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  • Teatro e social network: come si comunica un evento culturale?

    Teatro e social network: come si comunica un evento culturale?

    teatro_twitterFattiditeatro è un blog nato nel 2008 (inizialmente solo come pagina Facebook) per segnalare i migliori spettacoli delle principali città italiane, proporre recensioni e mettere in contatto operatori, spettatori e appassionati. Non solo. Il suo fondatore Simone Pacini negli ultimi mesi ha girato l’Italia proponendo il format #comunicateatro: un workshop per illustrare nuovi approcci di comunicazione delle attività culturali, che attraverso Internet e i social network possono essere a basso costo e diffuse ad ampio raggio (in gergo: virali).

    Simone Pacini, che da anni si occupa di comunicazione e organizzazione in ambito teatrale e culturale, terrà un incontro su questo tema a Villa Bombrini mercoledì 20 marzo 2013: un workshop mattutino (ore 10-14) che precede il primo convegno ligure di Cre.Sco cui partecipano realtà indipendenti quali Tilt e Teatro Akropolis. Un’anticipazione al workshop vero e proprio che si terrà a Genova il 4 e 5 maggio, a cura di Tilt.

    Come racconta Simone, «Conosco poco la realtà genovese e questi due appuntamenti saranno l’ideale per colmare questa lacuna. Tempo fa sono stato al Teatro della Gioventù e mi ha colpito – positivamente – vedere così tanta gente a teatro, soprattutto rispetto ad altre realtà locali che fanno i conti con la scarsità di spettatori. Non credo sia solo una questione di programmazione. Sono andato dopo l’edizione genovese delle Buone pratiche l’anno scorso: ho seguito gli interventi e ho notato una certa vitalità della scena indipendente ligure e una notevole voglia di fare rete. Purtroppo però quando mi affaccio ai siti web (ma questo è un problema che esiste in tutta la nazione) li vedo poco dinamici, poco comunicativi e poco user friendly. Anche sui social c’è ancora poca condivisione e discussione. Questo non aiuta, la rete reale ha bisogno della rete virtuale per esistere. Basti pensare al fenomeno dei meet up da cui è partito il Movimento 5 stelle».

    Proviamo ad analizzare con lui i punti salienti della giornata. Anzitutto, i social network possono coesistere con le tradizionali forme di promozione (ufficio stampa, pubblicità, etc) o finiranno per sostituirle? «Si tratta di un affiancamento inevitabile, ma auspico che nel futuro prossimo si invertano i ruoli: meno informazione e pubblicità, più potere al cittadino/utente/spettatore che con gusto e spirito critico diventa il miglior mezzo per comunicare e promuovere, grazie soprattutto alla rete di contatti sul web. Non a caso il concetto di societing sta facendo scomparire quello di marketing o almeno lo sta ridefinendo in un’ottica social. Ma è riduttivo collegare i social media 2.0 solo alla promozione. Tutte le novità tecnologiche ridefiniscono il rapporto fra uomo e territorio in un’ottica più partecipativa e ludica».

    Secondo Simone, i teatri dovrebbero imparare a gestire “internamente” la comunicazione, senza affidarsi ad agenzie o professionisti esterni ma formando persone che vivano giorno per giorno la realtà del teatro: «Credo che, per quanto riguarda il 90% delle realtà culturali, la gestione debba essere interna. Il nostro è un mondo in cui l’artigianalità fa ancora la differenza, non solo in scena. La passione si deve unire alla competenza. Credo che sia fondamentale inoltre metterci la faccia senza essere autoreferenziali. Bisogna imparare a fare economie, ottimizzando il tempo e le risorse, e a usare bene tutti gli strumenti “zero budget” che abbiamo a disposizione, impensabili prima dell’avvento del 2.0. Anzitutto va chiarito come dividersi i compiti sulla comunicazione, per ottimizzare le risorse e potenziare i risultati. Spesso questo non accade e i messaggi escono confusi, duplicati. E soprattutto si perde tempo prezioso».

    Un concetto che vale non solo per i teatri, ma anche per i singoli professionisti: «Personalmente sono d’accordo con un’artista che si promuove in prima persona. È un approccio molto anglosassone e “market oriented”. In Italia facciamo ancora fatica a considerare il teatro in un’ottica di mercato. Mi piacerebbe vedere i direttori artistici degli Stabili su Twitter, come fanno i politici e i direttori delle maggiori testate giornalistiche, invece sono sfuggenti e irraggiungibili».

    Infine, due parole su un progetto strettamente collegato a #comunicateatro, Urban Experience: «È un’associazione che a sede a Roma, ma che opera su tutto il territorio nazionale, con cui collaboro da circa un anno. Per spiegare bene il concetto di crossmedialità mi pare opportuno
    descrivere il progetto Teatri della Memoria, che ha avuto una prima parte in gennaio e si concluderà con una seconda parte dal 3 al 7 aprile. Abbiamo messo in relazione le diverse generazioni e i cittadini con il loro territorio attraverso la commistione di nuovi e vecchi media. Abbiamo intervistato gli anziani chiedendo loro i ricordi sulla vita in uno specifico quartiere (Municipio) di Roma 50 o 60 anni fa. Abbiamo messo le interviste su un geoblog (un blog che permette di “scrivere storie nelle geografie” ovvero geolocalizzare i post). In seguito abbiamo fatto delle passeggiate (Walk Show) nello stesso Municipio con bambini, adolescenti e adulti. Si è trattato di passeggiate peripatetiche dove le conversazioni camminanti venivano condivise al gruppo armato di radio cuffie, dentro le quali venivano trasmesse anche le interviste fatte agli anziani, per partecipare il territorio non solo con lo sguardo. Abbiamo usato Twitter per metterci in relazione tra di noi e verso l’esterno. I nuovi media sono l’ideale per congiungere i concetti di “Memoria, Reti e Territorio”, per un uso urbano della crossmedialità».

