Tag: associazioni

  • Sestreet skate contest: gara di pattinaggio per adulti e bambini

    Sestreet skate contest: gara di pattinaggio per adulti e bambini

    skater-street-art-CSabato 1 e domenica 2 giugno 2013 si svolge la seconda edizione del SeStreet Skate Contest presso lo Skatepark di via Galliano a Genova Sestri Ponente, nelle vicinanze del Circolo Arci Merlino.

    La gara è organizzata da Uisp Genova (nell’ambito del progetto Pronti, partenza, VIA!) in collaborazione con gli skaters che abitualmente si allenano nel parco: sabato il contest sarà riservato ai bambini, domenica agli adulti. Per i vincitori sono previsti dei premi.

    Info ed iscrizioni ppv.genova@gmail.com o 347 8454787 (ci si potrà iscrivere anche il giorno stesso).

    [foto di Constanza Rojas]

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Rete Solidale: associazioni unite a sostegno delle fasce deboli

    Rete Solidale: associazioni unite a sostegno delle fasce deboli

    unione-mani-solidarietaLo scorso 1 maggio si è svolto in piazza San Lorenzo un evento organizzato da una rete di associazioni, ciascuna per promuovere la propria attività ma soprattutto per attivare insieme una rete di collaborazione a fronte di obiettivi comuni.

    Dopo il Primo Maggio Unitario e solidale si è tenuta la prima assemblea pubblica (15 maggio), che ha confermato l’intento di costituire una rete di associazioni, denominata Rete Solidale. «La solidarietà aiuta tutti/e a vivere meglio ed è un valore di cui sentiamo molto il bisogno», si leggeva nella presentazione dell’evento del 1 Maggio. Il progetto unisce dunque tutte quelle realtà che agiscono sul territorio accomunate da impegni di solidarietà: che si tratti di campagne contro il razzismo e la discriminazione, sostegno alle donne, creazione di opportunità per i lavoratori precari, la Rete vuole creare occasioni di confronto e attività concrete per sostenere tutte le fasce più deboli della cittadinanza.

    Capofila dell’iniziativa è Associazione 3 Febbraio, impegnata da tempo a Genova a combattere ogni forma di razzismo e discriminazione. Hanno finora aderito Y.E.A.S.T., Comitato solidale Liberamente, Socialismo Rivoluzionario, Associazione San Giacinto Balzar e Segreteria nazionale migranti Equador Senami. L’obiettivo è estendere la Rete ad altre associazioni che operano sulla base degli stessi valori, ma anche sensibilizzare i genovesi su come possano impegnarsi in concrete iniziative di cittadinanza attiva.

    Per chi vuole conoscere scopi e progetti della Rete Solidale, la prossima assemblea si terrà venerdì 7 giugno 2013 (ore 20) presso Ghettup in vico Croce Bianca.

    Questo il testo integrale della Carta d’intenti, per comprendere meglio lo spirito e i valori che animano il progetto.

    Siamo convinti che per vivere meglio sia fondamentale far vivere e diffondere solidarietà ed essere persone solidali. La nostra è un’idea di solidarietà umana perché si basa e promuove relazioni benefiche tra le persone, senza distinzioni etniche, religiose, politiche.

    Crediamo nel protagonismo solidale di ogni uomo e donna fuori da logiche di delega, di rappresentanza, di sostituzione, perché è fondamentale per il cambiamento delle persone, in un periodo in cui sono sempre più presenti egoismi e soprusi di ogni tipo nella società.

    Vogliamo essere liberi di scegliere e di decidere su ogni aspetto del nostro impegno e per questo vogliamo essere indipendenti da istituzioni, dalla politica e da qualunque coercizione negativa.

    Ci interessa contribuire alla promozione e diffusione di una cultura della solidarietà, perché crediamo che si possa vivere meglio se cerchiamo di essere e diventare persone solidali.

    Ci impegniamo nella comunicazione e nella conoscenza di altre esperienze solidali a Genova ed in Italia con un sguardo particolare verso tutte quelle che riterremo più vicine e più simili ai nostri contenuti per favorire lo scambio e l’unione.

    Ci riconosciamo in una comune umanità e per questa ragione promuoviamo l’accoglienza umana per tutti/e e la libera circolazione che significa rifiutare ogni razzismo e discriminazione nei confronti degli immigrati.

    Siamo a fianco delle donne contro ogni violenza nei loro confronti.

    Siamo a fianco dei bimbi, dei disabili e degli emarginati.

    Siamo a fianco dei lavoratori e dei precari.

    Siamo per la libertà di scelta in ogni ambito della vita, quindi per libere scelte sessuali, religiose.

    Siamo per per la libertà d’informazione e la piena espressione per tutti.

    Siamo per il pieno rispetto dell’ambiente e della natura ed a fianco di tutti coloro impegnati a tutelarla e difenderla da ogni azione distruttiva.

    Lottiamo per il rispetto dei diritti umani, della libertà e giustizia per tutti/e.

  • Food revolution day ai Giardini Luzzati

    Food revolution day ai Giardini Luzzati

    giardini-luzzatiOgni anno il noto chef Jamie Oliver propone a maggio il Food Revolution Day: una giornata dedicata alla consapevolezza su ciò che si mangia e alla sensibilizzazione verso uno stile di vita più sano.

