Anno: 2012

  • Il Politicometro: smascherate bugie e verità dei candidati Sindaco

    Il Politicometro: smascherate bugie e verità dei candidati Sindaco

    Elezioni amministrative 6 maggio 2012Balla colossale, balla, mezzo e mezzo, abbastanza vero, vero: questi cinque criteri sono stati scelti da un gruppo di giovani genovesi per aiutare i cittadini nel valutare i candidati Sindaco di Genova a poco più di un mese dalle elezioni, che si terranno il prossimo 6 e 7 maggio.

    Sul sito Politicometro.it le affermazioni di ogni candidato vengono riportate e valutate in base al loro grado di verità. “La nostra missione è difficile ma al tempo stesso necessaria per orientarsi nel politichese, riuscendo a scindere le affermazioni vere da quelle false”, è la dichiarazione d’intenti dei fondatori, che nelle ultime settimane di campagna elettorale si sono lanciati nell’ennesimo innovativo progetto di uso partecipativo della Rete.

    A prescindere da chi vincerà le elezioni, è ancora una volta interessante notare come i progetti migliori sono quelli che partono dal basso. Anche perché Politicometro non mostra, almeno in questa fase iniziale, di fare partigianeria e ne ha assolutamente per tutti.

    Marta Traverso

  • Fiorella Mannoia, concerto al teatro Carlo Felice

    Fiorella Mannoia, concerto al teatro Carlo Felice

    Fiorella MannoiaDopo la pubblicazione dell’ ultimo nuovo album Sud, continua il tour 2012 di Fiorella Mannoia, che arriva a Genova al teatro Carlo Felice venerdì 20 aprile.

    Il nuovo album di Fiorella Mannoia è un viaggio musicale e umano in luoghi come il Brasile, l’ Africa e Napoli. Fiorella Mannoia è per la prima volta autrice delle canzoni del disco: ha collaborato alla scrittura di quasi tutti i testi delle insieme ad Ivano Fossati e due brani sono stati scritti completamente da lei: In Viaggio e Se solo mi Guardassi.

    Grandissima voce, stile e raffinatezza sono gli elementi che contraddistinguono l’artista romana, che nei suoi concerti propone un vero e proprio viaggio tra i brani del nuovo album, i grandi classici come “Sally”,  “L’amore si odia”, Quello che le donne non dicono”, e le sonorità dal mondo di “Sorvolando Eilat”, e la versione brasilera di “Una giornata uggiosa”.

    Venerdì 20 aprile

    Teatro Carlo Felice, passo Eugenio Montale

    Inizio ore 21

    Biglietti da 28 a 57 euro

     

  • Defrag appunti di viaggio: arte in tour attraverso la Liguria

    Defrag appunti di viaggio: arte in tour attraverso la Liguria

    Giovedì 29 marzo parte al DAMS di Imperia parte il progetto DEFRAG. Appunti di viaggio, un evento culturale che porterà le arti in giro per tutta la Liguria, toccando tutte e quattro le Province e parte del Piemonte.

    Il progetto è organizzato dalle associazioni culturali Thesis e Lamaca Gioconda, e coinvolgerà una serie di discipline che spaziano tra musica, cinema, letteratura e arti visive, il tutto attorno al fil rouge del viaggio.

    La prima tappa si terrà al Polo Universitario di Imperia e il tema sarà Il Giappone. In programma proiezioni, apericena, concert e presentazioni letterarie.

    Ognuno degli eventi che saranno ospitati in giro per la Liguria avrà il suo filo conduttore: I viaggi musicali a Cervo, La salute in viaggio a Savona, Le anime migranti a Genova, Viaggi di gusto a Sestri Levante, I percorsi delle risorse ambientali a Bonassola e I viaggi della mente a Lerici. Infine il Piemonte, con I viaggi eretici a Monforte d’Alba e La via del cibo. Consumi sostenibili a Mondovì.

  • Macchina del Tempo: Arenaways e Trenitalia, lo scontro continua

    Macchina del Tempo: Arenaways e Trenitalia, lo scontro continua

    IL PRECEDENTE

    28 marzo 2010: la compagnia alessandrina Arenaways lancia ufficialmente un servizio di collegamento ferroviario privato che fa concorrenza alle Ferrovie dello Stato. Il primo convoglio (che partirà il 1 settembre 2010) sarà Torino-Milano, ma si annunciano già nuove tratte in tutto il Nord Italia, a partire da un collegamento veloce tra i due capoluoghi sopracitati e le Cinqueterre in concomitanza con la stagione estiva.

    Queste alcune delle novità offerte dalla nuova compagnia: prezzo della corsa Torino-Milano intorno ai 17 €, 1 ora e 35 minuti di percorrenza moltiplicata per 16 corse giornaliere, i treni avranno un’unica classe equiparabile a una prima classe dell’alta velocità. Il biglietto potrà essere acquistato via Internet, presso edicole e tabaccherie o a bordo treno.

    Un Intercity da Torino a Milano costa attualmente 19,50 € per la prima classe e 14,50 € per la seconda, con un tempo di percorrenza di 1 ora e 42 minuti.

    Arenaways promette tuttavia l’offerta di servizi aggiuntivi rispetto ai convogli Trenitalia: prese di corrente e monitor per ogni postazione, la macchina lucidascarpe e il servizio lavanderia (come in albergo, si ritira la sera o il giorno dopo), una carrozza con snack bar e minimarket.

