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  • Centro Banchi, il progetto Utrophia a Genova: arte e solidarietà

    Centro Banchi, il progetto Utrophia a Genova: arte e solidarietà

    centro-utrophia-piazza-banchi“Botteghe di integrazione ed accoglienza” per aiutare persone con disagi psichici e, allo stesso tempo, ridare vita alle vie genovesi svuotate dalla crisi. Questo, in sintesi, il nuovo progetto pilota che da ormai qualche mese (pensato già dal dicembre 2012, ma avviato a tutti gli effetti dal febbraio 2013) sta prendendo piede nella nostra città.

    Si tratta di un percorso intrapreso ad opera di cinque associazioni volontarie genovesi che, sotto l’egida di Celivo – Centro Servizi al Volontariato della Provincia di Genova, hanno deciso di coniugare aiuto alle persone con disabilità e rinnovamento del contesto urbano. Il progetto, già sperimentato in terra anglosassone con il nome di Utrophia, prevede lo riutilizzo di spazi lasciati vacanti da negozi e uffici -costretti alla chiusura in questo periodo di crisi economica generale- e la loro trasformazione in temporanee sedi e piattaforme per iniziative aventi come protagonisti persone con disabilità e disagi psichico-relazionali.

    In particolare, le realtà che hanno deciso di prendere parte all’iniziativa sono ALFAPP, Associazione Gigi Ghirotti, Le Querce di Mamre, Prato e Semplicemente: tutte associazioni onlus che operano nel contesto genovese da molti anni e che affrontano situazioni di disagio psichico o che, come la Gigi Ghirotti, vivono a stretto contatto con malati di tumore. Tutte diverse, ognuna di loro ha sviluppato una propria attività in questi decenni di presenza sul territorio, ma tuttavia hanno saputo mettere da parte le proprie peculiarità per provare a lavorare a un progetto comune: quello di “colorare insieme la città”. Fino ad ora, già qualche progetto ultimato: il restyling delle due vetrine del Centro Banchi (sempre nei pressi dell’omonima Piazza, in Vico delle Compere 26), in cui le associazioni riunite hanno insediato il loro quartier generale. Siamo andati proprio al Centro Banchi, a fare visita ai pazienti, ai volontari e ai promotori dell’iniziativa, e ad ammirare le loro realizzazioni.

    IL PROGETTO

    centro-utrophia-piazza-banchi3Precursore di questa iniziativa genovese, il progetto Utrophia, nato in Gran Bretagna ormai dieci anni fa su iniziativa di Stephen (Steve) Molyneux che, con un gioco di parole tra “utopia” ed “eutrofizzazione” (dal greco, eu: buono, trophòs: nutrimento, concetto usato anche in biologia marina), ha ridato vita alle vie britanniche dello shopping svuotate dalla crisi, occupando i negozi sfitti e trasformandoli in punti d’incontro creativi per artisti e per venire incontro alle esigenze di quartieri con forti criticità. Il tutto, in un lavoro sincronico tra comunità locali e amministrazioni, che hanno permesso l’”occupazione” dei locali abbandonati e la loro trasformazione in qualcosa d’altro, socialmente utile e dal gradevole valore artistico.

    Oggi tutto questo arriva anche a Genova, spesso accusata di essere poco pronta a recepire le suggestioni provenienti dagli altri paesi. E invece il capoluogo ligure dallo scorso dicembre è diventato promotore di un’iniziativa analoga al precedente britannico (con cui è, tra l’altro, ufficialmente gemellata), che coniuga spirito volontaristico e aiuto alle disabilità, con la voglia di abbellire una città colpita dalla crisi economica, che ormai ci ha abituato a vetrine sbarrate e saracinesche abbassate. Qui, grazie all’iniziativa di Danilo Martino, Presidente dell’Associazione di volontariato Semplicemente, dal febbraio 2013 ha preso avvio ufficialmente il progetto pilota che ha reso Genova capofila in questa sperimentazione: la sua idea, quella di prendere in gestione per un tempo determinato (in collaborazione con i proprietari e fino a quando non si presenteranno nuovi acquirenti e altri interessati) gli esercizi sfitti, per riallestirne in modo creativo e colorato le vetrine grazie al lavoro di persone disabili, che potranno svolgere un iter artistico seguito passo passo dai volontari delle cinque associazioni coinvolte. Ad aiutare in questo percorso, anche l’artista genovese Francesco Musante, famoso in tutta la Liguria e apprezzato in tutta la penisola per le sue realizzazioni di serigrafie e acquerelli dai personaggi inconfondibili, tra mondo fiabesco e realtà (a tale proposito, per chiunque si fosse chiesto, cosa fossero le colorate installazioni che hanno fatto la loro apparizione qualche mese fa proprio davanti alla Chiesa di San Pietro in Banchi e ora improvvisamente scomparse, ecco svelato –dopo mesi- l’arcano: si trattava delle realizzazioni del pittore, per promuovere questo progetto).

    Dunque, una valenza molteplice: da una parte, l’aiuto a persone con disagi psichici nell’intraprendere un percorso artistico e rivolto alla socialità, dall’altra la possibilità per le associazioni di portare il loro lavoro nelle strade, nelle piazze, tra la gente; tramite l’allestimento delle vetrine, si vuole attirare un numero crescente di persone, per offrire loro aiuto o per accogliere nuovi volontari a rinfoltire le fila attuali. Inoltre, ultimo punto non meno trascurabile, il servizio svolto alla città intera e l’aiuto dato ai proprietari dei negozi che, grazie ai volontari delle onlus e ai “pazienti”, vedono i loro esercizi –salvi dall’altrimenti inevitabile degrado- tornare alla vita.

    Oggi, i volontari delle cinque associazioni sono ospitati nei locali del Centro Banchi, tra Vico delle Compere e Piazza De Marini, negli spazi della Chiesa di San Pietro in Banchi. Luogo d’ascolto attivo da decenni, fiore all’occhiello della Curia genovese, il centro è stato voluto da Monsignor Marco Granata, rettore della Chiesa di Nostra Signora della Guardia, lo stesso che ha sostenuto l’attività dei volontari e li ha aiutati a realizzare il loro sogno, offrendo loro uno spazio in cui operare: dallo scorso 4 febbraio, tutti i lunedì il Centro accoglie coloro che vogliono prendere parte al progetto volontaristico e vede anche l’allestimento di un Laboratorio Artistico Integrato, per la realizzazione e il riaddobbo delle due vetrine dello stesso Centro Banchi.

