Categoria: Notizie

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  • Lagaccio, vico Cinque Santi: muro pericolante, appello dei cittadini

    Lagaccio, vico Cinque Santi: muro pericolante, appello dei cittadini

    lagaccio, muro pericolante in vico 5 santiUn altro muro può crollare. Con queste parole Enrico Testino, promotore della rete Voglio la Gavoglio del quartiere Lagaccio e membro del Direttivo del Consorzio Pianacci, ha lanciato un allarme sul web per sensibilizzare le istituzioni su una questione che si trascina da ormai diversi anni.

    Dopo paura e disagi conseguenza del crollo in via Ventotene, i cittadini del quartiere vogliono evitare un nuovo cedimento, tra l’altro a pochi metri di distanza. Si tratta di un piccolo muro lungo circa 100 metri in vico chiuso dei 5 Santi, una strada stretta fra gli alti palazzi e compresa fra via Ponza e via Sapri. La situazione non è certo paragonabile alla gravità di quanto accaduto in via Ventotene, in cattive condizioni ci sarebbe infatti solo la parte alta e non l’intera parete di sostegno, ma la messa in sicurezza immediata eviterebbe di correre inutili rischi.

    «Un altro muro che può crollare – scrive Testino nella sua lettera aperta – anzi, già crollato in due punti. Sopra a dei giardini di abitazioni private. “Modello” via Dassori. C’è qualche scusa per chi non interviene? Sono convinto della buona fede di tutti ma è evidente… che qualcosa di grave sta accadendo nella gestione della città.» Testino prende infatti spunto da questo disagio per aprire ad una riflessione sul rapporto fra cittadinanza attiva e istituzioni.

    «Un muro che già 4 anni fa portammo, come gruppo di cittadini, all’attenzione degli Assessori di allora (oggi cambiati) e della pletora di tecnici comunali competenti (molti dei quali ancora, senza soluzione di continuità, sono oggi al lavoro in Comune) – racconta Testino – Nessuno dei referenti istituzionali di allora seppe porre rimedio al pericolo, pur con alcuni anni di lavoro davanti. Nessuno degli attuali amministratori ha saputo porci rimedio, pur con un anno di lavoro alle spalle».

    La lettera integrale “Scacco da matti”

     

  • Teatro Cargo: crollo del cornicione, stagione a rischio

    Teatro Cargo: crollo del cornicione, stagione a rischio

    teatro-cargoIl Teatro Cargo sta per compiere vent’anni. La compagnia è infatti nata nel 1994 e dal 2002 ha sede nello spazio di piazza Odicini a Genova Voltri, animando il quartiere con spettacoli di alto livello, progetti teatrali e culturali esportati nel resto della città, in Italia e all’estero, e dal 2010 anche con la riqualificazione del Teatro di Villa Duchessa di Galliera. Un importante traguardo per il principale spazio culturale del Ponente cittadino, tuttavia oscurato da una situazione di degrado che al momento non trova spiragli di risoluzione.

    Riepiloghiamo. Lo scorso 19 giugno Laura Sicignano, direttrice del Teatro Cargo di Genova Voltri, comunica sul suo profilo Facebook il crollo del cornicione, pubblicando una foto della facciata (vedi immagine sotto) e un appello: «confidiamo che gli Enti Locali preposti ripristinino subito la sicurezza visto che abbiamo trovato uno sponsor che decora la (squallida) facciata e a settembre vorremmo inaugurare le nostre consuete attività».

    cargo Il cedimento, dovuto a infiltrazioni d’acqua presenti da molto tempo e mai riparate, rischia di compromettere la prossima e ventesima stagione teatrale del Cargo. Abbiamo contattato Laura Sicignano per conoscere gli sviluppi della situazione, a quasi un mese dall’accaduto: «Al momento nulla è stato risolto. Un privato si è offerto di mettere il cornicione in sicurezza ma la normativa lo vieta, in quanto ogni attività di manutenzione deve essere stabilita con una gara pubblica, non sarebbero possibili nemmeno prestazioni di volontariato. Secondo la Convenzione che abbiamo sottoscritto, è previsto che le opere di manutenzione straordinaria (come appunto la riparazione del cornicione e della facciata) siano a carico della Civica Amministrazione: i tecnici del Comune hanno fatto un sopralluogo, ma al momento non abbiamo comunicazioni ufficiali né sulle tempistiche né sulla natura degli interventi necessari. Se le infiltrazioni fossero state controllate prima, il lavoro sarebbe stato più semplice da gestire e meno oneroso: di fatto ora sarebbe necessario un lavoro strutturale, lungo e costoso, ma che non possiamo sostenere perché tra due mesi deve ripartire la stagione teatrale. L’urgenza di questi giorni è fare un “tappullo”, usando un’espressione genovese, più semplice ed economico e che ci dia la possibilità di riaprire senza ritardi. La presenza dei calcinacci davanti al teatro, con il passare dei giorni, sta peggiorando la situazione perché sporcizia e spazzatura si accumulano: un problema non solo per noi, ma per la Biblioteca che ha sede in piazza Odicini e per tutti coloro che abitano il quartiere».

    cargo2 La caduta del cornicione ha dunque interrotto il progetto di restauro della facciata, per il quale era già stato individuato lo sponsor (nell’immagine, pubblicata da Laura Sicignano su Facebook, il rendering del progetto): «Una Consigliera Comunale si è attivata e sta lavorando affinché la situazione venga risolta quanto prima, anche perché ci si avvicina ad agosto e ogni attività durante l’estate subisce rallentamenti. Noi, nel frattempo, stiamo lavorando come se dovessimo ripartire a settembre, anche se le difficoltà sono tante. Se il cornicione fosse crollato a Palazzo Tursi o in un teatro del centro, probabilmente sarebbe già stato riparato: noi prendiamo i soldi con il contagocce, mentre ad altre realtà cittadine sembra che tutto sia dovuto. I cittadini di Voltri sono elettori proprio come chi vive in altri quartieri, hanno gli stessi diritti, la periferia non deve essere un pretesto per considerare “cittadino di serie B” chi vi abita».

