Tag: quartieri di Genova

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  • Sturla: residenze e box al posto dell’ex scuola Collodi

    Sturla: residenze e box al posto dell’ex scuola Collodi

    Una scuola abbandonata a se stessa per un quarto di secolo, giace sul fondo di una valletta nel quartiere di Sturla, in attesa di un intervento di riqualificazione in grado di recuperare un’area immersa nel verde, stretta tra diversi palazzi edificati a partire da metà degli anni ’50.
    Stiamo parlando dell’ex scuola elementare Collodi di via Marras civico n. 32, con accesso dall’omonima creuza, ma ben visibile da via Sibilla Mertens, oggi strada privata, un tempo antico ponte che collegava via Sturla (già denominata “Route Imperiale” Napoleonica nel 1820 circa) con quella che era una zona di aperta campagna caratterizzata dalla presenza di ville (tra le quali Villa Bernabò Brea che diede il nome al futuro quartiere), case signorili e terreni coltivati.

    LA STORIA

    Nel 1950-52, all’epoca del sindaco Gelasio Adamoli, il Comune di Genova decise di costruire, in questa porzione di territorio, un complesso di case popolari. Il nuovo quartiere INA-Casa Bernabò Brea sorse tra il 1950 e il ’53 – su progetto urbanistico di Luigi Carlo Daneri, citato quale scuola di architettura – in un contesto tranquillo, circondato da vialetti, creuze e spazi verdi che si mantenne tale fino a quando la successiva cementificazione, con il conseguente aumento di automobili circolanti, lo deturpò irrimediabilmente.
    Il 23/05/ 1956 l’amministrazione comunale allo scopo di dotare il nuovo quartiere di un edificio scolastico, come recita l’atto ufficiale, acquistò dal privato proprietario un terreno attiguo, quello dove attualmente si trova l’ex scuola Collodi.
    La scuola, luminosa e dotata di un bel giardino, ha svolto al meglio la sua funzione per circa una trentina d’anni, dai primi anni ’60 a metà anni ‘80, poi è stata dismessa e lasciata degradare senza una spiegazione plausibile.
    Purtroppo la nostra città è piena di ex aree industriali o produttive, rimaste buchi neri per decine e decine di anni, ma in questo caso si tratta di un edificio scolastico pubblico che ancora avrebbe potuto essere utilizzato a questo fine, vista anche la carenza di spazi in alcune scuole genovesi, oppure, al limite, adibito ad un’altra tipologia di servizi per il quartiere.
    In questo senso alcuni tentativi sono stati fatti ma senza successo. Il problema principale è rappresentato dalla critica mobilità della zona. La scuola, infatti, ha un accesso pedonale dalla creuza di via Marras mentre l’unico accesso carrabile è da viale Bernabò Brea.
    In seguito l’amministrazione, quale soluzione definitiva, decise di mettere in vendita il sito che fu acquisito prima da Spim, società per la promozione del patrimonio immobiliare partecipata al 100% dal Comune di Genova, poi da Tono Due (appartenente al 100% alla capogruppo Spim), con il compito di valorizzarlo.
    La proprietà viene messa all’asta il 29/06/2007: la base di partenza è 1 milione e 400 mila euro. Nel 2008 viene aggiudicata alla società Selfimm S.p.A. per 3 milioni e 650 mila euro.

    Plastico primo progetto; totale riempimento della valle

    IL PRIMO PROGETTO CONTESTATO DAI RESIDENTI

    La Selfimm nello stesso anno (2008) presenta un progetto che prevede la demolizione dell’ex scuola Collodi e la successiva ricostruzione di un edificio residenziale con 13 appartamenti collocati sopra a 76 box, cosiddetti interrati, distribuiti su tre piani.
    I proponenti partono dal presupposto che per costruire la scuola sia stata alterata la quota di livello. In altri termini, disconoscono la storica presenza di un avvallamento (confermato dalle fotografie d’epoca che mostriamo in queste pagine) delimitato da via Marras a nord e via Sibilla Mertens a sud.

    Nell’800 la zona era aperta campagna e nel fondovalle si coltivava la terra. Inoltre in carte napoleoniche è stata accertata la presenza di un rivo, il Rio Saietto (che diede il nome a tutti i vicoli di via alla Costa di Serretto), che scorreva attraverso i terreni e probabilmente, ancora oggi, si nasconde nelle viscere dell’avvallamento (anticamente chiamato “Fosse de Saietto”).
    Il progetto della Selfimm contempla il totale riempimento della valle, al fine di ripristinare la presunta quota di livello originaria. Una colata di cemento che sarebbe giunta all’altezza del ponte di via Sibilla Mertens, inglobando i box interrati, mentre al di sopra di essi avrebbero trovato spazio i nuovi appartamenti. Se l’intervento venisse portato a compimento, gli abitanti di via Marras e viale Bernabò Brea, si troverebbero di fronte un muraglione alto 25 metri.
    Per quanto riguarda il problema della viabilità, i proponenti ipotizzano un ingresso carrabile da via Mertens. Tra l’altro la licenza a costruire è subordinata al permesso di accesso che dovrebbe essere concesso dai privati. Parliamo di una via stretta e poco agevole che non potrebbe reggere l’urto del passaggio quotidiano di decine di automobili.
    E così la Selfimm per superare queste criticità acquista da Arte (Azienda Regionale Territoriale per l’Edilizia) una porzione di terreno all’angolo tra via Sturla e viale Bernabò Brea (confinante con i civici n. 25 e 27 di quest’ultima) e progetta una rampa asfaltata dall’impatto devastante, una sorta di tunnel che dovrebbe passare sotto la creuza di via Marras per sbucare in una curva di via Sturla.

    Il Progetto è il numero 3602/2008 con permesso di costruire n. 792/2009 rilasciato dal Comune di Genova il 9/11/2009.
    I proponenti dunque ottengono tutte le autorizzazioni e, come recita il cartello ancora appeso all’ingresso della scuola, la data di inizio lavori è il 28 giugno 2010. Giusto il tempo di entrare nell’area di cantiere perché l’operazione, dopo pochi mesi, viene bloccata.
    Alcuni residenti, infatti, considerano l’intervento troppo invasivo e presentano ricorso al Tar della Liguria. Il Tribunale Amministrativo Regionale dà loro ragione con la sentenza numero 11704 del 31/12/2010. La licenza a costruire decade per effetto della decisione del Tar, il quale ha evidenziato alcuni vizi di forma che hanno accelerato la concessione dei permessi. Inoltre la sentenza del Tar ha annullato la Norma speciale (53) del PUC (Piano Urbanistico Comunale) vigente che recita «Area posta in fregio a via Marras: sull’area indicata con apposito perimetro nella cartografia del PUC., foglio n. 45, sono confermate le superfici, le destinazioni d’uso, il dimensionamento e la configurazione planivolumetrica della nuova costruzione di cui al progetto n. 3602/2008, così come approvato con il permesso di costruire n. 792/2009, che assume pertanto valore di disciplina urbanistica di riferimento». La predetta sentenza è stata impugnata dai proponenti ed attualmente il procedimento è pendente al Consiglio di Stato.

    IL NUOVO PROGETTO MENO INVASIVO

    Nelle more del procedimento la società Selfimm ha presentato un nuovo progetto. Una sorta di “piano B”, nel caso il controricorso al Consiglio di Stato non dovesse andare a buon fine.
    L’attuale progetto prevede la demolizione dell’ex edificio scolastico realizzato in pannelli prefabbricati che potrebbero contenere fibre d’amianto, di conseguenza le operazioni di smantellamento dovrebbero prevedere le opportune cautele – e la ricostruzione di un edificio residenziale a 5 piani con 4 appartamenti ciascuno (per un totale di 20) che si sviluppa, in parte, al di sopra di un’autorimessa interrata monopiano (per 20 box) che insiste su un sedime di maggiori dimensioni. L’intervento è conforme al Piano Casa ed in questa area è ammessa la sostituzione edilizia prevedente un aumento volumetrico del 35%.
    Quindi nuove residenze ma un numero limitato di posti auto e soprattutto un progetto che nel complesso appare ridimensionato e decisamente meno impattante, senza l’inquietante “riempimento” della valle. Tuttavia, l’altezza dell’edificio dovrebbe superare di circa due piani la quota del ponte di via Sibilla Mertens e permarrebbe il nodo della viabilità, comunque di difficile risoluzione.