    Una è stata terminata proprio in questi primi mesi di attività, ed già possibile vederla passeggiando tra Vico delle Compere, Piazza De Marini e Piazza Banchi. L’estrema novità del progetto è dimostrata anche dal fatto che fino ad ora non è stato scelto un nome vero e proprio: i volontari vorrebbero un nome diverso dal britannico Utrophia, ad indicare la carica innovativa del progetto declinato in versione nostrana. Finora, qualche proposta non ancora ufficialmente avvallata, tra cui una delle più accreditate è “mandillo”, ovvero “fazzoletto” in dialetto genovese: «Difficile trovare il nome per il progetto -ci spiegano i volontari- per ora, tra le opzioni che ci piacciono c’è questa di “mandillo”: come un fazzoletto, anche noi come gruppo vogliamo prestarci a molteplici usi e intraprendere vari progetti. Partendo dalla riapertura dei negozi, vogliamo aprirci ad altro, assumendo una portata più vasta e globale». Per ora, lo slogan usato per descrivere l’iniziativa resta “Coloriamo insieme la nostra città”, motto che non cela l’obiettivo di recuperare il contesto urbanistico, nei suoi lati più critici.

    Anche questo progetto, come il precursore inglese, cerca un contatto con le amministrazioni e chiede un appoggio istituzionale sempre più consolidato, che aiuti a promuovere l’iniziativa e lanciare il messaggio che si tratta di un’opportunità per salvare alcuni luoghi della città dal deterioramento. Inoltre, il progetto si sta aprendo sempre più al coinvolgimento degli ambulanti della piazza: uno tra tutti, il signor Gaetano, gestore della banco di quadri e cornici, che lamenta il disagio che si è venuto a creare con la chiusura di molti negozi, alcuni dei quali anche storici (si pensi alle recenti vicende di Assolibro e altri casi tristemente analoghi), e ha accolto subito di buon occhio l’iniziativa di “colorare la città”, accodandosi al progetto.

    LE PROSPETTIVE FUTURE

    centro-utrophia-piazza-banchi2Dopo aver ultimato le prime due vetrine, adesso in programma altre iniziative: il 7 maggio sarà inaugurata una mostra, sempre in Piazza Banchi, nei locali della Loggia della Mercanzia, di fotografia e arte. All’esterno, grandi sagome in legno realizzate da Musante e raffiguranti i componenti di una banda musicale: le associazioni insieme devono essere come le note che compongono una melodia, in cui ciascuna si occupa di necessità umane diverse e ha una propria identità, ma va a confluire nel progetto più ampio di “colorare la città”. All’interno, invece, la documentazione fotografica per spiegare agli interessati il lavoro che i volontari delle onlus e i ragazzi disabili svolgono nel Centro Banchi. Inoltre, anche il totem realizzato dai ragazzi nel corso dei laboratori creativi del Centro. A collaborare con il gruppo, anche l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, che ha mostrato interesse per l’iniziativa, e il corso di Design della Facoltà di Architettura che, guidato dal professor Carlo Vannicola, ha prestato le proprie competenze e manodopera, guidando i ragazzi e i volontari nel percorso laboratoriale. La mostra proseguirà fino al 10 maggio 2013.

    Dopo, ancora altre proposte in cantiere: sarà il turno dell’edicola –oggi dismessa- della vicina Piazza Senarega, che sarà trasformata in sportello informativo finalizzato alla promozione del progetto, e poi del loggiato della Chiesa, messo a disposizione per farne un luogo vivo, di animazione e aggregazione, con l’organizzazione di iniziative.

    Così il Presidente di Semplicemente e promotore del progetto di “colorare insieme la nostra città”, Danilo Martino: « Ci stiamo muovendo per portare una ventata d’aria fresca nella nostra città, in un centro ormai spento, nel triste scenario di negozi che chiudono uno dopo l’altro: vogliamo arginare questa situazione, diffondendo la gioia della creazione artistica. Prima le sedi delle nostre associazioni erano dislocate sul territorio (ad esempio, Semplicemente si trova in Via Sampierdarena 32, n.d.r.), ma in questi mesi abbiamo deciso di unirci tutte sotto lo stesso tetto, almeno per un giorno a settimana, e di fare di Piazza Banchi il nostro centro direzionale: penso sia la  postazione giusta da cui cercare un contatto con i cittadini. Così centrale, questa piazza ha un valore simbolico, oltre che logistico: era il nucleo primordiale della Genova antica, da cui passavano le mura della città e in cui ancora si respira tutta la storia gloriosa della Superba. Da qui vogliamo partire, per estenderci a macchia d’olio in tutta la città, portando il nostro colore e la nostra arte, per avvicinare le persone alle problematiche psichiche e abbattere il pregiudizio. Abbiamo capito che il modello dell’associazione volontaristica chiuso nella sua roccaforte non funziona: per quanto degno di plauso il fine perseguito, il progetto rischia di morire atrofizzato. Per questo abbiamo deciso di muoverci, andare direttamente tra la gente, con gioia, a portare la nostra arte e a farci conoscere: quello che serve è l’apertura a quello che c’è fuori, il calarsi nella realtà che ci circonda».

     

    Elettra Antognetti

  • Profondità di campo: cinema europeo, fotografia e arte contemporanea

    Profondità di campo: cinema europeo, fotografia e arte contemporanea

    cinema-provini-castingUn’associazione culturale nata nel 2007 per sostenere il cinema indipendente, la fotografia e l’arte contemporanea. In questi giorni Profondità di campo è impegnata alla Sala Sivori per il festival Nuovo cinema Europa, che ogni giorno offre proiezioni gratuite delle migliori pellicole europee indipendenti: «I primi due giorni sono andati molto bene: tantissime presenze anche nelle proiezioni delle 16, che di solito è la fascia oraria più penalizzata – ci racconta la presidente Angela FerrariAbbiamo ormai una parte di “fedelissimi” che partecipa a ogni proiezione, ma da un questionario che stiamo distribuendo abbiamo riscontrato anche persone venute per la prima volta. Si tratta di un pubblico variegato, che va dallo studente universitario al pensionato».

