Tag: mercati comunali

  • Mercato del Pesce, piazza Cavour: ipotesi trasferimento a Bolzaneto

    Mercato del Pesce, piazza Cavour: ipotesi trasferimento a Bolzaneto

    pesca-pesce-d3Il Mercato del Pesce di Piazza Cavour sarà trasferito a Bolzaneto? Si tratta di un progetto emerso da poche settimane e passato quasi inosservato, ma rappresenta un tassello importante di una vicenda iniziata alla fine del 2010, quando la ASL 3 chiuse per ragioni igienico sanitarie la struttura.

    Dopo la riapertura del mercato, avvenuta solo pochi giorni dopo, si avanzò l’ipotesi di un trasferimento all’interno dei macelli di Cà de Pitta in Val Bisagno, non incontrando però il favore degli operatori. Gli stessi lavoratori dei macelli si erano opposti a questa possibilità sostenendo che la struttura non avrebbe potuto ospitare entrambe le attività economiche.

    C’è voluto più di un anno perché fosse presentata una nuova soluzione. L’area in cui potrebbe sorgere il nuovo mercato del pesce è adiacente al mercato ortofrutticolo di Bolzaneto, la cosiddetta area ex Trony in cui si sono alternati due centri di elettronica (Unieuro e appunto Trony). La proposta è stata fatta all’assessore allo Sviluppo Economico Francesco Oddone direttamente dalla società SGM che gestisce il mercato ortofrutticolo ed è subito parsa una soluzione interessante: «Soprattutto perché – ha affermato l’assessore – avendo interloquito con gli operatori, questi ultimi si erano detti non contrari come zona e come tipologia di collocazione». L’appoggio al progetto da parte degli operatori è fondamentale perché i canoni che verseranno per l’affitto dei loro banchi devono essere in grado di sostenere l’operazione. L’operazione, benché di dimensioni molto più piccole, riprende da questo punto di vista il modello adottato nel caso del mercato ortofrutticolo.

    Per questa ragione è stato chiesto alla società SGM di eseguire alcuni approfondimenti tecnici che verranno presentati all’amministrazione entro marzo. «Non si tratta ancora di un progetto – precisa Oddone – ma di dettagli tecnici più precisi».

    Dalla prima chiusura in avanti il Comune ha cercato di intervenire per adeguare l’edificio di Piazza Cavour alle norme igieniche, soprattutto per ciò che riguarda l’areazione, ma resta lo spauracchio di una possibile chiusura da parte della Asl. L’assessore non esclude questa possibilità, ma afferma: «sto facendo il possibile per mettere il mercato nelle condizioni migliori possibili ed evitare che chiuda».

    Ma il problema non è solo legato alle condizioni igieniche. «Il mercato è una struttura obsoleta – prosegue Oddone – anche per i traffici moderni». Un aspetto che va risolto, infatti, è anche quello dalla logistica. Il mercato attuale non è adatto ad accogliere il traffico dei mezzi che vi accedono e, per questa ragione, non permette agli operatori di lavorare nelle condizioni migliori possibili e limita lo sviluppo futuro.

    L’area individuata a Bolzaneto è leggermente più grande rispetto a quella di Piazza Cavour, ma l’aspetto positivo secondo Oddone è soprattutto il fatto che si tratti di «un’area disegnabile in base alle esigenze degli operatori».

    La Valpolcevera è una zona già caratterizzata da una massiccia presenza di attività commerciali e capannoni industriali di grandi dimensioni a cui si è aggiunto anche il mercato ortofrutticolo, che occupa una superficie di ben 82.000 mq. Tuttavia il rischio di andare a congestionare questa porzione di territorio è esclusa dallo stesso assessore che, riferendosi al “nuovo mercato del pesce” precisa «È incomparabilmente più piccolo del mercato ortofrutticolo. Stiamo parlando di un rapporto 1 a 10. Non si tratta di due mercati».

