Mese: Febbraio 2012

  • Consultori: il ridimensionamento rischia di snaturare il servizio

    Consultori: il ridimensionamento rischia di snaturare il servizio

    La riorganizzazione aziendale della Asl 3 – fortemente voluta dalla Giunta della Regione Liguria per esigenze di contenimento delle spese – rischia di compromettere un particolare servizio, dedicato all’utenza più fragile, che rappresenta ormai un presidio socio-sanitario consolidato.
    Parliamo dei consultori, luogo per eccellenza della salute sessuale e riproduttiva delle donne, ma non solo, istituiti nel 1975 con la Legge n. 405. Uno spazio deputato all’educazione sessuale e alla contraccezione, alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, all’assistenza durante tutta la gravidanza e in ogni fase della vita fertile fino alla menopausa e anche dopo, all’applicazione della legge 194 sull’aborto volontario, ma anche a dare sostegno, assistenza psicologica e legale nei momenti difficili della relazione di coppia.

    A Genova i consultori sono dislocati nei 6 distretti sociosanitari. In totale ben 27 sedi, 14 all’interno dell’area comunale, 13 extraurbane. Tra queste troviamo 2 Centri giovani in via Rivoli ed in via Operai (Fiumara), riservati a ragazzi tra 14 e 21 anni, il Centro sovrazonale per le adozioni nazionali ed internazionali presso l’ex ospedale Celesia a Rivarolo, dove, in stretta collaborazione con il Tribunale dei minorenni di Genova, si valuta l’idoneità delle coppie e si fornisce sostegno/consulenza lungo tutto il percorso adottivo. E ancora un Centro di mediazione famigliare, sempre in via Rivoli, rivolto a coppie in via di separazione e divorzi con elevata conflittualità; un Collegio multi professionale per la certificazione dell’alunno in situazione di handicap ai fini del riconoscimento al sostegno scolastico (via Rivoli); un Polo autismo in via Struppa ed altri centri specialistici dedicati a patologie specifiche (trattate da neuropsichiatri infantili o psicologi) quali disturbi di apprendimento, disturbi psicologici e psicopatologia dell’età evolutiva, disturbi del comportamento, ecc.

    Il ridimensionamento delle Strutture complesse, approvato dalla Asl 3 con la delibera n. 1430 del 28 dicembre 2011, prevede una riduzione dalle attuali 57 strutture cliniche a 33, mentre le strutture non cliniche scenderebbero da 63 a 45.
    All’interno di queste ultime è compresa la Struttura complessa relativa all’Assistenza Consultoriale, che la stessa Asl 3 ipotizza di preservare perché si tratta di un servizio che necessita di autonomia gestionale e richiede omogeneità d’intervento. L’assistenza alle donne, alle famiglie e all’infanzia, insomma, deve mantenere intatta la sua peculiare capacità organizzativa, pena lo snaturamento di attività finora eccellenti.

    Ma c’è un ostacolo. La Regione infatti non ritiene sufficiente lo sforzo di riordino aziendale compiuto dalla Asl 3. Con la delibera n. 27 del 13 gennaio 2012 – passata quasi sotto silenzio – la Giunta regionale approva la riorganizzazione aziendale proposta dalla Asl 3 ma prescrive di avviare una verifica sulle attività svolte dalle strutture complesse di Assistenza Consultoriale, Assistenza Geriatrica, Integrata Fragilità e Continuità terapeutica, da compiersi entro il 31/12/2012. In caso di esito positivo le funzioni delle strutture complesse dovranno essere trasferite ai Distretti, anch’essi sottoposti a riorganizzazione.

    In pratica se davvero si procederà in questo senso si rischia di parcellizzare un servizio che per sua natura risponde ad esigenze particolari, con tempi e qualità di intervento per forza di cose distanti dalle attività distrettuali.

    <<Perdere questa struttura organizzativa è una sconfitta per tutto il sistema sanitario genovese – afferma Gabriella Trotta, segretario regionale sanità Uil e membro della Rete 194, un gruppo di uomini e donne che per primo ha lanciato l’allarme – Non si possono distruggere i consultori perché sono presidi fondamentali, frequentati da moltissime donne, tra le quali molte straniere>>.
    Occorre ricordare che i consultori si confrontano con una materia complessa e nello stesso tempo delicata, fornendo un supporto psicologico qualificato a minori, madri, giovani, uomini e donne, coppie, famiglie. Non rispondono solo al bisogno sanitario ma anche a quello sociale, si occupano di assistenza legale e di tutta la parte giuridicamente rilevante, ad esempio i rapporti con la magistratura per quanto riguarda gli affidi familiari, le adozioni, ecc.

    <<Lo smantellamento della struttura complessa di Assistenza Consultoriale  comporterà la scomparsa della loro capacità organizzativa – spiega Trotta – Dipendere gerarchicamente dai distretti sanitari è tutta un’altra storia. I distretti infatti hanno esigenza di fare numeri e tutto ciò che non è prestazione sanitaria non conta>>.
    Secondo il disegno della Regione i consultori finirebbero dissolti nel sistema ambulatoriale, perdendo completamente la loro ragione d’esistere.

    <<Oggi una visita consultoriale sia per i minori che per le donne non è neppure lontanamente paragonabile ad una visita ambulatoriale – continua Trotta – Parliamo di un servizio completamente diverso. Nell’ambulatorio pubblico ci sono delle tabelle da rispettare. Tabelle di marcia e produttività relative a tempi e qualità delle visite>>.
    Presso i consultori si sono formate competenze e capacità per quanto riguarda il rapporto instaurato con il paziente, il carico di complessità sociale, la qualità dell’intervento, che non possono esprimersi al meglio in una logica puramente ambulatoriale.

