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  • L’Alieno: intervista ai ragazzi della neonata associazione di Prà

    L’Alieno: intervista ai ragazzi della neonata associazione di Prà

    associazione culturale l'alienoQualche mese fa un gruppo di giovani del quartiere di Genova Prà si è riunito per dare vita a un’associazione culturale, dal nome curioso: L’Alieno.

    Di seguito le nostre domande ai soci fondatori Roberta e Carmine.

    Com’è nata l’idea di dare vita all’Alieno? Con quali criteri avete scelto scopi e attività dell’associazione?
    L’Alieno è nato per rispondere alla nostra esigenza di creare un luogo di ritrovo, un circolo, dove poter passare del tempo con gli amici. Quindi gli scopi e le attività sono una conseguenza delle nostre passioni: arte, musica, fumetto, cinema.

    Quali servizi offrite agli associati? Cosa si può fare nei vostri locali?
    Agli associati offriamo un vasto assortimento di opere in consultazione, da materiale visivo su fotografia, arte contemporanea e fumetto ai cd di vari generi musicali. Abbiamo inoltre una piccola “cineteca” di film prevalentemente italiani, cult movies per lo più, che i soci possono vedere. Tutto il materiale si aggira sui mille pezzi circa. Inoltre per chi fosse interessato offriamo uno spazio dove mostrare i propri lavori artistici, che siano fotografie, illustrazioni, demo musicali, fumetto, eccetera. Allo stesso modo si può avere la possibilità di portare i propri dischi da casa e suonarli. In ultimo, L’Alieno è anche e soprattutto un luogo di ritrovo dove poter farsi una birra o un bicchiere di vino con gli amici ascoltando della buona musica.

    L’Alieno si trova in un quartiere periferico e da molti definito “depresso”, nonostante la vicinanza di una realtà attiva come il Consorzio Pianacci abbia reso Prà un’area a cui i media locali dedicano molta attenzione. Come vivete il rapporto con il vostro quartiere? Proviamo a sfatare qualche mito sul binomio “periferia = area depressa”?
    Certo! Con piacere! Premettiamo che abitiamo a Genova e siamo da poco a Prà, però dobbiamo dire che, nonostante sia una zona periferica, ci ha fatto molto piacere scoprire il fatto che ci sia un interesse da parte delle istituzioni per valorizzare questo territorio. Al momento c’è molto fermento: noi stessi siamo coinvolti in un progetto di riqualificazione urbana nato da un bando vinto dal Gruppo Informale di Genova e organizzato insieme al Collettivo Burrasca di Prà. Ci sarà, proprio a fine di questo mese, un evento di ben 3 giorni all’aperto: noi penseremo alla musica per tutti e tre i pomeriggi e saremo presenti con il nostro banchetto informativo.

    Cosa consigliereste a un gruppo di giovani che vuole aprire una realtà associativa?
    L’unico consiglio che possiamo dare a tutti è di tenere gli occhi bene aperti, perché ci sono molte cose che si potrebbero fare sul territorio: basta crederci e non buttarsi giù.

    Marta Traverso

  • Defrag appunti di viaggio: arte in tour attraverso la Liguria

    Defrag appunti di viaggio: arte in tour attraverso la Liguria

    Giovedì 29 marzo parte al DAMS di Imperia parte il progetto DEFRAG. Appunti di viaggio, un evento culturale che porterà le arti in giro per tutta la Liguria, toccando tutte e quattro le Province e parte del Piemonte.

    Il progetto è organizzato dalle associazioni culturali Thesis e Lamaca Gioconda, e coinvolgerà una serie di discipline che spaziano tra musica, cinema, letteratura e arti visive, il tutto attorno al fil rouge del viaggio.

    La prima tappa si terrà al Polo Universitario di Imperia e il tema sarà Il Giappone. In programma proiezioni, apericena, concert e presentazioni letterarie.

    Ognuno degli eventi che saranno ospitati in giro per la Liguria avrà il suo filo conduttore: I viaggi musicali a Cervo, La salute in viaggio a Savona, Le anime migranti a Genova, Viaggi di gusto a Sestri Levante, I percorsi delle risorse ambientali a Bonassola e I viaggi della mente a Lerici. Infine il Piemonte, con I viaggi eretici a Monforte d’Alba e La via del cibo. Consumi sostenibili a Mondovì.

  • Lagaccio: “Voglio la Gavoglio”, cittadini mobilitati per decidere il futuro del quartiere

    Lagaccio: “Voglio la Gavoglio”, cittadini mobilitati per decidere il futuro del quartiere

    Un percorso avviato a gennaio da un gruppo di cittadini del quartiere che si sono riuniti più volte – l’ultima assemblea pubblica aperta a tutti si è  tenuta sabato 24 marzo – per contestare le novità indicate dal Piano urbanistico comunale in merito all’area della ex caserma Gavoglio.

    Parliamo di 60 mila metri quadrati alle spalle della Stazione Principe, in centro città ma in una delegazione da sempre alle prese con la cronica carenza di spazi utili a disposizione degli abitanti. Cittadini che oggi chiedono al Comune di essere coinvolti nelle scelte urbanistiche ed edilizie affinché sia possibile realizzare un quartiere maggiormente vivibile.