    La disparità nella ripartizione dei fondi è un problema sollevato da molte realtà teatrali genovesi, a partire da quelle indipendenti come Tilt, con una domanda spesso ricorrente: Perché produzioni e compagnie che ottengono riconoscimenti fuori Genova faticano a essere “profeti in patria”? Una questione che riguarda anche il Cargo: mentre la raccolta firme per Donne in guerra sta raccogliendo sempre più adesioni, lo spettacolo Scintille (scritto da Laura Sicignano, in scena domenica 14 luglio al Porto Antico) è stato selezionato per la quinta edizione di Face A Face – Parole d’Italia per le scene di Francia e il prossimo 19 settembre sarà rappresentato all’Istituto Italiano di Cultura di New York in occasione dell’anno della cultura italiana negli Stati Uniti.

    Marta Traverso

  • Spirito di Vino: concorso di illustrazione in Friuli Venezia Giulia

    Spirito di Vino: concorso di illustrazione in Friuli Venezia Giulia

    Bottiglie vinoSono aperte le iscrizioni per la XIV edizione di Spirito di Vino, concorso internazionale per vignette e illustrazioni indetto ogni anno durante la manifestazione Cantine Aperte in Friuli Venezia Giulia.

    Scopo del bando è disegnare vignette satiriche sul tema del vino: ogni partecipante può inviare fino a tre opere realizzate con qualsiasi tecnica e di dimensione 30×40 cm (orientate dunque in verticale). Il concorso è diviso in due sezioni: una per i vignettisti di età compresa tra 18 e 35 anni, una per gli over 36.

    Le opere vanno inviate entro il 31 agosto 2013 via mail a spiritodivino@mtvfriulivg.it o via posta all’indirizzo Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia – Via del Partidor 7 33100 Udine. Una giuria composta da nomi illustri del panorama satirico italiano selezionerà 30 vignette per ciascuna sezione che saranno esposte all’interno di una mostra allestita per l’occasione.

    Durante la manifestazione Friuli Doc (Udine 16-20 settembre 2013) verranno premiati i primi tre classificati di ciascuna sezione con 75 bottiglie di vino (1° premio), 50 bottiglie (2° premio) e 25 bottiglie (3° premio).

  • Biblioteca Berio, stop estivo all’apertura serale: un aperitivo

    Biblioteca Berio, stop estivo all’apertura serale: un aperitivo

    biblioteca-berio-1Mercoledì 10 luglio 2013 è l’ultima sera di apertura della Biblioteca Berio, che dall’aprile 2010 ha inaugurato il servizio serale prolungando l’apertura fino alle 23 nei giorni di martedì e mercoledì.

    Non si tratta di uno stop definitivo, ma di una pausa estiva (si riprenderà il regolare orario dal 15 settembre): tuttavia è la prima volta che il servizio viene interrotto durante l’estate. Per questa ragione al Berio Cafè si è deciso di organizzare un evento – aperitivo alla presenza di coloro che hanno usufruito dell’apertura serale e per ringraziare i dipendenti che negli anni lo hanno reso possibile.

    Dalle 18 alle 21 si svolge dunque Mi piace la Berio aperta di sera. Come si legge sia nella newsletter del Berio Cafe sia sull’evento Facebook, «Quest’anno viene comunicata, per la prima volta, una sospensione di due mesi: la decisione ci preoccupa per il significato e soprattutto perché ci lascia il dubbio che l’esperienza possa essere interrotta definitivamente».

    In programma aperitivo a 3,50 € con la barman Hilary del locale Virgo Club.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Genova, nuova mobilità del Ponente: hub di interscambio e infrastrutture

    Genova, nuova mobilità del Ponente: hub di interscambio e infrastrutture

    aeroporto-colombo-A2Cornigliano come Milano Famagosta. Un hub, che sorgerà nell’area antistante l’aeroporto e attualmente occupata dalla ditta Derrick, consentirà un agevole interscambio tra traffico privato, autobus, linea ferroviaria metropolitana e aeroporto. Il tutto con la chicca di una funivia che collegherà il parcheggio direttamente con la zona partenze dell’aeroporto e, in un secondo tempo, potrà essere allungato fino alla collina degli Erzelli. È questa la chiave del nuovo sviluppo della mobilità nel ponente genovese, che già a maggio ci aveva anticipato il vicensidaco Bernini, e che è stata presentata ufficialmente questo pomeriggio in Regione. L’intervento ha ottenuto l’approvazione da parte della Commissione europea, che ne cofinanzierà la progettazione per una cifra di poco superiore ai 500 mila euro. Il sì definitivo arriverà a settembre, ma la successiva fase di progettazione sarà tutt’altro che agevole.

