Tag: associazioni

  • Sophia dalla Notte: “Cose peggiori”, spettacolo teatrale

    Sophia dalla Notte: “Cose peggiori”, spettacolo teatrale

    Arte di Strada teatro attoriGiovedì 14 marzo 2013 (ore 19) l’Associazione Culturale Sophia Dalla Notte mette in scena al Nouvelle Vague il corto teatrale Cose Peggiori…, diretto da Nicola Camurri e ispirato al testo di Mona Mansour (traduzione italiana di Paola Vecchelli).

    Durata dello spettacolo: 20 minuti:

    Sul palco Paola Vacchelli e Barbara Cavagnaro, che interpretano una coppia di donne di fronte alla crisi del proprio rapporto, tra tenerezze e complicità mancate. Un testo che ci mostra come i rapporti d’amore siano tutti simili tra loro a prescindere dal fatto che le protagoniste siano due donne. La scena è semplice, un tavolo e due sedie; la colonna sonora pure: una melodia tratta da un grande classico, la canzone che ha segnato i momenti importanti della coppia.

    Un testo semplice e non retorico, frutto di un laboratorio didattico e perciò senza altra prestesa che non sia quella di coinvolgere il pubblico e con esso condividere un tema oggi all’ordine del giorno: l’inclusione delle donne e il nostro rapporto con i diritti delle coppie omosessuali. Un testo breve (20 minuti) che diventa più che altro una scusa per incontrarsi e stare insieme.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Riciclo creativo: non gettare via i rifiuti, trasformali in arte

    Riciclo creativo: non gettare via i rifiuti, trasformali in arte

    rifiuti-cassonettiL’associazione Le Club di Genova Sampierdarena organizza per sabato 6 aprile 2013 il secondo appuntamento con il mercatino dell’usato e del baratto presso la sede di vico Di Bozzolo (zona Fiumara).

    In questa occasione ha indetto un concorso di riciclo creativo (in inglese upcycling) per chiunque abbia realizzato un progetto in questo ambito e voglia presentarlo. Nel presentare il bando su Facebook, le due fondatrici di The Club Adriana Salvini e Alessandra Cecchini lo definiscono «Spargiamo insieme il seme del baratto: siamo convinte che esso, insieme a un nuovo concetto del riciclo, possa essere un bel ciottolo per poter riassestare una strada che ci riporti a una dimensione più umana e solidale della vita».

    Il riciclo creativo – ossia il processo attraverso il quale un nuovo oggetto prende vita attraverso l’assemblaggio di avanzi, scarti o rifiuti – può essere realizzato con qualunque materiale o tecnica. Chi vuole partecipare può scrivere privatamente su Facebook ad Adriana o Alessandra entro lunedì 1 aprile 2013.

    I progetti dovranno essere portati alla sede di The Club entro le 12 del 6 aprile (pagando la quota di iscrizione di 2 €): a partire dalle 15, tutti i partecipanti al mercatino valuteranno i progetti. I primi tre classificati saranno premiati, il contenuto dei premi sarà comunicato il giorno stesso del mercatino.

    Per maggiori informazioni leclub.genova@libero.it.

  • La violenza sulle donne vista dagli uomini: un incontro a Trasta

    La violenza sulle donne vista dagli uomini: un incontro a Trasta

    violenza sulle donneMercoledì 13 marzo 2013 (ore 20.30) al Circolo Arci Barabini di Trasta la delegazione genovese di Se non ora quando? ospita una serata con l’associazione Maschile Plurale, sul tema della violenza contro le donne.

    Maschile Plurale è un’associazione nata nel 2007, che attualmente conta diverse sezioni in tutta Italia e il cui primo atto pubblico è stato la pubblicazione di un Appello nazionale contro la violenza sulle donne, firmato solo da uomini. Scopo dell’associazione è riflettere sull’identità del genere maschile e avviare una relazione positiva con i movimenti delle donne.

    Il programma di Uomini e donne si incontrano prevede la proiezione del video “Da uomo a uomo” di Michele Citoni, realizzato e proiettato nel 2009 a Roma durante una manifestazione nella Giornata Nazionale contro la Violenza sulle Donne.

    Segue dibattito alla presenza di Stefano Ciccone (socio fondatore di Maschile Plurale) e Monica Callegher (operatrice del Centro Anti Violenza Mascherona e membro di Se non ora quando? Genova).

    Ingresso libero con tessera Arci.

  • Scrivere un romanzo noir o giallo: un corso a Genova

    Scrivere un romanzo noir o giallo: un corso a Genova

    scrivere-scritturaAd aprile 2013 la scuola di scrittura creativa Officina Letteraria ospita un workshop sulla scrittura noir con due celebri autori del genere: Bruno Morchio, noto a Genova per il personaggio di Bacci Pagano, e Margherita Oggero, i cui romanzi hanno ispirato la serie televisiva Provaci ancora prof.

    L’appuntamento con Noir, giallo e dintorni è per i fine settimana 6-7 e 13-14 aprile 2013, con il seguente programma.

    6-7 aprile: Margherita Oggero
    – Le varie accezioni del giallo: le regole e le eccezioni
    – Gli elementi indispensabili e gli elementi accessori
    – Come si costruisce un plot: i personaggi principali e secondari, le false piste, la progressione della storia
    – Importanza dell’incipit
    – Caratteristiche vincenti del giallo contemporaneo
    – Esercizi di scrittura

    13-14 aprile: Bruno Morchio
    Sabato 13 aprile
    9.30-12.30: Analisi e confronto di alcuni testi di grandi autori noir: la struttura narrativa e la scrittura
    15-18: Esercizio di scrittura
    Domenica 14 aprile
    9.30-12.30: Lettura e analisi dei testi prodotti
    15-18: Discussione

    Il costo del workshop è 300 € (sconto 10% per soci Officina Letteraria, possessori di Green Card e Soci Suq) e le iscrizioni saranno aperte fino a mercoledì 28 marzo o al raggiungimento di 16 persone. Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato.

    Per maggiori informazioni: 347 3022641 / 340 5539475 / officinaletterarialab@hotmail.it.