    Un festival che vanta la collaborazione di nove istituti europei di cultura, con sede a Genova o in altre città italiane: Academia Belgica, Alliance Française Galliera de Gênes, Ambasciata della Repubblica Slovacca e Istituto Slovacco a Roma, Centro Ceco, Centro Culturale Italo-Austriaco, Forum Austriaco di Cultura, Goethe-Institut Genua. Un appuntamento che pone l’attenzione sulle nuove tendenze del cinema europeo, «in cui sono sempre più visibili due aspetti: da un lato un numero sempre maggiore di co-produzioni fra diversi Paesi, e dall’altro un’evoluzione linguistica che porta film prodotti in un Paese ma con dialoghi in diverse lingue. Lunedì, per esempio, abbiamo trasmesso il film tedesco “Die brucke am ibar”, i cui dialoghi sono interamente in albanese e serbo. Per ogni edizione scegliamo film prodotti negli ultimi due anni, spesso in concorso o premiati in Festival cinematografici, e che non sono ancora stati distribuiti in Italia».

    Fino a venerdì è dunque possibile assistere alle proiezioni del Festival, ma sono altri i progetti in cantiere per l’associazione. Un esempio è la seconda edizione del bando di fotografia Prima Luce, i cui vincitori parteciperanno a una mostra collettiva che si terrà in Sala Dogana dal 28 giugno al 4 luglio (leggi l’intervista ai partecipanti di Prima Luce 2012). L’associazione ha infine tra i suoi obiettivi la promozione dell’arte contemporanea e potrebbe organizzare un evento durante la Giornata del contemporaneo 2013 (che dovrebbe svolgersi a ottobre).

    Marta Traverso

  • Moda etica ed equo solidale: Marina Spadafora a Genova

    Moda etica ed equo solidale: Marina Spadafora a Genova

    ctm_00237_bassa defMercoledì 17 aprile 2013 (ore 17.30) Marina Spadafora – stilista e direttore creativo del marchio di abbigliamento di Altromercato – è all’auditorium del Galata Museo del Mare per un incontro pubblico sul tema Moda etica, creatività e impegno sociale.

    Nel corso del pomeriggio vengono presentati i capi della collezione primavera/estate 2013 di Auteurs du Monde, a cura dell’attrice Emanuela Rolla e le sue allieve. L’incontro è un’occasione per conoscere i tessuti realizzati grazie all’abilità di centinaia di artigiani, soprattutto donne, che vivono in Asia, America Latina e Africa. Tutti gli abiti sono prodotti con fibre green-oriented: la stilista racconterà come nasce un abito fair trade, in un viaggio tra valori e volti del commercio equo, in cui abiti, immagini e parole raccontano di etica, giustizia sociale e diritti.

    Marina Spadafora negli anni ’90 è stata tra le designer più sperimentali delle passerelle milanesi. Docente di fashion design al Naba, la Nuova accademia di Belle Arti a Milano, e direttore creativo del marchio di Altromercato Auteurs du Monde, una linea di moda sostenibile e raffinata che è espressione dell’abilità di centinaia di artigiani, donne per la maggior parte, che vivono e lavorano in Asia, America Latina e Africa. Designer della collezione pret à porter, lavora con materiali biologici e certificati Fairtrade e definisce antropologica la sua collezione: “ogni capo ha una sua storia e identità, ed è rifinito a mano da artigiani provenienti dal sud del mondo”.

    A seguire, aperitivo di inaugurazione del nuovo punto vendita Bottega Solidale a Palazzo Millo, Porto Antico.

  • Giardini Luzzati: una settimana di festa per il primo compleanno

    Giardini Luzzati: una settimana di festa per il primo compleanno

    giardini luzzati 1Martedì 16 aprile 2013 inizia una settimana di festa per il primo compleanno dei Giardini Luzzati, lo spazio del centro storico riportato in vita grazie all’impegno dell’associazione Il Ce.Sto.

    Programma

    Martedì 16 aprile
    ore 19: aperitivo e incontro con i volontari dell’associazione che sono stati al World Social Forum 2013 a Tunisi

    Mercoledì 17 aprile
    ore 20: cena popolare di autofinanziamento (info e prenotazioni SMS al 328 1898249 o mail ad associazione@assilcesto.it)
    ore 21: Mongy Dj-Set

    Giovedì 18 aprile
    ore 20: cena di pesce (info e prenotazioni SMS al 345 6203952 o mail ad associazione@assilcesto.it)

    Venerdì 19 aprile
    ore 21: concerto live Parto delle Nuvole Pesanti

    Sabato 20 aprile
    ore 15: Giardini in fiera, mercatino dell’artigianato e animazioni per bambini con gonfiabili, spettacolo acrobatico e laboratorio di giochi per terra. 25 artigiani provenienti da tutte le parti della Liguria e dal basso Piemonte proporranno articoli di ogni tipo, rigorosamente handmade.
    ore 21: Lopex Experience, concerto
    ore 22: SenzaDread, concerto

    Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

  • Art meeting point: un appuntamento fisso per le idee degli artisti

    Art meeting point: un appuntamento fisso per le idee degli artisti

    vanuart-2Pittori e illustratori, videomaker e performer, poeti e scrittori. E così via. A Genova vivono e operano moltissimi artisti – di ogni età e specializzati negli ambiti più vari – che si impegnano malgrado la crisi politica/economica e le difficoltà nel trovare spazi, finanziamenti e opportunità (ne parlavamo di recente su Era Superba a proposito dei teatri).

    Dare voce a queste opportunità è lo scopo principale del nuovo progetto di Vanuart, che in pochi mesi ha rivoluzionato il modo di vivere l’arte in città: attraverso un numero di collaborazioni in continua crescita – fra artisti, gestori di attività commerciali e istituzioni – sta prendendo forma l’idea di “trasformare Genova in una galleria d’arte en plein air“.

    vanuart-4A quasi un mese dall’inaugurazione della nuova sede in vico del Fico – uno spazio che si affaccia in piazza delle Lavandaie, tra via Ravecca e i Giardini Luzzati – nel pomeriggio di ieri, mercoledì 10 aprile, è partito Art Meeting Point.

    Di che si tratta? Ogni mercoledì pomeriggio (intorno alle 17-18) chiunque fa arte o ha un’idea legata alla creatività può venire a Vanuart e proporre il suo progetto.

    Ieri si è svolto il primo incontro, dove Sabrina – fondatrice di Vanuart – ha illustrato i passi futuri dell’associazione: la mostra itinerante di arte visiva Il seme del cambiamento, aperta al pubblico per tutto il mese di aprile in vari locali del centro e del centro storico (Berio Cafè, Gradisca e altri), sarà poi allestita in altri quartieri della città, tra cui Nervi e Sampierdarena. I prossimi eventi saranno la proiezione di poesie sui muri dei Palazzi della città ed eventi musicali in piazza delle Lavandaie.

    vanuart-3Il meeting point ha visto la presenza di una decina di artisti – tra illustratori, musicisti, fotografi e così via – ciascuno dei quali ha proposto un’idea sotto forma di post-it appeso alla porta di Vanuart. Lo staff dell’associazione si occuperà di trasformare queste idee in progetti concreti, con l’aiuto degli artisti interessati a prendervi parte.

