Mese: Febbraio 2012

  • Paolo Hendel in scena al Politeama Genovese

    Paolo Hendel in scena al Politeama Genovese

    Paolo HendelMercoledì 29 febbraio il teatro Politeama Genovese ospita Molière a sua insaputa, uno spettacolo di Leo Muscato con il comico Paolo Hendel.

    L’esilarante comico toscano interpreta un improbabile Molière, accetta l’invito della trasmissione televisiva A sua insaputa. Convinto di partecipare a una serata celebrativa e promozionale della sua opera, questo buffo Molière non sa ancora che in quel programma, una specie di Serata d’Onore surreale che ospita illustri personaggi del passato e del futuro, accadranno eventi singolari al limite del paradossale.

    In un turbinio comico di equivoci e fraintendimenti, la serata ben presto assume i connotati dell’inquisizione: la sua vita privata, la sua opera, le sue grottesche idiosincrasie, sono analizzate, scandagliate, vivisezionate.

    L’ingenuo Molière prova a giustifi carsi, ma la conduttrice (una strana fi gura mefi stofelica, con bizzarri abiti contemporanei e un’anacronistica parrucca seicentesca) non gli dà tregua. Sadica e soave, chiama in causa una sequela di bizzarri opinionisti e giornalisti con nomi desueti tipo Argante, Orgone, Alceste, Cleante, Tartufo che gli sproloquiano i testi delle sue commedie.

    Moliere a sua Insaputa

    Teatro Politeama Genovese, via Bacigalupo 2 – Tel 010 8393589

    Inizio spettacoli ore 21

    Durata: 1 ora e 30 ore senza intervallo

    Prezzi: da € 17 a € 25 + prevendita

  • Zelig Lab on the Road al Checkmate Rock Club

    Zelig Lab on the Road al Checkmate Rock Club

    CheckmateMercoledì 29 Febbraio sul palco del Checkmate in occasione dell’appuntamento fisso settimanale con lo Zelig Lab on the Road, saranno ospiti speciali della serata i Mancio e Stigma, ovvero i famosi EMO di Zelig.

    Una parodia esilarante  sul “ mondo degli emo”, questi adolescenti  androgini  con lunghe frange sugli occhi, molti piercing sul corpo e con un anima depressa.

    L’evento si inserisce nella consueta programmazione settimanale del circolo di via Trebisonda, che ogni mercoledì, fino a maggio, ospita con il laboratorio spettacolo dei ragazzi dello Zelig Lab e del N.O.I, capitanati da Daniele Raco.  Tra i comici presenti,  Enzo Paci, Andrea Bottesini, Maurizio Lastrico, Antonio Ornano, Stefano Lasagna, Mario Tarallo, Luca Bondino, Marco Ferrari, I Beoni Alessandro Squillace e Andrea Carlini, Simone Repetto, Sergio De Cesare, Lorenzo Malvezzi.

    Info e prenotazioni 347/0448995

    Ingresso con tessera Arci, 10 euro con consumazione.

  • Corte dei Conti: agenti non riconoscibili, democrazia sospesa

    Corte dei Conti: agenti non riconoscibili, democrazia sospesa

    In occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario della Corte dei Conti, avvenuta un paio di giorni orsono, il procuratore regionale Ermete Bogetti ed il presidente della sezione giurisdizionale Andrea Russo, hanno affrontato vari temi.

    Sicuramente tra le questioni più importanti menzionate dalla magistratura contabile ci sono l’istruttoria appena avviata per controllare la regolarità delle operazioni relative al polo tecnologico degli Erzelli, finanziato anche con soldi pubblici e l’inchiesta affidata alla Guardia di finanza circa l’utilizzo dei cospicui finanziamenti pubblici per il recupero di Forte Begato che da anni versa in stato di degrado. E ancora le indagini per accertare il danno erariale subito dallo Stato a causa del taglio degli alberi del parco dell’Acquasola nell’ambito del contestato progetto per il parcheggio sotto il parco storico cittadino.

    Ma particolarmente significativo è stato anche il passaggio relativo ai procedimenti avviati dalla procura per chiedere i danni materiali e di immagine ai poliziotti condannati per le violenze durante il G8 di Genova del 2001. In attesa dei giudizi definitivi della Cassazione per procedere contro gli imputati della Diaz e di Bolzaneto, il procuratore Bogetti ha ricordato che si potrebbero già istituire dei processi per quei casi che in sede civile hanno visto lo Stato risarcire alcuni manifestanti aggrediti e picchiati senza motivo.

    Peccato però che sia davvero arduo riuscire ad identificare gli agenti delle forze dell’ordine responsabili di azioni ingiustificate. Bogetti, ricordando l’esperienza torinese quando indagò su un funzionario impegnato in Valsusa durante una manifestazione No Tav, ha sottolineato <<Se si ammette che i singoli operatori non possano essere riconoscibili… vuol dire ammettere che si possa verificare una sospensione delle regole… che non può essere tollerata in uno Stato di diritto>>. Il procuratore ha suggerito un’alternativa <<Per rimediare a tale situazione, sempre che si voglia farlo, non occorrerebbero particolari o costosi strumenti. Sarebbe sufficiente una targhetta adesiva con numeri  o lettere ben visibili apposta sul casco e/o in un altro punto dell’equipaggiamento degli agenti appartenenti ai reparti anti sommossa>>.