    Marta Traverso

    [foto realizzata da Fattiditeatro]

  • Turismo in Liguria: una Wikipedia per raccontare borghi e paesaggi

    Turismo in Liguria: una Wikipedia per raccontare borghi e paesaggi

    GenovaIL PRECEDENTE

    Febbraio 2012: l’Agenzia Regionale di promozione turistica In Liguria lancia un portale web denominato Il turismo che vorrei, con lo scopo di valorizzare questo importante ambito della nostra economia attraverso la collaborazione con operatori del settore, cittadini e turisti. Il sito è presentato ufficialmente alla Borsa Internazionale del Turismo, che si tiene ogni anno a Milano.

    Chiunque può accedere al sito ed esprimere opinioni e idee, che verranno raccolte ed elaborate come base per il piano turistico triennale della Liguria, che per la prima volta verrà redatto non tanto sulla base di “riunioni fra pochi addetti”, ma tenendo conto delle proposte reali che verranno presentate sul sito.

    Il sito è realizzato con il supporto dello Studio Giaccardi & Associati di Ravenna, che ha coordinato il progetto Liguria Turismo Bottom-up (dove l’espressione bottom-up significa alla lettera “dal basso verso l’alto”): in primo luogo è stata fatta un’analisi dei dati relativi al turismo in Liguria negli ultimi anni e a come le persone utilizzano Internet per avere informazioni sulle località turistiche, effettuare prenotazioni e così via.

    Si è in particolare analizzato quali sono le parole più cercate su Google dai turisti (al primo posto hotel, mentre mare è al 17° posto), confrontando queste parole con località turistiche della Liguria e delle regioni confinanti. Per esempio, se la parola più ricercata è hotel – seguita dalle varianti b&b, agriturismo, etc – un portale turistico deve dare ampia rilevanza anzitutto a questo aspetto e nel lungo periodo cercare suggerimenti su come migliorare l’offerta del settore hotelerie.

    Giugno 2012: il sito Il turismo che vorrei ha prodotto 115 articoli e 185 commenti, conta 257 iscritti fra istituzioni, operatori di settore e cittadini, ed è stato visitato complessivamente da 4.860 persone (per un totale di 34.370 pagine visualizzate). La durata media di una visita sul sito è 4′ 10”, segno che chi ha consultato Il turismo che vorrei ha dedicato molto tempo a leggere i diversi articoli ed esprimere la propria opinione.

    10 ottobre 2012: si svolge a Genova la Conferenza Regionale del Turismo, durante la quale viene redatto il Manifesto dei valori e delle finalità del turismo. Dodici punti per invitare le istituzioni centrali a valorizzare il turismo come parte integrante dell’economia nazionale ed europea (il Pil turistico europeo è il 10% del totale e genera il 12% dell’occupazione), come creazione di opportunità di lavoro, valorizzazione del patrimonio culturale e artistico. Nel corso della giornata viene dato ampio spazio all’analisi dei dati relativi al turismo in Liguria e alla presentazione del progetti online che riguardano la promozione turistica. In particolare, si cerca di rispondere alla domanda “Che cosa pensano, cercano e desiderano trovare i turisti che frequentano il web?“.

    27 novembre 2012: il Consiglio Regionale approva all’unanimità il Piano turistico 2013-2015, realizzato sulla base dei dati raccolti sul portale tra gennaio e giugno 2012.

    IL PRESENTE

    4 marzo 2013: la Regione presenta a Milano il piano turistico triennale, che ha come punto di partenza il proseguimento delle azioni di promozione del brand Liguria grazie a un budget di 5 milioni di euro.

    L’evoluzione de Il turismo che vorrei è una vera e propria Wikipedia del turismo: una piattaforma che prende a modello le caratteristiche del wiki, ovvero un documento web i cui contenuti sono scritti, sviluppati e modificabili da tutti coloro che vi hanno accesso. «”Il turismo che vorrei” si è rivelato un efficace canale di ascolto per dialogare con associazioni di categoria, operatori del turismo e cittadini, che hanno l’opportunità di dialogare fra loro e con la Regione, poiché l’Assessore Berlangieri e gli addetti del Dipartimento Turismo della Regione partecipano in prima persona al sito», spiega Francesca Montaldo di In Liguria.

    Potenziare il wifi gratuito per cittadini e visitatori, creare offerta turistica vincolata non solo alla stagione balneare (quello che in gergo tecnico si definisce turismo all-season), sostenere le aziende che lavorano nel settore e ridare valore al patrimonio culturale e paesaggistico della Liguria. Questi sono gli obiettivi principali del progetto, che vede impegnato in prima linea l’Assessore Angelo Berlangieri in collaborazione con l’Agenzia In Liguria e lo studio Giaccardi & Associati.

    «Per la prima volta un documento programmatico (il piano turistico triennale 2013/2015, ndr) è stato approvato all’unanimità dal Consiglio di una Regione – spiega Giuseppe Giaccardi – Si tratta di un segnale molto importante, perché questo progetto ha ricreato la frattura che si era generata nel tempo fra istituzioni e operatori del turismo: ognuno aveva la possibilità di scrivere liberamente sul sito le proprie idee e opinioni, da questo coinvolgimento sono emerse informazioni genuine che hanno permesso alla Regione di proporre un piano realmente aderente alle necessità delle persone».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Senza slot: un sito web per combattere il gioco d’azzardo

    Senza slot: un sito web per combattere il gioco d’azzardo

    new_slot_doublePiù di mille persone venerdì scorso (1 marzo 2013, ndr) si sono radunate a Pegli per la manifestazione contro l’apertura della sala da gioco sostenuta dalla Comunità di San Benedetto al Porto, nonostante il Comune 24 ore prima ne avesse vietato l’inaugurazione.

