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  • Crevari Invade 2013: programma del festival di musica e solidarietà

    Crevari Invade 2013: programma del festival di musica e solidarietà

    Crevari InvadeMusica dal vivo, focaccette e solidarietà: questa la formula di Crevari Invade, festival che si svolge ogni estate nella sede ANPI di Campenave e che quest’anno spegne 21 candeline.

    La prossima edizione si terrà da venerdì 21 a domenica 23 giugno e vedrà alternarsi sul palco alcune band della città. Questo il programma dei concerti: venerdì One Night Band, Born in the Sixties e Deriva; sabato SconVoltri, Audio80 e Lele delle Scimmie; domenica Madame Blague e No Man Eyes.

    Per capire come si è evoluto nel tempo il festival, ho posto alcune domande allo staff: «Crevari Invade è nato come festa di paese, per portare qualcosa di diverso in una periferia che vent’anni fa non offriva (e probabilmente non offre) grandi occasioni. Dopo i primi anni, un po’ in sordina, oggi Crevari Invade è diventata un’occasione per passare del tempo assieme, ascoltare musica, gustare le focaccette e una birra con un occhio di riguardo alla solidarietà. Ogni anno scegliamo un’iniziativa benefica a cui destinare il ricavato, cercando soprattutto di impegnarci “localmente” affinché possa essere condivisa e fruibile da più persone possibili: il nostro ultimo impegno si formalizzerà fra pochi giorni, con la consegna di un ecografo per il reparto di neonatologia dell’ospedale Evangelico di Voltri. Non lo si può definire né un “festival musicale” e neanche una “sagra”: è l’insieme di queste cose, un equilibrio in cui ogni aspetto gioca la sua parte».

    Un evento che si basa sul volontariato, con l’impegno dello staff e il contributo degli abitanti del quartiere e di alcune associazioni, tra cui Onde Sonore di Arenzano che contribuisce al service musicale: «Non riceviamo (meglio, non chiediamo) nessun tipo di finanziamento. Cerchiamo di fare tutto con le nostre forze: se ci è rimasto un po’ di fondo cassa dagli anni precedenti si parte con quello, altrimenti ognuno contribuisce come può. Da sempre riceviamo supporto logistico da parte dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Sezione di Crevari, che ci ospita gratuitamente nei suoi locali presso i quali organizziamo la manifestazione».

    Marta Traverso

  • Ghettup Tv: i video della Casa di Quartiere in centro storico

    Ghettup Tv: i video della Casa di Quartiere in centro storico

    ghettup-tvIL PRECEDENTE

    Giugno 1985: inaugura nel centro storico di Genova – prima in via San Lorenzo, successivamente a Palazzo Imperiale – la galleria d’arte Leonardi V-Idea, creata da Rosa Leonardi con l’obiettivo di ospitare mostre e iniziative di sperimentazione di video arte (la V del nome della galleria sta appunto per video). La prima mostra è una personale dei GMM (Giovanotti Mondani Meccanici), un collettivo nato nel 1984 e considerato pioniere nella video e computer art in Italia, in anni in cui l’utilizzo dei computer non era così diffuso come oggi.

    Febbraio 2010: in vico Croce Bianca apre GhettUp Casa di Quartiere, uno spazio che fa parte di un più ampio progetto sociale denominato ToGhettoToghether. A seguito di un bando del Municipio Centro Est per i Contratti di quartiere (progetti di riqualificazione di zone urbane in forte degrado), una rete di associazioni guidate dalla Comunità San Benedetto al Porto hanno attivato cinque progetti di riqualificazione del Ghetto, finanziati con 7,5 milioni di euro da Regione e Ministero delle Infrastrutture, uno dei quali è appunto la Casa di Quartiere.

    Qui si svolgeranno attività di vario tipo, gratuite e aperte a chiunque voglia partecipare: corsi di italiano per stranieri, sportello di accoglienza e tutela legale, servizi rivolti alle transessuali che lavorano nel quartiere e la creazione di un laboratorio televisivo e di un giornale di strada.

    IL PRESENTE

    A tre anni dall’apertura della Casa di Quartiere, come procedono i vari progetti che vi trovano spazio? Incontro alcuni membri del comitato di redazione di Ghettup Tv a Palazzo Ducale, in occasione di una loro mostra al Festival di poesia che sarà visibile fino a domenica 23 giugno nella sala Spazio 42Rosso – Cortile Maggiore.

    Come mi spiegano Alexandru Teodorescu e Mostafa Aatif (quest’ultimo autore del testo che vedete in foto, ndr), membri del comitato di redazione, «La tv è solo una delle molte attività che si fanno nella Casa di Quartiere: è nato come laboratorio aperto a tutti di ripresa e montaggio video, soprattutto abitanti del quartiere o persone che lo frequentano per lavoro, a partire dalle transessuali e da chi frequenta la moschea. Non ci piace definirla una “tv di quartiere” intesa come “quartiere – Ghetto”, ma piuttosto un progetto per raccontare tutti i quartieri del mondo. Tra le persone che hanno frequentato i laboratori si è creato un nucleo fisso di persone, curiosamente tutte di nazionalità diverse, che sono diventati il comitato di redazione: ognuno di noi svolge professioni diverse, ma ci riuniamo periodicamente per trovare nuove idee e spunti per i video, con il coinvolgimento attivo di tutte le persone che frequentano la Casa. La tv è autogestita e autofinanziata, disponiamo ancora delle attrezzature acquistate con il primo finanziamento di GhettUp e talvolta realizziamo video su commissione, che promuovono attività culturali, sociali e di impegno civile e che ci permettono di avere piccole sovvenzioni. Inoltre tutto il software che utilizziamo è open source, collaboriamo in questa direzione con Lanterna Digitale».

    Il progetto di GhettUp Tv, che per il momento ha video disponibili solo su YouTube e Vimeo, ma avrà presto un suo sito web, è organizzare in futuro nuovi laboratori per portare nuove persone a conoscere le attività della Casa. In questo senso è fondamentale la collaborazione di Leonardi V-Idea: a coordinare le attività del comitato di redazione è Gianfranco Pangrazio, figlio di Rosa Leonardi. «La mostra qui a Palazzo Ducale espone sia video di GhettUp sia di Leonardi V-Idea – mi racconta Alessandra Visentin L’intento di Rosa era dare spazio ad artisti italiani molto noti all’estero ma quasi per nulla conosciuti nel nostro Paese, come appunto i GMM, ma anche di portare a Genova opere di artisti stranieri. La video arte negli ultimi trent’anni ha avuto infatti un fortissimo sviluppo all’estero, ma assai minore in Italia. Il lavoro di Rosa Leonardi – morta nel giugno 2002 – continua idealmente a GhettUp Tv: portare un’alternativa alle tv commerciali, proprio come lei ha voluto dare valore a forme d’arte alternative e sperimentali».

    Un progetto che non si pone affatto in concorrenza con le emittenti televisive locali e nazionali, quanto piuttosto come un’alternativa: «Chi partecipa a GhettUp Tv propone un tema che desidera documentare “dall’interno”, tendiamo a scegliere quegli argomenti che i media non approfondiscono o che toccano da vicino gli interessi sociali del quartiere. Un esempio è Back Home, una sorta di “sotto-associazione” di GhettUp creata da un gruppo di ragazzi senegalesi che hanno deciso di raccontare com’è veramente la vita in Italia, per evitare l’immagine falsamente positiva che porta moltissime persone a emigrare qui convinti che ci sia un elevato grado di ricchezza e benessere».