    «L’area della ex caserma Gavoglio contiene moltissimi edifici storici e non ed è abbandonata da circa 30 anni – spiegano i residenti – ad eccezione di alcune famiglie che risiedono nel corpo centrale dell’ex caserma e di alcune aree adibite a magazzino o parcheggio, a quel che ci è dato di capire, per mezzi militari. Il Puc (Piano urbanistico comunale) recentemente approvato contiene dei cambiamenti sostanziali rispetto al Puc del 2001. Variazioni che vanno nella direzione esplicitata di aumentare le residenze: ad esempio la superficie agibile degli edifici esistenti potrà aumentare del 30%. I precedenti Puc al contrario dicevano espressamente che l’area della ex caserma Gavoglio doveva essere edificata il meno possibile ed anzi si descriveva la decisione di abbattere e togliere la gran parte degli edifici».

  • Invisible Children: anche a Genova la campagna contro Joseph Kony

    Invisible Children: anche a Genova la campagna contro Joseph Kony

    Kony 2012Da ormai diversi anni l’associazione americana “Invisible Children” combatte per mettere fine alla dittatura ugandese e ai crimini contro l’umanità del criminale Joseph Kony.

    Una lunga storia fatta di violenze sui bambini e sulla popolazione ugandese che ebbe inizio nel lontano 1986, quando il movimento militare chiamato Holy Spirit si dichiarò in opposizione al governo. L’anno dopo Joseph Kony prese il timone del movimento che sotto la sua guida cambiò il nome in L.R.A (Lord’s Resistance Army). Kony iniziò a reclutare militari attraverso la popolazione, utilizzando una tecnica ben precisa: rapire i bambini per farli diventare soldati. Secondo le stime, in 25 anni, Kony avrebbe rapito e armato più di 60mila bambini.

    Invisible Children, l’associazione guidata dal carismatico 33enne Jason Russel, nasce nel 2003 in seguito al viaggio di Jason in Uganda. I volontari lavorano giorno e notte nella base di San Diego e riescono a mantenersi (loro stessi e le attività dell’associazione) grazie alle donazioni e al volontariato dei cittadini di tutto il mondo. Dopo aver ottenuto udienza dal governo americano e aver convinto il presidente Obama a inviare in Uganda volontari dell’esercito americano in appoggio all’esercito ugandese per la cattura di Kony, hanno realizzato un breve lungometraggio della durata di 30 minuti cercando di sfruttare i social network e internet per far conoscere a tutti la battaglia dell’associazione e le violenze perpetrate da Kony, un terrorista che ritroviamo in cima alla lista dei servizi segreti di tutto il mondo senza aver mai sentito nominare il suo nome.

    “KONY 2012”, questo il titolo del filmato,  ha impiegato poco ad attirare l’interesse della popolazione mondiale, ha raggiunto 75 milioni di persone ottenendo il primato del link più cliccato di tutti i tempi e, piano piano, la mastodontica campagna d’informazione di “Invisible Children” sta raggiungendo anche Genova e l’Italia.

    Il 20 aprile, la giornata per l’Uganda – L’intento dei giovani volontari è quello di “tappezzare” in una giornata le principali città del mondo con manifesti e adesivi “Kony 2012” con lo scopo di sensibilizzare più persone possibile sulla situazione ugandese. Chi sarà a farlo? Io, te, noi, chiunque voglia rendersi utile alla causa e partecipare. Basterà richiedere l’Action Kit dal sito di “Invisible Children”, ovvero il materiale per le affissioni, armarsi di buona volontà e farsi un giro per Genova! Per poter inviare il kit l’associazione americana chiede un piccolo contributo economico. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.invisiblechildren.com.

    Una campagna che raggiunge un simile successo non può che suscitare anche critiche e sospetti. Invisible Children è stata accusata da più parti di speculazione e banalizzazione. In questo senso, trovo molto semplice e risoluta l’analisi di Nicholas Kristof, editorialista del New York Times: “E‘ vero che il video è superficiale, ma ha il merito di portare all’attenzione di tutti noi una vicenda terribile che altrimenti sarebbe ignorata dalla maggior parte del mondo”.

    Per quanto riguarda i conti dell’associazione impossibile al momento giurare sulla trasparenza dei bilanci, sicuramente i denari giunti nelle casse di Invisible Children sono tantissimi… Per ora penso sia molto più sensato occuparsi del fine, ai mezzi penseremo dopo.

  • Ventimiglia, cercasi idee e progetti per eventi culturali estivi

    Ventimiglia, cercasi idee e progetti per eventi culturali estivi

    ventimigliaIl Comune di Ventimiglia ha pubblicato un bando informale rivolto ad artisti, professionisti e associazioni culturali per trovare idee e proposte per organizzare eventi e rassegne nel corso della stagione estiva 2012: l’idea è stendere un programma di appuntamenti a ingresso gratuito da svolgersi tra il 1 luglio e il 31 agosto 2012.

    I luoghi dove si svolgeranno gli spettacoli sono: Belvedere ResentelloPiazza della Cattedrale in Ventimiglia altaPiazza San Bartolomeo in Frazione Latte, Piazza della Stazione in Frazione Beveral e Piazza Caduti della Libertà in frazione Torri. I progetti verranno selezionati sulla base di due criteri: costi da sostenere e coerenza con il programma di eventi del Comune.

    La domanda regolarmente compilata deve essere inviata entro le ore 13.00 di lunedì 23 aprile 2012, via email all’indirizzo e.viale@comune.ventimiglia.it o via posta a Comune di Ventimiglia -Piazza della Libertà n.3 – 18039 Ventimiglia (IM).

