Mese: Ottobre 2012

  • Jardin Majorelle, l’utilizzo marcato dei colori nel giardino

    Jardin Majorelle, l’utilizzo marcato dei colori nel giardino

    Majorelle fontana 1Il primo elemento con cui l’osservatore viene in contatto, all’ingresso, è poi, volutamente ed in modo studiato, l’acqua. Oltre il portone, vi è infatti un primo cortile in cui è stata sapientemente collocata una bassa vasca in cui zampilla tale elemento, a fornire, da subito, un’idea di rottura rispetto all’esterno e di immediato refrigerio. Ciò che realmente caratterizza il giardino sono però i colori.

    majorelle fontana 2

    Essendo in Africa, essi sono generalmente molto intensi, bounganvillee rosse, viola, arancio e bianco puro, fioriture accese di gerani, bignonie, dature ed ibischi mentre molteplici verdi scuri caratterizzano la parte vegetale degli alberi. I colori inseriti e scelti dal progettista, ossia il rosso dei muri e della pavimentazione dei sentieri e dei cortili interni, il giallo, il blu e l’arancione dei vasi ed un particolare tono di azzurro acceso (per l’appunto detto Majorelle) delle fontane, sottolineano, invece, in modo volutamente marcato e talvolta estremo, tutti gli elementi architettonici.Majorelle fioritura

    Proprio questo uso intenso del colore mi ha lasciato, di primo acchito, un po’ spiazzato. Onestamente non mi ha da subito entusiasmato, poi lentamente la mia opinione è in gran parte cambiata. In questa zona dell’Africa molte cose sono infatti “estreme”: dalla luce, al calore, dagli agenti atmosferici allo stile di vita delle persone.
    Sotto un sole impietoso e verticale, in una luce abbagliante e tra toni di colore estremamente marcati (il marrone dei tronchi, il verde delle foglie ed il grigio delle cactacee sono, qui, puri), l’elemento costruito e vivacemente colorato esalta e sottolinea, nell’intenzione del progettista, tutto l’insieme. L’aspetto della realizzazione e le scelte cromatiche non possono quindi mai passare inosservate, come sarebbe invece successo con l’impiego di colori tenui.

    Il giardino è stato infatti disegnato da una persona che aveva profonda conoscenza dei pigmenti, Jacques Majorelle, un pittore paesaggista ed è stato successivamente restaurato grazie all’iniziativa ed all’intuito del successivo proprietario, lo stilista Ives Saint Laurent, anch’egli molto sensibile al cromatismo.

    Majorelle vaso 1Majorelle vaso 2

                                                                                                                                                                   

    Il parco è stato inizialmente progettato nel classico stile islamico di cui ancora si nota l’originario impianto grazie all’articolato insieme di canali che corrono per lo più paralleli ai vari sentieri.

    Majorelle canale

    Senza questo sistema di irrigazione costante e la consistente presenza dell’elemento idrico, le piante, le fontane, i bambù, i papiri, i fiori di loto che galleggiano sulla superficie dell’acqua, producendo ricche e colorate fioriture, non potrebbero esistere o sopravvivere a lungo nel difficile clima africano.
    Dato il suo complesso ed articolato insieme, in un certo senso questo giardino rappresenta, come poi descriverò, al meglio, ed anzi riassume in sé, la città, lo spirito ed i forti contrasti di Marrakech e di tutto il Nord Africa.

     

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

     

     

  • Cinema e industria: incontro pubblico a Palazzo Ducale

    Cinema e industria: incontro pubblico a Palazzo Ducale

    Un saldatore a lavoro, di Roberto ManzoliVenerdì 19 ottobre alle 17 Palazzo Ducale ospita l’incontro a cura di Fondazione Ansaldo sul tema “Cinema e Industria. Salvaguardia e valorizzazione delle fonti cinematografiche del mondo dell’impresa e del lavoro“.

    Partecipano
    Gianni Minoli, direttore Rai
    Giuliano Montaldo, regista

    Intervengono
    Luca Borzani, Presidente Fondazione Ducale
    Antonio Gibelli, Università degli Studi di Genova
    Marco Salotti, Università degli Studi di Genova

    La cineteca della Fondazione Ansaldo ha raccolto un patrimonio documentario – costituito oggi da 5.299 pezzi, tra cui 3.805 pellicole e 1.457 videocassette originali – che illustra l’attività di diversi comparti produttivi italiani, legati in particolare alla vita economica e sociale di Genova a partire dai primi anni del Novecento. Nelle migliaia di pellicole, restaurate e rese accessibili grazie anche al sostegno della Regione Liguria e della Compagnia di San Paolo vi sono immagini del lavoro operaio nelle fabbriche, nei cantieri navali e nei porti; c’è la meccanica con i grandi apparati motore, le turbine e i treni, simboli dello sviluppo industriale; i lussuosi transatlantici degli anni Venti e Trenta, con il Rex celebrato nell’Amarcord di Fellini; le mastodontiche centrali per l’elettrificazione; la produzione bellica con aerei, cannoni e carri armati; l’epopea dell’acciaio e del suo contributo all’industrializzazione; le colonie o le gite sociali dei lavoratori degli anni Cinquanta; il boom economico con l’irruzione della pubblicità. Non mancano infine, documenti sulla trasformazione del territorio, sul turismo ed il tempo libero o su eventi, come l’emigrazione, la Resistenza, le manifestazioni politiche e sindacali, che hanno segnato la storia del nostro Paese.

    Nella giornata di venerdì, dalle 10 alle 17 presso la Sala Del Minor Consiglio vi sarà una proiezione no-stop di filmati della Cineteca.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Mattone sicuro: in Liguria il 78% delle aziende edili sono irregolari

    Mattone sicuro: in Liguria il 78% delle aziende edili sono irregolari

    I dati sono inquietanti e parlano da soli: il mattone è “nero” dunque non sicuro, in particolare in alcune regioni d’Italia, tra le quali al secondo posto troviamo la Liguria.

    Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso noti i risultati dell’attività di vigilanza svolta sotto il coordinamento della Direzione generale per l’Attività Ispettiva dagli ispettori del lavoro delle Strutture territoriali e dai militari dell’Arma dei Carabinieri nell’ambito dell’Operazione “Mattone sicuro”, finalizzata a rafforzare nel settore edile il contrasto al lavoro sommerso e gli interventi di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

    In particolare, gli accessi ispettivi sono stati mirati al contrasto dell’impiego di lavoratori irregolari o “in nero”, del caporalato e degli appalti illeciti, nonché al contenimento del rilevante fenomeno infortunistico, attraverso l’attenta verifica delle condizioni di lavoro, anche sotto il profilo prevenzionistico.