    <<Una donna straniera con il proprio figlio che si rivolge al pediatra ambulatoriale senza una mediazione culturale potrebbe avere alcune difficoltà oggettive – continua Trotta – una risposta efficace la può trovare proprio nei consultori. Oppure pensiamo al minore figlio di genitori irregolari che magari è privo di un proprio medico di famiglia. In un consultorio riceve le adeguate attenzioni alle sue problematiche, cosa che un semplice ambulatorio non può garantire>>.

    Non vanno dimenticati gli eccellenti risultati ottenuti in questi anni dall’assistenza consultoriale <<Ha lavorato sempre bene  – sottolinea Trotta – Ad esempio la riduzione nel numero di ricorsi all’aborto è merito dell’attività dei consultori>>.
    Questi alcuni numeri: circa 60.000 visite ginecologiche; 10.000 interventi legati all’area neuropsichiatrica e psicologica; 150.000 interventi di pediatria di comunità e pediatria consultoriale, ovvero vaccinazioni e interventi negli asili nido e nelle scuole come medicina scolastica; sono state seguite in gravidanza 600 donne, eseguiti 12000 Pap test  tra accesso spontaneo e screening cervicale; 1200 donne hanno frequentato i corsi di preparazione al parto e le attività del dopo nascita; 3500 pazienti si sono rivolti agli psicologi; 4000 pazienti sono trattati dall’area Neuropsichiatria Infantile; 1400 ragazzi sono stati seguiti dai Centri Giovani per contraccezione o interventi psicologici.

    Infine a poca distanza da noi abbiamo un esempio di una simile esperienza che non fa ben sperare. Parliamo di Savona e della Asl 2 dove il ridimensionamento dei consultori è già un dato di fatto. Un accorpamento che secondo la Rete 194 ha provocato <<Disorientamento nell’utenza e negli operatori a causa del depauperamento del servizio>>.

     

    Matteo Quadrone

  • Astice al veleno, spettacolo al Politeama Genovese

    Astice al veleno, spettacolo al Politeama Genovese

    Vincenze Salemme Astice al VelenoDall’1 al 4 marzo il teatro Politeama Genovese ospita lo spettacolo di Vincenzo Salemme “Astice al Veleno”, una commedia brillante e romantica con Benedetta Valanzano, Antonella Morea, Maurizio Aiello e con Nicola Acunzo, Domenico Aria, Antonio Guerriero, Giovanno Ribò.

    Protagonisti della vicenda, che inizia e finisce nella giornata del 23 Dicembre, sono Barbara, un’attricetta che sta provando uno spettacolo ed attualmente è l’amante addolorata e delusa del regista, e Gustavo, un pony express che porta in giro i pacchi dono per il Natale imminente.

    Nel teatro dove Barbara debutterà tra pochi giorni, in scena coi protagonisti, ci saranno quattro statue. Barbara, che è una donna molto suscettibile e sognatrice, parla con queste figure inanimate che però nella sua fantasia, prendono vita. Solo lei (oltre al pubblico in sala) le vede “vivere”.

    Quando però in teatro arriva Gustavo per una consegna, vestito da Babbo Natale, anche lui vede le statue animarsi: significa che tra i due c’è molto in comune. Barbara si convince quindi a troncare la relazione con il regista adultero attuando un piano diabolico e a tal fine organizza una cena a lume di candela in teatro. Il tutto condito dalle incursioni di un astice vivo da cucinare, ma che nessuno ha il coraggio di ammazzare.

     

    Astice al veleno

    Teatro Politeama Genovese, via Bacigalupo 2

    Inizio ore 21.00, domenica ore 16.00

    Biglietti da € 19 a € 27 + prevendita

  • Arte a km zero: concorso per residenza artistica a luglio 2012

    Arte a km zero: concorso per residenza artistica a luglio 2012

    Dal 1 al 22 luglio 2012 gli artisti pittoreElizabeth Aro, Silvia Levenson, Guido Anderloni e Natalia Saurin guideranno otto giovani creativi di età compresa tra i 20 e i 35 anni in una residenza artistica chiamata Arte a km0, organizzata dall’Associazione Culturale Big Bang con il contributo dalla
    Fondazione Cariplo.

    Gli artisti selezionati parteciperanno a una serie di laboratori e workshop sul territorio, incontreranno critici e curatori e realizzeranno lavori che verranno poi allestiti in una mostra.

    La residenza si svolgerà in una cascina immersa nel verde a Invorio (zona Alto Vergante, fra il Lago Maggiore ed il Lago D’Orta, 65 km da Milano).

    Vitto e alloggio saranno a carico dell’ente organizzatore, mentre i costi di realizzazione delle opere saranno a carico
    degli artisti.

    Chi è interessato deve compilare la domanda di iscrizione, scaricabile dal sito dell’Associazione Big Bang Projects, e inviarla insieme a cv artistico, portfolio e lettera motivazionale all’indirizzo mail info@bigbangprojects.org entro il 20 maggio 2012.

    Marta Traverso

  • Sopraelevata: da martedì 6 marzo entrano in funzione i tutor

    Sopraelevata: da martedì 6 marzo entrano in funzione i tutor

    Tutor in SopraelevataFonte di polemiche, brutta, insicura, ma utile. Si torna a parlare di Sopraelevata, quel mostro di acciaio e cemento che si snoda  come un lungo serpentone per 6 km, incuneandosi, come un elemento avulso, tra le vecchie facciate storiche della Ripa Maris e le immagini fugaci del porto nelle sue molteplici attività. Un mostro sospeso a mezz’aria  con le sue 73 mila tonnellate di calcestruzzo  e le 15 mila  di  materiale ferroso che 120 pilastri  sostengono per dare respiro al traffico caotico della nostra città.