     

    Matteo Quadrone

  • Verso la città metropolitana: proposta di Statuto. Incontro a Palazzo Tursi

    Verso la città metropolitana: proposta di Statuto. Incontro a Palazzo Tursi

    Lunedì 27 febbraio 2012 alle ore 17,30 nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi   si svolge il dibattito organizzato dal Centro Culturale La Maona: verso la città metropolitana: proposta di Statuto.

    In base alle norme volute dal Governo Monti, le elezioni del nuovo Consiglio Provinciale, in scadenza naturale, sono state sospese, mentre si preannuncia la nomina di un commissario governativo che avrà il compito di  guidare il passaggio delle funzioni e del personale dalla provincia verso i comuni, o verso la regione.

    E’ quindi un periodo di svolta per gli enti locali, ed è necessario un dibattito per capire come affrontare questi cambiamenti.

    Il dibattito parte dal presupposto che in questa fase di riorganizzazione, si deve evitare di utilizzare lo stesso modello in tutte le città metropolitane, perchè ognuna di esse ha una storia precisa e a sè,  il che richiede anche uno statuto modellato sulle sue peculiarità e un’organizzazione condivisa dalle singole popolazioni locali.

    In più, una città portuale deve affrontare il tema centrale, dell’organizzazione del proprio scalo affrontando problematiche che non riguardano le città di terraferma; ma anche che ogni porto ha caratteristiche sue proprie, il che richiede normative calibrate.

    Un altro possibile errore da evitare è che resti inalterato il rapporto nell’uso delle risorse erariali tra il centro del Paese e le città, oggi chiaramente squilibrato a favore del primo: tale  disparità infatti non consente alle città portuali e ai singoli porti di adeguare alla necessità le reti infrastrutturali e la qualità dei servizi collettivi, deprimendo la loro forza contrattuale nei confronti delle città portuali concorrenti.

    Porteranno i saluti: Marta Vincenzi, Sindaco del Comune di Genova, Giovanni Grimaldi, presidente La Maona, Mario Bottaro, direttore Bj Liguria Business Journal. Presenterà la relazione sulla proposta di statuto Stefano Monti Bragadin, docente, Università di Genova. Seguirà un dibattito cui parteciperanno: Giovanni Marongiu docente Università di Genova, Giorgio Guerello, presidente del Consiglio Comunale di Genova, Luigi Merlo, presidente dell’Autorità Portuale, Edoardo Rixi, consigliere regionale, Mauro Avvenente presidente del Municipio VII. Moderatore Franco Monteverde, direttore La Maona.

    Foto Daniele Orlandi

  • Servizio civile verso lo stop definitivo: nessun progetto nel 2013

    Servizio civile verso lo stop definitivo: nessun progetto nel 2013

    «L’esigua disponibilità di fondi assegnati al servizio civile, notevolmente ridotti dalle manovre finanziarie degli ultimi anni, non permetterà, se non ci saranno nuove risorse, la partenza dei volontari nel corso del 2013». Con queste parole il Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi – che ha la delega per quanto riguarda il servizio civile – nel corso di un’interrogazione parlamentare alla Camera ha sciolto ogni dubbio circa la difficile situazione in cui si trovano gli enti e i ragazzi che ogni anno beneficiano di questa opportunità.

    La dichiarazione arriva al termine di un periodo molto complesso, che ha portato alla messa a rischio anche per i progetti già in fase di avvio: da un lato la mancanza di fondi sufficienti per retribuire tutti i volontari, dall’altro una sentenza che impone l’apertura del bando anche agli stranieri, hanno portato a un blocco dell’avvio in servizio dei volontari e a partenze che saranno scaglionate per tutto il 2012.

    A oggi molti enti e molti ragazzi sanno che i progetti partiranno entro la fine del 2012, ma senza alcuna certezza precisa sulla data. Al momento il sito ufficiale dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile pubblica di mese in mese l’elenco degli enti che possono avviare i progetti.

    Marta Traverso

  • Racconti per tutti i gusti: i mini concorsi di 80144 edizioni

    Racconti per tutti i gusti: i mini concorsi di 80144 edizioni

    La casa editrice 80144 edizioni è alla ricerca di nuovi autori e nuove storie per i volumi che pubblicherà nei prossimi mesi. Per questa ragione ha indetto una serie di mini concorsi letterari, con scadenze scaglionate nei primi mesi dell’anno.

    Di seguito i titoli e le tracce, con relativa scadenza. È ammesso un solo racconto per ogni traccia, da inviare entro la data prefissata all’indirizzo mail cosenuove@80144edizioni.it.