    I tempi stimati per la fase di studio tecnico non sono inferiori ai dodici mesi, considerato che lo snodo di interscambio dovrà funzionare alla perfezione per non rischiare di essere controproducente alla fluidità del traffico. Da qui, poi, partirà il bando per la realizzazione concreta dell’opera, naturalmente vincolata al reperimento delle ingenti somme necessarie: 15 milioni solo per il tratto di funivia tra il parcheggio multilivello, per la cui messa in opera non dovrebbe essere necessario più di un anno dall’inizio effettivo dei cantieri. Una cabinovia a dieci posti che nei momenti di massima affluenza dovrebbe consentire il trasposto di 4 mila persone all’ora, per un tempo di percorrenza intorno al minuto e mezzo. Con una proiezione di non più di tre minuti per l’eventuale futuro tragitto aeroporto – collina Erzelli.

    progetto hub aeroporto di Genova

    Il progetto chiama in causa altri interventi strategici che si innesteranno nel processo di complessivo restyling infrastrutturale di Cornigliano, di cui farà parte a pieno titolo anche la strada a mare. Ma la nuova mobilità del ponente non potrà prescindere da importanti opere di modernizzazione che dovrà mettere in pratica RFI (Rete Ferroviaria Italiana).

    Tasselli fondamentali del progetto presentato in Regione, infatti, saranno la nuova stazione ferroviaria di Genova Aeroporto – Erzelli, lo spostamento in area via S. Giovanni d’Acri – villa Bombrini dell’attuale fermata di Genova Cornigliano, e una revisione completa del nodo ferroviario di Sestri Ponente. Opere non proprio di poco conto, visto che fanno balzare l’ammontare di tutti i lavori all’ordine di grandezza di 35-40 milioni di euro. Lavori, tuttavia, fondamentali nella direzione della tanto attesa metropolitana di superficie, per cui è imprescindibile il completamento della ristrutturazione del nodo ferroviario genovese.

    Il quadro, dunque, è davvero molto complesso e per vedere la prima funivia genovese si dovrà pazientare ancora diversi anni.

    Altra grande incognita riguarderà la gestione della funivia stessa. In una previsione, per suo stesso dire un po’ troppo ottimistica, il presidente dell’aeroporto, Marco Arato, ha dichiarato che in futuro si potrà andare da piazza De Ferrari all’aerostazione in poco tempo e con soli 1,60 euro. Il che significherebbe una completa integrazione della nuova infrastruttura all’interno del trasporto pubblico cittadino. Ma allo stato attuale delle cose sembrerebbe inverosimile che le finanze di Amt si facessero carico anche della funivia. Il tempo, in questo caso, aiuterà a capire.

    Nonostante il progetto sia in una fase assolutamente embrionale, è comunque palpabile la soddisfazione nelle parole dei rappresentanti delle istituzioni: «L’appoggio della Commissione europea – ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaella Paita – è garanzia per poter concorrere in futuro ai finanziamenti per la realizzazione. Certo, dovremo capire se le prossime programmazioni di risorse di tutti i soggetti in campo, ma soprattutto da parte di RFI, metteranno al centro questo progetto. La nostra intenzione è quella di disegnare una nuova parte di città, dove si innestano infrastrutture particolarmente importanti per lo sviluppo dell’economia del territorio. Con queste iniziative dobbiamo puntare al rilancio della funzione di traino del capoluogo genovese: insomma, dobbiamo rendere Genova più forte e competitiva».

    Anche Stefano Bernini, vicesindaco del Comune di Genova, ostenta soddisfazione: «Per chi è stato per anni presidente di quel municipio, oggi si tratta del vero e proprio coronamento di un sogno. Questo progetto è la dimostrazione concreta che quando i sogni sono condivisi, si possono realizzare».

    L’ultima parola spetta al presidente dell’aeroporto, Marco Arata, che inserisce il progetto in una ristrutturazione più ampia di tutto il sistema aeroportuale: «Già nel 2009 eravamo convinti della necessità di puntare sui passeggeri in arrivo a Genova. Per fare questo è necessario guardare alle compagnie low cost, che richiedono proprio una forte integrazione con il trasporto pubblico a prezzi accessibili. E con questo progetto, assume ancor più valore il piano di ampliamento dell’aerostazione in direzione delle “due ali”, per lavori già autofinanziati pari a circa 20 milioni di euro. In proposito, stiamo attendendo la stipula del contratto di programma con Enac, dopodiché potremmo procedere alla calendarizzazione degli interventi».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Lavorare all’Oktoberfest di Genova: al via le selezioni

    Lavorare all’Oktoberfest di Genova: al via le selezioni

    Bicchieri di birraSono aperte le selezioni per lavorare all’Oktoberfest 2013 di Genova, che si terrà dal 12 al 22 settembre in piazza della Vittoria ed è organizzato dalla Birreria HB con il patrocinio del Consolato Generale Tedesco di Milano.

    Sono previste circa 30 posizioni lavorative per giovani under 25: tra le mansioni previste portabirra, spillatori, sparecchiatori e allestitori. Sono gradite eventuali esperienze pregresse nel settore della somministrazione.

    I colloqui si terranno presso la Birreria HB – via Bocciardo, Palazzo della Borsa – nelle giornate di giovedì 11 – 18 – 25 luglio 2013 (ore 16-18)

    Sarà necessario portare un curriculum con foto allegate. Per maggiori informazioni contattare la Birreria al numero 010 542988.

    Ricordiamo inoltre che sono aperte le iscrizioni al concorso grafico per il logo di Oktoberfest: la scadenza per inviare la propria candidatura è lunedì 22 luglio 2013.