    Per adesso questo è il progetto in fase più avanzata, ma l’amministrazione sta valutando anche altre opzioni. Una di queste riguarda la zona dell’Aeroporto, ma si tratta solo di una prima segnalazione che non è stata ancora approfondita.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Foce, mercato comunale di piazza Scio: interventi contro il degrado

    Foce, mercato comunale di piazza Scio: interventi contro il degrado

    Mercato Comunale piazza Scio, FoceIl mercato ortofrutticolo di piazza Scio, nel cuore della Foce a due passi da Piazza Palermo, torna a far parlare di sé. Solo pochi mesi fa (settembre 2012) residenti e commercianti della zona hanno fatto sentire le loro voci, protestando contro la sporcizia e il degrado che si accumula ogni giorno alla chiusura del mercato coperto: cassette vuote, resti di frutta e verdura abbandonati, cattivi odori,  insetti e topi hanno spinto all’esasperazione collettiva.

    A detta dei cittadini della Foce, i cassonetti sempre straripanti e il rumore del compattatore per lo smaltimento dei rifiuti rendono impossibile la convivenza tra gli operatori del mercato e il resto della cittadinanza. Questa “guerra civile” si è inasprita nei mesi: i residenti, stanchi, hanno cercato più volte l’intervento di vigili e carabinieri per riportare un po’ ordine nel quartiere, mentre gli operatori del mercato, dalla loro, sentendosi attaccati, hanno diffuso volantini in cui rivendicavano il monopolio dei cassonetti dell’area di piazza Scio, impedendone l’uso agli “esterni”. La situazione di tensione era stata denunciata a Palazzo Tursi, cui la cittadinanza aveva lanciato l’appello ad intervenire.

    Com’è la situazione oggi? Siamo andati in piazza Scio per testare gli umori, a distanza di pochi mesi dalle polemiche. Ancora ben palpabile il malcontento nella zona di via Trebisonda, cui fa da contraltare una sostanziale ignoranza del problema sul versante di piazza Palermo e via Pisacane, sul lato anteriore della struttura mercatale. Il discrimine è dato dal fatto che su via Trebisonda, appunto, si trovano l’ingresso principale del mercato ortofrutticolo (con annesso viavai di camion e furgoni degli ambulanti), il rumoroso compattatore per lo smaltimento e i cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Al contrario, nella più centrale piazza Palermo, da poco rimessa a nuovo, la percezione del problema è quasi del tutto assente: i commercianti, interpellati, negano addirittura di aver mai sentito parlare di proteste da parte dei colleghi di via Trebisonda e l’unico mercato di cui sembrano seguire le vicende è quello che il lunedì e il giovedì viene allestito in piazza Palermo… Particolarità, queste, tutte genovesi.

    Ma veniamo al dunque, qual è stata la risposta di Palazzo Tursi? Nel quartiere, ci raccontano che nel corso di questi mesi si sono fatti vedere delegati municipali, che hanno voluto essere presenti in loco per valutare la gravità della situazione. Il vicepresidente del Municipio VIII Gianluca Manetta, assessore all’assetto del territorio, viabilità e interventi manutentivi, assicura che importanti misure per la riqualifica di piazza Scio sono già state adottate, e spiega: «Dopo le segnalazioni dei cittadini, alcuni delegati comunali con una squadra di tecnici e specialisti si sono recati in piazza Scio, per una panoramica. Il problema, sostanzialmente, era che i rifiuti -organici e non- non venivano smaltiti in modo abbastanza tempestivo. Dopo il sopralluogo e l’incontro di coordinamento tra rappresentanti del Municipio VIII e responsabili Amiu., abbiamo deciso che era necessario incrementare l’azione di pulizia nella zona da parte di Ma.Ris., la coop sociale a partecipazione privata che si è aggiudicata l’appalto di gestione del servizio di pulizia e manutenzione del mercato della Foce, con intensificazione particolare durante i mesi estivi». Nello specifico, le nuove misure adottate dall’amministrazione sono le seguenti:

    – smaltimento dei rifiuti non-organici (cassette di legno, cartone, carta da imballaggi, ecc.) una volta a settimana e di quelli organici a giorni alterni;

    – lavaggio dei cassoni per la raccolta dei due diversi tipi di rifiuti una volta ogni dieci giorni nel periodo invernale e una volta a settimana durante l’estate;

    – aggiunta di enzimi di riduzione dei rifiuti all’interno dei cassoni di raccolta dei rifiuti organici, per l’eliminazione di eventuali residui e l’impedimento del proliferare di muffe, germi, batteri di varia natura;

    – lavaggio delle piattaforme su cui sono posizionati i cassoni di raccolta dei rifiuti una volta a settimana, al mercoledì;

    – pulizia della zona tramite impiego del servizio di autospurgo una volta al mese.

