, in questo caso, il Comune e gli enti coinvolti nei lavori siano stati parecchio sensibili alle istanze dei cittadini: «Prima di procedere con la sostituzione delle tubature vetuste come imposto dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas – ha detto Crivello in Sala Rossa – abbiamo avuto una lunga fase preparatoria dell’intervento in via Luccoli, concordando il cronoprogramma con tutti i soggetti coinvolti, dal Municipio ai Civ, dalle associazioni di cittadini alla Polizia Municipale». Per non gravare eccessivamente sulle attività economiche della zona, evidentemente ostacolate dai lavori di manutenzione, la Civica amministrazione ha deciso di strutturare i lavori in due lotti tra loro separati nel tempo. Il primo, iniziato a fine maggio e attualmente in corso, interessa un tratto di circa 170 metri, da piazzetta Luccoli fino a piazza Soziglia, e si concluderà a settembre. «A questo punto – spiega Crivello – i lavori saranno sospesi per non ostacolare i commercianti con l’avvicinarsi del periodo natalizio». Il secondo tratto, che da piazzetta Luccoli sale fino all’incrocio con piazza Fontante Marose per circa un centinaio di metri, riprenderà a fine gennaio 2014 e dovrebbe terminare entro il mese di aprile. «Per entrambi i lotti – assicura l’assessore – gli scavi non saranno mai più lunghi di 15 metri per tratto, in modo da limitare i disagi allo stretto indispensabile. Inoltre, se per gli scavi si interviene in ore diurne, il ripristino della pavimentazione avverrà dalle 19 alle 24, per non impedire il passaggio dei pedoni, dei mezzi di servizio Amiu e di soccorso, nonché dei rifornimenti merci».

    Dopo via Garibaldi, torna la polemica sulla pavimentazione

    pavimentazione-vicoli-d5Pavimentazione nel Centro Storico

     

     

     

     

     

     

     

    I problemi non finiscono qui. I consiglieri Carattozzolo (Pd), Lauro (Pdl) e Rixi (Lega) hanno mostrato una forte preoccupazione per il ripristino del selciato originario, parte integrante del prestigio di via Luccoli. Attualmente, infatti, terminati gli scavi e la sostituzione delle tubature, la copertura sta avvenendo con una colata di cemento. «Ma figuriamoci se lasciamo via Luccoli con una colata di calcestruzzo» ha tuonato Crivello. «Si tratta naturalmente di un passaggio transitorio che garantisce la calpestabilità, in attesa che si assesti il terreno per poter procedere con il ripristino delle lastre storiche. Operazione che, tra l’altro, inizierà a breve. Naturalmente con la sostituzione di quelle in cattivo stato o accidentalmente danneggiate durante i lavori. Prima di dare il via all’ennesima polemica, certi consiglieri dovrebbero informarsi e capire che tutti i lavori di manutenzione in strade di interesse storico come via Luccoli sono assolutamente vincolati dal parere della Soprintendenza per i beni architettonici, che ha concesso il nulla osta di legge per l’intervento e che controlla costantemente l’evolversi dei cantieri». Come a dire: se si dovesse perpetrare qualche danno all’aspetto originale della via, interverrebbero subito sanzioni e vincoli al ripristino.

    Ma a scaldare gli animi è stata soprattutto la questione della pavimentazione di via Luccoli. Il capogruppo del Pdl, Lilli Lauro, ha ricordato, infatti, come il danno irreparabile fosse già stato fatto negli anni ’90 dalla giunta Pericu: «Durante i lavori per le Colombiane del ’92 si decise di sostituire le storiche lastre di pietra corsa del 1700 con falsi storici in cemento». Ma c’è di più: «I blocchi storici sono poi stati regalati nel ‘97 da Pericu al Comune di Pontremoli, dove ancora oggi è possibile trovare la targa di ringraziamento a Genova per la preziosa donazione. Peccato che, negli anni a venire, per recuperare una pavimentazione di valore in piazza De Ferrari si è dovuto spendere 1,5 milioni di lire al metro quadro. Una spesa folle e assolutamente evitabile, magari proprio con il selciato originario di via Luccoli. Mi sembra, allora, doveroso capire come si interverrà adesso».

     

    Simone D’Ambrosio

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Centro storico, legalità e diritti: federazione associazioni e comitati

    Centro storico, legalità e diritti: federazione associazioni e comitati

    vigne-centro-storico-vicoliUn soggetto unico pronto ad instaurare un dialogo costruttivo con le istituzioni per il rilancio del centro storico. È il senso dell’iniziativa messa in atto da associazioni e comitati – tra le quali Associazione Centro Storico Est (Assest), Associazione L.Robotti S.Torpete, Massoero 2000, Osservatorio Prè-Gramsci, Assoutenti – riunitesi in una federazione aperta all’adesione di altre realtà del territorio. «Pensiamo che il centro storico, indipendentemente dalle singole specificità di ogni zona, sia accomunato da un problema generale – spiega Giancarlo Bertini di Assest – quello di non avere un piano complessivo per rilanciarlo». Insomma, è assente qualunque progetto, soprattutto a lungo termine. «Al contrario, si agisce solo con interventi estemporanei per risolvere le emergenze del momento – continua Bertini – così è nata l’idea di una federazione che raggruppi le varie realtà associative. Il gruppo è aperto a nuove adesioni, infatti, invitiamo i comitati della Maddalena e di altri quartieri ad unirsi a noi».

    La federazione, secondo i promotori, permetterà loro di confrontarsi con l’amministrazione presentandosi quale unico interlocutore, in modo tale da “pesare” di più nel dibattito pubblico sul futuro del centro storico. «Siamo convinti che alcune scelte siano dettate da interessi di lobby– sottolinea Bertini – le piccole associazioni contro queste importanti influenze possono fare ben poco. Così, forse, avremo maggiore voce in capitolo». Proponendo delle soluzioni per immaginare un centro storico vivibile, pulito e sicuro, che torni a dare lustro alla città. L’aspetto fondamentale è coniugare il diritto a sicurezza e vivibilità dei residenti con l’attenzione ai soggetti più deboli (dai senza dimora agli stranieri irregolari, ecc.), agendo sempre in una cornice di legalità e diritti per tutti.

    Nel documento stilato dalla neonata associazione sono numerosi gli spunti. «A proposito di bellezza occorre intervenire sul degrado. Riparare la pavimentazione ripristinando il selciato originale senza l’asfalto è possibile. Molte di tali brutture sono la conseguenza di lavori sulle infrastrutture. Il Comune si decida a risalire alle responsabilità, obbligando le imprese al ripristino». Per migliorare l’igiene, invece, serve una migliore organizzazione della gestione dei rifiuti che preveda il coinvolgimento attivo della comunità. «La raccolta differenziata porta a porta appare l’unico sistema efficace in grado di raggiungere in poco tempo su larga scala percentuali oltre il 70%».
    Le piazze devono essere liberate dalle automobili e utilizzate per attività culturali, ricreative, concerti e come punto di partenza delle visite guidate. In questo senso il patrimonio culturale storico-artistico rappresenta il volano principale. «È necessario favorire il turismo di qualità con la realizzazione di percorsi coadiuvati da supporto logistico, dall’estensione del wi-fi, da un rapporto diverso con i crocieristi che sbarcano a Genova. Occorre coinvolgere le numerose realtà del quartiere, pensiamo agli eventi di musica classica di Don Farinella, ai Mercoledì del Castello sulla storia di Genova, alla scuola di danza orientale, alla scuola di Cinema e recitazione, alla musica d’autore, alle manifestazioni organizzate alla Commenda di Prè dall’associazione amici dell’Oratorio, al progetto del museo della Stampa, ecc. Le piazze vanno frequentate e non solo transitate, così gli spazi deserti di piazza Caricamento possono divenire un ponte tra Expo e carruggi».

