Mese: Maggio 2012

  • Rom: nasce la Fondazione Romanì Italia per sostenere progetti di inclusione

    In tutta l’Unione Europea molti rom continuano ad essere oggetto di discriminazione ed esclusione sociale. Lo evidenzia la relazione pubblicata alcuni giorni fa dall’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) congiuntamente con il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UND). In media, la situazione dei Rom è peggiore di quella dei non-Rom che vivono nelle loro strette vicinanze. La relazione si basa su due indagini che analizzano la situazione socioeconomica di Rom e non-Rom abitanti nelle stesse zone, in undici Stati membri dell’Unione europea e in paesi europei limitrofi.

    «I risultati di queste indagini tracciano un quadro fosco sulla situazione attuale dei Rom negli undici Stati membri dell’UE esaminati – dichiara il direttore della FRA Morten Kjaerum – Le discriminazioni e l’antiziganismo persistono. Dai risultati delle indagini emerge che un’azione tempestiva ed efficace è indispensabile, soprattutto per migliorare l’istruzione dei Rom. Questo è un elemento cruciale per liberare il loro potenziale futuro e fornire ai giovani Rom competenze tali da spezzare il circolo vizioso della discriminazione, dell’esclusione e della povertà».

    Secondo la relazione, negli undici Stati membri dell’UE considerati (Bulgaria, Repubblica ceca, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Polonia,
    Portogallo, Romania, Slovacchia e Spagna), che ospitano la stragrande maggioranza dei cittadini Rom dell’Unione europea, la situazione scolastica, occupazionale, abitativa e sanitaria dei Rom è in media peggiore di quella dei non-Rom abitanti nelle stesse zone. I Rom continuano a subire discriminazioni e non hanno una conoscenza sufficiente dei diritti garantiti dalla legislazione dell’Unione europea.

    Alcuni dati fondamentali: soltanto il 15% dei giovani adulti Rom intervistati ha completato il ciclo di istruzione secondaria superiore generale o professionale, mentre per la popolazione maggioritaria delle stesse zone si registra una percentuale superiore al 70%; in media, meno del 30% dei Rom intervistati ha un’occupazione retribuita; il 45% circa dei Rom intervistati vive in abitazioni in cui manca almeno uno dei seguenti elementi: cucina, servizi sanitari, doccia o vasca interni, o elettricità; in media, il 40% circa dei Rom intervistati vive in una famiglia in cui una persona è andata a dormire affamata almeno una volta nel corso dell’ultimo mese a causa della mancanza di denaro necessario per l’acquisto di generi alimentari.

     

    In Italia, per provare a favorire l’inclusione sociale della popolazione Rom/Sinti, nasce la Fondazione Romanì Italia, un ente che raccoglierà fondi e finanzierà interventi in tutto il Paese.
    «Vogliamo creare un fondo per realizzare piccoli progetti, ma di qualità», sottolinea lo storico presidente della Federazione Romanì ed oggi presidente della Fondazione Romanì, Nazzareno Guarnieri.

    La FONDAZIONE ROMANÌ ITALIA vuole essere «Un avamposto che mostri che può esistere un differente modo di porsi nelle relazioni tra gli uomini, nei rapporti tra le istituzioni, nella scala delle priorità per gli individui e per i corpi sociali – spiega Guarnieri – La scelta di una fondazione di partecipazione come aiuto agli altri per aiutare se stessi non è solo un valore, ma un indicatore di crescita sociale e culturale possibile».

    Una fondazione aperta a tutti coloro che condividono le sue finalità: si può aderire apportando denaro, beni materiali o immateriali, professionalità o servizi. La struttura aperta permette una fattiva collaborazione nello stesso istituto di soggetti pubblici e privati e dall’altro l’aggregarsi di privati cittadini che diventano “soci” della Fondazione.

    «FONDAZIONE ROMANÌ ITALIA accende piccoli fuochi continua Guarnieri – per costruire cultura; per favorire il benessere sociale, culturale ed economico dei bambini e dei giovani, in particolare delle comunità romanès (Rom, Sinte, Kale, Manousches, Romanichels); contribuire alla crescita sociale e culturale delle giovani generazioni e promuovere l’interculturalità. Se il fuoco può distruggere, “piccoli fuochi” possono distruggere i pregiudizi, la discriminazione, il razzismo».

    Oggi in Italia sono circa un ottantina le associazioni rom e sinte attive. Molte sono realtà giovani che negli ultimi anni hanno affiancato le storiche organizzazioni quali l’Opera Nomadi nazionale e l’Associazione italiana zingari oggi Onlus (Aizo), nate a fine anni ’60 e inizio anni ’70.

    «Le associazioni si sono sviluppate tanto, ma molte di queste hanno scarsa democrazia interna e poca professionalità – sottolinea Guarnieri – C’è ancora da fare molto lavoro. Non è sufficiente prendere un pezzo di carta e scrivere associazione. Devi avere anche un coinvolgimento attivo delle comunità rom del territorio, devi avere la capacità di mettere in atto dei progetti, di saperli elaborare, di saperli realizzare».
    La sfida più grande che le associazioni rom e sinte, secondo Guarnieri, dovranno affrontare è quella di «Investire in professionalità e progettualità. Bisogna far crescere le persone e avere delle professionalità. Un’associazione o una federazione autoreferenziale non va da nessuna parte».