    Alcuni esempi: decorare con illustrazioni e poesie i pannelli dei cantieri abbandonati, un progetto di narrazione dei tetti di Genova, corsi per artisti che vogliono comunicarsi attraverso il web, performance artistiche a km zero. Anche io ho proposto una mia idea, per creare spazi e occasioni di confronto per chi scrive opere di prosa.

    L’appuntamento è dunque ogni mercoledì presso la sede di Vanuart. Si può portare un’idea, ma anche uno strumento musicale, le proprie poesie da leggere, esempi di opere realizzate da mostrare agli altri. Scopo di Art meeting point è diventare un appuntamento fisso per far conoscere tra loro gli artisti che operano a Genova e “unire le forze” per dare luogo a nuovi eventi e iniziative.

    Marta Traverso

  • Lanterna di Genova: estate 2013, bando per organizzazione di eventi

    Lanterna di Genova: estate 2013, bando per organizzazione di eventi

    lanterna2-DILa Provincia di Genova e la Fondazione Muvita hanno aperto un bando per associazioni che vogliono contribuire al progetto Eventi per la Lanterna 2013.

    Scopo dell’iniziativa è aprire il sito storico della Lanterna di Genova alle organizzazioni culturali e realizzare in questo luogo esperienze fra le più eterogenee, per mettere in luce le iniziative di creatività genovesi.

    Provincia e Muvita metteranno a disposizione dei soggetti selezionati uno spazio designato appositamente, l’area spettacoli situata nel Parco della Lanterna, un palco di 8×4 metri collocato al cospetto del faro e chiuso alle spalle dalla quinta teatrale del porto, con un totale di 250 posti (150 a sedere e 100 in piedi). Si suggerisce pertanto di elaborare proposte che tengano in considerazione lo spazio del palco, la capienza e tutti i requisiti tecnici.

    La manifestazione di interesse può essere inviata entro martedì 30 aprile 2013 all’indirizzo mail lanterna@muvita.it. Le proposte saranno selezionate secondo criteri di qualità e attinenza dei contenuti culturali, fattibilità di realizzazione e sostenibilità dell’intervento che dovrà essere a costo zero per Provincia e Fondazione Muvita.

    Entro maggio 2013 saranno contattati gli autori dei progetti idonei, mentre gli eventi si svolgeranno tra luglio e settembre 2013.

    [foto di Diego Arbore]

  • Moschea e luoghi di culto islamici: dove pregano i musulmani genovesi?

    Moschea e luoghi di culto islamici: dove pregano i musulmani genovesi?

    moschea-vico-fregosoÈ da tanti anni che a Genova si discute animatamente in merito alla costruzione di una grande moschea. Eppure, la nostra città presenta già un buon numero di luoghi di preghiera dove tutti i giorni, e non solo il venerdì, giorno di festa secondo i dettami dell’Islam, si raccolgono in preghiera i fedeli musulmani.

    Questi luoghi, spesso associazioni o centri culturali sorti una decina di anni fa su iniziativa di singoli immigrati giunti a Genova dal proprio paese di origine, costituiscono un punto di riferimento fondamentale per coloro che vogliono pregare sotto lo stesso tetto insieme ad altri credenti.
    Sono sette i luoghi di preghiera islamici presenti a Genova: cinque di essi sono dislocati all’interno del centro storico, gli altri due si trovano nei quartieri di Sampierdarena e Prà.

    Noi siamo andati a visitare quello che è il luogo di culto più conosciuto e frequentato dagli islamici genovesi: a pochi metri da Porta dei Vacca, nascosto in una stretta salita che da via del Campo ci porta dritti nel cuore del Ghetto, più precisamente in vico dei Fregoso, sorge l’associazione culturale Khald Ibn Alwalid. Un nome impegnativo per noi italiani, un omaggio all’omonimo compagno del profeta Maometto e grande guerriero arabo, per i musulmani.

    Il centro è in costante rinnovamento, come ci spiega il Presidente dell’associazione, Mohammed Nouali. Residente a Genova da circa vent’anni, Nouali ha fondato il centro 10 anni fa e, da allora, il progetto si è allargato fino all’acquisto di una seconda sala, nel 2009, più grande di quella già in uso costituita da due piccole stanze distribuite su altrettanti livelli affacciate su vico dei Fregoso.

    moschea-islam
    Foto di Elena Ricci

    Qui si ritrovano per pregare musulmani di tante nazionalità diverse: senegalesi, tunisini, algerini, marocchini, egiziani. In settimana la sala piccola di vico dei Fregoso è frequentata esclusivamente da uomini; il venerdì, giorno festivo per i seguaci dell’Islam, la stessa saletta si trasforma invece in luogo di preghiera riservato a donne e bambini mentre gli uomini si radunano al piano di sotto, nel salone grande, che può accogliere fino a 300 persone.

    Entrando nel salone balzano subito all’occhio le tipiche piastrelle bianche e blu che rivestono i muri del locale in tutta la sua ampiezza e i numerosi tappeti colorati che, con i bordi sovrapposti l’uno sull’altro, nascondono per intero le mattonelle del pavimento. In fondo alla sala, al centro, si nota immediatamente quello è il corrispettivo islamico del pulpito presente all’interno delle chiese cristiane: il minbar, una specie di piccolo trono rialzato dal quale, il mezzogiorno del venerdì, l’imam esegue l’arringa dinanzi ai presenti. A fianco, sulla destra, una minuscola stanzetta ospita il microfono per la preghiera obbligatoria del venerdì.

    Il centro Khald Ibn Alwalid non funge solo da luogo di culto musulmano. L’associazione organizza periodicamente anche incontri aperti al pubblico che sono sia momenti di dialogo e confronto con esponenti o esperti di altre religioni, sia occasioni per discutere insieme sull’Islam ed evidenziare l’importanza di un confronto aperto tra i fedeli di religioni diverse. Grande importanza rivestono anche le attività per i bambini: aiuto con i compiti scolastici, escursioni all’aria aperta, letture e corsi di arabo. Spesso e volentieri il centro organizza incontri tra immigrati appena arrivati a Genova e avvocati per offrire ai primi un servizio informativo chiaro e dettagliato sulle leggi e la burocrazia italiane.

