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  • Trasporto ferroviario: in Liguria i pendolari sono cittadini di serie B

    Trasporto ferroviario: in Liguria i pendolari sono cittadini di serie B

    «Fateci uscire dalla preistoria», è lo slogan dei volontari di Legambiente che hanno manifestato ieri insieme ai pendolari di Roma, Padova, Foligno, Pinerolo, Napoli, Viareggio, Lucca, Pistoia, Prato, Firenze, Bologna, Genova, Ancona e Caltagirone.
    Quattordici appuntamenti in altrettante stazioni d’Italia, dal Veneto alla Sicilia, per sottoporre all’attenzione del governo la situazione di degrado in cui versa il trasporto pendolare: lo stato di abbandono di molte stazioni, la vetustà dei treni, la soppressione delle corse e persino di intere linee (12 in Piemonte!), i ritardi e il conseguente sovraffollamento, l’incertezza dei finanziamenti e del futuro di un settore che interessa quasi tre milioni di cittadini. Sono, infatti, 2 milioni 903 mila le persone che, nel nostro paese, ogni mattina prendono il treno per andare a lavorare o a studiare. Ogni sera lo riprendono per tornare a casa.

    Passeggeri inesistenti, però, nel dibattito pubblico, come mette in evidenza Legambiente nel suo rapporto “Pendolaria 2012”. Cittadini di serie B per la politica nazionale dei trasporti, che da oltre dieci anni premia la strada a danno della ferrovia come ben dimostra la suddivisione dei finanziamenti della Legge Obiettivo 2002-2012: 71% delle risorse per strade e autostrade, 15% per le ferrovie e 14% per le reti metropolitane. Anche quest’anno, alla crescita costante del numero di pendolari in Italia governo e amministrazioni regionali hanno risposto con tagli ai servizi, aumenti del costo dei biglietti in tutte le regioni e incertezze sugli investimenti, con effetti rilevanti sulla qualità del servizio.

    Confrontando il trasporto pubblico ferroviario delle varie regioni italiane, il quadro che emerge in Liguria è disarmante: sono 105 mila i passeggeri liguri che ogni giorno scelgono il treno per spostarsi; la nostra regione stanzia per l’erogazione del servizio su rotaia solo lo 0,44% del bilancio regionale 2012 (rispetto allo 0,51% della Lombardia, piuttosto che lo 0,96% dell’Emilia Romagna) che si traduce in una spesa media di 4,49 euro per abitante all’anno (in Lombardia la spesa media annuale per abitante è di 11,92 euro; in Toscana di 9,01 euro).

    «I numeri che emergono dal nostro dossier sono preoccupanti – spiega Legambiente Liguria – Gli enti locali e chi eroga il servizio devono dare certezze ai cittadini. È necessario che la regione dimostri il suo peso politico rinegoziando il contratto di servizio che ha stipulato con Trenitalia nel 2009 perchè non tutela l’utenza. L’emergenza neve ne è una dimostrazione lampante ed è impensabile si debba ricorrere alla Procura, ormai costantemente, sperando possa far rispettare il diritto alla mobilità che si esplica con un servizio decoroso».

  • Casa occupata Giustiniani, sgombero e arresti: presidio a San Lorenzo

    Casa occupata Giustiniani, sgombero e arresti: presidio a San Lorenzo

    Via dei Giustiniani casa occupataMercoledì 12 dicembre alcuni tra i presenti nella casa occupata Giustiniani 19, nell’omonima via del centro storico a Genova, hanno ricevuto la notifica di una serie di misure cautelari preventive (4 arresti domiciliari, 7 obblighi di firma giornalieri) a seguito di atti compiuti durante lo sgombero del 7 agosto 2012.

    Per questa ragione mercoledì 19 dicembre (ore 16.30) si terrà un presidio in piazza San Lorenzo per sostegno a queste persone ed esprimere la contrarietà alle misure preventive, che secondo gli organizzatori dell’evento «vengono date non in quanto “sanzione” dei reati commessi, ma come “prevenzione” di reati ancora da compiere: si tratta infatti di misure cautelari preventive, disposte per impedire la reiterazione del reato e per “sorvegliare e punire” coloro che dimostrano di avere un comportamento che non può essere “corretto” altrimenti».

    L’occupazione di Giustiniani 19 è solo uno dei numerosi atti – organizzati da collettivi, gruppi spontanei o movimenti anarchici – allo scopo di rivendicare il diritto alla casa.

  • Bando Che fare: tra i finalisti l’associazione Forevergreen.fm

    Bando Che fare: tra i finalisti l’associazione Forevergreen.fm

    Concerto musica liveAlcuni mesi fa è stato indetto il bando Chefare a cura dell’Associazione Doppiozero: un concorso di idee per progetti culturali, scaduto lo scorso 2 novembre, che mette in palio 100.000 euro al vincitore.

    La valutazione e scelta della proposta più interessante avviene secondo tre fasi: una prima scrematura degli oltre 600 candidati da parte di un comitato tecnico, che porta alla selezione di 32 progetti; una votazione online per decretare i 5 finalisti; infine la scelta definitiva del progetto vincitore, che sarà proclamato il 29 gennaio 2013.

    La prima fase è già avvenuta e fra i 32 progetti arrivati in finale ve n’è uno solo genovese: si tratta dell’associazione culturale Forevergreen.fm, fondata circa un anno fa e nota in città perché da qualche tempo organizza il festival di musica elettronica Electropark presso la Sala Dogana di Palazzo Ducale.

    Come ci spiega Alessandro Mazzone, l’idea che ha spinto Forevergreen.fm a partecipare al bando va oltre il progetto più strettamente musicale: «Chefare rappresenta un “distacco” da quanto abbiamo fatto finora: è un progetto parallelo rispetto alle nostre attività correnti, che vuole portarci a fare il salto di qualità attraverso la costituzione di un’impresa sociale. Vogliamo creare una rete di professionisti dell’organizzazione di eventi culturali, attraverso una piattaforma dove il pubblico stesso può segnalare quale genere di evento vorrebbe e dove, così che artisti e addetti ai lavori si impegnino nel realizzare qualcosa che il pubblico stesso ha richiesto. Scopo della piattaforma è aiutare chi vuole organizzare eventi culturali complessi e articolati, mettendo in relazione gli artisti, chi gestisce le location, gli organizzatori e il pubblico stesso».