    «Il vero problema» continua Manetta, «è che abitanti e commercianti, che lamentano la situazione di degrado, continuano ad usufruire dei cassoni –in realtà riservati ai soli operatori del mercato- rifiutandosi di comprendere che essi non sono appannaggio pubblico e incrementando le difficoltà degli addetti alla pulizia». Staremo a vedere se gli interventi opera dell’amministrazione riusciranno a dare i risultati sperati, favorendo la convivenza nel quartiere in un clima di distensione generale.

    Pensare che quello di piazza Scio è un fiore all’occhiello per il commercio genovese, recentemente distintosi (giugno 2012) per la convenienza dei prodotti che offre e il buon rapporto qualità-prezzo. In quel caso, in particolare, le rilevazioni di Federconsumatori avevano decretato che in piazza Scio gli acquisti costano di meno: il mercato ortofrutticolo coperto della Foce aveva sbaragliato i concorrenti (Mercato Orientale di via XX Settembre, mercato coperto di via Dondero a Sampierdarena e quello di piazza Romagnosi a Marassi) e, per undici prodotti su un totale di ventitré, si era aggiudicato il “miglior prezzo in città”.

     

    Elettra Antognetti

  • Sestri Ponente, mercato di via Ferro: a marzo l’inaugurazione

    Sestri Ponente, mercato di via Ferro: a marzo l’inaugurazione

    Il mercato di via Ferro a Sestri Ponente è in attesa dell’ormai imminente inaugurazione. «I lavori sono praticamente terminati. Si può con ragionevolezza ipotizzare l’apertura della struttura per marzo…», rivela Ferruccio Bommara, assessore al territorio e manutenzioni del Municipio Medio Ponente.

    Il progetto di ristrutturazione della struttura, avviato nel 2008, era stato ultimato nel marzo 2009. La struttura in superficie, divisa in un piano terra e in un piano soppalcato di nuova costruzione, è stata pensata per ospitare i banchi attualmente allestiti in piazza dei Micone e quelli del mercato coperto Cortellazzo di via da Persico. A piano terra saranno ospitati 21 punti vendita, per un totale di 22 postazioni (un operatore del settore macelleria ne utilizzerà due). Per la parte soppalcata, invece, uscirà un bando di concorso dell’Ufficio Patrimonio per l’assegnazione dell’intera superficie a un unico esercizio per ristorazione (pizzeria o servizio bar). Per poter svolgere le attività occorre la certificazione di usabilità della struttura, per la quale è in corso la procedura di rilascio.

    Oltre alla ristrutturazione, negli spazi sottostanti al mercato è stata finanziata – con un project financing  del 2003 (quindi senza oneri finanziari per la pubblica amministrazione)- la costruzione di un autosilo interrato destinato alla vendita a privati. Il progetto dell’autosilo, che inizialmente prevedeva la costruzione di due piani interrati, è stato modificato con una variante presentata il 27 maggio 2004, che ha permesso l’implemento di un ulteriore piano.

    Proprio in via Ferro il Comune di Genova aveva da tempo deciso di riunire gli ambulanti e di dar loro uno spazio in cui esercitare la loro attività, liberando la più centrale piazza dei Micone, vicino a piazza Baracca, e restituendola alla cittadinanza. Questa operazione era stata prevista anche dal Progetto Operativo Integrato (Progetto Integrato Sestri Chiaravagna) 2007-2013 FESR – Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, finanziato a livello regionale, statale ed europeo. Il progetto metteva in luce l’inadeguatezza delle strutture esistenti sul territorio e prevedeva, tra le altre cose, la realizzazione del polo mercatale in questione con annessa riqualificazione (valorizzazione e incremento delle aree pedonali) della piazza.

