Mese: Ottobre 2012

  • Fincantieri, Sestri: il ribaltamento a mare e una chiatta da costruire

    Fincantieri, Sestri: il ribaltamento a mare e una chiatta da costruire

    IL PRECEDENTE

    Ottobre 2011: gli operai di Fincantieri e delle aziende che fanno da indotto al principale polo cantieristico di Genova occupavano a oltranza lo stabilimento di Sestri Ponente e scendevano in piazza per chiedere garanzie sul futuro dell’azienda. Due i temi al centro delle proteste: l’incertezza sull’assegnazione di nuove navi da costruire con una commessa in lavorazione che sarebbe scaduta a marzo 2012 e l’immobilità delle trattative con il Governo per lo stanziamento dei fondi per l’allargamento a mare dello stabilimento, un passaggio imprescindibile per avviare la costruzione del Terzo Valico.

    La situazione di Fincantieri è analoga a quella di molte altre aziende italiane (da Fiat a Ilva, per citare alcuni casi più noti), dove la strategia di chi detiene il comando punta a contenere i costi salvaguardando solo gli impianti a maggiore redditività.
    La situazione veniva illustrata così da Bruno Manganaro della Fiom-Cgil: «Abbiamo chiesto una cosa banalissima, una nuova commessa per poter lavorare ancora un po’ di mesi, che non risolverebbe il problema ma almeno ci permetterebbe di sederci ad un tavolo con l’azienda ed il Governo per parlare del futuro. Non ci possono chiedere di discutere mentre il cantiere è fermo, i lavoratori sono in cassa integrazione e i dipendenti delle ditte d’appalto vengono licenziati».

    Fincantieri ha consegnato a Maggio 2012 con poco più di un mese di ritardo Oceania Riviera, la nave dell’ultima commessa in lavorazione.
    L’unico lavoro in corso durante l’estate è stata la manutenzione ordinaria per la nave da Crociera Costa Allegra rimasta bloccata nell’Oceano Indiano a causa di un guasto ai motori.

    Luglio 2012: Fincantieri si aggiudica una commessa per la costruzione di un traghetto di ultima generazione destinato ad una compagnia canadese di crociera. Il contratto è del valore di 148 milioni di dollari canadesi.

    IL PRESENTE

    Ottobre 2012: Ad oggi non c’è ancora la certezza sul coinvolgimento del cantiere di Sestri per quanto riguarda la commessa canadese.
    Nel frattempo a mantenere attivo il cantiere sino alla primavera 2013 è una chiatta semi sommergibile, un megapontone che dovrà essere in grado di trasportare grandi blocchi da un cantiere all’altro per far fronte alle esigenze di Fincantieri (in particolare per le operazioni tecniche di varo e di consegna delle piccole imbarcazioni).
    La commessa occupa solo 330 lavoratori degli oltre 700 operai complessivi dello stabilimento genovese, ma tiene attivo il cantiere di Sestri sino alla primavera del 2013, in attesa di navi da costruire.

    In questi giorni arriva anche la notizia del via libera all’allargamento a mare di Sestri Ponente: il Ministero ha autorizzato lo stanziamento di 50 milioni di € (manca solo la firma della banca Monte dei Paschi di Siena, a formalizzare il versamento della quota), mentre i rimanenti 20 milioni saranno anticipati dall’Autorità Portuale di Genova.

    Continuano invece le proteste degli operai dei tre stabilimenti liguri – Sestri Ponente, Riva Trigoso e Spezia/Muggiano – che hanno manifestato in occasione dell’inaugurazione del Salone Nautico. Inoltre, per la prima volta, l’associazione di categoria dei costruttori navali Ucina non ha preso parte alla cerimonia del Salone in segno di protesta contro il Governo. La situazione di Fincantieri è molto critica anche negli altri poli italiani: in questi giorni si parla sempre più seriamente della chiusura di Castellamare di Stabia, mentre a Palermo la cassa integrazione è stata scongiurata solo perché il cantiere è stato scelto per riparare la nave Costa Concordia (operazione che in minima parte coinvolge anche Sestri), spiaggiata all’isola del Giglio lo scorso gennaio.

    Il prossimo 29 ottobre i vertici di Fincantieri parteciperanno a un incontro con il Ministro dello Sviluppo Economico per individuare nuove soluzioni per sostenere l’azienda nel suo complesso.

    Marta Traverso
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Luiso Sturla, opere brevi: mostra alla Galleria Cristina Busi

    Luiso Sturla, opere brevi: mostra alla Galleria Cristina Busi

    ChiavariSarà aperta al pubblico fino a domenica 9 dicembre 2012 la mostra Luiso Sturla. Opere brevi presso la galleria d’arte Cristina Busi di Chiavari.

    Nato a Chiavari nel 1930, Luiso Sturla ha studiato al Liceo Barbino di Genova. Con altri artisti chiavaresi ha fondato il gruppo d’arte astratta “I pittori del Golfo”, mentre nel 1953 ha aderito al MAC (Movimento Arte Concreta) entrando in contatto con i più importanti pittori astratti dell’area milanese. Nel 1960 è a New York dove ha modo di approfondire la conoscenza dell’arte e degli artisti americani, nel 1962 si trasferisce a Milano. Oggi vive e lavora a Chiavari e Milano.

    La mostra è aperta al pubblico con ingresso gratuito tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.30. Chiusa lunedì (tutto il giorno) e martedì mattina.

  • Giuliogol, writer genovese: dipinti e graffiti per la città

    Giuliogol, writer genovese: dipinti e graffiti per la città

    GiuliogolNicolino Giulio Centanaro, in arte Giuliogol, classe ’68, è un artista, un writer genovese. Nutrendo una passione sconfinata per l’arte di strada, ha perfezionato la sua formazione attraverso corsi specifici di aerografia e pittura ad olio. Nel 2009 per la Galleria Rotta Farinelli ha realizzato la decorazione a graffito di una parete della nave MSC Splendida. Dallo stesso anno collabora col Municipio VII del Ponente per opere di riqualificazione attraverso graffiti legali.