    Dopo un restyling parziale su una pavimentazione che, specie in caso di pioggia, risultava essere un vero agguato alla sicurezza dei mezzi in transito, in nome di quella stessa sicurezza sono stati installati dei controllori di velocità che, dopo un lungo monitoraggio, entreranno ufficialmente in funzione a partire dal prossimo 6 marzo. L’annuncio dato in una conferenza stampa dall’Assessore Comunale al Traffico Simone Farello, congiuntamente al Comandante della Polizia Municipale Roberto Mangiardi, ha scatenato immediate polemiche sia per la velocità imposta sia per l’entità delle sanzioni previste in caso di non osservanza dei limiti.

    Etichettata come strada urbana a scorrimento rapido, non sarà possibile superare i 60km/h,  andatura che poco si sposa col l’aggettivo “rapido” e che con più proprietà andrebbe attribuito alla proverbiale lentezza delle lumache. Tale sbarramento, infatti, risulta inutile in concomitanza delle interminabili code che, ogni giorno, affollano le 4 careggiate da Levante a Ponente (e viceversa) nei momenti cruciali della giornata ed è altrettanto aleatorio quando, traffico permettendo, un limite superiore sarebbe utile a snellire la circolazione come si richiede alle vere arterie di deflusso veloce, caratterizzate come la Sopraelevata da mancanza di semafori, incroci, attraversamenti pedonali, limitazione ai mezzi pesanti, elementi critici di pericolo. Se, poi, si punta l’attenzione sulla struttura stradale si può facilmente rilevare come la sua insicurezza sia principalmente da imputare a guardrail poco rassicuranti e mancanza di spazi per sosta di emergenza.

    In relazione alle sanzioni si parte da un minimo di 39 euro, per piccoli sforamenti per poi a salire fino a 750 euro per improvvisati piloti di formula uno. L’ennesimo modo per fare cassa, questa la protesta che dilaga sul web e che parrebbe essere fondata alla luce del periodo di monitoraggio in cui si sono rilevate una media di 25-30 mila infrazioni al mese che avrebbero fatto affluire nelle casse del Comune un vero tesoretto: basta fare i conti.

    Sorge anche spontaneo il dubbio sulla certezza della rilevazione ma è stato assicurato che le apparecchiature del Celeritas, questo il loro nome, sono di ultima generazione, resistenti alla salsedine e risultano essere state ampiamente testate.

    Rimango dell’idea che non sarà certo l’occhio puntato al contachilometri che aumenterà l’attenzione del conducente impegnato a scansare motocicli che zizzagano a destra e a manca né l’acuirsi  dell’esasperazione per un traffico ulteriormente rallentato a dare la serenità necessaria per una guida tranquilla. Il problema è biblico: sarebbe stata necessaria una programmazione, risultata inesistente, per rendere efficiente il trasporto pubblico con treni locali e reti metropolitane degne di questo nome… Ma questo ormai lo si e’ detto un migliaio di volte. Si era addiritura progettato di demolirla per lasciare spazio ad un tunnel subacqueo sotto il porto, una strada invisibile a tre corsie da San Benigno alla Foce, progetto faraonico che dopo dieci anni di studi e’ stato definitivamente accantonato poco tempo fa.

    Teniamoci, dunque, la sopraelevata che andrà percorsa con l’andatura della gita domenicale, gettando fugaci sguardi sul Porto nuovo, sulla Lanterna  aggrappate agli scogli, sulle grandi navi in partenza per mete lontane, sugli affreschi di Palazzo S. Giorgio, sull’antico quartiere Madre di Dio, grigio nelle sue colate di cemento, sulle fugaci propaggini di Villa Croce  e quando spunteranno i contorni circolari del Palazzetto dello Sport, con un sospiro di sollievo, sapremo di essere giunti alla fine del viaggio, sperando nella clemenza del Tutor.

    Adriana Morando

  • Stipendi italiani tra i più bassi d’Europa: proviamo a capire perché…

    Stipendi italiani tra i più bassi d’Europa: proviamo a capire perché…

    Soldi e MoneteQuasi tutti i giornali lunedì hanno aperto con la notizia del rapporto Eurostat sul mercato del lavoro. L’Eurostat è una Direzione Generale della Commissione Europea che si occupa di fornire statistiche; e la statistiche in questione ci interessano molto da vicino, anche se sanciscono quello che già si sapeva: vale a dire, che siamo tra i meno pagati di Europa.

    La retribuzione media lorda in Italia è pari a 23.406 euro, mentre in Germania, ad esempio, è praticamente il doppio (41.100 euro). Questa notizia fa il paio con quella di qualche giorno fa relativa alla pubblicazione delle retribuzioni dei ministri e degli alti dirigenti pubblici, voluta dal governo Monti per ragioni di trasparenza della pubblica amministrazione. Di qui sono emerse cifre stratosferiche. Era prevedibile che il ministro Passera e il ministro Severino si rivelassero due “paperoni”, viste le professioni che svolgevano in precedenza (rispettivamente avvocato di successo e AD del gruppo Intesa San Paolo).

    Forse stupisce un po’ di più leggere che il capo della polizia Manganelli ha guadagnato in un anno 621.253,75 euro. La somma appare ancora più spropositata, se confrontata con la retribuzione del capo di Scotland Yard, che prende circa la metà (meno di 300.000 euro), o con quella del capo dell’FBI, che ne prende “solo” circa 116.000.

