Il Teatro della Tosse ospita dal 28 febbraio al 2 marzo la prima nazionale dello spettacolo “E’ stato così”, dalla regia di Valeria Pinasco con Sabrina Impacciatore.
Il testo, tratto da un romanzo dal romanzo di Natalia Ginzburg racconta le confessioni di una moglie dolorosamente lucida dopo aver ucciso il proprio marito.
Con un linguaggio semplice e insieme carico di pathos, i sentimenti, le passioni, le speranze di una donna sola destinata a smarrire inesorabilmente la propria esistenza.
Una scenografia semplice: da una parte una poltrona, un tavolino con alcuni libri, fogli sparsi per terra su un tappeto; dall’altra, sedie e leggii a evocare la sala prove di un gruppo musicale. Sul palco idealmente diviso in due, entra in scena la Musica: cinque amici che si riuniscono per provare. Chi ha portato da mangiare, chi è in ritardo, chi comincia ad accordare il proprio strumento. Si lanciano battute e scherzano in un’atmosfera completamente rilassata. A breve distanza, entra in scena la Parola: sprofondata nella poltrona una figura femminile, avvolta in un vaporoso scialle bianco e turchino, osserva il gruppo provare.
“I musicisti hanno gli occhi belli: il loro sguardo sembra che veda la forma della musica. I loro occhi incontrano gli occhi degli altri ed è come se l’armonia che esprimono fosse un abbraccio”. Comincia così lo scontro Parola-Musica, che poi è il cuore dello spettacolo portato in scena il 25 e 26 febbraio al Teatro Garage per la regia di Maria Grazia Tirasso con i Theatralis (Francesco Nardi – piano, Barbara Ludovico – violoncello, Eleonora Pacifico – flauto, Alessandra Poggi – canto, Andrea Poggi – chitarra).
Abbiamo seguito la prova generale e chiacchierato con la regista e con Francesco Nardi, autore delle musiche insieme ad Andrea Poggi. Proprio Francesco racconta come è nata casualmente l’idea dello spettacolo: «Invito Maria Grazia ad una delle nostre prove e dopo un po’ che ci ascolta comincia ad estraniarsi e a scrivere. Alla fine della prova chiude gli appunti e ci chiede se vogliamo fare uno spettacolo con lei». Aggiunge Maria Grazia: «Assistere alle prove, siano esse teatrali o musicali, non è cosa per tutti, è riservata più che altro agli addetti ai lavori, così mi sono detta, perché non allargare al pubblico questa possibilità? Di lì l’idea di uno spettacolo in cui la musica si alternasse alla parola, in un avvicendarsi di momenti ironici ad altri più seri. Ai musicisti ho chiesto la massima naturalezza e il massimo relax come se fossero realmente nella loro sala prove, cosa assolutamente non facile».
Ma come si è arrivati al titolo “I musicisti hanno gli occhi belli”? «Io non so perché i musicisti hanno gli occhi belli – risponde Maria Grazia- so che una delle cose che ho scritto quella fatidica sera era questa. Mi è uscita così. Credo che esprima l’idea dell’armonia che ho visto nel loro gruppo. Mi è capitato di vederla anche in gruppi di attori: non è indispensabile, ma davvero se c’è fa la differenza».
Francesco: «Per noi Theatralis l’armonia è fondamentale, l’abbiamo assunta a nostro valore fin dalla costituzione del gruppo, intendendola non solo come armonia del suono, ma anche e soprattutto come armonia tra le persone che producono questo suono. Le musiche che portiamo sul palco sono musiche originali scritte da noi e individuano un’altra caratteristica, che si evince anche dal nostro nome, che è la nostra affinità con l’esperienza teatrale: abbiamo scritto per vari spettacoli brani che qui riproponiamo riadattati o rivisti con l’aggiunta delle parole al canto».
E ancora Maria Grazia sull’evolversi, in scena, dell’opposizione Parola-Musica: «Il mio personaggio a un certo punto vacilla, si rende conto che è sbagliato creare una contrapposizione tra linguaggi che sono diversi in partenza, sebbene entrambi parlino ai sentimenti».
