Tag: quartieri di Genova

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  • Genova, Maddalena: un anno di progetti per rilanciare il quartiere

    Genova, Maddalena: un anno di progetti per rilanciare il quartiere

    Campanile delle Vigne, GenovaIL PRECEDENTE

    4 ottobre 2011: Genova, quartiere Maddalena. In vico Mele si tiene l’inaugurazione di alcuni locali confiscati alla mafia nel 2005: due spazi dall’ampiezza complessiva di 40 metri quadri, per la cui ristrutturazione il Comune ha speso circa 22.000 €. La loro gestione sarà affidata a una cooperativa sociale attraverso un bando pubblico indetto dal Patto per lo sviluppo della Maddalena, che prevede la concessione a titolo gratuito per sei anni consecutivi per l’avviamento di un’attività commerciale legata a prodotti provenienti dai terreni confiscati alle mafie o dai circuiti di “altra economia”.

    26 gennaio 2012: il bando per l’assegnazione dei locali di vico Mele è stato vinto dalla cooperativa “Il pane e le rose”, nata nel 1987 e legata alla Comunità di San Benedetto al Porto di Don Andrea Gallo. Oggi in vico Mele inaugura “In scia stradda”, un negozio di prodotti delle terre liberate dalla mafia, del commercio equo solidale e a km zero, dove saranno venduti anche oggetti realizzati da cooperative di detenuti. Nel corso della cerimonia di inaugurazione, l’Assessore alla Cultura Andrea Ranieri annuncia che l’intero quartiere della Maddalena sarà coperto da 26 isole Wifi, la cui installazione verrà completata presumibilmente entro fine anno.

    9 febbraio 2012: in piazza Cernaia si tiene la presentazione ufficiale di due progetti vincitori del bando Generazione creativa, indetto nel 2011 dalla Compagnia di San Paolo per finanziare iniziative nell’ambito di arte, architettura, design e multimedia. Entrambi i progetti vincitori per la Liguria (il bando era esteso a più Regioni) riguardano l’area della Maddalena: si tratta di M.A.S.S. – Maddalena Art & Street Spaces, a cura di Associazione Laboratorio Multimediale (Rapallo), che ha ottenuto un finanziamento di 30.000 € e MAED – MaddalenaMEditerranea a cura di Arci Liguria, che ha ottenuto 10.200 €.

    21 maggio 2012: l’associazione culturale Disorder Drama inaugura la mostra fotografica Guardare Maddalena – Nuove topografie ad altra fedeltà, allestita in due locali che ospitavano altrettante botteghe in via della Maddalena –  l’ex macelleria e l’ex circolo Nick Masaniello.

    23 maggio 2012:  alcuni giorni prima una donna di origine spagnola viene accoltellata in via della Maddalena da un ragazzo turco, ed è stata soccorsa da un musicista senegalese che passava di lì con alcuni amici. Le donne del quartiere hanno organizzato nel pomeriggio un presidio davanti al centro d’ascolto Bottega dell’anima distribuendo alle persone un volantino con queste parole: “Voglio riprendermi il selciato. Voglio incedere sicura e protetta dallo sguardo di tutte le persone che abitano e vivono in questa via. Voglio riprendere i passi di Laura (nome della donna accoltellata, ndr) e farli diventare i miei“.

    26 maggio 2012: l’intera giornata di sabato si anima per la Fiera della Maddalena, un grande evento che coinvolge l’intero quartiere per farsi conoscere dalla città. Tra gli eventi principali, l’inaugurazione della mostra collettiva Adotta un artista che vede coinvolte oltre venti botteghe della zona.

    Giugno 2012: in vico Papa inaugura un laboratorio sociale aperto a tutta la cittadinanza, dove chiunque può proporre l’organizzazione di eventi, laboratori culturali e artistici e ogni altro genere di iniziative.

    Settembre 2012: il Comune annuncia l’imminente apertura di un bando per la gestione del Teatro Hop Altrove,  che prevede un nuovo gestore che avrà in concessione i locali per nove anni. Noi di Era Superba abbiamo fatto un giro al suo interno per verificare l’agibilità (nel 2011 era crollata una parte del soffitto) e capire quali costi sono stati sostenuti per il mantenimento e la ristrutturazione dello spazio.

    IL PRESENTE

    Ottobre 2012: questo anno di eventi ha raggiunto il suo apice mettendo in prima linea gli abitanti del quartiere, che hanno deciso di riunirsi per mettere insieme differenti anime della Maddalena, dai palazzi e botteghe storiche alle attività culturali, passando per gli interventi di riqualificazione sociale.

    A questo scopo è stata recentemente costituita l’associazione A.ma, presieduta da Luca Curtaz e che sta avviando una serie di attività con il contributo di un gruppo di cittadini: un progetto nato ponendosi come obiettivi la conoscenza tra chi vive e lavora alla Maddalena, la partecipazione responsabile e la condivisione di idee positive e azioni concrete per migliorare insieme la qualità della vita nel quartiere. Per conoscere i membri di A.ma e scoprire quali sono i futuri progetti in calendario, questa sera (martedì 9 ottobre, ndr) si terrà un’assemblea pubblica presso il laboratorio sociale di vico Papa. Inoltre, chi desidera maggiori informazioni e vuole aderire ad A.ma può rivolgersi all’indirizzo mail a.ma.abitantimaddalena@gmail.com.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Priaruggia in festa: una notte di eventi nel quartiere del levante genovese

    Priaruggia in festa: una notte di eventi nel quartiere del levante genovese

    Quarto dei mille, PriaruggiaAnche quest’anno il Civ di Priaruggia organizza una giornata di festa per le strade dell’intero quartiere del levante genovese.

    Sabato 28 luglio a partire dalle ore 18, shopping, musi ca live, dj set, karaoke per le vie del quartiere via Rossetti, via Quarto, via 5 Maggio,viale des Geneys e grande concerto sulla spiaggia e spettacolo pirotecnico.