    L’area interessata dalla trasformazione si trova al confine tra i municipi Medio-Levante e Levante. Per questo entrambi gli enti sono stati chiamati a fornire un parere, per altro non vincolante, in merito al nuovo progetto e agli oneri di urbanizzazione.
    «Una riqualificazione è necessaria – spiega Paola Borghini consigliere (Federazione della Sinistra) del Municipio Levante – Oggi questo luogo è completamente abbandonato a se stesso e non può essere lasciato in tali condizioni. Il precedente progetto, però, era troppo invasivo ed il Tar ha accolto il ricorso presentato da alcuni cittadini. Il nuovo intervento, invece, appare accettabile e probabilmente incontrerà minori contestazioni da parte dei residenti».
    Detto ciò, aggiunge Borghini «Ai fini di una maggiore tutela, sarebbe utile condizionare il parere favorevole dei municipi alla certezza che il primo progetto sia stato definitivamente accantonato da parte della società proponente, perché, in caso di accoglimento dell’appello proposto, il soggetto attuatore potrebbe riconsiderare la prima ipotesi progettuale».
    Per quanto riguarda gli oneri di urbanizzazione che dovrebbero ricadere sul territorio, ancora non si conosce l’importo a disposizione e sono in campo due ipotesi: la realizzazione di alcuni orti urbani in una fascia verde oggi degradata e la sistemazione di un tratto stradale.
    Ma occorre non dimenticare, come sottolineano alcuni abitanti, che il primo progetto è ancora vivo, “congelato” in attesa della risoluzione del contenzioso legale. Dietro l’angolo, dunque, permane il rischio di una beffa, nel malaugurato caso il Consiglio di Stato dovesse ribaltare la sentenza del Tar e concedere il via libera all’intervento tanto contestato.

     

    Matteo Quadrone

  • Irene Ravera, incontro con il giovane assessore del Medio Levante

    Irene Ravera, incontro con il giovane assessore del Medio Levante

    Genova vista da ApparizioneIrene Ravera, classe ’82, è un’altra delle giovani forze recentemente entrate a far parte del mondo della politica cittadina: oggi impegnata nel ruolo di Assessore presso il Municipio VIII Medio Levante (negli ambiti servizi alla persona, tempo libero, sport e cultura), è stata eletta la prima volta come consigliere di Municipio nel 2007. Abbiamo parlato con lei della realtà dell’organo municipale e delle difficoltà e opportunità di questo percorso, iniziato a soli venticinque anni.

    Partiamo da una premessa: il ruolo politico del Municipio è limitato, spesso le documentazioni arrivano all’ultimo e i pareri non sono vincolanti, una situazione che anche voi stessi avete denunciato (ne abbiamo parlato anche con la tua collega Bianca Vergati). Si possono migliorare secondo te il rapporto e la comunicazione tra il municipio e il Comune?

    «I Municipi sono ancora in uno stato di evoluzione, non sono più le vecchie circoscrizioni ma il decentramento è ancora in una fase di rodaggio. Ho fiducia che nel giro di qualche anno si possano correggere i difetti di questo sistema, per arrivare ad un momento in cui il Comune avrà un ruolo di pianificazione generale e l’amministrazione minuta sia gestita direttamente dai Municipi. Ma se fino ad adesso il decentramento e il ruolo dei Municipi sono stati una decisione del Comune, in futuro molto dipenderà da cosa a livello centrale si deciderà di fare con le città metropolitane, al momento sembra tutto molto fumoso e ambiguo».

    «A livello locale, a mio parere, i rapporti tra il Comune di Genova e i Municipi sono molto migliorati rispetto all’amministrazione precedente. Non si tratta di modifiche normative, ma dell’iniziativa degli assessori e dei presidenti delle commissioni comunali che coinvolgono molto di più i Municipi nelle scelte e nell’elaborazione delle idee. In questo credo che sia fondamentale il fatto che due importanti assessori della giunta Doria, Bernini e Crivello, provengano dall’esperienza di presidenti di Municipio.
    Ma la trasformazione delle ex circoscrizioni in municipi secondo me ha come punto debole la progressiva perdita di efficacia del consiglio municipale a favore della giunta. Questo fattore rientra in una globale riduzione dell’importanza delle assemblee elettive rispetto agli esecutivi, a tutti i livelli, dai comuni al Parlamento, dal momento in cui ormai da molti si privilegia il primato della velocità e dell’efficacia e quindi il normale iter democratico viene visto come un impaccio. Purtroppo tutte le proposte di riforma o adeguamento del funzionamento dei municipi sono andate verso questa strada di verticizzazione».

    Credi che la cittadinanza abbia fiducia e veda come riferimento il Municipio? Oppure la percepisci distante? La sensazione è che molte persone non abbiano idea del ruolo e dell’utilità di questa istituzione, forse anche a causa di un progressivo “taglio” di funzioni e competenze. Come pensi si possa rimediare a questa situazione? Si può migliorare il rapporto cittadino-municipio?     

    «Negli anni la familiarità con i municipi è cresciuta, anni fa quando dicevo di essere consigliere mi capitava spesso di dover spiegare cosa fosse il Municipio! Il Municipio è composto da persone radicate nel proprio territorio, spesso il consigliere di riferimento è un tuo vicino di casa, un tuo ex compagno di scuola, una persona che vive dove vivi tu e ha i tuoi stessi problemi in un territorio più piccolo rispetto a quello molto ampio di Genova, questo permette ai cittadini di vivere questa istituzione come un qualcosa di vicino cui ci si approccia senza timore. Quotidianamente nei nostri uffici passano singoli e associazioni che ci portano le loro proposte, le loro critiche, ci sottopongono problematiche e idee per affrontarle. Il nostro scopo è migliorare la vivibilità nostri quartieri, non esistessero i municipi le nostre richieste e i nostri interventi potrebbero sparire all’interno di una più ampia programmazione comunale.
    Chi critica la presenza dei Municipi e ne vorrebbe l’abolizione di solito è spinto solo dall’idea di riduzione della spesa, come se la riduzione dei costi della politica sia possibile solo sopprimendo gli spazi di democrazia, confronto politico e proposta».

    Quando è cominciata la tua esperienza nella politica e cosa ti ha spinto verso questo percorso?

    «Ho respirato politica sin da piccola, tutti nella mia famiglia sono sempre stati politicamente impegnati, anche se nessuno di loro ha mai avuto incarichi elettivi. Se chiedi a molte persone della mia generazione perché abbiano deciso di fare politica, è facile che la risposta sia simile. Arrivi ad un certo punto in cui ti chiedi “cosa ci sto a fare?”. Molti rispondono facendo bagagli e biglietto di sola andata per qualche posto in cui le proprie capacità possano essere valorizzate, altri, come me, decidono di rimanere sperando di poter cambiare qualcosa.
    Fin da adolescente sono sempre stata attiva nei movimenti, ma questi, giustamente, hanno spesso una visione particolare, mentre io ero interessata ad una visione globale, che solo un partito può avere. Quando ho iniziato c’era un fervente dibattito all’interno della sinistra, la volontà di riunificare i soggetti esistenti, la voglia di un rinnovamento che partisse dai valori condivisi della nostra area, ma che potesse essere coniugata alle necessità del mondo di oggi. È stato un percorso travagliato, pieno anche di momenti dolorosi, come l’esclusione della sinistra radicale dal Parlamento dopo le elezioni del 2008. Adesso mi trovo perfettamente a mio agio in Sinistra Ecologia Libertà, partito a cui ho aderito sin dall’inizio e di cui mi sento fortemente parte, visto che ho partecipato al percorso che ha portato alla sua nascita e in cui le motivazioni che mi hanno portato a fare politica sono pienamente espresse.
    Certamente i partiti non sono l’unico strumento per cambiare la società, anche i movimenti, i comitati, l’associazionismo e il volontariato sono mezzi di partecipazione e miglioramento civile e sociale».

    Tu sei già stata consigliere di Municipio. Com’è il primo impatto con la politica, quando l’esperienza è zero?

    «La mia elezione al Municipio Medio Levante nel 2007 mi colse di sorpresa, avevo 25 anni e mi ero sempre dedicata di grandi temi come i diritti civili e le pari opportunità, mentre poco mi ero occupata di pubblica amministrazione. Mi sono messa a lavorare e a studiare. Ho avuto due grandi fortune: essere all’opposizione in una coalizione molto coesa con persone che sono state di fondamentale aiuto per la mia crescita e la possibilità di partecipare ad un corso di formazione per amministratrici neo-elette organizzato dalla Consigliera di parità della Regione Liguria, Professoressa Maione. Questo corso mi ha insegnato i rudimenti di pubblica amministrazione, diritto, economia e gestione degli enti locali, con cui ho affrontato con maggiore sicurezza e consapevolezza il mio mandato. Il resto è stata pratica sul campo».

