Mese: Dicembre 2011

  • A Chiavari la tradizionale Zabaionata di Capodanno

    A Chiavari la tradizionale Zabaionata di Capodanno

    ZabaioneIl primo gennaio, dall’1 di notte il gruppo “Pino Solari” organizza, in Piazza S. Giacomo a Chiavari, la ventunesima edizione della “Zabaionata” dove verrà distribuito un gustoso zabaione caldo a tutti i passanti.

    Un evento tradizionale, giunto ormai alle ventunesima edizione, organizzato dal gruppo “Pino Solari”, composto da 95 uomini che si ritrovano una volta al mese in riunioni conviviali, cene cucinate dagli stessi soci e che organizzano feste di piazza quali la Sagra di S. Giacomo e la Castagnata il cui ricavato, tolte le spese, viene sempre devoluto in beneficenza.

    Le offerte per la degustazione dello zabaione saranno devolute alle opere di Don Nando

  • I monumenti italiani tra degrado e incuria, Genova non fa eccezione

    I monumenti italiani tra degrado e incuria, Genova non fa eccezione

    Chiesa del Gesù GenovaL’Italia, è proprio il caso di dirlo, è tutta una rovina. Rovina per la stangata erariale che ha impoverito tutti e che ha fatto registrare un crollo delle vendite che vanno dal -30 (abbigliamento, scarpe) al -5 % (giocattoli) e una media che si asseta sul -28%?No, si tratta dello sfascio a cui nostri monumenti storici vanno incontro considerato che, pezzo dopo pezzo, vengono giù, spinti più che dalla forza di gravità dal degrado e dall’incuria.

    Dopo il tragico crollo della Casa dei Gladiatori, a Pompei, che ha fatto gridare allo scandalo ma che si è cercato di giustificare con le forti piogge, oggi è la volta del Colosseo: poche “briciole” di tufo staccatesi da un arco dell’Anfiteatro Flavio, antistante l’Arco di Costantino, che seguono quelle di Natale,” piovute” dal prospetto esterno.

    Nonostante la smentita della direttrice del Colosseo, Rossella Rea che parla di allarmismo ingiustificato e che ipotizza si tratti di quelle “vecchie” riferibili al 25 dicembre, sta di fatto che sono planate tra noi non smosse da un erculeo Golia ma da banali piccioni, la cui esigua massa ponderale ci da l’idea di quanto precaria sia la situazione.

    Il patrimonio storico di una nazione è un bene che tutti cercano di proteggere, tutti ad eccezione dell’Italia che, con un eccellenza artistica invidiata dal mondo intero, si permette di non curare e valorizzare questo bene incommensurabile.

    E’ indubbio, infatti, che l’arte italiana, oltre ad essere testimonianza della genialità dei nostri avi, rappresenterebbe, se ben sfruttata, un richiamo turistico invidiabile e, quindi, una fonte di sicuro denaro.

    Per sopperire alla miopia di un governo che tiranneggia la cultura con continui tagli, ci siamo dovuti affidare a stranieri come John Julius Norwich o alla fondazione onlus inglese “Venice in Peril” per salvare una città unica che rischia di naufragare miseramente in un mare di incapacità ed indifferenza.

    Non paghi di ciò, aspettiamo ancora di vedere i risultati degli aiuti internazionali devoluti a favore del restauro del patrimonio artistico dell’Aquila, devastata dal terribile terremoto e, soprattutto, siamo ancora in attesa di vedere interventi concreti su monumenti, vedi Pompei o il Colosseo, che sono simboli del “made in Italy” di passata memoria.

    In questo panorama non certo idilliaco, risulta angosciante, inoltre, la perdita quotidiana di opere minori come piccole pievi dimenticate, quadri di famosi pittori nascosti in chiese frequentate solo da pii praticanti, insegne o altri oggetti lasciati alle intemperie del tempo o alla portata di ladri sacrileghi.

    Genova non fa eccezione: nella chiesa del Gesù, ad esempio, due pale di Rubens sono spesso l’unica compagnia” dell’Assunta” di Reni o del “ Riposo durante la fuga in Egitto “ del Piola; opere del Piola o di Fiasella, parimenti, sono presenti nella chiesa dell’Annunziata, chiesa dimenticata dai percorsi turistici, così come ignoto ai più è l’”Apparizione di Maria Vergine” del Grechetto in quel gioiello architettonico che è la chiesa di santa Maria di Castello.

    Non parliamo delle ”Edicole”, Madonnine votive che vegliavano dall’alto su ogni angolo dei “caruggi” e che sono state lasciate in pasto a trafugatori senza scrupoli con il risultato che ne sono sparite più della metà.

    Svanito nel nulla è, anche, un curioso cartello che, pur non essendo esempio di mano sapiente, risultava essere una delle tante piccole testimonianze della storia della nostra città : rotondo, come quelli stradali di divieto, campeggiava da tempo immemorabile all’incrocio di vico Carabraghe (antico Calabraghe), e proibiva il transito ai “minori”, nelle ore scolastiche, per preservare innocenti occhi dal meretricio che lì aveva uno dei punti di maggior “traffico”.