    Nel corso delle attività, svolte nel periodo 21 maggio – 30 settembre 2012, aventi l’obiettivo di sottoporre a controllo almeno n. 15.000 aziende edili dislocate su tutto il territorio nazionale, sono state ispezionate 18.207 aziende di cui il 59%  in una situazione di irregolarità. Infatti, le ispezioni in cui sono stati contestati illeciti sono pari a 10.817.

    La percentuale di aziende irregolari più significativa è stata registrata in Molise (94%). Seguono Liguria (78%), Calabria (77%), Basilicata (76%), Sardegna 70%), Puglia (67%), Lombardia e Abruzzo (66%).

    7.563 i lavoratori irregolari, di cui 3.680 totalmente in nero (pari al 49%), con punte del 67% in Puglia, 66% in Basilicata e in Molise, del 65% in Campania, del 63% in Lazio, del 57% in Calabria.

    Sono stati adottati 1.138 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale per l’utilizzo di personale in nero e disposti 44 sequestri. Infine, sono state contestate 12.887 violazioni prevenzionistiche e deferite 7.260 persone all’autorità giudiziaria.

     

    Foto di Diego Arbore

  • Tutti insieme nelle piazze del Sestiere: pomeriggio alla Maddalena

    Tutti insieme nelle piazze del Sestiere: pomeriggio alla Maddalena

    Campanile delle Vigne, GenovaSabato 20 ottobre 2012 un pomeriggio di festa nel Centro Storico a cura del Civ Maddalena, di Terre di Mare (Centro servizi sul turismo senza barriere della Provincia di Genova) e del Comitato Italiano Paralimpico di Genova.

    L’evento Tutti insieme…nelle Piazze del Sestiere ha lo scopo di far conoscere lo sport paralimpico ai genovesi, soprattutto ai giovani, disabili e non. Dalle 16 alle 18 nelle principali piazze del quartiere Maddalena si svolgeranno dimostrazioni di danza per non vedenti, danza in carrozzina, tennis da tavolo per non vedenti, basket in carrozzina, arti marziali svolte da atleti disabili e atleti normodotati.

    In programma anche il laboratorio creativo “Ritratti in movimento” un percorso fotografico, aperto a tutti, organizzato da Terre di Mare in collaborazione con Artegioco, associazione di Coca Frigerio & Alberto Cerchi. Il laboratorio prevede due momenti: un reportage fotografico della giornata di festa, per ritrarre le persone in movimento tra via della Maddalena e zone limitrofe e una successiva rielaborazione nello stile di Artegioco, una sorta di “photoshop manuale” con forbici e colla.

    In caso di pioggia l’evento sarà annullato.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Corso di recitazione al Teatro della Tosse: aperte le iscrizioni

    Corso di recitazione al Teatro della Tosse: aperte le iscrizioni

    Ingresso Teatro della TosseSono aperte le iscrizioni per i corsi del Teatro della Tosse, che verranno presentati ufficialmente al pubblico mercoledì 24 ottobre dai docenti della Falegnameria Pietro Fabbri ed Enrico Campanati.

    Come ogni anno,  corsi di teatro della Falegnameria non riguardano solo la recitazione, ma vogliono far conoscere tutte le diverse professionalità legate al teatro e ai suoi linguaggi. Quest’anno i corsi affronteranno dunque la recitazione, la messinscena (costruzione di scene e costumi), la scrittura teatrale, la regia e la danza.

    Questo il dettaglio dei laboratori.

    Corso di recitazione: articolato su tre livelli (uno base e due avanzati), sarà condotto dall’attore e regista Enrico Campanati con la collaborazione di Amedeo Romeo, Pietro Fabbri, Elisa D’Andrea e Yuri D’Agostino. Il livello base affronterà monograficamente alcuni aspetti della recitazione: il primo modulo sarà sul corpo, il secondo sulla voce e il terzo amalgamerà i due moduli precedenti per concludersi in un breve evento finale aperto al pubblico. Nel primo livello avanzato, formato da allievi che abbiano seguito almeno un anno di corsi o che avranno superato un colloquio-provino con il docente, si lavorerà sul testo scritto dal nuovo corso di drammaturgia tenuto da Elisa D’Andrea e si concretizzerà in uno spettacolo finale nei musei di Strada Nuova durante la Notte dei musei. Il secondo livello avanzato, aperto a chi abbia frequentato almeno due anni dei corsi di recitazione, metterà in scena il Simorg, un antico testo persiano adattato per il teatro, con scene e costumi realizzati dal corso di messinscena curato da Paola Ratto e Bruno Cereseto.

    Corso di scrittura e messinscena: Alessandro Bergallo condurrà gli allievi dalla scrittura del testo alla messa in scena sul palco de La Claque.

    Corso di recitazione in lingua inglese: condotto da Nicholas Brandon, si concluderà con un breve spettacolo finale.

    Corso di danza: articolato su due livelli, uno a cura di Piera Pavanello che prevede un evento finale aperto al pubblico ispirato al tema del Simorg, e un secondo per over 50 curato da Nicoletta Bernardini e Claudia Monti.

    Corso per bambini e adolescenti: gli allievi si confronteranno con alcuni testi teatrali scritti appositamente per loro e sceglieranno quale mettere in scena.

    Seminari del fine settimana: Enrico Campanati ne condurrà uno sull’aggressività, Giampiero Rappa e Fausto Paravidino ne condurranno due sulla scrittura teatrale, il theatre director Mark Roberts approfondirà alcuni aspetti del lavoro dell’attore in due distinti seminari.

    Corso per soli professionisti: a cura di Valerio Binasco, è rivolto a registi e attori che insieme lavoreranno intensamente in un gruppo di studio su scene e monologhi scelti dagli allievi.

    I corsi sono a pagamento: per informazioni su costi e modalità rivolgersi a Pietro Fabbri (010 2487011, proposte.progetti@teatrodellatosse.it) o al Botteghino del teatro.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Voltri: una piazza multifunzionale riqualifica il quartiere

    Voltri: una piazza multifunzionale riqualifica il quartiere

    Dare vita ad uno spazio pubblico innovativo, dinamico e multifunzionale, partendo dal basso, dalle esigenze dei cittadini che frequentano una piazza dotata di tutte le carte in regola per diventare un luogo “aperto”, simbolo identificabile del quartiere di Voltri. Stiamo parlando del progetto di riqualificazione di Piazza Caduti Partigiani Voltresi – fortemente voluto dalle associazioni del territorio, apprezzato dalle istituzioni locali, dai costi contenuti e replicabile in altri contesti – eppure, per vedere finalmente la luce, ha dovuto affrontare un percorso ad ostacoli lungo 3 anni, oggi con probabile lieto fine.

