Mese: Ottobre 2012

  • Conservatorio Paganini: concerti in programma per l’autunno

    Conservatorio Paganini: concerti in programma per l’autunno

    arpa«L’eccellenza del Conservatorio Paganini sta nel suo essere un soggetto molto attivo nella valorizzazione dei giovani e della musica e nelle relazioni con altre realtà cittadine»: così Carla Sibilla, Assessore alla Cultura del Comune di Genova, ha presentato la stagione di eventi autunnali legate al principale istituto di alta formazione musicale del territorio.

    Eventi in cui gli studenti del Paganini sono in prima linea e che prevedono collaborazioni con altre realtà genovesi e internazionali, da importanti istituzioni culturali come Casa Paganini, Palazzo Ducale e il Festival della Scienza, fino ai conservatori di Nizza e Lione nell’ambito del progetto Suona italiano. Gli allievi del Paganini si esibiranno a Nizza giovedì 18 ottobre e a Lione da domenica 2 a giovedì 7 dicembre.

    Una serie di concerti che daranno agli allievi e al pubblico «l’opportunità di ascoltare buona musica e dimenticare per un po’ le sofferenze che abbiamo intorno», come precisato dal Presidente del Conservatorio Davide Viziano. Gli eventi si suddividono in due macro-aree: Pagan-in

  • Poste italiane: in Liguria a richio 250 posti di lavoro

    Poste italiane: in Liguria a richio 250 posti di lavoro

    In Liguria, se tutto va bene, la riorganizzazione di Poste Italiane mette a rischio circa 250 posti di lavoro. L’allarme lo ha lanciato ieri il sindacato Uil Poste durante un convegno promosso per discutere di un’altra delicata questione, vale a dire lo scorporo di Poste Italiane, con la prevista separazione dei servizi postali da quelli finanziari. La Uil ha sottolineato la propria contrarietà a quest’operazione che avrebbe inevitabili conseguenze anche sul piano occupazionale.

    Ma se quest’ultima è ancora una prospettiva lontana, sulla riorganizzazione a livello nazionale, invece, è già stata aperta una trattativa che toccherà a cascata anche i territori.

    La Liguria nel 2010 ha perso 160 zone di recapito, ovvero 160 posti di lavoro «Ma siamo riusciti ad evitare i licenziamenti – spiega Riccardo Somaglia, segretario regionale Uil Poste – una parte dei lavoratori è stata ricollocata in banco posta, gli altri sono stati “esodati” con incentivi. Se domani, però, venissero a mancare gli ammortizzatori sociali, sarebbe un disastro».

    Oggi a rischio sarebbe il centro meccanizzazione postale «Noi non abbiamo la cassa integrazione ma un fondo che deve essere ridefinito – conclude il segretario Uil Poste  – Speriamo ci dia la possibilità di gestire questa eccedenza. Ma soprattutto vorremmo che l’azienda investisse sullo sviluppo, ad esempio con l’e-commerce».

     

     

    Matteo Quadrone

  • Aspettando Berlinguer: reading a cura del Teatro dell’Archivolto

    Aspettando Berlinguer: reading a cura del Teatro dell’Archivolto

    Villa BombriniMercoledì 17 ottobre 2012 alle 21 a Villa Bombrini (Cornigliano) il Teatro dell’Archivolto propone, in collaborazione con la Società per Cornigliano, un incontro pubblico in vista della prima di “Berlinguer. I pensieri lunghi”, spettacolo di esordio della nuova stagione con la regia di Giorgio Gallione.

    La serata Aspettando Berlinguer prevede un reading a cura di Eugenio Allegri sui testi dello spettacolo, che verrà seguito da un dibattito con lo stesso Allegri.

    L’evento è a ingresso libero.

    Lo spettacolo “Berlinguer. I pensieri lunghi” debutterà al Teatro dell’Archivolto – Sala Mercato venerdì 26 e sabato 27 ottobre, con repliche dal 9 al 21 novembre.