     

    Matteo Quadrone

  • Offices, lo spettacolo di Ethan Cohen in scena al teatro della Corte

    Offices, lo spettacolo di Ethan Cohen in scena al teatro della Corte

    OfficesContinua al teatro della Corte la rassegna di Drammaturgia Contemporanea , manifestazione ideata da Carlo Repetti con l’obiettivo di dare risalto ai nuovi autori del teatro internazionale.

    Da martedì 29 maggio a sabato 2 giugno è in scena Offices, tre atti unici scritti dal più giovane dei fratelli Coen, noti soprattutto per l’attività cinematografica.

    In Peer Review, un anonimo impiegato, malvisto dai colleghi, rivela di possedere qualità incomprese e impreviste dai superiori e dai vicini di stanza.

    In Homeland Security, l’attenzione si concentra su un agente segreto, con moglie e due figli, che entra in crisi esistenziale per aver perso una preziosa valigetta.

    In Struggle Session, infine, l’assurdità della vita in un ufficio emerge dall’odissea di un funzionario che, licenziato e poi riassunto con promozione, impara presto l’arte dei suoi superiori e le leggi spietate della società capitalistica. Incomprensione, stupidità e coazione a ripetere. Tre riflessioni in stile Coen, agili e ironicamente accattivanti, sulla disumanità del mondo del lavoro, non solo made in Usa.

    L’ingresso è libero

  • Bagnun, la ricetta per preparare la gustosa zuppa di acciughe e pomodori

    Bagnun, la ricetta per preparare la gustosa zuppa di acciughe e pomodori

    BagnunIl bagnun è una ricetta dai sapori antichi tipica della marineria Ligure, molto diffusa sui pescherecci e sui leudi.

    Nata nell’800, si tratta di una densa zuppa a base di acciughe, pomodoro, pane e olio molto gustosa e economica. La sagra del bagnun si svolge ogni anno dal 1960 nel penultimo weekend del mese di luglio nella località di Riva Trigoso.

    Ingredienti per 4 persone

    Mezzo kg. di acciughe fresche, mezzo kg. di pomodori maturi, 1 carota piccola, mezza cipolla, 1 spicchio d’aglio, 1 manciata di prezzemolo, presa di origano, mezzo bicchiere di vino bianco secco, olio extravergine di oliva, sale.

    Preparazione

    Pulite le acciughe, eliminate le teste, diliscatele e lavatele bene. Tritate poi prezzemolo, cipolla, aglio e carota e mettete il trito a soffriggere in un tegame preferibilmente di terracotta. Versate il vino, fatelo evaporare e unite poi i pomodori precedentemente pelati e tritati.

    Dopo una ventina di minuti aggiungete un litro e mezzo di acqua o del brodo di pesce e fate cuocere ancora per un quarto d’ora. Aggiungete le acciughe e proseguite la cottura per altri 10 minuti, spolverizzate con origano e sale.

    Tostate il pane che avrete precedentemente sfregato con l’aglio e servitelo insieme alla zuppa.

  • Regione, cannabis terapeutica: illustrata la legge presentata 14 mesi fa

    Regione, cannabis terapeutica: illustrata la legge presentata 14 mesi fa

    Questa mattina in Consiglio regionale, Matteo Rossi, capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà ha illustrato la proposta di legge, presentata con Alessandro Benzi e Giacomo Conti (Federazione della Sinistra), fondamentale integrazione della Legge nazionale, necessaria per dare finalmente il via libera all’utilizzo terapeutico della cannabis.

    Una proposta di legge depositata agli atti da ben 14 mesi (7 marzo 2011).

    Dopo anni di attese, forse, pazienti affetti da diverse patologie potranno usufruire di una legge sull’utilizzo terapeutico di alcuni principi cannabinoidi. «L’impiego di queste sostanze avverrebbe su diverse patologie – spiega Matteo Rossi – da palliativo del dolore a lenitivo degli effetti collaterali delle chemio e radio-terapie, di patologie come il glaucoma, l’epilessia, le patologie neurologiche e psichiatriche».

    La legge regionale regolamenterà l’utilizzo della terapia sia in ambito ospedaliero che in quello casalingo: il paziente in condizione di cronicità potrà proseguire il trattamento domiciliare senza spese, presentando alla farmacia ospedaliera ogni mese una nuova ricetta, o ogni tre mesi se utilizza farmaci importati, redatta da uno dei medici ospedalieri che lo hanno in cura.

    «Quello che proponiamo continua Rossiè creare convenzioni con stabilimenti nazionali affinché sia possibile la fornitura al servizio sanitario pubblico in modo che la Giunta regionale attivi una convenzione con lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze per la produzione e lavorazione di Cannabis medicinale coltivata in Italia o con altro soggetto dotato delle medesime autorizzazioni alla produzione di principi attivi stupefacenti a fini medici, ai fini della fornitura al servizio sanitario pubblico regionale».

    Inoltre la Giunta regionale annualmente effettuerà una relazione sulla legge per verificarne il rapporto costi – benefici, sia per il profilo sanitario, sia per il profilo socio assistenziale. In ogni modo questa verifica è necessaria in quanto, per provvedere alla relativa copertura della terapia, i finanziamenti arriveranno dalle risorse del Fondo Sanitario Regionale, sottolinea Sinistra Ecologia e Libertà.