     

    Samanta Chittolina

  • Maddalena on the road: scopriamo il vero volto del centro storico

    Maddalena on the road: scopriamo il vero volto del centro storico

    piazza-maddalenaSabato 13 aprile 2013, a partire dalle 15, un nuovo evento organizzato nel Sestiere della Maddalena per ridare vita al quartiere del centro storico: slogan della giornata è Riprenderci la Maddalena per un giorno, poiché i vicoli saranno pacificamente “invasi” dai commercianti, artigiani e artisti che lo vivono quotidianamente, accompagnati da un gruppo di attori delle più importanti compagnie teatrali della città.

    Per capire meglio la natura di questa giornata abbiamo parlato con Manuel Sifuentes, uno dei titolari del Manena Hostel. «Il titolo Maddalena on the road è nato in una delle tante riunioni che facciamo con il CIV: volevamo che fosse chiara la nostra volontà di stare sulla strada di impegnarci concretamente per questo quartiere e di rispondere in modo coerente a una crisi economica schiacciante e a una situazione ormai di degrado, di cui via della Maddalena diventa il simbolo ma anche il punto di partenza per una svolta positiva».

    Le attività dei negozi del quartiere si sposteranno per un giorno in via della Maddalena, con il contributo del CIV e di tutte le associazioni del territorio, che da tempo organizzano periodicamente eventi di questo tipo, sul tema CIVivo CIVengo CIViaggio: «La risposta è stata positiva per quasi tutte le iniziative fatte. I visitatori sono stati in crescita fino a Natale con una piccola flessione sulle ultime, ma per ragioni indipendenti dall’organizzazione, a partire dalle condizioni metereologiche che non ci hanno aiutato. Non è facile fare una stima precisa dei visitatori in totale, ma diciamo che ogni volta – tra occasionali e interessati, comprendenti bambini genitori etc – abbiamo avuto circa 300 presenze a evento».

    Il quartiere sarà “occupato” con sette postazioni, così collocate:
    1. Chiesa della maddalena
    2. Spiazzo vico rosa/vico dietro il coro
    3. Angolo vico dietro coro vigne
    4. Piazzetta Boccanegra
    5. Quattro canti
    6. Pellicceria
    7. Angolo Via San Luca

    Ci sono iniziative per riaprire le attività commerciali della Maddalena? «In questo momento purtroppo non ci sono più bandi aperti: il riscontro sui passati bandi è buono, poiché hanno rappresentato l’unico argine alla linea di chiusura ascendente, lo strumento dei bandi ha consentito ad alcuni di resistere, rinnovare e potenziare e ad altri di insediarsi con attività innovative e utili per il territorio. Finché questo passaggio è stato governato determinava prospettive, al momento siamo comunque in attesa».

    Una di queste attività di recente inaugurazione è proprio l’ostello Manena, che da pochi mesi è attivo in città. «Facendo un piccolo bilancio di questi primi sei mesi di ostello non possiamo che sorridere: i risultati ottenuti sono andati oltre le nostre più rosee aspettative, abbiamo avuto un’occupazione alta anche nei mesi di bassa stagione, riscontrando un entusiasmo e un apprezzamento da parte degli ospiti – anche per Genova in generale – che ci ha dato ancor più energia e ottimismo. Abbiamo da poco superato quota 1.000 ospiti e ci è difficile elencare tutte le nazionalità, sono troppe! Crediamo fermamente che i servizi siano l’arma in più per continuare a crescere, quindi abbiamo in progetto walking tour, pubcrawl e cene in ostello. Questo grazie anche all’impegno forte con il Civ Maddalena e l’associazione Ama Abitanti Maddalena, due splendide realtà che sono letteralmente il motore della rinascita del quartiere, tante idee e tanto impegno disinteressato sono le caratteristiche che le accomunano».

    In particolare, la nascita di questa associazione di cittadini – costituita anch’essa pochi mesi fa – ha permesso il vero rilancio del quartiere: «La nascita di Ama ha permesso la conoscenza tra abitanti del quartiere e la loro partecipazione attiva alle iniziative, raccogliendo la necessità di poter aderire a uno strumento organizzato e ufficialmente costituito, in grado di operare azioni di riqualificazione sociale e culturale e di essere soggetto relazionale con le istituzioni. Le azioni fino ad oggi svolte hanno contribuito ad elevare tra gli associati, ma non solo, il senso di vivibilità degli spazi pubblici, la presa di coscienza che se uno spazio è pubblico allora è anche nostro e non dobbiamo essere renitenti nel viverlo e attraversarlo. Le cose possono migliorare se tutti lo vogliamo ed ognuno di noi è disposto a mettersi in discussione e a partecipare».

    Marta Traverso

  • Scec, moneta alternativa: incontro pubblico a Genova Bolzaneto

    Scec, moneta alternativa: incontro pubblico a Genova Bolzaneto

    Soldi e MoneteMercoledì 10 aprile 2013 (ore 20) a Genova Bolzaneto, nei locali della SOMS La Fratellanza, si svolge un incontro non formale tra cittadini, negozianti e associazioni del quartiere per conoscere il progetto Arcipelago Scec.

    Creato a Napoli nel 2008, conta a oggi oltre 15.000 iscritti in tutta Italia e numerose attività commerciali aderenti: a Genova fanno parte di Scec – fra gli altri – il laboratorio di saponi artigianali Eticologiche, il locale di musica live Count Basie Jazz Club e il portale Promogenova.it.

    Scopo dell’incontro è capire insieme cosa è lo Scec, come si usa e soprattutto come, facendo “rete”, si rivitalizza l’intero quartiere partendo da chi vi opera e chi lo vive.

  • Registro unioni civili: quali diritti per le coppie di fatto?

    Registro unioni civili: quali diritti per le coppie di fatto?

    Sentenza del TribunaleIL PRECEDENTE

    Gennaio 2009: il Comune ha da alcuni mesi dato il via libera al primo gay Pride di Genova, ma è polemica sulla data. La Curia ha infatti chiesto che venga slittato in un altro giorno rispetto a quello previsto, poiché sabato 13 giugno si svolgerà la processione del Corpus Domini. Il Cardinale Bagnasco non esprime tuttavia un aperto e totale dissenso, mantenendo una posizione di cautela: «Manifestare il proprio pensiero nella maniera corretta, senza offendere la civiltà e le idee degli altri, è un diritto inalienabile».

