Tag: associazioni

  • Tegras: al Teatro Govi gli spettacoli delle scuole di Genova

    Tegras: al Teatro Govi gli spettacoli delle scuole di Genova

    Teatro GoviInizia oggi (lunedì 20 maggio 2013) e termina giovedì la prima fase di Tegras 2013, la rassegna di teatro educazione che ogni anno il Comune di Genova organizza in collaborazione con alcune scuole della città.

    A differenza delle passate edizioni, che vedevano coinvolti diversi teatri cittadini in un lungo arco di tempo, la rassegna di quest’anno si svolgerà in un’unica sede, il Teatro Govi di Genova Bolzaneto. Diciotto scuole genovesi, per un totale di circa 400 bambini e ragazzi, coordinati con il contributo di Akropolis, La Chascona, Officine Papage e Teatro dell’Ortica.

    A seguire, mercoledì 5 giugno si terrà una giornata di festa a cura del progetto Giovani della Fondazione Carige, a cui potranno partecipare tutte le scuole iscritte alla rassegna e anche altre che fossero interessate.

    L’ingresso è libero a tutti gli spettacoli: in agenda eventi trovate il programma di Tegras 2013.

  • Maddalena: fiori in strada, visite guidate e giochi per bambini

    Maddalena: fiori in strada, visite guidate e giochi per bambini

    maddalenaSabato 18 maggio tanti appuntamenti nel quartiere della Maddalena, il cuore del centro storico di Genova: per l’intera giornata piante e fiori decoreranno piazza della Posta Vecchia, piazza delle Vigne, piazza Quattro Canti di San Francesco e piazza del Ferro, con l’evento Maddalena Jungle.

    In programma un seminario sul valore sociale del verde alla presenza di alcune associazioni attive in città, come Terra! Onlus, il comitato di riqualificazione dei Giardini di plastica e gli Angeli col fango sulle magliette.

    Nel pomeriggio appuntamento con i bambini in piazza Cernaia per Tira il dado e scopri la Maddalena, appuntamento conclusivo del ciclo di visite guidate nel quartiere. Alle 15 gioco dell’oca, merenda collettiva e la possibilità di visitare una mostra con i disegni dei bambini di 10 scuole genovesi, che nel corso di questo anno scolastico hanno dato una loro “interpretazione” del quartiere.

    Le iniziative per rilanciare la zona del centro storico però non si fermano qui: questo è il video girato dal laboratorio probabile Bellamy, ideato dal Civ Maddalena e dall’associazione A.Ma Abitanti Maddalena.

    Maddalena vive from laboratorio probabile on Vimeo.

  • Giornata mondiale contro l’omofobia: programma degli eventi a Genova

    Giornata mondiale contro l’omofobia: programma degli eventi a Genova

    omofobiaVenerdì 17 maggio 2013 in tutto il mondo è la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, istituita dall’Unione Europea nel 2007 e che ricorda due temi importanti: la cancellazione dell’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali (avvenuta nel 1990 su direttiva dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) e la lotta alla discriminazione nei confronti di persone omosessuali e transgender.

    A Genova si tengono diversi eventi per questa giornata: Palazzo Ducale ospita la proiezione di alcuni video, tra cui Questo è amore / This is love – curato dalla stessa Fondazione Cultura – e Articolo 3, realizzato da Arcigay Approdo in collaborazione con la compagnia teatrale Musicalmente.

    Sono tre gli eventi che coinvolgeranno il pubblico. Il primo è Mettiamoci la faccia, organizzato dal Segretariato Studenti di Medicina: dalle 15 alle 19 i passanti a Palazzo Ducale saranno invitati a farsi fotografare all’interno di una cornice, una campagna di sensibilizzazione contro l’omofobia. Dalle 17 alle 20 Mettiamoci la voce, reading collettivo di brani a cura di Musicalmente. Infine alle 19 Frozen Kiss: i partecipanti rimarranno immobili durante lo scambio di un bacio.

    Alle 19 la chiesa di San Benedetto al Porto ospita una veglia di preghiera per le vittime dell’omofobia a cura del Gruppo Bethel. L’evento si svolge in diverse città italiane, presso luoghi di culto di diverse confessioni religiose, ed è coordinato dal Forum europeo degli omosessuali credenti. Come spiega la presidente Laura Ridolfi «si tratta di un evento aperto a tutti e coordinato da don Claudio Boldrini, un diacono che supporta Don Andrea Gallo e che dopo la morte di Don Piero Borelli – che nel 2009 ci aiutò a fondare il gruppo Bethel – ha da pochi mesi preso il suo posto come nostra guida spirituale. Si tratta di un evento “autonomo” dgli altri organizzati a Genova in questa giornata, perché gli omosessuali credenti sono – se così si può dire – un gruppo ancora più nascosto rispetto alle altre associazioni presenti sul territorio».

    Sabato 18 maggio, nel laboratorio sociale di Vico Papa, il gruppo Bethel organizza anche l’incontro Omo/Trans-Philia, con la presentazione del libro Sesso mutante. I transgender si raccontano e la proiezione del documentario L’amore autentico. A tu per tu con le madri cristiane di due ragazzi gay.

  • Consiglio Comunale dei Ragazzi: cittadinanza attiva nelle scuole

    Consiglio Comunale dei Ragazzi: cittadinanza attiva nelle scuole

    Porticato di Palazzo DucalePer il terzo anno Palazzo Ducale ha ospitato gli Stati Generali della Partecipazione, un evento in cui bambini e ragazzi provenienti da diverse scuole della Liguria mettono a confronto le loro esperienze di cittadinanza attiva nelle loro comunità locali.

