Mese: Novembre 2012

  • Viva la Terra: progetto ambientale del Fai per i giovani studenti

    Viva la Terra: progetto ambientale del Fai per i giovani studenti

    Il FAI – Fondo Ambiente Italiano, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, presenta il kit multimediale “Viva la Terra! Fai anche tu: fai la differenza” per la sensibilizzazione ambientale degli studenti delle scuole primarie e secondarie di I grado.

    L’utilizzo del kit, completamente gratuito, è un valido aiuto per stimolare il senso di responsabilità dei giovani studenti verso l’ambiente e far loro capire che i piccoli gesti individuali, così come le grandi scelte collettive, si riflettono sulla vita della Terra nel suo complesso: sull’ambiente, sul clima, sul paesaggio, sugli altri popoli e anche su noi stessi.

    Le classi delle regioni ABRUZZO, CALABRIA, CAMPANIA, FRIULI VENEZIA GIULIA, LIGURIA, MARCHE, SICILIA, TOSCANA, TRENTINO ALTO ADIGE, UMBRIA, VALLE D’AOSTA, VENETO, al momento dell’iscrizione, riceveranno una password per scaricare dal sito il kit didattico multimediale.

    Questo strumento ricco di informazioni e stimoli – formato da una piattaforma multimediale con percorsi didattici interattivi e schede di attività – potrà essere utilizzato dalle classi per riflettere e attuare una “impresa” (eco-plan) di rispetto ambientale.

    Tutte le informazioni sono disponibili sul sito web del Fai, all’indirizzo: http://faiscuola.fondoambiente.it/

     

     

    Foto di Diego Arbore

  • Primarie Pd, duello Renzi – Bersani: tanto rumore per nulla

    Primarie Pd, duello Renzi – Bersani: tanto rumore per nulla

    Pier Luigi BersaniL’altro giorno mi telefona mia madre. Solite cose: come stai, cosa ti fai da mangiare, sei ancora vivo, eccetera. Dopodiché l’attualità: «Hai visto le primarie del PD. Le rispondo che le ho seguite un po’ distrattamente e che non conosco nemmeno bene le cifre. «Ma come?», mi dice lei, «proprio tu non ti interessi di queste cose?». Obietto che per potersi interessare bisognerebbe che ci fosse qualcosa di interessante: e per questa battutina acida, ovviamente, mi sento dire che sono il solito disfattista, che non mi va mai bene niente, che c’è stata una grande partecipazione, che la gente ha voglia di votare, che è stato uno smacco per Grillo, più altri qualunquismi vari ed eventuali.

    Intuisco subito allora come, nonostante tutte le mie raccomandazioni, mia madre non abbia perso l’abitudine di tenere il televisore acceso sul TG1. Io ci provo a spiegare a quella brava donna che certe “notizie” non vanno prese per oro colato: ma non c’è verso, perché io sono il figlio saputello e lei deve dimostrarmi che anch’io posso avere torto. Vabbè, che ci volete fare? La mamma è sempre la mamma: se ogni tanto non trova qualcosa da ridire sui figli, che ci sta a fare?

    Dinamiche familiari a parte, però, sarebbe buona cosa non restare appesi a tanto clamore, se poi dietro non c’è nulla. Fino alla settimana scorsa i sondaggi davano il Partito Democratico tra il 28 e il 30 % (comunque in ascesa) e virtualmente prima forza del paese. Niente di strano: per moltissima gente, se non si vota a destra (e sarebbe roba per stomaci forti, di questi tempi…), allora vuol dire che si deve votare a sinistra: quindi PD. Vale la pena ricordare, però, che siamo sempre a una percentuale inferiore rispetto a quella delle ultime elezioni politiche, nel 2008, quando, candidato premier Walter Veltroni, i “progressisti” (si fa per dire) raccolsero il 33,7 % dei voti. E in quell’occasione, tra l’altro, persero miseramente (il PDL prese il 38,2 %).

    Ciononostante bisogna ammettere che il “fattore-primarie”, unico evento degno di nota in un panorama altrimenti dominato dalla monotonia tecnica, ha inevitabilmente catalizzato l’attenzione generale. Ma che si siano rivelate questo clamoroso successo, questo momento di alta partecipazione della società civile, tanto da segnare un arresto per l’avanzata della famigerata “antipolitica” (che poi non si è capito bene cosa sia), è tutto da dimostrare. A quanto pare, infatti, i votanti si sono rivelati alla fine solo 3,1 milioni. Nel 2007, quando tutti sapevano che bisognava solo ratificare la candidatura di Veltroni (75,8 % dei consensi), i votanti furono 3,5 milioni. Nel 2005, quando vinse Romano Prodi (74,1 % dei consensi: anche allora un verdetto già scritto), si presentarono ai gazebo 4,3 milioni di persone (i dati basta andarseli a leggere su Wikipedia). Quindi l’aperto ed incerto duello tra Bersani e Renzi non è bastato a far segnare un trend positivo: anzi, la partecipazione al voto si è mostrata più o meno in linea con il gradimento (sotto i livelli storici) già espresso dai sondaggi. Perché allora improvvisamente la stampa si è messa a gridare al miracolo?

    Un po’ per convincere la gente che la politica non è morta, nella speranza che ci creda (e cercando così di tirare l’ennesima stoccata al solito Grillo); un po’ perché il miracolo, tutto sommato, c’è stato davvero: non è un mistero, infatti, che molti si aspettassero un risultato ben peggiore. Detto questo, resta ancora aperta la questione più importante: il risultato delle primarie darà una svolta alla politica italiana?

    Ecco, sarà anche che sono disfattista, come dice mia madre: ma su questo argomento rimango parecchio scettico. E’ vero che, se vince Renzi, nelle alte e segrete stanze ci sarà un piccolo terremoto, perché gli interessi arroccati attorno al vecchio gruppo dirigente dovranno riposizionarsi. Ma poi? Cos’altro c’è dietro la sfida tra i due leader, a parte appunto lo scontro tra gruppi di potere e la contrapposizione, non particolarmente esaltante, tra “rottamatori” e “usato sicuro”? Mistero.

    A ciò si aggiunga che, ammesso e non concesso che il centro-sinistra (PD + Vendola) riesca alla fine a governare da solo (cosa molto difficile), anche qualora ciò fosse possibile, cosa cambia, se poi le regole di bilancio (e quindi le scelte di governo) sono imposte dalla BCE con una letterina? La gente continua ad aggrapparsi all’illusione che la cura Monti stia per finire e che, insieme con la cara vecchia politica, torni a breve anche la ripresa economica. Ma tutti in Europa sanno che le cose non stanno così, anche se il governo si ostina a negare la realtà (a proposito, non vi viene in mente quel tale che asseriva che i ristoranti erano sempre pieni?). La verità è che siamo solo agli inizi: di tagli ne vedremo ancora tanti, come ci ricordano ogni giorno.

