Tag: disagi

  • Amt, biglietto aumentato a 1,50: la partecipata del Comune è in difficoltà

    Amt, biglietto aumentato a 1,50: la partecipata del Comune è in difficoltà

    biglietto autobus amt genovaIL PRECEDENTE

    6 dicembre 2010: Amt vara il bilancio per il prossimo anno. L’azienda di trasporto pubblico locale annuncia drastici provvedimenti per evitare il fallimento e l’impossibilità di pagare gli stipendi ai suoi dipendenti.

    Eccoli in sintesi: il prezzo del singolo biglietto aumentato dai correnti 1,20 Eu (validità 90 minuti) a 1,50 Eu (validità 100 minuti). Il sistema Isee sarà applicato solo agli over 65 e agli abbonamenti agevolati per disabili e invalidi.

    L’abbonamento settimanale passerà da 12 Eu a 16 Eu, il mensile da 36 Eu a 43 Eu. Gli abbonamenti annuali aumentano da 330 Eu a 380 Eu (standars), da 300 Eu a 330 Eu (aziendale) e da 200 Eu a 240 Eu (studenti con meno di 26 anni).

    Le nuove tariffe saranno applicate a partire dal 1 febbraio 2011.

    IL PRESENTE

    6 dicembre 2011: da alcuni giorni circolano voci secondo cui a partire dall’estate 2012 Amt avrà esaurito il denaro per pagare gli stipendi, con il conseguente rischio di blocco totale del trasporto pubblico. Amt non dirama comunicati ufficiali in merito, limitandosi a definire «drammatica, ma non tragica» la situazione corrente.

    L’Assessore al Traffico del Comune di Genova Simone Farello ha tuttavia rilasciato questa dichiarazione nel corso di un’intervista all’emittente televisiva Primocanale: «Il fallimento dell’azienda di trasporto pubblico locale genovese? Un’ipotesi remota, ma possibile».

    Marta Traverso

  • Ospedali genovesi in tilt: vietato sentirsi male

    Ospedali genovesi in tilt: vietato sentirsi male

    “..sul ponte sventola bandiera bianca”. Non è la strofa di una nota poesia-canzone, è il bollettino di guerra che arriva dai principali ospedali della città, assediati da un numero crescente di malati, stante l’ ondata influenzale arrivata con un imprevisto anticipo.

    Già martedì scorso il Direttore Sanitario del Galliera, aveva disposto un blocco temporaneo dei ricoveri ordinari, ieri è toccato al S.Martino e Villa Scassi ha retto, in qualche modo, pur avendo esaurito i 170 letti a disposizione del Pronto Soccorso.

    Barelle ovunque, pazienti abbandonati nei corridoi in attese estenuanti, alcune con un record di 7 ore, personale in tilt, questo è il triste scenario in cui sono incappati coloro che, per necessità e non certo per piacere, hanno dovuto ricorrere alle cure mediche del caso.

    Si è cercato di dirottare i degenti meno gravi in strutture più decentrate come Voltri, Pontedecimo, Sestri Ponente ma tale provvedimento ha trovato una strenua resistenza sia dei malati che dei famigliari.

    Non ha giovato, alla situazione ormai critica, la rottura dell’apparecchiatura per le radiografie dell’ospedale Evangelico di Voltri con i conseguenti ulteriori ricoveri presso altre strutture già allo stremo della recettività.

    Certamente “l’Australiana”, arrivata con largo anticipo nella nostra regione, non è stata di aiuto ma la causa principale sono gli effetti della politica dei tagli, specie in una regione che annovera un alto tasso di anziani e scarse strutture sul territorio in grado di offrire un’adeguata accoglienza.

    So che è anacronistico, ma quello di cui più si avrebbe bisogno è quella figura, ormai desueta, del vecchio medico di famiglia che, all’occorrenza, terminato il suo lavoro nello studio, metteva i “ ferri del mestiere” nella tipica panciuta valigetta di pelle e veniva a suonare alla porta per visitare “o marotto”.

    Adesso, è passato di moda anche il numero 33: nessuna visita, uno sguardo fugace all’insieme e giudicando dal colorito più o mene cereo, vengono prescritti una quintalata di esami dal costo non propriamente simbolico, per non parlare dell’impatto che comportano sulla spesa sanitaria nazionale. E poi parlano di risparmi.