    Si tratta dei CCR, acronimo di Consigli Comunali dei Ragazzi. L’incontro di Palazzo Ducale (svoltosi ieri, mercoledì 15 maggio 2013) ha visto partecipare circa 170 bambini dalle scuole di Imperia, Taggia, Sanremo, Vallecrosia, Cicagna, Recco, Casarza Ligure, Spotorno e Arenzano: ogni classe, nel proprio stand, illustrava proposte e delibere approvate nel proprio paese di provenienza. Pulizia delle spiagge, riqualificazione di aree verdi, promozione della raccolta differenziata e così via. Nell’ambito di un’assemblea plenaria, le diverse scuole confrontano modalità di lavoro e condividono progetti. Come spiega Valentina Sciutti di Arciragazzi, «l’aspetto più importante dei CCR è che spesso le “vere” istituzioni locali discutono e concretizzano le proposte dei ragazzi. Ogni anno ne monitoriamo l’attività in questo senso, perché i CCR abbiano una ricaduta positiva sulle aree in cui si realizzano, e il riscontro è sempre positivo. In occasione di questo incontro al Ducale, Arciragazzi raduna materiali e istanze prodotti dai singoli CCR e li propone a tutti, anche alle scuole oggi non presenti ma che al loro interno hanno un CCR».

    Un’iniziativa lodevole, che però in questa edizione presenta anche un aspetto di polemica: «Di solito il convegno dura fino alle 15.30: quest’anno ci hanno praticamente “cacciati” prima, perché la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale doveva accogliere i giornalisti provenienti da fuori Genova per i funerali delle vittime del porto. Inoltre, mentre di solito i pullman che portano i materiali a noi necessari parcheggiano in piazza Matteotti, oggi è stata chiusa al traffico e transennata, così che abbiamo dovuto portare tutto a mano da piazza Dante». Valentina non ne sa il motivo, sono io a spiegarglielo. Piazza Matteotti ospiterà il maxischermo che tramuterà un lutto privato e cittadino in un grande evento mediatico. Ma questa è un’altra storia. Torniamo a parlare di questa bella iniziativa, per capirne qualcosa in più.

    Il CCR è un progetto nato con la legge 285/97 (Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza), che a sua volta si richiama alla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (1991), che nell’articolo 12 dichiara “Gli Stati parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità.
    A tal fine, si darà in particolare al fanciullo la possibilità di essere ascoltato in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che lo concerne, sia direttamente, sia tramite un rappresentante o un organo appropriato, in maniera compatibile con le regole di procedura della legislazione nazionale“.

    Come funziona, in pratica? Si costituisce all’interno delle classi di elementari, medie o superiori un Consiglio Comunale in tutto simile a quello “reale”. Un alunno viene eletto Sindaco, sono eletti gli Assessori, e periodicamente si svolgono le assemblee con l’aiuto di un facilitatore, che sia un insegnante o un “vero” membro del Consiglio Comunale cittadino. «Nei paesi più piccoli è più facile che Sindaco o Assessori trovino tempo e disponibilità per partecipare agli incontri, anche se gli impegni istituzionali spesso non lo rendono possibile».

    Arciragazzi organizza annualmente questo incontro in collaborazione con Yepp, che si occupa della documentazione audio-video. Fondazione Carige (i CCR sono parte del suo Progetto Giovani) mette ai disposizione i pullman che trasportano gratuitamente i ragazzi da/per le scuole di provenienza, mentre Celivo fornisce tutti i materiali necessari e numerose altre associazioni del territorio danno il loro contributo. Infine Comune di Genova, Clesc e Arci Servizio Civile sono patrocinatori dell’evento.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Sestri Ponente, forno a legna collettivo a disposizione della comunità

    Sestri Ponente, forno a legna collettivo a disposizione della comunità

    sestri-ponente-fincantieri-cantiere-navale-dInaugurerà domenica 19 maggio a Sestri Ponente il forno di quartiere realizzato grazie ad una task force che ha visto collaborare assieme Uisp, l’associazione Terra! Onlus, il circolo Filippo Merlino di Sestri Ponente e il Municipio VI Medio Ponente. Gaia, del direttivo del Circolo Merlino, e che da anni è impegnata anche come educatrice Uisp, ci ha svelato in anteprima le iniziative legate a questo progetto.

    L’immagine di un forno di quartiere evoca subito atmosfere antiche, sapori di un pane dalla crosta dura e farinosa, donne impegnate nell’antica e paziente arte della lievitazione. Dal 19 maggio a Genova – Sestri Ponente, un antico sogno diventerà un progetto di tutti e per tutti, all’interno del circolo Merlino, il quale ospiterà nei suoi spazi un forno a legna collettivo, realizzato dai volontari di Terra! Onlus, che hanno messo a disposizione le loro competenze per dare vita ad una struttura, costruita interamente con materiali naturali come terra cruda, argilla e paglia.

    Si tratta di un’iniziativa che si rivolge non solo agli abitanti del quartiere più popoloso di Genova, ma che, grazie all’impegno di Uisp – che ha preso in carico l’aspetto educativo del progetto, prevederà anche una serie di eventi legati all’educazione alimentare e laboratori di panificazione per adulti e bambini.
    «L’idea – come racconta Gaia – nacque circa un anno fa dalla volontà di Uisp, Terra! Onlus e circolo Merlino di dare vita ad un progetto di lungo periodo in cui la condivisione dei saperi tradizionali potesse diventare veicolo di partecipazione sociale e cittadinanza attiva: il forno a legna quindi sarà un bene a disposizione di tutti coloro che vogliano cimentarsi nella panificazione e sarà un luogo di incontro in cui comunicare e socializzare le reciproche conoscenze, i gusti e i prodotti».

    Dopo l’inaugurazione di domenica che terminerà con una grande infornata di pizza per tutti i presenti, sono già previsti cinque appuntamenti, a cura di Uisp Genova, che si svolgeranno nelle settimane a seguire, in cui famiglie, bambini e abitanti del quartiere potranno apprendere alcune tecniche di lievitazione per preparare pani tradizionali, pizze e focacce. Filo conduttore delle iniziative sarà la divulgazione di una corretta educazione alimentare, sempre più marginale nella vita delle persone, e il recupero di un’arte antica, coniugate alla soddisfazione di poter consumare qualcosa che deriva dal proprio lavoro manuale e dalla pazienza dell’attesa che ogni buona lievitazione richiede.
    I singoli che vogliano in seguito utilizzare il forno potranno mettersi in contatto con la segreteria del circolo Merlino, il quale si occuperà di gestire le prenotazioni e l’utilizzo della struttura.

