Tag: cantautori

  • Fabrizio De Andrè: festa di compleanno a Via del Campo 29 Rosso

    Fabrizio De Andrè: festa di compleanno a Via del Campo 29 Rosso

    Fabrizio De AndrèLunedì 18 febbraio (ore 14-19) presso l’emporio-museo Viadelcampo29rosso apertura straordinaria in occasione del compleanno di Fabrizio De Andrè.

    Questo il programma della giornata.

    Mostra fotografica con opere provenienti dall’archivio di Lorenza Bozzano, amica di gioventù di Fabrizio De Andrè. Alcuni esempi: gli scatti realizzati a Sarissola nella villa di famiglia (1964) e nella sua abitazione genovese e che ritraggono lei, Fabrizio, alcuni amici tra i quali Paolo Villaggio e personaggi del mondo del cinema e del teatro come Anna Magnani e Ave Ninchi.

    Sarà inoltre ufficializzato il gemellaggio tra l´emporio-museo viadelcampo29rosso e il Club Fabrizio De Andrè Valle Scrivia”.

    Sarà infine data a tutti la possibilità di farsi fotografare accanto alla celebre chitarra “Esteve”, custodita nel museo, che accompagnò Fabrizio nel corso del suo ultimo tour.

  • Via del campo 29 rosso: uno spazio per i cantautori di Genova

    Via del campo 29 rosso: uno spazio per i cantautori di Genova

    vdc-di-fabio-cavaliereIL PRECEDENTE

    20 febbraio 2010: chiude lo storico negozio Gianni Tassio in via del Campo, uno degli spazi più importanti della Città Vecchia per essere custode della chitarra di Fabrizio De Andrè (acquistata nel 2001 al prezzo di 168 milioni di lire, cifra donata poi a Emergency), testi dattiloscritti e cimeli originali del grande cantautore genovese.

    Il negozio era gestito dalla vedova di Gianni Tassio, Daniela, dopo la sua morte avvenuta nel 2004. Il Comune apre un bando (scadenza 1 marzo 2010) che prevede la gestione del negozio per 9 anni e un finanziamento di 80.000 € per la sua ristrutturazione. Requisiti per accedere al bando, l’impegno a rendere lo spazio non solo un’attività commerciale, ma anche un luogo di importanza turistica e culturale, in sinergia con la rete dei musei civici e con le altre realtà del territorio (Ghettup, Associazione San Marcellino, Formicopoli etc).

    25 febbraio 2012: inaugura Via del campo 29 rosso, emporio-museo dedicato a Fabrizio De Andrè e ai cantautori della scuola genovese.

    Il bando per la gestione è stato vinto da una società consortile denominata come l’emporio, formata da tre realtà: Sistema Museo, che si occupa della parte di attività legata al merchandising; ETT che supporta il settore tecnologico e web; Cooperativa Solidarietà e Lavoro per quanto riguarda eventi e iniziative. Quest’ultima una realtà molto attiva nel tessuto culturale cittadino: ha infatti in gestione alcuni tra i più importanti musei della città, quali Castello D’Albertis e Galata Museo del Mare.

    Impegno primario della nuova struttura è allargare gli orizzonti di un luogo principalmente connotato sulla figura di Faber per omaggiare la tradizione cantautorale genovese nel suo complesso.

    IL PRESENTE

    Un museo-emporio per omaggiare Fabrizio De Andrè, Luigi Tenco, Umberto Bindi, Gino Paoli, Ivano Fossati e tutti i grandi cantautori della scuola genovese. Al tempo stesso, uno spazio aperto a tutti coloro che fanno musica e la volontà di costituire una rete sempre più attiva con altre iniziative culturali della città.

    Il bilancio di Via del campo 29 Rosso a un anno dall’apertura è di oltre 30 eventi gratuiti e più di 50.000 presenze tra genovesi e turisti, con una media di 3.000 visitatori al mese: un numero elevatissimo, agevolato anche dalla visibilità della rete dei musei cittadini, di cui l’emporio fa parte.

    «La prima e più grande soddisfazione è aver stretto legami profondi con le famiglie dei cantautori genovesi oggi scomparsi: i parenti di Luigi Tenco ci hanno prestato per un’esposizione cimeli preziosi come la sua chitarra e la sua macchina da scrivere», ci spiega Sabrina Lastrico della Cooperativa Solidarietà e Lavoro.

    A seguire, un notevole impegno per «valorizzare il patrimonio culturale dei cantautori genovesi e rivitalizzare il quartiere, in collaborazione con associazioni, esercenti e cittadini». Un progetto che si esprime attraverso eventi artistici e musicali, attività didattiche, visite guidate nel centro storico e iniziative collaterali quali una gara di pesto al mortaio “cantautori vs negozianti di via del Campo tenutasi lo scorso luglio.