    Questi dati sanciscono un quadro già ampiamente noto. Nel nostro paese il mercato del lavoro non è omogeneo: una parte minoritaria può accedere a guadagni molto elevati, ma la maggioranza delle persone si deve confrontare con un tenore di vita in netta diminuzione. A tutti i livelli, il semplice fatto di “essere dentro”, cioè di avere già un contratto, competenze, amicizie, parentele o liquidità garantisce il perpetuarsi dello status quo; mentre il fatto di “essere fuori”, cioè di doversi conquistare tutto dall’inizio, esclude dall’accesso a un tenore di vita migliore.

    La mobilità della scala sociale è bloccata e questo spiega la differenza dei massimi e dei minimi di retribuzione che c’è tra noi e la Germania: da noi i poveri restano poveri, mentre i ricchi diventano sempre più ricchi. Come mai? E’ ovvio che, quali che siano gli strumenti per scardinare l’immobilismo sociale, da noi non funzionano. Questi strumenti, che in Italia si rivelano inefficaci, classicamente sono tre.

    Il primo è il sindacato. La redistribuzione della ricchezza parte dalle iniziative sindacali per trattare migliori condizioni e migliori retribuzioni. Ma se abbiamo un costo del lavoro molto alto, che è un peso per le aziende, e un adeguamento salariale bloccato, è evidente che i sindacati funzionino male o che abbiano sbagliato strategia. Ad esempio, salta subito all’occhio che i sindacati italiani sono divisi e si fanno dividere facilmente. Ma è probabile anche che abbiano sbagliato tante volte obiettivo, difendendo chi non andava difeso o lasciando andare chi meritava maggiori tutele.

    Il secondo strumento sono i controlli. Chi occupa posizioni di privilegio o di potere può abusarne per consolidare e prolungare lo status quo. Se esistono enti terzi ed indipendenti con adeguatati strumenti di controllo e poteri di sanzione, il rischio di abusi è limitato e il ricircolo assicurato. Purtroppo in Italia il conflitto di interessi è la costituzione non scritta: controllato e controllore si danno del tu e si nominano a vicenda, garantendosi le poltrone e vanificando intromissioni esterne.

    Il terzo strumento è l’istruzione. Niente più della preparazione culturale e della qualificazione professionale garantiscono l’ascensione sociale. L’impegno e le qualità personali, in un sistema che garantisce a tutti l’accesso all’insegnamento, sono la migliore arma a disposizione del singolo per migliorare il proprio tenore di vita. Ma in Italia l’istruzione poche volte garantisce una qualifica utile da spendere nell’attività lavorativa; e di solito, gli istituti che garantiscono una buona preparazione, sono frequentati per lo più dai figli dei ricchi. L’insegnamento pubblico è stato per anni uno sfogo per assunzioni di massa clientelari; e oggi gli insegnanti sono precari, demotivati e malpagati. Secondo un rapporto dell’Istat del 2009 i giovani laureati italiani sono il 19% contro il 30% della media europea. Inoltre siamo scarsi anche nella formazione di chi già lavora. E’ ovvio che una buona politica industriale e fiscale è una componente essenziale per l’economia; ma una buona riforma del lavoro, per essere presa sul serio, dovrebbe partire da una seria riforma dell’istruzione, che nessun governo ha finora davvero affrontato. Se questi tre strumenti continuano ad essere inefficaci, tutti i discorsi su modernità, flessibilità e articolo 18 resteranno sempre accademia.

     

    Andrea Giannini

  • Stefano Battaglia e Michele Rabbia in “Stravagario” a Villa Bombrini

    Stefano Battaglia e Michele Rabbia in “Stravagario” a Villa Bombrini

    Battaglia RabbiaVenerdì 02 marzo alle ore 21 presso Villa Bombrini si tiene ” Stravagario”, un concerto di Stefano Battaglia al pianoforte e Michele Rabbia alle percussioni.

    I due musicisti hanno in comune la formazione classica, l’attrazione sensuale per il jazz e l’amore per la musica colta del ‘900, da una parte il mondo del suono e dall’altra l’improvvisazione.

    Risonanze, incastri metrici e armonici, frammenti di melodie tracciate dal pianoforte di Stefano Battaglia e da quell’universo di timbri che solo Michele Rabbia sa costruire in un’esibizione in bilico tra l’improvvisazione pura e i temi scritti da Battaglia utilizzati come piano di lavoro aperto all’accadere, all’attimo, agli intrecci sinergici tra le timbriche di percussioni e pianoforte.

    Venerdì 02 marzo ore 21

    Villa Bombrini – Via L.A. Muratori, 5 – Cornigliano Genova

    Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

     

  • Vuoi diventare regista? A Celle Ligure workshop di Daniele Gaglianone

    Vuoi diventare regista? A Celle Ligure workshop di Daniele Gaglianone

    regiaDa giovedì 29 marzo a domenica 1 aprile Celle Ligure ospita la terza edizione di Spaziocinema, un laboratorio intensivo dedicato all’approfondimento teorico e pratico su tutto ciò che ruota intorno alla realizzazione di un film.

    Questa edizione, organizzata come sempre dal Laboratorio Probabile Bellamy, avrà come ospite d’onore il regista torinese Daniele Gaglianone, autore di documentari e cortometraggi e che ha diretto il film Ruggine, presentato all’ultimo Festival di Venezia e il cui cast annovera Stefano Accorsi, Valeria Solarino, Filippo Timi e Valerio Mastandrea. Il film sarà proiettato – come evento collaterale al workshop – venerdì 30 marzo alle 21 presso il cinema Nuovofilmstudio di Savona.