    La votazione online avviene sul sito che-fare.com entro il 13 gennaio 2013 e il progetto di Forevergreen.fm è il numero 18. L’associazione ha inoltre in programma di organizzare due incontri informativi per illustrare il progetto a chi vuole sostenerli con il proprio voto, uno a Genova e uno a Milano, che si terranno presumibilmente nelle prossime settimane.

    In aggiunta al bando, quali sono i progetti presenti e futuri dell’associazione? «Prima ancora della nascita dell’associazione, ci impegnavamo in modo informale in attività di spettacolo e promozione di artisti emergenti: in particolare il festival Forevergreen, di cui ci sono già state tre edizioni presso una cascina rurale in Lombardia, ed Electropark a Palazzo Ducale. Inoltre diamo molta importanza all’aspetto didattico: nei nostri eventi ci sono sempre workshop e momenti di formazione, ai quali teniamo molto. Al momento stiamo lavorando alla quarta edizione di Forevergreen Festival e alla terza edizione di Electropark, che si svolgerà tra aprile e ottobre 2013 in un’altra location e con un programma differente rispetto al passato, e che come lo scorso anno avrà un bando di concorso abbinato».

    Marta Traverso

    [foto di Constanza Rojas]

  • Genova Brignole e Principe: flash mob in bici per le ciclostazioni

    Genova Brignole e Principe: flash mob in bici per le ciclostazioni

    Una nuova iniziativa a cura del Circolo Amici della Bicicletta, che oltre a organizzare eventi e iniziative legate al trasporto su due ruote, si batte per una maggiore sicurezza di chi sceglie la bici per spostarsi in città.

    L’ultimo obiettivo raggiunto è una delibera del Comune di Genova che esenta dalla tassa di occupazione suolo pubblico gli esercizi commerciali che installeranno le rastrelliere, un primo passo per aumentare il numero dei cicloposteggi in città.

    Sabato 15 dicembre 2012 (ore 8.30) il Circolo aderirà a un’iniziativa di Pendolaria, campagna di Legambiente in difesa del trasporto pubblico, e organizza un flash mob in bicicletta tra le stazioni Brignole e Principe per chiedere un nuovo tipo di intervento, ancora poco conosciuto a Genova, ma già consolidato in altre città italiane, soprattutto in Lombardia, Veneto e Toscana: la ciclostazione.

    Di cosa si tratta? Molte persone usano in modo combinato bicicletta e treno per gli spostamenti urbani sulle medie distanze (oltre i 5 km), ma ciò comporta spesso il problema del parcheggio sicuro della bici in prossimità delle stazioni. Le ciclostazioni sono strutture interne o adiacenti alle stazioni ferroviarie, dove è possibile lasciare la bicicletta al coperto e in un luogo custodito (dietro pagamento della sosta), con la disponibilità anche di servizi accessori quali: compressore per il gonfiaggio gomme, officina per le piccole riparazioni, noleggio di bici e uno sportello per le informazioni.

    In concomitanza dei lavori di rinnovo di Brignole e Principe, il flash mob vuole chiedere che la trasformazione delle due principali stazioni genovesi porti anche alla realizzazione di ciclostazioni.

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Genova Quarto: corso di teatro per bambini, ragazzi e adulti

    Genova Quarto: corso di teatro per bambini, ragazzi e adulti

    Teatro GarageL’Associazione al Centro del Movimento, creata da pochi mesi da Enrica Monopoli a Genova Quarto, organizza corsi di benessere personale attraverso il teatro.

    Enrica, titolare di un negozio di merceria nel quartiere genovese, ha ridimensionato la sua attività per dare spazio a questo progetto rivolto a bambini, ragazzi e adulti. Scopo del laboratorio è partire dal corpo per raggiungere la voce, le idee, l’espressione artistica.

    Al momento è possibile iscriversi a due corsi:
    laboratorio motorio teatrale per bambini dai 3 ai 6 anni (il sabato dalle 10 alle 11, che ripartirà a gennaio 2013);
    – corso di teatro-movimento per adolescenti (il martedì dalle 18.30 alle 20.30), a cura della dottoressa in Psicologia Camilla Lupattelli e dello studente Paolo Robbiano;
    laboratorio di teatro espressione per adulti e anziani.

    I corsi si terranno in via Redipuglia 54r, per partecipare è necessario versare una quota di iscrizione all’associazione di 40 € e a seguire la quota relativa al corso prescelto. Per informazioni contattare alcentrodelmovimento@gmail.com oppure telefonare ai numeri 010 3071169 o 347 5884515.

  • Cornigliano, progetto YEPP: l’impegno dei giovani per il quartiere

    Cornigliano, progetto YEPP: l’impegno dei giovani per il quartiere

    Cornigliano
    Promosso in Italia dalla fondazione piemontese Compagnia di San Paolo, il progetto YEPP approda prima in Piemonte (dal 2003 a Torino Mirafiori, Porta Palazzo, Falchera, poi nelle Langhe e nel cuneese) e poi arriva in Liguria nel 2007. Quattro i siti principali nella nostra regione: oltre a Cornigliano, nello spezzino e nel savonese, ad Albenga e Loano. L’esperienza di Genova fa parte della cosiddetta fase 2 di YEPP, ovvero di “diffusione e replicabilità”, dopo la fase di sperimentazione avviata nel 2001. Peculiarità del progetto è quella di essere realizzata sempre in aree geograficamente limitate, in modo da essere più efficace.

    Non tutti sanno che è attivo a Cornigliano, ormai dal 2007, un progetto di “sviluppo di comunità” attuato dai giovani per il rilancio e la riqualificazione delle aree urbane degradate. Si chiama progetto YEPP (Youth Empowerment Partnership Programme), un’iniziativa nata nel 2001 per volontà di fondazioni internazionali (tra le altre, l’associazione INA della Freie Universität di Berlino e NEF, Network of European Foundations), presente in vari paesi europei, tra cui Belgio, Bosnia Herzegovina, Finlandia, Germania, Irlanda, Italia, Polonia e Slovacchia.