  • Nasce in Liguria il registro dei datori di lavoro socialmente responsabili

    Nasce in Liguria il registro dei datori di lavoro socialmente responsabili

    Piazza de Ferrari Palazzo della RegioneE’ nato il registro ligure dei datori di lavoro socialmente responsabili. Il progetto, portato avanti dalla Regione Liguria in collaborazione con l’Agenzia Liguria lavoro e con il coinvolgimento diretto di rappresentanti delle pubbliche amministrazioni, partirà a giugno in via sperimentale. Di che cosa si tratta? Il registro, una novità a livello italiano, è previsto dalla legge regionale sulla sicurezza e la qualità del lavoro con l’obiettivo di premiare i comportamenti socialmente responsabili dei datori di lavoro, sia nel privato che nel pubblico.

    Per quanto riguarda le imprese private, il giudizio si basa su cinque aree di valutazione: governo dell’organizzazione, ambiente di lavoro, mercato, ambiente e comunità locale. Diversi i criteri nel pubblico, i cui datori di lavoro saranno valutati in base a: rendicontazione e trasparenza, valorizzazione del capitale umano, tutela ambientale e gestione sostenibile, relazione con i fornitori.

    La sperimentazione durerà sei mesi dopo i quali la Giunta regionale dovrà approvare il modello definitivo con le premialità, il regolamento e il soggetto gestore. In questo arco di tempo saranno organizzati incontri nelle quattro province liguri, grazie anche alla collaborazione di Unioncamere Liguria, per agevolare aziende e pubbliche amministrazioni che intendono iniziare il percorso di iscrizione al Registro.

    E’ online il sito www.responsabilitasocialeinliguria.it, dove imprese private ed Enti pubblici potranno accedere ad un software gratuito per effettuare la propria candidatura e iscrizione al registro, inserire tutti i documenti che provano le azioni di responsabilità sociale effettuate, trovare informazioni e finanziamenti sui bandi  e scambiarsi buone pratiche. Per valorizzare il percorso compiuto come datore socialmente responsabile, verrà rilasciato un logo realizzato dagli studenti del corso di disegno industriale della Facoltà di architettura di Genova.

    Le imprese che si dimostreranno socialmente responsabili riceveranno come “premio” un supporto per accedere gli appalti pubblici, sgravi fiscali sull’Irap e sull’addizionale Irpef e percorsi agevolati nell’accesso al credito. L’iscrizione al Registro dura un anno, al termine del quale, occorre nuovamente verificare il mantenimento della posizione.

    Non è tutto. La Regione mette a disposizione 150.000 euro attraverso un bando per sostenere micro, piccole e medie imprese che adottano subito comportamenti socialmente  responsabili. Dal 1 luglio al 31 ottobre aziende private e soggetti pubblici potranno presentare domanda per ottenere un finanziamento fino a 12.000 euro per la copertura delle spese sostenute per realizzare interventi di responsabilità sociale, relativi alla trasparenza, al personale, alla tutela ambiente e alla gestione sostenibile. Le domande dovranno essere inviate a Filse, la finanziaria regionale. Il contributo potrà raggiungere il 70% delle spese ammissibili. Tutte le informazioni sono sul sito della Regione Liguria all’indirizzo www.regione.liguria.it alla voce “Bandi del lavoro e della formazione” o su “scuola formazione e lavoro” e sul sito di FILSE  alla voce bandi.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Sagra della ciliegia, a Sant’Olcese dall’1 al 3 giugno

    Sagra della ciliegia, a Sant’Olcese dall’1 al 3 giugno

    CiliegieL’asilo parrocchiale L’Orsetto del comune di Sant’Olcese (località Chiesa) organizza come ogni anno la sagra della ciliegia, in programma da venerdì 1 a domenica 3 giugno.

    Oltre che la consueta distribuzione del frutto primaverile, la manifestazione ospita concerti con musica dal vivo, spettacoli teatrali per grandi e piccini, e la marcia della ciliegia, un percorso di 6 chilometri presso il paese della Valpolcevera. In più sono presenti stand gastronomici presso cui gustare pizza, focaccia, pasta al pesto, ravioli al sugo di ciliegia e tanto altro. Per i più piccoli si tiene anche la gara delle torte, burattini, zucchero filato e pop corn.

    Ecco il programma dettagliato:

    Venerdì 1 giugno

    ore 19 stand gastronomici

    ore 21 concerto dei Prosit

    Sabato 2 giugno

    ore 11.30 gara di torte

    ore 12 stand gastronomici

    dalle ore 12 in poi i laboratori per bambini, organizzati dall’associazione “Creando di Teo e Bea”

    ore 16 spettacolo per bambini “I tre porcellini”

    ore 19 stand gastronomici

    ore 21 serata di ballo liscio con i Mokambo

    Domenica 3 giugno

    ore 09.30 partenza della marcia della ciliegia

    ore 12 stand gastronomici e giochi per bambini

  • Turismo a Genova: ecco i dati presentati dall’Osservatorio Turistico Regionale

    Turismo a Genova: ecco i dati presentati dall’Osservatorio Turistico Regionale

    In Liguria, nel 2011, l’impatto economico generato dal turismo è stato pari a 5,2 miliardi di euro (erano 4,8 miliardi quelli stimati nel 2010), per il 30% legati ai consumi dei turisti che hanno soggiornato in strutture alberghiere e per il 70% a quelli dei villeggianti proprietari di seconde case.