    Mai farsi cogliere da malore dopo le 7 di sera: le alternative sono l’ospedale o la guardia medica che, lungi da non voler riconoscere il meritorio lavoro di questo servizio, è spesso affidata a giovani laureati che, nell’indecisione tra una colica renale e una gravidanza extra-uterina, fanno, comunque, riferimento ad un presidio sanitario.

    E, allora, lasciatemelo dire: evviva quel medico condotto che ancora esiste in qualche paesino sperduto del nostro paese che rischia, ogni giorno, un aumento incontrollato del colesterolo per le uova fresche di pollaio ricevute, talora, come compenso ma che, col suo carico di umanità, non ti fa sentire un codice, dal bianco al rosso, sperduto su un’anonima barella di uno squallido Pronto Soccorso.

    Adriana Morando

  • Alluvione in Liguria, 29-30 novembre 2009: per non dimenticare

    Alluvione in Liguria, 29-30 novembre 2009: per non dimenticare

    AlluvioneIL PRECEDENTE

    29 novembre 2009 – In alcune località della Liguria parte l’allerta meteo 2 per il rischio di forti piogge e mareggiate. L’allerta inizia alle 15 di domenica 29 novembre e durerà fino alle 18 di lunedì 30 novembre. Le zone coinvolte sono il Tigullio e lo Spezzino, i fiumi a rischio esondazione sono rispettivamente l’Entella e il Magra.

    Anche Genova è coinvolta: allagamenti in via Fereggiano a Marassi e in via Era a Sturla a causa di alcuni tombini intasati.

    Si prevedono forti piogge e raffiche di vento, grandine qua e là, mareggiate e spruzzate di neve sulle alture.

    30 novembre 2009- Allerta 2 prorogata fino alla mezzanotte: nelle ultime 24 ore la media di acqua piovana si aggira intorno ai 160-170 millimetri. L’Entella e il Petronio sono in piena, il Tigullio è sul chi vive per il rischio esondazione. Stessa situazione nello Spezzino, dove i lavori di arginatura del Magra non sono ancora finiti. Nessun danno grave: solo smottamenti, alberi caduti e qualche allagamento dovuto alle mareggiate.

    IL PRESENTE

    29 novembre 2011 – Un mese fa lo Spezzino e Genova sono state colpite da due alluvioni, a circa dieci giorni una dall’altra. L’allerta meteo 2 è rimasta in vigore per diversi giorni.

    Il 25 ottobre nelle Cinqueterre e in Lunigiana sono caduti 520 millimetri di pioggia in meno di sei ore. Dodici vittime e un disperso. Il 4 novembre 2011 Genova è stata sommersa da 365 millimetri di acqua piovana in dodici ore. Sono morte sei persone.

    Nessuno ce lo ha insegnato, ma pare che quando c’è allerta meteo 2 certe cose possano accadere.

    Marta Traverso

  • Genova musei, dopo l’Accademia altri quattro a rischio chiusura

    Genova musei, dopo l’Accademia altri quattro a rischio chiusura

    Qualche settimana fa vi avevamo parlato del rischio chiusura per uno dei musei del centro di Genova, ovvero il Museo dell’Accademia di Belle Arti.

    Oggi scopriamo che non si tratta dell’unico polo culturale genovese che potrebbe presto chiudere i battenti: l’Assessore alla Cultura del Comune di Genova Andrea Ranieri, alla mano i dati delle visite nel 2011, ha stilato un libro nero dei musei civici. I circa mille visitatori del Museo dell’Accademia si sommano ai poco più di 4.000 del Luxoro di Nervi e ai circa 1.700 del Museo Navale a Pegli.

    Sono appunto queste tre le strutture attualmente più a rischio: per il momento si prevedono aperture limitate, per esempio il Luxoro potrebbe essere visitabile solo nel periodo natalizio. Incerta anche la situazione della Gam – anch’essa con una media di 5.000 visite all’anno – e di un altro museo di Nervi, la Wolfsoniana. Si tratta di musei periferici, che contano un minore passaggio casuale rispetto a quelli del centro città e che di rado spiccano con mostre o eventi che possano attirare un flusso maggiore di visitatori.

    Indignati? È naturale. Fermiamoci però a riflettere un momento: noi che a Genova ci siamo nati e cresciuti, e che magari fra gite scolastiche e vacanze abbiamo girato mezzo mondo, quanti musei della nostra città abbiamo visitato?