    Ricopre la figura di responsabile arti grafiche per l’Associazione Mare di Note e porta avanti collaborazioni con altre associazioni e manifestazioni artistiche ponentine (Ass. Ponente che Balla, Ex-Melle Artisti di Strada, Sestri come MontMartre). Attualmente è in allestimento una sua personale presso l’Associazione Culturale Cartiera 41.

    Come hai cominciato a fare il writer e quando?
    «Il writer lo si comincia a fare per strada, da ragazzino, si inizia con la tag, quella firma che agli occhi di molti è una bruttura. Poi la cosa si evolve in disegno, in grafica, in messaggio. Per me è stato così. Un modo per sentire di esserci e fare parte di un qualcosa, un modo per dire “io sono passato di qui e ho lasciato un segno del mio passaggio”. La voglia di opporsi all’autorità, il gusto di fare una cosa vietata, che non si deve fare. Keith Haring (il primo writer americano a diventare famoso, n.d.r.) ha iniziato per strada, e nonostante il successo planetario ha continuato a lasciare la sua firma per strada, Londra, Tokyo o dovunque andasse».

    Tu sei arrivato a decorare gli interni di una nave da crociera.
    «Sono stato contattato tramite la Galleria Rotta. Su questa nave, al piano della sala giochi, si è voluto riprodurre l’ambiente di strada, ricoprendo le pareti di ondulato e decorando coi graffiti; inizialmente, dato lo spazio comunque formale della nave, ritenevo di dover essere molto preciso nei disegni, ma mi è stato invece richiesto espressamente di lasciarmi andare, addirittura di fare graffiti un po’storti, un po’ colati, proprio come in strada».

    Ben lontano dalla figura archetipica del writer che gira di notte disegnando su muri e vagoni dei treni, zaino pieno di bombolette e cappuccio fin sulla fronte.             
    «Invecchiando ho iniziato a ragionare sul graffito legale, anche perché ormai la società si è abituata ai graffiti, piacciono. Fare tutto alla luce del giorno, mostrare il proprio lavoro permette di farsi pubblicità, e poi magari ricevere committenze, ed essere pagati per quelle. Qualcuno può apprezzare quello che hai fatto e ingaggiarti per decorare una saracinesca o un interno. Andare di notte significa invece pagare di tasca propria tutto il materiale e rischiare migliaia di euro di multa, per non dire del fatto che la visibilità del proprio lavoro rimane molto limitata. Certo, può essere visto come uscire dal concetto originario del writer e vendersi, ma secondo me è indispensabile un’evoluzione in questo ambito, perché non puoi continuare per sempre a farlo illegalmente, di notte, non ti porta da nessuna parte. Da giovane non ragionavo così, è ovvio, ma vorrei che i ragazzi imparassero questo atteggiamento per avere poi delle possibilità in futuro, per non restare ancorati per sempre a quelle figura. Non puoi a cinquant’anni andare a fare la scritta e scappare».

    Murales di Giuliogol in passeggiata a mare di VoltriMurales di Giuliogol in passeggiata a mare di Voltri

    Questo approccio ti ha portato al punto d’arrivo del graffito legale, la collaborazione col Comune.      
    «Abbiamo lavorato per riqualificare il muro di un bar sulla passeggiata di Voltri, proprio sulla spiaggia, che era stato imbrattato con delle scritte. Per dare vita a questo progetto ho preso contatto con l’assessore Morlé e ho proposto di dipingere il muro. La parte più in vista, quella visibile dalla passeggiata, è di 16 metri quadri, ma fa angolo con ben altri 80 metri quadrati che danno sulla spiaggia, anche questi imbrattati. Il Comune ha preso in carico il costo del materiale necessario al lavoro. Ho preso una crew (“FNT”, Fusi nella testa) di ragazzini, tutti minorenni, che andavano di notte a scrivere, e ho dato loro la possibilità di fare quello che amano in modo legale e utile alla comunità; ho preparato loro il fondo (la stesura di fondo sul muro che deve essere dipinto, n.d.r.), abbiamo fatto lo studio per il disegno da realizzare. Sul muro principale ho realizzato il Nettuno (che, prendendo forma dall’unione delle onde, arriva dal mare dirigendosi verso lo spettatore, n.d.r.), sul resto ho fatto lavorare i ragazzi: ho cercato di far loro capire che al giorno d’oggi la possibilità di un graffitismo legale esiste. Sono stati contentissimi di questa esperienza, mi chiedono sempre di fare qualcos’altro».

    La collaborazione col Comune si è estesa anche ad altre occasioni.
    «Per l’esempio che ti ho raccontato la proposta è partita da me, poi mi hanno cercato loro per un progetto, che spero di portare avanti, riguardo un muro al CEP, anche quello tutto imbrattato. Chiamare una ditta a imbiancarlo comporta una grossa spesa per avere comunque un risultato triste e uniforme, e il giorno dopo le tag sono di nuovo lì. Chiamare dei ragazzi invece significa dare una possibilità e far fare qualcosa di bello, un disegno che piace, come il muro della passeggiata che è piaciuto molto».

    Murales di Giuliogol in passeggiata a mare di VoltriMurales di Giuliogol in passeggiata a mare di Voltri

     

     

     

     

     

     

     

    Tu lavori su superfici molto ampie ma anche su quelle davvero piccole, come per esempio i termosifoni (oltre alle tele e agli oggetti più disparati, dalle uova di struzzo alle aerografie sulle Vespe).
    «Di certo mi trovo meglio sulle grandi superfici perché mi sento più libero, lì posso anche fare l’errore, che comunque riesco ad aggiustare con più facilità perché resta piccolo rispetto alla dimensione della superficie, e poi ho la possibilità di metterci più cose, dare più significato e lasciarmi andare un po’ di più. Gli oggetti piccoli mi piacciono invece per un altro motivo, perché lì si vede la professionalità, ci vuole molta precisione nel piccolo e riuscire mi dà molta soddisfazione. Quindi alla fine sono due situazioni diverse che mi piacciono in maniera differente».

