Mese: Dicembre 2011

  • Festival della Scienza: invia la tua proposta per l’edizione 2012

    Festival della Scienza: invia la tua proposta per l’edizione 2012

    Festival della ScienzaL’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, mentre l’immaginazione abbraccia il mondo, stimolando il progresso e facendo nascere l’evoluzione“. Queste parole di Albert Einstein sono il filo conduttore intorno a cui ruoterà l’edizione 2012 del Festival della Scienza, che in occasione del suo decennale ha scelto immaginazione come parola chiave di tutti i suoi appuntamenti.

    Il Festival avrà luogo dal 25 ottobre al 4 novembre 2012. Tutti coloro che hanno proposte per incontri, mostre, conferenze, laboratori e spettacoli che potrebbero svolgersi durante il Festival – e che appunto riguardino il tema immaginazione – hanno la possibilità di presentare la loro idea entro il 5 febbraio 2012 caricando il materiale sul sito del Festival.

    Tutte le proposte pervenute saranno valutate dal Consiglio Scientifico del Festival della Scienza sulla base dei seguenti criteri: interesse dell’argomento e dei contenuti scientifici proposti, modalità di esposizione, attinenza con la parola chiave e con le tematica dell’anno, autorevolezza del referente scientifico, fattibilità operativa e interattività. Entro aprile sarà reso noto quali tra queste faranno parte del programma ufficiale del Festiva.

    Marta Traverso

  • Lettera aperta a Babbo Natale

    Lettera aperta a Babbo Natale

    Egregio sig. Babbo Natale,

    ieri mi sono preso qualche ora per sgranchire le gambe e fare due conti. Mi trovo in pieno centro in coda alla cassa di un negozio di elettronica anche se non ho comprato nulla, sono solo curioso. Dieci minuti scarsi, spesa complessiva delle 4/5 persone che mi precedono: 6800 euro. Sarà un caso, proviamone un altro. Negozio di abbigliamento in via XX Settembre, la coda è un po’ più lunga, 10/11 persone davanti a me, per cui mi avvicino alle casse fingendomi interessato alla bigiotteria esposta così da poter tendere l’orecchio: spesa complessiva in un quarto d’ora 3400 euro. Per non tediarla, signor Natale, vado al sodo e le comunico che ho girato 5 negozi in due ore scarse e che il risultato ha ampiamente superato i 20000 bigliettoni.

    Io la taglio caro Babbo, mi dia giusto il tempo di buttar giù la manovra, una settimana, massimo due, non di più, cosa ne pensa? Lei che potrebbe affermare senza vergogna di essere diventato più famoso di Gesù… Ora sarebbe disposto a farsi da parte? Si tira su in qualche mese un bel Natale Tecnico, mi metto di buona lena e trovo un giovane che sia sbarbato e smilzo, e un po’ meno rosso. Che so, vendo bene una storiella sul riciclo dei giocattoli, magari stimolo anche un po’ di fantasia… vuol mettere la sua vecchia letterina scritta con la penna del bambino e il pugno del mercato?!

    Ci ragioni,
    Gabriele Serpe

  • Emergenza casa, 12 alloggi temporanei per famiglie sfrattate

    Emergenza casa, 12 alloggi temporanei per famiglie sfrattate

    Due alloggi destinati a nuclei famigliari sfrattati, in attesa di nuove soluzioni abitative, sono stati consegnati ieri a Pontedecimo, in via Coni Zugna 16. Il Comitato” Piazza Carlo Giuliani” ha reso possibile l’operazione provvedendo all’acquisto dell’arredo e al montaggio dello stesso.

    “Continuano a crescere gli esecutivi di sfratto e gli enti locali in parte riescono a dare una risposta con l’edilizia residenziale pubblica – spiega Bruno Pastorino, Assessore comunale alle politiche della casa – ma la differenza tra domanda e offerta rende necessario battere anche altre strade”.
    È l’avvio di un progetto di 12 alloggi complessivi, patrimonio di Palazzo Tursi, con cui il Comune prova a fronteggiare l’emergenza abitativa. Ospitalità transitorie per chi è rimasto improvvisamente senza casa, 3 mesi rinnovabili fino ad un massimo di 6.
    Parliamo di famiglie che possono essere già inserite nelle graduatorie – proprio in questi giorni è uscito un nuovo bando – oppure che vivono un passaggio temporaneo in attesa di reinserirsi sul mercato privato.
    “Fino a qualche tempo fa il Comune affidava queste persone a strutture alberghiere minori – spiega Bruno Pastorino, – Oggi decidiamo di intervenire con strutture di sollievo che permettono un risparmio per l’ente e sono indubbiamente più accoglienti per i destinatari”.