    E’ per questo che l’Europa si fida solo di Monti “Mani di Forbice”; il quale non a caso in questi giorni è al centro di uno scambio di amorosi sensi col Presidente Napolitano, che non perde occasione per accordargli stima e fiducia (e che, se non fosse per la Costituzione sulla quale ha giurato, lo farebbe Re d’Italia). Rassegnatevi. Gli scenari più probabili sono: o un governo politico che prende ordini dalla BCE, oppure un Monti-bis (il quale gli ordini non ha bisogno neanche di farseli dare: è telepatico). Per questo vado dicendo già da parecchio tempo che, prima di discutere di ogni altra cosa, bisognerebbe rimettere in discussione i vincoli europei. Purtroppo la verità è che i primi ad essere contenti di farsi dettare la linea dall’Europa sono gli stessi politici, che in un colpo solo si manlevano da oneri e responsabilità (“ha fatto tutto l’Europa: non c’entriamo niente, noi!”). E difatti, quando sono interpellati sull’argomento, sciorinano le solite supercazzole: “gli Stati Uniti d’Europa” (e come no!), “il sogno europeo” (infatti stanno ancora dormendo), o al più una negoziazione con la Germania per ottenere un fantomatico “allentamento della stretta di austerità”, come ha proposto Bersani. Solo che doveva essere quello interpretato da Crozza: «Oh, ragassi: fateci spendere un pochettino! Siam mica qui a mettere il perizoma al toro da monta».

     

    Andrea Giannini

  • Notte degli Scrittori Genova 2012 al Teatro dell’Archivolto

    Notte degli Scrittori Genova 2012 al Teatro dell’Archivolto

    Teatro ModenaVenerdì 30 novembre al Teatro dell’Archivolto si tiene la terza edizione di La notte degli scrittori, una serata organizzata in collaborazione con la casa editrice Einaudi che mette insieme teatro, letteratura e convivialità.

    Cinque scrittori editi da Einaudi sono stati invitati dal direttore artistico dell’Archivolto Giorgio Gallione a scrivere un brano per l’occasione, partendo da una data a scelta. Così Massimo Carlotto scrive di Marsiglia partendo dall’anno 2013, in cui la città francese sarà capitale della cultura, Marco Presta sceglie il 28 settembre del 1942 per evocare una storia di famiglia che arriva sino ai nostri giorni, mentre Melania Mazzucco gioca su diverse date e diversi calendari, spostandosi dal 1975 (o 1395 per il suo compagno di banco pakistano) sino all’anno zero, in cui si suppone sia nato Cristo. Per Paola Soriga il 25 dicembre è invece la data in cui nascerà il figlio dell’italiana Mara e dell’africano Hassam, mentre Christian Raimo parla di amore e separazione in versi, e anche qui sullo sfondo compare una storia di emigrazione.

    Oltre ai racconti, saranno letti anche brani tratti dai libri più recenti dei cinque autori.

    I reading saranno a cura di due attori del Teatro dell’Archivolto, Giorgio Scaramuzzino e Rosanna Naddeo, mentre la parte di intervista sarà condotta da Danilo Di Termini (Caterpillar, Radio 2).

    La notte degli scrittori inizia alle ore 19 ed è divisa in due parti. Nell’intervallo viene offerta a pubblico e scrittori una cena a buffet allestita nei diversi spazi del teatro.

    Biglietti (con cena inclusa) 22-20 euro, Archivolto Free 13,50 euro, studenti 7,50 euro. Info 010 412135.

    I protagonisti

    Massimo Carlotto (Padova 1956), vincitore del Grinzane Cavour – Piemonte Noir nel 2005, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco, edito da Edizioni E/O, con cui ha pubblicato altri 15 romanzi. Autore anche di graphic novel e libri per ragazzi, sceneggiatore e giornalista, nel 2012 ha pubblicato per Einaudi il romanzo Respiro Corto (Stile Libero Big 2012).

    Melania Mazzucco (Roma, 1966) è una delle scrittrici italiane più premiate e tradotte. Premio Strega nel 2003 per Vita (2003), nel 2005 ha pubblicato Un giorno perfetto, da cui è stato tratto il film omonimo di Ferzan Ozpetek. Nel 2012 per Einaudi sono usciti Limbo (Supercoralli) e il libro per ragazzi Il bassotto e la regina.

    Marco Presta è uno dei migliori autori e conduttori radiofonici italiani. In coppia con Antonello Dose anima da molti anni la mattinata di Radio 2 con «Il ruggito del coniglio». Per Einaudi ha pubblicato nel 2011 Un calcio in bocca fa miracoli e Il piantagrane (2012).

    Christian Raimo (Roma, 1975), giornalista, redattore di «minima et moralia» e responsabile dell’inserto “Orwell” sul quotidiano Pubblico Giornale, nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli).

    Paola Soriga è nata a Uta, in provincia di Cagliari, nel 1979. Ha studiato letteratura a Pavia, Barcellona e Roma, dove adesso vive e lavora. Dove finisce Roma (Einaudi, 2012) è il suo primo romanzo.

  • Quarto, viale Quartara: cantiere abbandonato accanto al sito storico

    Quarto, viale Quartara: cantiere abbandonato accanto al sito storico

    Un’oasi verde del Levantea Quarto, lungo la creuza che dall’antica Aurelia conduceva fino al mare – spazzata via da un progetto edilizio risalente a molti anni fa, contro il quale alcuni abitanti della zona hanno intrapreso una lunga battaglia legale ottenendo un iniziale successo in sede di giustizia amministrativa, visto che il Tar aveva bloccato la cementificazione, ma in seguito, una sentenza del Consiglio di Stato (n. 01280/2010) ha ribaltato il verdetto accogliendo il ricorso presentato dalla società “Immobiliare Quartara SAS” (proprietaria del terreno e committente dell’opera), restituendole il diritto a costruire.

    Siamo nella parte bassa di viale Quartara, all’interno di quello che fu il Parco di Villa Quartara, dove un vasto appezzamento di terreno in fregio a chiesa e convento dei frati cappuccini (via Montani n. 1) – entrambi risalenti ai primi del ‘900, progettati dall’architetto Marco Aurelio Crotta secondo il nuovo stile liberty – è destinato alla costruzione di 2 edifici residenziali (ville di lusso) con annessi box interrati pertinenziali.
    Il 1 agosto 2011 sono iniziati i lavori che dovrebbero concludersi nell’agosto 2014. Peccato però che, dopo aver sbancato il terreno radendo al suolo un vasto uliveto e sradicando diversi alberi secolari (tra cui alcuni cedri del Libano), oggi e ormai da alcuni mesi, il cantiere sia completamente abbandonato. All’interno dell’area, a causa degli interventi di palificazione, è rimasto soltanto una sorta di acquitrino che rischia di allargarsi ogni qualvolta che piove.