    Marta Traverso

  • Costi della politica: un’altra pillola amara per i cittadini

    Costi della politica: un’altra pillola amara per i cittadini

    ParlamentoCade il primo indigesto privilegio legato alla politica: il Consiglio di presidenza di Palazzo Madama, con a capo Renato Schifani, ha mandato in “pensione” l’assegno vitalizio per i senatori.

    Crolla senza fare il rumore previsto perché il provvedimento lascerà inalterata “l’ignominia” per la corrente legislatura ed entrerà in vigore solo nella prossima.  Giustificazione fornita: salvaguardia dei diritti acquisiti.

    Scusa poco plausibile in un panorama dove il superamento di questa regola è fatto quotidiano. Potrebbero invocarla i lavoratori prossimi alla pensione che si sono visti allungare i tempi di uscita dal lavoro e vedono allontanarsi questo traguardo per qualche altro anno. Ma ormai siamo abituati: siamo tutti concordi e solidali quando a farne le spese sono altri e, in una prospettiva di lacrime e sangue, è quasi ovvio che i nostri amati politici riservino per se solo quelle di un coccodrillo dal ventre satollo.

    In attesa di analoga decisione da parte della Camera dei Deputati, il nodo da sciogliere sarà come calcolarne le competenze, le modalità e i tempi. Non è stato ancora deciso ma dovranno essere in linea con quella di tutti gli altri cittadini, spiega Benedetto Adragna, questore a Palazzo Madama e quindi con un sistema contributivo ed erogato all’età prevista dalla prossima  riforma.

    Per meglio addolcire l’ennesima amara pillola, sono stati varati una serie di tagli sulla spesa corrente il cui virtuosismo suona beffardo, non per la sua entità, ma per il ritardo con cui si è deciso di applicarlo.

    Revocata una gara per la tipografia, pari a 1,5 milioni di euro (quanto scrivono!), a favore di una maggiore digitalizzazione (evviva hanno scoperto il computer!); indetto un bando per servizi assicurativi al fine di abbassare la spesa attuale triennale di 9 milioni e 300mila euro, stipulata per senatori e personale annesso (il senato è un luogo così pericoloso?); riduzione dell’1% delle spese varie ivi compresa quella del ristorante (1% che sforzo e il ristorante perché non una mensa come i comuni mortali?); gara indetta anche per i servizi bancari finora ad esclusivo appannaggio della Bnl (perché solo a questa che applica dei costi mica da ridere su certe operazioni?).

    Per finire udite, udite: nessuna nuova assunzione per il resto della legislatura. Questo è veramente il colmo! Tutti sembrano concordare con la necessità di sfoltire il numero dei parlamentari e di burocrati che incidono con un costo esorbitante sulla spesa dello stato e, come caduti dal pero, questa illustre congrega di nostri rappresentanti se ne esce con questa “novità”? Ancora una volta nuvoloni di acre fumo per nascondere un arrosto piccolo, piccolo.

    Adriana Morando

  • E’ arrivata l’influenza, picco a Natale e poi via sino a febbraio

    E’ arrivata l’influenza, picco a Natale e poi via sino a febbraio

    Influenza australianaPrimi freddi e puntuale, come una rata in scadenza, arriva lei, l’Australiana, che ci “invita” a letto avvolgendoci di abbracci poco amorosi ma ricchi di irrefrenabili sternuti, di colate “moccicose” e di tosse convulsa.

    Parliamo dell’influenza che arriva dall’altra parte del mondo, di nome e di fatto, e ha pensato bene di fare il suo debutto a Genova, dove è  stato isolato il ceppo AH3N2 o Perth like, uno dei tre attesi per l’inverno e contemplati nel vaccino.

    Complimenti al signore di 46 anni, primo italiano tra i 79 casi finora catalogati in tutta Europa, gran parte dei quali isolati in Olanda e in Norvegia, che si è aggiudicato questo ambito primato e un grazie alla rete di sorveglianza Influnet che, però, non potrà impedire “l’allettamento”, poco gioioso, di milioni di italiani.

    Questa rete è costituita dai cosiddetti “medici sentinella” ovvero quell’insieme di sanitari che inviano i dati relativi alle sindromi influenzali, raccolti tra i loro assistiti, all’Istituto Superiore della Sanità , permettendo un monitoraggio nazionale di tale patologia.

