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  • Indigeni Digitali: startup innovative si incontrano a Genova

    Indigeni Digitali: startup innovative si incontrano a Genova

    creativitàSi è svolto ieri sera al Moody (via XII Ottobre) il terzo aperitivo di Indigeni Digitali, un team che a livello nazionale si occupa di promuovere e sostenere la cultura digitale e lo sviluppo di aziende e startup che si occupano a vari livelli di comunicazione, tecnologia e innovazione.

    Anche noi di Era Superba eravamo presenti – insieme a tante realtà emergenti sul territorio genovese (a partire dagli amici di Yeast e FreeFutool) – per ascoltare le testimonianze di quattro interessanti progetti che si stanno attivando in città.

    Si è iniziato con il Silicon Valley Study Tour, un progetto che coinvolge sei università italiane (inclusa l’Università di Genova) per trasmettere agli studenti – attraverso incontri con manager e professionisti, visite ad aziende e centri di ricerca – la cultura d’impresa dell’omonima valle degli Stati Uniti. Per chi non lo sapesse, la Silicon Valley corrisponde alla porzione meridionale della baia di San Francisco: è chiamata così perché qui sono nate le prime aziende produttrici di computer e software, ed è attualmente sede di Google, Facebook, Apple, Microsoft e altre fra le principali aziende di tecnologia.

    È stata poi la volta di BarCamper, un vero e proprio camper che gira l’Italia fermandosi presso università e centri di ricerca, per dialogare con persone (giovani, ma non solo) che hanno un’idea interessante e vogliono avviare una propria startup, oppure l’hanno già avviata e vogliono comunque un supporto per proseguire il lavoro: BarCamper seleziona le idee più interessanti per offrire consulenza nella stesura del progetto e del business plan, nel contatto con potenziali investitori, insomma in tutto ciò che possa agevolare la creazione d’impresa. La tappa genovese di Bar Camper sarà fra marzo e aprile 2013.

    A seguire Hootsuite, piattaforma nata in Canada che consente l’utilizzo in contemporanea di più social network e la gestione in team di progetti di comunicazione. Uno strumento molto utile per chi ha necessità di monitorare, aggiornare e interagire con i principali social network (anche Era Superba si serve di Hootsuite per la propria attività di social networking su Facebook, Twitter e Google +, ndr).

    Infine Socialab TTT, un’associazione nata da pochi mesi che vuole promuovere su tutto il territorio nazionale la cultura digitale, attraverso una serie di eventi che si svolgono in contemporanea in diverse città italiane e prevedono una forte interazione fra online e offline. Il prossimo evento si terrà sabato 26 gennaio 2013 a Palazzo Imperiale (piazza Campetto, nel centro storico), verterà sul tema Eventi e social media e si svolgerà nello stesso momento anche a Lecce, Milano, Bologna e Roma: i presenti ai diversi eventi potranno interagire fra loro – e con tutti coloro che non possono essere “fisicamente” presenti – attraverso i social network, dove sarà possibile assistere in diretta a tutto ciò che avviene.

    Marta Traverso

  • Medici per l’ambiente: programma d’azione per le elezioni politiche

    Medici per l’ambiente: programma d’azione per le elezioni politiche

    il verde, la natura,i fiori,l'ambiente,i parchiIl documento programmatico per le prossime elezioni politiche 2013 redatto dall’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia, lancia un dettagliato programma d’azione per un ambiente salubro e pulito.

    L’ambiente nella sua accezione più completa e complessa – comprensiva di stili di vita, condizioni sociali ed economiche – è un determinante fondamentale per il benessere psicofisico e quindi per la salute delle persone e delle popolazioni. I cambiamenti climatici, indotti dall’enorme incremento dell’immissione in atmosfera di gas serra (incremento generato soprattutto da attività industriali e sistemi di trasporto), rappresentano, come denunciato da decenni dalla comunità scientifica internazionale, una grande emergenza planetaria e impongono scelte decisive e non più rimandabili, in ragione delle possibili e difficilmente prevedibili conseguenze ambientali, biologiche, sanitarie, economiche e sociali. Questa è la premessa dell’Isde che spiega «È quindi indispensabile un forte ripensamento dell’attuale modello di sviluppo e dell’intero sistema economico che riconosca la centralità del binomio ambiente-salute, come insegnano tristemente tante vicende come quella dello stabilimento Ilva di Taranto».

    «Come medici e ricercatori abbiamo il compito e il dovere morale di indicare le scelte più opportune e sicure per tutelare l’ambiente e quindi il diritto alla salute dei cittadini, delle generazioni presenti e future, come sancito dall’art. 32 della Costituzione – sottolinea l’ISDE Come cittadini inoltre chiediamo più risorse per il comparto sanitario e per la prevenzione; risorse che potrebbero essere agevolmente recuperate da una più attenta lotta all’evasione fiscale, alla corruzione, agli sprechi, ai privilegi e con una netta riduzione delle spese militari».
    Il Servizio sanitario nazionale «Deve essere potenziato e deve rimanere il fulcro dell’assistenza sanitaria così da continuare ad assicurare elevati livelli di prestazioni, in forma di prevenzione, diagnosi, assistenza e cura a tutti i cittadini – continua il documento dell’ISDE – Nell’auspicare che i crimini ambientali siano presto configurati, anche per legge, come crimini contro l’umanità, proponiamo di seguito alcuni settori d’intervento che riteniamo strategici e non più eludibili per l’attività del nuovo parlamento e per il bene dell’Italia».

    Vediamoli nel dettaglio:

    Energia
    Tutta la comunità scientifica internazionale concorda circa la necessità di un rapido cambiamento dell’attuale modello di sviluppo, in larga misura fondato sul consumo di combustibili fossili e di risorse non rinnovabili. «È necessario quindi un rapido incremento delle politiche di risparmio energetico, di ricerca e diffusione delle energie veramente rinnovabili (solare, solare termico e minieolico), l’avvio di programmi di emancipazione rapida dalle fonti di energia fossile, in particolare dal carbone e il ripudio definitivo di qualsiasi progetto di realizzazione di centrali nucleari, che rappresentano un’ipoteca inaccettabile sulla vita delle persone, delle generazioni future e dello stesso pianeta – afferma l’ISDE – È indispensabile che si realizzi subito un piano energetico nazionale per una corretta valutazione della domanda e dell’offerta energetica, anche al fine di programmare la chiusura dei grandi poli di produzione energetica già esistenti, inquinanti per l’ambiente e dannosi per la salute. È parallelamente indispensabile un programma di diffusione su tutto il territorio nazionale di piccole centrali di produzione energetica e la rinuncia alla costruzione di nuovi grandi poli energetici».
    L’Isde ritiene che «La produzione di energia a partire dalla combustione delle biomasse non rappresenti una valida alternativa ai combustibili fossili e che sia parimenti insostenibile quando si esca dalla semplice logica del riutilizzo, all’interno di piccole aziende agricole, di scarti e residui di provenienza aziendale o comunque di un’area molto circoscritta. Inutili e dannosi per l’ambiente e la salute anche le centrali a biogas e gli impianti di biodigestione anaerobica che vengono costantemente proposti su tutto il territorio nazionale per conseguire, una volta realizzati, importanti incentivi economici in quanto anch’essi spacciati per fonti rinnovabili quando in realtà lo sono soltanto formalmente. È pertanto indispensabile l’eliminazione dei contributi statali denominati Cip6 per le fonti energetiche non realmente rinnovabili e classificate furbescamente come “assimilate”».