  • Teatro dell’Ortica: stop allo sfratto, rinvio al Consiglio Comunale

    Teatro dell’Ortica: stop allo sfratto, rinvio al Consiglio Comunale

    palazzo-tursi-D3Questa mattina alle 9.30 a Palazzo Tursi si è svolta una riunione congiunta delle Commissioni Welfare e Cultura del Comune di Genova, alla presenza degli Assessori Pino Boero (scuola) e Carla Sibilla (cultura), che aveva come unico punto all’ordine del giorno la situazione del Teatro dell’Ortica.

    Come vi abbiamo raccontato alcuni giorni fa, il teatro della Val Bisagno ha ricevuto un avviso informale di sfratto da parte della Provincia: un mese dopo il rinnovo del contratto di concessione degli spazi (previsto fino al 2015), è stato infatti annunciato il trasferimento dell’Istituto Marsano negli spazi di via Allende a partire dal prossimo anno scolastico.

    L’assemblea di questa mattina ha visto anzitutto ampia partecipazione e solidarietà da parte di operatori sociali e teatrali, come spiega il presidente Mirco Bonomi: «Erano presenti alcuni membri di Tilt, insegnanti della scuola Daneo con un bambino che ha preso la parola e letto un testo in nostro sostegno, operatori e utenti della Salute Mentale che presto avvieranno una raccolta firme. Abbiamo insomma percepito la solidarietà fattiva di tutte le realtà con cui lavoriamo».

    I due Assessori si sono mostrati molto attenti alla situazione del teatro, di fatto scongiurando l’eventualità di un cambio sede in tempi brevi, anche perché manca la “contropartita” di altri spazi di proprietà di enti pubblici sui quali avviare un ragionamento.

    La situazione del Teatro dell’Ortica sarà all’ordine del giorno in una delle prossime sedute del Consiglio Comunale, a seguito della quale partiranno i lavori congiunti fra Comune e Provincia. Prosegue Bonomi, «Gli interventi dei politici non sono stati solo di solidarietà “a parole”, ma era evidente la volontà concreta di aiutare e difendere il teatro. In particolare, a quanto ci è sembrato, nei prossimi mesi si cercherà non tanto di trovare un nuovo spazio per noi – è ancora in piedi il dialogo con Coop per un eventuale trasferimento alle ex Officine Guglielmetti, ma non sarà possibile che fra qualche anno – quanto di trovare una soluzione differente e più idonea per il trasferimento dell’Istituto Marsano».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Giardini e parchi di Genova: riqualificazione, i progetti Arci

    Giardini e parchi di Genova: riqualificazione, i progetti Arci

    Valletta Carbonara San NicolaSabato 9 marzo 2013 (ore 20) il Circolo Arci Belleville ospita una cena con i cittadini – giardinieri che da alcuni mesi si stanno occupando della riqualificazione di Valletta San Nicola, lo spazio verde di 20.000 metri quadrati sito alle spalle dell’ex Albergo dei Poveri, un tempo destinata alle serre del Comune e oggi in stato di abbandono. Un progetto creato da un gruppo di cittadini costituito in associazione.

    Questo il programma della serata: cena alle 20 con pizzoccheri e torta di nocciole (costo 8 €, per i bambini 6 €); alle 21 il racconto del progetto e dibattito.

    «Tra i valori fondanti del Circolo Belleville ci sono la promozione di consumo critico e sviluppo sostenibile: molti soci non conoscono tutte le iniziative attuate in città su questi temi, oppure le conoscono ma non sanno come mettersi in contatto o dare il proprio contributo. Eventi come quello di sabato permettono al Circolo di essere amplificatorie di storie e buone pratiche, che vengono presentate in contesti di convivialità», spiega Silvia Melloni, che ha organizzato la serata.

    L’incontro si inserisce nei progetti che Arci sta da tempo effettuando a Genova: molti circoli si adoperano per riqualificare le aree verdi circostanti, che all’occorrenza possono essere trasformate in orti urbani, giardini o spazi gioco per i bambini. Uno degli esempi più virtuosi è Erba Voglio, progetto curato a San Teodoro da Agostino Barletta. «La cittadinanza attiva si esprime anche nel valorizzare la bellezza del territorio»: a questo scopo Arci fa anche rete con realtà simili sul territorio, che operano anche in altri quartieri (per esempio Terra Onlus a Cornigliano e Vesima, Legambiente, Rete If e altre).

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Val Bisagno: Teatro dell’Ortica, la Provincia dà l’avviso di sfratto

    Val Bisagno: Teatro dell’Ortica, la Provincia dà l’avviso di sfratto

    Val Bisagno, SciorbaLa Cultura è sempre l’ultima ruota del carro: con questa frase inizia l’appello che da alcuni giorni circola sulla pagina Facebook del Teatro dell’Ortica, per far conoscere alla cittadinanza la difficile situazione dello spazio.

    Lo scorso 13 febbraio il Presidente Mirco Bonomi è stato convocato dal Municipio IV Media Val Bisagno, ed è stato informato che la Provincia intende dare un avviso di sfratto entro l’inizio del prossimo anno scolastico (ossia settembre 2013) per trasferire in quei locali l’Istituto Marsano. Questo nonostante un mese prima fosse stato firmato con la Provincia il rinnovo del contratto (concessione con affitto a canone agevolato) per altri tre anni, ovvero fino al 14 gennaio 2015.

    «Attualmente non abbiamo ricevuto alcuna richiesta ufficiale di sfratto – ci spiega Bonomi – Riteniamo che la situazione sia ingiusta per due ragioni: la questione della sede dell’Istituto Marsano è aperta da molto tempo, non capiamo come si sia potuti arrivare a questa decisione un mese dopo il rinnovo del nostro contratto; inoltre la Provincia non è più formalmente un ente pubblico, ma nonostante il vuoto politico rimangono operative le mansioni di funzionari e dirigenti. Accettiamo di andare via solo se viene trovata per noi una soluzione – anche perché il contratto ci lega alla Provincia per altri tre anni – e non delegare al Comune o ad altri enti il compito di individuare una nuova sede e finanziare i lavori di ristrutturazione che inevitabilmente saranno necessari».