    Chiara Guatelli

  • Fai, Fondo Ambiente Italiano: nasce a Genova il gruppo giovani

    Fai, Fondo Ambiente Italiano: nasce a Genova il gruppo giovani

    via-garibaldi-D1Venerdì 10 maggio 2013 (ore 19) si svolge a Palazzo Lomellino in via Garibaldi l’evento di presentazione del gruppo giovani FAI, una nuova squadra di volontari nella sezione locale del Fondo Ambiente Italiano, associazione che da oltre trent’anni si occupa di promuovere e tutelare l’eccezionalità del patrimonio ambientale e storico-artistico in Italia.

    In programma visite guidate al Palazzo, con mostra fotografica di Lidia Giusto e Stefano Ricco. A seguire, presentazione del gruppo e aperitivo musicale con Mnemosyne Ensemble.

    Saranno presenti Sonia Cevasco Asaro – capo delegazione FAI Genova – e Andrea Fustinoni – Presidente regionale FAI Liguria.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Le figlie di Mami Wata: Nigeria, film sulla tratta delle donne

    Le figlie di Mami Wata: Nigeria, film sulla tratta delle donne

    cinemaGiovedì 9 maggio 2013 (ore 15-18) una proiezione a cura dell’Associazione Umwomen Liguria e il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Genova.

    Nell’aula magna della Facoltà sarà proiettato il documentario Le figlie di Mami Wata di Giuseppe Carrisi, sul tema della tratta delle donne nigeriane in Italia. Ogni anno arrivano in Europa circa 6.000 donne e ragazze nigeriane a scopo di sfruttamento sessuale, ridotte in schiavitù e obbligate a prostituirsi per pagare il debito contratto con i trafficanti, pari a 30-60 mila €.

    Sarà presente la protagonista del film Isoke Aikpitanyi.

    La proiezione sarà replicata anche domani (venerdì 10 maggio ore 17.30, ndr) al Centro Civico Buranello di Sampierdarena.

  • Fare volontariato a Genova: la ricerca della Lega Tumori

    Fare volontariato a Genova: la ricerca della Lega Tumori

    unione-mani-solidarietaSono tante le opportunità a Genova per fare volontariato, negli ambiti più vari. In aggiunta al servizio di coordinamento offerto da Celivo, le associazioni periodicamente attivano una campagna di ricerca che sfrutta sempre più la viralità dei social network.

    Raccogliamo oggi l’appello della sezione genovese di Lilt – acronimo di Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – costituita nel 1946 e molto attiva sul territorio anche e soprattutto tramite eventi di sensibilizzazione sulla prevenzione; incontri informativi nelle scuole (in particolare sull’alimentazione corretta e sugli negativi effetti di fumo, alcol e dipendenze); supporto ai pazienti che stanno affrontando la terapia, complementare a quanto viene svolto negli ospedali; supporto ai familiari, che possono avere ospitalità presso la casa d’accoglienza presso l’Ospedale San Martino; servizio di ambulatorio presso la sede di via Caffaro, offrendo al pubblico la possibilità di effettuare visite di controllo e prevenzione in ambito ginecologico, dermatologico, dietologico, nutrizionale, urologico.

    Volontari-LILT-Genova-01-01Aspiranti attori, ballerini, educatori, esperti di comunicazione, sartoria e bricolage, si legge nel comunicato. Ci facciamo spiegare da Marcella Tubelli, che per Lilt si occupa di comunicazione ed eventi, qual è l’impegno di Lilt sul territorio:  «Principalmente siamo presenti nell’Ospedale San Martino, all’interno dell’ex Ist di Genova con un punto informativo e una base operativa, e come supporto all’attività dell’Hospice Maria Chighine con un gruppo di volontari specializzati nello stare accanto ai pazienti ricoverati presso questa struttura. Nella zona limitrofa all’Ospedale (corso Europa) è inoltre situato il nostro centro di accoglienza, “Casa Amici“, che ospita chi viene da lontano per effettuare terapie o esami o deve assistere un familiare ricoverato».

    Genova è inoltre una città molto attiva dal punto di vista della prevenzione: la collaborazione più fiorente con Lilt è quella di Nicole Provenzali e Marilisa Bombonato, che sia attivano sia sul web con ricetteveg sia tramite corsi e incontri tramite Cucina consapevole«Abbiamo cercato di comunicare l’importanza della prevenzione a partire dalla tavola, per trovare un modo più vicino a tutti di raccontare cosa e come approcciare il mondo del cibo in una maniera istruita e divertente. Nicole e Marilisa ci hanno aiutato a trovare formule coinvolgenti come il concorso di Ricette dello scorso anno o il concorso fotografico della appena passata edizione. La risposta è stata positiva, a dimostrazione del fatto che parlare di prevenzione può essere divertente e giocoso se fatto nella maniera giusta. Inoltre, attraverso i social network e il nostro sito internet raccontiamo così la quotidianità della nostra associazione, teniamo informati tutti su nuove iniziative, ma raccontiamo anche le storie dei nostri volontari, le loro esperienze, per arrivare a parlare anche delle novità della ricerca oncologica».

    Per diventare volontari ci si può recare nella sede di via Caffaro o in quella dell’ex Ist, oppure contattare l’associazione via mail info@legatumori.genova.it o telefono 010 2530160.

    Marta Traverso

  • I dieci anni del Buridda: no allo sgombero, protesta a oltranza

    I dieci anni del Buridda: no allo sgombero, protesta a oltranza

    Lsoa BuriddaIL PRECEDENTE

    Ottobre 2011: alcune aste pubbliche indette dal Comune di Genova vanno deserte, bloccando così la vendita di parte del patrimonio immobiliare necessaria a dare sollievo alle casse dell’ente pubblico. Tra questi, l’edificio di via Bertani (in cui un tempo vi era la Facoltà di Economica) dove dal 2003 è attivo il laboratorio sociale Buridda: uno spazio di 5.600 metri quadrati con una base d’acquisto di 7.800.000 €.