    Tecniche preferite.
    «Secondo me l’arte va vissuta a 360 gradi. Abbiamo la possibilità, anche grazie al computer, di raggiungere qualsiasi risultato, quindi perché non spaziare il più possibile? Io uso pittura a olio, aerografo, matita, carboncino, papiér collé… più tecniche uso e più mi sento completo. La tecnica con cui mi sento più a mio agio è l’aerografia sicuramente, la uso da vent’anni e trovo l’aerografo uno strumento eccezionale, è veloce e permette di ottenere in cinque minuti delle sfumature che a olio richiedono una giornata, e poi si avvicina molto alla street art, è come avere in mano una minibomboletta. Le mie preferenze vanno anche a periodi. A volte faccio tutto a colori, altre in bianco e nero, magari mi fermo e aspetto, poi faccio del dripping. Sicuramente ho degli artisti di riferimento, ad esempio Picasso, i surrealisti, Keith Haring, Jean Michel Basquiat… ma l’arte è bella tutta».

    Qual è il messaggio più importante che vorresti arrivasse alle persone che guardano le tue opere? Sul tuo sito si legge “amore per la nostra città e voglie di rendere migliore il grigio urbano”.
    «Già. Un muro grigio chiude, un muro colorato dà la possibilità di pensare, di sognare. La fantasia è importante, se le mettiamo le catene la vita diventa più triste».

    I lavori di Giuliogol restano in esposizione negli spazi di Cartiera 41 fino al 31 ottobre. Per qualsiasi informazione a proposito e per vedere la mostra fare riferimento agli orari di apertura dell’Associazione come riportati sul sito cartiera41.it.

     

    Claudia Baghino
    [Foto e video Daniele Orlandi]

  • Rivarolo ricorda Gloriano Mugnaini: i valori della passione sportiva

    Rivarolo ricorda Gloriano Mugnaini: i valori della passione sportiva

    Lo stadio Luigi ferraris negli anni 80Un personaggio che in Val Polcevera, ma non solo, è rimasto impresso nella mente di tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, tifosissimo della Sampdoria, sempre disponibile nei confronti del prossimo, ha lasciato in dote a centinaia di ragazzi un prezioso bagaglio di valori che vanno al di là del gioco del calcio, anzi per meglio dire, ne rappresentano la vera essenza. Stiamo parlando di Gloriano Mugnaini, “il medico dei poveri” per l’attività che svolgeva 24 ore su 24, un volontariato genuino rivolto alle persone che non potevano permettersi una visita oppure non avevano i soldi per acquistare le medicine, a loro provvedeva, in maniera concreta e senza troppi fronzoli, «o mëgo» Mugnaini.

    Ma il suo fu un contributo cruciale anche per quanto riguarda l’aspetto educativo, con ricadute benefiche a livello sociale, soprattutto nei termini di un approccio sano alla passione sportiva.

    Nato nel 1915, Gloriano Mugnaini fu una figura fondamentale per il tifo sampdoriano ed in seguito divenne amico inseparabile del compianto presidente della Sampdoria, Paolo Mantovani. Quest’ultimo stravedeva per lui e dopo la sua morte avvenuta nel 1980, gli dedicò il nuovo centro sportivo blucerchiato di Bogliasco.

    A partire da oggi, a distanza di oltre trent’anni, anche il quartiere di Rivarolo avrà finalmente il nome del “medico dei poveri” impresso su una targa. Madrina dell’evento sarà Federica Beretta, figlia di Francesca Mantovani.

    La cerimonia di intitolazione di “Largo Gloriano Mugnaini” avrà luogo oggi, Martedì 16 ottobre, alle ore 17.00 in via Jori, all’incrocio con via Pongoli, nei pressi della Chiesa del Borghetto. Saranno presenti l’assessore comunale alla Legalità e ai Diritti, Elena Fiorini, il presidente del Municipio Valpolcevera, Iole Murruni, l’amministratore delegato dell’U.C. Sampdoria, Rinaldo Sagramola e il presidente del Sampdoria Club “Mugnaini”, Maurizio Lavagna.

    Tutto scaturisce all’indomani della pagina più negativa nella brevissima storia della Sampdoria, una giornata indimenticabile per l’intera tifoseria: la prima retrocessione, nella stagione 1965-66, dopo 20 anni di vita della società. La partita decisiva che sancì la discesa in serie B fu l’ultima di campionato, il 22 maggio 1966, quando la Samp giocò a Torino contro la Juventus e perse 2-1 con gol decisivo di Menichelli.

    «A partire da un vero e proprio dramma sportivo si genera una splendida idea, promossa da Gloriano Mugnaini e destinata a cambiare l’universo della tifoseria organizzata – ricorda Federico Buffoni, giornalista (Secolo XIX, Gazzetta dello Sport) e scrittore – ovvero la creazione della prima aggregazione ufficiale di tifosi, il primo club con specifiche finalità quali riunire i supporter blucerchiati, farsi portavoce delle loro istanze con la società, organizzare le trasferte al seguito della squadra ed altre attività collegate, la semplice mangiata oppure la visita ad una località turistica. In pratica quello spirito conviviale che per anni avrebbe contraddistinto l’appuntamento domenicale negli stadi italiani. Già esisteva il gruppo dei “Fedelissimi” di Sampierdarena ma il primo club a nascere in forma ufficiale fu il Sampdoria Club Rivarolo con sede nel Bar Sport di via Jori, il quale divenne presto il modello per la nascita di numerosi altri club in tutta Genova e non solo. Il passo seguente del “dottore dei poveri” fu la fondazione della Federazione dei club blucerchiati».

    Nella testa di Mugnaini, però, c’è un obiettivo più ambizioso, quello di coinvolgere anche le altre tifoserie italiane attraverso la creazione della Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio (FISSC) che negli anni successivi visse il suo periodo d’oro. L’azione di coordinamento tra tifosi, messa in pratica alla vigilia di ogni partita di campionato, si rivelò cruciale per preparare un clima consono all’avvenimento calcistico, mantenendo intatte le storiche rivalità, esclusivamente sul piano sportivo.