    Piccolo esempio a fronte di opere più imponenti come i forti che sovrastano le alture della città o l’acquedotto romano destinati, però, ad un medesimo destino: un lento triste oblio, soffocati da erbacce e degradati da inevitabili ”tracolli”.

    Adriana Morando

  • Lega per la Difesa del cane, appello al Comune: proibire i botti

    Lega per la Difesa del cane, appello al Comune: proibire i botti

    CaneLa Sezione genovese della Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha appreso con entusiasmo la bella iniziativa messa in atto dai Sindaci dei Comuni di Torino e Venezia ed altri, grazie alla quale è stato vietato per queste celebrazioni di fine d’anno l’uso di botti e fuochi d’artificio, pena severe sanzioni amministrative.
    Sicuramente questa lodevole iniziativa è stata messa in atto per evitare i soliti inutili incidenti di Capodanno che da sempre costano feriti e vite umane, oltre a causare seri danni alle cose e all’ambiente; si sa infatti che il pulviscolo che ne scaturisce provoca l’innalzamento delle cosiddette polveri sottili, le stesse per le quali di tanto in tanto siamo costretti a lasciare ferme le auto per abbassare la soglia dell’inquinamento atmosferico.

    Ma quello che sta a cuore a noi, come ente di protezione animale, è di certo il drammatico coinvolgimento ben noto a tutti che i botti e gli scoppi hanno sugli animali in generale e i cani e i gatti in particolare, che spesso li segnano con shock traumatici irreversibili che li portano ad azioni folli come scappare e finire sotto un’auto, oppure iniziare un percorso di ansia che li porta lentamente ed inesorabilmente alla depressione o persino buttarsi dalla finestra. È noto infine che anche molti uccelli muoiono a causa diretta o indiretta dei fuochi d’artificio di Capodanno.

    Pertanto ci sarebbe piaciuto che una città come Genova, sempre all’avanguardia nella lotta per i diritti animali, in questa corsa d’intelligenza interspecie sia rimasta al palo.

    Non ci rimane che affidarci al buon senso dei cittadini genovesi, soprattutto di quelli che amano gli animali e ricordare loro, come scritto nel nostro ormai famoso slogan “a Capodanno spegni i botti, accendi il cervello”.

    Sezione di Genova
    Lega Nazionale per la Difesa del Cane
    Via alla Fornace del Garbo 11
    16159 Genova

    Spegni i botti accendi il cervello

  • Riciclare il cibo è la ricetta contro la crisi

    Riciclare il cibo è la ricetta contro la crisi

    Spreco di ciboIl riciclo è una  parola che, accanto a “raccolta differenziata”, è entrata sempre più insistentemente nel nostro quotidiano,  insieme alla consapevolezza  che le risorse del nostro povero mondo  sono destinate ad esaurirsi se non si mettono in atto strategie oculate di recupero e di riutilizzo di quei materiali o cose che riteniamo desueti, ma che potrebbero avere un’ulteriore chance di vita.

    Gli ecologisti lo sostengono in nome dell’ambiente, gli artisti lo utilizzano per composizioni futuristiche, il design lo ambisce per la creazione di oggetti originali, la moda ha lanciato il vintage (dal francese “l’age du vin”, l’annata del vino) per “svuotare” i cassetti polverosi della nonna o semplicemente per liberarci da quel regalo che proprio stona col look della nostra casa.

    In tempo di crisi, nulla può sottrarsi al riciclo neppure il cibo. Tema già affrontato in sedi altisonanti come può esserlo stato  il Salone del Gusto o da inchieste come quella condotta dal WWF, nel Regno Unito, da cui è emerso che ben 8 milioni di tonnellate di cibo e bevande finiscono, ogni anno, tra i rifiuti degli inglesi.

    Sprecare il cibo non solo è deprecabile, basti pensare a quanti bambini muoiono di inedia ogni anno,  ma è anche una spesa inutile che grava sul bilancio domestico. Mai come quest’anno, gli italiani ne hanno avuto la riprova che si è concretizzata con un drastico calo di acquisti per generi alimentari che, come sottolinea la Coldiretti, si attesta su un valore di -18%, il peggior Natale degli ultimi 10 anni le fa eco la Codacons.

    Da questi dati se ne trae la conclusione che la prima regola, per evitare inutili sprechi, è comprare solo i cibi che siamo sicuri di consumare ma se poi, comunque, avanzano? Ecco arrivare il riciclo! Da interviste mandate in onda da network televisivi, emerge che non solo persone dall’aria dimessa ma eleganti signore impellicciate offrono le più svariate soluzioni con un unico scopo: non buttare via niente.

    Il pane? Si riscoprono antichi sapori come quello della Panzanella o della Pappa al Pomodoro, si può utilizzare per ottenere pangrattato o si può “trasformare” in uova cedendolo alle galline del contadino.

    La pasta? Timballi, frittate o perché non riscaldarla in padella, come usava la vecchia nonna, o sfarne uno sformato magari arricchendolo con melanzane e provola affumicata per arricchirla di  sapori” mediterranei”?

    Minestroni, passati, torte salate, ratatouille colorate sono una degna fine per rimasugli di verdure; polpettoni, polpettine o ripieni per prelibati ravioli è l’alternativa per piatti di carne riciclati.

