Sabato 24 marzo alle ore 21 il teatro Rina e Gilberto Govi ospita il concerto di “Le Quattro Chitarre”, formazione che ha dedicato la propria carriera ad omaggiare uno dei più grandi cantautori genovesi, Fabrizio De Andrè.
Un percorso che nasce nel 2001 e che li ha portato i membri del gruppo Pasquale Dieni, Enrico Cultrone, Gino Cabona e Gianni Amore a calcare i palchi di tutta la penisola.
Al Teatro Govi presentano il progetto “Meditarranea” proponendo, tra gli altri: “La città vecchia” (1965), “Via Del Campo” (1967), “Bocca di Rosa” (1967),“Andrea” (1978) “Don Raffaé” (1990) “Princesa” e “Dolcenera” (1996) per approdare, via via, nel finale, nel porto sicuro dell’ormai irrinunciabile “Creuza de ma” (1984), naturalmente in lingua genovese.
Siamo con Pierluigi Vinai, candidato sindaco del centro destra, ex segretario generale dell’Anci regionale ed ex vicepresidente della Fondazione Carige (si è infatti autosospeso da entrambe le cariche), si presenta come indipendente (anche se è stato iscritto al Pdl e ha contribuito alla stesura della Carta dei valori), sostenuto oltrechè dal Pdl, anche da alcune liste civiche. In questa competizione elettorale c’è una tendenza dei candidati a presentarsi come espressione della società civile, penso anche ad Enrico Musso e Marco Doria, come a voler prendere le distanze dalla vecchia concezione di fare politica, oggi vissuta in maniera negativa dai cittadini, ma la domanda che le pongo è: pensa davvero di riuscire – nel caso diventasse sindaco – ad attuare le politiche che ha in mente, insomma ad avere testa e mani libere di agire, considerando che dovrà districarsi con gli interessi che muovono i partiti che l’appoggeranno? In altri termini riuscirà a governare senza subire i ricatti dovuti alle logiche di partito?
Su questo potete starne certi. Mi conoscono e mi hanno accettato sapendo che sono un uomo libero. Quindi la libertà per me viene prima di tutto. Ovviamente questa libertà deve stare in un contesto condiviso. E se dovessero esserci dei punti sui quali non c’è condivisione penso che prevarrebbe il buon senso mio e dei miei compagni di viaggio. Sono un candidato indipendente perchè siamo in un contesto, anche a livello nazionale, in cui c’è una profonda evoluzione del sistema. La cosiddetta seconda repubblica, almeno come l’abbiamo conosciuta in questi ultimi anni, mi sembra sia giunta al suo crepuscolo. Dunque, se dobbiamo pensare un percorso nuovo per il bene comune dobbiamo farlo attraverso una strada che non è più quella dei partiti tradizionali. I partiti comunque continueranno ad esserci e forse nasceranno in forme nuove. Genova da sempre è una città laboratorio ed è giusto che questo esperimento parta dalla nostra città. L’obiettivo è ricondurre all’unità il mondo moderato. Visto che in questa fase ci sono molti candidati moderati, vorrà dire che considereremo il primo turno una sorta di primarie per scegliere chi affronterà il candidato della sinistra.
Inevitabilmente le devo chiedere il suo parere sulla realizzazione della moschea, visto che ha provocato polemiche il suo incontro con l’Imam ed il Pdl non sembra intenzionato a fare aperture su questo tema, lei come risponde alle critiche…
Io sono di matrice culturale cattolica quindi non posso neppure immaginare che altre forme di religione non dispongano di un luogo di culto degno ed adeguato. Detto questo però, bisogna vedere come viene gestita una questione così importante e che coinvolge una comunità numerosa come quella islamica. Diverse amministrazioni di sinistra hanno trattato l’argomento come fosse una pratica urbanistica. La comunità musulmana genovese ha un titolo giuridico in mano ed ha il diritto di vederlo riconosciuto. L’operazione è stata gestita male fin dall’inizio quando per il progetto fu scelta un’area in cui non si poteva realizzare, ovvero Coronata. In seguito l’amministrazione ha pensato al quartiere Lagaccio ma qui ha trovato molta difficoltà nel fare accettare l’operazione alla popolazione residente. Forse è necessario trovare un luogo dove vi sia maggiore accoglienza.Gli amici del Pdl che non hanno gradito il mio incontro con l’Imam sbagliano perchè io sto incontrando diverse figure istituzionali, sociali, culturali, di comunità. Stiano sereni perchè non intendo stravolgere le mie idee ma il mio è un pensiero aperto.