    Un incontro pubblico, sostenuto anche dal Comune di Genova attraverso una lettera aperta dell’Assessore Elena Fiorini, che si è posto l’obiettivo di esprimere la contrarietà non solo all’apertura di Casinò e sale da gioco, ma anche alla presenza di slot machine all’interno di locali ed esercizi commerciali. Un progetto che si sposa con la lotta alla ludopatia che da tempo è attiva in vari Municipi.

    In affiancamento a tutto questo, negli ultimi giorni i genovesi hanno aderito numerosi all’appello del sito web Senza slot: una piattaforma creata da due informatici di Pavia e messa online appena due settimane fa (precisamente il 21 febbraio 2013), dove chiunque può segnalare locali privi di slot machine e apparecchi per il gioco d’azzardo, in modo che le persone che vogliono pranzare fuori o prendere un caffè – e al tempo stesso sostenere le campagne anti-ludopatia – possano sostenere quei locali che vietano al loro interno la presenza di tali macchinari.

    Slogan del progetto è Il caffè è più buono se il bar è senza slot. La home page del sito è una mappa dove le persone possono cercare il bar più vicino senza slot: i suoi autori dichiarano che l’obiettivo del progetto è – come si legge nelle Faq – «essere un deterrente per i gestori dei bar e soprattutto un incoraggiamento per chi resiste».

    Sono già oltre 400 i bar censiti su tutto il territorio italiano, in particolare Lombardia e regioni del Nord: potete dare un’occhiata ai locali di Genova già presenti e fare la vostra segnalazione. Un passo avanti per contrastare la presenza di slot machine nei locali.

  • Elezioni politiche 2013, Partito Preso: l’iniziativa genovese sul web

    Elezioni politiche 2013, Partito Preso: l’iniziativa genovese sul web

    elezioniMancano poche ore allo scadere della tornata elettorale: alle 15 di oggi chiudono i seggi e partirà lo spoglio che decreterà chi tra Pd, Pdl, Lista Monti, Movimento Cinque Stelle e le altre liste candidate sarà chiamata a guidare il nuovo Governo.

    Per gli indecisi dell’ultimo minuto, può venire in aiuto un sito web creato da tre studenti di Genova che cerca di mettere un po’ di ordine tra liste, candidati e programmi di queste elezioni politiche 2013.

    Partito Preso – creato da Guglielmo Cassinelli, Giacomo D’Alessandro, Gabriele Fusi – nasce con lo scopo di «avvicinare i giovani alla politica e incentivare un voto informato».

    In uno stile “minimal” sono presentati tutti i partiti attualmente in lizza: per ciascuno è possibile consultare il Manifesto programmatico e/o il programma elettorale completo, si possono leggere i nomi di tutti i candidati delle singole Regioni e si può inoltre sapere quali sono gli account social network ufficiali (Facebook, Twitter, YouTube) e quanti fan/follower/iscritti hanno.

    Un progetto che si associa a un’altra iniziativa di un gruppo di studenti di Genova, Politicometro, un sito web creato in occasione delle elezioni Comunali 2012 ma che sta seguendo anche le consultazioni nazionali.

    Dopo il voto, anche Partito Preso si occuperà di aggiornare i lettori sui risultati, con un focus sulle modalità di comunicazione di tutte le forze politiche, e in futuro vuole porsi come uno spazio pronto a svolgere lo stesso servizio in occasione di elezioni amministrative, referendum e altre campagne.

    Marta Traverso

  • Privacy, politica e cultura al tempo di Internet: conferenze al Ducale

    Privacy, politica e cultura al tempo di Internet: conferenze al Ducale

    Palazzo DucaleIl Web non si limita a collegare macchine, connette persone: questa frase pronunciata da Tim Berners-Lee, tra i creatori del termine World Wide Web, è lo slogan di Vivere in rete, una serie di conferenze che la Fondazione Edoardo Garrone tiene a Palazzo Ducale a partire da oggi. Un ciclo di incontri per indagare il web, le nuove tecnologie e le trasformazioni avvenute in campo culturale, politico, economico e sociale.

    Tutte le conferenze sono a ingresso libero e iniziano alle 21.

    Questo il programma dettagliato.

    13 febbraio: La bella brevità: la sintesi da Tacito a Twitter
    Beppe Severgnini

    27 febbraio: Anima e iPad
    Maurizio Ferraris

    11 marzo: Esiste ancora la privacy?
    Stefano Rodotà

    27 marzo: La democrazia al tempo del web
    Michele Ainis

    10 aprile: Le città intelligenti
    Carlo Ratti

  • Cuoca Gio: blog di cucina, ricette dolci e cake design

    Cuoca Gio: blog di cucina, ricette dolci e cake design

    seitanNegli ultimi tempi non si parla d’altro: dalle top ten in libreria ai programmi tv più seguiti fino ai siti web più cliccati, cucina e ricette sono il trend del momento. Probabilmente una delle “facce buone della crisi”, perché l’impossibilità di riempire i carrelli della spesa come un tempo spinge ad avere una maggiore attenzione rispetto a ciò che si mangia, ai valori nutrizionali e alla provenienza, a come preparare un piatto e così via.