    Marta Traverso

  • Giardini Luzzati, nasce una Nuova Associazione per riqualificarli

    Giardini Luzzati, nasce una Nuova Associazione per riqualificarli

    giardini luzzatiIl rinnovamento dei Giardini Luzzati passa attraverso il lavoro di un gruppo di volontari, che ha di recente formalizzato la propria attività sotto la denominazione di Nuova Associazione.

    Scopo di questo gruppo è creare e aprire spazi di integrazione culturale e aggregazione sociale all’interno del centro storico: mentre la zona intorno a piazza delle Erbe è conosciuta più che altro per la movida e per i numerosi locali, l’area dei Giardini Luzzati è meno frequentata, anche a causa di alcuni episodi legati al piccolo spaccio, al consumo di alcol e a piccole risse.

    L’associazione si prefigge dunque l’obiettivo di contrastare e prevenire un utilizzo passivo della piazza offrendo al contempo un’alternativa alla “movida” basata sulla cultura, l’intercultura, la convivenza pacifica e la cittadinanza attiva.

    Questi i destinatari dei progetti e le attività previste, come riportato dalla pagina Facebook dell’associazione:
    1- Bambini e famiglie. Creare spazi educativi attraverso attività ricreative, sportive e culturali rivolte ai minori e rendere l’area più vivibile e fruibile incentivandone in questo modo la frequentazione da parte delle famiglie. Attività sportive, laboratori teatrali e musicali, attività ludiche, realizzazione di un’area gioco, organizzazione di feste di compleanno, realizzazione spazio nursery all’interno del circolo da mettere a disposizione delle mamme.

    2- Giovani. Rispondere all’esigenza dei giovani di trovare spazi di aggregazione positiva, di integrazione, di ascolto e di sviluppo delle proprie potenzialità. Visti i bisogni dei giovani del quartiere si prevedono attività di tipo sportivo e aggregativo: tornei sportivi, arrampicata, cineforum, concerti, teatro per i giovani. Inoltre creeremo uno “spazio ascolto”. Le professionalità dei nostri operatori saranno a disposizione dei giovani.

    3- Anziani. Accogliere e rispondere ai bisogni di relazione e socializzazione degli anziani, valorizzando al contempo le loro esperienze mettendole a disposizione della comunità. Realizzazione campo da bocce, spazi ludici, trekking per anziani, realizzazione di attività ed eventi su loro iniziativa.

    4- Popolazione straniera. Favorire l’integrazione dei cittadini stranieri nel tessuto socio-culturale genovese, promuovendo l’incontro e lo scambio tra le differenti realtà presenti sul territorio. Realizzazione di feste tradizionali, attivazione di percorsi di partecipazione e cittadinanza delle comunità straniere, realizzazione di incontri formativi sulle realtà attuali e storiche dei paesi di provenienza.

    5- Scuola. In vista del trasferimento degli istituti scolastici del quartiere nelle immediate vicinanze dei Giardini Luzzati, ci si propone l’obiettivo di continuare a collaborare con la scuola offrendo la struttura come strumento didattico. Vista la stretta collaborazione tra Scuola Garaventa e Baliano e Associazione Il Ce.Sto attraverso il centro sociale, si metteranno le strutture della piazza a disposizione della scuola. In particolare si proporrà: utilizzo del campo sportivo per lo svolgimento dell’educazione fisica, utilizzo del tendone per la realizzazione di spettacoli, eventi, mostre, feste.

    6- Enti e Associazioni. Intensificare la collaborazione con le altre realtà associative e comunitarie del territorio e con le Istituzioni Pubbliche. Si metteranno a disposizione delle associazioni e dei cittadini che lo richiederanno gli spazi e le strutture. Sono già in previsione attività quali mercatino delle pulci una volta al mese, cucina multietnica, feste di quartiere, sagre, manifestazioni, convegni e formazioni, proiezioni.

    Per maggiori informazioni sull’associazione e le sue attività si può contattare il numero telefonico 010 8696609.

  • Monte Moro: continuano le attività di pulizia promosse dai cittadini

    Monte Moro: continuano le attività di pulizia promosse dai cittadini

    Prosegue senza sosta l’azione virtuosa di pulizia del Monte Moro, a cura di un gruppo di cittadini attivi.

    Domenica 18 marzo, cinquanta volontari delle Associazioni “Amici del Monte Moro” e “Gente Comune“, hanno bonificato una vasta area del versante Sud-Est del Monte Moro.

    I volontari, all’opera dal primo pomeriggio, hanno liberato numerose fasce abbandonate da decenni, rimuovendo oltre una tonnellata di rifiuti di ogni genere.

  • Valle Scrivia: i cittadini chiedono una struttura sanitaria adeguata

    Valle Scrivia: i cittadini chiedono una struttura sanitaria adeguata

    Savignone, Valle ScriviaEcco il testo integrale della lettera inviata dall’associazione culturale “Giovani Liberi” indirizzata alle istituzioni provinciali e regionali e a tutti i sindaci della Valle Scrivia. “Giovani Liberi” chiede a gran voce una struttura sanitaria adeguata alle esigenze del territorio.