    Oggi, a cinque anni di distanza dalla presentazione del progetto per Cornigliano, sono pochi i genovesi che sanno che cosa sia di fatto questo YEPP e quali siano nello specifico le sue attività. Eppure l’iniziativa coinvolge, oltre ai giovani del quartiere, ben 15 associazioni del Ponente, dall’organizzazione di concerti, all’attività didattica.

    Abbiamo incontrato il coordinatore di YEPP Cornigliano, Ferdinando Barcellona, e Giulia Cassinelli, dell’Associazione La Stanza. Proviamo a fare luce su come opera YEPP e sui progetti che realizza.

     

    I PIANI OPERATIVI

    Come ci racconta Ferdinando Barcellona, «obiettivo del progetto è non tanto quello di lavorare per i giovani, quanto di lavorare con i giovani». Per questo, anche YEPP  Cornigliano ha realizzato dal 2007 tre Piani Operativi, l’ultimo dei quali sarà ultimato tra poco. Si tratta di programmi in cui enti pubblici (Comune di Genova e Municipio VI Medio Ponente), le 15 associazioni locali e i ragazzi di Cornigliano propongono nuovi progetti da realizzare.
    I finanziamenti sono stanziati da Regione Liguria e dalla Compagnia di San Paolo.

    Dai documenti ufficiali di YEPP Cornigliano, risulta che nel 2008 i costi per le linee progettuali ammontavano a € 103.913.10; per coprirli, la rete ha ricevuto un contributo di € 20.000 da parte della Regione Liguria e di € 83.913,10 dalla Compagnia di San Paolo. Anche per l’anno successivo si parla più o meno delle stesse cifre: un totale di € 100.138, di cui € 24.000 stanziati dalla Regione e il resto dalla Compagnia di San Paolo. Per l’ultimo piano 2011-2012, invece, la Regione non ha emesso finanziamenti. Come di dice lo stesso Ferdinando Barcellona: «I Piani operativi in questi anni sono stati finanziati prevalentemente dalla Compagnia di San Paolo. Abbiamo poi effettuato attività di fundraising con la partecipazione a due bandi della Regione Liguria nel 2008-2009. Inoltre, il Municipio e la Società per Cornigliano sostengono YEPP attraverso l’utilizzo di spazi in modo gratuito. In questo momento, a conclusione del piano 2012, siamo in fase di valutazione e a breve ridefiniremo nuovi obiettivi per il prossimo anno».

     

    I PROGETTI

    Ad essere attualmente attivi sono 4 progetti su 5: Lavorare Stanka?, Tank TV, Villaggio di YEPP, Cornigliano Mon Amour. Youth Bank, sperimentata nel 2009, al momento non è attiva, ma l’intenzione è di riprenderla nel 2013. Tutte le attività sono svolte presso l’Infopoint di Cornigliano. Ecco i progetti, in dettaglio:

    “Lavorare Stanka?” è rivolto ai giovani (16-28 anni) del quartiere, lavoratori o in cerca di occupazione. Il progetto prevede la creazione di un apposito spazio di ascolto, il Job Club, in cui i ragazzi discutono “inter pares” di lavoro: i coordinatori sono un gruppo di giovani che aiuta i coetanei a entrare in contatto con le realtà lavorative del Ponente.

    Inoltre, YEPP promuove anche un progetto multimediale a livello internazionale, l’Empower Media Network. A Cornigliano, in particolare, è stata creata Tank Tv, web tv per la realizzazione di video e photostory, con l’obiettivo finale di sviluppare una vera tv di comunità. L’iniziativa è aperta ai ragazzi dai 16 ai 25 anni che amano le nuove tecnologie: grazie a un laboratorio multimediale dotato di attrezzature, gratuito e aperto a tutti, i ragazzi imparano a creare cartoni animati, cortometraggi e documentari sul loro quartiere. Molti di loro, grazie al progetto, partecipano a contest regionali, nazionali e internazionali. Gli spazi per le registrazioni sono situati presso il CEL Torretta di viale Narisano che, assieme alla Cooperativa sociale Incontro (tra le associazioni partner), ha reso possibile la realizzazione del progetto.

    Il “Villaggio di YEPP” è un’iniziativa che promuove il supporto giovanile attraverso la creazione di un “contenitore di sogni”, uno spazio aperto e libero in cui i ragazzi possono trascorrere del tempo, interagire con adulti e coetanei, condividere esperienze e ascoltarsi.

    Come detto, nel 2009-2010 è stato attivato il progetto Youth Bank che, prendendo spunto da altre iniziative europee, finanzia le iniziative promosse dai giovani, per migliorare la vivibilità nella comunità e ridurre il disagio giovanile. Ad oggi, non è più attivo.

    Ponte di Cornigliano
    Le Associazioni coinvolte nel progetto YEEP Cornigliano: Gruppo temporaneo di lavoro per la trasformazione delle aree ex-acciaieria ILVA, Compagnia teatrale Waltersteiner, Circolo Merlino Scacchi Ponente, Fondazione Sorriso Francescano, Comitato Genitori e Anziani Campi, Associazione La Stanza, Cooperativa Incontro – CELTorretta, Consorzio soc. Agorà – Educativa Territoriale Medio Ponente, Connsorzio Soc. Agorà – AGA Ponente, Associazione ARCI Genova (ora fuoriuscita), ARCI Uguaglianza, Associazione Arciragazzi, Gruppo Scout Genova 56, Associazione italo- latino americana “Fratelli nel Mondo”, Polisportiva Cornigliano ’79, Associazione “Oltre Frontiere”.

    Altra iniziativa è Cornigliano Mon Amour, festival di Arti di strada e Cultura Hip Hop. Nel primo Piano Operativo il progetto era stato diviso per aree tematiche: identità e quartiere (“Mon Amour nel tempo”) e integrazione (“Mon Amour nel mondo”). Dal 2012 si è deciso di accorpare il tutto sotto la più generale area “cittadinanza”. I giovani di Cornigliano sono stati interpellati direttamente e hanno deciso di loro iniziativa di dare vita a un progetto che avesse a che fare con la musica, in particolare rap e hip hop. Così sono nati vari workshop permanenti di musica, scrittura di testi rap, fotografia, ecc., guidati sia da giovani che da figure professionali. Tutto il lavoro svolto durante l’anno sfocia poi nel grande evento estivo, il festival Cornigliano Mon Amour, che ormai da cinque estati, nel mese di luglio, porta nel quartiere gruppi locali e artisti hip hop come Tormento (ex Sottotono), Uochi Tochi, Emis Killah.