    I dati ufficiali relativi al 2011 riportano per la Liguria un totale di 3.886.463 arrivi (+5,3% rispetto al 2010) e 14.169.929 presenze (+2,6%), dove per arrivi si intendono i turisti registrati nelle strutture recettive al momento dell’arrivo mentre per presenze si intende il numero di pernottamenti.

    Il comune di Genova registra un +0,05% rispetto al 2010 in termini di arrivi, la provincia di Genova un +5,20% ed è la seconda provincia ligure (la prima è ovviamente La Spezia forte delle 5 Terre) per incidenza del turismo straniero (rappresenta il 37,9% su una media regionale del 31,3% e per il Comune di Genova raggiunge il 40,9%)

    Questi, in sintesi, i dati presentati dall’Osservatorio Turistico Regionale, dove viene evidenziata una sostanziale tenuta dei numeri del movimento turistico (con un significativo aumento degli stranieri, sia in termini di arrivi che di presenze), a fronte della drastica diminuzione della capacità di spesa rispetto al 2010, non solo per gli italiani ma anche per gli stranieri.

    Abbiamo già verificato in altre occasioni quanto queste ricerche siano sicuramente utili per avere indicazioni di massima, ma mai esaurienti della realtà in tutte le sue sfaccettature e quanto richiedano letture partendo da diversi punti di vista. Ciò non toglie che la crescita del turismo a Genova rispetto al passato sia ormai un dato di fatto. Nonostante la crisi (o forse anche “grazie” alla crisi…), la città è diventata meta gradita di tanti cittadini sia italiani che stranieri e l’analisi del mercato organizzato internazionale lo conferma: Genova è la seconda località turistica ligure più venduta nel corso del 2011 dai grandi buyer internazionali che trattano la Liguria. I buyer europei costituiscono complessivamente il 61,9% (tra cui spicca la Russia e più in generale i Paesi dell’Est), mentre gli USA si confermano il principale mercato extra-europeo.

    Così il presidente della Camera di Commercio di Genova Paolo Odone ha commentato i dati dell’Osservatorio Regionale: «Dall’Osservatorio emergono alcuni dati particolarmente interessanti come la crescita a Genova di turisti motivati dagli eventi culturali (il 10,5%), più della media Liguria (3,6%) e più del dato relativo al 2010 (4,6%). Apprendiamo che il passaparola continua a essere il principale canale di comunicazione per attirare turismo con il 43% dei visitatori che hanno scelto Genova grazie al passaparola e solo il 15% attraverso internet. Merita attenzione anche analizzare la spesa media dei nostri turisti che si aggira intorno ai 73 euro per gli italiani e 287 euro per gli stranieri per quanto riguarda il viaggio andata e ritorno, 43 euro al giorno gli italiani e 39 euro gli stranieri per l’alloggio mentre 69 euro gli italiani e 80 euro gli stranieri per beni e servizi extra acquistati sul territorio. E’ importante, dunque, misurare non solo il numero di visitatori ma anche quanto, dove e come spendono i loro denari, perché in ultima analisi questo vuol dire quante imprese e quanti posti di lavoro nascono e crescono in un territorio grazie al turismo».

    Il tessuto imprenditoriale del turismo ligure è formato tuttora prevalentemente da micro imprese (7 imprese su 10 hanno meno di 5 dipendenti), un assetto che conta il 9,3% di personale straniero e in cui la presenza di personale femminile è elevata: in media ciascuna impresa vede il 59,8% di donne impiegate in un ampio ventaglio di cariche, dal personale al piano alle figure manageriali (sono il 17,4% del totale le donne che lavorano nel settore).

    [foto di Diego Arbore]

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Volumi Criminali

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Volumi Criminali

    I Volumi Criminali si formano nel 2001 per volontà di Francesco “Pogo” e Renato “Renna”, membri originari del gruppo fin dall’esordio (voce e chitarra).

    Dopo diversi cambi di line up e  attraversando più generi musicali arrivano al 2004, quando sentono l’esigenza di dare un’impronta più particolare alla musica che suonano e coinvolgono nel progetto Emanuele “Shuster” per il ruolo di voce melodica: da qui la band comincia a discostarsi dall’hardcore e avvicinarsi più al crossover.

    Poco dopo, nel 2005, li raggiunge Luca “Ragno” al basso, che bilancia i pezzi con il suo background metal. Per ultimo si unisce alla band Roberto “Bacchetta”, alla batteria, nel 2009.

    «Abbiamo sempre cantato in italiano – raccontano Francesco ed Emanuele – perché in inglese non riusciremmo a dire le stesse cose che riusciamo a dire nella nostra lingua. Inoltre dobbiamo rapportarci con un pubblico italiano, e in questo modo i testi arrivano di più. L’annosa questione sul fatto che l’italiano sia o meno una lingua adatta alla musica americana non ci ha mai preoccupato più di tanto».

    Oltre a suonare in prima persona, i ragazzi si impegnano attivamente per promuovere la musica in città, infatti hanno creato un’associazione culturale, Volumia, che attraverso il progetto P.U.M.A. (Presidi Urbani Musiche Attuali) mette a disposizione la saletta per piccole esibizioni dal vivo.