    Marzo 2013 sarà finalmente la volta buona? Non sarebbe certo il primo annuncio disatteso di inaugurazione del mercato… Nel 2009, a lavori ultimati, l’allora presidente del Municipio VI Medio Ponente, Stefano Bernini, affermava che l’amministrazione stava cercando di ottenere finanziamenti regionali per pagare i 2 milioni di euro necessari alla sistemazione delle vetrate laterali della struttura tra via Puccini e via Ferro. L’anno successivo lo stesso Bernini: «Nel giro di un anno e mezzo riusciremo a portare a termine lo spostamento del mercato da piazza dei Micone a via Ferro e iniziare gli interventi sulla piazza». Una conferma era stata data lo scorso marzo dall’ex-assessore ai lavori pubblici Mario Margini, il quale aveva assicurato che il limite per l’apertura del mercato sarebbe stato maggio 2012, per slittare poi a settembre.

    Oltre alla già menzionata difficoltà nel reperire i fondi, hanno contribuito ai ritardi anche altri fattori. Ad esempio la posizione scettica manifestata più volte dagli ambulanti di piazza dei Micone, che hanno opposto resistenza alla prospettiva di trasferimento nella più defilata via Ferro; ad agire da deterrente la paura di perdere la clientela abituale. Dall’altra parte, invece, residenti e commercianti della zona manifestavano crescente disagio per l’attesa nell’occupazione degli spazi del nuovo mercato: contrariati a causa del rumore e della sporcizia prodotta quotidianamente, incalzavano affinché la piazza fosse sgomberata.

    La situazione oggi sembra essere definitivamente sbloccata: «Rimangono alcune rifiniture da ultimare, che tuttavia non impediranno agli operatori di allestire le proprie postazioni»,spiega l’assessore Bommara. «Per quanto riguarda l’inizio di attività vera e propria tutto dipenderà  dai  lavori di allestimento che gli esercenti stanno eseguendo nei loro punti vendita». Per questi ultimi l’amministrazione ha previsto vantaggi e facilitazioni, per compensare eventuali disagi derivanti dalla ricollocazione in via Ferro. Le misure, proposte dall’assessore allo sviluppo economico Francesco Oddone, prevedono l’esenzione  dal pagamento del primo mese di attività e la copertura delle spese di trasferimento delle attrezzature dal  mercato coperto Cortellazzo (già previste da una deliberazione della giunta Vincenzi e non riguardante gli operatori di piazza dei Micone, dotati di strutture mobili).

     

    Elettra Antognetti
    [foto di Diego Arbore]

  • Staglieno, mercato comunale: struttura fatiscente, l’allarme dei commercianti

    Staglieno, mercato comunale: struttura fatiscente, l’allarme dei commercianti

    A proposito di mercati comunali abbandonati a se stessi e alla buona volontà dei commercianti che al loro interno, tra mille difficoltà, continuano a lavorare (vedi quello di Piazza tre Ponti a Sampierdarena di cui ci siamo occupati recentemente), la struttura di Piazzale Parenzo a Staglieno, versa in condizioni fatiscenti: infiltrazioni di acqua provenienti dal tetto (realizzato in eternit, con il conseguente pericolo derivante dall’amianto), piccioni e altri volatili che entrano dalle finestre non schermate e depositano i bisogni fisiologici nel luogo in cui le persone si recano a fare la spesa, bagni spesso otturati, insomma una situazione insostenibile che mette a rischio un servizio importante per i cittadini della zona.

    «Occorrono interventi urgenti di riqualificazione e bonifica», ribadiscono gli esercenti del mercato. L’amministrazione comunale, da parte sua, invita gli operatori commerciali a consorziarsi – come è già stato fatto in altri mercati comunali – sfruttando la recente delibera che prevede la restituzione agli esercenti del 20% del canone pagato al Comune, che potrà essere utilizzato per i lavori di adeguamento e riordino della struttura.

    «Questo discorso va bene per i mercati più grandi dove il 20% del canone versato rappresenta una cifra consistente – sottolineano gli esercenti commerciali – Ma noi siamo solo in otto e al massimo con quei soldi potremmo cambiare le lampadine. Il Comune deve farsi carico almeno dei lavori più impegnativi dal punto di vista economico – concludono i commercianti – Un eventuale consorzio potrebbe essere utile solo in una fase successiva».