    Non solo Cornigliano, dunque: creato per ridare slancio al quartiere, l’evento oggi è importante per tutta Genova. «Ormai il festival è diventato un appuntamento nazionale per gli amanti dell’hip hop – ci racconta Giulia Cassinelli dell’associazione La Stanza, che partecipa all’organizzazione dell’evento – e questo è stato possibile grazie al nostro impegno e al sostegno di YEPP, che ha ci permesso di dare continuità alla manifestazione». Ad esclusione della prima edizione, organizzata ai Giardini Melis, e della terza a villa Bombrini, dal 2009 il festival si svolge alla Valletta Rio S.Pietro, zona simbolo di degrado urbano. La scelta è in linea con l’ideologia YEPP di riqualifica delle zone “a rischio” e delle aree verdi, proseguita alla Valletta con l’iniziativa degli Orti Sinergici.

    È giusto, quindi, sfatare molti del luoghi comuni su Cornigliano. A dispetto della fama ormai guadagnata, è un’area che sta provando sul serio, da anni, a riqualificarsi e darsi nuove opportunità. Ancora troppo spesso, però, gli stessi corniglianesi fanno fatica a entrare in contatto con le associazioni attive sul territorio e a cercare un dialogo con esse. Interpellando gli stessi abitanti di Cornigliano, infatti, ci si scontra con un numero elevato di persone che ancora ignorano l’esistenza del progetto YEPP dopo 5 anni di attività… La carenza di riflettori intorno a YEPP accomuna anche le altre associazioni che fanno parte della sua rete: progetti sempre più importanti non solo per il Ponente ma per tutta Genova, che tuttavia non hanno la visibilità che meriterebbero.

    ASSOCIAZIONE “LA STANZA”

    In questa rete opera la già citata associazione La Stanza. Fondata nel 2004, senza fini di lucro, libera, apolitica, apartitica, con lo scopo di promuovere (inter-)cultura e solidarietà attraverso la creazione di uno spazio aperto sul territorio, in cui poter esprimere sogni e bisogni. Nata dall’incontro della sociologa Maddalena Bartolini (oggi Presidente della Commissione per le Pari Opportunità e le Politiche Giovanili) e l’artista Francesca Traverso, da qualche anno le fondatrici hanno passato il testimone alla stessa Giulia Cassinelli e a Marco Maello. Sorta all’interno dei giardini Melis, oggi La Stanza è ospitata (come YEPP) dai locali dell’Infopoint di Cornigliano, nell’attesa che i lavori di Villa Serra vengano ultimati. In particolare, essa realizza laboratori per chiunque voglia cimentarsi nelle varie arti dell’hip hop, e ha il merito di aver lanciato nuovi talenti, come il gruppo genovese dei Santa Alleanza. Nata come lavoro volontario, oggi l’associazione si sostiene con i finanziamenti provenienti da YEPP – San Paolo elargiti in misura diversa a tutte e 15 le associazioni aderenti, molte delle quali non potrebbero vivere altrimenti.

    Da qui, l’importanza del progetto YEPP, che permette a piccole realtà indipendenti come questa di realizzare progetti che abbiano una continuità temporale. Proprio quest’ultimo è l’elemento necessario in una realtà complessa come quella di Cornigliano. E se fino ad ora di YEPP, de La Stanza e delle altre piccole unità che agiscono nel quartiere si sa poco è perché, come ci racconta Giulia: «Quello che ci interessa sono i progetti. Sì, la parte di comunicazione è carente, ma a nostra discolpa possiamo dire che siamo più concentrati sui progetti e sulle persone che sull’attività di promozione. In fin dei conti, a noi interessa esserci per il nostro quartiere…».

     

    YEPP – Youth Empowerment Partnership Programme
    Via San Giovanni D’Acri 6 (nei locali di Infopoint Cornigliano e CGIL)
    Genova Cornigliano – Municipio VI Medio Ponente
    Web:  http://www.yepp.it/genova / Facebook: http://it-it.facebook.com/pages/Yepp-Genova-Cornigliano/

     

    Elettra Antognetti

  • Castelletto, Valletta San Nicola: ecco il progetto dei cittadini

    Castelletto, Valletta San Nicola: ecco il progetto dei cittadini

    Valletta Carbonara San NicolaUn progetto “contenitore” capace di accogliere idee e spunti differenti, proposte di associazioni e singoli cittadini, con al centro la valorizzazione di un Bene Comune dell’intera cittadinanza, ossia Valletta San Nicola, un’area verde di 20 mila metri quadrati che sorge alle spalle del glorioso ex Albergo dei Poveri – costruito con i blocchi di pietra estratti dallo sbancamento dell’antica collina Carbonara che ha dato vita a questa conca naturale – proprietà dell’Asp Emanuele Brignole, l’istituto di assistenza agli anziani (azienda pubblica ma di diritto privato, nel cui consiglio di amministrazione siedono rappresentanti del Comune di Genova e della Regione Liguria, oltre agli eredi della famiglia Brignole) che oggi si trova alle prese con uno spaventoso buco di bilancio.

    “Il sogno”, come lo chiamano i promotori dell’iniziativa, è stato illustrato martedì sera a Castelletto, presso i locali del Circolo Arci 1 maggio di San Nicola, alla presenza di numerosi cittadini interessati e curiosi, realtà associative (ad esempio L’Erba Voglio, che da anni cura con successo un’area verde in via Ferrara) giovani architetti, scout laici, rappresentanti dei Gruppi di Acquisto Solidali, tutti stimolati dalle suggestioni che, fin dal principio, il progetto è stato in grado di suscitare.