    Allo stesso tempo sono sempre più le persone che scelgono di aprire un blog e renderlo un mezzo per comunicare la propria passione. A Genova abbiamo diversi esempi che vanno in questa direzione, rivolti soprattutto alla diffusione della cucina vegana.

    Un blog più onnivoro è invece quello della genovese Giorgia Bertagna, che nel 2010 ha aperto il suo CuocaGio – Aiuti in cucina e si sta specializzando nella produzione di dolci e nel cake design: «Ho visto amici e amiche che dopo essere andati a vivere da soli non erano in grado di cucinare al massimo un uovo fritto, ho pensato che sarebbe stato utile condividere la mia passione. Il blog mi impegna circa dieci ore la settimana, tra la scelta delle
    ricette, la selezione delle fotografie e la ricerca di piatti semplici, ma diversificati
    ».

    Il suo sogno nel cassetto è aprire un negozio, ma nel frattempo il blog sta trovando una certa notorietà, tanto che qualche giorno fa Giorgia è stata ospite in un programma tv di Sky (Casa Alice, sul canale Alice Tv): «Ho risposto su Facebook all’appello della presentatrice Franca Rizzi, che cercava food blogger. Mai e poi mai, mi sarei aspettata una chiamata, che invece è arrivata! Sono arrivata negli studi e sono stata accolta da una truccatrice e dall’executive producer: ho seguito la registrazione della puntata precedente tramite monitor e poi è toccato a me. Ho eseguito la mia ricetta e mentre mi venivano poste molte domande sul mio blog, sulla mia vita e sulla cucina ligure. Dopo poco, ho dimenticato di essere “in tv” e mi sembrava di essere a casa mia».

    Come si giudica dunque il “fenomeno” della cucina così imperante sui media? «Il fenomeno ha spopolato in quanto ci si può identificare nel protagonista e sapere che si può riprodurre in casa propria la stessa identica cosa, con lo stesso risultato. Sicuramente la crisi ha influito parecchio sul fenomeno, infatti spesso si parla di riciclo di alimenti o di pasti a poco prezzo. Idee utili per risparmiare e l’incitamento ad usare prodotti di stagione e a km zero possono aiutare in un momento così delicato».

    Giorgia dà poi alcuni consigli a chi vuole aprire un blog di cucina: parlare in maniera semplice e chiara, avere almeno una foto del prodotto finale o degli ingredienti, cercare di spiegare dettagliatamente e con ordine, proponendo anche varianti e alternative rispetto alle ricette “classiche”, scegliere piatti secondo la stagionalità e cercare di non prendersi troppo sul serio («di Carlo Cracco ce n’è uno solo!»).

    Infine, una veloce ricetta per un dolce da insegnare a un neofita assoluto della cucina. «Sciogliete il cioccolato tagliato in pezzetti abbastanza piccoli. Fatelo raffreddare continuando a mescolare. Aggiungete la panna a filo e mescolate, poi unite il rum e amalgamate il tutto. Infine, mettete gli amaretti sbriciolati finemente e fate riposare in frigo per circa 15 minuti. Una volta trascorsi, mettete in un piatto un paio di cucchiai di cacao amaro e in un altro lo stesso quantitativo di zucchero a velo. Formate delle palline e rotolatene metà nel cacao e metà nello zucchero a velo. Mettete in frigo per una mezz’oretta e servite».

    Marta Traverso

  • Elezioni politiche 2013: Primarie della cultura, i risultati

    Elezioni politiche 2013: Primarie della cultura, i risultati

    arte-scultura-RMQualche settimana fa il Fai (Fondo Ambiente Italiano) ha lanciato le Primarie della cultura, una votazione online per raccogliere proposte concrete da sottoporre ai candidati alle elezioni politiche 2013, che si terranno fra poco meno di un mese.

    Un progetto nato con l’obiettivo di sensibilizzare il prossimo governo sulla tutela dei beni culturali, dell’ambiente e dell’iniziativa di imprese e associazioni che vogliono sostenere il patrimonio artistico italiano.

    Le votazioni si sono chiuse alcuni giorni fa (lunedì 28 gennaio) raccogliendo oltre 100.000 adesioni che hanno portato alla “vittoria” di 5 proposte sul totale delle 15 presentate dal Fai:
    1) Non 1 di meno: quota minima 1% dei soldi pubblici per la cultura (17,5% dei voti)
    2) Chi tocca il suolo muore: stop al consumo del paesaggio (14,9% dei voti)
    3) Io non dissesto : piani certi per la sicurezza del territorio (9,5% dei voti)
    4) Agri-cultura: più lavoro e benessere a km zero (8,8% dei voti)
    5) Diritto allo studio, dovere di finanziarlo (7,8% dei voti).

    Marta Traverso

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Vinix: da Genova un social network per informazioni e vendita di vino

    Vinix: da Genova un social network per informazioni e vendita di vino

    bicchiere vinoIl 9 maggio 2007, quando Facebook e Twitter erano ancora un miraggio e Internet era usato soprattutto per fare ricerche e scambiarsi mail, nei dintorni di Genova è nato un sito web dedicato ad appassionati e professionisti del vino, che hanno la possibilità di conoscersi, scambiarsi opinioni e stringere collaborazioni anche commerciali.

    Vinix è attivo da allora come uno strumento fondamentale di interazione fra le aziende vinicole e tutti i componenti della filiera, che hanno la possiibilità di iscriversi gratuitamente al sito selezionando la propria categoria di riferimento: produttore, ristorante, birrificio, distributore, giornalista, consumatore e così via. Ognuno può caricare foto, video, recensioni e proposte, per trasformare Vinix in un punto di riferimento sull’eccellenza enogastronomica italiana.