    Stesso trattamento per il pesce che, in aggiunta ad aglio e prezzemolo, si trasformerà in deliziose crocchette da gustare con un buon bicchiere di vino bianco.

    Pandoro o panettone in esubero? Con un po’ di fantasia, creme, cioccolato e liquori si possono ottenere dolci dall’aspetto diverso a cui nessuno saprà resistere. Se l’arte della culinaria non fa per voi o, semplicemente, ve lo potete permettere, il consiglio è quello di essere generosi : donare il superfluo ad una delle tante associazioni che si occupa degli emarginati.

    Nella nostra città, ad esempio, la comunità di S. Egidio ha allestito un pranzo di Natale in  16 location, tra cui la basilica di San Lorenzo, la chiesa di San Siro, Palazzo Tursi, pranzo in cui si sono serviti ben 5000 pasti. Forse quel panettone in più, rimasto intonso dopo una cena pantagruelica, sarebbe stato molto gradito.

    Adriana Morando

  • 98 miliardi delle Slot machine: la Camera approva ordine del giorno

    98 miliardi delle Slot machine: la Camera approva ordine del giorno

    Venerdì 16 dicembre è stato approvato alla Camera dei Deputati un “ordine del giorno”, presentato dall’On. Barbato e sottoscritto anche dagli On.li Messina e Borghesi, con il quale si impegna il Governo a prendere iniziative, anche legislative, per definire il “contenzioso” tra lo Stato e i concessionari dei giochi (quelli dei famosi 98 MILIARDI di euro), onde reperire nuove risorse, anche cospicue, non gravando così sui cittadini.

    “Vorrei intervenire su questo argomento per farlo mettere in votazione, perché la posta in gioco è molto importante: ci sono 98 miliardi di euro che sono appesi dal 2004. Un certosino accertamento della Guardia di Finanza – importante ed instancabile – ha determinato questo risultato: accertarono che i concessionari di giochi non collegarono con la rete telematica le slot machine, le macchinette – ha dichiarato Francesco Barbato durante la Seduta alla Camera – Poiché il tema è molto sentito, soprattutto dai cittadini, dal momento che 98 miliardi di euro corrispondono a cinque manovre economiche che stiamo approvando oggi. In Italia, in Liguria, per esempio c’è il MIL – Movimento indipendentista ligure – che lunedì scorso ha manifestato sotto la prefettura di Genova per sollevare la questione di questi 98 miliardi, sui quali la politica da tanti anni non mette naso, anzi, ha aiutato troppo spesso i concessionari dei giochi, perché da troppi anni i concessionari dei giochi hanno alimentato, dato soldi, finanziamenti ad una certa politica. Allora, noi vogliamo vedere, visto che il Governo ci ha dato parere favorevole, se anche il Parlamento è dalla parte dei cittadini o dei concessionari dei giochi. È per questa ragione che chiediamo la votazione”.

    La Camera ha approvato l’ordine del giorno con 247 sì. Hanno votato no 197 e si sono astenuti 79.

  • Rai, nel 2012 aumenterà il canone

    È comparso in queste ore, sul sito abbonamenti della Rai, il prezzo del nuovo Canone che gli italiani sono costretti ogni anno a pagare. L’anno scorso i contribuenti avevano versato una cifra di 110,50 euro, dall’anno prossimo invece il prezzo della tassa sarà di 112 euro.

    Canone Rai è però una definizione fuorviante perchè – come pochi sanno – i soldi versati non vanno direttamente alle casse della televisione pubblica ma all’Agenzia delle Entrate, quindi allo Stato, che a sua volta finanzierà in parte la Rai.

    La Rai taglia le spese (95 milioni di euro) e conseguentemente ridimensiona il servizio pubblico, ottenendo anche l’aumento del canone che passa a 112 euro, ma strapaga i calciatori come Bobo Vieri ed è immobile sul fronte dell’evasione – spiega il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Un comportamento incomprensibile, dal momento che il mancato pagamento del canone speciale, cui sono tenuti per legge tutti gli esercizi pubblici, le sedi di partito, gli istituti religiosi, le navi, ecc., comporta un danno per le casse della rete di Stato stimato in circa 230 milioni di euro annui”.

    “Addirittura la Rai, contro il parere dello stesso DG Lorenza Lei, ha rifiutato di fornire al Codacons i dati circa l’evasione di tale tipologia di canone, impedendo all’associazione di contribuire al recupero delle somme dovute – prosegue Rienzi – Riteniamo inaccettabile che, a fronte dell’aumento del canone, si effettuino tagli di tale portata al servizio pubblico, con conseguente danno per i telespettatori e per i cittadini che finanziano l’azienda”.

  • “Product Human” in mostra alla sala Dogana dal 29 dicembre all’8 gennaio

    “Product Human” in mostra alla sala Dogana dal 29 dicembre all’8 gennaio

    Nell’ambito di “Dogana. Giovani idee in transito”, mercoledì 28 dicembre inaugura la mostra “Product Human”, a cura di Stella Seitun.