    Un luogo aperto a collaborazioni e richieste da parte non solo di cantautori già noti, ma anche di assoluti emergenti: «Questo fine settimana organizzeremo eventi in vista del compleanno di Fabrizio De Andrè, e durante la serata di sabato 16 febbraio si esibirà una band di adolescenti che proporrà i brani di Faber riarrangiati in chiave rock»

    Marta Traverso
    [foto di Fabio Cavaliere]

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Lele Ravera Band

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Lele Ravera Band

    Nato nel 2007 per iniziativa di Lele Ravera, il progetto inizialmente si configura come tribute band a De André, riscuotendo un successo che gli merita l’inserimento, da parte della Fondazione De André, nell’elenco di band tributo ufficiali: «Sicuramente proporre pezzi di un grande cantautore come De André rende più semplice suonare in pubblico e farsi conoscere, mentre portare pezzi propri è sempre più rischioso» racconta Ravera.

    Successivamente comunque Lele ha cominciato ad aggiungere al repertorio brani scritti e musicati da lui stesso: i temi sono tratti dal quotidiano ma anche da episodi di storia recente come il G8, e ricordano nelle sonorità la scuola genovese.
    Da questi pezzi è stata estratta una demo, intitolata “Immagini”, pubblicata nel 2011 e in breve diventata un vero e proprio album di dieci tracce, pubblicato a fine 2012. Oggi la band si esibisce in concerti che mescolano canzoni di De André a pezzi originali, pensati da Lele e arrangiati in gruppo, e sta portando in giro il nuovo tributo a De André dal titolo “Amico Fragile”.

    lele-ravera-bandLele Ravera: voce
    Chiara Figoli: tastiera
    Giancarlo Marotta: batteria
    Andrea Lo Giudice: basso
    Marco Silanus: chitarra ritmica
    Diego Maresu: chitarra solista

     

     

     

  • La Musica è la chiave: omaggio ai cantautori di Genova

    La Musica è la chiave: omaggio ai cantautori di Genova

    Via Del Campo De AndrèVenerdì 1 Febbraio (ore 21.30) al Teatro della Tosse si tiene lo spettacolo La Musica è la chiave: emozioni sul Palco[nudo], un omaggio ai cantautori genovesi con la regia di Emiliano Morgia e musiche e testi dei Palconudo.

    L’evento celebra il primo anniversario di Viadelcampo29Rosso, con uno spettacolo di musica, parole, danza e arti visive, strutturato intorno alle letture in prosa dei testi dei grandi cantautori genovesi – Umberto Bindi, Luigi Tenco, Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Gino Paoli e Ivano Fossati – accompagnati dalle musiche dei Palconudo con la voce di Elisa Castelli.

    Lo spettatore viene coinvolto in una serata dove il suono, i testi letti e le luci collaborano a creare un’atmosfera unica e particolare: un setting fortemente evocativo, ricco di contenuti culturali, emotivi e letterari cari alla nostra città e alla nostra storia artistica.

    Partecipano Chiara Daino, Domenico Ermirio, Marco Fuori, Carlo Marrale, Gianni Martini e il coro Daneo, Claudio Pozzani e di Don Andrea Gallo.

    La serata è preceduta da una visita guidata sul tema “Genova e i suoi cantautori”: partenza alle 18 in via del Campo fino al Teatro della Tosse, dove ci sarà l’opportunità di prendere un aperitivo prima dell’inizio dello spettacolo (info e prenotazioni 010 2474064).

    Prezzo biglietto: 10 €.

  • Concerti Genova: a Voltri 24 ore di musica live no stop

    Concerti Genova: a Voltri 24 ore di musica live no stop

    «I cantanti e le band che propongono inediti sono spesso “ai margini”, in molti locali si preferisce ascoltare i gruppi che fanno cover: per questa ragione abbiamo pensato di realizzare un grande evento musicale, per dare a chi compone brani propri la possibilità di incontrare il pubblico». Questa la premessa che ha portato Andrea Di Marco e Paola Popa – insieme a Nico e Massi, i due gestori del Mare di Note di Voltri – a organizzare una maratona musicale di 24 ore nel locale del Ponente genovese.

    Questo fine settimana – dalle 19 di sabato 26 alle 19 di domenica 27 gennaio – si assisterà dunque a 23 concerti consecutivi, con la sola interruzione del cambio palco (e una pausa di un’ora la domenica mattina). Una vera e propria catena di montaggio della musica che (si spera) porterà nuova linfa al quartiere di Ponente – dove oltre al Mare di Note c’è un solo locale dove si suona musica dal vivo, la pizzeria Da Erasmo – e in contemporanea darà spazio ai gruppi musicali della città (ma anche della Liguria, Lombardia ed Emilia), che potranno esibirsi dal vivo e far conoscere i loro brani.

    Quali sono le aspettative per un evento così inedito per la città? Andrea di Marco sottolinea che «si tratta di un esperimento: ogni band ha il suo seguito di fan e speriamo che questo porti tante persone ad ascoltarle, oltre alla possibilità di scegliere a quali concerti assistere nell’arco delle 24 ore (di seguito la scaletta, ndr). L’evento ha anzitutto lo scopo di sostenere le band che propongono musica nuova e indipendente, e in secondo luogo ci auguriamo che valorizzi anche il locale e il quartiere».