    Marta Traverso

  • Festival di poesia: Ghettup Tv, le proiezioni

    Festival di poesia: Ghettup Tv, le proiezioni

    pellicolaMartedì 18 giugno 2013 inizia a Palazzo Ducale, nell’ambito del Festival di poesia 2013, la serie di proiezioni di Ghettup Tv.

    La tv di quartiere autogestita presenta al pubblico i film e documentari, videocronache della città e dei suoi abitanti. Il progetto agisce nell’ambito della Casa di Quartiere di vico Croce Bianca inaugurata a febbraio 2011 e gestita dalla Comunità San Benedetto al Porto in collaborazione con altre associazioni del centro storico.

    Leggi il programma del Festival di poesia 2013.

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  • Fiera della Maddalena: pomeriggio di festa in centro storico

    Fiera della Maddalena: pomeriggio di festa in centro storico

    Campanile delle Vigne, GenovaAnticipata da una serie di appuntamenti che negli ultimi due fine settimana hanno animato vie e piazze del quartiere (il primo dedicato alle donne, il secondo alla legalità), torna sabato 15 giugno 2013 la Fiera della Maddalena.

    A partire dalle 15, nelle vie e piazze del quartiere una serie di appuntamenti fra musica, giochi, arte e incontro con le oltre 40 associazioni attive sul territorio, che ribattezzano solo per oggi l’area Via dei diritti.

    Programma

    Piazza Lavagna-Piazza Etnica
    Ore 17 – Danza Greca (Lab. Vico Papa)
    Ore 18.30 – Genova Flamenco – Gruppo Medialuna, Danza del Ventre AnahitaTcheragali NK Kecy – Fit For Life
    Ore 19.30 – Video Marco Phango
    Ore 20 – Liberamente Danze Orientali, (Lab. Vico Papa)
    Ore 21 proiezione di multivisioni a cura del 36°Fotogramma

    Piazza Vigne-Piazza del Verde
    Orto degli Angeli, Terra ONLUS ,Y.E.A.S.T.
    Eco Bike
    Eticologiche
    Legambiente
    Gas Vegano
    Intergas
    Installazione di Stefania Orengo

    Via ai quattro canti di San Francesco-Via dei Canti
    Ore 16 – Le vie del Canto
    Ore 17 – Musicanza

    Piazzetta Cambiaso-Piazza dei Progetti
    Progetti Vico Papa
    Io Cambio
    Mostra Itinerante Lectorium Rosicrucianum
    Chiostro delle Vigne-Piazza Teatro e Sport
    Ore 17 Oltre il Silenzio – Corte dei ratti: Nessuno potrà più udire la mia voce
    Hip Hop dello StreetUP
    Boxe per Tutti – Imane Kaabour
    Parkour Urban Street

    Piazza San Sepolcro, piazza Senarega, vico Mele – piazza della Legalità
    Libera
    Comunità di San Benedetto al Porto
    Assistenti sociali Senza Frontiere
    Associazione al Verde
    Piazza del Ferro-Piazza di Musica e Socialità
    Ore 15.30  – Socialità – Yoga della Risata
    Ore 16.30 – Fischi di carta gruppo letterario, letture e musica
    Ore 17.30 – Lu Trainanà – Stornelli Marchigiani
    Ore 18 – 20 – Claudino Mod e Tommy boss reggae gireranno i loro vinili
    Ore 20.20 – Roberto Ballerini
    Ore 21 – Anais
    Ore 21.40 – Flavia Ferretti
    Ore 22.20 – Natty family band
    Ore 23 Li Fiji der Papa

    Piazza inferiore di Pellicceria – piazza della Scienza
    Ore 15.30 Festival della Scienza
    Matefitness
    Cel Coop Il Laboratorio
    Vico Papa – Spazio Sociale
    School of Rock
    Gruppo Yoga Solidale
    Ass.cult. KUMMELEKALE
    Laboratorio Gaucho
    Maria Luisa Comodeca
    Ass.cult.KUMMELEKALE
    Paola De Benedetti
    Arianna Zunino
    Mamme della Maddalena
    Bioenergetica

    Piazza Cernaia – piazza dei Bambini
    Ore 15.30 Il Formicaio – Coop. Soc. Il Laboratorio
    Scout Agesci – Cengei
    Gastronomadi
    Animars
    Merenda – Associazione Scuola Daneo

    Piazza Postavecchia – piazza dei Bambini
    Ore 15.30 Remida
    Scout Agesci – Cengei
    Murga

    Piazza Boccanegra, vico Rosa – via dell’Arte e della Cultura
    Ore 15.30 Moto Perpetuo (Laboratorio Musicale di San Marcellino)
    Ore 16.15 Canto a Madama Rosa, con Irene Serini – Attrice e Manuel Perasso – Chitarrista
    Ore 16.50 Il Gran Bazar e le Mille e una Notte, con Enrico Campanati
    Ore 17.30 Don’t Worry, con Luigi Marangoni
    Ore 18.10 Omaggio alla Genova di Giorgio Caproni, con Fabrizio Maiocco – Attore e Adriano Fontana – Chitarrista
    Ore 18.45 Le Ribelli con Fabrizio Matteini – Attore e Giacomo Burdo – Chitarrista
    Ore 19.15 La Macchina Sforna Clandestini, Laboratorio Immigrazione
    Via della Maddalena 52r
    Abitare e lavorare alla Maddalena – Mostra fotografica a cura di Jalapeno e Laboratorio Probabile Bellamy. Foto di Paola Pietronave
    Vico del Fornaro 16 – Studio M.a.g.d.a.l.e.
    Frammenti in Movimento – Azione performativa di Enrico De Nicola, installazione di ArteGioco
    Impalcature Asilo vico della Rosa
    Scorci Urbani – Mostra fotografica a cura della Sacs
    Via della Maddalena 29, Massoero 2000
    Laboratori Artistici dell’Associazione S. Marcellino
    Ore 19 Abbracci di Tango – Proiezione
    Milonga alla Maddalena
    Corso di Tango Argentino di Vico Papa

    [foto di Daniele Orlandi]

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  • Sapone fatto in casa, naturale all’olio di oliva: Eticologiche

    Sapone fatto in casa, naturale all’olio di oliva: Eticologiche

    eticologiche-saponeQualche mese fa vi abbiamo raccontato il progetto Eticologiche, ideato da due ragazze genovesi – Luana Ciambellini e Silvia Dalla Dea – che per reagire alla crisi del lavoro si sono stabilite in uno spazio in vico del Duca producendo saponi naturali e artigianali, che “vendono” in cambio di prodotti alimentari biologici o materie prime.

    Si tratta di prodotti realizzati senza prodotti chimici né grassi di origine animale: i soli ingredienti sono olio (d’oliva oppure esausto), soda, farina e olii essenziali.