  • Led Zeppelin Celebration Day: serata al cinema Corallo

    Led Zeppelin Celebration Day: serata al cinema Corallo

    led zeppelinMercoledì 17 ottobre il cinema Corallo di Carignano si unisce all’evento in contemporanea mondiale Led Zeppelin Celebration Day, che prevede una doppia proiezione del concerto Live from London 2007.

    Si tratta di un live realizzato il 10 dicembre 2007 alla 02 Arena di Londra, un tributo al fondatore dell’Atlantic Records Ahmert Ertegun, che negli anni Sessanta scoprì e lanciò la band. Oltre due ore e una scaletta dei sedici brani più noti, suonati da John Paul Jones, Jimmy Page e Robert Plant insieme a Jason Bonham, figlio del loro scomparso batterista John.

    Gli spettacoli inizieranno questa sera alle 18 e alle 21.15. Prezzo 12 €, ridotto a 10 € per possessori di Many Movies Card, la tessera del Circuito Cinema Genova.

  • G8 Genova 2001: processo ai manifestanti, appello di 10×100

    G8 Genova 2001: processo ai manifestanti, appello di 10×100

    carlo giuliani g8Nei mesi scorsi si è parlato molto del G8 di Genova 2001: i riflettori erano soprattutto puntati sul processo per i fatti della scuola Diaz, che lo scorso 5 luglio si è concluso in Cassazione con una sentenza di condanna per 25 poliziotti, tra i quali alcuni tra i maggiori dirigenti che sono stati interdetti dai pubblici uffici per cinque anni.

    In quegli stessi giorni vi abbiamo raccontato un’iniziativa parallela e meno conosciuta: dieci manifestanti del G8 ancora sotto processo per i reati di devastazione e saccheggio e che rischiavano una condanna complessiva di 100 anni sulla base di un reato inserito nel Codice Penale durante il periodo fascista e mai rimosso dal nostro ordinamento.

    Per sostenerli è stato attivato il comitato 10×100 – Genova non è finita, che si è battuto perché venissero annullate le accuse, raccogliendo oltre 30.000 firme: il 14 luglio, ossia pochi giorni dopo la sentenza della Diaz, la condanna per i dieci imputati è stata confermata in Cassazione, pur con pena ridotta per otto di loro.

    A breve partirà il processo di appello per altri cinque imputati, sempre per gli stessi reati. A questo scopo 10×100 sostiene l’iniziativa di Supporto Legale, un progetto nato nel 2004 per contribuire alle spese legali dei manifestanti, che complessivamente ammontano a circa 80.000 €. Le donazioni si possono fare sul sito supportolegale.org e attualmente sono stati raccolti quasi 1.500 €.

    Marta Traverso

  • Consiglio Comunale: un mutuo per la realizzazione di lavori pubblici

    Consiglio Comunale: un mutuo per la realizzazione di lavori pubblici

    Nel corso della seduta del Consiglio Comunale di ieri (16 ottobre, ndr) si è parlato in modo approfondito del piano triennale dei lavori pubblici, in cui sono inseriti diversi interventi necessari per prevenire gli esiti nefasti delle alluvioni.
    In particolare durante il Consiglio sono state approvate due variazioni ai documenti previsionali e programmatici 2012 – 2014 che prevedono, tra gli altri, interventi per l’allargamento del tratto finale del Fereggiano e la progettazione dello scolmatore che porterebbe all’immissione di questo rio all’interno del Bisagno.

    Le modifiche apportate al piano triennale dei lavori pubblici derivano da un indebitamento contratto dal Comune di Genova  di circa 26 milioni di euro e hanno permesso l’aggiunta di alcuni lavori non previsti dal piano originale come quelli su Galleria Mazzini, sulla biglietteria della Fiera di Genova e proprio sulla progettazione dello scolmatore del Fereggiano.

    Molti i dubbi sullo strumento scelto dall’amministrazione per finanziare questi interventi. Pdl e Udc hanno sottolineato il rischio, per un comune già fortemente indebitato, di contrarre un nuovo debito, benché sia  destinato ad opere importanti per la città. Inoltre i consiglieri di opposizione hanno sottolineato il rischio che l’indebitamento superi i limiti imposti dalla legge di stabilità.