  • Questa piazza non è un parcheggio: concorso artistico a Ferrara

    Questa piazza non è un parcheggio: concorso artistico a Ferrara

    piazza-vittoria-caravelle4-DIIl Comune di Ferrara ha aperto il bando di concorso per artisti under 36 dal titolo Piazza Verdi | “Questa piazza non e’ un parcheggio. L’obiettivo è individuare progetti di riqualificazione dello spazio pubblico in vista della riapertura temporanea del Teatro Verdi, che si trova appunto nell’omonima piazza. Un progetto che è già stato avviato in altre due zone della città romagnola, piazzetta Sant’Anna e il Mercato Coperto, nell’ambito del “programma per la sensibilizzazione al riuso dei luoghi addormentati“.

    L’apertura avverrà dal 3 al 6 ottobre 2013: saranno selezionati sei progetti creativi (danza, teatro, fotografia, installazione etc) che animeranno in quei giorni la piazza. Ogni artista selezionato avrà un proprio spazio di 5×4 metri (pari a un doppio modulo di parcheggio auto) per tutta la durata dell’evento.

    La scadenza per inviare la proposta è domenica 1 settembre 2013. L’iscrizione al concorso è gratuita.

    Per iscriversi si deve inviare:
    – titolo o motto della proposta
    – testo di max 1.500 caratteri che la illustri
    – bozzetto in formato A4 orizzontale
    – eventuali richieste specifiche per la realizzazione
    – bio dell’autore, max 500 caratteri

    I materiali vanno spediti via posta al Centro Studi Dante Bighi – via Martino Carletti 108 – 44034 Copparo (FE) oppure via mail in allegato pdf a info@dantebighi.org.

    Una giuria selezionerà le sei migliori proposte e i candidati saranno contattati personalmente.

    [foto di Diego Arbore]

  • Bando Arti Sceniche: gli spettacoli vincitori in anteprima

    Bando Arti Sceniche: gli spettacoli vincitori in anteprima

    Incontri, danzaMartedì 9 luglio 2013 (ore 18.30) nel porticato di Palazzo Ducale sono presentati in anteprima gli estratti dei Festival vincitori del bando Arti Sceniche 2013, promosso dalla Compagnia San Paolo di Torino.

    I Festival
    Lunaria Teatro: XVI Festival di una notte d’estate – Percorsi oltre il buio
    Associazione ARTU: Corpi urbani/Urban Bodies
    Rapallo Musica: XV Festival organistico internazionale “Armonie sacre percorrendo la terra di Liguria”
    Collegium Pro Musica: Festival internazionale di musica da camera “Le vie del Barocco”
    Echo Art: 22° Festival musicale del Mediterraneo
    Sarabanda: Circumnavigando

    Il bando ha assegnato complessivamente 4 milioni di euro per iniziative di teatro, musica e danza, dei quali circa 1 milione sono stati destinati a 10 rassegne e 6 stagioni teatrali delle Province liguri.

    I vincitori liguri del bando

    STAGIONI (totale:  € 810.000)
    Teatro dell’Archivolto, stagione 2013-14: € 260.000
    Teatro della Tosse, stagione “Questo spazio è di tutti”: € 230.000
    GOG – Giovine Orchestra Genovese, stagione 2013-14: € 195.000
    Teatro Cargo, stagione 2013-14: € 65.000
    Associazione S. Ambrogio, i concerti di San Torpete – VIII edizione: € 32.000
    Kronoteatro, stagione 2013-14: € 28.000

    RASSEGNE (totale: € 231.000)
    Lunaria Teatro, Festival in una notte d’estate: € 38.000
    Comune di Sestri Levante, Andersen Festival: € 35.000
    Rapallo Musica: € 30.000
    Comune di Perinaldo, Perinaldo Festival – VII edizione: € 22.000
    Associazione Collegium Pro Musica “Le vie del barocco” € 20.000
    Echo Art Genova 22° Festival musicale del mediterraneo € 20.000
    Comune di Monterosso al Mare, Nuove terre – Germogli di teatro a Monterosso € 18.000
    Associazione Culturale ARTU Genova Corpi Urbani/Urban Bodies € 18.000
    Sarabanda, Circumnavigando: € 15.000
    Levanto Festival Internazionale € 15.000

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Ta’Am: nasce l’associazione per il biologico e il km zero

    Ta’Am: nasce l’associazione per il biologico e il km zero

    Spighe al tramontoQualche tempo fa su Era Superba vi abbiamo raccontato l’iniziativa Il Cammello della Spesa, un servizio di consegna a domicilio di prodotti biologici e km zero organizzato dalla cooperativa sociale La Cruna. Si tratta della possibilità, per gruppi di almeno 3 persone, di ricevere la propria spesa (soprattutto generi alimentari, ma non solo) a casa o sul posto di lavoro favorendo dell’abbattimento dei costi proprio dei gruppi di acquisto solidale: un modo per risparmiare e al tempo stesso sostenere l’attività dei produttori che operano sul territorio.

    Lanciato circa due anni fa, il Cammello della Spesa conta oggi circa 500 iscritti sul territorio genovese. Come ci spiega Elena Corbo, che collabora da novembre con La Cruna nella gestione del servizio, «il numero di iscritti comprende sia gli acquirenti abituali sia quelli occasionali: per capire meglio l’effettiva tenuta del servizio, ogni mese facciamo due ordini ai produttori, con una media di 350 ordinazioni ciascuno da parte dei singoli iscritti».

