Anno: 2012

  • Primo Maggio: le aperture straordinarie dei Musei di Genova

    Primo Maggio: le aperture straordinarie dei Musei di Genova

    Via GaribaldiIl primo Maggio Genova apre le porte di alcuni dei suoi musei.  Rimarranno chiusi il Museo Navale e il Museo di Archeologia Ligure di Pegli, il Museo di Storia e Cultura Contadina in via del Garbo sulle alture di Rivarolo, il Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, il Museo di Sant’Agostino e il Museo del Risorgimento Mazziniano.

    Ecco l’elenco e gli orari dei Musei che in occasione della Festa dei Lavoratori hanno comunicato l’apertura straordinaria:

    Musei di Strada Nuova: dalle ore 10 alle 19
    Museo di Storia Naturale “G. Doria”: dalle ore 10 alle 19
    Museo d’Arte Orientale “E. Chiossone”: dalle ore 10 alle 19
    Castello D’Albertis: dalle ore 10 alle 19
    Musei di Nervi – Raccolte Frugone: dalle ore 10 alle 19
    Musei di Nervi – Galleria d’Arte Moderna: dalle ore 10 alle 19
    Musei di Nervi – Wolfsoniana: dalle ore 10 alle 19
    MU.Ma – Galata Museo del Mare: dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18)
    MU.Ma – Museoteatro della Commenda di Prè: dalle ore 10 alle 19
    Museo del Tesoro e Museo Diocesano: dalle ore 15 alle 18
    Palazzo Verde: dalle ore 10 alle 18
    Emporio-museo Viadelcampo29rosso: dalle ore 10 alle 19

    N.B. : Il MU.Ma – Galata Museo del Mare sarà aperto anche il 30 aprile con orario 10-19.30 (ultimo ingresso ore 18)

    Foto di Daniele Orlandi

  • Matefitness, gli eventi per il ponte del primo maggio

    Matefitness, gli eventi per il ponte del primo maggio

    Palazzo Ducale entrataPer il ponte del 28 aprile – 1 maggio , MateFitness organizza a Palazzo Ducale quattro giorni di eventi per  bambini, ragazzi e famiglie con tanti giochi e laboratori all’insegna del divertimento intelligente.

    Si iniza sabato 28 aprile, dalle 15 alle 18 con “Allena la mente… in famiglia!”, un pomeriggio di rompicapi, puzzle, attività di logica, indovinelli e giochi assortiti da fare insieme ai nonni, agli zii e a mamma e papà! In occasione della Giornata europea della solidarietà intergenerazionale, gli adulti
    entrano gratis.
    Età consigliata: per tutti.

    Domenica 29, invece, è in programma la travolgente “Caccia al tesoro matematica”: quattro squadre di volenterosi, per un massimo di 40 partecipanti, si sfidano all’ultimo colpo d’ingegno per risolvere enigmi, quiz, calcoli al volo e rompicapi di ogni sorta e raggiungere infine il  tesoro.
    Prenotazione obbligatoria: info@matefitness.it .
    Età consigliata: 8+. I ragazzi di età inferiore a 12 anni devono essere accompagnati da un adulto partecipante.

    L’APPUNTAMENTO DI DOMENICA 29 E’ STATO RINVIATO A DATA DA DESTINARSI

    Lunedì 30 aprile e martedì 1 maggio, un banchetto di StreetMat – la matematica per strada è  presente dalle 11.30 alle 17.30 nel Cortile di Palazzo Ducale: da questa postazione collocata in un punto di passaggio per il pubblico, gli animatori scientifici coinvolgono i passanti
    intrattenendoli con delle “pillole scientifiche”, degli indovinelli e dei giochi matematici di gruppo.

    Info
    Allena la mente… in famiglia!: biglietto ragazzi 3 euro; adulti accompagnatori gratis.
    Caccia al tesoro matematica: 5 €.
    StreetMat: Accesso libero.
    Per ulteriori informazioni consultare il sito www.matefitness.it, scrivere a info@matefitness.it

    Foto Daniele Orlandi

  • Certosa, discarica di via Piombelli: la bonifica non è ancora conclusa

    Certosa, discarica di via Piombelli: la bonifica non è ancora conclusa

    Il numero esatto ancora non si conosce ma sono migliaia i bidoni contenenti sostanze tossiche altamente inquinanti, sotterrati impunemente nella discarica abusiva di via Piombelli, sulle alture di Certosa.
    Una storia inquietante iniziata probabilmente già negli anni ’80 quando l’area di proprietà dei marchesi Cattaneo Adorno – 5500 metri quadrati di terreno adiacente alle abitazioni – è diventata il rifugio illecito per lo stoccaggio di fusti tossici che hanno avvelenato la terra e tutto l’ambiente circostante, senza dimenticare le eventuali ripercussioni sulla salute degli abitanti di via Piombelli.
    L’area dove si trova la discarica, sotto il cavalcavia dell’autostrada, è stata ricavata artificialmente colmando una depressione naturale con i detriti provenienti dallo scavo delle gallerie del nuovo tratto autostradale Genova-Milano e tombinando il rivo Maltempo.
    Da oltre 12 anni le istituzioni (Comune, Provincia, Regione ed Arpal ) sono al corrente della situazione ma ancora oggi non è stata portata a termine la bonifica della zona.