    «Una drammatica storia quella della sanità in Valle Scrivia. Lasciati al nostro destino, nessuno ci considera se non per tagliare, eliminare o diminuire servizi. Sicuramente siete già a conoscenza dei numeri che rappresentano il nostro territorio: circa
    22.000 abitanti, in un area particolarmente difficile, numero che nei mesi estivi quasi raddoppia; una grande valle che sotto alcuni punti di vista può assomigliare ad una città. I mezzi di trasporto non mancano, le aziende ci sono così come i negozi e quant’altro. Quello che manca, purtroppo e da troppo tempo, è una struttura sanitaria adeguata alle esigenze del territorio.

    Siamo stati abbandonati a noi stessi. In quest’ultimo periodo non abbiamo avuto niente. Non solo: ci è stato portato via qualsiasi cosa avessimo faticosamente ottenuto nel corso degli anni. Non abbiamo anche noi diritto ad una struttura sanitaria adeguata? Questa è la domanda che tutti ci poniamo da sempre; la scusa migliore è ogni volta la stessa: mancano i soldi.

    Ma qualcuno pensa ad una soluzione? A quanto pare no: i nostri sindaci fanno fatica a mettersi d’accordo; questo disastro
    costituisce per loro un’ottima opportunità di litigio. I vari colori politici, le diversità di carattere o vecchi attriti? Non sappiamo quali siano le cause di questi eterni dibattiti. Fatto sta che non si riesce a trovare un’unica linea di pensiero per contrastare un male che,
    invece, riguarda indistintamente tutta la valle. Ciò è molto grave perché ci impedisce di far fronte comune e di avanzare proposte efficaci e richieste univoche alla Regione.

    In questo caso non crediamo sia il caso di porci la domanda se abbiamo eletto le persone giuste ma piuttosto, sicuri di aver fatto la scelta corretta riponendo in voi la nostra fiducia, Vi chiediamo di non guardare alle simpatie di partito, in particolar modo in questo
    momento delicato. Passate sopra agli inopportuni campanilismi, fate qualcosa per il bene del nostro territorio, qualcosa per cui sarete ricordati e di cui andrete fieri perché la salute e il benessere degli individui sono diritti fondamentali che riguardano tutti e che vanno
    ottenuti con l’impegno e la solidarietà.

    La Regione Liguria è tenuta ad aiutarci, ha l’obbligo morale di intervenire, non può e non deve lasciarci in questa situazione preistorica. Bisogna che chiarisca la sua posizione in merito e che si mostri propositiva nei nostri confronti: offra argomenti ed alternative validi e fattibili atti alla risoluzione della nostra piaga. Basta proclami politici senza una chiara ed
    efficace conclusione: vorremmo avere la possibilità di vederla impegnata in un progetto comprovante il fatto che si sta davvero facendo qualcosa!

    Riteniamo che attualmente il problema della sanità sia di primaria importanza per la nostra valle e che i cittadini debbano essere correttamente informati e sensibilizzati. Non abbiamo la soluzione pronta e impacchettata, ma siamo sicuri che con l’impegno comune, il dialogo ed il buon senso si possano raggiungere ottimi risultati. Non vogliamo le prime pagine dei giornali, non vogliamo assolutamente fare politica (soprattutto quella che va di moda in questo periodo). Desideriamo uscire dagli schemi, da inutili atteggiamenti faziosi e spronare chi ci amministra: ecco lo spirito che ci spinge a scrivere questa lettera.

    Esigiamo che le nostre amministrazioni comunali, dopo aver scelto una strategia comune, si incontrino con la Regione Liguria per poter finalmente presentare alla cittadinanza un progetto concreto che ci elevi ad un quantomeno sufficiente livello sanitario. Questa è la prima lettera che scriviamo, ne seguiranno altre fino a quando non otterremo risposte positive e concrete. A Voi cittadini chiediamo solo l’appoggio e la volontà di difendere qualcosa che ci appartiene.»

    Firmato:
    Un gruppo di “Giovani Liberi: liberi di sognare”

  • Associazione Progetto Up: sportelli del cittadino aperti a tutti

    Associazione Progetto Up: sportelli del cittadino aperti a tutti

    Un’associazione nata allo scopo di salvaguardare i diritti di tutta la cittadinanza e gli interessi legittimi delle persone in ogni ambito, in pratica dei veri e propri sportelli per il cittadino che si stanno espandendo su tutto il territorio genovese per provare a rispondere alle più svariate esigenze, dai diritti dei consumatori (bollette, contravvenzioni, contenziosi Equitalia, viaggi e vacanze, contratti d’acquisto, banche e assicurazioni) al diritto di Famiglia e Successioni, diritto del Lavoro (buste paga e vertenze), assistenza fiscale (Caf), questioni condominiali, ecc.
    Attualmente sono cinque gli sportelli in provincia di Genova, la sede di Sestri Ponente (via G. Soliman 10/2), gli sportelli di Genova Centro, Oregina, Val Bisagno e Busalla per quanto riguarda la Valle Scrivia.

    Parliamo del Progetto Up-Ufficio Polifunzionale, nato ad inizio 2007 grazie ad un idea di Alberto Burrometo, presidente dell’associazione, che racconta «Dopo anni di lavoro presso le associazioni di consumatori mi sono reso conto che la gente ha bisogno di tutto, non solo di informazioni relative ai consumi, quindi insieme ad un gruppo di volontari attivi nel sociale abbiamo pensato di creare la prima associazione in Italia che offre i servizi tipici di un sindacato, senza per questo essere “figlia” di un partito o movimento politico».