    «Parliamo di un sito storico e monumentale il cui valore è sconosciuto ai più – sottolinea Ester Quadri del Circolo Nuova Ecologia di Legambiente – in viale Quartara insiste una concentrazione di progetti edilizi senza eguali. L’intera zona è congestionata dalla presenza di ville e villette. Una lottizzazione per così dire “garbata”, nel senso che non si tratta di grandi edifici residenziali ma piuttosto di un’edificazione a carattere famigliare-bifamigliare. Il risultato finale, però, non cambia: un eccessivo consumo di suolo sta conducendo alla progressiva scomparsa degli unici spazi verdi finora superstiti. D’altra parte sono comprensibili gli interessi dei privati, visto che la zona è di assoluto pregio non solo dal punto di vista paesaggistico – ambientale, ma anche immobiliare. Quello che stupisce è la disattenzione delle istituzioni pubbliche che, forse, dovrebbero fare più attenzione nel preservare aree di simile importanza».

    Il progetto è il n. 1448 del 2002. La concessione edilizia è stata rilasciata con provvedimento n. 356 del 9 giugno 2005. Come detto in precedenza la pratica ha avuto un’istruttoria molto lunga a causa dei contenziosi legali. Nel 2010 la sentenza del Consiglio di Stato sblocca la situazione e nell’agosto 2011 partono i lavori.
    Qui sorgeranno due singole ville. Una con l’ingresso in curva su viale Quartara, nei pressi del civico n. 7, un punto decisamente pericoloso in termini di viabilità. L’altra, invece, avrà l’accesso nella parte iniziale della medesima via.
    Nonostante il cantiere sia fermo da qualche tempo – secondo alcune voci a causa della carenza di risorse economiche – i nuovi immobili sono in vendita, ammirabili in bella mostra sulle pagine web della società “Minetti Immobiliare”.

    Per l’amministrazione comunale sono state rispettate tutte le procedure, come conferma il Dott. Paolo Berio, dirigente del Settore Approvazione Progetti e Controllo Attività Edilizie «Nel 2010 il Consiglio di Stato ha ribaltato la precedente sentenza del Tar e ha ritenuto valida la concessione edilizia rilasciata nel 2005 – spiega il dott. Berio – I lavori sono iniziati nell’agosto 2011. Solitamente l’avvio del cantiere deve avvenire nel giro di un anno dal rilascio della concessione. Nel caso di contenziosi legali, invece, la pratica rimane “congelata” fin quando la giustizia non ha fatto il suo corso».
    Certo, lascia adito a qualche dubbio, il fatto che trascorsi 6 anni, non sia più necessaria alcuna verifica in merito all’effettiva regolarità dell’opera.

    A pochi metri di distanza, adiacente al convento, un edificio abbandonato a metà, incombe sul terreno che ospiterà le due nuove case signorili. La costruzione, nata inizialmente come cisterna, in seguito ha assunto le sembianze di un villino, forse grazie all’ennesimo condono.
    Ma nel giro di pochi metri è facile osservare come la cementificazione, seppur a carattere mono e bifamigliare, non abbia risparmiato alcun fazzoletto di terra.
    Appena superata la curva, salendo lungo viale Quartara, troviamo altre due ville portate a compimento negli ultimi 2-3 anni. A fianco di esse un’antica villa liberty giace in condizioni precarie mentre, al contrario, poteva essere ristrutturata evitando un ulteriore consumo di territorio. Il problema, però, è che un intervento su quest’ultimo edifico avrebbe compromesso la possibilità di costruirne altri due nuovi di zecca nelle immediate vicinanze.

    Fatto sta che oggi i fortunati proprietari godono di una vista mozzafiato su questo splendido angolo del levante. Il costruttore, in cambio del diritto a costruire, ha realizzato alcuni posti auto che l’amministrazione comunale ha destinato agli abitanti di viale Quartara.
    Per completare il quadro, dato che la fame di parcheggi sembra inarrestabile, a pochi metri di distanza, gli operai lavorano alacremente alla realizzazione di una nuova serie di box interrati.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Pronto soccorso Genova: tempi di attesa e accessi sul web

    Pronto soccorso Genova: tempi di attesa e accessi sul web

    SanitàOgni anno si svolge a Rimini la rassegna E-gov, che premia i migliori progetti di innovazione sviluppati da Pubbliche Amministrazioni per portare reali benefici ai cittadini.

    Il vincitore dell’edizione 2012 (tenutasi lo scorso settembre) è stato l’Ospedale Galliera di Genova, che ha sviluppato nel 2006 una piattaforma web per migliorare le attività di smistamento di auto mediche e ambulanze da parte degli operatori del 118 e monitorare in tempo reale i dati di afflusso e i tempi di attesa nei pronto soccorsi dell’area metropolitana.

    Le code al pronto soccorso sono infatti una delle note dolenti dei pazienti che hanno bisogno di cure mediche: a questo scopo, il sito è stato premiato perché costituisce un punto di partenza per arginare il più possibile questo problema e, più in generale, migliorare un sistema sanitario locale sempre più colpito da tagli e disagi.

    L’indirizzo web galliera.it/118 – creato per gli operatori del 118 ma consultabile anche dai cittadini, con oltre 5.000 accessi giornalieri – permette di verificare tempi di attesa, visite in corso e OBI (Osservazione Breve Intensiva), divisi nei quattro codici previsti dal sistema sanitario – bianco, verde, giallo e rosso – dei principali ospedali di Genova: Galliera, San Martino, Villa Scassi, Gallino, Evangelico – Voltri e Micone.

    Marta Traverso

  • Carovana dell’ospedale dei pupazzi: un progetto dei circoli Arci

    Carovana dell’ospedale dei pupazzi: un progetto dei circoli Arci

    pupazziLa pubblicità “selvaggia” che vediamo in tv, sui giornali e nelle affissioni per strada, hanno trasmesso a bambini e famiglie l’idea di un rapporto usa e getta con i giocattoli: quando un peluche si rompe, ad esempio, si butta via e se ne compra uno nuovo.

    Arci Genova ha deciso di avviare un’iniziativa per trasmettere un messaggio differente: la Carovana dell’ospedale dei pupazzi è un atelier itinerante che tra novembre 2012 e maggio 2013 coinvolgerà tutti i Municipi, per un totale di 35 incontri dove verrà insegnato ai bambini (scuola primaria e primi anni delle elementari) a riparare i loro pupazzi e a vestirli con materiali di recupero.

    Questo il calendario completo (per info contattare niri@arcigenova.it tel. 393 4888510).