    Per l’anno in corso, oltre all’AH3N2, (Perth città australiana), dovrebbe arrivare il “B” (Brisbane altra città   australiana) e l’A-Californiana, H1N1, meglio conosciuto come “suina”.

    Per non farci  mancare niente, Gianni Rezza, Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, ci informa che  la sindrome si è presentata un po’ in anticipo e, così, avremo un aumento della curva di crescita particolarmente rilevante intorno al Natale, un vero regalo col fiocco rosso mi verrebbe dal commentare, per poi raggiungere il suo picco massimo verso gennaio-febbraio.

    Abbiamo tempo di correre ai ripari con la vaccinazione, assolutamente consigliata ai soggetti più fragili , come gli anziani, o a portatori di patologie debilitanti  che possono essere esposti a pericoli mortali perché, pur non sostenuta da ceppi particolarmente virulenti come la Spagnola di pandemica memoria, anche la nostra “bella Australiana”, insieme a tutte le sue sorelle,  rappresenta una reale insidia per le complicazioni polmonari, renali, cardiache che possono insorgere.

    Dall’anno prossimo sarà messo in circolazione il vaccino nasale “Laiv” (Live Attenuated Influenza Virus), somministrabile  a chi, come i bambini, non si lasciano incantare dalla pubblicità del “Pic indolor”  e preferiscono tenere lontano il loro fondo schiena da aghi e siringhe. Sarà possibile somministrarlo a partire dai due anni di età, mentre risulta sconsigliato per i più piccoli per il rischio di broncospasmo come è emerso nel meeting, tenutosi  a Milano, del  30° Congresso di Antibioticoterapia in età Pediatrica.

    Rassegnati all’immancabile incontro non ci rimane che aspettala a “narici” aperte, non esenti dal sollevare un’inquietante interrogativo.

    Perché a tutti questi stati morbosi viene dato un nome femminile? Chiedo l’applicazione della norma che , per gli uragani, sancisce l’alternanza tra il  genere maschile e quello femminile così Mario potrà “godersi” la sua Australiana mentre Maria potrebbe fare gli occhi dolci ad un “avvenente” Spagnolo.

    Adriana Morando

  • Servizio civile: una petizione online contro i tagli

    Servizio civile: una petizione online contro i tagli

    Proprio in questi servizio civile nazionalegiorni si sono svolte a Genova le selezioni per i nuovi progetti di Servizio Civile Nazionale, a seguito dei bandi 2011 scaduti lo scorso 21 ottobre.

    Proprio in questi giorni una delle più interessanti opportunità formative, di lavoro e di servizio agli altri per i giovani italiani rischia di vedere seriamente ridimensionate le sue risorse: la recente Legge di Stabilità, ultimo provvedimento approvato in Parlamento prima delle dimissioni del governo Berlusconi, ha tagliato del 40% i fondi destinati al servizio civile nazionale.

    Sul sito petizionionline.it è stata promossa Non tagliare il futuro dell’Italia, una raccolta di firme per chiedere l’annullamento dei tagli, indetta e sostenuta dalle associazioni del Terzo Settore, dalla Cnesc (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile) e dalla Rappresentanza Nazionale dei Giovani in Servizio Civile.

    Firmare è gratuito e richiede meno di un minuto. È importante dare il proprio contributo perché molti giovani possano continuare a beneficiare di questa opportunità, e che enti e associazioni possano continuare quelle attività che solo grazie ai volontari di servizio civile diventano possibili.

    Marta Traverso

  • Alluvione, Fnac riapre con Paolo Villaggio

    Alluvione, Fnac riapre con Paolo Villaggio

    Fnac Genova alluvioneTutti noi abbiamo ancora davanti agli occhi le immagini dell’alluvione del 4 novembre: non solo i disastri che hanno colpito Marassi e la zona del Fereggiano, ma anche le molte attività commerciali di via XX Settembre che sono state completamente distrutte dall’acqua.

    Una di queste è la Fnac, che nelle ultime settimane è rimasta chiusa e ha annunciato la possibile riapertura dell’area a piano terra per sabato 3 dicembre.

    Non solo: a un mese esatto dal nubifragio, domenica 4 dicembre riprende il consueto ciclo di appuntamenti, che non si terranno però al Forum Fnac – in quanto il piano interrato è ancora inagibile – ma a Palazzo Ducale. Il primo ospite sarà Paolo Villaggio (ore 18.30, sala del Maggior Consiglio), che presenterà al pubblico il suo ultimo libro La vera storia di Carlo Martello.