    In tutto il mondo vengono organizzati eventi e iniziative che hanno lo scopo di promuovere questi valori: a Genova il Food Revolution Day è ospitato ai Giardini Luzzati ed è organizzato in collaborazione con Collettivo Babette, AIAB Liguria e La Formica.

    Il programma del Luzzati Food Revolution (venerdì 31 maggio, dalle ore 17) prevede:

    ore 17, proiezione del film di animazione “Piovono Polpette” e biomerenda con budino, torta, bevanda (3 €)

    Ore 19: incontro pubblico sul tema Alle prese col cibo, tutto tranne quello che c’è al supermercato!

    Ore 20: cena bio-veg (prenotazioni a collettivobabette@gmail.com / sms 345 6203952).

    Ore 21: Paolo Bonfanti Duo in concerto.

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  • Violenza sulle donne: iniziative per il centro di via Mascherona

    Violenza sulle donne: iniziative per il centro di via Mascherona

    violenza-donneDue giorni fa (martedì 28 maggio 2013, ndr) la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità la Convenzione di Istanbul, un documento redatto nel 2011 che vincolerà giuridicamente gli Stati a rispettare norme precise contro ogni forma di violenza sulle donne. Non solo violenza fisica – come testimoniano i numerosi casi di omicidi, stupri e aggressioni di cui la cronaca ci informa quotidianamente – ma anche psicologica ed economica, quest’ultimo caso riguardante anche la discriminazione delle donne sui luoghi di lavoro.

    Ho usato il termine vincolerà perché la sua entrata in vigore presuppone la ratifica di almeno 10 Stati dell’Unione Europea: finora gli Stati ad averla approvata sono quattro – Albania, Montenegro, Repubblica Ceca e Turchia – cui si aggiungerà l’Italia se anche il Senato darà la sua approvazione.

    Sono due i termini utilizzati per raggruppare in termini di fenomeno queste forme di violenza: il femmicidio è un termine usato in criminologia per indicare l’omicidio della donna in quanto donnaossia i casi in cui le donne vengono uccise da chi ritiene siano andate oltre il “ruolo sociale” che dovrebbero occupare (moglie e madre, eterosessuale, sottomessa al controllo di un maschio nel proprio contesto familiare, etc)o in cui la morte di una donna è direttamente conseguente ad atti violenti o discriminatori. Il femminicidio ha invece un’accezione più ampia – anche se di fatto è un concetto ormai equiparato al femmicidio – e comprende tutte le forme di violazione dei diritti della donna in quanto donna, che ne annullano l’autodeterminazione e la libertà personale: maltrattamenti e violenza fisica, discriminazione sul lavoro o a scuola, condotte misogine.

    A Genova sono attivi da alcuni anni i Centri Antiviolenza gestiti dalla Provincia, il cui ente capofila è sito in via Mascherona e ha nel suo staff operatrici dell’associazione Il cerchio delle Relazioni. Aperto nel 2009, ha accolto oltre 750 donne vittime di violenza, discriminazione o stalking. Nel solo 2013 (i dati arrivano fino al 23 maggio) il Centro ha già ricevuto 176 contatti.

    I servizi del centro sono molteplici: accoglienza in strutture protette, sostegno psicologico e psicoterapeutico, consulenza legale, attività di informazione e sensibilizzazione, attività di sostegno ai figli.

    Per sostenere le attività del Centro è in programma da domani (venerdì 31 maggio) una serie di eventi di sensibilizzazione (leggi il programma).

    Il Centro è aperto al pubblico da lunedì a venerdì (ore 9-17, il venerdì fino alle 13) e si può contattare allo 010 20976222 o tramite mail a centroantiviolenza@comune.genova.it.

  • Aspettando la Fiera della Maddalena: gli eventi nel quartiere

    Aspettando la Fiera della Maddalena: gli eventi nel quartiere

    maddalenaDa giovedì 30 maggio a sabato 1 giugno 2013 il centro storico di Genova si prepara alla fiera della Maddalena con una tre giorni di letture, conferenze e concerti che vogliono “preparare” gli abitanti all’evento.

    «Quotidianamente i commercianti del CIV della Maddalena e gli abitanti si incontrano e “parlano”, escono dalle loro attività nonostante il difficile momento economico e si confrontano: così nasce questo evento su un semplice foglio di carta, una tovaglietta di un ristorante, e diventa grazie ad un importante sforzo organizzativo un’occasione da regalare al nostro centro storico»: così Associazione A.Ma presenta l’iniziativa sulla sua pagina Facebook.

    Il programma di “3 Settimane alla Fiera della Maddalena prevede numerosi incontri che ruotano intorno al tema delle donne: tra gli ospiti la scrittrice Claudia Priano, la cantautrice Karen Ciaccia, il gruppo Se non ora quando Genova.

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  • Monte di Portofino: nove blogger provano sentieri ed escursioni

    Monte di Portofino: nove blogger provano sentieri ed escursioni

    NerviVenerdì 31 maggio e sabato 1 giugno 2013 l’area del Monte di Portofino ospita un blog tour. Di cosa si tratta? Un gruppo di blogger – specializzati in viaggi, turismo, enogastronomia e temi affini – vengono contattati per trascorrere alcuni giorni in una determinata località, assaggiare i prodotti tipici, visitare i principali luoghi di attrazione… e naturalmente scrivere le loro impressioni sui rispettivi blog.