    Novembre 2011: ufficializzato il trasferimento del Buridda in piazza Cavour, nei locali dell’ex mercato del pesce. Promotore di una regolarizzazione di questo e degli altri centri sociali presenti in città è Don Andrea Gallo, che si è fatto tramite tra i gestori dei centri e il Comune affinché sia firmato un protocollo d’intesa che ne regolarizzi le attività.

    La firma del protocollo è fondamentale sia per ufficializzare l’occupazione degli spazi e le attività che in essi si svolgono, sia per garantire (soprattutto sul piano economico) gli opportuni lavori di ristrutturazione e di messa in sicurezza.

    Ottobre 2012: in piazza Cavour un primo passo verso il trasloco, con l’inaugurazione di un’area adibita a palestra per arrampicata. Si tratta dell’unico spazio attualmente agibile nell’area ex mercato, in attesa dei lavori che renda disponibile anche il resto.

    Dicembre 2012: un anno dopo la firma del protocollo d’intesa, abbiamo chiesto ai gestori dei centri sociali genovesi di fare il punto sulle promesse mantenute, soprattutto dopo il cambio di Sindaco e Giunta.

    Luciano, che opera nel Terra di Nessuno a San Teodoro, ci spiega che «l’amministrazione Doria ha confermato di voler proseguire sulla stessa traccia aperta dalla precedente, verificando lo stato degli accordi contenuti nel protocollo e riprendendo in mano i passaggi ancora mancanti».

    Febbraio 2013: mentre le trattative appaiono in stallo, si discute circa il futuro dell’area del Mercato del pesce. L’ipotesi più probabile è un trasferimento a Bolzaneto, dove già si trova da alcuni anni il mercato ortofrutticolo un tempo sito in corso Sardegna.

    IL PRESENTE

    Sgomberare il Buridda senza garanzie sulla nuova sede: questa è la voce circolante da qualche tempo, una comunicazione ufficiosa giunta dal Comune secondo cui la Procura ha già disposto – entro brevissimo tempo – l’allontanamento di chi gestisce lo spazio per indire una nuova vendita pubblica, senza attendere l’ufficialità del trasloco in piazza Cavour né la disponibilità immediata di un’eventuale altra sede temporanea.

    Da pochi giorni è stata creata la pagina Facebook Un polpo al cuore, nata per celebrare i dieci anni del Buridda e per sostenere lo stato di assemblea permanente deciso dallo staff. Inoltre Antonio Bruno, consigliere comunale di Federazione della Sinistra, ha presentato un’interrogazione per capire lo stato delle cose.

    Trascriviamo parte del messaggio con cui i quattro centri sociali di Genova si sono uniti per far fronte a questa emergenza: «Dieci anni di occupazione dell’ex Facoltà di Economia in via Bertani 1 hanno saputo restituire alla città spazi unici per la libera espressione, la creatività e l’aggregazione. (…) Il successo e il coinvolgimento della cittadinanza in questo percorso confermano la pratica dell’autogestione quale necessità e strumento in grado di garantire la libera fruizione degli spazi senza alcuna esclusione o limite di accesso. (…) Il Comune intende vendere l’immobile di Via Bertani 1 per coprire parte del suo enorme buco di bilancio; da subito il Laboratorio Buridda si è detto disponibile al trasferimento in altra sede se adeguata e se non avesse comportato l’interruzione delle attività che quotidianamente vivono in quegli spazi. (…) Per raggiungere tale obiettivo oggi il Comune blocca un percorso iniziato sei anni fa, ritrattando le condizioni raggiunte rispetto alla totale assegnazione del mercato del pesce (…). Ribadiamo che finché non avremo uno spazio adeguato alle nostre attività non cederemo il passo».

    Questo venerdì (10 maggio 2013, ndr) si svolge inoltre al Buridda Minimo Vol. 5, un evento dedicato alla musica e alle autoproduzioni artistiche. Un’occasione ulteriore per sostenere lo spazio e conoscere le ragioni della protesta dalla viva voce di chi da dieci anni mantiene attiva – grazie a eventi come Critical WineCritical BeerIf the bomb falls e altri – una delle realtà culturali più produttive in città.

    Marta Traverso

  • Take… Action: concorso video, uno spot contro i tumori del sangue

    Take… Action: concorso video, uno spot contro i tumori del sangue

    pellicolaSono aperte fino a venerdì 31 maggio 2013 le iscrizioni alla terza edizione di Take… Action!, bando di concorso per videomaker, indetto da BolognAIL, sezione bolognese dell’Associazione Italiana contro le Leucemie – Linfomi e Mieloma ONLUS, e promosso da AIL nazionale.

    Requisiti per partecipare è avere età compresa tra i 18 e i 35 anni: si dovrà realizzare uno spot (durata max 1 minuto) di sensibilizzazione sulla lotta ai tumori del sangue.

    Lo spot dovrà affrontare uno dei seguenti temi:
    ricerca scientifica: l’importanza della partecipazione a sostegno della ricerca scientifica, del miglioramento della qualità della vita dei pazienti, del progresso nella cura e nella guarigione;
    comunicazione, marketing sociale e fundraising: promuovere le campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi dell’Associazione AIL.

    Una giuria valuterà efficacia del messaggio e originalità nello stile del prodotto. Il vincitore potrà:
    essere presente sul set in un progetto della DUEA film, la casa di produzione del regista Pupi Avati (senza però alcuna retribuzione o rimborso spese).
    – (se studente laureando o neolaureato presso l’Università di Bologna) avere una borsa di studio retribuita di sei mesi presso la redazione di FlashVideo.it del Progetto Giovani del Comune di Bologna.