    La speranza iniziale dell’amministrazione comunale era quella di poter ottenere nuove risorse dalla dismissione degli edifici pubblici, ma le aste sono andate fino ad oggi deserte. E proprio su questo punto è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle che ha evidenziato come l’andamento del mercato immobiliare non lasci sperare in un cambiamento di questa situazione nel breve termine.

    Inoltre il centro-destra e il M5S hanno lamentato le modalità con cui è stata analizzata in commissione questa complessa delibera, stabilendo con una seduta di soli 90 minuti le opere prioritarie da realizzare – “non differibili” si legge sul documento  – e senza chiarire le condizioni a cui è stato contratto il nuovo debito .

    Il Pd, invece, ha difeso la scelta della Giunta ribadendo che si è trattato di un “indebitamento buono” perché consente di investire su lavori pubblici utili per la città e di crescita del territorio. Al tempo stesso, osserva il capogruppo Farello, Genova è uno dei pochi comuni che negli ultimi anni è riuscito a ridurre progressivamente lo stock del debito, ragione per la quale è in grado di permettersi di contrarre un nuovo mutuo.

    Al termine di una discussione molto approfondita in cui si sono chiarite le ragioni dei si e dei no a questa delibera di modifica del piano triennale dei lavori pubblici è giunto il voto che ne l’ha definitivamente approvata con 22 voti a favore (Pd, Idv, Lista Doria, Fds e Sel) e 10 contrari (Pdl, Lista Musso, M5S).

    Limiti di indebitamento per gli enti locali: la legge 182 del novembre 2012, meglio nota come legge di stabilità, prevede che un Comune non possa contrarre debiti i cui interessi siano superiori all’8% delle entrate correnti del penultimo anno precedente (2010). Questa soglia si abbassa al 6% per il 2013 e 4% per il 2014.

    Lo spettro dell’alluvione ha aleggiato in Sala Rossa per tutta la durata del Consiglio. Proprio nei giorni scorsi si è verificata una perquisizione degli uffici della Protezione Civile per verificare il corretto funzionamento della macchina dei soccorsi durante i tragici momenti che, a novembre dello scorso anno, hanno portato vittime e inondazioni a Genova.

    Il Sindaco ha affrontato il tema delle indagini che, in questi giorni, hanno portato agli arresti domiciliari di un dirigente della Protezione Civile per la presunta manomissione  dei documenti che riportano lo svolgersi dell’esondazione del Fereggiano. Doria non ha voluto esprimere un giudizio nel merito, poiché gli accertamenti si stanno ancora svolgendo, ma  ha comunque precisato che non sarebbe giusto colpevolizzare tutti funzionari comunali, molti dei quali non hanno avuto comportamenti illeciti e, al contrario, hanno fornito un valido aiuto alle persone in difficoltà. In particolare ha sostenuto che «Non si vuole dare l’idea che bastino due colpevoli per dire che la situazione non si ripeterà più».

    Il Sindaco, infatti, ha ribadito che la questione dell’alluvione è centrale per Genova e che per poter risolvere il rischio idrogeologico sono necessari due tipi di intervento. Il primo più strutturale di messa in sicurezza del territorio e dei corsi d’acqua, che deve passare anche attraverso la destinazione di cospicui fondi regionali e statali (centinaia di milioni di euro) per la realizzazione di opere come lo scolmatore del  Fereggiano e del Bisagno. Il secondo tipo di intervento riguarda, invece, il sistema della Protezione Civile, sul quale, indipendentemente dagli ultimi sviluppi, si stanno da tempo ipotizzando delle modifiche.

    È chiaro, infatti, che i rischi legati  alle alluvioni hanno origini antiche alle quali la nuova amministrazione, come le precedenti, stanno cercando di dare una risposta operativa.

    Federico Viotti
    [foto di Diego Arbore e Daniele Orlandi]

  • Nuovo Galliera e ospedale del Ponente: la discussione in Regione

    Nuovo Galliera e ospedale del Ponente: la discussione in Regione

    SanitariIeri in consiglio regionale si è discusso del futuro dell’ospedale Galliera – grazie ad un’interrogazione illustrata del consigliere di opposizione, Aldo Siri (Lista Biasotti) – ma il dibattito ha sfiorato anche il famoso ospedale del Ponente.
    Il faraonico progetto del Nuovo Galliera contestato dal Comitato dei cittadini per Carigano – è attualmente in stand-bye perché nell’aprile scorso una sentenza del Tar ha annullato la delibera di approvazione della variante urbanistica per la costruzione del nuovo ospedale.