    E sulla base di esperienze simili, ad esempio quella di Torino, anche a Genova nascerà un albergo sociale
    “Lo realizzeremo presso una proprietà comunale in vico del Duca – conclude Pastorino – il progetto prevede 19 posti letto suddivisi in 9 mini alloggi”.

     

    Matteo Quadrone

  • Re Magi, le origini, la storia e le leggende non solo cristiane

    Re Magi, le origini, la storia e le leggende non solo cristiane

    Re MagiUn nugolo di luci colorate occhieggiano dalle finestre di casette di cartapesta, il muschio odora di boschi lontani, la mangiatoia è ancora vuota ma, in fondo, in un angolo del presepe, i protagonisti di questa storia  sono già in bella mostra, con i loro preziosi doni, coi loro ricchi  vestiti, con il loro seguito di cammelli: ecco i Re Magi.

    Queste figure leggendarie, che per la cristianità sono legate alla Teofania (epifania) “manifestazione del Signore”, trovano un loro contesto oltre che nei vangeli canonici anche in testi mistici apocrifi non ultimo il vangelo arabo dell’infanzia del Salvatore (VI secolo) o quello armeno (fine VI secolo) e, in questi, vengono, citati con i nomi di Melchiorre, Baldassarre e Gasparre.

    Il babelico intrecciarsi di leggende, che li circonda, inizia proprio dal nome: Melkon, Gaspar, Balthasar, per alcuni, Melchior, Jaspar, Bathesar, per altri, Rustico, Eleuterio, Dionigio, nell’usanza milanese.

    Melchiorre, deriverebbe da Melech che significa Re, ma non si esclude che si chiamasse in realtà Ram, maharaja indiano che, inchinatosi al cospetto di Gesù con le parole ”Cham el chior” (ho visto Dio), si guadagnò il soprannome più noto che è giunto a noi.

    Nel medesimo modo, la loro provenienza si perde nella notte dei tempi: indiano o armeno sarebbe Gasparre (da Galgalath, re di Saba), babilonese o arabo dicono fosse  Baldassarre, aramaico, persiano o, come già detto, indiano il vecchio Melchiorre.

    Ma chi erano veramente? Incominciamo con l’etimologia del nome “mago”: l’origine del  vocabolo deriva dal greco “magoi” e sta ad indicare i membri di una casta sacerdotale persiana (in seguito anche babilonese), i più fedeli ed intimi discepoli di Zoroastro. Da ciò l’ipotesi  più accreditata  che venissero dalla Persia, seguendo un “segno” tra le stelle di cui erano profondi conoscitori e con un cammino durato ben nove mesi.

    Nulla esclude, però, che potessero arrivare dalla Mesopotamia, dove ebrei, deportati dopo la distruzione di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor, avrebbero compilato il Talmud Babilonese e avrebbero mantenuto viva la profezia giudaica dell’attesa del Messia.

    Una terza tesi propone che giungessero dalla Media:  ne sarebbe la prova una citazione del greco Erodoto secondo la quale i “magi”  appartenevano ad una delle sei tribù presenti in quel territorio ed erano sacerdoti  con conoscenze di astrologia, di  filosofia e di arti divinatorie.

    Tutte teorie sfatate stante la notizia, apparsa in questi giorni, secondo la quale i Saggi giunti a Betlemme erano molti più di tre e  provenivano dalla terra dei “Mandarini”.

    Brent Landau, professore dell’università dell’Oklahoma, lo ha scoperto sfogliando un manoscritto dell’ottavo secolo, custodito negli archivi vaticani da 250 anni, recentemente tradotto dall’antico siriaco.

    Popolo di mistici, dediti al culto di una forma di preghiera silenziosa, abitavano la  semi-mitica terra di Shir, oggi identificata come la Cina antica e, si dice, discendessero da Seth uno dai tre figli di Abramo da cui, secondo la Bibbia, si sono evolute le tre razze umane.