    La premiazione avverrà il 20 giugno 2013 all’Auditorium DARvipem (Dipartimento delle Arti Visive Performative e Mediali) in occasione della Giornata Nazionale per la lotta contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma.

    I video selezionati saranno utilizzati da AIL per le sue campagne di sensibilizzazione.

  • Archivio dei Movimenti a Genova, foto e documenti sugli anni 60 e 70

    Archivio dei Movimenti a Genova, foto e documenti sugli anni 60 e 70

    Foto  archiviomovimenti.org
    Foto archiviomovimenti.org

    «Un’associazione per raccogliere le testimonianze orali, documenti e quant’altro possa servire a tramandare l’esperienza del ‘68, con il femminismo, le lotte operaie e la lotta armata, e tutto ciò che si è manifestato come forma di “antagonismo” e di spirito sovversivo negli anni ‘60/’70». Questa è l’Associazione per un Archivio dei Movimenti, raccontata attraverso le parole di uno dei suoi fondatori Giuseppe Iose Varlese. L’Associazione, nata a Genova nel marzo 2009, sotto la presidenza di Paola De Ferrari, si occupa di censire, raccogliere, archiviare il patrimonio (fondi documentari e materiale fotografico) prodotto nella Liguria degli anni ’60-’70 dai vari movimenti politico-sociali-culturali, fino ai giorni nostri: conservati spesso da privati, protagonisti e testimoni di quel periodo, o da associazioni politiche e affini, i documenti sono confluiti da ormai 4 anni negli archivi dell’Associazione.

    Dall’ottobre 2010, inoltre, l’Associazione ha creato, in collaborazione con la Biblioteca Civica Berio, il servizio archivistico di consultazione di documenti ARCHIMOVI: grazie a questo servizio è possibile reperire i fondi documentari raccolti dall’Associazione e consultarli. Un bene culturale, un bene comune nato dalla collaborazione tra privati e Enti pubblici, per la fruizione da parte di tutta la comunità. Per non dimenticare.

    ASSOCIAZIONE PER UN ARCHIVIO DEI MOVIMENTI E ARCHIMOVI

    Foto  archiviomovimenti.org
    Foto archiviomovimenti.org

    Si tratta di un’Associazione nata nel 2009 dall’iniziativa di un gruppo di amici, ex militanti del ’68 e della stagione calda dei movimenti  di  Genova. Lo scopo, quello di raccogliere e mantenere la memoria degli avvenimenti dell’epoca: fondi documentari, materiale grafico e fotografico dei movimenti politico-sociali a Genova e in Liguria dagli anni ’60 in poi sono entrati a far parte dell’Archivio e sono oggi consultabili all’interno dei locali della Biblioteca Civica Berio, presso il fondo archivistico ARCHIMOVI. Quest’ultimo è un servizio della Biblioteca, che dal 2010 si occupa della raccolta, l’ordinamento e la conservazione delle testimonianze storiche già contenute nell’archivio dell’Associazione, integrate con quelle di proprietà della Biblioteca Berio e con le donazioni da parte di privati. Il tutto è a disposizione del pubblico degli studiosi o di semplici curiosi. ARCHIMOVI nasce dalla volontà di salvaguardare dall’oblio e dall’azione del tempo la memoria del ’68 e delle battaglie civili di quegli anni: per questo, una serie di documenti per permettere a ciascuno di formarsi una coscienza storica personale e di valutare un complesso periodo della storia nostrana, con echi a livello mondiale. Al  progetto partecipano anche la Fondazione Palazzo Ducale e la Soprintendenza Archivistica per la Liguria, con la sponsorizzazione della Compagnia Portuale Pietro Chiesa. Nella gestione dell’Archivio, l’Associazione svolge un ruolo primario, non solo permettendo l’approccio al materiale documentario, ma anche con l’organizzazione di gruppi di studio, ricerca e valorizzazione culturale.

    Foto  archiviomovimenti.org
    Foto archiviomovimenti.org

    Perché un archivio dei movimenti a Genova? Terra della Resistenza, Genova -e la Liguria intera- ha avuto un ruolo attivo sia ai tempi delle contestazioni sessantottine che negli anni successivi. Così la presidentessa dell’Associazione, Paola De Ferrari: «Il servizio ARCHMOVI è un bell’esempio di sinergia tra enti pubblici, come la Berio, e soggetti privati, quali siamo noi soci dell’Associazione: prima del nostro progetto, a Genova non c’era niente di simile. Mentre noi seguiamo le fasi di reperimento e di valutazione dei documenti, lo staff della Berio si occupa della catalogazione e dell’inserimento sul database Aleph dei volumi. Qui, possono essere reperiti da chiunque sia interessato, e grazie ad Aleph si viene immediatamente ricollegati alla nostra Associazione. Anche se non è possibile prendere in prestito i libri e i documenti (tutti esemplari storici e spesso unici), si può fare richiesta di consultazione e accedere in breve tempo al materiale, sotto la supervisione dei bibliotecari e presso i locali della Berio che ci sono stati messi a disposizione. Prima i locali erano inutilizzati, e così abbiamo svolto anche il servizio –oltre a quello storico, di ripristino di fondi che giacevano dimenticati nelle cantine e negli archivi- di rimettere in funzione uno spazio prima abbandonato».

    Oggi, l’Associazione dispone di oltre 40 fondi e conta più di un centinaio di libri, tutti risalenti al secondo dopoguerra, con particolare attenzione per il periodo dal ’68 agli anni ’80, fino a tempi più recenti. Continua Paola: «Ci occupiamo non solo di storia passata ma anche –soprattutto!- del presente. La storia contemporanea è quella che ci interessa, ma riteniamo che per comprenderla sia necessario ripercorrere prima le nostre radici: per questo, per arrivare ad occuparci –come facciamo- di G8 o delle contestazioni successive, o ancora degli sviluppi di internet e ai problemi conseguenti (dagli hacker ad Anonymous, con la conseguente creazione di nuova etica), pensiamo che sia giusto prima conoscere la storia da cui veniamo che, pur essendo relativamente recente, resta spesso conosciuta solo in modo superficiale».