    Il terreno sul finire degli anni ’90 viene messo sotto sequestro dalla polizia provinciale e il Comune di Genova, a partire da allora, inizia ad intimare ai proprietari di provvedere alla rimozione dei rifiuti.
    I marchesi Cattaneo Adorno, possessori di numerosi terreni in tutta la città, non hanno mai gestito in prima persona quello di via Piombelli. L’ultimo affittuario è stato un uomo che, a totale insaputa dei proprietari (i quali infatti verranno assolti dall’accusa di realizzazione di discarica abusiva), ha interrato ad alcuni metri di profondità centinaia di fusti provenienti da aree industriali. Il responsabile fu scoperto e denunciato ma morì di tumore prima della fine del processo.
    Si aprì allora un lungo contenzioso davanti al Tar che oppose l’amministrazione comunale ed i marchesi Cattaneo Adorno. Una sentenza del Consiglio di Stato nel 2010 ha sancito definitivamente che la responsabilità della bonifica spetta al Comune.

    Quello che più colpisce in questa vicenda è il colpevole ritardo delle istituzioni. Gli abitanti della zona infatti si erano accorti dei continui transiti di camion in ore sospette e avevano già lanciato diversi allarmi, evidentemente sottovalutati da chi di dovere. Parliamo di un terreno abitualmente frequentato dagli escursionisti che si recavano ai Forti mentre a pochi metri di distanza alcune persone continuavano tranquillamente a coltivare i loro orti ignari del pericolo.
    Il Comune, in attesa della sentenza definitiva, incaricò Amiu di procedere alla bonifica, svolta in due tranche, nel 2000 e nel 2005, ma interrotta a metà a causa dell’assenza dei fondi necessari.
    In pratica le operazioni riguardarono esclusivamente l’area sud del sito, circa 2000 metri quadrati sui 5500 complessivi, dai quali furono rimossi oltre 600 fusti metallici interrati (molti danneggiati) contenenti rifiuti pericolosi (in particolare solventi ma anche amianto).
    Le indagini analitiche eseguite hanno permesso di rilevare livelli elevati di inquinamento da metalli pesanti, in particolare cadmio, zinco, manganese, cobalto e xileni. L’Arpal ha affermato che l’inquinamento dell’area è superiore dell’80% rispetto ai valori consentiti ma nello stesso tempo ha escluso il rischio di contaminazione delle falde perché il materiale inquinante sarebbe ormai cristallizzato, solidificato.
    Oggi resta ancora da rimuovere un’ingente quantità di fusti sotterrati soprattutto nella zona nord dove non sono state eseguite rilevazioni né interventi di bonifica.
    E c’è voluto parecchio tempo, nonostante le sollecitazioni degli altri enti coinvolti (Regione, Provincia ed Arpal), affinché il Comune si decidesse a recintare adeguatamente la zona per impedirne l’accesso e salvaguardare la salute dei cittadini.

    «La chiusura dell’area prima accessibile da chiunque è stata un importante passo avanti – spiega Patrizia Palermo del Comitato di cittadini di via Piombelli – così come la messa in opera di attività di monitoraggio, lo smaltimento di manufatti contenenti amianto e la parziale rimozione dei bidoni in superficie. Le ripetute istanze, gli incontri con gli enti preposti, la denuncia depositata in Procura hanno sortito l’effetto di far destinare appositi stanziamenti per l’espletamento di tali attività (Decreto Regione Liguria 3761 del 23/12/2009). Speriamo che i futuri dati tecnici emergenti dal monitoraggio siano effettivamente rassicuranti».

    Nel settembre 2011, proprio in merito allo stato di inquinamento, Arpal scrive «In termini generali la configurazione attuale del sito (la delimitazione fisica del sito non permette esposizioni di contatto dermico e ingestione del suolo) e gli attuali esiti del monitoraggio in corso (assenza di criticità nelle acque sotterranee, acque superficiali e nei vapori) portano a ritenere che non sussistano condizioni di rischio per i potenziali ricettori».

    Attualmente Comune ed Arpal – anche se le indagini finora condotte hanno escluso la contaminazione di acqua ed aria nella zona in cui è presente la discarica – hanno deciso, a maggiore salvaguardia dell’incolumità dei residenti, di procedere ad un ulteriore fase di controlli ambientali a cura di Amiu.
    «Dal 1 marzo 2012 sono iniziate le perforazioni per la messa in opera di piezometri integrativi di quelli già esistenti e di inclinometri, finalizzati alle attività di monitoraggio periodico rispettivamente delle acque sotterranee e della stabilità del versante – spiega l’assessore all’ambiente, Carlo Senesi – Per quanto riguarda il monitoraggio dell’aria, a dicembre 2011 Amiu ha comunicato al Comune che a partire dalla metà del mese di luglio aveva effettuato il monitoraggio qualità dell’aria con i campionatori passivi. I risultati del primo periodo, da un’analisi ancora in fase di completamento, sembrerebbero del tutto tranquillizzanti».

    Siamo in attesa di poter rendere noti gli ultimi risultati del monitoraggio ambientale che l’assessorato all’ambiente del Comune di Genova ha assicurato di fornirci al più presto.

     

    Matteo Quadrone

  • Istituto Brignole: stamattina sciopero dei lavoratori

    Istituto Brignole: stamattina sciopero dei lavoratori

    I lavoratori e le lavoratrici dell’Asp Brignole/ EBS srl hanno deciso nell’assemblea generale tenutasi il 20 aprile scorso di proseguire ad oltranza con l’occupazione della sede dell’Istituto e proclamare lo sciopero per il giorno 26 Aprile 2012. In tale data, a partire dalle ore 9.00, si svolgerà una manifestazione cittadina con concentramento sotto la sede Rai in corso Europa.