    Ma qual è la differenza rispetto ai servizi offerti dalle associazioni dei consumatori oppure dagli sportelli del cittadino messi a disposizione dal Comune?
    «In primo luogo non aderiamo al CNCU (Comitato nazionale consumatori ed utenti) in quanto non condividiamo le scelte delle associazioni di consumatori tradizionali – spiega Burrometo – da un lato perché queste ultime sono emanazione di partiti politici o di sindacati, dall’altro perché la mia esperienza diretta mi ha insegnato come esse spesso siano degli specchietti per le allodole. In secondo luogo non siamo una Onlus, ovvero non percepiamo emolumenti da nessuno, ad esclusione dei nostri associati. Gli sportelli del cittadino di emanazione comunale forniscono delle indicazioni ma non cercano di risolvere i problemi dei cittadini. Al contrario chi si rivolge a noi ha la possibilità immediata di risolvere un problema o, per lo meno, di avere le idee più chiare sul suo problema».
    Quali esigenze solitamente non vengono soddisfatte dal servizio pubblico o dalle organizzazioni tradizionali? «In un periodo di profonda trasformazione tecnologica tutti possono arrivare ovunque grazie ai nuovi mezzi di comunicazione – continua Burrometo – però, paradossalmente, la pluralità indistinta di informazioni genera confusione. Il nostro scopo, ambizioso quanto si vuole ma reale, è quello di dare informazioni corrette e consigli utili e pratici».

    I risultati ottenuti fino ad oggi sono significativi, su tutti spicca la vittoria su Equitalia condannata, nel gennaio di quest’anno, a pagare i danni morali ed eliminare l’ipoteca sull’abitazione ad un cittadino di Voltriassistito da Progetto Upa cui era stata pignorata illegalmente la casa per non aver saldato i conti, circa 3000 euro per interessi e more dovuti all’Inps, relativi ad una contestazione di una decina di anni fa.

    Prospettive future dell’assoziazione? «Vogliamo ampliare la struttura – conclude Burrometo – e puntiamo a raddoppiare il numero di sportelli per radicare la nostra presenza sul territorio».

     

    Matteo Quadrone

  • Osservatorio Astronomico Righi: sabato va in scena il Sistema Solare

    Osservatorio Astronomico Righi: sabato va in scena il Sistema Solare

    L'Osservatorio Astronomico del Righi a GenovaSabato 10 marzo, nell’ambito del calendario delle aperture mensili dell’Osservatorio Astronomico del Righi, è in programma “La notte dei pianeti“: nell’arco di poche ore dopo il tramonto sarà possibile osservare i corpi principali del nostro Sistema Solare: dapprima Venere e Giove, quindi Marte, e infine, verso mezzanotte, Saturno e la Luna.

    A partire dalle ore 19.30 verranno organizzati turni di visita in Osservatorio, della durata di 30 minuti circa e per un massimo di 15 persone per turno. Parallelamente, nell’Aula didattica-Planetario, sempre a partire dalle ore 19.30 e ogni ora circa, sarà possibile seguire un’animazione dedicata ai pianeti del Sistema Solare. Per accedere alle due cupole (Aula Planetario e Osservatorio) è richiesto un contributo spese rispettivamente di 5 € e di 3 €. Non è prevista la prenotazione.

     

    L’OSSERVATORIO ASTRONOMICO DEL RIGHI – Venne edificato nel 1939, grazie all’opera di due appassionati il Prof Gugliemo Marconi e il Prof. Alfredo Carlo Murri, ma nel corso degli anni il suo utilizzo, per diverse vicissitudini, rimase sempre riservato a pochi privati fino al totale abbandono avvenuto nel corso degli anni ’70.

    Nel 1998 il Club Cacciatori Castellaccio decise di chiedere la gestione di quello che rimaneva dell’Osservatorio, una piccola specola
    abbandonata che sorgeva poco lontano dalla sede sociale dell’associazione.

    Oggi l’Osservatorio è rinato grazie alla volontà di appassionati ed esperti: incontri didattici, visite delle scuole e anche un particolare successo che ha portato il nome dell’Osservatorio genovese agli onori della cronaca internazionale. Eh si, perché il 24 agosto 2011 Marina Costa, resp. per la didattica dell’Osservatorio, ha scattato le primissime immagini al mondo dell’esplosione della Supernova SN 2011fe avvenuta a 21 milioni d’anni luce dalla Terra. Prima ancora che gli astronomi del Palomar Observatory ne dessero notizia.

  • Monte Moro: i volontari riqualificano un’area verde abbandonata dalle istituzioni

    Monte Moro: i volontari riqualificano un’area verde abbandonata dalle istituzioni

    Quando i cittadini decidono di rimboccarsi le maniche ed impegnarsi in prima persona i risultati si vedono. È il caso delle iniziative che ormai da un paio di anni si susseguono a Monte Moro, nel tentativo di riqualificare quello che è un vero e proprio “polmone verde” del levante genovese.

    <<Ci siamo costituiti in associazione dopo l’incendio del 2009 che ha distrutto ben 150 ettari di bosco – racconta Francesco Viscardi, presidente dell’associazione Amici del Monte Moro – Con un gruppo di amici abbiamo iniziato a piantare un centinaio di alberi. Questa è stata l’occasione propizia per incontrare gli abitanti del quartiere e conoscere i problemi che affliggono la zona. La criticità maggiore è dovuta alla presenza di una mole imponente di rifiuti che hanno degradato una delle aree verdi più estese della città>>.