    Ieri (giovedì 13 giugno) abbiamo partecipato a un corso di sapone naturale al ristorante Ombre Rosse, in vico Indoratori, una minuscola area verde nel cuore del centro storico di Genova. Oggetto del corso era il sapone tipo Marsiglia, da realizzarsi mescolando olio di oliva, soda caustica e acqua. Hanno partecipato circa una decina di persone.

    Senza anticipare troppo sui contenuti, è stato un corso molto utile per comprendere quanto sia semplice e veloce produrre il proprio sapone. In poco meno di due ore – con due chili di olio di oliva uniti a soda e acqua in un procedimento non troppo complesso – sono state prodotte oltre venti saponette, che dopo un mese di stagionatura potranno essere utilizzate. Il solo trucco è fare attenzione alle giuste proporzioni tra acqua, soda e olio, mescolare tutto alle giuste temperature e utilizzare occhiali e mascherina per non inalare la soda caustica.

    Parte della quota di iscrizione al corso può essere pagata con gli Scec, così da sostenere questa forma di circuito economico locale.

    I prossimi appuntamenti a cui Eticologiche saranno presenti sono: Fiera della Maddalena (sabato 15 giugno) e un corso di sapone con olio esausto e olio di oliva al Dadoblu di Boccadasse.

    Il progetto di Eticologiche contribuisce anche al rispetto dell’ambiente: non si dovrebbe mai gettare nello scarico del lavandino l’olio esausto o da frittura, che andrebbe invece conservato in contenitori e portato nei punti di raccolta. Eticologiche raccolgono l’olio esausto da quattro negozi in città – Green Store a Nervi, La Pulsatilla e La bottega del gusto in centro storico, La Pianata a Quinto – e lo riutilizzano per produrre alcuni dei loro saponi.

    Per maggiori informazioni sul progetto si può contattare Luana e Silvia alla mail eticologiche@gmail.com.

    Marta Traverso

  • Nascono i fiori: una banca del tempo per i giovani di Genova

    Nascono i fiori: una banca del tempo per i giovani di Genova

    marassi-bassa-valbisagno-corso-de-stefanisLo scorso gennaio il Municipio III Val Bisagno ha aperto un bando per progetti rivolti ai giovani, finalizzato a rilanciare il quartiere e al tempo stesso valorizzare il grande impegno che ragazzi e ragazze genovesi hanno messo in campo dopo l’alluvione del 4 novembre 2011, a partire dal gruppo Angeli col fango sulle magliette.

    Il bando è stato vinto dall’associazione di promozione sociale Il Moltiplicatore, che sta avviando un progetto di banca del tempo per giovani: «Da un evento tragico, quale è stato l’alluvione, si è riscontrata una straordinaria partecipazione dei giovani. Il nostro progetto, seppur “piccolo” rispetto ad altre realtà cittadine, ha voluto valorizzare proprio questo aspetto: la possibilità per i ragazzi di dedicare parte del loro tempo ad attività utili per il territorio in cui vivono, studiano o lavorano» ci spiega Ica Arkel, una dei curatori del progetto.

    Cos’è una banca del tempo? Si tratta di un’organizzazione senza fini di lucro, i cui componenti sono chiamati correntisti, ma che invece del denaro mettono a disposizione tempo, disponibilità e competenze. La banca attiva sinergie con associazioni del territorio o progetti specifici, e i correntisti hanno la possibilità di versare parte del loro tempo nei progetti scelti, e ottenere in cambio beni o servizi. L’associazione Il Moltiplicatore ha attiva una propria banca del tempo – chiamata Giratempo – dal 2006 presso la Casa delle Donne in Salita del Prione, in due scuole genovesi (a Murta e San Teodoro) e dal 2010 presso la sede del Municipio III in piazza Manzoni.

    Il progetto Nascono i fiori, nella sua prima fase di attuazione, prevederà il coinvolgimento di 100 giovani tra i 18 e i 30 anni che saranno impegnati per 40 ore: dieci di formazione e trenta di attività, che potranno svolgersi nell’ambito della riqualificazione di aree verdi, progetti di interesse sociale e collaborazione con altre associazioni del territorio, fra cui per esempio Nonsoloparole per il riciclo dei tappi o il Teatro dell’Ortica (l’elenco aggiornato delle associazioni partecipanti è consultabile sul sito). In cambio i giovani riceveranno un voucher da spendere nei negozi del quartiere che hanno subito danni durante l’alluvione: «I ragazzi hanno l’opportunità di ricevere un piccolo guadagno, non in denaro ma sotto forma di buono acquisto, allo scopo di rivitalizzare il circuito economico del quartiere e sostenere quelle attività commerciali che dopo l’alluvione hanno avuto le maggiori difficoltà. Lo scopo del progetto – una volta che sarà terminata questa prima fase – è creare nel quartiere una banca del tempo per giovani che operi in maniera stabile».

    Infine, a conclusione di questa prima fase di progetto verrà realizzato uno spettacolo presso il Teatro dell’Ortica in concomitanza del 4 novembre 2013 (dunque a due anni dall’alluvione), durante il quale alcuni volontari porteranno sul palco la loro esperienza.

    La ricerca è ancora aperta, per candidarsi è sufficiente mandare una mail a info@nasconoifiori.it.

    Marta Traverso

  • Cibo e agricoltura a km zero: Pino Petruzzelli ai Giardini Luzzati

    Cibo e agricoltura a km zero: Pino Petruzzelli ai Giardini Luzzati

    pino-petruzzelliSono sempre più numerose le esperienze di agricoltura sostenibile, biologica e di rinnovamento: singoli contadini o aziende agricole fanno scelte di questo tipo per garantire prodotti di maggiore qualità e distribuiti su distanze ravvicinate, nella logica del km zero.

    A questo tema è dedicato un incontro a cura di Aiab, l’associazione ligure dei produttori biologici, che giovedì 13 giugno (ore 19.30) è ospite ai Giardini Luzzati per la tavola rotonda Ricominciamo dal km0: un’altra idea di progresso.

    Sarà presente l’attore Pino Petruzzelli, che ha portato a teatro uno spettacolo intitolato proprio Chilometro zero.

    A seguire aperitivo vegan za cura del Collettivo Babette e concerto live di Matteo Castellano.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Da Puntavagno al Monumento di Quarto: camminata e aperitivo

    Da Puntavagno al Monumento di Quarto: camminata e aperitivo

    Monumento di QuartoMercoledì 12 giugno 2013 (dalle ore 18) un’occasione per camminare lungo la passeggiata a mare del Levante genovese e conoscere persone nuove.

    Le amministratrici della pagina Facebook Cosa facciamo oggi a Genova?, che quotidianamente segnalano eventi in città, hanno infatti deciso di organizzare un walking aperitivo aperto a tutti.

    L’appuntamento è alle 18 a Puntavagno, corso Italia, e il percorso si snoderà lungo Boccadasse e Vernazzola, fino al Monumento di Quarto.

    Al termine, aperitivo light per tutti i presenti.

    Per info contattare Valeria al numero 347 8283998.

  • Scuola di piazza delle Erbe: cantiere fermo, il corteo dei genitori

    Scuola di piazza delle Erbe: cantiere fermo, il corteo dei genitori

    piazza-delle-erbe-d1Un corteo di genitori e bambini, con giochi e accompagnamento musicale, per sollecitare la fine dei lavori per la scuola di piazza delle Erbe: l’evento si svolgerà domani, martedì 11 giugno ore 16.30, e partendo da piazza San Giorgio attraverserà parte del centro storico.