    «La sentenza del Tar mette in pericolo il piano economico-finanziario su cui si regge l’intera operazione – ha spiegato Siri – l’annullamento alla variante del PUC che consente il cambio di destinazione d’uso fa perdere agli immobili che il Galliera prevedeva di vendere quel valore aggiunto che avrebbe consentito una fonte di finanziamento necessaria alla realizzazione di parte dell’opera».
    Questo stato di incertezza, secondo il consigliere «È aggravato dal timore che la Regione, in attesa di “smobilitare” i soldi già impegnati e finalizzati alla costruzione del nuovo Galliera, ipotizzi di “dirottarli temporaneamente” su altre strutture sanitarie. Mi risulta che Comune e Regione abbiano concordato la creazione di un tavolo nel quale discutere come utilizzare diversamente i fondi per il Galliera destinandoli ad altri progetti, ad esempio l’ospedale del Ponente».

    L’assessore alla Salute, Claudio Montaldo, ha risposto così «La posizione della Giunta è molto chiara e si è sviluppata coerentemente in questi anni. Nel 2007 abbiamo redatto un piano per l’organizzazione ospedaliera che prevedeva un Galliera rinnovato e un nuovo ospedale del Ponente. Io credo che queste esigenze restino vive e che non si possano mettere in contrapposizione queste due opere, entrambe necessarie».
    Per quanto riguarda l’ospedale di Carignano «Noi avevamo previsto che un terzo del costo doveva essere reperito dalla valorizzazione degli immobili del Galliera e un altro terzo da fondi reperiti dal Galliera direttamente – ha spiegato Montaldo – Nell’attuale stato delle condizioni normative non è per noi possibile aprire un mutuo per gli investimenti di 70 milioni sia per i tempi di rimborso, sia in rapporto al bilancio dell’ente». Inoltre, l’assessore ha ricordato «Oggi abbiamo due elementi nuovi: la sentenza del Tar, che ha reso impossibile l’alienazione degli immobili e ha fatto quindi venir meno un terzo del finanziamento; il decreto spending review che ha ristretto il numero di posti letto a 3 per 1000 abitanti. Questo determina una riduzione complessiva dei letti e, per il Galliera, l’obbligo di ridurre di una novantina di posti entro la fine dell’anno. Anche il progetto di nuovo Galliera dovrebbe, quindi, tenere conto di questo nuovo quadro normativo».
    Poi Montaldo ha aggiunto «È indubbio che le risorse che a oggi sono a disposizione della Regione non sono sufficienti per garantire né il nuovo Galliera né un altro ospedale a Ponente». E però di lì a poco, non ha rinunciato a lanciare l’ennesima promessa che suona beffarda alle orecchie dei comitati che si battono per salvaguardare l’ospedale Micone di Sestri Ponente ed il Gallino di Pontedecimo «Per quanto riguarda l’ospedale del Ponente parte il confronto con il Comune per l’individuazione delle condizioni per uno studio di fattibilità, sulla localizzazione e poi sugli aspetti economici».

    Mentre il Galliera deve essere rinnovato, perché nelle attuali condizioni non può durare vent’anni «Si può andare avanti per un po’ con piccoli interventi, ma prima o poi occorre pensare ad un intervento radicale e questo deve prevedere un intervento pubblico – ha concluso Montaldo – Nessuno può affermare a cuor leggero, infatti, che il pubblico può fare a meno della convenzione con questa struttura che ha 500 posti letto perennemente occupati e 2000 dipendenti. Chi la pensa diversamente deve dire come intende risolvere questi due problemini».

