Ritorna l’ora legale. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 marzo le lancette degli orologi dovranno essere spostate, alle ore 2, avanti di un’ora. Si dormirà quindi un’ora in meno.
L’ora legale è una convenzione adottata per la prima volta nel 1916 dalla Camera dei Comuni di Londra. Si chiamava British Summer Time, e implicava lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate. Lo scopo è quello di sfruttare le ore in più di sole del periodo estivo per il risparmio di energia.
Stime non ufficiali indicano, tra il 2004 ed il 2007, un risparmio in Italia di oltre 2,5 miliardi di kilowattora grazie all’adozione dell’ora legale, per un controvalore di 300 milioni di euro. Il risparmio per il solo 2007 è stato di 645,2 milioni di kilowattora.
Approvato dal consiglio comunale fiume di ieri, il progetto per la realizzazione di un parcheggio e annessi servizi nell’area compresa travia San Vincenzo, salita della Tosse e salita della Misericordia. Quindi il consiglio si divide – con 24 voti favorevoli, 5 contrari e 10 astenuti – ma da il via libera ad un’operazione di cui si discute già da molti anni, in particolare perchè la zona scelta per il silos non sarebbe completamente impermeabilizzata.
Il progetto prevede la costruzione di una struttura di 7 livelli per 33 posti auto, 89 box (16 doppi), 8 locali magazzino, 8 posti moto. Il problema è che quelli che dovrebbero essere box pertinenziali – a favore cioè di residenti ed operatori commerciali del territorio – in realtà sonoparcheggi, in pieno centro cittadino, destinati al miglior offerente. Infatti, come prevede la convenzione con i privati che realizzeranno il progetto, dopo 180 giorni dal termine dei lavori (inizialmente, prima del passaggio in Commissione Urbanistica, erano solo 90 giorni), cadranno tutti gli obblighi di pertinenzialità ed i box potranno essere venduti liberamente. Quindi, almeno in via teorica, potrebbero essere acquistati anche da chi abita o lavora in zone della città distanti dall’area del parcheggio.
«Una riduzione del danno», la definisce il consigliere del gruppo misto, Manuela Cappello che ha votato no alla delibera, ma non sufficiente a cambiare il senso dell’operazione. Secondo i contrari infatti questa scelta si pone in netto contrasto con la linea portata avanti dall’amministrazione comunale, ovvero puntare sulla realizzazione di parcheggi d’interscambio per favorire il trasporto pubblico oppure, a maggior ragione in centro città, su posti auto pertinenziali a favore di residenti e commercianti, allo scopo di diminuire il numero di automobili sulle strade.
«Bisogna mettersi d’accordo sulla parola riqualificazione – chiede Cappello – è un luogo comune di tante amministrazioni italiane quello per cui “se un’area è degradata, tanto vale costruirci sopra”. Ma non è con la cementificazione che miglioriamo la qualità di vita dei cittadini, forse bisognerebbe porsi obiettivi più ambiziosi e ripensare alcune scelte».
Il circolo arci Checkmate Rock Club di via Trebisonda ospita venerdì 23 marzo il concerto di due band molto interessanti e attive nel panorama musicale italiano.
Gli Altri nascono nel 2009 a Savona: il genere non è definibile, si passa dall’hardcore/punk al noise, fino ad arrivare al post metal o allo stoner, senza porsi limiti ne indottrinamenti musicali.
L’attitudine del gruppo trova sfogo in live carichi di tensione e sudore, anche grazie alla rinnovata formazione a 5 che vede il nucleo originale (due chitarre e sezione ritmica) affiancato dal violino distorto.
Dopo diversi concerti nella Liguria e nel basso Piemonte decidono di dar voce alla propria maturazione musicale e, a maggio 2011, entrano nello Slaughter House di Genova Cornigliano con Max Sobrero ( The Big White Rabbit) per registrare un EP di 5 tracce.
A seguire, Io Monade Stanca, gruppo cuneese composto da Edoardo Baima, Matteo Tomano e Nicola Joseph Roneca che propone pezzi dal taglio hardcore, unito a suoni math rock.
Nato nel 2005, due anni dopo incide il primo disco, “In the thermi table”, registrato e distribuito in Italia, ma anche in altri paesi europei come Francia, Olanda, Germania. Nel tour successivo all’album il gruppo di Canale ha girato l’Europa esibendosi dal vivo in Italia, Belgio, Germania, Spagna, Portogallo e Olanda.
Il 2009 è l’anno della pubblicazione del secondo album “The impossible story of Bubu”e attualmente la band sta lavorando a un nuovo progetto discografico.
Ecopatente è un progetto formativo di guida sostenibile promosso da Legambiente che si pone l’obiettivo, tramite le lezioni teoriche che ogni ragazzo è tenuto a frequentare per prendere la patente di guida, di creare consapevolezza sul tema dell’ambiente e su come utilizzare la propria automobile in modo responsabile.
Il progetto è attivo da tre anni e conta circa 6.000 autoscuole coinvolte in tutta Italia, pari al 70% delle autoscuole dell’intero territorio nazionali, con oltre 25.000 Ecopatenti consegnate negli ultimi due anni.
I corsi Ecopatente sono gratuiti, nel senso che sono compresi nelle lezioni di teoria dell’autoscuola.