    Non poteva mancare un richiamo al diritto al riposo notturno, una delle maggiori criticità per i residenti. «A notte inoltrata le misurazioni del rumore nelle case (con finestre chiuse) effettuate negli ultimi due anni dall’apposito nucleo dei vigili urbani nelle zone interessate dalla movida ed elaborate di concerto con l’Università, raccontano una storia di superamento, e di molto, della soglia di interruzione del sonno (60dBA), dalle ore 23 alle 5 di mattina: una violazione della legge e del diritto primario all’integrità psicofisica. Saniamo l’emergenza: rinnoviamo la richiesta di chiusura al sabato alle ore 1,30, gli altri giorni alle ore 0,30, contestualmente alla presenza di vigili in funzione preventiva».
    Infine, a proposito di dialogo e condivisione «Bisogna estendere a tutto il centro storico i punti presenti nel Patto per Prè, del quale ribadiamo l’alto valore civile ed auspichiamo una piena e completa attuazione da parte della Giunta comunale. I contenuti richiamano al rispetto delle regole del vivere insieme come condizione della convivenza libera dall’assillo della paura. Rispetto della legalità e attenzione ai più deboli devono marciare di pari passo, senza sovrapporsi ai diritti dei cittadini residenti».
    La federazione invita l’amministrazione ad «Indire nuovi bandi per l’assegnazione dei locali comunali, senza preclusione per attività di somministrazione e ristorazione, purché sia salvaguardata la qualità degli esercizi commerciali di nuova apertura nell’area di Prè, ricercando il rispetto degli aspetti storico, architettonici e paesaggistici. Inoltre, si proceda con l’assegnazione degli alloggi comunali attualmente sfitti».

     

    Matteo Quadrone

  • Arcipelago Scec, moneta locale: continua il progetto a Genova

    Arcipelago Scec, moneta locale: continua il progetto a Genova

    scec3Prosegue anche a Genova l’attività di Arcipelago Scec, il progetto di moneta locale e complementare all’Euro, diffusa per sfidare la crisi e sostenere le attività commerciali del territorio.

    Su Era Superba ne abbiamo parlato per la prima volta alcuni mesi fa interpellando Enzo Cirone, referente per Liguria e Toscana di Arcipelago Scec. Un tema che da un lato si può legare ai dibattiti sul futuro dell’Euro, ma che è al tempo stesso svincolato da teorie economica: lo Scec non si pone in contrasto con la moneta corrente, ma la accompagna per valorizzare l’economia locale e aumentare il potere d’acquisto di consumatori e famiglia.

    Pur non essendo convertibile in denaro, ogni Scec ha con l’Euro un rapporto 1:1, ossia 1 Scec vale 1 Euro, 2 Scec valgono 2 Euro e così via. Dal punto di vista fiscale lo Scec è assimilabile a un buono sconto: chi si reca in un bar, dall’elettrauto o in una qualunque altra attività commerciale aderente, pagherà infatti in Scec solo una percentuale minima dell’importo totale (di solito 5, 10 o 20%). L’iscrizione ad Arcipelago Scec è gratuita e permette di ricevere – appunto all’atto dell’iscrizione – una somma di 100 Scec, cartacei o su conto elettronico.

    Attualmente (dato aggiornato al 3 luglio 2013) a Genova Arcipelago Scec conta 215 fruitori – ossia consumatori che pagano in Scec – 65 accettatori – ovvero attività commerciali o liberi professionisti che accettano Scec come forma di pagamento e 12 soci sostenitori – che operano attivamente per far conoscere lo Scec e sostenerne la diffusione sul territorio.

    Per maggiori informazioni in merito si può inviare una mail ad arcipelagoscecgenova@gmail.com o iscriversi alla pagina Facebook “Arcipelago SCEC Liguria”, che a oggi conta quasi 500 like. Si stanno inoltre organizzando, con cadenza periodica, incontri sul territorio per spiegare lo Scec a esercenti e cittadini (l’ultimo si è svolto ieri sera, mercoledì 3 luglio, alla Asd Vignocchi di Boccadasse).

    Marta Traverso

    (foto dell’autore)

  • Brignole e Principe, restyling stazioni ferroviarie: lo stato dei lavori

    Brignole e Principe, restyling stazioni ferroviarie: lo stato dei lavori

    stazione-brignole-EUn iter burrascoso e travagliato, quello che riguarda i lavori di ristrutturazione delle due principali stazioni genovesi, Brignole e Piazza Principe. I lavori hanno preso il via il 4 dicembre 2008: “Appalto integrato per lavori di riqualificazione ed adeguamento funzionale degli edifici di stazione e delle opere infrastrutturali  complementari”, questa la dicitura esatta relativa agli interventi previsti, oltre che nei due poli genovesi, anche nelle stazioni di Milano Centrale e Torino Porta Nuova. L’importo totale? 57 milioni 183 mila 497,17 euro.

    Il progetto è finanziato e coordinato dal gruppo Grandi Stazioni, società di servizi controllata al 60% da Ferrovie dello Stato Italiane e al 40% da Eurostazioni SpA, incaricata di riqualificare le 13 principali stazioni ferroviarie italiane e ridare lustro a stazioni ottocentesche, dotandole di infrastrutture e impianti adeguati al ventunesimo secolo: oltre a Genova, Milano Centrale, Torino Porta Nuova, Venezia Mestre e Venezia S. Lucia, Verona Porta Nuova, Bologna Centrale, Firenze S. Maria Novella, Roma Termini, Napoli Centrale, Bari Centrale, Palermo Centrale. A Genova, oltre alle due citate, era inizialmente previsto anche un programma per la riqualificazione della stazione di Sampierdarena, mai attuato.

    Dopo varie vicissitudini e proroghe, la data di fine lavori nelle stazioni di Genova è stata fissata per il 27 dicembre prossimo: altri 3 mesi dopo l’ulteriore ed ennesima proroga –datata settembre 2013-. Pensare che originariamente –e ingenuamente- si era parlato di ottobre 2011. Poi, le emergenze archeologiche a Principe, che avevano spostato la dead line a marzo 2012. Poi è degenerato tutto. Adesso è valido il termine di fine 2013, ma si tratta di una probabilità concreta o piuttosto di un miraggio, una chimera, una bufala?