    Il programma della manifestazione, giunta quest’anno alla terza edizione, prevede:

    Via Rossetti alta: dalle 18 baby dance con scacciapensieri eventi
    ore 20 dj set musica anni ’70/’80
    Via Rossetti media: dalle 19 musica e karaoke
    Via Rossetti bassa: dalle 18.30 dj set con Luca dj
    Viale Des Geneys alta: dalle 20 dj set con Alfredo Biagini from Ilike it, Goblin, Tony.
    Viale Des Geneys bassa: dalle 20 musica live con Lastmoking band con Sara, Altavia (rock cantautoriale) e Guinness for Fitness (cover rock).
    Via 5 maggio: dalle 18,30 dj set con Paolo dj
    dalle 19 fit box, spinning e zumba con la partecipazione di New Muscle Beach
    Via Quarto: musica dal vivo
    Dalle ore 20.45 grande concerto sulla spiaggia con la band M e M, a seguire, alle 23,45 circa ,gran finale con spettacolo pirotecnico musicale.

     

    Foto Daniele Orlandi

  • TraVoltri dagli eventi: il fine settimana di Ponente che Balla

    TraVoltri dagli eventi: il fine settimana di Ponente che Balla

    Passeggiata VoltriDa venerdì 27 a domenica 29 luglio 2012 l’Associazione Ponente Che Balla organizza la terza edizione della tre giorni di musica e spettacolo TraVoltri dagli Eventi.

    L’intento è promuovere un’area della delegazione voltrese che nei prossimi anni sarà presumibilmente interessata da interventi di riqualificazione.

    L’evento è rivolto in questo caso prevalentemente alle associazioni locali, per le quali verranno disposti degli spazi in cui potranno mostrare le proprie attività, scambiarsi idee e conoscenze, attivare progetti di di collaborazione reciproca.

    Tutti gli eventi si terranno in Piazza Giardini Caduti Partigiani Voltresi e presso la Passeggiata “Roberto Bruzzone”.

    Programma.

    Venerdì 27 luglio
    Ore 19:30 – musica (DJ pagoda)
    Ore 21:30 – concerti: Tony Linetti e il trio Sottospirito; Vins Di Bella e la Pipera Band da X Factor.

    Sabato 28 luglio
    Ore 16:00/19:00 – Laboratori giochi e sport in spiaggia in collaborazione con le associazioni sportive locali (MIME, SSN. Salvamento, Tramontana); dimostrazioni di Moto D’Acqua, Tai Chi, Judo. Giri in barca.
    Ore 21:30 – concerti: gruppo Blues; gruppo folk-country OWAGEE.

    Domenica 29 luglio
    Ore 16:00/19:00 – Spazio associazioni esposizioni e laboratori
    Saranno invitate tutte le associazioni che hanno aderito al progetto città aperta alle quali verrà fornito uno spazio per poter illustrare le proprie attività e sviluppare i propri laboratori.

    Le associazioni aderenti sono: Terra Onlus, SSN. Salvamento, Consorzio Utri Mare, Amici del Mare, Arci ragazzi Prometeo, AGESCI, Collettivo Burrasca, Pescasport F. Durante, Pescatori Ponente Leira, Circolo ricreativo pescasport Cerusa, Associazione culturale l’ALIENO, ANPI Voltri, Ass. Pescatori Sant Ambrogio, Ass. Amici di Villa Duchessa di Galliera, Ass. Mare di Note, Ass. Musica Ponente, Banda di Voltri.

    Ore 19:00/21:00 – Apericena e presentazione alla cittadinanza del prodotto Progetto Città Aperta, presentato da Ponente Che Balla in collaborazione con il laboratorio di architettura ZeroZone e finalizzato alla realizzazione di un motore di ricerca delle associazioni consultabile dal sito del Municipio VII Ponente e visibile a tutti i cittadini/utenti.

    Ore 21:30 – Concerto finale: The Lucky Wind, Me, stix & the biscuits, Sconvoltri.

  • Internet wifi gratis a Genova: il progetto di Federfarma

    Internet wifi gratis a Genova: il progetto di Federfarma

    wifi gratisLa rivoluzione digitale a Genova passa dalle farmacie: è stato presentato alcuni giorni fa il progetto della sede locale di Federfarma, in collaborazione con Vallicom Srl, che da settembre 2012 garantirà la copertura wifi gratuita a tutti i quartieri della città grazie ai ripetitori che verranno progressivamente installati nelle farmacie della provincia di Genova.

    Un’iniziativa che ha avuto come capofila la farmacia Serra di Voltri – il cui titolare Edoardo Schenardi è il segretario di Federfarma Genova – che da alcuni mesi ha attivato nella propria sede un hot spot wifi. La prima fase del progetto, che partirà appunto da settembre, riguarderà 78 farmacie: la copertura wireless sarà garantita fino a 50 utenti in contemporanea sia all’interno sia all’esterno per un raggio di 300 metri.

    Si potrà accedere al servizio gratuitamente e senza scaricare alcun software: basta registrare il proprio numero di cellulare e si riceverà immediatamente la password di accesso via sms, valida per tutti gli hotspot coperti dal servizio. Si potrà navigare gratis, senza limiti di tempo e nel più totale rispetto della privacy.

    Dopo mesi di battaglie tra pubblica amministrazione e aziende private per la gestione del wifi cittadino, a mettere in piedi un progetto concreto arriva un concorrente terzo piacevolmente inaspettato: il settore sanitario diventa servizio pubblico anche nell’accesso alla rete, proprio nei giorni in cui dalla Regione arriva anche la proposta di realizzare una copertura wifi gratuita anche all’interno degli ospedali.

    La connessione tra questi ambiti in apparenza così lontani è evidente: ormai molte persone cercano in Rete notizie sulla salute e sui farmaci da acquistare, e per questa ragione farmacisti e operatori sanitari possono fornire un valido supporto nell’orientare a un uso corretto di questo strumento, tema che è stato affrontato in un recente convegno a Palazzo Ducale organizzato proprio da Federfarma.

    Marta Traverso

  • Sagra urbana: musica folk e degustazioni a Villa Bombrini

    Sagra urbana: musica folk e degustazioni a Villa Bombrini

    Villa BombriniContinuano gli appuntamenti dell’estate a Villa Bombrini: dal 15 al 17 giugno la location a Cornigliano ospita Solstizio d’estate – la sagra urbana, tre giorni da dedicare all’incontro con le storie di donne e uomini che, con il loro lavoro di produttori, contribuiscono a cambiare il volto del loro territorio.