L’Immigrazione è una questione che in questi ultimi anni, in particolare da parte del centrodestra, è stata trattata soprattutto come una questione di sicurezza. Ma secondo lei, considerando anche il processo di integrazione in atto nella società, non è un tema che andrebbe affrontato dal punto di vista dei diritti e doveri di queste persone?
Sì, ma io parlerei di doveri e diritti.Invece della città dei diritti, che a parer mio è stata un esempio di declino, io vorrei istituire la città dei doveri. Certamente la popolazione immigrata deve essere inclusa socialmente. Pensiamo ai nostri emigranti che andavano in Germania, Belgio, America, inizialmente trovavano difficoltà ma in seguito si fermavano nei nuovi paesi e mandavano in Italia i loro guadagni che contribuivano ad aumentare il nostro Pil. Oggi noi stiamo subendo il processo inverso. Inoltre molte persone immigrate stanno pensando di tornare al paese natiodove investono le risorse guadagnate in Italia, impoverendo di conseguenza il nostro Pil. Per me non è un fatto positivo se queste persone tornano nelle nazioni di provenienza. Ciò significa che non siamo stati capaci di fare comunità ed offrire inclusione sociale. Ma quest’ultima deve partire dal rispetto, da parte degli immigrati, della nostra cultura e del nostro modo di vivere.
Il lavoro è uno dei punti centrali del suo programma, il porto deve essere rilanciato, lei cosa ne pensa della realizzazione del nuovo terminal di Voltri, un progetto osteggiato dai cittadini del ponente? è una priorità oppure prima occorre sfruttare a dovere le aree portuali esistenti?
Questa città è il suo porto, senza non esisterebbe. Il porto ha una potenzialità di sviluppo pari ancora a 2/3. Non svilupparlo come dovrebbe ha dell’incredibile. Genova è stata La Superba perchè il suo porto l’ha resa tale. E la comunità genovese è stata così intelligente da trovare, proprio nell’interesse portuale, il motivo di ricomposizione rispetto alle sue divisioni. Purtroppo negli ultimi anni neppure in questo ambito siamo riusciti ad andare d’accordo. Le vicende giudiziarie ne sono una lampante dimostrazione ed hanno comportato un grave deterioramento non solo nell’immagine del porto e delle persone coinvolte, ma anche in termini di risultati economici. Tutte le aree portuali vanno qualificate ed ottimizzate al megliocompresa l’area di Voltri che può dare risposta ad alcune esigenze particolari. I bacini di carenaggio devono essere sistemati una volta per tutte. Insomma il porto va rilanciato ed io in questi giorni ho incontrato i vertici della Culmv ed i lavoratori del porto – che rappresentano una risorsa fondamentale e da valorizzare – proprio per comprendere da vicino i problemi e provare a trovare dele soluzioni.
Sul tema grandi opere lei si è già espresso favorevolmente schierandosi contro chi dice sempre no. Ma secondo lei un’opera come il terzo valico – al di là delle considerazioni sull’utilità economica e sull’impatto ambientale – oggi in Liguria, ma più in generale in Italia, le istituzioni sono in grado di gestirla? Oppure vista la moltiplicazione dei costi che si registra solo nel nostro paese ed il concreto pericolo di infiltrazioni criminali, attualmente lo Stato non è all’altezza ?
Per quanto riguarda la moltiplicazione dei costi occorre essere molto attenti. Quando si avvia un cantiere i calcoli devono essere ben fatti cercando di evitare il pericolo di infiltrazioni mafiose che purtroppo sono presenti in Liguria ma anche a Genova, come denunciato più volte dal magistrato Anna Canepa. E se sarò sindaco in merito a questo problema garantisco che starò molto attento e vigile. Nello stesso tempo però le grandi opere vanno realizzate. In caso contrario noi continuiamo a praticare soltanto una prosecuzione del declino. A me non interessa andare a gestire il declino. Ci sono altri candidati che forse hanno questa passione. La teologia della decrescita non mi appartiene, anzi la aborro. Io credo che lo sviluppo sia necessario, se non altro perchè ho 4 figli e non vorrei che dovessero fuggire altrove per trovare lavoro e realizzarsi. In merito alla gestione di cantieri così complessi va ricordato che intorno ad essi ruotano dei tavoli interistituzionali.Il sindaco di un comune interessato deve pretendere un momento di confronto costruttivo affinchè i problemi vengano affrontati in maniera limpida e trasparente.