    «Da circa un paio di anni abbiamo iniziato a discutere sul futuro di Valletta San Nicola e così è nata questa fantastica avventura –racconta Domenico Villani, coordinatore del gruppo che ha elaborato il progetto, guidato dal “Comitato Le Serre” con la collaborazione di Isde-Medici per l’ambiente, Italia Nostra, Legambiente, Movimento Decrescita Felice – l’ultima assemblea, svoltasi nel febbraio scorso, è stata molto partecipata. Negli ultimi 3 mesi abbiamo intensificato l’attività e ci siamo visti settimanalmente. Il nostro è stato un lavoro condiviso e stasera lo presentiamo per la prima volta a persone che come noi hanno il medesimo obiettivo, cioè riappropiarsi degli spazi del territorio, oppure alle diverse realtà che in altre zone di Genova già svolgono attività di questo genere, quali ad esempio la manutenzione di aree verdi o la creazione e gestione di nuovi spazi di aggregazione».

    «Dopodomani (giovedì 13 dicembre) avremo un incontro con il Municipio Centro-Est, poi presenteremo il progetto al Sindaco e prima di Natale avremo un incontro con la Regione Liguria – continua Villani – A gennaio-febbraio 2013 organizzeremo un’assemblea pubblica per presentare il progetto alla cittadinanza. A questo punto andremo a bussare alla proprietà per vedere quali prospettive si apriranno».

    Il problema è appunto legato alla disponibilità dei terreni, proprietà dell’Asp Brignole. L’istituto, come detto in precedenza, naviga in cattive acque. Per ripianare il debito – che ammonterebbe a circa 50 milioni di euro – l’Asp Brignole sta alienando diverse proprietà e anche l’area di San Nicola corre il rischio di essere messa in vendita.

    Valletta Carbonara San NicolaLa valletta, nel corso degli anni, è stata interessata da diversi tentativi di cementificazione, fortunatamente sventati. L’ultimo in ordine di tempo prevedeva la realizzazione di centinaia di parcheggi interrati. Il progetto, tuttora esistente, è strettamente legato alle destinazioni d’uso stabilite dal nuovo Puc (Piano Urbanistico Comunale) che indica Valletta San Nicola come Distretto di Trasformazione.

    Dove sarebbe previsto tutto ed il contrario di tutto «È una somma di contraddizioni – spiega Franco Montagnani di Legambiente – parcheggi privati, servizi privati, ma anche aree verdi e polo agricolo. Noi, insieme ad Italia Nostra, altre associazioni e comitati, abbiamo presentato diverse osservazioni al Puc che a breve dovranno essere discusse in sede comunale e ci auspichiamo possano dare la svolta decisiva per il futuro della valletta».

    In questi giorni la Regione Liguria, nell’ambito della Vas-Valutazione Ambientale Strategica (nuovo strumento che per la prima volta viene applicato per un piano urbanistico del capoluogo ligure), ha espresso parere negativo in merito alla destinazione a parcheggi interrati. «Se da un lato c’è la pressione della regione e dall’altra quella dei cittadini, possiamo raggiungere 2 obiettivi – sottolinea Domenico Villani – intanto che non si costruisca alcunché; e poi ottenere, gradualmente, tutta la valletta, restituendola così al quartiere».

    Inoltre, i terreni dell’Istituto Brignole ospitano anche i vivai comunali, un prezioso patrimonio naturalistico che sembrava destinato a trasferirsi altrove (l’ipotesi più probabile era presso i Parchi di Nervi). Questo perchè l’amministrazione comunale, ormai da anni, non paga l’affitto alla proprietà. Ma recentemente l’orientamento del comune pare esser cambiato e sul “Corriere Mercantile” dello scorso 3 ottobre, il Vice sindaco e assessore all’Urbanistica, Stefano Bernini dichiara «Stiamo pensando di acquistare i terreni. Visto che il comune è in debito con il Brignole per pagamenti d’affitto arretrati , l’acquisto dei terreni potrebbe essere la strada per saldare il tutto e chiudere la partita». Bernini ha aggiunto «Se valorizzate, le nostre serre potrebbero diventare un’attrazione turistica. Comunque, indipendentemente dall’acquisto dei terreni, io penso che in quell’area vada salvaguardato il verde e che quindi si debba riconsiderare la possibilità di costruire parcheggi, prevista dal Puc».

    Valletta Carbonara San NicolaTornando al progetto, l’obiettivo generale è «Dimostrare prima di tutto a noi stessi che è possibile elaborare insieme un modello di gestione sostenibile dei beni comuni del territorio e delle sue risorse agricole basato sul contributo diretto della comunità locale e dei soggetti ad essa riconducibili – spiega Villani – il nostro sogno è trasformare la valletta in uno spazio integrato di attività ricreative, didattiche e produttive in cui persone di tutte le età e condizioni, possano incontrarsi ed operare insieme producendo capitale sociale, non necessariamente monetario, da mettere a disposizione della comunità locale».

    I promotori dell’iniziativa sono partiti da 3 assunti: tutela, riqualificazione e valorizzazione «La valletta è un ecosistema urbano, un’area verde di pregio, da tutelare e riqualificare – racconta MontagnaniRestituendola alla cittadinanza per una pubblica fruibilità basata su una gestione collettiva».

    «Il sito ha una storia verde – continua Montagnani – Dietro e di fronte all’Albergo dei Poveri si pensò di lasciare dei terreni liberi in modo tale che le persone indigenti potessero procurarsi da vivere con attività agricole (orti, ecc). Inoltre, dal 1850 la valletta ospita i vivai comunali. La storia ci conferma la sua vocazione agricola».
    Senza dimenticare che su quest’area grava un vincolo monumentale della Soprintendenza che l’ha definita “di interesse storico–artistico particolarmente importante”.

    Al suo interno c’è un patrimonio da difendere e valorizzare «Finora ci siamo riusciti – sottolinea Montagnani –  Le 2 grandi serre ospitano felci arboree e piante tropicali. Secondo noi devono essere valorizzate a dovere, ad esempio dal punto di vista didattico. Siamo vicini all’orto botanico Hanbury e si potrebbe creare un’importante sinergia». 

    Sono 3 le linee di azione: agricoltura urbana (orti urbani); turismo e didattica (serre storiche); ricerca e impresa (ecotipi locali e ricerca).  «Questo progetto è un contenitore aperto composto da tanti progetti che possono esser presentati da cittadini e associazionicontinua Montagnani – Le attività che verranno svolte si sosterranno con forme di autofinanziamento. E poi con la ricerca di fondi europei».