    Il corteo percorrerà tutte le strade del centro cittadino e stazionerà sotto i palazzi delle Istituzioni quali Regione e Comune e sotto quelli dei maggiori quotidiani e tv locali, fino a confluire alla sede del Brignole dove si proseguirà con l’occupazione già in atto da quasi 1 mese.

    Durante l’assemblea del 20 Aprile si è costituito un Comitato dei parenti che ha pienamente condiviso le scelte e le ragioni dei lavoratori e delle lavoratrici, mettendosi a disposizione per sostenere la vertenza in difesa dell’Azienda Pubblica e del futuro dei suoi dipendenti.
    Anche loro saranno in piazza al fianco degli operatori e delle Organizzazioni sindacali per denunciare il tentativo di svendita di un importante pezzo dei servizi pubblici alla persona della città.
    Inoltre anche i lavoratori e le lavoratrici della Sanità Privata di Genova, dipendenti degli Istituti Don Orione, Chiossone e Cepim hanno inviato un comunicato di solidarietà e parteciperanno a tutte le iniziative di mobilitazione promosse dalle OO.SS. CGIL CISL e UIL scendendo in piazza il 26 Aprile al fianco dei/delle dipendenti del Brignole.

    Il sindacato, pretende risposte chiare: se tali risposte non arriveranno, si protrarrà la lotta a difesa della dignità del lavoro con la stessa determinazione e le stesse ragioni degli operai della Fincantieri di Sestri, consapevoli che oltre a difendere il lavoro abbiamo un’altra e più alta responsabilità, quella di dover difendere un principio universale dell’assistenza socio sanitaria pubblica dei deboli, responsabilità che la politica sembra aver smarrito da tempo.

  • Apple, i computer di Steve Jobs in mostra al Priamar di Savona

    Apple, i computer di Steve Jobs in mostra al Priamar di Savona

    AppleSono moltissimi in tutto il mondo i feticisti della Mela, che mai al mondo comprerebbero o userebbero un computer targato Windows e che possiedono da sempre modelli partoriti dalla mente del compianto Steve Jobs.

    Sapevate che proprio in Liguria esiste da dieci anni un museo dedicato alla Apple? Si trova a Savona ed è stato creato dall’associazione All About Apple, formata naturalmente da un team di “feticisti” di cui sopra, veri e propri appassionati dell’azienda che ha dato vita al personal computer e che hanno raccolto tutti i modelli e prototipi realizzati dal 1976 a oggi.

    Il contenuto del museo sarà esposto fino al 20 maggio al Priamar di Savona, per festeggiare i dieci anni di vita del museo (l’inaugurazione ufficiale si è tenuta l’11 maggio 2002), nella mostra Apple Generation. Si potranno vedere dal vivo il primo Macintosh, l’Apple Lisa, il Tam, l’Apple Set Top Box, il Qube, l’Apple III e il Pippin, celebre modello che non riporta il logo Apple della mela morsicata.

    Marta Traverso

  • Città dei mestieri: gli appuntamenti di maggio per chi cerca lavoro

    Città dei mestieri: gli appuntamenti di maggio per chi cerca lavoro

    La Città dei Mestieri di Genova Cornigliano (via Cervetto 35) propone, come ogni mese, un calendario di appuntamenti gratuiti per chi è alla ricerca di lavoro o di informazioni su come proseguire il proprio percorso formativo.

    Questo gli incontri in calendario a maggio.

    Professione Psicologo
    Giovedì 3 alle ore 15
    Conoscere da vicino la professione: attività, competenze, ambiti e possibilità di impiego. Avere informazioni sulle modalità di accesso e sul corso di Laurea. In collaborazione con l’Ordine degli Psicologi della Liguria.
    Si richiede conferma di partecipazione al numero 010/6480540

    Costa Crociere
    Lunedì 7 alle ore 10
    Centro Civico di Cornigliano, Viale Narisano 14
    Azienda leader nel settore crocieristico, illustra le proprie attività, le figure professionali maggiormente impiegate, le modalità di reclutamento ed i percorsi formativi propedeutici all’inserimento del personale di bordo.

    Professione Veterinario
    Lunedì 7 alle ore 15.30
    Presentazione della professione e delle attuali e future possibilità di impiego. Informazioni sul corso di Laurea e la prova di ammissione.
    Per partecipare, prenotarsi al numero 0106480540

    Le professioni sanitarie: Tecnico di Radiologia Medica
    Giovedì 10 alle ore 15
    Presentazione della professione e illustrazione dei vari ambiti e luoghi di impiego. Informazioni sul corso di Laurea e la relativa prova di ammissione.
    Si richiede conferma di partecipazione al numero 0106480540

    Prepararsi per un colloquio di selezione
    Lunedì 14 alle ore 14.30
    Descrizione del funzionamento dei colloqui individuali e di gruppo. Suggerimenti ed indicazioni pratiche riguardo i comportamenti da tenere e le risposte da dare.

    Softjam spa
    Martedì 15 alle ore 15 S
    Softjam Spa, società specialistica nell’ambito dell’ Information e Communication Technology partner Microsoft, svolge attività di consulenza informatica ricercando soluzioni altamente avanzate per aziende clienti, presenta la propria organizzazione e le figure professionali maggiormente impiegate. Al termine dell’incontro sarà possibile consegnare il curriculum

    Leggere le inserzioni di lavoro
    Lunedì 21 alle ore 10
    Come leggere gli annunci di lavoro e comprenderne il contenuto

    Le professioni dello Spettacolo Location Scout
    Martedì 22 alle ore 15
    Verranno illustrate le caratteristiche, competenze ed opportunità di impiego del professionista che si occupa degli aspetti logistici della produzione. Organizzato con la collaborazione di GENOVA LIGURIA Film Commission.
    Si richiede conferma di partecipazione al numero 0106480540

    Tikkunfenix
    Martedì 29 alle ore 15
    Società specializzata nei diversi campi della comunicazione, presenta le proprie attività e servizi, le figure professionali impiegate, i requisiti necessari, le opportunità d’impiego e le modalità di reclutamento. Al termine dell’incontro sarà possibile consegnare il curriculum vitae.