A proposito di gestione rifiuti cosa ne pensa del progetto inceneritore a Borzoli?
Scarpino è arrivato ormai al capolinea. La raccolta differenziata è imprescindibile e va potenziata. Per quanto riguarda il gassificatore non abbiamo ancora dei dati sufficienti per affermare con sicurezza che – considerato il notevole investimento necessario – sia questa la soluzione. Invece il termovalorizzatore di ultima generazione, installato a Vienna e Brescia, funziona. E nelle città nominate non mi pare che gli abitanti siano scontenti della sua presenza. Oltre a ridurre il problema, perchè eliminarlo non si può, il termovalorizzatore produce energia. Per quanto riguarda la sua collocazione sarà necessario realizzare uno studio approfondito e poi decidere.
Cosa ne pensa dell’invasione dei box su tutto il territorio e quale potrebbe essere la strada da seguire per far sì che la mobilità privata diminuisca ed al contrario aumenti l’utilizzo del trasporto pubblico locale?
Purtroppo hanno proliferato i box ed i posti auto anche perchè molti esercizi commerciali sono stati costretti a chiudere. Per ridurre la mobilità privata, mi riferisco soprattutto alle automobiliperchè il trasporto sui mezzi a due ruote, con un’opportuna regolamentazione, secondo me va incentivato, occorre una risposta articolata sul versante del trasporto pubblico locale. Innanzitutto bisogna portare avanti quella che è diventata una vera e propria barzelletta, ovvero la metropolitana. Mentre il tpl va ripensato ma non solo in ambito cittadino. La Regione deve fare la sua parte, non può abbandonare i comuni della cintura. Penso ai cittadini di Valle Stura, Val trebbia, Valle Scrivia, Val Fontanabuona, che devono essere serviti adeguatamente dal tpl. Ci vuole insomma un ripensamento a livello regionale e questa sarà una delle prime condizioni che metterò sul tavolo.
Per quanto riguarda le società municipalizzate esse svolgono servizi essenziali come le manutenzioni, gestione rifiuti, tpl e oggi mostrano di non funzionare al meglio. La privatizzazione è una soluzione?
Io non sono ne pro ne contro le società a partecipazione pubblica. Ma ce ne sono alcune che versano in situazione fallimentare e non hanno prodotto risultati positivi. La manovra finanziaria del 2010 di Tremonti fornisce indicazioni precise in merito alle municipalizzate. Va a limitare e di molto l’operatività e l’ambito del personale. La gestione della forza lavoro deve essere necessariamente razionalizzata.
In tema di diritti, in questi giorni l’Europa si è espressa a favore di una concezione della famiglia che comprenda anche le unioni civili etero ed omosessuali. In alcuni Comuni di altre città è stato istituito il registro delle coppie di fatto. Qual è la sua opinione a proposito?
La risposta è articolata. Io non credo ci sia la necessità di un registro delle coppie di fatto. Primo perchè non è materia comunale bensì statale. Inoltre la nostra Costituzione già spiega cosa è la famiglia. Se io assumo un obbligo ed una responsabilità davanti alla comunità con un atto formale, vale a dire il matrimonio, per questo motivo ho dei diritti/doveri. Non capisco per quale ragione chi non intende assumere questa evidenza pubblica, debba godere dei medesimi diritti. Tra l’altro dobbiamo andare a vedere di che diritti parliamo. Se i diritti sono quelli della fiscalità, considerando quanto viene tartassata la famiglia, allora prima è necessario intervenire in questo ambito. Senza contare che è la disgregazione della famiglia il male principale di questo paese.
Sabato 24 e domenica 25 marzo oltre 670 luoghi storici in tutta Italia sono aperti al pubblico per visite gratuite in occasione di una nuova edizione delle Giornate FAI di Primavera.
Questi i beni aperti a Genova e provincia.
CAMOGLI
Abbazia di San Fruttuoso
Orario: Sabato 24 e Domenica 25, ore 10.00 – 15.45
Orario di chiusura soggetto a variazioni in base all’orario dell’ultima corsa del battello in rientro per Camogli. L’Abbazia rimarrà chiusa in caso di condizioni meteomarine sfavorevoli e sospensione del servizio dei battelli.
Info 0185 772703.