    Aria
    La qualità dell’aria è di fondamentale importanza per la salute. A maggiori livelli d’inquinamento atmosferico sono correlati incrementi evidenti non solo di malattie respiratorie e cardiovascolari, ma anche malattie cronico-degenerative, e tumori, specie del polmone.
    Sono necessari interventi urgenti «In grado di ridurre drasticamente la produzione e immissione in ambiente di anidride carbonica e altri gas serra e di sostanze nocive e tossiche, con particolare riferimento al particolato fine e ultrafine, agli idrocarburi policiclici aromatici, ai metalli pesanti, al benzene, alle molecole diossino-simili: tutti agenti potenzialmente mutageni e/o epimutageni e quindi cancerogeni e teratogeni – sottolinea il documentoÈ indispensabile che in tutto il territorio nazionale siano ampliate le reti di monitoraggio della qualità dell’aria, con utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, in particolare nelle aree e nei distretti con presenza di altre rilevanti fonti d’inquinamento: aree industriali, grandi poli di produzione energetica, città con elevato traffico veicolare, aree aeroportuali e portuali».
    «Devono essere realizzate politiche attive che riducano complessivamente la necessità di ricorrere ai processi di combustione, principali responsabili dell’inquinamento atmosferico urbano – continua il documento – Si tratta in primo luogo di attuare politiche urbanistiche volte sia alla riduzione del fabbisogno energetico degli edifici grazie al miglioramento della loro coibentazione ed all’aumento dell’efficienza energetica degli impianti di riscaldamento-raffreddamento, sia alla riduzione della necessità di ricorrere all’uso degli autoveicoli per la mobilità urbana, come meglio specificato subito di seguito».

    Mobilità
    Una migliore qualità dell’aria potrà essere garantita soltanto da una rapida trasformazione dell’intero sistema dei trasporti che permetta una drastica riduzione dell’immissione in atmosfera dei prodotti derivanti dalla combustione di petrolio, gasolio, benzine e gas.
    «È necessario quindi prima di tutto ridurre lo spostamento delle merci su grandi distanze, disincentivare il trasporto commerciale su gomma ed incentivare il trasporto su rotaia e le cosiddette autostrade del mare per il trasporto di merci e persone; ridurre il traffico automobilistico ed in particolare quello privato nelle grandi e piccole città, che potrebbero così recuperare fascino, bellezza e condizioni di vita più salubri anche attraverso l’utilizzo di mezzi ad alimentazione elettrica e l’uso delle biciclette. Ciò può essere realizzato attraverso scelte urbanistiche che avvicinino i servizi – a cominciare da quelli amministrativi – alle residenze, riqualifichino e ripopolino i centri storici e ricostruiscano il tessuto di piccole attività artigianali e commerciali delle città, soffocato e distrutto da politiche orientate a privilegiare i grandi centri commerciali, responsabili, a loro volta, di una quota certo non trascurabile di traffico veicolare».

    «Occorre migliorare le reti ferroviarie locali e nazionali, ma sempre nel rispetto delle peculiarità dei territori e dei diritti delle popolazioni interessate e sottoporre il traffico aereo a politiche di monitoraggio e netta e costante riduzione», aggiunge l’Isde.

    Poiché il traffico aereo è attualmente responsabile di quota cospicua delle emissioni di anidride carbonica «È assolutamente indispensabile, anche per ridurre l’effetto serra, una riduzione e razionalizzazione del trasporto aereo insieme ad una moratoria per la costruzione di nuovi aeroporti e l’ampliamento di quelli già esistenti, anche in considerazione della presenza dei circa 100 aeroporti già dislocati su tutto il territorio nazionale e degli evidenti e gravi danni all’ambiente (a questo proposito emblematica è la vicenda dell’inquinamento del Parco del Ticino in prossimità dell’aeroporto di Malpensa) e alla salute delle comunità che vivono in prossimità di stazioni aeroportuali».

    Gestione dei rifiuti
    Riduzione drastica per legge della produzione dei rifiuti a partire dagli imballaggi che rappresentano circa il 50% di tutti i rifiuti prodotti.
    L’Unione Europea, nel richiamare gli Stati membri ad una corretta gestione dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU), ammette il conferimento in discarica e l’incenerimento dei RSU solo in assenza di valide alternative e come ultima opzione, poiché ritiene queste due metodiche di “smaltimento” antieconomiche e fortemente dannose per la salute e per l’ambiente.
    L’Isde auspica e sostiene la politica delle cosiddette “R” «Riduzione della produzione dei rifiuti, Raccolta differenziata “porta a porta”, Riciclo, Riuso, Riparazione e Responsabilizzazione dei cittadini e delle istituzioni, così da evitare l’incenerimento dei materiali post-utilizzo e da ridurre progressivamente il loro conferimento in discarica dei rifiuti. È necessario che si arrivi ad un incremento delle filiere brevi del ciclo dei materiali post-utilizzo, in modo che possano essere attuati maggiori controlli e che l’intero ciclo possa essere gestito in relazione alle peculiarità sociali ed economiche di micro-aree territoriali».
    L’Isde ritiene «La realizzazione di “grandi ATO” incompatibile con tale esigenza e rispondente, viceversa, ad una logica accentratrice che allontana le scelte dalle comunità locali ed appare funzionale più alla realizzazione di grandi impianti che alla reale soluzione dei problemi».

    Acqua
    L’acqua è un elemento fondamentale e insostituibile per la vita di tutto il pianeta e per quella di ogni essere umano. È una risorsa non illimitata che «Va protetta con il risparmio e la razionalizzazione della sua distribuzione, con la salvaguardia e il risanamento degli ecosistemi e dei bacini idrici utilizzati per approvvigionamento di acque potabili, con il miglioramento del sistema degli acquedotti, del trattamento delle acque reflue e con il loro riciclo, con concrete politiche di tutela e risanamento ambientale con il controllo delle attività zootecniche e industriali ad alto impatto ambientale anche attraverso l’attuazione del Codice di buona pratica agricola (Cbpa)».