    Una scomoda realtà. Il lavoro di due artisti di nazionalità e esperienze diverse, Tvrtko Buric (Zagabria, Croazia 1982) e Leonard Sherifi (Berat, Albania 1984), mette in discussione le strategie di produzione e comunicazione globale riflettendo sui valori dell’individualità, dell’identità, dell’unicità. Opere pittoriche tra pratica tradizionale e applicazione tecnologica.
    I loro percorsi creativi si sono incrociati a Genova nel 2009 e si sono sviluppati su strade parallele ma autonome conseguendo esiti di inaspettata originalità.

    I loro dipinti hanno in comune un ‘ritorno’ classico, che ha forti contenuti di novità, alla pittura tout court, poiché è in questo margine espressivo – ne sono fermamente convinti – che è possibile far sopravvivere una linea di pensiero autonoma dal paradigma contemporaneo e dagli imperativi economici di gran parte dell’arte ‘senza aura’, che trasgredisce le frontiere che la separano dalla realtà. I primi elementi di sfida di questi due giovani artisti sono il rifiuto formale dell’inaccessibilità espressiva e l’invito a misurarsi, anche dialetticamente, con ciò che è socialmente dominante.

     

    Product Human

    Mostra a cura di Stella Seitun

    Sala Dogana, Palazzo Ducale

    dal 29 dicembre all’8 gennaio 2012
    tutti i giorni ore 12.00-20.00, venerdì 6 e sabato 7 gennaio fino alle ore 22.00
    inaugurazione mercoledì 28 dicembre ore 18.00
    ingresso libero

     

  • La storia del Capodanno fra tradizioni e curiosità

    La storia del Capodanno fra tradizioni e curiosità

    L’atmosfera di magica attesa del Natale lascia il passo agli ultimi giorni di un anno che si conclude. I media riassumono gli avvenimenti più salienti, le persone ripercorrono, con la mente, momenti gioiosi o tristi di un passato recente e guardano al futuro con rinnovata speranza: una parentesi che si chiude, un’altra che si apre, pronta ad accogliere, tra bollicine e fuochi artificiali, il Capodanno imminente.

    TUTTI GLI EVENTI IN PROGRAMMA PER IL CAPODANNO 2012 A GENOVA

    STORIA E CURIOSITA’ – Una festa che si perde tra i riti pagani di un tempo remoto come quelli che si celebravano nel II millennio a.C., in Mesopotamia, in onore del Dio dell’Ordine, Marduk. Costui, dopo aver ceduto il potere, per 11 giorni, alla dea del Caos, Tiamas, faceva cessare il frastuono e il disordine generale che, tra libagioni e licenze amorose, permetteva persino agli schiavi di insultare i padroni.Celebrata con la prima Luna Nuova, dopo l’equinozio di primavera, la ricorrenza era l’emblema della riscossa sul gelo dell’ inverno e, nell’occasione, si praticavano esorcismi e rituali esoterici al fine di allontanare gli spiriti maligni.

    Analogamente, gli Egizi facevano coincidere l’inizio di un nuovo anno, verso il 20 giugno, con l’arrivo, a Menphi, della piena del Nilo che, con il suo fertile humus, assicurava fecondità e vita.

    In un frenetico rincorrersi di date e significati, il Capodanno è sempre stato festeggiato ovunque: dai Celti, nella notte tra ottobre e novembre (Halloween); il 1 settembre dai Bizzantini; il 25 marzo dagli Inglesi (fino al 1752); il giorno di Natale, nella cattolicissima Spagna (fino al 1600); in Francia, coincideva con la domenica di Pasqua; in epoca recente, quella fascista, si è tentato di farlo collimare col il 28 ottobre, giorno della marcia su Roma, senza alcun esito.

    Dobbiamo, però, a Cesare e al suo calendario Giuliano, un calendario solare che si sostituiva a quello lunare di Romolo (primo re di Roma), lo sforzo di mettere un po’ di ordine: l’inizio del nuovo anno era fissato con la festa di Giano, divinità pagana da cui deriva il nome del primo mese “gennaio”, la cui data, però, rimaneva ancora ballerina, ponendosi in un periodo compreso tra gennaio e marzo, a seconda dei luoghi. Solo con l’avvento del calendario Gregoriano (bolla papale “Inter Gravissimas”) e il successivo intervento, nel 1691, del Papa Innocenzo XII, venne stabilito come giorno definitivo, il primo di gennaio.

    Alle origini, ai miti e alle usanze sopravvivono tradizioni curiose che, ancora, ripetiamo per scongiurare fantasmi o alimentare speranze. Perché fare “botti” o indossare qualcosa di rosso? Per spaventare il dio cinese Nián, orrida bestia mangiatrice di uomini, senza dimenticare che il rosso è anche il colore del matrimonio o, per gli antichi romani, il simbolo del potere, della salute, della felicità.

    Perché buttiamo via, si spera non dalla finestra come incivile usanza di un passato recente, oggetti vecchi? E’ un modo per liberarci dalle negatività. Offrire strenne come un rametto di alloro, fichi secchi e datteri? E’ la speranza benaugurale di una vita di “dolcezze”. Mangiare lenticchie, chicchi d’uva o mandorle? E’ simbolo di ricchezza o di fecondità come, del resto, baciarsi sotto il vischio. Sulla tavola non può mancare il melograno, incarnazione della fedeltà coniugale, la stessa che legò la dea Proserpina a Plutone, dopo averne mangiato i gustosi chicchi.