    Un progetto genovese che però non si esaurisce a Genova, come ci spiega il suo ideatore Filippo Ronco: «Vinix ha oltre 10.000 iscritti ben distribuiti su tutto il territorio italiano e con diversi utenti che vivono all’estero. I “picchi” provengono dalle principali città, come Milano, Roma e Napoli». Una rete molto fitta di contatti che va ben oltre il web: da circa 10 anni si svolge al Porto Antico Terroir Vino, due giornate di conferenze e degustazioni che si terranno domenica 16 e lunedì 17 giugno 2013.

    Non solo spazio di discussione e confronto. Vinix ha da poco lanciato un nuovo strumento, denominato Vinix Grassroots Market, che offre agli utenti la possibilità di creare gruppi d’acquisto e comprare direttamente da 12 a 480 bottiglie in punti vendita selezionati dallo staff di Vinix, con gli stessi criteri che ogni anno portano alla scelta degli espositori di Terroir Vino. «Attualmente è possibile acquistare le bottiglie in 30 punti vendita – 28 cantine, 1 birrificio e 1 oleificio – ma il numero aumenterà nel tempo e garantirà agli acquirenti il massimo dell’eccellenza di aziende e prodotti».

    Uno strumento innovativo di social commerce, che a differenza dei comuni canali di vendita online sposa la filosofia dei GAS alle logiche dei social network. Ogni utente di Vinix può acquistare da solo, creare un gruppo di acquisto o aggregarsi a un gruppo già esistente, e da qui lanciare una cordata di acquisto verso uno dei punti vendita: maggiore è il numero delle bottiglie ordinate, maggiore è la scontistica che verrà applicata sul prezzo finale.

    Marta Traverso

  • Socialab TTT: come usare i social media per promuovere un evento?

    Socialab TTT: come usare i social media per promuovere un evento?

    Il primo impatto nella partecipazione a un evento di questo tipo sta nell’interessante (e apparente) contrasto fra il tema – social network, web, nuove tecnologie e forme di comunicazione – e la location: i Saloni delle Feste di Palazzo Imperiale, un Rollo di classe AA, nelle stanze che fino all’anno scorso ospitavano la sede di Liguria Style.

    Un palazzo costruito nel XVI secolo ma ritenuto troppo moderno dai “contemporanei”, come mi racconta il proprietario Raul Bollani, che in questi giorni ospita anche la mostra FlatOopolis di Isadora Bucciarelli, bellissime opere ispirate al racconto Flatlandia di Edwin Abbott Abbot e al film Metropolis di Fritz Lang (visitabile fino a lunedì 4 febbraio).

    Il terzo appuntamento di Socialab TTT – che si è svolto sabato 26 gennaio in contemporanea a Genova, Lecce, Milano, Roma e Bologna – è l’occasione per discutere su come utilizzare i social network nell’organizzazione di un evento. Prima, per farlo conoscere e stimolare il più alto numero possibile di partecipanti interessati; durante, per raccontare quanto sta avvenendo a chi non è presente; dopo, per fare il punto su com’è andato l’evento e mettere ordine nei feedback di chi vi ha preso parte.

    Al dibattito hanno partecipato tre realtà genovesi: Promoest, azienda specializzata nell’organizzazione di eventi congressuali, che ha illustrato l’uso dei social network in un contesto professionale; Suq Genova, uno degli eventi più noti del panorama cittadino che quest’anno giungerà alla 15a edizione; Associazione Il Ce.Sto, che da pochi mesi si sta impegnando nella riqualificazione dei Giardini Luzzati.

    Un dibattito ricco di spunti e suggerimenti, a partire da alcune domande. Ha senso creare un “evento” su Facebook, se poi chi clicca su Partecipa non si presenta? Un evento gratuito è di qualità inferiore rispetto a un evento a pagamento? Quanto è importante la comunicazione sul web e i social network per un’azienda o associazione che organizza eventi?

    Il dibattito pone l’accento sulle difficoltà per aziende e associazione di dedicare risorse (soprattutto economiche) per formare e retribuire una o più persone che si occupino esclusivamente della comunicazione. Più in generale, la comunicazione è vista ancora come un bene accessorio, di cui si può fare a meno rispetto a necessità ritenute più urgenti. Se è vero che un evento ben comunicato ma poco interessante non “vale la candela”, è altrettanto vero che la capacità di organizzare iniziative che portino valore aggiunto al territorio e alle persone va di pari passo con la capacità di trasmettere e far conoscere questi valori. In che modo? Comunicandoli con ogni mezzo possibile, inclusi i social network.

    Il prossimo evento di Socialab TTT si svolgerà a marzo, poche settimane dopo le elezioni, e riguarderà il legame tra comunicazione e politica. Partecipare agli eventi e iscriversi all’associazione offre l’opportunità di conoscere persone che a Genova lavorano nell’ambito della comunicazione, o che utilizzano il web per creare valore intorno alle proprie attività offline: incontri che portano nuovi spunti e stimoli per affrontare meglio il nostro lavoro.

    Marta Traverso

  • Internet in Liguria: la Regione promette wifi e banda larga

    Internet in Liguria: la Regione promette wifi e banda larga

    IL PRECEDENTE

    2006: la Regione promuove un Piano operativo triennale di informatizzazione, per estendere la connessione a Internet tramite banda larga a tutti i Comuni dell’entroterra ligure.

    Se i capoluoghi di provincia e le cittadine costiere beneficiano da tempo di questo servizio, non è stata ancora raggiunta la piena copertura delle zone più piccole, soprattutto montane e collinari. Il primo passo che la Regione effettuerà, per comprendere quali risorse e finanziamenti sono necessari al progetto, sarà contattare i singoli Comuni per avere una mappatura delle connessioni a banda larga già presenti sul territorio ligure.

