Tag: spettacoli teatrali

  • Rassegna Til(t): “Il re della pace” al Teatro dell’Ortica

    Rassegna Til(t): “Il re della pace” al Teatro dell’Ortica

    Teatro OrticaDomenica 5 febbraio alle ore 16 al Teatro dell’Ortica di via S. Allende, 48 a Molassana,  si tiene lo spettacolo “Il re della pace“, nell’ambito della rassegna Til(t).

    Divertente ma fedele reinterpretazione della vera storia di re Artù, lo spettacolo è ricco di musica, burattini e personaggi che spesso interagiscono con i ragazzi al fine di renderli partecipi dello spettacolo stesso.
    La storia tocca tematiche didattiche importanti quali la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, il perseguimento dell’onestà d’animo, l’importanza della solidarietà, l’abolizione della guerra e il raggiungimento della pace… tutto con allegria e senza alcuna seriosità.
    Personaggi magici quali Mago Merlino e Fata Morgana si sfidano in buffi duelli magici… il fratellastro di Artù, Kay, combina un disastro dietro l’altro, il giovane Artù alle prese con le tabelline suderà le sette camicie per non essere sgridato dal suo maestro….
    Le fila della storia sono tenute da un menestrello che accompagna gli spettatori nel cammino di Artù, che diventerà un re buono e saggio, fautore della pace tra i popoli.

  • Tante belle cose, in scena al teatro Politeama Genovese

    Tante belle cose, in scena al teatro Politeama Genovese

    Tante belle coseVenerdì 3 e sabato 4 febbraio al teatro Politeama Genovese va in scena lo spettacolo “Tante belle cose”, con Maria Amelia Monti, Gianfelice Imparato e con le musiche Cesare Cremonini.

    Giocato sul doppio piano della commedia e del dramma psicologico, Tante belle cose è un lavoro fresco, vivo, pulsante di energia e comicità.  Racconta con irrealismo e  ironia il fenomeno degli hoarder americani, coloro che non riescono a separarsi dalle cose e accumulano tutto nelle loro case finché gli oggetti non li sommergono.

    Lo spettacolo disegna lo straordinario ritratto di una donna particolare eppure vicina, in cui ciascuno può riconoscere una parente, una conoscente, un’amica; di un uomo semplice e generoso, un signor nessuno capace di grandi cose. E di due malvagi della porta accanto, convinti nel loro perbenismo, di fare la cosa giusta. Graffi ante, poetico e stupendamente interpretato da due grandi attori, Tante belle cose è tutto quello che il pubblico dovrebbe pretendere da una commedia nuova: di essere divertente e commovente, di parlare di un caso minuscolo ma di avere un valore universale.

    Inizio ore 21

    Ingresso da 22 a 27 euro

  • Elio Germano legge “Viaggio al termine della notte” al Politeama Genovese

    Elio Germano legge “Viaggio al termine della notte” al Politeama Genovese

    Elio GermanoElio Germano, tra gli attori più amati del nostro cinema, vincitore della Palma d’Oro 2010 come migliore attore per il film La nostra vita, legge giovedì 2 febbraio al teatro Politeama Genovese il capolavoro di Louis Ferdinand Céline con la musica dal vivo di Teho Teardo, accompagnato al violoncello da Martina Bertoni.

    Avvalendosi della straordinaria sensibilità interpretativa di Elio Germano, Teardo ripercorre musicalmente alcuni frammenti del Viaggio al termine della notte di Céline, restituendo in una partitura inedita la disperazione grottesca di questo capolavoro di scrittura che ritrova nuove possibilità espressive nell’incontro con archi, chitarra ed elettronica.

    Una fusione di sonorità cameristiche che guardano a un futuro tecnologico nel quale le immagini evocate dal testo interpretato da Germano si inseriscono nelle atmosfere cinematiche di Teardo, in un succedersi di eventi sonori e verbali dove la voce esce dalla sua dimensione tradizionale fino a divenire suono.