    Il consigliere del Municipio Media Valbisagno, Paolo Aimè (Pdl), ha presentato una mozione per chiedere la ristrutturazione e l’igienizzazione della struttura di Piazzale Parenzo «Se il mercato chiudesse ci sarebbe un immobile vuoto in più sulle spalle dell’amministrazione e credo che questo non sarebbe un vantaggio – spiega il consigliere – Mi rendo conto che non ci sono risorse ma si potrebbe agire per “step”: innanzitutto partendo dagli interventi urgenti quali il rifacimento del tetto e la schermatura delle finestre, in modo tale da dare un minimo di speranza ai commercianti, per continuare l’attività e rendere il mercato più accogliente».

     

    Matteo Quadrone

  • Sampierdarena, mercato Tre Ponti: degrado e banchi chiusi

    Sampierdarena, mercato Tre Ponti: degrado e banchi chiusi

    Nel panorama dei mercati comunali genovesi quello di Piazza Tre Ponti a Sampierdarena – una struttura relativamente giovane avendo meno di trent’anni – registra una delle situazioni più critiche.
    Nonostante le proteste degli operatori commerciali, che da lungo tempo denunciano lo stato di abbandono in cui giace il mercato, le iniziative politiche (in particolare del capogruppo Pdl in consiglio comunale, Lilli Lauro e di diversi esponenti del Municipio Centro Ovest), nessuna soluzione è stata ancora approntata per provare a rilanciare un servizio che continua ad esser molto frequentato dagli abitanti di Sampierdarena.

    Oggi su 50 banchi disponibili solo 18 sono in funzione.
    Le criticità maggiori sono dovute alle carenze strutturali: infiltrazioni d’acqua provenienti dal tetto, un impianto elettrico da rifare (secondo gli esercenti), difficoltà di accesso per le merci (mancanza di scivoli per i carrelli con i prodotti), accesso impossibile per i disabili, porte che non si chiudono a dovere e la lista potrebbe continuare ancora a lungo.
    Recentemente, grazie all’interessamento del consigliere municipale del Centro Ovest, Loris Arena (Idv), due problemi sono stati risolti. Innanzitutto è stata ripristinata la fontanella della piazza (non funzionante da un anno) e poi è stata debellata la presenza dei topi che terrorizzavano passanti ed avventori del mercato.
    Il lavoro da fare è ancora molto ma la speranza degli operatori commerciali, che con mille sforzi si ostinano a mantenere in vita la struttura, è quella di non essere completamente dimenticati dalle istituzioni.

     

    Matteo Quadrone

  • Carmine, mercato comunale: chiuso il bando, affidata la gestione

    Carmine, mercato comunale: chiuso il bando, affidata la gestione

    Mercato Comunale CarmineÈ arrivato l’annuncio ufficiale, la gestione del mercato comunale di Piazza del Carmine – una struttura recentemente ristrutturata ma rimasta un contenitore vuoto visto che il precedente tentativo di assegnazione si è rivelato un buco nell’acqua – sarà affidata all’unico consorzio che ha presentato un’offerta, ovvero il “Consorzio Mercato Carmine” che raggruppa vari soggetti: Bcafè srl, Carni di Propata s.a.s., Cooperativa Pescatori di Liguria, B.P.G. srl costituenda società tra Action srl e Costa Giovanni Battista.

    Il progetto tecnico ha conseguito il punteggio di 74,33 su 80 mentre l’offerta economica è stata di poco superiore alla base d’asta. L’aggiudicazione è provvisoria, per quella definitiva, infatti, occorrerà attendere 35 giorni per eventuali opposizioni, poi entro 3 mesi il soggetto vincitore dovrà presentare il progetto ed il piano economico finanziario – assicurato da un istituto di credito abilitato – onde evitare altre brutte sorprese. Dopo l’approvazione del progetto l’aggiudicatario dovrà eseguire i lavori ed avviare l’attività entro i successivi sei mesi. Il pagamento del canone di concessione (105 mila euro all’anno) decorrerà dalla consegna dei locali.