    Un incontro giocato sull’ascolto, sul piacere di assaggiare il gusto di prodotti realizzati con amore per la terra, il cibo genuino e le tradizioni e sulle note della musica di chi reinterpreta in chiave moderna e impegnata la musica tradizionale di quei territori.

    L’evento, organizzato dal circolo arci Belleville, propone musica popolare, d’autore,sagre e degustazioni di prodotti tipici e altre proposte, come grigliate miste, gnocco fritto, insalate e paste fresche, dolci al cucchiaio, birra artigianale, vino bio, passito.

    Ecco il programma nel dettaglio:

    Venerdì 15 giugno. Movimento Unico Sud. Pizzica e musica mediterranea

    Sabato 16 giugno. Les Sans Papier. Scatenato folk d’autore

    Domenica 17 giugno. La grande orchestra occitana con Banda Brisca. Folk occitano

    Le serate inizano alle 19.30, l’ingresso è libero

  • Muscolata Sturlense: birra, muscoli e musica sulla spiaggia di Sturla

    Muscolata Sturlense: birra, muscoli e musica sulla spiaggia di Sturla

    MuscoliSabato 16 e domenica 17 giugno nel quartiere di Sturla si tiene la quarta edizione della Muscolata Sturlense: l’evento vuole riprendere le vecchie muscolate tenutesi negli anni ’60 nel quartiere del levante genovese ed è organizzata dal Civ Sturla a Mare.

    Nel corso dei due giorni, in via del Tritone svengono offerti oltre che la sagra a base di muscoli (cozze), birra e vino, anche altre specialità culinarie,; in più, a un tributo a Vasco Rossi nella serata di sabato e a un dj set domenica sera.

    Ecco il programma nel dettaglio:

    Sabato 16 giugno

    Ore 12/15-19/23 muscoli a volontà, gnocchi al pesto, birra e vino a fiumi
    Ore 16 baby dance
    Ore 18 Happy Music
    Ore 21 VASCOVER in concerto, tributo a Vasco

    Domenica 17 giugno

    Ore 12/15-19/23 muscoli a volontà, gnocchi al pesto, birra e vino a fiumi

    Ore 16 Dj Set “Quei Favolosi Anni ’60”
    Ore 17 Dj Set “Disco Music ’70/’80”
    Ore 18 Dj Set “Sound of ’90”
    Ore 19 “Lounge Party”

  • Storia di Genova: Quinto al Mare

    Storia di Genova: Quinto al Mare

    Quinto, Genova

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    Il quartiere di Quinto al Mare (poco più di 8.000 abitanti) come lo vediamo e conosciamo oggi, prese forma a partire dagli anni 50 del secolo scorso, quando venne avviata una massiccia espansione edilizia terminata nel decennio successivo con la costruzione di Corso Europa a monte dell’Antica via Romana e della napoleonica Aurelia a mare.

    Come accaduto per i quartieri di Quarto dei Mille e Sestri Ponente, Quinto deve il nome alla collocazione sulla Via Aurelia antica di epoca romana (ad Quintus Milium – quinto miglio dalla città di Genova). La via romana attraversava Genova perpendicolarmente al torrente Bisagno e al torrente Sturla (i ponti di S.Agata in Borgo Incrociati e quello detto appunto “romano” di via delle Casette a Sturla ne sono testimonianza), era l’asse di accesso alla città da Levante lungo i borghi di Nervi, Quinto, Quarto e Sturla. A prova della sua importanza, in molti testi medievali veniva indicata con l’appellativo di Strada. L’attuale Via Antica Romana di Quinto conserva tratti di quell’antichissimo asse di vitale importanza per il commercio e le comunicazioni.

    Gran parte della storia di Quinto al Mare si concentra fra codesta strada e il mare. Eh già, il mare… Scontato evidenziare quanto la presenza del mare abbia segnato la vita di questa terra e delle genti che nella storia l’hanno abitata. Testi storici evidenziano la tradizione marinara di Quinto in più di un’occasione; sin dal Medioevo il borgo fu costretto a difendersi dai continui attacchi dei saraceni provenienti dal nord africa e dalle tante imbarcazioni di pirati che riuscivano più facilmente a raggiungere le coste dei borghi limitrofi, piuttosto che tentare di penetrare nel porto di Genova. Per questo motivo venne eretta un’imponente fortezza a difesa delle abitazioni, che rimase in piedi sino ai bombardamenti inglesi del 18esimo secolo. Ulteriore conferma della tradizione di questa terra, negli anni in cui la flotta della Repubblica di Genova era fra le più potenti ed attrezzate del mondo, la quasi totalità degli abitanti maschi del borgo erano arruolati sulle navi genovesi.

    Inoltre, secondo l’ipotesi di alcuni storici, fu proprio Quinto a dare i natali a Cristoforo Colombo; il navigatore genovese sarebbe nato in una villa nella zona a monte dell’attuale corso Europa, in località Terra Rossa, alle pendici del monte Moro, in cui avrebbero abitato i familiari. Si sa, pero’, quante tesi e ipotesi ci siano su questo tema, il più delle volte contraddittorie. Colombo è rappresentato in un affresco nella chiesa di San Pietro situata sulla via Antica Romana.

    Durante il periodo napoleonico il borgo conobbe le prima trasformazione in seguito ai lavori per l’apertura dell’Aurelia a mare (oggi SS1). Nei primi decenni del novecento era diventato sede di due importanti opifici, oltre che di un grande molino granario, e di diversi frantoi per la produzione dell’olio. E quando nel 1926 fu annesso alla Grande Genova, l’economia agricola del borgo aveva appena conosciuto la spinta dello sviluppo “industriale”, con il conseguente aumento della popolazione e la costruzione di nuove abitazioni.