    Oggi i volontari sono 60 e l’associazione continua a raccogliere adesioni da ogni parte di Genova perché gli amanti di questo luogo, chi lo frequenta per passeggiare, fare jogging, respirare aria pulita, intende impegnarsi attivamente per difenderlo e renderlo più vivibile.

    <<Dalla primavera del 2010 ad oggi abbiamo raccolto qualcosa come 45 tonnellate di rifiuti – spiega Francesco Viscardi – almeno una quarantina di carcasse d’auto, motorini, frigoriferi, lavatrici, mobili, rifiuti di ogni genere. In pratica abbiamo riempito trenta container>>.

    L’ultima azione si è svolta Sabato 25 e Domenica 26 febbraio quando un gruppo di volontari ha rimosso svariati quintali di rifiuti ingombranti abbandonati sul monte. L’operazione di bonifica ha riguardato anche una delle scarpate di Via Alberico Lanfranco. Amiu – come già aveva fatto in precedenza – ha messo a disposizione un contenitore scarrabile utilizzato per il recupero dei rifiuti e per il trasporto in discarica degli stessi.

    L’azienda di igiene urbana è l’unico ente “pubblico” che finora ha supportato concretamente l’associazione. Mentre sul piano finanziario qualche piccolo aiuto è arrivato dal Municipo Levante.

    Eppure Monte Moro avrebbe enormi potenzialità che rimangono inespresse. <<Parliamo di una zona ricca di percorsi naturalistici che occorre valorizzare e promuovere – continua Francesco –  Ad esempio il sentiero che collega Quinto al Monte Moro oppure quello che collega Monte Moro con il Monte Fasce>>.

    Ma non solo. L’area infatti ospita anche un sito di notevole interesse storico, ovvero il complesso delle fortificazioni di Monte Moro. <<Una delle batterie più complesse ed articolate realizzate a difesa di una città costiera nel periodo del secondo conflitto mondiale – scrive il prof. Carlo Alfredo Clerici sul sito www.progettomontemoro.it  – Questa imponente struttura, il cui sistema di gallerie si estende in profondità all’interno della collina, era in realtà costituita da una molteplicità di opere sia sotto che fuori terra. Tutto il versante a mare della collina, dall’abitato di Quinto sino alla vetta, venne attrezzato con una capillare distribuzione di punti difensivi. La peculiare conformazione geomorfologica della città e la particolarità del suo sviluppo urbano, ha permesso la preservazione di quest’opera sino ai giorni nostri>>.

    Ma la totale indifferenza delle istituzioni pubbliche ha fatto sì che gli storici manufatti siano totalmente abbandonati a se stessi. L’unico intervento di ripristino – che ha riguardato uno dei bunker militari – è stato effettuato dai volontari dell’associazione.

    <<Eppure, con pochi ed oculati interventi, l’area di Monte Moro potrebbe tornare a esprimere tutta la sua potenzialità di Parco del Levante Genovese, punto panoramico, attrattiva turistica e memoria storica di un nostro passato prossimo – conclude il professore – Se collegata sapientemente al complesso del Parco dei Forti potrebbe costituire una evidenza tangibile sull’evoluzione dell’ingegneria difensiva della nostra città. Ridare un senso a questo tipo di strutture, così come alla globalità dei nostri forti non dovrebbe essere inteso, quindi, come un semplice lavoro di pulizia e di restauro, ma andrebbe contestualizzato in un ben più complesso e articolato progetto. Un piano di recupero delle aree verdi da restituire alla fruizione da parte dei cittadini, un recupero dei sentieri, una attenta valorizzazione e promozione turistica>>.

    Gli Amici del Monte Moro comunque non si danno per vinti e credono sia ancora possibile invertire lo stato delle cose. E per finanziare le operazioni di pulizia e bonifica dei versanti montuosi si sono inventati delle manifestazioni collaterali. <<Solo con le nostre forze era difficile proseguire nell’opera di riqualificazione – spiega Francesco – ed allora abbiamo iniziato ad organizzare piccole sagre ed eventi di autofinanziamento che sono stati sempre molto partecipati. Ad esempio la castagnata dell’ottobre 2011 con un raduno di auto d’epoca in collaborazione con il Veteran Car Club Ligure>>.

    Oggi sembra che la fase di emergenza acuta sia fortunatamente terminata <<Con questo intendo dire che attualmente l’escursionista che frequenta il Monte Moro non si trova di fronte una mole imponente di rifiuti come accadeva fino a poco tempo fa – continua FrancescoMa c’è ancora molto da lavorare. Sono infatti ancora almeno una quarantina le tonnellate di rifiuti presenti nelle scarpate. Il problema, oltre allo scarso senso civico dimostrato da molti cittadini, è anche l’assenza di controlli adeguati e preventivi>>.

    <<Questa primavera pianteremo un altro centinaio di alberi – annuncia Francesco – mentre il prossimo 18 marzo è in programma una “Giornata di restyling del Monte Moro”. Tutti i genovesi sono invitati. Divideremo i partecipanti in squadre ed ognuno si occuperà di un’attività. Da qualche mese abbiamo iniziato a dipingere il guardrail di via Lanfranco. Una struttura arrugginita e logorata dal tempo. L’obiettivo è renderlo più facilmente visibile in modo tale da diminuire la pericolosità della strada. Poi continueremo la pulizia delle scarpate>>.