    Il Cammello della Spesa è nato perché La Cruna già si occupava di attività presso gli uffici, per esempio con il ritiro di toner esausti, e a suo tempo si è voluto conciliare questo lavoro con iniziative più coerenti con gli scopi sociali (vedi la valorizzazione dei prodotti locali). Il buon esito dell’iniziativa ha tuttavia portato la necessità di costituire un’associazione autonoma: «La Cruna basa la sua attività su bandi e appalti, mentre Il Cammello della Spesa è un’attività commerciale che trae il suo finanziamento dalle adesioni di chi richiede il servizio. Pur condividendo i medesimi scopi, questa differenza nella gestione operativa ci ha fatto riflettere – insieme allo staff de La Cruna – sull’esigenza di dare maggiore autonomia al progetto. Io e il mio socio Fabio – che è anche l’ideatore del servizio – abbiamo dunque fondato Associazione Ta’Am – Il profumo della terra, che avrà sede a Genova Cornigliano e sarà inaugurata con un evento venerdì 19 luglio. Abbiamo scelto la formula dell’associazione perché meno onerosa e perché ci consente di organizzare eventi e iniziative in un’ottica non profit: in futuro ci auguriamo di trovare un doppio binario, gestire Il Cammello della Spesa con una cooperativa sociale e mantenere l’associazione per le iniziative non commerciali».

    L’associazione si occuperà sia di gestire Il Cammello della Spesa e garantirne la sostenibilità economica, sia di organizzare iniziative culturali sul tema del consumo critico e consapevole. «Il Cammello della Spesa ha lo scopo di valorizzare i prodotti locali e biologici e renderli accessibili a più persone possibile, anzitutto con prezzi non troppo elevati: riprendendo i valori del commercio equo e solidale, settore in cui ho lavorato per molto tempo, i prodotti acquistati tramite questo servizio hanno un “ricarico” che non va oltre il 30-50% rispetto al prezzo di costo. I negozi “ordinari” hanno invece percentuali superiori. Per farti capire meglio, un negozio che vende beni di lusso stabilisce dei prezzi molto più alti rispetto a quelli con cui li ha acquistati dai fornitori, così che se arrivano due clienti al giorno il guadagno è comunque elevato. Un servizio come il nostro ha invece necessità di un numero molto alto di acquirenti, e affinché questo avvenga i prezzi devono essere bassi: pertanto tendiamo a vendere i prodotti con uno scarso aumento rispetto al prezzo con cui li acquistiamo dai produttori».

    Quali sono i primi eventi in programma dell’associazione? «A ottobre partirà un corso di cucina naturale al Grimaldi Cafè di piazza della Meridiana che sarà tenuto da Alberto Ficarelli, cuoco specializzato in questa materia e che già tiene una rubrica di cucina consapevole sul sito de Il Cammello della Spesa. Vogliamo inoltre organizzare visite guidate alle aziende produttrici che aderiscono al Cammello della Spesa, mentre presso la nostra sede terremo eventi e conferenze aperti a tutti».

    Marta Traverso

  • Donne in guerra, Teatro Cargo: appello per lo spettacolo permanente

    Donne in guerra, Teatro Cargo: appello per lo spettacolo permanente

    Donne in guerraIL PRECEDENTE

    Luglio 2008: il Teatro Cargo di Voltri debutta sul Trenino di Casella con Donne in guerra: scritto e diretto da Laura Sicignano, lo spettacolo ripercorre vicende reali e testimonianze degli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale attraverso la storia di sei donne.

    Le sei attrici recitano sui vagoni del trenino, a pochissima distanza dal pubblico, alternandosi da un vagone all’altro così che ciascuna ripete due o tre volte la medesima scena, ogni volta davanti a spettatori diversi. Una prova d’attore di grande intensità, unita al panorama montano dell’entroterra genovese e alla valorizzazione dello storico mezzo di trasporto.

    Lo spettacolo è stato realizzato dal Teatro Cargo in collaborazione con Provincia di Genova e Fondazione Carige.

    2009: Donne in guerra viene replicato e riceve una segnalazione al Premio Ubu, istituito alla fine degli anni Settanta e considerato il più prestigioso riconoscimento in Italia per chi lavora nel teatro.

    Maggio 2012: Era Superba assiste a Donne in guerra sul Trenino di Casella (guarda le riprese dello spettacolo) e incontra Laura Sicignano, per una chiacchierata sullo spettacolo e sul percorso che il Teatro Cargo ha attraversato in questi anni nel quartiere e in città.

    In questo stesso periodo un gruppo di frequentatori abituali del Trenino si attiva per scongiurarne la chiusura, sia attraverso un gruppo Facebook sia tramite incontri dedicati alla pulizia collettiva delle singole fermate.

    IL PRESENTE

    Maggio 2013: come ogni anno il Teatro Cargo invia le prime comunicazioni relative a Donne in guerra e alla possibilità di acquistare i biglietti. Il comunicato stampa che noi e le altre redazioni abbiamo ricevuto titolava Quinta e ultima edizione, specificando che «le difficoltà economiche in cui versa il Cargo ci rendono difficile proseguire. Speravamo che “Donne in Guerra” potesse diventare un’attività istituzionale della città, visto il legame con il suo patrimonio materiale e immateriale, l’indubbio richiamo turistico e l’assoluta originalità a livello nazionale. Ma ad oggi non abbiamo avuto risposte concrete. Quindi iniziamo col salutare “Donne in guerra”: per chi volesse vedere questo unico spettacolo (molti tornano più volte, molti hanno già prenotato dallo scorso anno), suggeriamo di contattarci presto».

    Lo scorso 16 giugno si sono dunque concluse le repliche 2013 di Donne in guerra. L’intento di Laura Sicignano e di chi lavora al Teatro Cargo è tentare ogni via possibile per proseguire, sia per la qualità artistica dello spettacolo (che ha avuto ogni anno un forte successo di pubblico ed è stato anche portato in tournèe, per esempio al Teatro Metastasio di Prato) sia per le opportunità di valorizzazione turistica e culturale del Trenino di Casella.