    Quali differenze e difficoltà hai trovato nell’approcciare il nuovo ruolo di assessore?    

    «Il ruolo del consigliere è propositivo, mentre l’assessore ha l’onore e l’onere di prendere le decisioni. Non sempre è facile, soprattutto nel mio caso in cui le deleghe che mi sono state assegnate (servizi alla persona, tempo libero, sport e cultura) prevedono un budget di spesa per il finanziamento delle attività. È una grande responsabilità perché si tratta di spendere soldi pubblici, non molti, ma con cui si possono costruire servizi utili per i cittadini, in cui anche poche centinaia di euro possono fare la differenza. Facendo parte di una generazione che di soldi ne ha visti e ne vede pochi, ho un timore reverenziale nei confronti del denaro e non posso concepire gli sprechi inutili. Bisogna essere giusti ed equi e cercare di trarre il massimo da quello che il Comune stanzia per noi. Per questo sin dall’inizio come giunta abbiamo deciso di erogare le risorse tramite bandi, per permettere a tutte le realtà associative, che nel nostro territorio sono tantissime e vivacissime, di partecipare, non solo come richiedenti fondi, ma come parte attiva».

    La tua posizione ti permette di concretizzare i tuoi sforzi sui temi che reputavi urgenti da semplice cittadina?

    «Essendo una “piccola amministratrice” da molti anni la mia visione da semplice “cittadina” è un po’ deformata, nel senso che ogni volta che i miei amici mi fanno domande su alcune problematiche mi capita spesso di dare risposte tremendamente realistiche come “ma sai, il patto di stabilità…”, “il contratto di servizio con l’azienda x prevede…”, “i trasferimenti sono stati tagliati…” e via dicendo.
    Per quanto riguarda i temi importanti, per me e per i componenti della giunta di cui faccio parte, quello più importante è la partecipazione. Come abbiamo scritto nella nostra presentazione alla cittadinanza appena insediati, la nostra idea di Municipio è quella di un laboratorio aperto alla società e alle sue forme organizzate per costruire assieme la città che vogliamo. La voglia di partecipazione è molta, dall’adozione di aree verdi all’organizzazione di eventi o iniziative sociali, e senza il supporto del municipio tutta questa vivacità potrebbe andare persa visto che forniamo a chi desidera i materiali, gli spazi, le competenze per facilitare i lavori. In questo senso le iniziative che abbiamo organizzato e che vogliamo realizzare non vogliono essere autoconclusive e fini a se stesse, ma il riappropriarsi di spazi che già ci appartengono, come il mare, le piazze, i parchi, le strade. Le idee per il futuro sono molte, speriamo per il 2013 di continuare ad avere un budget adeguato per continuare il lavoro iniziato».

     

    Claudia Baghino
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Villa Scassi: donatori di sangue senza parcheggio, mozione in municipio

    Villa Scassi: donatori di sangue senza parcheggio, mozione in municipio

    SanitariUn gesto altruista per eccellenza, quello dei donatori di sangue, che andrebbe agevolato in ogni modo mentre, al contrario, è ostacolato da situazioni che sfiorano il paradosso.

    È il caso dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena dove, da qualche tempo, i donatori di sangue devono fare i conti con la difficoltà di trovare un parcheggio. Il problema è sorto da circa un anno, quando sono stati effettuati dei lavori all’interno della struttura sanitaria, proprio dov’era stato predisposto uno spazio dedicato al parcheggio delle automobili dei donatori. Oggi i lavori sono terminati ma è impossibile trovare un posto libero perchè tutti risultano già occupati da chi, probabilmente, non ne avrebbe neppure il diritto.

    Una mozione presentata il 1 dicembre dal capogruppo della Lega Nord nel Municipio Centro-Ovest, Davide Rossi, impegna Presidente e Giunta ad attivarsi verso l’ospedale Villa Scassi, Asl 3 e Regione Liguria affinché tale servizio «Fondamentale a livello sanitario e sociale in un ospedale importante come il nostro, possa svolgersi in modo eccellente senza alcuna carenza, dando la certezza al donatore di trovarsi nelle condizioni migliori per donare il sangue, essendo sicuro di parcheggiar la propria auto nei posti che gli competono, nelle adiacenze del centro trasfusionale». Inoltre il documento chiede di «Proporre all’ospedale Villa Scassi, Asl 3 e Regione Liguria un incremento dei parcheggi a disposizione».

    «L’ospedale Villa Scassi nonostante i numerosi problemi noti alle cronache, resta e rimane la struttura sanitaria di punta del ponente genovese – ribadisce la mozione che verrà discussa in questi giorni – in correlazione con le chiusure e i tagli decisi dagli organi superiori (Regione e Ministero della Salute) verso i distaccamenti periferici, il nosocomio di Sampierdarena si trova a gestire un bacino di potenziali utenti sempre maggiore. Questo comporta l’esigenza di un servizio generale e di primo soccorso efficiente h 24 per tutte le specialità, situazione che spesso e volentieri non viene garantita. Inoltre si attende da tempi immemori di vedere il termine di opere come il Padiglione 9 bis».

    Un ospedale importante come il Villa Scassi, secondo il promotore della mozione «Deve puntare in modo sempre più deciso a incrementare il numero di donatori di sangue, vista la grande necessità che il sistema nazionale e locale richiedono per curare adeguatamente tante situazioni e patologie. Ma è fondamentale garantire ai donatori le migliori condizioni possibili».

    Condizioni che devono essere eccellenti «Per tutto l’espletamento di questa importante azione di solidarietà, dall’accoglienza del donatore, allo svolgimento dell’operazione trasfusionale».
    Compresa la possibilità di parcheggiare la propria auto vicino al centro trasfusionale «Azione diventata impossibile, in quanto tali parcheggi, troppo pochi, sono costantemente occupati da chi non deve compiere donazioni e che spesso, tale situazione comporta due conseguenze negative: quella di rinunciare a compiere la donazione o quella di dover percorrere chilometri a piedi, a digiuno e dopo aver donato il sangue, per recuperare la propria auto».

     

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Medio-Levante: interventi sulle scuole e riqualificazione di Corso Italia

    Medio-Levante: interventi sulle scuole e riqualificazione di Corso Italia

    corso italiaDiscussione accesa, nei giorni scorsi, in merito alla proposta del Programma Triennale 2013-2014-2015 dei Lavori Pubblici previsti sul territorio di riferimento del Municipio Medio-Levante. Come in tutti gli altri 8 municipi la proposta è stata approvata dal consiglio municipale ma non sono mancate critiche e prese di posizione che hanno evidenziato un certo malumore a causa dei pochi lavori riguardanti i quartieri del Medio-Levante.

    Nel piano triennale il Comune di Genova ha individuato quali priorità gli interventi di carattere idrogeologico ed il riordino degli edifici scolatici. Di conseguenza, considerando la ristrettezza di risorse economiche con cui l’amministrazione si trova a dover fare i conti, trovano minore spazio le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, aiuole e marciapiedi.

    Detto ciò «Non è possibile non apprezzare la scelta di dare la precedenza alla sicurezza dei cittadini – sottolinea Bianca Vergati, consigliere del municipio Medio-Levante (Sel-Lista Doria) – Inizialmente, in sede di commissione, il Pd avrebbe voluto votare contro insieme all’opposizione perché reputava che il piano avesse poca attenzione verso il territorio. Ma il piano non è immodificabile e con le nostre proposte possiamo renderlo più adeguato alle esigenze dei cittadini. Per questo mi sono astenuta. Alla fine la maggioranza ha fatto propria la mia linea ed il piano è stato approvato».

    Al consiglio municipale era presente il Sindaco, Marco Doria che ha spiegato gli intenti dell’amministrazione, l’assessore allo Sviluppo Economico, Francesco Oddone e l’architetto Laura Petacchi che ha firmato il piano triennale.

    Vediamo nel dettaglio le proposte del gruppo consiliare Sel-Lista Doria:
    Innanzitutto «Una “quota ” maggiore dovrebbe essere destinata alle manutenzioni, grandi e piccole, poiché i nostri quartieri hanno soprattutto necessità di questo: marciapiedi, aiuole, spazi verdi, per migliorare la vivibilità», spiega Bianca Vergati.