    14 febbraio 2008: la Regione Liguria e il Ministero delle Telecomunicazioni siglano un accordo per portare l’accesso all’Adsl ai Comuni dell’entroterra ligure, dove le linee telefoniche fisse sono ancora associate a una connessione “lenta” a 56 kbs. Il progetto prevede un finanziamento complessivo di 16 milioni di euro, di cui 10 pagati dal Ministero e 6 dalla Regione.

    22 aprile 2008: la Regione Liguria firma un protocollo d’intesa con Telecom Italia per estendere la copertura della rete Internet a banda larga a un totale di 208 Comuni (su un totale di 235) entro la fine del 2009: scopo del protocollo è associare la connessione Adsl al 96% delle linee telefoniche fisse attive sul territorio ligure.

    Ottobre 2011: il Ministero dello Sviluppo Economico approva il Piano Nazionale Banda Larga, che prevede entro la fine del 2013 il completamento della copertura con banda larga di Comuni e frazioni su tutto il territorio nazionale. Secondo i contenuti del piano, questo lo stato delle connessioni private e aziendali a Internet in Liguria: il 63,8% delle connessioni beneficia di una velocità tra i 7 e i 20 Mb al secondo; il 26,5% di una connessione tra i 2 e i 7 Mb al secondo; il 5,4% di una copertura Lite, ossia intorno ai 640 Kb al secondo; il 4,3% risiede in zone non coperte da Adsl; il 9,7% risiede in aree con digital divide, ossia l’assenza totale di ogni forma di connessione.

    Novembre 2012: l’Assessorato al Turismo invia un questionario a tutti i Sindaci dei Comuni liguri, per conoscere lo stato della copertura banda larga e wi-fi e capire se – dove esse mancano – c’è intenzione di svilupparle. Scopo del questionario è progettare la totale copertura della regione, una volta comprese le infrastrutture già esistenti e le necessità specifiche dei Comuni.

    L’obiettivo del progetto non è solo consentire ai cittadini l’accesso a Internet, ma arricchire l’offerta turistica con la possibilità di navigare gratuitamente per chi è in vacanza nel territorio ligure.

    IL PRESENTE

    Sono due i nodi da sciogliere quando si parla di connessione a Internet: da un lato la banda larga, ossia l’accesso all’Adsl nelle case private e negli uffici; dall’altro il Wi-fi, ovvero la possibilità di navigare gratuitamente in spazi pubblici dal proprio computer, tablet o cellulare.

    Subito dopo le vacanze natalizie, lunedì 7 gennaio 2013, il presidente Claudio Burlando ha visitato le server farm di Datasiel – l’azienda informatica regionale – e ha illustrato un progetto definitivo per completare entro la fine di quest’anno la copertura a banda larga della Regione. Così ha dichiarato Burlando in occasione dell’incontro: «Il lavoro sulla banda larga della Regione Liguria è partito nel 2006 con la sperimentazione, avvenuta sulle 4 province, a cui sono seguiti due bandi; entro il 2013 verranno coperti tutti i comuni nelle zone a fallimento di mercato. Chiedo la collaborazione dei sindaci e dei singoli cittadini per farci conoscere anche piccole frazioni scoperte perché proveremo ad arrivare ovunque, anche nei nuclei molto piccoli».

    Dal 2006 a oggi la Regione ha investito complessivamente oltre 21 milioni di euro e allo stato attuale è giunta, attraverso due bandi di gara, a una copertura complessiva di 149 Comuni e 779 frazioni, così suddivisi: 49 Comuni e 354 frazioni in Provincia di Genova; 23 Comuni e 68 frazioni in Provincia di La Spezia; 37 Comuni e 234 frazioni in Provincia di Savona; 38 Comuni e 123 frazioni in Provincia di Imperia.

    I problemi di copertura riguardano dunque le due Province di Ponente, che non hanno aderito alla sperimentazione del 2008 provvedendo in autonomia alla dotazione della banda larga.

    La copertura avverrà tramite una dorsale di fibra ottica che attraverserà tutta la Regione, ossia che a partire dalla zona costiera raggiungerà l’entroterra attraverso segnali radio (wifi o Wimax). Un tracciato che non tocca le aree già coperte dagli operatori di telefonia e che va dunque a coprire le zone “a fallimento di mercato”, ossia quelle in cui le aziende private non hanno trovato conveniente attuare un investimento.

    Il progetto della Regione Liguria fa parte del Piano Nazionale Banda Larga e sarà pertanto finanziato dal Ministero per lo Sviluppo Economico: il completamento della copertura con banda larga dei Comuni liguri, iniziato nel 2006, sarà dunque possibile nell’ambito di un piano che copre tutto il territorio nazionale.

    A ciò si associa inoltre il progetto Liguria Wifi, che prevede entro il 2014 la possibilità di collegarsi a Internet in tutti i Comuni della Regione con un unico nome utente e password. Un progetto che si accompagna a iniziative analoghe per la copertura wifi del territorio ligure, dal progetto Free Wifi Genova gestito dal Comune di Genova fino a Rete Gratuita dell’azienda genovese Vallicom.

    L’indirizzo mail per le segnalazioni sulle zone scoperte è: bandalarga@regione.liguria.it.