    IL PRESENTE

    Pendolari e viaggiatori occasionali, fermatevi un secondo e riflettete: quante volte siete saliti su un treno non targato Trenitalia? Nessuna, molto probabilmente. Il monopolio dei binari e delle biglietterie hanno reso praticamente impossibile a qualsiasi compagnia concorrente alle Fs non solo di far viaggiare sui propri treni, ma persino di far conoscere alla gente comune la propria esistenza.

    Se non consideriamo casi eccezionali come le Ferrovie Nord in Lombardia, non è ancora nata una compagnia in grado di garantire a lungo termine un trasporto ferroviario nazionale concorrenziale a Trenitalia, dal punto di vista sia dei servizi che dei prezzi.

    Il primo convoglio ArenaWays è partito nel novembre 2010, con due mesi di ritardo rispetto alle previsioni. I passeggeri della prima corsa sono stati una ventina, quasi tutti membri interni all’azienda. A causa di un ricorso presentato dalle Ferrovie dello Stato, i treni nella tratta Torino-Milano hanno avuto il divieto di effettuare fermate intermedie.

    Per tutte queste ragioni, in poco meno di un anno l’azienda ha dovuto affidarsi a un curatore fallimentare e ha sospeso definitivamente tutte le corse a settembre 2011. La tanto discussa legge sulle liberalizzazioni a cura del governo Monti non ha toccato il trasporto ferroviario, ma nonostante questo Arenaways si è riformata lo scorso gennaio con la denominazione Strade Ferrate Alta Italia, in attesa di capire se, come e quando riprendere le attività.

    Alcuni giorni fa l’amministratore delegato Giuseppe Arena ha rilasciato questa dichiarazione nel corso di un convegno sul tema delle liberalizzazioni: “L’aria politica sta cambiando, stiamo imboccando la strada giusta, ma ci vuole più coraggio e liberalizzare i settori chiave, a partire dalle ferrovie. La politica del precedente governo mi ha strangolato, ora Arenaways sta per tornare in vita. Sempre puntando sulla qualità del servizio. Sono fiducioso“.

    In chiusura una domanda. Se il mercato globale trova i suoi presupposti nel libero commercio e nelle norme antitrust, è giusto che il trasporto su rotaia viva questa condizione di monopolio legalizzato?

    Marta Traverso

  • Turismo in Liguria: in crescita il mercato degli immobili di pregio

    Turismo in Liguria: in crescita il mercato degli immobili di pregio

    Sant'Ilario a GenovaIIN (Italian International Network, società italiana di servizi e consulenza immobiliare) pubblica un’analisi del mercato immobiliare ligure e genovese dalla quale emerge un dato significativo: in questo inizio di 2012 l’investimento che acquirenti stranieri sono disposti a compiere in operazioni immobiliari in Liguria ammonta a oltre 100 milioni di euro.

    Si tratta di investitori, in particolar modo russi e inglesi, che dispongono di mezzi economici importanti alla ricerca di residenze di pregio, soprattutto nell’area del Tigullio, dove si concentra circa l’80% degli investimenti potenziali.

    Parliamo di una clientela molto esigente, alla ricerca di soluzioni “off market”,  ovvero case fuori dal mercato (né ufficialmente né ufficiosamente in vendita, ma che, con un’ottima offerta al proprietario, potrebbero essere acquistate ndr), e che per questo si affidano a società come IIN, che si muovono come veri e propri “cacciatori di ville” per soddisfare le esigenze dei facoltosi clienti.

    «Una grande opportunità per l’economia della nostra regione  – afferma Chiara Lagomarsino Picasso  Head of International Department di IIN – una cifra considerevole che potrebbe dare una boccata di ossigeno importante all’economia della regione anche in termini di ricaduta economica».

    «La Liguria, a differenza di territori come ad esempio la Toscana, resta ancora una terra tutta da scoprire, che ha i requisiti giusti per poter attrarre il mercato internazionale. Dai nostri dati rileviamo una crescita d’interesse verso residenze e, in particolare, “seconde case” di pregio in Liguria. Tale incremento di richieste, nell’ordine del 15% annuo, ci conferma che questo mercato non teme la crisi ed è in grado di aprire allo scenario internazionale anche regioni meno conosciute, come la nostra. Il recente accordo siglato con Knight Frank, il maggior operatore mondiale nel segmento di mercato degli immobili di pregio, conferma l’assoluto interesse che il golfo ligure ha per gli investitori di tutto il mondo».

  • Martedì 27 marzo 2012: sciopero regionale dei mezzi Amt e Atp

    Martedì 27 marzo 2012: sciopero regionale dei mezzi Amt e Atp

    Autobus GenovaPer domani martedì 27 marzo è stato proclamato lo sciopero regionale di 24 ore per tutto il personale delle Aziende di Trasporto Pubblico Locale della Liguria, «contro l’inerzia dimostrata dalla Regione nell’apportare modifiche alla Legge Regionale n. 31/98», una decisione – come si apprende dalla nota diffusa dai sindacati – che ha come fine quello di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulle seguenti problematiche:

    Individuazione di un bacino unico regionale per l’affidamento dei servizi di TPL; introduzione di efficaci sistemi economici premianti per favorire la costituzione di un’Azienda Unica Regionale di TPL; garanzia delle risorse necessarie alla sopravvivenza delle cinque Aziende di TPL, alla salvaguardia degli attuali livelli di servizio, alla garanzia della continuità occupazionale dei quasi 5000 lavoratori, al mantenimento dei trattamenti economici e normativi acquisiti contrattualmente.