    Ma andiamo con ordine. Tutto nasce nel novembre 2009, quando numerose realtà associative (“Ponente che Balla”, “La Spiaggia dei Bambini”, “Gli Amici del Mare”, solo per citarne alcune) ed un gruppo di genitori dei ragazzini che abitualmente giocano nel campetto asfaltato della piazza, si rivolgono al Laboratorio Zerozoone – collettivo di architetti che si definisce “un sistema aperto”, non il classico studio d’architettura bensì un “contenitore di esperienze progettuali” – per chiedere il loro aiuto al fine di elaborare una proposta in grado di riqualificare un’area di circa 1900 metri quadrati che versa in condizioni di degrado, esteticamente brutta e soprattutto pericolosa per l’incolumità dei più giovani.
    L’obiettivo è realizzare una cucitura tra la passeggiata a mare, molto frequentata e apprezzata dai residenti ed il tessuto urbano di Voltri. Anche perché «Tra lo spazio litoraneo e l’abitato del quartiere esiste una frattura che noi intendiamo superare – spiega Silvia Cama, Laboratorio Zerozoone – Questo è il primo tassello che potrebbe dare il via ad altre riqualificazioni». Intorno alla promenade, infatti, ci sono ancora i vuoti (spazi aperti) ed i pieni (volumetrie) che in qualche modo vanno armonizzati con essa. «Secondo noi questo spazio ha la predisposizione naturale ad essere una piazza “aperta”, un simbolo in cui le persone possano riconoscersi – racconta Augusto Audissoni, Laboratorio Zerozoone – Gli elementi architettonici che abbiamo studiato, da un lato mirano a disegnare un luogo fortemente caratterizzato dal punto di vista estetico; dall’altro l’obiettivo è riqualificarlo con più funzioni: campetto da calcio e piazza “aperta”». Ad esempio «Il campetto prevede una rete di recinzione mobile che può essere comodamente spostata nel caso di realizzazione di eventi, spettacoli, occasioni conviviali della cittadinanza».

    Nel giro di 6 mesi, attraverso un fruttuoso dialogo con associazioni e Municipio Ponente, il progetto – realizzato a titolo gratuito – è pronto. «L’abbiamo illustrato presso la Giunta municipale dopo aver raccolto le esigenze dei cittadini – ricorda Silvia– Se vogliamo, possiamo definirlo un processo di architettura partecipata». Nel giugno 2010 l’idea del Laboratorio viene ufficialmente presentata alla popolazione tramite una proiezione pubblica in Piazza Caduti Partigiani Voltresi, in occasione dell’evento estivo “TraVoltri dagli eventi”.
    E qui ha inizio il lunghissimo iter burocratico. Nonostante goda del convinto sostegno delle istituzioni locali, in primis del Municipio Ponente, il progetto ha dovuto sottostare ad una serie di passaggi che inevitabilmente hanno rallentato la sua genesi. Innanzitutto è stata necessaria l’approvazione di ben 11 enti diversi, come ricorda Augusto «Siamo partiti dalla Giunta municipale che ha dato il suo assenso e poi ha sottoposto il progetto a Comune di Genova ed Autorità portuale visto che il suolo, di proprietà demaniale, è affidato loro in concessione. A questo punto siamo approdati in Conferenza dei servizi dove tutti gli enti interessati (tra gli altri Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria, Provincia di Genova, Regione Liguria, Capitaneria di Porto, ecc. ) sono chiamati a fornire il proprio parere. La Conferenza è stata avviata nel novembre 2011». Ma quello che dovrebbe essere uno strumento per accorciare i tempi, al contrario si rivela un meccanismo poco funzionale che allunga a dismisura il percorso. «Abbiamo illustrato singolarmente il progetto agli 11 enti, uno per uno, onde evitare brutte sorprese in Conferenza dei servizi», sottolinea Augusto.
    Una prassi tipicamente italiana perché, nonostante esistano norme chiare – quali i Piani urbanistici comunali ed i regolamenti edilizi – spesso nel nostro Paese si creano situazioni in cui vige un’eccessiva arbitrarietà. È il caso delle Conferenze dei servizi, dove una decisione di un singolo ente può compromettere un intero progetto o almeno rallentarne irrimediabilmente l’iter approvativo.
    «Il problema risiede anche nella correttezza e nell’etica professionale che muove i progettisti – precisano all’unisono Augusto e Silvia – Questi ultimi, infatti, a volte forzano soluzioni progettuali che vanno al di là del consentito». Se il progetto si attiene responsabilmente a tutte le regole, in teoria non dovrebbe incontrare difficoltà. Purtroppo però, anche a causa di alcuni comportamenti scorretti «Ti trovi a confrontarti con atteggiamenti arbitrari – spiega Silvia – Ci vuole un adeguato buon senso da entrambe le parti, architetti ed enti interessati. In caso contrario si dà luogo a meccanismi controproducenti».
    E arriviamo al maggio 2012, quando finalmente il progetto di riqualificazione viene approvato ufficialmente. Ora si può iniziare con gli appalti dei vari lotti, 4 in tutto, ma ciascuno di loro, come spiega Augusto «È “autosufficiente”, ovvero garantisce autonomamente che lo spazio sia fruibile per almeno una delle funzioni immaginate, impedendo l’effetto “non finito”. L’abbiamo studiato così proprio pensando alle probabili ristrettezze economiche ».
    Ed in effetti l’altra principale difficoltà è quella di trovare i soldi per realizzare l’intervento. Il progetto comporta un costo complessivo di circa 290 mila euro. «Il Municipio Ponente ha stanziato circa 87 mila euro – continua Augusto – grazie alla partecipazione ad un bando regionale per il finanziamento di opere pubbliche, la Regione Liguria ha destinato per il progetto circa 29 mila euro. Inoltre abbiamo provato a rivolgersi ad alcune banche, ma purtroppo non abbiamo ricevuto aiuto».
    I primo due lotti costano circa 170 mila euro. Parliamo dei due lotti fondanti, gli altri due sono di rifinitura e quindi potrebbero essere realizzati anche in tempi successivi. «Allo stato attuale disponiamo di circa 115 mila euro – precisa Augusto – Per realizzare il secondo lotto mancano all’appello circa 55 mila euro».