     

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Palazzo Verde: la mostra aMARcord su moda e riciclo

    Palazzo Verde: la mostra aMARcord su moda e riciclo

    È aperta al pubblico fino a domenica 21 ottobre 2012 la mostra aMARcord, organizzata dall’associazione culturale ART Commission in collaborazione con il Comune di Genova e AMIU: negli spazi di Palazzo Verde in via del Molo esporranno tredici artisti del gruppo Discaricarts, ispirate al tema che suggerisce il titolo: il ricordo e, con esso, il riciclo di cose ma anche immagini, pensieri e parole legati al mare.

    Questi gli artisti in mostra: Ginko Guarnieri, Santino Mongiardino, Guido De Marchi, Adriana Desana, Ester Negretti, Mauro Benatti, Virginia Monteverde, Maria Luisa Gravina, Domenica Laurenza, Barbara Rizzo, Maria Capellini, Marina Furlanis, Stefano Bigazzi.

    aMARcord è aperta al pubblico da mercoledì a domenica, dalle 11.30 alle 17.

  • Gratuito Patrocinio: il diritto alla difesa legale per le fasce deboli

    Gratuito Patrocinio: il diritto alla difesa legale per le fasce deboli

    In una congiuntura economica come quella che stiamo vivendo, non potevamo esimerci dal trattare l’argomento del gratuito patrocinio. Lo stato italiano lo prevede al fine di permettere alle fasce economicamente più deboli di potere espletare il proprio diritto alla difesa garantito dalla nostra Costituzione

    Il diritto all’accesso ad ottenere una difesa processuale gratuita (Gratuito Patrocinio) è regolato dall’art. 76 del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115: la norma pone un requisito reddituale. Oggi puoi avere il diritto ad ottenere l’assistenza di un legale se hai un reddito inferiore a  € 10.628,16 come da Decreto ministeriale del 20/05/2009.

    L’esistenza dei requisiti reddituali è condizione necessaria all’ammissione al beneficio di legge. Ricordiamo che l’ammissione si può avere solo per l’assistenza legale da prestarsi nel corso di un processo mentre non è consentita per la consulenza extragiudiziale.

    Il lettore attento potrebbe dirmi: lo sapevo, che cosa mi stai dicendo di nuovo? Beh, vi sono alcuni aspetti da considerare con estrema attenzione:

    – il primo è di natura procedurale: l’avvocato chiamato in causa (scusate il gioco di parole…) deve depositare la richiesta di ammissione al gratuito patrocinio per conto del suo cliente; ciò avviene solo quando si deve affrontare un giudizio (una causa, n.d.a.), ovvero quando si deve andare davanti ad un giudice, sia in sede civile che penale. Una volta avuto l’ok, il gratuito patrocinio è cosa certa per il cliente.

    – il secondo aspetto è di natura pratica: dal momento che l’avvocato viene pagato dallo stato, il medesimo avvocato riceverà i denari di sua spettanza con una tempistica molto lunga; e questo è il motivo per cui alcuni avvocati fanno gli “gnorri” sul gratuito patrocinio… A danno del cliente che ignaro paga la parcella!

    Un consiglio, quindi: prima di pagare un legale, accertatevi di non avere diritto al grautito patrocinio, sennò diviene gratuito ladrocinio

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Turismo culturale: un’occasione per il rilancio economico dell’Italia

    Turismo culturale: un’occasione per il rilancio economico dell’Italia

    L’Italia è ricchissima, il Paese più ricco del mondo, soprattutto in questi tempi di crisi. Un paradosso? Non si direbbe: la nostra ricchezza è l’inestimabile patrimonio di natura, arte e paesaggio che rappresenta il 70% di quello del Pianeta. Un tesoro unico che può diventare un’importante fonte di sviluppo economico: la bellezza dell’Italia è una risorsa per la creazione di nuovi posti di lavoro e deve trasformarsi nel motore di rinascita del Paese.

    «La domanda di cultura cresce anche nei periodi di crisi – sostiene Magda Antonioli, Direttore del Master in Economia del Turismo all’ Università Bocconi di Milano – e crescono i visitatori di siti e monumenti, un flusso che oltretutto non è condizionato dalla stagionalità. Così come si registra un aumento dei viaggiatori e della loro spesa. Considerate le cadute dirette ed indirette, l’impatto giornaliero di un turista culturale risulta di circa 400 euro. Il triplo rispetto a quello di un visitatore tradizionale che supera di poco i 130 euro».
    Grazie al fascino dell’Italia «I tour operator europei vi indirizzano il 30% dei clienti – continua Antonioli – una percentuale che sale all’85% se consideriamo le grandi agenzie di Cina o Giappone».