    Ed infine, attenzione a chi incontrate, per primo, dopo lo scoccare della mezzanotte: meglio un vecchio o un gobbo, metafore di lunga e fortunata vita: si devono evitare, invece, bambini e preti. Questi ultimi devono la loro malasorte all’usanza di indossare stole viola, durante la quaresima, periodo in cui, nel medioevo, erano banditi tutti i divertimenti. E un capodanno senza un moderato pizzico di follia che inizio d’anno è?

    Adriana Morando

  • “La Bandiera”, esce il 27 dicembre il videoclip del gruppo Altera

    “La Bandiera”, esce il 27 dicembre il videoclip del gruppo Altera

    AlteraDal 27 dicembre 2011, in memoria della giornata del 1947 nella quale venne promulgata la Costituzione della Repubblica italiana, sarà disponibile sul web il videoclip della canzone “La bandiera”, realizzato dal gruppo musicale genovese Altera come contributo al 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

    Un videoclip a tempo di rock realizzato dal giovane regista Pietro Barabino e dalla band genovese, un viaggio nella storia italiana del dopoguerraun omaggio a Sandro Pertini ed a Pier Paolo Pasolini,  mentre “si destano” i Garibaldini nel Museo del Risorgimento di Genova.

    Protagoniste le immagini di repertorio in bianco e nero (le adunate mussoliniane, la Resistenza, la Liberazione, piazza Fontana, ecc.), che diviene “colore”… virato  “al nero” (la stazione di Bologna, Ustica, Capaci, ecc.)… fino alle voci “storiche” di Sandro Pertini (in veste di Comandante partigiano e di Presidente della Repubblica), di Pier Paolo Pasolini mentre parla della società dei consumi (citato anche con la frase “…in un paese orribilmente sporco…”).

    Ecco il video:

  • Lettera di un tassista genovese: “Siamo una lobby, che c’è di male?”

    Lettera di un tassista genovese: “Siamo una lobby, che c’è di male?”

    Taxi in piazza De Ferrari

    Ecco il testo di una lettera che un tassista genovese ha inviato alla Redazione di EraSuperba dopo la pubblicazione dell’articolo su uno studio della Cgia di Mestre in merito all’ andamento dei prezzi in seguito alle liberizzazioni:

    “Quando nel lontano 1993 decisi di “acquistare” una licenza di taxi tutti mi dissero: ” ma come! Vai a fare il tassista, l’ultima ruota del carro, fa il tassista chi non sa cos’ altro fare ecc. ecc”. Oggi scopro che tutti vogliono fare il tassista, incredibile! Da ultima ruota del carro il nostro lavoro è diventato ambitissimo…
    Ma come, dico io, quando mi indebitavo per comprare una licenza di taxi, gli altri ambivano a posti in grandi aziende della mia città, al posto in Comune, Provincia, Regione, al gettonatissimo posto in banca; nessuno si sognava di fare carriera come tassista, tutti volevano il posto “sicuro” nel privato o, meglio ancora, nel pubblico, e allora si facevano carte false per ottenerlo, raccomandazioni, amicizie e chi più ne ha più ne metta.

    Oggi il periodo delle vacche grasse è finito, quei posti sono rarità per pochi e allora? Allora, vogliono fare tutti i tassisti a costo zero. Considerate che, chi come me ha comprato una licenza e già lavorava, ha lasciato il posto da dipendente a qualcuno che era iscritto nelle liste di disoccupazione quindi, non tutti i mali, se così la vedete, vengono per nuocere. […] Clicco su internet e vado a cercare il significato di lobby, il primo dizionario che trovo è il Sabatini Coletti e riporto testuali parole: “Gruppo di persone legate da interessi comuni e in grado di esercitare pressioni sul potere politico per ottenere provvedimenti a proprio favore, specialmente in campo economico e finanziario” (seguono esempi).

    Ebbene, non mi sembra una definizione così satanica. Mi sembra che la definizione calzi per tutti quei gruppi di persone che manifestano per ottenere un qualche cosa che li accomuna, si può applicare al comitato di quartiere che manifesta o fa pressioni per ottenere il campo di calcetto, alle associazioni di consumatori, alle associazioni di inquilini (a proposito io “capitalista” a 49 anni mi sto ancora pagando il mutuo sulla prima e unica casa), ai lavoratori che vanno in corteo per il proprio lavoro ecc.

    Allora, secondo quanto detto, anche i tassisti sono una lobby, certo, ma nel senso che indica il dizionario, non nel senso di gruppo chiuso, inaccessibile. Quando mi sono rivolto alle associazioni per comprare la licenza nessuno mi ha chiuso la porta in faccia, chiunque può acquistare una licenza, come dite? E’ proprio questo il punto? Ma signori miei io sono riuscito ad acquistare una licenza di taxi facendo sacrifici, ma non avrei potuto acquistare qualsiasi attività più quotata sul mercato, ognuno fa il passo secondo possibilità, non mi potrei permettere una banca o una s.p.a. con dipendenti e nemmeno una licenza taxi di altre città ma non per questo pretendo che mi si diano gratis.