    Marta Traverso

  • “Angeli col fango sulle magliette” finalista al premio www

    “Angeli col fango sulle magliette” finalista al premio www

    Angeli col fango sulle magliette è la pagina Facebook creata da un gruppo di ragazzi genovesi durante l’alluvione del 4 novembre 2011, per segnalare lo stato degli eventi e favorire la mobilitazione dei volontari che hanno contribuito al recupero delle zone danneggiate. Un progetto che non si è fermato, ma è attualmente attivo in un’iniziativa di riqualificazione del verde pubblico: il 4 novembre 2012, a un anno dall’alluvione, sono iniziati i lavori di recupero delle aiuole di via Fiume e via XX Settembre e sulla piattaforma dell’associazione Open Genova è stato creato un laboratorio intitolato Dai diamanti non nasce niente, alla ricerca di collaborazioni e proposte per portare avanti manutenzione e restyling di questi spazi verdi.

    In parallelo a tutto questo, la pagina è stata segnalata come finalista del Premio WWW, concorso dedicato alla creatività digitale indetto ogni anno dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”: un premio simbolico nei contenuti ma importante nella sostanza, perché conferisce grande visibilità a iniziative che attraverso Internet sviluppano nuove forme di comunicazione e socializzazione.

    In particolare, la pagina è finalista nella sezione Charity, dedicata ai progetti di associazioni e o enti non profit che hanno sviluppato progetti di accesso e utilizzo delle nuove tecnologie e dei social network in maniera attiva e partecipata, per creare una nuova cultura del volontariato civico.

    I progetti finalisti sono stati valutati da due giurie, composte da addetti e professionisti del settore, mentre la votazione per decretare i vincitori è a opera degli utenti stessi del sito: è possibile votare entro le ore 18 di mercoledì 23 gennaio 2013 registrandosi al sito del premio WWW e recandosi alla sezione “Charity”.

    [foto di Marta Traverso]

  • Indigeni Digitali: startup innovative si incontrano a Genova

    Indigeni Digitali: startup innovative si incontrano a Genova

    creativitàSi è svolto ieri sera al Moody (via XII Ottobre) il terzo aperitivo di Indigeni Digitali, un team che a livello nazionale si occupa di promuovere e sostenere la cultura digitale e lo sviluppo di aziende e startup che si occupano a vari livelli di comunicazione, tecnologia e innovazione.

    Anche noi di Era Superba eravamo presenti – insieme a tante realtà emergenti sul territorio genovese (a partire dagli amici di Yeast e FreeFutool) – per ascoltare le testimonianze di quattro interessanti progetti che si stanno attivando in città.

    Si è iniziato con il Silicon Valley Study Tour, un progetto che coinvolge sei università italiane (inclusa l’Università di Genova) per trasmettere agli studenti – attraverso incontri con manager e professionisti, visite ad aziende e centri di ricerca – la cultura d’impresa dell’omonima valle degli Stati Uniti. Per chi non lo sapesse, la Silicon Valley corrisponde alla porzione meridionale della baia di San Francisco: è chiamata così perché qui sono nate le prime aziende produttrici di computer e software, ed è attualmente sede di Google, Facebook, Apple, Microsoft e altre fra le principali aziende di tecnologia.

    È stata poi la volta di BarCamper, un vero e proprio camper che gira l’Italia fermandosi presso università e centri di ricerca, per dialogare con persone (giovani, ma non solo) che hanno un’idea interessante e vogliono avviare una propria startup, oppure l’hanno già avviata e vogliono comunque un supporto per proseguire il lavoro: BarCamper seleziona le idee più interessanti per offrire consulenza nella stesura del progetto e del business plan, nel contatto con potenziali investitori, insomma in tutto ciò che possa agevolare la creazione d’impresa. La tappa genovese di Bar Camper sarà fra marzo e aprile 2013.

    A seguire Hootsuite, piattaforma nata in Canada che consente l’utilizzo in contemporanea di più social network e la gestione in team di progetti di comunicazione. Uno strumento molto utile per chi ha necessità di monitorare, aggiornare e interagire con i principali social network (anche Era Superba si serve di Hootsuite per la propria attività di social networking su Facebook, Twitter e Google +, ndr).

    Infine Socialab TTT, un’associazione nata da pochi mesi che vuole promuovere su tutto il territorio nazionale la cultura digitale, attraverso una serie di eventi che si svolgono in contemporanea in diverse città italiane e prevedono una forte interazione fra online e offline. Il prossimo evento si terrà sabato 26 gennaio 2013 a Palazzo Imperiale (piazza Campetto, nel centro storico), verterà sul tema Eventi e social media e si svolgerà nello stesso momento anche a Lecce, Milano, Bologna e Roma: i presenti ai diversi eventi potranno interagire fra loro – e con tutti coloro che non possono essere “fisicamente” presenti – attraverso i social network, dove sarà possibile assistere in diretta a tutto ciò che avviene.

    Marta Traverso

  • Indigeni Digitali a Genova: aperitivo per startup del web

    Indigeni Digitali a Genova: aperitivo per startup del web

    startup ideaGiovedì 17 gennaio 2013 (ore 18.30) al Moody in via XII Ottobre si svolge un aperitivo di Indigeni Digitali, associazione che si pone come principale obiettivo la diffusione della cultura digitale e la creazione di una rete che promuova lo sviluppo di un’economia e di una cultura dell’innovazione in Italia.

    L’aperitivo è l’occasione per illustrare alcuni progetti che condividono lo spirito e le finalità dell’associazione.

    BarCamper, un progetto di creazione d’impresa per startup che si basa sulla ricerca di idee interessanti sul territorio e supporta i progetti di talenti, ricercatori, manager o liberi pensatori.

    #TTT – Twitter Tips & Tricks, un’associazione che organizza eventi in diverse città italiane per promuovere la diffusione di tematiche sociali e culturali attraverso un uso consapevole del web e dei social network.

    HootSuite, una piattaforma che consente di operare in contemporanea su diversi social network.