    Ma tutto ciò non è sufficiente. Nella classifica dei Paesi più visitati l’Italia si piazza solo al quinto posto, dietro a Francia, Usa, Cina e Spagna. Le nostre risorse sono uniche, l’appeal internazionale è forte, quello che manca sono «Le politiche territoriali e di marketing – sottolinea Antonioli – È possibile non avere ancora un Piano di sviluppo per il turismo?».

    Per difendere il nostro patrimonio e trasformarlo in motore di sviluppo economico del Paese, il FAI lancia la Campagna di raccolta fondi “Ricordati di salvare l’Italia”, con testimonial d’eccezione l’attore Pierfrancesco Favino: per sostenere l’iniziativa basta inviare un sms del valore di 2 euro al 45503.
    «Grazie a tanti piccoli gesti di persone comuni e con il contributo dei nostri partner aziendali speriamo di raggiungere il traguardo di 700 mila euro», spiega Ilaria Borletti Buoitoni, presidente del Fondo Ambiente Italiano. E non è tutto, il 21 ottobre in 70 città sarà possibile iscriversi con soli 6 euro ad una “maratona culturale” attraverso luoghi storici restaurati con i proventi del Lotto.

     

    Matteo Quadrone

  • Teatro della Corte: “La grande magia” di Eduardo de Filippo

    Teatro della Corte: “La grande magia” di Eduardo de Filippo

    Teatroi della CorteDebutta questa sera (martedì 16 ottobre, ndr) lo spettacolo inaugurale della nuova stagione al Teatro della Corte: La grande magia, di e con Luca de Filippo e tratto dall’omonima opera di Eduardo De Filippo, sarà in scena da oggi fino a domenica 21 ottobre (feriali ore 20.30 – domenica ore 16).

    Prodotto da Teatro Stabile dell’Umbria e da Elledieffe, La grande magia è diretto e interpretato da Luca De Filippo affiancato dagli attori della sua compagnia.

    Scritta da Eduardo nel 1947 e messa in scena per la prima volta nel 1950, La grande magia racconta come il professor Otto Marvuglia, prestigiditatore e illusionista, durante uno spettacolo di magia riesca a far “sparire” la moglie di Calogero Di Spelta. In realtà, lo spettatore sa subito che la “sparizione” è stata concordata con la donna al fine di consentirle di fuggire con l’amante; ma l’illusionista fa credere al marito che potrà ritrovarla solo se aprirà con totale fiducia nella fedeltà di lei la scatola nella quale sostiene che la donna sia stata per magia rinchiusa.

    Per acquistare i biglietti telefonare allo 010 5342300. Prezzi: 25 € (1° settore) e 17 € (2° settore).

  • Come pagare senza soldi? Anche a Genova è attivo Arcipelago Scec

    Come pagare senza soldi? Anche a Genova è attivo Arcipelago Scec

    Da qualche tempo su Era Superba vi stiamo raccontando l’altra faccia della crisi, ovvero le iniziative di persone che “si rimboccano le maniche” e cercano di trovare nuovi modi per sostenere le microeconomie delle famiglie e al tempo stesso ridare valore allo scambio, ai produttori locali, a chi si impegna per mandare avanti un’attività nonostante la congiuntura economica attuale.

    Vi abbiamo parlato di vari progetti dedicati al baratto, dell’Eco moneta di Cogoleto, di iniziative anti-spreco come Il buono che avanza. Oggi è la volta di Arcipelago Scec, un progetto nato a Napoli nel 2008 e che oggi conta oltre 15.000 iscritti in tutta Italia, fra cittadini comuni ed esercenti di attività commerciali.