    Queste genie furono fonte di ispirazione per il papa S. Leone Magno nel fissare a tre il numero dei Magi, simboli del passato, del presente e del futuro o, secondo un’altra interpretazione, dei sacerdoti, dei guerrieri e dei coltivatori.

    Neppure i loro resti hanno trovato pace: recuperati in India da Sant’Elena e poi portati a Costantinopoli, raggiunsero Milano per riposare nella basilica di Sant’Eustorgio, da dove, per ordine del Barbarossa, nel 1161, furono trasferiti a Colonia ma qualcuno sussurra che siano ancora nella metropoli lombarda.

    E i loro doni? L’oro, dono riservato ai re, l’incenso, usato per adorare l’altare di Dio e la mirra, balsamo per i defunti,  non sarebbero, oggigiorno,  più donabili rispettivamente per il prezzo, per la siccità, per gli incendi e la riconversione delle coltivazioni in terreni agricoli.

    A me rimane l’utopia di pensare che il loro nome derivi da “magia” quella che hanno visto nei cieli e che noi crediamo essere stata una stella cometa ma, per non smentire il mistero che gravita attorno a loro, cometa non era.

  • Rivarolo: il Cinema Teatro Albatros riapre i battenti a Natale

    Rivarolo: il Cinema Teatro Albatros riapre i battenti a Natale

    teatro albatrosSaranno anche comode, con i sedili larghi, tanto popcorn e una vasta scelta di film. Diciamoci però la verità, le multisala sono asettiche. Come disse Celentano in un suo monologo a Rockpolitik, “Non sembra neanche di essere al cinema“.

    Il fatto che le multisala stiano lentamente uccidendo i cinema veri, quelli con una sola proiezione alla volta e che sanno ancora alternare i titoli da botteghino alle chicche da cineforum, è una realtà. Soprattutto se i cinema veri di cui sopra si trovano in periferia, magari a una manciata di chilometri dalla più grande multisala della città.

    È il caso dell’Albatros di Rivarolo, piccola sala che negli anni ha alternato il cinema a un ricco programma di spettacoli teatrali e musica. Dopo mesi di chiusura torna in auge come cinema (198 posti a sedere), in piena attività dallo scorso 17 dicembre con film in prima visione. Tutto questo grazie al lavoro di una decina di volontari e alla speranza di trovare i fondi – circa 80.000 Eu, contro i 12.000 che hanno permesso di allestire il cinema – per rimettere a norma la sala e far ripartire anche la stagione teatrale.

    Per sostenere l’attività della sala sarà presto fondata l’associazione Amici del teatro Albatros, che consentirà di realizzare un ricco calendario di prime visioni e film d’essai, oltre a promuovere la ricerca di sponsor per far rivivere il teatro.

    Marta Traverso

  • Capodanno al ritmo di reggae in piazza Dante

    Capodanno al ritmo di reggae in piazza Dante

    ReggaeA Capodanno, dalle 22 a mattina inoltrata in piazza Dante si balla a ritmo di reggae grazie alle associazioni genovesi che da anni promuovono la musica reggae a Genova: Liguria reggae yardies meets Radicicaballanu e la Festa del sole.

    In consolle a condurre le danze  Groove Yard The Januaicans Family e Cuffa Sound Dancehall Jugglin’, più altri ospiti a sorpresa.

  • Rai, i dipendenti scioperano contro il ridimensionamento dell’azienda

    Rai, i dipendenti scioperano contro il ridimensionamento dell’azienda

    Rai cavallinoPettorine arancioni con su scritto “la Rai siamo noi” e un volantino, porto con cortesia, sono stati i protagonisti, in via XX Settembre e alla Stazione Brignole, di una civile ma ferma protesta condotta dai dipendenti della Rai, tecnici ed amministrativi, per manifestare il loro dissenso sulla decisione di ridimensionamento dell’azienda, deliberato dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Direttore Generale, Lorenza Lei.

    Slc Cgil, FIstel Cisl, Uilcom Uil, UGL Telecomunicazioni, Snater, Libersind-Confsal si sono uniti in uno sciopero, che ha registrato un’adesione pari al 93%, contro una serie di interventi  di contenimento dei costi, secondo un piano di riduzione di spazi produttivi, obiettivo che la Rai ha intenzione di mettere in atto in risposta alla crisi economica che coinvolge tanta parte del paese.