    Per quanto riguarda gli edifici scolastici «Abbiamo chiesto di anticipare all’anno 2013 i lavori sul Nautico di piazza Palermo, previsti per il 2014 – continua Vergati – in modo tale da accorpare le scuole della Foce, consentendo anche un risparmio in termini economici. La scuola media Doria-Pascoli, infatti, per l’attuale sede paga (pare) un affitto di ben 200 mila euro all’anno. E proprio sul Nautico, ha spiegato l’architetto Petacchi, sembrano esserci notizie positive: saranno eseguiti degli interventi sulla palestra e altri locali per attuare il trasferimento delle classi già dal prossimo anno».

    I consiglieri Sel-Lista Doria, inoltre, chiedono a gran voce «La riqualificazione di Corso Italia con una manutenzione sistematica e puntuale, in primis della piastrellatura – spiega Vergati – una mia mozione, approvata in precedenza, prevedeva il riordino delle soste: oggi esistono troppi privilegi ed incongruenze nei varchi di Corso Italia».

    Un’altra richiesta, invece, riguarda il Forte di S. Martino «L’obiettivo è recuperare un’area verde e degli spazi ciclabili per gli abitanti del quartiere – sottolinea Vargati – Ma prima occorre risolvere il conflitto di competenze fra Demanio e Comune di Genova».

    Infine, esistono alcuni fondi degli oneri di urbanizzazione derivanti dal progetto di via Puggia (attualmente bloccato e su cui il Consiglio di Stato si è espresso in questi giorni). «Parliamo di circa 230mila euro che potrebbero essere dedicati alla realizzazione di un ingresso su S. Martino di Villa Gambaro – conclude il consigliere Sel-Lista Doria – Sto attendendo una risposta dai Comitati di via Puggia in merito all’esito del contenzioso legale».

     

     

    Matteo Quadrone

  • Val Bisagno: duemila firme al Fai per salvare Ponte Carrega

    Val Bisagno: duemila firme al Fai per salvare Ponte Carrega

    Ponte Carrega, ValbisagnoOltre 2000 firme, raccolte in soli due mesi, per salvare lo storico Ponte Carrega, destinato alla demolizione – al pari di altri 4 ponti (Bezzecca, Feritore, Guglielmetti, Veronelli) – secondo un progetto del Comune di Genova che prevede la risistemazione degli argini del Bisagno e l’allargamento della strada per 1,8 Km sulla sponda destra del torrente, tra Staglieno e Gavette, in vista del potenziamento del trasporto pubblico (busvia e, forse, un giorno, tramvia). Per realizzare l’operazione, l’amministrazione di Palazzo Tursi ha chiesto al Governo una quota dei finanziamenti del Piano delle Città.

    Cittadini e associazioniin prima fila il “Comitato Amici di Ponte Carrega” – venerdì scorso hanno consegnato le firme alla delegazione del Fai di Genova e così lo storico manufatto della Val Bisagno è entrato nell’albo dei “Luoghi del cuore del Fondo Ambiente Italiano”. Inoltre, il Fai ha contattato la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria e sta conducendo un’azione di sensibilizzazione nei suoi confronti, in merito al destino del ponte.

    «Noi abbiamo un’altra idea di periferia e di città, dove contano anche la storia e l’identità dei luoghi – spiega il Comitato Amici di Ponte Carrega – Per questo diciamo NO ad un’altra via Madre di Dio».
    Un riferimento preciso allo scempio perpetrato tra la fine degli anni ’60 ed i primi anni ’70, quando venne volutamente cancellato un quartiere cittadino «Nella zona di Ponte Carrega, a Montesignano, in Piazzale Adriatico, furono “deportati”, alla fine degli anni ’60, gli abitanti di via Madre di Dio – spiega il Comitato – Adesso queste persone hanno a cuore il territorio in cui vivono e Ponte Carrega fa parte di questo territorio. Lo dimostra il fatto che in due mesi abbiamo raccolto più di duemila firme solo grazie al passaparola».

    «Piuttosto che di allargamento della strada noi preferiamo parlare di restringimento di 5 metri dell’alveo del Bisagno – spiega il Comitato – Un’operazione dal costo significativo: ben 24 milioni di euro. Ma l’aspetto più grave è che l’amministrazione comunale spaccia tutto questo come un progetto per la messa in sicurezza del Bisagno, mentre non è così e sappiamo tutti che la tramvia non si farà mai perché non ci sono i soldi necessari. Abbiamo contattato un legale e, insieme al WWF, stiamo lavorando ad una controperizia dello studio idraulico che era stato commissionato dal Comune di Genova all’ingegnere Renato Misurale». Lo studio, infatti, aveva considerato il progetto fattibile, dando il via libera all’intervento (ma per attuarlo concretamente si attende la decisione del Governo in merito alla distribuzione del finanziamento relativo al Piano delle Città).
    Nel frattempo, per stimolare il dialogo e chiedere alle istituzioni pubbliche un’ulteriore riflessione, il Comitato sta organizzando un dibattito pubblico al quale è stato invitato il geologo Mario Tozzi.

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Quarto, viale Quartara: cantiere abbandonato accanto al sito storico

    Quarto, viale Quartara: cantiere abbandonato accanto al sito storico

    Un’oasi verde del Levantea Quarto, lungo la creuza che dall’antica Aurelia conduceva fino al mare – spazzata via da un progetto edilizio risalente a molti anni fa, contro il quale alcuni abitanti della zona hanno intrapreso una lunga battaglia legale ottenendo un iniziale successo in sede di giustizia amministrativa, visto che il Tar aveva bloccato la cementificazione, ma in seguito, una sentenza del Consiglio di Stato (n. 01280/2010) ha ribaltato il verdetto accogliendo il ricorso presentato dalla società “Immobiliare Quartara SAS” (proprietaria del terreno e committente dell’opera), restituendole il diritto a costruire.

    Siamo nella parte bassa di viale Quartara, all’interno di quello che fu il Parco di Villa Quartara, dove un vasto appezzamento di terreno in fregio a chiesa e convento dei frati cappuccini (via Montani n. 1) – entrambi risalenti ai primi del ‘900, progettati dall’architetto Marco Aurelio Crotta secondo il nuovo stile liberty – è destinato alla costruzione di 2 edifici residenziali (ville di lusso) con annessi box interrati pertinenziali.
    Il 1 agosto 2011 sono iniziati i lavori che dovrebbero concludersi nell’agosto 2014. Peccato però che, dopo aver sbancato il terreno radendo al suolo un vasto uliveto e sradicando diversi alberi secolari (tra cui alcuni cedri del Libano), oggi e ormai da alcuni mesi, il cantiere sia completamente abbandonato. All’interno dell’area, a causa degli interventi di palificazione, è rimasto soltanto una sorta di acquitrino che rischia di allargarsi ogni qualvolta che piove.

    «Parliamo di un sito storico e monumentale il cui valore è sconosciuto ai più – sottolinea Ester Quadri del Circolo Nuova Ecologia di Legambiente – in viale Quartara insiste una concentrazione di progetti edilizi senza eguali. L’intera zona è congestionata dalla presenza di ville e villette. Una lottizzazione per così dire “garbata”, nel senso che non si tratta di grandi edifici residenziali ma piuttosto di un’edificazione a carattere famigliare-bifamigliare. Il risultato finale, però, non cambia: un eccessivo consumo di suolo sta conducendo alla progressiva scomparsa degli unici spazi verdi finora superstiti. D’altra parte sono comprensibili gli interessi dei privati, visto che la zona è di assoluto pregio non solo dal punto di vista paesaggistico – ambientale, ma anche immobiliare. Quello che stupisce è la disattenzione delle istituzioni pubbliche che, forse, dovrebbero fare più attenzione nel preservare aree di simile importanza».

    Il progetto è il n. 1448 del 2002. La concessione edilizia è stata rilasciata con provvedimento n. 356 del 9 giugno 2005. Come detto in precedenza la pratica ha avuto un’istruttoria molto lunga a causa dei contenziosi legali. Nel 2010 la sentenza del Consiglio di Stato sblocca la situazione e nell’agosto 2011 partono i lavori.
    Qui sorgeranno due singole ville. Una con l’ingresso in curva su viale Quartara, nei pressi del civico n. 7, un punto decisamente pericoloso in termini di viabilità. L’altra, invece, avrà l’accesso nella parte iniziale della medesima via.
    Nonostante il cantiere sia fermo da qualche tempo – secondo alcune voci a causa della carenza di risorse economiche – i nuovi immobili sono in vendita, ammirabili in bella mostra sulle pagine web della società “Minetti Immobiliare”.