    «Tutti i tifosi si sentivano accomunati dalla medesima appartenenza – ricorda Buffoni – Mugnaini fu tra i più veloci ad intuire i germi di violenza e degenerazione che il gioco del calcio portava con sé e che di lì a poco sarebbero emersi in tutta evidenza. E riuscì a trovare le giuste contromisure per rallentare il fenomeno. Il suo apporto fu decisivo perché, ancora per lungo tempo, il gioco del calcio venne vissuto come una festa per famiglie e bambini, una sana passione sportiva che oggi rimane solo un pallido ricordo».

    Matteo Quadrone

  • Il Museo Civico di Storia Naturale Giacomo Doria compie 100 anni

    Il Museo Civico di Storia Naturale Giacomo Doria compie 100 anni

    Museo di Storia Naturale G. DoriaUn punto di riferimento scientifico e divulgativo per l’intera città e non solo, uno dei più importanti in Italia per la sterminata raccolta di esemplari – oltre 4,5 milioni provenienti da ogni parte del globo – e la ricchezza delle collezioni. Parliamo del Museo Civico di Storia Naturale Giacomo Doria che per i bambini di tutte le generazioni ha rappresentato e tuttora continua a rappresentare, il primo viaggio alla scoperta dei segreti della natura, tra scheletri di elefanti e balene, insetti, rettili e uccelli esotici.

    Fra un paio di giorni compirà cent’anni, visto che l’attuale sede in via Brigata Liguria venne inaugurata il 17 ottobre 1912, in occasione della riunione annuale della Società per il Progresso delle Scienze. Ma in realtà il Museo prende vita assai prima, il 24 aprile 1867, quando il Consiglio Comunale approva all’unanimità la sua istituzione, su proposta del marchese Giacomo Doria che ne sarà direttore per oltre quarant’anni. La prima sede del Museo è Villetta Di Negro dove oggi è ospitato il Museo Chiossone. Inizialmente le raccolte sono rappresentate dalle preziose collezioni zoologiche donate dallo stesso Doria, comprendenti esemplari raccolti durante i suoi viaggi in Persia (1862), all’isola di Borneo (1865, insieme al botanico Odoardo Beccari) e da due importanti collezioni ereditate dal Comune: la raccolta geologica e paleontologica del marchese Lorenzo Pareto e quella malacologica del principe Odone di Savoia.
    La successiva crescita delle collezioni, soprattutto zoologiche, avviene grazie ai numerosi viaggi di esplorazione promossi da Doria, sotto gli auspici della Società Geografica Italiana (di cui egli per molti anni è presidente). Le mete sono soprattutto l’Arcipelago Indo Malese, varie regioni dell’Asia, dell’Africa e del Sud America; le esplorazioni sono condotte da coraggiosi viaggiatori e illustri studiosi. Si possono citare, tra i tanti, Luigi Maria D’Albertis, Leonardo Fea, Arturo Issel, Orazio Antinori, Odoardo Beccari, Elio Modigliani, Lamberto Loria, Guido Boggiani e Vittorio Bottego.

    Con il passare del tempo, vista la continua affluenza di esemplari da tutto il mondo, diventa necessario progettare una nuova sede, in grado di accogliere degnamente le preziose raccolte, divenute sempre più conosciute. Il fatto stesso che il Comune di Genova decise di costruire un nuovo palazzo per il museo, la dice lunga su quanto interesse ci fosse per questa istituzione culturale. «Il museo è sempre stato un luogo di studio e ricerca di valore internazionale – spiega l’attuale direttore, Giuliano Doria – ancora oggi arrivano studiosi da tutto il mondo. Inoltre da anni portiamo avanti progetti di divulgazione che coinvolgono le scuole genovesi, un rapporto molto stretto quello con studenti ed insegnanti che vogliamo continuare a mantenere». 

    Il progetto fu affidato all’ingegnere Cordoni che, insieme a Raffaello Gestro, visitò i maggiori musei d’Europa per studiare la migliore soluzione possibile. Nel 1905 iniziarono i lavori per il nuovo edificio, articolato su quattro piani: due destinati all’esposizione al pubblico e due (di cui uno seminterrato) alla conservazione delle collezioni di studio, a uffici, laboratori, biblioteca e depositi.

    E così, il 17 ottobre 1912, venne inaugurata la nuova sede del Museo Civico di Storia Naturale. Per festeggiare degnamente il primo secolo di vita, Sabato 20 ottobre è previsto un ricco programma con giochi e laboratori didattici per bambini, visite guidate e aperture gratuite per il pubblico.

     

  • Anni 60/70: radio libere, trasmissioni tv, riviste e quotidiani

    Anni 60/70: radio libere, trasmissioni tv, riviste e quotidiani

    Riviste degli anni '60In questa rubrica si sta cercando di riportare alcuni eventi culturali, politici, drammatici, di costume che – per così dire – hanno costituito ”l’ambientazione storica” del periodo compreso tra i primi anni ’60 e la fine dei ’70, periodo di grandi fermenti sociali e artistici. E la nostra tesi consiste nell’assegnare un rapporto diretto (non deterministicamente inteso, sia chiaro) tra l’impegno sociale e la vitalità artistica, tra la spinta politica che chiede un cambiamento radicale e i linguaggi espressivi che rompono con la tradizione, in nome di un rinnovamento dell’uomo.

    Nel periodo che va dai primi anni ’60 fino alla metà degli anni ’70 esercitarono un ruolo rilevante anche alcune trasmissioni radiofoniche e televisive, alcune riviste a tiratura nazionale e poi qualche discografico, dj, case editrici e quotidiani legati al “movimento”. Si tratta di un segmento importante della vita socio-culturale del nostro paese, proprio perché favorirà processi, squisitamente sociali, di “formazione identitaria”, in senso anticonformista, progressista e successivamente – almeno per alcuni – antagonista. Anche in questo caso poche citazioni e l’impossibilità di essere esaurienti.