    Come si legge sul “critico libello”, l’operazione prevede, ad esempio, la cessione di Rai Way, rete per la trasmissione del segnale e di  infrastrutture grazie alle quali, da sempre, si  garantisce ai cittadini il servizio pubblico delle reti televisive e radiofoniche RAI, o si è intenzionati a chiudere le riprese esterne nonché Rai Internationale, Rai Corporation, Rai Med e gli uffici di corrispondenza, strutture che permettono l’approfondimento giornalistico dedicato alle eccellenze del nostro paese e  che costituiscono un ponte di connessione tra stati e culture diverse.

    Tali scelte, come si può facilmente evincere, si traducono in un danno che non è solo di immagine ma implicano la conseguente rinuncia ad investimenti sui mercati esteri.

    Vengono, inoltre, deplorati il recedere dalle trasmissioni calcistiche con ovvie minori possibilità  di risorse legate alla pubblicità e l’ipotesi di ridurre la produttività editoriale di sedi come Aosta, Bolzano, Trento, Trieste, Palermo, mettendo a rischio l’impiego e la professionalità di tanti lavoratori. Lo stesso salario risulta impoverito per un contratto di lavoro che, come tanti altri, è fermo da anni e di cui non è previsto un prossimo rinnovo.

    Inoltre, il Piano Industriale 2010-2012, come si legge, taglia di ben 170 milioni di euro i costi per personale il  che implica una  decurtazione degli stipendi fra il 18 e il 20% o un’evidente riduzione della forza lavoro.

    Queste misure si sarebbero rese necessarie in quanto, negli ultimi anni, si è registrato un “graduale deterioramento della posizione finanziaria, che passa da un valore positivo di 110 milioni di euro nel gennaio 2008 ai -260 milioni di budget di gennaio 2011”.

    Il tutto si traduce che, nel 2012, il passivo ammonterebbe alla “modica” cifra di circa 200 milioni di euro, passivo non certo attribuibile al poco impegno o alle scarse capacità degli operatori ma per la gestione discutibile di certi dirigenti poco attenti alle spese ingiustificate o poco capaci a promuovere politiche aziendali atte a valorizzare le risorse interne.

    Non è certamente con lo smantellamento di asset aziendali e con l’esternalizzazione del lavoro, veri regali per la concorrenza, che si può pensare ad una crescita della Rai che, per la sua funzione pubblica , è un bene comune da mantenere, liberandola, magari, da quella influenza partitocratica il cui dictat  può orientare su scelte inopportune e, soprattutto, con un’oculata caccia agli sprechi che, in generale, nelle cose pubbliche sono un fenomeno dilagante, retaggio di un ignorante modo di pensare: intanto non è roba mia!

    Adriana Morando

  • Senhor do Bonfim, il weekend lungo del locale di Nervi

    Senhor do Bonfim, il weekend lungo del locale di Nervi

     BonfimVenerdì  23 dicembre 2011

    H  22.30 la serata inizia con il dj-set di DjFarm (Alberto Golia Parodi – Davide Lavezzari Tarta – Matteo Listener Giomi).

    Alle 23.30: The Used Cars live, gruppo genovese che punta molto sull’uso di tre voci (Nicola, Marco e Stefano), sull’impatto di un’ottima intesa tra basso e batteria e su suoni semplici e caldi tipici del rock ‘n’ roll.
    Il tutto è accompagnato da una notevole esperienza e disinvoltura sul palco, che ogni volta porta a un grande coinvolgimento del pubblico. I membri della band sono: Marco Bottini : Basso, voce – Nicola Bottini : Chitarra elettrica, acustica, armonica, voce – Stefano Cocorullo : Piano, organo, fisarmonica, voce – Marcello Dondero : Chitarra elettrica, acustica, slide – Enrico Tixi : Batteria, armonica, voce
    A fine concerto riprenderà la dj-selection di DjFarm, formata dai 3 djs che si alterneranno per tutta la stagione invernale offrendo un mix di suoni e repertori diversi legati all’esperienza di ogni dj, che dà come risultato un dj-set decisamente “alternative”!