Queste le strutture di Genova che hanno aderito al progetto:
– Autoscuola Liguria, via Molassana – tel 010 8364122 e 0108469081;
– Autoscuola Dinegro, piazza Dinegro 4a/r – tel 010 255920 e 010255920;
– Autoscuola Italica, via Fieschi 23 – tel 010 591549;
– Autoscuola Mediterranea, via Napoli 41r – tel 010 215723 e 010 215729;
– Autoscuola Ottonello, piazza della Vittoria 103b – tel 010 586447 e 010 4211048;
– Autoscuola Ottonello, via Piacenza 294/295r – tel 010 8366420 e 010 4211048;
– Bontempi scuola guida snc, via A. Cantore 76r – tel 010 463960 e 010 463960;
– Scuola guida universale, via Monticelli 4/3b – tel 010 885605 e 010 885605.
Sono aperte le iscrizioni per la 35a edizione del Premio Letterario Internazionale “S. Margherita Ligure-Franco Delpino” 2012, a cura della “Tigulliana”.
Il concorso è suddiviso in varie sezioni: una a tema libero e sezioni tematiche come “Vivere il mare”, “Liguria”, “Ambiente & Civiltà”, “Oltre la vita”, “Un domani di pace”, “Gatti, cani e C.” e “Pianeta donna”. Tutte le sezioni prevedono la possibilità di inviare le seguenti opere: poesia (fino a tre poesie), narrativa (un racconto di massimo tre cartelle), artistico-fotografica (fino a tre opere d’arte o fotografie), libro edito di poesia o narrativa e silloge poetica inedita (da 12 a 24 poesie).
Le opere, i dati personali dell’autore e la quota di iscrizione di 20 € vanno spedite entro il 30 aprile 2012 alla Segreteria dell’ANPAI (Premio S. Margherita Ligure) – Via Belvedere, 5 – 16038 S. Margherita Ligure (GE).
I premi consistono in targhe artistiche personalizzate, la pubblicazione gratuita dell’opera presentata per la “Silloge inedita di poesie”, una mostra di 10 giorni presso il “Punto Incontro della Tigulliana” per le sezioni artistica e fotografica. Il vincitore assoluto del concorso riceverà un premio del valore di 1.000 €. La premiazione avrà luogo entro l’autunno del 2012.
Per maggiori informazioni si può contattare il numero 0185 286167 o la mail m.delpino@libero.it.
Michele Salvemini, alias Caparezza, torna con nuove date dell’ Eretico Tour.
Partito appena dopo la pubblicazione del nuovo album ‘Il Sogno Eretico’ dal quale sono già stati tratti i singoli e video di Goodbye Malinconia, Chi Se Ne Frega della Musica e Legalize the Premier, il viaggio musicale del rapper pugliese in giro per l’Italia ha già registrato oltre 250.000 nelle precedenti date.
Suoni in bilico tra rap, rock ed elettronica, testi controcorrente, ritmo travolgente sono gli ingredienti di questo show, arricchito dalla personalità di Caparezza sul palco, che si dimostra anche abile intrattenitore capace di regalare al pubblico due ore intense e coinvolgenti.
Il rapper è accompagnato da Salvatore Corrieri (batteria), Diego Perrone (voce), Gaetano Camporeale (tastierista), Alfredo Ferrero (chitarra), Giovanni Astorino (basso).
Bimbi in bicicletta sulla ghiaia che scricchiola, una banda musicale che suona poco lontano, dondolii di altalene, grida di bimbi, un pallone che sfreccia nell’aria, alberi secolari e tanta pace, interrotta solo dal passaggio di qualche vecchia automobile che arranca rumorosa: questo è un Parco dell’Acquasola che rimane, solo, nel ricordo infantile di qualche mamma, già negli anta, e nella memorie di nonne ultraottantenni.
Il presente, fatto di incuria e transenne, è il risultato di una storia ventennale di cattiva politica. Un “incompiuto”: né area verde, come era, né posteggio a tre piani, come avrebbe dovuto essere e, fortunatamente, non è stato.
Una storia già ampiamente trattata anche da Era Superba e che si arricchisce di un nuovo capitolo con l’avviso di garanzia notificato a una funzionaria della sovraintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria, a cui potrebbero essere aggiunti, dopo essere stati sentiti dal pm Francesco Albini Cadorna, altri tecnici tra quelli comunali o della società “Sistema Parcheggi”. Nel mirino delle indagini sono, infatti, coloro che avevano espresso pareri favorevoli sulla fattibilità dell’opera, chiaramente in contrasto con quanto prescritto dalla Carta di Firenze del 1981 che, all’art.14, vieta espressamente la costruzione di parcheggi in aree di interesse pubblico. Per la precisione, alla funzionaria, una delle ultime firmatarie del nulla osta per l’inizio dei lavori, si contesta la violazione dell’articolo 170 del Codice dei Beni Culturali che proibisce la costruzione di opere con uno scopo “incompatibile con il loro carattere storico od artistico o pregiudizievole per la loro conservazione o integrità”.
LA STORIA DEL PARCO DELL’ACQUASOLA
L’Acquasola è stato il primo giardino pubblico di Genova ma anche uno dei primi in Italia, i cui natali si perdono nel tempo. Già tra il 1320 e il 1347 , vi era, qui, una spianata contenuta in una cinta muraria, demolita nel ‘500 per far posto alle nuove mura dell’architetto Olgiati: un paesaggio di chiese e conventi in cui non mancava pure un “bosco sacro” o perlomeno considerato tale fino al 1468, che si estendeva da qui fino a Soziglia, dedito più ad incontri segreti di innamorati che a pratiche religiose.
Un varco interrompeva la continuità della fortificazione: la Porta di San Germano dell’Acquasola, toponimo quest’ultimo di incerta origine: qualcuno sostiene derivi da ” Lacca”, dea a cui era dedicato il bosco, sorella di Camulio o Camuggio, il “Sole”; per altri verrebbe da “Acca”, in sanscrito “madre”, e da “Solis” una delle Diadri; altri ancora lo fanno discendere da “Arca Sol” (residenza degli Arcadi) o dagli Acquizzoli, canali che raccoglievano le acque del Rio Multedo che scendevano da circonvallazione a monte.