    Marta Traverso

  • Tariffe raddoppiate sui traghetti per la Sardegna, arriva la class action

    Tariffe raddoppiate sui traghetti per la Sardegna, arriva la class action

     

    Quest’estate è salito agli onori della cronaca il caso dell’aumento anomalo dei prezzi per i traghetti diretti in Sardegna.

    Tariffe alle stelle, praticamente doppie rispetto al 2010.

    Ecco alcune storie raccolte da Altroconsumo: un pensionato nel 2011 ha pagato per viaggiare sulla tratta Genova-Olbia, nello stesso periodo, con la stessa compagnia, la Moby, il 100% in più del 2010, vale a dire 488 euro invece che 240 euro; sempre quest’anno una coppia convivente con due figli piccoli, da Genova a Porto Torres, ha speso 451 euro, il 100% in più dell’anno precedente; una famiglia con due bambini da Piombino a Olbia 730 euro, il 100% in più del 2010; una coppia 525 euro, oltre il 100% in più dei 255 euro spesi l’anno precedente sulla tratta Genova Olbia.

    Sono sette storie come queste i cardini su cui Altroconsumo e la Casa del Consumatore hanno impostato la class action contro quattro compagnie di navigazione, Moby, Grandi Navi Veloci, Snav, Forship (Sardinia Ferries), per violazione delle regole sulla concorrenza (in pratica l’esistenza di un cartello tra le 4 compagnie) e allineamento di tariffe verso l’alto.

    L’azione collettiva risarcitoria è stata depositata in queste ore presso il Tribunale civile di Genova e notificata alla compagnie.

    L’obiettivo è la restituzione del 50% di quanto pagato dai viaggiatori nel 2011 sulle tratte Genova-Porto Torres, Genova-Olbia, Livorno-Olbia oppure Golfo Aranci, Civitavecchia-Olbia-Golfo Aranci, Piombino-Olbia.
    Anche la Regione Lazio patrocina l’iniziativa.

    I casi dei sette proponenti l’azione sono esemplificativi di come nel 2011 i viaggiatori non abbiano potuto scegliere tra offerte diverse, vedendosi obbligati a pagare maggiorazioni nell’ordine del 90% e del 110%.

    Ma in realtà parliamo di migliaia di utenti coinvolti: sono infatti già 4900 le preadesioni all’azione ricevute da Altroconsumo e Casa del Consumatore.

    L’ipotesi di cartello ha già interessato l’Antitrust che è intervenuta aprendo un procedimento a maggio di quest’anno, a seguito della denuncia di Altroconsumo.

    Le preadesioni all’azione collettiva risarcitoria possono essere fatte compilando il form su www.altroconsumo.it.

    Quando il giudice si pronuncerà sull’ammissibilità dell’azione sarà avviata la fase di raccolta formale delle adesioni.
    Altroconsumo invita i consumatori interessati a conservare biglietti e ricevute di pagamento.

  • Alluvione, i consiglieri regionali liguri donano 1000 euro a testa

    Alluvione, i consiglieri regionali liguri donano 1000 euro a testa

    Piazza de Ferrari Palazzo della Regione1000 euro a testa per sostenere la Regione in un momento così difficile: questo il segnale lanciato questa mattina dai consiglieri regionali della regione Liguria, che hanno deciso di devolvere la cifra per le vittime e i danni provocati dagli alluvioni dell’ultima settimana.  Il presidente Monteleone ha dichiarato che la donazione avverrà con una trattenuta dello stipendio del mese di novembre.

    Un gesto semplice ma concreto, che potrebbe rappresentare un punto di partenza importante per riaviccinare la politica alla gente.

    In un momento come questo di profonda crisi ambientale ed economica, servono una maggiore presa di coscienza da parte della classe politica, poche parole e molti fatti, non solo nei momenti della tragedia, ma soprattutto nella quotidianità.

    La strada è ancora lunga, ma da qualcosa bisogna pur partire, anche se è triste che il punto di partenza coincida con un avvenimento tragico.