    Lo sciopero si svolgerà con le seguenti modalità:

    AMT Spa – Genova

    Personale Viaggiante e Graduato da inizio servizio alle ore 5.30

    dalle ore 9.30 alle ore 17.00

    dalle ore 21.00 a fine turno

    Restante personale tutto il turno

    Personale esentato come da accordi aziendali vigenti

    Ferrovia Genova Casella – Genova

    Personale Viaggiante e Graduato da inizio servizio alle ore 6.30

    dalle ore 9.30 alle ore 17.30

    dalle ore 20.30 a fine servizio

    Restante personale tutto il turno

    Personale esentato come da accordi aziendali vigenti

    ATP Spa – Carasco (GE)

    Personale Viaggiante e Graduato da inizio servizio alle ore 6.00

    dalle ore 9.00 alle ore 17.00 dalle ore 20.00 a fine servizio

    Personale addetto alla biglietterie dalle ore 9.00 alle ore 16.30

    Restante personale tutto il turno

    Personale esentato come da accordi aziendali vigenti

  • Incontro con Marco Doria, candidato sindaco di Genova per il centro sinistra

    Incontro con Marco Doria, candidato sindaco di Genova per il centro sinistra

    Marco DoriaSiamo con Marco Doria, docente universitario di Storia economica presso la facoltà di Economia dell’ateneo genovese, vincitore delle primarie, candidato sindaco del centro sinistra. Marco Doria è stato per sette anni, dal 1978 al 1985, consigliere di circoscrizione di Albaro per il Pci e per tre, 1990-1993, consigliere comunale. Dopo quasi vent’anni da attivo spettatore nell’autunno 2011, grazie ad un  appello di alcuni intellettuali genovesi, Doria ha deciso di tornare ad occuparsi di politica in prima persona.

    Sostenuto da Sinistra Ecologia e Libertà, ha vinto con largo consenso le primarie ed oggi ci sono molte aspettative intorno alla sua candidatura. Lei è indubbiamente una figura libera ed indipendente ma la prima domanda che voglio porle è: pensa davvero di riuscire – nel caso diventasse sindaco – ad attuare le politiche che ha in mente, insomma ad avere testa e mani libere di agire, considerando che dovrà confrontarsi con interessi e logiche che muovono i partiti che l’appoggeranno?

    La testa libera sicuramente sì. Io penso che la coalizione di centro sinistra sia una coalizione di cittadini. Mi auguro di ottenere tanti consensi e spero che anche la lista che mi appoggia, espressione della società civile, raggiunga un buon risultato. Ovviamente io dovrò confrontarmi, come già sto facendo, con tutti i componenti della coalizione, singole persone ed organizzazioni politiche, per trovare una linea comune. Oggi sono il candidato di tutta la coalizione del centro sinistra e per essa ho il massimo rispetto. Questo però non significa affatto che io debba piegarmi a delle logiche di spartizione del potere.

    Vorrei affrontare con lei il tema del centro storico, una perla della città che andrebbe adeguatamente valorizzata a fini turistici e commerciali. Attualmente alcune zone, penso a via della Maddalena e al Ghetto, stanno provando a rialzarsi soprattutto grazie all’impegno di residenti, realtà associative ed al sostegno delle istituzioni; altre porzioni di città vecchia, ad esempio via di San Bernardo, sono frequentate solo nelle ore notturne a causa della cosiddetta “movida”, mentre durante il giorno sono abbandonate a se stesse. Come si possono coniugare le diverse esigenze degli abitanti, che chiedono di tutelare il loro sacrosanto diritto al riposo e dei giovani alla ricerca di luoghi per il divertimento, con la necessità di rilanciare il centro storico?

    Il centro storico è un gioiello, un patrimonio di Genova ma anche una porzione di città che vive problemi complessi e seri. Quindi richiede politiche di intervento articolate. Innanzitutto occorre valorizzare sempre più l’insieme di bellezze storico-artistiche della città vecchia. E promuovere flussi di turisti non solo nei percorsi tradizionali, ovvero Palazzo Ducale, via San Lorenzo, via Garibaldi, area del Porto antico, ma anche in percorsi oggi meno frequentati. Penso ad esempio a Sarzano, S. Maria di Castello, le Vigne, la Commenda di Prè. Inoltre il centro storico deve diventare un’area dove favorire, con adeguate politiche di sostegno, l’insediamento di nuove attività economiche, in particolare piccole attività commerciali ed artigianali. Per quanto riguarda la questione della cosiddetta “movida” è necessario ricordare a tutti l’importanza del rispetto delle regole affinché il legittimo bisogno di svago dei giovani non entri in conflitto con le rispettabili esigenze dei residenti. Occorre una politica capace di distribuire in maniera più intelligente sul territorio cittadino i luoghi del divertimento giovanile, in modo tale da risolvere il problema della tutela dei diritti degli abitanti del centro storico.

    Al di là delle considerazioni sull’utilità economica e sull’impatto ambientale di alcune grandi opere infrastrutturali, secondo lei un’opera come il Terzo valico, oggi in liguria e più in generale in Italia, le istituzioni sono in grado di gestirla? Oppure vista la moltiplicazione dei costi che spesso si registra nel nostro Paese ed il concreto pericolo di infiltrazioni criminali, attualmente lo Stato italiano non è all’altezza?