    Brignole e Principe, i cantieri e i ritardi

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    I lavori, a cura degli architetti Marco Tomino, Massimo Antonelli e Lorenzo Pagnoncelli rispettivamente per la parte architettonica, strutturale e impiantistica, sono seguiti dalla ditta Guerrato SpA, impresa appaltatrice. All’apertura dei cantieri i lavori erano stati affidati da Grandi Stazioni ad una ATI (Associazione Temporale di Imprese) con capofila, all’epoca, Dec: impresa barese attiva nel campo delle costruzioni civili sia pubblico che privato che, dopo essersi aggiudicata l’appalto, era andata incontro a difficoltà economiche e legali (una vertenza giudiziaria a suo carico per l’inadempienza nel pagamento degli operai, che aveva costretto alla cassa integrazione in deroga per i 22 lavoratori della Dec e avvio della procedura per recuperare gli stipendi non pagati dal gennaio 2012), che l’avevano portata a fuoriuscire dalla ATI. Il percorso non è stato breve e indolore: nell’aprile 2012 l’accordo per la risoluzione del contratto e l’uscita della Dec, con subentro della Guerrato SpA di Rovigo in funzione di capofila, affiancata da Sacim, in amministrazione straordinaria.

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    Già all’interno dell’ATI originaria, la Guerrato era all’epoca l’unica azienda solida in grado di assumersi questo compito e di favorire questo passaggio, evitando all’amministrazione di riemettere un nuovo bando europeo (con un ulteriore slittamento dei lavori a fine 2014-metà 2015). Dopo la crisi di Dec, il tracollo: i lavori avevano subito uno stop di molti mesi deciso dalla società Grandi Stazioni, cui mancavano le garanzie necessarie sulla stabilità delle aziende coinvolte; per le aziende in subappalto (una ventina) c’erano da pagare circa 2,6 milioni di lavori arretrati. Fortunatamente il peggio è stato scongiurato e i cantieri sono stati riavviati nell’agosto 2012 (anziché a maggio, come previsto), con l’accordo siglato a luglio dall’allora Assessore ai Trasporti Enrico Vesco e il responsabile di Grandi Stazioni. I lavori sono, però, ripresi a pieno regime a partire dal mese di ottobre.

    Sindacati e Regione, inoltre, si erano accordati per far ottenere i pagamenti arretrati ai lavoratori e per mantenerne l’impiego. Alla fine, il tutto si era risolto con la cassa integrazione per 19 operai, la corresponsione di arretrati e contributi, la riassunzione con contratto a termine offerto dalla Guerrato (a scadenza a luglio 2013 per una parte dei lavoratori, e dicembre 2013 per altri).

    Le difficoltà dei lavoratori

    stazione-principe-lavori-3-EAd oggi, tuttavia, i lavori non sembrano avviarsi verso la fine. Il termine di fine lavori fissato entro dicembre 2013 non sembra credibile e tutto fa pensare che la ditta non riuscirà a rientrare nei tempi previsti. I lavori a Brignole e Principe, seppur “separati”, non possono che procedere in parallelo. Oggi basta fare un giro all’interno o nei pressi delle stazioni (come capita quotidianamente ai tanti pendolari, o in generale ai molti utenti ferroviari) per rendersi conto dello stato reale dei fatti.

    Ma qual è il motivo di questi rallentamenti? Eppure 57 milioni (e “spiccioli”) di euro sono già stati finanziati e ci dovrebbe essere tutto l’interesse per portare a termine quello che è stato iniziato. Supposizioni e voci non ufficiali adombrano la seguente spiegazione:

    Dopo il caso Dec, con sue le ambigue vicende giudiziarie, la colpa dei rallentamenti sulla tabella di marcia e delle mancanze sotto il profilo organizzativo erano state attribuite alla ditta pugliese, “colpevole” della cattiva gestione dei lavori. Ma anche dopo il passaggio alla gestione della Guerrato SpA la situazione non è cambiata di una virgola e la lentezza resta endemica, la Guerrato potrebbe quindi decidere di allungare ancora oltre, fino a trovare ditte disposte a entrare nel progetto e prendere in subappalto i lavori scaricando gli oneri finanziari sulle subappaltatrici sgravandosi dal pagamento della penale per il ritardo sui tempi previsti. Per il momento non è dato sapere se si tratta di argomentazioni fondate o di semplici illazioni: solo nei mesi prossimi si avrà il responso.

    lavori-cantiere-brignole-ENei cantieri, intanto, alcuni operai ironizzano: «Chiusura del cantiere nel 2013? Più probabile 2033. Qui i lavori non finiranno mai. All’inizio eravamo in 40 operai, attivi solo in questo cantiere; adesso siamo stati dimezzati e siamo in 40 in tutto, tra Brignole e Principe. Come si può pensare di riuscire a finire tutto il lavoro che ancora c’è da fare in pochi mesi? Impossibile pensare di compensare ora tutte le mancanze che ci sono state in questi anni».

    Per non parlare del problema dei continui licenziamenti e dello spettro della cassa integrazione. L’anno scorso molti operai sono stati mandati in cassa integrazione per oltre un anno; di recente altri sono stati licenziati e a fine novembre, a quanto apprendiamo, toccherà ad altri ancora.

    Gli operai in larga parte sono assunti tramite contratti a termine fatti tramite agenzia interinale che vengono rinnovati di mese in mese, o di 3 mesi in 3 mesi. Stando alle voci che circolano in cantiere, alla scadenza del contratto prevista per fine novembre dovrebbero arrivare i licenziamenti e ad alcuni colleghi sarebbe stato dato il benservito non più tardi della settimana scorsa. Inoltre… «Siamo troppo pochi e non riusciamo a lavorare, non si riesce a procedere».

    Lo stato dei lavori

    lavori-cantiere-stazione-principe-EA rilento e in ritardo, è vero. Ma pian piano qualcosa si è pur mosso. Dentro alla stazione di Brignole da qualche mese i lavori per la ristrutturazione della pavimentazione del sottopasso sono terminati, e l’impressione generale è migliorata (anche se a uno sguardo più attento si nota che il cantiere si è spostato dal corridoio all’ingresso, a ridosso della porta). Di Principe, purtroppo, non si può dire lo stesso e ancora il cantiere all’interno della stazione crea disagi ai viaggiatori e scompiglio generale.

    A Principe, comunque, sono già stati consegnati ai commercianti alcuni esercizi; inoltre, ultimati i nuovi uffici della Polizia Ferroviaria e rinnovata la parte impiantistica. A Brignole, pronto il nuovo Palazzo della Centralina di Controllo, che ospita il centro tecnologico di controllo Rfi. In entrambe le stazioni, a posto anche i pannelli di indicazione dei binari e gli schermi informativi, con buona pace di tutti i viaggiatori (o quasi).

    Ancora, entro la primavera del 2014, la consegna delle due aree di parcheggio a Principe e Brignole (qui i lavori, seguiti da ditte subappaltatrici, hanno subito ritardi a causa di un contenzioso con gli occupanti dell’area, mentre a Principe lo scavo è già stato fatto e i lavori sono iniziati), gli unici lavori che davvero sembrano proseguire di buona lena: ancora una volta il business dei parcheggi si rivela leader nel settore dell’edilizia.

    Il tunnel di collegamento fra la stazione ferroviaria e la metro a Principe (non previsto a Brignole) era dato per ultimato nei primi mesi del 2014, ma ancora non si sa se si resterà nei tempi. E poi, le “rifiniture” varie: oltre all’ultimazione di impianti, centrali elettriche, anche il restyling del sottopasso di Principe, la costruzione di nuove biglietterie (a Principe, a destra dell’attuale; a Brignole, al posto dell’edicola e del tabacchino) e centri commerciali. A Principe si punta soprattutto su servizi essenziali come ristorazione, edicole e tabacchi, mentre a Brignole sarà allestita una più grande area commerciale, e si presume saranno ospitati anche grandi brand come Calzedonia o Benetton, per rendere la stazione genovese più simile a quelle delle principali città italiane.