    Per quanto riguarda i tanto sbandierati vantaggi per i consumatori, vorrei che mi ricordaste quale settore, che è stato liberalizzato, abbia portato vantaggi al cittadino: i supermercati? Se non stai attento a quello che compri e dove lo compri ci lasci lo stipendio; i telefoni? Una selva, mille tariffe in continua evoluzione senza possibilità di comparare quelle di un gestore da un’ altro; gas, luce, assicurazioni ecc. ecc. Vi siete mai chiesti come mai negli ultimi anni si sono viste proliferare miriadi di associazioni consumatori?

    Andate un po’ a vedere i consigli, le raccomandazioni le istruzioni che queste associazioni sono costrette ad emanare per contrastare un elenco faraonico di problematiche sorte grazie alla diversificazione dell’offerta, è tanto diversificata che non ci si capisce più nulla, occorrerebbero commercialista e avvocato sempre a portata di mano! La gente non ne può più …

    Privilegiati mi sento dire e rimango lì …. a pensare, privilegiato ma in che cosa? Ho investito per una attività come fanno tutti, in tutti i settori, dal bar alla FIAT, lavoro 12 ore al giorno altrimenti non si riesce a coprire tutte le spese (e adesso con la manovra Monti vedremo…) , gli incassi sono diversi da città a città e in alcune realtà è veramente dura (e qui si potrebbe parlare dei piani di viabilità dei singoli Comuni il vero ostacolo al rapporto incasso/tariffe); Natale Capodanno e Pasqua, quando ti tocca ti tocca; niente mutua, se ti ammali sono affari tuoi, la settimana scorsa sono stato a casa 2 giorni con la febbre, il terzo giorno non passa, a lavorare con berretto e sciarpa; non abbiamo ferie pagate, se ti vuoi fermare una settimana sono cavoli tuoi; tredicesima, quattordicesima, cosa sono schedine del totocalcio? Tutte le spese dell’auto? A carico tuo; Assicurazioni? più care, siamo soggetti a rischio essendo tutto il giorno nel traffico; Liquidazione? niente, la nostra liquidazione è appunto il valore della licenza; cassa integrazione, non esiste ovviamente, se non c’è lavoro, amen; assenteismo, quello sì che ne possiamo fare uso, se ti assenti, lo paghi subito, non incassi e risolto il problema; poi vogliamo parlare di una giornata in mezzo al traffico? Lasciamo immaginare; d’inverno c’è il freddo, d’estate fa caldo; malattie professionali mai riconosciute e come se non bastasse ogni tanto c’è chi ti punta un coltello alla gola e ti rapina.

    Se vogliamo dirla tutta, in effetti, abbiamo un po’ di sconto sul bollo dell’auto e qualche cosa sull’iva del carburante che ogni anno viene sempre più ridotta (e questo indipendentemente dai timbri che mettiamo sulla scheda carburante).

    Evasione fiscale? Ecco il tallone d’ Achille, ora lo frego …
    E si, siamo additati come grandi evasori, non lo nego in passato si pagava poco ma chi non era evasore fiscale nel periodo delle vacche grasse, e senza citare liberi professionisti, imprenditori e politici voglio ricordare che anche il lavoratore dipendente che fa il doppio lavoro in nero è un evasore fiscale e tra le mie conoscenze ne ho diversi esempi, e allora in questo campo chi è senza peccato…

    Adesso non è più così, i bollettini dell’ Inps arrivano regolarmente da pagare e per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi ci pensa l’ Agenzia delle Entrate a monitorare, devi dichiarare quello che dicono loro altrimenti scatta l’accertamento.

    Ecco, Signori, questi sono i nostri privilegi, certo un cliente mi ha detto che potevo scegliere di fare l’operaio o l’impiegato, come per dire: “non ti ci ho messo io sul taxi”, vero ma noi non abbiamo chiesto niente .. sono piuttosto ALTRI a cercare noi.
    Ora, se quella che vi ho descritto è un’immagine di una categoria privilegiata, i casi sono due, o siete male informati e allora niente da dire, succede, oppure siete in malafede e dietro a certi commenti che si leggono sul web che rasentano il linciaggio ci sono appunto gli ALTRI di cui sopra. […]

    Quindi? Quindi è una guerra tra poveri diavoli che ci vogliono far fare, attenti! Da queste liberalizzazioni sbandierate come progresso e beneficio per tutti ne verrà fuori che il nostro lavoro lo faranno altri ma per il comune cittadino non cambierà nulla, come è successo con le altre liberalizzazioni, c’è chi vuole il nostro posto e null’altro, dopo aver scardinato l’intero sistema lavorativo con speculazioni, corruzione, trasferimento di capitali e manodopera all’estero, dopo aver causato un’enorme emorragia di posti di lavoro andando a produrre nei paesi emergenti ora, per rimettere le cose a posto (secondo loro), attaccano l’unico sistema lavorativo che per forza di cose sta in piedi da solo, il lavoratore autonomo.
    Meditate Gente, meditate!! (e lo scrivo maiuscolo perché io ho ancora rispetto di questo popolo che troppe volte è stato ingannato).