    Per l’amministrazione comunale sono state rispettate tutte le procedure, come conferma il Dott. Paolo Berio, dirigente del Settore Approvazione Progetti e Controllo Attività Edilizie «Nel 2010 il Consiglio di Stato ha ribaltato la precedente sentenza del Tar e ha ritenuto valida la concessione edilizia rilasciata nel 2005 – spiega il dott. Berio – I lavori sono iniziati nell’agosto 2011. Solitamente l’avvio del cantiere deve avvenire nel giro di un anno dal rilascio della concessione. Nel caso di contenziosi legali, invece, la pratica rimane “congelata” fin quando la giustizia non ha fatto il suo corso».
    Certo, lascia adito a qualche dubbio, il fatto che trascorsi 6 anni, non sia più necessaria alcuna verifica in merito all’effettiva regolarità dell’opera.

    A pochi metri di distanza, adiacente al convento, un edificio abbandonato a metà, incombe sul terreno che ospiterà le due nuove case signorili. La costruzione, nata inizialmente come cisterna, in seguito ha assunto le sembianze di un villino, forse grazie all’ennesimo condono.
    Ma nel giro di pochi metri è facile osservare come la cementificazione, seppur a carattere mono e bifamigliare, non abbia risparmiato alcun fazzoletto di terra.
    Appena superata la curva, salendo lungo viale Quartara, troviamo altre due ville portate a compimento negli ultimi 2-3 anni. A fianco di esse un’antica villa liberty giace in condizioni precarie mentre, al contrario, poteva essere ristrutturata evitando un ulteriore consumo di territorio. Il problema, però, è che un intervento su quest’ultimo edifico avrebbe compromesso la possibilità di costruirne altri due nuovi di zecca nelle immediate vicinanze.

    Fatto sta che oggi i fortunati proprietari godono di una vista mozzafiato su questo splendido angolo del levante. Il costruttore, in cambio del diritto a costruire, ha realizzato alcuni posti auto che l’amministrazione comunale ha destinato agli abitanti di viale Quartara.
    Per completare il quadro, dato che la fame di parcheggi sembra inarrestabile, a pochi metri di distanza, gli operai lavorano alacremente alla realizzazione di una nuova serie di box interrati.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Val Polcevera: interventi contro il rischio idrogeologico

    Val Polcevera: interventi contro il rischio idrogeologico

    Messa in sicurezza dell’area a rischio idrogeologico in località Cesino e del fronte franoso in località Brasile (Bolzaneto), realizzazione del 3° lotto dell’adeguamento idraulico del Rio Fegino. Sono queste le zone della Val Polcevera in cui il programma triennale dei Lavori pubblici 2013-2014-2015 prevede gli interventi più importanti.

    Le altre opere previste sono: un percorso pedonale e orti urbani tra via Maritano e via Chechov (quartiere Diamante), la riqualificazione energetica della Diga del Diamante (Progetto Europeo R2 Cities), la messa in sicurezza del chiostro di Certosa, un intervento sulla tratta della metropolitana Brin-Canepari.

    La Giunta municipale ha proposto l’esecuzione di una serie di opere urgenti, considerate esigenze prioritarie per il territorio, da inserire nelle voci del programma. Parliamo di manutenzioni straordinarie su numerosi edifici scolastici nei quartieri di Teglia, Rivarolo, Pontedecimo, Certosa, Trasta, Murta, sui cimiteri Cabona (Rivarolo) e Biacca (Bolzaneto) e sul mercato comunale di Certosa (rifacimento copertura tetto a causa di infiltrazioni).

    Il consiglio del Municipio Valpolcevera, nella seduta di giovedì scorso, ha espresso parere favorevole (a maggioranza) alla proposta del programma.

    «C’è stata una discussione animata in merito alla proposta dei lavori pubblici – spiega Davide Ghiglione, consigliere Fds – Alcuni interventi sono molto significativi e dovrebbero dare una risposta al rischio idrogeologico: messa in sicurezza del rio Fegino che in passato ha causato criticità al quartiere, dell’area di Cesino e la riduzione del fronte franoso in località Brasile (Bolzaneto). E poi le manutenzioni straordinarie in diverse scuole tra cui Villa Sanguineti a Trasta (rifacimento tetto) diventata il simbolo della lotta contro il Terzo Valico».

    Inoltre, con deliberazione della Giunta comunale n. 249 del 4 ottobre 2012 ad oggetto “Nota di variazione ai documenti previsionali e programmatici 2012/2014”, sono stati approvati per l’annualità 2012 i lavori di riqualificazione dei locali di Passo Torbella 12 quale nuova sede per l’ATS 41; un intervento che consentirà di liberare i locali di Certosa (via Borsieri) offerti alla ASL 3 (con decisione di Giunta del Municipio Valpolcevera il 22 ottobre 2012), quale sede degli ambulatori e del Cup, attualmente ubicati in via Canepari e di cui è prevista la chiusura.

     

    Matteo Quadrone

  • Prà, Fascia di rispetto: appello per una riqualificazione sostenibile

    Prà, Fascia di rispetto: appello per una riqualificazione sostenibile

    Quartiere di PràIl comitato genitori scuole pubbliche dell’Istituto comprensivo di Genova Prà scrivono al Sindaco Marco Doria, all’assessore comunale ai Lavori pubblici, Gianni Crivello e al Presidente del Municipio Ponente, Mauro Avvenente, per chiedere di tenere in considerazione le loro richieste in merito al Progetto integrato Pra’ Marina (POR Asse 3) che dovrebbe trasformare il volto della Fascia di rispetto.

    In particolare, i promotori dell’appello alle istituzioni, auspicano una riqualificazione sostenibile «che darebbe modo a cittadini anziani, bambini e famiglie di riappropriarsi del territorio in sicurezza».

    Per raggiungere l’obiettivo il comitato propone «lo spostamento del traffico veicolare il più lontano possibile dalle case consentendo di ridurre smog ed inquinamento acustico, per avere una vasta area ciclo-pedonale vicina all’abitato».

    «Vorremmo che i nostri bambini potessero accedere, anche da soli, all’area ciclo-pedonale senza dover pericolosamente attraversare strade carrabili –  spiegano i genitori nella lettera inviata alle istituzioni – Riteniamo che un’area pedonale vasta e vicina all’abitato possa portare ossigeno alle attività commerciali presenti sulla Via Aurelia e farne nascere di nuove (come già accaduto nel centro storico della delegazione dopo la pedonalizzazione di Via Fusinato)».

    Inoltre, considerato che l’attuale traffico automobilistico non genera particolari situazioni di code «Perché incrementare il numero di corsie?si domandano le famiglieBasterebbe spostarle sul sedime ferroviario e dedicare l’attuale Aurelia a pedoni e posteggi».

    Infine, il comitato evidenzia, quale eccezionale opportunità per la cittadinanza «La riqualificazione del cosiddetto Parco di Levante, attualmente in stato di assoluto degrado, mediante la realizzazione di quanto promesso con il progetto originario: un’area dedicata allo sport che consentirebbe la tanto agognata integrazione tra Fascia di Rispetto e l’abitato, arrivando finalmente allo sviluppo organico del quartiere».

    «Consapevoli dell’utilità sociale e dello scopo aggregativo delle proposte di cui sopra non solo per la cittadinanza di Pra’ ma per quella di tutto il Ponente cittadino confidiamo che possiate tenere conto delle nostre richieste», conclude la missiva firmata dal comitato genitori dell’istituto comprensivo di Prà.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Prà, Palacep: cifra sospetta nel programma triennale dei lavori pubblici

    Prà, Palacep: cifra sospetta nel programma triennale dei lavori pubblici

    Prà, panorama e VteIl preventivo ufficiale prevede una spesa di circa 10 mila euro ma lo stanziamento per l’intervento tecnico sulla struttura del PalaCep di Prà è quattro volte superiore. Una voce di spesa incontrollata, saltata fuori in modo del tutto casuale il 15 novembre scorso, durante la seduta del consiglio municipale del Ponente, scatena la reazione indignata di Carlo Besana, storica guida del Consorzio Pianacci che oggi continua a gestire gli spazi sulle alture di Prà grazie a continue proroghe (la prossima scade a dicembre 2012) in attesa del rinnovo della concessione di affidamento, senza la quale è impossibile fare chiarezza sui ruoli di ognuno (Comune di Genova e Consorzio) e, di conseguenza, pianificare un programma di eventi che nel recente passato ha contribuito a trasformare il Cep da luogo marginale e, nell’immaginario collettivo una periferia degradata, in fondamentale centro di aggregazione per il Ponente.