Bottega storica di barbiere (vico dei Caprettari, 14 r)
Orario: Sabato 24 e Domenica 25, ore 10.00 – 17.00
Biblioteca Universitaria (ex Hotel Colombia Excelsior – via Balbi 38B)
Orario: Sabato 24 e Domenica 25, ore 11.00 – 18.00
Ingresso riservato agli Iscritti FAI, possibilità di iscriversi in loco.
Università di Genova, facoltà di Giurisprudenza – Biblioteca Nazionale San Francesco Saverio (ex Collegio della Compagnia di Gesù)
Orario: Sabato 24 e Domenica 25, ore 10.00 – 18.00
Corsie preferenziali per Iscritti FAI, possibilità di iscriversi in loco.
LAVAGNA
Casa Carbone (via Riboli 14)
Orario: Sabato 24 e Domenica 25, ore 10.00 – 18.00
SANTA MARGHERITA LIGURE
La fotografia in una collezione d’arte contemporanea (via Bottaro, 3)
Orario: Sabato 24, ore 15.00 – 18.00
Ingresso riservato agli Iscritti FAI Portofino – Tigullio, possibilità di iscriversi in loco.
Villa Renata, residenza di un artista (via San Francesco, 4)
Orario: Sabato 24, ore 15.00 – 18.00
Ingresso riservato agli Iscritti FAI Portofino – Tigullio, possibilità di iscriversi in loco.
Marti, band capitanata dal poliedrico artista Andrea Bruschi finalmente torna a suonare dal vivo in Italia, il 23 marzo a Genova a La Claque, il 28 marzo al Circolo degli Artisti di Roma.
I Marti dal vivo si presentano con una band di 6 elementi, vicini ai Bad Seeds di Nick Cave ed influenzati dalle melodie della chanson del cantautorato italiano di Tenco.
Songwriter, attore, cultore dell’arte cinematografica e musicista poliedrico, Andrea Bruschi è il nome che si cela dietro il progetto della band, il cui disco d’esordio risale al 2006.
Accolti come una vera sorpresa da critica e pubblico, nel 2008 firmano per l’etichetta canadese Fod Records che permette a Marti di fare un tour in Europa aprendo i concerti di Patty Smith e Joan As A Police Woman.
La formazione, composta anche dal polistrumentista Simone Maggi e dalla contrabbassista Claudia Natili, propone una musica d’avanguardia mai banale, tra suoni rock e avant-garde, che parte dla presupposto che la ricerca musicale sia un’arma affilatissima che esprime con estrema lucidità ciò che le parole non possono rivelare oltre il proferito.
L’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne sono il tema dell’edizione 2012 della Fiera del Libro di Imperia, che come ogni anno associa all’evento un concorso di poesie inedite.
I partecipanti potranno inviare fino a cinque poesie inedite (fino a 25 versi ciascuna) sul tema La ricerca di sé.
Il Concorso è aperto a tutti e sarà articolato in due sezioni: Sezione “A” riservata agli adulti; Sezione “B” riservata ai ragazzi fino ai 14 anni.
Le opere dovranno pervenire in cinque copie, di cui una sola firmata con le generalità dell’autore e inserita in una busta chiusa a parte, tramite raccomandata entro il 30 aprile 2012 all’indirizzo: Concorso di Poesia “La ricerca di sé” c/o Ufficio Cultura – Teatro Cavour – Via Cascione 35 – 18100 Imperia.
La premiazione avverrà in occasione della Fiera del Libro di Imperia Edizione 2012.
Anche in Italia si sta diffondendo l’outplacement, la strategia della ricollocazione professionale, una pratica nata negli Stati Uniti nel dopoguerra e diffusasi anche in Europa soprattutto negli anni 80. Nel nostro paese l’outplacement è sempre rimasto un mercato di nicchia, ma oggi, tra emergenza occupazionale e riforma del mercato del lavoro, inizia a diffondersi a macchia d’olio fra le aziende italiane.
Di che cosa si tratta? In parole povere, quando un’azienda licenzia un dipendente, si rivolge alla società di outplacement che prende in carico il lavoratore in uscita per costruire una nuova figura professionale capace di competere sul mercato del lavoro.
Al lavoratore viene quindi affiancato, a spese dell’azienda, un consulente che inizialmente lo guida nella stesura di un curriculum aggiornato, accompagnato da una brochure o da una lettera di presentazione. Poi attraverso alcuni colloqui e seminari tematici si giunge al tentativo vero e proprio di ricollocazione che consiste nello sviluppo di contatti con le aziende fino al concretizzarsi di un’opportunità di lavoro.