  • Un Mare di Artisti, mostra collettiva d’arte contemporanea a Sori

    Un Mare di Artisti, mostra collettiva d’arte contemporanea a Sori

    SoriDomenica 29 aprile il Comune di Sori ospita la seconda edizione della mostra collettiva d’arte contemporanea degli artisti del Golfo Paradiso“Un Mare di Artisti“,  evento che si inserisce nel coinvolgente terzo raduno Fiat 500 d’epoca

    Un’occasione per condividere la straordinaria ricchezza dei luoghi in cui viviamo e per imparare a conoscere ciò che è fonte di storia e identità,nella convinzione che ogni esperienza genera passione, resa possibile Comune e dalla Proloco di Sori e dall’associazione  ColorInscena,

    Nel corso dell’intera giornata, nella zona pedonale del paesino del levante genovese, sono esposte opere realizzate dagli artisti liguri con diversi media:  dalla pittura alla scultura, dalla ceramica a singolari commistioni di tecniche e materiali come la fiber art e i bigioux artistici.

    La giornata iniza a partire dalle 10.

     

  • Lavoro e precari: concorso per reportage video e fotografico

    Lavoro e precari: concorso per reportage video e fotografico

    In occasione della terza edizione del Festival del Lavoro, che si terrà a Brescia dal 21 al 23 giugno 2012, è indetto il concorso video fotografico “Storie di Lavoro: concorso video fotografico sul mondo del lavoro“.

    Il concorso è suddiviso in due sezioni:
    1. Corto lavoro: concorso video (reportage, documentario, cortometraggio, ecc) sul mondo del lavoro.
    2. Immagini di lavoro: il mondo del lavoro raccontato tramite le foto (almeno 10 scatti di qualsiasi forma o tecnica fotografica).

    Non ci sono requisiti particolari per l’iscrizione al concorso. L’elaborato dovrà essere inviato entro il 31 maggio 2012 tramite raccomandata a Fondazione Studi, Via Cristoforo Colombo n. 456, 00154 – Roma. Il primo classificato di ciascuna sezione (scelto da un’apposita giuria) sarà comunicato sul sito festivaldellavoro.it e riceverà in premio 800,00 €.

  • Imane Kabbour, quando la boxe diventa un progetto educativo

    Imane Kabbour, quando la boxe diventa un progetto educativo

    Imane Kabbour, pugileLo sguardo è deciso, convinto, come il tono di voce. Gesticola e con i movimenti delle mani sembra quasi sottolineare la sicurezza delle sue parole. Parole che non risparmia, Imane. Una “pugilessa” – come lei si definisce –  me la immaginavo proprio così: ma probabilmente è solo un mio personale cliché.

    Imane Kabbour, 29 anni, italiana di origini marocchine, genovese. Educatrice, mediatrice culturale, atleta e allenatrice, cittadina attiva. Arriva in Italia a 7 anni, con un ricongiungimento familiare: da allora Genova è l’unica città che sente sua, nel bene e nel male.

    Imane indossa i guantoni da più di dieci anni. Ha fatto della boxe la sua attività, il suo lavoro e il suo futuro, nella speranza di coinvolgere i ragazzi di Genova e dell’Africa, in un progetto educativo che possa unire bambini di diversi Paesi e realtà. Non è stato facile per Imane iniziare a praticare pugilato, specialmente a livello agonistico, come ci spiega lei stessa: «Ho iniziato a  frequentare le palestre nel  2001, mi allenavo costantemente e continuamente ma le resistenze dei miei allenatori affinché io prendessi parte alle gare erano forti. Quando vuoi fare agonismo e non te lo permettono ti senti come un leone in gabbia; se sei un pugile donna poi, sei tenuta ancor meno in considerazione, alla stregua di una mascotte. Un ragazzo, o una ragazza, che pugila si sente così “castrato” e alla fine abbandona la palestra. Io ho iniziato a gareggiare solo nel 2008 e da allora tutte le gare che ho fatto, le ho vinte.» Partecipando, tra l’altro, al torneo internazionale Golden Gloves 2010 a New York dove si è qualificata come semi-finalista.

    «Il pugilato, per chi lo ama, è quasi come una droga: una volta che ci sei dentro, è davvero difficile abbandonarlo. In Italia tuttavia – continua Imane – la boxe spesso non è compresa nella sua vera natura di pratica sportiva intrinsecamente non violenta. Il pugilato è uno sport che ancora subisce un forte stigma da parte della società:  ne sento spesso parlare come di un’attività violenta in cui l’obiettivo primario è annientare l’avversario. Niente di più lontano da ciò che il pugilato in realtà è: forza certo, ma usata con intelligenza; aggressività, non gratuita e incontrollata, ma  dosata  strategicamente per  vincere. Vincere non è il frutto di una cazzottata a destra e un’altra a sinistra: è necessaria grande conoscenza di sé, del proprio potenziale e dei propri limiti  per sviluppare al massimo la  propria forza fisica e psichica e battere il compagno sul ring».