     

    Elettra Antognetti

    [foto dell’autore]

  • Sagra urbana: cibo, musica e spettacolo a Villa Bombrini

    Sagra urbana: cibo, musica e spettacolo a Villa Bombrini

    Villa BombriniGiovedì 4 luglio 2013 ha inizio a Villa Bombrini – Genova Cornigliano la sagra urbana: tre giorni all’insegna di prodotti tipici, appuntamenti musicali e spettacoli di teatro e arte di strada rivolti ad adulti e bambini.

    L’evento si svolge in collaborazione tra Circolo Arci Belleville, Circolo Barabini di Trasta, Circolo Arci 30 Giugno e Teatro del Piccione.

    Il programma della sagra urbana 2013 inizia dunque oggi (giovedì 4 luglio) con Minimo Festival, una serie di spettacoli dedicati all’arte di strada.

    Dalle 17.30 spettacoli che spaziano dalla giocoleria comica ai burattini, dall’acrobatica aerea alla clownerie, portando in scena solo artisti genovesi. Alle 21.30 il “vero e proprio” spettacolo di varietà, che comprende acrobatica aerea, giocoleria, musica, arti circensi e una Drag Queen. Infine, dalle 23, concerto di canzone popolare del Sud con Vito e le Orchestrine.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Primo Valico, ecco l’alternativa alla Tav Genova: il progetto

    Primo Valico, ecco l’alternativa alla Tav Genova: il progetto

    voltri-ferroviaPoco meno di 20 chilometri di tunnel alla base della catena dei Giovi per ridisegnare il Primo Valico – aperto nel 1852 per collegare Pontedecimo e Rigoroso (Arquata Scrivia) – evitando la ripida salita di Busalla, che raggiunge anche il 35‰ di pendenza. L’alternativa al tanto contestato Terzo Valico ha finalmente un volto, una proposta concreta. L’idea giunge dall’architetto Paolo Rigamonti, che si è ispirato alla filosofia svizzera di abbassamento dei trafori storici, “spostandoli” alla base delle asperità montuose, per diminuire la pendenza delle vie infrastrutturali. Un concetto che è stato fatto proprio anche dai rappresentati della Lista Doria, che hanno seminato un po’ di sconcerto in Consiglio comunale per essere andati almeno apparentemente contro le intenzioni del proprio sindaco, per il momento determinato a proseguire l’iter del Terzo Valico.

     

    Alla scoperta del Primo Valico: di che cosa si tratta?

    La proposta di Rigamonti e Lista Doria è molto semplice e punta al potenziamento dell’utilizzo di una linea già esistente e attualmente poco sfruttata a causa della sua tortuosità e della pendenza, che la rendono appetibile per i passeggeri solo nel tratto Pontedecimo-Busalla, mentre il percorso Rigoroso-Busalla è ottimizzato per le merci. Tutti ostacoli che, a detta dell’architetto, possono essere sormontati con interventi di gran lunga più semplici, economici e meno invasivi rispetto all’Alta Velocità Genova – Tortona – Milano. «Con un traforo lungo circa un terzo di tutte le gallerie previste per il Terzo Valico – spiega l’architetto – il Primo Valico potrebbe diventare una linea di ottima qualità, pur non potendosi definire linea veloce». Il percorso del tratto di montagna Pontedecimo – Rigoroso è di 35 km, a fronte di una distanza in linea d’aria di soli 18,5 km. Il dislivello tra i due punti estremi è di 170 m, con una pendenza media del 9,2‰ (contro il 12,5‰ del Terzo Valico), che lo rendono il passaggio appenninico più breve in assoluto.

    primo-valico-pendenza

    Una soluzione alquanto simile a un vecchio progetto preliminare di “direttissima dei Giovi” del 1966, che prevedeva di passare sulla sponda sinistra del Polcevera, per imboccare poi la galleria di valico poco a monte della confluenza tra il rio Secca e il Polcevera (con un tratto allo scoperto all’altezza di Serra Riccò) e uscire a Rigoroso, con uno sviluppo di circa 20 km. Una via oggi improponibile per ragioni di impatto, ma che condivide con il nuovo Primo Valico l’uscita ad Arquata, anziché il prolungamento fino a Novi.

    «Per contrastare sul nascere questa proposta – racconta Rigamonti – la Relazione di accompagnamento al progetto afferma la “imprescindibile necessità” di immettere su questa linea ben 138 treni/giorno già a partire dal 2006, a fronte dei 46 allora circolanti. Di qui la asserita necessità di realizzare una nuova linea. Un’evidente mistificazione, dato che i passaggi nel frattempo sono addirittura diminuiti». Tuttavia, la boutade di riservare una linea ai lavoratori che quotidianamente si spostano su quest’asse aveva fatto facilmente breccia nella politica della sinistra. «Peccato – commenta l’architetto – che poi ci si sia dimenticati di mettere in pratica questo potenziamento a vantaggio dei pendolari».

    «Certamente – prosegue Rigamonti – con il Primo Valico resta il problema di servire Voltri, che invece sarebbe ben collegato con il Terzo Valico. A questo fine, si deve prevedere una prosecuzione della bretella Voltri-Borzoli fino a San Quirico: una galleria pianeggiante di 6 km, che riprende in parte il tracciato del Terzo Valico e che uscirebbe all’altezza dell’isola ecologica, senza infastidire nessuno. Così si realizzerebbe una sorta di “Y” rovesciata dalle polarità portuali genovesi alla pianura padana, con una linea pianeggiante. Così il Primo Valico potrebbe essere prevalentemente a uso merci e traffico locale, mentre la Succursale potrebbe puntare prevalentemente sui passeggeri di più lunga percorrenza.».

    Geometricamente si tratta di lavori assolutamente fattibili e non dovrebbero esserci problemi neppure dal punto di vista geologico. «Certo – sostiene l’architetto – bisognerebbe scongiurare la dismissione dello scalo di Pontedecimo prevista dal Puc, da usare come base di cantiere, altrimenti tutto il discorso del nuovo Primo Valico rischierebbe di saltare». Resterebbe, poi, da verificarne la fattibilità tecnica. Ed è proprio qui che Rigamonti alza la voce: «Genova dovrebbe esigere che qualcuno super partes si facesse carico della valutazione complessiva di questo progetto. Non è corretto che l’arbitro della partita sia anche il giocatore di una delle squadre in campo». 

     

    Tutti i No al Terzo Valico

    confronto-primo-valico-terzo-valicoSecondo Rigamonti, alla base della concezione del Terzo Valico c’è una valutazione assolutamente errata o volutamente ingannevole: «Nel 2002 – spiega l’architetto – si disse che a partire dal 2006 il sistema ferroviario sull’asse Genova – Milano non sarebbe stato più in grado di assorbire la domanda crescente e che avremmo avuto un deficit complessivo tra merci e passeggeri di circa 130 treni. Peccato che, attualmente, pure senza il nuovo valico, il sistema ferroviario sia utilizzato solo al 60% delle sue possibilità e presenti un’offerta che supera di 150 convogli la domanda reale».