    I cantieri per la nuova scuola, approvati e iniziati nel 2010 da un progetto del 1993, sarebbero dovuti terminare questa primavera.

    Ad anno scolastico terminato, i genitori ancora non hanno risposte certe su dove studieranno i loro figli a partire dal prossimo settembre: attualmente gli alunni delle ex scuole Garaventa e Baliano (rispettivamente elementari e medie) si trovano in uno spazio di via San Giorgio, un edificio però non adeguato alle esigenze dei bambini.

    La manifestazione è organizzata dal Comitato Genitori Garaventa Baliano, con il sostegno di numerose associazioni di quartiere: CIV San Bernardo, Il Ce.sto e Nuova Associazione Giardini Luzzati, Don Paolo Farinella, Ass. Ludovica Robotti, Ass. Consumatori Genovesi, Giuristi Democratici, Co.Ge.De, Ass. Balgasar, Comitato Genitori Embriaco Via Lata, Comitato Genitori Daneo, Città Aperta, il Formicaio, Liberi Cittadini della Maddalena, Gruppo Donne di San Bernardo, , Confesercenti, Associazione Scuola Daneo ONLUS, SOS Scuola, Comitato Genitori Don Milani Colombo, Associazione Culturale Forte Castellaccio.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Pro-Test, l’informazione scientifica e gli esperimenti sugli animali

    Pro-Test, l’informazione scientifica e gli esperimenti sugli animali

    MedicinaConvegni, flashmob, fiaccolate in programma lo scorso sabato 8 giugno a Genova e nelle principali città della penisola, da Roma a Milano, all’Aquila, Napoli, Bologna, Udine, Trieste, e molte altre. L’obiettivo è portare l’attenzione sul tema dell’importanza della correttezza e affidabilità dell’informazione scientifica, spesso “vittima” inconsapevole dell’eccessiva semplificazione mediatica e della cattiva interpretazione (consapevole o meno) da parte del popolo dei non addetti ai lavori. Gli scienziati, i ricercatori, gli studenti uniti per l’evento dal titolo “Italia unita per la corretta informazione scientifica”. La manifestazione è stata organizzata dall’associazione di medici, biologi, veterinari e farmacologi Pro-Test Italia, nata nel settembre 2012 e attiva per la difesa dell’appropriata divulgazione dei risultati scientifici e per la creazione di un ponte tra il mondo della ricerca e la società civile. Tra i temi, particolare rilevanza ha avuto la sperimentazione sugli animali, argomento che continua a scaldare gli animi e contrapporre le fazioni pro e contro.

    A Genova, in particolare, l’incontro si è svolto alla Sala Conferenze del Museo di Storia Naturale “G. Doria”. Gli eventi, liberi e aperti a tutti, sono stati moderati dal filosofo e giornalista Ivo Silvestro e hanno visto la partecipazione di molti illustri rappresentanti della comunità scientifica (Michele Cilli, Dirigente Veterinario Animal Facility  IRCCS AOU San Martino – Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro Genova; Michele Mazzanti, professore ordinario di Scienze Biomolecolari e Biotecnologiche dell’Università di Milano), di relatori di prestigio internazionale (come Nicole Kerlero De Rosbo, ricercatrice dell’Università degli Studi di Genova; il professore dell’ateneo genovese e direttore dell’Unità Operativa Complessa Igiene, Giancarlo Icardi) e di rappresentanti della società civile, da studenti, a uomini e donne di tutte le età.

    Anche Era Superba ha partecipato al convegno di Genova, abbiamo incontrato gli organizzatori e scambiato quattro chiacchiere con uno di loro, Giacomo Vallarino, giovane laureando in medicina dell’Università degli Studi di Genova.

    Per cominciare, raccontaci cos’è Pro-Test, come nasce e  qual è l’obiettivo dell’associazione

    «Pro-Test è un’associazione formata da giovani, ricercatori, studenti e insegnanti di medicina, biologia, chimica, veterinaria, ma anche filosofia. Scopo dell’associazione, quello di promuovere la diffusione di una visione corretta e più oggettiva circa la sperimentazione sugli animali: una questione molto attuale e di cui si fa oggi un gran parlare, che chiama in causa anche un discorso etico, oltre che scientifico. Pro-Test è senza fini di lucro e totalmente gratuita, vive per lo più dei finanziamenti provenienti dalle quote associative dei suoi membri. Oltre a questo, anche l’importante appoggio dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. La nostra associazione ha base nazionale, riunendo giovani di tutta Italia, anche se il gruppo originario possiamo dire che si è formato a Milano, ed è qui che già sono state organizzate alcune iniziative importanti. Inizialmente non si pensava di organizzare manifestazioni e convegni. Il punto di svolta c’è stato abbastanza di recente: il 21 aprile 2013 a Milano alcune associazioni e rappresentanti di gruppi animalisti (anche se personalmente non penso che il termine, nobile e connotato positivamente, possa adattarsi a tutti i soggetti che si proclamano tali) hanno occupato lo stabulario, chiedendo la liberazione delle cavie: topi usati appunto come cavie ormai da anni per lo studio nel campo delle malattie del sistema nervoso, quali autismo, Parkinson, Alzheimer, sclerosi multipla, e altre. Il tutto, mandando in fumo centinaia di migliaia di euro di finanziamento e i progressi raggiunti nella ricerca. Noi di Pro-Test il giorno successivo abbiamo organizzato una contro-manifestazione per denunciare il fatto, che è stata ripresa dai media in termini negativi, a denunciare lo scontro tra animalisti e ricercatori, mettendo da parte il problema etico-scientifico della sperimentazione. In seguito, lo scorso 1 giugno ci siamo ritrovati a Milano, per la prima grande manifestazione di Pro-Test: oltre 400 persone si sono ritrovate nei pressi di Piazza del Duomo, per un dibattito pubblico e aperto (è questo il metodo con il quale abbiamo scelto di operare prevalentemente) in cui ricercatori e personalità del mondo scientifico hanno provato ad abbattere i pregiudizi e spiegare perché secondo loro la sperimentazione è necessaria. Da qui nasce l’idea di un evento dislocato in più città italiane, in contemporanea, per sensibilizzare in loco la popolazione, partendo dalla loro città. Siamo noi che ci avviciniamo alla gente, andando a spiegare in forma divulgativa e alla portata di tutti cosa facciamo, in cosa consiste la sperimentazione e perché è necessaria. Ma non solo questo: ci siamo occupati anche di staminali, OGM, vaccinazione e possibile collegamento con l’autismo, sclerosi multipla e molto altro… vogliamo provare ad abbattere i falsi miti e i pregiudizi (creati dai media, ma non solo) che ruotano attorno a questi temi caldi, per ridare dignità alla ricerca scientifica».

    L’evento dell’8 giugno a Genova. Come lo avete organizzato?