Nel XVI secolo, questa area, citata col nome dei “muggi”, per i detriti accumulati nella realizzazione di via Garibaldi, via Balbi, e via Giulia (l’attuale via XX Settembre), divenne una discarica, cui solo faceva eccezione il Fossato che era adibito ad una specie di “stadio” per il gioco delle bocce ma, soprattutto, della palla genovese, il pallamaglio, svago considerato “bestiale e pericoloso” per le frequenti pallonate con cui venivano colpiti i passanti.
L’uso di questo spazio fu sospeso, nel 1657, per essere usato come fossa comune degli appestati e, per lungo tempo, rimase un luogo incolto ed inospitale. Nel 1818 con la demolizione del Convento medievale di S. Domenico (area del Carlo Felice), anche il Fossato fu colmato e, due anni più tardi, su progetto di Carlo Barabino, iniziarono i lavori per renderlo spazio pubblico.
La spianata fu cinta da un possente muraglione che inglobò l’antica Porta dell’Olivella, vecchie pietre che nascondevano, nottetempo, gli incontri clandestini degli affiliati alla carboneria di cui, tra i più noti, si annoverano Giuseppe Mazzini, i fratelli Ruffini, Cesare Bixio (fratello del più celebre Nino), Giorgio e Raimondo Doria, quest’ultimo indicato come delatore ed informatore della polizia. Il luogo delle riunioni viene identificato nel punto in cui il muraglione aggettava sulla Contrada degli Orfani, l’attuale via Galata. L’infame traditore pare che abbia compiuto un’unica opera meritoria: come compenso per la sua voltagabbana avrebbe richiesto che si dotasse il parco di illuminazione pubblica.
Come fosse l’Acquasola lo ricorda lo scrittore inglese Charles Dickens: “il giardino che appare tra i tetti e le case, tutto fiorito di rose rosse e fresco per le acque delle piccole fontane…..dove le nobili famiglie della città, con gli abiti della cerimonia, se non con perfetta saggezza, girano intorno con le carrozze di gala…”.
Un’epoca in cui questo parco era tanto famoso che, a Mosca, decisero di copiarne il nome per una loro elegante passeggiata, così ameno da essere stato visitato da Gustavo di Svezia e dall’Imperatore d’Austria (1784), dagli Arciduchi di Milano(1786) e dal Principe Condè, nel 1789. Ricordi che raccontano le lamentele, tra cui quelle di Martin Piaggio, per la velocità eccessiva delle carrozze, le sentite contestazioni del Banchero che giudicava, giustamente, indecente la distinzione sociale per cui l’aristocrazia “misurava cento volte un lato (quello sinistro), anziché di fare l’intero giro” per non mescolarsi con il popolo che passeggiava su quello destro e, non ultimo, il richiamo indignato di Mark Twain che giudicava indecoroso fumare durante le passeggiate e sbeffeggiava i raccoglitori di mozziconi la cui attesa, per una “cicca” ancora fumante, era paragonata a quella di “quel becchino di San Francisco che soleva visitare i letti dei malati e, orologio alla mano, calcolare il tempo in cui quelli sarebbero diventati cadaveri”.
Tra i flashback, anche, i primi scontri tra conservatori e progressisti del 1797, il banchetto offerto ai reduci di Crimea nel 1855, i festeggiamenti riservati agli Zuavi, venuti a combattere in Italia (1859) e distintisi, in quell’anno, nella battaglia di Pastrengo, nonché quelli per i Chioggiotti, dopo la liberazione del Veneto.
Differenziare e riciclare conviene, è necessario ribadirlo con forza se davvero vogliamo compiere un salto decisivo – soprattutto a livello di mentalità dei cittadini – e finalmente avviare un cambiamento radicale nella gestione del ciclo dei rifiuti.
Basti pensare a quali benefici economici sono possibili per le casse comunali nel caso in cui si decida di impostare una raccolta differenziata di qualità. I comuni italiani infatti hanno l’opportunità di consorziarsi con il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) e ricevere contributi economici per ogni tonnellata dei diversi materiali raccolti. E proprio in questi giorni sono aumentati gli introiti che il CONAI riconosce alle amministrazioni comunali.
Ad esempio per quanto riguarda l’acciaio, si va da 38,99 €/ton (contro 38,27 del 2011) per frazioni estranee tra il 15 e il 20%, fino a 85,07 €/ton (erano 83,51) con impurità limitate al solo 5%. Per la raccolta dell’alluminio si va da 177,21 €/ton (erano l’anno scorso 173,96) a 434,77 (contro 426,79). Per i rifiuti di imballaggi cellulosici si passa dai 91,38 ai 93,09 €/ton. Per quelli di legno da raccolta pubblica vengono corrisposti dai 7,10 €/ton ai 14,18 per qualità superiori. Per il vetro, invece, in fascia d’eccellenza, il corrispettivo è di 38,27 €/ton (contro i 37,57 dell’anno scorso). Più variegati e diversificati sono contributi per i materiali in plastica. Comunque, anche in questo caso plastiche monopolimero post consumo (i famosi tappi di plastica), valgono almeno 246 euro a tonnellata.
Secondo una stima del CONAI, un comune di 100 mila abitanti con una raccolta differenziata complessiva intorno al 45% in prima fascia di qualità per la raccolta di tutti gli imballaggi, può arrivare a ricevere corrispettivi pari a circa 1 milione di euro.