    Storia Nel Futuro – Silicon Valley Study Tour, un progetto di seminari rivolti a laureati e laureandi delle Università italiane, finalizzati a trasmettere la cultura imprenditoriale della Silicon Valley.

    Quota di partecipazione 13 €.

    Per partecipare è necessario iscriversi su EventBrite.

  • Portofino, l’area marina protetta in un’app gratuita per iPad

    Portofino, l’area marina protetta in un’app gratuita per iPad

    Istituita con un decreto ministeriale del 1999, l’Area Marina Protetta (AMP) di Portofino comprende i Comuni di Portofino, Camogli e Santa Margherita Ligure. Un consorzio che si pone l’obiettivo di valorizzare e tutelare l’ambiente, il paesaggio e le attività economiche locali di quest’area della Liguria.

    A gennaio 2013 l’Area Marina Protetta mira a espandere i progetti di valorizzazione turistica del territorio attraverso un’applicazione gratuita per iPad, in lingua italiana e inglese, che dà la possibilità di “visitare” a costo zero i luoghi che fanno parte dell’AMP.

    L’app offre in particolare immagini ad alta risoluzione e filmati dei principali siti d’immersione del territorio, a cura di Giorgio Barsotti, che permettono di osservare i fondali marini gli organismi che popolano l’area. I contenuti saranno aggiornati periodicamente, per dare a residenti e turisti la possibilità di pianificare le escursioni in base al periodo dell’anno.

    Il progetto è stato realizzato con il supporto tecnologico dell’azienda genovese ETT Solutions – con il supporto dello staff di AMP Portofino – e finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

    L’applicazione Amp Portofino è scaricabile gratuitamente su Apple Store.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Dear Miss Fletcher: un blog per raccontare Genova e dintorni

    Dear Miss Fletcher: un blog per raccontare Genova e dintorni

    GenovaNon fanno concorrenza ai giornali, né ai fotografi professionisti (anche se le opinioni in merito sono diverse). Sono persone qualunque, che non lavorano necessariamente nella comunicazione ma conoscono il linguaggio di Internet e dei social network. Sono anzitutto genovesi che amano la loro città e vogliono raccontarla.

    Su Era Superba abbiamo parlato già in altre occasioni dei blogger di Genova: sono persone che a modo loro raccontano la città e i suoi dintorni, scegliendo la chiave di lettura che preferiscono ed esprimendola nella massima libertà. Alcuni esempi. C’è chi vuole recensire con ironia ristoranti e locali a Genova; chi vuole promuovere la mobilità sostenibile, in particolare l’uso della bicicletta; chi come Sophia dalla Notte mira a valorizzare la cultura in città; chi, come Andrea Boutros, racconta da Genova il suo Paese di origine; chi promuove la salute e l’uso consapevole della tecnologia, come i titolari della Farmacia Serra di Voltri; chi sceglie la strada della provocazione, come Camogli paese del sesso.

    Una delle più note blogger genovesi è senza dubbio colei che si nasconde sotto lo pseudonimo Dear Miss Fletcher, che ogni giorno sul suo spazio web racconta e fa vedere le bellezze del capoluogo ligure e dei suoi dintorni. Un nome che deriva dalla curiosità, caratteristica propria del personaggio televisivo Jessica Fletcher (protagonista del telefilm La signora in giallo, interpretata da Angela Lansbury). Uno pseudonimo nato da una ricerca molto personale: «Anni fa decisi di dedicarmi a ricostruire il mio albero genealogico. Avevo poche notizie, ma con una paziente ricerca tra archivi storici e archivi delle chiese sono riuscita a trovare moltissime informazioni, le vite di alcuni miei ascendenti sono talmente avventurose da essere degne della trama di un romanzo».

    Il blog è caratterizzato da numerosi post ricchi di fotografie che raccontano la storia della città, attraverso i quali la blogger ha fatto conoscere Genova anche a persone che vivono in altre regioni italiane e all’estero. Quali sono i temi più cercati dai lettori? Miss Fletcher elenca Fabrizio De Andrè, le mostre a Palazzo Ducale (attualmente in corso quelle di Joan Mirò e Steve McCurry), l’Acquario, il dialetto e le tradizioni (esempio: cosa significa maccaja?).

    «Ciò che si trova sul mio blog è parte delle mie esperienze. Da quand’ero ragazzina amo andare a scoprire i caruggi. Sempre a zonzo per i vicoli, lo faccio da tutta la vita. Ho portato sul blog le mie passeggiate per Genova, ho portato su quelle pagine il mio sguardo attraverso le fotografie. Per esempio mi interessa la storia, in particolare il Risorgimento, scriverne è per me una passione: Genova è la città dei patrioti, trovare i collegamenti tra i personaggi storici e i luoghi della città è un divertimento e a volte una sorpresa».

    I blog possono essere uno strumento utile per riqualificare la città e farla conoscere? «La nostra città potrebbe vivere solo di turismo, è una città di storie e di misteri, una città dal passato glorioso da non dimenticare, un luogo dalle molte opportunità che meritano maggiore risalto. Tempo fa pubblicai un post sulle mura della Malapaga e un lettore mi scrisse di aver lavorato per anni in quella zona, alle riparazioni navali Oarn e di non aver mai visto le Mura. Gli suggerii di andarle a scoprire e lui tempo dopo tornò sul blog e scrisse: ho seguito il tuo consiglio e sono andato a farmi un giro sotto le mura, è vero, le ho viste con occhi diversi. Molti miei lettori mi scrivono: non sapevo che Genova fosse così bella. Per me è un privilegio sapere che il mio blog è un mezzo per scoprirla».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]