    Tuttavia, stando alle previsione dell’Autorità portuale, il traffico merci in direzione Genova potrebbe ben presto rischiare il collasso, soprattutto in ottica del nuovo Piano regolatore. Ma anche su questo punto l’architetto ha qualcosa da ridire: «Quando Merlo presenta gli otto scenari di sviluppo del nuovo porto, dà per scontato che a monte vengano realizzate la Tav e la Gronda. Peccato che entrambe, così come sono pensate, non siano assolutamente funzionali a uno sviluppo dell’area portuale in zona Sampierdarena e Sestri, ma solo per la direttiva di Voltri. Queste opere sono entrambe sbagliate perché non vanno della direzione dello sviluppo ma della marginalità».

    Il primo ostacolo, secondo Rigamonti, è di tipo prettamente tecnico. I lavori, infatti, non sono scomponibili in lotti interdipendenti e le infrastrutture non saranno utilizzabili neppure parzialmente finché non sarà montato l’ultimo bullone dell’ultima tratta. «Genova si condanna due volte: la prima per i tempi e la seconda perché le soluzioni non sono adeguate».

    A ciò vanno aggiunte alcune difficoltà più prettamente tecniche. «Ad esempio – spiega Rigamonti – quelle che si incontrano poco prima di Tortona, dove la linea ha un raggio di curvatura di 1200 metri, a fronte dei 5 mila previsti per l’alta velocità. Se, dunque, parlassimo di Tav Genova – Milano, questo inconveniente da solo basterebbe a rendere inefficace il progetto. Un rallentamento di questo tipo sarebbe concepibile solo in una situazione di arrivo dei treni e non di transito: ecco perché la denominazione reale del progetto è  “Linea A.V./A.C. Genova-Milano – tratta Genova-Tortona”, mentre del progetto preliminare dell’intera linea non c’è traccia». Qui interviene una grande opera di marketing: per distogliere i problemi dal nodo Genova-Milano, si parla dell’ormai mitico corridoio 24 Genova–Rotterdam: «Un bell’inganno – dice Rigamonti – dovuto al fatto che gli interessi che gravitano attorno al Terzo Valico sono meramente legati alla sua costruzione e non alla funzionalità della struttura stessa. Gli utenti non hanno mai avuto voce in capitolo».

    binari-trasporti-treniMa c’è un altro dettaglio tecnico che declassa l’intero progetto: «Il Terzo Valico giunge a Genova convergendo a Fegino nell’attuale linea “diretta” Genova-Milano, ovvero la cosiddetta Succursale dei Giovi. L’innesto sarebbe a raso, soluzione tecnica che determina un conflitto fra i treni da Genova verso Arquata via Succursale e i treni discendenti dal Terzo Valico diretti verso Genova, che qui si incrociano e dovrebbero diminuire sensibilmente la velocità. Un problema che si duplicherebbe anche a Tortona. Inoltre, il sistema presenta una serissima criticità anche all’altezza di Fegino, dove i sei binari provenienti da sud e i quattro binari da nord convergono in due soli binari, determinando un classico collo di bottiglia. Da cui dovrebbe passare tutto il traffico di Genova e tutto il traffico del porto in zona Sampierdarena. Piccolo particolare: da molti anni si propone alle Ferrovie dello Stato di fare un’operazione simile per la prosecuzione della bretella Voltri – Borzoli. La risposta è sempre stata negativa perché comprometterebbe la funzionalità della Succursale. Se adesso questo intervento viene accettato, significherebbe l’assurdità della convinzione che l’attuale linea dei Giovi non servirebbe più. Quindi si farebbe una linea nuova per buttare via quella vecchia, spendendo 7 miliardi per correre un po’ di più per 30 chilometri». Lo spreco più totale, di soldi pubblici. Per contro, il progetto del nuovo Primo Valico non avrebbe nessun problema di strozzature, dal momento che già in origine era stato pensato proprio come collegamento diretto per il porto in zona Sampierdarena. Un nodo cruciale potrebbe, comunque, presentarsi nella bretella per Voltri. Ma, a detta dell’architetto, sarebbero sondabili anche altre soluzioni tecniche.

    «Quando faccio un progetto – incalza Rigamonti – metto in conto che le previsioni che faccio abbiano un margine di errore. Nel caso del Terzo Valico abbiamo l’eccezionale possibilità di capire come e quanto siano sbagliate. Perché non teniamo conto? Facciamo finta di niente?»

     

    Primo Valico e Terzo Valico: progetti a confronto

    stazione-brignole-binari-neve-D2«Da un lato, dunque – sintetizza l’architetto – abbiamo il Terzo Valico con tutte le sue incongruenze.  Dall’altro la proposta del rifacimento del Primo Valico, che costerebbe un terzo, o la metà se vogliamo comprendere anche i costi del prolungamento verso Voltri».

    C’è, poi, un altro mito da sfatare. «Quando il Comune di Genova dice che grazie al Terzo Valico si andrà a Milano in 58 minuti, dice un’assurdità. Poiché da Tortona a Milano ci vogliono 55 minuti, vorrebbe dire che il Terzo Valico consentirebbe di fare Genova – Tortona in 3 minuti. Assurdo, appunto. Sarebbe, dunque, necessario intervenire anche sul tratto Tortona – Milano, ma allora perché non farlo prima di realizzare il Terzo Valico?».

    Infine, Rigamonti punta il dito contro l’inganno che si perpetrerebbe ai danni degli utenti. «Fra Milano e Brescia hanno fatto 20 chilometri di linea veloce che ha autorizzato le Ferrovie dello Stato a eliminare gli Intercity. Su quella tratta ora ci sono solo Frecce Bianche, più scomode, con un aumento del biglietto del 50% e nessuna riduzione sensibile del tempo di percorrenza. È abbastanza plausibile che la stessa cosa si verificherebbe anche a Genova. Per non parlare delle merci. Perché sarà tutto da vedere quanto costerà il nuovo passaggio sotto un tunnel da 7 miliardi. Senza dimenticare che le Ferrovie dello Stato si troveranno a gestire tre linee, di cui due molto sottoutilizzate, con costi notevoli. Per questo motivo, lo stesso Moretti (amministratore delegato di FS, NdR) si era detto inizialmente contrario al Terzo Valico, ma poi gli hanno fatto capire che politicamente sarebbe stato meglio non intralciare il progetto».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Stage estivi di musica a Genova: il programma di Music Line

    Stage estivi di musica a Genova: il programma di Music Line

    ChitarraSono aperte le iscrizioni agli stage estivi di chitarra, percussioni e teoria musicale che si svolgono come ogni anno a Music Line, la scuola fondata da Gianni Martini e che quest’anno ha “compiuto” 35 anni di attività.

    Il programma di quest’estate prevede quattro incontri di un’ora e mezza ciascuno, in orari serali (variabili e da definire anche in base alle esigenze degli iscritti) e distribuiti nell’arco di due settimane. Ogni stage avrà inizio solo al raggiungimento del numero minimo di iscritti.