    Qui nascerà un polo per la vendita di prodotti a Km zero, frutta, verdura, pesce e carne di provenienza ligure, quindi filiera corta con particolare attenzione alla qualità. Inoltre ci sarà spazio per una zona adibita a ristorazione dove avrà sede la sezione provinciale dell’Enoteca Regionale Ligure.

    Per garantire la freschezza dei prodotti e ridurre gli scarti, dopo le ore 18, si svolgeranno apposite aste per lo smaltimento dell’invenduto a prezzi particolarmente competitivi. Il soggetto gestore, inoltre, dovrà organizzare un articolato programma di attività collaterali costituito principalmente da iniziative didattiche (in particolare relative all’educazione alimentare), presentazioni, eventi e dibattiti.
    Nelle migliori intenzioni del Consorzio, il Mercato del Carmine sarà una preziosa occasione di rilancio per l’intera zona, trasformandosi in un luogo aperto, dove i residenti, gli universitari della vicina via Balbi, i turisti, potranno trovare prodotti naturali e di stagione, spendendo il giusto.

    Ma c’è anche chi dimostra parecchio scetticismo sulla concreta possibilità di successo dell’operazione. Sono i negozianti del locale Civ, i quali sottolineano come il progetto difficilmente riuscirà a reggersi in piedi considerando gli elevati costi di gestione della struttura. Per ammortizzarli, infatti, sarebbe necessario un giro d’affari giornaliero attualmente impensabile. Di conseguenza, secondo il Civ il nuovo mercato riuscirà a resistere per qualche anno poi si tornerà alla situazione odierna, senza alcun beneficio duraturo per il quartiere. Non manca una punta di polemica in merito al bando, quando i commercianti ricordano di non essere stati interpellati, neppure per ascoltare la loro opinione. E così alla gara ha partecipato un solo consorzio, l’unico in grado di farlo.

  • Mercato del Carmine: scade il bando, sarà la volta buona?

    Mercato del Carmine: scade il bando, sarà la volta buona?

    Mercato Comunale del CarmineIl 30 settembre scade il bando per l’affidamento del mercato comunale di piazza del Carmine, in pieno centro città. Il mercato, ormai alcuni anni fa, è stato interessato da lavori di restauro e risanamento conservativo, ma da allora è rimasto inutilizzato. Il Comune ha sostenuto una spesa di oltre 430 mila euro per un progetto di riqualificazione urbana che riguardava l’intero quartiere. Oggi però questo piccolo gioiello è desolatamente vuoto. Prima di questa gara, infatti, l’amministrazione comunale ne aveva bandito un’altra ma purtroppo il consorzio vincitore – a causa della stretta creditizia delle banche – non è riuscito a rispettare gli impegni presi.

    Adesso il Comune ci riprova e vediamo se sarà la volta buona.
    Il soggetto vincitore dovrà realizzare le strutture interne e ovviamente occuparsi della gestione del mercato. La durata della concessione è di 10 anni. Il concessionario dovrà corrispondere a Palazzo Tursi un canone relativo all’utilizzo della struttura di proprietà comunale. La base economica d’asta è di 104.700,00 euro annui mentre per i lavori il costo stimato degli interventi è di 308.659,00 euro.
    Come specifica il bando il mercato «dovrà essere allestito in modo tale che all’interno possano essere svolte le seguenti funzioni: la commercializzazione di prodotti tipici in particolare alimentari a filiera corta con possibile consumo sul posto; attività ludiche, ricreative, culturali e didattiche, specie riferite a qualità e sicurezza alimentare; la somministrazione di alimenti e bevande con spazi dedicati all’Enoteca regionale Genova e Tigullio».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Mercati comunali: nuovo bando per il Carmine, apre a maggio il mercato di Sestri

    Mercati comunali: nuovo bando per il Carmine, apre a maggio il mercato di Sestri

    Mercato Comunale del CarmineUn nuovo bando per il mercato del Carmine dopo che il consorzio che aveva vinto la prima gara per la gestione della struttura non è stato in grado di portare termine il progetto. Il motivo? a causa della stretta creditizia delle banche il consorzio “Mercato del Carmine” non dispone dei circa 800 mila euro necessari a realizzare gli allestimenti interni. E così l’assessore al Commercio Giovanni Vassallo ha annunciato che la gestione del mercato del Carmine sarà nuovamente messa a bando nel tentativo di non far fallire un progetto di riqualificazione di uno spazio comunale con notevoli potenzialità attrattive visto che sorge a pochi passi dal centro storico e dalla zona universitaria.