    Titolo 1: Storie da mare (racconti freschi per lettori da spiaggia) – scadenza 29 febbraio 2012
    Traccia: Fa caldo, così caldo che esci dall’acqua in cerca di brezza a riva. Con le mani impiastricciate di sabbia e di crema solare, è meglio stare lontani da tablet e cellulare. Con i piedi che sprofondano nella sabbia bollente raggiungi la sdraio, ti siedi guardando il mare e pensi che se avessi un surf oggi saresti incazzato nero. Lo pensi, sorridi e annusi l’aria ricca di salsedine mentre il telefonino tace, solo la risacca del mare si sente appena. Tutti i bambini sono a casa perché il sole picchia duro e così, sotto gli ombrelloni, è pace assoluta e tu realizzi che nulla potrà farti stare meglio. Invece no, ora hai scoperto questo libro e stai pensando che un bel racconto, tra un bagno e l’altro, può regalarti qualcosa in più: un sorriso, un brivido, una qualsiasi emozione. Non sai quanto hai ragione.

    Titolo 2 : Sei come la mia moto (storie d’amore tra uomini e motociclette) – scadenza 29 febbraio 2012
    Traccia: I motociclisti si somigliano tutti ma a loro non devi dirlo mai. Individualisti, solitari, fratelli di una stessa stirpe di antichi cavalieri, attraversano su due ruote il mondo diviso tra cielo e asfalto e tutto il resto non esiste. Casco e tuta sono l’elmo e l’armatura con cui affrontare i loro draghi: i camion. Le loro donne sono amanti da stringere a se soltanto quando il vero grande amore dorme in garage. Racconti che puzzano di benzina, scritti col vento in faccia per raccontare viaggi che forse non farete mai, sicuramente mai nello stesso modo, perché per un motociclista anche solo l’accensione è ogni volta unica.

    Titolo 3: Cerco casa – scadenza 31 marzo 2012
    Traccia: Vi siete mai imbattuti in situazioni imbarazzanti cercando una casa in affitto? Gli “inquilini” di questo volume sì. Chi direttamente, chi ispirato da fatti letti o sentiti in giro, Gli scrittori ospiti di Cerco casa racconteranno le loro storie lungo queste pagine. Racconti fatti di padroni di casa fuori da ogni logica umana, coinquilini forzati, toponomastica, sfratti e regole di condominio da leggere per prepararsi al peggio, soprattutto se ci si appresta a cercare casa.

    Titolo 4: Se il mondo finisce a dicembre non pago Equitalia. Racconti di ordinaria superstizione – scadenza 30 giugno 2012
    Traccia: Ogni tanto ci annunciano la fine del mondo, succede da millenni. I maya, Nostradamus e diversi altri profeti dimenticati ci hanno lasciato un bel carico di oscure previsioni di catastrofi, eppure siamo ancora qui, con tutti i nostri problemi quotidiani. Forse proprio così nasce la superstizione, dalla paura che un evento ancestrale, sconosciuto e incontrollabile possa influire sulla nostra vita. Ciò non impedisce, però, a molti di cadere vittime di improbabili credenze. Credenze che hanno assunto le forme di gatti neri, civette, scale e toccatine ai genitali, ce ne sono per ogni luogo e per ogni tempo. Quella che segue, tuttavia, non è un’indagine sulle origini della superstizione, ma una collezione di storie sul rapporto a volte esilarante e a volte tragico che la gente ha con la superstizione e con la sua terribile primogenita: la sfiga. Spendeteli questi dodici euro e buona lettura, che tra poco finisce tutto.

    Marta Traverso

  • Diario di un somaro, in scena al teatro dell’Archivolto

    Diario di un somaro, in scena al teatro dell’Archivolto

    Diario di un somaro “Diario di un somaro” è uno spettacolo che si mischia a una bizzarra lezione, trasformandosi in confessione, gioco e ricordo, tratto dal romanzo di Daniel Pennac.

    Si raccontano le riflessioni, gli incubi e le convinzioni pedagogiche di un ex alunno, poi insegnante, poi scrittore, che non ha dimenticato né rimosso i primi inciampi e scontri con l’esperienza scolastica.

    L’esperienza scolastica è rievocata sul palco attraverso il punto di vista degli ultimi della classe, dei ragazzi “difficili” che guardano il mondo con gli occhi del somaro, salvo poi, magico evento, trasformarsi da mostruosi rospi testoni in insegnanti sensibili, anomali e lungimiranti.

    Con comicità, dolcezza e slanci di ribellione Pennac/Scaramuzzino esplora così, dal di dentro, la scuola con le sue potenzialità e contraddizioni, usando lo “stare in cattedra” come un palcoscenico zeppo di episodi buffi e aneddoti toccanti, canzoni bislacche e racconti fantastici, che svelano una sete di sapere, di conoscere e di crescere che continua ad animare, contrariamente ai più pessimistici luoghi comuni, i ragazzi e gli educatori di ieri e di oggi.

