Mese: Dicembre 2011

  • Bandi per le imprese alluvionate, 5 milioni dalla Regione Liguria

    Bandi per le imprese alluvionate, 5 milioni dalla Regione Liguria

    Fnac Genova alluvioneSegnaliamo due bandi utili alle piccole medie imprese che hanno subito danni dopo l’alluvione del 4 novembre scorso (la stima definitiva è di 1.290 imprese danneggiate, per un totale di 89.164.285 euro).

    Il primo è il bando legge 266/1997 Municipi III – Bassa Valbisagno e IV – Media Valbisagno che è partito il 21 novembre e rimarrà aperto sino al 20 maggio 2012. Il secondo è stato presentato oggi in Regione dal presidente Claudio Burlando e dall’assessore allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli, partirà lunedì 12 dicembre e si chiuderà il 31 gennaio del 2012.

    BANDO LEGGE 266/1997

    Soggetti beneficiari: Piccole imprese artigiane, commerciali, turistiche e di servizi nell’ambito dei Municipi III – Bassa Valbisagno e IV – Media Valbisagno.

    Agevolazione in “de minimis”
    a) un contributo a fondo perduto del 40% dell’investimento ammissibile fino ad un massimo di € 25.000,00;
    b) un finanziamento agevolato del 40% dell’investimento ammissibile fino ad un massimo di € 25.000,00. Il finanziamento è concesso sotto forma di prestito ad un tasso annuo dello zero e cinquanta per cento e dovrà essere rimborsato in dodici semestri, compresi i semestri di preammortamento, mediante rate semestrali posticipate costanti. La concessione del finanziamento agevolato sarà effettuata previo rilascio di idonee garanzie personali.

    Sono considerati ammissibili gli interventi relativi alle seguenti voci:
    1) ripristino dei locali;
    2) rinnovo delle attrezzature, macchinari ed arredi;
    3) ampliamento, ammodernamento, ristrutturazione dell’azienda;
    4) miglioramento dell’estetica esterna dell’azienda.

    Spese ammissibili (investimento minimo 15.000 + IVA) sostenuti dopo la presentazione della domanda, ad eccezione studi di fattibilità, progettazione esecutiva, direzione lavori:

    A) studi di fattibilità, progettazione esecutiva, direzione lavori, servizi di consulenza e assistenza (nel limite del 10% del programma di investimenti);
    B) acquisto e installazione di vetrine, vetri antisfondamento, cancelletti, insegne, tende esterne, illuminazione esterna,
    C) opere murarie e assimilate, per la ristrutturazione e per l’ampliamento dei locali compresi arredi fissi realizzati con opere edili;
    D) impianti di videosorveglianza, impianti produttivi, macchinari, attrezzature, arredi nuovi di fabbrica ed usati purché debitamente periziati da un professionista abilitato;
    E) sistemi informativi integrati per l’automazione, impianti automatizzati o robotizzati, acquisto di software per le esigenze produttive e gestionali dell’impresa; (es. sistema POS, Fidelity card, ecc.)
    F) investimenti per la sicurezza dei luoghi di lavoro dipendente, dell’ambiente e del consumatore (es. piano per la sicurezza, ecc.).
    G) acquisto brevetti, realizzazione di sistema di qualità certificati (ISO 9000 e altri), certificazione ambientale (ISO 14001, EMAS, ECOLABEL), ricerca e sviluppo;

    Sono escluse le spese per mezzi mobili targati destinati al trasporto di merci e/o persone, per materiale di consumo e lavori in economia, oltre alle spese relative alle voci D) E) F) i titoli di spesa di importo unitario inferiore a Euro 250,00.

    Non è ammissibile il cumulo con altri contributi e le domande possono essere presentate fino al 20 maggio 2012. Per maggiori informazioni: Ufficio Credito CNA (contattare dal lunedì al venerdì h 9-13 simonetta.agostini@cna.ge.it tel 010 54537353, daniela.locati@liguria.cna.it tel 010 54537349).

    BANDO REGIONALE

    Da lunedì 12 dicembre e fino al 31 gennaio 2012 le imprese alluvionate con un danno inferiore a 30.000 euro potranno presentare domanda di contributo per investimenti a fondo perduto alla Camera di Commercio di Genova. Il bando è di 5 milioni di euro complessivi (comprende anche la Camera di Commercio di La Spezia), i finanziamenti, erogati dalla Regione, consentiranno alle imprese di ottenere un contributo a fondo perduto del 40%, a fronte di spese già sostenute o che saranno sostenute per consentire la continuità dell’attività.

  • Tredinotte, reading di racconti e poesie giovani al Milk Club

    Tredinotte, reading di racconti e poesie giovani al Milk Club

    tredinotteSiete curiosi di scoprire quanto è florido il panorama culturale ligure? Alla faccia dei soliti nomi noti della cultura e di chi pensa che di questi tempi i giovani sanno darsi una mossa solo quando c’è da manifestare contro crisi e precariato, ecco la dimostrazione che quando c’è una passione si può superare ogni barriera.

    È il caso di un gruppo di giovani savonesi, amici dai tempi del liceo e accomunati dalla passione per la scrittura: insieme hanno fondato nell’estate 2010 TreDiNotte, una rivista underground free press in cui si pubblicano racconti e poesie.

    Ecco cosa si legge nel primo editoriale: «Avete mai provato a rollarvi una sigaretta in pubblico? Vi sentite osservati: i vecchi vi guardano, ma fanno finta di non vedervi per il sospetto che stiate facendo qualcosa di illegale e che siate delle teppe. Beh, noi, quando pubblichiamo, ci sentiamo davvero così, osservati ma ignorati, come i tossici nei giardini pubblici che tutti li vedono ma nessuno li guarda».

    Se avete voglia di conoscere da vicino i protagonisti di TreDiNotte e scoprire i testi che amano pubblicare, il loro primo reading genovese si terrà al Milk Club (centro storico, via Mura delle Grazie 25) venerdì 9 dicembre, ore 22.