    E buone notizie arrivano anche dal Ponente. I banchi del mercato del Ferro a Sestri infatti «Saranno consegnati ai concessionari entro la metà di aprile quando finiranno gli interventi di competenza pubblica – spiega l’assessore Mario Margini – In seguito i commercianti dovranno procedere agli allestimenti di loro competenza. L’apertura del mercato avverrà entro maggio. All’interno si sposteranno gli operatori del mercato Cortellazzo e quelli di piazza dei Micone».

     

    Matteo Quadrone

     

  • Mercati comunali coperti, quale futuro per le strutture in disuso?

    Mercati comunali coperti, quale futuro per le strutture in disuso?

    Strutture in disuso – alcune da parecchio tempo – che avevano perso completamente la loro funzione sociale e di aggregazione. Ma che nel prossimo futuro, almeno questo è l’augurio per il 2012 appena iniziato, potrebbero rinascere con una nuova destinazione d’uso capace di fornire una risposta concreta alle esigenze dei quartieri in cui sono ubicate.

    Parliamo di tre mercati comunali coperti chiusi nei mesi scorsi dall’amministrazione.

    Il mercato di via Bologna, tra Sampierdarena e San Teodoro, versa da anni in stato di abbandono ed “Era superba” si era già occupata della questione. Infatti inizialmente si ipotizzava potesse trasformarsi in sede per le realtà associative legate al territorio. Oggi invece apprendiamo dal Secolo XIX che qui potrebbe sorgere un nuovo ambulatorio. “Abbiamo contattato il Baluardo – dichiara il presidente del Municipio Centro Ovest Franco Marenco – Hanno effettuato un sopralluogo e contano di poter recuperare la struttura come centro prelievi ed ambulatorio. Sono un’azienda privata ma ci sarebbe una convenzione con il sistema sanitario pubblico”.
    Una soluzione che dovrebbe incontrare il gradimento dei residenti anche perché il quartiere ha perso l’ambulatorio di via Bari, chiuso alcuni mesi fa.

    Situazione di partenza diametralmente opposta è invece quella del mercato di Piazza Monteverdi a Cornigliano. Qui la struttura è in ottime condizioni dopo la recente riqualificazione. Il Municipio Medio Ponente “Sta valutando la proposta di alcune associazioni, sportive e culturali – spiega il consigliere dell’Idv, Caludio Caporale – gli spazi ci sono e potrebbero essere suddivisi fra gli interessati”. Quindi la prospettiva futura è quella di un uso a fini sociali e ricreativi.

    Infine il mercato di Piazza De Caroli a Teglia. Una struttura che fino a poco tempo fa si trovava in discrete condizioni ma successivamente, a causa di un incendio e dei conseguenti danni, ha smesso di funzionare. L’ex mercato è stato inserito nei beni del patrimonio comunale “Quelli considerati alienabili – precisa il presidente del municipio Valpolcevera, Gianni Crivello – Però noi vorremo utilizzarlo a favore di realtà del territorio e abbiamo già ricevuto alcune manifestazioni di interesse”.

    Insomma l’obiettivo comune è far rinascere sotto altre vesti quelle che erano vere e proprie risorse per i rispettivi quartieri.
    “Le soddisfazioni sono almeno due – commenta l’assessore al commercio Giovanni Vassallo – Innanzitutto la potestà decisionale che abbiamo affidato ai Municipi, per quanto riguarda il futuro di queste strutture, è un fattore estremamente positivo. In secondo luogo è fondamentale che questi poli di aggregazione ritornino ad assumere una funzione sociale e mi sembra che ci stiamo muovendo nella direzione giusta”.