    Teatro dell’Archivolto – Piazza Modena 3 – tel 010 412135

    Orario spettacoli h 21

    Biglietti intero 20 euro / ridotto 18 euro/ ridotto studenti 7,50 euro

  • Pagare le tasse con opere d’arte e beni culturali: si può fare

    Pagare le tasse con opere d’arte e beni culturali: si può fare

    Lo sapete che è possibile pagare le tasse cedendo allo Stato opere d’arte e beni culturali di interesse pubblico? Lo ha “ricordato” direttamente l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 17/E del 20 febbraio 2012, si tratta infatti di una legge dell’agosto 1982 che permette ai cittadini italiani di adottare una soluzione alternativa per il pagamento delle proprie pendenze fiscali, ovvero la cessione di opere di autori viventi o la cui esecuzione risalga ad epoca inferiore al cinquantennio, ma anche beni culturali in genere come ad esempio gli archivi o singoli documenti dichiarati di notevole interesse storico (a norma dell’art. 36 del D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409).

    Tali disposizioni si applicano esclusivamente alle entrate tributarie dello Stato e il pagameto delle imposte attraverso le opere d’arte è consentito solo tramite il modello F24 che dovrà essere presentato esclusivamente presso l’agente della riscossione competente in base al domicilio fiscale del proponente la cessione, che, sulla base delle informazioni trasmesse dall’Agenzia delle entrate, verifica l’effettiva spettanza del credito.

    Oltre a rappresentare un’opportunità per i contribuenti, la norma in questione merita di essere sottolineata in un periodo storico come questo dove le risorse a disposizione dello Stato per l’investimento e l’acquisto di opere di grande valore storico, artistico e culturale sono esigue. Anzi, spesso per i beni non vincolati si assiste al procedimento contrario, dove è il pubblico che per ottenere liquidità ricorre a dolorose privazioni (con annesse svalutazioni) a favore del privato.

    Ovviamente lo Stato dovrà essere interessato all’acquisizione, mentre le condizioni ed il valore della cessione di beni culturali sono stabiliti con decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali di concerto con il Ministro delle finanze. Due rappresentanti dei Ministeri compongono infatti la commissione che ha il compito di valutare le richieste dei contribuenti e costituisce dunque il presupposto operativo necessario alla fattiva applicazione della legge.

    Ma perché dal 1982 ad oggi sono stati pochissimi i casi in cui questo procedimento ha avuto luogo? Innanzitutto perché poco pubblicizzato, ma non è da trascurare la responsabilità politica, ovvero l’incapacità di valutare eventuali proposte dei contribuenti: la commissione è rimasta inattiva fino al decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali dello scorso 30 marzo 2010.

    Ciò nonostante dal giorno del decreto a tutto il 2011 l’unica opera accettata dallo Stato è stata una tela di Alberto Burri, altre 4 richieste sono state respinte, alcune sono ancora in corso di valutazione. Molto poco se si pensa a tutto il patrimonio artistico privato del nostro Paese. Sarà sufficiente la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate per far conoscere agli italiani questa possibilità?

  • Storia di Genova: villetta Di Negro e il Museo di Arte Orientale

    Storia di Genova: villetta Di Negro e il Museo di Arte Orientale

    Villetta Di Negro

    La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Guardo con occhi sognanti le offerte esposte nella vetrina, tentatrice, di un agenzia di viaggi: parlano di mete lontane e paradisi esotici, forse gli stessi che Colombo immaginava cercando la Cina e finendo in America ma, lungi da imbarcarmi su traballanti caravelle, preferisco cercare un angolo di Oriente che, con poca fatica e altrettanto poca spesa, posso trovare in un cantuccio verde della nostra città. Nel quartiere di Portoria guardando a monte, lasciata alle spalle l’elegante Piazza Corvetto, si può scorgere il parco di Villetta Di Negro, al cui interno, celato da una flora rigogliosa, è ubicato il Museo di Arte Orientale Edoardo Chiossone.

    Varcati i cancelli del parco, voluto agli inizi dell’Ottocento da Gian Carlo Di Negro, tortuose salite si snodano lungo un percorso su cui si incontrano, in un chiaro- scuro disegnato dalla vegetazione, sassose grotte, cascatelle artificiali, intimi pergolati e aerei ponticelli che aggettano su pozze colorate da pesci rossi. Su, in alto, dove la collina spiana, da un belvedere corredato da panchine, lo sguardo spazia sui tetti della città fino alla Lanterna che si erge, solitaria, sul molo.

    Qui, tra la quiete rotta solo da un’eco lontana del traffico, non troviamo fantasmi errabondi ma tenere coppiette in cerca di discrezione o scanzonati scolari, “bigiatori” per un giorno, che godono di un luogo dove fino al 1802, anno in cui fu acquistato dall’omonimo marchese, si ergeva il bastione cinquecentesco di Luccoli, ormai smilitarizzato.

    Sulla vendita della collina, fissata in 22 mila lire, gravava l’impegno di fondare e sovvenzionare un centro botanico che vi avesse sede per almeno 6 anni. Smantellata l’antica roccaforte, dunque, su progetto dell’architetto Carlo Barabino, fu costruita una palazzina neoclassica, in posizione panoramica, che venne circondata da un grande giardino all’inglese.

    Dopo il decesso del nobile (1857), la proprietà passò nuovamente nelle mani del Comune con varie destinazione d’uso, fino al 1942, quando l’edificio abitativo venne distrutto nel corso di un bombardamento.