    Al centro della discussione del Municipio Ponente c’era la proposta del Programma triennale 2013-14-15 e dell’elenco annuale 2013 dei Lavori pubblici previsti nel territorio di riferimento, illustrati dall’assessore Anna Maria Dagnino che, per l’occasione, sostituiva l’assessore competente, Gianni Crivello.
    «Quando ho sentito che il comune stanziava 40 mila euro sono sobbalzato sulla sedia – racconta Besana – Perché solo alcuni mesi fa, parlando con l’ex assessore Mario Margini, gli ho illustrato un preventivo per lo stesso intervento che prevedeva la spesa di circa 10 mila euro».
    Stiamo parlando di lavori improcrastinabili per migliorare l’impianto acustico del PalaCep che nei mesi scorsi ha creato alcuni problemi con il vicinato. Una questione che coinvolge in prima persona lo stesso Besana, alle prese con una denuncia per disturbo della quiete pubblica.
    «Abbiamo deciso di far installare un sofisticato sistema americano che impedisce di alzare il volume oltre il limite di decibel previsto per legge – spiega Besana – Nell’estate 2011, il preventivo di una azienda che opera nel settore con grande successo professionale, era di 8 mila 420 euro più Iva. Mi devono spiegare per quale motivo la somma sia quadruplicata».

    Qualcuno – probabilmente con l’intento di magnificare i lavori a favore del Cep – ha smascherato un nodo da approfondire. Per fortuna, alla seduta del consiglio era presente Carlo Besana che, pensando ad un errore grossolano, ha subito chiesto spiegazioni. Anche il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha mostrato parecchie perplessità e ha votato contro la proposta, ma alla fine il documento è stato approvato dal consiglio municipale.
    «Qualche consigliere ha fatto notare che sarebbe necessario ricostruire le singole voci di spesa – spiega Besana – anche perché, oltre a questo, potrebbero esserci ulteriori errori».

    «Il giorno dopo ho subito scritto all’assessore Dagnino, inviandole copia del preventivo – aggiunge Besana – è opportuno fare chiarezza. Non possono essere accettate tali cifre sospette quando di mezzo ci sono i soldi pubblici dei cittadini».

    L’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Crivello, fornisce la sua versione dei fatti «I 40 mila euro non si riferiscono solo all’impianto acustico. Stiamo parlando di 2 distinti interventi: 10 mila euro per l’impianto, 30 mila euro, invece, sono stanziati in vista della futura realizzazione di una gradinata telescopica».

    «Ovviamente 30 mila euro non sono sufficienti per questo secondo intervento, sarà necessario un investimento maggiore – sottolinea Crivello – però, nel frattempo, accantoniamo le risorse per raggiungere lo scopo prefissato, senza il rischio di perderle».

    «Sarei ben felice se, davvero, il denaro servisse per la gradinata telescopica – replica Besana – Sono tanti i lavori sulla struttura del PalaCep rimasti in sospeso, quindi ben vengano nuove risorse. Ma non posso fare a meno di ricordare che l’assessore Dagnino ha precisato che i 40 mila euro sono stanziati esclusivamente per l’impianto di diffusione sonora, così come sta scritto nero su bianco nella delibera ufficiale».

    Secondo Besana è necessario che nel programma triennale dei Lavori pubblici sia specificata con precisione anche la destinazione dei 30 mila euro «Onde evitare che in seguito vengano utilizzati ad altri fini». L’assessore Crivello assicura «Me ne occuperò personalmente al più presto».

     

    Matteo Quadrone

  • Quezzi, accesso a via del Molinetto: gli abitanti scrivono alle istituzioni

    Quezzi, accesso a via del Molinetto: gli abitanti scrivono alle istituzioni

    Attendono una risposta da oltre 1 anno, quando, nel novembre 2011, la furia dell’acqua devastò lo storico ponte d’accesso a via del Molinetto, sulle alture di Quezzi, si sono visti prospettare un intervento risolutivo già nell’estate scorsa, ma finora gli abitanti dell’antica creuza rimangono privi della completa possibilità di movimento a causa della presenza di una scalinata in pietra quale unico passaggio pedonale per entrare ed uscire di casa (leggi l’inchiesta di Era Superba).

    Per questo si sono attivati con una raccolta firme e hanno spedito una lettera agli indirizzi mail del Sindaco del Comune di Genova, Marco Doria, dell’assessore comunale ai Lavori pubblici, Gianni Crivello e del Presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando.
    Inoltre hanno inviato la missiva anche al Prefetto di Genova, Giovanni Balsamo.

    L’obiettivo è avviare al più presto il promesso percorso partecipativo in merito al progetto – promosso da Coopsette e Regione Liguria – che prevede la realizzazione di una rampa carrabile alternativa al ponte.

    Esigenza ribadita da una mozione approvata dal consiglio del Municipio III Bassa Valbisagno.

    L’assessore ai Lavori pubblici, Gianni Crivello, rispondendo ad un’interrogazione a risposta scritta presentata dal consigliere Antonio Bruno (Fds), conferma «È intenzione di questo assessorato garantire la massima partecipazione della collettività interessata in sede ed approvazione dell’intevento».

     

    Di seguito il testo della lettera:

    Vorrei evidenziare l’urgenza di una situazione limite nel nostro Comune.
    Vivo a Quezzi, in Via del Molinetto.
    L’accesso alla Via dove abito è costituito da un Ponte, parzialmente danneggiato dalla piena è interrotto dal 4 novembre 2011, non essendo stato ripristinato l’unica alternativa a questo è una scalinata, non da tutti superabile autonomamente. Come me una 50ntina di famiglie sono state ridotte in condizioni di sentirsi “ostaggio” di una barriera architettonica.

    Da un anno oramai la mia qualità abitativa è molto peggiorata:

    – non potendo utilizzare neanche i mezzi agricoli per trasportare cose e materiali sino a casa, pur avendo subito danni da riparare e dovendo provvedere a costanti manutenzioni;
    – non avendo la sicurezza di un rapido soccorso o di una praticabile fuga in caso di emergenza di qualunque tipo, pur vivendo in una zona a rischio dove l’abbandonar rapidamente la casa è previsto dalle normative;
    – non potendo realizzare neanche più il valore originale dell’immobile deficitario oramai di un accesso civilmente accettabile.

    Credo sia necessario che le Istituzioni, in primis il Comune di Genova con gli Assessori e i Tecnici responsabili,
    chiariscano pubblicamente a me a agli Abitanti delle Vie coinvolte (almeno tre: Via del Mulinetto, Viale Canessa, Via MottaChiusura) quali sono le prospettive reali e i tempi necessari per risolvere questa grave e illegale situazione,
    in cui ci troviamo nostro malgrado da troppo tempo.

    Come proposto da un Consigliere FdS/RC del Municipio III e recepito pienamente dal Consiglio di Municipio III e dal suo Presidente, non è procrastinabile ulteriormente un percorso di partecipazione urbanistica che preveda la consultazione degli Abitanti e la diffusione delle Informazioni su Intervento e Tempi di realizzo, già previsto in essere per questo periodo.

    Grazie dell’attenzione,
    in attesa di un positivo riscontro

  • Municipio Centro Ovest: cercasi volontari del verde

    Municipio Centro Ovest: cercasi volontari del verde

    Volontari del verde chiamati a raccolta dal Municipio Centro Ovest per difendere gli spazi pubblici del territorio.

    L’amministrazione pubblica, alle prese con la costante carenza di risorse economiche, da sola non riesce a garantire un’adeguata manutenzione.

    Per questo motivo si rivolge direttamente ai cittadini che abbiano tempo e soprattutto voglia di dedicarsi alla cura delle aree verdi sparse sul territorio municipale, alcune delle quali versano in condizioni di pesante degrado.