«Chi pensa che “la raccolta differenziata non serva” e ci continua a raccontare che “la differenziata costa troppo”, è servito – scrive il dott. Federico Valeri, chimico ambientale dell’Istituto Tumori di Genova, nel suo blog http://federico-valerio.blogspot.com – La “rumenta” non è un problema, al contrario genera un valore economico notevole, questo è il messaggio che dobbiamo diffondere».
E proprio in questo senso si muovono due iniziative assai virtuose, attive sul territorio genovese. La prima riguarda la raccolta di tappi di plastica, lanciata ormai da qualche anno grazie all’impegno del Centro d’ascolto di Marassi-Quezzi (che fa riferimento alla Caritas), poi costituitasi in associazione “Non solo parole”. I volontari e le persone seguite dall’associazione (che così hanno l’opportunità di impegnarsi in un lavoro utile) raccolgono i tappi da privati, aziende, scuole, condomini (oltre un centinaio sono i punti di raccolta) e li radunano nel deposito di Pianderlino-San Fruttuoso.
Il progetto si è trasformato in un protocollo d’intesa con il Comune di Genova che, tramite Amiu, una volta al mese ritira i tappi e li consegna presso un’azienda di Pavia (fino a poco tempo fa invece venivano portati ad un’azienda di Cuneo) che si occupa del loro riciclo.
Ebbene, come detto in precedenza, una tonnellata di tappi di plastica ha un valore commerciale, riconosciuto dal CONAI, superiore ai 200 euro. Di questi, 170 euro vengono versati dal Comune di Genova all’associazione “Non solo parole”, che li utilizza per aiutare le persone in difficoltà afferenti al Centro d’ascolto.
«Sono plastiche particolari che caratterizzano tutti i tappi di bottiglia – spiega Valerio – plastiche post consumo monotipio, ossia fatte di un unico tipo di polimero, in questo caso polietilene, facilmente riutilizzabili e questo giustifica il loro elevato valore».
Considerando che ogni mese l’associazione recupera circa 2-3 tonnellate di tappi, le cifre cominciano a diventare interessanti.
«Se si pensa che Napoli spende 120 euro per ogni tonnellata di ecoballe che spedisce in Olanda per essere incenerite, dovrebbe essere chiaro a tutti che riciclare bene conviene», sottolinea Valerio.
Oggi la raccolta dei tappi viene promossa anche da Coop Liguria in collaborazione con Amiu e Masci (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani), al fine di promuovere la costruzione di reti idriche in Tanzania.
Il messaggio “la raccolta differenziata ha valore” può essere applicato alla perfezione ad un’altra innovativa iniziativa. Parliamo del recupero ai fini del riciclo di un materialeche a Genova, almeno finora, nessuno si era preoccupato di recuperare. Vale a dire il sughero ed in particolare i tappi di sughero (anch’essi considerati imballaggio). E pure in questo caso si tratta di un’attività a scopo benefico, promossa però da soggetti privati attenti alle buone pratiche di tutela dell’ambiente. In prima fila, quali punti di raccolta dei tappi di sughero, troviamo la Tipografia Grafica KC (via alla Stazione per Casella n. 30, da segnalare per l’attenzione a tenere bassa l’impronta ecologica dell’attività), il negozio la Formica (via Trebisonda 21r, da menzionare anche per la raccolta di pile usate), l’Enoteca (via Galata 110r), il locale Mescite (vico Sant’Agnese 25r), l’Associazione ARCI Lo Zenzero (via Torti 35).
«Il sughero ha a che fare con la frazione organica, ma la sua biodegradabilità è bassissima e da un normale ciclo di compostaggio uscirebbe intatto – racconta Valerio – questo materiale di sintesi biologica ha interessanti qualità: impermeabile, leggero, inattaccabile dalle muffe. E può essere utilizzato, dopo un adeguato trattamento, come isolante sia termico che acustico».
Quindi i tappi di sughero riciclati si trasformeranno in pannelli con un elevato potere termoacustico.
La Tipografia Grafica KC raccoglie i tappi e li consegna ad un’associazione di Milano, “A braccia aperte onlus”, che si occupa del loro riciclo. Il negozio la Formica collabora con “Arti e Mestieri”, una cooperativa sociale di Boves (in provincia di Cuneo)specializzata nel campo della bioedilizia, capace di trasformare i tappi in pannelli isolanti.
A Genova dunque, i buoni esempi esistono ma, come ricorda il dott. Valerio «Bisogna incentivarli, promuoverne la conoscenza presso tutti i cittadini, insomma crederci con più forza».
Oggi siamo al 32% di raccolta differenziata mentre l’obiettivo rimane il 65% e con un po’ di coraggio può essere raggiunto, magari non nei termini previsti, ovvero fine 2012, ma comunque in tempi brevi. Ottimi risultati si sono visti nel “progetto pilota di raccolta porta a porta e di prossimità” realizzato in due quartieri ad alta densità abitativa, Sestri ponente e Pontedecimo, dove si è raggiunta quota 50% di differenziata con buona qualità in tutte le frazioni. Una strategia che se fosse estesa a tutta la città potrebbe risultare la carta vincente.
Per quanto riguarda le ricadute economiche – oltre ai contributi CONAI che grazie ad una raccolta differenziata di qualità potrebbero rimpinguare le casse dei comuni – in tutto il territorio regionale c’è un’enorme spazio vuoto che andrebbe colmato e che consentirebbe la creazione di nuovi posti di lavoro. Parliamo dell’opportunità, finora non sfruttata, di sviluppare aziende specializzate nel trattamento dei diversi materialial fine del loro riciclo. Oggi infatti tutti i materiali raccolti – ad eccezione del vetro, riciclato presso un’azienda vicino ad Altare – vengono consegnati ad imprese operanti fuori dalla Liguria. «Riciclare i rifiuti sul nostro territorio è un elemento fondamentale – conclude Valerio – sono in gioco quantità importanti che equivalgono a cifre notevoli. Ma siamo di fronte ad un’ottusa miopia. Nessun imprenditore sembra interessato ad investire in un settore che garantisce un futuro assicurato. Eppure la “rumenta” vale e dobbiamo insistere affinché questo concetto diventi patrimonio di tutti: cittadini, istituzioni ed imprese».