    Roberto Cappanera. Un tassista.
    robertolaser80@libero.it

  • Alcol: l’Europa accoglie la richiesta di una normativa più severa

    Alcol: l’Europa accoglie la richiesta di una normativa più severa

    In futuro anche sulle bottiglie di vino potremmo trovare l’etichetta di avviso “Attenzione può causare tumori”. La Commissione Petizioni del Parlamento Europeo, il 6 dicembre, ha dichiarato ricevibili le richieste di una più severa normativa in materia di etichettatura delle bevande alcoliche che ne evidenzi la loro pericolosità.

    La petizione promossa da Assoutenti con il contributo scientifico del prof. Gianni Testino, presidente della Sezione ligure Società di Alcologia, è stata predisposta dallo studio legale Conte e Giacomini e inviata a luglio a Bruxelles, nonché all’attenzione del Ministero delle Salute e dello Sviluppo Economico della Repubblica Italiana .

    Una decisione storica in quanto riapre un capitolo che riguarda le bevande alcoliche e che il Parlamento Europeo aveva chiuso nell’aprile di quest’anno escludendole, con l’ennesimo rinvio, dall’obbligo dell’etichettatura.

    Una battaglia iniziata la scorsa estate quando la Società di Alcologia aveva sollevato il problema della correlazione fra alcol e tumori. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’alcol cancerogeno come il fumo di sigaretta – spiega Testino – l’alcol di qualsiasi tipo contiene etanolo. Questa sostanza nel fegato si trasforma in acetaldeide ed è scientificamente provato che favorisce la formazione di tumori nella cavità orale, nella faringe, nella laringe, nell’esofago, nell’intestino, al fegato e alla mammella”.

    Alcol e cancro, al pari di fumo e cancro, si caratterizza come un binomio dannosissimo che nessuna lobby di prodotti alcolici può più negare – dichiara Furio Truzzi vicepresidente nazionale Assoutenti – Lanciamo una sfida pubblica alle associazioni dei produttori invitandoli a Genova ad un pubblico confronto in data da loro indicata per fare definitiva chiarezza sulla necessità di una etichettatura delle bevande alcoliche”.

     

    Matteo Quadrone

  • 500 ore in piazza contro la guerra, evento speciale il 28 dicembre

    500 ore in piazza contro la guerra, evento speciale il 28 dicembre

    No warDa 500 settimane un gruppo di  uomini e donne, si ritrova ogni mercoledì alle 18 sui gradini del palazzo Ducale di Genova per dire no alla guerra: iniziarono nel lontano settembre 2001, quando ci fu l’attentato alle torri gemelle, e gli USA attaccarono l’Afghanistan.

    Mercoledì 28 dicembre è la 500esima volta che queste persone si riuniscono in piazza, per questo hanno deciso di organizzare un evento speciale per celebrare questa ricorrenza dalle ore 18 alle 19 sui gradini del Ducale e dalle ore 19 in poi Sala dei Chierici Biblioteca Berio.

    Parteciperanno all’iniziativa Carla Peirolero, che coordinerà e reciterà testi di Brachts e de Filippo, Don Gallo, Don Paolo Farinella, Gian Maria Testa, vincitore della targa Tenco 2007, Roberto Ballerini che canterà brani pacifisti e antimilitaristi,  Rita Testa che interpreterà brani  contro la guerra, il Coro Daneo diretto da Gianni Martini che proporrà arrangiamenti corali di canzoni degli anni 60 e 70.

    Inoltre verranno esposti tutti i volantini distribuiti in questi anni e sarà allestita una mostra di opere grafiche di Mauro Biani e Giuseppe Scalarini e proiettato un un video elaborato da serena Giordano e Ugo Beiso.

    L’azienda agricola ed agrituristica “la Sereta” darà inoltre l’opportunità di gustare cibi realizzati con prodotti della nostra campagna ottenuti con tecniche rispettose dell’ambiente e degli animali

  • Festa di Capodanno al teatro Hop in piazzetta Cambiaso

    Festa di Capodanno al teatro Hop in piazzetta Cambiaso

    Teatro HopPer il Capodanno 2012 il Teatro Hop propone un party privato “New Year Session 2012“, un evento speciale, nel suo esordio, con lo staff di Free soul, in una serata animata da una cena e dalla musica proposta dai djs /selecter e vj.

    Dalle 19.30 alle 21.00 animerà la serata il dj set di Chloe (Free Soul), mentre  dalle 22:30 alle 05:00 si alternano sul palco Jonny (Free Soul, Motel 1989), Molex (Leftroom), Faktor (Mina Records), Andrea Mocce, (Motel 1989), Gliso (We Are For Beat, Motel 1989), Beattwins  (4irls).

    Per quanto riguarda la cena, il menù:

    Antipasti:  frisceu e panissa, crostini con lardo e rosmarino, torte alla genovese, involtini di melanzane, cozze marinate, vitello tonnato.

    Primi: risotto ai frutti di mare, tortiglioni all’amatriciana, penne alla Olly sorpresa “cibo solo di stagione”

    Secondi: branzino al forno, cotechino, contorno di patate al forno, contorno di patate al forno lenticchie, contorno di patate al forno insalata

    Dolci e frutta: tiramisu’, crostata, frutta di stagione

    (1 bott. di vino rosso o bianco ogni 4 persone e il brindisi di mezzanotte)

    Ecco nel dettagli i due programmi proposti:

    -Cenone con entrata e consumazione 55€

    dalle 19.30: accoglienza e aperitivo / dalle 21.00: cenone a buffet (antipasti, primi, secondi, bevande, dolci e frutta, 1 bott. vino in 4) / dalle 23.00 alle 05.00 : dj set (con brindisi della mezzanotte)

    -Entrata e consumazione 25 €

    dalle 22.00 : ingresso / dalle 23.00 alle 05.00 : dj set (con brindisi della mezzanotte)

    L’ingresso alla serata è assicurato solo su lista e la partecipazione alla cena con prevendita.

