Tag: musei

  • Accademia di Belle Arti: inaugura la mostra Non InfortunArti

    Accademia di Belle Arti: inaugura la mostra Non InfortunArti

    Piazza de Ferrari accademia di belle artiMartedì 7 maggio 2013 (ore 11.30) inaugura all’Accademia Ligustica di Belle Arti la mostra collettiva Non infortunArti, che presenta le opere vincitrici del bando di concorso artistico a cura della direzione regionale Liguria di Inail organizzato lo scorso autunno.

    Alla cerimonia di inaugurazione partecipano Alessandra Lanza (Direttore Regionale INAIL Liguria) e Raimondo Sirotti Presidente dell’Accademia Ligustica.

    La mostra è aperta al pubblico da martedì a venerdì, ore 14.30-18.30, fino al 24 maggio 2013.

    Ingresso libero.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Arte, libri ed editoria: workshop gratuito al Museo Villa Croce

    Arte, libri ed editoria: workshop gratuito al Museo Villa Croce

    villa-croce-parchi-DISono aperte fino a sabato 4 maggio 2013 le iscrizioni per il workshop gratuito The Book Society, un progetto a cura di Peep Hole dedicato alle forme più sperimentali di produzione in ambito editoriale.

    Scopo dell’iniziativa è creare una reading room presso il Museo di Villa Croce, dove presentare nel corso del 2013 alcune delle realtà editoriali più interessanti in Europa: Book Works (Londra), Paraguay Press (Parigi), Archive Books (Berlino).

    Il primo appuntamento sarà giovedì 9 maggio (ore 12-17) e dedicato a Book Works: saranno presentati una selezione di libri d’artista, un cortometraggio sulla storia della casa editrice, una serie di poster di Jonathan Monk insieme ad altri materiali relativi al recente progetto itinerante Again, A Time Machine. Il workshop è a numero chiuso, in lingua inglese, condotto da Jane Rolo e Paul Sammut di Book Works e aperto ad artisti, grafici, curatori, editori e studenti.

    Il seminario intende esaminare le possibilità di produzione creativa nell’ideazione e pubblicazione di libri d’artista, e la sovrapposizione dei ruoli di editore, curatore, artista. Come organizzare e presentare il materiale in forma di libro, che tipo di redazione è necessario intraprendere e quali opportunità offrono la pubblicazione e la distribuzione di libri di questo tipo. Ogni partecipante dovrà preparare una breve introduzione sulla sua pratica e sui suoi interessi da condividere con il gruppo (3-5 minuti, max) e porterà una piccola collezione di oggetti in relazione con il suo lavoro e che possano essere usati come materiali per la creazione di un libro. I materiali possono essere: immagini (fotografie, disegni, still da film, immagini raccolte o trovate da libri, riviste, ecc); testi (scritti di ogni tipo, dalla poesia alla prosa, blog, manifesti, testi esistenti, ecc.); oggetti (opere, oggetti quotidiani che abbiano un significato o un valore particolare, ecc).

    A seguire, alle 18, talk a ingresso libero: Jane Rolo e Paul Sammut discuteranno insieme a Francesco Pedraglio della sovrapposizione dei ruoli di artista, curatore e editore.

    Alle 19 performance / reading di Francesco Pedraglio a ingresso libero.

    Per informazioni e iscrizioni scrivere a Anna Daneri anna@peep-hole.org. La selezione per partecipare al seminario avverrà sulla base di cv/portfolio.

    [foto di Diego Arbore]

  • Accademia Ligustica di belle arti e Museo: il punto dopo la crisi

    Accademia Ligustica di belle arti e Museo: il punto dopo la crisi

    Accademia Belle ArtiIL PRECEDENTE

    Novembre 2011: rischio chiusura per il Museo dell’Accademia Ligustica, inaugurato nel 1980 per esporre al pubblico in maniera permanente le opere che attraverso lasciti e acquisizioni fanno parte del patrimonio dell’Accademia. La principale problematica riguarda lo scarso numero di visitatori, circa mille all’anno, e la difficoltà nel mantenere l’apertura per quasi tutti i giorni della settimana come avviene in altri musei cittadini.

    Un’ipotesi per salvare il museo è la vendita di alcune opere tenute a magazzino, ossia che fanno parte del patrimonio museale ma non sono visibili al pubblico. L’acquirente più probabile è la Fondazione Carige, che ha proposto di collocare questi dipinti in nuovi spazi accessibili alla cittadinanza, e quindi dare loro la visibilità che attualmente non hanno.

    Gennaio 2012: Era Superba intervista il curatore del Museo Giulio Sommariva, che dal 2002 gestisce lo spazio, la cura delle opere e i laboratori didattici. L’incontro è l’occasione per mostrare i beni contenuti nel Museo e spiegare le ragioni della crisi in corso: «L’Accademia Ligustica ha un bilancio in passivo di oltre un milione di euro. Il Museo non dispone di un proprio bilancio, ma la parte economica è legata ai finanziamenti dati dall’Accademia stessa» (che a sua volta “vive” anche grazie ai finanziamenti congiunti di Regione, Provincia e Comune, ndr).

    Nel frattempo circa sessanta genovesi – tra intellettuali, artisti e docenti universitari – hanno sottoscritto un appello affinché le istituzioni intervengano a sostegno dell’Accademia e del Museo.

    Marzo 2012: il presidente dell’Accademia Ligustica Raimondo Sirotti spiega in una conferenza stampa la situazione di crisi non solo del Museo, ma dell’Accademia nel suo complesso. Il rischio maggiore, al momento, è che nei prossimi mesi i dipendenti della Ligustica non possano ricevere gli stipendi.