Il 21 e 22 marzo il teatro dell’Archivolto di Genova ospita due serate di danza contemporanea made in Berlin; la capitale tedesca è diventata negli ultimi anni un punto d´incontro privilegiato per coreografi, danzatori e performer non solo dall’Europa ma anche dal resto del mondo.
Lo spettacolo Tanz made in Berlin apre una finestra sull´attuale, vibrante scena berlinese, presentando in Italia alcune delle più significative creazioni di danza contemporanea prodotte nella capitale tedesca, spesso frutto di collaborazioni tra artisti di diversa nazionalità.
Le due curatrici Elisa Ricci ed Elena Basteri, italiane con base a Berlino, hanno scelto quattro performance accomunate da un’approfondita ricerca sul movimento, affiancando il lavoro di coreografi già ampiamente affermati in Germania, come a quello di alcuni giovani artisti emergenti.
Il dj set e i video dell’intervallo sono a cura di Habanero. Ecco nel dettaglio il programma delle due giornate:
Mercoledì 21 marzo
ore 20.30 Cinira Macedo e Claudia Tomasi – She is red inside (with those black things). Due corpi di donna si incontrano, creano e ricreano volumi, forme ed emozioni, esplorano le relazioni. Ispirata a uno spettacolo di Emmanuelle Huyn del 2003, la performance della coreografa portoghese Cinira Macedo e dell’italiana Claudia Tomasi – che hanno iniziato a lavorare insieme a Lisbona per poi proseguire a Berlino – vuole anche riflettere sul discusso tema della trasmissione della danza.
ore 21.15 Tanz! Meets HabanerO. Intervallo con dj set e video
ore 22 Isabelle Schad e Laurent Goldring Unturtled #1. Nato da una storpiatura della parola “Untitled”, il titolo della performance ideata da Isabelle Schad e Laurent Goldring sembra suggerire di rimuovere il guscio di una tartaruga per vedere cosa c’è sotto. Un concetto appropriato per uno spettacolo in cui il corpo gioca a scomparire sotto i vestiti, che sembrano muoversi da soli come in un cartone animato, creando figure fantastiche e rivelando inaspettati aspetti comici. Giovedì 22 marzo
ore 20.30 Naoko Tanaka – Die Scheinwerferin. Che cos’è l’apparenza? Uno stato transitorio, una superficie vuota in cui la gente si riconosce e si innamora. Nel suo solo la giapponese Naoko Tanaka – artista visiva e coreografa attiva in Germania dal 1999 – usa luce ed ombra per esplorare le dimensioni dell’essere e dell’apparire. Con una semplice torcia crea immagini affascinanti di ricordi lontani, crea un bosco selvaggio che fluttua sotto un tavolo da pranzo e ci conduce in uno straordinario viaggio nel suo essere interiore. ore 21.15Tanz! Meets HabanerO. Intervallo con dj set e video
Jared Gradinger e Angela Schubot – What they are instead of
Come si può davvero coesistere? Per dire “io” bisogna trasformare l’altro in un’entità estranea. E’ possibile che l’intimità estrema abbracci l’alterità in modo da formare una sorta di essere comune? Quanto elevato può essere il livello di intimità? Su questo si interroga la performance estrema di Jared Gradinger e Angela Schubot, un esperimento radical in cui i due danzatori, incontratisi nove anni fa, vanno alla ricerca dell’essere insieme incondizionatamente.
Tanz! Coreografie Berlinesi -rassegna di danza contemporanea a cura di Elisa Ricci e Elena Basteri
performance di Cinira Macedo / Claudia Tomasi Isabelle Schad/ Laurent Goldring Naoko Tanaka Jared Gradinger / Angela Schubot
in collaborazione con Goethe Institut Genua
Teatro dell’Archivolto, Piazza Modena, Sampierdarena
Nel 2005 l’assemblea dei soci deliberava di porre in liquidazione la società “La Piombifera srl“. Da quel momento lo stabilimento di via Lodi a Molassana è inutilizzato e oggi versa in uno stato di degrado e abbandono, presieduto da un custode e, notizia di cronaca di poco tempo fa, utilizzato come dormitorio abusivo. L’ex stabilimento è sito in prossimità della confluenza del rio Preli con il Bisagno, poco distante da via Piacenza sul versante in fronte alla chiesa di San Bartolomeo di Staglieno.
Parliamo di una superficie agibile pari a 6447 metri quadrati. La proposta progettuale che è pervenuta al Comune, e che nel corso di un’assemblea pubblica sarà presentata domani alla cittadinanza della Valbisagno, prevede la demolizione di tutti i volumi esistenti e, a seguito di bonifica ambientale, la ricostruzione nella parte centrale del lotto di un insediamento residenziale di 75 appartamenti, box e posti auto all’aperto per un totale di 4733 metri quadrati.
Un’architettura definita nei documenti “sostenibile”, ad alta efficenza energetica e caratterizzata dalla realizzazione di terrazzi, giardini, tetti verdi e, soprattutto, orti urbani. Inoltre, la soluzione proposta renderà disponibili aree per la realizzazione di servizi ed opere pubbliche, quali impianti sportivi ed ampliamento della via Lodi stessa nel tratto iniziale in prossimità di via Piacenza. Ulteriore intervento previsto è la messa in sicurezza del rio Preli il cui corso passerebbe proprio davanti al nuovo complesso residenziale.