    Vediamo nel dettaglio qual è la filosofia progettuale del Laboratorio Zerozoone e quali soluzioni architettoniche saranno messe in campo per riqualificare Piazza Caduti Partigiani Voltresi.
    Il collettivo di architetti negli ultimi anni ha partecipato a bandi e gare, ottenendo ottimi risultati. Ricordiamo tra gli altri: il concorso internazionale di architettura “Spazi pubblici sul mare” al Priamar di Savona (2° classificato, 2002); il concorso nazionale di idee per ospedale Santa Corona a Pietra Ligure (3° classificato, 2003); video di presentazione per aree dismesse del Comune di Novi Ligure (premio miglior rappresentazione audio/video alla Biennale di Venezia; 2005); Paesaggi italiani, opere per la mostra “Lezioni di paesaggio” a Savignone (pubblicata su Domus web, Abitare, Ottagono, D’Architettura, Archphoto; 2008); Città aperta, concorso di idee “Giovani per i giovani” Voltri-Pegli-Prà (progetto vincitore con l’associazione Ponente che Balla; 2011).
    «Il nostro è un tentativo di immettere in circolo idee nuove ed approcci innovativi – spiega Silvia – ma è difficile farsi comprendere da chi parla un altro linguaggio ed è ancora ancorato a una visione statica dell’architettura. Noi, al contrario abbiamo un’idea di architettura dinamica, mutevole, pronta a rispondere a diverse esigenze». Il Laboratorio Zerozoone «Cerca sempre di coniugare i progetti con la mutevolezza del tempo. Lavoriamo sviluppando architetture e paesaggi che siano in grado di trasformarsi a seconda delle necessità e delle esigenze che, con il trascorrere del tempo, dovessero emergere».

    In questo caso «Il fatto di relegare uno spazio pubblico ad un’unica funzione non ci sembrava utile – racconta Augusto – Secondo noi è precisa responsabilità dei progettisti fornire strumenti per creare spazi che possano accogliere una moltitudine di funzioni, a maggior ragione in tempo di crisi. Ma sempre tenendo in considerazione la componente temporale, ovvero le esigenze che possono mutare con il trascorrere del tempo». Le multi funzioni non sono un contenitore di funzioni disparate, per intenderci come il centro commerciale Fiumara, bensì come ulteriori opportunità. Ad esempio «Quando un giorno il campetto di calcio non servirà più, questa piazza rimarrà un valore per il quartiere senza la necessità di alcun stravolgimento architettonico», sottolinea Silvia. Senza dimenticare il valore sociale di un intervento che ha previsto il diretto coinvolgimento dei cittadini, generando automaticamente una maggiore attenzione al proprio territorio. Partire dal basso, dalle esigenze della gente è una prerogativa del collettivo. «Inoltre è importante studiare progetti replicabili, nel processo e nel metodo, anche in altri contesti», aggiunge Augusto.

    La copertura della piazza sarà realizzata con materiali differenti e naturali – terra, terra battuta, legno, ghiaia, trifoglio, disposte in 5 sezioni concentriche – per fornire diverse sensibilità al tatto. «Per entrare in empatia con il suolo che calpesto, dove gioco, parlo e incontro persone – spiega Silvia – Per noi questo è un elemento fondamentale. Vogliamo incrementare la sensibilità al materiale. Il suolo rimane allo stesso livello ma attraverso delle variazioni materiche creiamo movimento ed un idea di dinamicità».
    Molta della pavimentazione sarà permeabile (almeno il 30-40% della piazza) perché «Meno si soffoca la terra meglio è – sottolinea Silvia – La terra deve respirare ed essere pronta ad accogliere l’acqua».
    La piazza- campetto è studiata con 5 anelli concentrici, in uno di questi saranno presenti alcune “sedute” che potranno svolgere la funzione di panchine, ma non solo. Si tratta di un rialzo del suolo particolarmente duttile «Un linguaggio interpretabile nella dimensione tempo-spazio – continua Silvia – che offre diverse opportunità di utilizzo. Ad esempio i rialzi potrebbero diventare rampe per gli skateboard».

    Il campetto da calcio sarà delimitato da una rete morbida – in fibra elastica, anti taglio – e non metallica. Inoltre i pali non saranno a contatto con il recinto, evitando quindi incidenti di gioco abbastanza frequenti.
    La rete è retta da un tubolare ad un altezza di circa 2,5- 3 metri. «I pali sono studiati come delle braccia esteticamente rilevanti che caratterizzano lo spazio – spiega Augusto – La rete, in pratica, viene tirata su come una tenda. Si può togliere agevolmente, mentre le braccia e il tubolare possono trasformarsi in elementi scenografici oppure in supporto per alcuni giochi destinati ai più piccoli (altalene, corde, ecc.)».
    Per quanto riguarda l’illuminazione «Oggi si tende spesso a sovra illuminare e non si ha rispetto della sobrietà che dona la penombra – aggiunge Silvia – Di fianco alla piazza-campetto c’è un parcheggio illuminato da un grande faro. Quindi la nostra sarà un’illuminazione non invasiva e lungo il tubolare correrà una striscia al led».

    Oggi qualcosa sembra muoversi ed il progetto potrebbe diventare concreto «Venerdì scorso abbiamo avuto un incontro con il Municipio Ponente – concludono Silvia e Augusto – Ci hanno confermato di avere il finanziamento per il primo lotto. Finalmente possiamo partire».

     

     

    Matteo Quadrone

  • Pink Floyd: concerto tributo al Teatro di Cicagna

    Pink Floyd: concerto tributo al Teatro di Cicagna

    nathanSabato 20 ottobre 2012 il Teatro di Cicagna ospita il concerto dei Nathan, cover band di uno dei gruppi più significativi nella storia della musica, i Pink FIoyd.

    La band propone una scaletta rigorosa che ripercorre gli album più famosi della band britannica, dalle tracce inserite in “The Dark Side of the Moon”, “Wish you Were Here” o “The Wall”, fino a pezzi come “Echoes”, “Another Brick in the Wall”, “Comfortably Numb” e “Run Like Hell”.