    Io ritengo che alcune grandi opere debbano essere realizzate. I temi che lei solleva, pericolo di infiltrazioni criminali e certezze costi/tempi, sono sfide ed impegni che dobbiamo assumerci. In altri termini voglio dire che questi rischi non devono bloccarci. Si tratta infatti di pericoli che riguardano anche altre opere, non necessariamente le cosiddette grandi opere. Penso ad esempio ai lavori pubblici per la messa in sicurezza del territorio. In tutti i casi bisogna prestare la massima attenzione ma gli interventi vanno realizzati.

    Per quanto riguarda il Terzo Valico lei ha detto di essere favorevole, si tratta di un intervento che insiste su una vallata, la Val Polcevera, che già presenta diverse criticità e nel passato è stata ampiamente vessata…

    Per me è importante modernizzare il sistema di collegamenti ferroviari tra Genova e la pianura padana e tra Genova ed il resto d’Europa. Quindi sono favorevole ai lavori di potenziamento delle infrastrutture ferroviarie che potrebbero garantire uno spostamento significativo del trasporto dalla gomma alla rotaia. Ovviamente sono consapevole dei disagi che questi interventi comportano nella popolazione residente. Per la realizzazione di qualsiasi opera, grande o piccola, bisogna fare in modo di controllare la certezza dei tempi/costi ed attenuare, per quanto possibile, le criticità sul territorio.

    Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, l’inceneritore a Borzoli è una priorità?

    La soluzione è aumentare la raccolta differenziata e soprattutto l’effettivo riciclo dei materiali recuperati, ovvero la via al riciclo spinto ai livelli indicati dalle normative europee e nazionali. Questo sistema riduce la quota residua di rifiuti che dovrà essere trattata. Una parte di questi sarà trattata in un impianto a freddo di prossima realizzazione. Quindi il problema va affrontato, da un lato stimolando la raccolta differenziata e dall’altro con l’impianto di trattamento a freddo. In questo modo, secondo me, potremmo ottenere risultati significativi ed in seguito valutare se saranno necessari ulteriori investimenti anche per sistemi diversi. 

    Secondo lei qual è la vocazione di Genova per il prossimo futuro, soprattutto per quanto riguarda la crescita economica e la creazione di nuove opportunità di lavoro?

    Genova dovrebbe avere una vocazione mista ed accanto ai tradizionali assi dell’economia cittadina, ovvero porto ed industria, bisogna svilupparne degli altri. Il porto deve continuare ad essere una colonna dell’economia genovese. Il settore industriale è stato pesantemente ridimensionato ed il Comune farà la sua parte per cercare di difenderlo.

    E poi ci sono altre numerose opportunità: penso ad esempio al settore della ricerca, la ricerca scientifica, quindi l’importanza del ruolo dell’Università, dell’IIT, del nuovo polo tecnologico degli Erzelli, la ricerca in campo medico-sanitario, quindi l’ex Ist e l’ospedale Gaslini. E ancora l’ambito del turismo e della cultura: Genova ha tutte le potenzialità per diventare una capitale italiana del turismo culturale.

     

    Matteo Quadrone

    Video di Daniele Orlandi

     

    Era Superba – SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2012

    Incontro con il candidato sindaco del Gruppo Misto Enrico Musso

    Incontro con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Paolo Putti

    Incontro con il candidato sindaco del partito Italia Nuova Armando Siri

    Incontro con il candidato sindaco del partito La Destra Susy De Martini

    Incontro con il candidato sindaco di Primavera Politica Simonetta Saveri

    Incontro con il candidato sindaco di Gente Comune Giuseppe Viscardi 

    Incontro con il candidato sindaco della Lega Nord Edoardo Rixi

    Incontro con il candidato sindaco del centrodestra Pierluigi Vinai

    Incontro con il candidato sindaco del Pcl Giuliana Sanguineti

    Incontro con il candidato sindaco di Fratelli Fratellastri Simohamed Kaabour

    Incontro con il candidato sindaco di Portento per Genova Orlando Portento 

    Incontro con il candidato sindaco di Comunisti Sinistra Popolare Roberto Delogu

  • Canzoni della nostra storia, racconto in musica degli anni ’60 e ’70

    Canzoni della nostra storia, racconto in musica degli anni ’60 e ’70

    ChitarraVenerdì 30 marzo al teatro Hop Altrove il Coro Quattrocanti  diretto da Gianni Martini si esibisce in “Canzoni della nostra storia, racconto in musica degli anni ‘60 e ’70″, un viaggio musicale nella storia della canzone italiana e internazionale.

    Brani di cantautori fra i quali De André, De Gregori, Guccini, covers di bands di fama mondiale, pezzi melodici e ritmici: questi i temi del repertorio, una sorta di “musica popolare metropolitana”, filtrata attraverso gli arrangiamenti polifonici scritti appositamente per il coro dal direttore artistico, il Maestro Gianni Martini, che oltre ad essere uno dei soci fondatori della scuola di musica “Music Line”, nata a Genova nel 1978, annovera, nel suo percorso professionale di musicista, collaborazioni con artisti (significativa quella con Giorgio Gaber dal 1984 al 2000), gruppi e teatri di levatura nazionale.

    Il “Coro Quattrocanti” è nato da poco, ovvero nel 2008, anno in cui è stata costituita un’ associazione senza scopo di lucro, ma i suoi appartenenti cantano insieme da diversi anni.