    – 1 dicembre: Circolo Arci Belleville (vico Calvi, Centro Est)
    – 9 dicembre: Circolo Arci Zenzero (via Torti, Bassa Val Bisagno)

    – 3 e 20 gennaio: Circolo Arci Merlino (via Galliani, Medio Ponente)
    – 12 gennaio: Circolo Arci 8 marzo (Giardini Rodari 12, Medio Ponente)
    – 26 gennaio e 10 febbraio: Circolo Arci Ciclistica (via Fillak, Centro Ovest)

    – 2 febbraio: Circolo Arci 7 novembre (viale dei Cipressi, Val Bisagno)
    – 24 febbraio: Circolo Arci Voltrese (via Cialdini, Ponente)

    – 2 marzo: Circolo Arci Il Guscio (via Gorizia, Medio Levante)
    – 10 marzo: Circolo Arci CIS (piazza Parri, Levante)
    – 24 marzo: Circolo Arci Futuro Primitivo (via De Bissone, Medio Ponente)

    – 13 aprile: Circolo Archi Barighini (Bassa Val Bisagno)
    – 21 aprile: Anpi Bolzaneto (via Boggiano, Valpolcevera)
    – 11 maggio: Circolo Arci 30 giugno (salita Angeli, Centro Ovest).

  • Why Club: nel weekend live dei Fetish Calaveras e disco party

    Why Club: nel weekend live dei Fetish Calaveras e disco party

    Fetish CalaverasAnche questa settimana il Why? Club di Nervi propone un weekend ricco di appuntamenti e musica: si inizia venerdì sera con il live della band Fetish Calaveras, con lo show “Aspettando Avanspettacolo“, il nuovo cd che uscirà prossimamente.

    Un concerto – parrucca party pazzo e divertente in cui è consigliabile presentarsi muniti di una parrucca…se strana, colorata e stravagante ancora meglio!

    La band savonese ha all’attivo più di 400 concerti live nei festival e club più noti del nord Italia e propone un repertorio che varia  dallo swing al rock ‘n’ roll, surf e rock a billy; nel corso degli anni ha collaborato con artisti di fama nazionale come Tonino Carotone e Arpioni, The Hormonauts, Vallanzaska, Stiliti, Marco di Maggio Trio, Meganoidi, Pornoroviste, Alberto Camerini, Trash Tornados, Derozer e molti altri.

    Un live ricco di energia in cui è impossibile non scatenarsi sulla pista del Why Club! L’inizio è previsto per le ore 22.30 circa.

    Sabato invece la serata è dedicata alla musica disco: in consolle dj resident Hr dj, sul cubo Andrea, Voice Flavio e Drag resident Lady Tolemaide. Ospite della serata Drag Marghot.

    In più, torna a grande richiesta la sirena lampeggiante: al momento della sua accensione, tutte le consumazioni costeranno la metà.

    Ingresso libero, consumazione facoltativa (Parcheggio riservato – servizio guardaroba)

     

  • L’Ars Topiaria: il suo impiego nelle terrazze e nei piccoli spazi

    L’Ars Topiaria: il suo impiego nelle terrazze e nei piccoli spazi

    ars topiaria terrazzaOltre all’impiego dell’“ars topiaria” nei parchi e nei giardini, non va dimenticato che questo tipo di realizzazioni possono essere utilizzate con grande successo anche sui terrazzi e nei cortili.

    Molte delle piante menzionate nei precedenti articoli si adattano infatti bene alla crescita in contenitori. Sarà quindi possibile far crescere bossi a sfera, a spirale, intrecciati o a colonna tra i tetti cittadini. Alla base di queste piante si potranno poi collocare, per ravvivare l’effetto durante i mesi estivi, piante stagionali quali surfinia (petunie), nicotiana (fiori di tabacco), impatiens (fior di vetro), begonie…, oppure, nella stagione invernale, eriche, ciclamini,… o ancora, in primavera, bulbose e tuberose quali narcisi, crochi e giacinti.                                                                                                                                                                                                                                                                      .

    ars topiaria terrazza 1

    Va raccontato che l’impatto dell’“ars topiaria” sull’osservatore risulta generalmente di tipo formale. Nel caso, poi, in cui si volesse realizzare una terrazza cittadina di tale tipo, sarà possibile utilizzare uno schema base, cui apportare, di volta in volta, le necessarie modifiche.

    Per esempio, si potrebbe immaginare di realizzare una sorta di semplice muro di colore verde-grigiastro, con piante di westringea o analoga essenza collocate in vasconi e potate in modo regolare o anche, se si preferisce, lasciate sviluppare in modo semi spontaneo. Negli angoli del terrazzo si potrebbero impiegare, a contrasto cromatico, bossi verde scuro, potati a spirale, a fiamma o anche eventualmente ad alberello.

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    All’insieme si potrebbero però aggiungere, tenuto conto delle rispettive esigenze colturali, idrangee (paniculataquercifolia…) di vario tipo, aralie, magnolie di piccole dimensioni, azalee ed eventualmente rincospermum jasmoinoidesclematidi o caprifoglio per ricoprire le strutture verticali.

     

    ars topiaria terrazzo giardinoars topiaria dettaglio

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    L’insieme cromatico, da adeguare al contesto degli edifici ed ai gusti personali, potrà ovviamente variare moltissimo in quanto la maggior parte delle essenze vegetali sopra menzionate è disponibile, in natura e quindi sul mercato, in una ampia gamma di colorazioni.

    Per la pavimentazione si suggerisce, nel caso di impiego di piante potate secondo i dettami dell’“ars topiaria”, qualcosa di classico, ad esempio pietra grigia, ardesia o similari.

    L’arredo potrà poi essere o molto lineare o, preferibilmente, di tipo usuale, ad esempio in ferro, a seconda del taglio complessivo che si vuole dare all’insieme. Nel contesto urbano, non va infine neppure sottovalutato l’impiego della singola pianta, potata secondo i dettami dell’“ars topiaria”. Anche un solo bosso, un alloro o altro arbusto, adeguatamente collocato su un balcone, oppure una semplice coppia di piante gemelle, posizionate ai lati di una porta di ingresso, possono infatti modificare completamente l’insieme in cui sono inserite.

    ars topiaria dettaglio 2ars topiaria terrazzo 3

    Questi arbusti dalle forme scultoree sottolineano e valorizzano gli elementi architettonici degli edifici e permettono, con una spesa molto limitata, di creare, anche in città ed in spazi molto ridotti, uno contatto tra interno della casa ed esterno ed uno stretto rapporto, al variare delle stagioni, con la natura.

    Come dimostrano le fotografie di questo articolo, tale tipo di impiego del verde è infatti ampiamente diffuso nelle principali capitali europee, da Londra, ad Amsterdam, a Parigi… e persino in realtà, solo apparentemente molto “cementificate”, come New York.

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Lotta all’AIDS, cura e prevenzione: l’Asl 3 in piazza per sensibilizzare

    Lotta all’AIDS, cura e prevenzione: l’Asl 3 in piazza per sensibilizzare

    In occasione della giornata mondiale per la lotta all’AIDS, celebrata come ogni anno il 1° dicembre, l’ASL 3 (Azienda Sanitaria Locale genovese) scende in piazza per un evento di prevenzione e sensibilizzazione: dalle 18.00 del 30 Novembre il Camper Unità di strada appositamente allestito stazionerà in Piazza Caricamento e, fino a notte inoltrata, il personale specialistico delle S.C. Sert, composto da infettivologi, infermieri ed educatori, insieme agli educatori di strada Afet e Provincia incontreranno le persone, offriranno ascolto, forniranno materiale informativo cartaceo e presidi sanitari.