    «L’acqua è e deve rimanere un bene comune e ad ogni individuo va garantito in modo gratuito l’accesso all’acqua in misura sufficiente a garantire dignitose condizioni di vita. È necessario favorire, privilegiare e tornare in ogni modo alla gestione pubblica di questa risorsa vitale anche attraverso forme dirette di gestione comunale o di consorzio tra i comuni serviti dalle stesse fonti idriche. Le normative italiane ed europee già esistenti a garanzia della potabilità e salubrità delle acque erogate alle popolazioni devono essere attuate concretamente e migliorate in modo da garantire una sempre maggiore tutela della salute e il pieno rispetto del Principio di precauzione. Non si dovrà più far ricorso all’istituto della deroga che ha permesso di destinare a consumo umano, nell’ultimo decennio, acque con elevati livelli di sostanze tossiche e cancerogene».

    Campi elettromagnetici
    L’Isde, sulla base dei documenti ufficiali dell’European Environment Agency (EEA), che evidenziano rischi acclarati per la salute umana, e della recente classificazione da parte dell’Agenzia internazionale di ricerca sul Cancro(Iarc) dei campi elettromagnetici come cancerogeni di classe 2 B «Ritiene necessario che si emanino e dispongano norme e misure atte a ridurre – in prossimità di scuole, centri sportivi e aeree densamente abitate – l’esposizione (in specie dei bambini e dei più giovani) a questo tipo di energia non ionizzante e che si rivedano le norme che autorizzano, anche nelle scuole, le cosiddette “aree wireless”».
    L’Isde è pertanto a favore della «Realizzazione di un piano nazionale per l’installazione dei diversi sistemi e strutture di emissione dei campi elettromagnetici in modo da avere una mappa con valori certi e noti di esposizione; della promozione di campagne d’informazione e prevenzione circa i possibili danni alla salute connessi anche all’uso dei telefoni cellulari; dell’incentivazione e del sostegno di studi e ricerche indipendenti, che permettano di approfondire e incrementare le conoscenze su questo particolare fattore di inquinamento ambientale in continua espansione, vista l’enorme e rapida diffusione di sempre nuove tecnologie di telecomunicazione».

    Pratiche agricole
    L’Isde ritiene urgente e indispensabile «Incentivare le coltivazioni biologiche; sostenere programmi per una rapida eliminazione di pesticidi e fitofarmaci dalle pratiche agricole; avviare e diffondere l’agricoltura integrata anche con progetti di ricerca e riconversione al biologico. In tal senso occorre che i Piani di Sviluppo Regionali (PSR) prevedano una revisione dei disciplinari di agricoltura integrata in modo che i contributi comunitari vengano erogati solo a fronte di una effettiva e controllabile riduzione dell’utilizzo di mezzi chimici di sintesi attuata mediante sostituzione – documentata – con misure alternative. Solo in questo modo sarà possibile una concreta riduzione dei pesticidi utilizzata in agricoltura, quando, al contrario, le attuali politiche di incentivazione dell’agricoltura integrata hanno dimostrato di fallire nel loro intento, dal momento che il consumo di pesticidi e concimi chimici di sintesi non solo non si è ridotto, ma è progressivamente aumentato negli anni.»

    Per quanto riguarda l’introduzione e l’uso degli OGM ( Organismi Geneticamente Modificati) «È necessario respingere con leggi chiare ogni tentativo di introduzione degli OGM nelle pratiche agricole locali per le irreversibili conseguenze di contaminazione dell’ambiente agricolo e delle catene alimentari ed è necessario il rigoroso rispetto del Principio di Precauzione, richiedendo in attesa di evidenze scientifiche certe, che ne dimostrino la sicurezza e l’oggettiva necessità, una moratoria sulla coltivazione in pieno campo degli OGM, motivata anche sulla base dell’impossibilità, per un territorio come quello italiano, di realizzare qualsiasi tipo di misura atta ad impedire la contaminazione, inevitabile ed irreversibile, delle colture agricole tradizionali. Indipendentemente dal possibile danno alla salute, l’utilizzo degli OGM contrasta con la biodiversità e la tutela di prodotti locali ed è causa di danno all’ambiente e alle economie locali».
    «È indispensabile inoltre che la normativa nazionale relativa ai pesticidi, ai prodotti agroalimentari e agli articoli di largo consumo sia maggiormente restrittiva. In particolare l’Isde chiede legislazioni più protettive, come ad esempio in Francia, ove vige il divieto di uso della terbutilazina e negli Usa dove il clorpirifos è vietato».

    Tutela del territorio, rimboschimento e nuovi parchi
    «Arrestare la devastante e continua cementificazione del territorio italiano anche attraverso leggi che favoriscano progetti di recupero dei manufatti edilizi già esistenti; messa in sicurezza del territorio per contrastare il dissesto idrogeologico; rifiuto di ogni nuova richiesta di condono edilizio e lotta all’abusivismo edilizio. Incentivare la piantagione intensiva di alberi ad accrescimento rapido e salvaguardare, recuperare, ripristinare aree verdi, specie nelle città più grandi, allo scopo di creare parchi, zone di riposo e di intrattenimento, veri “polmoni verdi” di cui soprattutto i bambini hanno sempre più bisogno».

    Ambiente di lavoro e rischi industriali
    «È necessario un impegno crescente per l’eliminazione dei fattori di nocività presenti nei luoghi di lavoro e per l’eliminazione delle cause di infortunio, in modo speciale nel settore edilizio».
    Anche in applicazione della direttiva REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of CHemicals) concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche «È necessaria la piena osservazione del principio di sostituzione delle sostanze nocive con sostanze innocue o meno nocive».
    «È inoltre indispensabile una politica attiva di pianificazione del territorio che tenga conto della necessità di proteggere la popolazione dal pericolo di contaminazioni provenienti da aziende con prodotti di lavorazione ad alto rischio per l’ambiente, attraverso la realizzazione di piani di gestione del territorio che prevedano zone di rispetto idonee relativamente alla presenza di civili abitazioni e insediamenti umani come scuole, centri sportivi etc. È altresì necessaria l’elaborazione di Piani regionali per la bonifica dell’amianto che prevedano la sua totale eliminazione dagli ambienti di vita e di lavoro».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Diego Arbore]

  • Indigeni Digitali a Genova: aperitivo per startup del web

    Indigeni Digitali a Genova: aperitivo per startup del web

    startup ideaGiovedì 17 gennaio 2013 (ore 18.30) al Moody in via XII Ottobre si svolge un aperitivo di Indigeni Digitali, associazione che si pone come principale obiettivo la diffusione della cultura digitale e la creazione di una rete che promuova lo sviluppo di un’economia e di una cultura dell’innovazione in Italia.

    L’aperitivo è l’occasione per illustrare alcuni progetti che condividono lo spirito e le finalità dell’associazione.

    BarCamper, un progetto di creazione d’impresa per startup che si basa sulla ricerca di idee interessanti sul territorio e supporta i progetti di talenti, ricercatori, manager o liberi pensatori.

    #TTT – Twitter Tips & Tricks, un’associazione che organizza eventi in diverse città italiane per promuovere la diffusione di tematiche sociali e culturali attraverso un uso consapevole del web e dei social network.

    HootSuite, una piattaforma che consente di operare in contemporanea su diversi social network.