    Aprile 2012: inizia la campagna di eventi Vivi il Museo, organizzata dall’Associazione Amici dell’Accademia allo scopo di aiutare economicamente il museo e farlo conoscere alla cittadinanza. Le iniziative in programma dureranno per tutto il 2012.

    IL PRESENTE

    Proseguono numerose le attività e iniziative a sostegno del Museo e della Ligustica: per tutto il 2013 prosegue il ricco programma de Il principio dell’arte, una rassegna di eventi molto diversificati che spaziano tra conferenze sulle Fiandre a conferenze sulle opere a deposito presso il museo, attività didattiche per i bambini, visite guidate in oratori, conventi e luoghi storici di Genova spesso chiusi al pubblico.

    Enrico Paroletti, responsabile della valorizzazione del museo, ci spiega le ragioni che da due anni muovono questo progetto: «L’idea alla base è che un ente privato – in questo caso un’associazione – può gestire in maniera attiva e produttiva un’istituzione come un museo, senza gravare economicamente sul bilancio del museo stesso e arrivando laddove la realtà istituzionale non ha le risorse per intervenire. Gli ambiti in cui l’Associazione Amici dell’Accademia agisce sono tre: organizzare eventi multidisciplinari e multisensoriali, con il filo conduttore di tematiche specifiche; fare attività di raccolta fondi; aumentare il numero dei visitatori, degli associati e dei sostenitori della realtà museale. Le iniziative organizzate finora hanno avuto un grande riscontro di pubblico, aumentando la partecipazione intorno al museo».

    Un progetto che – come già detto prima – non ha alcuna ricaduta economica sul Museo e sull’Accademia, ma anzi contribuisce a sostenerne il bilancio: «Abbiamo il sostegno di dieci aziende, che permettono di finanziare interamente gli eventi e le iniziative che organizziamo. Inoltre è in corso la vendita dei quadri alla Fondazione Carige, annunciata da tempo e condivisa da tutti per aiutare economicamente l’Accademia e al tempo stesso rendere visibili queste opere non esposte al pubblico: una volta ultimati i restauri, organizzeremo esposizioni periodiche delle opere, che saranno tutte collocate presso Banca Carige».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Drag queen e identità di genere: Villa Croce, mostra di Vera Comploj

    Drag queen e identità di genere: Villa Croce, mostra di Vera Comploj

    vera-complojMentre a Palazzo Ducale si tenevano le conferenze de La Storia in piazza 2013 – evento giunto alla quarta edizione che ha radunato a Genova oltre 20.000 partecipanti (di cui 7.500 studenti) – la Sala Dogana ha ospitato la mostra In between, in cui la giovane artista Vera Comploj ha mostrato attraverso un video e una sequenza di scatti in bianco e nero la sua esperienza con le drag queen che si esibiscono nei locali americani.

    Una mostra che è stata raccontata dall’artista in un incontro pubblico in piazza Princesa. Lo spazio “ufficialmente” senza nome, che si raggiunge da via Lomellini passando per vico del Fregoso o da vico Untoria, è stato così chiamato nel 2010 da Don Andrea Gallo, in memoria del brano di Fabrizio De Andrè e per ricordare l’impegno dell’omonima associazione nel quartiere.

    Costituita nel 2009 proprio su consiglio di Don Gallo, l’associazione Princesa è formata dalle persone transgender che vivono nel centro storico fin dagli anni Sessanta, «quando venivamo arrestate per “reato di mascheramento”, sulla base di un regio decreto approvato durante il Fascismo e di fatto mai abolito – spiega la presidente Rossella Bianchi. L’invito di Don Gallo a costituirci in associazione è arrivato dopo che Marta Vincenzi e l’allora Assessore Scidone emisero un’ordinanza per la chiusura dei “bassi”, poi ritirata a seguito di una petizione degli abitanti ed esercenti del quartiere che ha raccolto moltissime adesioni».

    L’intervento di Rossella Bianchi è seguito dalle domande di Ilaria Bonacossa – curatrice del Museo Villa Croce – all’artista Vera Comploj. Nata nel 1983 in Alto Adige, il suo percorso artistico rivolto alla conoscenza dei transgender nasce per caso: «Quando studiavo a Firenze il mio coinquilino frequentava una transgender: da qui ho iniziato a conoscere persone nuove, a frequentare i loro stessi locali. In seguito, negli Stati Uniti è avvenuto un percorso analogo: ho fatto amicizia con Tiara, la transgender di origine indonesiana divenuta la “musa” della mia mostra (e ritratta nella foto in alto, ndr) e che mi ha presentato altre persone che come lei lavorano nei locali».

    La mostra ritrae alcune drag queen un istante prima di andare in scena, in locali di New York, Washington, San Francisco e Los Angeles che Vera ha frequentato negli ultimi tre anni. L’artista ha applicato i suoi studi nella fotografia di moda alla ricerca su quegli ambienti in cui si azzera ogni identità di genere, dove la distinzione tra “maschile” e “femminile” non è percepibile. «Non mi interessa la fotografia solo come “freddo ritratto” di una persona, ma come istante che si accompagna a un dialogo, uno scambio anzitutto umano fra me e la persona che ritraggo: mi piace ascoltare le loro storie, entrare nel loro mondo e creare una relazione di fiducia».

    Allestita in Sala Dogana fino a ieri (domenica 21 aprile, ndr) la mostra proseguirà al museo di Villa Croce dal 26 aprile al 12 maggio.

    Marta Traverso

  • Invasioni digitali: eventi tra cultura, musei e social network

    Invasioni digitali: eventi tra cultura, musei e social network

    Museo GalataL’Italia è il primo paese al mondo per turismo e cultura. Questa la premessa con cui parte il manifesto di Invasioni Digitali, una rete di eventi che si terranno su tutto il territorio nazionale tra sabato 20 e domenica 28 aprile 2013.