    Tutto ciò rese insufficiente lo scalo della stazione imponendo il suo ampliamento mediante lo spostamento a monte della linea ferroviaria. (A ricordo della vecchia sede ferroviaria resta solo una galleria all’inizio di via Gianelli oggi adibita ad autofficina…)

    Foto e video di Daniele Orlandi

    QuintoQuinto

  • Storia di Genova: Garaventa, la famigerata nave scuola

    Storia di Genova: Garaventa, la famigerata nave scuola

    Nicolò Ggaraventa

    La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Garaventa, toponimo sconosciuto nella memoria delle giovani generazioni, ma che padri e nonni ricordano ancora con  disagio, quello che seguiva la minaccia di essere mandati a sperimentare la rigida educazione della famigerata nave-scuola, se non si tenevano comportamenti corretti. Questa istituzione prende il nome dal suo fondatore, Nicolò Garaventa (Uscio 1848-Genova 1917), insegnante di matematica del Liceo Andrea Doria, appartenete ad  una famiglia di filantropi che annoverava, tra gli avi, don Lorenzo, ispiratore delle prime “Scuole della carità”, opere pie che si facevano carico dell’istruzione dei ragazzi abbandonati alla mercé della strada. Memore del motto del suo antico congiunto “ubi caritas, ibi Deus” (dove c’è la carità, c’è Dio), decise di offrire una chance di vita migliore a tanti poveri orfanelli,  a fanciulli di famiglie indigenti, ad adolescenti problematici figli di prostitute o di detenuti: li raccoglieva sulla spianata dell’Acquasola e, parlando loro in dialetto per farsi ben intendere, li convinceva ad aderire alla sua iniziativa ed a frequentare quella primitiva “officina” che aveva sede poco distante, in una specie di catapecchia, fatta di semplici assi di legno.

    Qui, dal 1° dicembre 1883, i ragazzi si riunivano per fare piccoli lavori ma, soprattutto, si impegnavano nell’apprendere un mestiere che avrebbe costituito il passaporto per il reinserimento nella vita sociale. Fu solo nel 1892, in occasione dell’esposizione colombiana, che gli venne offerta una vecchia nave a vela, quale sede per la sua scuola, sede trasferitasi, l’anno successivo, sul brigantino Daino, ribattezzato” Redenzione”, ancorato al Molo Giano, una vecchia nave dismessa dalla Marina Militare Sarda (varato 1844-demolito 1900). Fu qui che l’istituzione assunse la vera veste di collegio galleggiante, una “fucina di salvezza”, basata sui principi disciplinari e morali della marineria.

    Contraddistinti da una divisa militare, i giovani garaventini, impegnandosi nello studio e nel lavoro, passavano le loro giornate a bordo, giornate  che iniziavano, all’alba, adempiendo al rito dell’alzabandiera con tanto di picchetto e di musica e, alla sera, si concludevano con  quello  dell’ammaina. Il progetto, inizialmente, suscitò molte perplessità  in merito alla validità delle regole educative, ma la tenacia del suo ideatore, che continuava, instancabilmente, a girare nei quartieri più poveri in cerca di nuovi adepti, sempre fedele alla sua filosofia  di “prevenire e redimere”, divenne, in seguito, un modello imitato da altri in Italia e all’estero.

    Si stima che siano passati, per i ponti della nave-scuola, dal momento della sua fondazione fino alla sua definitiva chiusura nel 1977, più di dodicimila ragazzi, in un’età compresa tra i 6 e i 17 anni.

    Nel suo lungo cammino, altre imbarcazioni divennero la casa-rifugio  dei giovani. Nel 1904, infatti,  i ragazzi vennero trasferiti su una cannoniera in disarmo, il Sebastiano Veniero, che, però, venne affondato sotto il bombardamento inglese del  1941  e i garaventini vennero ridistribuiti nei vari collegi cittadini. Solo nel 1951, fu messo a disposizione un nuovo natante, l’ex posamine Crotone, ormeggiata a Calata Gadda. Da quell’anno la direzione passò a Carlo Peirano, dopo essere passata ai figli di Garaventa, Giovanni e Domingo, che la mantenne fino al 1975, quando la scuola venne commissariata e dopo due anni chiusa definitivamente.

    Chissà quante storie vi potrebbero raccontare quei fanciulli di ieri, oggi ingrigiti dal tempo, o lo stesso don Andrea Gallo, figura nota nella nostra città, per l’impegno che profonde nella lotta alla tossico-dipendenza, che visse, in questa struttura, una breve esperienza, quale Cappellano,  storie che potrebbero incominciare con “c’era una volta una nave un po’ speciale…” e concludersi con “La Garaventa è ferma nel porto, ferma da anni, immobile nel tempo, fissata alla terra da forti gomene e al fango del fondo da grosse catene..” (Anton Virgilio Savona).

     

    Adriana Morando

     

  • L’Alieno: intervista ai ragazzi della neonata associazione di Prà

    L’Alieno: intervista ai ragazzi della neonata associazione di Prà

    associazione culturale l'alienoQualche mese fa un gruppo di giovani del quartiere di Genova Prà si è riunito per dare vita a un’associazione culturale, dal nome curioso: L’Alieno.

    Di seguito le nostre domande ai soci fondatori Roberta e Carmine.

    Com’è nata l’idea di dare vita all’Alieno? Con quali criteri avete scelto scopi e attività dell’associazione?
    L’Alieno è nato per rispondere alla nostra esigenza di creare un luogo di ritrovo, un circolo, dove poter passare del tempo con gli amici. Quindi gli scopi e le attività sono una conseguenza delle nostre passioni: arte, musica, fumetto, cinema.

    Quali servizi offrite agli associati? Cosa si può fare nei vostri locali?
    Agli associati offriamo un vasto assortimento di opere in consultazione, da materiale visivo su fotografia, arte contemporanea e fumetto ai cd di vari generi musicali. Abbiamo inoltre una piccola “cineteca” di film prevalentemente italiani, cult movies per lo più, che i soci possono vedere. Tutto il materiale si aggira sui mille pezzi circa. Inoltre per chi fosse interessato offriamo uno spazio dove mostrare i propri lavori artistici, che siano fotografie, illustrazioni, demo musicali, fumetto, eccetera. Allo stesso modo si può avere la possibilità di portare i propri dischi da casa e suonarli. In ultimo, L’Alieno è anche e soprattutto un luogo di ritrovo dove poter farsi una birra o un bicchiere di vino con gli amici ascoltando della buona musica.