    I Nathan nascono a Savona nel 1997 come tribute band dei Genesis. Motori dell’iniziativa sono Flavio Esposito (tastiere), Bruno Lugaro (voce e basso) e Fabio Sanfilippo (batteria), che già nel 1977 avevano dato vita a un progetto analogo, poi fermatosi nel 1982. Quindici anni più tardi la “reunion” con il contributo fondamentale di Mauro Brunzu (chitarra e basso) di Monica Giovannini (cori) e, tre anni più tardi, del maestro Marco Milano (pianista e direttore d’orchestra).

    Prezzi biglietti intero € 12 – ridotto €  10. La biglietteria del Teatro di Cicagna è aperta il mercoledì e giovedì dalle 16.30 alle 18.30 (con diritto di prevendita) e 1 ora prima dell’inizio dello spettacolo.

  • IIT Genova Morego: gli eventi dell’istituto italiano di tecnologia

    IIT Genova Morego: gli eventi dell’istituto italiano di tecnologia

    robot iitParte oggi (giovedì 18 ottobre, ndr) una serie di appuntamenti con i quali l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Morego si racconta al pubblico con un ciclo di cinque incontri sui temi di scienza, innovazione e ricerca, che si terranno in diversi caffè del centro città.

    Scopo dell’evento è creare un momento di incontro tra ricercatori e cittadini, promuovendo uno scambio di conoscenza scientifica ed un confronto sulle tecnologie che caratterizzeranno il nostro futuro.

    Questo il programma completo.

    Giovedì 18 ottobre 2012 (ore 18) – Palazzo della Borsa, Sala delle Grida
    IIT si racconta…
    con Roberto Cingolani, Direttore Scientifico IIT

    Giovedì 15 novembre 2012 (ore 18.30) – Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo, via di Fossatello 35/37r
    Occhio per occhio, neurone per neurone… verso la retina artificiale
    con Fabio Benfenati, direttore Dipartimento Neuroscience and Brain Technologies
    Guglielmo Lanzani, direttore Center for Nano Science and Technology

    Giovedì 20 dicembre 2012 (ore 18.30) – m.cafè, Palazzo Ducale
    Nano! oh Nano!… c’è ancora un sacco di spazio qua in fondo
    con Enzo di Fabrizio, direttore Dipartimento Nanostructures
    Alberto Diaspro, direttore Dipartimento Nanophysics

    Giovedì 17 gennaio 2013 (ore 18.30) – Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo, via di Fossatello 35/37r
    Dal microscopio al Grande Fratello: oltre le immagini che vediamo
    con Vittorio Murino, direttore Dipartimento Pattern Analysis&Computer Vision
    Alberto Diaspro, direttore Dipartimento Nanophysics

    Giovedì 15 febbraio 2013 (ore 18.30) – m.cafè, Palazzo Ducale
    Quando la luce svela il comportamento delle nostre cellule, molecola dopo molecola
    con Paolo Bianchini, ricercatore Dipartimento Nanophysics, IIT
    Francesca Cella Zanacchi, ricercatrice Dipartimento Nanophysics, IIT.

  • Corsi di fotografia al Circolo Arci Belleville: iscrizioni aperte

    Corsi di fotografia al Circolo Arci Belleville: iscrizioni aperte

    Sono aperte le iscrizioni per i due corsi di fotografia (livello base e intermedio) che si terranno a novembre 2012 presso il Circolo Arci Belleville di vico Calvi.

    Questi i dettagli.

    Corso base: mercoledì 7, 14 e 21 novembre, mercoledì 12 dicembre (ore 19-20.30). Uscita diurna sabato 1 dicembre. Costo 50 €.
    Nadar diceva che non esiste la fotografia artistica ma esistono delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare. Ecco, nei nostri incontri punteremo l’attenzione sullo sguardo: cercheremo di “allenare” il nostro occhio durante uscite con diverse condizioni di luce e attraverso l’osservazione dei lavori di grandi fotografi. Trascurando la corsa agli armamenti digitali ipertecnologici, scoprire
    mo che anche con una usa e getta analogica o una compatta digitale si possono produrre immagini interessanti. Impareremo sperimentandole sul campo nozioni di tecnica e composizione, commenteremo e criticheremo insieme i nostri scatti, e infine li sceglieremo per dar vita a una piccola mostra.

    Corso intermedio: mercoledì 7, 14 e 21 novembre, mercoledì 12 dicembre (ore 20.45). Uscita diurna sabato 1 dicembre. Costo 50 €.
    Per quel gruppetto di apprendisti fotografi che l’anno passato ha frequentato il corso base o per chi già ha un po’ di confidenza con la macchina fotografica, un percorso per approfondire le nozioni tecniche fondamentali ma soprattutto per lavorare su un proprio progetto fotografico a partire da una tematica, da uno scritto, da un proprio scatto dimenticato. Impareremo a sviluppare il progetto nelle sue diverse fasi: l’idea, la ricerca e la documentazione preliminare, il lavoro sul campo, la riorganizzazione degli scatti e infine il delicato momento della selezione. Gli allievi avranno la possibilità di condividere quanto prodotto durante uno slide show che avrà luogo negli spazi del circolo nel gennaio 2013.

    Per info e iscrizioni scrivere a uno dei seguenti indirizzi mail: asessarego@libero.it, elbrivio@gmail.com.

    [foto di Diego Arbore]

  • Inglese facile e corsi veloci: le trappole illusorie del mercato

    Inglese facile e corsi veloci: le trappole illusorie del mercato

    Per quanto le sue origini siano nelle public schools del sud dell’Inghilterra, quello della Received Pronunciation è un accento sociale e non necessariamente legato a una certa area geografica. Tuttavia, nella pronuncia dell’inglese è anche possibile individuare delle varietà regionali. Una macro-distinzione che spesso si fa è tra accenti del nord e del sud dell’Inghilterra: in questo caso sono spesso i suoni vocalici a essere differenti.

    La vocale all’interno delle parole bus e cup per esempio è negli accenti settentrionali (Newcastle, Leeds, ecc) più vicina al suono /ʊ/ rispetto alla pronuncia RP che conosciamo, ovvero /bʌs/ nel primo caso e /kʌp/ nel secondo.

    Differenze nella pronuncia dei suoni vocalici sono comunque riscontrabili non solo tra nord e sud ma anche in altre aree specifiche. Nell’est di Londra, in corrispondenza con l’estuario del Tamigi, in inglese Thames, i Cockneys (tale è il nomignolo affibbiato agli esponenti della working class del London East End) hanno sviluppato un accento particolare, oltre a espressioni colloquiali divertentissime delle quali parleremo in futuro, con una pronuncia particolare delle vocali, in alcuni casi distinta rispetto alla Received Pronunciation.