    Mentre il Marchese Di Negro passeggiava lungo i viali della sua nuova dimora, nasceva ad Arenzano Edoardo Chiossone (21 gennaio 1832), pittore ed incisore: cugino del più noto David, medico, filantropo e autore di numerose commedie di successo, giovanetto, approdò all’Accademia Ligustica delle Belle Arti dove si distinse per le sue pregevoli incisioni su rame, conservate, oggi, nel Museo Nazionale di Roma.

    La litografia, la nascente fotografia e, argomento non trascurabile per un genovese, l’amore per il “denaro” lo portarono ad operare presso la Banca Nazionale del Regno d’Italia, a cui seguì una specializzazione a Francoforte e un soggiorno in Inghilterra. Il suo interesse, a dispetto dei malpensanti, era rivolto alla creazione di banconote “perfette” e quindi non falsificabili: questo suo lavoro non sfuggì ai giapponesi che erano impazienti di allinearsi sugli standard occidentali, dopo i venti di innovazione portati dalla rivoluzione del 1868, per cui, al fine di diffondere una moderna immagine della finanza giapponese di Stato, fu chiamato a fondare e a dirigere, a Tokio, l’Officina Imperiale di carte-valori.

    Profondo cultore dell’arte giapponese, divenne un importante raccoglitore di opere d’arte grazie al fatto che l’impoverimento di molte famiglie aristocratiche, dovuto alla guerra, aveva messo sul mercato opere di inestimabile valore. Alla sua morte (Yokohama, 11 aprile 1898), pur lontano, si ricordò della sua patria e dell’Accademia Ligustica, “mia madre in arte”, a cui lasciò la sua collezione. Fu così che 96 grandi casse, con all’interno 15 mila reperti preziosi, giunsero al porto di Genova, senza spese di trasporto e di dogana, per essere accolti nei locali del Palazzo dell’Accademia in Piazza De Ferrari, dove venne allestito un primo museo, inaugurato il 30 Ottobre 1905 alla presenza di Vittorio Emanuele III, Re d’Italia.

    Smantellato, durante la guerra, riprese a “vivere” nel luogo dove abbiamo lasciato le macerie dell’antico palazzo Di Negro. Grazie ad un progetto di Mario Labò, infatti, al loro posto venne costruito un sobrio e razionale edificio che ricorda l’essenzialità delle case nipponiche e nel quale questi inestimabili manufatti trovarono la loro sede definitiva (1971).

    Statue bronzee cinesi e giapponesi insieme ad elmi, maschere, campane, accolgono il visitatore all’inizio di un percorso circolare che si snoda lungo le cinque gallerie a sbalzo, poste ai lati del salone. In questo cammino armi e armature di samurai, smalti cloisonné, ceramiche, lacche, specchi, porcellane, piccoli stupa (tabernacoli a forma di pagoda), bodhisattva dorati (essere vivente, sattva, che aspira all’Illuminazione, bodhi), stampe policrome, strumenti musicali, costumi, tessuti, inrô a scomparti (astuccio), paraventi decorati, strumenti musicali, tessuti, monete, bronzistica, dipinti su carta e seta (dal XI al XIX sec.) etc, si susseguono in un rincorrersi di stupore e di ammirazione.

    Un mondo di arte che si rinnova, di volta in volta, per le esposizioni cicliche a cui sono sottoposte le opere per una migliore conservazione e che si arricchisce, a marzo, maggio, giugno, di celebrazioni particolari in analogia alle feste che si svolgono in Giappone, rispettivamente la “Festa delle bambine, delle bambole e dei fiori di pesco”, “la Festa dei maschietti, delle carpe volanti e dei fiori di Iris”, “la Festa delle stelle e dei desideri”.

    Questo autentico salto nel tempo del periodo Meiji (periodo del regno illuminato) ci dona una pausa di autentico relax Orientale prima di riaffrontare il frenetico e caotico andirivieni del mondo Occidentale.

     

    Adriana Morando

  • Giovani architetti: concorso di idee per trasformare la città

    Giovani architetti: concorso di idee per trasformare la città

    Giovani idee per ridisegnare la città, 77 partecipanti, 18 progetti esposti. Sono i numeri finali del concorso lanciato dall’associazione di studenti di architettura, Architecture 4G,  con il patrocinio della facoltà di Architettura dell’Università di Genova e dell’Ordine degli Architetti del capoluogo ligure. Alla Loggia di Banchi, fino al 10 marzo, è possibile ammirare tutti gli elaborati.

    I temi proposti sono 4: le ex aree industriali e il waterfront di Multedo, l’ex ospedale psichiatrico di Quarto, il centro storico (in particolare Maddalena, De Ferrari, Porto antico) e la sopraelevata.
    Gli ultimi due – centro storico e sopraelevata – hanno suscitato il maggiore interesse degli studenti che hanno lavorato suddividendosi in gruppi alla ricerca di soluzioni innovative, ma allo stesso tempo compatibili con la realtà urbana e l’effettiva fattibilità e sostenibilità delle proposte.