    I circa trenta coristi sono suddivisi in sezioni (contralti, mezzosoprani, soprani, tenori, bassi) e accomunati dal piacere della compagnia reciproca, ripercorrono un pezzo di storia musicale propria dei fatidici anni ‟60 – ‟70, quelli nei quali si sono fondate le basi del sound pop-rock, che ancora pervade la scena musicale e la vita di tutti.
    Alcuni brani sono accompagnati dalla chitarra del maestro, altri sono eseguiti “a cappella”, cioè per sole voci.

  • Concorso fotografico “Le fontane di Genova” da Liberodiscrivere

    Concorso fotografico “Le fontane di Genova” da Liberodiscrivere

    Piazza De FerrariFondazione Amga ha organizzato in collaborazione con IREN Acqua Gas, Liberodiscrivere, ProNatura e Top Market foto video, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Genova, la terza edizione del concorso fotografico Le Fontane di Genova.

    I partecipanti possono inviare una foto inedita, a colori o b/n e in alta risoluzione, che ritragga una fontana pubblica (sono quindi escluse le fontane situate in contesti privati) nel territorio del Comune di Genova.  Scopo del concorso è la pubblicazione di un volume sulle fontane di Genova edito da Liberodiscrivere e la realizzazione di una mostra fotografica in uno spazio istituzionale di grande pregio. Una giuria selezionerà le opere che faranno parte di queste due iniziative.

    Il concorso è aperto a tutti (per i minorenni è necessaria l’autorizzazione di un genitore). L’immagine e il modulo di iscrizione vanno inviati all’indirizzo acque.italiane@fondazioneamga.org entro il 22 luglio 2012.

    A tutti gli autori verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Oltre alla selezione per il libro e la mostra fotografica, per i vincitori sono previsti i seguenti premi:
    1) Primo classificato: fotocamera Mirror Lens del valore di 500€
    2) Secondo classificato: fotocamera Bridge del valore di 300€
    3) Terzo classificato: fotocamera compatta del valore di 100€

    Marta Traverso

  • Scuola: laboratori di pedagogia religiosa finanziati dal Comune

    Scuola: laboratori di pedagogia religiosa finanziati dal Comune

    Numerosi istituti scolastici italiani si trovano alle prese con la cronica carenza di risorse economiche e spesso non riescono neppure a rispondere alle esigenze più elementari. «I genitori sono ormai invitati ovunque a pagare la carta igienica che consumeranno i loro figli, perché la scuola pubblica è allo stremo – denuncia la sezione genovese dell’Uaar, Unione degli atei e degli agnostici razionalisti ma per l’ora di religione, un insegnamento di parte pagato da tutti, i soldi si trovano persino per avviare “laboratori” ad hoc».

    Il Comune di Genova, infatti, ha deciso di finanziare – con oltre 42 mila euro – la realizzazione di laboratori di religione cattolica nelle scuole dell’infanzia comunali.

    Con la determina dirigenziale n. 2012, adottata lo scorso sette marzo, il dott. Casalgrandi Clemino, in qualità di dirigente del “Settore Progettazione e Coordinamento Sistema Pedagogico”, ha affidato «al R.T.I., costituito fra Lanza del Vasto Società Cooperativa Sociale e la Cooperativa Sociale Il Sentiero del Movimento Ragazzi S.c.r.l.», il «servizio concernente la realizzazione di laboratori di religione cattolica nelle scuole dell’infanzia comunali, nel mese di marzo 2012».

    Importo complessivo stanziato: «Euro 42.442,67, esclusa I.V.A al 4%». «Che potrebbero diventare circa 120.000, stando alle disponibilità di spesa del funzionario», sottolinea l’Uaar.

    Il progetto viene definito «un percorso sperimentale finalizzato alla realizzazione di laboratori dedicati all’insegnamento della religione cattolica, che può essere considerato quale autonoma linea di attività, all’interno dell’offerta formativa della scuola infanzia».

    Il provvedimento è stato peraltro giustificato anche con la «necessità di ottimizzazione delle risorse interne».

    Il dirigente è consapevole, tanto che lo mette nero su bianco, che «le norme concordatarie prevedono che il riconoscimento e il mantenimento dell’idoneità all’insegnamento della religione cattolica siano affidate all’esclusiva competenza e alla sfera di discrezionalità dell’Autorità Ecclesiastica Diocesana», ovvero il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani.

    Lo staff di Bagnasco ha individuato due associazioni cattoliche. Nessuna proposta alternativa è stata infatti presa in considerazione, perché «l’estrema urgenza, risultante da eventi imprevedibili per le stazioni appaltanti, non è compatibile con i termini imposti dalle procedure aperte, ristrette o negoziate previa pubblicazione di un bando di gara», si legge nel documento.

    «La Lanza del Vasto, in particolare, è una realtà aderente alla Compagnia delle Opere, la tentacolare holding di Comunione e liberazione», sottolinea l’Uaar.

    «Bagnasco dispone, Pantalone paga – continuano atei ed agnostici Noi ribadiamo ancora una volta il concetto: ora di religione, ora basta (http://www.facebook.com/oradireligioneorabasta)».

    L’ora alternativa a quella di religione cattolica è un diritto che la scuola italiana è obbligata a garantire. Con un’ordinanza del 30 luglio 2010 il tribunale di Padova ha stabilito che la sua mancata attivazione costituisce «un comportamento discriminatorio illegittimo».

    «Viene così riconosciuto un diritto civile: quello di scegliere – conclude l’Uaar – Un diritto che troppo spesso è taciuto, ostacolato, o anche semplicemente non conosciuto, dagli studenti italiani e dalle loro famiglie».