    Ore 21.00
    Prezzi:da € 17 a € 25 + prevendita

  • Satirico concerto al Teatro dell’Archivolto

    Satirico concerto al Teatro dell’Archivolto

    Stefano Bollani Michele SerraMartedì 31 gennaio e mercoledì 1 febbraio il Teatro dell’Archivolto ospita “Satirico concerto”, un reading concerto di e con Michele Serra e Stefano Bollani.

    Lo spettacolo intreccia le parole di Serra con le  suggestioni musicali di Bollani, e offre agli spettatori un happening sfrenato e divertente, corrosivo e inafferrabile.

    Sulla scena due performer / narratori bizzarri dal talento fuori dal comune, per la prima volta insieme a confrontarsi e dialogare, armati ciascuno dei propri linguaggi e del proprio particolarissimo stile. Parole e musica, satira e improvvisazione, racconti e suite per pianoforte per coinvolgere il pubblico in un concerto in esclusiva per l’Archivolto.

    Scrittore e giornalista, autore televisivo e teatrale, Michele Serra collabora da molti anni con la Repubblica, e con l’Espresso: nelle rubriche da lui curate – L’amaca e Satira preventiva – descrive c on garbata ironia vizi e costumi della politica e della società italiana. E’ autore degli spettacoli del Teatro dell’Archivolto “Peter Uncino” (2001), interpretato da Milva e David Riondino, “I bambini sono di sinistra” con Claudio Bisio (2003) e “Italiani, italieni, italioti” con la Banda Osiris e Ugo Dighero(2009).

    Stefano Bollani, diplomato in pianoforte al Conservatorio di Firenze nel 1993, è uno dei più apprezzati musicisti jazz italiani. Il suo stile è particolarmente eclettico e ricchissimo di citazioni musicali, ama scherzare e improvvisare con il pubblico. Molte le sue collaborazioni al di fuori del jazz, dalla musica pop al teatro, dalla tv alla radio, dove dal 2006 conduce assieme a David Riondino la trasmissione il “Dottor Djembe”. Attualmente è in tv su Rai 3 con la trasmissione “Sostiene Bollani”.

    Inizio spettacolo h 21 – Ingresso euro 18/20

  • Blackbird al teatro della Corte dal 31 gennaio al 5 febbraio

    Blackbird al teatro della Corte dal 31 gennaio al 5 febbraio

    BlackbirdDal 31 gennaio al 5 febbraio il Teatro della Corte ospita lo spettacolo “Blackbird”, in cui si affronta un tema drammatico, l’amore di un uomo adulto per una bambina, ma lo si fa da una prospettiva assolutamente originale.

    «Mi sembrava insensato scrivere un testo sulla pedofilia, e dire la pedofilia è un male: lo sanno tutti», annota l’autore «Dovevo cercare più in profondità, al di fuori di ogni significato scandalistico».

    Il linguaggio teatrale diventa così lo strumento privilegiato per uno sguardo “altro” sulla realtà e trasforma la cronaca della storia di una violenza in un’inquietante storia d’amore, che lega indissolubilmente, in maniera unica e crudele, due esseri viventi, protagonisti di una discesa negli inferi dell’animo umano di cui lo spettacolo prova a svelare le ombre, le mille paurose sfumature.

    Data la delicatezza dell’argomento, pur trattato con un estremo rigore morale, lo spettacolo è sconsigliato ai minori.

    Inizio spettacoli h 2030 – domenica h 16

    Ingresso: da 17 a 25 euro

  • Specula Dantis psicanalisi della divina finzione al teatro della Tosse

    Specula Dantis psicanalisi della divina finzione al teatro della Tosse

    Specula DantisDal 3 al 5 febbraio il teatro della Tosse ospita lo spettacolo “Specula Dantis”, un progetto che propone una riscrittura della Divina Commedia grazie a un incontro tra arti visive, musica e teatro.

    Il testo è stato presentato in gallerie d’arte e festival in Grecia e Italia e  trova ora un’inedita messa in scena teatrale presentata in anteprima al Teatro della Tosse.