    L’area è stata suddivisa in macro-aree, ognuna con la propria macro-funzione:

    Polo Botanico Storico-Scientifico (in collegamento con il Polo Botanico Villa Hanbury dell’università di Genova): conservazione e tutela collezione comunale di felci e piante esotiche; tutela biodiversità locale ligure; formazione di un polo cittadino di eccezionale rilievo botanico a fini scientifico-culturali da inserire nel circuito degli orti botanici liguri (Hanbury, Pallanca, ecc.).

    Spazio pubblico di riaggregazione sociale: punto di incontro, informazione e formazione dei cittadini per lo scambio prodotti biologici di filiera corta; punto ristorazione vegetariana con prodotti locali; aree verdi aperte al quartiere; attività sportive a basso impatto ambientale e basso livello di competitività (corsa, bocce, ecc.).

    Produzione agricola e biovivaistica: vivaio amatoriale e/o commerciale di produzione, distribuzione piante orticole biologiche da trapiantare; vivaio di produzione, distribuzione di piante autoctone derivanti da ecotipi locali (quale luogo ideale per la difesa della biodiversità); orti urbani individuali e/o collettivi, coltivati con tecniche tradizionali o sperimentali (orti sinergici, biodinamici, ecc.); orti urbani con funzione didattica e di recupero sociale.

    L’ambizione, espressa da molti dei presenti, è che questa iniziativa partita da Castelletto possa diventare un modello, riproducibile in altre zone della città.

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Giardini Luzzati: cena biologica e vegana con il Collettivo Babette

    Giardini Luzzati: cena biologica e vegana con il Collettivo Babette

    Da qualche tempo presso i Giardini Luzzati si tiene ogni settimana una serata gastronomica: una volta al mese l’organizzazione dell’evento è affidato al Collettivo Babette, un gruppo spontaneo di persone appassionate di cucina naturale. Ogni volta viene scelto un menu diverso, che prevede l’utilizzo di prodotti biologici e senza impiego di ingredienti di origine animale.

    Cosa si può trovare in queste serate? “Il collettivo ha raccolto l’invito dei Giardini Luzzati di promuovere il bio e la cultura del mangiare sano ed equilibrato attraverso delle cene a prezzo il più possibile popolare, come è nella filosofia del circolo. Nonostante il menù sia vegano il collettivo si rivolge a tutti: ci fa molto piacere che i partecipanti alle cene abbiano preferenze culinarie diverse tra loro, ci piace pensare che tutti – dal vegano all’osservante religioso, dall’intollerante ai latticini all’onnivoro più completo – in queste serate possano ricevere spunti per ampliare e diversificare quello che mangiano nel proprio quotidiano“, ci spiega Elena del Collettivo Babette.

    Il terzo appuntamento si tiene mercoledì 12 dicembre.

    Questo il menu.

    Primo: Pasticcio di Paccheri Libera Terra con ragù di lenticchie e besciamella ai porri

    Secondo: Sformatino di verza e arachidi con broccoletti saltati e insalatina

    Dolce: Cheescake ‘scomposta’ alla vaniglia e marmellata di mirtilli

    Il prezzo della cena è 15 € (comprensivo di primo, secondo, contorno, acqua e bicchiere di vino), mentre il dolce è a parte e costa 3 €. Per info e prenotazioni collettivobabette@gmail.com – 349 8356901.

  • Made-in-No: moda etica e sostenibile a Genova

    Made-in-No: moda etica e sostenibile a Genova

    barattoDa poco più di un anno è aperto a Genova, presso l’ex Manifattura Tabacchi di Sestri Ponente, un “emporio etico”: uno spazio commerciale, culturale e sociale che offre l’opportunità di conoscere e praticare uno stile di vita improntato sul consumo responsabile e sul rispetto delle risorse ambientali, delle tipicità locali e delle condizioni di chi lavora.

    Manifattura Etica non è solo un negozio, ma anche un luogo dove è possibile informarsi sulla filiera di produzione e distribuzione di ciascun articolo, sulle pratiche di consumo responsabile e di come ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività quotidiane: risparmio energetico, riduzione dei rifiuti e utilizzo di prodotti ecocompatibili sono alcuni dei temi chiave dell’emporio.

    In particolare Fair, la cooperativa di riferimento di Manifattura Etica, ha ideato e messo in vendita una linea di abbigliamento coerente con i principi di cui l’emporio si fa portavoce. Made-in-No è la prima linea in Italia di intimo bio-equo, creata in collaborazione con l’Associazione Cristiana Casagrande e con il sostegno della Provincia di Novara, della Fondazione Culturale Responsabilità Etica e grazie al contributo dei Gruppi di Acquisto Solidale.

    Made-in-No valorizza i piccoli produttori artigiani e le cooperative che hanno scelto di basare la loro attività secondo regole di equità, trasparenza e sostenibilità lungo tutta la filiera produttiva. Un ruolo di primo piano è svolto appunto dai GAS, che per primi hanno sostenuto il progetto prefinanziandolo, partecipando alla realizzazione e sostenendo la domanda aggregata: in questo modo è stato avviato il lavoro di Justa Trama, una rete di circa 800 tra produttori e lavoratori brasiliani, organizzati in cooperative e associazioni, che le cui attività vanno dalla coltivazione del cotone al prodotto finito.

    A seguire, piccole imprese artigiane italiane che la delocalizzazione e la crisi del mercato aveva portato a svolgere attività di terzista, grazie a Made-in-No hanno puntato nuovamente a una produzione in proprio e al mercato locale, ma con uno sguardo attento all’ambiente e alla solidarietà.

    Nei primi anni di attività Made-in-No ha raggiunto centinaia di GAS italiani, numerose Botteghe del Mondo del commercio equo e solidale, negozi di prodotti biologici ed ecologici, varie fiere di settore e mercati locali.