    Marta Traverso

  • La lunga notte per Genova, un evento solidale al Porto Antico

    La lunga notte per Genova, un evento solidale al Porto Antico

    Vinicio CaposselaDomenica 11 dicembre alle ore 20, si tiene la serata solidale “La Lunga notte per Genova”, presso la Sala Maestrale Centro Congressi al Magazzini del Cotone del Porto Antico. 

    Uno spettacolo di beneficenza in favore delle scuole d’infanzia ed elementari delle zone colpite dall’alluvione del novembre scorso, organizzata dalla Cooperativa Artistica Musicale Zenart, in collaborazione con Comune di Genova e Porto Antico di Genova S.p.A.

    Alla serata hanno aderito grandi artisti, tra cui Vinicio Capossela, ospite d’onore della serata, e alcuni dei più prestigiosi musicisti del panorama jazzistico italiano, quali: Tullio De Piscopo, Franco D’Andrea, il grande trombonista Gianluca Petrella, la splendida vocalist Simona Bencini e Nick The Nightfly, storica voce di Radio Montecarlo.

    Sul palco anche tanti jazzisti e musicisti genovesi:  Andrea Pozza, Alessio Menconi, Luciano Milanese, Aldo Zunino, Gianluca Tagliazzucchi, Matteo Prefumo e Matteo Mammoliti, Riccardo Fioravanti, Ellade Bandini, Mattia Cigalini, Andrea Dulbecco e lo splendido gruppo dei Guano Padano che si esibiranno con Capossela. Lo spettacolo sarà presentato dai comici genovesi I Soggetti Smarriti, che con l’aiuto di Fabrizio Casalino, Antonio Ornano, Enzo Paci, Alessandro Bergallo e Lele Raco, allieteranno la serata.

    I biglietti, al costo di 20 euro, saranno in vendita online presso Happy Ticket, presso il Music Store del Porto Antico e si potranno prenotare chiamando il numero 010-416928

  • XXX, ieri alle 17 è scattata la nuova era dei siti pornografici

    XXX, ieri alle 17 è scattata la nuova era dei siti pornografici

    Da ieri alle ore 17 oltre 100mila siti pornografici sono apparsi (meglio dire ri-apparasi) con il nuovo suffisso .xxx, un’operazione guidata dall’ICM (l’azienda che regola l’iscrizione dei domini) per portare maggiore sicurezza in rete e regolamentare il vastissimo e ricco mercato (basti pensare che un terzo circa delle pagine web contengono porno) della pornografia online.

    Il dominio era stato approvato lo scorso anno dall’Icann, l’organizzazione internazionale non-profit internazionale che gestisce gli indirizzi web. L’idea di inaugurare il suffisso .XXX e’ stata contestuale all’introduzione dei suffissi .gov, .edu e .org.

    La richiesta era già stata avanzata cinque anni fa, ma era stata rifiutata dall‘ICM. Lo scorso marzo è arrivato il “ripensamento” e la valutazione per la vendita dei nuovi domini fissata a 60 dollari ciascuno.

    La legge in Italia in materia di pornografia è incentrata sul termine “pudore”. La punibilità, quindi, è legata alla definizione del concetto di “osceno”, e di “offesa al pudore”, che inevitabilmente assumono significati diversi a seconda della società e del periodo storico in cui si collocano e perciò suscettibili di variazioni a seconda dell’evoluzione della morale comune.

    In conclusione, non esiste nel nostro ordinamento un generale divieto di creazione, acquisto, detenzione o messa in circolazione di immagini “oscene”, sono vietate solo quando siano svolte con ostentazione a danno di terzi non interessati o non consenzienti o dei minori di anni diciotto.

  • Lanterna: completati i lavori, riapre il museo delle fortificazioni

    Lanterna: completati i lavori, riapre il museo delle fortificazioni

    Lanterna di GenovaTorna completamente visitabile – e sarà aperto anche nella festività dell’8 dicembre – il museo delle fortificazioni del Faro, gestito da Fondazione Muvita e Provincia di Genova. Sono infatti terminati gli interventi sullo sperone alla base della Lanterna, dove rocciatori specializzati hanno rimosso dalla parete i materiali instabili e poi ricoperto il versante con una rete metallica di protezione.

    “Per motivi di sicurezza durante i lavori sul costone che sovrasta il museo avevamo dovuto chiudere parte dei suoi accessi – spiegano Provincia e Fondazione Muvita – e suddividere la visita in due tappe, con ingressi separati per i diversi spazi”.

    Consolidato e protetto il promontorio ora il museo ritorna completamente visitabile, lungo un percorso unico che collega le sale dei fucilieri e la galleria (dove i monitor dei filmati multimediali raccontano la storia di Genova, della Lanterna e del lavoro marittimo e portuale) alle sale dei cannoni con strumentazioni della Marina e parti di fari storici.

    Museo, passeggiata della Lanterna e parco urbano sono aperti, mentre fino alla prossima estate, a causa dei lavori di restyling non sarà possibile salire sul Faro di Genova. Durante questo periodo il biglietto per il Museo avrà un prezzo promozionale ridottissimo, sottolinea la Fondazione Muvita.

    Dalla prossima settimana, intanto, la parte più alta del Lanterna, dalla prima balconata sino al cornicione al di sotto della cupola, sarà avvolta dalle impalcature di importanti lavori esterni, gestiti dal Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per conto del Comando Fari Alto Tirreno della Marina che, all’interno del faro sta già realizzando un nuovo ascensore di servizio e il completo rifacimento e adeguamento degli impianti elettrici e di illuminazione.
    Gli interventi esterni impermeabilizzeranno i due ballatoi e la cupola con il consolidamento del cornicione sottostante, la ripresa degli intonaci e la realizzazione di un nuovo impianto parafulmini.

    Secondo le previsioni, prima che la Lanterna torni visitabile, occorrerà attendere il prossimo mese di giugno.