    «Visto che tutto è stato deciso in occasione della manifestazione del primo giugno (e ancora prima, in nuce, ad aprile), abbiamo avuto poco tempo per occuparci della parte organizzativa. Alla base di tutto c’è un unico comune denominatore che contraddistingue noi di Pro-Test: dire NO, protestare contro le “bufale” che vengono riportare sui giornali, che si sentono in tv e che rimpallano dai media alle piazze, fino a creare un sentimento comune distorto e un’opinione pubblica disinformata. Pro-Test, come associazione, ha svolto una supervisione generale sull’evento e ha dato delle linee direttive circa i temi da affrontare, ma poi ognuna delle città coinvolte ha avuto autonomia decisionale: in ogni luogo, un coordinatore affiancato da un team, con il compito di trovare un luogo idoneo per le conferenze e i relatori esperti sui temi in questione, con la possibilità poi di allargare anche ad altri temi di particolare interesse (ad esempio, all’Aquila un approfondimento sui terremoti e sulla possibilità di prevedere eventi sismici e calamitosi). Inoltre, abbiamo dovuto occuparci anche della promozione e del lavoro di PR, con manifesti, volantinaggio, promozione in bacheche della città (ad esempio a Genova, il volantinaggio dell’8 giugno nelle vie del centro e la distribuzione di hand-out alla Biblioteca Berio o all’Università), promozione sui social network.

    Rimanendo su Genova, inizialmente ero l’unico rappresentante di Pro-Test per la città e mi sono trovato a dover lavorare da solo: un carico di lavoro sicuramente impegnativo, che sono riuscito successivamente a suddividere con altre due ragazze, Elena (fisica, laureanda in Ingegneria Biomedica) e Gabriela (biologa). Insieme, in poco più di un mese, abbiamo messo in piedi l’evento, facendo leva solo sulle nostre forze, ma grazie alla massima disponibilità dei nostri interlocutori».

    conferenza-museo-doriaTra i temi più caldi del convegno, la sperimentazione sugli animali. Il dibattito sulla questione, scopriamo, è più acceso di quanto non sembri. Nel corso degli ultimi mesi, varie proteste da parte dei gruppi “animalisti” hanno attaccato i sostenitori della sperimentazione. Nel corso del convegno di Genova, in particolare, l’intervento del professor Cilli dedicato a questo tema di punta è stato interrotto spesso dalle proteste di un gruppo di animalisti, che si sono presentati per far valere anche le loro ragioni e provare a smontare le argomentazioni degli scienziati. Ne parliamo con Giacomo:

    Avete riscontrato atteggiamenti di chiusura verso il messaggio che propagandate? Come vi ponete nei confronti di chi vi contesta?

    «Da quando abbiamo iniziato con Pro-Test ci sono stati alcuni momenti di tensione. Come ricordavo, a Milano in occasione del dibattito pubblico del primo giugno, una ventina di estremisti dei gruppi animalisti di destra ha deciso di intervenire, disturbando volutamente la nostra iniziativa, insultando i relatori. Anche se abbiamo cercato di smorzare le tensioni e ignorare le frange estreme (ben venga il dialogo con gli animalisti, se costruttivo e di confronto, ma non era questo il caso), sui media hanno avuto rilievo solo gli episodi di tensione e di scontro. Anche in occasione degli eventi dell’8 giugno eravamo preoccupati per il verificarsi di altri episodi simili, tanto più che già si respiravano tensioni nell’aria in certe città più che in altre (una su tutte, Pisa). A Genova c’è stata la contestazione di un gruppo di animalisti: si sono presentati in sala e hanno provato inizialmente a interrompere gli interventi, facendo sentire le loro ragioni. Alla fine dell’intervento del professor Cilli c’è stata una discussione un po’ accesa con il gruppo animalista su vari argomenti.  Quello che ci interessava era che non ci fossero episodi spiacevoli, ma un tranquillo confronto, senza fare leva sul sentimentalismo ma piuttosto sul valore scientifico dell’informazione. È importante spiegare, capire, confrontarsi».

    Elettra Antognetti

  • Sant’Eusebio, musica e poesia per la nuova piazza del quartiere

    Sant’Eusebio, musica e poesia per la nuova piazza del quartiere

    sant-eusebio“Sant’Eusebio ringrazia”: con questo striscione, sintetico ma eloquente, gli abitanti del quartiere hanno manifestato non solo la propria gratitudine, ma anche una sorta di “esultanza” per aver ottenuto finalmente, dopo lotte e attese infinite, uno spazio pubblico dignitoso e, soprattutto, fruibile. E’ stata inaugurata ieri (venerdì 7 giugno), alla presenza di assessori, associazioni e cittadini,  la nuova piazza pedonale antistante la parrocchia di Sant’Eusebio.

    Di ristrutturazione e riqualificazione della piazza della chiesa si parla dal 2010, ma l’impossibilità d’interdire al traffico la strada verso Bavari, la necessità di garantire il passaggio agli avventori degli esercizi commerciali presenti e i disagi alla viabilità causati dallo spostamento dei capolinea dei mezzi pubblici che collegano il quartiere alla Val Bisagno, hanno rallentato sensibilmente i lavori, tanto che l’esito della gara d’appalto è stato pubblicato solo nel marzo del 2012. Dopo diciassette riunioni di consiglio, segnate da tensioni e opposizioni, nel giugno di quest’anno il presidente del Municipio IV Media Val Bisagno Agostino Gianelli ha consegnato al quartiere una piazza pedonale, di dimensione notevole e curata nel dettaglio, pronta a trasformarsi in un luogo d’interazione o meglio, come l’Assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Crivello l’ha definita, in “una sorta d’agorà”.

    Durante l’inaugurazione, il Vice Sindaco Stefano Bernini ha anche elogiato la comunità di Sant’Eusebio per il suo dinamismo e per il suo impegno costante in iniziative di volontariato, qualità che, come lui stesso ha rimarcato, sono risultate fondamentali per la realizzazione del progetto: incontri, laboratori, mercatini, festività religiose e manifestazioni sportive, organizzate dai cittadini per i cittadini, contando sull’aiuto di una parrocchia “tecnologica”, con tanto di pagina Facebook.

    In tale contesto di collettivismo civico, l’Associazione Il Leccio, ONLUS nata nel 2001 per recuperare un’area verde progettata dai bambini della zona, dà il suo contributo organizzando la rassegna letteraria “Una collina di emozioni”, concorso di poesia giunto alla sesta edizione e realizzato con la collaborazione dell’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), del progetto Intrecci Urbani, che ha fornito il patchwork con il logo dell’associazione, e degli abitanti del quartiere. La giuria, composta da membri dell’associazione, ha premiato dieci delle trentatré composizioni in gara e ne ha dato lettura pubblica, rendendo così i presenti partecipi dei temi (dall’immigrazione alla vecchiaia) e delle emozioni tipiche di una poesia “casalinga”, forse rozza ma sincera e genuina. Inoltre, cinque delle opere presentate sono state selezionate per diventare “canzoni”, musicate, arrangiate ed eseguite dagli alunni della CDM – Città Della Musica che si sono esibiti sul palco allestito per l’occasione.

    Se, da un lato, l’inaugurazione della piazza ha riappacificato la comunità con le istituzioni, collaborative e tenaci nel desiderio di riqualificare un quartiere di periferia, prevalentemente residenziale, dall’altro la rassegna organizzata dal Leccio ha dimostrato che, talvolta, le parole, se spontanee e ricche di sentimento, sono sufficienti a rinsaldare quei legami che rendono un quartiere non solo un luogo in cui si vive, ma anche un luogo in cui si vuole vivere.