    Febbraio 2009: viene presentato alla città il logo ufficiale del Gay Pride. L’immagine simbolo della manifestazione contiene un arcobaleno colorato, il simbolo della Lanterna e un cerchio rosso con la scritta 40 anni, in quanto il primo evento a sostegno dei diritti degli omosessuali si è svolto a New York nel 1969, presso il bar Stonewall Inn. Non ci sono ancora ufficialità sulla data.

    27 giugno 2009: si svolge il Gay Pride a Genova, che vede camminare per le vie della città circa 200.000 persone (50.000 secondo la questura). La Sindaco Marta Vincenzi partecipa al corteo e dal palco di piazza De Ferrari pronuncia queste parole: «Continuo a dire agli organizzatori che Genova si candida anche in futuro ad essere la città dei diritti». Un primo passo verso l’istituzione di un registro per le unioni civili nella nostra città.

    Marzo 2011: la Corte Costituzionale dichiara legittima la legge regionale contro le discriminazioni. La sentenza 94/2011 garantisce piena parità di accesso a servizi pubblici e privati senza discriminazioni. Per esempio, la legge rende possibile designare una persona anche non consanguinea quale referente per informare sulle condizioni di salute e sulle terapie mediche, in caso di ricovero.

    Febbraio 2012: elezioni comunali di Genova, i candidati per le Primarie del Centrosinistra rispondono a undici domande di Uaar, tra cui una sulla posizione in merito al registro per le coppie di fatto. Tutti favorevoli incluso Marco Doria, che ha inserito nel proprio programma elettorale – anche dopo la vittoria alle Primarie – l’istituzione del registro.

    Ottobre 2012: il Comune di Genova pubblica sul proprio sito la notizia dell’imminente istituzione del registro unioni civili. Entro Natale, su iniziativa dell’Assessore Elena Fiorini, si potranno «regolare tutte le forme di convivenza fra due persone che non accedano volontariamente all’istituto giuridico del matrimonio». Il registro non riguarda infatti solo le coppie omosessuali, ma anche coppie eterosessuali che scelgono liberamente di non sposarsi.

    Novembre 2012: si svolge il primo incontro fra le istituzioni e le associazioni coinvolte nelle politiche della famiglia. Un primo passo nel percorso per l’istituzione del registro.

    29 dicembre 2012: l’Assessore Fiorini annuncia che è pronto il testo del regolamento del registro. Nei primi mesi del 2013 avverrà la discussione in Giunta e in Consiglio Comunale, se approvato entrerà in vigore. Il registro è già stato istituito nei mesi scorsi in diversi Comuni della Liguria: il primo in ordine di tempo è stato Cogoleto e l’ultimo Ortonovo.

    IL PRESENTE

    Coppie di fatto e unioni civili: termini che abbiamo sentito spesso negli ultimi giorni, soprattutto nella cronaca locale. Termini su cui tutti noi pensiamo di avere un’opinione (quasi sempre “totalmente a favore” o “totalmente contro”) ma di fatto senza avere una precisa cognizione del loro significato. Per questa ragione abbiamo chiesto delucidazioni all’avvocato Damiano Fiorato, responsabile giuridico nazionale e referente regionale di Equality Italia – rete per i diritti civili, dirigente nazionale Arcigay e responsabile ( con Daniele Ferrari) dello Sportello Legale di Approdo Arcigay.

    Anzitutto, cosa intendiamo per “unione civile”? «In Italia “unione civile”, in termini giuridici, non esiste. Si usa questa espressione – a mio avviso a sproposito – per indicare i Registri delle coppie di fatto che oramai oltre cento comuni italiani hanno adottato. Ho detto “a sproposito” perché, nel linguaggio tecnico, con l’espressione “unione civile” si fa più che altro riferimento a istituti equipollenti al matrimonio eterosessuale (esistenti in molti Paesi del mondo ma non in Italia), non per il Registro che i Comuni possono istituire. Quest’ultimo è piuttosto un mero strumento amministrativo che può avere ricadute molto utili nel vissuto quotidiano delle coppie di fatto. Io preferisco piuttosto parlare di “Registro delle coppie di fatto” e di “coppie di fatto registrate”».

    In questo senso, è importante comprendere quali coppie potranno registrarsi una volta che il Registro sarà entrato in vigore. «Il Registro non conferisce di per sè alcun nuovo diritto a singoli o alle coppie. Il Comune non potrebbe mai attribuire nuovi diritti perché non ne ha il potere. Si tratta tuttavia di uno strumento amministrativo molto utile, come dicevo anche prima, con ricadute pratiche nella vita di tutti i giorni delle coppie di fatto. Anzitutto il “Registro delle coppie di fatto” permette di evitare sperequazioni tra coppie sposate e coppie non sposate, coppie eterosessuali e coppie omosessuali nell’accesso ai sevizi erogati dal Comune (per esempio e primi fra tutti per quelli relativi ai figli). In secondo luogo, è uno strumento molto concreto se concepito nell’ottica del rilascio contestuale dell’attestazione anagrafica con certificazionedel vincolo affettivo”. In questo caso (come è stato a Milano), il Registro serve a fornire maggiore certezza giuridica alla convivenza. La necessità di uno strumento del genere è particolarmente evidente quando, per esempio, si discute del diritto al risarcimento del convivente more-uxorio per danno da uccisione del convivente, o della successione nel contratto di locazione post mortem . Si tratta di diritti già esistenti, ma che in concreto possono rivelarsi difficili da provare. L’adozione dell’ attestazione anagrafica con l’esplicitazione del “vincolo affettivo” come motivo della convivenza ( in oggi il regolamento anagrafico del Comune di Genova prevede il rilascio della sola attestazione anagrafica, senza la certificazione del “vincolo affettivo”) permette di dare certezza giuridica a queste situazioni. Va aggiunto che, con la previsione del suo rilascio agli iscritti al Registro, si avrebbe la possibilità di evitare ogni abuso. Le coppie conviventi oggi possono anche calcolare in comune l’Isee, ma è una questione prettamente tributaria, che mette comunque in evidenza le lacune del nostro sistema, specie legislativo. Non vi sono dunque nuovi diritti, con l’attuazione del nuovo registro ma l’interesse del cittadino a un corretto procedimento per l’iscrizione da parte del Comune e non vi sono nuovi doveri se non quello – già esistente – del cittadino a dichiarare la verità nel momento in cui richiede l’iscrizione al Registro».