    Il Municipio Media Val Bisagno ha offerto al Teatro un altro spazio dove svolgere le proprie attività. Un sopralluogo ha tuttavia mostrato che si tratta di locali inadeguati alle esigenze dell’associazione e dei servizi che offre, per tre ragioni: la complessiva metratura di 200 mq (mentre la metratura dei locali attuali è di oltre 250 mq); un’altezza di m 2,70 che rende difficile l’agibilità, visto che un teatro necessita di soffitti alti per installare gli impianti di luci e audio; infine una colonna in mezzo alla sala che impedirebbe ogni visuale al pubblico.

    «Abbiamo visto anche altri spazi, ma non sono di proprietà del Comune e questo porterebbe un allungamento dei tempi burocratici, non rendendo possibile riprendere le attività a partire da settembre 2013 – prosegue Bonomi – Un’ipotesi può essere lo scorporo delle due attività, Spazio Famiglia e Teatro/laboratori attraverso “locali-tampone” in attesa di trovare uno spazio definitivo: il primo potrebbe trovare spazio presso la Casetta degli Orsacchiotti di via Bobbio, mentre per il secondo si dovrebbe individuare un locale adeguato alle esigenze. Abbiamo per esempio un contatto con l’Area ex Boero, dove si progetta la creazione di uno spazio polivalente ma i lavori sono fermi da tempo (se ne parlerà mercoledì 6 marzo in un incontro pubblico Municipio Media Val Bisagno, ndr) e con Coop Liguria, per inserirci eventualmente nel progetto di centro commerciale presso le ex Officine Guglielmetti. In entrambi i casi i tempi sono più lunghi perché si dovrà attendere l’esito del piano di bacino».

    Attivo dal 1996 in alcuni locali di via Allende (Molassana) di proprietà della Provincia di Genova, l’Ortica è l’unica grande realtà professionale della Val Bisagno: nell’auditorium svolge da anni una stagione teatrale con spettacoli nel solo fine settimana – sabato sera e domenica pomeriggio – che ha all’attivo un calendario di 30 rappresentazioni per la stagione in corso (l’ultimo andato in scena è My name della Compagnia Banda Kurenai). Inoltre il teatro ospita diversi laboratori di teatro e recitazione, dai corsi per bambini e ragazzi fino al corso di formazione biennale per Operatore Pedagogico Teatrale in convenzione con l’Università degli Studi di Genova, che ha attualmente 70 iscritti. Infine, ultimo ma non meno importante, il teatro è sede del laboratorio Stranità, che vede coinvolte circa 50 persone fra attori, cittadini volontari, operatori e pazienti psichiatrici, i quali sperimentano attraverso il “fare teatrale” percorsi di inclusione sociale e di integrazione.

    Un altro spazio del teatro, gestito sempre da Nuovo CIEP in collaborazione con il Consorzio Sociale Agorà, ospita dal 1999 un asilo nido per bambini/e dai 16 ai 36 mesi e uno spazio per incontri protetti per bambini affidati dal Tribunale dei Minori: l’associazione è infatti promotore dello “Spazio famiglia Valbisagno”, progetto nato in convenzione con il Comune di Genova e finanziato grazie ai fondi della Legge 285/97 (Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza).

    «Come possiamo mobilitarci?» hanno domandato diverse persone su Facebook,  nel commentare e condividere il post in cui si segnala la difficoltà del teatro. «La prima mobilitazione possibile è far conoscere quello che sta avvenendo, perché le persone siano informate e perché atti come questo non si debbano più ripetere». Per il momento si dovrà aspettare venerdì 8 marzo, quando il Consiglio Comunale ospiterà una riunione congiunta delle Commissioni Cultura e servizi Educativi del Comune di Genova, che ha come ordine del giorno proprio la situazione del Teatro dell’Ortica e a cui lo staff e i referenti della Provincia prenderanno parte.

    Marta Traverso

  • Le Club, Sampierdarena: baratto, riciclo creativo e laboratori

    Le Club, Sampierdarena: baratto, riciclo creativo e laboratori

    barattoNello spiegare le attività di Le Club, Alessandra Cecchini racconta che «è iniziato tutto quasi per “gioco” ed eccoci qui a gestire telefonate, prenotazioni, mail… Sono davvero felice che Genova risponda».

    Nata nel 2010 a Sampierdarena (la sede è in vico del Bozzolo, vicino al capolinea del bus 18), l’associazione fa parte del circuito nazionale Turispot e si occupa di organizzare serate musicali e attività culturali, con un particolare occhio di riguardo a baratto e riciclo creativo.

    A questo scopo, l’associazione organizza per sabato 2 marzo un mercatino dell’usato presso la propria sede: un’occasione per conoscere le attività di Le Club, sottoscrivere la tessera 2013 e partecipare a incontri e laboratori. La tessera annuale costa 15 €, di cui 10 per l’iscrizione vera e propria e 5 saranno devoluti a un’altra associazione (scelta di volta in volta dagli organizzatori) per sostenerne l’attività.

    I partecipanti al mercatino possono portare vestiti, scarpe, accessori femminili, maschili e per bambini, oggettistica e mobili, insomma ogni genere di prodotto che desiderano barattare. Sono inoltre in programma laboratori di riciclo creativo a cura di Atelier Riciclabò Design.

    Il mercatino si ripeterà ogni primo sabato del mese.

    Inoltre ogni socio può proporre idee o iniziative, in particolare sul tema del riciclo e della green economy, che saranno valutate e realizzate dall’associazione.

    Un modo per liberarsi di ciò che non si usa più e al tempo stesso contribuire alle attività del quartiere. Per informazioni 348 9035504 o leclub.genova@libero.it.

  • Suq Genova 2013: programma e idee cercasi, incontro alla Berio

    Suq Genova 2013: programma e idee cercasi, incontro alla Berio

    Suq Festival a GenovaVenerdì 1 marzo 2013 (ore 17) la Sala Chierici della Biblioteca Berio ospita un incontro pubblico a ingresso libero con Suq Genova: chiunque può partecipare per contribuire con idee, proposte e adesioni alla 15a edizione del Festival delle Culture, che si svolgerà dal 13 al 24 giugno 2013 al Porto Antico.