    I capi Made-in-No sono realizzati in cotone puro al 100%, utilizzato in maniera pura al 100% nei capi in colore neutro, che non sono né tinti né sbiancati. Quindi il prodotto non subisce nessun tipo di trattamento chimico. Per quanto riguarda i capi colorati, Made-in-No utilizza coloranti chimici a basso impatto ambientale, certificati dallo standard GOTS (Global Organic Textile Standard). Il cotone è certificato come “ecologico” dall’Istituto di Certificazione Brasiliana IBD e come “equo e solidale” da FLO (Fair Trade Labelling Organization).

    Presso l’emporio si possono avere informazioni non solo sulle qualità del singolo prodotto, ma anche sulle caratteristiche di produzione, sui produttori stessi, sulla filiera distributiva, sul packaging e sul prezzo.

    Manifattura Etica si trova presso l’ex Manifattura Tabacchi, un edificio storico in cui fino al 1981 ha avuto sede una fabbrica molto importante per l’economia sestrese, le cui operaie hanno svolto un ruolo di primo piano nella lotta antifascista. Collocata in una zona di forte passaggio – vicina al Municipio, alla Biblioteca e alla centrale via Sestri – è facilmente raggiungibile sia in auto, sia con il treno e i mezzi pubblici.

    Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito web www.made-in-no.com e la pagina Facebook “Made in No”.

  • Rigiocattolo Genova 2012: mercato di solidarietà in piazza De Ferrari

    Rigiocattolo Genova 2012: mercato di solidarietà in piazza De Ferrari

    Piazza de Ferrari Palazzo della RegioneDomenica 9 dicembre 2012 è l’ultimo giorno per recarsi in piazza De Ferrari e fare la propria offerta per il Rigiocattolo, la piccola fiera di giochi usati che la Comunità di Sant’Egidio organizza ogni anno in numerose città italiane.

    L’idea alla base dell’iniziativa è la raccolta di giocattoli che non si usano più (perché i bambini sono cresciuti, perché ne hanno altri uguali, etc), ai quali si può dare ancora un valore facendolo diventare un “ri-giocattolo”. I giochi raccolti vengono allestiti nelle bancarelle e messi in vendita a prezzi inferiori rispetto a quelli dei negozi: il ricavato andrà al programma Dream, che si occupa di fornire cure e cibo ai bambini africani colpiti da malnutrizione e AIDS.

    Negli ultimi dieci anni il progetto ha attivato, in dieci paesi dell’Africa sub-sahariana, 38 centri di cura e ai 20 laboratori di analisi.

    Il Rigiocattolo si trova in piazza De Ferrari dalle 9.30 alle 19.

  • Coro Daneo e Don Gallo: concerto di beneficenza

    Coro Daneo e Don Gallo: concerto di beneficenza

    coro daneoVenerdì 7 dicembre 2012, presso l’Abbazia di San Bernardino (salita S. Bernardino, adiacente a piazza del Carmine), si terrà a partire dalle 20.30 una serata di beneficenza a sostegno dell’associazione Città Aperta.

    In programma un concerto del Coro Daneo diretto da Gianni Martini e un intervento di Don Andrea Gallo. Seguirà un piccolo rinfresco offerto dai coristi e dai soci di “Città Aperta”.

    L’Associazione Ambulatorio Internazionale “Città Aperta” è un’associazione di medici, infermieri e volontari che vuole rendere effettivo il diritto alla salute proprio di ogni essere umano, di qualunque provenienza geografica, religione e status sociale. In particolare, l’associazione fornisce assistenza medica di base agli immigrati “irregolari”, in collaborazione con gli ospedali cittadini, nell’ambito di una battaglia più ampia in difesa dei diritti della persona.

    La serata è a ingresso con offerta libera.

  • Progetti giovani europei: presentazione delle attività del 2013

    Progetti giovani europei: presentazione delle attività del 2013

    EuropaMercoledì 5 dicembre, a partire dalle 14.30, sarà possibile andare alla Facoltà di Architettura (Aula 0A) per informarsi su due progetti che riguardano da vicino i giovani che vogliono studiare o lavorare sul territorio dell’Unione Europea.

    Il primo è Youth in Action, un progetto dell’Unione Europea che promuove l’educazione non formale, i progetti europei di mobilità giovanile internazionale di gruppo e individuale attraverso gli scambi e le attività di volontariato all’estero, l’apprendimento interculturale e le iniziative dei giovani di età compresa tra i 13 e i 30 anni. Un progetto che sta prendendo corpo a Genova grazie al lavoro dell’associazione Yeast. In questa occasione ne parlerà Sara Pietrangeli, referente di Agenzia Nazionale Giovani.

    Il secondo è Europe on Track: nel corso di un mese 6 ragazzi toccheranno 36 città europee in treno per capire in che direzione sta andando il Vecchio Continente. Come possiamo sostenere il nostro presente e preservare il nostro futuro? Cosa si aspettano le giovani generazioni per l’Europa di domani? Green economy, incentivi per iniziative imprenditoriali giovanili, qual’è la vostra soluzione?
    I relatori saranno: Natalia Kondrat (AEGEE Udine), Héloïse Treis (AEGEE Fribourg), Benjamin Battke (AEGEE Aachen).

    Seguirà un piccolo rinfresco con specialità tipiche genovesi.

  • Violenza sulle donne: Serena Dandini a teatro con “Ferite a morte”

    Violenza sulle donne: Serena Dandini a teatro con “Ferite a morte”

    La Convenzione No More! è un progetto per sensibilizzare le istituzioni sul tema della violenza sulle donne, affinché leggi ad hoc per contrastare atti di questo genere vengano inseriti fra le priorità dell’agenda politica nazionale e locale e chiede la ratifica immediata della Convenzione del Consiglio d’Europa (Istanbul, maggio 2011) sulla prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne e della violenza domestica.

    A Genova sono presenti diversi centri che forniscono aiuto e sostegno alle donne in difficoltà, da quello in via Mascherona fino a quello inaugurato poche settimane fa presso il Laboratorio Sociale di Vico Papa.

    Allo scopo di sostenere questa iniziativa, l’autrice e conduttrice televisiva Serena Dandini sta portando in diversi teatri italiani lo spettacolo Ferite a morte, scritto in collaborazione con la ricercatrice del Cnr Maura Misiti. Lo spettacolo è stato scritto attingendo dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”: la storia di ciascuna di esse è raccontata in prima persona, con la voce narrante di note artiste, attrici e cantanti italiane.