    L’Alieno si trova in un quartiere periferico e da molti definito “depresso”, nonostante la vicinanza di una realtà attiva come il Consorzio Pianacci abbia reso Prà un’area a cui i media locali dedicano molta attenzione. Come vivete il rapporto con il vostro quartiere? Proviamo a sfatare qualche mito sul binomio “periferia = area depressa”?
    Certo! Con piacere! Premettiamo che abitiamo a Genova e siamo da poco a Prà, però dobbiamo dire che, nonostante sia una zona periferica, ci ha fatto molto piacere scoprire il fatto che ci sia un interesse da parte delle istituzioni per valorizzare questo territorio. Al momento c’è molto fermento: noi stessi siamo coinvolti in un progetto di riqualificazione urbana nato da un bando vinto dal Gruppo Informale di Genova e organizzato insieme al Collettivo Burrasca di Prà. Ci sarà, proprio a fine di questo mese, un evento di ben 3 giorni all’aperto: noi penseremo alla musica per tutti e tre i pomeriggi e saremo presenti con il nostro banchetto informativo.

    Cosa consigliereste a un gruppo di giovani che vuole aprire una realtà associativa?
    L’unico consiglio che possiamo dare a tutti è di tenere gli occhi bene aperti, perché ci sono molte cose che si potrebbero fare sul territorio: basta crederci e non buttarsi giù.

    Marta Traverso

  • Via Shelley, venticinque anni di battaglie fra residenti e Comune

    Via Shelley, venticinque anni di battaglie fra residenti e Comune

    Via ShelleyL’anno scorso sono stati pubblicati gli atti, sono partite le ingiunzioni per gli espropri ai terreni dei privati, e il progetto della nuova strada in via Shelley a Genova Quarto sembrava essere giunto nella fase ultima dell’iter, a un passo dalla realizzazione: invece è arrivato puntuale il settimo ricorso al Tar presentato dai residenti riuniti in comitato.

    Ora si attende la data della discussione del ricorso, se il Tar darà ragione ai residenti il Comune si affiderà ancora una volta al Consiglio di Stato, in caso contrario l’appalto potrebbe partire. Un progetto da 8 milioni di euro, che prevede la tombinatura del rio Penego e la costruzione della strada di collegamento, di cui 2,2 milioni sarebbero pagati dai privati come oneri di urbanizzazione in cambio del permesso di costruire 5 palazzi di 4 piani nella valletta dei rio Penego, ovvero in quel versante denominato “collina degli ulivi” di fronte alle abitazioni di via Shelley.

    I residenti bocciano con forza la realizzazione delle abitazioni definendo l’intera operazione una speculazione edilizia e chiedono che la strada venga costruita fuori dal terreno di loro proprietà. Allo stato attuale del progetto la parte di tracciato che coincide con la via privata è quella iniziale per chi giunge da corso Europa, e questa sarebbe una delle argomentazioni del loro ultimo ricorso.

    Ma cerchiamo di capire meglio. Il nucleo di via Shelley venne realizzato negli anni 60/70 da un gruppo di cooperative, si tratta di una decina di condomini lungo il corso dei rio. Il progetto della strada di collegamento fra corso Europa e Apparizione è una storia “vecchia come il cucco”, risale addirittura all’epoca di Cesare Campart sindaco di Genova, venne infatti deliberata nel 1986 con un piano particolareggiato. Da quel momento una battaglia fatta di tribunali, ricorsi, giudici, Consiglio di Stato, commissario ad acta e chi più ne ha più ne metta ha fatto sì che venissero progettate sette diverse ipotesi di tracciato che oggi, dopo ventisei anni, non hanno portato a nulla di concreto. Negli anni il Comune è riuscito solo a completare il primo lotto di lavori, ovvero la parte a monte del tracciato stradale da via Monaco Simone (tre miliardi di vecchie lire gettati dalla finestra) che non è mai stato aperto perché scatenerebbe una guerra locale fra i residenti di via Shelley, le cooperative a valle chiuderebbero la strada e le auto da via Monaco Simone si ritroverebbero una sbarra a metà del tragitto prima di raggiungere corso Europa.

    In sostanza un centinaio di persone riunite in comitato tengono in scacco il Comune di Genova da ventisei anni, forti dei ricorsi vinti al Tar e di una sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato il progetto comunale a causa, soprattutto, di errori procedurali per quanto riguarda la lottizzazione.

    il Traffico in via Tanini
    Via Tanini a Borgoratti

    Dall’altra parte della valle, invece, il tracciato è considerato un’opera fondamentale. Parliamo del quartiere di Borgoratti, via Posalungavia Tanini budello di automobili da almeno trentanni, una strada, quest’ultima, che dovrebbe essere a senso unico vista la ridotta larghezza della corsia e che invece è l’unica possibilità di percorso per i mezzi diretti ad Apparizione e da Apparizione verso il centro, costretta a sopportare ad ogni ora del giorno autobus incastrati fra muro e macchine parcheggiate, code interminabili, smog e inquinamento alle stelle… scene di ordinaria amministrazione.

    Ma per il Comune di Genova non è solo una questione legata al traffico. A Tursi sostengono che via Shelley sia allo stato attuale una delle zone di Genova maggiormente esposte al rischio idrogeologico, l’ultimo tratto del rio Penego verserebbe in condizioni definite disastrose a causa di tombinatura abusiva realizzata in occasione della costruzione da parte delle cooperative (Comune e Provincia avevano emesso due ordinanze perché le cooperative effettuassero verifiche alla tombinatura del rio, cosa che non è mai stata fatta). La tombinatura non ricalcherebbe fedelmente l’alveo demaniale cadendo anche in terreni privati e la sezione del rio a valle sarebbe troppo stretta e danneggiata, generando una situazione che gli esperti definiscono di “pericolo assoluto”.

    Ma non tutti gli esperti sembrano essere dello stesso parere. Se infatti il progetto del Comune ha come priorità la messa in sicurezza idrogeologica, Andrea Agostini di Legambiente sostiene che l’area in questione non sarebbe soggetta a nessun tipo di rischio e che si tratterebbe soltanto di un pretesto per ottenere il via libera al progetto.

    «Se andiamo a vedere i documenti della Provincia, la zona di via Shelley è indicata come Zona Azzurra, ovvero non soggetta a particolari rischi idrogeologici. Siamo davanti ad un pretesto per poter realizzare la strada utilizzando parte dei fondi privati di Coopsette che procederà con la costruzione delle palazzine. Per carità, è vero che l’ultimo tratto del rio Penego nella confluenza con il torrente Sturla ha qualche problema da risolvere, ma si tratterebbe di un intervento singolo, su 50/60 metri di corso, non di più. Un intervento che non giustificherebbe certamente la copertura dell’intero rio.»