    Marta Traverso

  • Genova Porto Antico, venditori ambulanti contro la repressione

    Genova Porto Antico, venditori ambulanti contro la repressione

    Sopraelevata da Piazza CaricamentoPochi giorni fa l’ennesimo blitz congiunto di guardia di finanza e vigili urbani al porto antico ha provocato il ferimento di un venditore ambulante senegalese che ha riportato la frattura ad una mano ed alcune lussazioni. È solo l’ultimo episodio di una lunga serie di azioni repressive il cui bilancio finale sono diversi feriti finiti all’ospedale, uno dei quali investito da un auto mentre cercava di sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine.
    Per questo l’associazione antirazzista interetnica “3 febbraio” si rivolge a tutti i cittadini solidali «Per essere a fianco dei venditori ambulanti che con coraggio stanno scegliendo di reagire con grande dignità», invitandoli a partecipare alla manifestazione di martedì 9 luglio alle ore 16 in Piazza Caricamento (zona galeone) con arrivo sotto la Prefettura (Largo Lanfranco) per chiedere un incontro al Prefetto di Genova «Basta repressione verso gli ambulanti: per una sanatoria senza ricatti, per il permesso di soggiorno per tutti/e, per uno spazio libero per i venditori ambulanti».

    «Sono persone dignitose e solidali, esseri umani che cercano, anche con il loro lavoro, una vita migliore  – scrive l’associazione 3 febbraio – Sono gli stessi che portarono solidarietà e aiuto dopo la tragedia dell’alluvione e che la stampa definì “angeli neri del fango”. Sono per lo più senza permesso di soggiorno perché, in quanto lavoratori autonomi, sono esclusi da ogni sanatoria e quindi da ogni possibilità di lavoro regolare alternativo».

    «La maggioranza appartiene alla comunità senegalese – spiega Mauro Musa dell’associazione 3 febbraio – poi c’è qualcuno del Bangladesh e di altre etnie». Stiamo parlando degli ambulanti che operano nell’area del galeone al porto antico. Un centinaio di giovani senegalesi. Ma i numeri sono maggiori «I venditori complessivamente potrebbero essere 200-300 persone, è difficile fare stime precise – sottolinea Musa – molti nel periodo estivo vanno a vendere nelle spiagge delle due riviere».

    «Contro di loro si organizzano presidi fissi e blitz con impegni economici importanti in nome della sicurezza – continua l’associazione 3 febbraio – Le istituzioni, spesso incalzate da commercianti e responsabili dell’area porto antico, hanno sempre scelto attività repressive e nessuna proposta alternativa».

    «L’iniziativa di martedì nasce direttamente dai fratelli senegalesi che da anni fanno parte dell’associazione 3 febbraio – racconta Musa – dopo gli ultimi episodi sopracitati la situazione è diventata sempre più esasperata e la manifestazione è un grido d’allarme rivolto alla città». La lista di adesioni è lunga e finora comprende: Rete Solidale Indipendente Genova, Associazione San Giacinto Baltasar, Associazione promozione sociale Y.E.A.S.T., Centro delle Culture Genova, Circolo Culturale Proletario di Genova, Collettivo sorellanza e libertà Maripose di Genova, Comitato Liberamente, Segreteria nazionale migranti Equador Senami Genova, Socialismo Rivoluzionario.

    Trovare una soluzione che garantisca il rispetto della legalità e nello stesso tempo dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, non è una cosa affatto semplice. Tuttavia, il primo punto imprescindibile è cambiare radicalmente approccio «I controlli devono essere fatti ma in un altro modo – afferma Musa – non con blitz aggressivi condotti da una cinquantina di agenti che creano pericoli per tutti, venditori, turisti e gli stessi tutori dell’ordine pubblico».

    «Qualche tempo fa abbiamo avuto degli incontri con l’assessore Fiorini – racconta Musa – il dialogo con l’amministrazione comunale è fondamentale, però, ultimamente si è arenato. Sto seguendo l’evolversi della situazione in altre città italiane dove le difficoltà sono le stesse. A Napoli, ad esempio, hanno individuato delle strade in cui è tollerata la presenza dei venditori ambulanti. Anche a Genova dovremmo impegnarci in questa direzione. Prima, però, è necessario che le istituzioni prendano consapevolezza che non si tratta di una mera questione di ordine pubblico».
    Ovviamente, come ricorda Musa, l’ostacolo principale è lo status di irregolari della maggior parte dei venditori, sprovvisti di permesso di soggiorno. «Fin quando le sanatorie non consentiranno anche a queste persone l’opportunità di regolarizzarsi, ci saranno sempre degli esclusi che, privi di alternative, proveranno a sopravvivere onestamente con l’unico lavoro che, tra mille difficoltà, riescono ad esercitare».

    «Noi crediamo nella solidarietà umana e crediamo che per vivere meglio c’è bisogno di superare l’egoismo e l’indifferenza che sono sempre più forti – conclude l’associazione 3 febbraio – Per la politica e le istituzioni questi immigrati sono un problema, per noi un motivo di scambio, confronto, conoscenza, amicizia e di una benefica integrazione umana».