    Chi vuole partecipare può iscriversi entro martedì 20 marzo sul sito del Laboratorio Bellamy: una commissione selezionerà i 20 partecipanti del workshop. Il costo (comprensivo dell’alloggio a Celle Ligure) è di 280 €.

    Marta Traverso

  • Il Teatro Cargo contro i tagli alla cultura, mancano i denari per il rilancio

    Il Teatro Cargo contro i tagli alla cultura, mancano i denari per il rilancio

    Teatro CargoIL PRECEDENTE

    Questo non è solo il solito mugugno di un teatrino, ma la richiesta di una programmazione culturale a lungo termine, di una razionalizzazione delle risorse, premiare l’innovazione, coordinare turismo e cultura, Regione, Provincia e Comune, indirizzare i privati a finanziare ciò che funziona“.

    26 febbraio 2011: il quotidiano Il Secolo XIX pubblica una lettera di Laura Sicignano, direttrice del Teatro Cargo di Genova Voltri, che con queste parole denuncia la situazione del proprio teatro e più in generale dei piccoli teatri italiani, che pur avendo una programmazione di qualità sono spesso soffocati dalle più grandi e meglio finanziate realtà locali.

    IL PRESENTE

    Un anno dopo, cosa resta di quelle parole? In un contesto di crisi economica come quello in cui viviamo, dove i tagli alla cultura continuano ad aumentare, la scelta di puntare su una programmazione di qualità e fare in modo che un (apparentemente) piccolo teatro di periferia abbia una forte eco sui media locali, sul pubblico e sulle istituzioni non sempre paga in termini di lungo periodo.

    Il Teatro Cargo vanta – oltre alla normale stagione teatrale – eventi di punta che hanno attirato negli anni grosse fette di pubblico: Collasso energetico nel 2008, Festival del corpo femminile nel 2009 e Donne in guerra nel 2010. Non solo: la normale programmazione è molto ricca, con un calendario di appuntamenti in costante crescita (44 nel 2011, 47 nel 2010, 30 nel 2009) e una buona risposta in termini di pubblico.

    Gli spettatori paganti registrati sono stati 8.643 nel 2011, in leggera flessione rispetto ai 9.402 del 2010 ma comunque nettamente superiori ai 7.100 nel 2009. Un numero considerevole per un teatro posto nell’estremo ponente cittadino e che gode di una eco mediatica inferiore rispetto ai “centrali” Teatro Stabile, Politeama o Carlo Felice. Un dato da non sottovalutare, per premiare l’impegno di chi riesce a programmare di anno in anno spettacoli di qualità per gli amanti del teatro e della cultura.

    Marta Traverso

  • Commissione speciale sull’alluvione: Genova è a rischio esondazione

    Commissione speciale sull’alluvione: Genova è a rischio esondazione

    Il Bisagno in pienaL’assessore ai Lavori Pubblici Mario Margini invia un preoccupante grido di allarme in seguito al rapporto redatto dalla Commissione speciale che il Comune ha deputato a far luce sulle cause e responsabilità dell’alluvione di Genova del 4 novembre 2011.

    Se ritorneranno piogge superiori al 30-40% di quelle previste dall’allerta 2, rischiamo una nuova esondazione: questa in sintesi la sua dichiarazione dopo la disamina del documento conclusivo dell’inchiesta in cui, da una parte, emerge il disastroso degrado dei greti e degli argini dei torrenti, dall’altra si evidenzia l’insufficiente capacità di deflusso delle acque.

    Discariche a cielo aperto e abusi edilizi di tutti i generi da semplici orti o campetti bocciofili a box e capannoni in lamiera, fatiscenti pollai, muretti contenitivi, ponticelli improvvisati, sbarramenti per piccole dighe, frane mai sanate, vegetazione incolta, questo è lo sconsolato panorama rilevato da un team, composto da un geologo, un ispettore dell’edilizia privata e un rappresentante per ogni municipio comunale interessato, insieme a tecnici della Provincia, dell’A.S.ter e della Mediterranea acque.

    Lungo l’alveo dello Sturla sono stati individuati ben 169 illeciti a cui si accompagnano i 569 del Bisagno e i 262 del bacino del Fereggiano. A tutto ciò va aggiunto il non meno drammatico problema legato all’afflusso di improvvise e abnormi quantità d’acqua di rii secondari in corsi più grandi. Tale è la condizione del Bisagno che, già oberato da annosi problemi di cementificazione, in caso di forti piogge, non riesce a ricevere ed a smaltire le acque del confluente Ferreggiano che lo raggiunge a pochi metri della Stadio, all’altezza di via Monticelli, punto nodale responsabile degli allagamenti di Brignole e della Foce.

    Dal 2008 si è arenato in qualche cassetto polveroso, il progetto per uno scolmatore lungo 6 km e dal costo iniziale di 50 miliardi di lire, stimato oggi superiore ai 250 milioni di euro, il cui fine era proprio quello di stornare le acque del Fereggiano, del Noce e del Casaregis, e, tramite questo bypass, veicolarle direttamente verso il mare.

    La pianificazione partita nei primi anni 90, a cantiere già avviato, fu bloccata per una tangentopoli tutta genovese e che l’unico tunnel che partorì fu quello, senza sbocco, di un affare giudiziario e politico che travolse due assessori della giunta Campart, Roberto Timossi e Giuseppe Saitta, e che, solo di penali, costò al Comune di Genova 9 miliardi di lire.