    L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. La partecipazione della cittadinanza e delle associazioni è molto importante, per portare avanti il Festival nonostante le molte incertezze economiche. Chi non può partecipare ma desidera inviare la propria idea può scrivere a festival@suqgenova.it.

    Nel corso dell’incontro saranno inoltre presentate le iniziative gratuite a cura del Suq, che si svolgeranno nei prossimi mesi. Questo il programma:

    Cooperamiamoci: una serie di incontri, laboratori e attività artistiche nelle Scuole della Liguria sul tema dell’educazione alla mondialità e del dialogo tra popoli e culture. L’iniziativa culminerà durante il Festival 2013 nell’evento Student’s Bazar.

    L’intercultura va a scuola e all’Università: i linguaggi teatrali e artistici incontrano le nuove generazioni per l’educazione alla non violenza e all’incontro tra i popoli.

    Suq e Università, incontro in città: dialoghi, incontri e letture sulla città e per la città con la partecipazione di esponenti del mondo accademico e delle istituzioni. Tutti gli incontri si terranno alla Loggia della Mercanzia di piazza Banchi alle ore 17.
    – 6 marzo, Dentro e fuori
    Dinamiche di inclusione ed esclusione negli spazi urbani. Valeria Ottonelli, don Virgilio Colmegna, Simone Leoncini, Sergio Rossetti, Giovanni B. Pittaluga
    – 20 marzo, La casa e la strada
    L’intreccio degli spazi pubblici e privati nella mappa della città. Ferruccio Pastore, Paola Dameri, Andrea Torre
    – 9 aprile, Centro e Periferia
    Appendici degradanti o nuovi luoghi di aggregazione urbana? Davide Papotti, Maria Luisa Gutierrez-Ruiz, Cristina Notarangelo
    – 17 aprile, Dimensione di genere in città
    Gisella Bassanini, Annalisa Marinelli, Silvia Neonato
    – 8 maggio, Il mercato e la città
    Marco Aime, Ilda Curti, Carla Sibilla, Lucy Ladikoff, Carla Peirolero, Giacomo D’Alessandro
    – 15 maggio, Naturale e Costruito
    Nuove configurazioni territoriali. Antida Gazzola, Costanza Pratesi, Mario Paternostro
    – 22 maggio, Lo sport e la città
    Bruno Barba, Fabrizio De Meo, Pino Boero, Domenica Canchano

    Il coro delle badanti: incontri e lezioni di canto gratuite rivolte in modo particolare alle badanti e alle persone da loro accudite. Gli incontri si tengono a partire dall’11 marzo 2013, ogni lunedì ore 15-17 in Villa Piaggio (corso Firenze 24).

    Nonne nanne: antichi saperi e nuove cittadinanze si incontrano. Ninne nanne e favole in molte lingue da scambiarsi e da imparare per poi offrirle al pubblica in una festa-evento finale. Incontro ogni giovedì dalle 16 alle 18, a partire dal 14 marzo, presso Endofap Liguria (via B. Bosco 14).

  • Registro coppie di fatto a Genova: passi avanti verso l’approvazione

    Registro coppie di fatto a Genova: passi avanti verso l’approvazione

    unioni-civili-gay-prideIl 1 ottobre 2002 si è costituita a Genova la sezione locale di Arcigay, che raccoglie l’esperienza di realtà attive sul territorio a partire dagli anni Settanta e che si pone l’obiettivo di promuovere i diritti lgbt attraverso servizi di assistenza, momenti di aggregazione e attività culturali. Un’associazione che in questi anni ha organizzato numerose iniziative, soprattutto in ambito culturale (spettacoli teatrali, conferenze, visite guidate, mostre etc), allo scopo di promuovere la visibilità e favorire l’aggregazione di persone lgbt, sia fra loro sia con la cittadinanza.

    Uno degli impegni più forti è la costituzione di un registro delle coppie di fatto: un obiettivo annunciato già da Marta Vincenzi in occasione del Gay Pride (giugno 2009) e dichiarato esplicitamente nel programma elettorale di Marco Doria.

    Abbiamo incontrato Ostilia Mulas e Federico Caprini Acquarone, rispettivamente presidente e consigliere di Arcigay, per sapere come sta procedendo la questione: «Fin dalla costituzione di Arcigay abbiamo aperto un dialogo con le istituzioni locali, che nel tempo hanno iniziato a considerarci come loro interlocutori, tanto da poter dire che siamo conosciuti più dalle istituzioni che dai cittadini. Attualmente siamo in ottimi rapporti con l’Assessore Elena Fiorini, che ci ha assicurato che il percorso è già avviato e si sta provvedendo a tutti i passaggi necessari per approvarlo. Sono due le nostre richieste: l’attestato anagrafico, regolato da un Decreto del Presidente della Repubblica Cossiga nel 1989 e che certifica la “convivenza affettiva”, ovvero quella non necessariamente di coppia (può essere tra parenti, amici etc); il registro unioni civili, che certifica simbolicamente lo stato di coppia ma pone un riconoscimento ufficiale delle famiglie e dà un segnale forte allo Stato, perché si acceleri l’iter per l’approvazione di una legge su questi temi. Inoltre, l’Assessore si è dichiarata favorevole a un’eventuale adesione del Comune di Genova alla Rete Re.A.Dy, nata nel 2006 e che raduna le amministrazioni locali che ne condividono la carta d’intenti».

    Sono inoltre in programma molte iniziative sul territorio: in questo periodo ogni domenica si svolge un cineforum al Mare di Note a Voltri, mentre nei prossimi mesi si prevedono altre attività in collaborazione con i Municipi e una mostra di arte contemporanea nella Giornata della Memoria 2014.