    Sono i punti di forza di questo sport che hanno spinto Imane a coniugarli in un progetto educativo rivolto ai bambini genovesi ed africani, iniziativa che possa fare del Pugilato Educativo uno strumento di crescita personale e collettivo: «Sono una ragazza normale, fortunata per le possibilità educative, professionali e personali che ho vissuto. Questo sport sicuramente mi ha dato tanto, mi ha aiutato a crescere e ad essere la persona che  sono e ora vorrei condividere con gli altri i benefici e i successi di questi anni. Per questo ho fondato ESFA, Education and Sport for Africa, un’associazione di volontariato che si prefigge di dare maggiori possibilità educative ai giovani coniugando sport e attività di sensibilizzazione e formazione legate all’educazione, allo sviluppo, ai diritti umani e alla società. Sono fortemente convinta, perché l’ho provato in prima persona, che il pugilato sia uno sport che possa trasmettere ai ragazzi disciplina, dedizione, autostima e rispetto per l’altro: affiancando all’attività sportiva un intervento educativo basato sul sostegno scolastico e sul supporto alla crescita nei vari contesti di cui il bambino/ragazzo è parte, l’impatto sulla vita del singolo in primis e della comunità in generale poi è estremamente positivo. Per questo motivo, con un team professionalmente valido di educatori e psicologi, vorrei creare dei centri polifunzionali, educativi e sportivi, dove i ragazzi siano liberi di esprimersi, attraverso la boxe, e possano ricevere un aiuto valido per accrescere il loro potenziale intellettivo e critico

    A settembre 2012 si prevede l’apertura del primo centro sperimentale a Genova che possa accogliere 30 bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni, con la prospettiva, nel prossimo futuro, di sperimentare la stessa formula a Kampala, in Uganda, paese dove la boxe ha un forte seguito e l’associazione ha già dei contatti. Le difficoltà a far partire progetti innovativi come quello di ESFA sono tante, come sottolinea Imane: «Il primo problema reale è di tipo economico, soprattutto in questo periodo di crisi: trovare fondi istituzionali o privati non è affatto semplice. La burocrazia inoltre e l’indifferenza o il falso interesse delle istituzioni rende la vita di persone che, come me, iniziano da zero ancora più difficile. Sono molto contenta però dell’appoggio che ho trovato da parte del presidente del CONI e dal presidente regionale della Federazione Pugilistica, due persone molto attente alle questioni sociali. Ancora più importante è poi il lavoro di sensibilizzazione, che sto portando avanti con gli adulti, volto a migliorare, attraverso la pratica della disciplina, l’immagine negativa della boxe».

    A maggio Imane inizierà a visitare le scuole di Genova per illustrare il suo progetto alle istituzioni scolastiche e al corpo docente, iniziando così a porre le basi per una collaborazione continua e fattiva con diversi soggetti sociali della città. Sarà l’occasione per incominciare ad individuare i bambini e ragazzi che potrebbero partecipare alla prima sperimentazione autunnale di ESFA. Sempre a maggio poi, in concomitanza con la Festa dello Sport (25-27 maggio), sarà possibile conoscere l’associazione presso lo stand allestito al Porto Antico.

    Imane sa cosa vuole, sa dove vuole arrivare. Con quella determinazione e passione che probabilmente il pugilato le ha insegnato. In fondo una “pugilessa” me la immaginavo proprio così…

    Antonino Ferrara

     

    Per ulteriori informazioni sull’attività dell’associazione:

    educationsportforafrica@gmail.com – TEL: 0039 345 380 50 86 – www.esfa-world.org

    Facebook: Imane Kabbour / ESFA Education and Sport for Africa

     

     

  • Donne resistenti: un libro per ricordare il contributo delle partigiane

    Donne resistenti: un libro per ricordare il contributo delle partigiane

    La Resistenza attraversa le vite di migliaia e migliaia di donne, ragazze e bambine, nell’Italia occupata tra l’8 settembre del ’43 e la Liberazione. E non solo, le segna e le trasforma, anche più di quanto loro stesse non abbiano voluto ammettere e ricordare, sul filo dei decenni.
    La storia si è facilmente dimenticata di queste eroine e anch’esse, in gran parte, hanno scelto il silenzio. In Liguria – dove il ruolo delle donne nella lotta partigiana è stato fondamentale – è accaduto forse più che altrove.

    Oggi è tempo di ridare loro voce tra memoria e futuro, ci prova Donatella Alfonso, genovese, giornalista de “La Repubblica” con un libro intitolato “Ci chiamavano Libertà: partigiane e resistenti in Liguria 1943-1945”, edito da De Ferrari, con prefazione di Lidia Menapace, presentato ieri nella Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale.
    Parliamo delle ultime protagoniste della Resistenza, testimoni viventi che con il passare del tempo diminuiscono sempre più, “donne resistenti” che hanno deciso di contribuire in prima persona, consapevolmente o meno, alla Lotta di Liberazione. Massaie, operaie, donne del popolo o intellettuali, un universo variegato che comprende staffette e partigiane, chi forniva conforto e medicava i feriti, in ogni modo combattenti alla pari degli uomini ma spesso rimaste nell’ombra, relegate a comprimarie della storia quando invece sono state protagoniste cruciali in quella che rimane la più alta e nobile esperienza di lotta per riaffermare i diritti democratici nel nostro Paese.

    «La prima risposta da dare è se la Resistenza sia stata soprattutto un fatto militare – sottolinea Lidia Menapace – Secondo me no. La Resistenza anche quando è armata non è militare perché non è organizzata secondo criteri gerarchici e uniformi, bensì politici e di coscienza: nella Resistenza nessuno può ordinarti di fare una cosa che non vuoi fare, che non condividi, di cui non vedi l’utilità politica e la valenza morale. Prendi su la tua coperta, gli scarponi di ricambio, il fucile se ce l’hai e hai deciso di averlo e vai a cercarti una formazione che corrisponda ai tuoi ideali».