    Cajon e percussioni leggere: rivolto a tutti coloro che, da appassionati, intendano avvicinarsi al mondo delle percussioni leggere (tamburelli, maracas, clavette, shaker, cabasa ecc.) e del cajon. Per partecipare non è richiesta alcuna preparazione teorica.
    Sono previsti due livelli: iniziale e di primo approfondimento.
    Docente: Dado Sezzi.

    Tecnica chitarristica e studio dell’improvvisazione: in occasione dell’uscita del 4° volume di Tecnica chitarristica e studio dell’improvvisazione, Gianni Martini terrà uno stage sull’improvvisazione che illustrerà gli argomenti trattati nei vari volumi del progetto didattico. Il corso è rivolto a chi già possiede un bagaglio tecnico e teorico di base.
    Sono previsti due livelli: iniziale e di primo approfondimento.
    Docente: Gianni Martini.

    Ripassiamo la teoria! . Seminario rivolto a tutti coloro che necessitano di riprendere e approfondire le indispensabili tematiche teoriche per poter esprimersi in maniera musicalmente consapevole.
    Sono previsti due livelli: iniziale e di primo approfondimento.
    Docente: Gianni Martini

    Lettura della partitura. Lo stage affronta i principali aspetti della scrittura musicale per chitarra attraverso esempi di lettura via via più complessi. Sono previsti due livelli
    Docente: Gianni Martini

    Armonica a bocca: seminario rivolto a tutti coloro che desiderano avvicinarsi a questo strumento dal grande potere evocativo. Si affronteranno le tecniche di base con particolare attenzione al mondo del blues e del folk.
    Il seminario prevede 2 livelli: base e di primo approfondimento.
    Docente: Lorenzo Marmorato

    Seminari dedicati alla vocalità
    a) L’impiego della vocalità nel canto corale moderno: tecnica di base per il controllo della vocalità. Docente: Marina Esposito.
    b) Come si prepara una canzone nel pop e nel rock: rivolto ai cantanti solisti, il programma affronterà stili musicali diversi, le specifiche tecniche e l’interpretazione. Docente: Davide De Martis.
    c) Il canto armonizzato: stage rivolto ai gruppi vocali (già esistenti e da formare estemporaneamente per il seminario). Saranno affrontate le tecniche vocali di base e i principi fondamentali dell’armonizzazione vocale applicata a brani pop e jazz. Docente: Betty Ilariucci.

    Per informazioni chiamare la segreteria di Music Line (010 8392500 dal lunedì al venerdì ore 15-180). Music Line rimane aperta per le lezioni ordinarie fino a metà agosto, sono inoltre aperte le prescrizioni alla stagione 2013- 2014.

  • Angeli per viaggiatori: un social network per sostenere il turismo

    Angeli per viaggiatori: un social network per sostenere il turismo

    genova-panorama-villetta-di-negroIl passaparola è spesso uno dei motori principali nella scelta dei luoghi di vacanza. Soprattutto in questo periodo di crisi (ma non solo), fa sempre comodo avere un amico o conoscente che risiede là dove vogliamo andare, per chiedere consiglio su opportunità di soggiorni low cost e sulle zone più interessanti da visitare. Non solo: se le esigenze del turista sono molto specifiche – appassionato d’arte, di cucina locale, di teatro di strada etc – è difficile sapere cosa offre in merito una città o regione, se non si conosce molto bene il territorio.

    In particolare – per fare un esempio – un abitante di Genova può suggerire a un potenziale turista un itinerario non convenzionale e in un certo senso “personalizzato” rispetto a quelli che si trovano nelle guide istituzionali e che tendono spesso a dirigere agli stessi luoghi e percorsi. A questo scopo è stato creato nel 2008 il sito web Angeli per viaggiatori: il fondatore è Stefano Consiglio, docente di Organizzazione Aziendale all’Università di Napoli, che sulla scia dell’emergenza rifiuti ha voluto individuare uno strumento per rinnovare e favorire la presenza di visitatori nella sua città.

    Limitato inizialmente alla Campania, in questi 5 anni il sito web si è esteso la possibilità ai suoi iscritti di chiedere e dare consigli di viaggio in ogni parte d’Italia e all’estero, ma anche di incontrare personalmente e ospitare i potenziali turisti. Anche chi scrive si è registrata ad Angels for Travellers, mentre il totale degli iscritti sul territorio genovese è al momento 26.

    Angeli per viaggiatori non va affatto confuso con una guida turistica o un servizio di informazioni: volendo semplificare, è paragonabile a un social network come Facebook, in quanto il suo scopo primario è favorire l’incontro tra persone e creare una rete di “angeli” che si attivino in maniera stabile per valorizzare il territorio. Una rete che, a nostro parere, deve da un lato favorire il professionismo e dall’altro colmare il vuoto dei fondi sempre più esigui per cultura e turismo: in Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia è per esempio attivo da settembre Benvenuti al Sud, progetto patrocinato dalle istituzioni locali e volto a creare presidi territoriali allo scopo di coinvolgere i cittadini nella promozione turistica dei loro territori, sia utilizzando Internet sia attraverso iniziative offline.

    Marta Traverso

  • Ambiente, acqua ed energia: concorso di giornalismo per studenti

    Ambiente, acqua ed energia: concorso di giornalismo per studenti

    MontagnaIn vista della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile (24-28 giugno 2013) è stato indetto il concorso per le scuole superiori Onde di montagna, che prevede la realizzazione di contributi radio, video, foto e articoli su uno di questi due temi: risparmio idrico e acqua come energia.

    I materiali possono essere inviati entro il 31 marzo 2014 via mail a redazione@radiojeans.net o attraverso la app gratuita per Android e iOS “Radio Jeans”.

    I primi due classificati avranno in premio una somma di denaro ciascuno e un laboratorio radiofonico per la propria scuola. La premiazione avverrà in occasione dell’edizione 2014 della Settimana europea dell’energia sostenibile.

    Il bando è promosso dalla Federbim (Federazione nazionale dei bacini imbriferi montani) in collaborazione con i due media giovanili Radio Jeans e la rivista Zai.net.

  • Genova, verde pubblico e alberature stradali: lo stato attuale

    Genova, verde pubblico e alberature stradali: lo stato attuale

    alberi-parchi-DIA Genova ogni volta che si parla di verde pubblico, parchi, alberature cittadini, non si può evitare di sollevare le polemiche di molti: chi sostiene la necessità di un restyling del verde genovese, nella speranza di portare le auspicate migliorie; chi, dall’altro lato, difende gli spazi verdi, nel timore che gli interventi pubblici celino interessi privati che finirebbero solo per peggiorare la situazione. Nel corso degli ultimi anni si è messa in evidenza la problematica della messa in sicurezza delle alberature, con particolare attenzione alla situazione delle alberature stradali cittadine -in condizioni ambientali difficili-, e la necessità di manutenzione delle piante come buona pratica civica. Da qui, una serie di progetti di riqualificazione dei viali alberati, di salvaguardia degli esemplari malati e di successivo reimpianto. Ormai da tempo le amministrazioni, in un’azione coordinata con le squadre di Aster, hanno avviato una lenta ma costante opera di riqualificazione in varie aree della città: in alcune zone gli interventi sono già stati ultimati, altre ancora restano in attesa. Facciamo il punto con Giorgio Costa, responsabile del Settore Verde di Aster.