    Una formula adottata di frequente in Italia e all’estero, che permette ai blogger di promuovere la loro attività e agli enti locali di comprendere meglio le potenzialità di Internet come strumento di promozione turistica. Spesso i blogger contattati non sono “semplici appassionati”, ma lavorano in questo settore. Anzi, spesso hanno trovato o creato il proprio lavoro grazie alla popolarità derivata dal blog.

    Ogni tour ruota intorno a un tema preciso: in questo caso, mostrare le attività eco turistiche del promontorio di Portofino. Una località nota in tutto il mondo per il “turismo di lusso”, ma che attraverso questo tour vuole far scoprire una nuova faccia.

    I blogger saranno ospitati da alcune strutture del territorio, che faranno loro conoscere la loro idea di slow travel: un turismo accessibile, con tariffe basse e attività personalizzate per famiglie, coppie, viaggiatori solitari e così via, il tutto all’insegna della sostenibilità ambientale.

    Il programma del tour inizia venerdì 31 maggio a San Fruttuoso di Camogli, un trekking in compagnia delle guide del Labter, il laboratorio territoriale del Parco di Portofino. Pranzo al Mulino del Gassetta e arrivo alla baia di San Fruttuoso in canoa (escursione guidata da Outdoor Portofino). Nella notte i blogger saranno ospitati presso l’agririfugio Molini. Il giorno seguente, sabato 1 giugno, visita all’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte, offerta dal FAI. A seguire cena al ristorante la Cambusa e pernottamento all’Istituto Colombo..

    Sarà possibile seguire le attività dei blogger in tempo reale, attraverso il sito Blog tour Monte di Portofino e l’hashtag su Twitter #blogtourportofino.

    Chi sono i blogger che parteciperanno al tour? Abbiamo contattato alcuni di loro, per conoscere le loro impressioni e farci spiegare da loro qual è il significato di esperienze come questa.

    Francesca Di Pietro racconta che «questo blog trip è un nuovo punto di vista di Portofino, c’è bisogno di vedere i posti di sempre con occhi nuovi. Il turista 2.0 è l’on the road del momento: un tempo si chiedeva ai passanti, si consultava una cartina vecchia, si faceva l’autostop, mentre oggi si controlla google maps, si trova dove dormire con l’app di couchsurfing e si fa autostop con il siti di car sharing. Sono solo le tecnologie che cambiano, lo spirito può rimanere lo stesso».

    Diego Ramella ha un blog dal titolo interessante, Liguria Slow: «Il sito è nato da pochi mesi, un concetto che nasce da alcune considerazioni. Anzitutto che la Liguria ha, secondo noi, un asse economico e mentale eccessivamente spostato verso il periodo estivo e la costa, tralasciando la valorizzazione dell’entroterra e di periodi diversi dell’anno. Un’altra considerazione è che spesso non sono solo i turisti a non conoscere la regione – al di là delle attività e delle località “di massa” – ma anche gli abitanti stessi del territorio, che hanno progressivamente perso il contatto con la propria cultura, le proprie tradizioni e quello che la Liguria ha da offrire. Siamo assolutamente contrari all’idea di una Liguria che esiste solo per le spiagge. Il portale fa conoscere gli aspetti più inediti e interessanti della regione sia ai Liguri che ai turisti, ed è un aiuto anche nel promuovere il territorio e le realtà d’eccellenza che vi operano».

    Marinella Scarico ha un blog specializzato in ecoturismo e «dedicato alla scoperta della bellezza in Italia, con l’obiettivo di promuovere luoghi e stili di vita eco compatibili. Un tempo era solo un sito web, mentre il blog è nato di recente per consentire – attraverso un’area di domande e risposte – di interagire con i lettori».

    Per Elena Nebiolo «il blog puà funzionare per la promozione turistica perché tra lettore e blogger si instaura un rapporto di fiducia: i consigli che il lettore trova su un blog che è abituato a seguire sono considerati più attendibili. Nel momento in cui si riconosce nel blogger un vero esperto in materia, quello che scriverà avrà una sorta di “sigillo di garanzia”. Il blogtour fa sì che la promozione delle località turistiche avvenga anche in real time, grazie all’utilizzo che i blogger fanno dei canali social, e questo aspetto aumenta la curiosità e fa si che la rete parli di determinate località che altrimenti troverebbero magari meno visibilità».

    Infine secondo Alessandro Kinzica, che proviene dalla Toscana «la Liguria ha un fascino particolare: le nostre due regioni offrono mare, montagna e storia, ma la Liguria lo fa con il suo carattere decisamente più forte. Non ti accoglie con dolci colline, ma con imponenti scogliere ed impervi terrazzamenti, con i suoi paesini arroccati, i suoi caruggi ed i paesaggi che – a differenza della Toscana – non rilassano l’osservatore, ma ne riempiono l’animo di una deliziosa inquietudine che fa sentire vivi. Un blog come 100days – nato da un’esperienza di viaggio durata cento giorni – è frutto non solo della voglia, del coraggio e del desiderio, ma soprattutto della disponibilità sia economica che lavorativa. Per viaggi così lunghi è necessario un lavoro flessibile o un periodo di aspettativa, ma soprattutto qualche risorsa da parte. Quello che più mi colpisce e appaga di un luogo sono le persone che lo abitano, i loro usi, i loro costumi, il loro modo di interpretare la quotidianità: sfumature che si riescono a cogliere soltanto vivendo il viaggio per periodi più lunghi della solita settimana o due».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Giornata della Bolivia: quinoa, cultura e alimentazione

    Giornata della Bolivia: quinoa, cultura e alimentazione

    quinoaMercoledì 29 maggio 2013 (ore 17) un evento che celebra la Bolivia e la Quinoa presso la Fondazione Casa America, in Villa Rosazza a Genova Dinegro.