Riguardo poi al personaggio-Parola che lei stessa interpreta: «All’inizio avevo pensato a semplici interventi miei, quasi una chiacchierata; poi andando avanti questo ruolo si è definito, diventando un personaggio, che all’inizio si contrappone alla Musica, per poi avvicinarsi sempre di più, andando verso la pacificazione. Ci sono alcuni momenti in cui compie delle incursioni nel mondo della Musica, come quando racconta una favola usando gli strumenti musicali come personaggi, sfruttandoli a proprio vantaggio per mettere avanti la Parola. Non a caso dopo questa parte c’è la prima canzone con le parole, ed ecco che le due cominciano a compenetrarsi».
Nello spettacolo il contrapporsi delle due “sfidanti” è supportato, oltre che dalla divisione ideale del palco, dall’alternarsi tra i pezzi recitati dalla Parola e quelli suonati dalla Musica. Provando e riprovando sono scaturite le idee migliori a proposito. Racconta Francesco: «Mentre stavamo provando, Andrea (Poggi, chitarra) ha avuto un’intuizione straordinaria: rimanere fermi immobili quando la musica si interrompe». E si va avanti così, tra pezzi strumentali, brani cantati e passaggi parlati, mentre l’iniziale antitesi si tramuta via via in una crescente armonia.
A fine spettacolo, un meraviglioso assolo di piano chiude la diatriba: «Il mio personaggio fa un’estrema arringa -conclude Maria Grazia- utilizzando le ultime parole da “Confesso che ho vissuto” di Neruda, poi si avvicina allo strumento e lo fa suonare, con quattro note che sanciscono di fatto la pace, perché Francesco si siede e sviluppa tutto un tema su quelle note».
Altre collaborazioni in vista nel futuro? «Idee ce ne sono tante –dice Francesco- specialmente grazie al fatto che noi lavoriamo a stretto contatto con il teatro. Intanto il prossimo appuntamento dei Theatralis è a maggio con “Canto alla luna” (uno spettacolo della compagnia teatrale Le Fusa, regia di Giovanna Vallebona), che debutterà proprio qui al Teatro Garage».
Mercoledì 29 febbraio il teatro Politeama Genovese ospita Molière a sua insaputa, uno spettacolo di Leo Muscato con il comico Paolo Hendel.
L’esilarante comico toscano interpreta un improbabile Molière, accetta l’invito della trasmissione televisiva A sua insaputa. Convinto di partecipare a una serata celebrativa e promozionale della sua opera, questo buffo Molière non sa ancora che in quel programma, una specie di Serata d’Onore surreale che ospita illustri personaggi del passato e del futuro, accadranno eventi singolari al limite del paradossale.
In un turbinio comico di equivoci e fraintendimenti, la serata ben presto assume i connotati dell’inquisizione: la sua vita privata, la sua opera, le sue grottesche idiosincrasie, sono analizzate, scandagliate, vivisezionate.
L’ingenuo Molière prova a giustifi carsi, ma la conduttrice (una strana fi gura mefi stofelica, con bizzarri abiti contemporanei e un’anacronistica parrucca seicentesca) non gli dà tregua. Sadica e soave, chiama in causa una sequela di bizzarri opinionisti e giornalisti con nomi desueti tipo Argante, Orgone, Alceste, Cleante, Tartufo che gli sproloquiano i testi delle sue commedie.
Moliere a sua Insaputa
Teatro Politeama Genovese, via Bacigalupo 2 – Tel 010 8393589
“Diario di un somaro” è uno spettacolo che si mischia a una bizzarra lezione, trasformandosi in confessione, gioco e ricordo, tratto dal romanzo di Daniel Pennac.
Si raccontano le riflessioni, gli incubi e le convinzioni pedagogiche di un ex alunno, poi insegnante, poi scrittore, che non ha dimenticato né rimosso i primi inciampi e scontri con l’esperienza scolastica.
L’esperienza scolastica è rievocata sul palco attraverso il punto di vista degli ultimi della classe, dei ragazzi “difficili” che guardano il mondo con gli occhi del somaro, salvo poi, magico evento, trasformarsi da mostruosi rospi testoni in insegnanti sensibili, anomali e lungimiranti.