    L’evento – promosso dal Sert di ASL 3 in collaborazione con l’Associazione Afet Aquilone Onlus cui è affidata la gestione dell’Unita di Strada, l’Ufficio Benessere Organizzativo e Pari Opportunità della Provincia di Genova che si occupa del progetto Nuovi Orizzonti dedicato al sostegno delle vittime di tratta e la sezione genovese della L.I.L.A. (Lega Italiana Lotta all’Aids) che metterà a disposizione il materiale dell’ultima campagna – è finalizzato innanzitutto a sensibilizzare la popolazione sulla necessità di mantenere alta la soglia di attenzione verso questa malattia, sia sollecitando l’adozione di comportamenti protettivi, soprattutto per quanto concerne la sfera dei comportamenti sessuali, sia ribadendo l’importanza di sottoporsi al test HIV anonimo e gratuito.

    Proprio per agevolare quanti vogliano sottoporsi al test, durante la serata sarà inoltre possibile, per chi lo desidera, ottenere counselling infettivologico pre-test ed eventuale appuntamento per l’esecuzione del test la settimana successiva presso l’ambulatorio di Vico Croce Bianca 24r, che per l’occasione resterà aperto. Si ricorda che ASL 3 da aprile 2012 è attiva in vico Croce Bianca con il proprio personale infettivologico, psichiatrico, di accoglienza e di mediazione culturale.

    L’evento del 30 novembre si rivolge a tutta la popolazione e in particolare alle fasce in situazione di particolare fragilità, quali le lavoratrici del sesso, i loro clienti e i migranti in condizioni di irregolarità, non solo ai fini della loro tutela, ma anche per la cura della salute della collettività. Proprio a tale scopo, durante la serata una mini-equipe di operatori sarà anche impegnata in percorsi “ragionati” per contattare le fasce obiettivo dell’evento.

    «La trasmissione del virus HIV, purtroppo, è ancora un fenomeno importantescrive in un comunicato l’ASL 3e la sottovalutazione dei rischi spesso porta molte persone ad apprendere di aver contratto il virus all’insorgere dei sintomi della malattia, ovvero molto tempo dopo il contagio, riducendo l’efficacia dei trattamenti ed esponendo se stessi e gli altri a ulteriori rischi di diffusione della malattia».

    I dati dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale per le Malattie Infettive (OERMI) – che si occupa della sorveglianza epidemiologica della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) sul territorio regionale fin dalla prima metà degli anni ’80 – evidenziano un costante decremento dei casi di AIDS con 2,7 casi ogni 100.000 abitanti, rispetto alla punta massima di 16,9 ogni 100.000 del 1995. A livello nazionale, i dati riportati dai diversi sistemi di sorveglianza regionali indicano che nel 2010 sono stati diagnosticati 5,5 nuovi casi di Hiv positività ogni 100 mila residenti e quasi una persona su 3 diagnosticate come Hiv positive è di nazionalità straniera.

    «La diminuzione delle nuove diagnosi è da attribuire più alla modificazione della storia naturale dell’infezione, grazie alle nuove terapie, che ad una vera diminuzione delle infezione da HIV, oltre che ad una scarsa propensione, da parte dei liguri, ad eseguire il test per la ricerca degli anticorpi anti-HIV, atteggiamento da cui dipende un ritardo nel riconoscimento dello stato di sieropositività», sottolinea l’ASL 3.

    Sulla base delle informazioni raccolte, ottenute grazie al sistema di sorveglianza attivato dalla Regione Liguria presso i centri clinici, si evidenzia che sulla diminuzione delle nuove diagnosi hanno avuto un gran peso i cambiamenti epidemiologici avvenuti dal 1996, quando per la prima volta si è verificata una diminuzione di nuovi casi di AIDS (-12%) e dei decessi correlati all’AIDS (-10%), rispetto al 1995. E se dai dati non si può escludere che vi sia una minore circolazione del virus Aids, secondo i tecnici, invece, vi sono parecchi segnali preoccupanti.

    «La sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV acquista un valore molto importante per descrivere i fattori di rischio e la vulnerabilità di chi contrae oggi questa infezione – spiega ancora l’ASL 3 – dando la possibilità di pianificare politiche di controllo appropriate e ridurre la diffusione dell’HIV».

    «In questo ambito l’attività di prevenzione sul territorio risulta fondamentale – conclude l’Azienda Sanitaria Locale genovese – il Progetto Fenice, promosso dal Ser.T. di ASL 3, è nato proprio per promuovere azioni finalizzate alla riduzione del danno e alla prevenzione dell’AIDS nella popolazione genovese e mantiene il proprio stile operativo di presenza anche nei luoghi di incontro e divertimento per sottolineare come la prevenzione sia un dovere di tutti e debba rientrare tra le pratiche quotidiane di tutela della salute individuale e collettiva delle persone. La prevenzione dell’AIDS, infatti, passa anche attraverso la limitazione dei consumi di sostanze stupefacenti e alcoliche il cui abuso spesso riduce la soglia di attenzione verso comportamenti a rischio in campo sessuale».

    Per aumentare l’efficacia delle azioni di prevenzione è molto importante la collaborazione fra Istituzioni sanitarie pubbliche con altri enti e associazioni non profit. In tale direzione si inserisce la collaborazione fra ASL 3 e AFET Aquilone, cui è affidata la gestione dell’Unità di Strada e che da aprile 2012 è partner di ASL 3 nella gestione dell’ambulatorio medico-infermieristico di vico Croce Bianca.

    La popolazione è tutta invitata, così come gli organi di informazione.

    A tale evento di sensibilizzazione in strada, parteciperà, a partire dalle ore 19.00, anche la Direzione dell’Azienda Sanitaria Locale, nella figura del Direttore Sanitario dr.ssa Ida Grossi, che sarà anche disponibile a rispondere ad eventuali domande da parte dei giornalisti presenti.

  • Molassana, piscina Sciorba: gestione affidata a Genova Nuoto

    Molassana, piscina Sciorba: gestione affidata a Genova Nuoto

    Val Bisagno, SciorbaAdesso è ufficiale: la gestione decennale dell’impianto sportivo della Sciorba sarà affidata ad una Società Consortile “MY SPORT” che raggruppa otto sodalizi sportivi genovesi (ASD GENOVA NUOTO – POLISPORTIVA ANPI MOLASSANA 2000 – ASD FOLTZER SSD – CENTRO NUOTO SESTRI – G.S.ARAGNO ASD – FRATELLANZA PONTEDECIMO – RN CAMOGLI ASD – SISPORT GYM ASD).