    Infine, qual è l’iter che l’approvazione del Registro avrà nell’immediato futuro? «L’approvazione definitiva avviene con voto a maggioranza da parte del Consiglio Comunale, al quale spetta la potestà regolamentare comunale. Per come mi sembra essere congegnato nella proposta della Giunta Doria, non dovrebbero esserci particolari problemi burocratici per accedere al registro in questione, se sussiste il presupposto della convivenza. Ma vedremo quale sarà il testo licenziato dal Consiglio, dopo la discussione e l’approvazione di eventuali emendamenti».

    Marta Traverso

  • Musica elettronica: incontro con Duplex Ride al liceo Barabino

    Musica elettronica: incontro con Duplex Ride al liceo Barabino

    musica-concerti-chitarra-elettricaMartedì 9 aprile 2013 (ore 20-22.30) nell’aula magna del Liceo Artistico Klee Barabino – viale Sauli, nelle vicinanze di via San Vincenzo – un incontro a cura dell’associazione Duplex Ride sul tema Sinestesia (il mondo delle immagini a colloquio con quello del suono).

    Tema dell’incontro
    Il mondo dell’immagine e quello del suono hanno costituito per secoli ambiti esperienziali ed artistici spesso completamente separati e separanti. Poi, una serie di ottocentesche invenzioni e, soprattutto, molti dei portati scientifici, artistici e filosofici del 900, ridussero, fino quasi ad annullare, questa categorica distanza, tanto che noi testimoni del XXI secolo, viviamo ormai da tempo (basti pensare al cinema..) una definitiva familiarità della ormai quasi indissolubile fusione sinestetica tra il mondo dell’immagine e quello del suono…

    I relatori saranno Roberto Guerrini e Daniele Grosso, introdotti dal prof. Giulio Manuzio e con la presenza di Giacomo Grasso di Duplex Ride.

    A introduzione dell’incontro si definiranno il mondo fisico e fisiologico del suono: da “che cos’è un suono” agli strumenti musicali e le risonanze, dall’orecchio allle note musicali. A seguire Giacomo Grasso, insegnante e artista, mostrerà l’approdo del suo lavoro di ricerca con un live di musica elettronica e immagini.

  • Centro Storico, giardini Luzzati: associazioni e istituzioni a confronto

    Centro Storico, giardini Luzzati: associazioni e istituzioni a confronto

    doria-leoncini-montoliSi è tenuto venerdi l’incontro inaugurale di presentazione delle iniziative legate al primo compleanno dei Giardini Luzzati insieme al presidente del municipio I Simone Leoncini e al sindaco Marco Doria: per tutti un’occasione per conoscere meglio non solo le attività quotidiane legate allo spazio sopra Piazza delle Erbe – assegnato in gestione all’associazione Il Ce.Sto – ma soprattutto per incontrare alcuni dei soggetti che nei caruggi genovesi svolgono le loro attività di aggregazione.

    Scopo dell’incontro è stato il tentativo di fare rete tra tutti coloro che, producendo cultura dal basso e impegno sociale finalizzato alla riqualificazione di quartieri ad alto tasso di criticità, contribuiscono alla crescita di vivibilità del centro storico.

    Ed è proprio con questo spirito che sono nate soggettività come l’Associazione Giardini Luzzati che, come ricorda il presidente Marco Montoli, «offre socialità ai giovani non solo somministrando alcolici il venerdì sera ma offrendo arte e cultura, spazio pubblico di incontro tra persone, tramite l’organizzazione di iniziative legate al mondo dell’infanzia, dello sport accessibile per tutti e a percorsi di consumo etico.»
    Su diversi fronti, ma con il medesimo obiettivo di apertura di spazi fisici e relazionali, si muovono anche tutti gli altri soggetti che hanno partecipato all’incontro: l’associazione Giardini Baltimora, “Down Plastic Town”, insieme ad un gruppo di architetti, sta ad esempio sperimentando un progetto reversibile di installazioni per rendere quelli che sono conosciuti con l’evocativo nome di Giardini di Plastica, un luogo di incontro in cui poter spendere del tempo di qualità, coi propri figli o con gli animali domestici.

    Immancabile la presenza di Domenico “Megu” Chionetti che, con la comunità di San Benedetto di Don Gallo, ha dato vita GhettUp, casa di quartiere nei meandri di una zona difficile come quella del Ghetto, dove si svolgono attività di pulizia delle strade, laboratori per bambini, sportello per Trans; ma l’attività di cui Chionetti si è dimostrato più orgoglioso riguarda la rivoluzionaria tecnica, da lui messa a punto e forse in via di brevetto, per derattizzare le strade: cazzuolate di calcestruzzo nelle crepe delle strade per impedire ai topi di percorrere le vie cittadine.

    giardini-luzzatiOltre ai tanti soggetti riconosciuti, come il laboratorio Formicopoli, Vico Papa e Via Prè, sono intervenuti gli studenti di architettura che hanno trasformato in un orto urbano il giardino incolto e recintato a fianco alla facoltà di Architettura: i Giardini di Babilonia. I ragazzi si sono limitati a leggere un comunicato, il cui tono provocatorio non è stato colto dai presenti. Gli studenti hanno tentato di evidenziare come spesso si debba ricorrere a pratiche illegali, per poter sottrarre tempo e spazio di vita ad un modello di sviluppo che si arricchisce grazie alla deprivazione di tempo e spazio; è il caso appunto dei Giardini di Babilonia, nati scavalcando un cancello, aprendo un lucchetto e restituendo alla collettività , senza chiedere permesso alle istituzioni, un giardino in cui si pratica solidarietà gratuita, partecipazione quotidiana ed autogestione. «Oggi, un semplice, incantevole giardino, per restare un giardino, deve attraversare cancelli, inferriate, fili spinati, incontri, lucchetti, discussioni, chiavi, telefonate, confronti, tavole rotonde, contratti, diatribe, convenzioni, concessioni, comodati d’uso, affidi, uffici, permessi, firme, timbri, approvazioni, appuntamenti, vincoli, richieste, responsabilità, aperture, chiusure, fili spinati, inferriate, cancelli. Era un giardino, è un giardino, sarà un giardino?»
    Dopo la presentazione di tutti i progetti, Marco Doria, avvalendosi del suo espediente retorico preferito, la metafora, ha paragonato l’Italia alla frana che si è abbattuta in via del Lagaccio, considerando come l’emergenzialità debba costituire una spinta verso il ripensamento di se stessi, con la consapevolezza che l’odierno sistema di gestione degli spazi sia giunto ormai al capolinea… «Ma non basta mandare a fare in culo le cariche politiche e non basta mobilitare in dimensione collettiva le energie. Bisogna avere un rapporto positivo con le istituzioni, perché ne abbiamo tutti molto bisogno».