    «In tutta Genova ci sono (su 100 mila totali) circa 20 mila alberature stradali vecchie: no, non antiche o storiche, ma vecchie. Si tratta di alberi piantati nel dopoguerra, che oggi sono ultra-cinquantenni, quasi sessantenni: già sono vecchi di per sé ma, essendo stradali (e quindi sottoposti a stress continuo, smog, inquinamento di vario tipo), invecchiano ancora prima del normale. Inoltre, all’epoca erano state piantate a distanza troppo ravvicinata e questo oggi causa dei problemi di sviluppo e di conflitto tra gli esemplari, che non hanno lo spazio necessario ad espandersi come dovrebbero. Tutto ciò comporta due problematiche principali: per prima cosa, ci sono problemi di sicurezza, per cui gli alberi instabili spesso sono stati piantati troppo vicini alle case. Per scongiurare rischi di crolli e cedimenti e per ridare alle piante lo spazio vitale di cui necessitano, è necessario effettuare frequenti e pesanti potature, ma questo finisce per indebolirle ulteriormente e innescare un circolo vizioso. Le piante potate, e perciò indebolite, risultano più soggette ad ospitare parassiti sulle radici, sul tronco e sui rami: si tratta di parassiti non visibili a occhio nudo e che non pregiudicano la fioritura della pianta e il suo fogliame, perciò da fuori si è portati a pensare che la pianta stia bene, mentre spesso è completamente invasa da questi parassiti, scavata e cariata all’interno. Il rischio di schianto è forte, e ultimamente aumenta purtroppo il numero delle vittime in seguito a incidenti di questo tipo. Per la manutenzione di queste alberature è necessario effettuare valutazioni di stabilità per individuare le piante che sono al limite e sostituirle con nuovi esemplari. Dalle nostre stime, circa il 10-30% delle attuali alberature stradali necessita di sradicamento e sostituzione. Questo sistema porterebbe al generarsi di buchi all’interno del paesaggio urbano, per colmare i quali è necessario procedere con il reimpianto di alberature che spesso sono, per forza di cose, diverse per tipologia e specie rispetto alle piante precedenti: in molti casi, al posto di piante ad alto fusto si inseriscono piante più piccole, che sono libere di crescere e svilupparsi più armoniosamente. I nostri interventi di reimpianto riguardano o tratti completi di strade, o intere vie, come nel caso del progetto di Via Spinola del 2012 (dove abbiamo sostituito ben 40 piante): questo, per dare uniformità al paesaggio urbano e non creare dissonanze sotto il profilo estetico, e anche per poter intervenire sul ridistanziamento delle alberature, che crescono così più velocemente».

    Il “famoso” intervento in Via Spinola

    Aster al lavoro in via Ambrogio Spinola a OreginaNel caso di Via Ambrogio Spinola ad Oregina, infatti, nell’ottobre 2012 sono stati effettuati interventi di recupero sugli alberi lato strada, sostituiti con altre piante a basso fusto. Gli alberi ad alto fusto, infatti, risultavano indebolite a causa degli agenti atmosferici e dell’inquinamento, ed erano a rischio stroncamento, con cavità nel tronco o nei rami. Inoltre, la crescita stentata a causa di potature di contenimento, dovute all’impianto troppo a ridosso della strada, e così via. Da parte di Aster e del Comune si sosteneva la validità della soluzione adottata, giustificando l’abbattimento delle piante stradali con l’intenzione di privilegiare piuttosto le specie vegetali idonee agli spazi disponibili e di sistemare in modo adeguato lo spazio per lo sviluppo naturale delle chiome senza necessità di potature. Inoltre, anche la realizzazione di posti auto utili per compiere le manovre di parcheggio senza danni ai tronchi delle piante. L’intervento di riqualificazione della via prevedeva, per Aster, la risistemazione ordinata dei filari di alberi, da posizionare ad una distanza regolare, tale da consentire l’adeguato sviluppo delle chiome. Sul lato strada, anche un archetto “para-alberi” per proteggere ogni nuova pianta. Per il completo reimpianto del viale sono stati piantati 41 alberi nuovi, in modo da favorire la messa in sicurezza della via dal rischio di stroncamenti degli alberi e dei rami e la riduzione del “danno” su finestre e muri dei palazzi limitrofi. Inoltre, un generale stato di miglioramento sotto il profilo paesaggistico, la riduzione degli interventi di potatura e l’abbattimento dei costi di manutenzione.

    Commenta Costa: «Quello di Via Spinola è un esempio di intervento, che è stato strumentalizzato dalle associazioni di quartiere per far parlare delle problematiche che interessano il quartiere del Lagaccio, e che è stato avversato anche da Legambiente, che si è opposta strenuamente e inaspettatamente. In quel contest, le piante precedenti, colpite da funghi e fortemente indebolite, sono state sostituite con altre specie, e questo ha innescato meccanismi di protesta e resistenza da parte dei cittadini che, affezionatisi “ai tronchi” anziché alle piante, rivendicavano il legame affettivo e il valore estetico delle piante precedenti, senza rendersi conto di quanto fossero in realtà debilitate. Le vedevano verdi, e non percepivano lo stato di usura e stress di quelle piante ultra-cinquantenni. Ora, però, gli abitanti sono contenti: abbiamo stimato che in 5 anni ci sarà l’ammortizzazione dei costi di reimpianto e sostituzione (che costano molto meno delle ripetute potature, delle valutazioni dello stato di salute, degli interventi sui marciapiedi e sulle strade, che vengono danneggiati e sradicati dalle alberature troppo grandi e pesanti».

    All’epoca, come ricordato da Costa, c’era stata una vasta mobilitazione per cercare di fermare gli interventi di abbattimento delle alberature. Ci racconta Andrea Agostini di Legambiente: «Ci siamo opposti al progetto di tagliare gli alberi ad alto fusto presenti in Via Spinola perché non vedevamo la necessità e perché erano delle risorse importanti per garantire l’ombreggiatura della strada, la pulizia dell’aria, il riparo dal rumore del traffico, l’abbellimento del quartiere. Alla fine ha vinto Aster e gli alberi ad alto fusto sono stati eliminati, per essere sostituiti con una quarantina di alberi a basso fusto, di circa 3,4 metri, che certo non sono in grado di svolgere le funzioni già elencate sopra, e che non erano nemmeno adatti alla zona, trattandosi di meli da fiori e simili. All’epoca ci eravamo rivolti alla Consulta del verde che si era pronunciata a favore dell’opposizione di Legambiente, sostenendo la nostra causa, ma da parte delle amministrazioni c’è stato lo stesso il via libera al progetto, dal momento che la Consulta –hanno detto- ha valore solo consultivo e non vincolante».