    Nel raccontare il percorso di questi undici anni, è evidente che il 2009 sia stato “l’anno dello spartiacque” di Arcigay Approdo, per tre ragioni. Anzitutto il 27 giugno di quell’anno Genova ha ospitato il Gay Pride, un evento che ha segnato una grande partecipazione della cittadinanza: «Ho partecipato a numerosi Pride in diverse città italiane, ma mai come a Genova ho visto una così grande presenza della folla ai lati della strada, che assisteva e partecipava al corteo. Quella giornata è stata un vero e proprio regalo alla città», racconta Ostilia Mulas.

    Il 2009 è stato anche l’anno della nuova sede di Arcigay, che da corso Torino si è spostata negli attuali locali di vico Mezzagalera: qui è stato potenziato il servizio del telefono amico (aperto ogni giovedì dalle 21 alle 23) e attivato lo sportello legale, curato da Damiano Fiorato e Daniele Ferrari (aperto ogni primo giovedì del mese dalle 14.30 alle 16.30) e che si occupa di consulenza gratuita su ogni forma di discriminazione, in famiglia, sul lavoro e con una particolare attenzione agli immigrati che vengono a vivere a Genova. «Sono servizi che portiamo avanti grazie al contributo dei nostri soci, che hanno frequentato un corso per abilitarsi a svolgere i servizi di assistenza, ma abbiamo bisogno di un numero sempre maggiore di volontari. In particolare vorremmo dei referenti per informare le persone sui diversi gruppi attivi sul territorio: oltre ad Arcigay Approdo esistono Arcilesbica, Pangender, Agedo e Famiglie Arcobaleno. Il nostro obiettivo è formare un solido coordinamento sul territorio fra tutte queste realtà, per promuovere insieme i valori che ci accomunano».

    Infine, ma non meno importante, è stata approvata in quell’anno la legge Regionale contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, nell’ambito di un più ampio progetto di Rete Regionale anti-discriminazione (che comprende anche la tutela di  immigrati, disabili, persone di altre religioni etc): un organismo che metta in rete le diverse realtà che agiscono sul territorio ligure e ne monitori le attività.

    Marta Traverso

  • Genova antica, tra bordelli e case chiuse: tour guidato dei caruggi

    Genova antica, tra bordelli e case chiuse: tour guidato dei caruggi

    Pavimentazione nel Centro StoricoDomenica 24 febbraio (ore 15) l’associazione Genova Cultura organizza il tour guidato del centro storico Genova antica, tra bordelli e case chiuse.

    Un itinerario tra alcune di quelle che erano le zone “a luci rosse” della città, dal Medioevo fino all’abolizione che avvenne nel 1958.

    Alcuni esempi.
    Galleria Mazzini: nei paraggi c’era il “Suprema”, in assoluto la casa chiusa più chic della città. Via Garibaldi: prima di diventare la lussuosa “Strada Nuova” a metà del ‘500, era sede del bordello pubblico. Via Maddalena e Piazza Lepre: dove si trovava il famoso “Lepre”, molto in voga nel ventennio, perché frequentato dai gerarchi fascisti accolti dalla portinaia “Dolly” con il saluto romano, Vico Castagna: il “Castagna”, il più amato dagli studenti. Porta Soprana: il “Sommergibile”, uno dei più economici.

    Info e prenotazioni 010 3014333 – 392 1152682 – genovacultura@genovacultura.org.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Opere d’arte in affitto: il progetto di Art Commission

    Opere d’arte in affitto: il progetto di Art Commission

    mostra-museo-arte-macba-museum-C«Mostre ed eventi sono importanti per far conoscere gli artisti e metterli in relazione con il territorio, ma scopo ultimo di ogni artista è vendere le proprie opere. Tuttavia, complice anche il periodo di crisi, sono sempre meno le persone che possono permettersi di acquistare un’opera d’arte. Per questo motivo Art Commission lancerà prossimamente un progetto di arte in affitto: si potrà avere un’opera per un periodo da uno a tre mesi, a un prezzo accessibile, e solo al termine decidere se acquistarla o meno. In questo modo si fa entrare l’arte nelle case, si ritrova il contatto fra l’opera e il suo pubblico».

    Questo interessante progetto è solo uno dei tanti che Art Commission da tempo organizza sul territorio: oltre 36 eventi nel 2012, che spaziano dalle mostre collettive a performance che abbinano all’arte visiva il teatro, la poesia o altre forme creative.

    Tra i più recenti, Segrete, Made in Italy e ContemplArt: «Uno dei tratti distintivi di Art Commission è valorizzare il patrimonio culturale e architettonico di Genova attraverso l’arte contemporanea. Per questo organizziamo mostre in luoghi istituzionali ma poco visitati, come i chiostri del centro storico in occasione di ContemplArt, per attirare un pubblico che non conosce i beni della propria città. Al tempo stesso chiediamo agli artisti di non essere “invasivi”, ossia di concepire opere che si adattino a spazi non nati per ospitare mostre d’arte contemporanea: in questo modo il pubblico è invitato a riflettere, a porsi domande quali “Perché questa installazione si trova qui?”».

    Art Commission è una realtà molto attiva a Genova, curata dall’artista Virginia Monteverde, che ha in sé una doppia anima: da un lato l’organizzazione di eventi, dall’altro associazione culturale con oltre 100 iscritti. Con una quota di iscrizione di 20 € è possibile partecipare agli incontri dell’associazione e conoscere le attività in programma (info artcommission.genova@gmail.com).

    L’associazione mette in rete artisti di Genova, ma non solo: uno degli scopi di Art Commission è far conoscere gli artisti di Genova fuori città – di recente hanno partecipato a eventi a Bergamo, Milano e Varese – e portare a Genova artisti foresti, provenienti anche da fuori Italia. A questo scopo ci sono due iniziative in programma: un premio di pittura internazionale, che culminerà in una mostra al Museo di Sant’Agostino a fine 2013; una mostra collettiva al Munizioniere di Palazzo Ducale (28 giugno – 28 luglio 2013) con 35 artisti italiani e 35 artisti finlandesi, intitolata Le latitudini dell’arte e che auspica di essere la prima di una serie di esposizioni per valorizzare gli scambi culturali fra artisti di diversi Paesi, senza vincoli di età o di tematica.