    Obiettivo del concorso era descrivere ed immaginare la città <<Guardando dove tutti gli altri non guardano, verso dettagli che ad altri appaiono invisibili, in modo tale da far emergere tutte le potenzialità inespresse>>, spiega l’associazione Architecture 4G.
    La mostra sarà l’occasione per confrontarsi con i professionisti del mestiere, ma non solo. La speranza infatti è che anche gli amministratori pubblici, attuali ma soprattutto quelli in corsa per guidare Palazzo Tursi, possano osservare con attenzione le idee dei giovani architetti e magari trarne spunto per il futuro.

     

    Matteo Quadrone

     

  • “Aprite quelle porte”: campagna Spi-Cgil per la dignità degli anziani

    “Aprite quelle porte”: campagna Spi-Cgil per la dignità degli anziani

    Aprire le strutture residenziali per anziani ai controlli, affinché sia possibile verificare le condizioni in cui vengono assistiti gli ospiti, accertare la qualità dei servizi e smascherare le eventuali “case di riposo lager” dove gli anziani subiscono maltrattamenti ed abusi. E’ questo il fine della campagna nazionale lanciata dallo Spi-Cgil ed intitolata “Aprite quelle porte. No alle case prigione per gli anziani”.
    Una campagna per il rispetto e la dignità delle persone anziane con cui il sindacato dei pensionati della Cgil chiede che le strutture siano aperte 24 ore su 24 ma anche per sollecitare tutti gli operatori del settore, i parenti e le istituzioni a segnalare i casi di violenze ai danni di chi vi risiede.

    <<C’è bisogno di una grande iniziativa sulle condizioni di vita nelle strutture residenziali per rimettere al centro i bisogni della persona e il diritto degli anziani ad essere assistiti e curati nel modo migliore – ha dichiarato il segretario generale Spi-Cgil, Carla Cantone – Queste strutture non possono essere considerate dei parcheggi per anziani in attesa del fine vita ma devono essere residenze in cui possano vivere un’esistenza dignitosa e il più possibile serena. Chiediamo a tutti di vigilare su eventuali casi di abusi e maltrattamenti e di segnalarli perché nel nostro paese non vi siano più case di riposo lager>>.
    Tutte le segnalazioni potranno essere inviate all’indirizzo mail apritequelleporte@spi.cgil.it oppure per posta presso la sede nazionale dello Spi-Cgil in Via dei Frentani 4/a 00185 Roma.

    La Liguria è particolarmente interessata dall’iniziativa considerato che notoriamente è la regione italiana con la maggiore presenza di persone anziane. Secondo i dati Istat riferibili al 1 gennaio 2011 la popolazione residente in territorio ligure con 65 anni di età raggiunge la considerevole quota del 26,7%. La media nazionale invece si attesta al 20,6%.
    Le strutture residenziali per anziani nel 2010 sono state utilizzate – come ospitalità temporanea o definitiva – da ben 13.959 utenti, 6.311 solo a Genova.
    Consultando la “Guida alle strutture residenziali e centri diurni in Liguria”, curata dalla Regione è possibile conoscere il numero delle strutture presenti sul territorio. In totale sono 273 così suddivise: Asl 1 Imperia 32; Asl 2 Savona 50; Asl 3 Genova 135 (di cui 87 solo nel capoluogo); Asl 4 Chiavari 33; Asl 5 La Spezia 23.

    <<La campagna “Aprite quelle porte. No alle case prigione per gli anziani” parte anche in seguito ad alcuni gravi episodi accaduti in Italia – spiega Anna Giacobbe, Segretaria generale Spi-Cgil Liguria – uno purtroppo ha interessato anche la Liguria, mi riferisco alla recente vicenda dei maltrattamenti presso la casa di cura Borea di Sanremo, comportamenti da codice penale che hanno fatto scalpore, rendendo evidente a tutti quanto sia necessaria un’azione di prevenzione per scongiurare il ripetersi di simili eventi>>.

    <<Il nostro intento è quello di affrontare a tutto tondo il tema delle condizioni di vita degli anziani all’interno delle strutture residenziali – continua Giacobbe – si tratta di una questione quotidiana che va al di là di particolari situazioni critiche. Con ciò voglio dire che determinati standard di qualità devono essere sempre garantiti. Soprattutto per quanto riguarda il livello di dignità personale ed i rapporti con il mondo esterno>>.

    <<Parliamo di strutture che non sono paragonabili alle case di riposo di un tempo – spiega Giacobbe – Oggi le residenze accolgono prevalentemente anziani in difficoltà con condizioni fisiche/mentali già compromesse>>. Persone a cui occorre assicurare il mantenimento di buoni livelli di socializzazione. Fondamentale in questo senso risulta il lavoro di associazioni come l’Auser, la stessa Spi-Cgil e molte altre, che svolgono attività di animazione all’interno delle strutture per anziani.

    <<Donano un po’ di sollievo agli ospiti, garantiscono il contatto con l’esterno e fanno opera di prevenzione rispetto allo svilupparsi di situazioni di criticità>>, afferma il segretario Spi-Cgil. Inoltre e non è un fattore secondario, alleggeriscono il carico di lavoro degli operatori. <<Secondo noi queste azioni devono trasformarsi in consuetudine>>, afferma Giacobbe.