    Al lavoro collaborano diversi artisti tra cui Jacopo Sabar Giacchino, Leonardo Denoda, Luca Albrecht Praussello, Caterina Fornaciai e il noto attore Franco Leo che guidano lo spettatore in un viaggio tra riferimenti culturali antichi e inaspettatamente contemporanei.

    Lo spettacolo, prodotto e realizzato dalla H Y P N O T É R A T R A spf, ha la struttura della divina Commedia, ed è diviso in Infero, Purgatorio e Paradosso, in cui i tre regni dell’aldilà dantesco sono psicanalizzati e ripercorsi in un viaggio diversamente abile in cui un centralissimo protagonista dal nome Jejè, con la disiata e “maledetta ” compagnia di Beatriz, si trova ad affrontare situazioni ed incontri imprevisti che popolano di nuovi personaggi i regni celesti. Compare così Napoleone in esilio sull’isola di Sant’Elena, il transessuale indovino Tiresia ed altri imprevisti abitanti dell’aldilà.  In tutto ciò si inserisce un vecchio Virgilius Off come narratore fuori scena e vagamente fuori di testa, che interviene come oracolo disoccupato, ora con toni grevi e senili, ora romantico e surrealista.

    Questa deriva finisce nell’imprevisto ed imprevedibile, che ha sapore di sogno e profumo d’incubo, in ogni caso, come nella Commedia: tutto e’ mistero.

    BIGLIETTI: Intero €15; Ridotti €10

  • Incontro con Filippo Timi, in scena all’Archivolto con lo spettacolo Favola

    Incontro con Filippo Timi, in scena all’Archivolto con lo spettacolo Favola

    Filippo TimiGiovedì 26 gennaio, alle ore 17 presso la Feltrinelli Libri e Musica di via Ceccardi si tiene l’incontro con l’attore Filippo Timi, in scena al Teatro dell’Archivolto il 25 e 26 gennaio alle ore 21 con lo spettacolo “Favola. C’era una volta una bambina, e dico c’era perché ora non c’è più”.

    Una rappresentazione in cui niente è ciò che sembra, Una commedia nera ambientata negli anni ’50 in un tipico interno americano, tra rimandi a Hitchcock, canzoni di Doris Day, Nat King Cole e un albero di Natale perennemente sullo sfondo. Protagoniste due amiche di infanzia, Mrs Emerald e Mrs Fairytale, casalinghe disperate, prigioniere di un mondo dorato posticcio, che sin dall’inizio rivela più di una crepa. Ma un turbinio di eventi paradossali farà ben presto precipitare le loro vite apparentemente perfette verso l’inimmaginabile.

    Filippo Timi, considerato uno degli attori più interessanti della nuova generazione italiana incontra il pubblico genovese per parlare del suo lavoro, assieme a Lucia Mascino e Luca Pignanoli, che recitano con lui nello spettacolo. Ingresso libero.

  • Pali, lo spettacolo in scena al Teatro Cargo il 28 gennaio

    Pali, lo spettacolo in scena al Teatro Cargo il 28 gennaio

    I PaliSabato 28 gennaio al Teatro Cargo di Voltri va in scena lo spettacolo Pali, un lavoro pervaso da una vaga atmosfera beckettiana: in scena quattro personaggi che cercano una via d’uscita e si ribellano a una società sempre più individualizzata, una società che puzza di egoismo, d’intolleranza e d’indifferenza. Per salvarsi si sono rifugiati sui pali.

    Solo sui pali i loro occhi riescono a vedere quello che tanti occhi fanno finta di non vedere. Solo sui pali ritrovano il piacere e il gusto di sentirsi liberi.
    Solo sui pali possono urlare il loro malessere a tutti, anche al cielo. Senza perdere mai la speranza e la voglia di sognare. I sogni che cercano di realizzare, creano atmosfere e situazioni surreali, che spesso ci fanno sorridere, ma che tanto ci fanno pensare, raccontandoci le ingiustizie del nostro tempo, del nostro cattivo tempo.