  • Genova Solidale in Piazza Adriatico: due giorni con i volontari

    Genova Solidale in Piazza Adriatico: due giorni con i volontari

    StatutoVenerdì 9 e sabato 10 dicembre , Festa del Sole, Csoa Pinelli, Solidarbus, Gradinata Nord Genoa1893, Ultras Tito Sampdoria e la circoscrizione della Bassa Valbisagno, organizzano Genova Solidale in piazza Adriatico, due giorni di festa per ringraziare tutti i volontari che hanno  aiutato le vittime dell’alluvione del 4 novembre, e per raccogliere fondi da devolvere per la ricostruzione del quartiere, uno dei più devastati dall’ondata di maltempo.

    Si  inizia venerdì 9 dicembre alle 18.00 per proseguire  fino a mezzanotte tra stand gastronomici, esibizioni musicali live di Mr. Quaggott, Cavallotti Band e Beggar’s Farm e il dj set di Yoghi e Stefano Rebora.

    Sabato 10 dicembre spaghettata a pranzo offerta a tutti volontari e una serata ricca di musica, con The Lucky Wind, coverband dei Green Day,  il Tropico del Blasco, La Malacrianza, il gruppo ska torinese Statuto, Il Generale Mark One e i Cerchioni e Kiaroots.

    In occasione dell’evento, sarà allestitaanche una mostra fotografica del giovane fotoreporter genovese Matteo Niccolai, all’interno di un appartamento alluvionato e non ancora risistemato, per dare la possibilità di constatare lo stato in cui versa una casa alluvionata,  la drammaticità dell’alluvione appena passata e il grande lavoro svolto dai volontari.

    Ingresso gratuito con offerta libera, in caso di pioggia l’evento si svolgerà regolarmente.

  • Ecco la manovra “Salva Italia”: tanto fumo e arrosto amaro

    Ecco la manovra “Salva Italia”: tanto fumo e arrosto amaro

    Nicola Cosentino
    L'ex sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino

    Tanto fumo, arrosto amaro per i soliti noti, tartassati e tassati, cittadini, quelli normali dai più poveri, che vedi rovistare tra i cassonetti dei mercati di quartiere, a quelli un po’ più ricchi ovvero con una vita dignitosa ma che, certamente, non nascondono i loro tesori nelle banche svizzere o possono usufruire dei mille cavilli legali, quali società di comodo, per continuare a perpetrare, indisturbati, i loro lucrosi traffici.

    Tanto fumo, per mascherare dietro un fiume di parole quello che nessuno vuole confessare apertamente ma che non può nascondere: i soldi per la manovra “salva-Italia” sono stati presi là dove era più facile reperirli immediatamente, alla faccia dell’equità.

    Arrosto amaro per i pensionati di reddito medio-basso che si vedono “rubare” il frutto del loro lavoro, già ampiamente tassato alla fonte, a cui dovranno aggiungere l’ICI, se hanno la sfortuna di possedere la casa, il rincaro del cibo quotidiano per un aumento a pioggia dovuto a benzina ed IVA, aumenti dei servizi ect. etc. Giusto per la cronaca, ricordiamo che l’adeguamento delle pensioni non viene calcolato sul 100% dell’aumento del costo della vita ma solo sul 30%. Dov’è l’equità?

    L’equità andrebbe ricercata, ad esempio, in quei 5,5 miliardi di euro di buonuscita dati a Cosentino che sono una vergogna incommensurabile degna di una rivolta di piazza come avvenuta in Islanda, qualche tempo fa. Queste cifre da capogiro di cui dispongono una folta schiera di managers, faccendieri, trafficanti e, riccastri di ogni sorta e che non sono spendibili nell’arco di un’intera vita, come possono essere dimenticate o “glissate” dai vari esponenti della vita pubblica quando si confrontano con stipendi o pensioni che variano medialmente tra i 3000 (i più fortunati) e i 500 euro?

    Arrosto amaro anche per i piccoli proprietari da quelli che hanno la casa in cui vivono, acquistata con mille sacrifici o che ancorano stanno pagando con mutui da salasso, a quelli che ne possiedono una seconda, magari un’eredità dei genitori defunti, sulle quali già gravano pesanti oneri legati a spese di amministrazione ordinarie e straordinarie, balzelli di ogni genere per adeguamenti in materia di sicurezza (giusti) o per “fantasie” atte a far cassa (ricordo l’incredibile tassa sull’acqua piovana).

    Chi ha una seconda casa deve fare i conti, talvolta, con affittuari morosi con l’aggiunta dell’incredibile beffa che lo stato continua a richiede contributi su un affitto non percepito. La vuoi vendere? Impossibile, non ci sono le risorse economiche per portafogli “normali”. Una seconda casa, talora, lungi dall’essere un lusso si rivela una fonte di ulteriori aggravi su un bilancio via via più modesto, a meno che non parliamo del castello di Portofino che di acquirenti ne avrebbe una lunga fila tra i soliti “ignoti” al fisco italiano.

    Cosa diversa sono i grandi patrimoni immobiliari fonti di speculazioni che fanno lievitare costi e guadagni. La rabbia nasce spontanea, anche, tra coloro che si vedono allungare la vita lavorativa di 5-6 anni, in un solo colpo, a fronte di baby pensionati che, da anni, percepiscono un emolumento non propriamente guadagnato.

    Di chi la colpa? In Islanda, stabilito che il dolo era stato perpetrato dalle banche, si è stabilito che queste dovessero pagare per il loro incauto comportamento. In questo caso, poiché sono stati i politici, azzeriamo i loro privilegi e abbassiamo gli stipendi che sono analoghi a quelli di un magistrato a fine carriera (più vari ricchi incentivi): la solita vergogna se paragonata a una pensione minima.

    Analogamente si potrebbe andare a pescare su stipendi incommentabili come quelli di certi professionisti della televisione o dello sport ma qualcuno si ricorda quello che è successo, recentemente, quando si voleva fare pagare un po’ più di tasse ai calciatori? Mai toccare i privilegi delle varie caste!

    “Questa è una manovra di stampo ragionieristico, voi siete andati a prendere i soldi lì dove era più facile prenderli, dove c’erano sui grandi numeri minori capacità di reazioni, da quella parte del Paese meno capace di interdizione rispetto alle azioni del governo” mi permetto di rubare questo amaro ma veritiero commento di un politico, di cui non è importante l’ideologia, ma che riassume in pieno la percezione di iniquità che emerge da queste misure fiscali che, se pur fatte per la necessità di uno stato, rischiano di fare una” strage” dei suoi abitanti.