    Dopo mesi di incertezze, legate ad un lungo contenzioso legale, con le società sportive costrette ad arrangiarsi per fronteggiare le criticità dell’impianto comunale di Molassana, finalmente si aprono nuove prospettive per lo sport in Val Bisagno.

    Esprime soddisfazione il presidente dell’Asd Genova Nuoto, Mara Sacchi «Ci siamo aggiudicati la gestione della piscina – spiega Sacchi – adesso viene il difficile, ci attendono mesi impegnativi per sistemare al meglio le cose».

  • Francesco Moneti, dai Modena City Ramblers a FryDa: una vita in musica

    Francesco Moneti, dai Modena City Ramblers a FryDa: una vita in musica

    Francesco MonetiBouzouki, oud, banjo, violino, mandolino: cosa sono, da dove vengono… e come si suonano? Francesco Moneti, violinista e figura di punta dei Modena City Ramblers, sarà a febbraio a Genova per spiegare a un pubblico di professionisti, aspiranti tali o semplici appassionati che cos’è l’electro-folk. Ospite della Claque, Moneti parteciperà a Buoni Esempi, evento organizzato da Ultimo Piano Records in collaborazione con La Claque-Teatro della Tosse:  quattro seminari sulla tecnica e “filosofia” del lavoro del musicista, ognuno tenuto da un professionista diverso, da Bubola a Zamboni. Tutti nomi di spicco, che hanno segnato la storia della musica italiana.

    Ma concentriamoci su Francesco Moneti… la sua ventennale fama di musicista sicuramente lo precede: figlio d’arte (il padre era il chitarrista dei Kiks), dagli esordi nei primi anni ‘90 negli Inudibili (oggi Negrita) al progetto della Casa del Vento con Stefano “Cisco” Bellotti e Massimo Giuntini, fino al grande successo con i Modena.

    Tante le esperienze musicali. E sicuramente variegate. Dopo il boom di notorietà con i MCR, dal 2009 hai avviato un nuovo progetto, FryDa, un duo di violino e fisarmonica, cui hai dato vita insieme al collega, ex-MCR, Daniele Contardo. Due scelte sicuramente di pregio, ma opposte. Dalla cresta dell’onda, all’ “auto-esilio” in club di nicchia per un pubblico esclusivo. Come mai questa decisione?

    «Non sono opzioni antitetiche. È stata piuttosto una scelta necessaria, quella di portare avanti contemporaneamente tanti progetti e varie collaborazioni con artisti di spicco. I nomi sono davvero tanti: Omar Pedrini, Lele Battista, Giulia Tripoti, Mau Mau, Bandabardò. E molti altri, italiani e internazionali. Così come i progetti musicali: negli anni ’90 sono stato tra i fondatori del gruppo irish-folk Casa del Vento che di recente ha collaborato con Patty Smith. In più, ci sono e ci sono stati naturalmente i Modena, e poi sono approdato da tre anni a FryDa, che mi dà la possibilità di esibirmi con Daniele in piccoli locali, davanti a un pubblico sì esiguo, ma sicuramente più attento, per cui cosa suoni e come lo esegui sono due fattori di fondamentale importanza. Questo un po’ mi manca con i MCR… Mi piace, eccome, suonare in una band, ma eseguire la stessa scaletta, seguire gli stessi copioni… mi uccide! Per questo, da sempre ho l’esigenza di fare tante cose, iniziare molti progetti, collaborare con artisti dai diversi background musicali. Mi fa crescere, è stimolante. Pensa che da un anno a questa parte ho voluto sperimentare anche l’ebrezza di essere “dietro ai  riflettori”, e così ho iniziato a produrre musica. Mi piace molto il ruolo di produttore che sto sperimentando con la band Rossopiceno… Non da ultimo, con FryDa abbiamo composto la colonna sonora del film “Re Nero” di Valerio Oldano, thriller presentato proprio in questi giorni all’Asti Film Festival. Volevo stare dall’altra parte, per una volta lontano dalla mischia».

    A proposito di cinema, non è l’unica volta in cui hai avuto a che fare con questo mondo. Prima di Re Nero, la parte di musicista-attore in Gangs of New York di Martin Scorsese. Come sei approdato al grande schermo, forte passione o solo questione di fortunate coincidenze?

    «Un po’ entrambe le cose. Sono da sempre un appassionato di cinema, ma con “Gangs of New York” è stato tutto un caso, una serie di favorevoli congiunzioni astrali, diciamo. Produzione hollywoodiana, regista che non ha bisogno di essere commentato, cast stellare (solo qualche nome: Daniel Day Lewis, Di Caprio, Cameron Diaz). E, di conseguenza, costi stratosferici. Per questo, quando il film è arrivato a Cinecittà per girare buona parte delle riprese, la produzione ha deciso di avvalersi di collaboratori e attori “in loco” per ridurre le spese… e hanno chiamato me. Mi sono ritrovato a girare alcune scene in cui interpretavo il ruolo di un musicista irlandese. Una in particolare, quella in cui eseguo un assolo di violino, mi è rimasta dentro: non posso non pensare che ha fatto il giro del mondo e in Giappone, negli USA, dappertutto dove è arrivato questo film, è arrivata la mia musica».

    Dal cinema, alla radio. Un musicista e musicofilo come te, sicuramente vivrà in prima persona la problematica del monopolio radiofonico di certi tipi di artisti, più “mainstream”, e di certi tipi di canzoni. Pensi che lo sviluppo delle web radio sia un buon modo per ovviare al problema? Hai fiducia in un futuro di musica “liberalizzata”?

    «Tutto è possibile! In un panorama musicale asfittico, in cui le radio sono oligopolio dei vari Ligabue e Vasco Rossi –senza nulla togliere-, ben venga dare spazio ad artisti “minori”, meno nazional-popolari. Già è diffusa la tendenza per le giovani band di sfruttare nuovi mezzi come YouTube e MySpace per inserire i loro video online. Per farsi conoscere, e aggirare così sia le acque melmose delle “radio sottobosco” che la piramide insormontabile delle radio più famose».

    Democratizzare la scena musicale tramite i nuovi media, d’altronde, è un fenomeno inevitabile: è avvenuto nel campo giornalistico, con il fenomeno del “citizen journalism”, e c’è da scommettere che anche la musica non ne resterà immune. Non c’è però il rischio di farci sommergere da troppe realtà, troppo piccole?

    «È un rischio da correre. Starà agli utenti discernere il prodotto buono dall’ennesimo caso di strimpellamento adolescenziale».

    Ancora giovane (classe ’69), ma con una lunga carriera alle spalle e collaborazioni di prestigio, nazionali e internazionali. Hai calcato il palcoscenico milioni di volte: la tensione, l’”ansia da prestazione” c’è sempre o è passata?