    Un progetto nato e sviluppato attraverso Internet, che si pone l’obiettivo di trasformare il rapporto tra i centri della cultura (musei in testa) e i loro visitatori: accade spesso che, quando andiamo a visitare una mostra, un palazzo antico o un altro luogo di interesse culturale, documentiamo l’evento con un tweet, una foto caricata su Instagram, il check-in su Foursquare e così via. Inoltre, se abbiamo un blog, scriviamo un dettagliato articolo sugli aspetti che più ci hanno colpito (un esempio su tutti a Genova, il blog di Miss Fletcher).

    Perché non istituzionalizzare questa pratica? L’atto di visitare un museo (e pagare il relativo biglietto per sostenerne l’attività) può essere affiancato da una valorizzazione dello spazio, delle opere in esso contenute, della cultura nel suo complesso, attraverso i social network: in questo modo si può far conoscere il patrimonio culturale della propria città, attirare nuovi visitatori e favorire l’economia locale attraverso il rilancio del turismo e della cultura.

    Le Invasioni digitali sono un primo passo verso questi obiettivi. Un team di blogger, operatori del turismo e della cultura e “semplici appassionati” – coordinati dall’ideatore del progetto Fabrizio Todisco – stanno mettendo a punto una mappa di luoghi da invadere, scelti tra i principali punti di riferimento culturali di ogni città. Sono tre le invasioni che si svolgeranno a Genova: il Galata Museo del Mare (20 aprile), il Museo del Risorgimento (24 aprile) e il Museo Villa Croce (26 aprile).

    Il perché della scelta lo spiega Rossana Borroni, accompagnatrice turistica e consulente di social media marketing genovese, che sta curando gli eventi al Galata e al museo di via Lomellini: «Ho scelto due punti fondamentali della storia di Genova, il mare e il risorgimento, il porto e Mazzini. Le linee guida degli eventi sono in via di definizione e accomuneranno tutte le invasioni nazionali, nel frattempo sto invitando a far parte dell’iniziativa blogger, fotografi, videomaker e guide turistiche genovesi, in modo da promuovere i musei genovesi con contenuti e immagini interessanti. Si potrano usare tutti i social network, dal check-in su Foursquare, al live tweet fino a Instagram. Chiunque voglia collaborare può farsi avanti!».

    Marta Traverso

  • Galata Museo del Mare: storia del primo museo accessibile d’Italia

    Galata Museo del Mare: storia del primo museo accessibile d’Italia

    Museo GalataIL PRECEDENTE

    Agosto 2007: a tre anni dall’inaugurazione, il Galata Museo del Mare attua il suo primo progetto di accessibilità grazie alla nuova dotazione di audioguide, che permettono ai visitatori di effettuare l’intero percorso dei quattro piani del Museo. Al momento in lingua italiana, nei prossimi mesi è in programma anche l’installazione di audioguide in lingua inglese.

    Tra queste apparecchiature vi sono inoltre sei guide multimediali destinate a visitatori non vedenti o ipovedenti, realizzate su progetto di Lidia Schichter in collaborazione con il Comune di Genova, il Dipartimento di Ingegneria Biofisica dell’Università di Genova e l’Istituto David Chiossone.

    Novembre 2007: la Regione Liguria sottoscrive un protocollo d’intesa con il Ministero dei beni culturali per garantire l’accessibilità dei principali siti artistici e culturali del territorio. Al momento, la Liguria è la sola Regione italiana ad aver sottoscritto questo atto pubblico, per il quale riceverà dalla Regione 300.000 €: una somma necessaria sia per adeguare le infrastrutture sia per la formazione del personale. L’accessibilità non riguarda solo l’abbattimento delle barriere architettoniche per i disabili motori, ma anche strumenti che consentono a non udenti, non vedenti e ipovedenti di fruire del patrimonio culturale cittadino.

    La Regione ha al momento erogato solo una parte della cifra stanziata – ovvero 300.000 € – necessaria sia per adeguare le infrastrutture sia per una formazione adeguata del personale.

    Novembre 2012: il Galata Museo del Mare presenta il Progetto Accessit, un sistema di segnaletica per non vedenti e non udenti che si aggiunge alle già presenti audioguide e alla mappa tattile posizionata sulla terrazza Mirador (dimensione 95 x 65 cm, altezza 1,60 m). Una nuova iniziativa che ha reso il Galata il primo museo italiano accessibile ai non vedenti, ipovedenti, non udenti e ipo-udenti.

    IL PRESENTE

    Pioniere di accessibilità, il Galata Museo del Mare ha attualmente attive diverse agevolazioni per i disabili che vogliono visitare autonomamente lo spazio, e che si integrano anche con i progetti di didattica museale. A riassumerli per noi Franca Acerenza, responsabile della didattica al museo: «Nell’ingresso vi è un monitor dove scorrono immagini del museo, le attività proposte, gli eventi, le manifestazioni e le reti che il museo sostiene a livello nazionale e internazionale. A ogni piano sono stati installati video che mostrano in anteprima immagini delle collezioni e le mappe di orientamento. Inoltre il museo è dotato dei seguenti dispositivi per i diversamente abili: audioguide per non vedenti e ipovedenti; dispositivi di amplificazione ad induzione magnetica per ipoudenti; mappa tattile MIRAgenova; guida tattile del Galata; scooter elettrico o carrozzina per persone con disabilità motoria; visite guidate per non vedenti; visite guidate per disabili».