    La tappa genovese di Ferite a morte si terrà domenica 9 dicembre (ore 21) al Teatro della Corte: l’ingresso è gratuito, ma per partecipare è necessario ritirare un apposito coupon presso la biglietteria del teatro.

  • Centri sociali, regolarizzazione: prosegue il percorso con il Comune

    Centri sociali, regolarizzazione: prosegue il percorso con il Comune

    Lsoa BuriddaIL PRECEDENTE

    Novembre 2011: il Comune di Genova, con la mediazione di Don Andrea Gallo, firma un protocollo d’intesa per la regolarizzazione dei centri sociali, alla presenza degli Assessori Andrea Ranieri (Cultura, Promozione della Città e Politiche Giovanili) e Bruno Pastorino (Politiche della Casa, Patrimonio e Demanio). Il protocollo porta alla nascita, per la prima volta in Italia, di un unico soggetto associativo che raggruppi glispazi sociali autogestiti“: il primo atto dell’associazione sarà il riconoscimento formale da parte delle istituzioni del possesso degli spazi e delle attività che in essi si svolgono.

    Sono quattro i centri sociali di Genova, che hanno aderito al protocollo: lo Zapata agli ex Magazzini del Sale (via Sampierdarena), il Pinelli a Molassana (via Fossato di Cicala), il Terra di Nessuno a San Teodoro (via Bartolomeo Bianco) e il Buridda a Castelletto (via Bertani). Quest’ultimo, secondo il protocollo, verrà trasferito al piano superiore del mercato del pesce di piazza Cavour.

    Punto di partenza del protocollo è che «i centri sociali autogestiti che operano in città rappresentano una risorsa per la creazione di opportunità di partecipazione e socializzazione per i giovani, oltre a realizzare iniziative ed eventi di qualità che hanno prodotto e possono produrre sinergia con attività svolte dal Comune».

    Quali sono, in dettaglio, i suoi contenuti? Anzitutto la Direzione comunale che si occupa della gestione del patrimonio pubblico si impegna ad avviare una serie di interventi per la messa in sicurezza e la ristrutturazione degli spazi (impianto elettrico, servizi igienici, pavimentazione ecc.): questo avverrà in particolare negli ex Magazzini del Sale – che al momento della firma del protocollo sono di proprietà del Demanio e che il Comune ha richiesto di acquisire – e nell’ex mercato del pesce, in modo che il Buridda possa iniziare le operazioni di trasloco a partire dal 25 novembre 2011.

    Inoltre si terranno assemblee periodiche tra il Comune e la nascente associazione, allo scopo di favorire la programmazione, il monitoraggio e la verifica delle attività oggetto del protocollo.

    IL PRESENTE

    Dicembre 2012: a oltre un anno dalla firma del protocollo, cosa è cambiato?

    Le promesse avvenute alla firma del protocollo di intesa sono state mantenute anche dalla nuova Giunta, con la quale i referenti dell’associazione si sono già incontrati: come ci racconta Luciano, referente del centro sociale Terra di Nessuno per l’assegnazione degli spazi, «l’amministrazione Doria ha confermato di voler proseguire sulla stessa traccia aperta dalla precedente, verificando lo stato degli accordi contenuti nel protocollo e riprendendo in mano i passaggi ancora mancanti».

    Il primo atto ufficiale in questa direzione è stata la regolarizzazione dei contratti d’affitto e delle utenze, che sono state intestate ai referenti di Buridda, Pinelli e Terra di Nessuno. Per quanto riguarda invece lo Zapata, lo spazio è ancora in fase di acquisizione dal Demanio, anche se la fornitura elettrica è gia intestata ai referenti.

    Il trasloco del Buridda non è stato ancora ultimato: il primo “passo ufficiale” è avvenuto lo scorso ottobre, con l’inaugurazione della palestra di arrampicata negli spazi di piazza Cavour, nell’unica sala attualmente agibile dopo i lavori. Come spiega Luciano, «il piano terra del mercato del pesce, quando sarà libero, verrà assegnato in gestione ordinaria al Buridda ma con fruibilità da parte di tutti i centri sociali a soggetti esterni concordati con associazione e Comune».

    Tutti i lavori di ristrutturazione indicati nel protocollo sono stati realizzati, «il minimo indispensabile alla sicurezza, visto che i budget erano veramente irrisori, mentre alcuni lavori – specialmente di muratura e imbiancamento – li abbiamo realizzati noi  con una valutazione a posteriori dei tecnici comunali, che ci ha permesso di richiedere e ottenere un abbattimento dei canoni di locazione futuri».

    L’associazione dei centri sociali è attualmente operativa solo per questioni amministrative, ma non appena i lavori del Buridda saranno terminati si cominceranno vere e proprie assemblee – si presume «abbastanza informali e a cadenza annuale» – per concordare attività comuni e modalità di gestione degli spazi condivisi.

     

    Marta Traverso

  • Centro storico: corsi gratis di fotografia, chitarra e tai chi

    Centro storico: corsi gratis di fotografia, chitarra e tai chi

    Piazza Sarzano, GenovaSono attivi tre corsi gratuiti che si tengono presso Ex Latteria Occupata 39 Rosso, in stradone Sant’Agostino.

    Tai Chi, che si svolge il lunedì dalle 19 alle 20 e il sabato dalle 11 alle 12 presso i Giardini Luzzati;
    Chitarra (livello base) che si svolge tutti i martedì dalle 18 alle 19, tenuto da una ragazza che fa parte del gruppo di gestione dello spazio;
    Fotografia, che al momento si articola in quattro lezioni iniziate lo scorso 22 novembre, il giovedì dalle 18 alle 19.

    I corsi di fotografia e tai chi sono tenuti da gente del quartiere che si è proposta per condividere le proprie conoscenze: lo spazio Ex Latteria Occupata 39 Rosso si è posta infatti l’obiettivo di essere un luogo aperto al quartiere, dove chiunque può entrare per proporre attività culturali, ludiche o politiche.

    Chi vuole proporre un corso o un’iniziativa può dunque incontrare i gestori dell’Ex Latteria tutti i giovedì alle 19, in occasione dell’assemblea di gestione.