    Com’è nato il progetto? «Il Mare di Note si presta molto per questo tipo di evento: c’è molto spazio, un ampio parcheggio, e trovandosi nella zona delle Fabbriche non ci sono problemi legati ai rumori e alla musica troppo alta. Mare di Note è anche un’associazione culturale che si occupa di musica da molto tempo, perciò non ci sono state troppe difficoltà nell’organizzare un evento di questa portata».

    Le band sono state individuate in pochi mesi, soprattutto grazie alla promozione dell’evento attraverso Facebook: sono quasi tutte di Genova e appartengono a a diversi generi musicali, dal rock al pop, passando per il punk, il blues e il prog. Ciascuna ha a disposizione 45 minuti e proporrà una scaletta composta in buona parte di pezzi propri, con poche incursioni nelle cover di musica internazionale. L’ordine delle esibizioni è stato deciso tramite sorteggio.

    Questo l’elenco completo delle band che parteciperanno alla maratona.

    Case di vetro: dalle 19 alle 19.45 (alternative rock/post rock – Genova)

    Melamara: 20 – 20.45 (alternative/garage/powerpop – Genova)

    Stefano Lombardo: 21 – 21.45 (pop/rock/blues – Savona)

    La Roxy: 22 – 22.45 (rock – Genova)

    Experior: 23 – 23.45 (metal/prog rock – Genova)

    Comma 22: 00 – 00.45 (punk rock – Genova)

    Il paradiso degli orchi: 01 – 01.45 (prog rock – Brescia)

    Ravensight: 02 – 02.45 (symphonic death metal – Genova)

    Lele delle scimmie: 03 – 03.45 (rock – Genova)

    Red lips: 04 – 04.45 (rock – Genova)

    Reason of it all: 05 – 05.45 (alternative rock – Genova)

    Ave: 06 – 06.45 (rock – Brescia)

    Admal: 07 – 07.45 (rock – Genova)

    Cheers: 08 – 08.45 (rock – Mirandola)

    Sgrigua: 10 – 10.45 (rock – Genova)

    Blue beat: 11 – 11.45 (blues – Genova)

    Walk: 12 – 12.45 (rock – Genova)

    Jef: 13 – 13.45 (reggae funky blues psyco – Genova)

    Promenade: 14 – 14.45 (prog rock – Genova)

    Chiara Atzeni: 15 –15.45 (cantautoriale – Genova)

    Panther & C.: 16 – 16.45 (prog rock – Genova)

    Doremiflo: 17 – 17.45 (pop rock cantautoriale – Genova)

    Cocks: 18 – 18.45 (punk rock – Genova)

    L’entrata al locale è libera, con possibilità di tesseramento.

    Come arrivare al Mare di Note
    Uscire al casello di Genova Voltri, proseguire in direzione Savona, fino al capolinea dell’autobus N°
    1. Da lì prendere via delle Fabbriche e dopo circa un Km, al quinto ponte che attraversa il
    torrente, seguite l’indicazione. Passato il ponte girare a destra, dopo circa 50 metri entrare nel piazzale e prendere la rampa che sale a sinistra, tenere la direzione fino alla fine della strada. Il locale è riconoscibile perché sul tetto è posta un’enorme chitarra luminosa.

    Marta Traverso

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Federico Sirianni e Gnu Quartet: concerto a Rapallo

    Federico Sirianni e Gnu Quartet: concerto a Rapallo

    Gnu QuartetVenerdì 28 dicembre (ore 21) all’Auditorium delle Clarisse di Rapallo si terrà un concerto-spettacolo per presentare l’inedito progetto musicale Nella prossima vita, nato dalla collaborazione del cantautore Federico Sirianni e dei Gnu Quartet, i quali hanno curato gli arrangiamenti dell’ultimo album di Sirianni.

    In questa serata Nella prossima vita è raccontato attraverso uno spettacolo in cui si fondono la canzone d’autore, il rock e la musica da camera.

    Note sugli artisti.

    Federico Sirianni. Nato a Genova, esordisce creando, con Marco Spiccio e Fabrizio Casalino, il gruppo La giostra dei pazzi, con cui nel 1992 vince la Festa degli Sconosciuti. Nel 1993 è ospite al Premio Tenco come miglior esordiente, l’anno successivo vince il Premio Regionale Ligure per la musica. Insieme a Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu scrive e mette in scena tre spettacoli di teatro canzone. Dopo un viaggio nell’Est Europa e nei campi nomadi realizza, nel 2002, il primo cd Onde clandestine suonato con la Molotov Orchestra, che riassume dieci anni di concerti e spettacoli. Sono i racconti di popoli migranti, esistenze clandestine che si muovono fra centri d’accoglienza, moschee, campi nomadi e questure; un viaggio tra sogno e realtà, tra musiche che arrivano da lontano in un vortice di ritmi e atmosfere. Il produttore milanese del disco, Giangilberto Monti, conia per Sirianni il termine “bandautore”. Nel 2004 è invitato a Monaco di Baviera come rappresentante in ambito musicale di Genova città della cultura. Nello stesso anno vince il Premio Recanati della Critica ed è ospite al Mantova Musica Festival. Nell’estate del 2006 vince la seconda edizione del Premio Bindi, a cui segue, nel gennaio 2007, il nuovo lavoro discografico, Dal basso dei cieli, un disco di frontiera, un viaggio musicale su una cartina senza confini, che parte dai Balcani e arriva fino al Messico e ai Carabi. A completare il poker di riconoscimenti, nel 2010 vince il Premio Lunezia.