     

    Matteo Quadrone

  • Colore e Dispositivo, Villa Croce: le opere di Gintaras Didžiapetris

    Colore e Dispositivo, Villa Croce: le opere di Gintaras Didžiapetris

    villa-croce-Photograph-by-Paul-Kuimet-copiaSarà inaugurata domani 9 luglio alle ore 18 nelle sale del Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce la mostra dal titolo Colore e Dispositivo, dell’artista lituano Gintaras Didžiapetris. Visitabile fino all’8 settembre 2013 (martedì-venerdì, dalle 9 alle 19; sabato e domenica 10-19), la mostra porta per la prima volta in Italia -iniziando proprio da Genova- l’intera trilogia di Didžiapetris girata in 16mm: Optical Events (2010), A Byzantine Place (2011) e Transit (2012). Disponibile anche il catalogo della mostra, realizzato grazie ai contributi del Lithuanian Culture Support Foundation e del Programma Culturale dell’Unione Europea.

    Colore e Dipositivo è stata già presentata fuori dall’Italia nel 2007 –in una diversa versione, che prendeva il nome di “From Time to Time”- nella capitale lituana, al CAC – Contemporary Art Center di Vilnius. Presto verrà riproposta all’Objectif Exhibitions di Antwerp (autunno 2013), ma per la prima volta Genova è riuscita ad accaparrarsela grazie alla perizia e all’attenzione verso il panorama culturale internazionale dei curatori del Museo e della Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale. Ma perché visitare questa mostra?

    gintaras-villa-croceInnanzitutto, all’interno dell’esposizione sarà possibile ammirare i lavori del giovane artista Didžiapetris, classe 1985: già in Italia nel 2011, quando ha esposto i suoi lavori alla Biennale di Venezia, nella mostra genovese l’artista esporrà fotografie, film, installazioni, in una continua ricerca anacronistica e fuori dal tempo, in una sospensione astratta e atemporale. Nello specifico, tra tre i film di Didžiapetris, uno –prodotto proprio con il sostegno e l’aiuto del Museo di Villa Croce- è presentato in anteprima assoluta a Genova. I film, originariamente nati in pellicola, sono qui trasformati in versione digitale: si tratta di film muti che raccolgono immagini, ricordi, spezzoni di vita, affiancati l’uno all’altro in una successione all’apparenza causale e incomprensibile. Come se stessimo ritrovando per caso un vecchio filmino di famiglia, girato dal nonno tanti anni fa, con scene di vita quotidiana che possiamo provare a ricostruire, a seconda della nostra personale sensibilità. Questa la strategia di Didžiapetris, che non da linee guida per l’interpretazione delle sue opere ma che invece ci mette davanti a cose, immagini, installazioni che ciascuno di noi dovrà interpretare a suo modo e caricare di diversi significati. Oltre ai film, opere fotografiche, installazioni, sculture, elementi sospesi nel vuoto: immaginarsi delle storie dietro alle immagini, ricostruire percorsi, lasciare libera la fantasia, senza le rigide istruzioni dell’artista, ma piuttosto trasformando in artista ogni spettatore che, guardando le opere, creerà i suoi percorsi interpretativi personali. In un mondo in cui narrazione e memoria si intrecciano, un mondo mentale portatore di un misticismo ipnotico.

    A-Byzantine-Place-villa-croceColore e Dispositivo è una mostra che già nel titolo racchiude l’idea fondamentale che l’astrazione è parte della vita quotidiana, che l’immagine è fatta di dettagli, che i colori non sono altro che macchine che servono per giungere alle emozioni. È il caso della stanza completamente blu creata dall’artista, e di altre opere fortemente caratterizzate dalla presenza di colori intensi: il colore, appunto, come macchina e come dispositivo che permetta di fare un salto dal dato reale al mondo astratto dei sentimenti e della vita interiore.

    Ma chi è questo misterioso, giovane artista, nel nostro paese ancora poco conosciuto ai più? Lituano, nato a Vilnius 28 anni fa, Gintaras Didžiapetris già vanta un curriculum degno di un professionista dall’attività pluri-decennale: il più giovane artista ad essere stato presentato con una personale dal CAC, ha partecipato alla Biennale di Venezia del 2011 ed è presente anche nell’edizione del 2013, apertasi qualche settimana fa. Inoltre, numerose collettive tra cui: A Geographical Expression, per la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2011), Rearview Mirror, Power Plant (Toronto, 2011), Exhibition, al Castello di Rivoli nel 2010, Index Off, al Palais de Tokyo (Parigi, 2010), Paper Exhibition, all’Artists Space di New York nel 2009.

     

    Elettra Antognetti

     

    Gintaras Didžiapetris – Colore e Dispositivo

    Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce

    Dal 9 luglio al 8 settembre 2013

    Mar-ven ore 9-19; sab-dom 10-19

    Inaugurazione: martedì 9 luglio ore 18:30

    Genova Palazzo Ducale 
Fondazione per la Cultura

  • Ignacia e Paula Maffia: musica dal vivo ai Giardini Luzzati

    Ignacia e Paula Maffia: musica dal vivo ai Giardini Luzzati

    giardini luzzati 2Lunedì 8 luglio 2013 i Giardini Luzzati ospitano una tappa del primo tour europeo di Ignacia & Paula Maffia, duo argentino alla prima esperienza in Europa, la cui musica unisce le sonorità latinoamericane a incursioni nel jazz e nella musica elettronica.

    Il concerto si tiene nella “serata di pausa” dello spettacolo teatrale Il gran bazar de Le Mille e Una Notte a cura del Teatro della Tosse, che sarà in scena proprio ai Luzzati fino a sabato 13 luglio.

    Ingresso gratuito.