    Storia Nel Futuro – Silicon Valley Study Tour, un progetto di seminari rivolti a laureati e laureandi delle Università italiane, finalizzati a trasmettere la cultura imprenditoriale della Silicon Valley.

    Quota di partecipazione 13 €.

    Per partecipare è necessario iscriversi su EventBrite.

  • Coronata, rinasce il centro sportivo: due campi da calcio e servizi

    Coronata, rinasce il centro sportivo: due campi da calcio e servizi

    Via Coronata 100Nel quartiere di Coronata, sulle immediate alture di Cornigliano, l’Istituto religioso del Sorriso Francescano è proprietario di una struttura sportiva molto frequentata e di grande importanza per l’intero quartiere. Stiamo parlando di un’area di discrete dimensioni (comprende due campi da calcetto, otto spogliatoi per le squadre più uno spogliatoio per arbitri, area accoglienza con reception, zona ristoro e area interviste/fotografie), che negli ultimi anni è stata protagonista di una storia decisamente travagliata. Oggi, a tre anni di distanza dall’insediamento dell’Associazione Sportiva Calcio Liguria come gestore degli impianti, i lavori di riqualificazione hanno restituito alla città e al quartiere un polo sportivo di eccellenza.

    Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di ripercorrere questi ultmi anni di vita del centro sportivo di Coronata. Un tempo l’area era dedicata soltanto alle attività religiose poi negli anni 80 i campi polverosi e ghiaiosi si erano affermati come punto di riferimento per sportivi di ogni età del quartiere e non solo. A cavallo degli anni 90 la struttura aveva poi conosciuto una fase di lento e inesorabile declino.
    La gestione era stata affidata alle Acli, che avevano anche realizzato un circolo diventato ritrovo di pensionati. Proprio il circolo aveva a quei tempi costituito il pomo della discordia. Le attività pensionistiche delle Acli non si sposavano con gli obiettivi religiosi del Sorriso Francescano… Il “braccio di ferro” era stato vinto dalla proprietà, che si era riappropriata della struttura e aveva deciso di renderla funzionale e di rilanciarla come centro sportivo per il quartiere.

    Nei primi anni del 2000, gestito direttamente dalla proprietà, il centro sportivo era riuscito a rialzare la testa grazie soprattutto agli interventi di restyling, ma con il passare del tempo le problematiche di gestione sono nuovamente emerse: «la proprietà si era accorta – racconta Sandro Scarrone, presidente dell’Ass. Calcio Liguria – che non aveva i mezzi per poter gestire l’area sportiva  e le prenotazioni dei campi . Nonostante i dubbi e  la forte reticenza a dare la struttura in gestione considerate le esperienze del passato, il Sorriso Francescano si è con il tempo convinto che l’unica possibilità di far vivere l’area era quella di dare nuovamente in gestione l’impianto». Gli inizi , però, non sono stati semplici: «nonostante l’esperienza organizzativa, non è stato semplice per noi  identificare soggetti capaci di gestire al meglio il lavoro. C’è da dire che abbiamo trovatola struttura in condizioni pessime: docce fredde, campi logori, recinzioni ridotte a colabrodo».

    Calcio Liguria ha ottenuto la gestione dell’impianto di Coronata per 10 anni, situazione che permette ovviamente di pianificare con maggiore serenità il futuro. «Il primo passo è stato quello del totale restyling dei due campi – continua Scarrone – proprio in questi giorni si è conclusa una importante opera di ristrutturazione. La ditta Durante Impiantidi Pavia ha operato nell’area per circa 3 mesi e il risultato è stato ottimale.»

    L’obiettivo di Calcio Liguria è quello di fare in modo che tutto il Ponente cittadino si riappropri dell’intera area sportiva vivendola quotidianamente come un bene a disposizione della collettività: «alla sera i campi sono in genere occupati dall’attività istituzionale di Calcio Liguria (i campionati amatoriali a 7 giocatori ndr) – osserva Scarrone – ma durante la giornata l’area è a disposizione di tutti. Calcio Liguria intende attivare convenzioni e accordi con Enti, Federazioni, Circoscrizioni, Scuole Calcio, Società Sportive, Aziende o soggetti singoli interessati ad usufruire dell’area».

    «Vorremmo inoltre che la struttura diventasse la valvola di sfogo per tutti i ragazzi del Ponente. Tra Sestri e Sampierdarena gli spazi sportivi non sono molti, per questo desideriamo che l’area venga vissuta quotidianamente dagli appassionati per una sana partitella tra amici, per una “sgambata”, per un allenamento».

    Sandro Scarrone conclude ringraziando tutti color che hanno contribuito alla realizzazione del progetto: «Non è stato semplice identificare partner desiderosi di sposare il progetto, per cui voglio ringraziare la Banca di Credito Cooperativo di Cherasco che ha sostenuto il nostro progetto e agevolando il finanziamento. Poi voglio ringraziare pubblicamente tutti i collaboratori che, con grande sacrificio, si stanno impegnando in questo ambizioso e non semplice progetto…»

    Chi desidera ricevere informazioni circa l’attività di Calcio Liguria e dei Campi di Coronata puo contattare la Sede di Calcio Liguria, Piazza Piccapietra 83-18. Tel. 010- 59.10.90 / 346- 477.59.40/ 347- 60.51.871 . Sito internet www.calcioliguria.com – info@calcioliguria.com

  • Ora in silenzio per la pace: da 11 anni presidio a Palazzo Ducale

    Ora in silenzio per la pace: da 11 anni presidio a Palazzo Ducale

    ora in silenzio per la paceChi per lavoro o svago passa di frequente nella zona di Palazzo Ducale li ha visti di sicuro: tardo pomeriggio, un gruppo di persone radunate sulle scale del palazzo, lato De Ferrari, che restano in silenzio e reggono in mano uno striscione giallo contro ogni forma di guerra.

    Non si tratta di un’iniziativa estemporanea e saltuaria, ma di un gruppo ben organizzato che da quasi 12 anni – per la precisione, 555 ore – si raduna nella piazza centrale di Genova per sostenere attraverso il silenzio la sua idea di pacifismo.

    La manifestazione avviene ogni mercoledì dalle 18 alle 19 ed è nata subito dopo il G8 del 2001 e l’attentato alle Twin Towers di New York, che ha portato l’Italia ad aderire alla cosiddetta missione di pace in Afghanistan.

    Ogni settimana viene realizzato un volantino, distribuito a tutti i passanti per analizzare le ragioni della protesta e raccontare le tante guerre in corso nel mondo. L’ora del silenzio è un metodo di protesta non violenta adottato molte volte nella storia e nel mondo, che questo gruppo ha deciso di replicare stabilmente a Genova, proprio davanti al luogo dove si è svolto il G8 del 2001.