    «Noi non siamo contrari alla costruzione di una strada di collegamento, siamo contrari alla speculazione edilizia – continua Agostini -e appoggiamo la proposta del comitato che è quella di un percorso alternativo, un progetto che costerebbe al Comune molto meno di quello per cui si sta combattendo da anni e anni. Si potrebbe passare più alti, collegare via Monaco Simone alla strada già esistente di Quarto Alta grazie ad una brevissima galleria, nemmeno 50 metri. Le auto sfocerebbero così nel cavalcavia di Quarto potendo poi procedere sia in direzione Nervi che in direzione centro. E’ bene sottolineare che nel progetto del Comune le auto, una volta scese in corso Europa, potrebbero esclusivamente svoltare verso il centro città.»

    «Infine – conclude Agostini – l’assessore Mario Margini durante un incontro pubblico ha dichiarato che ci sono i soldi per la tombinatura e per fare la strada sopra la tombinatura… ma solo sino a metà di via Shelley, ovvero sino al termine delle palazzine costruite da Coopsette».

    E per quanto riguarda gli abitanti di via Tanini, il quartiere di Borgoratti non è la prima vittima in questa storia? «Negli anni passati via Tanini è stato il teatro di una speculazione edilizia senza precedenti – afferma Agostini –  i cittadini hanno venduto i terreni al Comune perché venissero costruiti palazzi su palazzi, portando così la portata abitativa a livelli incontrollabili e decisamente superiori alle reali e concrete possibilità della zona. Quello che vive via Tanini ogni giorno, purtroppo, è il risultato di un errore del passato, un errore la cui responsabilità è anche degli stessi abitanti, magari non direttamente di chi ci vive ora, ma dei padri o dei nonni…”

     

    Gabriele Serpe

    Via Shelley a GenovaVia Shelley a QuartoRio Penego a Genova Quarto

    Via Shelley, Quarto

  • Storia di Genova: il parco dell’Acquasola

    Storia di Genova: il parco dell’Acquasola

    acquasola

    La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Bimbi in bicicletta sulla ghiaia che scricchiola, una banda musicale che suona poco lontano, dondolii di altalene, grida di bimbi, un pallone che sfreccia nell’aria, alberi secolari  e tanta pace, interrotta solo dal passaggio di qualche vecchia automobile che arranca rumorosa: questo è un  Parco dell’Acquasola che rimane, solo, nel ricordo infantile di qualche mamma, già negli anta, e nella memorie di nonne ultraottantenni.

    Il presente, fatto di incuria e transenne, è il risultato di una storia ventennale di cattiva politica. Un “incompiuto”: né area verde, come era, né posteggio a tre piani, come avrebbe dovuto essere e, fortunatamente, non è stato.

    Una storia già ampiamente trattata anche da Era Superba e che si arricchisce di un nuovo capitolo con l’avviso di garanzia notificato a una funzionaria della sovraintendenza dei Beni  Architettonici e Paesaggistici della Liguria, a cui potrebbero essere aggiunti, dopo essere stati sentiti dal pm Francesco Albini Cadorna, altri tecnici tra quelli comunali o della società “Sistema Parcheggi”.  Nel mirino delle indagini sono, infatti, coloro che avevano espresso pareri favorevoli sulla fattibilità dell’opera, chiaramente in contrasto con quanto prescritto dalla Carta di Firenze del 1981 che, all’art.14, vieta espressamente la costruzione di parcheggi in aree di interesse pubblico. Per la precisione, alla funzionaria, una delle ultime firmatarie del nulla osta per l’inizio dei lavori, si contesta la violazione dell’articolo 170 del Codice dei Beni Culturali che proibisce  la costruzione di opere con uno scopo  “incompatibile con il loro carattere storico od artistico o pregiudizievole per la loro conservazione o integrità”.

     

    LA STORIA DEL PARCO DELL’ACQUASOLA

    L’Acquasola è stato il primo giardino pubblico di Genova ma anche uno dei primi in Italia, i cui natali si perdono nel tempo. Già tra il 1320 e il 1347 , vi era, qui, una spianata contenuta in una cinta muraria, demolita nel ‘500 per far posto alle nuove mura dell’architetto Olgiati: un paesaggio di chiese e conventi in cui non mancava pure un “bosco sacro” o perlomeno considerato tale fino al 1468, che si estendeva da qui fino a Soziglia, dedito più ad incontri segreti di innamorati che a pratiche religiose.

    Un varco interrompeva la continuità della fortificazione: la Porta di San Germano dell’Acquasola, toponimo quest’ultimo di incerta origine: qualcuno sostiene derivi da ” Lacca”,  dea a cui era dedicato il bosco, sorella di  Camulio o Camuggio, il “Sole”;  per altri verrebbe da “Acca”, in sanscrito “madre”, e da “Solis” una delle Diadri; altri ancora lo fanno discendere da “Arca Sol” (residenza degli  Arcadi) o dagli Acquizzoli, canali che raccoglievano le acque del Rio Multedo che scendevano da circonvallazione a monte.

    Nel XVI secolo, questa area, citata col nome dei “muggi”, per i detriti accumulati nella realizzazione di via Garibaldi, via Balbi, e via Giulia (l’attuale via XX Settembre), divenne una discarica, cui solo faceva eccezione  il Fossato che era adibito ad una specie di “stadio” per il gioco delle bocce ma, soprattutto, della palla genovese, il  pallamaglio, svago considerato “bestiale e pericoloso” per le frequenti pallonate con cui venivano colpiti i passanti.

    L’uso  di questo spazio  fu sospeso, nel 1657, per essere usato come fossa comune degli appestati  e, per lungo tempo, rimase un luogo incolto ed inospitale. Nel 1818 con la demolizione del Convento medievale di S. Domenico (area del Carlo Felice), anche il Fossato fu colmato e, due anni più tardi, su progetto di Carlo Barabino, iniziarono i lavori per renderlo spazio pubblico.