Oggi in Italia sono circa una decina gli operatori altamente specializzati nel settore e riconosciuti presso il ministero del Welfare, aziende che si dividono un business da 25 milioni di euro l’ anno, un giro di affari destinato a crescere sensibilmente viste le modifiche strutturali che stanno caratterizzando il mondo del lavoro italiano.
Nel 2010 sono state ricollocate 23.000 persone (di cui 2.500 manager), un numero ancora basso in rapporto al numero totale di licenziamenti (980.550), anche perchè la legge Biagi non obbliga l’ azienda che sospende un rapporto di lavoro a offrire il servizio di outplacement (il servizio è obbligatorio solo per alcune forme contrattuali).
La triste vicenda della compravendita delle aree dell’ex Oleificio Gaslini, finalizzata alla realizzazione di una Fiumara Bis in Valpolcevera, ha avuto oggi un primo epilogo: il tribunale di Genova ha condannato l’ex assessore della giunta Vincenzi Paolo Striano e l’imprenditore (amministratore unico di Eco.Ge) Gino Mamone, rispettivamente a 3 anni e 6 mesi e a 3 anni di carcere.
Entrambi sono accusati di corruzione, l’ex assessore si era impegnato per ottenere il cambio nel Piano Urbanistico Comunale della destinazione d’uso dell’area (che nel frattempo era divenuta proprietà di Mamone) da industriale a commerciale.
Gli avvocati difensori Nicola Scodnik, Alessandra Poggi e Andrea Campanile hanno annunciato che presenteranno ricorso in appello.
Se il potere d’acquisto degli italiani continua a contrarsi, il ricorso al credito al consumo diventa, giorno dopo giorno, sempre più un’abitudine. Il sito web specializzato “Prestiti.it” (www.prestiti.it) ha ricostruito l’identikit di chi chiede un prestito ai tempi della crisi: è un uomo, ha poco più di 40 anni e vuole un finanziamento da 11.500 euro.
«L’identificazione del profilo tipico di chi richiede un prestito personaleaiuta a definire un fenomeno che non è più di nicchia – dichiara Marco Giorgi di Prestiti.it – Se prima le richieste di un prestito riguardavano soprattutto l’acquisto di beni durevoli, come l’auto o i mobili per la casa, ora il credito al consumo è uno strumento utile per affrontare quella contrazione del potere d’acquisto che, secondo Federconsumatori, è pari al 2,8% rispetto allo scorso anno».
Prestiti.itha analizzato oltre 30.000 richieste di prestito presentate negli ultimi sei mesi per capire come la crisi economica abbia modificato l’identikit di chi prova a ottenere un finanziamento. I risultati parlano chiaro: nonostante la richiesta media sia ancora elevata (11.500 euro da restituire in 67 mesi) questa è nettamente inferiore a quella di 12 mesi fa (17.500 euro). La maggior parte delle richieste proviene da uomini (il 72% del totale, contro il 28% delle donne), mentre l’età media è di 41 anni.
Per quanto riguarda le motivazioni che spingono gli italiani a richiedere un prestito, uno su tre dichiara di aver bisogno di liquidità (33%): una scelta che si spiega con la volontà di una maggiore autonomia per l’utilizzo della somma richiesta. Segue, poi, l’acquisto di un’auto usata (17,2%) e la ristrutturazione di casa (12,2%).
Parliamo di una situazione nettamente diversa, se messa a confronto con i dati dello scorso anno: i prestiti per liquidità attiravano un italiano su cinque (21,6%), mentre la richiesta di prestiti per l’acquisto di auto nuove era doppia rispetto a quella attuale (il 14,3%, contro il 7,8% registrato oggi). In pratica, in tempi di crisi, gli italiani preferiscono le auto usate rispetto a quelle appena uscite dal concessionario.
Si investe meno anche sull’attività produttiva e la prova risiede nella riduzione di due terzi dei prestiti per l’acquisto di beni strumentali alla propria attività, che nel 2011 rappresentavano l’1,8% del totale e che oggi sono poco più dello 0,6%. Le donne concentrano il proprio interesse sul finanziamento degli studi (arrivando al 47% del totale delle richieste) e delle vacanze (31,8%).
«Una tale evoluzione della domanda di prestiti personali è sintomatica di un rapido mutamento delle esigenze degli Italiani – conclude Giorgi – i cittadini, insomma, hanno trovato nel credito al consumo uno strumento per affrontare con più serenità la crisi in attesa di tempi migliori».