    E non va dimenticata la difficile condizione di partenza in cui si trovano ad agire i lavoratori delle strutture residenziali.  <<Spesso il personale è insufficiente per affrontare la complessa gestione di ospiti così particolari, quali gli anziani – spiega Giacobbe – di conseguenza gli operatori sono sottoposti al fenomeno del burn out (un processo stressogeno che colpisce i lavoratori delle professioni d’aiuto,ndr). In un contesto simile è facile che possano svilupparsi comportamenti scorretti>>.
    Quindi diventa necessario sostenere attivamente tutti i soggetti che si occupano di curare gli anziani: i  lavoratori ma anche gli stessi famigliari dei pazienti.

    <<Le residenze sono sottoposte al controllo di Asl e Comuni, ma non basta – continua il segretario Spi-Cgil – Noi vogliamo introdurre una sorta di “controllo sociale” mediante la creazione di gruppi di famigliari e lavoratori>>.  Bisogna favorire queste aggregazioni perché <<Sono fondamentali anche per promuovere una cultura dei comportamenti corretti da adottare>>, sottolinea Giacobbe.

    Il numero degli anziani è destinato ad aumentare e <<Corriamo il rischio del ripetersi di un comportamento simile a quello verificatosi anni fa nel caso dei malati psichiatrici – denuncia Giacobbe – Ovvero che prevalga l’idea di nascondere alla vista gli anziani, rinchiudendoli in queste strutture>>.

    Il ricorso a farmaci, quali i sedativi, oppure a pratiche di contenzione, secondo la Cgil non deve diventare di uso comune. <<Sono necessari ben altri strumenti – afferma il segretario Spi-Cgil – innanzitutto ci vuole personale sufficiente in ogni struttura e poi bisogna aprire le residenze al maggior numero possibile di attività di animazione>>. L’azione delle associazioni infatti risulta cruciale soprattutto a favore di anziani soli, privi del supporto famigliare. <<La solitudine sia all’interno sia fuori da queste mura è sicuramente uno dei problemi più urgenti da affrontare>>, sottolinea Giacobbe.

    Nei mesi di aprile e maggio la Spi-Cgil ligure proporrà delle iniziative pubbliche per sensibilizzare i cittadini su questi temi e promuovere delle proposte concrete di intervento.

    Anche perché <<Nel prossimo futuro a causa dei tagli a livello nazionale potrebbe verificarsi una contrazione negativa a livello di posti disponibili nelle strutture residenziali – conclude il segretario Spi-Cgil – Tagli che ovviamente si ripercuoteranno sulla qualità dei servizi offerti>>.

     

    Matteo Quadrone

     

     

     

     

  • Sottopasso Cadorna: entro l’estate al via i lavori di messa in sicurezza

    Sottopasso Cadorna: entro l’estate al via i lavori di messa in sicurezza

    Sottopasso Cadorna a GenovaBuone notizie per il sottopasso Cadorna, devastato dalla recente alluvione del 4 novembre: secondo un accordo che si sta definendo in questi giorni, tra il Comune e gli affittuari dei locali commerciali esistenti prima del tragico evento, entro tre mesi dovrebbero incominciare i lavori di bonifica dell’area e di messa in sicurezza per eventuali futuri allagamenti.

    Secondo il progetto la prevenzione dovrebbe essere assicurata dal rialzo dell’accesso di 40 cm e da una perimetrazione del tunnel che funga da barriera contro l’acqua. A questi vanno aggiunti il puntellamento dei soffitti pericolanti nonché il rifacimento di muri e pavimenti. Lavori estremamente costosi che avevano indirizzato il Comune al solo ripristino del passaggio pedonale.

    <<Non si possono buttare via 40 anni di lavoro>>, afferma Mauro Brancaleoni, proprietario di Europarfums e promotore del comitato negozianti, che si sono opposti fermamente a questa risoluzione. L’attuale, provvisoria ricollocazione degli esercizi commerciali nella struttura a fianco di viale Caviglia, pur avendoli salvati da un fallimento certo, non ha aiutato il fatturato che è sceso di un 50-60%. La conciliazione si è raggiunta grazie ad una riduzione del canone di locazione da parte del Comune e alla promessa che un eventuale risparmio sul budget di spesa sarà devoluto agli affittuari per sostenerli nel ripristino interno dei negozi.

    Restano a carico dei conduttori, invece, oltre che alla rinuncia di un concreto indennizzo per i danni subiti, due pesanti clausole: manlevare il Comune da qualsiasi responsabilità in caso che la nefasta circostanza si ripeta e la chiusura immediata degli esercizi in presenza di un’allerta meteo. Condizioni sottoscritte dai commercianti in cambio della certezza di poter riprendere l’attività che non sarà esente da problemi, il primo dei quali è trovare un minimo di tutela attraverso un’assicurazione, data la defezione delle precedenti compagnie e il gentile rifiuto di quelle interpellate.