    E’ pur vero che si stanno alzando e rinforzando gli argini nel tratto di Borgo Incrociati, che è in corso la copertura allargata del fiume da Brignole alla Foce, che il Rio Noce è stato completamente ripulito, che si sono completati i lavori di ampliamento dell’alveo dello Sturla nel suo tratto terminale il cui restringimento, oggi risolto, era costato, in passato, la vita di una nonna e della sua nipotina, che si è intervenuti sulle emergenze di via Donghi e del Fereggiano ma poco si può sull’urbanizzazione selvaggia che ha il suo miglior modello esemplificativo nella casetta costruita, con tanto di regolari permessi, praticamente in mezzo al torrente e che per procedere alla sua demolizione è stato necessario comprarla.

    Oltre a una periodica manutenzione e ad una attenta vigilanza sul territorio per prevenire pratiche incivili, dunque, l’unica alternativa possibile è individuare nuove vie di fuga quali quella dello scolmatore anche se qualcuno non è convinto della sua efficacia e punta di più nel miglioramento del deflusso del corso principale (lavori in corso zona Foce).

    Saranno questi gli argomenti di cui si dovrà discutere in consiglio Comunale insieme alle note dolenti dell’esborso economico che vede il Comune con le casse vuote e un governo sordo ad ogni richiesta. Tempi più lunghi, invece, per l’inchiesta coordinata dal procuratore Vincenzo Scolastico affiancato dal pm Luca Scorza Azzarà, con cui si tenterà di chiarire tutte le responsabilità passate e presenti delle tristi vicende del 4 novembre.

    Una ricostruzione storica a partire dalla prima copertura del Bisagno nel lontano 1928, per proseguire con permessi edilizi irresponsabili, mancati interventi per la messa in sicurezza delle situazioni a rischio e, non ultimo, l’individuazione di coloro che con pratiche illecite hanno peggiorato una situazione già gravemente compromessa. Come al solito si cerca di correre ai ripari solo a tragedie avvenute: ci rimane la speranza che, almeno questa volta, il sacrificio di persone innocenti serva a far partire, in tempi certi, un programma di seria ristrutturazione e che il denaro occorrente arrivi, magari, recuperato da sprechi, comportamenti “disinvolti” ed abrogazione di privilegi piuttosto che dalle tasche dei cittadini.

     

    Adriana Morando

  • “E’ stato così”, Sabrina Impacciatore in scena al Teatro della Tosse

    “E’ stato così”, Sabrina Impacciatore in scena al Teatro della Tosse

    Sabrina ImpacciatoreIl Teatro della Tosse ospita dal 28 febbraio al 2 marzo la prima nazionale dello spettacolo “E’ stato così”, dalla regia di Valeria Pinasco con Sabrina Impacciatore.

    Il testo, tratto da un romanzo  dal romanzo di Natalia Ginzburg racconta le confessioni di una moglie dolorosamente lucida dopo aver ucciso il proprio marito.
    Con un linguaggio semplice e insieme carico di pathos, i sentimenti, le passioni, le speranze di una donna sola destinata a smarrire inesorabilmente la propria esistenza.

    Teatro della Tosse – Piazzetta Negri 4

    Inizio spettacoli ore 21

    Ingresso Intero 18 euro

  • Condanna penale e permesso di soggiorno: va valutata anche la situazione familiare

    Condanna penale e permesso di soggiorno: va valutata anche la situazione familiare

    Sentenza del TribunaleUn permesso di soggiorno non rinnovato perché il migrante si era macchiato del furto di tre taniche di benzina. Un errore che poteva costare caro ad un cittadino di nazionalità albanese che nel febbraio dello scorso anno aveva visto rigettare la sua richiesta di rinnovo dell’autorizzazione a soggiornare nel nostro Paese.

    La Questura di Genova respinse la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato affermando che <<la condanna penale riportata dall’istante risultava ostativa all’ingresso e alla permanenza nel territorio nazionale, rientrando tra i reati previsti dall’art.380 c.p.p>>.

    Ma il migrante non si era dato per vinto e aveva presentato ricorso al Tar della Liguria. Quest’ultimo respinse il ricorso ritenendo che <<la gravità dei delitti commessi precluderebbe ex lege l’accoglimento dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno>>.

    L’avvocato del protagonista decise di impugnare la sentenza sostenendo che l’unico precedente penale a carico del suo cliente (relativo al furto di tre taniche di benzina) non doveva essere considerato così grave da giustificare il mancato rinnovo del titolo di soggiorno. Inoltre, con un’apposita memoria difensiva depositata nell’ottobre 2010, il legale dimostrò come il cittadino straniero avesse avviato le pratiche per esercitare il diritto al ricongiungimento familiare nei confronti della propria moglie.

    Una recente sentenza del Consiglio di Stato (07.02.2012, n. 668) ha annullato il pronunciamento del Tar.

    La condanna riportata in sede penale può essere ostativa al rinnovo del permesso di soggiorno, tuttavia <<La legittimità del provvedimento negativo adottato dal Questore va valutata anche alla stregua di quanto disposto dall’art. 5, comma 5, del decreto legislativo n. 286/1998 a seguito della modifica apportata dall’art. 2, comma 1, d.lgs. 8 gennaio 2007, n.5, secondo il quale “nell’adottare il provvedimento di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell’interessato e dell’esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d’origine nonché, per lo straniero già presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale”>>, si legge nella sentenza.

    Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso perché <<Dal momento che l’appellante aveva esercitato il diritto al ricongiungimento familiare con la propria moglie e tale situazione familiare aveva rappresentato in sede di osservazioni al preavviso di rigetto, va condiviso il motivo con il quale l’appellante censura la sentenza di primo grado per non avere proceduto a una valutazione complessiva incentrata, oltre che sulla condanna penale riportata, anche sui suoi legami familiari – scrivono i giudici della Terza Sezione del Consiglio di Stato – stante anche che il reato per il quale era stato condannato, ovvero il furto di tre taniche di benzina, non appare di particolare gravità>>.