    Gnu Quartet. Quartetto formato da Stefano Cabrera (violoncello), Roberto Izzo (violino), Francesca Rapetti (flauto traverso) e Raffaele Rebaudengo (viola), ha caratterizzato i progetti di artisti quali Subsonica, Afterhours, Pfm, Gino Paoli, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Dolcenera, Motel Connection e molti altri. Gli Gnu nascono sotto la stella della P.F.M. al Teatro Nazionale di Milano, nel 2006. Un quartetto dal suono originale ed eclettico che cresce nell’alchimia di gioia e ricerca, nel virtuosismo della musica colta e il coinvolgimento di quella moderna. Hanno realizzato tre album, con brani originali e rielaborazioni, e collaborato alla realizzazione – in fase di scrittura, arrangiamento o registrazione – di altri quindici. Ha tenuto centinaia di concerti in Italia e all’estero, da solo o come ospiti di altre formazioni. Non poche sono state le partecipazioni a programmi televisivi e radiofonici – Che tempo che fa, Parla con me Domenica, Il Tornasole, L’altro lato di Radio 2, Radio 1 Musica, RMC CLassic – e ai grandi festival nazionali.

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Paolo Traversa e i PiGrecoR2

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Paolo Traversa e i PiGrecoR2

    Paolo Traversa è un cantautore genovese. Classe ’72, respira musica fin da bambino, quando muove i primi passi mettendo le mani su diversi strumenti musicali che trova in casa e appassionandosi alla musica classica. Traendo ispirazione dalla scuola cantautorale genovese e dal suo lavoro come infermiere presso un reparto psichiatrico, Paolo mette in musica le dinamiche, la sofferenza e le difficili situazioni con cui viene a contatto tutti i giorni e per cui prova grande empatia. Comincia a scrivere e a suonare i suoi pezzi, infatti, proprio per i pazienti dell’ospedale, cercando con loro un contatto umano che vada oltre i meri gesti di cura e allietando in maniera un po’ diversa le loro giornate. Da lì alla decisione di incidere i brani il passo è breve. Il primo lavoro pubblicato è l’Ep “Paolo Traversa”, mentre del 2012 è l’album “Canzone Disperata“.

    Ad accompagnarlo, in studio e nelle esibizioni live, è l’affiatato gruppo dei Pi Greco R2.

    Genere: Indie
    VOCE: Paolo Traversa
    VOCE e CORO: Daniela Pozzo
    CHITARRA ELETTRICA: Sergio Barello
    TASTIERE: Franco Senarega
    BASSO: Dario Foglino
    BATTERIA: Camillo Spina

     

     

     

  • Facebook, Radio Faber:  un omaggio a Fabrizio De Andrè

    Facebook, Radio Faber: un omaggio a Fabrizio De Andrè

    Via Del Campo De AndrèA prima vista può sembrare l’ennesimo gruppo Facebook nato per omaggiare questo o quel grande artista scomparso troppo presto. Di fatto Radio Faber è un progetto molto più ambizioso, che oltre a far conoscere De Andrè in tutto il mondo – attraverso link, video e immagini postati quotidianamente dai suoi oltre ottomila membri – ha creato un ricco calendario di appuntamenti per mantenere viva la musica del più noto cantautore di Genova.

    «L’idea è nata ad aprile 2010, quando ci siamo resi conto che molte persone su Facebook chiedevano dediche e citazioni su De Andrè» ci spiega Antonio Rocchi, uno dei fondatori e amministratori del gruppo insieme ad Aldo AscoleseGianluca Origone e altri. «In breve tempo siamo diventati “ufficiali”, Guido Harari ci ha concesso l’utilizzo delle sue foto e la Fondazione De Andrè promuove i nostri eventi attraverso il suo sito».

    Gli utenti del gruppo sono davvero molto attivi, provengono da varie parti d’Italia e del mondo e ogni giorno mantengono vivo il loro legame attraverso le parole del loro artista preferito. «Una delle soddisfazioni più grandi è che tra i membri del gruppo ci sono ragazzi molto giovani, che non hanno potuto conoscere la musica di De Andrè quando era vivo: Facebook si è rivelato molto utile anche per questo. Il gruppo è anche un luogo dove si dialoga di temi importanti, per esempio la fede e la religione: ci sono state molte discussioni e commenti interessanti sui testi dell’album “La buona novella”».