    Teatro Cargo, Piazza Odicini – ore 21

    Ingresso 15 euro

  • Spettacolo solidale al Teatro dell’Ortica a cura di Tilt

    Spettacolo solidale al Teatro dell’Ortica a cura di Tilt

    Teatro OrticaL’alluvione è passata e le ferite restano… Tilt, il Teatro indipendente ligure, dà vita a un’iniziativa per raccogliere fondi a favore degli alluvionati della Valbisagno domenica 22 gennaio al teatro dell’Ortica di San Gottardo.

    Attori, teatri e compagnia che aderiscono a Tilt-, con la partecipazione straordinaria di Ugo Dighero, presentano brani dai loro spettacoli:

    Giovanni Berretta“Cirano” – Mirco Bonomi “Non sono non siamo invisibili” – Nella Bozzano“Drasla” da Io donna immigrata – Marco Cambri “Canzone d’autore” – Beppe Casales“L’alluvione” – Ugo Dighero“Gnappo racconta…” – il Gruppo di Teatro Campestre “Ad hoc” – Gruppolimpido“Il conte Gadosky” – Irene Lamponi “La pace denunciata” – Luigi Marangoni “Le splendide città di Arthur Rimbaud” – Mauro Pirovano “Mauro Garibaldino” – Teatro dell’Ortica“Condominio ridens” & “Il grande tempio” – Teatro Nudo“Riti d’acqua” da Acqua Divina – Boris Vecchio“Soldatini”

    Teatro dell’Ortica – San Gottardo

    salita alla Chiesa di S. Gottardo 3

    Ore 2030

  • “Cuore caldo, ginocchia tremanti”, lo spettacolo al Sipario Strappato

    “Cuore caldo, ginocchia tremanti”, lo spettacolo al Sipario Strappato

    teatro palcoscenicoVenerdì 20 e Sabato 21 gennaio alle ore 21 Il Teatro Il Sipario Strappato di Arenzano ospita lo spettacolo “Cuore caldo, ginocchia tremanti”,  da un’idea di Jan Burdinski con i testi tratti da canovacci della commedia dell’Arte e alcuni scritti appositamente da Lazzaro Calcagno.

    Lo spettacolo presenta le vicende e i personaggi che da sempre caratterizzano la commedia dell’Arte, che rappresenta ancora oggi uno dei fiori all’occhiello della cultura italiana nel mondo.

    Pantalone vuole in moglie la giovane figlia dell’esimio Ballanzone, Fantesca. La ragazza tuttavia non vuol sentire le ragioni nè dell’avaro mercante nè tantomeno del padre. La giovane pulzella è segretamente innamorata del giovane Arlecchino, che però sembra solo interessato ai piaceri della tavola.

    Nel frattempo Pulcinella, scampato alla forca, irrompe a Venezia e incontra l’amico Arlecchino. I due non tarderanno a amettersi metterà nei guai. La storia si evolve tra lazzi e colpi discena, che con irresistibile comicità, non risparmieranno l’attualità italiana.

    Ingresso: Intero 12,00 euro – Ridotto 10,00 euro

  • Simone Weil, concerto poetico al teatro di Villa Duchessa di Galliera

    Simone Weil, concerto poetico al teatro di Villa Duchessa di Galliera

    Villa Duchessa di GallieraDomenica 22 gennaio alle ore 1630 nel Teatro di Villa Duchessa di Galliera a Voltri si tiene lo spettacolo “Simone Weil, concerto poetico”.

    L’evento si inserisce nell’ambito della manifestazione “Donne eccezionali”, che il Teatro Cargo ha voluto dedicare a donne che hanno fatto la Storia con la S maiuscola, ma anche a protagoniste di eroismi dimenticati.

    A poco più di un secolo dalla nascita di Simone Weil, l’artista Ilaria Drago, accompagnata dalla musica di Marco Guidi, mette in scena il potente, ineguagliabile ritmo del cuore e del pensiero della donna che fu definita “un miracolo dell’anima e della coscienza umana” e uno degli “ingegni più alti e puri di ogni tempo”.