    Ingresso con consumazione: 8 €

    Sabato 24 dicembre

    -h 2230 Funny X-mas: dj set natalizio con i quattro dj dell’inverno del Bonfim, DJ Farm e Marco Valenti.
    Ingresso libero con consumazione facoltativa ed un brindisi offerto a chi arriva entro la mezzanotte.

    Domenica 25 dicembre

    Il giorno di Natale ci sarà un gradito ritorno di un amico molto popolare a Nervi e dintorni, Matteo Nocco, in concerto al Bonfim a partire dalle 23,30.

    Nocco & The Other Side esordiscono con il loro primo Cd album dal titolo “Where Is J. Street?”
    Il progetto nasce per musicare le splendide liriche composte da Richard, un poeta “On the Road” originario di Liverpool, che ha rievocato anni di emozioni e viaggi in 10 poesie, ora canzoni.
    Richard è partito da un giorno all’altro, scomparendo così com’era apparso. Non sappiamo dove sia ora; forse a vivere nuove, grandi emozioni da raccontarci ancora una volta, come solo lui ha saputo e potuto fare.
    Questo disco racconta la sua storia e parte della sua vita, ma chissà, forse anche della nostra.
    Il gruppo opera da tempo nella zona di Nervi e si è ritrovato a lavorare sui testi di Richard J. Street, creando una specie di concept album sulla vita di questa persona, e cercando di dare un aspetto musicale di varie forme e sonorità, dal rock alla ballad classica al mistico orientale.
    Il risultato è un rock senza compromessi suonato senza esclusione di colpi dove non si fanno prigionieri.
    A Natale al Senhor do Bonfim, da non perdere.

    Apertura h. 22.30 – Inizio concerto h. 23.30
    Ingresso con prima consumazione: 8 €

  • Storia di Genova: piazza Fontane Marose

    Storia di Genova: piazza Fontane Marose

    Piazza Fontane Marose

    La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Tra la ragnatela di “caruggi” che disegnano il centro storico di Genova cerchiamo di ripercorrere i tempi in cui le signorine di strada, le Amorose, scesero in campo, incredibile dictu, per condizionare la storia di un toponimo. Andiamo indietro nel tempo e fermiamoci in quel luogo oggi noto come piazza Fontane Marose, antico centro cittadino dominato dai palazzi della famiglia Spinola costruiti tra il ‘400 e il ‘500 e dichiarati patrimonio dell’umanità.

    Palazzo Spinola dei Marmi e il suo convicino Palazzo Spinola Luccoli-Balestrino, aggettano su un piazza priva da tempo (come ricordano tre lapidi su un lato di viale Interiano verso piazza Portello) del suo monumento più caratteristico: un’imponente fontana a tre arcate.

    Nella “valle Bacheria”, oggi via Caffaro, sgorgavano delle sorgenti tumultuose che, confluendo in un rio, raggiungevano il mare attraverso la zona di Soziglia; nel 1206 iniziarono i lavori di ristrutturazione che portarono alla costruzione della fontana. Si giustifica, così, la prima parte del nome, ma da dove scaturisce l’aggettivo “marose”?

    La fantasia ha spiegato le sue ali più capaci per cercare di risolvere il misterioso arcano. Uno studioso genovese, Giulio Miscosi, attribuisce l’origine del nome a “maros” località famosa per un furto al tempio di Nettuno. Per trasposizione sarebbe derivato l’aggettivo “maroso” ad indicare monumenti, quali le fontane, attinenti le acque. Ma il termine si potrebbe, semplicemente, riferire al mare che, a quei tempi, stante un’urbanistica diversa, si poteva osservare facilmente dalla piazza. Quest’ultimo accostamento sembra un po’ forzoso anche se, la turbolenza delle acque sorgive, potrebbe avere evocato l’agitarsi di un mare in burrasca, con l’ovvia conseguenza.

    Un aneddoto popolare e di folklore è quello riportato da un altro dotto, Giuseppe Marcenaro: le figlie di tal “stea mou rousu” (Stefano il rissoso), affittavolo dei marchesi Spinola, continuando il lavoro del padre, aprirono un’osteria nei pressi della piazza portandosi dietro un nome tanto ingombrante che, a poco a poco, si trasformò in “de moe rouse”, poi in Mauruse ed infine in Maruse.