    Pre info e prenotazioni: Cristiano 380. 43.56.482 – Chloe 393. 96 62.111

  • Macchina del tempo: che fine ha fatto Fabrizio De Andrè?

    Macchina del tempo: che fine ha fatto Fabrizio De Andrè?

    Fabrizio De Andrè

    IL PRECEDENTE

    30 dicembre 2008. Palazzo Ducale chiude l’anno inaugurando una mostra multimediale dedicata a Fabrizio De Andrè, alla presenza di Dori Ghezzi e tanti amici artisti. La mostra rimane aperta fino a 21 giugno 2009, raccogliendo circa 150.000 visitatori.

    Proprio grazie a questa esposizione, la Fondazione Cultura annuncia di aver raggiunto il pareggio di bilancio già a luglio 2009, un risultato incredibile se paragonato ai numerosi problemi economici in cui spesso incorrono gli enti culturali (genovesi e non): “De Andrè tornerà a Genova, la mostra diventerà permanente nel palazzo del Grillo“, assicura il presidente Luca Borzani pochi giorni dopo la chiusura.

    La mostra dedicata a Faber è stata molto più che una fonte di introiti e di prestigio per la maggiore Fondazione culturale di Genova: ha contribuito infatti a un rilancio notevole al turismo e alla visibilità della nostra città. Il famoso indotto di cui spesso ci si dimentica quando si sostiene che “con la cultura non si mangia”: strutture ricettive, ristoranti, attività commerciali e molte altre realtà genovesi si aprono alla prospettiva di trarre un forte beneficio da un “turismo cantautorale”.

    IL PRESENTE

    Che fine ha fatto la mostra di De Andrè? Il prossimo 10 gennaio si celebrano dodici anni dalla sua morte, ma Genova sembra non aver ancora trovato la via giusta per omaggiare uno dei suoi più grandi cantautori.

    La mostra a lui dedicata non ha ancora fatto ritorno nella nostra città: dopo le tappe di Nuoro, Palermo, Roma e Milano, Genova sembra non aver ancora trovato lo spazio adeguato per ospitare un museo permanente dedicato a Faber.

    Pare quindi caduto nel dimenticatoio l’annuncio ufficiale del Sindaco Marta Vincenzi, che lo scorso 1 febbraio aveva indicato Palazzina Millo al Porto Antico (e non più palazzo del Grillo, come inizialmente si pensava) come sede ufficiale della mostra permanente, con la promessa di completare l’allestimento entro il 2011. L’anno sta per finire, ma nulla ancora è stato fatto.

    In compenso pare che nei primi mesi del 2012 riaprirà il negozio Musica Gianni Tassio, con una nuova gestione (a cura dello scrittore Andrea Pugliese) e un nuovo nome, Via del Campo 29 rosso.

    De Andrè tornerà a vivere almeno nel suo piccolo museo, che con le sue note ha attirato per molti anni i passanti di via del Campo per ammirare la sua chitarra in vetrina e dare uno sguardo alla discografia completa in vinile.

    Perché, oltre allo storico negozio di via del Campo, non si trova uno spazio in città da dedicare in modo permanente a De Andrè e alla mostra che così tante persone da tutta Italia hanno voluto visitare? Perché la Fondazione che porta il suo nome ha sede a Milano, città in cui ha vissuto i suoi ultimi anni, e Genova non si sente pronta a ospitarla? Perché gli sponsor che ogni anno versano 300.000 Euro per portare cantanti foresti alla Notte Bianca non si prodigano per dare a uno dei nomi storici del cantautorato genovese l’omaggio che merita?

    Marta Traverso

  • Go Wine: concorso letterario alla scoperta di vino e territorio

    Go Wine: concorso letterario alla scoperta di vino e territorio

    go wine concorso letterario

    Bere il territorio è lo slogan alla base di Go Wine, rassegna dedicata alla promozione della cultura e del turismo del vino che si svolge ogni anno ad Alba, nel Cuneese.

    Ogni anno a essa è associato l’omonimo concorso letterario, allo scopo di attribuire un valore aggiunto a questa cultura attraverso la scrittura e la creatività. Il concorso è diviso in due sezioni: una rivolta a giovani dai 18 ai 30 anni e una per gli over 30. I partecipanti sono chiamati a scrivere del loro rapporto con il vino, in un elaborato di lunghezza compresa tra due e cinque cartelle (ossia fra 3.600 e 9.000 battute).

    Il racconto potrà essere inviato entro il 10 febbraio 2012 in tre copie dattiloscritte all’indirizzo
    Concorso Bere il territorio – Go wine
    Via Vida, 6
    12051 Alba (CN)

    Gli autori dei due testi ritenuti migliori dalla giuria riceveranno un premio di 800 €.

    Marta Traverso