    Attraverso la rilettura in forma contemporanea di una delle più grandi pensatrici, filosofe e poetesse del secolo scorso, Ilaria Drago (che il teatro Cargo porta a Genova per la prima volta) presenta un concerto-poetico, utilizzando strumentazioni elettroniche dal vivo e rielaborazioni drammaturgiche, capaci di rendere la performance molto coinvolgente: un gioiello teatrale, capace di entrare nel profondo dell’ascoltare e aprire lo scrigno dell’emozione.

    Il concerto poetico è una lunga lettera, l’ultima che Simone scrive al suo unico amico e confidente, Padre Perrin, ripercorrendo le tappe principali della sua breve vita.

    PREZZI: Intero € 11, Ridotto € 9

    PRENOTAZIONI: tel. 010/694240 – 010 694029 – 3400975765

    promozione@teatrocargo.it / happyticket.it / genovateatro.it

    TEATRO DI VILLA GALLIERA nel parco di Voltri: via Nicolò da Corte 2, Genova

  • Teatro Sociale di Camogli: cantiere abbandonato, non ci sono i soldi

    Teatro Sociale di Camogli: cantiere abbandonato, non ci sono i soldi

    Teatro Sociale Camogli

    (Aggiornamento febbraio 2012. In arrivo i fondi Fas, si attende la riapertura del cantiere: Intervista con l’architetto Marta Puppo presidente dell’Associazione “Gli Amici del Teatro Sociale”)

    Dopo decenni di abbandono, il Teatro Sociale di Camogli nel 2009 tornò agli onori della cronaca grazie all’apertura del cantiere per l’avvio dei lavori di restauro e messa in sicurezza, un progetto ambizioso fortemente voluto dai cittadini, un centinaio di famiglie che hanno formato l’associazione “Gli amici del Teatro Sociale“, autotassandosi pur di rivedere operativo il teatro forti dell’appoggio di un fondo statale Fas (Fondo Aree Sottoutilizzate) e del contributo di Provincia di Genova, Regione Liguria, la Fondazione Carige e dei comuni di Camogli e Recco.

    Un nuovo tentativo per restituire agibilità al teatro (dopo quello fallito che fece la Provincia di Genova negli anni 80 investendo 700 milioni di vecchie e pubbliche lire) destinato ad andare a buon fine, si diceva.

    Ma il 29 giugno 2011 la ditta SACAIM, che si era aggiudicata l’appalto, la stessa azienda che ha ricostruito il Teatro La Fenice a Venezia, sospende i lavori perché in credito di quasi 700.000 euro e abbandona il cantiere. Non ci sono i soldi per pagare gli operai.

    I lavori non terminati al Teatro di Camogli

    “Avevamo destinato dei fondi Fas all’opera – dichiarò Claudio Burlando nel 2010 – ma come per altre opere, non sono arrivati e abbiamo anticipato la spesa. Non so come faremo, se non arrivano”. I Fas non sono arrivati e la Regione al momento non ha i soldi per intervenire.

    Nel frattempo in via Bettolo a Camogli, davanti al Teatro Sociale, il cantiere è abbandonato da mesi, le finestre della struttura sono coperte con teli di nylon e quindi esposte alle infiltrazioni d’acqua.

    Pochi mesi fa l’associazione “Gli amici del Teatro Sociale” ha scritto una lettera aperta alle istituzioni dove in particolare viene sottolineato:

    – che ad oggi sono stati versati oltre 700.000 euro di soldi pubblici;
    – che tale somma è anche comprensiva di  26.000 euro quale contributo volontario trasmesso dalla nostra associazione attraverso l’iniziativa delle “cento famiglie”, che costituisce la dimostrazione della importanza che per i cittadini di Camogli e non solo, riveste la riapertura del Teatro Sociale ;
    – che un cantiere di tale delicatezza non può rimanere chiuso a lungo senza causare danni irreversibili economici e tecnici;
    – tenuto conto che, come si legge nella delibera Regionale n.1014/24.7.2009 “la presenza di un teatro funzionante rappresenta una naturale risorsa culturale, economica e sociale per il territorio in cui si trova”;