    Volumi CriminaliGenere: Nu Core
    Renato – chitarra
    Roberto – batteria
    Francesco – voce
    Emanuele – voce
    Luca – basso

     

     

    Foto Zeninho

  • Brusco e Jamilas in concerto al Csa Pinelli

    Brusco e Jamilas in concerto al Csa Pinelli

    BruscoIl Csa Pinelli ospita venerdì 1 giugno il concerto di Brusco,  cantante reggae romano famoso per la sua lunga carriera da solista e come membro della storica crew romana Villa Ada Posse. 

    Appassionato di musica sin da bambino Giovanni Miraldi mette in pratica la sua passione musicale all’epoca del liceo nel periodo in cui si esibivano Piotta, i Villa Ada Posse e Chef Ragoo, quest’ultimo fonte di ispirazione e anello di congiunzione con il mondo dei centri sociali e delle dancehall.

    Il cantante inizia nel 1991  una lunga attività con la crew capitolina Villa Ada Posse, interrotta nel 200 quando ilc antante decide di intreprendere la carriera da solista mentre sta registrando il brano ‘Se vola‘, parte della colonna sonora del film Zora la vampira.

    Il grande successo arriva nel 2002 con i singoli ‘Il mondo è anche mio‘ e il tormentone ‘Sotto i raggi del sole‘ sulla musica della celebre Abbronzatissima di Edoardo Vianello. Altro tormentone estivo l’anno seguente con ‘Ti penso sempre‘, per poi pubblicare nel 2006 l’album ‘Amore vero‘ e nel 2009 ‘Quattroemezzo‘, un successo con diverse collaborazioni tra cui Roy Paci e Killacat.

    Nell’aprile del 2011 è uscito il nuovo album Fino all’alba.

    In apertura a partire dalle 22 il concerto dei Jamilas, band  nata nek 2006 dall’idea musicale di Fabrizio, Federico e Daniele, rispettivamente batteria basso e percussioni. Ad un anno dall’inizio del progetto si presenta la possibilità di collaborare con il cantante senegalese Amadou Ndiaye Fall DUDU : si mescolano cosi’ le melodie con i testi, la ritmica con il cuore africano.
    La band esprime un’anima prettamente roots derivante dall’amore per i testi e le musiche di Bob Marley, Burning Spear, Bunny Wailer , Dennis Brown,  unito all’influenza della musica e degli artisti di origine africana Alpha Blondy, Tiken Jah Fakoli.

    Csa Pinelli , via Fossato Cicala – San Gottardo

    Inizio ore

    Ingresso 10 euro

  • Tirocinio Formativo Attivo: il bando per diventare insegnante

    Tirocinio Formativo Attivo: il bando per diventare insegnante

    ScuolaPorte (finalmente) riaperte all’insegnamento, o meglio alla sua abilitazione: il bando per il Tirocinio Formativo Attivo ha acceso la speranza di molte persone che sperano di trovare lavoro all’interno delle scuole. Queste persone sono i numerosi precari che da anni passano da una chiamata all’altra, che ogni estate attendono di sapere se il loro incarico verrà rinnovato o se ne arriverà un altro, e che attendono il fatidico “passaggio di ruolo”. Queste persone sono anche i giovani che hanno intrapreso gli studi universitari pur sapendo che il rischio di rimanere intrappolati in quello stesso circolo vizioso di precariato è forte.

    In tutte le Università italiane è aperto da quasi un mese il bando per iscriversi al test di preselezione per l’accesso al Tfa, che si chiuderà lunedì 4 giugno.

    Qual è la realtà dietro a questo bando? Anzitutto una precisazione: il Tirocinio Formativo Attivo è stato regolamentato con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nel gennaio 2011, a tre anni dalla chiusura della SSIS (Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario), che fino al 2008 era il percorso obbligato per essere abilitati all’insegnamento. Il Regolamento che ha istituito il Tfa ha posto un limite massimo di posti – 4.275 per la secondaria di primo grado e 15.792 per la secondaria di secondo grado – a loro volta riservati a chi ha già svolto almeno 540 giorni (ossia circa 36 mesi) di servizio presso un’istituzione scolastica, un pre-requisito calcolato in modo da rendere nulli gli accessi all’abilitazione finché tutti i precari non siano stati riassorbiti. Traduzione: accesso al Tfa “bloccato” per i neolaureati che non hanno ancora iniziato a scalare la graduatoria e pochissimi precari che verranno “riassorbiti” in questo primo bando, poiché è stimato che il numero di docenti abilitati già iscritti nelle graduatorie ad esaurimento è circa 250.000.

    Non solo: il bando ha escluso tutte le persone laureate presso istituti dell’Alta Formazione Artistica e Musicale, ossia Conservatori, Accademia di Belle Arti, Accademia di Arte Drammatica e così via.

    Un ultimo fattore che porterà inevitabili restrizioni all’accesso è il costo della tassa di iscrizione, che per l’Ateneo genovese è di 2.500 € e si aggira intorno a cifre analoghe anche nelle altre città italiane.

    Il Tfa dura un anno e prevede quattro livelli di attività:
    – insegnamenti di scienze dell’educazione;
    – tirocinio di 475 ore svolto presso istituzioni scolastiche sotto la guida di un tutor;
    – insegnamenti di materie disciplinari sotto forma di lezioni teoriche e laboratorio;
    – laboratori pedagogico-didattici per rielaborare e confrontare ciò che si è appreso nelle lezioni e nell’esperienza di tirocinio.