Alcune perplessità: la Valbisagno è forse la zona di Genova con maggiore concentrazione di impianti sportivi, uno di questi è a pochi minuti a piedi dalla zona interessata dal progetto. Inoltre l’ampliamento del tratto iniziale di via Lodi sarebbe possibile solo dopo la demolizione dell’ex “Corriere dei Fiori”, area dismessa di proprietà pubblica che potrebbe essere sfruttata decisamente meglio. Infine, tali interventi non sarebbero a carico dei privati.
Ma non è tutto. Il nuovo Puc individua come funzioni principali per la zona residenze e parcheggi privati pertinenziali, ma la proposta di progetto prevede anche la realizzazione di un’attività commerciale, per essere più precisi, una media struttura di vendita alimentare. La variante al Puc sarà concessa, ma soggetta a osservazioni. E la prima osservazione la facciamo noi: ammesso e non concesso che sia sensato in quella zona costruire residenze (non lo è per quanto riguarda l’effettiva richiesta abitativa), che senso avrebbe un supermercato di 1330 metri quadrati in un’area servita già da molte analoghe strutture?
«Secondo me – dichiara Gianpaolo Malatesta consigliere comunale Pd da tanti anni attivo sul territorio della Valbisagno – non è logico pensare di inserire una struttura alimentare di questo tipo in un’area privata, soprattutto quando a pochi metri di distanza ci sono le Gavette e l’ex Corriere dei Fiori, aree di proprietà pubblica che devono essere riqualificate. Inoltre, la struttura alimentare non andrebbe a servire il territorio delle Gavette che richiede servizi, ma zone come ad esempio San Sebastiano che non soffre di carenze per quanto riguarda strutture di vendita alimentare.»
Insomma, quella della speculazione edilizia sembra al momento la prospettiva più credibile per quanto riguarda l’operazione riqualificazione dell’ex Piombifera di via Lodi. Ma la partita è tutt’altro che conclusa.
Lo Spazio Eventi Top Market ospita la mostra fotografica “Occhi sul mondo” Emozioni Fotografiche di Michele Dalla Palma, che inaugura giovedì 22 marzo dalle 17.30.
Scoprire il mondo dietro l’obiettivo di una macchina fotografica è da sempre la vocazione di Michele Dalla Palma, direttore responsabile di Trekking&Outdoor, periodico leader nell’ambito del turismo ambientale, escursionistico e naturalistico e fotografo appartenente al Nikon Professional Service, che raccoglie i migliori professionisti dell’immagine.
Docente della Nikon School Travel, ha insegnato ad aspiranti fotoreporter, amatori e professionisti a guardare realtà lontane, diverse, a volte addirittura “aliene” senza invaderle né manipolarle: sono esperienze e frammenti di realtà diventate storie e quindi raccontate sulle pagine di molte riviste italiane ed estere e nei volumi fotografici di cui è stato autore.
Gli scatti più significativi di queste esperienze oggi sono i tasselli di un viaggio per immagini, straordinariamente vivo, raccontato in scatti di grande formato in mostra allo Spazio Eventi Top Market.
Inaugurazione: giovedì 22 marzo 2012 dalle 17.30 alle 21.00
Dal 23 marzo al 21 aprile 2012
Via Cecchi 69 br Genova
Orario: dal lunedì al sabato 9.30 – 12.30 / 15.30 – 18.30
Il rinnovamento dei Giardini Luzzati passa attraverso il lavoro di un gruppo di volontari, che ha di recente formalizzato la propria attività sotto la denominazione di Nuova Associazione.
Scopo di questo gruppo è creare e aprire spazi di integrazione culturale e aggregazione sociale all’interno del centro storico: mentre la zona intorno a piazza delle Erbe è conosciuta più che altro per la movida e per i numerosi locali, l’area dei Giardini Luzzati è meno frequentata, anche a causa di alcuni episodi legati al piccolo spaccio, al consumo di alcol e a piccole risse.
L’associazione si prefigge dunque l’obiettivo di contrastare e prevenire un utilizzo passivo della piazza offrendo al contempo un’alternativa alla “movida” basata sulla cultura, l’intercultura, la convivenza pacifica e la cittadinanza attiva.
Questi i destinatari dei progetti e le attività previste, come riportato dalla pagina Facebook dell’associazione:
1- Bambini e famiglie. Creare spazi educativi attraverso attività ricreative, sportive e culturali rivolte ai minori e rendere l’area più vivibile e fruibile incentivandone in questo modo la frequentazione da parte delle famiglie. Attività sportive, laboratori teatrali e musicali, attività ludiche, realizzazione di un’area gioco, organizzazione di feste di compleanno, realizzazione spazio nursery all’interno del circolo da mettere a disposizione delle mamme.
2- Giovani. Rispondere all’esigenza dei giovani di trovare spazi di aggregazione positiva, di integrazione, di ascolto e di sviluppo delle proprie potenzialità. Visti i bisogni dei giovani del quartiere si prevedono attività di tipo sportivo e aggregativo: tornei sportivi, arrampicata, cineforum, concerti, teatro per i giovani. Inoltre creeremo uno “spazio ascolto”. Le professionalità dei nostri operatori saranno a disposizione dei giovani.
3- Anziani. Accogliere e rispondere ai bisogni di relazione e socializzazione degli anziani, valorizzando al contempo le loro esperienze mettendole a disposizione della comunità. Realizzazione campo da bocce, spazi ludici, trekking per anziani, realizzazione di attività ed eventi su loro iniziativa.