    Adriana Morando

  • “Natale Fantasy” alla Trattoria Lupo e in tutto il Civ di Prè

    “Natale Fantasy” alla Trattoria Lupo e in tutto il Civ di Prè

    Lupo TrattoriaGiovedì 8 dicembre, in occasione della ricorrenza dell’Immaccolata Concezione, Via Balbi e tutto il Civ di Prè organizzano la terza edizione di “Natale Fantasy”.

    L’Antica trattoria Lupo di Via delle Monachette offre ai visitatori un pomeriggio in simpatia alla scoperta del negozio del Lupo: un percorso tra l’oggettistica in ceramica, macramè, bijoux, abbigliamento e borse, idee regalo simpatiche ed artigianali.

    Nella stessa giornata dimostrazione Macramè, Tea di Natale profumatissimo e biscotti Pan di Zenzero e un omaggio per tutti gli avventori! (Dalle 1530 alle 1930, per info 010267036 – antica.trattoria.lupo@gmail.com – www.lupoanticatrattoria.it)

    Inoltre  l’intero quartiere ospiterà una cinquantina di gazebi con piccoli artigiani e veri e propri artisti con oggettistica tra la più varia ed originale, piccoli produttori di prodotti tipici e biologici operanti nelle Riviere Liguri e nel basso Piemonte.

    Dalle ore 14 si raduneranno le auto d’epoca Fiat 500 nella zona di Piazza Truogoli di Santa Brigida e di Piazza San Carlo, nel cortile d’onore di Palazzo Reale e presso il Grand Hotel Savoia, organizzato dal “fiat 500 Club Italia”. Le auto poi sfileranno alle 1630  in Via Balbi, via delle Fontane, Via Pré e Salita San Giovanni per terminare di fronte al Grand Hotel Savoia.

    Nel cortile del Palazzo Reale, intorno alle 14,30, la banda musicale “Città di Cogoleto” proporrà  brani natalizi e risorgimentali, dalle 1630 in poi si svolgerà una visita itinerante tra i Truogoli di Santa Brigida e Vai balbi alla scoperta dei punti di interesse storico e culturale.

  • Terzo Valico, il punto di Claudio Burlando: a gennaio apre il cantiere

    Terzo Valico, il punto di Claudio Burlando: a gennaio apre il cantiere

    Il giorno prima delle dimissioni di Silvio Berlusconi, il governo aveva finanziato il primo lotto di 600 milioni di euro per la realizzazione del Terzo Valico, conseguentemente Cociv e Rfi hanno firmato il contratto per l’avvio del cantiere.

    Il tanto atteso/discusso Terzo Valico del “Corridoio 24” (asse ferroviario Lione/Genova – Basilea – Duisburg – Rotterdam/Anversa), ha avuto questa mattina un’ulteriore “benedizione”, quella del presidente del consiglio Mario Monti che in sede Cipe ha sbloccato risorse per 1,2 miliardi di euro per il secondo lotto dei lavori del valico ferroviario Genova-Milano.

    “Siamo a un miliardo e 800 milioni di fondi – ha dichiarato oggi il presidente della Regione Claudio Burlando – pari ad un terzo del necessario, in pratica siamo molto avanti nel finanziamento e si può partire con i lavori. Il contratto firmato da Cociv e Rfi non è ancora quello definitivo perché manca il pieno accordo degli Enti locali e Autorità portuale sui cantieri, il trasporto e lo smaltimento dello smarino. Abbiamo già previsto di affrontare tali questioni con enti locali, Cociv e Autorità portuale e pensiamo di concludere questa fase prima delle vacanze di Natale. In quel caso agennaio potrebbe partire il cantiere.”

    “Con il finanziamento del Terzo Valico – ha aggiunto Burlando – si è avviata finalmente la stagione in cui riusciremo a mettere a posto le infrastrutture liguri. Infatti è in corso il raddoppio della linea del ponente, manca solo il tratto Finale – Andora per completare la risistemazione della linea ferroviaria ligure diretta in Francia. A questo si aggiunge il lavoro in corso per l’installazione dei binari a servizio del terminal di Sampierdarena che si raccorda con le opere per la nuova strada a mare che interviene anche sulla zona del Campasso e sulla Valpolcevera.”

    “L’auspicio è che si creino le condizioni perché ritorni economicamente positivo il trasporto su ferro. Se questo comparto si riorganizza si aprono prospettive molto interessanti con un volume di traffico di 7/8 milioni di teu”, ha concluso Burlando.

     

  • Opg: quaranta internati liguri, la Regione non interviene

    Opg: quaranta internati liguri, la Regione non interviene

    Quelle che sono vere e proprie discariche umane, gli Ospedali psichiatrici giudiziari, portati alla ribalta grazie al tenace lavoro della Commissione del Senato sull’efficienza ed efficacia del Servizio sanitario nazionale, continuano a rappresentare un contenitore di miseria e abbandono e ancora oggi “accolgono” 1500 internati distribuiti nei sei istituti italiani.

    Il 27 settembre il Senato ha approvato la risoluzione n. 6, relativa agli Opg. Il documento, nato sulla base dei risultati raccolti dalla Commissione presieduta da Ignazio Marino, invita le istituzioni competenti “a stipulare convenzioni con le regioni sedi di Opg al fine di individuare strutture idonee ove realizzare una gestione interamente sanitaria dei ricoverati, secondo le esperienze rappresentate da Castiglione delle Stiviere e dalle strutture e dalle comunità assistenziali esterne agli Opg”.
    Un modello, quello di Castiglione, dove sono accolti i reclusi ancora soggetti alle misure di sicurezza detentive.

    Ma questo è solo un aspetto della questione perché attualmente negli Opg sono internate persone, pari al 10% circa, non destinatarie di Mds (Misure di sicurezza). E quindi potenzialmente libere da quello che è ormai definito un “ergastolo bianco”. Senza dimenticare inoltre che circa il 30% è rappresentato da ricoverati in Mds provvisoria.