    «Come donne nessuno ci ha regalato niente», ha detto una volta Miriam Mafai, forse la frase più consona per ricordare il temperamento di questa giornalista e scrittrice, attiva nell’opposizione al fascismo e nella Resistenza, scomparsa il 9 aprile scorso. In occasione dei suoi 80 anni, la stessa Miriam Mafai affermò «Alle giovani dico sempre  di non abbassare la guardia, non si sa mai. Le conquiste delle donne sono ancora troppo recenti».

     

    Matteo Quadrone

  • “Kohlhaas”, Marco Baliani in scena al teatro Duse

    “Kohlhaas”, Marco Baliani in scena al teatro Duse

    KohlhaasIl teatro Duse ospita dal 26 al 29 aprile lo spettacolo Michael Kohlhaas: scritto nel 1811 e considerato la migliore opera narrativa di Heinrich von Kleist, il testo mette in gioco, attraverso la storia di un uomo che diventa ingiusto per eccessivo amore della giustizia, il contrasto tra l’individuo e la società scegliendo infine di risolvere il conflitto nell’ambito del riconoscimento del valore oggettivo della giustizia, fondamento dello Stato.

    Lo spettacolo, portato in scena da Remo Rostagno con Marco Baliani, vive sul palcoscenico da ventidue anni e che celebra a Genova la sua millesima replica, ed è ormai diventato un cult, sia per il pubblico che per la critica.

    Attore, regista e drammaturgo tra i più originali nel panorama teatrale italiano, Baliani, solo sulla scena, racconta al pubblico di ogni età una storia di giustizia e d’ingiustizia realmente accaduta nella Germania del Cinquecento, l’umana odissea di questo mercante di cavalli, nel quale la più selvaggia passionalità e il più rigido bisogno di ordine disciplinare si combattono e infine si conciliano.

    Orario spettacoli: feriali ore 20.30 – domenica ore 16

    Ingresso da 17 a 25 euro

  • Cultura e spettacolo a Genova: bando per finanziamenti dal Comune

    Cultura e spettacolo a Genova: bando per finanziamenti dal Comune

    Qualche settimana fa, per denunciare la situazione di crisi e tagli in cui versano le associazioni e gli istituti di cultura a Genova, era stata pubblicata su molte testate (inclusa Era Superba) una lettera aperta dal titolo inequivocabile e anche un po’ allarmante: Genova si spegne. A seguire, il quotidiano Il Sole 24 Ore aveva pubblicato un manifesto dal titolo altrettanto esplicito: Niente cultura, niente sviluppo, che aveva posto non poche riflessioni su questo problema così delicato.

    Oggi si può finalmente parlare di concrete politiche per rivalutare la cultura, almeno a livello locale: il Comune di Genova ha pubblicato 5 bandi per l’erogazione di contributi economici allo scopo di promuovere e sostenere le attività di soggetti pubblici e privati finalizzate ad organizzare, incrementare e diffondere iniziative culturali, di promozione della città, di spettacolo e di valorizzazione del territorio .

    Di questi, tre bandi sono dedicati ad attività teatrali, uno ai festival estivi e uno alla cultura nella sua più ampia definizione (arti visive, danza, cinema, musica, spettacolo in genere, organizzazione convegni, mostre, rassegne…).

    Le scadenze di presentazione delle domande sono diversificate, la prima è il 7 maggio. Tutte le informazioni si possono reperire sul sito genovacreativa.it.

    Marta Traverso

  • Osservatorio astronomico del Righi: gli appuntamenti della settimana

    Osservatorio astronomico del Righi: gli appuntamenti della settimana

    CostellazioniSettimana di aperture diurne e serali per l’Osservatorio astronomico del Righi: dal 24 aprile all’1 maggio è possibile visitare la cupola dell’aula didattica-planetario installata nel Giardino del Sole e quella dell’Osservatorio.

    Martedì 24 aprile alle ore 21.30 si tengono gli incontri con osservazioni e studi  “Saturno e le stelle della primavera” in Osservatorio e “Il pianeta rosso” in Aula Planetario.

    Mercoledì 25 aprile dalle ore 11 “Meraviglie del Sole con il nuovo filtro H-alpha” in Osservatorio e “Venere, Marte e Saturno, i tre pianeti della primavera 2012” in Aula Planetario. Nel pomeriggio, all’interno dell’aula Planetario, animazioni alle ore 15.30 “Il pianeta rosso”, alle ore 16.30 “Viaggio nei cieli del Sud”, mentre alle ore 17.30 “Il cielo dei nativi nordamericani: fiabe e leggende per i bimbi” e per finire  alle ore 18.30 “Lo Zodiaco astronomico e i moti della Terra”.

    Inoltre, dalle ore 15 alle ore 18, è possibile osservare il sole al telescopio e scoprire i fenomeni principali come macchie solari, filamenti e protuberanze che caratterizzano la nostra stella.

    Sabato 28 aprile continuano gli appuntamenti: dalle ore ore 21.30 osservazioni di “Luna, Marte e Saturno” e “Tra le stelle della primavera”.