    Se volete capire meglio di che cosa sto parlando, vi consiglio di guardare in lingua originale Lock, Stock and Two Smoking Barrels (tradotto in italiano come “Lock & Stock – pazzi scatenati”) del regista Guy Ritchie. Farete fatica a capire non solo per la presenza di espressioni gergali tipiche dell’underworld londinese, ma anche proprio per una questione fonetica. Per fortuna, comunque, i dvd permettono di usare i sottotitoli e rivedere il film in italiano… Il film è una sorta di Pulp Fiction in versione londinese e se amate il genere vale davvero la pena di essere visto.

    Tornando agli accenti dell’inglese, Gran Bretagna e Irlanda sono ricchissime di varietà e non basterebbero dieci puntate a illustrarle nel dettaglio. Se qualcuno volesse tuttavia approfondire il discorso, consiglio l’opera di Peter Trudgill, The Dialects of England.  Attenzione: non si tratta di una lettura leggera quanto quella di Harry Potter…

    Per uno studente di inglese come seconda lingua, comunque, la cosa importante è essere consci che esistono queste differenze e non disperarsi se si capita in un posto, che sia Britain o Ireland, dove inizialmente si stenta a capire la popolazione locale. Il primo passo è infatti quello di avere una buona base di vostra conoscenza del BBC English, ovvero del modello di riferimento comprensibile a tutti. Una volta consolidato quello, pian piano potete sforzarvi (e alla lunga perché no divertirvi) di individuare le differenze tra i diversi accenti regionali.

    Addentrandoci nei meandri della lingua, state forse realizzando che conoscere approfonditamente l’inglese  non è semplice quanto bere un bicchier d’acqua, o un piece of cake, come si dice in English. Servono davvero blood and tears – “lacrime e sangue” – per apprendere, in un percorso di continuo miglioramento che tra l’altro può andare avanti tutta la vita. Detto questo, non certo è mia intenzione scoraggiare le persone dallo studio dell’inglese, semmai il contrario. Tuttavia, credo che in generale e con gli studenti di una lingua in questo caso paghi sempre l’onestà e il tentativo di mettere le persone davanti alle cose per quello che sono, per quanto difficili e faticose.

    Invece, ciò che purtroppo riscontro vedendo video-spot in tv o su Internet o cartelloni dai titoli mirabolanti quali Easy English”, “L’inglese facile”, “Impara in due ore”, ecc. è che il mercato è zeppo di trappole illusorie dietro alle quali c’è solo una grande volontà di fare soldi, spesso completamente scollegata dall’obiettivo che gli studenti progrediscano effettivamente nell’apprendimento.

    Il risultato è che la gente investe notevoli risorse senza riscontrare un miglioramento significativo e quindi, frustrata, ci arriva davvero a scoraggiarsi e a pensare di “non essere portata per le lingue”, idea sbagliata, in quanto il cervello umano e quindi di ognuno di noi ha la caratteristica di essere programmato per imparare potenzialmente qualsiasi lingua.

    Ciò che si trova alla base di un apprendimento efficace è piuttosto la motivazione che ci spinge a imparare: una volta trovata quella, nulla ci potrà fermare… With a little patience,  “Con un po’ di pazienza”, come diceva il grande T.S. Eliot, poeta e Premio Nobel per la letteratura.

     

    Daniele Canepa

    [foto di Diego Arbore]

  • Sovranità alimentare e Beni comuni, nel mondo e a Genova

    Sovranità alimentare e Beni comuni, nel mondo e a Genova

    Sovranità alimentare e diritti dei cittadini sono un binomio intrinsecamente legato perché, proprio partendo dalla conoscenza del cibo che mangiamo, conserviamo la libertà di scelte consapevoli.
    In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, la Campagna internazionale SBLOCCHIAMOLI: Cibo, salute e saperi senza brevetti – nata per impedire la trasformazione di cibo, salute e saperi, da beni comuni (da preservare e godere democraticamente) in beni privatizzati dal monopolio del brevetto, acquisibili solo a fronte di lucrose licenze di utilizzo – promuove a Genova Vesima, Sabato 20 ottobre, la giornata di sensibilizzazione “Sovranità Alimentare e Beni Comuni nel mondo e a Genova” organizzata dalla ong Cospe con il Comitato per la salvaguardia del territorio della Vesima.
    Un appuntamento importante per riflettere sui nostri diritti al cibo, alla salute e ai saperi tradizionali, oggi messi a repentaglio dalle potenti multinazionali dell’agro-industria (leggi l’articolo sul libero uso delle sementi) e della farmaceutica che continuano a registrare brevetti su alcune varietà di frutta, verdura e su farmaci non innovativi, al solo scopo di mantenerne alti i prezzi.

    «Sabato il focus verterà soprattutto sull’agricoltura – racconta Cristina Puppo (Cospe) – La sovranità alimentare è un concetto espresso da movimenti di contadini sorti in tutto il mondo, i quali cercano di mettere al centro un modello di produzione che sia attento non solo agli aspetti legati alle pratiche agricole tradizionali, biologiche, legate al territorio, ma anche agli aspetti sociali, quindi le condizioni di lavoro degli agricoltori e culturali ad esempio difendendo l’agricoltura famigliare che sta andando scomparendo».

    «L’agricoltura potrebbe essere un potente motore di sviluppo del nostro Paese – ricorda Alberto Zoratti (Associazione Fairwatch e Campagna Sblocchiamoli) – Il problema sono le regole su cui oggi si basa la cosiddetta agricoltura moderna. L’attuale regime normativo europeo, infatti, non tutela la piccola agricoltura, bensì le grandi multinazionali. Dunque, quello che dovrebbe essere un bene comune, il patrimonio di saperi tradizionali della comunità, diventa un bene privatizzato. Per ripartire con un modello di società sostenibile bisogna mettere in campo pratiche agricole nuove: un’agricoltura biologica, di piccola scala, legata al territorio. è uno scontro tra due modelli: da una parte quello industriale, dall’altra quello che mira al coinvolgimento di tutti i piccoli contadini».
    Una contrapposizione che, inevitabilmente, mette in gioco i diritti, in primis quello al cibo «Spesso noi lo perdiamo di vista, ma l’agricoltura resta la prima fonte di cibo per tutta l’umanità – sottolinea Zoratti – e poi ha un ruolo fondamentale perché contribuisce allo sviluppo della biodiversità. In caso contrario, se lasciamo campo libero al mercato e ai suoi criteri selettivi, faremo un favore all’agricoltura industriale».