    Il 13 ottobre, pochi giorni dopo l’approvazione della risoluzione del Senato, l’Accordo della Conferenza Unificata del Consiglio dei Ministri ha individuato gli interventi integrativi come supporto alla dimissione dagli Opg degli internati che hanno concluso la Mds, di quelli in osservazione, o trasferiti dagli istituti penitenziari.
    “A tal fine entro il 30 giugno 2012 in ogni Regione o Provincia autonoma, in almeno uno degli istituti penitenziari deve essere istituita, attraverso i Dipartimenti di salute mentale, una sezione specifica per la tutela della salute mentale delle persone detenute onde contrastare e rendere non necessario l’invio di detenuti che manifestano problemi psichici in Opg, nonché per permettere nella garanzia della cura il ritorno dall’Opg di quelli già inviati dal carcere. Si impegnano inoltre i Dipartimenti di salute mentale a promuovere azioni integrate con i servizi sanitari e sociali territoriali per la presa in carico sanitaria e l’inserimento delle persone dimesse nei territori di appartenenza”.

    Già un paio di anni fa, una decisione assunta dalla Conferenza Unificata del 26 novembre 2009, prevedeva la dimissione di circa 300 soggetti entro il 31 dicembre 2010.
    Nell’ottobre di quest’anno invece è stata stipulata un’intesa Ministero della Salute – Ministero della Giustizia, per la dimissione entro marzo 2012, di 221 internati ritenuti non più socialmente pericolosi. Parliamo di nomi e cognomi forniti dalle stesse direzioni sanitarie dei 6 Opg italiani.
    In questi anni le Regioni hanno iniziato a lavorare ma i risultati raggiunti non possono considerarsi soddisfacenti.
    La “Relazione sui dati forniti da Regioni e Province autonome, ministero Salute e ministero Giustizia, relativamente alle rispettive azioni, in attuazione dell’accordo in Conferenza Unificata del 26 novembre 2009”, del settembre 2011, ha monitorato l’intervento interistituzionale tra gennaio 2010 e maggio 2011 su 543 soggetti dimettibili.
    Il risultato che emerge è la dimissione di 217 soggetti pari al 39,9% del totale. Le regioni più virtuose sono state Lombardia ed Emiglia Romagna che hanno dimesso circa il 90% dei dimettibili. Bene ha fatto anche la Toscana raggiungendo il 68%.

    Per quanto riguarda la Liguria su 43 soggetti valutati ne sono stati dimessi solo 10 (pari al 23%).
    Abbiamo provato ripetutamente e per oltre un mese, a parlare con l’assessore competente, Claudio Montaldo, per conoscere quali sono gli interventi allo studio della Regione Liguria per liberare i cittadini liguri – secondo gli ultimi dati risalenti al 26 luglio 2011 sono 39 – rinchiusi in questi lager legalizzati. Ma purtroppo attendiamo ancora una risposta.

    Comunque i problemi sono comuni in tutta la penisola.
    Mancano i necessari investimenti economici e scientifici. E soprattutto risultano assenti le risorse statali e regionali da investire in percorsi territoriali esclusivamente dedicati alla cura e alla riabilitazione dei malati mentali che hanno commesso reati.
    Il nocciolo della questione è proprio questo. Il processo di dimissione dagli Opg è concretamente realizzabile se si creano strutture ad hoc capaci di soddisfare quelli che gli esperti definiscono come indicatori interni ed indicatori esterni di pericolosità sociale. In sostanza è necessario che il compenso clinico e comportamentale sia mantenuto in contesto di cura esterno sulla base di un percorso in prova sottoposto a costante monitoraggio per almeno 6-12 mesi. Insomma occorrono strutture in grado di gestire questi pazienti per impedire che ogni trasgressione degli obblighi imposti dal giudice in ambiente esterno, comporti automaticamente un reingresso in Opg.

    In gioco c’è il rispetto dei diritti umani, palesemente violati negli Opg, come mostrato dal drammatico video girato durante le visite della Commissione nel giugno-luglio 2010. Oggi tutti, nessuno escluso, sono a conoscenza delle condizioni detentive in cui vivono 1500 persone malate di mente, spesso arrestate per futili motivi e dimenticate in questi istituti da decine di anni. Un modello da superare al più presto attraverso valide alternative capaci di garantire il diritto alle cure ma anche la verifica dell’esito delle medesime, per restituire alla società cittadini che possano godere di libertà piena e incondizionata dal vincolo giudiziario.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Aeroporto di Genova, il mistero della vendita a privati

    Aeroporto di Genova, il mistero della vendita a privati

    Analizzando i tanti progetti per il futuro dello scalo genovese, ci eravamo già imbattuti nel dilemma della privatizzazione dell’aeroporto genovese “Cristoforo Colombo”. Esisteva una data stabilita come termine ultimo per la presentazione delle offerte, il 27 luglio 2011. Da quel momento non se ne sa più nulla.

    Con un’interrogazione durante il Consiglio regionale odierno, il consigliere Raffaella Della Bianca (Pdl) ha portato nuovamente in luce la questione del passaggio a privati dell’areoporto, chiedendo chiarimenti al presidente Burlando sulle intenzioni dei compratori riguardo la gestione e il piano strategico.

    Questa la risposta del presidente della Giunta Claudio Burlando: “Alle questioni che lei pone ho già risposto per iscritto, dicendo che non sono in grado di rispondere a queste domande perché riguardano le competenze di un altro ente. Ho inoltrato la sua richiesta al presidente dell’autorità portuale Luigi Merlo e poi le trasmetterò quanto appreso”.

    Insoddisfatta dalla risposta, Della Bianca ha richiesto al Consiglio una riunione urgente della commissione trasporti per conoscere la situazione reale dell’aeroporto.

    In sostanza ad avere le idee poco chiare su quanto sta accadendo all’areoporto di Genova non siamo solo noi. L’Ufficio apposito dell’Areoporto non è stato in grado di risponderci e non è sembrato in grado di farlo neanche il presidente della Regione. Nessuna forzata dietrologia, per carità, ma questa situazione inizia a farsi inspiegabilmente misteriosa.