    E così il migrante otterrà il rinnovo del permesso di soggiorno e potrà portare a termine il ricongiungimento familiare.

     

    Matteo Quadrone

  • Benzina: negli ultimi due mesi un aumento di 5,50 euro per un pieno

    Benzina: negli ultimi due mesi un aumento di 5,50 euro per un pieno

    <<Nel corso dell’ultimo anno i costi dei carburanti sono cresciuti in maniera incredibile, il rincaro è stato pari all’equivalente della spesa alimentare di un mese per una famiglia media – scrivono in una nota Federconsumatori e Adusbef – Ma il bilancio degli aumenti risulta impressionante anche guardando semplicemente agli ultimi due mesi. Il costo della benzina, passando da 1,71 di gennaio a 1,82 della media giornaliera, ha determinato un aumento di 5,50 Euro per ogni singolo pieno, pari a 132 Euro in termini annui>>.

    <<In alcune zone, però, la benzina è venduta a ben oltre tale soglia – denunciano i consumatori – In molte regioni, anche a causa dell’aumento delle accise regionali, il prezzo si attesta a 1,90 Euro al litro, comportando aggravi in questo caso di ben 9,50 Euro al litro e 228 Euro in termini annui. Ricadute sempre più pesanti, che incidono fortemente non solo sui costi dei rifornimenti di carburante, ma anche sulla spesa in generale, per l’aumento dei costi di trasporto e di produzione>>.

    Federconsumatori e Adusbef chiedono di <<Intervenire urgentemente sulla tassazione, cresciuta in maniera incredibile nel corso dell’ultimo anno: applicando l’accisa mobile, un meccanismo automatico che prevede una diminuzione dell’accisa quando il costo del petrolio aumenta. Strumento in grado di riequilibrare la tassazione, estremamente importante e necessario soprattutto alla luce delle gravi tensioni a livello internazionale che incidono sull’aumento del petrolio; non facendo scattare l’ulteriore aumento dell’IVA da settembre 2012, che avrebbe effetti micidiali sui carburanti, sui prezzi dei beni e sul potere di acquisto delle famiglie>>.

  • “I musicisti hanno gli occhi belli”: incontro con Maria Grazia Tirasso e i Theatralis

    “I musicisti hanno gli occhi belli”: incontro con Maria Grazia Tirasso e i Theatralis

    Intervista a Maria Grazia Tirasso e al gruppo TheatralisUna scenografia semplice: da una parte una poltrona, un tavolino con alcuni libri, fogli sparsi per terra su un tappeto; dall’altra, sedie e leggii a evocare la sala prove di un gruppo musicale. Sul palco idealmente diviso in due, entra in scena la Musica: cinque amici che si riuniscono per provare. Chi ha portato da mangiare, chi è in ritardo, chi comincia ad accordare il proprio strumento. Si lanciano battute e scherzano in un’atmosfera completamente rilassata. A breve distanza, entra in scena la Parola: sprofondata nella poltrona una figura femminile, avvolta in un vaporoso scialle bianco e turchino, osserva il gruppo provare.

    I musicisti hanno gli occhi belli: il loro sguardo sembra che veda la forma della musica. I loro occhi incontrano gli occhi degli altri ed è come se l’armonia che esprimono fosse un abbraccio”. Comincia così lo scontro Parola-Musica, che poi è il cuore dello spettacolo portato in scena il 25 e 26 febbraio al Teatro Garage per la regia di Maria Grazia Tirasso con i Theatralis (Francesco Nardi – piano, Barbara Ludovico – violoncello, Eleonora Pacifico – flauto, Alessandra Poggi – canto, Andrea Poggi – chitarra).

    Abbiamo seguito la prova generale e chiacchierato con la regista e con Francesco Nardi, autore delle musiche insieme ad Andrea Poggi. Proprio Francesco racconta come è nata casualmente l’idea dello spettacolo: «Invito Maria Grazia ad una delle nostre prove e dopo un po’ che ci ascolta comincia ad estraniarsi e a scrivere. Alla fine della prova chiude gli appunti e ci chiede se vogliamo fare uno spettacolo con lei». Aggiunge Maria Grazia: «Assistere alle prove, siano esse teatrali o musicali, non è cosa per tutti, è riservata più che altro agli addetti ai lavori, così mi sono detta, perché non allargare al pubblico questa possibilità? Di lì l’idea di uno spettacolo in cui la musica si alternasse alla parola, in un avvicendarsi di momenti ironici ad altri più seri. Ai musicisti ho chiesto la massima naturalezza e il massimo relax come se fossero realmente nella loro sala prove, cosa assolutamente non facile».

    Ma come si è arrivati al titolo “I musicisti hanno gli occhi belli”? «Io non so perché i musicisti hanno gli occhi belli – risponde Maria Grazia- so che una delle cose che ho scritto quella fatidica sera era questa. Mi è uscita così. Credo che esprima l’idea dell’armonia che ho visto nel loro gruppo. Mi è capitato di vederla anche in gruppi di attori: non è indispensabile, ma davvero se c’è fa la differenza».