    Marta Traverso

    [foto di Constanza Rojas]

  • ContemporArt Genova: laboratorio artistico per pazienti psichiatrici

    ContemporArt Genova: laboratorio artistico per pazienti psichiatrici

    villa-piaggio-contemporartContemporArt, associazione culturale senza fini di lucro, è uno spazio, un “osservatorio critico” –come lo definiscono i suoi fondatori- in cui l’arte nelle sue molteplici sfaccettature si congiunge alle problematiche psichiche. L’associazione è nata a Genova otto anni fa su iniziativa di un gruppo di sei artisti, tra cui l’attore Gustavo Giacosa e il musicista jazz Fausto Ferraiuolo. Essa per prima ha dato avvio all’importante progetto sul piano sia artistico che sociale di offrire alle persone che vivono disagi l’opportunità di intraprendere un percorso artistico vero e proprio, con l‘obiettivo di promuovere eventi culturali nel campo delle arti e favorire incontri e scambi fra artisti.

    L’interesse di ContemporArt è trasversale: dalle arti visive, alla musica contemporanea, al teatro, senza trascurare laboratori artistici e conferenze. Nata nel 2005, dal 2011 è ospitata nei locali di Villa Piaggio al 24 di Corso Firenze, in cui è stato allestito un laboratorio artistico per pazienti psichiatrici (con il supporto di esperti e operatori sociali). Inizialmente il gruppo era solito riunirsi in via Prè, nella casa di Giacosa e Ferraiulo. Ben presto, tuttavia, lo spazio si è dimostrato inadeguato alle ambizioni degli artisti: il progetto ha iniziato a crescere e ad assumere dimensioni inaspettate anche per gli stessi fondatori. Come? Ce lo racconta uno di loro, Paolo Roberts, genovese, attivo nel panorama musicale, 30 anni trascorsi al Carlo Felice nel settore della comunicazione e della grafica. 

    «Tutto è partito dalla voglia di un piccolo gruppo di amici di aggregarsi e dare vita a un progetto di ampio respiro. Eravamo in sei: io e mia moglie (Anna Sini, musicista, ndr.), Fausto, Gustavo, Claudia Sanguineti e Ilario Rotella, anche loro musicisti. Oggi il gruppo non si è troppo infoltito e siamo sempre noi il centro propulsore del progetto. Alcuni amici, cioè Claudia e Ilario, ci hanno lasciati durante il percorso; altri –scenografi, responsabili audio e video- si sono aggiunti, ma si è trattato per lo più di collaborazioni temporanee. Oggi siamo in 8/10 persone a seguire il progetto di ContemporArt».

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    Il vero momento di svolta c’è stato nel 2008, anno della mostra “Due ma non due. Aperture ed incontri nell’arte degli anni post-Basaglia, alla Loggia della Mercanzia in piazza Banchi, con l’appoggio del Comune e della Provincia di Genova. «L’iniziativa, che voleva ricordare il trentennale dell’entrata in vigore della legge Basaglia, ha avuto un alto numero di visitatori, tra cui anche l’ex sindaco Marta Vincenzi e l’allora assessore alla cultura Ranieri, che hanno apprezzato molto il nostro lavoro e hanno iniziato a seguirci più da vicino.» Altro evento importante, la mostra del 2010 “Noi, quelli della parola che sempre cammina” alla Commenda di Prè. Una mostra sull’espressione dell’arte attraverso il linguaggio, in cui erano esposte opere del graffitismo outsider. Dai muri delle città degli esuli urbani, un anti-museo della scrittura ”brut”, filone in voga in Francia e Germania e poco conosciuto in Italia. Tra gli artisti esposti, nessuno era vivente, tranne una: Melina Riccio, nota a Genova per i suoi graffiti in rima, inni alla pace e all’amore per il prossimo. «Anche in questa occasione è stato un successo, tanto che è arrivata l’offerta dell’amministrazione di mettere a nostra disposizione uno spazio, quello di Villa Piaggio (dietro pagamento di un affitto), in cui proseguire e ampliare il nostro progetto di coniugare arte e follia. Abbiamo iniziato a collaborare con Comune e Asl di Genova: ogni mercoledì operatori sanitari accompagnavano a Villa Piaggio alcuni pazienti per farli partecipare al percorso artistico». Purtroppo oggi questo progetto ha subito una battuta d’arresto a causa dei problemi cui sono soggette le nostre Asl: i tagli al personale da un lato e l’aumento dei pazienti dall’altro non hanno permesso a ContemporArt di proseguire questa iniziativa con cadenza regolare.

    «Vogliamo rilanciare l’attività sotto vari profili. Certo, continuare il progetto arte-disagio psichico, ma per il prossimo 7 aprile stiamo organizzando un ciclo di 6 incontri, tre dei quali sono già stati fissati, mentre gli altri sono ancora in via di definizione. Il tema è ancora quello della follia, che si integra con un nuovo concetto di “cura” e del “fare arte insieme”. Inoltre, dal 2012 il nostro progetto è stato esportato anche all’estero: grazie alla mostra curata da Gustavo Giacosa, “Banditi dell’Arte”, il nome della nostra associazione è approdato a Parigi. La mostra è andata avanti per quasi un anno, dal marzo 2012 al gennaio 2013 e Gustavo e Fausto sono tuttora lì ad occuparsi della mostra, che ha avuto ottimo riscontro».

    C’è un legame tra il vostro progetto di “arte e follia” e il movimento sorto a Genova-Quarto alla fine degli anni ’70, alla chiusura dell’ex ospedale psichiatrico?

    «Sicuramente. Ricordo bene gli anni del post-Basaglia, quando a Quarto era stato chiuso il famoso ospedale e i locali, lasciati liberi e aperti a tutti, venivano occupati da giovani artisti. C’era un grande movimento: lì hanno iniziato ad esibirsi molti musicisti, soprattutto jazzisti, che poi hanno fatto carriera. Anch’io e mia moglie frequentavamo questi ambienti, assieme ad altri che sono confluiti in ContemporArt. Quindi è innegabile dire che questa atmosfera ci abbia influenzati, ma siamo andati oltre: lì erano i giovani a fare arte nei locali che i malati avevano dovuto sgombrare; ora siamo noi artisti a offrire ai malati spazi in cui fare arte».