    Quando cominciammo non pensavamo che saremmo rimasti/e in piazza, una volta a settimana, per dodici anni; né che saremmo giunti a distribuire, settimana dopo settimana, circa duecentotrentamila volantini. Non potevamo certo interrompere la nostra protesta quando l’Italia è stata direttamente coinvolta nelle operazioni militari in Afghanistan; quando gli Stati Uniti hanno aggredito anche l’Iraq, questa volta con il pretesto della ricerca di “armi di distruzione di massa”; quando soldati italiani sono stati direttamente e pesantemente coinvolti anche in quella guerra” spiega la coordinatrice Norma Bertulaccelli.

    La protesta tuttavia non riguarda solo l’impegno militare in Medio Oriente. Ogni ora è finalizzata a sensibilizzare su un tema preciso: dalla solidarietà con i popoli siriani e palestinesi, all’adesione al movimento No Tav, fino alla denuncia dei soldi stanziati per l’acquisto di nuovi caccia F35, e così via.

    Chiunque può aderire, recandosi personalmente il mercoledì e partecipando con il proprio silenzio.

    Questo il testo del volantino che verrà distribuito oggi, mercoledì 16 gennaio 2013.

    Partono i sommergibili
    «Rapidi ed invisibili, partono i sommergibili», canticchiava Ugo Tognazzi -interpretando Il Federale di Luciano Salce, film del 1961- mentre a bordo di una scassata motocicletta affondava nel fiume che voleva arditamente attraversare. Perfetta metafora della vicenda attuale dei due sommergibili U 212 per i quali dobbiamo spendere quasi 2miliardi di euro, mentre l’Italia affonda sempre di più nella crisi economica, nella disoccupazione, nella povertà.

    La vicenda non è recente. Il programma di costruzione dei sommergibili inizia nel 1994. e già da allora era stato aspramente criticato dalla campagna Venti di Pace (da cui ha poi tratto origine la campagna Sbilanciamoci!) e da allora l’Italia ne ha realizzati due, che ha chiamato Scirè e Salvatore Todaro. Sono sommergibili d’attacco, capaci di ospitare reparti di incursori e anche -come ha fatto Israele- armamenti nucleari. Tanto rapidi non sono visto che – fortunatamente- i tempi della loro produzione si sono allungati molto, ma sicuramente invisibili sì, e soprattutto ai fustigatori della spesa pubblica.

    Quando si tratta di tagliare scuola e sanità ci vedono benissimo, ma di fronte alle spese militari non si accorgono di niente: né dei sommergibili U 212, né dei cacciabombardieri F35, né di un disegno di legge delega sulle forze armate che nei prossimi vent’anni ci farà spendere più di 230 miliardi di euro per le armi.

    Quello dei sommergibili è l’ultimo regalo avvelenato del governo Monti: un premier che non ha problemi a spendere 2 miliardi per due sommergibili, ma ne ha molti di più se deve destinare risorse al lavoro, alla scuola, alla sanità. Il suo è -come al solito- un rigore a senso unico. La spending review vale per i lavoratori, ma non per i generali e gli ammiragli come il suo ministro Di Paola. Tra l’altro si tratta -dal punto di vista operativo- di scelte inquietanti: sia i sommergibili U 212, sia i cacciabombardieri F35 sono dei sistemi d’arma buoni per l’attacco ed entrambi possono dotarsi di armamenti nucleari. Si tratta di armi per andare in guerra e non per difendere il paese, come invece prevedono l’art. 11 e 52 della Costituzione.

    Bisogna porre fine a questo assurdo spreco di risorse.

    Perché con i soldi dei due sommergibili potremmo fare tantissime cose e molto più utili, tra le quali: mettere in sicurezza 3mila scuole che non rispettano le normative antisismiche e antincendio, far nascere 1500 asili nido, avviare un programma di ammortizzatori sociali per i lavoratori precari, fare gran parte degli investimenti che sono necessari a risanare l’Ilva di Taranto.

    I soldi sprecati nei sommergibili accontentano la casta dei militari (e magari qualche faccendiere) creano pochissimi posti di lavoro e ci consegnano due battelli che saranno – fortunatamente – inutilizzati e non operativi, anche perchè poi non ci sono i soldi per la manutenzione e l’addestramento.

    Invece di far affondare l’Italia, facciamo affondare il progetto di questi due sommergibili e destiniamo le risorse risparmiate a far uscire il paese dalla crisi.

  • Aut Aut 357: festa per i quattro anni di occupazione

    Aut Aut 357: festa per i quattro anni di occupazione

    aut autMercoledì 16 gennaio 2013 il circolo Aut Aut 357 organizza un evento preliminare alla grande festa del 25 gennaio, per festeggiare i quattro anni di occupazione della sede di via Delle Fontane, gestita dal gennaio 2009 da un comitato di studenti universitari.

    Questo il programma della giornata.

    Ore 17: esposizione delle opere di Dr.ARK8 e performance di live painting sui muri della sede.

    Ore 18: aperitivo autoprodotto con birra alla spina e piatti della Gastronomia Operaia.

    L’evento proseguirà fino a sera inoltrata.

  • Servizio civile nazionale: bando 2013 dopo le elezioni?

    Servizio civile nazionale: bando 2013 dopo le elezioni?

    IL PRECEDENTE

    Gennaio 2012: la Corte di Cassazione esamina il caso di un ragazzo nato in Pakistan, che vive in Italia da 15 anni ma non ha potuto fare domanda per il servizio civile nazionale, non essendo in possesso della cittadinanza: il  ricorso di Shahzad Sayed è stato accolto con una sentenza che ha definito “discriminatoria” l’esclusione di ragazzi non italiani dal bando.

    Nelle motivazioni della sentenza si legge che “l’uso del termine “cittadino“, previsto tra i requisiti necessari per l’accesso al servizio civile nazionale, va inteso non con riferimento al soggetto munito di cittadinanza ma al soggetto che appartiene in maniera stabile e regolare alla comunità e che in quanto tale può vedersi esteso anche a lui il dovere di difesa della patria, quale dovere di solidarietà politica, economica e sociale ex articolo 2 della Costituzione“.

    Il Ministro Andrea Riccardi (con delega alla Cooperazione internazionale e l’Integrazione) ha presentato a sua volta un ricorso dopo pochi giorni, per evitare che il bando fosse invalidato e venisse impedito l’avvio del servizio civile per i volontari già selezionati dai colloqui.

    FEBBRAIO 2012: se il ricorso del Ministero ha reso possibile l’avvio in servizio dei volontari, l’inizio di tutti i progetti sul territorio nazionale viene scaglionato nel corso dell’anno, perché la scarsità di fondi impedisce di retribuire con regolarità i volontari.

    APRILE – AGOSTO 2012: nel corso dei mesi si alternano voci su un possibile stop definitivo al bando di servizio civile, a causa dei finanziamenti sempre più esigui ai progetti. A giugno l’Assessore Regionale alle Politiche Sociali Lorena Rambaudi comunica ufficialmente che non uscirà alcun bando per il 2012, mentre è molto probabile l’apertura di un nuovo bando nella primavera 2013.

    31 OTTOBRE 2012: scade il termine per gli enti che vogliono presentare progetti di servizio civile in vista del bando nazionale 2013.