    Un servizio Rai andato in onda subito dopo la notizia dell’apertura del cantiere testimonia l’entusiasmo che si era creato nelle persone, anche non direttamente coinvolte, per il recupero del vecchio teatro… I lavori avrebbero dovuto ingrandire la buca dell’orchestra, era previsto il rinnovamento completo delle macchine sceniche, la trasformazione dell’antico alloggio del custode in zona uffici e la conversione dell’ex cabina di regia in sette nuovi palchi centrali.

    Il teatro sociale di Camogli risale al 1876, precisamente venne inaugurato la sera del 30 settembre con una rappresentazione dell’Ernani di Giuseppe Verdi. Tra il 1929 e il 1932, per non meglio precisati problemi di sicurezza, arrivò la prima chiusura della sala. Si riaprì nel 1933, ma il teatro cambiò nome in “Principe di Piemonte”.

    Dopo la seconda guerra mondiale, il teatro riprese il proprio nome originale ma venne utilizzato come sala cinematografica, fino alla chiusura completa sul finire degli anni settanta.

     

  • Signorina Giulia, lo spettacolo al teatro della Corte

    Signorina Giulia, lo spettacolo al teatro della Corte

    Signorina GiuliaDal 17 al 22 gennaio è in scena al Teatro della Corte lo spettacolo “Signorina Giulia”, con Valeria Solarino e Valter Malosti.

    La commedia di August Strindberg si svolge in Svezia nella “Midsommarnatten”, la notte di mezza estate: soprattutto nei paesi nordici, occasione rituale di scatenamenti orgiastici. È in questa notte magica di San Giovanni che la contessina Giulia, la padrona, e Giovanni, il servo di suo padre, sono indotti a sperimentare il superamento della distinzione maschio e femmina e la contrapposizione di classe, dando così vita allo sconvolgimento dei ruoli e all` esperienza del diverso.

    Quello che propone la Signorina Giulia è un viaggio nell’inferno. Si scende giù per andare nella cucina, regno sprofondato della servitù dove gli alberi si intravedono appena e un raggio di luce del mattino è un’apparizione sacra: l’ora del sacrificio.

    Signorina Giulia

    Teatro della Corte – Corte Lambruschini, Piazza Borgo Pila 42

    Orari Giorni feriali h 2030 – domenica h 16

    Biglietti da 17 a 25 euro

    Offerta speciale per gli under 30: 10 euro

  • Emma Dante, intervista esclusiva alla regista siciliana

    Emma Dante, intervista esclusiva alla regista siciliana

    Emma DanteIl Teatro dell’Archivolto ospita, venerdì 20 gennaio e sabato 21, uno spettacolo della regista e drammaturga Emma Dante. Palermitana, classe 1967, è tra i più affermati registi nel teatro di ricerca contemporaneo. Forte di un linguaggio personalissimo e intenso, ha collezionato negli anni diversi premi, come regista emergente e migliore novità italiana tra il 2001 e il 2003, come migliore regista e drammaturga con il Premio Gassman e il Premio della Critica nel 2004, fino al Premio Vittorini del 2009 per il suo romanzo “Via Castellana Bandiera”. I suoi spettacoli sono stati rappresentati anche all’estero in diversi paesi europei tra cui Francia e Spagna. All’Archivolto va in scena con “Gli alti e bassi di Biancaneve”.

    Può spiegare brevemente il significato del titolo e in che modo ha approcciato una fiaba tradizionale come questa? In sostanza, di cosa tratta lo spettacolo?

    È la riscrittura di Biancaneve dei fratelli Grimm. La ragazzina chiamata Biancaneve viene cacciata di casa per invidia della matrigna e trova rifugio nel bosco a casa dei sette nani. Biancaneve fa esperienza del mondo uscendo di casa e diventa grande attorniata da esseri imperfetti come i minatori bassi e la matrigna che grazie a un sortilegio si trasforma in una vecchia strega alta e secca.