    Per iscriversi è necessario procedere a due step: (1) preiscrizione online entro lunedì 4 giugno 2012 sul sito tfa.cineca.it (2) iscrizione entro le 12.00 di martedì 5 giugno 2012 sul sito servizionline.unige.it/studenti/post-laurea/tfa.

    Marta Traverso

  • Scrittura creativa a Genova: Scrivo dunque leggo a Palazzo Ducale

    Scrittura creativa a Genova: Scrivo dunque leggo a Palazzo Ducale

    NerviMartedì 29 maggio 2012 alle 17.45 si terrà alla Sala Munizioniere di Palazzo Ducale il reading Scrivo dunque leggo, a conclusione del primo ciclo del laboratorio di scrittura creativa Officina Letteraria a cura di Emilia Marasco e Claudia Priano.

    Nel corso dell’evento saranno presentati i nuovi laboratori 2012 – 2013.

    Saranno presenti Emilia Marasco e Claudia Priano, con letture a cura di Laura Addino e Eleonora Carpi, video di Marco Longo e musica di Marco Liconti.

    Ospiti i partecipanti di Officina Letteraria: Andrea Fabiani, Angela Cigna, Angela Tenca, Angelo Testino, Anna Maria Frigerio, Edoardo Cavazzuti, Elena Scappini, Elisa Traverso, Eugenio Gardella, Eugenio Marinaro, Federica Kessisoglu, Francesca Talloru, Giovanna Bianchi, Giovanna Orlandi, Giulia Cocchella, Giuseppe Di Fonzo, Lara Maria Muzio, Mara Lai, Marta Traverso, Matteo Pasetti, Michele Archinà, Nadia Galluzzo, Oriana Santagata, Paolo Gerbella, Roberta Franco, Rossana Cirillo.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • “Le stelle sono buchi nel cielo”, spettacolo all’Osservatorio astronomico del Righi

    “Le stelle sono buchi nel cielo”, spettacolo all’Osservatorio astronomico del Righi

    Righi Genova

    Sabato 9 giugno alle ore 20.30 debutta all’Osservatorio astronomico del Righi Le stelle sono buchi nel cielo un laboratorio-spettacolo tenuto dagli allievi dei corsi di teatro de La Falegnameria della Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse con la regia di Enrico Campanati, interpretato da Raffaella Ariu,Alessandro Bacher, Anna Bersani, Federica Boschiroli, Cinzia Calapai, Giuseppina Carta, Serena Cavaliere, Maria Grazia Depau, Ada D’Onofrio, Andrea Marascio, Claudio Ivan Martellino, Elena Raddavero, Beatrice Ragucci, Roberta Segalerba, Angelo Semola.

    Al termine dello spettacolo, indicativamente a partire dalle ore 22.30 l’Osservatorio Astronomico del Righi rimane aperto al pubblico per l’osservazione degli astri e in particolare del pianeta Saturno, nel trecentenario dalla scomparsa dell’astronomo ligure Gian Domenico Cassini di Perinaldo (IM) che osservò il “signore degli anelli” e vi scoprì al suo interno la divisione che porta il suo nome.

    Verranno organizzati sul momento turni di massimo 15 persone della durata dicirca 30 minuti l’uno.

    Per accedere all’Osservatorio è richiesto un contributo spese di 3 euro, non è prevista la prenotazione.

    L’evento era originariamente previsto per sabato 26maggio, ma è statao spostato a sabato 9 giugno

    Foto Diego Arbore

  • Viaggiare per un sogno: un’impresa per sconfiggere la discriminazione

    Viaggiare per un sogno: un’impresa per sconfiggere la discriminazione

    Genova sarà la prima tappa, il 1° e il 2 giugno, di “Viaggiare per un sogno: oltre le barriere”, l’impresa del disabile motorio triestino Pietro Rosenwirth che in sella al suo speciale scooter trike, il primo ciclomotore su tre ruote multi adattato omologato in Italia, percorrerà in solitario oltre 10mila chilometri tra Europa Occidentale ed Orientale per trasmettere il suo messaggio di non discriminazione.
    Tutte le informazioni in merito all’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, si trovano sul sito www.handytrike.eu.

    Pietro Rosenwirth, 43 anni, fondatore dell’Associazione umanista “Viaggiare per un sogno: oltre le barriere” – Onlus, è affetto da grave disabilità motoria degenerativa. Da anni è impegnato nella lotta alla discriminazione tra “normo-considerati” e handicappati, definizioni che lo stesso Rosenwirth preferisce utilizzare poichè «Con gli ausili adatti anche un handicappato può essere diversamente abile e fare cose “straordinarie”, e non solo sopravvivere, sentendosi un peso per la società. Il mio gesto è una metafora del superamento degli ostacoli e dei limiti logistici, culturali, sociali, e soprattutto mentali, che le persone con disabilità possono incontrare, nonostante in Europa siano stati abbattuti molti muri e confini».

    Rosenwirth sarà ambasciatore del superamento delle barriere e della lotta alla discriminazione per promuovere la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Con il patrocinio del Comune di Trieste, il temerario biker lascerà il capoluogo giuliano il 1° giugno alle 10 del mattino al termine di un breve incontro con la stampa. La partenza avverrà sul Colle di San Giusto, luogo simbolo della città.