    Foto: Daniele Orlandi

  • Alluvione: i numeri per i volontari e per le donazioni

    Alluvione: i numeri per i volontari e per le donazioni

    AlluvionePer chi intendesse partecipare attivamente alla pulizia dei luoghi colpiti dall’alluvione, sono attivi i numeri dei municipi

    – MUNICIPIO III – BASSA VAL BISAGNO, p.zza Manzoni 1. Telefoni: 010.5579778, 010.5579779, 010.5579717. Indirizzo e-mail (comunicare dati anagrafici, indirizzo e recapito telefonico): municipio3segreteria@comune.genova.it

    – MUNICIPIO IV – MEDIA VAL BISAGNO, via Molassana 71. Telefoni: 010.5578345. Indirizzo e-mail (comunicare dati anagrafici, indirizzo e recapito telefonico): municipio4segreteria@comune.genova.it

    – MUNICIPIO IX – LEVANTE, via Domenico Pinasco 7. Telefoni: 010.5579808, 010.5579809, 010.5579811. Indirizzo e-mail (comunicare dati anagrafici, indirizzo e recapito telefonico): municipio9areatecnica@comune.genova.it

    E’ necessario presentarsi con un documento d’identità, abbigliamento adeguato e se possibile con paleo attrezzi utili a spalare il fango. So

    Per chi,volesse effettuare una donazione a favore delle persone alluvionate è possibile:

    – inviare un sms al 45500 per donare 2 Eu o chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Fastweb e Tiscali e Tele Tu.

    – effettuare una  donazione su conto corrente aperto da Sky – Repubblica: IBAN IT 07 U 02008 09432 000101739561 (Banca Unicredit). Il Comitato è denominato: Alluvione: un aiuto per ricostruire e va indicato come beneficiario da indicare nel versamento (causale: contributo).

    – effettuare una donazione su conto corrente aperto dal Corriere della Sera e La7CODICE IBAN  IT80O0306905061100000000567 indicando come beneficiario “Un aiuto subito. Alluvione Ligure”.

    – effettuare una donazione su conto corrente presso Banca Etica aperto da ARCI Liguria: IT16B0501801400000000140234 intestato ad ARCI Liguria

    -versamento c/c disposto dalla Tifoseria Organizzata del Genoa, lo stesso che era stato messo a disposizione la settimana scorsa per l’alluvione delle Cinque Terre Banca Popolare di Lodi, agenzia n.2467 Genova 18 via Della Libertà 36 R con le seguenti coordinate: n.conto corrente   433; Codice IBAN IT97A0516401418000000000433

    -donazioni tramite l’associazione Janua: Banca Prossima | Via Fieschi 4 Genova | IBAN: IT 15 R 0335 9676 8451 0300 015366 Causale: Donazione Alluvionati.

    -versamento disposto dalla Regione Liguria . Il conto corrente è il 7464/80 presso l’agenzia 41 di Banca Carige (Intestato a Regine Liguria – raccolta fondi alluvione La Spezia 2011” codice iban IT 53 I 06175 01472 000000746480).

     

  • Musica per non udenti: il progetto “Zero Volume” è italiano

    Musica per non udenti: il progetto “Zero Volume” è italiano

    Musica per sordiOggi più che mai musica e immagini sono una cosa sola, nessun artista si sognerebbe di fare un disco senza l’ausilio di un videoclip, questo perchè una canzone abbinata a una piccola storia acquista una carica comunicativa travolgente.

    Quando parliamo di videoclip intendiamo un’opera filmica breve che traduce in immagini un brano musicale, possiamo quindi affermare che si tratta di un’opera d’arte concepita per la trasmissione televisiva; video-clip, dove video sta per tv e clip sta per tagliare (dal verbo inglese to clip) proprio come un patchwork che unisce in unico prodotto cinema, fotografica, musical, tv pop art e danza.

    Non è soltanto immagine che accompagna la musica, può essere molto di più. Spesso si tende a dimenticare la valenza sociale che effettivamente ha ricoperto e ricopre tuttora il videoclip, che non di rado si fa tramite di messaggi socialmente importanti non solo per gli argomenti trattati nei testi delle canzoni, ma per le nuove sfide in cui si lancia.

    Pensare, ad esempio, ad un video-clip per persone sorde puo’ sembrare un ossimoro, una follia, ma non lo è; il primo progetto in tal senso è stato tutto “made in italy”, nel 2000 Subsonica e Bluvertigo avevano dato vita grazie al regista Luca Pastore e alla collaborazione con l‘Istituto dei sordomuti di Torino-Pienza, al progetto Zerovolume; primo esperimento di videoclip senza suoni che sfidando il media di supporto ossia la tv, cercava di travasare tutto il suono nell’immagine, come per un radiosceneggiato al contrario.