    Carlo Barabino, il documentario – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    La spianata fu cinta da un possente muraglione che inglobò l’antica Porta dell’Olivella, vecchie pietre che nascondevano, nottetempo, gli incontri clandestini degli affiliati alla carboneria di cui, tra i più noti, si annoverano Giuseppe Mazzini, i fratelli Ruffini, Cesare Bixio (fratello del più celebre Nino), Giorgio e Raimondo Doria, quest’ultimo indicato come delatore ed informatore della polizia. Il luogo delle riunioni viene identificato nel punto in cui il muraglione aggettava  sulla Contrada degli Orfani, l’attuale via Galata. L’infame traditore pare che abbia compiuto un’unica opera meritoria: come compenso  per la sua voltagabbana avrebbe richiesto che si dotasse il parco di illuminazione pubblica.

    Come fosse l’Acquasola lo ricorda lo scrittore inglese Charles Dickens: “il giardino che appare tra i tetti e le case, tutto fiorito di rose rosse e fresco per le acque delle piccole fontane…..dove le nobili famiglie della città, con gli abiti della cerimonia, se non con perfetta saggezza, girano intorno con le carrozze di gala…”.

    Un’epoca in cui questo parco era tanto famoso che, a Mosca, decisero di copiarne il nome per una loro elegante passeggiata, così ameno da essere stato visitato da Gustavo di Svezia e dall’Imperatore d’Austria (1784), dagli Arciduchi di Milano(1786) e dal Principe Condè, nel 1789. Ricordi che raccontano le lamentele, tra cui quelle di Martin Piaggio, per  la velocità eccessiva delle carrozze, le sentite contestazioni del Banchero che giudicava, giustamente, indecente la distinzione sociale per cui l’aristocrazia “misurava cento volte un lato (quello sinistro), anziché di fare l’intero giro” per non mescolarsi con il popolo che passeggiava su quello destro e, non ultimo, il richiamo indignato di Mark Twain che giudicava indecoroso fumare durante le passeggiate e sbeffeggiava i raccoglitori di mozziconi la cui attesa,  per una “cicca” ancora fumante, era paragonata  a quella di “quel becchino di San Francisco che soleva visitare i letti dei malati e, orologio alla mano, calcolare il tempo in cui quelli sarebbero diventati cadaveri”.

    Tra i flashback, anche, i primi scontri tra conservatori e progressisti del 1797, il banchetto offerto ai reduci di Crimea nel 1855, i festeggiamenti riservati agli Zuavi,  venuti a combattere in Italia (1859) e  distintisi, in quell’anno, nella battaglia di Pastrengo, nonché quelli per i Chioggiotti, dopo la liberazione del Veneto.

     

    Adriana Morando

    Foto di Daniele Orlandi

    acquasolaacquasola

  • Giardini Luzzati, nasce una Nuova Associazione per riqualificarli

    Giardini Luzzati, nasce una Nuova Associazione per riqualificarli

    giardini luzzatiIl rinnovamento dei Giardini Luzzati passa attraverso il lavoro di un gruppo di volontari, che ha di recente formalizzato la propria attività sotto la denominazione di Nuova Associazione.

    Scopo di questo gruppo è creare e aprire spazi di integrazione culturale e aggregazione sociale all’interno del centro storico: mentre la zona intorno a piazza delle Erbe è conosciuta più che altro per la movida e per i numerosi locali, l’area dei Giardini Luzzati è meno frequentata, anche a causa di alcuni episodi legati al piccolo spaccio, al consumo di alcol e a piccole risse.

    L’associazione si prefigge dunque l’obiettivo di contrastare e prevenire un utilizzo passivo della piazza offrendo al contempo un’alternativa alla “movida” basata sulla cultura, l’intercultura, la convivenza pacifica e la cittadinanza attiva.

    Questi i destinatari dei progetti e le attività previste, come riportato dalla pagina Facebook dell’associazione:
    1- Bambini e famiglie. Creare spazi educativi attraverso attività ricreative, sportive e culturali rivolte ai minori e rendere l’area più vivibile e fruibile incentivandone in questo modo la frequentazione da parte delle famiglie. Attività sportive, laboratori teatrali e musicali, attività ludiche, realizzazione di un’area gioco, organizzazione di feste di compleanno, realizzazione spazio nursery all’interno del circolo da mettere a disposizione delle mamme.

    2- Giovani. Rispondere all’esigenza dei giovani di trovare spazi di aggregazione positiva, di integrazione, di ascolto e di sviluppo delle proprie potenzialità. Visti i bisogni dei giovani del quartiere si prevedono attività di tipo sportivo e aggregativo: tornei sportivi, arrampicata, cineforum, concerti, teatro per i giovani. Inoltre creeremo uno “spazio ascolto”. Le professionalità dei nostri operatori saranno a disposizione dei giovani.

    3- Anziani. Accogliere e rispondere ai bisogni di relazione e socializzazione degli anziani, valorizzando al contempo le loro esperienze mettendole a disposizione della comunità. Realizzazione campo da bocce, spazi ludici, trekking per anziani, realizzazione di attività ed eventi su loro iniziativa.

    4- Popolazione straniera. Favorire l’integrazione dei cittadini stranieri nel tessuto socio-culturale genovese, promuovendo l’incontro e lo scambio tra le differenti realtà presenti sul territorio. Realizzazione di feste tradizionali, attivazione di percorsi di partecipazione e cittadinanza delle comunità straniere, realizzazione di incontri formativi sulle realtà attuali e storiche dei paesi di provenienza.

    5- Scuola. In vista del trasferimento degli istituti scolastici del quartiere nelle immediate vicinanze dei Giardini Luzzati, ci si propone l’obiettivo di continuare a collaborare con la scuola offrendo la struttura come strumento didattico. Vista la stretta collaborazione tra Scuola Garaventa e Baliano e Associazione Il Ce.Sto attraverso il centro sociale, si metteranno le strutture della piazza a disposizione della scuola. In particolare si proporrà: utilizzo del campo sportivo per lo svolgimento dell’educazione fisica, utilizzo del tendone per la realizzazione di spettacoli, eventi, mostre, feste.

    6- Enti e Associazioni. Intensificare la collaborazione con le altre realtà associative e comunitarie del territorio e con le Istituzioni Pubbliche. Si metteranno a disposizione delle associazioni e dei cittadini che lo richiederanno gli spazi e le strutture. Sono già in previsione attività quali mercatino delle pulci una volta al mese, cucina multietnica, feste di quartiere, sagre, manifestazioni, convegni e formazioni, proiezioni.