    Che dire, poi, del cavaliere teutonico Van Rosen, giunto a Genova per andare in Terra Santa e, invece, trasformatosi in un mastro birraio di via Luccoli? Estrapolare dal suo nome “Marose” sembra un gioco da ragazzi.

    Tra le molte citazioni e leggende popolari, senza alcuna certezza storica, ci piace, però, avvalorarne una su tutte: quella che il nome originario fosse “Fontane Amorose”, intendendo che qui, durante il giorno, si riunissero delle fanciulle spensierate e tra ciarle e risate sciacquassero i loro panni; le stesse fanciulle che, alla sera, ritornavano nello stesso luogo per mercificare il loro amore.

    Con l’avvento del perbenismo, un tale ricordo offendeva il pudore dei benpensanti che trasformarono il nome, prima in Morose e definitamente in Marose. E col nome se ne è andata anche la fontana, che fu demolita a metà dell’800, proprio per permettere l’apertura di Viale Interiano, la cui vasca è tutt’ora interrata sotto al livello del suolo e  sulla quale vegliano i monumentali palazzi Spinola, rimasti unici testimoni di quei tempi.

    Adriana Morando

    Video di Daniele Orlandi

     

  • Porto di Genova, quanto inquinano le navi ormeggiate

    Porto di Genova, quanto inquinano le navi ormeggiate

    panorama del porto di genovaÈ  notizia di questi giorni il sequestro del Terminal Rinfuse del porto di Genova, a causa dei problemi ambientali legati alla movimentazione del carbone. Quattro persone sono indagate: non avrebbero fatto nulla per ridurre le emissioni delle polveri.

    Il Movimento Difesa del Cittadino MDC di Genova, sollecitato dagli abitanti della zona che da anni subiscono il forte inquinamento anche da parte delle navi ferme in porto, ravvisa una mancanza del Governo per non aver emanato il Decreto di attuazione “direttore”, in applicazione della Lg. quadro n. 447/95, per contenere in via amministrativa, l’inquinamento atmosferico provocato dalle navi ormeggiate nei porti quando effettuano le operazioni di carico-scarico delle merci.

    E scrive ai Ministri competenti.

    Questo il testo della lettera.

     

    Al Ministro dei Trasporti Dott. Corrado Passera

    Al Ministro dell’Ambiente Dott. Corrado Clini

    ROMA

    Genova, 20 dicembre 2011

    Oggetto: richiesta di emanazione del Decreto di attuazione “direttore”, in applicazione della Lg. quadro n. 447/95, per contenere in via amministrativa, l’inquinamento atmosferico provocato dalle navi ormeggiate nei porti quando effettuano le operazioni di carico-scarico delle merci.

    Stim.mi Ministri,

    con riferimento alla richiesta in oggetto la nostra Associazione cortesemente ricorda:

    – la Lg. n. 447/95, attualmente corredata da numerosi Decreti di attuazione, compresi i provvedimenti di suddivisione dei territori comunali in “zone”, è stata a suo tempo emanata al fine di contenere entro limiti accettabili i diversi livelli di inquinamento che caratterizzano qualunque attività umana;

    – nel caso di specie, l’inquinamento esistente nelle zone portuali, non potendo essere inserito nelle procedure contemplate sui Piani di risanamento, di cui all’art. n. 7 della Lg. 447/95, di fatto rende inefficace l’interessamento dei Sindaci, sterilizza i rilievi tecnici formulati dalle A.R.P.A. e riduce a vaniloquio le risposte provenienti dalle Capitanerie di porto;

    – questa conclamata carenza amministrativa, può essere superata favorendo l’installazione da parte dell’ENEL, di alcune postazioni erogatrici di energia elettrica in grado di fornire alle navi un servizio alternativo in loro gruppi elettrogeni, attivati per realizzare le operazioni di carico-scarico delle merci.

    p.q.m.

    La nostra Associazione ritiene necessario e prezioso un Vostro interessamento al fine di ottenere il Decreto di attuazione richiesto in epigrafe.

    Con i migliori ringraziamenti per l’attenzione invio rispettosi saluti.