    Francesco: «Per noi Theatralis l’armonia è fondamentale, l’abbiamo assunta a nostro valore fin dalla costituzione del gruppo, intendendola non solo come armonia del suono, ma anche e soprattutto come armonia tra le persone che producono questo suono. Le musiche che portiamo sul palco sono musiche originali scritte da noi e individuano un’altra caratteristica, che si evince anche dal nostro nome, che è la nostra affinità con l’esperienza teatrale: abbiamo scritto per vari spettacoli brani che qui riproponiamo riadattati o rivisti con l’aggiunta delle parole al canto».

    E ancora Maria Grazia sull’evolversi, in scena, dell’opposizione Parola-Musica: «Il mio personaggio a un certo punto vacilla, si rende conto che è sbagliato creare una contrapposizione tra linguaggi che sono diversi in partenza, sebbene entrambi parlino ai sentimenti».

    Intervista ai Theatralis

    Riguardo poi al personaggio-Parola che lei stessa interpreta: «All’inizio avevo pensato a semplici interventi miei, quasi una chiacchierata; poi andando avanti questo ruolo si è definito, diventando un personaggio, che all’inizio si contrappone alla Musica, per poi avvicinarsi sempre di più, andando verso la pacificazione. Ci sono alcuni momenti in cui compie delle incursioni nel mondo della Musica, come quando racconta una favola usando gli strumenti musicali come personaggi, sfruttandoli a proprio vantaggio per mettere avanti la Parola. Non a caso dopo questa parte c’è la prima canzone con le parole, ed ecco che le due cominciano a compenetrarsi».

    Nello spettacolo il contrapporsi delle due “sfidanti” è supportato, oltre che dalla divisione ideale del palco, dall’alternarsi tra i pezzi recitati dalla Parola e quelli suonati dalla Musica. Provando e riprovando sono scaturite le idee migliori a proposito. Racconta Francesco: «Mentre stavamo provando, Andrea (Poggi, chitarra) ha avuto un’intuizione straordinaria: rimanere fermi immobili quando la musica si interrompe». E si va avanti così, tra pezzi strumentali, brani cantati e passaggi parlati, mentre l’iniziale antitesi si tramuta via via in una crescente armonia.

    A fine spettacolo, un meraviglioso assolo di piano chiude la diatriba: «Il mio personaggio fa un’estrema arringa -conclude Maria Grazia- utilizzando le ultime parole da “Confesso che ho vissuto” di Neruda, poi si avvicina allo strumento e lo fa suonare, con quattro note che sanciscono di fatto la pace, perché Francesco si siede e sviluppa tutto un tema su quelle note».

    Altre collaborazioni in vista nel futuro? «Idee ce ne sono tante –dice Francesco- specialmente grazie al fatto che noi lavoriamo a stretto contatto con il teatro. Intanto il prossimo appuntamento dei Theatralis è a maggio con “Canto alla luna” (uno spettacolo della compagnia teatrale Le Fusa, regia di Giovanna Vallebona), che debutterà proprio qui al Teatro Garage».

     

    Claudia Baghino

  • Grandi Stazioni, cantieri di Genova: gli operai della Dec in sciopero

    Grandi Stazioni, cantieri di Genova: gli operai della Dec in sciopero

    Avevamo anticipato nelle scorse settimane la difficile situazione dei cantieri di Principe e Brignole, con le prime aziende che avevano deciso di abbandonare il cantiere dopo aver imposto le ferie forzate ai lavoratori.

    Oggi una ventina di dipendenti dell’impresa edile Dec sono scesi in sciopero, dal dicembre 2011 i lavoratori non percepiscono lo stipendio e il tanto atteso incontro richiesto dai sindacati con la committenza (Ferrovie) non è ancora stato concesso.

    Questo pomeriggio a partire dalle ore 14.00 in via De Amicis davanti al cantiere edile situato nelle adiacenze della stazione di Genova Brignole, i lavoratori effettuano un presidio di protesta.

  • Genova Film Festival 2012: aperto il bando di concorso per registi

    Genova Film Festival 2012: aperto il bando di concorso per registi

    genova film festivalDal 2 all’8 luglio 2012 si terrà una nuova edizione del Genova Film Festival, organizzato come sempre dall’Associazione Culturale Cinematografica Daunbailò.

    Anche quest’anno è indetto un concorso per registi che vogliono partecipare con la propria opera, diviso in due sezioni: una nazionale (riservata ad autori italiani) e una, Obiettivo Liguria, riservata agli autori liguri.

    Per entrambe le sezioni sono ammesse opere di qualsiasi genere, stile e formato (pellicola e video), in lingua italiana o sottotitolate in italiano, della durata massima di 45 minuti per la fiction e di 60 minuti per il documentario.

    L’anno di produzione delle opere presentate non dovrà essere anteriore al 1 Gennaio 2010.

    I partecipanti dovranno inviare la scheda di iscrizione (scaricabile dal sito ufficiale del Genova Film Festival) e un dvd con il proprio progetto al seguente indirizzo: Associazione Culturale DAUNBAILÒ – Via Tavella 10R – 16136 Genova.

    La partecipazione al concorso è gratuita e ogni autore può partecipare con più opere, inviandole separatamente. La scadenza per l’invio dell’opera è il 15 aprile 2012 (sezione nazionale) e 1 maggio 2012 (sezione Obiettivo Liguria).

    Le giurie e gli spettatori del festival assegneranno i seguenti premi: Premio per la Miglior Opera di Fiction; Premio per il Miglior Documentario; Premio per la Miglior Colonna Sonora; Premio della Critica; Premio DAUNBAILÒ; Premio del Pubblico.

    La lista delle opere selezionate verrà pubblicata sul sito ufficiale della manifestazione e gli autori delle opere selezionate saranno avvisati tempestivamente sulla programmazione della loro opera all’interno del Festival.

    Marta Traverso