    Per informazioni:
    Carmelo Citraro –Vice Presidente e Assessore al Verde del Municipio II Centro Ovest

    ccitraro@comune.genova.it–cell. 3316991602

    Ufficio tecnico del Verde del Municipio Centro Ovest –Via Sampierdarena, 34 –3°piano

    Tel. 01055 78752 –01055 78749

     

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Smack!: Prà, Sestri Ponente, Lagaccio i fumetti si alleano con il sociale

    Smack!: Prà, Sestri Ponente, Lagaccio i fumetti si alleano con il sociale

    Fumetti «Pensiamo che ogni realtà, anche un festival come quello del fumetto, abbia il dovere di contribuire, a proprio modo, alla vita della comunità», è così che nasce una piccola rassegna di eventi tra il sociale e il fumetto, tutti realizzati in modo volontario da parte degli organizzatori, dei disegnatori ospiti e delle realtà territoriali.

    Tra fine novembre e gennaio SMACK!, la Fiera del Fumetto di Genova promuove – insieme al centro di aggregazione I Corsari delle Lavatrici, il centro di aggregazione I Piccoli Diavoli di Sestri Ponente, l’associazione Quartiere in Piazza del Lagaccio, i disegnatori di “Un Fatto Umano”, la disegnatrice genovese Chiaretta, il disegnatore Giovanni Bruzzo (Bonelli), la Scuola Chiavarese del Fumetto, Progetto Yepp – tre eventi che uniscono ognuno 1 realtà sociale, 1 disegnatore di fumetti, 1 avvenimento, 1 tema.

     

    Gli eventi di SOCIAL SMACK!, tutti aperti e gratuiti fino al raggiungimento del numero indicato, sono:

    I disegni italian/manga al centro per minori delle “Lavatrici”

    ___ 26 novembre e 3 dicembre. Presso il centro I Corsari, al centro civico San Pietro (Lavatrici, sulle alture di Prà) dalle ore 17 alle ore 18,30 laboratorio di 2 incontri sul disegno a fumetti tenuto da Chiaretta.

    Aperto ai bambini/ragazzi de I Corsari e, fino al raggiungimento delle 15 adesioni, ad altri partecipanti.

    Info: Enrico 3476419212

    Il centro di aggregazione I Corsari è un servizio del Centro Servizi Minori e Famiglie del Municipio Ponente, destinato ai minori dai 6 ai 17 anni, aperto il martedì ed il venerdì dalle 15,30 alle 19. Il centro lavora in un contesto difficile ed isolato come le Lavatrici di Prà, fornendo un contributo fondamentale per creare nuove opportunità sociali e momenti di condivisione.

    Chiaretta

    Chiara è una disegnatrice genovese che ha un suo pubblico negli appassionati del fumetto in stile giapponese “manga”. Produce storie autoprodotte o per editori del settore e la sua filosofia è di disegnare in stile manga storie dal contenuto occidentale. Per lei infatti non è possibile narrare storie di una cultura lontana senza conoscerne profondamente tutte le implicazioni. Attualmente a Genova tiene un corso per Accademia Manga.

     

    Gli autori genovesi di “Un Fatto Umano”, la storia a fumetti di Falcone e Borsellino (Einaudi) al Lagaccio

    ___ incontro con gli autori il 29 novembre, alle ore 21, presso la “casetta” dell’Associazione Quartiere in Piazza, Piazza dei Popoli, (da via Napoli all’incrocio con via Vesuvio).

    Aperto a tutti.

    L’associazione Quartiere in Piazza è nata con la realizzazione dei giardini all’incrocio tra via Napoli e via Vesuvio, con lo scopo di gestire questo nuovo spazio, ossigeno puro per un quartiere compresso come il Lagaccio, si occupa di promuovere animazione sociale, incontri con famiglie, percorsi culturali e di integrazione.

    Alessandro Parodi e Fabrizio Longo

    I genovesi Parodi e Longo hanno realizzato la storia/libro a fumetto “Un Fatto Umano”: il racconto di Falcone e Borsellino, trasfigurati in uomini/animali che porta in tavole la drammaticità e la bellezza della storia dei due eroi nazionali.

    Il libro è un fenomeno, oltre che di cultura, anche editoriale avendo avuto, ad oggi, un riscontro di vendite di circa 11.000 copie tra Italia e Francia.

     

    Il disegnatore della Bonelli di Tex, Dampyr, Mister No e altri incontra i ragazzi de I Piccoli Diavoli

    ___ Presso il centro I Piccoli Diavoli, due martedì di gennaio 2013, in via Vado 21/1, a Sestri Ponente laboratorio di 2 incontri sul disegno a fumetti tenuto da Giovanni Bruzzo, noto disegnatore Bonelli. Bruzzo incontrerà per due pomeriggi i ragazzi interessati alla professione disegnatore. Nei due incontri, oltre a dare alcuni consigli e indicazioni su come disegnare Bruzzo parlerà di come si arriva a disegnare e a lavorare nel mondo dei comics.

    info 3807504407

    Il Centro di Aggregazione Giovanile “I Piccoli Diavoli” è un servizio a libero accesso per i giovani, fa parte dei servizi del Centro Servizi Minori e Famiglie del Municipio Medio Ponente ed è inserito all’interno delle Politiche Giovanili della Regione Liguria .

    Situato in via Vado 21/1 a Sestri Ponente apre Lunedì e Venerdì dalle ore 13 – 18 ,Martedì 13 – 21 e si rivolge alla fascia di età 11 – 18 anni.

    Il centro offre ai ragazzi diverse opportunità di percorsi personali e laboratoriali. L’equipe dei Piccoli Diavoli lavora in connessioni con le reti associative, famigliari, istituzionali della zona.

    L’iniziativa sarà supportata e promossa anche dal gruppo YEPP locale.

    YEPP è un progetto internazionale presente da diversi anni anche a Cornigliano che mira a migliorare la qualità della vita dei Giovani nei territori in cui vivono. Si basa sul concetto di Sviluppo di Comunità, ossia sull’idea che la Comunità e i Giovani del Territorio sappiano di cosa c’è bisogno e abbiano solo bisogno di uno stimolo per acquisire il potere di migliorare il proprio territorio (Empowerment). L’altro concetto di fondo è quello della partnership. Mettendo insieme vari soggetti (pubblici, privati e del terzo settore) si riescono ad ottenere risultati di gran lunga superiori rispetto a quando si lavora individualmente.

    Giovanni Bruzzo

    Genovese, classe 1961, protagonista della scena genovese e animatore culturale è diventato uno dei disegnatori di riferimento del mondo Bonelli.

    Tex, Mister No, Dampyr alcuni dei personaggi di cui ha disegnato indimenticabili storie. Il suo stile è tra quelli riconosciuti e apprezzati dagli appassionati, collezionisti e caratterizza le storie in modo forte e originale.

    Prezioso il suo intervento in questo progetto per la possibilità di raccontare ai ragazzi la quotidianità, il “dietro le quinte”, le caratteristiche della professione del disegnatore.

  • Prà: gli spazi del Cep ospitano la festa della Comunità albanese

    Prà: gli spazi del Cep ospitano la festa della Comunità albanese

    Un grande evento per la comunità albanese residente in Liguria (15 mila persone distribuite tra le 4 province) ma non solo, andrà in scena Domenica 25 novembre a partire dalle ore 16 al PalaCep di Prà (via della Benedicta) dove è previsto il concerto degli artisti albanesi Pajtim Struga, Milva Doraci e Aida Cara.

    Grazie alla disponibilità degli spazi finora gestiti dal Consorzio Pianacci, questa giornata sarà un’occasione per dimostrare che è possibile realizzare momenti di reale integrazione, incontro e scambio di esperienze tra cittadini di culture diverse che quotidianamente vivono e lavorano nei medesimi luoghi.

    Purtroppo, a causa di alcune note vicende, ultimamente il Consorzio Pianacci non ha più potuto organizzare propri eventi (vedi l’intervista a Carlo Besana), ma nello stesso tempo è orgoglioso di ospitare simili iniziative che consentono di non abbassare la luce dei riflettori su un fondamentale luogo di aggregazione per il ponente genovese.

    Per la festa di Domenica 25 novembre «Ci attendiamo un migliaio di persone, soprattutto giovani – spiega Antonietta Di Rienzo, presidente del Comitato Internazionale Migranti nel Mondo che organizza l’evento insieme all’associazione Fratelli nel Mondo – Nel 2008 per un evento simile al Mazda Palace erano arrivate oltre 2500 persone provenienti da tutto il Nord Italia».

     

    Matteo Quadrone

  • Bassa Valbisagno: Municipio investe per messa in sicurezza scuole

    Bassa Valbisagno: Municipio investe per messa in sicurezza scuole

    Il consiglio del Municipio III Bassa Val Bisagno, sul finire dello scorso ottobre, ha approvato all’unanimità la programmazione relativa al piano degli investimenti in conto capitale 2012, decidendo di investire soprattutto in “cultura”, ovvero in interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza delle scuole.