    Foto  archiviomovimenti.org
    Foto archiviomovimenti.org

    I FONDI E I PROGETTI

    Tra gli oltre 40 fondi -passati, presenti e futuri- raccolti dall’Associazione possiamo ricordare il fondo “Generazioni di donne”, creato nel maggio 2012, quando una serie di libri sono stati raccolti dall’omonimo gruppo “Generazioni di donne” e donati ad ARCHIMOVI. Il gruppo è nato anch’esso nel 2009, dall’incontro di un gruppo di donne che tra gli anni ’70-’80 hanno condiviso l’esperienza del Coordinamento Donne FLM – Federazione Lavoratori Metalmeccanici e che, con questo progetto, organizzano incontri di riflessione su temi ancora attuali come donne e lavoro, corpo e sessualità, prostituzione. Dallo scorso gennaio, poi, ARCHIMOVI sta seguendo un nuovo progetto: si tratta del fondo “CSOA Emiliano Zapata”, suddiviso in tre gruppi di documentazione e consistente di vari faldoni, manifesti, raccolte di numeri di Lotta Continua e del Manifesto, appunti opuscoli, volantini e molto altro. Il fondo raccoglie gran parte della produzione degli ultimi tre decenni di gruppi politici degli anni ‘70 e documenti prodotti dagli anni ’80: la catalogazione non è ancora stata ultimata, a causa della gran mole di testi e documenti a disposizione, che hanno dilatato l’archiviazione.

    Tra gli altri progetti, quelli video: attualmente sono stati prodotti due documentari, e un altro è in fase di ultimazione. Il primo è stato quello di Gianfranco Pangrazio, “Genova, autobiografia del sessantotto. Prima parte: le occupazioni studentesche, la Chicago Bridge”, presentato ufficialmente in occasione dell’inaugurazione dell’Archivio, il 14 ottobre 2010, e basato su interviste originali ai protagonisti dell’epoca, coinvolti sia nelle contestazioni studentesche che in quelle della fabbrica Chicago Bridge. E poi ancora, presentazioni di film (l’ultimo, “Terramatta”, in Sala Sivori) e di libri (come la presentazione dell’ebook di Carola Frediani a Palazzo Ducale sul caso Anonymous). Un’attività a tutto tondo, che il prossimo settembre sfocerà anche in un maxi-evento (con concerti, convegni, e altro), in occasione del quarantennale del golpe cileno.

     

    Elettra Antognetti

  • Comune di Genova: incontro pubblico un anno dopo le elezioni

    Comune di Genova: incontro pubblico un anno dopo le elezioni

    palazzo-tursi-Pd-Sel-Fds-DLunedì 6 maggio 2013 (ore 18.30) il Circolo Arci Belleville ospita un incontro – aperitivo con alcuni consiglieri comunali di Genova, un anno dopo analogo incontro avvenuto durante la campagna per le elezioni comunali e municipali.

    Si tratta di tre consiglieri della lista Doria – Clizia Nicolella, Maddalena Bartolini, Enrico Pignone – e uno di SEL – Maurizio Galeazzo.

    I quattro ospiti racconteranno cosa è avvenuto quest’anno in Consiglio Comunale/Municipale.

    Ingresso libero con tessera Arci, Legambiente, Uisp, Arciragazzi.

  • Ludovica Robotti, l’associazione di don Paolo Farinella per i più deboli

    Ludovica Robotti, l’associazione di don Paolo Farinella per i più deboli

    san-torpete-chiesaLudovica Robotti è una bimba dal cuore grande, un piccolo angelo che ha vissuto tra noi solo 299 giorni, nel cui sorriso, oggi, riescono a trovare un po’ di serenità tante persone a cui la vita sembra aver voltato le spalle.

    Ludovica Robotti, infatti, è anche un’associazione, nata nella primavera del 2010 per illuminazione e volontà di don Paolo Farinella – rinomato biblista e parroco di San Torpete, ma più semplicemente “Paolo, prete” come preferisce firmarsi lui stesso – e dei suoi tanti amici genovesi e sparsi per il web, che nel 2012 si sono presi cura di quasi una sessantina di persone, per un impegno economico che ha sfiorato i 40 mila euro.

    «Ricordo come se fosse ieri, il primo incontro con Valeria ed Emilio – racconta Paolo, prete, accogliendoci nei locali dell’associazione – due genitori che mi avevano contattato per sondare la mia disponibilità a celebrare il funerale della loro bambina di quattro mesi e mezzo, che sicuramente non avrebbe spento neppure la prima candelina. Non formava i muscoli, una tragica forma di Sla».

    Ludovica morì a nove mesi e mezzo, il 3 febbraio 2010. Il giorno del suo saluto, San Torpete era piena di gente che, nonostante la pioggia, intasava anche piazza San Giorgio: «Fu durante l’omelia che capii che quella bambina poteva effettivamente nascere di nuovo. Stavo dicendo che Ludovica non era morta, una cosa illogica. Ma proprio in quel momento la vidi come un messaggero, un raggio di luce che è arrivato e se ne è andato. Allora lanciai subito l’idea di creare un’associazione dedicata a lei perché nel suo nome potessero vivere tante persone». Era il febbraio del 2010, ad aprile dello stesso anno è stata costituita l’associazione “Ludovica Robotti”, che a settembre avrebbe iniziato a essere operativa con 250 iscritti. «Non avevamo ancora una sede – ricorda Farinella – e in quel momento ci riunivamo nella sacrestia della parrocchia; ma volevamo partire subito, interrogandoci sui criteri con i quali avremmo dovuto operare, mossi dalla convinzione che non si sarebbe trattato di un Centro d’ascolto, come abbiamo voluto ribadire nello slogan dall’elemosina alla giustizia».