     

    IL PRESENTE

    Il 2012 è trascorso senza che sia stato emesso alcun bando di servizio civile nazionale, per la prima volta da quando è stato istituto con la legge 64 del 2001.

    Si prevede l’apertura di un bando ad aprile 2013, ma non ci saranno certezze fino a dopo le elezioni del 24-25 febbraio e l’insediamento del nuovo governo. Questo per due ragioni, come ci spiega Sandra Bettio, responsabile Arci Servizio Civile Genova: «La sentenza dello scorso anno obbliga l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile ad ammettere al prossimo bando anche cittadini stranieri, senza attendere la modifica della legge. Inoltre si dovrà attendere il risultato delle elezioni politiche, per capire da chi sarà composto il nuovo governo e quali saranno le intenzioni per sostenere il servizio civile».

    La campagna elettorale è in pieno svolgimento, ma nessun movimento politico ha inserito esplicitamente nel programma il sostegno al servizio civile (le uniche iniziative in merito sono da parte di singoli parlamentari). A questo scopo Arci Servizio Civile ha preparato un appello dal titolo Un’alleanza per il futuro, da sottoporre ai candidati e ai membri del futuro governo, una volta che sarà insediato. Temi chiave dell’appello, sottoscritto in un convegno dello scorso dicembre a Firenze, sono:
    1- servizio civile accessibile a tutti coloro che vogliono partecipare (eliminare dunque i requisiti di accesso, a partire da quello di cittadinanza);
    2- modificare la legge per garantire un impegno finanziario stabile da parte dello Stato, per evitare che di anno in anno i fondi per il servizio civile subiscano variazioni sostanziali;
    3- lo Stato deve farsi promotore della difesa della patria con mezzi non militari, come previsto dalla legge istitutiva del servizio civile, in particolare stanziando adeguati fondi per ogni forma di difesa civile, rispetto a quelli per la difesa miliare;
    4- promuovere la difesa della patria e la cittadinanza attiva quali obiettivi principali del servizio civile, che deve essere anzitutto un’esperienza di educazione alla pace e alla non violenza.

    L’unica certezza in merito è invece per il bando regionale, ossia un bando che esula dal servizio civile nazionale ma viene stabilito in base alle leggi di ciascuna Regione sul tema. Il bando della Liguria è da poco stato pubblicato ed è stato presentato un invito agli enti che vogliono aderire al progetto. A differenza del bando di servizio civile nazionale, i bandi regionali sono aperti anche a ragazzi minorenni (studenti delle scuole superiori), con cittadinanza non italiana e – caso unico in Liguria – con precedenti penali.

     

    Marta Traverso
    [foto di Roberto Manzoli]

  • S.Maria di Castello: una zona del centro storico da riqualificare

    S.Maria di Castello: una zona del centro storico da riqualificare

    Un’assemblea aperta a tutta la cittadinanza per discutere con gli amministratori pubblici le problematiche più sentite dagli abitanti, in particolare di quella porzione più antica del centro storico genovese, la collina del Castello. L’iniziativa, organizzata dall’Assest Associazione Centro Storico Est, in collaborazione con la parrocchia di San Torpete e l’Associazione Ludovica Robotti, si è svolta il 19 dicembre scorso presso la chiesa di Santa Maria di Castello e ha visto la partecipazione del Vicesindaco, Stefano Bernini e dell’assessore a Legalità e Diritti, Elena Fiorini.

    «È stato un incontro preliminare, tra qualche mese ci confronteremo nuovamente – spiega il presidente di Assest, Giancarlo Bertini – la nuova amministrazione comunale per la prima volta ha incontrato i cittadini. L’impressione è positiva perché hanno ascoltato le nostre istanze».

    Al centro della discussione alcuni aspetti negativi, quali il degrado del territorio e la diffusione del commercio abusivo, precise richieste, come la tutela del diritto al riposo notturno e una maggiore presenza di vigili urbani e forze dell’ordine, ma anche concrete proposte, in primis il rilancio del turismo e l’inserimento della zona nei percorsi culturali della città.

    «L’assenza di legalità, purtroppo, non si manifesta solo con frequenti episodi di microcriminalità (piccolo spaccio, reati predatori, ecc.) – continua Bertini – In questo senso il “mercatino” di via Turati, che attualmente continua ad operare a pieno regime, è l’emblema di una parte della città che va assumendo i contorni di zona franca». Per questo, oltre a una maggiore presenza della polizia municipale «Sarebbe utile avere un ufficio dei vigili urbani nel quartiere», aggiunge Bertini.

    Tra le criticità l’ormai famosa movida è sempre ai primi posti «Purtroppo alcuni locali non rispettano la dignità delle persone che vivono nei dintorni – sottolinea Bertini – E poi, dopo la chiusura di bar e circoli, spesso e volentieri, gli schiamazzi continuano per le strade».

    Inoltre, i residenti del centro storico hanno evidenziato l’impoverimento del quartiere «Il simbolo sono le serrande abbassate – spiega il presidente – Numerosi esercizi commerciali hanno già chiuso e altri si apprestano a farlo. Andando avanti di questo passo i caruggi diventeranno deserti di giorno, per rianimarsi solo durante le ore notturne».

    Assest e molti residenti, invece, sono convinti che questa porzione del centro storico possegga tutte le carte in regola per un rilancio basato sul turismo. «Noi abbiamo sempre espresso il desiderio che il patrimonio storico-artistico di questa parte del centro storico venga incluso nei percorsi turistico-culturali – continua Bertini – Quindi non solo Via Garibaldi, via San Lorenzo e Porto antico ma anche la zona di Santa Maria di Castello, Porta Soprana, la casa di Mameli, ecc., sono risorse da valorizzare a dovere».

    D’altra parte l’associazione non sta con le mani in mano e anzi, da lungo tempo, cerca di sviluppare attività di promozione culturale «Da ormai 7 anni presso Santa Maria di Castello organizziamo i “Mercoledì del Castello” – aggiunge il presidente di Assest – e regolarmente una cinquantina di persone partecipa agli incontri».

    «Abbiamo trovato disponibilità da parte degli amministratori pubblici – conclude Bertini – speriamo non sia solo di facciata, ma staremo a vedere. Le cose non possono cambiare radicalmente, nel giro di un paio di mesi, sono processi lunghi, però, l’importante è aver avviato un dialogo».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Genova Cornigliano: orto sinergico a Valletta Rio San Pietro

    Genova Cornigliano: orto sinergico a Valletta Rio San Pietro

    Siviglia, orto collettivoIl metodo di agricoltura sinergica è stato ideato in Spagna da Emilia Hazelip e si basa sull’assunto che il suolo sia un organismo autonomo in grado di auto-rigenerarsi: mentre la terra fa crescere le piante, queste creano a loro volta suolo fertile attraverso il rilascio di residui organici dalle radici (microrganismi, batteri, funghi, etc).