Enrico Brignano torna con “Tutto suo padre” il nuovo spettacolo in cui l’attore romano racconta le vicende dell’Italia di oggi, “diventata una sgualdrina perbene”.
Oltre due ore coinvolgenti, in cui il comico coinvolge il pubblico tra battute, gag, citazioni, ma anche veri propri pezzi recitati e canzoni originali suonate dal vivo.
Lo show, originariamente in programma al 105 stadium il 9 febbraio 2012, è stato rinviato a giovedì 22 marzo, sempre nel palazzetto della Fiumara.
Prezzi da 40 a 60 euro
Per info 105 STADIUM Lungomare Canepa 155 16149 -Tel: +39 010 6422264
Un progetto ideato dal parlamentare italiano Lino De Benedetti e promosso da Marta Vincenzi (la sindaco diede incarico allo stesso De Benedetti di studiarne la fattibilità per il Comune di Genova). Si chiama Ambasciata di Genova per la Green Economy, progetto di cui sono stati predisposti lo studio, le linee di indirizzo, le reti di collegamento, le azioni pratiche da attuare, la previsione dei risultati.
Di che cosa si tratta? Anzitutto parliamo del mondo del lavoro e di green jobs. Dallo scorso giugno si è iniziato a studiare e ad elaborare, nell’ambito dell’assessorato alle Politiche del Lavoro, il “polo genovese di Imprese Verdi”, in collaborazione con la Camera di Commercio di Genova. Si intende mettere insieme una rete di imprese che siano in grado di dare maggiore competitività all’economia verde del territorio, per una crescita di qualità e di innovazione sia di prodotto che di processo produttivo; un polo di imprese in grado sia di cogliere maggiori opportunità di mercato anche nell’azione di ricerca e di sviluppo, sia di offrire occupazione strutturale e durevole.
“La sostenibilità ecologica e sociale dello sviluppo non è più, ormai da molti anni, attuabile con politiche di settore, con le sole norme di comando e di controllo, pure sempre necessarie per la difesa e la prevenzione dell’ambiente dagli impatti che distruggono il territorio e sfruttano le risorse e le energie esauribili. Quel che davvero serve per un vero cambiamento è un’azione a tutto campo che sappia intrecciare i vari fattori, anzitutto il binomio virtuoso ecologia/economia”, così scrive Palazzo Tursi in una nota.
Tra le iniziative avviate vi è la cooperazione europea e internazionale tra comunità locali e in tale quadro è stata siglata una “carta di intenti” di collaborazione con il Comune di Buenos Aires e ad aprile si terrà un work shop per la presentazione pubblica dell’iniziativa.
Adesso bisognerà individuare un luogo (non l’ennesimo ufficio o sportello) che possa diventare la “casa verde”, un edificio, o più edifici, dove già esistono funzioni attive (mercato, scuola, o altro), da ristrutturare con materiali, tecniche e tecnologie 100% eco-compatibili; un luogo informatore e formatore, supporto di assistenza tecnica per l’innovazione verde e per lo start up di nuove imprese di green economy, fornitore di dati a ogni assessorato comunale.
In un’epoca caratterizzata dal forte calo dei consumi, la green economy si propone come una delle vere opportunità per contribuire a superare il declino: un’economia particolarmente adatta al tessuto produttivo imprenditoriale italiano, del made in Italy e, in particolare, del made in Genova.
“Ora Veglia – Il Silenzio e la Neve” è uno spettacolo sulla resistenza, in scena al teatro Cargo di Voltri venerdì 23 marzo.
Racconta storie di donne, di partigianeria e di guerra, dedicando l’attenzione a due giovanissime partigiane, medaglie d’oro al valor militare, che per seguire il proprio ideale di libertà hanno perso la vita: Clorinda Menguzzato e Ancilla Marighetto, nomi di battaglia Veglia e Ora.
Non solo di questi esempi estremi però è fatta la storia, ma anche di donne che nel loro quotidiano e nel loro piccolo hanno contribuito a tenere le fila di ciò che stava succedendo, ognuna pagando l’altissimo prezzo che esigeva la guerra in corso.
Molte di queste donne sono state incarcerate e internate nei lager sebbene la loro colpa potesse essere semplicemente quella di aver sfamato e dato rifugio a qualche partigiano, magari spinte da compassione materna. Molte poi erano le donne che soffrivano la guerra e le sue privazioni sostenute dalla fede, che cercavano un senso all’orrore al di fuori delle logiche umane. Esse passavano il tempo pregando e confidando, sopportando ed espiando. Che fossero nascoste sui monti o partecipassero dalle loro case o fossero immerse in una fede orante e fatalista queste donne che non erano al fronte hanno costituito la spina dorsale della società, la sua possibilità di sopravvivere.