    Le prime riviste esclusivamente rivolte ai giovani e al loro mondo, furono: “Ciao amici”, “Big”, “Giovani”, per arrivare, tra la fine dei ’60 e l’inizio dei ’70 a “Ciao 2001”, “Re nudo”, “Muzak”, riviste sempre più politicizzate e tutte, appunto, a distribuzione nazionale. Vorrei invece dedicare una citazione un poco più ampia a due riviste “locali”, entrambe di Milano, che furono al centro di feroci azioni repressive, a dimostrazione di quanto il clima stesse iniziando a scaldarsi. Citerò per prima “La zanzara”, rivista studentesca milanese che nel 1966 realizzò un’inchiesta sui costumi sessuali dei giovani. Scoppiò un enorme scandalo. La stampa benpensante, servilmente e istericamente, si lanciò a descrivere quell’inchiesta come un attacco alla morale comune, al senso del pudore ecc… dipingendo gli studenti che l’avevano realizzata come teppisti, incoscienti ecc…

    L’altra rivista fu “Mondo beat” che uscì per soli 6 numeri. Gli obiettivi del collettivo che l’animava (va ricordato almeno G. De Martino) erano quelli di arrivare ad essere un riferimento nazionale. E probabilmente ci sarebbero anche riusciti. Purtroppo ebbero la malaugurata idea di organizzare nel 1967 un campeggio libero in una zona periferica di Milano. Anche in questo caso scoppiò un putiferio. A rileggere gli articoli allora usciti sui quotidiani (riportati nel bel libro “Capelloni & ninfette” ed. Costa & Nolan) si capisce il timore borghese per il dilagare di un pensiero e un modo di vivere non conformista, opposto ai riti comportamentali di un perbenismo ipocrita e sempre più percepito come falso. La polizia intervenne pesantemente all’alba del 12 giugno, disinfestando tutta la zona, tagliando forzatamente i capelli ai ragazzi (va segnalato che alcuni genitori si unirono all’azione di “bonifica” della polizia).

    Il Corriere della sera, tanto per citare un esempio, soprannominò quel campeggio – iniziato il 1° maggio del 1967, con un regolare contratto di affitto per l’uso del terreno, valido fino al 31 agosto – “nuova barbonia”!!! La rivista “Mondo beat” fu ovviamente chiusa e alcuni membri della redazione arrestati. Tuttavia l’eco di questo episodio fu enorme e un po’ in tutta Italia iniziarono a diffondersi riviste, fogli, bollettini e poi fanzine con taglio locale.

    Come si è detto anche la radio acquistò importanza soprattutto per alcune trasmissioni condotte da giovani dj che sapevano bene interpretare i nuovi gusti musicali, poiché loro stessi appartenevano a quel mondo. Tra la prima parte degli anni ’60 e la metà degli anni ’70 citerei innanzitutto R. Arbore e G. Boncompagni e poi almeno D. Salvatori e R. Dagostino. Anche alcune trasmissioni radiofoniche televisive possono essere considerati alla stregua di “agenti identitari”, perché venivano seguiti da un tipo di giovane, culturalmente più aperto, spesso attivo nei movimenti che animavano le piazze di quegli anni. Parliamo di: “Bandiera gialla”, “Per voi giovani”, “Supersonic”, “Alto gradimento”, “Chi sa chi lo sa”, “Scacco matto” ecc…

    Arrivò poi la stagione delle “radio libere”: prima fra tutte la bolognese “Radio Alice”, che la polizia chiuse con una irruzione nel 1977, le romane “Radio radicale”, “Radio città futura”, “Radio onde rosse”, mentre “Radio popolare” trasmetteva da Milano. A Genova ci fu “Radio Genova ‘76”, a Padova “Radio Sherwood”. Queste radio (e molte altre da Bolzano a Trapani) diffondevano ovviamente le idee del movimento e le sue magmatiche pulsioni musicali.

    E poi le case discografiche. Se da un lato le grosse Major (RCA, EMI, BMG, Fonit Cetra, Ricordi, Carosello ecc…) certamente cavalcarono l’onda del successo anche commerciale ottenuto dalla canzone di protesta e dalla “nuova musica”, dall’altro aprirono i battenti anche etichette indipendenti che avevano alle spalle, in alcuni casi, giovani discografici intenzionati a dar voce alle nuove tendenze. Vi furono anche etichette indipendenti fondate da musicisti e militanti dei gruppi extra-parlamentari che si occupavano di attività culturali. È il caso della cooperativa milanese “L’orchestra” di cui Franco Fabbri (musicista del gruppo Stormy six e autori di significativi libri di argomento musicale). Vanno ricordate tra le altre anche: “I dischi del sole”, “I dischi dello zodiaco”, la “Crams”, la “Toast Records”, la “Divergo”, l’ “Ultima spiaggia” e (poche) altre.

     

    Gianni Martini

  • Lucrezia bar Genova: i concerti della settimana

    Lucrezia bar Genova: i concerti della settimana

    Questi i concerti in programma durante la settimana al Lucrezia Bar di vico Caprettari.

    Martedì 16 ottobre: Stabbed in Act + Bland + Dj set Electro (inizio ore 21.30).

    Giovedì 18 ottobre: Liguria in Metal Fest Tour 2012 – II° serata
    Esibizione delle band metal liguri Chupacabras (Imperia) e Black elephant (Savona).
    Ingresso 3 €.

    Sabato 20 ottobre: Genova Rats Fest Vol.1 (inizio ore 22.30)
    Esibizione di Shakewellbefore (Genova), Yes I swear (Livorno), Echo of the titans (La Spezia)
    Ingresso 8 € con consumazione.

    Domenica 21 ottobre: Vico dell’Amor perfetto & Case di vetro (inizio ore 21.45)
    After show di Ale Dharma e Marcus.

    Info e prenotazioni: 345 2306331.