    Per maggiori informazioni sull’associazione e le sue attività si può contattare il numero telefonico 010 8696609.

  • La giunta Vincenzi al capolinea: tutte le decisioni prima della fine del mandato

    La giunta Vincenzi al capolinea: tutte le decisioni prima della fine del mandato

    Si spengono i riflettori sulla bagarre moschea, dopo la protesta dei cittadini del Lagaccio in consiglio comunale e la prudenza dell’amministrazione uscente che ha preferito attendere fuori dal porto e gettare l’ancora, lasciando l’onere delle operazioni di scalo ai camalli del turno successivo.

    Ma non è la moschea l’unica questione rimasta in sospeso prima della chiusura del ciclo amministrativo. Un po’ come fanno i ragazzi con i compiti delle vacanze, anche il Consiglio Comunale si riduce all’ultimo ed è chiamato ora ad affrontare due giornate di fuoco, oltre venti punti all’ordine del giorno a partire dalle 10 di questa mattina sino alla sera di domani.

    Sul tavolo l’approvazione del programma triennale (2012 – 2014) e dell’elenco annuale (2012) dei lavori pubblici, il progetto di riqualificazione dell’area ex piombifera di via Lodi in Valbisagno, della demolizione e ricostruzione di parte dei fabbricati fronte porto in via San Pier D’Arena 38a,  la tanto discussa costruzione e gestione del parcheggio di via San Vincenzo (tra salita della Tosse e salita della Misericordia), l’adozione del progetto di utilizzo del demanio marittimo della città di Genova (ai sensi dell’articolo 8 del Piano di utilizzazione delle aree demaniali marittime della Regione Liguria), l’accordo di programma per la determinazione dei livelli di quantità e standard di qualità dei servizi di trasporto pubblico locale, l’acquisto della porzione di terreno di proprietà di Ansaldo Energia necessaria per l’esecuzione dei lavori di adeguamento idraulico e strutturale del ponte di via Ferri sul rio Fegino, il via libera al progetto della Asl per la ristrutturazione del fabbricato principale della ex Manifattura Tabacchi ad uso ambulatoriale (via Degola 3d), l’istituzione per l’anno 2012 delle tariffe per i servizi socio assistenziali di pertinenza della direzione Politiche Sociali, il progetto per la demolizione di un fabbricato e costruzione di un edificio residenziale in via Pierdomenico da Bissone a Borzoli, la costruzione di un edificio residenziale in via Rivarolo e, ciliegina sulla torta, l’approvazione del codice di condotta  per le pari opportunità e il benessere di chi  lavora e contro ogni forma di discriminazione, mobbing e molestie sessuali nei luoghi di lavoro.

     

  • Movimento Indipendentista Ligure: targhe per conoscere i quartieri di Genova

    Movimento Indipendentista Ligure: targhe per conoscere i quartieri di Genova

    Il M.I.L. – Movimento Indipendentista Ligure – si presenterà alle Elezioni Comunali e Municipali di Genova con la Lista Civica “Gente Comune”) e ha già pronta la lista dei 40 candidati per il Consiglio Comunale e sta terminando la compilazione dei candidati per i 9 Municipi.

    Da tempo il M.I.L. si è fatto portavoce di numerose iniziative, tra cui la battaglia per il recupero dei 98 miliardi di euro  del “contenzioso” tra lo Stato e i concessionari dei giochi (slot machine). Per le imminenti elezioni amministrative, M.I.L. presenta una nuova crociata con l’obiettivo di salvaguardare le identità storiche della città di Genova.

    «Vogliamo rendere note le “comunità” degli attuali “municipi” – si legge in una nota diffusa dal Movimento – con l’applicazione di targhe ben visibili che, nel numero di almeno dieci, dovranno essere poste nel territorio “interessato”. Per esempio nel ponente, nelle sue strade o piazze principali, dovranno essere messe delle targhe con scritto : VII Municipio PONENTE – circa 62.000 abitanti – Crevari, Voltri, Ca’ Nuova, Palmaro, Prà, Castelluccio, Pegli, Multedo».

    «Vogliamo inoltre che tutti i numerosissimi torrenti (piccoli e grandi), che da Voltri a Nervi e nella Val Polcevera e Val Bisagno, scorrono in tutto il territorio della città di Genova, abbiano sul loro percorso, almeno cinque “postazioni-targhe” che riportino il nome del torrente. Oggi pochissimi cittadini conoscono i nomi dei “loro” torrenti (ad eccezione dei due principali: Polcevera e Bisagno!)».

    «Tutto questo favorirà la conoscenza di Genova da parte dei suoi abitanti ed anche dei turisti che sempre più numerosi ci auguriamo vadano a scoprire e visitare le storiche Comunità della nostra meravigliosa città che aspetta solamente di essere veramente “scoperta” nella sua “interezza” e non solamente nel “Centro Storico”».

  • MASS: gli spazi della Maddalena aperti ad artisti e fotografi

    MASS: gli spazi della Maddalena aperti ad artisti e fotografi

    laboratorio genova massRiqualificare gli spazi del quartiere della Maddalena attraverso la creatività di artisti visivi che vogliono contribuire ad arricchire questa zona del centro storico: è questo il fulcro intorno a cui Laboratorio Genova ha dato vita al progetto MASS – Art and Street Spaces, che invita fotografi, illustratori, pittori, grafici e chiunque altro abbia un talento nelle arti visive ad adottare uno spazio del quartiere e occuparlo con la propria opera.

    Una saracinesca, un cassonetto, un pezzo di muro: tutti gli spazi che appartengono al contesto architettonico del quartiere possono essere rimessi a nuovo attraverso l’opera dei creativi genovesi (e non).

    Il progetto non mira solo a questo aspetto: per invogliare gli artisti a partecipare in modo attivo saranno organizzati laboratori di video e fotografia, rivolti a giovani dai 17 ai 32 anni.

    Per partecipare si può contattare Laboratorio Genova e inviare le proprie opere all’indirizzo mail massgenova@gmail.com.

    Marta Traverso
    video di Daniele Orlandi