4- Popolazione straniera. Favorire l’integrazione dei cittadini stranieri nel tessuto socio-culturale genovese, promuovendo l’incontro e lo scambio tra le differenti realtà presenti sul territorio. Realizzazione di feste tradizionali, attivazione di percorsi di partecipazione e cittadinanza delle comunità straniere, realizzazione di incontri formativi sulle realtà attuali e storiche dei paesi di provenienza.
5- Scuola. In vista del trasferimento degli istituti scolastici del quartiere nelle immediate vicinanze dei Giardini Luzzati, ci si propone l’obiettivo di continuare a collaborare con la scuola offrendo la struttura come strumento didattico. Vista la stretta collaborazione tra Scuola Garaventa e Baliano e Associazione Il Ce.Sto attraverso il centro sociale, si metteranno le strutture della piazza a disposizione della scuola. In particolare si proporrà: utilizzo del campo sportivo per lo svolgimento dell’educazione fisica, utilizzo del tendone per la realizzazione di spettacoli, eventi, mostre, feste.
6- Enti e Associazioni. Intensificare la collaborazione con le altre realtà associative e comunitarie del territorio e con le Istituzioni Pubbliche. Si metteranno a disposizione delle associazioni e dei cittadini che lo richiederanno gli spazi e le strutture. Sono già in previsione attività quali mercatino delle pulci una volta al mese, cucina multietnica, feste di quartiere, sagre, manifestazioni, convegni e formazioni, proiezioni.
Per maggiori informazioni sull’associazione e le sue attività si può contattare il numero telefonico 010 8696609.
Genova si spegne. Dopo anni in cui la politica cittadina ha puntato sulla cultura come volano per il rilancio della città, si spengono le luci dei teatri, dei festival, dei concerti. Si spengono oggi: il Comune non ha approvato il bilancio e la stragrande maggioranza delle manifestazioni culturali non potrà essere realizzata fino alla fine del 2012.
Alcune, dopo questa micidiale paralisi, non saranno più in grado di rialzarsi. Questo avverrà anche perché ad oggi la Regione Liguria non ha stanziato neppure 1 euro sul capitolo cultura. Cosa succederà, quindi? Prima di tutto i cittadini non avranno più i servizi culturali che, da Voltri a Nervi, dal centro a Bolzaneto, in questi anni hanno aumentato la qualità della vita per i residenti e attratto i turisti. Dove c’è un teatro, un festival, un concerto c’è vita, c’è commercio, c’è un argine al disagio; la vivacità culturale di una città rappresenta l’identità dei cittadini che la abitano, è il suo biglietto da visita per il mondo, è uno dei perché valga la pena vivere in quella città e non scappare via.
La vivacità culturale di Genova è uno dei motivi per cui la si ama. Ma a Genova da oggi è il buio. Il bilancio non è approvato: le luci della città si spengono (e i circa mille lavoratori dello spettacolo restano a spasso). Questa mortificazione per Genova è un assurdo controsenso rispetto a quanto è emerso dalle pioneristiche indagini che l’Assessorato alla Cultura del Comune ha condotto sui teatri e sui festival genovesi: cioè che essi non solo rappresentano lavoro e indotto, ma che gli investimenti pubblici sul settore alla città ritornano moltiplicati.
Da queste indagini, risulta che i genovesi sono assidui e appassionati frequentatori di teatro: in un anno oltre 600mila presenze in una città delle nostre dimensioni rappresenta un caso straordinario in Italia. Anche per i festival i dati sono significativi: il pubblico coinvolto nel 2011 è di 183.000 persone. Tutto ciò significa, ancora, che i genovesi considerano lo spettacolo dal vivo e la cultura in generale un genere di prima necessità; che condividono quanto un giornale attento alla crescita economica come Il Sole 24 Ore sta da settimane ribadendo a gran voce: ovvero che senza cultura non c’è sviluppo.
Cosa succede invece? Non approvando il bilancio comunale, non possono essere emessi i Bandi a cui i teatri e i festival cittadini partecipano per ottenere gli indispensabili (e sobri) contributi per far vivere la città. Questi Bandi per lo spettacolo, dopo anni di contributi “senza regole”, sono stati perfezionati dall’Assessorato alla Cultura per offrire criteri di valutazione e trasparenza nell’erogazione dei fondi. Vogliamo buttare via tutto questo lavoro? Questi Bandi sono finanziati dai soldi dei genovesi e si traducono in un ottimo rapporto costi/benefici: lo spettacolo a Genova si intreccia indissolubilmente con il mondo della scuola, con il turismo, il commercio, il sociale, settori che contribuisce a rivitalizzare e alimentare. La mancata approvazione del bilancio sarà un gravissimo danno anche per questi settori. Ci sono pochissimi giorni per riparare a questo buio. Ci auguriamo che il senso di responsabilità verso la città prevalga.
TEATRO AKROPOLIS – Clemente Afuri, David Beronio
TEATRO CARGO – Laura Sicignano
TEATRO DELL’ARCHIVOLTO – Pina Rando
TEATRO DELLA TOSSE – Emanuele Conte
TEATRO DELL’ORTICA – Mirco Bonomi
TEATRO GARAGE – Lorenzo Costa
TEATRI POSSIBILI – Sergio Maifredi
ARTU/ FESTIVAL CORPI URBANI – Eliana Amadio
ECHO ART / FESTIVAL DEL MEDITERRANEO – Davide Ferrari
FESTIVAL DELLA POESIA– Claudio Pozzani
FESTIVAL GEZMATAZ – Marco Tindiglia
GENOVA FILM FESTIVAL – Cristiano Palozzi, Antonella Sica
SARABANDA / FESTIVAL CIRCUMNAVIGANDO – Boris Vecchio
SUQ – Carla Peirolero
Giovedì 22 marzo è la giornata internazionale dell’Acqua: per questo, la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova dedica una giornata a questa importante risorsa definita oro blu dei popoli.