    E chi conosce don Paolo, sa benissimo che i fondamenti dell’associazione Ludovica Robotti altri non sarebbero potuti essere che la Costituzione della Repubblica italiana e il Vangelo, come spiega lo stesso sacerdote: «La Costituzione stabilisce che ognuno ha diritto di vivere in pienezza la propria vita, rimuovendo tutti gli ostacoli che ne impediscono la realizzazione come sottolinea l’art. 3. Studio e lavoro sono alla base di tutto perché senza questi non ci può essere un’economia, uno stipendio e quindi viene meno la dignità di una persona, la sua libertà e il suo tempo libero, la sua dimensione sociale e spirituale». Qui il prete sembra lasciare il passo al sociologo: «Certamente la mia è una visione che riprende Marx: il lavoro non è un mezzo di produzione ma il fondamento, la sede della dignità della persona. Poi c’è la seconda pietra angolare, il Vangelo, che ci dice che tutto il creato deve avere una finalità sociale: gli egoismi non possono essere i valori si cui si costruisce la società».

    A questo punto, però, urgeva una scelta perché l’Agenzia delle Entrate non consente la citazione della Costituzione italiana nello Statuto di un’associazione onlus: «Non potevo piegarmi a questa cosa – continua Farinella – d’altra parte desidero che questa associazione sia segno tangibile della gratuità assoluta: chi contribuisce non deve farlo perché può detrarre la sua donazione dalle tasse, ma lo deve fare a perdere, perché decide di condividere con gli altri un bene proprio che ha una valenza collettiva. Altro non è che l’estensione a livello collettivo del principio individuale, previsto sia dalla Costituzione che dalla Dottrina sociale della Chiesa cattolica, della proprietà privata: un valore con una valenza sociale che non può essere assoluto».

    A questo punto iniziano gli sforzi non indifferenti per acquisire e ristrutturare alcuni locali adiacenti alla parrocchia che sono diventati oggi la sede dell’associazione. «Come dicevo prima, la “Ludovica Robotti” non è un centro di ascolto ma è un luogo in cui l’ascolto è al centro. Nel senso che le persone che vengono, non stanno in piedi a chiedere l’elemosina ma sono accolte e raccontano il loro problema a un’assistente sociale e un membro del consiglio direttivo, coadiuvati da uno psicologo qualora fosse necessario. Non diamo mai soldi direttamente, anche perché altrimenti il sistema si intaccherebbe immediatamente, e neppure diciamo sempre di sì ma ci facciamo sempre carico del sostegno di chi ci viene a chiedere aiuto».

    Delle 57 situazioni affrontate nel corso del 2012, 27 sono provenute da segnalazioni fatte da soci o amici dell’associazione, 6 da altre associazioni, Caritas e Centri d’ascolto, 10 invece gli accessi spontanei. Le restanti 14 situazioni sono provenute dal servizio pubblico, ovvero da distretti sociali che non avevano più fondi a disposizione: «Sebbene non ufficialmente – commenta don Farinella –  di fatto possiamo considerarci una sorta di sussidiari del Comune di Genova, che non ha più risorse. In alcuni casi, non solo Tursi non interviene direttamente, ma non si occupa neppure di prendere in carico la situazione provocando una spiacevole falsificazione dei dati sulle povertà».

    Oltre agli interventi emergenziali, spesso dedicati alla riattivazione di acqua, luce e gas, le principali aree di intervento dell’associazione sono quattro.

    L’ISTRUZIONE, LA CASA, GLI ESODATI E I MINORI

    don-paolo-farinella-preteLa prima riguarda una sorta di borsa di studio all-inclusive, con la copertura di tutte le spese scolastiche e di istruzione necessarie a una completa formazione dei giovani accuditi che, se vogliono, possono iscriversi anche all’Università. Al momento, questa tipologia di intervento riguarda tre ragazzi italiani e due bambini in Bangladesh. «Per quanto riguarda il Bangladesh – racconta Farinella – siamo aiutati da un gruppo di amici di Roma, dove vive il papà di questi bambini, vendendo giornali per le strade della capitale. La mamma, invece, è con loro in Africa ma non può lavorare perché deve vigilare costantemente sui due piccoli per evitare che vengano rapiti e coinvolti nell’atroce traffico di organi umani».

    Tra le storie dei ragazzi aiutati c’è anche quella di un giovane di origini slave, che don Paolo non esita a definire «un genio», a cui l’associazione ha fornito tra le altre cose un computer ma che ha declinato l’offerta di una stampante perché non indispensabile. «Non chiediamo la luna – assicura il prete – e non vogliamo per forza la media del 9, ma è necessario che questi ragazzi si impegnino al massimo, per quanto la loro situazione lo possa consentire. Però non vogliamo che il mantenimento della borsa di studio diventi per loro un’ossessione, una malattia. La borsa di studio non è ricattatoria: è loro e la mantengono fin tanto che rispettano con impegno le normali scadenze scolastiche».

    Un’altra quota dei fondi raccolti viene utilizzata per assistere i destinatari degli alloggi comunali: chi riceve queste abitazioni, infatti, spesso non ha le possibilità economiche neppure per sistemare gli allacci delle utenze né per recuperare il mobilio minimo e indispensabile per una sopravvivenza decorosa. In questo caso, la collaborazione arriva da Massoero 2000, un’altra associazione in ambito sociale che vede protagonista Farinella.

    Il terzo settore di intervento riguarda l’accompagnamento fino alla pensione degli esodati più anziani e bisognosi.

    L’ultima area, infine, è quella destinata a tutte le difficoltà che riguardano i minori e le loro famiglie. Tra gli interventi più toccanti, quello che riguarda una piccola bimba genovese di 4 anni, vittima di abusi sessuali in casa, a cui la “Ludovica Robotti” paga una parte della psicoterapia, grazie alla pensione di reversibilità di Elena Hermalaos – a cui è dedicata la saletta degli psicologi nei locali dell’associazione – interamente devoluta dal marito.