    La FAO ha dichiarato il 2013 Anno internazionale della Quinoa, a testimoniare l’impegno dei piccoli produttori sudamericani – soprattutto in Bolivia – nel preservare e coltivare questo alimento, importantissimo per la loro alimentazione e dall’alto valore nutritivo.

    A questo scopo si celebra la Giornata della Bolivia: un evento che prevede proiezione di filmati, conferenze e aperitivo finale alla presenza di Antolin Ayaviri Gómez, ambasciatore boliviano in Italia.

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  • Cimitero di Staglieno: visite guidate per tutta la settimana

    Cimitero di Staglieno: visite guidate per tutta la settimana

    Statue, cimitero di StaglienoDal 2001 si celebra in tutta Europa la Settimana dei Cimiteri Storici Europei, un’iniziativa che vede coinvolti oltre 150 cimiteri monumentali e che permette alla cittadinanza di scoprirne patrimonio artistico e architettonico.

    A Genova aderisce il Cimitero Monumentale di Staglieno, che fino a domenica 2 giugno 2013 propone ogni giorno visite guidate gratuite e senza bisogno di prenotazione: appuntamento alle 9.30, 11 e 15 presso la Statua della Fede, in prossimità dell’ingresso principale.

    Presso il Cimitero è anche allestita la mostra fotografica Il Tempo Ritrovato di Elisa Peccenini.

    Per maggiori informazioni contattare l’ufficio preposto del Comune di Genova, al numero 010 5576874.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Villa Pallavicini a Pegli: un milione di euro per il rilancio?

    Villa Pallavicini a Pegli: un milione di euro per il rilancio?

    villa-pallavicini-pegli-d5Qualche tempo fa, nella rubrica Macchina del tempo, abbiamo parlato del progetto di riqualificazione di Villa Pallavicini a Pegli. Un luogo tra i più belli di Genova e d’Italia, molto apprezzato dagli stessi abitanti del quartiere e della città, che il Comune ha fatto oggetto di varie iniziative tra cui la Consulta del verde e il progetto Peripheria.

    L’architetto Silvana Ghigino ci ha spiegato che «i primi lavori dovrebbero essere realizzati entro i primi mesi del 2014» grazie a un finanziamento residuale delle Colombiane del 1992. Inoltre, per garantire il mantenimento dell’area nel lungo periodo, si è pensato di costituire una Fondazione ad hoc composta da persone competenti in materia di architettura del paesaggio e valorizzazione ambientale (per ulteriori approfondimenti rimandiamo all’articolo completo sui lavori a Villa Pallavicini): «La Fondazione che potrà nel tempo conservare e valorizzare il bene, occuparsi della sua divulgazione sul territorio nazionale ed europeo e quindi del suo sviluppo turistico. Questo parco rappresenta uno degli episodi di giardino romantico più significativo d’Europa: la sua gestione deve essere fruttuosa anche dal punto di vista economico affinché si generino nel tempo gli introiti necessari a completare i restauri delle architetture e la conservazione di quelli che si stanno eseguendo».

    Questo stesso progetto ha partecipato al bando Ars – Arte che realizza occupazione sociale, i cui termini di partecipazione sono scaduti lo scorso 22 maggio e che prevede uno stanziamento fino a 1 milione di euro per il progetto vincitore. Tutte le idee pervenute saranno sottoposte alla valutazione di tre giurie: la prima (giuria online) individuerà trenta progetti pre-finalisti, la seconda (comitato tecnico) i dieci finalisti, la terza (giuria offline) incontrerà dal vivo i finalisti ed eleggerà i primi cinque classificati.

    In attesa di conoscere l’esito del bando, qualche dettaglio in più sul progetto.

    Sono quattro le persone che lo hanno redatto e che faranno parte della futura Fondazione: gli architetti Fabio Calvi e Silvana Ghigino (che hanno costituito negli anni Novanta lo studio Ghigino&Associati) e le paesaggiste Sara Caprini e Giorgia Trupiano, che si occupano dell’applicazione del marketing alla gestione di beni storici e paesaggistici. Alla base del progetto, la concezione del parco come – citiamo testualmente – «palcoscenico di una visita guidata all’interno della quale il visitatore è anche attore».

    Il recupero e la manutenzione nel tempo del parco, sia nelle aree verdi sia nei monumenti storici, si affiancherà a iniziative artistiche e culturali: visite guidate, spettacoli musicali e teatrali, eventi fieristici, laboratori didattici per scuole e adulti, mostre d’arte. A sostegno della Fondazione si prevede la costituzione dell’APS Amici di Villa Pallavicini, che attraverso l’opera dei suoi volontari contribuirà a queste iniziative, e la sinergia con tutte le associazioni già operanti sul territorio di Pegli.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Giardini Baltimora: Down Plastic Town, progetto di riqualificazione

    Giardini Baltimora: Down Plastic Town, progetto di riqualificazione

    giardini-baltimora-plastica-splace-3IL PRECEDENTE

    2003: il Comune di Genova affida agli architetti Susanna Bordoni e Michele Pisano la stesura di un progetto di riqualificazione dei Giardini Baltimora. Tra gli ambiti di intervento: messa in sicurezza degli accessi e dei percorsi interni, illuminazione pubblica, manutenzione del verde, creazione di un programma di attività e iniziative socio – culturali e sportive. Il piano sarà realizzato in maniera congiunta con gli abitanti del quartiere di Sarzano e il corso di laurea in Architettura del Paesaggio dell’Università di Genova.