    Purtroppo appare invece a tinte fosche il futuro dei mercati comunali ancora attivi in città.
    È infatti notizia di questi giorni il quasi totale fallimento dei bandi lanciati dal Comune per riempire gli spazi rimasti vuoti. Per il mercato di Bolzaneto e quello di Certosa nessuno ha presentato domanda.
    Ma anche per gli altri i risultati sono stati insoddisfacenti. A Statuto (Prè) su due posti è arrivata una sola domanda, a Parenzo (Molassana) otto banchi restano vuoti e a Treponti (Sampierdarena)sono arrivate solo 8 domande per 23 posti disponibili. Anche a Terralba, il secondo mercato più ricco dopo l’Orientale, è arrivata una domanda su 4 spazi a disposizione.
    “Per Bolzaneto e Certosa, visto che i bandi sono andati deserti, stiamo pensando di allungare i tempi per la presentazione delle domande – spiega Vassallo – Questa situazione è riconducibile all’impossibilità di fare qualunque tipo di investimento. Siamo di fronte ad un altro evidente sintomo della crisi economica in atto”.

     

    Matteo Quadrone

  • Mercato del Carmine: mancano i soldi per completarlo

    Mercato del Carmine: mancano i soldi per completarlo

    carmine-mercato-2008-d1Adesso la storia infinita dell’ex mercato comunale di piazza del Carmine la conoscono in tutta Italia.
    C’è voluto l’intervento del Gabibbo che ieri sera su “Striscia la notizia” ha raccontato la controversa vicenda di una strutturarimessa a nuovo recentemente ma da allora inutilizzata – che nel prossimo futuro dovrebbe ospitare la sede genovese dell’Enoteca regionale e un mercato con prodotti locali d’eccellenza.
    Il restauro completo del Carmine è terminato circa un paio d’anni fa e ha comportato una spesa di oltre 430 mila euro, sostenuta dal Comune, per un progetto di riqualificazione urbana che riguardava l’intero quartiere. Un piccolo gioiello ristrutturato secondo i canoni originali in stile liberty, che sorge a pochi passi dal centro storico e dalla zona universitaria, con enormi potenzialità attrattive e la concreta possibilità di trasformarsi in un volano per il turismo.

    Un anno fa il Comune ha bandito una gara per individuare il futuro gestore. Ad aggiudicarsi la vittoria fu il consorzio “Mercato del Carmine” che fa capo a Confesercenti.
    Oggi però veniamo a sapere che il consorzioa causa della stretta creditizia delle banchesi trova impossibilitato a rispettare gli impegni presi. In pratica manca il denaro necessario, si parla di una cifra vicina agli 800 mila euro, per realizzare gli allestimenti interni.
    “Se il consorzio non partirà con i lavori entro la fine di dicembre – dichiara l’assessore comunale al Commercio Gianni Vassallo – il risultato della gara d’asta sarà annullato ed entro gennaio ne faremo un’altra”.
    In altri termini, considerando le lungaggini burocratiche e gli immancabili ritardi nell’esecuzione dei lavori, non è detto che entro la fine del 2012 potremo finalmente fare un brindisi nel mercato del Carmine con i migliori vini della tradizione ligure.

    Matteo Quadrone

    Foto Daniele Orlandi

  • Il mercato di San Teodoro rinasce grazie ai volontari

    Il mercato di San Teodoro rinasce grazie ai volontari

    Un mercato comunale dismesso da tempo e dall’aspetto ormai fatiscente, inizia una nuova vita.

    Accade in via Bologna, nel quartiere di San Teodoro, grazie all’intervento provvidenziale di cittadini volontari aderenti ad associazioni presenti in zona, in particolare La voce di San Teodoro e Music for peace.

    Armati di ramazze, scope e quant’altro i cittadini hanno ripulito la struttura e alcuni piccoli container presenti all’esterno.

    Un’attività preziosa per la riqualificazione del quartiere che finora non era stata possibile perchè le casse del Municipio purtroppo non lo permettevano.

    Adesso è allo studio un progetto per recuperare gli spazi e renderli accessibili ai residenti.

    Il Municipio centro ovest conferma l’intenzione di voler dar vita a una tavola rotonda per ascoltare le esigenze degli abitanti di San Teodoro e, in accordo con le associazioni di volontariato, la struttura sarà disponibile per nuove funzioni idonee con la sua collocazione.

    Matteo Quadrone