    [foto di Constanza Rojas]

  • La Claque Genova: programma della stagione 2012 / 2013

    La Claque Genova: programma della stagione 2012 / 2013

    La ClaqueTanta, tantissima carne al fuoco per la quinta stagione de La Claque, lo spazio in San Donato inaugurato cinque anni fa come “costola” del Teatro della Tosse e che oggi è diventato – secondo le parole del direttore artistico del Teatro Emanuele Conte – “un esempio virtuoso di come si può lavorare nello spettacolo e nella cultura” e che nella scorsa stagione ha registrato oltre 200 artisti sul palco e più di 10.000 presenze. Una realtà completamente autofinanziata (a differenza del Teatro, che in quanto tale percepisce anche soldi pubblici) e che è diventata un punto di riferimento a livello nazionale per eventi di musica e cultura.

    La nuova programmazione prende il via giovedì 18 ottobre con il coordinamento artistico di Marina Petrillo, con una serie di eventi culturali e di spettacolo che animeranno lo spazio fino ad aprile 2013. Tante novità importanti che si affiancano ai consueti appuntamenti di musica e teatro: sono ormai consolidate le collaborazioni con realtà genovesi quali Disorder Drama e Belo Horizonte (proprio alla Claque viene girato il loro show televisivo Copernico, in onda su Sky) e con Elisa D’Andrea, che dopo il successo di Cabaret Burlesque propone quest’anno Cabaret Bingo. Inoltre a partire da questa stagione si uniscono nuovi partner come la Genoa Comics Academy, un poetry slam organizzato da Anna Ariemma nel bar della Claque, una serie di mostre di giovani artisti genovesi curate da Fabio Giordano.

    Non solo: La Claque sarà una delle tappe di Emergenza, il festival per band musicali esordienti più grande al mondo, e di una serie di cinque seminari di tecnica e filosofia musicale, organizzate da UPR e che vedrà la presenza di nomi importanti come Massimo Bubola, co-autore di molti brani di Fabrizio De Andrè.

    Per scoprire tutte le attività in programmazione alla Claque tenete d’occhio la nostra agenda eventi.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Acqua Bene Comune, videonotiziario sul referendum non rispettato

    Acqua Bene Comune, videonotiziario sul referendum non rispettato

    forme dell'acquaIl comitato genovese del movimento Acqua Bene Comune con l’uscita del numero zero del Video notiziario dell’acqua, che avrà cadenza mensile, intende aggiornare i cittadini con le ultime informazioni in merito alla mancata applicazione del referendum sull’acqua del 12-13 giugno 2011, a 14 mesi di distanza da quando 27 milioni di italiani votarono esprimendosi a favore della ripubblicizzazione del servizio idrico.

    Il video è visibile sul canale youtube del comitato alla pagina http: //www.youtube.com/user/AcquaBeneComuneGe

    «Continua lo scandalo delle bollette illegalmente gonfiate –  ricorda il Comitato – infatti ancora oggi in bolletta paghiamo la remunerazione del capitale, abrogata dal 22 luglio 2011». Solo per farsi un’idea, a fine settembre di quest’anno i genovesi hanno pagato oltre 41 milioni di euro più del dovuto «un bel regalo per i gestori del servizio», sottolineano gli esponenti del movimento Acqua Bene Comune.

    Recentemente si è svolto un incontro tra il coordinamento dei comitati liguri e l’assessore all’ambiente della Regione Liguria, Renata Briano. In questa sede è stato affrontato il tema della definizione dei nuovi Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), ovvero le strutture pubbliche che governano il ciclo dell’acqua.  «Abbiamo fatto le nostre proposte – spiega il movimento nel videonotiziario – In sintesi i punti principali sono: separare l’ATO idrico dall’ATO dei rifiuti perchè si tratta di problematiche molto diverse; l’ATO idrico dovrebbe corrispondere ai distretti idrografici su base regionale; infine è necessaria una maggiore trasparenza, coinvolgendo cittadini e società civile nella gestione del servizio».

    Mentre ad Imperia la remunerazione del capitale è stata eliminata dall’assemblea dei sindaci «a Genova come in molte altre parti d’Italia, i cittadini sono costretti a promuovere la campagna di obbiendenza civile (pagando solo la parte legale della bolletta, ndr) per veder rispettato l’esito del referendum – spiega il videonotiziario – A Portofino, invece, è stato presentato il primo ricorso per ottenere il rimborso della quota di remunerazione del capitale».

    Tra fine agosto e settembre «due assemblee dei sindaci, non pubblicizzate nonostante gli impegni presi, hanno deciso un rimborso di 15 milioni di euro destinato al gestore del servizio idrico – denuncia il movimento per l’acqua bene comune – Chi pagherà questi soldi? Stiamo cercando di fare chiarezza ma non rinunciamo a protestare per chiedere che questi incontri siano aperti al pubblico».

     

     

    Matteo Quadrone

     

  • Corso di pittura del paesaggio all’Agriturismo Il Castagneto

    Corso di pittura del paesaggio all’Agriturismo Il Castagneto

    Martedì 16 ottobre 2012 (ore 20.30) all’Agriturismo Il Castagneto di Castiglione Chiavarese, nell’entroterra del Tigullio, si terrà la prima lezione del corso di pittura Colori e sapori della natura tenuto dall’architetta e pittrice Claudia Pompei.

    Cinque incontri per imparare a dipingere una natura morta, un paesaggio, conoscere le tecniche della pittura ad olio, per poi terminare con una degustazione di prodotti tipici e dolci casalinghi.

    Il corso è strutturato in 5 incontri, ciascuno della durata di 2 ore e mezza. Il costo è di 160 €, comprensivo di tutto il materiale didattico (tele, pennelli ecc) e della degustazione finale.