    La coltivazione sinergica si basa dunque su un rispetto assoluto delle condizioni naturali del suolo: se nell’agricoltura “tradizionale” il terreno è arato e modificato a seconda delle stagioni, le colture sinergiche sono invece permanenti e avvengono in aiuole rialzate di circa 30-40 cm rispetto al terreno su cui gli agricoltori camminano e lavorano. Le piante inoltre non vengono estirpate, ma tagliate in modo che le radici si decompongano naturalmente nel terreno, rilasciando gli organismi che ne alimentano la fertilità.

    Questo il metodo portato avanti dall’associazione nazionale Terra! Onlus, che ha base a Genova ma ha contribuito a creare orti sinergici in numerose città italiane. Dal 2004 opera a Vesima, dove è stato creato il primo orto sinergico, mentre dal 2011 Terra! è attiva anche nel quartiere di Cornigliano.

    La referente genovese di Terra! Giorgia Bocca ci illustra il progetto: «Facciamo parte della rete Yepp!, con cui abbiamo ideato un progetto di orto collettivo per la riqualificazione di Valletta San Pietro: al nostro arrivo era un roveto degradato e abbandonato a sé stesso, abbiamo iniziato pian piano a riqualificarlo. Lo spazio è gestito da un gruppo informale, persone che singolarmente o in gruppo coltivano un pezzetto di orto, con un coordinatore che ne supervisiona le attività».

    Tra i progetti futuri un laboratorio didattico con le scuole di Cornigliano e Sestri Ponente, che partirà probabilmente ad aprile 2013, e corsi di autosostentamento per chi vuole vivere in maniera più sostenibile: «Il coinvolgimento delle persone parte da una corretta informazione sulle possibilità e alternative che ci sono nelle scelte quotidiane: chi vuole contribuire come volontario a Terra! deve anzitutto essere beneficiario delle attività che vengono svolte».

    Quanto è importante il legame con le istituzioni per proseguire in questo progetto? «A breve presenteremo al Municipio e alla Società per Cornigliano un progetto di maggiore intervento su Valletta San Pietro, curato dall’architetto Silvia Cama, in vista del Festival degli orti sinergici 2013 che si terrà a metà luglio. Il contributo delle istituzioni è fondamentale, ma la cittadinanza attiva parte anzitutto dal “parlare con il vicino di casa”, che è paradossalmente l’obiettivo più difficile da raggiungere: quando abbiamo iniziato la riqualificazione del parco, gli abitanti della zona ci guardavano dalla finestra, nessuno faceva domande; poi qualcuno ha iniziato a scendere, uscire di casa e parlare con noi; dopo qualche tempo, grazie a un lento e costante passaparola, tutto il quartiere sapeva di noi e molte persone volevano dare una mano. Anche per questa ragione, lo scorso anno, abbiamo deciso di spostare il Festival degli orti sinergici da Vesima e Cornigliano: la partecipazione del quartiere – sia i singoli abitanti sia scuole, Municipio, Arci e associazioni – è stata molto attiva e numerosa».

    Per contribuire alle attività di Terra! è possibile aderire inviando una mail a genova@terraonlus.it.

    Marta Traverso

  • Val Bisagno: bando per associazioni e progetti con i giovani

    Val Bisagno: bando per associazioni e progetti con i giovani

    Torrente BisagnoIl Comune di Genova ha aperto un bando per finanziare associazioni e progetti che coinvolgono i giovani, da destinare a realtà che operano nei Municipi Bassa e Media Valbisagno, ossia le zone colpite dall’alluvione del novembre 2011: i finanziamenti previsti sono per un importo massimo di 22.250 € per ciascun Municipio.

    Possono fare domanda associazioni che presentino progetti capaci di coinvolgere giovani e prevedano dei tutor, su varie attività: banca del tempo, cura degli spazi verdi, riordino dei luoghi alluvionati, progetti per la comunità e le fasce fragili. I progetti dovranno durare quattro mesi e coinvolgere ragazzi di età compresa tra i 18 e i 30 anni, italiani e non, residenti nel Comune di Genova. I ragazzi individuati per partecipare al progetto dovranno essere presenti alle iniziative per almeno il 75% della durata e riceveranno un rimborso di 300 €.

    Le domande per i finanziamenti possono essere presentate entro le ore 12 di lunedì 21 gennaio 2013, in busta chiusa al Comune di Genova – Archivio Generale e Protocollo, piazza Dante 10. Requisito per fare domanda è essere associazioni di promozione sociale costituite da non meno di 24 mesi e iscritte da almeno 12 mesi nel registro/albo nazionale o regionale di riferimento. Il materiale da portare è scaricabile dal sito del Municipio (www.municipio4mediavalbisagno.comune.genova.it).

    Scopo dell’iniziativa è coinvolgere i ragazzi, soprattutto quelli che non appartengono a nessun tipo di associazione, nella vita della propria comunità e nella cura dei luoghi in cui vivono.

    I progetti dovranno essere avviati entro 60 giorni dall’individuazione delle associazioni vincirici del bando e avranno durata sino al completamento dell’attività prevista, entro e non oltre il 31 ottobre 2013.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Forti di Genova: escursione a Levante con Trekking Italia

    Forti di Genova: escursione a Levante con Trekking Italia

    Domenica 30 dicembre 2012 nuovo appuntamento a cura della sezione genovese di associazione Trekking Italia, che propone un’escursione sui Forti di Levante.

    L’appuntamento è alle 8 in piazza Guicciardini a Marassi, la partenza è prevista per le 8.15 e durerà l’intera giornata. Queste le tappe: Forte Ratti – Forte S.Tecla – Madonna del Monte.

    Per maggiori informazioni telefonare al numero 338 3936939.

  • Corsi di cucina a Genova: Zenzero, laboratori e torneo

    Corsi di cucina a Genova: Zenzero, laboratori e torneo

    seitanIn vista dell’anno nuovo, il Circolo Arci Zenzero di via Torti propone una prima serie di corsi di cucina di primo livello: dieci incontri con uno chef professionista, supportati da schede teoriche e ricette.

    Il laboratorio è così articolato: 01 antipasti caldi; 02 antipasti freddi; 03 salse calde e fredde; 04 paste fresche; 05 pesto, gnocchi e crespelle; 06 zuppe e risotti; 07 cottura del pesce nostrano; 08 cottura delle verdure; 09 cottura delle carni; 10 pasta frolla e pasta beignet.

    Gli incontri si terranno il lunedì o martedì dalle 21 alle 23 presso il circolo, con inizio il 14 gennaio. La quota di partecipazione è 285 € (maggiorata di 15 € per i non iscritti Arci) comprensiva delle spese dei materiali di consumo, delle schede tecniche e degli ingredienti. Il laboratorio terminerà con una cena di fine corso, preparata dagli iscritti e aperta ai soci su prenotazione.