    «Mentirei se dicessi che provo, a 43 anni, le stesse emozioni che provavo a 26! Però questo mio ultimo progetto, FryDa, mi ha dato la possibilità di rimettermi in gioco. Una specie di “ricambio di sangue”: avere a che fare con i giovani mi ha fatto provare emozioni primordiali. Fare il musicista per me è una condizione in bilico tra mestiere e vocazione, tra routine e fuoco sacro».

    Un mestiere, il suo, sicuramente carico di soddisfazioni e riscontri positivi. Non da ultimo, il fatto che, sulla scia di Buoni Esempi di Genova, anche in Sicilia, Sardegna e Marche gli sia stato proposto di tenere dei workshop per portare in giro il suo “electro-folk” e i suoi strumenti, così poco “classici”. Bello che proprio da Genova, tristemente nota per l’atrofia della sua scena musicale, vengano esportate iniziative pregevoli come questa.

    Salutiamoci con una nota positiva, con un po’ di speranza. Dicci perché ti definiresti un “buon esempio”… «I buoni esempi, secondo me, sono personaggi che, pur muovendosi in un’area indipendente e spesso alternativa al grande mercato, hanno ottenuto risultati nel campo della musica. In un momento di situazione economica incasinata e crisi generale, fare seminari con gente che da decenni dedica la propria vita alla musica è di buon auspicio. È bene promuovere l’esempio di chi coniuga passione e mestiere».

     

    Elettra Antognetti

    Gli stage si svolgeranno di domenica con orario 10,30 – 13,30 / 15,30 – 18,30 c/o lo Spazio 25 o c/o La Claque, a numero chiuso (30 partecipanti massimo). Le iscrizioni si chiudono una settimana  prima della data prevista per lo svolgimento (febbraio 2013).

    Per info e costi:  348.2682852 . Iscrizioni presso la biglietteria del Teatro della Tosse, Piazza Renato Negri, 4  16123 Genova  –  010 248 7011   info@teatrodellatosse.it  o upr@upragency.com. I programmi dettagliati sul sito www.upragency.com

     

     

  • Val Bisagno: interventi sul Rio Finocchiara, piazza Martinez e Terralba

    Val Bisagno: interventi sul Rio Finocchiara, piazza Martinez e Terralba

    Marassi, Bassa ValbisagnoSono 4 gli interventi inclusi nella proposta del programma triennale dei lavori pubblici per l’area della bassa Val Bisagno, illustrati la settimana scorsa dall’assessore comunale competente, Gianni Crivello, al fine di ascoltare il parere del consiglio municipale.

    La priorità del piano triennale – come dichiarato dall’amministrazione di Palazzo Tursiè il risanamento del territorio e del dissesto idrogeologo. Ma, secondo Rifondazione comunista- Federazione della sinistra «Gli interventi previsti hanno, in realtà, poco a che fare con la questione idrogeologica, pur essendo la nostra una delle aree ad interesse nazionale».

    «Sono ininfluenti, almeno sul piano idrogeologico – spiega Giuseppe Pittaluga, consigliere Rc-Fds del Municipio Bassa Valbisagno – Noi non siamo contro l’intero programma, alcuni lavori crediamo siano urgenti e utili, per questo al momento della votazione ci siamo astenuti».

    La proposta di piano – come in tutti gli altri 8 municipi – è stata approvata dal consiglio della Bassa Valbisagno.

    Vediamo nel dettaglio i singoli lavori:

    opere propedeutiche alla realizzazione dello Scolmatore (costo stimato in 59 milioni di euro). Parliamo del cosiddetto “mini-scolmatore”, primo stralcio funzionale dell’opera (costo complessivo circa 230-260 milioni), ovvero il prolungamento della galleria di servizio dello scolmatore, in grado di captare l’acqua da tre affluenti del Bisagno (Fereggiano, Noce e Rovare), rendendola funzionale già prima della completa costruzione dello scolmatore.
    «Non abbiamo capito che cosa sarebbe, o meglio, che lavori si effettuerebbero con quella cifra apparentemente stanziata, non abbiamo visto un progetto e neppure un disegno – continua Pittaluga – Non abbiamo neanche chiaro se quel che si propone “scolmerebbe” alla fine l’acqua o sarebbe solo propedeutico all’opera principale».

    Ammesso e non concesso che davvero sia realizzabile la deviazione della piena del Fereggiano con quella cifra, si domanda Rc- Fds «Dove sono i 59 milioni di euro? Dipendono dallo stanziamento richiesto per il Piano-Città, per il quale Genova ha presentato progetti tutti cantierabili, per un totale di circa 120 milioni. Pur sommando ad essi i cinque milioni promessi dal Comune ed i cinque messi dalla Regione, il totale dei fondi non consentirebbe di realizzare lo scolmatore ».

    Allo stato attuale, infatti, il denaro disponibile concretamente, è pari a 10 milioni di euro.
    «Noi chiediamo che, realisticamente e non in contrasto con l’opera prevista ma in misura complementare, questi soldi siano spesi per i lavori previsti dal Piano di Bacino – conclude Pittaluga – interventi diffusi come la regimentazione idraulica e naturalistica delle acque sui versanti trasformati in fiumare improvvise e assassine dall’impermeabilizzazione; puntando nell’immediato sull’allargamento, realizzabile in breve periodo, dell’alveo del Fereggiano da Largo Merlo al Bisagno. Coscienti che questo non ci salverebbe dalla piena di 1200 m3, ma sanerebbe l’abitabilità, il commercio e l’esistenza di un’ampia area e ci permetterebbe di sopravvivere».

    -copertura del mercato di Terralba, per cui sono stanziati circa 600 mila euro, lavori improcrastinabili, visto che stiamo parlando di locali comunali. «Se io pago l’affitto il mio padrone di casa è tenuto a far si che il tetto non mi caschi in testa – sottolinea Pittaluga – Si è detto che Terralba è il secondo mercato di Genova. Ma se davvero si volesse salvaguardare la piccola rete commerciale, importante sotto diversi aspetti, incentivandone uno sviluppo capillare, non si sarebbe asservita l’intera area e gli abitanti alla logistica privata della grande distribuzione, concentrando quattro o cinque supermercati in zona. Siamo in tempo per rimediare, se l’intervento sul tetto del mercato Terralba auspica questa direzione».

    piazza Martinez, intervento di restylingdalle caditoie al selciato – costo previsto circa 250 mila euro. Si tratta nuovamente di un intervento per così dire “dovuto” «in quanto, se non altro riparatore per il pregresso e di prevenzione civile per il futuro», spiega Pittaluga.
    Però, occorre sottolineare «Nulla c’entra con le piene e le alluvioni – continua il consigliere Rc-Fds – Nonostante che 250 mila euro siano davvero pochi la nostra aspettativa è che il municipio riesca a coordinare le realtà interessate in un processo di urbanistica partecipata, impostazione della quale il nostro presidente da tempo si rende promotore. Pensiamo ad un coinvolgimento della facoltà di Architettura, così come dei plessi scolastici vicini. Piazza Martinez era e potrebbe essere un aggregatore di socialità, quindi cerchiamo di andare in questa direzione».