    A margine della conferenza, i ragazzi dei Giardini di Babilonia hanno affermato di aver partecipato all’incontro senza illudersi di ricevere risposte da parte di quelle stesse istituzioni che hanno dovuto travalicare insieme al cancello, per liberare lo spazio di architettura e che quindi le loro non-aspettative sarebbero state rispettate appieno: «Non ci aspettavamo molto, volevamo solo fare chiarezza sul fatto che stiamo dando vita ad un progetto in modo veramente autonomo, perché se fosse stato per le istituzioni, saremmo ancora qua ad aspettare il permesso ufficiale e invece esistiamo da più di un anno. Sabato 11 aprile presenteremo le nostre prossime iniziative».

     

    Chiara Guatelli

  • Casa naturale e feng shui: appuntamento a Sestri Levante

    Casa naturale e feng shui: appuntamento a Sestri Levante

    sestri-levanteDomenica 7 aprile 2013 si svolge a Sestri Levante (ore 15.30-18.30) l’incontro Primavera a la Maison, primo di una serie di eventi dedicati alla casa naturale e organizzati da La Maison, centro gestito da Daniela Cantatore e Barbara Sabrina Borello.

    Programma della giornata

    Ore 15.30: Il rito della danza del leone, seminario informativo e presentazione della scuola di arti marziali Mo Duk di Gianluca Santoni.

    Ore 16.15: presentazione della filosofia del progetto La casa naturale per la casa, il giardino e i luoghi di lavoro. Servizi offerti e loro applicazioni, con Daniela Cantatore, arredatrice e titolare dello studio di interni La Maison e Barbara Sabrina Borello, architetto specializzata in Feng Shui.

    Ore 17: Feng Shui e agopuntura dello spazio, il qi nella persona e nell’ambiente, lavorare sul corpo e sull’organismo casa. Con Barbara Sabrina Borello e l’intervento di Gianluca Santoni.

    Ore 17.30: Arredamento e creatività ecologica. La casa naturale dialoga con l’artista Ester Pasqualoni – Fare Eco sulla progettazione e realizzazione di oggetti ed installazioni dinamiche dall’anima Eco.

    Ore 18: domande e fine lavori.

    L’ingresso al seminario è libero, è gradita la conferma della partecipazione allo 0185 457645.

  • La palestra delle arti: nuovo spazio per creativi in via del Campo

    La palestra delle arti: nuovo spazio per creativi in via del Campo

    Via del Campo, GenovaSabato 6 aprile 2013 (ore 15-21) inaugura La palestra delle arti, un nuovo atelier dedicato ai vari linguaggi della creatività che resterà aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 22, con ampi locali attrezzati per disegnare dal vero, dipingere, lavorare e cuocere la ceramica, fare fotografie, creare e stampare incisioni, conoscere la storia dell’arte. Inoltre, la palestra dispone di una ricca biblioteca – per approfondire la storia delle arti con oltre 10.000 titoli specializzati – e il Cine-Bistrot, la possibilità di consumare una pausa pranzo accompagnata dalla visione di un film d’autore.

    La Palestra delle Arti è il nuovo progetto dell’Associazione Arte in Campo, che da tre anni promuove iniziative legate alla produzione e alla conoscenza artistica.

    Per maggiori informazioni genovapalestradellearti@gmail.com.

  • Matefitness: palestra della matematica, nuova sede a Brescia

    Matefitness: palestra della matematica, nuova sede a Brescia

    MatefitnessMateFitness raddoppia: la palestra della matematica genovese, inaugurata nel 2006 a Palazzo Ducale, apre sabato 6 aprile 2013 una seconda sede a Brescia.

    Un traguardo importante per il Cnr, che sette anni fa ha scommesso su questo progetto di uno spazio permanente per la divulgazione della matematica. Uno staff di 4 persone più una trentina di animatori scientifici, che si occupano delle svariate attività di Matefitness, dai laboratori didattici in sede a quelli con le scuole, fino a progetti di ricerca.

    Matefitness ha ottenuto negli anni collaborazioni di pregio (come quella con il Festival della Scienza) e importanti riconoscimenti, tra cui nel 2008 il Parksmania Award per la migliore attività didattica dell’anno (per il progetto Le geometrie del mare in collaborazione con Acquario di Genova) e nel 2011  100.000 dollari da Google, unico progetto italiano selezionato tra le “organizzazioni operanti nel campo dell’educazione scientifica che stanno cambiando il mondo”.

    La nuova sede di Matefitness sarà aperta presso AmbienteParco (Largo Torrelunga 7, Brescia): un progetto reso possibile grazie al supporto della Fondazione ASM e al patrocinio del Comune di Brescia, dell’Università di Brescia e dell’Università Cattolica di Milano. «L’idea di aprire altre palestre, oltre a quella di Genova, fa parte del progetto Matefitness fin dalla sua origine – ci spiega il project manager Giovanni Filocamo – Avevamo già organizzato eventi ed exhibit ad Ambiente Parco, è uno spazio in piena sintonia con il nostro modo di lavorare: è stato un “caso” che la seconda palestra della matematica sia stata aperta lì, ma è al tempo stesso molto bello».

    Fino a giugno la palestra sarà aperta al pubblico tutti i fine settimana, per le attività didattiche guidate da animatori scientifici analoghe a quelle che si svolgono presso la sede di Palazzo Ducale. A partire da settembre inizieranno anche i laboratori con le scuole.

    La volontà di attivare una rete di palestre per la divulgazione della matematica è da sempre nel DNA del progetto MateFitness, che negli anni ha ottenuto importanti riconoscimenti e messo a punto un modello organizzativo pronto all’esportazione. «Stiamo lavorando per nuove aperture ed entro fine anno speriamo di inaugurare altre 4-5 palestre in altrettante città. L’allestimento e le attività di una palestra della matematica sono meno onerose rispetto a quelle di un museo o di un grande centro divulgativo, questo è uno degli aspetti che rendono possibile progettare nuove aperture nonostante la crisi. L’obiettivo è portare Matefitness in tutta Italia e all’estero, per creare un circolo virtuoso di idee e laboratori. Finora abbiamo realizzato 400 attività ludiche interattive: in futuro, chiunque proponga un’idea può vederla trasformata in un’attività didattica divulgata in tutte le sedi che si “prestano” a realizzarla».

    Marta Traverso