  • Manovra: perchè la chiesa continua a non pagare l’Ici ?

    Manovra: perchè la chiesa continua a non pagare l’Ici ?

    “Ha davvero una gran faccia tosta la CEI a obiettare che la manovra avrebbe potuto essere più equa, purché a pagare siano gli altri e non la Chiesa, evidentemente – spiega Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani – Tanto per cominciare sarebbe stata più equa se avesse abolito l’esenzione dell’Ici anche per le attività commerciali degli enti ecclesiastici e similari, piuttosto che fare cassa sulle prime case degli italiani”.

    Gli immobili adibiti ad attività commerciali della chiesa sono, per una legge voluta da Berlusconi nel 2005, completamente esenti da imposte.
    Parliamo di 30 mila edifici, secondo le stime dei Radicali, che svolgono attività non riconducibili al semplice esercizio del culto.
    “Il gettito stimato che si potrebbe ricavare da questi immobili è di almeno 600 milioni l’anno”, aggiunge Staderini.

    Nel 1992 quando venne introdotta l’Ici, si parlava di esclusione per tutti gli immobili considerati “particolarmente meritevoli”. La Corte di Cassazione ritenendo ambigua la dicitura, nel 2004, precisò che l’esenzione dall’Ici spettava esclusivamente alle strutture all’interno delle quali si svolgesse “un’attività effettivamente meritoria e legata al culto”.

    Ma un albergo, anche nel caso contenga una presenza di carattere religioso – ad esempio una cappella votiva – ha un fine esclusivamente commerciale e nemmeno lontanamente paragonabile ad un’esigenza di culto. Eppure ancora oggi e pure nel prossimo futuro il privilegio resta intatto.

    “Mario Monti aveva promesso rigore ma anche equità. Aveva promesso che avrebbe fatto la guerra ai privilegi. Invece il suo governo ha varato una manovra palesemente iniqua, che fa la guerra solo ai contribuenti italiani. Ci spieghino, Monti e gli altri membri dell’esecutivo, per quale recondito motivo la Chiesa, che possiede oltre il 20% del patrimonio immobiliare italiano, gode ancora dell’esenzione Ici, mentre si è pensato bene di colpire, per l’ennesima volta, la categoria dei pensionati. I cittadini italiani non ne possono più di governi inchinati alla casta ecclesiastica. Ritengo che la stessa Chiesa dovrebbe mostrare maggior senso di responsabilità proponendo l’abolizione dell’esenzione di cui gode”.
    Così in una nota l’europarlamentare e responsabile nazionale del Dipartimento Antimafia di IdV, Sonia Alfano, commenta la manovra del governo Monti.

     

    Matteo Quadrone

  • La manovra Monti riduce lo spread, ma risparmia evasori e privilegiati

    La manovra Monti riduce lo spread, ma risparmia evasori e privilegiati

    Spese e debito pubblicoLa prima cosa da notare è che con l’annuncio della manovra di Monti è sceso drasticamente lo spread. L’indice che esprime la differenza tra quanto rendono i titoli di Stato tedeschi e quelli italiani ha rappresentato il termometro della terribile febbre finanziaria che ci ha colpito quest’estate.

    Nei giorni più caldi della crisi, in pratica, lo spread ci spiegava che se la Germania piazzando un titolo obbligazionario a un compratore si faceva dare 100 promettendogli a dieci anni 101, l’Italia per fare lo stesso doveva promettere 107 o 108. La differenza tra le due “promesse” è appunto il valore in percentuale dello spread (che in inglese vuol dire proprio “apertura, gamma”).

    Considerando che la Germania paga i rendimenti più bassi e costanti d’Europa, se aumenta la nostra differenza da loro e cioè sale lo spread, significa che ci stiamo indebitando sempre di più per reperire liquidità. E questo avviene perché i compratori non si fidano della nostra capacità di ripagare i debiti ed esigono un margine di guadagno più ampio per correre il rischio. Ma più salgono i tassi, più aumenta il debito. E più aumenta il debito, più aumenta la sfiducia dei compratori: e così i tassi tornano a salire. Una spirale perversa che se non viene invertita fa schizzare verso l’alto i rendimenti fino alla soglia di non ritorno: lo Stato che dichiara la bancarotta.

    Ci siamo andati vicini e il pericolo non è del tutto scongiurato. Gli effetti già si vedevano e si vedono ancora: la fuga dei capitali, la corsa all’oro come bene rifugio, l’aumento del costo del denaro, l’aumento dei tassi sul prestito bancario e via dicendo. Se avessimo varcato la soglia di non ritorno, il mutuo per la casa o il finanziamento per l’impresa sarebbero diventati impossibili: è il cosiddetto “credit crunch”, la contrazione del credito, che chiude i rubinetti all’economia provocando fallimenti di imprese a catena, disoccupazione ai massimi livelli e taglio selvaggio della spesa sociale. Uno scenario che andava scongiurato. Ed è proprio per questo che è stato sostituito Berlusconi: perché si era rivelato inadatto a gestire la crisi. E per lo stesso motivo è stato chiamato Monti: perché aveva la reputazione e la stima necessarie per gestire una situazione così grave.

    Non dobbiamo dimenticarci di tutto questo. Non dobbiamo dimenticarci di quanto si sia rivelato inconcludente il precedente governo. Berlusconi aveva governato otto degli ultimi dieci anni garantendo una crescita economica ridottissima; aveva fatto tre manovre in una sola estate e quando si è dimesso, ci ha lasciato con uno spread superiore ai 560 punti. Non dobbiamo dimenticarci che in 20 giorni dal suo giuramento, Monti ha presentato una manovra che deve ancora essere approvata e già ci restituisce uno spread attorno ai 380 punti. Siamo lontani dai valori molto più bassi di un anno fa, ma è innegabile che siamo sulla buona strada.