    Il Circolo ospiterà inoltre il campionato di cucina 2013, un torneo a squadre che inizierà il prossimo 24 gennaio, ogni giovedì a partire dalle 20.45, nel corso di una cena cui i soci del circolo potranno partecipare, votando i piatti migliori. Ogni squadra sarà composta da tre persone e sarà possibile iscriversi entro giovedì 10 gennaio (quota di partecipazione 20 € a persona).

    Per info e prenotazioni telefonare al numero 349 4968176.

  • Angeli alle fermate Genova: un libro racconta l’associazione

    Angeli alle fermate Genova: un libro racconta l’associazione

    Angeli alle fermateDomenica 23 dicembre 2012 alle 16, presso il laboratorio sociale di vico Papa alla Maddalena, avrà luogo la presentazione di un libro che racconta le attività dell’associazione Angeli alle fermate: dopo 3 anni di vita a Genova e 6 a Bologna, 270 pagine per rivivere le storie raccolte dagli “angeli” durante le loro uscite notturne.

    Questa la scheda di introduzione al testo.

    Durante quelle lunghe notti, esposti a tutte le intemperie del caso, abbiamo conosciuto tanti esseri umani che popolano le fermate di notte. Chi ci passa e basta, chi ci vive, chi vi cerca la felicità o solo un po di compagnia, chi ci passa ma vorrebbe fermarsi, chi è fermo da tempo e vorrebbe ripartire.

    Storie allegre, storie tristi, ricordi, sogni, pezzi di vita intima, dolori, confessioni, segreti. I passeggeri alle fermate ci hanno raccontato di tutto, col cuore in mano, e così noi angeli abbiamo deciso di dare spazio a queste storie, viste attraverso i nostri occhi, e di stamparle.

    Un libro scritto a tante mani, o a tante ali, che dir si voglia. tanti racconti, spassosi, malinconici, intensi, da portarsi in treno o dal barbiere, in posta o al bar, quando aspettare può diventare un momento pieno e non una perdita di tempo, come l attesa del bus, che a volte, insieme agli angeli, è diventata più leggera, scherzosa, divertente e magica.

    Perchè il progetto degli angeli alle fermate possa riprendere, perchè gli angeli tornino a posarsi, come fiocchi di neve, sulle pensiline fredde e monotone di questa nostra stupenda città.

    Per acquistare una copia del libro e sostenere le attività dell’associazione è ufficiostampa@angeliallefermate.it.

  • Biblioteca Genova: Legambiente, oltre duemila libri itineranti

    Biblioteca Genova: Legambiente, oltre duemila libri itineranti

    LibreriaQualche tempo fa su Era Superba vi parlavamo di come il web può essere uno strumento utile per valorizzare le piccole librerie di Genova. A seguito di questo articolo siamo venuti a conoscenza di un’altra iniziativa molto interessante sul nostro territorio: si tratta del progetto BEAT di Legambiente, acronimo di Books Environmental Activities in Town, curato da quattro giovani volontari dell’associazione.

    Di cosa si tratta? Una biblioteca con oltre 2.000 testi, nata con l’obiettivo di incrementare l’accessibilità dei cittadini ai libri e alla lettura su due fronti: da un lato la biblioteca “fissa”, allestita presso la sede regionale di Legambiente Liguria (via Caffa 3/5b) e una “Carovana dei libri” costituita da un carretto fatto con materiali di recupero e una bici che gira per la città in piazze, mercati, parchi e altri contesti urbani di condivisione comune, proponendo giochi, rappresentazioni teatrali e noleggio libri. Eventi che non riguardano solo la lettura, ma in senso più ampio l’informazione sulle tematiche ambientali e la cultura dell’ambiente.

    Tra ottobre e dicembre si sono svolte iniziative in vari quartieri della città, a breve sarà disponibile un calendario di eventi tra gennaio e marzo 2013. È invece sempre possibile accedere alla consultazione e al prestito dei libri presso la sede di Legambiente, aperta al pubblico nei giorni feriali (lunedì e venerdì ore 9-12; martedì, mercoledì e giovedì ore 15-18): si possono consultare fino a 6 testi contemporaneamente e prendere in prestito fino a 2 testi, per 30 giorni rinnovabili di altri 15. Analogamente, chiunque voglia donare libri o riviste per incrementare il catalogo ha la possibilità di farlo.

    L’accesso alla biblioteca è subordinato alla sottoscrizione della tessera e all’essere soci di Legambiente (è possibile iscriversi in loco).

    Il progetto è finanziato dall’Unione Europea, attraverso il programma Gioventù in Azione e curato dall’agenzia europea EACEA (Education, Audiovisual and Culture Agency Executive Agency).

    Marta Traverso

  • Giornata d’azione contro il razzismo: fermiamo la strage dei migranti

    Giornata d’azione contro il razzismo: fermiamo la strage dei migranti

    Il 18 dicembre ricorreva la giornata d’azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati.

    «Oltre ad esigere la ratificazione o applicazione della Convenzione per i diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie (firmata il 18 dicembre 1991), quest’anno consideriamo importante dare visibilità e denunciare collettivamente la tragedia che, quotidianamente, si consuma alle frontiere – spiegano in un volantino le associazioni Cgil, Arci, Acli, Auser, Libera e Senza Paura – Ogni giorno migliaia e migliaia di migranti muoiono o scompaiono nel viaggio verso un futuro migliore. Due situazioni, tra le molte che esistono, ci hanno portato a dare priorità a questo argomento. Da una parte la lotta che stanno facendo i familiari dei giovani tunisini che esigono dagli stati italiano e tunisino e dall’Unione Europea la verità sulle circostanze in cui sono morti o scomparsi i loro figli nel mare mediterraneo, uno dei mari più controllati del mondo. Dall’altra la tenacia delle famiglie centroamericane che da anni organizzano la “carovana della dignità” lungo la frontiera alla ricerca dei loro cari scomparsi in transito per il Messico».

    Il 21 dicembre 2012, dalle 16.30 alle 18.30, Cgil, Arci, Acli, Auser, Libera e Senza Paura hanno organizzato nelle piazze principali della città (San Lorenzo, De Ferrari, Piccapietra) una diffusione itinerante del volantino sopra citato per rappresentare efficacemente la tragedia che quotidianamente si consuma alle frontiere o nel nostro mar Mediterraneo.

    «L’obiettivo è che nuovamente il 18 dicembre 2012 si uniscano tutte le campagne che si stanno realizzando nel mondo su questa tematica e che la giornata d’azione globale diventi ancora quello spazio unitario per far sentire con forza un urlo di protesta che esiga verità e giustizia per i migranti morti o scomparsi nel nulla – sottolineano le associazioni – Ciò che accomunerà tutte queste iniziative sarà il logo della giornata che è possibile scaricare dal sito web www.globalmigrantsaction.org».

    Lo scopo della giornata d’azione globale è «Contribuire a dare maggiore visibilità alle attività che quotidianamente già si fanno in difesa dei diritti dei migranti concludono Cgil, Arci, Acli, Auser, Libera e Senza Paura – e favorire la costruzione di un movimento globale dei migranti e di chi li sostiene».