TEATRO DEL PONENTE: Piazza Odicini, 9 Genova Voltri
Lo spettacolo è stato coprodotto da ariaTeatro e teatroBlu con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento Ufficio per le pari opportunità, dell’Anpi, dell’associazione Terre del fuoco e del Museo storico di Trento.
Per la settima volta consecutiva sport e disabilità viaggeranno a braccetto grazie alla provincia di Genova e al Paladonboasco.
Dal 24 al 30 Marzo, atleti disabili e giovani normodotati, si confronteranno nei palazzetti e nelle palestre scolastiche in competizioni sportive, che spaziano dal basket al nuoto e attraverso alcune conferenze educative.
La manifestazione quest’anno sarà strutturata in maniera inedita. Si inizierà sabato 24 presso il Palazzo dello Sport di Manesseno con un raduno di società provenienti da tutto il nord-est italiano, per proseguire l’indomani presso l’impianto delle piscine Crocera Stadium con il progetto “Galleggiando e Bolleggiando”, grazie al quale atleti disabili fisici e ed intellettivi proveranno l’ebbrezza dell’immersione subacquea con le bombole.
Durante la settimana, oltre ad una gara ufficiale di basket in carrozzina, valevole per il campionato di serie B, momento centrale sarà il tour nelle scuole che porterà il progetto in tre licei della città, al fine di incontrare in logica preventiva i giovani genovesi sul tema degli incidenti del sabato seraed al contempo sulla necessità di abbattere le barriere del diverso a favore di uno sport integrato, anche grazie ad illustri testimonial ex “RossoBlucerchiati”.
La provincia vuole favorire l’aggregazione fra normodotati e disabili – afferma l’assessore Giulio Torti – questo genera felicità e quando lo sport contribuisce a renderà felici esprime un valore estetico aggiunto.
Nella settimana da sabato 24 a venerdì 30, la manifestazione coinvolgerà diversi sport e attività fisiche: equitazione, pet therapy, danza, basket, bocce, golf e atletica.
“Giochiamo Insieme” è organizzata in collaborazione e con il patrocinio di: CONI Genova, CSI Genova, Panathlon International Ge Levante, Special Olympics e CNOS-Sport.
PROGRAMMA
Sabato 24/3 qualificazioni Campionato Italiano Basket FISDIR a Manesseno alle 11:00 e alle 15:00 (Palazzetto dello sport)
Domenica 25/3 Galleggiando e Bolleggiando presso piscina Crociera a Sampierdarena, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana e il gruppo OPSA (Operatori Soccorso In Acqua) dalle ore 15:30
Lunedì 26/3 un’ora con i disabili con il Panathlon presso la scuola Parini Merello dalle 9:00 alle 16:00
Martedì 27/3 basket e calcio integrato con Special Olympics(DonBosco Basket) presso PalaDonBosco Assarotti in
collaborazione con le scuole del territorio dalle ore 17:00 alle 19:00; un’ora con i disabili con il Panathlon presso la scuola Parini Merello dalle 9:00 alle 13:00
Mercoledì 28/3 Danza con Special Olympics presso PalaGym via Serra dalle ore 17:00 alle ore 19:00
Giovedì 29/3 partita di Campionato di Basket in carrozzina alle ore 20:00 alla Crocera Stadium Sampierdarena; OPEN DAY in collaborazione con la Ass Sordomuti Tigullio, presso gli impianti sportivi del CSI di Chiavari; basket e calcio integrato con CSI e Special Olympics (DonBosco Basket) presso PalaDonBosco Assarotti in collaborazione con le scuole del territorio dalle ore 17:00
Venerdì 30/3 Atletica con ANFFASS presso PalaDonBosco di Sampiedarena dalle ore 17:00 alle 19:00; Tavola Rotonda delle Associazioni alle ore 17:00 presso Sala Luoni PalaDonBosco ore 17:00 (da confermare)
Un nuovo servizio “viario” di tipo pubblico è nato, sotto la spinta delle recenti liberalizzazioni, col proponimento di migliorare gli spostamenti di chi si trova a dover affrontare, quotidianamente, un traffico che “inscatola” i conducenti, di mezzi privati, in interminabili code.