    In totale parliamo di circa 281 mila euro, fondi a disposizione del Municipio per lavori di manutenzione straordinaria sul territorio di riferimento, dei quali circa ¾ saranno destinati a questo scopo. La restante quota, invece, sarà utilizzata per i sedimi stradali – tra i quali è compreso il rifacimento del primo tratto della mattonata di Salita Costa dei Ratti – e la riqualificazione di alcune aree verdi.

    Nel dettaglio gli edifici scolastici interessati sono: Scuola XII Ottobre (via Galeazzo 26), Scuola Papa Giovanni XXIII (piazza G. Ferraris 4), Scuola elementare C. Battisti (via Donghi 10), Scuola elementare G. Marconi (piazza Martinez 4), Scuola media Usodimare (via Berghini 1), Scuola media Cambiaso (viale V.C. Bracelli 59), Scuola media ex Govi (via Pinetti 68).

    Per quanto riguarda il verde si procederà al recupero di un magazzino comunale con annesso piazzale in viale Bracelli, un’area adiacente alle scuole Cambiaso e Fanciulli, interessata da una riqualificazione che garantirà nuovi spazi a disposizione di alunni e abitanti della zona.

    Ma l’operazione forse più importante – perché rappresenta una sorta di rivoluzione rispetto alla prassi consolidata – sarà il rifacimento di Salita Costa dei Ratti, un’antica creuza mattonata nella parte alta di Quezzi. Solitamente, infatti, il recupero di questi percorsi storici comportava una loro pesante cementificazione con i conseguenti pericoli di impermeabilizzazione che in molti casi li hanno trasformati in veri e propri “canali” (vedi via del Molinetto, oggi alle prese anche con la mancanza del ponte).

    Circa 40 mila euro serviranno per il 1° lotto di regimentazione parziale delle acque piovane e la sistemazione del primo tratto di mattonata. Anche in questo caso qualcuno aveva proposto di asfaltare la creuza ma per fortuna, come ricorda Giuseppe Pittaluga, consigliere (Fds) del Municipio Bassa Valbisagno «Ha prevalso una nuova linea quella di una maggiore attenzione al rischio di incanalamento dell’acqua piovana. Si tratta solo di una prima parte di mattonata ma è un’inversione di rotta davvero significativa».

    «Lo “spaccato genovese”, a livello tecnico, è quello più difficile da realizzare – spiega Giuseppe Pittaluga – bisognerà fare uno studio accurato per capire quale tipologia di selciato è più funzionale ai fini di minimizzare il rischio idrogeologico. Ad esempio a Sant’Ilario hanno utilizzato una mescola di cemento, complementare alla presenza dei tombini, che aiuta a far fluire l’acqua, lasciando al loro posto i mattoni centrali».

     

    Matteo Quadrone

  • Diamante, Casa Ambientale: educazione alla sostenibilità

    Diamante, Casa Ambientale: educazione alla sostenibilità

    Nel febbraio scorso in via Maritano, nel quartiere Diamante a due passi dalla “Diga”, è stata inaugurata la Casa Ambientale (vedi l’approfondimento di Era Superba), uno spazio che il Municipio Valpolcevera intende destinare ad un progetto ampio e strutturato di educazione allo sviluppo sostenibile, fruibile dall’intera città di Genova.

    Dopo alcuni mesi di silenzio, finalmente, nei prossimi giorni partiranno le nuove attività. Venerdì 23 novembre, infatti, sarà presentata la mostra fotografica sugli orti urbani in Val Polcevera (visitabile fino al 20 dicembre con orari di apertura settimanali concordati con l’Associazione Diamante) e si svolgeranno alcuni laboratori didattici gratuiti sulla semina in serra, rivolti alle scuole.

    «La creazione di un laboratorio permanente di idee (seminari, convegni, tavole rotonde), esperienze dirette e di studio assume particolare significato in Val Polcevera e soprattutto nel quartiere Diamante – sottolinea Patrizia Palermo, assessore del Municipio Valpolcevera – Lo sviluppo industriale, urbano (quest’ultimo particolarmente incisivo) e sociale in tale porzione della città permette di avviare percorsi di riflessione importanti per un ripensamento di politiche non sempre rispettose del contesto ambientale e sociale locale. Il laboratorio è lo spazio della sperimentazione e il quartiere Diamante è l’emblema della necessità di sperimentare nuovi spazi fisici, architettonici e sociali».

    Il centro di educazione ambientale sorge dalle ceneri di un’antica casa rurale a due piani completamente ristrutturata. La nuova costruzione è dotata di pannelli fotovoltaici e solare termico, una serra riscaldata ed un sistema di recupero dell’acqua, il tutto in uno spazio completamente coibentato. Gli altri locali, a breve, diventeranno sale per esposizioni e conferenze, aula didattica, biblioteca e zona lettura.
    Gli orti urbani collocati nei pressi della Casa, lungo le “fasce” che scendono verso valle, sono stati assegnati alla cittadinanza e la loro presenza permetterà di intraprendere un percorso educativo sulle tecniche di compostaggio e le tecniche di irrigazione tramite la raccolta dell’acqua piovana.

    L’evento organizzato dal Municipio Valpolcevera Venerdì 23 Novembre – con il patrocinio ed il contributo finanziario del Comune di Genova (Assessorato all’Ambiente) ed il patrocinio della Commissione Nazionale italiana per l’UNESCO – si colloca nell’ambito della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile (19-25 Novembre 2012) dedicata quest’anno al tema Madre Terra: Alimentazione, Agricoltura ed Ecosistema. Un’occasione per condividere competenze, sensibilità e conoscenze per salvaguardare il nostro patrimonio naturalistico, culturale e sociale, nonché la nostra salute, grazie ad un’alimentazione basata su prodotti sani e coltivati direttamente in loco.
    Sono in programma anche azioni di riduzione dei rifiuti, con particolare riferimento all’utilizzo della compostiera, visto che la giornata è inserita nella Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (17-25 novembre 2012).

    «L’iniziativa di venerdì ha una triplice finalità – spiega l’assessore Palermo – presentare la realtà positiva degli orti urbani in Val Polcevera; coinvolgere i bambini tramite il laboratorio sulla coltivazione e alimentazione; illustrare il progetto, di ampio respiro, inerente la creazione del laboratorio permanente di educazione allo sviluppo sostenibile».

    La realtà della Val Polcevera, collinare e con spazi rurali dedicati agli orti urbani «È idonea per intraprendere un percorso sulle future prospettive di approfondimento delle problematiche connesse all’educazione allo sviluppo sostenibile», sottolinea Palermo. I sistemi di produzione energetici presenti nella Casa ambientale e negli orti «Permettono un percorso visivo “dalla tradizione all’innovazione” nella coltivazione», spiega l’assessore.

    I prodotti della terra, quale risorsa per l’alimentazione sana, formeranno l’oggetto principale del laboratorio “Semino, raccolgo, mi alimento: dal basilico al pesto”, che si svolgerà con gli alunni durante la mattina del 23 novembre. «L’obiettivo è far vivere ai bambini l’esperienza della semina del basilico (in appositi vasetti), la raccolta di quello già coltivato e cresciuto, la preparazione del pesto al mortaio – racconta Patrizia Palermo – I vasi in cui verrà seminato il basilico verranno donati ai bambini in modo che questi ultimi possano assistere, a scuola oppure a casa, alla crescita delle piantine».

    Grazie al supporto del Comune di Genova (Assessorato all’ambiente) dal 26 novembre al 20 dicembre sono stati organizzati altri 4 laboratori didattici sulla semina in serra, indirizzati alla scuola dell’infanzia ed elementare. Esperienze teoriche e pratiche che metteranno al centro la terra ed i suoi organismi, il compost e le affinità con il bosco, i diversi tipi di semi e la realizzazione di vasetti per la semina con materiali di recupero.
    «L’osservzione diretta consente ai bambini di comprendere i fondamenti dell’educazione allo sviluppo sostenibile, volti ad incentivare un utilizzo più attento e rispettoso delle risorse naturali – conclude l’assessore Palermo – Ma non solo. Alimentarsi con ciò che è stato prodotto permetterà loro di comprendere l’importanza di mangiare prodotti sani e locali di cui si conoscono ingredienti e modalità di produzione».

     

    Matteo Quadrone