    2006: il progetto ottiene un finanziamento di 200.000 €, stanziati complessivamente da Regione Liguria, Aster e Fondazione Carige

    25 settembre 2007: il Comune di Genova approva le linee guida del PUC (Piano Urbanistico Comunale), tra le cui voci di obiettivi si legge «Struttura polisportiva con copertura a verde nei Giardini Baltimora con sottostanti parcheggi per residenti e fruitori».

    Contestualmente, il piano di riqualificazione dei Giardini ottiene il via libera ufficiale della Giunta. Il finanziamento, stanziato e approvato da oltre un anno, è tuttavia vincolato all’avvio dei lavori entro il prossimo 31 ottobre.

    5 novembre 2007: iniziano i lavori nei Giardini Baltimora, anche se la riduzione dei finanziamenti ai singoli Municipi pone seri dubbi sulla prosecuzione a lungo termine. Con il passare dei mesi e degli anni, pur avendo portato a termine alcuni degli ambiti di progetto (esempio: l’illuminazione pubblica), la manutenzione ordinaria dei sentieri e delle aree verdi è al palo.

    Novembre 2008: il Comune di Genova, tramite Urban Lab, affida a due architetti di Mosca – Ekaterina Rumyantseva e Liudmila Sidorkevich – la stesura di un nuovo progetto per i Giardini Baltimora. Le due ragazze (rispettivamente 24 e 26 anni) rimarranno a Genova fino a gennaio 2009 per lavorare con il team coordinato da Renzo Piano. Le idee in cantiere per i Giardini riprendono in buona parte il progetto precedente: messa in sicurezza dei percorsi, potenziamento dell’illuminazione pubblica e manutenzione del verde, installazione di punti di interesse culturale quali uno spazio sportivo polivalente, un bar e un cinema all’aperto.

    IL PRESENTE

    giardini-baltimora-plastica-splace-1Senza dilungarci oltre su quanto si è discusso e operato in questi anni per i Giardini Baltimora – più noti alla città come Giardini di Plastica – si nota che negli ultimi dieci anni (e oltre) le problematiche rimangono le stesse: presenza di senzatetto e tossicodipendenti, scarsa manutenzione del verde pubblico, assenza di un programma costante di iniziative culturali.

    Per comprendere quanto si sta attualmente facendo per la valorizzazione dell’area abbiamo contattato Andrea Bosio e Paolo Spoltore – rispettivamente architetto e perito agrario – che in collaborazione con il gruppo Splace hanno avuto dal Municipio Centro Est l’affidamento della manutenzione e sorveglianza dei Giardini.

    Il loro programma, denominato Down Plastic Town, ha un obiettivo ambizioso: togliere ai Giardini Baltimora l’etichetta di “luogo abbandonato e degradato” e sensibilizzare i cittadini ad attivarsi in prima persona per dare loro nuova vita. Nulla di totalmente definito per il momento, bensì un piano in continuo divenire aperto a proposte e contributi di cittadini, enti, associazioni e scuole (è in definizione, per esempio, una collaborazione con l’Istituto Agrario Marsano).

    Il rilancio dei Giardini Baltimora è molto importante soprattutto per la collocazione geografica dell’area, vicinissima a numerosi punti “strategici” del turismo genovese quali centro città, centro storico e Porto Antico, oltre che a luoghi di grande passaggio quotidiano come la Facoltà di Architettura e gli uffici della Regione in via Fieschi. Come si legge nel documento di presentazione «La genesi di questo grande spazio aperto è legata ai grandi interventi urbanistici che negli anni ‘70 hanno portato allo sventramento di una vasta porzione del tessuto medievale – il Borgo dei Lanaioli e via Madre di Dio – e la costruzione di due grandi centri direzionali; la realizzazione dei giardini, progettati da Ignazio Gardella, si configurava anche come un risarcimento per la ferita operata sulla città. In questo senso alcune scelte progettuali appaiono giustificate solo tenendo in considerazione il contesto sociale e culturale di quarant’anni fa».

    Questi, in sintesi, gli obiettivi principali:
    -incentivare la fruizione dei giardini;
    – coinvolgere associazioni e realtà istituzionali che rappresentino i diversi cittadini per età, bisogni e interessi;
    – sperimentare diversi modi d’uso e nuove funzioni all’interno dell’area attraverso la progettazione e l’allestimento di installazioni artistiche temporanee che facilitino e incentivino la fruizione e l’utilizzo dei giardini;
    giardini-baltimora-plastica-splace-2-organizzare e pianificare il sistema del verde, valorizzandolo in maniera sostenibile;
    – delineare possibili modifiche al layout architettonico attualmente esistente;
    – stimolare azioni partecipative di manutenzione, gestione e trasformazione da parte della cittadinanza;
    – attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle amministrazioni locali sui problemi dell’area.