    Ad ogni sosta Rosenwirth incontrerà stampa, amministrazioni locali e realtà associazionistiche per scambi e momenti formativi su tematiche sociali, sulle pari opportunità e sulla Convenzione ONU sulla disabilità.
    Il viaggio, più lungo rispetto alle precedenti edizioni, consiste in 15 tappe e avrà una durata di circa due mesi, toccherà Genova, Montecarlo, Marsiglia, Barcellona, Valencia, Madrid, Saragozza, Tolosa, Bordeaux, Poitiers, Parigi, Bruxelles, Rotterdam, Amsterdam, Amburgo, Berlino, Praga, Salisburgo, Tarvisio e Lubiana. Il rientro a Trieste è previsto per il 20 luglio.

    «Sarò solo sulla strada – ha spiegato Rosenwirth – ma come nel film “Forrest Gump”, vorrei che il mio gesto facesse sorgere delle domande nelle persone che mi incontreranno, domande le cui risposte necessitano azioni fuori dal pensiero comune».

    Lo scooter trike saràmunito di uno speciale trasmettitore GPS che segnerà in tempo reale sulla mappa del sito la posizione esatta del viaggiatore. Il tour di Pietro Rosenwirth è stato realizzato grazie al sostegno dei numerosi partner su tutto il territorio nazionale (Givi, Dal Bo Mobility, TucanoUrbano, Huawei, Uniqa, Digi-track e Pentagramm), e dai molti privati che hanno aderito all’iniziativa attraverso donazioni e servizi.
    Tra i futuri progetti del biker triestino, nel 2015, il giro del mondo, sempre in moto, alla scoperta dei Luoghi Sacri del pianeta.

  • Università: uscite le date degli esami di ammissione nel 2012

    Università: uscite le date degli esami di ammissione nel 2012

    Palazzo dell'UniversitàManca meno di un mese all’inizio degli esami di maturità, ma – debiti scongiuri a parte – buona parte degli studenti ha sicuramente un’almeno vaga idea sulla decisione di iscriversi o meno all’Università e su quale corso di laurea frequentare.

    Non tutte le facoltà però consentono una decisione all’ultimo minuto: in alcuni casi i corsi sono a numero chiuso ed è quindi necessario superare un test di ammissione, che si svolge normalmente nella prima decade di settembre e prevede un’estate di studio serrato.

    Il Ministero per l’Istruzione ha già pubblicato le date dei primi test: si parte con Medicina e Odontoiatria il 4 settembre, Architettura il 6 settembre, i test per le professioni sanitarie (fisioterapia, infermieristica, ostetricia ecc.) l’11 settembre. Un’altra data già resa nota ma che non riguarda l’Ateneo genovese è Veterinaria – a Genova non c’è infatti questo corso di laurea – per la quale l’esame di ammissione è previsto il 10 settembre.

  • Storia di Genova: San Lorenzo, il piazzale medievale

    Storia di Genova: San Lorenzo, il piazzale medievale

    Cattedrale S.Lorenzo

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    Se sei nato a Genova non ci fai caso, ma qui tutto è parsimonioso, proprio come ci insegna la tradizione che vuole i suoi abitanti corredati dal “braccino corto”, marchio d’infamia che pare dobbiamo a Sir Francis Drake, navigatore, corsaro e politico inglese, e ai poco accorti nostri antichi concittadini del ‘500 che decisero di schierarsi con gli spagnoli nella guerra contro l’Inghilterra. Furono proprio i genovesi, infatti, a finanziare “l’invincibile armata”, costituita da 130 vascelli e da 24000 uomini, ma l’esito disastroso della spedizione insegnò loro, da quel giorno, ad essere più oculati nell’aprire i cordoni della borsa, nonché ad ostentare quella diffidenza verso i “foresti” che è un altro “pregio” che si ascrive ai liguri.

    Parsimoniosi, dunque con il denaro, con il sorriso ma anche con lo spazio, conteso al mare e ai monti  metro su metro, oggi come ieri, battaglia che si rispecchia nelle sue caratteristiche creuze, nei suoi angusti vicoli, nella sua scarsità di ampie piazze. Non stupisce, dunque, che il sagrato a che si apre davanti alla Cattedrale di San Lorenzo, unico slargo degno di questo nome, fosse, nel Medioevo, uno spazio pubblico dove si svolgeva la maggior parte della vita civile, economica e politica della città.

    A partire dal 1300, qui, aveva luogo la designazione del doge: erano riunioni popolari spesso tumultuose come quella in occasione dell’elezione di Simon Boccanegra (1339), primo doge di Genova (a cui si ispirò Giuseppe Verdi per la composizione dell’omonima opera),  durante la quale, scalmanati avversari politici, appartenenti al vecchio regime, bruciarono, nel piazzale, i libri dei crediti della Repubblica, naturalmente, tra le grida esultanti degli spettatori.

    Nel quotidiano, mentre lungo i muri della chiesa stazionavano i besagnini, esponendo i loro prodotti ortofrutticoli, Piazza San Lorenzo era occupata dalle “caleghe” (dal latino callegarii, ovvero aste pubbliche), un variopinto mercato dell’usato non dissimile da quello che si  tiene a Palazzo Ducale, la prima domenica del mese. Nel 1615, però, in seguito alla morte di un gabelliere per mano di un “repessin”, le autorità furono indotte ad abolire tale pratica.