Si chiama multitaxi, un progetto che, come spiega l’Assessore alla Mobilità del Comune di Genova Simone Farello, si propone di offrire ai cittadini l’opportunità di usare il taxi in maniera collettiva. Non certo una novità assoluta, l’esperimento era già stato fatto negli anni ‘90 ed era naufragato miseramente, ma in molti stati europei, da moltissimi anni, ad esempio a Londra, il taxi collettivo è una valida alternativa allo spostamento pubblico e privato in città.
Questo tipo di prestazione sarà usufruibile a partire dai primi di aprile ed offre due modalità di approccio. Nel primo caso, si tratta di un taxi collettivo tradizionale in cui il singolo passeggero dà la disponibilità ad accogliere, come compagno di viaggio, un’altra persona incontrata “cammin” facendo, nel secondo, di tipo innovativo, è prevista una prenotazione “on demand” (Tel.010-5582855) con la quale viene organizzato un rendez-vous tra utenti che abbiano esigenze e mete similari.
Tra gli 800 taxisti genovesi circa 150-160 parteciperanno a questo programma e, per farsi riconoscere, sfoggeranno un display luminoso posizionato sul tetto dell’autovettura e un vistoso adesivo posto sulle fiancate. L’iniziativa, voluta dal Comune, è stata finanziata dal Ministero dell’Ambiente su progettazione dell’AMT, alla quale ne è stata demandata anche l’organizzazione e nasce con lo scopo di offrire dei vantaggi tariffari e favorire uno sviluppo positivo nell’ambito delle politiche di mobilità sostenibile.
Il risparmio economico è stato calcolato aggirarsi in circa il 20%, se i passeggeri a bordo sono due e può raggiungere il 70%, se il numero sale fino a otto.
Restano esclusi da questa offerta gli animali, a cui è proibito salire a bordo, al fine di non arrecare disturbo ad altri eventuali ospiti, sia per problemi legati alla salute, come presenza di allergie, sia perché, comunque, indesiderati. I passeggeri con animale al seguito sono avvisati: solo taxi a costo intero. Ritorna il problema di tanti “amici dell’uomo” considerati beni di lusso come, del resto, si è evidenziato anche dalle recenti decisioni, prese in merito alle esenzioni (spese per il veterinario non più detraibili).
Personalmente, dovendo scegliere, a ben guardare le notizie dei giornali, non avrei dubbi, ritenendo molto meno pericolosa la compagnia dei quadrupedi che dei bipedi umani. E se, come per le spiagge aperte ai cani, ci fossero anche i taxi “compatibili” con i nostri inseparabili “Pets”? E’ un’idea da considerare.
Nina Zilli, alias Maria Chiara Fraschetta, voce ipnotica e grandi doti interpretative, torna con il nuovo album L’Amore è Femmina, a due anni di distanza dall’uscita del suo disco d’esordio Sempre Lontano.
Giovedì 22 marzo (l’evento era originariemente previsto per il 9 marzo) a partire dalle ore 18, l’artista piacentina presenta al pubblico de La Feltrinelli il nuovo lavoro discografico, contraddistinto come il primo da un sound molto black e anni Sessanta.
Prodotto da Michele Canova l’album contiene 12 brani inediti tra cui Per Sempre, in gara alla 62esima edizione del Festival di Sanremo, dove la carismatica cantante ha impressionato il pubblico per la grande personalità e capacità di dominare il palcoscenico: proprio per questo, qualcuno la paragona a Mina o a Amy Winehouse.
Il Comune di Ventimiglia ha pubblicato un bando informale rivolto ad artisti, professionisti e associazioni culturali per trovare idee e proposte per organizzare eventi e rassegne nel corso della stagione estiva 2012: l’idea è stendere un programma di appuntamenti a ingresso gratuito da svolgersi tra il 1 luglio e il 31 agosto 2012.
I luoghi dove si svolgeranno gli spettacoli sono: Belvedere Resentello, Piazza della Cattedrale in Ventimiglia alta, Piazza San Bartolomeo in Frazione Latte,Piazza della Stazione in Frazione Beveral e Piazza Caduti della Libertà in frazione Torri. I progetti verranno selezionati sulla base di due criteri: costi da sostenere e coerenza con il programma di eventi del Comune.
La domanda regolarmente compilata deve essere inviata entro le ore 13.00 di lunedì 23 aprile 2012, via email all’indirizzo e.viale@comune.ventimiglia.it o via posta a Comune di Ventimiglia -Piazza della Libertà n.3 – 18039 Ventimiglia (IM).