    Il Responsabile di settore

    Gian Paolo Bellone

  • The Rocky Horror Picture Show al teatro Govi

    The Rocky Horror Picture Show al teatro Govi

    Rocky horror pictures showVenerdì 30 dicembre il teatro Rina & Gilberto Govi presenta “The Rocky Horror Picture Show” a cura dell’’Unconventional Cast, per festeggiare il Non-Capodanno.

    Tra lustrini, pailettes  e boa di struzzo la compagnia presenta il Rocky Horror” in double feature, come nella migliore delle tradizioni transilvane: i protagonisti si confondono tra il pubblico cantando e recitando sulle immagini del film di ‘O Brien, che viene trasmesso in contemporanea sul fondo della scena.

    Lo spettacolo  inizia alle ore 21,00, il costo è di 118 euro per il biglietto intero.


  • Unione europea, dal 2013 stop ai detersivi tossici

    Unione europea, dal 2013 stop ai detersivi tossici

    Una decisione dell’Europarlamento sancisce il divieto dell’uso di fosfati e impone la limitazione dei composti a base di fosforo nei detersivi destinati ai consumatori.

    Gli eurodeputati a metà dicembre hanno approvato a larga maggioranza (631 voti a favore, 18 contrari e 4 astensioni) una proposta avanzata dalla Commissione europea.

    Dopo il via libera ufficiale dei Ventisette, a partire dal 30 giugno 2013una dose standard di detersivo per il bucato non dovrà contenere piu’ di 0,5 grammi di fosforo”. Su insistenza di Strasburgo, dal primo gennaio 2017 sara’ fissato anche un limite ”di 0,3 grammi per i detersivi per le lavastoviglie”.

    L’obiettivo di queste misure e’ proteggere i mari, i fiumi e i laghi europei. Se scaricati nell’acqua in dosi eccessive infatti, i fosfati – che servono per un lavaggio piu’ efficace – causano la crescita di alghe a spese di altre forme di vita acquatica.

    Occorre però sottolineare come il regolamento ”non disciplina i detergenti usati da professionisti, dal momento che non sono ancora disponibili alternative tecnicamente ed economicamente realizzabili”.

    Il commissario per l’Industria e l’imprenditorialita’, Antonio Tajani, ha espresso la propria soddisfazione per il voto di Strasburgo.

    “Le nuove norme contribuiranno a garantire la liberta’ del mercato interno dato che oggi le regolamentazioni nazionali ostacolano il commercio di questi prodotti e permetteranno un aumento della qualita’ dell’acqua e della tutela dell’ambiente in tutta l’Ue”.

  • Disco Club, un pomeriggio di festa per i 46 anni di vita del negozio

    Disco Club, un pomeriggio di festa per i 46 anni di vita del negozio

    Disco clubSabato 24 dicembre si tiene il secondo evento per festeggiare il compleanno di  Disco Club 65, lo storico negozio di dischi in Via San Vincenzo nato nel lontano 1965, da anni punto di riferimento degli amanti della musica di nicchia.

    L’appuntamento è fissato per le 17 davanti al negozio, per un aperitivo in compagnia, e piccole esibizioni di Bosio, En Roco, Esmen, Mezzala, Kramers, Odd Fulmine, Taricki e altri ancora.

    Disco club Locandina

  • Musei di Genova, le aperture straordinarie del periodo natalizio

    Musei di Genova, le aperture straordinarie del periodo natalizio

    Museo GalataEcco le aperture straordinarie dei Musei genovesi nel periodo natalizio.

    25 dicembre 2011

    MU.Ma – Galata Museo del Mare: dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18)

    Musei Civici: chiusi

     

    26 dicembre 2011

    Musei di Strada Nuova: dalle ore 10 alle 19

    Museo di Storia Naturale “G. Doria”: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Museo Luxoro: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Galleria D’Arte Moderna: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Wolfsoniana: dalle ore 10 alle 19

    Castello D’Albertis: dalle ore 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17)

    MU.Ma – Galata Museo del Mare: dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18)

    MU.Ma – Museoteatro della Commenda di Prè: dalle ore 10 alle 19

    Museo del Tesoro di San Lorenzo: dalle ore 15 alle 18

     

    1 gennaio 2012

    MU.Ma – Galata Museo del Mare: dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18)

    MU.Ma – Museoteatro della Commenda di Prè: dalle ore 10 alle 19

     

    6 gennaio 2012

    Musei di Strada Nuova: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Museo Luxoro: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Galleria d’Arte Moderna: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Wolfsoniana: dalle ore 10 alle 19

    Castello D’Albertis: dalle ore 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17)

    MU.Ma – Galata Museo del Mare: dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18)

    MU.Ma – Museoteatro della Commenda di Prè: dalle ore 10 alle 19

  • Edilizia sanitaria e immobili pubblici: che cos’è la cartolarizzazione?