    L’obiettivo della giornata di sabato è mettere in relazione le pratiche locali «Le esperienze positive delle diverse comunità vanno condivise – spiega Puppo – Il discorso non va affrontato solo a livello politico bensì va radicato nelle realtà locali: prendendo esempio dai modelli virtuosi che per fortuna esistono. È questo il caso di Vesima dove si rischia di veder stravolta la vocazione agricola di un territorio. A Vesima ancora oggi vivono delle persone che hanno deciso di lavorare la terra, fornendo prodotti sani e di qualità all’intera città. Inoltre saranno presenti anche altre esperienze italiane, ad esempio i Campi Aperti di Bologna».

    A Vesima sono 5 le famiglie che ruotano attorno a 3 aziende agricole famigliari «Essere agricoltori a Genova, oggi è una vera impresa – spiega Dario Patrone (contadini della Vesima) – Basta guardare al trend storico per farsi un’idea: i dati provvisori del censimento agricolo nazionale, per quanto riguarda la Liguria parlano della scomparsa di circa il 46% delle aziende agricole in soli dieci anni. Ma già nel decennio precedente le imprese si erano dimezzate».
    Secondo Patrone «È grave che i politici ed i rappresentanti del settore minimizzino questi dati. Anzi, spesso enfatizzano il fatto che l’età media degli agricoltori si sia abbassata, peccato però che a fronte dei tanti giovani che vorrebbero aver accesso ai terreni agricoli, le istituzioni non facciano nulla».
    Alla Vesima «Nel nostro piccolo, proviamo ad invertire il trend – continua Patrone – parliamo di una scelta di vita, quella di avere la libertà di svolgere un lavoro che ci piace, a contatto con il territorio, coltivando prodotti che soddisfano i clienti. Ma i problemi sono tanti». Innanzitutto l’accesso alla terra, la maggioranza di quest’ultima, infatti, è proprietà privata della società Orinvest che evidentemente ha in mente altri progetti. Parliamo di terreni panoramici per cui la scelta più facile per monetizzarne immediatamente il valore è quella di investire in operazioni edilizie.

    «Peccato però che se un terreno agricolo diventa residenziale il guadagno è tanto e subito, ma ai tuoi figli non lasci nulla – sottolinea Patrone – Al contrario, l’agricoltura ha una bassa resa però la garantisce ogni anno. E poi non bisogna dimenticare i benefici per l’intera comunità. I contadini, in maniera gratuita, “tengono la terra appesa ai monti”, insomma preservano l’integrità del territorio, un aspetto fondamentale che viene menzionato solo dopo avvenimenti tragici come le consuete alluvioni».

    Per quanto riguarda la politica locale «Attualmente l’indirizzo del Comune di Genova, dal punto di vista urbanistico, sembra muoversi in direzione di una tutela di questo territorio – continua Patrone – Ma purtroppo sappiamo che di fronte a grandi progetti, spesso gli strumenti urbanistici vengono scavalcati».

    «Con questa giornata vogliamo sensibilizzare le persone comuni, perché c’è un’ignoranza diffusa su questi temi – conclude Patrone – perché se i contadini vengono lasciati soli finiranno per diventare una “specie in via d’estinzione”. Anche noi contadini abbiamo delle responsabilità. Dobbiamo organizzarci, d’altra parte teniamo in mano il bene primario, cioè il cibo. L’importante è conoscere chi sta seguendo i medesimi percorsi, confrontarsi con l’obiettivo di crescere».

     

    Ecco il programma della giornata:

    Sabato 20 Ottobre – Ex Scuola Elementare di Vesima (Genova): SOVRANITA’ ALIMENTARE E BENI COMUNI NEL MONDO E A GENOVA. In collaborazione con il Comitato per la salvaguardia del territorio della Vesima

    Ore 10-12 Mercatino dei Contadini della Vesima
    Ore 11 Spettacolo per bambini ”Tomato Frankestein” del Teatro Scalzo
    Ore 12 Visita ai terreni della Vesima
    Ore 13.30 Pranzo gratuito preparato dai contadini della Vesima
    (si raccomanda di comunicare l’adesione all’indirizzo liguria@cospe.org
    e di portate da casa piatto, bicchiere e posate)

    Ore 15 Seminario “Sovranità alimentare e Beni Comuni”:
    Germana Fratello (Campi Aperti e Genuino Clandestino)
    Alberto Zoratti (Associazione Fairwatch e Campagna Sblocchiamoli)

    Dibattito e Tavola Rotonda con la partecipazione di
    Marco Doria Sindaco di Genova – (da confermare)
    Dario Patrone (Contadini della Vesima)
    Diego Moreno e Camilla Traldi (Università di Genova)
    Modera Cristina Puppo (Cospe)

    Mostra fotografica Abitare la nostra terra
    Proiezione dei documentari: Il tesoro della madre tierra e The India’s choice
    Istruzioni per raggiungere l’ex Scuola di Vesima
    Vesima si trova tra Voltri e Arenzano. Dalle stazioni FS di Voltri e di Arenzano prendere la linea A (Voltri – Cogoleto – Varazze), fermata Stazione FS di Vesima. Con auto propria uscita autostrada di Voltri o di Arenzano, prendere la Statale Aurelia fino al parcheggio presso la Stazione FS di Vesima. Dal parcheggio a piedi prendere la strada in salita (Via Canepa), troverete l’ex Scuola sulla vostra destra.

     

    Matteo Quadrone

  • Fuori il carbone dalle nostre insalate: incontro di Legambiente

    Fuori il carbone dalle nostre insalate: incontro di Legambiente

    Giovedì 18 ottobre (ore 19) al Circolo Arci Belleville di vico Calvi si terrà un incontro – aperitivo dal titolo “Fuori il carbone dalle nostre insalate“, nell’ambito della rassegna “Bella storia! Appuntamenti con l’Italia che lotta”.

    Sarà presente Giovanni Durante, presidente di Arci Savona che si batte da anni insieme a Legambiente, Acli e altre associazioni contro il raddoppio della centrale a carbone di Vado Ligure e per la sua progressiva dismissione. Il carbone è la più grave minaccia industriale per la salute di tutti ed è responsabile del 43% delle emissioni di gas serra.