     

    Giulia Fusaro

  • Teatro Hop Altrove, esito del bando: nuova vita con Arci e San Benedetto

    Teatro Hop Altrove, esito del bando: nuova vita con Arci e San Benedetto

    teatro-hops-altrove-d1Finalmente l’Hop Altrove ha trovato una nuova famiglia. E anche molto numerosa. Almeno per i prossimi nove anni, a gestire gli spazi del cinquecentesco Palazzo Frattinati – Cambiaso sarà la nascente Associazione temporanea di scopo “Punto G”, che vede coinvolti alcuni dei principali protagonisti della realtà culturale genovese, ovvero Arci, Comunità di San Benedetto, Circolo culturale Punto G – Belleville, Disorderdrama, Narramondi e Laboratorio Probabile. Musica, teatro, cinema, battaglie per i diritti, la legalità e l’antimafia e cibo a chilometro zero: questi, e tanti altri, gli ingredienti vincenti del nuovo hub culturale, che si candida a tornare punto di riferimento del centro storico genovese. Il tutto in estrema connessione con il territorio circostante, come ci racconta Stefano Kovac, coordinatore di Arci Genova: «Grazie ad accordi con diverse altre associazioni che operano in città, sarà possibile dare vita a numerose iniziative incrociate, come la presentazione di spettacoli teatrali in cartellone alla Tosse piuttosto che all’Archivolto».

    «Non sarà né una passeggiata né un pranzo di Gala» ammette Domenico “Megu” Chionetti della Comunità di San Bendetto. «Oggi ci siamo ritrovati a discutere di business plan e offerte economiche ma non si tratta certo di un’operazione commerciale. Per le associazioni come le nostre l’obiettivo non è certo fare soldi ma dobbiamo comunque pensare di chiudere almeno in pareggio» . È soddisfatto, il Megu, di poter dare vita a questa nuova avventura, a pochi passi dalla bottega di vico Mele, “In sciä stradda”: un’occasione per la Comunità di rinnovare il legame e l’impegno sociale con la “Città Vecchia”, iniziato già a fine anni ’70 con la bottega di vestiti usati “Ciacchi” e proseguita nel tempo con continue iniziative di animazione, per dare visibilità a un mondo troppo spesso tenuto volutamente nascosto per le sue problematicità. Il progetto dell’Altrove, dunque, è l’ennesima testimonianza che anche dopo don Andrea Gallo, la Comunità di San Benedetto non molla la presa, anzi raddoppia: «Perché, adesso che non c’è più – dice Chionetti – è ancora più vero il messaggio del Gallo: “Noi siamo quello che facciamo e non quello che diciamo”».

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    Difficile capire con precisione quando la nuova vita dell’Altrove verrà ufficialmente battezzata perché mettere insieme tutti i pezzi di un puzzle così variegato è opera alquanto complessa. «Oltre ai tempi formali previsti dal bando (un mese, ndr) – spiega Kovac – e a quelli legati all’istituzione formale dell’associazione, gli spazi necessitano anche di alcuni interventi strutturali. Dobbiamo capire se mettere i classici tapulli alle emergenze e aprire il prima possibile o prevedere una ristrutturazione più articolata. Insomma, siamo già parecchio in ritardo ancora prima di partire perché, ad esempio, per programmare una stagione teatrale ci si dovrà accontentare dei buchi disponibili che hanno le compagnie».

    Ma la colpa non è certo di Arci & co. se i tempi si sono dilatati fino all’inverosimile. Le lungaggini della gara sono state evidenti fin da subito: il bando, che l’assessore Sibilla aveva annunciato in dirittura d’arrivo a ottobre dello scorso anno, è stato in realtà aperto poco prima di Natale per concludersi, in seguito a proroga, a fine febbraio. Anche le procedure di valutazione non sono filate molto lisce, con incontri pubblici prima annunciati e poi rimandati: si fa presto, dunque, a capire come sia arrivato il 7 giugno. Al momento dell’apertura delle buste per verificare le offerte sono giunti sopravvissuti solo 3 (Punto G, Altrove Spazio e Lilith) dei 7 progetti ufficialmente presentati, scesi in realtà a 5 ancora prima delle analisi qualitative.

    E anche nel corso della seduta che ha proclamato il progetto “Punto G” vincitore non è mancato il classico bullesumme alla genovese. A passare dietro il banco degli imputati è stata la direzione cultura del Comune di Genova, accusata di essere stata un po’ confusionaria nella redazione di alcuni aspetti del bando legati all’offerta economica. Proprio per presunte inadempienze a riguardo è stato dichiarato inammissibile il progetto di “Altrove Spazio”, che comunque sarebbe giunto alle spalle dei vincitori. In effetti, la commissione presieduta da Guido Gandino, non ha fatto una splendida figura ad aver comunicato questa irregolarità solamente nel corso dell’ultima seduta.

    Anche il progetto “bocciato” presentato da 6 giovani genovesi (età media: 26 anni), racchiudeva in sé diversi elementi di interesse, a partire dalle oltre 40 associazioni che ne avrebbero preso parte. Il punto di forza dell’”Altrove Spazio” sarebbe stata l’apertura continua, tutto il giorno tutti i giorni, e la cessione gratuita della sala teatrale a chiunque ne avesse fatto richiesta. Una sorta di potenziamento di quanto già intravisto sotto la precedente gestione Varlese: spettacoli di prosa, cabaret e animazioni per bambini sotto il profilo teatrale, con il mese di maggio interamente dedicato alla scuole per saggi e classiche feste di fine anno; stretta connessione con il Conservatorio e Gezmataz per gli eventi musicali, oltre alla predisposizione di uno studio di registrazione che avrebbe dato il la a una produzione interna; allestimento di una palestra e di spazi destinati a laboratori artigianali; e tanta attenzione alla cucina con caffè letterari alla mattina, pranzi “operai” e cene enogastronomiche a chilometro zero, senza dimenticare un aperitivo di qualità, non a buffet ma a prezzi popolari e sotto la guida di esperti sommelier. È molta la delusione di Giacomo Gianetta e Filippo Cuomo Ulloa, due degli ideatori di questo progetto. Giacomo, addirittura, ci confida che questo è stato il suo ultimo tentativo per fare qualcosa di utile a Genova, adesso andrà in Germania per un master: «E poi dicono che vogliano dare spazio ai giovani…».

     

    Simone D’Ambrosio
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Matreska Gruppo artistico: I Dodici, la poesia russa a teatro

    Matreska Gruppo artistico: I Dodici, la poesia russa a teatro

    matreska-dodiciNuovi progetti in corso per il gruppo artistico Matreska, fondato da Martina Massarente e Daniel Nevoso e che sta sviluppando in città progetti culturali di poesia, fotografia e teatro.

    Dopo le soddisfazioni ottenute con Sussurri, il progetto poetico – fotografico che ha portato Martina Massarente al festival di fotografia del nudo di Arles, il duo si sta concentrando sulla seconda anima del proprio percorso artistico, ossia il teatro.