    Un progetto di sensibilizzazione ad ampio spettro, che si sviluppa attraverso una pagina e un gruppo su Facebook attraverso cui si coordinano le attività di pulizia e manutenzione, si monitora con foto e video lo stato dei lavori (le immagini presenti nell’articolo sono realizzate dal comitato, ndr), si raccolgono idee per portare avanti il progetto.

    L’innovazione di questo programma rispetto ai piani precedenti – che può servire da esempio anche per iniziative analoghe in città – è la presa di coscienza che la scarsità di risorse (soprattutto economiche) limita l’attuazione “in prima battuta” di piani di intervento permanenti. Le fasi attraverso cui si articola Down Plastic Town prevedono l’informazione e sensibilizzazione dei cittadini, l’ascolto delle loro esigenze e il loro inserimento attivo nelle attività di recupero e valorizzazione dei Giardini attraverso piani d’azione temporanei, da rendere definitivi solo una volta che ne sarà verificata la fattibilità.

    Tra le iniziative in cantiere, da segnarsi in agenda per il prossimo 23 giugno l’evento di “musica zeneize” I Giardini di Cartapesto, organizzato da Arge Genova.

    Marta Traverso

  • Sorriso Francescano: educatori e volontari per la tutela dei minori

    Sorriso Francescano: educatori e volontari per la tutela dei minori

    sorriso-francescano-campo-calcioLa Fondazione “Sorriso Francescano” è un’associazione di accoglienza e solidarietà, con vari centri dislocati tra Genova (a Coronata, in Salita P. Umile 17, ed Albaro, in Via Riboli e Via Parini), e La Spezia, in Via dei Colli. I centri svolgono attività di volontariato, di aggregazione giovanile ed educativa genitore-bambino, e si presentano come un’opera assistenziale socio-educativa che affronta il disagio minorile e offre servizio anche ai migranti. Nel primo centro, quello di Coronata, vengono accolte donne e bambini, mentre ad Albaro sono ospitati ragazzi, soprattutto minori per decreto del tribunale. Alcuni di loro vivono nella comunità, altri trascorrono negli spazi della Fondazione le loro giornate. L’associazione vive grazie al lavoro di operatori qualificati, esperti negli ambiti formativi e di problematiche legate alla genitorialità, all’adolescenza, all’assistenza. Inoltre, sono attivi anche una quarantina di volontari, che affiancano gli educatori nell’assistenza ai ragazzi nello studio, ma partecipano anche alle gite e ai campi estivi e invernali.

    Il “Sorriso Francescano”

    L’Associazione è stata fondata dai Frati Cappuccini, presenti in Liguria dal 1528. Da subito, nei loro conventi hanno allestito mense per i poveri e poi, nel XX secolo, sotto la spinta di frati come Padre Umile Bonzi a Genova si sono occupati del disagio infantile e giovanile. In particolare, il “Sorriso Francescano” è stato fondato da Padre Umile, che tra il 1945 e il 1969, col sostegno dell’arcivescovo Cardinal Siri, promosse numerose attività benefiche rivolte ai giovani e costruì tre strutture di pronta accoglienza per minori. Opera assistenziale socio-educativa, il suo scopo principale è “assistere ed educare in maniera integrale tutti i minori che vengono accolti nelle comunità del Sorriso Francescano”, favorendone l’inserimento nel mondo del lavoro e nella socialità.

    Le strutture

    sorriso-francescanoServizi residenziali: Tra le strutture ospitate nelle sedi genovesi, la Comunità educativa “Le coccinelle”, in Salita Padre Umile. Qui, i minori inviati dai Servizi Sociali (in numero di 10 e di anni compresi tra i 6 e i 16) sono ospitati e hanno l’opportunità di sviluppare aspetti fisici, emozionali, cognitivi e spirituali della persona. L’equipe del personale è composta da sei operatori, di cui tre laici e tre religiosi, che curano le relazioni con la rete dei servizi sociali e il Tribunale dei Minori e le altre istituzioni con particolare attenzione all’area individuale, medico-sanitaria e famigliare. Nel centro sono previsti percorsi d’intervento personalizzati a sostegno e tutela del minore accolto e della relazione con la famiglia d’origine, sempre sotto la supervisione di uno psicologo esterno. Tutti i minori accolti in struttura sono inseriti in attività esterne attraverso percorsi individualizzati che permettono la realizzazione di interventi in rete con altre strutture territoriali (associazioni sportive, culturali, educative, scuole) al fine di creare un senso di appartenenza al territorio stesso, oltre che limitare il senso di sradicamento

    Inoltre, il Centro di aggregazione “Vento del Sud” di Via Riboli, che accoglie minori dagli 11 ai 18 anni, sia per accesso spontaneo su richiesta delle loro famiglie o per accesso concordato con Consultori Familiari dell’ASL e Centri di Ascolto diocesani. Il fine è quello di garantire ai ragazzi un clima di accoglienza e di ascolto, con il sostegno di un’equipe specializzata e con l’apporto di diverse figure professionali: gli educatori dedicano particolare attenzione al percorso individuale dei soggetti coinvolti ed elaborano insieme alle famiglie e al ragazzo una strategia condivisa. Gli operatori si attivano per fare sostegno educativo complessivo, supporto allo studio, laboratori di teatro, canto, pittura e attività sia sportive come karate, danza, calcio, pallavolo, che ricreative (cineforum, giochi da tavola, gite). Previsti anche momenti di scambio e confronto con le famiglie, e percorsi appositi di inserimento lavorativo. Il CAG fa parte della rete di strutture del Centro Servizi per la Famiglia e i Minori Genova VIII Medio Levante.