    Edilizia sanitaria e immobili pubblici: che cos’è la cartolarizzazione?

    PratozaninoLa Sanità in Liguria chiude il 2011 con un passivo di 146 milioni. E’ il dato ufficiale pubblicato dalla Regione dopo le voci dei giorni scorsi che volevano il debito molto più elevato. Questi cento milioni, sempre stando ai dati, sarebbero la perdita in termini di quota pesata degli anziani e “corrispondono a quanto pensiamo di realizzare con la cartolarizzazione”, ha dichirato il presidente Burlando.

    Ma che cos’è la cartolarizzazione? E’ un’operazione finanziaria che consiste nella cessione di immobili a società-veicolo in cambio di un corrispettivo economico ottenuto attraverso l’emissione ed il collocamento di titoli obbligazionari;  in pratica, la conversione di immobili di proprietà pubblica in strumenti finanziari più facilmente collocabili sui mercati.

    La società veicolo ha per unico oggetto sociale la gestione dell’operazione di cartolarizzazione. Una volta acquisito il patrimonio immobiliare, la società emette obbligazioni sui mercati internazionali garantite dal valore dell’immobile/i, ma soprattutto dal flusso di incassi previsti derivanti dalla destinazione d’uso e quindi dalla vendita finale dello stesso/i a un terzo soggetto (imprenditori, società ecc ecc) denominato “investitore finale”.

    Ecco che diventa di fondamentale importanza la destinazione d’uso, come nel caso dell’ex manicomio di Quarto: “Tra la cultura americana che ogni 20 anni demolisce e ricostruisce tutto e la nostra cultura europea che non demolisce niente – ha detto Claudio Burlando – dobbiamo trovare una via di mezzo. Se Basaglia ha chiuso i manicomi trent’anni fa in quelle strutture enormi bisognerà fare dell’altro. Vendendo possiamo avere soldi a beneficio di tutta la comunità. Credo sia sbagliato tenere tutto immobile. Giusto definire una presenza significativa con una casa della salute dove serve, ma il resto si può utilizzare diversamente”.

    Sono di queste settimane le dure proteste dei comitati di Santa Margherita che difendono la struttura dell’ex ospedale chiedendo il mantenimento della funzione sanitaria. Burlando sul tema non ha dubbi: “I comitati di Santa Margherita non hanno ragione, in quella struttura, dopo la creazione dell’ospedale di Rapallo bisogna farci dell’altro. Poi se un privato mettendoci fondi propri vuole fare un suo intervento, ben venga, ma noi no. La nostra offerta sanitaria è già ipertrofica, non possiamo tenere qualsiasi ambulatorio. Dobbiamo cartolarizzare bene e investire in sanità.”

    Ecco perchè l’edilizia sanitaria è un tema strategico di grande importanza per il nostro territorio. A Genova strutture sanitarie come Quarto o Pratozanino a Cogoleto, sono emblema di un cambiamento sociale che negli anni ha lasciato dietro sé enormi spazi inutilizzati; oggi, in odor di recessione, la macchina pubblica procede con vigore ad una nuova razionalizzazione di mezzi e strutture, proprio come avvenne in passato. A quelli del primo novecento, quindi, si aggiungeranno presto gli spazi lasciati in eredità dai primi anni 2000, un patrimonio da gestire con raziocinio.

    E’ la cartolarizzazione la strada giusta? Non siamo certo in grado di dare una risposta certa. L’unico dato di fatto è che cartolarizzare un bene significa in parole povere doverlo rendere il più appetibile possibile per un compratore, tradotto possibilità di realizzare residenze, alberghi o strutture commerciali che nella maggior parte dei casi è sinonimo di miopia e ricerca del ricavo immediato. In buona sostanza al termine “investimento” spesso e volentieri si sostituisce quello di “speculazione”.