Con comicità, dolcezza e slanci di ribellione Pennac/Scaramuzzino esplora così, dal di dentro, la scuola con le sue potenzialità e contraddizioni, usando lo “stare in cattedra” come un palcoscenico zeppo di episodi buffi e aneddoti toccanti, canzoni bislacche e racconti fantastici, che svelano una sete di sapere, di conoscere e di crescere che continua ad animare, contrariamente ai più pessimistici luoghi comuni, i ragazzi e gli educatori di ieri e di oggi.
Teatro dell’Archivolto – Piazza Modena 3 – tel 010 412135
Orario spettacoli h 21
Biglietti intero 20 euro / ridotto 18 euro/ ridotto studenti 7,50 euro
Sabato 25 febbraio e domenica 26 il teatro Garage di Genova San Fruttuoso ospita “I musicisti hanno gli occhi belli”, uno spettacolo in cui il pubblico presente viene proiettato nella sala prove di un gruppo musicale , i Theatralis , formato da Francesco Nardi, Alessandra Poggi, Barbara Ludovico, Eleonora Pacifico, Andrea Poggi, condividendo l’emozione dell’atto creativo e della nascita delle idee.
I musicisti suonano, scambiandosi consigli, opinioni, indicazioni… provano e magari riprovano uno stesso brano, variando sul tema, correggendo il tiro, poi passano ad altro, improvvisano, liberamente giocando con la musica, e giocando fra loro, in uno spazio e in una dimensione particolari, in un clima armonioso ed armonico
Sull’altro lato del palco, una strana figura, invisibile ai musicisti, osserva, ascolta, commenta a sua volta e condivide col pubblico pensieri e riflessioni serie ed ironiche che paiono scaturire proprio dalla magia della musica.
Ma è più importante la Parola o la Musica? O forse è possibile un incontro di linguaggi, uno scambio in cui la comunicazione dell’una non prevalga su quella dell’altra? Una danza in cui la ragione ceda il passo al sentire…
Fino al 26 febbraio al Teatro della Corte è in scena lo spettacolo “History Boys”.
Scritta da Alan Bennett, drammaturgo e autore di molti romanzi editi anche in Italia da Adelphi, una commedia che mette in scena un gruppo di adolescenti all’ultimo anno di college, impegnati con gli esami di ammissione all’università.
Un testo sui giovani e per i giovani, che vi possono ritrovare i sogni e le speranze, la rabbia e i progetti per il futuro della loro generazione.
Venerdì 24 febbraio alle ore 21.00 (con replica Sabato 25) debutta in Sala Dino Campana “Noi sotto questo cielo muto” di Simonetta Guarino e i detenuti della Casa Circondariale di Marassi, un laboratorio-spettacolo dei corsi di teatro de La Falegnameria della Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse con la regia di Simonetta Guarino, interpretato dagli allievi del corso base di recitazione.
<<“Noi sotto questo cielo muto” è il frutto di un laboratorio di scrittura teatrale che ho condotto nel Centro Clinico della Casa Circondariale di Marassi per i detenuti che partecipano al progetto A27 della Cooperativa “Il Biscione” – spiega Simonetta Guarino, autrice di testi per il teatro e per il cabaret, collabora con il Teatro della Tosse, il Teatro dell’Archivolto ed il Teatro Stabile – Abbiamo iniziato a raccogliere materiale di scrittura nel dicembre 2007 ed è nato in circa trenta incontri di due ore con i detenuti che, di volta in volta e in piccoli gruppi, improvvisavano insieme a me dialoghi e sviluppi drammaturgici>>.
<<Il tentativo era di coniugare la rielaborazione di ricordi ed esperienze autobiografiche con la creatività e la fantasia per creare “un luogo libero del pensiero” all’interno di un ambiente coercitivo, asfittico e disperante – continua Guarino che da più di 25 anni conduce in Liguria laboratori teatrali per adulti e ragazzi e dal 2007 collabora con la Cooperativa “Il Biscione” – Parte del materiale raccolto è esperienza autobiografica, così come lo sono poesie e lettere. Gli attori e le attrici del corso di recitazione prestano, con sensibilità e delicatezza,voce e corpo alle parole di circa quaranta detenuti consentendo una legittima evasione di pensieri, rivendicazioni e fragilità>>.