    In dettaglio, sono dislocati in vari spazi all’interno del museo impianti di amplificazione a induzione magnetica, che permettono ai portatori di apparecchi di non ricevere interferenze acustiche sia in caso di visita senza audioguida sia con l’eventuale audioguida. I non vedenti possono beneficiare di una guida multimediale del museo e una mappa tattile, che presentano l’interno del Galata e le principali informazioni sui punti turistici visibili dalla terrazza panoramica Mirador.

    Come funzionano queste apparecchiature? Quando il visitatore si trova in prossimità di un luogo interessante, grazie a un sistema di localizzazione a radio frequenza, la guida ne segnala la presenza, lo descrive e fornisce riferimenti relativi sulla sua posizione rispetto alla sala e alla struttura per favorire ulteriormente l’orientamento. Inoltre, i sensori permettono di segnalare anche punti di bivio del percorso e servizi. Gli impianti di amplificazione sono a cura della ditta Omnia Com di Roma, mentre le mappe tattili e le guide multimediali sono a cura di Happy Vision, realizzate su progettazione di Lidia Schichter.

    Più in generale, qual è il punto della situazione “accessibilità nei musei”? «Molti musei genovesi si sono adeguati alle direttive sull’accessibilità ma non tutti hanno raggiunto gli obiettivi richiesti. Sono necessari fondi europei per gli interventi riguardo il superamento delle barriere architettoniche e fondi regionali o comunali per progetti di accessibilità culturale. Occorre pianificare le azioni di accessibilità e condividerle con le associazioni che si occupano delle diverse disabilità. Con l’allungamento della vita attiva occorre pensare a un’accessibilità non solo rivolta alle disabilità certificate, ma al naturale venir meno della risposta sensoriale dovuta all’età avanzata. Ad esempio pannelli didattici in un carattere chiaro e leggibile, impianti di amplificazione per persone con riduzione dell’udito, punti di sosta, ecc».

    Marta Traverso

  • Pasqua e Pasquetta 2013: musei e mostre visitabili a Genova

    Pasqua e Pasquetta 2013: musei e mostre visitabili a Genova

    Palazzo RossoDomenica 31 marzo – giorno di Pasqua – e lunedì 1 aprile 2013 – Lunedì dell’Angelo, a Genova sono in programma come ogni anno aperture straordinarie di mostre e musei.

    In entrambe le giornate, con i consueti orari di apertura, sono vistabili tutti i musei civici: Strada Nuova, Castello D’Albertis, Musei di Nervi (Gam e Wolfsoniana), il Museo Sant’Agostino e il Museo di Storia Naturale.

    Aperti anche il Galata Museo del Mare, l’emporio-museo Via del Campo 29rosso e il rinnovato Museo dell’Antartide al Porto Antico. Nell’area sul mare sono anche visitabili l’Acquario e il Wow! Genova Science Center da poco inaugurato.

    Infine sono aperte al pubblico a Palazzo Ducale le mostre “Miró! Poesia e luce” e “Steve McCurry. Viaggio intorno all’uomo“, che termineranno entrambe il  7 aprile.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Museo dell’Antartide: si rinnova lo spazio al Porto Antico di Genova

    Museo dell’Antartide: si rinnova lo spazio al Porto Antico di Genova

    Museo-Antartide-1Questa mattina è stato presentato alla stampa il rinnovato Museo dell’Antartide, aperto nel 1998 e (re)inaugurato di recente per presentare alla città i restauri della struttura e le nuove collaborazioni con Acquario di Genova e Università.

    Facciamo però un passo indietro, per capire come mai a Genova ci sia un Museo dedicato al sesto continente. Nel 1985 fu istituito il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, che come primo atto ha avviato i lavori per costruire una base permanente in cui svolgere attività di ricerca scientifica e tecnologica. Tra coloro che progettarono la base di Baia Terranova e le prime campagne di ricerca c’è stato un genovese, il metereologo Carlo Scottino, che aveva già effettuato spedizioni in Antartide negli anni Settanta.

    Nel 1998 fu inaugurato il museo al Porto Antico – intitolato all’ingegnere e geologo Felice Ippolito –  che è contemporaneamente spazio espositivo e centro di ricerca. Genova è infatti una delle tre città italiane – insieme a Trieste e Siena – che fa parte del Centro Interuniversitario di ricerca dedicato all’Antartide: gli spazi espositivi delle tre città approfondiscono rispettivamente l’Antartide dal punto di vista biologico/ecologico (Genova), storico (Trieste) e geologico (Siena).

    Museo-AntartideIl Museo contiene nei suoi 1.000 mq un ricco patrimonio per conoscere l’Antartide, attraverso ricostruzioni (vedi il plastico qui a destra), proiezioni di filmatiallestimenti interattivi e reperti scientifici. Una collezione espositiva destinata a rinnovarsi nel tempo, man mano che le scoperte scientifiche porteranno nuovi contributi.

    In programma dunque visite guidate (ogni fine settimana e nei giorni festivi alle 11.30 e 15.30, dal titolo Scopri con noi l’Antartide”) e la possibilità di acquistare un biglietto congiunto per tutti gli spazi del percorso Acquario Village, che comprende anche Acquario, Galata Museo del Mare e sommergibile Nazario Sauro, Città dei Bambini, Bigo e Biosfera. Le attività didattiche e di gestione della struttura sono organizzate in collaborazione con le cooperative Solidarietà e Lavoro e Dafne.

    Come ha spiegato da Giancarlo Albertelli, direttore del Museo dell’Antartide dal 1998 al 2012 (e oggi sostituito da Maria Angela Masini), la collaborazione di Costa Edutainment con Acquario Village fa sì che la struttura museale non sia più “sola” e possa beneficiare di un circuito che incrementi i visitatori e le possibilità di promozione.