    Incontro rituale era, poi, quello che si svolgeva durante la festa del santo patrono della città, San Giovanni Battista: per questa occasione, ci si recava a comprare le “benedizioni”, cioè foglie di noci, rami di sambuco ed altre piante perché, secondo le antiche credenze, le erbe bagnate dalla rugiada  di quella notte “magica” avevano straordinarie proprietà curative. Nel giorno del solstizio d’estate, infatti, il sole e la luna,  a detta della tradizione, si univano in matrimonio, riversando sulla terra  energie positive che inducevano effetti miracolosi come quello di fare fiorire le felci. Una fioritura effimera, di una sola notte, che, se raccolta, avrebbe avuto il potere di far piegare qualunque volontà.

    Il fascino di un “ sogno di una notte di mezza estate”, come direbbe lo stesso Shakespeare, lasciava il posto, spesso, nell’arco dell’anno, ad episodi  non proprio bucolici: ne rimangono tracce sulla porta laterale della Cattedrale, Porta di San Gottargo, dove sono visibili i buchi impressi dai micidiali dardi delle balestre o le fenditure alla base delle colonne, conseguenze di un incendio divampato durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini, nel 1296.

    Cattedrale S.LorenzoSan Lorenzo, pozzanghera

     

     

     

     

     

     

     

    Ricordiamo, poi, che le chiese e le loro pertinenze godevano dell’immunità giudiziaria, diritto di asilo emanato da una bolla papale ed in essere fino al XVIII secolo. Tutte le chiese ne fruivano ed accoglievano rei di tutti i tipi ad eccezione di quelli condannati per omicidio volontario. Non è difficile immaginare che qualche “furbetto” strumentalizzasse tale prerogativa per trarne un illecito vantaggio. E’ il caso di “o Serronetto”, lestofante settecentesco che aveva eletto a domicilio proprio la Cattedrale. In agguato e pronto a colpire, quando individuava l’oggetto delle sue malefatte, scendeva nella piazza, metteva in opera la sua bricconata e, con altrettanta rapidità, riguadagnava i “sacri” scalini dove era al sicuro dalle pene della legge. Si racconta, ad esempio, che il mattino del 2 settembre 1729, con un suo provvido intervento, avesse liberato un camallo accusato per una questione di tabacco  e nello stesso giorno avesse fatto oggetto di una fitta sassaiola i gendarmi di passaggio. Quel satanasso “che stando sopra la scala… fa tutto il giorno molte insolenze” fu infine preso e condannato a dieci anni da trascorrere nelle patrie galere ma, il giorno stesso, evase per rifugiarsi nella Chiesa degli Incrociati.

    La piazza è stata, anche, testimone di eventi più edificanti: qui transitavano notai e cancellieri che si recavano nel Chiostro per redigere atti importanti; vi passavano i poveri che andavano a elemosinare un piatto di minestra, vino e focaccia distribuiti dai Canonici o la attraversavano i 13 indigenti, prescelti tra i senza tetto, a cui,  in occasione del Giovedì Santo, dopo la lavanda dei piedi da parte del Reverendo Capitolo, capeggiato dall’Arcivescovo, veniva offerto un pranzo completo.

    Come in ogni angolo di Genova che si rispetti, non può mancare un po’ di “noir”. Il 26 febbraio 1799, Sebastiano Biagini, giornalista e politico (fu uno dei fautori della caduta della vecchia Repubblica) fu pugnalato a morte  dal collega Queirolo, mentre si trovava all’interno della farmacia Dodero, prospicente la piazza. La parte più horror della vicenda, però, fu il funerale che ne seguì: il cadavere non fu messo in una bara ma seduto, come se guidasse, su un carro trainato da sei cavalli bianchi e, così, traslato alla Basilica di Carignano. Qui, fu composto, sempre seduto, al centro di una macabra scenografia: nelle mani gli fu messa una copia della Costituzione,  a destra, una statua della Storia nell’atto di incoronarlo, a sinistra, un effige del Genio Ligure che bruciava una serpe, incarnazione dell’avversario che ne aveva causato la morte, alle spalle, una stele simboleggiante l’Eternità dietro cui occhieggiava, funerea, la Morte. Sopra tutta questa “artistica” composizione, che fu lasciata in esposizione per ben due giorni, campeggiava un’aerea Fama provvista di tromba.

    Per tornare a cose più amene, fa sorridere, oggi, la denuncia di un anonimo (1745) che segnalava “il disordine scandaloso di vedere, alla notte, uomini e donne frammischiati sopra la scalinata di San Lorenzo” o la riprovazione che veniva manifestata nei confronti di giovani nobili per un comportamento giudicato disdicevole: questi bricconi impenitenti solevano, infatti,  bivaccare sulla piazza, nell’imminenza delle funzioni religiose, per “sbirciare” le caviglie delle giovanette che scendevano dalle carrozze.

    Tante storie, dunque, curiose, tristi o tragiche raccontate da una piazza molto diversa da quella attuale perché, nel 1830, fu necessario un profondo restyling, demolendo alcuni edifici che erano stati costruiti a ridosso della cattedrale, al fine di restituirle un po’ di spazio. Il Palazzo dei Fieschi, che trovate, sulla sinistra, ponendovi con le spalle alla Cattedrale,  è un esempio evidente di questo “recente” ridimensionamento:  se guardate attentamente, potrete constatare, infatti, che ne è stata asportata una “fetta”, come si evince dalla facciata che risulta arretrata rispetto all’originale.

     

    Adriana Morando
    foto di Daniele Orlandi