    Tanti eventi in programma, soprattutto a sfondo benefico: Radio Faber è legata al reparto di oncologia pediatrica del Gaslini, cui ha devoluto gli incassi degli ultimi concerti, che si tengono a Genova ma a cui partecipano persone da ogni parte d’Italia.

    I prossimi appuntamenti si terranno venerdì 21 dicembre in spianata Castelletto, sabato 29 dicembre al Castello di Nervi e venerdì 11 gennaio al Clan (salita Pallavicini). È anche in programma un grande evento in previsione del 18 febbraio, compleanno di De Andrè: un tour che dal cimitero di Staglieno passerà per via del Campo e le altre zone di Genova presenti nelle sue canzoni.

    Marta Traverso

  • Premio Tenco 2012: crisi e tagli, il festival si è spostato a Novara

    Premio Tenco 2012: crisi e tagli, il festival si è spostato a Novara

    IL PRECEDENTE

    Luglio 2010: aria di crisi per il Premio intitolato a Luigi Tenco, che dal 1972 si svolge ogni anno al Teatro Ariston di Sanremo per omaggiare la canzone d’autore italiana.

    A pochi mesi dalla 35a edizione del Festival, che si tiene ogni anno nel primo fine settimana di novembre, iniziano a circolare voci circa un drastico taglio dei finanziamenti: se fino allo scorso anno il contributo assegnato al Tenco dal Comune di Sanremo era di circa 300.000 €, l’edizione 2010 avrà un budget di poco più di 100.000 €, ossia ridotto di due terzi.

    Una cifra troppo bassa per gestire le spese organizzative e i compensi degli artisti, che mette a serio rischio l’evento.

    Il Club Tenco rivolge un appello alla Regione Liguria, che elargisce un finanziamento straordinario rispetto a quanto normalmente concesso alle attività culturali: questo rende possibile il regolare svolgimento del Premio.

    Novembre 2011: il budget per il Premio Tenco è lo stesso della scorsa edizione, sempre troppo poco per consentire che la rassegna abbia la qualità artistica e tecnica necessaria che l’hanno caratterizzata negli anni. Il contributo della Regione Liguria, per esigenze di bilancio, è più esiguo rispetto a quello del 2010, mentre la Siae ha aumentato in extremis il finanziamento in cambio di una maggiore attenzione alla scoperta (e riscoperta) di talenti musicali nascosti e poco conosciuti.

    Tutto ciò ha comunque permesso di andare avanti anche quest’anno. Il Festival si svolge dal 10 al 12 novembre con un programma ridotto rispetto al passato: meno artisti presenti, un taglio alle spese di scenografia, pubblicità e materiale stampato, netta riduzione degli eventi in calendario.

    L’ipotesi per il 2012 è di ridurre anche il numero delle serate, dalle consuete tre a una, unendo la consegna delle targhe a tutti gli altri eventi collaterali.

    IL PRESENTE

    Un annuncio a sorpresa, a pochi giorni dalla consueta assegnazione del premio ai migliori cantautori italiani. Anzi, le sorprese sono due: la consegna delle Targhe Tenco si tiene per la prima volta a dicembre, rimandato di un mese rispetto alla data consueta.

    La seconda è che per la prima volta la Liguria non ospita la rassegna musicale: sede del Premio, che si è svolto nel fine settimana appena trascorso – da giovedì 6 a sabato 8 dicembre – è stato il Teatro Coccia di Novara. Per la prima volta dopo 28 edizioni, Sanremo non ha accolto la celebre premiazione: «mentre da Sanremo tagliavano sempre di più, da Novara è arrivata una proposta di finanziamento con un progetto molto interessante», ha spiegato il direttore artistico Enrico De Angelis per motivare la scelta.

    I vincitori di questa edizione sono stati: Afterhours e Zibba & Almalibre ex aequo come miglior album, Enzo Avitabile per il miglior album in dialetto, Francesco Baccini come miglior interprete e Colapesce come miglior opera prima (tra i finalisti di questa categoria c’era anche la genovese Roberta Barabino).

    Marta Traverso

  • Nella prossima vita: Federico Sirianni alla Ostaia Da-U Neo

    Nella prossima vita: Federico Sirianni alla Ostaia Da-U Neo

    Federico SirianniGiovedì 29 novembre 2012 (ore 21.30) la Ostaia Da U-Neo di Genova Sestri Ponente ospita un concerto del cantautore genovese Federico Sirianni, che presenta il suo nuovo album affiancato dal percussionista Vito Miccolis.

    L’album è stato realizzato in collaborazione con il quartetto genovese Gnu Quartet – alla serata doveva essere presente anche uno di loro, Raffaele Rebaudengo, che ha dato forfait all’ultimo minuto per malattia –  ed è stato registrato presso gli studi Transeuropa di Torino, città in cui Sirianni vive da tempo.

    Per info e prenotazioni 010 6043587.