    Tuttavia, a settembre, la Regione Liguria ha espresso parere favorevole alla concessione di un’Autorizzazione Integrata Ambientale temporanea alla centrale, per la quale non avrebbe i requisiti.

    L’incontro ha lo scopo di illustrare la situazione e confrontarsi sui possibili sviluppi, il tutto nel contesto informale di un aperitivo.

  • Steve McCurry Palazzo Ducale: la mostra “Viaggio intorno all’uomo”

    Steve McCurry Palazzo Ducale: la mostra “Viaggio intorno all’uomo”

    Steve Mccurry in mostra a Palazzo DucaleNel giugno 1985 uscì nelle edicole il nuovo numero della rivista National Geographic, la cui copertina ritraeva Sharbat Gula, una ragazza afghana di dodici anni che dopo aver perso i genitori viveva in un campo profughi di Peshawar. Erano i tempi della guerra tra i mujaheddin e l’esercito russo, che ha governato su Kabul tra il 1979 e il 1989, e la fotografia divenne un simbolo dei conflitti che in quegli anni si stavano combattendo.

    L’autore è Steve McCurry, fotografo statunitense che oggi viene celebrato a Genova nella mostra Steve McCurry. Viaggio intorno all’uomo, che inaugura a Palazzo Ducale mercoledì 17 ottobre e resterà aperta al pubblico fino a domenica 7 aprile 2013.

    Oltre duecento scatti che raccontano la trentennale carriera di McCurry: dal celebre scatto Ragazza afgana fino a lavori più recenti, inediti e mai esposti. Tra le opere di maggior spicco le 32 immagini del progetto The last roll, scattate utilizzando l’ultimo rullino prodotto dalla Kodak.

    La mostra è aperta al pubblico tutti i giorni (lunedì ore 14-19, da martedì a domenica ore 10-19).

    Prezzi: ingresso intero € 12, ridotto € 9, € 16 cumulativo con la mostra Joan Miró. Poesia e luce.

    Intervista di Constanza Rojas
    Foto e Video di Daniele Orlandi

  • Sampierdarena, Biblioteca Gallino: mostre e visite guidate

    Sampierdarena, Biblioteca Gallino: mostre e visite guidate

    Sampierdarena, cartolina antica del 1925La Biblioteca Gallino ospita in questi giorni una serie di iniziative, da mostre a visite guidate, rivolte agli abitanti del quartiere ma non solo.

    Grazie a un gruppo di illustratori e autori – tra i quali Nicoletta Costa, Giulia Orecchia e Susanna Tamaro – nasce la mostra itinerante sui diritti dei bambini “Io, io, io… e gli altri?”, che abbina messaggi verbali e messaggi figurati. Parole e immagini, un binomio efficace per proporre ai più giovani anche argomenti seri e complessi. Questa mostra è l’occasione per riesaminare i diritti dell’infanzia, dai diritti basilari legati alla sopravvivenza in condizioni decorose (traguardo planetario ancora lontano), a quelli forse meno evidenti, ma altrettanto fondamentali. Si pensi ad esempio al diritto dei bambini delle società cosiddette evolute a non essere sfruttati e bersagliati dalla pubblicità, specialmente televisiva. O il diritto a essere educati come cittadini del mondo, imparando la solidarietà, la tolleranza, il rispetto, grazie alla capacità di ragionare con la propria testa. O il diritto di non essere travolti dall’ansia degli adulti, perennemente in fermento e poco presenti qui e ora.

    L’esposizione, promossa da LaborPace (Laboratorio Permanente di Ricerca ed Educazione alla Pace, Caritas Genova), sarà visitabile dall’ 8 al 26 ottobre, presso la sala ragazzi della biblioteca, negli orari di apertura o, per le classi, dal lunedì al venerdì mattina su prenotazione.

     

    A cura dell’associazione “I Cercamemoria”, Venerdì 19 ottobre, ore 16:30 presso la sala ragazzi della Biblioteca Gallino, è prevista la foto-conferenza: “L’edilizia all’inizio del ‘900 tra Eclettismo e Liberty“, a cura di Fulvio Majocco e Adriana Mazza.

    Un percorso per immagini da Certosa a San Teodoro, alla scoperta dell’influenza di Eclettismo e Liberty sull’edilizia di inizio ‘900, abitativa ma non solo, nel nostro territorio.

     

     

    Inoltre la Biblioteca Gallino ripropone a chi avesse perso le precedenti edizioni:

    Visita guidata alla chiesa di Sant’Anna

    Giovedì 18 ottobre 2012 ore 15:30, con spiegazioni del significato di statue e dipinti a cura del Dott. Piacenza. Seguirà visita all’antica farmacia dei frati. Prenotazione obbligatoria e partecipazione gratuita.

     

    Visita guidata alla chiesa di San Giorgio di Bavari (per raggiungere la chiesa: bus 85 da Brignole alle ore 15:15; per il ritorno da Bavari: ore 17:15).

    Martedì 23 – Mercoledì 24 ottobre ore 16, con spiegazione del significato di statue e dipinti a cura del Dott. Piacenza. Prenotazione obbligatoria e partecipazione gratuita.

     

    Per informazioni e prenotazioni:
    Biblioteca Gallino
    tel.: 0106598102
    biblgallino@comune.genova.it

     

  • Il maestro di tango, spettacolo di musica e parole al Teatro Garage

    Il maestro di tango, spettacolo di musica e parole al Teatro Garage

    Il maestro di tangoDa giovedì 18 a sabato 20 ottobre il teatro Garage nel quartiere genovese di San Fruttuoso propone lo spettacolo Il maestro di tango, una storia di musica, danza e parole ambientanta in una fumosa milonga di periferia.

    Una donna avvenente racconta e rivive la propria passione per il tango e quella per l’amore tout court, due sentimenti che si intrecciano tra presente e passato e che coinvolgono due uomini inquietanti.

    Uno cela un passato ambiguo e lascia intuire un presente altrettanto discutibile, l’altro resta sempre un po’ in disparte spiando gli eventi e incalzandola con i suoi interrogativi.

    Il risultato è una storia che ha come protagonista un personaggio femminile ironico e molto dark, in cui la danza si inserisca armonicamente nel tessuto narrativo affidato agli attori, giocando la cifra della leggerezza e dell’ironia.

    Lo spettacolo verrà riproposto nel teatro di San Fruttuoso anche da giovedì 25 a domenica 28 ottobre. L’orario degli spettacoli è ore 21 nei giorni feriali, ore 17 la domenica.

    Ingresso 12 euro intero, 9 euro ridotto