    Il Centro di aggregazione “Insieme”, anch’esso in Salita Padre Umile, accoglie minori di età compresa tra i 6 e i 10 anni. L’inserimento nel centro avviene su segnalazione delle scuole del territorio, dei Centri di Ascolto diocesani, dei Servizi sociali territoriali, dei Consultori territoriali dell’ASL o su richiesta diretta delle famiglie, e nel centro ci si occupa della prevenzione del disagio minorile e della dispersione scolastica, attivando forme di promozione sociale e sostegno scolastico. Inoltre il centro si occupa dello sviluppo di bambini che appartengono a famiglie svantaggiate, cercando di diminuirne il disagio. Il Centro dispone di un direttore religioso e pedagogista, e di altre figure formative dell’equipe interna sia laiche che religiose, affiancate da studenti della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Genova. Il Centro comprende due unità operative una Comunità Educativa ad alta intensità per 8 adolescenti (12-18 anni) e un Centro Diurno per 15 adolescenti (12-18 anni) con l’obiettivo di progettare un percorso di integrazione sociale e prevenire l’instabilità grave che coinvolge il comportamento, l’umore, la fiducia in sé stesso e le relazioni interpersonali dell’individuo nel contesto relazionale e sociale quotidiano. Nella Comunità opera un’équipe composta da un coordinatore, 6 educatori professionali a tempo pieno, uno psicologo con funzione di supervisore dell’equipe ed una psichiatra, consulente esterna.

     

    Elettra Antognetti

  • Mercatino di San Frumenzio: scambio di libri per beneficenza

    Mercatino di San Frumenzio: scambio di libri per beneficenza

    LibroSabato 25 maggio la Biblioteca Berio ospita nel proprio giardino, per l’intera giornata, il Mercatino di San Frumenzio. Un progetto nato nel 2007 e che prevede l’esposizione dei libri donati periodicamente dai cittadini alla biblioteca: chiunque può portare libri in donazione o venirne a prendere, in cambio di un’offerta minima di 1 €: questa iniziativa benefica che ogni anno ha un differente destinatario.

    Il ricavato di oggi andrà all’Associazione San Marcellino, fondata nel 1945 dai Gesuiti di piazza Matteotti e che si occupa di ospitare persone senza fissa dimora.

    Alle 17, a conclusione della giornata, i partecipanti al laboratorio di poesia dell’Associazione leggeranno alcuni loro brani.

    Ingresso libero.

  • Viaggio nelle Fiandre: lezione – concerto al Museo dell’Accademia

    Viaggio nelle Fiandre: lezione – concerto al Museo dell’Accademia

    Piazza de Ferrari accademia di belle artiGiovedì 23 maggio 2013 si svolge l’ultimo incontro del corso multidisciplinare Viaggio nelle Fiandre, pensato dall’associazione Amici dell’Accademia per far conoscere le attività del Museo e sostenerne le attività attraverso le donazioni del pubblico.

    L’appuntamento di oggi (inizio ore 18.30) è una lezione – concerto a cura di Fabio Rinaudo che mette a confronto dipinti fiamminghi del ‘500-‘600 e brani musicali della medesima epoca.

    Per partecipare è necessario contattare l’Associazione Amici dell’Accademia.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Adotta un’aiuola: aree verdi a Genova, l’impegno dei cittadini

    Adotta un’aiuola: aree verdi a Genova, l’impegno dei cittadini

    ambiente-natura-verde-green-alberiDI«È un fatto che pochissimi genovesi conoscono, ma chiunque può adottare o prendere in affido un’aiuola e contribuire a tenerla pulita. È sufficiente prendere accordi con l’Ufficio Tecnico del Verde del proprio Municipio»: così mi spiega Cristina Torriano, che fa parte del gruppo Angeli col fango sulle magliette e da alcuni mesi collabora al progetto di riqualificazione delle aiuole all’angolo tra via Fiume e via XX Settembre.

    Un’idea nata lo scorso settembre: il gruppo costituito a seguito dell’alluvione del 4 novembre 2011 ha voluto impegnarsi un progetto a favore della città, per «creare qualcosa che “rimanesse”. Tra settembre e ottobre abbiamo provveduto alla stipula di un contratto di manutenzione con il Municipio Centro Est, perché l’inaugurazione del progetto Dai diamanti non nasce niente coincidesse con l’anniversario dell’alluvione. Attualmente stiamo aspettando che il Municipio porti a termine i suoi impegni, ossia la pulizia dell’area e il posizionamento delle fioriere in ghisa: la burocrazia e il maltempo hanno purtroppo rallentato i tempi. A seguire inizierà la nostra parte, con la manutenzione ordinaria in base agli impegni presi nel contratto».

    Sono molti i progetti attivi a Genova per riqualificare le aree verdi di singoli quartieri, messi in moto da associazioni, comitati e gruppi spontanei di cittadini. L’iniziativa degli Angeli del fango vuole entrare in rete con tutte queste realtà: «Il Comune e i Municipi non hanno soldi per la manutenzione dei piccoli spazi verdi, né hanno la possibilità di assumere giardinieri. Qualche giorno fa, a Maddalena Jungle, qualcuno ha detto: “Non esiste al mondo una sola persona che possa preferire un’aiuola sporca e non curata rispetto a una pulita e ben tenuta”. Per avere questo risultato, se l’ente pubblico non ha risorse, è importante attivarsi in prima persona. Eventi come quello di sabato scorso, ma anche il lavoro di “gruppi in rete” come Open Genova, sono importantissimi per creare un collante fra tutte queste iniziative, che in punti diversi della città portano avanti gli stessi obiettivi».