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Andrea Facco

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Andrea Facco

    Andrea Facco è un giovane cantautore genovese nato e cresciuto a Genova. Formatosi presso alcuni dei più noti chitarristi genovesi, ha cominciato a comporre le prime canzoni a tredici anni, sia nella musica sia nei testi, e nel frattempo ha imparato a suonare – da autodidatta – diversi strumenti etnici tra cui uno che ama moltissimo e che oggi è presente in tutti i suoi brani: il bouzouki: «L’ho visto suonare in televisione una volta da Mauro Pagani, che poi ho avuto anche l’onore di conoscere di persona – dice – allora avrò avuto nove o dieci anni e ho detto “io devo suonare quello strumento” appena ne ho sentito il suono».

    Si esibisce in pubblico dall’età di quindici anni, partecipando a concorsi musicali (tra cui Sanremo Web ’09), trasmissioni televisive, spettacoli teatrali, serate nei locali (tra cui le serate genovesi dello Zelig Lab on The Road), e collaborazioni con importanti nomi del panorama artistico nazionale.
    Con un timbro di voce limpido e profondo che ricorda moltissimo Faber, Andrea racconta: «Quando hanno cominciato in troppi a farmi notare la somiglianza ho cercato di trovare una mia identità, musicalmente parlando, anche perché le corde vocali sono quelle, non è che posso cambiarle!». Inoltre ha dovuto sostenere il confronto, non semplice, con la tradizione cantautorale genovese, di cui riconosce l’influenza, così come si ispira anche alle sonorità del folk, soprattutto irlandese.

    Oltre a creare brani, Andrea crea anche strumenti musicali: è infatti laureato liutaio alla Civica Scuola di Liuteria di Milano, e specializzato nella costruzione di strumenti a corda a pizzico antichi ed etnici. Così racconta la sua passione: «Ho tentato di costruire il mio primo bouzouki a tredici anni, non sapendo niente di liuteria… suonava, ma era orribile! Quando ho saputo che a Milano esisteva una scuola apposta, ho fatto tutte le superiori aspettando di potermi iscrivere là per diventare mastro liutaio».

    Andrea FaccoAndrea Facco: voce, bouzouki
    Giulio Gaietto: basso
    Enrico Bovone: percussioni, cajon
    Giulia Capurro: cori

     

     

     

  • Il grande fresco: Federico Sirianni in scena al Count Basie Jazz

    Il grande fresco: Federico Sirianni in scena al Count Basie Jazz

    Federico SirianniSabato 10 novembre 2012 (ore 21.30) va in scena al Count Basie Jazz Club di vico Tana il concerto – reading Il grande fresco, con Federico Sirianni (voce, chitarra ossidata, pianoforte), Guido Catalano (voce recitante) e Matteo Negrin (voce, chitarra classica, elettrica).

    Lo spettacolo cult nato a Torino che ha raccolto migliaia di fedeli appassionati è un riuscito incrocio tra poesia comica e canzone d’autore, un concerto reading in cui Federico Sirianni e Guido Catalano, supportati dal poliedrico chitarrista Matteo Negrin e da uno o più ospiti che animano a sorpresa ogni serata, affrontano, attraverso le parole, la musica, l’ironia e una vena sentimentale decisamente spinta, i temi più disparati della quotidianità.

    Ingresso 10 € + tessera Arci.

  • Mele, Associazione Cartiera 41: mostra concerto con Enrico Casalino

    Mele, Associazione Cartiera 41: mostra concerto con Enrico Casalino

    I libri della libreria comunitaria di MeleGiovedì 8 novembre 2012 il primo di una serie di appuntamenti che si terranno ogni mese presso la sede dell’Associazione Cartiera 41 a Mele: il primo giovedì del mese una mostra d’arte, accompagnata da un concerto unplugged.

    Il primo evento (inizio ore 19.30) vede come ospiti l’artista genovese Enrico Casalino e la band dei Deriva.

    Ingresso gratuito. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 31 novembre.

    Enrico Casalino è nato a Genova il 7 luglio del 1971. Vive e lavora a Milano, dove lavora come manager di una multinazionale. Esponde le sue opere in Italia e all’estero.

  • Roberta Barabino, una genovese in finale al Tenco

    Roberta Barabino, una genovese in finale al Tenco

    La cantautrice genovese Roberta Barabino è candidata alla Targa Tenco nella categoria Opera prima, un prestigioso riconoscimento dedicato al grande cantautore Luigi Tenco, morto suicida nel 1967. La notizia è arrivata pochi giorni fa ed è motivo di grande soddisfazione per Roberta perché significa che «Il mio disco ha circolato, è stato ascoltato e soprattutto apprezzato. Quello che viene valutato, infatti, è il lavoro complessivo e non il singolo brano».
    Il suo album d’esordio si intitola “Magot”, uscito nel 2011 è stato prodotto insieme a Raffaele Rebaudengo, violista del noto quartetto genovese “Gnu Quartet”, con la collaborazione di numerosi musicisti provenienti da progetti diversi. «Quello che desideravo era mettere insieme le persone con cui avevo lavorato fino a quel momento», spiega Roberta. Sono 9 tracce originali con testi e musiche dell’autrice. L’album è stato registrato da Raffaele Abbate all’Orange Home Records di Leivi (Chiavari).
    «Magot è il soprannome con cui mio padre mi chiamava da bambina – racconta Roberta – dal francese significa “bertuccia” ma anche “tesoro” oppure “gruzzoletto di denaro”. Il disco comprende canzoni che risalgono a tanto tempo fa ed altre che ho scritto proprio mentre stavo registrando. Dopo l’uscita di “Magot”, nel 2011, ho iniziato a portare il progetto in giro per l’Italia insieme al violoncellista Jacopo Ristori e Tristan Martinelli, musicista di Torino ma genovese d’adozione. Nel frattempo ho iniziato a lavorare al nuovo album».