Lunedì 2o febbraio a partire dalle ore 21 a La ClaqueAlessandro Bergallo e Alessandro Barbini saranno i protagonisti di Dopping, la voce del cinema.
Un gioco spettacolo in cui i due eccentrici conduttori inviteranno il pubblico a doppiare le scene più famose del cinema mondiale. A fine serata saranno votati i doppiatori più bravi dal pubblico.
Come in ogni film non mancherà la colonna sonora, eseguita dal vivo dai GNU Quartet. Lo spettacolo sarà inframmezzato dalle danza a tema horror dalla compagnia francese Cadmium Mood Hervè Sika di Parigi.
Horror, commedia, western, avventura, tutti i generi si mescoleranno sul palco per dare vita a un film che si preannuncia indimenticabile.
In occasione del Carnevale l’UNconventional Cast torna a casa per organizzare il gran ballo in maschera!
Tra lustrini, pailettes e boa di struzzo la compagnia presenta il “Rocky Horror” in double feature, come nella migliore delle tradizioni transilvane: i protagonisti si confondono tra il pubblico cantando, recitando e ballando sulle immagini del film di ‘O Brien, che viene trasmesso in contemporanea sul fondo della scena.
Un evento diventato ormai tradizione al Teatro Rina & Gilberto Govi di Genova Bolzaneto, proclamato ufficialmente la Horror House dell’UNconventional Cast: ogni due mesi il palco del Govi diventa cornice della storia più rock e trasgressiva di sempre.
Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21,00.
Prezzo dei biglietti:
Intero: € 15,00
Ridotto: € 12,00
Un incontro piacevole quello avvenuto nel nuovo foyer del Teatro della Gioventù. Massimo Chiesa, direttore artistico del teatro, produttore teatrale e figlio di Ivo Chiesa storico fondatore del Teatro Stabile di Genova, ci racconta quelli che sono i primi passi della sua creatura dopo il tanto discusso bando di gara dello scorso anno per l’assegnazione del teatro che lo ha visto unico partecipante. Lui che ha lavorato con i più grandi attori e registi, italiani e non, ha fondato la “The Kitchen Company”, una compagnia formata da quasi 50 attori under 30 diplomati nelle migliori Accademie italiane. Il Teatro della Gioventù diventa quindi la sede ufficiale della compagnia, uno spazio che nelle ambizioni di Chiesa dovrà essere vivo anche al di fuori degli spettacoli: aperitivi musicali, tea reading, letture, dj set, concerti e Free Wi-Fi Zone.
Un piccolo passo indietro. Prima del tuo insediamento ci sono state polemiche, soprattutto riguardanti la presenza nel contratto con la Regione Liguria dell’obbligo da parte tua di inserire rappresentazioni di teatro dialettale nel tuo cartellone, opere attualmente assenti… Nel bando di gara c’è l’obbligo da parte mia di fare teatro dialettale, ma non solo, c’è l’obbligo di fare anche altre cose che, mi viene da dire, saranno fatte. E’ difficile poter sostenere che noi al Teatro della Gioventù “non faremo”… perché ad oggi ho presentato solo il cartellone di prosa. E non amo i minestroni…
Cosa offre questo primo cartellone del Teatro della Gioventù? Il comune denominatore è la commedia, ho cercato testi che facciano ridere in modo intelligente. Basta aprire una certa tv e la volgarità impera, io amo invece la comicità dei grandi autori, prevalentemente inglesi, dove è più difficile ridere, ma quando si ride lo si fa “con gusto”, “con qualità”…
Prima delle rappresentazioni di “Rumori Fuori Scena” (più di 50 dal 14 gennaio fino al 4 marzo) fai tu stesso un invito particolare a chi viene a vedere, ma in un certo senso anche alla città, quasi volessi spronarla… Così tante rappresentazioni per un solo spettacolo si tratta di un record per Genova, ma lo sarebbe anche per Roma o Milano. Ho fatto questa scelta perché vorrei che tutti i genovesi venissero a vedere lo spettacolo e proprio per questo ho tenuto i prezzi molto bassi, ma non voglio che vengano qui a scapito degli altri teatri cittadini… tutt’altro! Ed è proprio questo l’invito che faccio al pubblico prima dello spettacolo. Abbonatevi, andate allo Stabile, alla Tosse, al Garage come all’Archivolto… e poi venite anche qui! Ad oggi con “Rumori Fuori Scena” siamo a metà del percorso e lo hanno visto più di 4000 persone… Risultato impossibile se io avessi tenuto in scena lo spettacolo due o tre giorni, al massimo una settimana, come è abitudine fare in Italia. Un’abitudine pericolosa, prima o poi si finirà con il mettere in scena solo il primo tempo di uno spettacolo!