     

    Matteo Quadrone

  • Seo: cortometraggio sui rom, riprese in corso a Genova

    Seo: cortometraggio sui rom, riprese in corso a Genova

    seo cortometraggio genovaHanno preso inizio a Genova le prime riprese del cortometraggio Seo, con sceneggiatura di Sergio Cizmic (nella foto) e la regia di Marco Di Gerlando.

    Il film è ispirato a un fatto realmente accaduto allo sceneggiatore quando era bambino: la trama riguarda una storia di razzismo nei confronti di un bambino rom, il cui sogno è imparare a nuotare e poter entrare in una piscina comunale con i suoi amici.

    Il sogno diventa incubo nel momento in cui il cassiere della piscina, uomo pieno di pregiudizio nei confronti del popolo rom, vieta al bambino ogni volta l’accesso allo stabilimento.

    Questo corto è realizzato in collaborazione con Pino Petruzzelli e Mauro Pirovano. La produzione è affidata alla giovane casa di produzione ligure MDG Produzioni e il coordinamento artistico è affidato all’ associazione culturale genovese Zuccherarte.

    Marta Traverso

  • Zampa Gemella: è genovese il social network di incontri per cani

    Zampa Gemella: è genovese il social network di incontri per cani

    Cane“Zampa Gemella, e se fido si fidanzasse?”, si presenta così il primo social network di incontri per cani, un progetto ancora in fase di lancio ideato e sviluppato da un genovese, Stefano Petrone, web developer con una grande passione per le quattro zampe.

    L’idea è quella di creare un punto di incontro sul web per coloro che vogliono far accoppiare il proprio cane, ma non un semplice forum, bensì un vero e proprio social network dove i singoli profili sono incentrati sugli animali e non sui padroni. Ricerca degli amici organizzata per età, dagli 1 ai 27 anni, per luogo di nascita e di domicilio e, ovviamente, per sesso.

    Le abitudini, le passioni, i luoghi abituali per le passeggiate, i giochi che più lo divertono… Oltre a conoscere e poter incontrare (grazia alla mappa in ogni profilo) gli amici a quattro zampe, “Zampa Gemella” offre l’opportunità di interagire con tanti appassionati potendo così condividere esperienze, chiedere consigli e, perché no, trovare il dogsitter.

    Non poteva mancare la possibilità di caricare e condividere immagini e una sezione incentrata sugli eventi dedicati ai cani. Per ora il sito è in fase beta (“Zampa Gemella è un cucciolo e come tale i suoi mamma e papà lo stanno istruendo a dovere…”) e non si escludono nuove sorprese.

  • Lagaccio: “Voglio la Gavoglio”, cittadini mobilitati per decidere il futuro del quartiere

    Lagaccio: “Voglio la Gavoglio”, cittadini mobilitati per decidere il futuro del quartiere

    Un percorso avviato a gennaio da un gruppo di cittadini del quartiere che si sono riuniti più volte – l’ultima assemblea pubblica aperta a tutti si è  tenuta sabato 24 marzo – per contestare le novità indicate dal Piano urbanistico comunale in merito all’area della ex caserma Gavoglio.

    Parliamo di 60 mila metri quadrati alle spalle della Stazione Principe, in centro città ma in una delegazione da sempre alle prese con la cronica carenza di spazi utili a disposizione degli abitanti. Cittadini che oggi chiedono al Comune di essere coinvolti nelle scelte urbanistiche ed edilizie affinché sia possibile realizzare un quartiere maggiormente vivibile.

    «L’area della ex caserma Gavoglio contiene moltissimi edifici storici e non ed è abbandonata da circa 30 anni – spiegano i residenti – ad eccezione di alcune famiglie che risiedono nel corpo centrale dell’ex caserma e di alcune aree adibite a magazzino o parcheggio, a quel che ci è dato di capire, per mezzi militari. Il Puc (Piano urbanistico comunale) recentemente approvato contiene dei cambiamenti sostanziali rispetto al Puc del 2001. Variazioni che vanno nella direzione esplicitata di aumentare le residenze: ad esempio la superficie agibile degli edifici esistenti potrà aumentare del 30%. I precedenti Puc al contrario dicevano espressamente che l’area della ex caserma Gavoglio doveva essere edificata il meno possibile ed anzi si descriveva la decisione di abbattere e togliere la gran parte degli edifici».

  • “Pro Patria”, Ascanio Celestini in scena al teatro dell’Archivolto

    “Pro Patria”, Ascanio Celestini in scena al teatro dell’Archivolto

    Ascanio CelestiniIl teatro dell’Archivolto ospita dal 29 al 31 marzo il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini “Pro Patria”.

    Un racconto teatrale che vuole ricucire i fili della storia del nostro paese, ritrovando quella scintilla intellettuale e politica che ha dato vita a un’esperienza lunga e dolorosa, un percorso che ha coinvolto uomini e donne uniti da un grande ideale: fare l’Italia.

    Un monologo di cento minuti scritto dall’autore romano, nei panni di un detenuto “affacciato alla finestra della storia” che sta scrivendo in cella il suo discorso insieme al suo interlocutore ideale,  Giuseppe Mazzini.

    Nel suo discorso Celestini ripercorre 3 momenti della storia della penisola caratterizzati dalla volontà (fallita in tutti e 3 i casi) di rinascita e liberazione nazionale: si parte dalla grande avventura della Repubblica Romana del 3 luglio 1849, piccolo stato governato da Carlo Armellini, Aurelio Saffi e Giuseppe Mazzini, si prosegue con la resistenza antifascista della seconda guerra mondiale fino ad arrivare al terrorismo rosso degli anni ’70..