    Lo spazio si inserisce nel contesto di rinnovamento del Porto Antico e di valorizzazione di Genova come polo scientifico e culturale, date anche la recente inaugurazione del Wow! Genova Science Center e l’imminente ampliamento dell’Acquario con il nuovo padiglione dei cetacei progettato da Renzo Piano.

    Marta Traverso

  • Museattivo Claudio Costa: arte e terapia nell’ex manicomio di Quarto

    Museattivo Claudio Costa: arte e terapia nell’ex manicomio di Quarto

    manicomio-quarto-D3Dopo mesi di rimandi, trattative e dubbi sulla sorte dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto, tema di cui ci siamo spesso occupati su Era Superba, lo spazio è diventato un polo per incontri pubblici ed eventi culturali, grazie all’impegno dell’associazione Quarto Pianeta.

    Tra gli edifici ospitati nella struttura c’è anche il Museattivo Claudio Costa, un istituto dedicato allo studio delle “materie e forme inconsapevoli” e intitolato al pittore genovese morto nel 1995, che ha ampiamente contribuito all’allestimento del museo e all’attivazione di laboratori e iniziative di arte-terapia per i pazienti dell’ospedale psichiatrico.

    Come spiega Margherita Levo Rosenberg, «il Museattivo rappresenta un supporto importante per le attività del Centro Basaglia della ASL 3 Liguria: la sua è una funzione attiva di connessione, di costruzione di reti sociali e culturali. Permette al mondo dell’arte di frequentare i nostri spazi, a noi e ai nostri “artisti” di entrare a farne parte come semplici addetti ai lavori; una possibilità di non poco conto. Con la definizione “Materie e Forme Inconsapevoli” si indica che l’arte si racconta attraverso la forma che diventa visibile e si costruisce facendo ricorso alla materia, dalla materia immateriale del virtuale alla pittura».

    Per approfondire questi temi l’ex ospedale psichiatrico ospiterà venerdì 22 marzo un incontro pubblico sul tema Intrecci di sogni: confronto di esperienze tra arte e terapia e l’inaugurazione della mostra Tapis roulant.

    Cosa avverrà in dettaglio? «Nella biblioteca storica dell’ospedale psichiatrico di Quarto sarà presentato un libro, Tracce di sogno – L’irregolare nell’arte, a cura di Giorgi Bedoni, che tratta di un’esperienza “artistica” con gli operatori dell’ospedale Psichiatrico di Melegnano. Sarà inoltre inaugurata la mostra Tapis Roulant di Marco De Barbieri – a cura dell’Atelier di Arte Terapia del Centro Basaglia, del quale mi occupo personalmente da più di vent’anni – e proiettati tre filmati, I Corti di Prato Zanino, prodotti nelle Strutture Residenziali del Distretto 8 del Dipartimento di Psichiatria, in collaborazione con “Il giardino del mago”. Sarà un’occasione per mettere in comune le esperienze e per confrontarsi, non tanto sul piano dell’arte quanto sul piano della dimensione psicologica, relazionale e sociale delle attività espressive e dell’arte».

    Un evento che, insieme agli altri organizzati in questo spazio, vuole porsi come l’occasione per invitare i genovesi a visitare la struttura e alle istituzioni per valorizzarne le attività: «Ci attendiamo che il patrimonio di esperienze e di cultura sedimentato negli anni, a partire dal Centro Culturale del Levante prima, e attraverso Lo Spazio Agorà, l’Istituto per le Materie e le Forme Inconsapevoli, il Centro Socioriabilitativo Franco Basaglia e il Museattivo Claudio Costa poi, non vada disperso ma sia valorizzato come merita. L’iniziativa, la creatività e lo sforzo di tanti professionisti, volontari e appassionati non dovrebbero essere cancellati dalle inevitabili trasformazioni che segnano il trascorrere del tempo ma essere valorizzati insieme con le opere della collezione permanente del nostro museo».

    La mostra Tapis roulant sarà aperta al pubblico fino al 31 maggio, tutti  i giorni con orario 8-20. Come scritto nel testo di presentazione «L’artista Marco De Barbieri, che espone da alcuni anni in personali e collettive, ha scelto per questa occasione una dozzina di tele dalla pittura materica e densa, dai colori impastati e compressi a formare, volutamente, campiture dalle tinte indefinite e indefinibili. La materia pittorica, stesa e pressata come l’asfalto, lascia intendere un andamento verticale di strie cromatiche nelle quali si fanno strada venature metallizzate che aggiungono altra durezza ad un gesto pittorico che, da solo, non concede nulla alla seduzione».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Abiti antichi, arazzi e fiori di carta: una mostra a Sant’Agostino

    Abiti antichi, arazzi e fiori di carta: una mostra a Sant’Agostino

    Chiesa S.AgostinoDa sabato 16 marzo a domenica 14 aprile 2013 il Museo di Sant’Agostino in piazza Sarzano  ospita la mostra Atelier. L’effimero della materia, abiti e opere di Virginia Cafiero realizzati in carta fatta a mano e impastata con elementi vegetali.

    L’artista abita letteralmente le sale del Museo di Sant’Agostino: varcatane silenziosamente la soglia, vi dispone, in omaggio e nel rispetto delle presenze museali, gli abiti tridimensionali, gli arazzi e le opere bidimensionali cartacee ideate e realizzate per l’occasione espositiva.

    La ricerca artistica prende avvio da una riflessione sull’uso specifico di piante, erbe, fiori e da conoscenze scientifiche del regno vegetale.

    Curatrice della mostra è Viana Conti.