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  • Deos, danza contemporanea a Genova: spettacolo al Porto Antico

    Deos, danza contemporanea a Genova: spettacolo al Porto Antico

    Pulcinella2Domenica 7 luglio 2013 (ore 21.30) il Porto Antico di Genova ospita – nell’ambito della rassegna Mediterrarte 2013 – lo spettacolo di balletto Pulcinella. Un tango per Violetta.

    Diretto dal coreografo Giovanni Di Cicco, l’evento è curato dall’ensemble di danza contemporanea Deos operante lo scorso anno presso il Teatro Carlo Felice. Lo spettacolo propone le nuove produzioni di danza contemporanea e teatro-danza messe in scena dalla compagnia: Pulcinella di Igor Stravinskij, recentemente presentato alla Stagione Sinfonica con la direzione del M° Mario Brunello, e un estratto in anteprima assoluta di Un tango per Violetta, spettacolo su musiche di Giuseppe Verdi, Astor Piazzolla, Carlos Gardel e Osvaldo Pugliese in collaborazione con la Scuola Genova Tango diretta da Paolina Antognetti.

    Danzatori
    Luca Alberti – Angela Babuin – Luisa Baldinetti – Cristina Banchetti – Filippo Bandiera – Emanuela Bonora – Melissa Cosseta – Dario Greco – Barbara Innocenti – Nicola Marrapodi – Erika Melli – Roberto Orlacchio – Roberto Pierantoni – Andrea Valfré.

    Con la partecipazione di Margaux Gargano, Samuele Fragiacomo, Alessandra e Max Fontanini per Scuola Genova Tango.

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  • Coordinamento per Quarto, ex manicomio: l’incontro al Ducale

    Coordinamento per Quarto, ex manicomio: l’incontro al Ducale

    manicomio-quarto-D1Nella giornata di ieri, venerdì 5 luglio, presso la Sala del Minor consiglio a Palazzo Ducale si è svolto l’incontro del Coordinamento per Quarto in merito al futuro dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto (un tema che Era Superba segue da tempo con attenzione).

    I membri del Coordinamento, nato circa un anno fa dalla volontà dei cittadini di protestare contro la (s)vendita della struttura a privati, hanno voluto fare pubblicamente il punto della situazione.

    Come affermato dai suoi componenti durante l’incontro, il termine coordinamento vuole sottolineare l’esigenza che si è venuta a creare di tenere insieme tante istanze, ovvero dare modo ai tanti soggetti coinvolti di partecipare al dibattito sul futuro dell’area arrivando così alla soluzione migliore per l’interesse comune. Gli individui sono al centro del progetto, prevale la convinzione che il successo dell’iniziativa risieda nella dimensione relazionale. La soddisfazione maggiore dei suoi membri è che il Coordinamento per Quarto sia stato un motore per le istituzioni, in grado di avvicinare maggiormente la politica alle proposte e alle necessità delle persone.

    Il Coordinamento in questi mesi ha messo al vaglio una serie di problematiche e di possibili soluzioni, l’idea condivisa è che comunque si debba arrivare al massimo ad una tripartizione dell’area tra pubblico, sanitario e privato, anche se per quest’ultimo la necessità è avvertita più dalle istituzioni per motivi di bilancio che non dai cittadini. A sostegno dell’iniziativa sono intervenuti gli architetti Giovanni Spalla e Lucio Ruocco, entrambi hanno presentato ipotesi di progetto che venissero incontro a queste esigenze ottimizzando però gli immobili esistenti e salvaguardando così la bellezza urbanistica della zona e i suoi spazi verdi.

    manicomio-quartoA livello istituzionale è intervenuto l’Assessore Regionale alla Sanità Claudio Montaldo che ha parlato dello sforzo congiunto fra Comune e Regione per venire a capo della situazione, ringraziando il Coordinamento per aver aperto il dibattito.
    E’ intervenuto anche il vice sindaco Stefano Bernini che ha affermato: «Abbiamo sicuramente imparato qualcosa da questo percorso come amministratori. Prima di vendere bisognava capire e pensare meglio alle esigenze territoriali», dando merito così al lavoro dei cittadini che hanno deciso di opporsi ad una decisione presa dai loro amministratori e affermando inoltre: «Lo sforzo congiunto in un tavolo di lavoro ha portato a rimediare in gran parte agli errori delle vendite».

    Nerio Farinelli, presidente del Municipio Levante, ha invece ricordato quanta strada ci sia ancora da fare per definire la situazione dell’ex manicomio: «Se guardiamo alla vendita al ribasso tentata un anno fa ci sono stati passi avanti, ma rispetto ai tavoli di lavoro di febbraio c’è una situazione di stand-by inspiegabile» a cui ha risposto l’architetto Silvia Capurro, funzionaria del Comune e redattrice dell’accordo di programma sulla questione, sostenendo che questi ultimi mesi siano stati utilizzati per venire a capo della situazione causata dalle vendite pregresse degli immobili che si è dovuto far rientrare in possesso degli enti pubblici.
    Sulla situazione hanno garantito il loro interessamento i consiglieri regionali della Lista Biasotti, Pellerano e Siri, che da tempo seguono la vicenda.
    Sono intervenuti inoltre uno psichiatra e dei parenti di alcuni tra gli 80 pazienti psichiatrici ancora ricoverati nella struttura e un rappresentante dell’Associazione disturbi alimentari, che hanno evidenziato come si debba prestare la massima attenzione alla loro situazione.
    Per concludere c’è stato il saluto del presidente di Palazzo Ducale, Fondazione per la Cultura, Luca Borzani, che ha elogiato il lavoro del Coordinamento definendolo: “Capitale sociale”.

     

    Giorgio Doria