    L’intera area del Monte Moro è di proprietà del Demanio. Che a quanto pare non ha alcuna intenzione di provare a recuperarla. <<Noi ovviamente agiamo sotto la luce del sole, ma purtroppo siamo in casa altrui – conclude Francesco – Vorremmo avere l’opportunità di gestire un’area per restituirla alla cittadinanza, visto che il monte è patrimonio di tutti i genovesi. E magari realizzare una sorta di parco per bambini ed anziani. Dove impegnare attivamente persone con problemi fisici e mentali, aiutandoli a reinserirsi nel tessuto sociale. Penso ad esempio ai ragazzi disabili che già abbiamo coinvolto nelle nostre attività. In questi due anni infatti sono nate e proseguono proficuamente diverse collaborazioni con Anffas, la Croce Rossa di Apparizione, l’Associazione Alpini sezione di Nervi ed il Veteran Car Club Ligure. Ultimamente ci siamo legati anche all’Agesci per iniziare a ripristinare la sentieristica sul Monte Moro. È importante allargare la rete se vogliamo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati>>.

     

    Matteo Quadrone

     

  • Servizio civile verso lo stop definitivo: nessun progetto nel 2013

    Servizio civile verso lo stop definitivo: nessun progetto nel 2013

    «L’esigua disponibilità di fondi assegnati al servizio civile, notevolmente ridotti dalle manovre finanziarie degli ultimi anni, non permetterà, se non ci saranno nuove risorse, la partenza dei volontari nel corso del 2013». Con queste parole il Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi – che ha la delega per quanto riguarda il servizio civile – nel corso di un’interrogazione parlamentare alla Camera ha sciolto ogni dubbio circa la difficile situazione in cui si trovano gli enti e i ragazzi che ogni anno beneficiano di questa opportunità.

    La dichiarazione arriva al termine di un periodo molto complesso, che ha portato alla messa a rischio anche per i progetti già in fase di avvio: da un lato la mancanza di fondi sufficienti per retribuire tutti i volontari, dall’altro una sentenza che impone l’apertura del bando anche agli stranieri, hanno portato a un blocco dell’avvio in servizio dei volontari e a partenze che saranno scaglionate per tutto il 2012.

    A oggi molti enti e molti ragazzi sanno che i progetti partiranno entro la fine del 2012, ma senza alcuna certezza precisa sulla data. Al momento il sito ufficiale dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile pubblica di mese in mese l’elenco degli enti che possono avviare i progetti.

    Marta Traverso

  • L’alieno: a Prà nasce una nuova associazione culturale

    L’alieno: a Prà nasce una nuova associazione culturale

    alienoSabato 25 febbraio il quartiere genovese di Prà si apre per una serata di musica e arte che festeggia la nascita di una nuova associazione culturale.

    L’alieno avrà sede in piazza Bignami 3 r e si propone come un luogo d’incontro per i giovani e per tutti coloro che si interessano di musica e arti visive, in particolare aspiranti autori che vogliono condividere la loro passione e le loro opere con gli altri.

    Nei locali dell’associazione saranno messi a disposizione dei soci i seguenti materiali:
    -risorse multimediali audio (CD)
    -risorse multimediali video (VHS e DVD)
    -fumetti e graphic novel
    -riviste fuori catalogo di fumetto, musica e fotografia
    -libri per approfondimenti tematici su street art, fotografia, musica

    L’inaugurazione di sabato prossimo (a partire dalle 18) sarà un open day aperto a tutti con aperitivo e Dj set. Nel corso dell’evento sarà possibile visitare il locale e diventare socio dell’associazione.

    Per maggiori informazioni si può contattare l’indirizzo mail lalienocity@yahoo.it.

    Marta Traverso

  • Teatro Sociale di Camogli, verso la riapertura del cantiere

    Teatro Sociale di Camogli, verso la riapertura del cantiere

    Teatro Sociale di CamogliDopo trentanni di silenzio e abbandono (un unico intervento nel 1980 ad opera della Provincia di Genova per la messa in sicurezza del tetto), il Teatro Sociale di Camogli sul finire del 2009 torna agli onori della cronaca grazie all’apertura del cantiere per l’avvio dei lavori di restauro e messa in sicurezza.

    Un evento atteso con grande partecipazione da tutti i camoglini, una conquista ottenuta grazie all’impegno di Silvio Ferrari che ha costituito la Fondazione del Teatro, ha contrattato con i palchettisti (ovvero i proprietari del teatro, si tratta infatti di una proprietà divisa fra più privati) e con le istituzioni restituendo entusiasmo all’intera cittadina. Un entusiasmo culminato con la decisione spontanea di 100 famiglie che hanno raccolto 26mila euro e si sono costituiti associazione (“Gli Amici del Teatro Sociale”) per entrare nella Fondazione. (In coda l’intervista a Marta Puppo, presidente dell’associazione)

    Ma per dare nuova vita al teatro la cifra complessiva supera i 2 milioni di euro… L’impegno di questi cittadini è ripagato con l’annuncio di un fondo statale Fas (Fondo aree sottoutilizzate), del contributo di Regione e Provincia, della Fondazione Carige, ma anche dei vicini comuni rivieraschi, e si arriva così alla tanto attesa apertura del cantiere. Una festa per Camogli, l’associazione monitora il cantiere pubblicando online un diario dei lavori, con immagini e riprese.