    Nasce così uno spettacolo graffiante con accenti poetici e favolistici accompagnato da due sole musiche: un brano surf e una variazione di Chopin su un’aria di Bellini. Un lavoro accorato, pieno di fascino e applauditissimo nelle precedenti rappresentazioni.

    Teatro dell’ Archivolto

    Piazza Modena, 3 – Sampierdarena

    Tel  010 412135

    Biglietti da 18 a 20 euro intero, 7,50 ridotto

  • Incubatore di imprese del centro storico: senza fondi, stop agli aiuti

    Incubatore di imprese del centro storico: senza fondi, stop agli aiuti

    I rubinetti sono chiusi ormai da alcuni anni ma nonostante ciò la sua funzione continua ad essere vitale per alcuni tra i quartieri più difficili della città vecchia, in particolare via della Maddalena, via di Prè e via dei Giustiniani. Parliamo dell’Incubatore di imprese del centro storico, attivo dal 1999, favorisce e supporta la creazione di nuove imprese e non solo, svolge infatti un ruolo cruciale anche nell’aiutare le imprese esistenti a riqualificarsi. Gestito in stretta collaborazione dall’ufficio politiche promozione di impresa del Comune di Genova e da Job centre, grazie ad attività di animazione e promozione della conoscenza del territorio, è stato capace di dare una spinta significativa al rilancio di alcune zone del centro storico.

    Oggi rischia di terminare la sua esperienza a causa del mancato rifinanziamento della legge nazionale – la cosiddetta legge Bersani, la Legge 266/1997 “Interventi urgenti per l’economia”, utile per l’innovazione economica in aree colpite da degrado urbano – che ne ha reso possibile la nascita. Chiariamo subito che la responsabilità di questa scelta non ricade sull’amministrazione comunale, la quale al contrario – tramite l’assessore alle politiche del lavoro e strumenti per il suo sviluppo, Mario Margini – ha promesso il massimo impegno nel fare pressioni, affinché l’attuale esecutivo guidato da Monti, sostenga la legge.
    In realtà, come detto, già a partire dall’ultimo Governo Berlusconi, da Roma non sono più arrivati soldi. L’incubatore è riuscito comunque a svolgere il suo ruolo fornendo agevolazioni alle imprese in parte a fondo perduto ed in parte con finanziamenti in sette anni allo 0,5%. In pratica è solo grazie al denaro che lentamente rientra dai finanziamenti passati, se l’incubatore ha portato avanti le sue iniziative.
    «Nel 2012 raccoglieremo i frutti del lavoro svolto nel 2011 – spiega Claudio Oliva, direttore del Job centre e uno dei protagonisti del Patto per lo sviluppo della Maddalena – ma se quest’anno non seminiamo, a causa della mancanza di fondi, il raccolto nel 2013 sarà misero».

    Ma non è sufficiente aiutare le imprese ad insediarsi, occorre sostenerle con iniziative in grado di rivalutare l’intero contesto territoriale che le circonda. Ed i risultati si sono visti, in particolare alla Maddalena, dove negli ultimi tempi si registra un frizzante e positivo fermento in tutto il tessuto sociale, abitanti, negozianti, associazioni, tutti uniti con un comune obiettivo: riqualificare l’intero quartiere.
    «In zona maddalena abbiamo ottenuto importanti risultati – ricorda Oliva – da luglio a dicembre 2011 abbiamo favorito l’insediamento di 9 nuove aziende. Mentre negli ultimi anni 14 attività sono state riqualificate».
    «Se davvero non avremo più il supporto dell’Incubatore noi protesteremo vivacemente – annuncia Carla Gregori, storica commerciante della zona – insieme al Patto per lo sviluppo della Maddalena e con l’impegno del Civ, siamo riusciti a far dialogare tra loro cittadini, titolari di esercizi commerciali, parrocchie e realtà sociali».

    Il rischio insomma è quello di inceppare un meccanismo ben oliato e poi ritrovarsi in grave difficoltà per rimetterlo in moto. il ruolo dell’Incubatore infatti è molteplice, rappresenta il fulcro di un processo complesso che comprende l’assistenza ai potenziali nuovi imprenditori, l’azione diretta sul territorio per stimolare la risposta della comunità residente e degli operatori commerciali, ma anche il sostegno per la riqualificazione delle attività che stentano ed hanno bisogno di una mano per rilanciarsi.
    Dal 1999 ad oggi sono state numerose le persone che si sono rivolte all’Incubatore per proporre le proprie idee, ricevere tutte le informazioni sulle agevolazioni possibili, visionare i locali disponibili e poi decidere se partecipare ai bandi. L’incubatore si occupa di selezionare i locali e si adopera con i proprietari, dando loro la possibilità di rendere fruttuosi spazi altrimenti abbandonati. Valuta attentamente le proposte dei potenziali nuovi imprenditori per accettare quelle più qualificate che offrano garanzia di solidità.

    E a proposito di conoscenza del territorio oggi ci si muove anche su nuovi fronti, come dimostra un’importante iniziativa, recentemente avviata. Parliamo dell’organizzazione di visite guidate in zona Maddalena, un progetto reso possibile grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo (uno dei soggetti attivi del Patto). «Oltre 500 persone hanno già partecipato – spiega Oliva – è stato un grande successo. Li abbiamo accompagnati a visitare i negozi ed i luoghi storici del quartiere. Sono attività che fanno leva sulla cultura e contribuiscono a creare un clima consono affinché nuove imprese si possano inserire nel contesto della Maddalena».