    “Non è una traduzione di un brano musicale in lingua dei gesti, ma una composizione ex-novo per non udenti che, per il totale del pubblico, acquista una nuova dimensione.” (dalla conferenza stampa di presentazione).

    Il videoclip è un gioco, un sogno, un incubo, una favola. Raramente è qualcosa di razionale, di evidente; è comunicazione di segni, per gesti, per simboli che appartengono a chiunque sia in grado di riconoscerli; quindi pur esistendo un mondo senza suoni, non esiste nessuno con cui non sia possibile cercare di comunicare.

    Certo, la sfida è senz’altro ardua, tanto che per ora quello di Subsonica e Bluvertigo è rimasto un esempio isolato, ma l’impegno e lo studio per comunicare la musica ai non udenti continua su più fronti. Dalle traduzioni simultanee dei concerti in immagini, sino alle nuove scoperte, come ad esempio “Vibrato”, il dispositivo che trasmette la vibrazione degli strumenti su cinque differenti pad: in questo modo le persone con problemi di udito possono rivivere la sensazione dell’ascolto musicale tramite il tatto. Questo perchè i sordi, specialmente quelli dalla nascita, sviluppano capacità uditive in altre parti del corpo, come appunto nei polpastrelli. E in effetti i polpastrelli sono membrane di pelle, né più né meno dei timpani. Un neonato probabilmente sente il mondo anche attraverso di essi, dovendo ancora imparare a codificare gli stimoli che gli arrivano, e solo successivamente i polpastrelli perdono questa loro capacità per lo sviluppo di altri organi uditivi.

    Serena Wich

  • Iniziativa contro la chiusura del centro Antiviolenza di salita Mascherona

    Iniziativa contro la chiusura del centro Antiviolenza di salita Mascherona

    Salita MascheronaVenerdì 4 novembre alle 17, presso la Sala Incontri Coop Dinegro al Terminal Traghetti,  il coordinamento ligure donne latinoamericane (Colidolat), insieme con le associazioni Usciamo dal Silenzio, UDI “25novembre2008”, Arcilesbica Associazione Nazionale, LILA – Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids, Società per Azioni Politiche di Donne, organizzano un aperitivo solidale per dire no alla chiusura del centro Antiviolenza di salita Mascherona nel centro storico genovese.

    In Italia la violenza domestica è in continuo aumento, e le strutture che offrono sostegno psicologico alle donne maltrattate sono a rischio chiusura a causa dei tagli economici del Governo e di conseguenza della Regione Liguria, Provincia e Comune.

    Tutti i centri antiviolenza distaccati sul territorio potrebbero sospendere le attività, e le donne perderebbero dei punti di riferimento inportanti in situaziuoni critiche come quelle dei post violenza.

    L’iniziativa sarà animata dalle letture teatralizzate di Antonella Sodini e Lorena Luccatini e dagli intervalli musicali di Alessandra Ravizza del gruppo musicale Rebis. E’ prevista un’offerta libera a favore del centro antiviolenza.

    Volantino aperitivo solidale

  • Le iniziative di solidarietà di Arci per le popolazioni alluvionate

    Le iniziative di solidarietà di Arci per le popolazioni alluvionate

    alluvioneArci Liguria e Prociv ArciLiguria organizzano una raccolta fondi e di generi di prima necessità per aiutare le popolazioni del levante ligure colpite dall’alluvione.

    “Emergenza alluvione” c/c ARCI Liguria – Banca Etica IBAN IT16B0501801400000000140234
    Queste le coordinate bancarie da utilizzare per partecipare alla raccolta fondi attraverso il conto corrente dedicato attivato da Arci Liguria d’intesa con la Direzione Nazionale.

    Le risorse che verranno canalizzate attraverso questo conto, servono in questa prima fase a sopperire a tutte quelle necessità primarie che i nostri volontari stanno incontrando nell’intervento nelle zone colpite che  coordiniamo insieme alla nostra Prociv

    La P. A. Croce Verde Chiavarese su indicazione di Prociv-Arci Liguria – attiva a Romito Magra a seguito della recente alluvione nello spezzino – indice una raccolta di viveri consistente solamente nei seguenti generi: bottiglie di acqua minerale da un litro e mezzo, pasta e scatolame vario di qualsiasi formato (possibilmente non in pezzi singoli), badili, guanti da lavoro, stivali, attrezzi da scavo, carriole ecc.