    Ciò non significa che siamo guariti. La manovra deve ancora passare tra le forche caudine del parlamento e, soprattutto, la partita vera si giocherà in Europa. Se Monti incassa una manovra rigidissima sul versante dei conti, con un nuovo sistema pensionistico più rigoroso di quello tedesco, potrà poi andare a parlare con Francia e Germania e spingere con maggiore credibilità sul tasto della messa in sicurezza dell’euro, che è l’unica cosa che può scongiurare davvero la crisi.

    Ma niente è certo: siamo ancora appesi ad un filo. Quello che si può dire per ora è che Monti sta facendo davvero quello per cui è stato chiamato. E che stiamo toccando con mano quanto ci sia costato Berlusconi e, più in generale, una classe politica incapace ed inefficiente.

    Detto questo, il giudizio sulla manovra in sé e per sé non può che essere negativo. Era giusto ricordare come mai siamo arrivati a questi punti e cosa rischieremmo se ora l’iter di approvazione si arenasse in parlamento: ma ciò non vuol dire che la manovra sia giusta ed equa. Ha il pregio di garantire i saldi finali, ma ha il vizio di farlo passando attraverso le solite tasse e i soliti tagli.

    Ho già scritto su queste colonne che esistevano molti modi per reperire le risorse necessarie a raggiungere la parità di bilancio nel 2013: sono talmente tante le soluzioni che qualcuna l’ho certamente dimenticata. Eppure Monti ha fatto pochissimo in questo senso. Ha fatto pagare quasi tutto alla gente e pochissimo ai privilegiati, agli evasori e ai partiti.

    Imporre la tracciabilità dei pagamenti in contanti sopra i 1000 euro temo che servirà a poco. Chiedere un 1,5 % in più a chi aveva rimpatriato capitali tenuti all’estero evadendo il fisco e pagando solo il 5 % per rimettersi in regola, fa sorridere: costoro se la cavano comunque pagando un 6,5 % totale laddove in altri paesi per la stessa cosa si era chiesto il 20 %. Se si voleva introdurre una norma retroattiva (a rischio di incostituzionalità), tanto valeva osare di più. La Chiesa dal canto suo si è scampata l’ICI. La casta poi se l’è cavata piuttosto bene, come ha scritto Sergio Rizzo sul Corriere (uno che se ne intende, visto che il libro La Casta lo ha scritto lui): i pilastri su cui si basa il sistema di potere dei partiti non sono stati toccati. Insomma, Monti che predicava l’equità si è rivelato iniquo?

    Ad esser onesti non ce la possiamo prendere con lui più di tanto. Innanzitutto perché è sempre il Parlamento che approva le leggi. Una tassa sui patrimoni, ad esempio, che per entrare in funzione già richiede del tempo che non abbiamo, il PDL non l’avrebbe votata. Stesso discorso per le frequenze del digitale terrestre. Semplificando molto, oggi le stiamo regalando a Rai, Mediaset e LA7, quando mettendole all’asta potremmo ricavarne qualche bel miliardo di euro: ma c’è qualche dubbio che Berlusconi avrebbe fatto il diavolo a quattro contro un provvedimento simile? La realtà purtroppo è sempre la stessa. Quando bisogna prendere dei provvedimenti in Italia, chi vede toccato i suoi interessi si muove compatto: sindacati, corporazioni, associazioni di categoria, ordini religiosi e professionali, politici e via dicendo. Gli unici che non si sanno muovere insieme, come le pecore di un gregge, sono gli Italiani.

    Se oggi la gente subisce una manovra durissima, la colpa è senza dubbio di politici inefficienti che sono stati a guardare fino a che non è dovuto intervenire un “podestà straniero”. Ma in ultima analisi la colpa è degli Italiani stessi, che questi politici li hanno votati, che hanno creduto ciecamente a Berlusconi prima e a Monti adesso e non hanno ancora imparato che, come dice Fitoussi, «non c’è Zorro e non c’è Superman».

    Dovremmo smetterla di affidare il controllo sulle nostre vite ad un individuo solo, perché questo, per bravo e volenteroso che sia, si scontrerà sempre contro le medesime resistenze e finirà sempre per accontentare chi ha potere di ricatto, lasciando sullo sfondo quei cittadini che pure dovrebbero essere i padroni in democrazia.

    Anziché disinteressarci della vita pubblica per poi subirne le conseguenze, dovremmo tornare ad interessarci, a comprare i giornali, a seguire la politica e l’economia, a scendere nelle piazze, a dedicare un po’ del nostro tempo ad acquisire elementi utili a prendere noi le decisioni, tramite rappresentati scelti da noi e da noi monitorati severamente. Sarebbe semplicemente la democrazia, cosa che non esercitiamo più da tanto tempo. Per questo oggi non ha senso prendersela perché si va in pensione 5 anni più tardi: è solo uno dei tanti prezzi da pagare per aver lasciato la nostra sovranità in mano ad altri.

    Andrea Giannini

  • Stonehenge, una ricerca per svelare i misteri delle “pietre sospese”

    Stonehenge, una ricerca per svelare i misteri delle “pietre sospese”

    StonehengeIl triangolo delle Bermuda, la città scomparsa di Atlantide, il Sacro Graal, i Moai dell’isola di Pasqua… sono misteri che, da sempre, affascinano gli studiosi e li spingono a nuove ricerche come quella che ha portato l’archeologo Henry Chapman, dell’Università di Birmingham, a formulare una nuova ipotesi sugli enigmi che circondano i maestosi menhir di Stonehenge.

    Le “pietre sospese”, questo è il significato del nome, è un insieme di megaliti disposti in cerchio, datati tra il 2500 e il 2000 a.C., (il terrapieno di forma circolare e il fossato risalirebbero al 3100 a.C.) sul cui significato rituale si sono fatte le più disparate ipotesi, partendo dal tempio per venerare i morti o per adorare il sole, passando per un santuario dalle virtù miracolose, finendo col etichettarlo come un gigantesco strumento astrologico.