    Per quanto riguarda la zona di Prè, qui la situazione “ambientale” è leggermente diversa. Infatti, se alla Maddalena grazie ad un mix di elementi – cittadini, negozianti, associazioni – il quartiere ha invertito la rotta, in via di Prè nonostante l’impegno degli abitanti, i passi avanti sono stati decisamente più limitati. Indubbiamente un miglioramento c’è stato perché oggi il quartiere è maggiormente vivibile rispetto a poco tempo fa, ma i problemi legati a spaccio, eccessivo consumo di alcol e microcriminalità, permangono.
    Su questa cruciale porzione di centro storico però, grava un’ingombrante ambiguità di fondo. La zona non è mai stata sfiorata dal cosiddetto fenomeno della “movida”, che numerose criticità sta creando in altre zone della città vecchia (ad esempio via di San Bernardo), invase dai giovani nelle ore notturne e completamente spettrali durante il giorno. Ma neppure è mai stato promosso – con la dovuta convinzione – un processo di trasformazione in senso turistico, nonostante le incredibili potenzialità di una strada conosciuta a livello internazionale, a due passi dal Porto antico.
    «Secondo me finora l’amministrazione ha giudicato che in questa zona non valesse la pena fare investimenti in questo senso», spiega Ornella Cocorocchio, residente e portavoce dell’associazione La coscienza di Zena.

    Eppure l’Incubatore di imprese anche a Prè ha svolto e continua a svolgere, un ruolo fondamentale. In questi anni ha favorito l’avvio di ben 44 nuove imprese. E non solo. «Due operazioni significative hanno riguardato la riqualificazione dei Truogoli di Santa Brigida e del mercatino di Shangai – ricorda Oliva – oggi purtroppo c’è solo un bando aperto per piazza Sant’Elena».
    Il problema è che in zona Prè non ci sono più locali pubblici disponibili. Tutti quelli che c’erano sono stati recuperati. «La gran parte dei locali sono in affitto ma vanno adeguati – continua Oliva – sarebbero necessari dei bandi per riqualificare le imprese esistenti ma non ci sono fondi».
    «L’incubatore a Prè è assolutamente necessario – spiega Cocorocchio – abbiamo inviato una lettera all’assessore Margini affinché faccia tutto il possibile per preservare questo presidio».
    Una presenza ancora più importante perché «L’università ha aperto i portoni su via Prè, Palazzo Reale inserisce una libreria ed un museo dell’artigianato sopra lo Statuto, un imprenditore privato ha recuperato un edificio e sta riqualificando la piazzetta di proprietà dell’Università (recentemente intitolata alle vittime di mafia) – scrivono comitati/associazioni nella missiva – Tutto questo potrebbe essere un’operazione feconda di ricadute positive per il quartiere e riproporre l’azione benefica apportata a Sant’Agostino, se solo fosse garantita intorno alle nuove realtà che andranno a formarsi, una nuova rete di attività adeguate. Una garanzia per questo è che continui ad esistere a Prè l’Incubatore di imprese, il solo che in questa fase può agire avendo quella visione d’insieme che non fa disperdere le forze e può convogliare al massimo risultato».

    Gli abitanti, considerato il probabile aumento del transito degli studenti, grazie all’apertura delle porte dell’Università e con l’auspicio che anche i turisti vengano invogliati a passare con più frequenza dall’antica via di Prè, chiedono che venga incentivata la presenza di pubblici esercizi, ovvero bar, ristoranti, ma anche un semplice panificio, oggi ancora un miraggio.
    «Purtroppo qualsiasi spazio disponibili va appannaggio dei privati per aprire l’ennesimo rivenditore di kebab o phone center – aggiunge Cocorocchio – sono numerose anche le sale preghiera ed ora, con l’ennesimo rinvio della moschea, aumenteranno anch’esse. Il problema è che così si restringe il campo per l’insediamento di nuove attività commerciali adeguate all’auspicabile trasformazione del quartiere».
    Senza considerare che quelle poche attività già presenti dovranno fronteggiare, nel prossimo futuro, anche il pericolo della maxi struttura di vendita in progetto a Ponte Parodi «Rischiamo di finire come a Sampierdarena con la Fiumara – denuncia Cocorocchio – una volta insediato, infatti, il centro commerciale ha annullato tutto il tessuto dei piccoli negozi situati nell’area circostante».

    Ma per fortuna ci sono anche dei buoni segnali. L’incubatore doveva essere trasferito il 31 gennaio invece è ancora al suo posto.

    «Se nel prossimo futuro non sarà più operativo – conclude Cocorocchio – significa implicitamente che qui non c’è possibilità di sviluppo economico. In pratica equivale alla resa di tutti: istituzioni e cittadini».

    L’assessore Mario Margini, interpellato da Era superba sulla questione, lascia aperta la porta della speranza «Giovedì prossimo saremo a Roma con altri comuni italiani per cercare di capire quali sono le intenzioni del Governo Monti in merito al rinnovamento del finanziamento della legge 266/1997. Non si tratta di una scelta politica ma di una scelta economica che compete all’esecutivo nazionale. Per me l’Incubatore è un presidio che va mantenuto e speriamo di riuscirci».

     

    Matteo Quadrone