    La mostra è visitabile fino a domenica 14 aprile 2013 negli orari di apertura del Museo: da martedì a venerdì ore 9-19, sabato e domenica ore 10-19. Lunedì chiuso.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Museo Villa Croce: Farsi la città, mostra di Tony Conrad

    Museo Villa Croce: Farsi la città, mostra di Tony Conrad

    villa-croce-parchi-DIHa inaugurato da pochi giorni al museo di Villa Croce Farsi la città: interventi, comunità e partecipazione, la prima mostra di Tony Conrad in un museo italiano.

    Figura epica della scena underground di New York, la mostra presenta una serie di lavori realizzati da Tony Conrad a partire dagli anni Sessanta e Settanta che indagano la dimensione urbana dello spazio pubblico e le interazioni che vi hanno luogo. Conrad osserva i movimenti delle masse metropolitane e registra le sue espressioni di dissenso, organizza rituali comunitari e decostruisce i meccanismi del cinema documentario. L’ambiguità del titolo, dissacrante e allo stesso tempo propositivo, nasce dall’approccio ambivalente dell’artista nei confronti delle strutture del potere e del loro perverso rapporto con i media.

    Nato a Concord (New Hampshire) nel 1940, arriva a New York all’inizio degli anni Sessanta, dove partecipa alle esperienze più radicali della musica e del cinema indipendenti. In quegli anni è membro attivo – insieme a La Monte Young, John Cale, Angus MacLise, Maria Zazeela e altri – del Theatre of Eternal Music, gruppo che ha sviluppato le ricerche musicali di John Cage e Fluxus in senso minimalista producendo sonorità estese ed ipnotiche. Le loro sperimentazioni, etichettate come dream music, si sviluppano grazie all’eliminazione della figura del compositore attraverso l’improvvisazione.

    Opere in Mostra

    Bryant Park Moratorium Rally (1969) è una installazione audio a due canali che mette a confronto diverse modalità di percezione di una manifestazione politica contro la guerra in Vietnam che si svolse proprio sotto casa dell’artista. Sfruttando quella che lui stesso definisce la posizione ideale per un artista, vale a dire “trovarsi nel bel mezzo del tumulto democratico”, Conrad colloca un microfono fuori dalla finestra del suo appartamento prospiciente Bryant Park e un altro microfono di fronte alla televisione, sintonizzata su un canale che trasmetteva l’evento in diretta. Il risultato è dissonante e dimostra come la manifestazione sia più reale in televisione. Bryant Park Moratorium Rally registra il gap fra i mass media e la realtà e riflette sulla spettacolarizzazione delle forme del dissenso.

    I film Waterworks (1972-2012) e Loose Connection (1972-2011), realizzati nello stesso anno ma digitalizzati e presentati in pubblico solo nel 2012. Waterworks è il lungometraggio di una celebrazione per il solstizio d’estate organizzata da Conrad e dalla moglie Beverly Grant a Times Square. Concepito come un evento di quartiere, Waterworks registra l’esistenza di una comunità eccentrica ed estemporanea che sceglie di reclamare il cuore pulsante di New York come spazio per l’espressione della propria spiritualità. Loose Connection è, invece, una “rivisitazione concettuale dell’idea di documentario”, un’operazione di alterazione del meccanismo cinematografico effettuata in piena epoca strutturalista. Conrad costruisce uno speciale otturatore per la sua cinepresa Super 8 le cui riprese inducono una forte di disorientamento nello spettatore. L’evento filmato – l’artista e la sua famiglia che vanno a fare la spesa al supermecato -, in sé assolutamente ordinario, assume così una natura quasi psichedelica.

    Studio of the Streets (1990-1993) è un progetto collaborativo di attivismo sociale realizzato nella città di Buffalo dove Conrad vive e insegna dal più di vent’anni. Inizialmente concepito per ottenere finanziamenti comunali per la creazione di una “televisione ad accesso pubblico”, autogestita dai cittadini, Studio of the Streets si è presto evoluto in un sistema di “animazione” delle voci della comunità: ogni venerdì pomeriggio, per tre anni, i passanti sono stati fermati sulle scale del Municipio di Buffalo ed invitati ad esprimere i propri desideri, bisogni, necessità. Le interviste, così raccolte e regolarmente mandate in onda su una rete locale, sono diventate un programma di successo. Precursore di modalità partecipate e condivise di informazione come i social-network o la web tv Conrad è riuscito a creare un “interpersonal feedback loop”, un gruppo che trasmette a se stesso la propria immagine. Studio of the Streets è stato presentato in Europa nella Documenta IX del 1992.

    Yellow TVs (1973): serie legata ai famosi Yellow Movies presentati all’ultima Biennale di Venezia, che chiama in causa la pittura per portare alle estreme conseguenze e mettere in discussione le regole del cinema strutturalista, percepite come autoritarie. L’interesse per un’estensione temporale dilatata – long duration – espresso in primo luogo nelle composizioni musicali, viene trasferito in ambito visivo introducendo con prepotenza l’elemento temporale nella percezione della pittura.

    La mostra sarà aperta al pubblico fino a domenica 28 aprile 2013.

    [foto di Diego Arbore]

  • Fabrizio De Andrè: festa di compleanno a Via del Campo 29 Rosso

    Fabrizio De Andrè: festa di compleanno a Via del Campo 29 Rosso

    Fabrizio De AndrèLunedì 18 febbraio (ore 14-19) presso l’emporio-museo Viadelcampo29rosso apertura straordinaria in occasione del compleanno di Fabrizio De Andrè.

    Questo il programma della giornata.

    Mostra fotografica con opere provenienti dall’archivio di Lorenza Bozzano, amica di gioventù di Fabrizio De Andrè. Alcuni esempi: gli scatti realizzati a Sarissola nella villa di famiglia (1964) e nella sua abitazione genovese e che ritraggono lei, Fabrizio, alcuni amici tra i quali Paolo Villaggio e personaggi del mondo del cinema e del teatro come Anna Magnani e Ave Ninchi.