    Come funziona, in pratica? Anzitutto non è indispensabile essere costituiti in comitato o associazione: chiunque, anche un singolo cittadino, può fare domanda per adottare o avere in affido uno spazio verde. Il passaggio necessario è contattare l’Ufficio Tecnico del Verde del proprio Municipio e concordare il contratto di manutenzione, che prevede diritti e doveri reciproci.

    Sono due le opzioni praticabili: in caso di affido di un’aiuola, il cittadino o gruppo si impegna a mantenere pulito lo spazio con il supporto di un’attrezzatura (guanti, pale etc) fornita in usufrutto dal Municipio, che però dovrà essere conservata dal cittadino; tempi e modalità di lavoro saranno stabiliti dal Municipio e il cittadino sarà “semplice esecutore”.

    Nel caso invece di adozione di un’aiuola, il cittadino o gruppo si impegna a procurarsi “di tasca propria” l’attrezzatura e propone al Municipio tempi e modalità di azione. Ogni attività dovrà essere concordata insieme al Municipio, che si impegna a monitorare l’effettivo svolgimento dell’impegno preso.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Maddalena Jungle: una pioggia di fiori per riqualificare il quartiere

    Maddalena Jungle: una pioggia di fiori per riqualificare il quartiere

    chiesa-san-siro-maddalenaMettete dei fiori sui vostri balconi, questo potrebbe essere il motto di Maddalena Jungle, un’iniziativa promossa dagli abitanti della Maddalena per sconfiggere, con le sue stesse armi, chi definisce il quartiere “una giungla”. Fiori esotici, piante d’appartamento, colori, profumi, risate e impegno sociale per combattere il degrado e regalare, a chi guarda, uno scorcio di vitalità e riscossa.

    Organizzata dal consorzio CIV Maddalena e dall’A.Ma – Abitanti della Maddalena, con il patrocinio del Comune di Genova, dell’Assessorato all’Ambiente e del Municipio I Genova Centro Est, la manifestazione ha preso il via da un seminario sull’amministrazione del verde pubblico, che ha visto la partecipazione di esperti e di cittadini, estranei alla burocrazia e coinvolti personalmente, che preferiscono, piuttosto che comprare o prendere in gestione, “adottare” una pianta, un’aiuola (come nel caso degli Angeli col fango sulle magliette) o, addirittura, un giardino intero; perché autocostruzione e partecipazione portano all’affezione, e affezione significa cura e attenzione, come anche Paolo Spotore ha ribadito nella presentazione del progetto DOWN PLASTIC TOWN per i giardini Baltimora.

    Sfortunatamente, la riuscita della kermesse è stata ostacolata da una pioggia torrenziale, che ha spaventato i visitatori potenziali. Purtroppo, però, gli intoppi non sono stati solo meteorologici: sebbene l’essenza stessa del Jungle fosse proprio la vendita e l’acquisto di fiori da esporre, subito dopo, sui propri balconi, per colorare le vie e, come Luca Curtaz, presidente dell’A.Ma, scrive sulla pagina Facebook dell’evento, “suscitare anche un po’ d’invidia”, hanno risposto all’invito solo due fioristi (tra cui I Fiori Di Simonetta, costretti a sdoppiarsi tra piazza delle Vigne e piazza della Posta Vecchia). L’adesione mancata non ha solo annullato l’effetto “giungla” desiderato dagli organizzatori, ma lo ha anche snaturato, limitandolo alle piazze più conosciute e frequentate.

    Inoltre, il patrocinio da parte del Comune, unito all’esistenza del Patto per lo Sviluppo della Maddalena, avrebbe dovuto garantire ai coordinatori un aiuto, se non economico, quanto meno “materiale”; un aiuto che, soprattutto nel pomeriggio, quando ce ne sarebbe stato più bisogno (spostare sede a ogni evento, smontare i gazebo, caricare la merce sul furgone non sono imprese semplici, sotto il diluvio), non è arrivato. Questo però ha rafforzato la volontà dei cittadini, delle associazioni e delle imprese commerciali che si sono prestate, pronte a ingegnarsi, a scambiarsi soccorso reciproco e a perseverare nel proprio proposito di riqualificazione senza batter ciglio.

    Oggettive difficoltà a parte, Maddalena Jungle ha riscosso comunque un buon successo di pubblico, tra abitanti, negozianti della zona (che hanno acquistato piante da esporre fuori da bar e locali) e visitatori di ogni età. L’iniziativa è stata indubbiamente lodevole, così come la tenacia e l’intraprendenza degli organizzatori, di chi vuole migliorare la propria situazione con le proprie idee e con il proprio lavoro; se il pensiero è ciò che conta, gli abitanti della Maddalena possono ritenersi soddisfatti. Perché anche un fiorellino in un vasetto, che faccia capolino da una finestra o bella mostra di sé su un davanzale, può essere sinonimo di primavera, di rinascita.

     

    Giulia Fusaro