    Tutto il materiale deve pervenire entro sabato sera presso la sede di Largo G. Casini, 10 a Chiavari poichè domenica mattina sarà inviato il tutto con la squadra che partirà per il Polo Provinciale di Santo Stefano Magra.

  • Nuova battaglia per il popoloso quartiere Cep di Genova

    Nuova battaglia per il popoloso quartiere Cep di Genova

    Cep LavatriciUna nuova sfida per il Cep, il popoloso quartiere collinare genovese, alle spalle di Voltri e Prà, questa volta è pronto a mobilitarsi per il suo supermercato. Infatti da 4 mesi, era la fine del dicembre scorso, il punto vendita del gruppo francese Carrefour, ha chiuso i battenti e da allora gli abitanti sono stati privati di un servizio utile soprattutto per chi, come anziani e persone con problemi di deambulazione, è oggi costretto a scendere a valle per fare la spesa.

    L’elemento paradossale della vicenda è che Carrefour sta continuando a onorare il contratto d’affitto con Arte (Azienda regionale territoriale per l’edilizia) concordato fino al prossimo novembre. Inoltre la società ha chiesto e ottenuto dal Comune la sospensione della licenza e ora si considera legittimata a mantenere i locali vuoti. Le logiche del mercato spesso sfuggono all’uomo comune ma evidentemente è più conveniente continuare a pagare piuttosto che spalancare la porta alla concorrenza. Anche se si gioca sulla pelle dei cittadini. E nonostante ci siano già tre differenti operatori commerciali che scalpitano, pronti ad insediarsi non appena sarà possibile.

    “In soli due giorni abbiamo raccolto oltre 300 firme che mettiamo a disposizione del Comune per mettere maggiore pressione a Carrefour e ottenere il rilascio dei locali – spiega Carlo Besana, anima dell’Associazione Pianacci – Se la situazione non dovesse sbloccarsi agiremo secondo il nostro stile con proteste spiazzanti e fantasiose”. Si parla di azioni legittime che punteranno a contrastare la normale attività dei punti vendita Carrefour sparsi in città.

    Il Comune, sollecitato da abitanti e Municipio, tramite l’Assessore al Commercio Giovanni Vassallo, sta provando ad instaurare un dialogo con Carrefour affinché la questione si risolva nel più breve tempo possibile. Nel frattempo si prepara la mobilitazione, così come successe due anni fa, quando la minaccia di chiudere l’ufficio postale del quartiere portò i cittadini ad inventarsi “l’operazione tartaruga”, allo scopo di rallentare il lavoro negli altri uffici genovesi. Fu un successo che costrinse Poste italiane a cambiare repentinamente idea.

    Ma negli ultimi anni sono stati numerosi gli obiettivi raggiunti dalle realtà associative del Cep: in principio fu il centro sociale, nell’unica antica casa ligure sopravvissuta al diluvio di cemento degli alloggi popolari, poi vennero il campo da calcio in erba sintetica e i campi da bocce, il centro culturale islamico e i corsi d’italiano per stranieri, le attività motorie per gli anziani e infine il Palacep, come è stato soprannominato, con una pista di pattinaggio unica a Genova e tremila posti a disposizione per l’organizzazione di concerti e spettacoli dal vivo. Una comunità che è stata in grado di autodeterminarsi e costruirsi un’identità collettiva partendo dalle mille storie di disagio ed emarginazione confluite nel quartiere.

    Una piccola città di oltre 7000 anime che rappresentava fino a poco tempo fa una realtà altra nata dal nulla, oggi il Cep è diventato un simbolo del possibile riscatto sociale e un modello, studiato oltre i confini genovesi, da chi si trova ad operare in contesti simili ogni giorno. Eppure le difficoltà continuano a non mancare e Carlo Besana, nonostante l’organizzazione avesse tutte le carte in regola, è stato recentemente denunciato per disturbo alla quiete pubblica a causa della rassegna di spettacoli “Che estate alla Pianacci”, capace di portare al Cep ogni anno, circa  8000 spettatori.

    Matteo Quadrone