    “Magot” è stato selezionato da una giuria composta da circa 200 giornalisti e critici musicali ed è in corsa per aggiudicarsi la Targa Tenco 2012 nella sezione Opera Prima. A partire dal 1984 la “Targa Tenco” viene assegnata ai migliori dischi italiani di canzone d’autore. Il voto avviene in due fasi. Con la prima, appena svoltasi, vengono selezionati i 5 finalisti (o più, in caso di ex aequo, come accade quest’anno in due sezioni). Con la seconda, che si terrà nei prossimi giorni, verrà proclamato il vincitore di ogni sezione. La sezione “Opera prima” (di cantautore) vede in lizza, oltre a Roberta Barabino con “Magot”: Giovanni Block, “Un posto ideale”; Colapesce, “Un meraviglioso declino”; Dellera, “Colonna sonora originale”; Giacomo Lariccia, “Colpo di sole”; Elsa Martin, “vERsO”.

     

    Quando comincia l’avventura artistica di Roberta Barabino?
    «Fin da bambina ho sempre scritto poesie, in seguito ho iniziato a suonare la chitarra classica e ad un certo punto, quasi naturalmente, ho messo insieme le 2 cose e sono nate le prime canzoni – spiega la cantautrice genovese – Per un sacco di tempo le ho suonate e cantate solo ad amici e parenti».
    Subito dopo arriva la svolta, grazie ad un incontro prezioso con quella che si trasformerà in una presenza forte in tutto il suo percorso, ovvero Roberto “Bob” Quadrelli, personaggio geniale, anima e voce dei Sensasciou, gruppo nato nel 1992, composto da Bob Quadrelli, Bobby Soul (Alberto De Benedetti) e Renato Rassis. La musica nera era la fonte di ispirazione ed il loro stile lo chiamarono “trallamuffin”, ritmo africano e testi in genovese. Nel 1994 esce il primo album, “In scio bleu” e nel 1997 i Sensasciou vincono la Targa Tenco nella sezione Opera in dialetto con “Generazione con la x”. «Il fatto di essere candidata a questo premio è davvero una grande gioia perché mi sembra di ripercorrere le orme di colui che in pratica è il mio mentore», sottolinea Roberta. «Bob Quadrelli ha apprezzato il mio lavoro ed è stato importante nel convincermi ad uscire di casa e confrontarmi con il pubblico – continua Barabino – e così ho iniziato a suonare nei locali e a partecipare a qualche concorso». La spinta del leader dei Sensasciou è decisiva ma il processo è naturale e arriva un momento in cui nasce il desiderio di comunicare attraverso, quelle che lei chiama, piccole creazioni. «È un modo molto intimo di dare forma a dei pensieri, di superare delle difficoltà, di elogiare o fare un regalo a qualcuno», racconta Roberta. Ma la sua è una ricerca continua, c’è sempre un movimento alle spalle, il desiderio di creare qualcosa è una lampadina sempre accesa, a volte è sufficiente una piccola immagine oppure una semplice frase, per aprirle un mondo.
    «La mia prima esperienza musicale è stata con una band di metallari – continua Roberta – quando suonavano con me hanno messo da parte il loro sound, accompagnandomi per un lungo tratto del percorso». A loro è dedicata la canzone “Angeli metallo pesante” «Mi hanno fatto scoprire il piacere di avere qualcuno accanto nel fare musica. “Angeli metallo pesante” perché sono presenze su cui fare affidamento, su cui puoi contare, sia umanamente che musicalmente».
    Per quanto riguarda le influenze musicali, Roberta racconta «Ho sempre ascoltato i cantautori come Francesco De Gregori, Fabrizio De Andrè, Edoardo Bennato, tutta la musica inglese, in particolare i Beatles con una passione sfegatata per John Lennon. Nel salotto di casa mia c’era una sua foto ben in vista e non so per quale motivo, ma da bambina ero convinta che John Lennon fosse un parente di famiglia». E ancora «Lou Reed, Velvet Underground, le cantanti jazz come Billie Holiday e Nina Simone, insomma ascolto la musica più disparata, anche molto lontana dalla mia produzione artistica».