    Per info e iscrizioni contattare Claudia Pompei al numero 349 8446254 o all’indirizzo mail architettura.xyz@gmail.com, oppure direttamente l’agriturismo ai numeri 347 4702278 oppure 0185 408136.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Gruppo Città di Genova e Villa Gruber: un rapporto di cittadinanza attiva

    Gruppo Città di Genova e Villa Gruber: un rapporto di cittadinanza attiva

    Simbolo Comune Genova risseuIl Gruppo Città di Genova nasce nel 1986 come gruppo podistico amatoriale che oggi conta più di 230 atleti/soci; da subito la sua attività non si ferma alla vocazione sportiva, ma si estende in campo culturale e sociale.

    Così, quando diversi anni fa, viene attribuito loro un piccolo locale dalla circoscrizione a Villa Gruber, questi ne fanno il punto di riferimento e da subito decidono di non essere semplici fruitori di un spazio pubblico ma di “curarlo e rispettarlo fino a che l’amministrazione non li separi”.

    Fortunatamente questo è un matrimonio all’antica e pur con qualche difficoltà, continua a durare nel tempo.

    Villa Gruber è un’oasi verde con alberi secolari nel cuore della città a metà strada tra Piazza Manin ed il belvedere di Castelletto, molto frequentata da anziani e bambini nei pomeriggi di sole. In essa sono situati due edifici storici: Villa Gruber progettata in stile liberty dal grande architetto Coppedè, con meravigliose fattezze di torrette, cornicioni, poggioli e ferri battuti, che oggi in abbandono mostrano lo spettro di se stessi e la cinquecentesca villa De Mari con la sua torre e la facciata neoclassica, già sede del museo americanistica di G. Lunardi, anch’essa in semiabbandono.

    Fin dall’inizio il Gruppo Città di Genova promuove manifestazioni per animare il parco, in campo culturale sono già 25 anni che  svolge “Genova Gioca” un fine settimana in cui rivivono gli antichi giochi genovesi, come la lippa (antenata del baseball), la ziardoa (la trottola) e le grette (i tappini, gioco con cui il gruppo ha fondato la Federazione del Ciclotappo con cui porta avanti un campionato con tappe in vari luoghi d’Italia). In campo sportivo ogni anno in novembre si svolge la Superighi, gara podistica amatoriale.

    L’unione del Gruppo Città di Genova con Villa Gruber si è orientata da subito anche sulla sicurezza quotidiana del luogo aderendo al progetto dei tutor d’area istituito dal Comune di Genova: in pratica tre volontari appartenenti all’associazione, dotati di divisa e cellulare per le chiamate d’emergenza, sorvegliavano nel pomeriggio i giardini  facendo da deterrente a malintenzionati e fungendo da punto di riferimento per mamme e bambini fruitori del parco.

    In seguito si sono portati avanti progetti per impreziosire l’aspetto della villa, in collaborazione con i ragazzi ed insegnanti del liceo artistico P. Klee, che hanno realizzato due riproduzioni: un’opera di Klee ed una di Kandinsky, che sono state installate nelle arcate del muraglione prospiciente i giochi.

    La frequentazione della villa ha permesso di conoscere un anziano signore, Giovanni Ricci, che si è rivelato prezioso; costui ha passato la vita a decorare giardini con la tecnica dei risseu, i mosaici fatti con i ciottoli tondi bianchi e neri, che decorano tanti sagrati delle nostre chiese; con simpatia e pazienza ha accettato di insegnare e aiutare i volontari a ripristinare parte dei risseu che costeggiano i viali e inoltre ha messo a servizio la sua arte nel risseu per realizzare un medaglione di oltre un metro di diametro con il simbolo del comune di Genova che adesso decora l’arcata della scalinata centrale.

    Qualche anno fa la burocrazia ha messo lo zampino nel bel progetto dei tutor d’area obiettando che i “nonni vigile” avrebbero dovuto essere “militarizzati” (ex carabinieri o poliziotti o vigili) per la loro funzione, così un progetto positivo, economico ed intelligente è naufragato, con il risultato che in molti casi il degrado ha avuto la meglio sul decoro del parco.

    A quel punto il gruppo Città di Genova non si è perso d’animo e ha proposto al municipio Centro Est di collaborare al mantenimento del verde della Villa, questo ha accettato fornendo all’associazione i piccoli attrezzi per la pulizia ed il riordino di viali e piante. Così da qualche anno una serie di volontari si vedono un giorno alla settimana: c’è chi spazza, chi riordina le siepi, chi, cavandosela col bricolage, fa piccole riparazioni; tra un lavoro e l’altro si scambiano due parole e un sorriso col sapore dentro di partecipare a qualcosa che sa di buono, ancor più in quest’ultimo anno che le giornate di volontariato sono state arricchite da un gruppo di ragazzi dell’ANFASS che con gioia ed entusiasmo hanno dato una mano insieme ai loro accompagnatori, ma anche per loro “mala tempora currunt” e dovendo cambiare sede, difficilmente potranno continuare questa splendida esperienza.

    Questo gruppo di persone donando in totale gratuità un po’ della loro fatica ricevono in cambio una giornata passata tra il verde, in compagnia, con la soddisfazione di aver fatto qualcosa di utile per gli altri e tornano a casa stanchi ma sereni e soddisfatti.

    Forse un po’ di sano volontariato in questo mondo sempre più chiuso in se stesso  andrebbe prescritto dalla Asl al posto di tanti antidepressivi.

    Chi fosse interessato ad approfondire l’argomento o partecipare alle attività del Gruppo, può consultare il sito www.gruppocittadigenova.it, oppure inviare una mail all’indirizzo vamereta@hotmail.it o ancora vedere la  presentazione su YouTube  http://www.youtube.com/watch?v=47ZcCG1cOHw

     

    Monica Astengo

     

    (I.P.)

  • Suq Genova 2013: incontro di presentazione alla Berio

    Suq Genova 2013: incontro di presentazione alla Berio

    Suq Festival a GenovaIl Suq non è solo il Festival che si tiene ogni anno a giugno al Porto Antico, dove per oltre dieci giorni si alternano numerosi eventi di teatro, musica, danza, laboratori dedicati alla multiculturalità. L’associazione Chance Eventi, fondata nel 1999 da Carla Peirolero e Valentina Arcuri, è molto attiva nel realizzare iniziative e produzioni legate ai settori del teatro, della comunicazione e della formazione.