    Rio Finocchiara e via omonima, rifacimento argini ed interventi di risanamento idraulico, spesa circa 500 mila euro.
    Questo è l’unico lavoro previsto che tocca da vicino il tema idrogeologico. Parliamo di un punto davvero critico, il rio Finocchiara, infatti, è uno dei due torrenti affluenti del Fereggiano in cui la piena del novembre scorso ha preso forma, alimentata in seguito dalle fiumare provenienti dai versanti.
    «Con 500 mila euro si interviene sugli argini del rio, nel segmento ancora abitato interno alla piccola valle – spiega Pittaluga – Innanzitutto occorre la massima attenzione per non favorire la creazione di nuovi parcheggi abusivi lungo il corso del Finocchiara. E poi bisogna tenere conto della naturalizzazione del torrente. Si parla di ingegneria naturalistica, bene, ma ci chiediamo se questo non fosse un lavoro organico ad un’operazione più ampia che prevedesse di bloccare la frana dal Poligono di tiro e di risolvere la questione dei muraglioni di contenimento di materiali della Cava dei Ratti che sono accumulati a partire dagli anni ‘40: una spada di damocle sulla testa degli abitanti. Diversamente anche qui si sbaglia – conclude il consigliere Rc-Fds – è come sistemare lo zoccolo di una casa con tetto e pareti pericolanti».

     

    Matteo Quadrone

  • Fumetti in biblioteca: apre una nuova sezione alla Berio

    Fumetti in biblioteca: apre una nuova sezione alla Berio

    FumettiLa biblioteca Berio si ingrandisce, inaugurando sabato 1 dicembre 2012 una nuova sezione dedicata ai fumetti: oltre 1.600 titoli (di cui 1.000 in acquisto e 600 in dono) che comprendono i più noti autori del settore, italiani e internazionali, e che hanno coinvolto 20 importanti case editrici italiane di fumetti.

    Ideata da Sergio Badino e curata in collaborazione con Roberto Beccaria, la nuova sezione è frutto di un progetto iniziato nel 2009 per attirare studenti universitari e adulti, con una raccolta di opere non destinate necessariamente all’infanzia, sia testi a fumetti sia saggistica sull’argomento.

    L’evento è celebrato da una mostra dal titolo “I Classici della Letteratura a Fumetti” curata da Sergio Badino: note opere letterarie reinterpretate in chiave fumettistica da autori noti ed esordienti.

    Saranno calendarizzati successivi eventi su questi temi, fra mostre, incontri con gli autori e altre attività culturali.

  • Green Greed: collettivo artistico e sala di registrazione

    Green Greed: collettivo artistico e sala di registrazione

    Il 18 ottobre 2012 si è costituita a Genova, nel quartiere di Sampierdarena, una nuova associazione di giovani: il collettivo artistico Green Greed, i cui membri hanno fra i 16 e i 27 anni, si pone l’obiettivo di valorizzare ogni disciplina artistica.

    I ragazzi che hanno già aderito al progetto provengono da vari ambiti della creatività, in particolare la musica: proprio a questo scopo, il primo atto di Green Greed è l’apertura di una sala di registrazione audio/video accessibile gratuitamente per giovani artisti e band.

    «Green Greed nasce dalla necessità di creare una rete di supporto agli artisti nel modo più semplice ed efficace possibile, mettendo in contatto tra di loro artisti di ogni genere e luogo. Il nostro scopo è quello di aiutarci l’un l’altro per raggiungere i nostri obiettivi attraverso photobooks, registrazioni, pubblicazioni, video, esibizioni, workshop, tutorials e quant’altro possa venirti in mente» è scritto sul Manifesto del collettivo.

    La partecipazione è aperta a musicisti, attori, programmatori, disegnatori, tecnici del suono, fotografi, grafici e video-maker.  A breve verrà calendarizzato un programma di concerti e iniziative.

    Per tutte le informazioni si può contattare Green Greed all’indirizzo mail greengreedfamily@gmail.com.

  • Val Polcevera: interventi contro il rischio idrogeologico

    Val Polcevera: interventi contro il rischio idrogeologico

    Messa in sicurezza dell’area a rischio idrogeologico in località Cesino e del fronte franoso in località Brasile (Bolzaneto), realizzazione del 3° lotto dell’adeguamento idraulico del Rio Fegino. Sono queste le zone della Val Polcevera in cui il programma triennale dei Lavori pubblici 2013-2014-2015 prevede gli interventi più importanti.

    Le altre opere previste sono: un percorso pedonale e orti urbani tra via Maritano e via Chechov (quartiere Diamante), la riqualificazione energetica della Diga del Diamante (Progetto Europeo R2 Cities), la messa in sicurezza del chiostro di Certosa, un intervento sulla tratta della metropolitana Brin-Canepari.

    La Giunta municipale ha proposto l’esecuzione di una serie di opere urgenti, considerate esigenze prioritarie per il territorio, da inserire nelle voci del programma. Parliamo di manutenzioni straordinarie su numerosi edifici scolastici nei quartieri di Teglia, Rivarolo, Pontedecimo, Certosa, Trasta, Murta, sui cimiteri Cabona (Rivarolo) e Biacca (Bolzaneto) e sul mercato comunale di Certosa (rifacimento copertura tetto a causa di infiltrazioni).

    Il consiglio del Municipio Valpolcevera, nella seduta di giovedì scorso, ha espresso parere favorevole (a maggioranza) alla proposta del programma.

    «C’è stata una discussione animata in merito alla proposta dei lavori pubblici – spiega Davide Ghiglione, consigliere Fds – Alcuni interventi sono molto significativi e dovrebbero dare una risposta al rischio idrogeologico: messa in sicurezza del rio Fegino che in passato ha causato criticità al quartiere, dell’area di Cesino e la riduzione del fronte franoso in località Brasile (Bolzaneto). E poi le manutenzioni straordinarie in diverse scuole tra cui Villa Sanguineti a Trasta (rifacimento tetto) diventata il simbolo della lotta contro il Terzo Valico».

    Inoltre, con deliberazione della Giunta comunale n. 249 del 4 ottobre 2012 ad oggetto “Nota di variazione ai documenti previsionali e programmatici 2012/2014”, sono stati approvati per l’annualità 2012 i lavori di riqualificazione dei locali di Passo Torbella 12 quale nuova sede per l’ATS 41; un intervento che consentirà di liberare i locali di Certosa (via Borsieri) offerti alla ASL 3 (con decisione di Giunta del Municipio Valpolcevera il 22 ottobre 2012), quale sede degli ambulatori e del Cup, attualmente ubicati in via Canepari e di cui è prevista la chiusura.

     

    Matteo Quadrone