    Lo scorso anno lo spettacolo Martin di Daniel Nevoso era stato selezionato nel bando Pre-visioni 2012 al Teatro della Tosse: ora l’artista sta lavorando a un secondo progetto, che vuole far conoscere al pubblico l’opera di Aleksandr Blok, vissuto tra il 1880 e il 1921 e ritenuto uno dei maggiori poeti russi.

    Lo spettacolo I Dodici. Una marcia suggerita dal vento riprende il testo originale del poema I dodici (scritto nel 1918) con l’aggiunta di intermezzi scritti, cantati e recitati dallo stesso Daniel. Un’opera epica ambientata nel periodo della Rivoluzione Russa, che racconta la marcia nella neve di dodici guardie rosse e sottintende simbolicamente i Dodici Apostoli che marciano seguendo Cristo.

    Sul palco insieme a Daniel Nevoso i musicisti de La decima vittima – che eseguono una parodia del suono del vento, di loro composizione – e la ballerina Selena Pastorino.Infine, la stessa scenografia dello spettacolo – vedi foto in alto – è a cura di Matreska. La prima messa in scena sarà a fine giugno, rivolta a critici e a chiunque abbia competenze in ambito teatrale e vuole ragionare insieme agli autori sulle caratteristiche dello spettacolo. A seguire, si cercheranno spazi e occasioni per le rappresentazioni pubbliche.

    Un progetto che va oltre la messa in scena teatrale: Matreska ha infatti avviato una collaborazione con tre studenti al primo anno del corso di laurea in Storia dell’Arte. Gabriele, Diego e Ludovico stanno svolgendo una ricera su Blok e il suo contesto storico/artistico di riferimento, un’indagine che verrà pubblicata sul blog di Matreska e che riguarderà anche gli altri autori oggetto dei progetti culturali (come il norvegese Henrik Ibsen per Sussurri).

    «Si tratta di uno spettacolo che possiamo definire sperimentale, anche se questo termine ha spesso un’accezione negativa. – precisa Martina Massarente – La sperimentazione presuppone un profondo lavoro dell’artista, che si sviluppa su vari fronti: anzitutto il lavoro su se stesso, imprescindibile per gli autori e gli attori che devono costruire un personaggio; inoltre il lavoro culturale, perché scopo di Matreska è portare al pubblico l’opera di figure poco note ma di enorme rilievo, come in questo caso Blok. Se in campo artistico bisogna imparare che “non esistono solo Van Gogh e Gauguin”, anche in ambito poetico e teatrale sono moltissimi gli autori da cui si può trarre ispirazione. Noi di Matreska concepiamo il teatro come modo di essere, ciò che vogliamo mettere in scena è il percorso di ricerca della persona. La tecnica è importante, ma ininfluente senza questo primo e fondamentale elemento».

    Allo scopo di perfezionare il proprio percorso teatrale e mettersi in rete con le altre realtà indipendenti sul territorio, Matreska ha aderito a Tilt. Come mi spiega Martina, «Ci riconosciamo nei valori delle compagnie teatrali indipendenti e nel progetto di Consulta, che riteniamo fondamentale per gli artisti che vogliono lavorare e sono alla ricerca di spazi, opportunità e vie per far conoscere i propri progetti. Non possiamo ancora definirci una “compagnia”, ma essere a contatto con realtà già avviate da cui possiamo imparare sarà per noi molto utile: l’aspetto di Tilt che più ci ha colpiti è che non priva nessuno della propria individualità, il “fare rete” non annichila nessuna delle compagnie che ne fanno parte, che mantengono la propria identità e i propri progetti».

    Guarda il video promo dello spettacolo

    Marta Traverso

  • Tipicoligure Festival: concerti, spettacoli e prodotti locali

    Tipicoligure Festival: concerti, spettacoli e prodotti locali

    Focaccia alla salviaDa venerdì 7 a domenica 9 giugno 2013 a Genova Sestri Ponente si svolge Tipicoligure Festival: tre giorni dedicati alla musica, all’intrattenimento per adulti e bambini e soprattutto alla valorizzazione dei prodotti tipici.

    L’evento è organizzato dall’associazione Radicicaballanu (con il patrocinio del Municipio Medio Ponente) e propone un ricco programma che comprende: laboratori per imparare a cucinare prodotti locali come il pesce e la focaccia, stand di artigianato locale, spettacoli di musica dal vivo e animazioni per i più piccoli. Saranno presenti artisti e produttori genovesi e provenienti da fuori, per favorire la socialità e lo scambio dei saperi.

    Domenica 9 giugno sarà inoltre aperta al pubblico una pulizia collettiva e volontaria di Villa Rossi, che ospita l’evento.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Lameladivetro, Campopisano: arte e cultura per difendere le diversità

    Lameladivetro, Campopisano: arte e cultura per difendere le diversità

    campo-pisano-centro-storico-DIFondata nel 1995 e sita dal 30 marzo 2013 a Campopisano, l’ Associazione Culturale Lameladivetro opera per il dialogo internazionale e la promozione artistico-culturale, sia in ambito locale, che nazionale e internazionale, organizzando eventi a Genova e nel mondo, grazie all’intraprendenza dei volontari che la coordinano e all’appoggio – oltre a Comune di Genova, Provincia e Regione – di strutture come ambasciate, consolati, ministeri sparsi in tutto il mondo.

    porta-lameladivetroUn piccolo gioiello nascosto tra i vicoli genovesi: la sede di Lameladivetro è un posto magico, in cui il tempo sembra essersi fermato. Prima che arrivassi ero stato avvisata: «Non aspettarti qualcosa di nuovo e alla moda, qui non c’è niente che abbia a che fare con le discoteche, o con i posti che frequentano i giovani, anzi qui da noi il tempo si è fermato al 1600. Lo vedrai con i tuoi occhi». Già incuriosita da questa anomala presentazione, sono andata a constatare con i miei occhi di cosa si trattasse e ne sono rimasta folgorata; un piccolo spazio in un edificio adiacente a Piazza Campopisano, arredato con mobili e suppellettili rigorosamente di epoca (‘600 – ‘800) dai tessuti delle tende, ai mobili in legno, le grandi credenze contenenti l’archivio “analogico” e la documentazione cartacea dell’associazione, e costumi d’epoca rigorosamente ricreati dai soci. E pensare che in così poco spazio è contenuto tutto il potenziale che, una volta scatenato, innesca meccanismi virtuosi in grado di raggiungere tutti i paesi del mondo…

    Mi accolgono Franco Andreoni, il vicepresidente Fulvio Toso e alcuni altri soci: le rappresentanti di Tailandia (Kanokwan Lueng Srichai) e Venezuela (Mayela Barràgan Zambrano) e la curatrice della parte storica Maura Meo.

    Cos’è Lameladivetro e qual è il filo conduttore che anima tutto il lavoro dei volontari?