Tra l’altro so che ti piacerebbe promuovere all’interno del Teatro della Gioventù gli spettacoli degli altri teatri cittadini… Esatto! A Londra o a Parigi è così e non vedo perché in Italia no. A me piacerebbe nel mio discorso a inizio spettacolo consigliare al pubblico spettacoli di altri teatri cittadini. Sarebbe fantastico … certo poi dall’altra parte vorrei che il “favore” fosse ricambiato, a seconda del loro gusto ovviamente. E’ un peccato far passare inosservati alcuni spettacoli…
A Genova come in Italia si dice ci siano pochi ragazzi che scrivono opere teatrali, ma a me viene da dire: un giovane autore dove può andare a proporre i suoi testi originalise si tende sempre a mettere in scena opere straniere o di un’altra epoca? Il contemporaneo sembra sempre “da rivedere”… Tocchi un tasto delicato. Guarda io faccio il produttore teatrale da tanti anni. Il punto è che un giovane autore contemporaneo ha come colleghi/rivali tutti gli autori del mondo… è dura! Un giorno un ragazzo è venuto da me a propormi una commedia, scritta molto bene, divertente…. ma non abbastanza. Voglio dire, ma perché devo mettere in scena il testo di questo ragazzo quando posso mettere in scena un testo ad esempio di Michael Frayn…?! Questo ragazzo non era all’altezza di Frayn e io sono un produttore privato, per cui ovviamente scelgo il più bravo. Forse i teatri pubblici potrebbero aprirsi di più alle giovani proposte, questo magari si… ma per un privato è difficile. Poi, a dire la verità, in Italia non abbiamo neanche tutta questa tradizione di autori teatrali…
Di cosa pensi di avere “tanta voglia”, Massimo? Oddio… Sicuramente vorrei il teatro sempre pieno e, come ti ho detto, vorrei che questo diventasse un teatro in pieno stile londinese. Per quanto riguarda la mia vita, invece, vorrei tanto trovare la tranquillità che non ho mai avuto. Sempre a rincorrere le cose, invidio la calma… e vorrei un giorno riuscire a vivere con i “tempi giusti”.
Sabato 18 e domenica 19 febbraio l’attore e regista siciliano Giuseppe Argirò cura un seminario teatrale sul tema La tragedia greca: dall’eroe al personaggio presso il Centro di Formazione Artistica, la scuola fondata dall’attore e comico Luca Bizzarri con sede in salita Pallavicini 4.
Il workshop è a pagamento e si terrà con i seguenti orari: sabato ore 14.30-19.30, domenica 10-17. Scopo delle due giornate è approfondire la figura dell’attore attraverso uno studio del genere tragico.
I partecipanti avranno la possibilità di cimentarsi con lo studio del coro, uno degli elementi cardine della tragedia greca, in grado di gestire differenti registri verbali, tonici e fonetici. La lezione proporrà agli allievi un percorso incentrato sullo studio delle dinamiche corporee, sulla messa in voce dei caratteri, utilizzando diverse tecniche di improvvisazione.
Le tragedie prese in esame saranno Orestea di Eschilo, EdipoRe e Antigone di Sofocle e Medea di Euripide.
Per maggiori informazioni e prenotarsi è possibile contattare la segreteria del CFA ai numeri 010 8603922 – 393 2682366, oppure scrivendo all’indirizzo info@cfagenova.it.