    ambiente-natura-verde-green-alberiDIE lo stato attuale? Così, ancora, Costa:  «In via Spinola gli interventi sono stati realizzati con fondi del 2011, ma ora siamo a corto di finanziamenti: dipendiamo dal Comune e non abbiamo autonomia economica. In questo momento di crisi, in cui l’amministrazione di certo non naviga nell’oro, i finanziamenti per gli interventi sul verde urbano sono stati totalmente cassati, tanto che –pur avendo in piano almeno una decina di  urgenti interventi da realizzare- siamo con le mani legate. Anche se non si tratta di spese così alte (siamo nell’ordine dei 50-100 mila euro), se ne riparlerà se tutto va bene nel 2014. Per ora ci limitiamo ad affinare i progetti e a procedere con le valutazioni, anche se anche queste sono onerose. Bisogna però ricordare che quello di Via Spinola è un intervento che si inserisce in una serie di circa una decina di interventi simili, finanziati a livello comunale e portati a buon fine da Aster negli ultimi anni: posso citare Viale Aspromonte, Via Bolzaneto, Via Prestinari e Via Martiri della Libertà a Pegli (uno degli interventi più vecchi, portati a modello di buona riuscita delle nostre operazioni). Si tratta di interventi trasversali in tutta la città, dal Levante al Ponente, di cui oggi ci risulta che tutti siano soddisfatti. A tale proposito, da citare anche gli interventi di reimpianto nel tratto finale di Corso Firenze, quelli di Corso Carbonara seguiti da Ferrovie dello Stato che vi aveva precedentemente insediato un proprio cantiere per la creazione di un impianto di aerazione nella galleria ferroviaria sotterranea, danneggiando il verde, e che si è impegnata a curare il reimpianto entro settembre/ottobre 2013 con alberi di specie diverse».

    Prossimi interventi: piazza Paolo da Novi e corso Torino

    Nonostante il momentaneo stallo, a breve, al via gli interventi anche in Piazza Paolo da Novi, nell’ambito del restyling generale della piazza, iniziato nel 2011 e della durata prevista di dieci mesi: i lavori comprendevano la riqualificazione della parte centrale della piazza, con l’inserimento di nuovo verde e panchine, recupero delle aiuole, miglioramento della fruizione e inserimento di strutture varie, tra cui anche giochi per bambini. Adesso, saranno effettuati anche qui interventi sullo stile di quelli già realizzati in Via Spinola: sostituzione di alberature ad alto fusto sui lati lunghi della piazza con altre a basso fusto e ricostruzione del marciapiedi. Si tratta di piante molto vecchie, sophore, che saranno sostituite da piante di specie diverse. Quelle angolari, più giovani, non saranno toccate. Gli interventi sono realizzati dal Comune nel progetto di restyling generale, non direttamente seguiti da Aster, che si affiancano a quelli previsti in Corso Torino: qui si parla di levare progressivamente alcune piante più critiche, dimezzando il numero delle piante totali e aumentando la distanza da 6 a 12 metri.

    C’è chi non vede tutto rose e fiori. Ancora da Legambiente: «Ci dicono che gli interventi serviranno a migliorare il verde pubblico, ma in realtà si tratta di un sistema per risparmiare e per favorire la gestione complessiva del verde da parte dell’amministrazione e degli addetti, non di un guadagno in termini ambientali. Ci risulta che per l’intervento nella piazza siano stati stanziati 400 mila euro, ma solo 16 mila saranno destinati effettivamente all’inserimento delle nuove piante, mentre la parte restante (di certo molto più ingente: 16 mila sono una cifra irrisoria su un totale di 400 mila euro) sarà destinato al rifacimento della pavimentazione, alla cementificazione e pedonalizzazione dell’area. Insomma, il verde ancora una volta non è la priorità. Il tutto, da parte nostra, è ancora in fase di valutazione: stiamo per compiere una serie di accertamenti con un team di agronomi che manderemo sul posto a valutare la situazione, poi daremo un parere specifico con pronuncia ufficiale in merito allo stato della piazza. La spesa è certamente elevata e per questo da valutare accuratamente: un intervento di questo tipo cambia la fisionomia non solo della piazza ma anche del quartiere. Alla fine, a destra di Corso Buenos Aires ci sarebbero piante basse, mentre davanti sulla sponda sinistra, piante alte come le sophore».

    La questione è, appunto, controversa e spinosa. In bilico tra bisogno di innovazione e legame –anche affettivo- al paesaggio urbano, l’amministrazione si trova davanti al dilemma di come realizzare interventi intelligenti, facendo contenti i cittadini e facendo quadrare i bilanci. «Quello del verde pubblico cittadino –chiosa Costa, da Aster- è un tema spinoso, ma attuale: parlando con vari colleghi, mi confermano le reticenze dei cittadini verso i cambiamenti: guai a toccare gli alberi! Ma, personalmente, penso che il caso di Genova sia più estremo: si sa che, come popolazione, non siamo certo degli innovatori! Mal comune, quindi, ma a Genova è un male peggiore che altrove e queste ritrosie degli abitanti ci rendono più difficile procedere con gli interventi e ci pongono davanti al bivio tra innovazione e tradizione, miglioramento e quieto vivere». 

     

    Elettra Antognetti

    [foto di Diego Arbore]

  • Goa Boa 2013: il programma dei concerti al Porto Antico

    Goa Boa 2013: il programma dei concerti al Porto Antico

    musica-concerti-chitarra-elettricaMercoledì 3 luglio 2013 ha inizio a Genova una nuova edizione di Goa Boa, la storica manifestazione musicale che porta nella nostra città band musicali di fama internazionale.

    Il ricco programma di concerti parte appunto questa sera con i Ministri, mentre ad aprire la serata è la band savonese iVenus.

    Si prosegue giovedì 11 luglio con Cody Chessnut, insieme ai genovesi Zibba & Almalibre.

    Venerdì 12 luglio è la volta dei Tom Tom Club, ossia il duo formato da Chris Frantz e Tina Weymouth.

    I Motel Connection sono gli ospiti musicali di sabato 13 luglio, mentre a concludere la manifestazione sarà il rapper Fedez venerdì 19 luglio.

    Tutti i concerti avranno inizio alle 21 (apertura porte ore 20, aftershow dalle 24, acquisto biglietti su goaboa.it).

  • Università di Genova: iscrizione e test d’ingresso, le date del 2013

    Università di Genova: iscrizione e test d’ingresso, le date del 2013

    rapporti-studi-dati-statisticheSi avvicinano le date dei test d’ingresso all’Università, per le facoltà a numero programmato. Scongiurato, almeno per quest’anno, l’anticipo a luglio degli esami di ammissione – come avviene invece in altri Paesi europei – queste le scadenze per tutti i corsi di laurea dell’anno 2013/2014.

    Esami di ammissione alle facoltà a numero chiuso
    Martedì 3 settembre per Architettura, Ingegneria Edile e Scienze dell’Architettura
    Mercoledì 4 settembre per le Professioni Sanitarie
    Lunedì 9 settembre per Medicina e Odontoiatria
    Martedì 10 settembre per Veterinaria
    Per questi corsi di laurea, il cui test d’ingresso è valido anche per gli Atenei di altre città, è necessario iscriversi entro giovedì 18 luglio 2013 attraverso il portale Universitaly e saldare entro giovedì 25 luglio la quota di iscrizione di 50 €.

    Le iscrizioni a tutti gli altri corsi – che non prevedono test d’ingresso – saranno invece possibili dal 15 luglio al 20 settembre 2013, con la pre-immatricolazione online sul sito dell’Università di Genova e successivamente al Salone dell’Immatricolazione, che si svolgerà in via Balbi 5 da giovedì 5 a venerdì 20 settembre.

    Per maggiori dettagli su ogni singolo corso di laurea consultare i bandi.