    «La nostra associazione è attiva ormai da quasi un ventennio, siamo partiti da Piazza delle Vigne e, dopo vari cambiamenti di sede, oggi siamo tornati finalmente nel centro storico, nella bella location di Campopisano, al numero 4 r. La nostra è un’attività di volontariato a favore dell’arte e della cultura. Il raggio d’azione di Lameladivetro è ampio e variegato: noi parliamo di cultura, di arte, di attività rivolte al sociale, ma anche la parola “cultura” è di per sé polisemica e spazia dalla gastronomia all’arte propriamente detta. Quello che sta alla base di tutto è riuscire a coinvolgere diverse “etnie”, diversi paesi, diverse comunità sia su piccola che su larga scala (da quelle più vicine, genovesi, piemontesi e limitrofe, a quelle più lontane, tailandesi o venezuelane, ecc.), valorizzare le loro tipicità culturali in modo che non vadano perse e preservare dunque le differenze.
    Sono proprio le differenze culturali il centro di tutto il nostro lavoro: noi non miriamo all’integrazione culturale (attenzione, con questa affermazione non si deve certo scambiare il nostro intento per un proposito misantropico di accentuazione delle diversità che separano…), vogliamo piuttosto mettere l’accento sulle differenze, in quanto peculiarità territoriali, etniche, popolari, (dalle ricette di cucina, alle varianti dialettali, o ancora le particolarità nel vestire, le abilità artigianali, le bellezze territoriali) e che devono essere conosciute dal numero più largo possibile di persone. Sono un arricchimento, che separa ma non divide, anzi… la ricerca di legami tra gli elementi specifici delle varie etnie può ricondurle tutte a un unico massimo comune denominatore. Se ci fermiamo a pensare, tante possono essere le etnie che ci circondano. Mi riferisco a tutte le specificità comunitarie, culturali, linguistiche. Con il termine “etnico” siamo abituati a pensare ai paesi arabi o alla Turchia, o al Medioriente, ma un’“etnia” è ad esempio anche quella genovese, della Lunigiana, o quella sarda…»

    «Il nostro sito è scritto in tantissime lingue diverse, e allo stesso i volantini che stampiamo: dal zeneize, al calabrisi, allo wayuunaki. Quest’ultima è una lingua indigena dell’America Latina, che noi abbiamo portato a Genova in occasione di un evento in collaborazione con il Venezuela: la nostra rappresentante è riuscita a far arrivare nella nostra città un poeta, socio-linguista e scrittore di lingua wayuunaki, che è stato ospitato nell’ambito del Festival della Poesia. Anche il nome Lameladivetro è quello ufficialmente registrato, ma cambia a seconda dell’evento in questione e delle nazioni con cui abbiamo a che fare: Lamanzanadevidrio, Lepommedeverre, DerGlasApfel, e così via…».

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    Franco, puoi farci qualche esempio di progetto finora realizzato e darci anticipazioni per le iniziative future?

    «Organizziamo pochi incontri all’anno, ma quelli che realizziamo hanno vasta eco e sono importanti per far conoscere Genova all’esterno e per portare a Genova altre culture e società. Posso citare molti esempi di ricerche, studi e iniziative che abbiamo condotto. Ad esempio, nel 2007, “La memoria multiculturale” il progetto annuale su Paul Klee e il suo soggiorno a Genova: abbiamo ricostruito l’itinerario seguito dall’artista nel 1901 durante il suo viaggio da Berna a Roma (risalendo anche al numero di treno, all’orario, alle coincidenze prese) e abbiamo scoperto che il pittore sarebbe partito proprio dalla nostra città alla volta di Roma. Da qui abbiamo creato un’esposizione che è stata visitabile per circa un anno presso i locali della Biblioteca Civica Berio e che ha visto il coinvolgimento di rappresentanze genovesi, svizzere e tunisine. Da ricordare anche la collaborazione con la Svizzera e l’evento alla Biblioteca Berio “Genova e la Svizzera all’insegna della Storia: rose e bandiere, Papi e alabarde”, in cui sono stati ricercati legami e affinità tra Genova e la Svizzera, fino al gemellaggio delle due. Da ultimo, la presenza al Salone del Libro di Torino 2013, con l’intervento “Le pratiche di Medicina Tradizionale dall’Abruzzo al resto del mondo: la Cina e il Paraguay”, organizzato dalla rappresentante cinese, l’ultima “reclutata” per entrare a far parte del gruppo. Infine, un progetto ancora in cantiere di “gemellaggio del pesto”, in cui stiamo cercando di coinvolgere varie comunità d’Italia, produttrici dei vari ingredienti necessari per la preparazione del pesto, per gemellarle con Genova (da Pisa, produttrice di pinoli, alla Sardegna per il pecorino, e altre); e poi si potrebbe anche effettuare ricerche sulle statue stele nella zona dell’estremo Levante, ricostruendone le affinità con quelle sudamericane. Le possibilità sono infinite, il campo d’azione sterminato».

    Come funziona sotto il profilo pratico Lameladivetro?

    «L’organico della nostra associazione è formato da rappresentati di diversi popoli e il nostro operare è da considerare quasi sempre al fianco di (oltre a Comune, Provincia e Regione) enti pubblici o diplomatici, dalle Ambasciate ai Consolati, ai Ministeri, per giungere alla Segreteria di Stato della Città del Vaticano. La cosa bella è che tanto sono buoni i nostri contatti col Vaticano, quanto con i rappresentanti ufficiali di altre religioni, come quella islamica o buddhista, a testimonianza della volontà di cooperazione e di inclusione delle differenze. Ovviamente questo è anche un modo per fare conoscere, in primis, Genova nel mondo. In secondo luogo, il nostro modus operandi permette a Genova di conoscere il mondo, in uno scambio bidirezionale molto interessante. La nostra associazione culturale vive dell’interazione con le rappresentanze delle diverse nazioni mondiali: non è una struttura che nasce su scala internazionale, anzi è piuttosto radicata sotto il profilo locale, ma in occasione dei vari eventi che organizziamo, Lameladivetro esce dai confini genovesi e si fa internazionale. Fra le nazioni con cui abbiamo contatti, oltre alle varie regioni d’Italia, ricordo la Repubblica Popolare Cinese, il Sud Africa, il Venezuela, la Francia, la Tailandia, la Svizzera, ma si tratta solo di alcuni esempi. Creiamo cose e incontri in nome dell’amore per la cultura, l’arte, la storia, la fratellanza. Tutti ingredienti positivi, i migliori».

    La passione e l’amore per la cultura che anima questi volontari è davvero particolare: vulcanici e pieni di iniziativa, producono nuove idee una dopo l’altra, in continuazione. I progetti sono davvero tanti, ma realizzarli diventa complicato perché la base è sempre volontaria e gli aiuti da reperire si basano sui contatti interpersonali dei soci. Interessante il fatto che alcuni di loro si siano conosciuti ad un corso di lingua italiana per stranieri e, tramite passaparola, siano poi entrati a far parte di Lameladivetro: è il caso proprio della rappresentante tailandese e della neo-arrivata cinese. Inoltre, ora si sta progettando di aprire a Stati Uniti, Russia e altri paesi: lo scopo è quello di avere un rappresentate per ogni paese, ma è di certo ambizioso e a lungo termine. Per ora, i volontari continuano a impegnarsi e a proporre i loro progetti con entusiasmo, con un occhio sempre rivolto verso Genova e la Liguria: si pensa, tra le altre cose, di tornare alla prassi iniziale di organizzare percorsi storici in città, con persone reali in abiti storici, che interpretano vari personaggi e mettono in scena episodi del passato, per far comprendere meglio e far restare maggiormente impresso il reale svolgimento degli eventi. Partendo, perché no, proprio da Campopisano, luogo ricco di storie e leggende.

     

    Elettra Antognetti