    Di cosa si tratta? Lo Scec è un buono locale di solidarietà, ossia un patto per sostenere lo scambio di beni e servizi a livello locale accettando che una percentuale del prezzo (dal 5 al 30%, a discrezione dell’esercente) venga pagata in buoni. Ogni Scec ha valore convenzionale di un euro, ma non è convertibile in denaro.

    Come si può aderire? Sul sito arcipelagoscec.org si può rintracciare il proprio referente di zona: all’atto dell’iscrizione, che non prevede il pagamento di alcuna quota, si ricevono 100 Scec, che vengono caricati su un Conto Scec personale e possono essere convertiti in buoni cartacei presso un Punto Scec, una sorta di “sportello di zona” dedicato agli iscritti. Il saldo del proprio conto Scec e la mappa dei Punti Scec sono consultabili sul sito arcipelagoscec.org.

    Allo stesso modo, nella sezione Pagine auree si possono conoscere le attività commerciali in cui è possibile spendere gli Scec, suddivise per area geografica e per tipologia: al momento in Liguria sono iscritte circa 40 attività commerciali, soprattutto liberi professionisti che permettono di pagare in Scec parte della loro prestazione, ma anche realtà “ecosostenibili” come il gruppo Eticologiche.

    La situazione è tuttavia destinata a migliorare: è stato attivato recentemente un contatto con le istituzioni, come ci ha spiegato il referente genovese di Arcipelago Scec Enzo Cirone: «Siamo in contatto con il Civ di Nervi, la cui presidente è molto interessata al progetto: lo scopo è fare sì che i 90 esercenti del Civ aderiscano a Scec (alcuni già li accettano, per esempio il negozio Green Store, ndr). Abbiamo chiesto a questo scopo una collaborazione da parte del Municipio Levante: Scec è un progetto che nasce dal basso, come circuito associativo, ma il sostegno delle istituzioni è fondamentale. A Roma, per esempio, il Municipio IV – in cui vivono 250.000 persone – ha annunciato che metterà a disposizione alcuni uffici come punto informativo per lo Scec, per i commercianti che vogliono maggiori informazioni su come aderire, e si sta inoltre discutendo circa la possibilità di pagare parte di alcune imposte in Scec. La stessa cosa sta avvenendo a Parma, dove il Sindaco Pizzarotti si è mostrato molto interessato ad avviare una collaborazione».

    La domanda principale che ci si pone a riguardo è: lo Scec è uno strumento valido dal punto di vista fiscale? La risposta è affermativa: l’Agenzia delle Entrate è stata interpellata nel 2009, poco tempo dopo l’istituzione di Scec, è ha dato parere favorevole al progetto assimilando lo Scec a uno “sconto commerciale circolare e continuativo”. Ciò significa che gli esercenti battono lo scontrino sulla parte pagata in euro, mentre gli Scec incassati sono riutilizzabili solo presso altre attività commerciali che a loro volta accettano Scec.

    Un esempio? A Genova il Count Basie Jazz Club di vico Tana accetta il pagamento di parte del biglietto d’ingresso in Scec. Se il biglietto di ingresso costa 10 €, il cliente può pagare 7 € e 3 Scec: il locale batte lo scontrino solo sui 7 €, mentre i 3 Scec possono essere riutilizzati solo come pagamento in un altro locale aderente al circuito.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Foce, rimessa Amt: cittadini contro rumore e inquinamento

    Foce, rimessa Amt: cittadini contro rumore e inquinamento

    Una rimessa Amt – da dove quotidianamente partono un centinaio di autobus – genera una serie di criticità nel quartiere della Foce, per colpa di un’ubicazione disgraziata, a ridosso di numerose abitazioni, in una zona soggetta ad un intenso traffico di mezzi privati. Ormai da lungo tempo, i residenti di via Maddaloni, via della Libertà e via Finocchiaro Aprile, protestano contro l’inquinamento acustico e quello ambientale causato dal rumore assordante e dai fumi tossici che avvelenano l’aria e costringono i cittadini a serrare le finestre per preservare la salute.