    Ma il 29 giugno 2011 la ditta SACAIM, che si era aggiudicata l’appalto, la stessa azienda che ha ricostruito il Teatro La Fenice a Venezia, sospende i lavori perché in credito di quasi 700.000 euro. Non ci sono i soldi per pagare gli operai, i fondi Fas sono bloccati e la Regione non può anticiparli. Da quel giorno il cantiere è abbandonato.

    Fondazione e associazione, però, non si danno per vinti. Continuano a pressare le istituzioni e a stimolare la partecipazione non solo della gente di Camogli, ma di tutta la riviera di Levante. Poche settimane fa, grazie anche all’impegno della Regione e degli enti coinvolti, arriva l’annuncio dello sblocco dei fondi statali. Un milione e 700 mila euro per far riprendere i lavori.

    Ma non è finita qui, il definitivo epilogo positivo si fa ancora attendere. La somma c’è (e questa è una certezza), ma deve ancora essere deliberata e fonti della Regione fanno sapere che il fondo sarà a disposizione della Fondazione del Teatro solo una volta terminate le procedure amministrative e trasmessa in Regione la documentazione: “La Regione può consegnare il fondo solo a una Fondazione in grado di gestire il Teatro”.

    Non c’è dubbio che quello della gestione sia un tema da affrontare, i volontari già da tempo organizzano incontri a questo proposito, stanno lavorando per creare una commissione all’interno della Fondazione che possa stabilire le linee guida, proposte e progetti non mancano. Un “intoppo burocratico”, quindi, che non potrà e non dovrà impedire ai denari di arrivare finalmente nelle casse della Fondazione per permettere la riapertura del Teatro Sociale. Questo, ne siamo convinti, rimane l’obiettivo imprescindibile di tutte le parti in causa.

    Abbiamo incontrato l’architetto Marta Puppo, presidente dell’associazione “Gli Amici del Teatro Sociale”:

    L’associazione nasce da un’iniziativa che si chiamava “Iniziativa delle 100 famiglie“. Raccontaci cosa è accaduto a Camogli due anni fa… “L’idea era che 100 famiglie camogline, ma non solo, più precisamente direi persone interessate alle sorti di Camogli e del suo Teatro, si tassassero con un minimo di 250 euro a testa per poter entrare nella Fondazione del Teatro e partecipare attivamente alla sua riapertura. L’ingresso nella fondazione richiedeva il versamento di una quota, siamo riusciti a raccogliere 26mila euro. Certo, si tratta di un versamento simbolico se si pensa alla somma totale per il restauro, ma penso sia un bellissimo messaggio, a Camogli c’è grande partecipazione per quanto riguarda il Teatro, c’è grande attesa per la riapertura…”

    In questi sei mesi di chiusura forzata del cantiere la Fondazione non si è certo data per vinta… “Questo tempo di fermo del cantiere non è stato un periodo di fermo per la Fondazione, noi abbiamo cercato ulteriori fondi per riuscire a portare a termine non solo i lavori preventivati ma anche ulteriori interventi che in un primo momento non erano stati finanziati, come ad esempio la facciata…”

    E per quanto riguarda la gestione? “Stiamo lavorando molto su questo aspetto, è fondamentale che sia messa in atto una buona gestione per far si che il teatro possa essere vivo una volta restaurato e riaperto. Vogliamo che si faccia una commissione all’interno della Fondazione per stabilire le linee guida, che non vuol dire decidere già chi sarà a gestirlo, non è il soggetto in sé la cosa importante adesso; vogliamo però avere le idee chiare su quello che dovrà essere il nuovo Teatro Sociale. Abbiamo fatto una serie di incontri con altri teatri come lo Stabile e l’Archivolto di Genova, abbiamo incontrato tecnici ed esperti. Sono venute fuori idee e proposte interessanti, tra cui quella di un teatro per i cosiddetti “spettacoli zero” e quella di un luogo dedicato all’alta formazione musicale… Insomma, vogliamo che chiunque verrà a gestire questo teatro si trovi già un progetto ben delineato.”

     

     

    Gabriele Serpe

    Video di Daniele Orlandi

     

  • IoRicreo: a Genova fai-da-te e riciclare i rifiuti diventano arte

    IoRicreo: a Genova fai-da-te e riciclare i rifiuti diventano arte

    Avete presente quella miriade di oggetti inutili che tenete radunati in enormi scatoloni in soffitta (o in cantina, a seconda delle possibilità) e che un giorno o l’altro vi deciderete a buttare via? Bene. Sapete che ciascuno di quegli oggetti può essere riutilizzato e/o trasformato in un’opera d’arte?

    Nel 2007 due studenti universitari di Genova decidono di mettere in pratica la loro passione per i temi legati a ecologia e rispetto dell’ambiente e danno vita a un’associazione che mira a spiegare divertendo come si può fare del bene per il pianeta e al tempo stesso dare sfogo alla propria vena artistica.

    IoRicreo è un’associazione che attraverso incontri e laboratori mira alla diffusione della buona pratica del riciclo creativo: prendere oggetti che normalmente finiscono nella spazzatura – plastica, vetro, carta, materiali di scarto di vario genere – e ideano modi sempre nuovi per rimetterli a nuovo. Un modo per combattere gli sprechi e al tempo stesso insegnare l’arte del fai da te in un modo inusuale: chiunque voglia partecipare alle attività dell’associazione è il benvenuto, purché condivida i temi del rispetto dell’ambiente e dell’autoproduzione creativa.

    Marta Traverso