     

    Elettra Antognetti

  • Arbusti Genova: incontro e aperitivo per artisti indipendenti

    Arbusti Genova: incontro e aperitivo per artisti indipendenti

    pittore-pittura-disegno-arte-CGiovedì 21 febbraio 2013 (ore 18) la Galleria Studio 44 ospita due eventi per chi ama l’arte e la creatività.

    Lo spazio di vico Colalanza ospiterà il secondo incontro di Arbusti, collettivo nato per mettere in rete realtà culturali e artistiche indipendenti presenti sul territorio di Genova (leggi la nostra intervista a Maddalena Bartolini, fra i promotori del progetto).

    Scopo dell’incontro è conoscersi e confrontarsi, per figurare possibili scenari futuri e dare origine a una comunicazione circolare e orizzontale tra tutti i soggetti che a Genova quotidianamente producono e “progettano” percorsi culturali solidi e continuativi.

    Nel corso della serata sarà inaugurata la mostra A piedi, sulle mani e altre storie piccole, a cura degli artisti svizzeri in residenza a Genova Florian Luthi e Sadhyo Niederberger. La mostra sarà visibile solo fino a sabato 23 febbraio, a causa del il successivo rientro degli artisti in Svizzera.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Metrodora: la nuova sede in Villa Rossi e i progetti per il futuro

    Metrodora: la nuova sede in Villa Rossi e i progetti per il futuro

    Villa Rossi a Sestri PonentePresente sul territorio da ormai dieci anni, e creatrice di alcune tra le più interessanti iniziative musicali cittadine (Festival delle Periferie, Lorca – divagazioni d’autore, Suonare la voce: Tributo a Demetrio Stratos), la nota associazione culturale Metrodora è giunta ad un importante punto di svolta: dopo anni di attese e rinvii, a breve entrerà nella nuova sede di Villa Rossi Martini a Sestri Ponente. Circa 1500 mq a disposizione, finalmente uno spazio ampio e adeguato all’organizzazione e realizzazione di tutte le attività e progetti che l’associazione ha in programma. Ne abbiamo parlato con il presidente Roberto Giannini.

     Qual è stato l’iter che vi ha permesso di giungere alla nuova sistemazione?

    «L’iter che ha consentito la parziale ristrutturazione e una nuova destinazione d’uso dell’edificio storico è stato lungo e tortuoso: dal punto di vista della ristrutturazione, il Comune ha attinto a fondi destinati alla sistemazione di alcuni parchi urbani, fondi risalenti all’epoca delle “colombiane” e per fortuna sbloccati dopo tanti anni di impedimenti tecnico-burocratici. Il bando di concorso è stato indetto, e vinto dal Consorzio C.L.E.C. – Villa Rossi, ancora ai tempi della seconda giunta guidata dal sindaco Giuseppe Pericu. In seguito la convenzione è stata ratificata dalla giunta Vincenzi, e ancora oggi tale convenzione è oggetto di verifiche e perfezionamenti da parte degli uffici comunali preposti. Il problema è che rispetto alla stipula originale, essendo passati parecchi anni, ci sono stati molti cambiamenti sia all’interno del consorzio che nelle istituzioni coinvolte nel processo (Comune e Municipio Medio Ponente in particolare), il che ha comportato, oltre ad un esponenziale scoramento nei soggetti coinvolti nel progetto, anche alcune modifiche di finalità ed obiettivi rispetto agli intenti iniziali. Ovviamente il progetto è sempre quello dello sviluppo di un polo culturale sulla falsariga delle “factory” di città europee culturalmente all’avanguardia (Berlino, Londra, ma anche per certi versi Torino). Gli spazi ci saranno consegnati in toto; un piano dell’edificio sarà altresì gestito da Isforcoop e sarà dedicato esclusivamente alla formazione tecnica e professionale».

    Un recupero realizzato tra lungaggini e intoppi: a che punto si è arrivati finalmente? Molte delle risoluzioni previste per il parco sono state tagliate, è stato invece rispettato quanto previsto per l’edificio?

    «Ristrutturare l’intero edificio avrebbe comportato costi ben superiori a quelli stanziati. Inizialmente i lavori avrebbero dovuto riguardare il piano terra e il piano nobile, quello storico con le ampie sale affrescate. Il comune, fatti salvi gli interventi sul piano terra (fondamentale per gli accessi, la sicurezza, l’abbattimento di barriere architettoniche piuttosto “pesanti”), ha dirottato l’esecuzione dei lavori prioritari dal piano nobile al terzo piano, quello che servirà l’utenza della formazione professionale, e che ospiterà le sedi di alcune associazioni che sono le parti più attive all’interno del consorzio CLEC».

    metrodora4Villa Rossi ha le potenzialità, con i suoi spazi e il bellissimo parco, per essere polmone verde e centro d’aggregazione e svago dei sestresi. Certo, non nelle condizioni di abbandono in cui è stata lasciata fino ad oggi. Cosa proporrà Metrodora per cambiare il volto di questa realtà e rendere effettivo il coinvolgimento degli abitanti? Quali sono i vostri programmi operativi, quali attività, quali iniziative e rivolte a chi? Credi ci saranno difficoltà nel realizzarle?