    Meno felice è la dichiarazione di “impotenza”, annunciata dalle autorità preposte, per quel che riguarda i giardini di Brignole. Non verranno allestiti i pannelli lungo via Fiume per salvaguardare i giardini e né questi si trasformeranno in un parco chiuso: i conti del Comune, sprofondati in un allarmante rosso, non permettono la realizzazione del progetto. Qualche miglioria è stata, in verità, già apportata con il rifacimento della pavimentazione dei percorsi pedonali, con la collocazione di nuovi punti luce, con il ripristino delle panchine, con la recinzione delle fontane e il rinverdimento dei giardini.

    Ma il degrado perdura, microcriminalità, spazzatura e atti vandalici sono all’ordine del giorno. Nonostante siano state messe in funzione telecamere di sorveglianza, le fontane continuano ad essere usate come cestini della spazzatura o sfregiate da ogni tipo di graffito; avanzi di cibo abbandonati, lattine, bottiglie, sacchetti di plastica uniti ai bisogni fisiologici espletati sui prati da questi poco graditi abitanti del luogo, richiamano frotte di ratti che lasciano gli oscuri meandri delle fogne per unirsi al banchetto.

    Per completare questo poco edificante panorama della nostra città ricordiamo i costanti furti a cui sono sottoposti i gazebi dei commercianti del sottopasso che, già danneggiati dall’alluvione, devono fare i conti anche con questa realtà. Il Comune dichiara che sta facendo il possibile sia in termini di un’assidua pulizia sia facendo pattugliare la zona da vigili ed altre forze pubbliche ma, se permane tale situazione, c’è da chiedersi che cosa non funzioni.

     

    Adriana Morando

  • Le Buone Pratiche del Teatro, incontro a Palazzo della Borsa

    Le Buone Pratiche del Teatro, incontro a Palazzo della Borsa

    TeatroSabato 25 febbraio dalle 9.30 alle 18.30, il Palazzo della Borsa ospita l’ottava edizione di “Le buone pratiche del teatro”, una giornata di incontro e confronto per le arti dello spettacolo dal vivo in Italia.

    La giornata, organizzata dalla webzine ateatro.it e curata da Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino, ha lo scopo di fare un punto sulla situazione attuale vissuta dal teatro in Italia e di divulgare le esperienze più innovative nel settore dell’organizzazione, della creazione, della critica.

    Il tema centrale di questa edizione è Istituzioni e movimenti, cioè come il teatro entra in relazione con i movimenti politici e sociali, e come le istituzioni possono dare forma ai movimenti estetici.

    Nel corso della giornata, verrà data particolare attenzione  alla situazione delle Liguria, con la nascita di TILT e la nuova prospettiva delle residenza, ma si discuterà anche della situazione nel sud Italia, il rapporto tra teatro e web, la nuova politica degli spazi.

     

     

  • Cosa fare delle vecchie cabine telefoniche? Spazi di bookcrossing

    Cosa fare delle vecchie cabine telefoniche? Spazi di bookcrossing

    cabina telefonoBisogna essere assai creativi nonché rispettosi dell’ambiente per ideare nuove formule di recupero di spazi che finirebbero altrimenti abbandonati o dismessi: è il caso delle cabine telefoniche, ormai utilizzate da pochissime persone e che in molti Comuni stanno lentamente scomparendo.

    Da New York arriva una curiosa quanto interessante via per non rendere inutilizzati questi “pezzi di vita” che prima dell’avvento dei cellulari erano più che mai utili e preziose per tutti noi: riempirle di libri e trasformarle in aree per il bookcrossing. Un’idea dell’architetto John Locke che coniuga tre elementi importantissimi: cultura, recupero creativo, arredo urbano.

    Che ne pensate? Vi piacerebbe un progetto come questo anche a Genova?

    Marta Traverso

  • La crisi economica mondiale e il nichilismo finanziario, incontro a Palazzo Ducale

    La crisi economica mondiale e il nichilismo finanziario, incontro a Palazzo Ducale

    Crisi economicaVenerdì 24 febbraio alle ore 17.45 a Palazzo Ducale un altro appuntamento con la rassegna “Sopravvivere alla crisi. Cause ed effetti dello tsunami economico”. Il ciclo affronta le grandi questioni legate alla crisi economica analizzando le cause, cercando di comprendere le responsabilità di una speculazione finanziaria senza regole, illustrando la diversità di condizioni tra Occidente e nuove economie emergenti e infine ipotizzando delle possibile soluzioni.

    Questa volta Giulio Sapelli, professore ordinario di Storia Economica presso l’Università di Milano, tratterà il tema “La crisi economica mondiale e il nichilismo finanziario” spiegando quella che definisce una “ristrutturazione profondissima del capitalismo mondiale fondata sul predominio finanziario ad altissimo rischio”.

    Ricercatore emerito presso la Fondazione ENI Enrico Mattei, Sapelli ha rivolto molti dei suoi sforzi allo studio dell’associazionismo imprenditoriale, ai problemi dell’energia, ai temi della cultura organizzativa, delle patologia dei mercati e della necessità della loro trasparenza istituzionale, organizzativa ed etica.