    Ma qualunque fosse la finalità, la recente e costosissima ricerca dell’archeologo inglese, in base ad evidenze fossili, ha potuto accertare che il sito fosse, già, un luogo di culto 500 anni prima della deposizione delle grandi pietre. La scoperta emersa grazie a speciali radar per sondare il sottosuolo ha portato, infatti, all’individuazione di due grandi camere, allineate lungo un asse con direzione est-ovest, che passa nell’esatto centro di Stonehenge e raggiunge la Pietra del Tallone, un imponente megalito alto 5 m., che si trova all’estremità del complesso. Un vero “sentiero” rituale attraverso il quale, si ipotizza, si svolgessero processioni in onore di quel dio Sole che raggiungeva l’apice del cielo nel solstizio estivo.

    La ricerca è solo all’inizio e si concluderà tra due anni dopo aver sondato il terreno circostante fino alla profondità di due metri, per una superficie complessiva di 10km quadrati. Le “pietre blu”, arrivate nella piana inglese di Salisbury, dove si erge il sito archeologico, dalle cerulee rocce vulcaniche dei monti gallesi, potrebbero essere, dunque, i misteriosi guardiani di un segreto ancora più arcano fatto di altre decine, se non centinaia, di pozzi e di camere interrate che, ancora inviolate, potrebbero raccontarci ataviche storie di un popolo vissuto nel neolitico.

    Non si potrà , comunque rispondere all’ interrogativo, già posto per le coeve piramidi egiziane, di come massi così grandi possano essere stati trasportati ed eretti, stante i miseri mezzi a disposizione se non cercando nella tenacia con cui l’uomo ambisce a lasciare traccia di se nella storia di ieri, di oggi e di domani. Forse è proprio questo il fascino magico di questi luoghi dove si sente aleggiare, tangibile, la potenza della mente umana.

    Adriana Morando

  • La Claque, una settimana di eventi “piccanti”

    La Claque, una settimana di eventi “piccanti”

    Eve la plumeEcco gli eventi in programma questa settimana a La Claque, il locale in via San Donato.

    Da mercoledì 7 dicembre

    CARNE – Inaugurazione mostra

    Il Progetto “CARNE” è un album di fumetti a tema pornografico che nasce dalla noia e dalla costante insoddisfazione sessuale da parte di alcuni ragazzi che vivono nelle zone limitrofe della città di La Spezia. I motivi che sono alla base del progetto vanno ricercati nello spirito che alimenta e contraddistingue le due realtà promotrici: Lo-fi Comics e Mescaleros crew Lo-fi comics dapprima è solo una fanzine cartacea che in seguito al successo riscontrato fra i peggio sfigati del quartiere di Romito Magra e del borgo di S.Terenzo diventa poi una realtà indipendente che supporta la produzione di fumetti e di disegni irriverenti per persone con un pessimo profilo morale e un basso quoziente intellettivo. 

    Giovedì 8 dicembre 2011

    Ore 22.30 Buke & Gass

    Il duo di stanza a Brooklyn BUKE (byook) & GASS (gace) è composto da Arone Dyer al “buke” (un ukulele baritono a sei corde modificato) e Aron Sanchez al “gass” (un ibrido di chitarra e basso autocostruito). Entrambi suonano due strumenti contemporaneamente, tenendo in movimento una schiera di percussioni azionate con gambe e piedi. Per arricchire ulteriormente questi suoni sono passati attraverso catene di pedali elettronici per ottenere una complessità armonica non da poco.
    Le linee vocali super melodiche della Dyer si insinuano in una materia sonora bella quanto compatta, bilanciandosi tra registri chiari e scuri, caos e controllo.
    I loro live ad alto tasso di multitasking sono inaspettate esplosioni visive quanto sonore.

    BIGLIETTI Intero: 7 €

    Venerdì 9 dicembre 2011

    Ore 22.30 Burlesque before Christmas

    Il primo regalo del Natale 2011 è a La Claque, che per il suo pubblico ha preparato un Burlesque nuovo di zecca. Una serata che aggiunge al classico peperoncino necessario per  la buona riuscita di qualsiasi Burlesque un po’ di atmosfera Burtiana. Quindi sul palco ci sarà la domatrice di leoni, il carillon e un po’ di quell’atmosfera horror tipica dei film di Tim Burton. Un circo che mischia i generi e si diverte  spiazzare il pubblico. Tra i protagonisti la splendida e sensuale Eve La Plume accompagnata da Coco la Nuit, Lola BB Blond, Silver Boy, The Cook, The Hook, The Look e il Ragazzetto.

    BIGLIETTI Intero: 15 €

    Sabato 10 dicembre 2011

    Ore 22.30 Emanuele Dabbono ” Trecentoventi “

    Uno dei cantautori di nuova generazione più apprezzati e promettenti: la capacità di restare tra Rock e pop gli ha permesso di arricchire il suo bagaglio di musicista con esperienze anche molto diverse .

    Dopo aver vinto numerosi premi in giro per l’Italia nel 2006 pubblica il primo singolo  “Scritto sulla pelle”, prodotto dai Planet Funk,  e a lungo trasmesso da radio  e televisioni musicali . E’ però il terzo posto nella prima edizione di X-Factor che gli apre la strada di una popolarità più ampia . Emanuele  però è e si sente  un cantautore rock e un polistrumentista , per cui a coda della popolarissima trasmissione di rai 2 esce il suo primo EP dal titolo “Ci troveranno qui” giunto in 12 ore al secondo posto nella classifica di iTunes e  seguito da un tour con la sua nuova band, i Terrarossa , dove la scelta musicale è assai lontana dalle patinate immagini televisive ,

    Il 5 Giugno 2010 il nuovo singolo “Pacifico” , al 4° posto nella classifica rock e  al 13° in quella generale di iTunes.

    Nel frattempo vive una nuova esperienza professionale come conduttore televisivo su Suono Tv ed una nuova “ forte “ esperienza artistica ed umana producendo il singolo “Forza Diego Corri”  a sostegno della ricerca sull’atrofia muscolare spinale , che avrà grande eco mediatico .

    Il 12 novembre 2011 esce il suo l’ album “Trecentoventi” che scala la classifica Itunes, raggiungendo il 4° posto nella prima settimana di pubblicazione.