Amiu-Iren, i lavoratori bocciano l’accordo siglato con Comune, la delibera potrebbe essere ritirata

amiuColpo di scena, neanche troppo inaspettato, nella complessa vertenza che dovrebbe portare all’ingresso di Iren nel capitale sociale di Amiu, attualmente azienda in house del Comune di Genova che gestisce il ciclo dei rifiuti. Questa mattina, nel corso di un’assemblea generale molto tesa, i lavoratori hanno respinto a larghissima maggioranza il verbale di accordo tra l’amministrazione e i rappresentanti sindacali che avrebbe modificato in maniera sostanziale la delibera per l’avvio della negoziazione tra Comune e Iren, il cui voto in Consiglio comunale sarebbe previsto tra domani e dopodomani.

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Condizionale ormai d’obbligo. A Palazzo Tursi il voto ha colto tutti di sorpresa e nel pomeriggio un incontro tra gli assessori al Bilancio e all’Ambiente, Francesco Miceli e Italo Porcile, dovrebbe decidere il da farsi: andare lo stesso in Aula senza l’accordo con i sindacati e con il rischio di ripercussioni sul voto già così non scontato? E con quale versione della delibera? Quella che mantiene comunque le richieste dei sindacati o quella iniziale fortemente contestata perché non aderente all’accordo siglato nel luglio scorso? Oppure prendere tempo, ritirare la delibera o cercare l’appoggio dei consiglieri di maggioranza per far saltare il numero legale?
Qualche incertezza anche sul fronte sindacale, con la situazione che potrebbe essere sbrogliata questa sera nel corso di una segreteria unitaria. Con lo sciopero respinto dalla prefettura, se il Comune mantenesse la delibera in votazione tra domani e dopodomani potrebbero essere convocate della assemblee dei lavoratori per consentire la partecipazione ai lavori del Consiglio. «Sinceramente non so che cosa accadrà ora», afferma alla agenzia Dire Corrado Cavanna, Fp Cgil, il più favorevole tra i sindacalisti all’accordo. «Pur avendo disdetto lo sciopero in seguito alle segnalazioni della Prefettura per evitare sanzioni – spiega Umberto Zane, Fit Cisl- siamo stati buoni profeti a non siglare nemmeno il verbale di incontro con il Comune (vidimato, invece, da Cgil, Uil e Fiadel, ndr), perché sapevamo più di altri che per i lavoratori non sarebbe stato sufficiente». Sul futuro, «siamo disposti a parlare con chiunque – afferma Roberto Gulli, Uil trasporti ma il nostro punto di caduta è il mantenimento della maggioranza pubblica di Amiu».

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