    Il problema principale è legato al rumore visto che, spesso e volentieri, gli autisti tengono i mezzi accesi con vibranti accelerate per mandare in pressione i motori. Eppure ciò non sarebbe necessario visto che da alcuni anni Amt ha installato un sistema centralizzato, il cosiddetto press block, che permette di caricare l’aria compressa senza bisogno di accendere i motori degli autobus. Ma tant’è, secondo la denuncia degli abitanti, alcuni autisti non rispetterebbero le norme e continuerebbero con la consueta pratica.

    Sui forum online del Movimento 5 Stelle la questione è materia di discussione da alcuni mesi e così i consiglieri comunali “grillini” si sono schierati al fianco dei residenti.
    «Abbiamo eseguito un accesso agli atti trovando una prima discrepanza – spiega il consigliere Stefano De Pietro – Il Comune di Genova e l’Arpal (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Liguria) hanno prescritto all’azienda di utilizzare “esclusivamente” il sistema centralizzato. Amt ha ammesso il problema inviando una serie di avvertenze ai dipendenti, prima fra tutte quella di utilizzare il press block, “quando è possibile”. È proprio quest’ultima definizione a lasciare perplessi perché le norme impongono di utilizzare sempre questo sistema».

    Per quanto riguarda l’inquinamento prodotto dai gas di scarico «Il problema è più complesso – sottolinea De Pietro – considerando la difficoltà nel realizzare le adeguate misurazioni che consentano una lettura precisa dei dati».
    Comunque, il consigliere comunale assicura il massimo impegno del Movimento 5 Stelle «Stiamo leggendo attentamente le carte. Il nostro obiettivo è riunire le parti, abitanti ed azienda, intorno ad un tavolo per provare a trovare una soluzione».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Steve McCurry a Genova: incontro con il fotografo all’Università

    Steve McCurry a Genova: incontro con il fotografo all’Università

    Via Balbi, Università di GenovaGiovedì 18 ottobre inaugura a Palazzo Ducale la mostra Steve McCurry. Viaggio intorno all’uomo, una retrospettiva di uno dei più noti fotografi al mondo.

    In attesa dell’evento, McCurry si trova già a Genova e incontrerà il pubblico questo pomeriggio (martedì 16 ottobre, ndr) alle 15.30 nell’Aula Magna dell’Università, Scuola di Scienze Umanistiche, in via Balbi 2.

    Introducono Michele Marsonet, Preside della Scuola di Scienze Umanistiche e Alberto Beniscelli, direttore dei DIRAAS.

    Presentano i docenti di storia dell’arte contemporanea Franco Sborgi e Paola Valenti.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • L’altra metà del libro: incontro alla Biblioteca Berio

    L’altra metà del libro: incontro alla Biblioteca Berio

    Biblioteca BerioTra un mese esatto prenderà il via a Genova l’evento L’altra metà del libro, che porterà a Palazzo Ducale scrittori noti in tutto il mondo come Daniel Pennac, Ian McEwan e Clara Sanchez.

    In vista dell’evento sono stati organizzati nelle biblioteche di Genova alcuni incontri, allo scopo di raccontare il mondo di questi autori a partire dal punto di vista dei lettori, che rappresentano, come suggerisce il titolo stesso dell’evento, “l’altra metà del libro”.

    Il primo si terrà questa sera (martedì 16 ottobre, ndr) alle 20.45 presso la Sala dei Chierici della Biblioteca Berio. Come ogni martedì, la biblioteca resterà aperta fino alle 23.

    Questo primo evento è dedicato a tre autori.

    Alberto Manguel, Buenos Aires, 1948
    Scrittore, saggista, traduttore e curatore di fama internazionale, autore di “Manuale dei luoghi fantastici” e “Una storia della lettura”.

    Daniel Pennac, Casablanca, 1944
    Scrittore con una particolare propensione per storie surreali, ma ben radicate nel nostro tempo. Raggiunge il successo con la tetralogia di Belleville. Tra le sue opere più note “Come un romanzo” e “Ecco la storia”.

    David Albahari, Pec, 1948
    Scrittore serbo che vanta una produzione letteraria di matrice autobiografica e ispirata alla storia del suo Paese natale, autore di “Ludwig e Goetz” e “Meyer”. Il suo ultimo libro è “Sanguisughe”.