    Il giorno dopo, domenica 29 aprile all’interno dell’aula Planetario si tengono molte animazioni: alle ore 15.30 “Il pianeta rosso”,  a seguire alle ore 16.30 “Il cielo sopra le Piramidi. Viaggio fra le stelle degli Egizi”, alle ore 17.30 “Il cielo dei nativi nordamericani: fiabe e leggende per i bimbi”. Inoltre, dalle ore 15 alle ore 18, è possibile osservare il Sole al telescopio e scoprirne i segreti.

    Lunedì 30 aprile ore 21.30: “Meraviglie della Luna”  e “Che fai Luna in ciel”, mentre martedì 1 maggio dalle ore 11 “Meraviglie del Sole con il nuovo filtro H-alpha” in Osservatorio e “Venere, Marte e Saturno, i tre pianeti della primavera 2012” in Aula Planetario.

    Nel pomeriggio, all’interno dell’aula Planetario  animazioni a partire dalle ore 15.30 “Tra le stelle della primavera”,  16.30 “Il cielo sopra le Piramidi. Viaggio fra le stelle degli Egizi”, 17.30 “Il cielo dei nativi nordamericani: fiabe e leggende per i bimbi” e alle ore 18.30 “Lo Zodiaco astronomico e i moti della Terra”.
    Inoltre, dalle ore 15 alle ore 18 si tiene anche la consueta osservazione del sole.

    Prosegue anche l’iniziativa “E le stelle stanno a guardare” che si tiene presso la Città dei Bambini e dei Ragazzi le sere di domenica 29 aprile e di Sabato 12 maggio e in altre date nel corso dell’anno.

    E’ possibile, per bambini e ragazzi di età compresa fra i 6 e i 9 anni, trascorrere un’intera nottata con le stelle sotto la cupola del Planetario itinerante Starlab che verrà installato per l’occasione presso la Città dei Bambini e dei Ragazzi.
    Ingresso alle attività dell’Osservatorio e del Planetaio: 5 euro e 3 €.
    Entrambe le visite si svolgono tramite turni della durata di mezz’ora circa di max 30 persone per l’Aula didattica-Planetario e di massimo 15 persone per la cupola dell’Osservatorio.

  • LasciateCIEntrare: una campagna per chiedere libertà di informazione sui CIE

    LasciateCIEntrare: una campagna per chiedere libertà di informazione sui CIE

    Al via la campagna contro le detenzioni amministrative nei Centri di identificazione ed espulsione per migranti sparsi sul territorio italiano: “LasciateCIEntrare”, per la seconda volta dopo la mobilitazione del 2011, Fnsi, Art. 21, European Alternatives, Cgil, rete Primo Marzo, Giù Le Frontiere, Asgi, Open Society Foundation, insieme a tante altre associazioni nazionali e internazionali e partiti della sinistra italiana, chiedono libertà di accesso alle strutture per verificare le condizioni delle persone recluse, durante la settimana di mobilitazione iniziata ieri, 23 aprile, all’interno della campagna europea OPEN ACCESS NOW, con l’obiettivo di riportare l’attenzione pubblica su questo tema.

    Fino al 28 aprile saranno nove le manifestazioni e gli appuntamenti che porteranno parlamentari, operatori dell’informazione e sindacalisti davanti ai cancelli dei Cie e, prefetture permettendo, anche dentro le strutture, per chiedere l’abolizione delle detenzioni amministrative, ovvero detenzione per le persone trovate senza documenti, che con l’ultimo governo di centrodestra sono state portate da un periodo di 6 ad uno di 18 mesi.

    «Un periodo lunghissimo, inaccettabile, che viola ogni diritto umano, anche perché chi si trova là dentro non ha commesso alcun reato se non quello di non avere i documenti», denuncia il responsabile nazionale immigrazione della Cgil, Pietro Soldini.

    La mobilitazione del 2011 aveva portato ad un importante risultato: consentire di nuovo ai giornalisti l’accesso nei CIE previa autorizzazione della prefettura. Diritto che era stato negato dal Ministro Maroni con un’apposita circolare (la n. 1305) il primo aprile dell’anno scorso.

    «Ma questo primo successo purtroppo non è stato sufficiente a garantire la reale libertà di informazione – sottolinea il sindacato dei giornalisti – e molte richieste di accesso vengono ancora negate o ottenute con estrema difficoltà».

    Dopo le recenti rivolte ed i casi modenesi di Andrea e Senad, due fratelli ventenni di origine bosniaca ma nati a Sassuolo, costretti a rimanere nel CIE di Bologna per più di un mese perché disoccupati e quindi senza possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno, infine liberati decretando che «chi è nato in Italia non può essere rinchiuso in un CIE»e quello di Said, il ragazzo marocchino fermato sull’altare mentre si accingeva a sposarsi e portato nel CIE per poi essere rilasciato pochi giorni dopo, si pone con urgenza l’esigenza di entrare nei centri d’identificazione per valutare le condizioni dei trattenuti e verificare la possibilità di libero accesso di giornalisti e associazioni.

    CHIEDIAMO AI DIRETTORI DELLE TESTATE GIORNALISTICHE E AI GIORNALISTI: di raccontare la realtà dei Cie nella settimana che va dal 23 al 27 aprile, chiedendo l’accesso alle prefetture competenti o rilanciando le iniziative della campagna

    ALLA SOCIETA’ CIVILE: di mobilitarsi con noi partecipando ai sit in che verranno organizzati davanti ai Cie

    ALLA POLITICA: di rivedere l’attuale normativa a livello nazionale e internazionale

    Hanno già aderito molti giornalisti, intellettuali, parlamentari, sindacalisti e associazioni della società civile, fra i quali: Andrea Camilleri, Erri De Luca, Ettore Scola, Stefano Disegni, Fabrizio Gatti, Tiziana Ferrario, Andrea Segre, Enzo Iacopino (presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti).