    Tra le tante storie di aiuti e vite ridonate, ce n’è una che abbraccia tutti i campi di intervento dell’associazione. È la storia di un ragazzino quindicenne nato a Genova da una mamma nigeriana, costretta a mandarlo dai nonni in Africa per questioni di sopravvivenza. La “Ludovica Robotti” si è fatta carico del ricongiungimento di questa famiglia, pagando il biglietto dell’aereo alla donna che si è potuta recare in Nigeria a recuperare il figlio, riportarlo in Italia prima del compimento del sedicesimo anno, e in un colpo solo ha donato un alloggio e un lavoro alla donna presso la casa di un’anziana genovese, nonché una borsa di studio per il ragazzo.

    Vi sono, inoltre, alcuni casi di cui non l’associazione non riesce a farsi carico direttamente: di solito, si tratta di croniche o, comunque, talmente disperate che l’intervento della “Robotti” non riuscirebbe a sistemare nemmeno in parte. «Quando ci troviamo di fronte a queste circostanze – sottolinea don Farinella – non è che chiudiamo la porta in faccia alle persone, ma invece che intervenire direttamente le accompagniamo presso strutture emergenziali che possano provvedere in maniera più efficace».

    Gli occhi di Paolo, prete, si riempiono di gioia mentre continua a raccontare le avventure di chi in questi tre anni di vita è stato risollevato dell’aiuto di Ludovica. E con tanta soddisfazione e anche un po’ di giusto orgoglio non ci lascia andare finché non ha raccontato un’ultima storia, radicata nel territorio genovese: «Tramite una nostra volontaria, assistente sociale del Comune, siamo riusciti a coinvolgere diverse farmacie, a partire dalla Valbisagno, nella fornitura mensile di una dieta lattea gratuita, ciascuna per una famiglia bisognosa della propria zona. La cosa bella è che la proposta è venuta direttamente dalle stesse farmacie, quando eravamo alla ricerca di un prezzo politico di cui saremmo stati disposti a farci carico».

    Tutto questo grazie al sorriso di Ludovica, che oggi ha un fratellino e tanti, tanti amici.

    Simone D’Ambrosio

  • Parlare in pubblico: corsi a Genova con Atelier della Comunicazione

    Parlare in pubblico: corsi a Genova con Atelier della Comunicazione

    microfono-radio-speaker-voce«Margaret Thatcher aveva la voce stridula. Troppo per fare carriera. In compenso non le mancava la determinazione e una buona dose di umiltà. Così decise di lavorare sodo, prendere lezioni di dizione e strategia della comunicazione – al contrario dei suoi colleghi maschi del governo guidato da Ted Heath – e arrivare preparata al suo appuntamento con la Storia».

    Con questa premessa Marina Minetti (speaker di Radio 19) e Carla Viazzi (attrice di teatro) – che insieme hanno creato l’Atelier della Comunicazione – presentano il loro nuovo progetto, un corso per parlare in pubblico che inizierà martedì 14 maggio presso la sede dell’associazione Genova Cultura.

    Questo il programma del corso, che sarà strutturato in cinque incontri (orario 20-21.30).
    Martedì 14 maggio: le sfumature della voce, cenni di dizione, fonetica, uso del timbro, volume, ritmo, pause
    – Martedì 21 maggio: preparazione al discorso in pubblico, creazione della scaletta, il linguaggio, le parole a cui affidarsi
    – Martedì 28 maggio: gestione emotiva e linguaggio non verbale, come affrontare l’ansia, le domande e le interruzioni del pubblico con la voce e con il corpo
    – Martedì 4 giugno: lettura espressiva, uso di tecniche interpretative per leggere ad alta voce
    – Martedì 11 giugno: platea, studiarla e sedurla

    Per iscriversi contattare Genova Cultura alla mail genovacultura@genovacultura.org o telefonando allo 010 3014333.

  • Primo Maggio unitario e solidale: festa in centro storico

    Primo Maggio unitario e solidale: festa in centro storico

    Cattedrale S.LorenzoLa festa del Primo Maggio non è solo dedicata al lavoro, ma vuole anche essere una giornata dedicata alla solidarietà, all’impegno sociale e al volontariato. Con questa premessa, diverse associazioni operanti sul territorio genovese si sono unite per organizzare l’evento Primo maggio unitario e solidale: un percorso che, mettendo al centro la solidarietà, possa favorire la conoscenza e lo scambio tra diverde realtà impegnate nel volontariato, nel sociale, nel mutuo soccorso.

    La giornata inizierà con un volantinaggio in piazza della Commenda (ore 17) per informare i cittadini sulle associazioni attive nel quartiere e gli scopi dell’iniziativa, e che proseguirà lungo le principali vie del centro storico. A seguire, in piazza San Lorenzo (ore 18) un momento dedicato all’arte con musica, danze e letture di poesia.

    Le associazioni aderenti avranno uno stand e potranno illustrare al pubblico i loro progetti.

    Questa la comunicazione degli organizzatori: «Viviamo in tempi difficili ed intere fasce della società, tanti esseri umani, soffrono e subiscono tante umiliazioni e ingiustizie. Vogliamo confrontarci sull’idea e sull’utilità della solidarietà, sulle migliori maniere per svilupparle ed intenderla e soprattutto cominciare a unirci. Per queste ragioni vi invitiamo ad aderire e a partecipare all’iniziativa del 1° maggio che intendiamo come un primo passo per un percorso crescente di dialogo, di conoscenza e di unione solidale».

    Fanno parte del comitato promotore:

    Associazione interetnica antirazzista “3 febbraio”

    Associazione Luanda

    Associazione Oltre il silenzio

    Associazione Promozione Sociale Y.E.A.S.T.

    Associazione San Giacinto Balzar

    Casa de la Cultura Peruana Genova

    Centro delle culture Genova

    Circolo culturale proletario di Genova

    Collettivo sorellanza e libertà Maripose di Genova

    Comitato solidale liberamente

    Fratellanza donne

    Segreteria nazionale migranti Equador Senami Genova

    Socialismo Rivoluzionario

    Unione immigrati Senegalesi Genova

    [foto di Daniele Orlandi]