    «Il parco della villa è sempre stato vissuto dai sestresi (e non solo) in maniera piuttosto intensa, nonostante esistessero noncuranze e pericoli in ogni suo angolo. Anche durante i lavori di sistemazione del parco la cittadinanza, seppur con delle forti limitazioni di zone, ha continuato a frequentare il polmone verde. Sicuramente Metrodora si propone una serie di attività per riavvicinare una fetta (soprattutto quella di fascia giovanile) di popolazione. Va ricordato che durante il lungo periodo di abbandono (dal termine dell’anno scolastico 2001-2002) intercorso dallo spostamento della scuola elementare “Anita Garibaldi”, Metrodora ha operato una sorta di vigilanza e presidio di un edificio preso di mira quotidianamente da soggetti di vario tipo (tossicodipendenti, spacciatori, senza fissa dimora, teppistelli annoiati, cultori di satanismo e messe nere), subendo angherie e minacce di ogni tipo. Sia le istituzioni, soprattutto il Municipio, che le forze dell’ordine, hanno così potuto intervenire in tempo quasi reale su qualsiasi episodio di vandalismo, e tutti insieme si è cercato di limitare i danni. Teniamo anche conto, che, in questo difficile contesto, in villa è nato e si è sviluppato uno dei festival indipendenti più apprezzati al livello nazionale, il Festival delle Periferie, che proprio in Villa Rossi ha visto serate nelle quali l’affluenza del pubblico ha raggiunto numeri importanti, al di là di ogni più rosea aspettativa».

    metrodora1Due parole sul consorzio CLEC: di cosa si tratta?

    «Il consorzio CLEC (Centro Linguaggi Espressivi Contemporanei) è un insieme di associazioni culturali, alcune senza scopo di lucro (Metrodora, Open Art, Jazzlighthouse) basate esclusivamente sul volontariato, altre sono soggetti al cui interno sono presenti professionisti (teatro Akropolis, Musichiamo, Fludd), altre ancora svolgono attività legate ai Laboratori di Educazione Territoriale e si occupano soprattutto di bambini (Tuttigiùperterra). All’interno della villa verranno adibite dal consorzio: una sala per teatro e danza, una sala per attività musicali, alcune stanze che consentiranno lo svolgimento di attività artistiche a 360° (pittura, scultura, montaggio video, installazioni multimediali, liuteria ecc.). Le stanze sono gestite dal consorzio ma aperte a qualsiasi soggetto pubblico o privato che voglia portare avanti progetti artistici coerenti con le finalità del consorzio».

    Il parco prevede orari di apertura canonici, quindi chiusura serale, però i gruppi solitamente provano la sera: come vi regolerete in questo senso? Avrete la possibilità di tenere aperto anche in orario serale e proporre delle attività in quella fascia oraria? Come sarà regolamentato l’accesso?

    «Con questa domanda vai a toccare uno degli aspetti più delicati della futura gestione delle attività in villa. Probabilmente in una primissima fase le attività saranno svolte negli orari di apertura consueti stabiliti dal Comune; con il giungere della bella stagione invece il parco verrà aperto anche seralmente, in occasione di manifestazioni e iniziative che in questi mesi sono già state programmate. Da parte nostra prevediamo un mini-festival delle migliori band in età scolastica, la tappa genovese della Carovana dei Festival, iniziative musicali “unplugged”, presentazioni di dischi e libri, incontri tematici sulla storia della musica rock. E questo giusto per iniziare…».

    Chi volesse partecipare attivamente alla vita dell’associazione, e dare una mano, come deve fare? I cittadini possono fare proposte per nuove attività da mettere in pratica insieme a voi?

    «Ovviamente saremmo ben felici di convogliare nuove forze, sia fisiche che, soprattutto, di idee e nuove attività. Chiunque avesse il tempo, la voglia (o la necessità, perché no…) di proporre e realizzare progetti ed iniziative di carattere musicale, non deve far altro che contattarci (sul sito ufficiale www.metrodora.net e sui nostri social network siamo facilmente rintracciabili), sapendo che Metrodora può supportare qualsiasi idea coerente con le finalità dell’associazione».

    metrodorafestivalOrmai Metrodora ha dieci anni di vita: un bilancio di quanto fatto finora e uno sguardo al futuro. Quali difficoltà avete incontrato nella nostra città e quali invece le note positive? E cosa vorresti ci fosse in più per il futuro?

    «Dieci anni fa Metrodora nacque con l’idea di convogliare le energie che giovani artisti e band, soprattutto ragazzi in età scolastica, sprigionavano nelle sale prove, senza avere praticamente alcuna possibilità di proporre al pubblico le loro idee. Le probabilità che questi giovani artisti mollassero tutto a causa della frustrazione dovuta al fatto di non poter suonare dal vivo era forte, conseguentemente ci inventammo un festival e altre occasioni per colmare, almeno in piccola parte, questa lacuna. Da quel periodo un po’ di cose sono cambiate: non solo grazie a noi, ma anche ad altre realtà cittadine (in particolare Disorderdrama, ma anche Volumia, il Santo Rock festival ecc.) la scena musicale genovese (che, per inciso, è una scena che non ha nulla da invidiare ad altre realtà nazionali che godono di maggior supporto sia istituzionale che dal punto di vista dei mass media locali) ha avuto qualche possibilità in più di emergere. Oltre al Festival delle Periferie, che è cresciuto esponenzialmente, Metrodora si è caratterizzata per altre manifestazioni, le più importanti delle quali sono state senz’altro “Suonare la voce – Tributo a Demetrio Stratos” (di frequenza quinquennale e di valenza internazionale) e la rassegna unplugged “Lorca: divagazioni d’autore”. Le difficoltà incontrate sono state molte, in una città inizialmente poco incline alla promozione della cultura “giovanile”. Va riconosciuto al Comune di Genova la volontà di aver provato, ed essere riuscito col tempo ad incentivare tali manifestazioni, e, almeno per quel che ci riguarda, al Municipio Medio Ponente (guidato durante il periodo chiave dall’attuale vicesindaco Stefano Bernini), di aver sempre creduto nelle nostre iniziative e nel recupero (e destinazione a polo culturale) dell’edificio di Villa Rossi. Per il futuro speriamo che il fatto di avere finalmente anche una sede “fisica” (per dieci anni abbiamo fatto riunioni in tutti i posti possibili e immaginabili, bar, uffici, auditorium, sale istituzionali, a volte anche davanti al sagrato di una chiesa…) ci consenta di sviluppare meglio tutti i nostri progetti, che vanno ben al di là dei singoli concerti e festival, ma che riguarderanno vari aspetti della musica e della cultura in generale».

     

    Claudia Baghino