    Sarà inoltre ufficializzato il gemellaggio tra l´emporio-museo viadelcampo29rosso e il Club Fabrizio De Andrè Valle Scrivia”.

    Sarà infine data a tutti la possibilità di farsi fotografare accanto alla celebre chitarra “Esteve”, custodita nel museo, che accompagnò Fabrizio nel corso del suo ultimo tour.

  • Via del campo 29 rosso: uno spazio per i cantautori di Genova

    Via del campo 29 rosso: uno spazio per i cantautori di Genova

    vdc-di-fabio-cavaliereIL PRECEDENTE

    20 febbraio 2010: chiude lo storico negozio Gianni Tassio in via del Campo, uno degli spazi più importanti della Città Vecchia per essere custode della chitarra di Fabrizio De Andrè (acquistata nel 2001 al prezzo di 168 milioni di lire, cifra donata poi a Emergency), testi dattiloscritti e cimeli originali del grande cantautore genovese.

    Il negozio era gestito dalla vedova di Gianni Tassio, Daniela, dopo la sua morte avvenuta nel 2004. Il Comune apre un bando (scadenza 1 marzo 2010) che prevede la gestione del negozio per 9 anni e un finanziamento di 80.000 € per la sua ristrutturazione. Requisiti per accedere al bando, l’impegno a rendere lo spazio non solo un’attività commerciale, ma anche un luogo di importanza turistica e culturale, in sinergia con la rete dei musei civici e con le altre realtà del territorio (Ghettup, Associazione San Marcellino, Formicopoli etc).

    25 febbraio 2012: inaugura Via del campo 29 rosso, emporio-museo dedicato a Fabrizio De Andrè e ai cantautori della scuola genovese.

    Il bando per la gestione è stato vinto da una società consortile denominata come l’emporio, formata da tre realtà: Sistema Museo, che si occupa della parte di attività legata al merchandising; ETT che supporta il settore tecnologico e web; Cooperativa Solidarietà e Lavoro per quanto riguarda eventi e iniziative. Quest’ultima una realtà molto attiva nel tessuto culturale cittadino: ha infatti in gestione alcuni tra i più importanti musei della città, quali Castello D’Albertis e Galata Museo del Mare.

    Impegno primario della nuova struttura è allargare gli orizzonti di un luogo principalmente connotato sulla figura di Faber per omaggiare la tradizione cantautorale genovese nel suo complesso.

    IL PRESENTE

    Un museo-emporio per omaggiare Fabrizio De Andrè, Luigi Tenco, Umberto Bindi, Gino Paoli, Ivano Fossati e tutti i grandi cantautori della scuola genovese. Al tempo stesso, uno spazio aperto a tutti coloro che fanno musica e la volontà di costituire una rete sempre più attiva con altre iniziative culturali della città.

    Il bilancio di Via del campo 29 Rosso a un anno dall’apertura è di oltre 30 eventi gratuiti e più di 50.000 presenze tra genovesi e turisti, con una media di 3.000 visitatori al mese: un numero elevatissimo, agevolato anche dalla visibilità della rete dei musei cittadini, di cui l’emporio fa parte.

    «La prima e più grande soddisfazione è aver stretto legami profondi con le famiglie dei cantautori genovesi oggi scomparsi: i parenti di Luigi Tenco ci hanno prestato per un’esposizione cimeli preziosi come la sua chitarra e la sua macchina da scrivere», ci spiega Sabrina Lastrico della Cooperativa Solidarietà e Lavoro.

    A seguire, un notevole impegno per «valorizzare il patrimonio culturale dei cantautori genovesi e rivitalizzare il quartiere, in collaborazione con associazioni, esercenti e cittadini». Un progetto che si esprime attraverso eventi artistici e musicali, attività didattiche, visite guidate nel centro storico e iniziative collaterali quali una gara di pesto al mortaio “cantautori vs negozianti di via del Campo tenutasi lo scorso luglio.

    Un luogo aperto a collaborazioni e richieste da parte non solo di cantautori già noti, ma anche di assoluti emergenti: «Questo fine settimana organizzeremo eventi in vista del compleanno di Fabrizio De Andrè, e durante la serata di sabato 16 febbraio si esibirà una band di adolescenti che proporrà i brani di Faber riarrangiati in chiave rock»

    Marta Traverso
    [foto di Fabio Cavaliere]

  • Sala Dogana 2013, Palazzo Ducale: mostre e bandi per giovani artisti

    Sala Dogana 2013, Palazzo Ducale: mostre e bandi per giovani artisti

    sala-dogana-ducale-DINon si fermano le attività di Sala Dogana, lo spazio inaugurato nel 2010 a Palazzo Ducale come polo per i giovani artisti e creativi di Genova: una sinergia fra Comune di Genova, Fondazione per la Cultura e Museo di Villa Croce per individuare nuovi progetti da ospitare, rivolti ad artisti rigorosamente under 35.

    Lo spazio, che attualmente ospita la mostra L’intangibile filo di Valeria Dapino (fino a domenica 17 febbraio) ha in programma un calendario di oltre 15 eventi da qui a fine anno, che spazia in tutti i linguaggi dell’arte visiva e accoglie soprattutto artisti genovesi. Tra gli appuntamenti in programma nei prossimi mesi, una nuova edizione della mostra La vita è sogno dedicata all’illustratore Sergio Fedriani e un nuovo appuntamento con il festival di musica elettronica organizzato da Forevergreen.fm.