Sabato 11 febbraio al Teatro Govi di Genova Bolzaneto, va in scena alle ore 21“Incontri”: uno spettacolo di danza contemporanea durante la quale i ballerini del Teatro R&G Govi, con un inserimento di voce e corpo di Marina Giardina, si alternano al duo “In Tilt” formato da Stefania Branciforti e Lucia Folco.
Ospiti imperdibili dello spettacolo i ballerini classici Chiara Pesce e Michal Skrzeczkowski.
Prezzo biglietti
Intero: € 10,00, Ridotto: € 8,00, Under 14: € 5,00
Il Teatro della Tosse ospita dal 9 all’11 febbraio lo spettacolo Il Castello (Trittico: Frieda, Il segreto di Amalia, Progetti di Olg.
Il testo si basa su un adattamento teatrale del romanzo di Kafka,e racconta le peripezie di K: l’arrivo al villaggio, la conquista e la perdita di una instabile posizione, gli incontri con gli abitanti del villaggio e gli ambigui emissari del Castello.
Lo spettacolo è quindi itinerante, e il pubblico dovrà seguire le scena, spostandosi da una sala all’altra del teatro.
Il romanzo è frammentario e oscuro, ma emana una comicità terribile, uno sguardo sull’umanità paradossale e immediatamente comprensibile, come in certe pagine di Dostojevskji.
Per la particolare struttura, lo spettacolo è a numero chiuso. Si consiglia la prenotazione.
La scelta di mettere in scena il precariato non è nuova ai lavoratori che contro la propria volontà dicono addio al monotono posto fisso.
Il primo esperimento era stato del team di San Precario, che nel 2005 si era intrufolato nientemeno che alla Settimana della Moda milanese, introducendo i capi della (fasulla) stilista giapponese Serpica Naro (acronimo di San Precario, ndr).
Da alcuni mesi sono nate le Brigate Teatrali Omsa, formato da un gruppo di operaie della nota azienda, che a marzo chiuderà lo stabilimento di Faenza per delocalizzare gli impianti nella più economica Serbia. Una scelta che ha fatto indignare molte persone, dando vita a una forma di boicottaggio via Facebookdi tutti i prodotti Omsa.
Il Teatro dei due mondi ha creato uno spettacolo che sta facendo il giro d’Italia, complice la recente maggiore sensibilizzazione sul tema, che grazie alla rete è tornato alle orecchie della gente: lo spettacolo teatrale si chiama Licenziata! e racconta la reale situazione delle 230 operaie molto meglio di quanto non potrebbero fare una manifestazione di piazza organizzata dai sindacati, un convegno, un sit in davanti a un qualche ministero. È tramite la cultura che si veicolano i messaggi più importanti.
Venerdì 10 febbraio alle ore 21, il Teatro Cargo di Genova Voltri ospita “Midsummer. Una commedia con canzoni”, l’acclamata pièce di David Greig che ha ottenuto un clamoroso successo internazionale.
Helena è un avvocato elegante e di successo, ma vagamente insoddisfatta e infelice. Bob è un uomo insignificante, che un tempo sognava di fare il musicista di strada e ora gravita ai margini della malavita di Edimburgo. Si incontrano una sera in un bar e, ubriachi fradici, finiscono a letto. Per entrambi la cosa termina lì. Ma quando, il giorno dopo, si incontrano di nuovo, scoprono di provare qualcosa l’uno per l’altra.
La loro insolita storia d’amore è musicata da alcune canzoni scritte dal genio dei Ballboy, Gordon McIntyre, interpretate in scena dagli stessi attori. Sullo sfondo la presenza romantica e inconfondibile di Edimburgo, la terza protagonista dell’opera.
Uno spettacolo divertente, tenero, ironico, profondo e gentile, scritto dal più quotato drammaturgo della scena contemporanea inglese, David Greig, e tradotto dal celebre critico teatrale, giornalista e anglista Masolino D’Amico.
Nel ruolo di Helena, la pluripremiata Manuela Mandracchia, attrice che ha a lungo lavorato con Ronconi e Avogadro; in quello di Bob, l’intenso Christian Di Domenico.
La regia è di Gianpiero Borgia, premio nazionale della critica teatrale 2010 per lo spettacolo Come spiegare la storia del comunismo ai malati di mente.