    Nella sinossi si legge che i nani sono senza gambe, mutilati da un incidente in miniera, e la regina rappresenta, più che il male vero e proprio, il pericolo dell’esaltazione dell’io. Tema doloroso il primo, che rimanda agli incidenti sul lavoro, tema altrettanto di attualità il secondo, nel mondo iperindividualistico di oggi. Nel sottotitolo si legge inoltre “favola per bambini e adulti”: come ha reso accessibili ai bambini temi così complessi?

    Ho cercato di usare la fantasia per raccontare qualcosa di reale come un incidente in miniera o l’egocentrismo che dilaga sempre di più in una società individualistica. Lo spettacolo non vuole far denunce o lanciare messaggi sociopolitici, semplicemente cerca di mostrare al bambino un’altra versione dei fatti, partendo dal basso, dalle piccole cose come un cappello e un paio di ginocchiere o una mela e un paio di trampoli. Mi piacerebbe responsabilizzare il bambino che davanti a un certo tipo di esperienza diventa adulto e fare in modo che l’adulto, tornando bambino, possa lasciarsi andare a regole nuove.

    In una quotidianità dominata da una comunicazione-lampo, soprattutto visiva, in cui la fruizione è istantanea, usa e getta, come si può proporre, soprattutto ai più giovani, la comprensione del “tempo” del teatro, che è scandito in maniera totalmente diversa?

    È difficile effettivamente far spegnere in sala gli iphone, praticamente impossibile. Ma io tengo duro, insisto e secondo me a forza di insistere la gente si stanca di distrarsi continuamente e va a finire che casca nella mia trappola. La mia trappola è il teatro, come riflesso dell’umanità, lo specchio della regina viene interpellato anche da noi, è l’unico modo per non essere passivi.

    Com’è fare teatro in un momento di difficoltà come questo, in cui molti chiudono o rischiano la chiusura e altri, come il Teatro Valle a Roma, vengono occupati per protesta? Si può dire a questo punto che continuare a fare cultura è una forma di resistenza?

    Assolutamente sì. Diciamolo forte: fare cultura oggi è una forma di resistenza, una condizione straordinaria in un paese assuefatto e stanco.

    Scrivere e mettere in scena opere teatrali originali può ancora essere un lavoro e Lei ne è la dimostrazione; quale pensa possa essere la strada da seguire per i giovani autori? Mandare presentazione della propria opera a tutti i teatri possibili e immaginabili che nell’ipotesi di un sì chiedono comunque affitti di centinaia di euro, o esistono altri modi per perseguire l’ambizione di vivere di teatro?

    Fare il teatro nell’entroterra del proprio io, questo è il mio consiglio, gridare forte la propria voce dal basso, da uno scantinato, da un vicolo buio… farlo con tutta la forza di cui si è capaci.

    Claudia Baghino

  • Actors&PoetryFestival: teatro Gag cerca attori, speaker e doppiatori

    Actors&PoetryFestival: teatro Gag cerca attori, speaker e doppiatori

    attori teatroIl Teatro Gag sta organizzando la prima edizione di un festival dedicato ad arte, performance e poesia: l’Actors&Poetry Festival si terrà a marzo 2012 e consisterà in una performance rivolta ad attori, professionisti e non, che vorranno cimentarsi in gara, oltre a una serie di workshop aperti al pubblico e che ospiteranno attori, autori, editori di audiolibri e agenzie pubblicitarie.

    Aspiranti attori, speaker e doppiatori possono presentare la loro candidatura per far parte del team del festival in una delle sue quattro sezioni: poesia e lettura in versi, speakering, doppiaggio televisivo e lettura di audiolibri.

    I curricula possono essere inviati entro il 21 gennaio 2012 all’indirizzo mail teatrogag@gmail.com.

    Marta Traverso