     

    Matteo Quadrone

  • Partecipazione e democrazia: se do moneta voglio vedere cammello

    Partecipazione e democrazia: se do moneta voglio vedere cammello

    Soldi e MoneteNello scorso articolo ho parlato di tasse e ho concluso auspicando che la questione fiscale possa diventare anche nell’Italia di oggi, come sempre è stato nella storia, il fulcro per lo sviluppo democratico del paese. Il cancro del malaffare, degli interessi particolari, della crisi della rappresentanza politica e del disinteresse verso la cosa pubblica può essere curato a partire proprio da qui, dall’esigenza di una politica di tassazione più equa e intelligente.

    Capisco che molti tendano a disgiungere il tema della democrazia e dei diritti da quello della gestione delle risorse dello Stato, essendo il primo un argomento con una sua validità teorica a priori e il secondo un argomento decisamente più pratico che si valuta empiricamente caso per caso. Eppure, nonostante ciò, i due aspetti sono fortemente collegati. E lo si vede bene proprio nella situazione attuale. A causa della crisi del debito sovrano, il governo Monti, che non è riuscito finora a convincere la Merkel a cambiare le regole dell’UE, non ha trovato niente di meglio da fare che alzare le tasse e inasprire la lotta all’evasione, che è un serbatoio di risorse sottratte allo Stato potenzialmente enorme. Non c’è dubbio che se tutti pagassero le tasse, le casse pubbliche non sarebbero più a rischio e quindi chi specula contro di noi avrebbe vita difficile.

    Ma resta il problema di come fare, in concreto, per combattere l’evasione. Milena Gabanelli a Report ha suggerito un’idea che, se si potesse effettivamente mettere in pratica, sarebbe l’arma definitiva: l’abolizione del contante.

    Molti non sono d’accordo: pensano che si tratti di una proposta utopistica, che metta a rischio la privacy e che verrebbe piegata, alla fine, agli interessi del sistema bancario, ben contento di poter costringere tutti i cittadini a pagare le commissioni di un conto corrente. Comunque stiano le cose, per spirito di discussione, proviamo ad immaginare cosa succederebbe se questa idea venisse effettivamente attuata e se sortisse l’effetto desiderato: proviamo ad immaginare un’Italia in cui l’imprenditore non possa più falsificare i bilanci e l’operaio non possa più arrotondare lo stipendio facendo lavoretti extra nel week-end. Cosa succederebbe?

    Succederebbe che i consumi, nel primo periodo, sprofonderebbero e l’economia ne risentirebbe in negativo. Personalmente ho pochi dubbi a riguardo. Se tutti gli Italiani si ritrovassero a pagare più tasse, cioè a dare più soldi allo Stato, è ovvio che potrebbero spendere di meno, cioè avrebbero meno soldi da dare ad altri cittadini in cambio di beni e servizi. Quindi avremmo un forte ribasso dei consumi, ingigantito dalla percezione psicologica di una minore disponibilità di liquidi che accentuerebbe la propensione delle famiglie al risparmio. Insomma l’economia sprofonderebbe in una recessione ancora maggiore.

    Certo la speculazione internazionale allenterebbe significativamente la morsa, e questo sarebbe un enorme risultato, perché ci porterebbe probabilmente fuori dal rischio bancarotta. Ma resterebbe il problema di un’economia più povera che non saprebbe più come ripartire. Lo Stato non si potrebbe rimettere a spendere come prima: adesso c’è anche il pareggio di bilancio in Costituzione. Gli investimenti stranieri rimarrebbero comunque scoraggiati da una tassazione elevata. Il cittadino, infine, non potrebbe più alleggerire la pressione fiscale con la piccola evasione, che sarebbe impossibile senza più contante in circolazione. A questo punto c’è poca scelta: alla gente non resterebbe che prendersela con la politica e sarebbe una rivoluzione enorme. Saremmo costretti cioè a rivolgere la nostra attenzione contro gli sprechi, i costi della corruzione, il malaffare e la cattiva gestione della cosa pubblica e non sarebbe facile per la classe dirigente uscire indenne anche dal più piccolo scandalo: perché il cittadino, non avendo più altra strada, difficilmente accetterebbe di continuare a foraggiare una spesa pubblica fuori controllo.

    Si ricostituirebbe insomma il legame virtuoso di controllo dell’opinione pubblica tra i soldi che vanno via con le tasse e i servizi che si pretende di avere in cambio. Aumenterebbe l’attenzione verso la gestione del denaro pubblico e di conseguenza la partecipazione democratica. Gli onesti verrebbero premiati e la meritocrazia sarebbe un fattore di impulso economico. Gli sprechi calerebbero vistosamente, la spesa pubblica dimagrirebbe e sarebbe più equilibrata. Si sposterebbe la tassazione in modo da renderla più equa e da ultimo avremmo una sua riduzione.

    Fino a ieri non ci preoccupavamo veramente della differenza che c’è tra pagare tributi di guerra, pagare il pizzo alla mafia e pagare le tasse: sono sempre soldi che ci escono dal portafoglio. Eppure solo nell’ultimo caso c’è una motivazione sociale, la possibilità di esercitare un controllo e un servizio che ci viene dato in cambio. Senza più scorciatoie, saremmo costretti a rendercene conto e a pretendere da coloro ai quali affidiamo la gestione che le cose vadano davvero così. In fin dei conti, se diamo moneta, si tratta solo di pretendere di vedere cammello.

     

    Andrea Giannini