    L’evento partirà alle 15 con una libera chiacchierata e offerta di thé marocchino e caffé africano. Dalle 17 alle 19 verranno illustrati, alla presenza degli artisti e dello staff del Suq, i programmi delle future iniziative: non solo l’edizione 2013 del Festival, ma anche i progetti formativi dedicati alle scuole, iniziative in collaborazione con l’Università e le nuove proposte legate alla ricerca di una sede permanente per il Suq. Quest’ultimo è un tema su cui l’associazione si sta battendo da diversi anni, e che vede allo stato attuale tre possibili destinazioni: il Mercato del Carmine (progetto accantonato a seguito della recente assegnazione dei locali tramite bando), la Loggia di Banchi e i Magazzini del Cotone.

  • Concorso fotografico Genova Fiumara: Obiettivo acqua

    Concorso fotografico Genova Fiumara: Obiettivo acqua

    Forme dell'acquaIl Centro Fiumara di Genova Sampierdarena ha indetto un concorso fotografico in vista dell’edizione 2012 del Festival della Scienza, che compie dieci anni e dal 25 ottobre al 4 novembre affronterà il tema dell’Immaginazione.

    Il bando Obiettivo acqua è aperto a tutti i genovesi: a chi partecipa è richiesto di scattare una fotografia con massima libertà creativa, per esprimere con fantasia e originalità la propria visione dell’acqua.

    Per partecipare occorre inviare all’indirizzo mail info@fiumara.net la propria foto (in formato jpg e della dimensione massima di 2 MB) corredata di titolo, didascalia, data e luogo dello scatto, e unita ai propri dati personali entro giovedì 18 ottobre.

    Lo staff di Fiumara selezionerà le foto, che verranno pubblicate sul sito del centro commerciale a partire da mercoledì 24 ottobre ed esposte in un’area dedicata al Festival della Scienza all’interno del Centro. Da quel giorno e fino al 4 novembre, chiunque potrà votare le foto sul sito della Fiumara (sarà possibile votare una sola foto una volta al giorno). L’autore della fotografia più votata sarà premiato con un buono acquisto del valore di 500 € spendibile nel punto vendita MediaWorld di Fiumara.

  • Sampierdarena: cantieri fermi, riqualificazione al palo

    Sampierdarena: cantieri fermi, riqualificazione al palo

    A Sampierdarena il travagliato cantiere di via Buranello continua a far disperare negozianti e cittadini. Da almeno quindici giorni i lavori, giunti all’altezza di via Castelli, sono fermi, nessun operaio è all’opera e gli abitanti si domandano quando finalmente saranno conclusi. Eppure si parlava di dicembre, prima delle festività natalizie, quale termine ultimo del cantiere. L’intervento di riqualificazione – dal costo complessivo di circa 2 milioni di euro – prevede l’allargamento dei marciapiedi mentre la carreggiata, nel prossimo futuro, sarà dedicata all’esclusivo passaggio dei mezzi pubblici.

    Oggi però i lavori, dopo aver proceduto a passo di lumaca per diversi mesi, sono nuovamente al palo. Il motivo è semplice: il Comune ha difficoltà a pagare le imprese che hanno in appalto i lavori. «È un problema legato al Patto di Stabilità – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Gianni Crivello- ma lo stiamo superando e al più presto sbloccheremo la situazione».
    Gli esercenti del Civ di zona non nascondono le loro perplessità in merito al rilancio del quartiere. In particolare sottolineano quanto sia inutile realizzare marciapiedi extra-large modello “passeggiata” quando intorno stanno progressivamente scomparendo le attività commerciali. I locali delle Ferrovie ubicati lungo via Buranello rimangono vuoti, mentre continuano a spuntare come funghi nuove sale per il gioco d’azzardo, le uniche che continuano a fare buoni affari.
    L’assessore Crivello ribadisce che il cantiere sarà portato a termine «In settimana incontreremo le ditte interessate ed i lavori ripartiranno perché via Buranello, in prospettiva di via Lungomare Canepa, è un asse troppo importante».

    Ma non c’è solo via Buranello, a Sampierdarena altre opere attendono ancora di vedere la luce. Tra queste, una assume particolare rilevanza – considerando anche il notevole investimento, circa 4 milioni di euro – ovvero la costruzione dell’ascensore che dovrebbe collegare via Cantore all’ospedale Villa Scassi. Una struttura da lungo tempo fuori uso che sarà completamente rivisitata per fornire un servizio migliore agli utenti del nosocomio. Il cantiere finora non è stato neppure avviato, ma l’assessore Crivello rassicura «L’iter procedurale sta andando avanti, dobbiamo ancora stabilire i tempi ma la gara d’appalto si farà. Si tratta di un intervento su cui puntiamo molto».

     

    Matteo Quadrone

  • Galleria Studio 44 Genova: installazione di Paolo Lorenzo Parisi

    Galleria Studio 44 Genova: installazione di Paolo Lorenzo Parisi

    galleria studio 44 paolo lorenzo parisi installazioneL’eccidio di Sant’Anna di Stazzema (strage di 560 civili avvenuta nel 1944) e le fiabe dei fratelli Grimm: due ambiti apparentemente lontanissimi, che l’artista genovese Paolo Lorenzo Parisi ha interpretato a suo modo in un’installazione allestita sul portone della Galleria Studio 44, che dopo l’opening collettivo Start 2012 ha inaugurato una mostra nata dal gemellaggio fra Genova e Zugo.

    A questa è affiancata l’opera di Parisi, che “dalla fiaba alla provocazione” propone un’installazione costituita da pagine strappate da un’edizione delle favole dei fratelli Grimm (una pagina per ogni lettera che compone le parole Sant’Anna di Stazzema) e affisse sul portone della Galleria, che resteranno esposte fino a quando il tempo, gli agenti atmosferici o la volontà dell’uomo non le distruggeranno.