    Passiamo ai bandi. Concluse le selezioni per la nuova edizione di Basamenti – vinto dagli artisti Luca Lomazzo (Barletta), Liberato Alberti e Roberta Pacelli (Napoli) e Cri Eco (Genova) – sono in previsione tre bandi di concorso culturale indetti entro marzo 2013:
    – Shot: acronimo di Sala Dogana Hands On Transformation, è un invito a ripensare e trasformare lo spazio di Sala Dogana, per coniugare l’architettura del luogo con i linguaggi artistici contemporanei. Il vincitore avrà in premio 1.875 € come contributo alla realizzazione dell’installazione;
    – Premio Giovani Curatori: concorso rivolto a giovani curatori italiani e stranieri residenti in Italia, per dare un’opportunità di crescita professionale a chi vuole lavorare in questo ambito. Il vincitore avrà in premio 3.750 € per realizzare una mostra in Sala Dogana;
    – Intransito: bando per giovani compagnie e artisti emergenti che operano nell’ambito del teatro. Le sei proposte migliori saranno rappresentate al Teatro Akropolis di Sestri Ponente a ottobre 2013 e la vincitrice avrà un premio di 1.250 €.

    Tanti progetti che fanno da preludio, come specificato dall’Assessore alla Cultura Carla Sibilla, alla nuova fase del progetto Creative Cities, che tra il 2014 e il 2020 porteranno ulteriori iniziative per sviluppare l’impresa creativa e l’operato dei giovani artisti (attualmente Sala Dogana riceve 70.000 € annui di finanziamento ministeriale).

    C’è da augurarsi che il fermento culturale di Genova – che si sviluppa molto anche dal basso, con iniziative lodevoli quali il recente progetto Vanuart – possa trovare nuovi spazi e idee attraverso il rapporto con le istituzioni e la concessione di questi spazi.

    Marta Traverso
    [foto di Diego Arbore]

  • Museo dell’Attore: addio Acquasola, a breve trasloco alla Berio

    Museo dell’Attore: addio Acquasola, a breve trasloco alla Berio

    teatro palcoscenicoIL PRECEDENTE

    Febbraio 2009 – La Sindaco Marta Vincenzi riceve un appello, firmato da oltre 100 docenti universitari della città, che domandano un maggiore sostegno per il Museo Biblioteca dell’Attore.

    La struttura – fondata nel 1969 da Ivo Chiesa, Alessandro D’Amico e Luigi Squarzina e ospitata dal 1982 presso Villetta Serra (edificio su tre piani di proprietà del Comune, sito alle spalle del Parco dell’Acquasola) – contiene un enorme patrimonio a testimoniare la storia del teatro genovese dall’Ottocento ai giorni nostri.

    Alcuni dati: oltre 41.000 volumi di teatro e cinema e oltre 1.000 riviste specializzate, 72.000 autografi, 69.000 fotografie e 1.300 copioni, e poi centinaia di scenografie, costumi, oggetti di scena, bozzetti e figurini, locandine e manifesti.

    Un patrimonio che, per ragioni di spazio, non è completamente esposto al pubblico. L’appello dei docenti ha come obiettivo primario l’accessibilità di questi beni: come si legge infatti nel documento, “si tratta di un’istituzione ancora in attesa di un’adeguato esposizione museale“.

    Dicembre 2011 – L’Assessore alla Cultura Andrea Ranieri promuove una convenzione, approvata nell’ultimo Consiglio Comunale dell’anno, perché il Museo dell’Attore riceva un finanziamento di 42.000 € per l’anno corrente da parte degli enti che ne compongono la Fondazione: Comune, Provincia, Camera di Commercio, Teatro Stabile.

    La seduta è anche l’occasione per riconfermare il trasferimento del Museo alla Biblioteca Berio, uno spazio più consono sia per la conservazione dei materiali, sia per la loro esposizione permanente al pubblico. Un trasloco che fa parte di un progetto di più ampio respiro, che vuole rendere l’edificio di via Del Seminario un polo multibibliotecario al servizio della città.

    Aprile 2012: il Comune di Genova annuncia una vendita di numerosi beni del proprio patrimonio immobiliare, tra cui anche Villetta Serra. Un’asta che comprende in tutto 35 appartamenti e 17 tra negozi e uffici, per i quali Spim (la società partecipata del Comune che si occupa della gestione degli immobili) prevede un introito di oltre 5 milioni di euro. Tra questi, anche Villetta Serra.

    IL PRESENTE

    Ancora nulla di fatto per il trasloco del Museo dell’Attore. Secondo lo staff l’inizio del trasferimento di beni e opere è «imminente», ma non si hanno ancora date certe.

    Così ha scritto il presidente Eugenio Pallestrini sul suo profilo Twitter alcuni mesi fa: “Vendita di Villetta Serra (Museo dell’Attore) su base vecchia delibera 2007. Persa opportunità sviluppo zona giardini“.

    Nonostante la decisione in merito sia giunta così lontano nel tempo, la messa all’asta di Villetta Serra è stata ufficializzata solo lo scorso novembre. Il nuovo locale alla Berio dovrebbe essere più grande, in modo da consentire un ampio spazio espositivo e la possibilità di consultazione dei materiali e organizzazione di eventi. Tuttavia, il mantenimento della sede a Villetta Serra – se penalizzante da un lato, per le ragioni di esiguità dello spazio già esposte in precedenza – avrebbe potuto inserirsi nell’ambito di un progetto di riqualificazione dell’Acquasola e dell’area circostante.

    Deve ancora giungere il tempo in cui il patrimonio teatrale di Genova sarà finalmente restituito alla città.

    Marta Traverso

    [nota: un approfondimento su Villetta Serra e la sua storia è consultabile nel n. 42 di Era Superba free press, pag. 15]