    All’interno del disco “Magot” troviamo alcune canzoni che sintetizzano al meglio la visione musicale di Roberta. Ad esempio “Buongiorno a te”, una composizione scritta per il cuginetto, un regalo per un bambino che in realtà raggiunge tutti, una melodia luminosa capace di rapire l’ascoltatore con la semplicità del ritmo. Su youtube sono disponibili alcuni video della cantautrice genovese, tra i quali consiglio la visione di “Buongiorno a te”, realizzato dal fratello di Roberta, Stefano Barabino e ambientato in uno scenario notturno particolarmente suggestivo, sul tetto della sua casa nei vicoli.
    “Madame Cecile”, invece, è dedicata ad una donna che vive per strada «Una persona con cui non ho mai parlato ma spesso ho pensato a lei e alla distanza che c’è tra la mia vita e la sua – racconta Roberta – Nella canzone questa distanza si riduce ed immagino che i nostri pensieri si incontrino nella notte senza più distinguersi, gli uni dagli altri. Anche se abbiamo due vite così diverse, in fondo c’è una dimensione dove siamo vicine. È una canzone che soddisfa la mia idea delle cose, attraverso la quale riesco a trasmettere una profonda emozione che in altro modo, non saprei come spiegare».
    Infine “Una mezza luna” è la trasposizione di un lungo pensiero concepito in una giornata di dicembre passeggiando al Righi con il suo cane, la splendida Olivia, fedele scudiera, sempre presente durante le registrazioni. «È un elogio alla malinconia, però una malinconia produttiva – conclude Roberta – “una malinconia forse dell’altro mondo”, sicuramente dolorosa ma se riesci a non farti travolgere del tutto, diventa un sentimento stimolante».

     

    Matteo Quadrone

  • La musica strumento delle idee: la canzone a tema sociale e la chitarra distorta

    La musica strumento delle idee: la canzone a tema sociale e la chitarra distorta

    Nella scorsa uscita abbiamo riportato una rapida – e per forza di cose incompleta – panoramica, da cui emerge un dato certo: il modello socio-economico che vede negli Stati Uniti la potenza egemone, entra in crisi; dietro i sorrisi a denti bianchi, mostra un altro volto.

    Se la crisi del 1929 riguardò soprattutto il fattore economico (contribuendo indubbiamente a dare uno “scrollone” alle coscienze), ora – siamo nella prima metà degli anni ’60 – i giovani e gli ambienti intellettuali muovono al “sistema” una critica radicale: dal modo di produrre al modo di consumare, dalla sessualità alla religione, dall’economia alla sociologia, dall’organizzazione del lavoro alla politica, dal mondo della finanza ai “valori” ritenuti ipocritamente eterni come famiglia, patria, stato, lavoro, fede, educazione, onestà, scuola… tutto viene messo in discussione.

    Si inizia a dire dei “no”, dei “basta”, e non si tratta più di pochi intellettuali visionari e isolati. Si era arrivati al punto di rottura: se i padri pensavano che i figli avrebbero dato continuità al mondo da loro costruito…beh…si sbagliavano! Dopo aver incubato per circa 30 anni ed essersi alimentata di tutte le brutture, le ingiustizie e gli orrori del mondo capitalistico-borghese, ora l’urlo della protesta trova la bocca da cui uscire.

    Le università sono in fermento. Certo, a Berkeley la mobilitazione riguarda principalmente l’opposizione alla guerra in Vietnam, ma ben presto si toccherà tutto l’arco dei temi sopra citati, nella determinazione di voler essere testimonianza e azione politica per costruire un possibile futuro diverso. L’Europa si muoverà parallelamente, avendo soprattutto in Francoforte, Parigi, Berlino, centri propulsori del pensiero filosofico radicale. E la musica? La musica si nutrì e crebbe in questo clima di rottura creativa e presto divenne uno strumento straordinario delle nuove idee di cambiamento.

    Dalle periferie degradate delle principali metropoli americane, arrivò con il blues e il jazz, il suono carico di rabbia e di voglia di riscatto delle comunità nere. Dall’altra parte, Joe Hill, Woody Guthrie e poi Bob Dylan e la comunità di artisti del Geenwich village, quartiere bohèmien di New York, proponevano una canzone attenta ai temi sociali, legata alla tradizione popolare americana e in parte al blues rurale. Questi componenti incontrarono uno snodo fondamentale. Come spesso succede, i giovani sono attratti dalle novità, soprattutto tecnologiche. Ebbene, i giovani delle metropoli americane fecero proprie le nuove sonorità che – quasi in sordina – stavano uscendo: sto parlando della possibilità di suonare una chitarra elettrica e poi di amplificare il suono, e poi il suono “distorto” e la possibilità di elaborare/filtrare/manipolare il suono. E proprio la chitarra elettrica distorta – un suono quindi sgradevole, acido, brutto, “sbagliato” – riuscirà ad esprimere al meglio, con il suo “ruggito”, la rabbia dei giovani delle metropoli. Il rock e la chitarra divennero il simbolo, forse più significativo, di quella parte di gioventù che “era contro”.

    Gianni Martini