“Acqua sprecata, acqua inquinata, acqua contesa” è l’evento organizzato dal Laboratorio di ricerca Permanente sulla Sostenibilità (LaPeS) a cui partecipano l’Assessore all’ambiente della Regione Liguria, Renata Briano, Renza Cerri, vice Preside Facoltà di Scienze della Formazione, Guido Amoretti, direttore DiSFo e i docenti della facoltà . Nel pomeriggio interviene Mauro Bruzzone, vice Presidente Coop Liguria, che presenta in anteprima il nuovo sito della Coop dedicato all’acqua e rivolto al mondo della scuola
Questo il programma dell’iniziativa, che prevede letture di poesie dedicate all’acqua e vari interventi per discutere delle problematiche legate al suo utilizzo.
Ore 1030 Lettura di A Zacinto di Ugo Foscolo
Intervento di Franco Manti – Bioetica e acqua
Lettura di La fontana malata di Aldo Palazzeschi
Ore 11.10 Intervento di Nicoletta Varani – Le guerre e i conflitti per l’acqua
Lettura di I fiumi – Cotici 16 agosto 1916 di Giuseppe Ungaretti
Ore 11.50 Intervento di Antonella Primi – La risorsa acqua: opportunità e problematiche
Lettura di Falsetto di Eugenio Montale, coordina Giorgio Matricardi
Ore 15 Intervento di Giorgio Matricardi – Acqua da insegnare
Lettura di Una viola al Polo Nord da Favole al telefono di Gianni Rodari
Ore 15.30 Intervento di Mauro Bruzzone, Vice Presidente Coop Liguria Acqua – Azioni e comportamenti per un consumo sostenibile con presentazione in anteprima del nuovo sito dedicato all’acqua e rivolto al mondo della scuola, realizzato da Coop in collaborazione con Vidigraph e Coop Pandora)
Lettura di Dopo la pioggia di Gianni Rodari
Ore 16.30 Intervento di Marco Schiavetta – Proposte di laboratori sulla risorsa acqua
Lettura di Rimetta della pioggia, Filastrocca delle sorgenti di Bruno Tognolini
Ore 16.45 Intervento di Daniele Guido, L’acqua nell’alimentazione umana: consumi e pregiudizi
Discussione finale
Inizio ore 10 – Facoltà di Scienze della Formazione, corso Podestà 2, Genova
Aula magna (mattina) – Aula 5 (pomeriggio)
Uncentro vitale di informazione, dibattito ed incontro, per diffondere la conoscenza dell’America Latina e delle sue diversità. Questo e molto altro è la Fondazione Casa America, inaugurata nel giugno 2000 è divenuta un punto d’eccellenza – attraverso l’organizzazione di molteplici attività, quali ad esempio conferenze, incontri, tavole rotonde, istituzione di borse di ricerca internazionali, mostre, presentazioni di libri, proiezioni, recital musicali – che contribuisce non solo a rafforzare i legami esistenti tra l’Italia ed il mondo latinoamericano, ma anche a stringerne di nuovi attraverso la conoscenza reciproca, culturale prima di tutto.
Genova, sede della Fondazione, è un elemento che la caratterizza fortemente. Una città di mare dal passato importante, crocevia di traffici commerciali e punto di partenza di emigranti italiani che hanno anche contribuito all’attuale fisionomia dell’America Latina.
«Oggi la situazione si è capovoltae la Città, una volta porto di partenza, è diventata meta d’arrivo di flussi migratori dall’America Latina – spiega Roberto Speciale – nuovi cittadini che, con il loro bagaglio di tradizioni e culture, popolano la Città, contribuiscono al suo sviluppo e pongono nuovi problemi».
Grazie alla collaborazione con enti, organizzazioni e personalità di livello nazionale ed internazionale, alla capacità di alternare momenti di approfondimento a momenti più divulgativi, le inizative di Casa America coinvolgono un pubblico di specialisti e ricercatori ma anche di curiosi e appassionati dell’America Latina e della cultura in senso più ampio.
Attualmente però la Fondazione si trova in difficoltà economica e lancia un vero e proprio sos per chiedere sostegno ad istituzioni ed enti che l’hanno già sostenuta in passato ed alle singole persone che hanno condiviso un cammino con la Casa America o che intendono intraprenderlo. A questo scopo sono previste due giornate di “amicizia e solidarietà” per salvare le attività della Fondazione: il primo appuntamento è il 27 marzo dalle ore 17:30 nella sede dell’associazione, Villa Rosazza a Dinegro, con l’evento “Musica spettacolo, solidarietà, una giornata di amicizia per la Fondazione Casa America” a cui parteciparanno, tra gli altri, il cantautore genovese Sergio Alemanno ed il disegnatore Renzo Calegari; il secondo appuntamento è invece previsto nel mese di aprile.
«Il 2012 si preannuncia per noi alla pari di tante altre istituzioni culturali, come un anno molto difficile a causa del venir meno di molte fonti di sostegno finora assicurate dagli enti pubblici nazionali e locali ed in qualche caso anche da soggetti privati – dice il presidente e fondatore di Casa America, Roberto speciale – Per cercare di sensibilizzare la cittadinanza in merito alla nostra situazione, abbiamo deciso di organizzare questi due incontri».
«La chiusura di Casa America costituirebbe un impoverimento del nostro patrimonio istituzionale e culturale», conclude Roberto Speciale.