Anno: 2012

  • Storia di Genova: i carbunè del Porto, Pietro Chiesa e le cooperative

    Storia di Genova: i carbunè del Porto, Pietro Chiesa e le cooperative

    Gru del porto

    Il Porto di Genova, la storia in un documentario – GuidadiGenova.it

    Sulla Calata Giaccone, ancor oggi, si imbarca e si sbarca una fonte, ahimè, molto inquinante, di energia, il carbone, cuore “calorico” della città, tonnellate di ciottoli neri che hanno accompagnato la vita del porto di Genova, groviglio di uomini, macchine, lingue, sudore e fatica. Da oltre 100 anni, opera qui l’antica Compagnia Portuale Pietro Chiesa che impiega per la movimentazione, oggi, uomini che possono usufruire delle più moderne tecnologie ma una volta…

    …Le immagini si sfuocano, il rumore del traffico cittadino si perde lontano e, con un salto dimensionale, si materializza un’immagine color seppia, brulicante di mille attività frenetiche, speculare realtà in cui si muovevano maestri d’ascia, velai, camalli, pescatori di arselle (a loro era affidato il compito di pulizia delle acque portuali), e a cui faceva eco la vita della città che giungeva da  poco distante, portando gli odori speziati di oscure drogherie, l’oleoso odore di piccole friggitorie o salumerie, il vociare stridente delle pescivendole che, come dice il Maggiani, fendevano l’aria di “comprèee ma no tocché!!”.

    All’orizzonte, tozzi piroscafi, si addensavano, stretti gli uni agli altri con le loro prore capienti, ricolme di preziose “perle” nere, in attesa paziente di elargire il loro tesoro.  Nelle loro oscure pance, uomini, invisibili all’osservatore, sulla cui pelle, resa nera dalla fuliggine, stillavano rivoli di sudore, alacremente spalavano, scavavano, zappavano  e colmavano grandi ceste che poi, attraverso argani a vapore, raggiungevano lentamente la luce, per essere raccolti sulla coperta. Dopo la “pesa”, robusti caricatori li ponevano sulle spalle di una folla di uomini seminudi che sembravano cedere, per un attimo, sotto il peso delle coffe ricolme di antracite. Iniziava, poi, in un via vai incessante che saliva e scendeva, quello che sembrava una pericolosa danza di giocolieri. Su strette assi, posizionate orizzontalmente o inclinate in maniera ripidissima, vere lame di spada  che si flettevano paurosamente al passaggio, i facchini si muovevano in fretta, in un precario equilibrio che sembrava, in ogni attimo, venir meno, per portare il loro carico su vagoni merci di lunghi treni che, immobili, in partenza o in manovra,  occupavano il “par terre” di questo mondo.

    Alla sera, i carbunè o carbunin, prima della costruzione di 180 docce, volute dalla “Compagnia Filippo Corridoni”, tornavano a casa con la loro “coltre” nera che nessun sapone riusciva ad allontanare completamente.

    Seguendo l’antica propensione alle consorterie, sembra che, anche i carbonai, si siano riuniti in cooperativa già dal XII secolo, ma se ne hanno notizie certe solo grazie ad uno statuto di tre secoli dopo.  E’ soltanto nel 1892 che, però, viene fondata la prima “Lega di miglioramento fra i lavoratori del carbone”, nata con l’intento di battersi per salari più equi, per turni meno faticosi ma, soprattutto, per affrancarsi dal potere dei Confidenti, un moderno caporalato, gestito solitamente da un ex facchino, che curava prevalentemente gli interessi dei commercianti e faceva da tramite tra questi e la manovalanza.

    Unico “padrone” dell’ingaggio alle banchine, la cosiddetta “chiamata”, stabiliva orari e tariffe e non teneva conto delle regole del bagon (il tradizionale turno), agendo in totale arbitrarietà. Da queste prime rivendicazioni, si dipana una lunga storia che, oggi chiameremo lotta di classe, di cui Pietro Chiesa fu uno strenuo sostenitore. Di origini piemontesi (Casale Monferrato 1858), si stabili a Sampierdarena dove si impiegò come operaio verniciatore. A causa del suo impegno politico, subì molte vessazioni che lo costrinsero ad un esilio di due anni dal quale ritornò, nel 1900, per dar vita alla prima Camera del Lavoro sul modello della Chambre du Travail Marseillaise (1896) e per essere eletto deputato, primo operaio italiano a sedersi in Parlamento.

    In questi anni turbolenti, i lavoratori in banchina erano circa 7000, divisi tra facchini, pesatori, caricatori e scaricatori, tutti operanti in condizioni durissime, causa di continui malcontenti che sfociarono, nel 1902, in una “serrata (sciopero) del porto” di ben 20 giorni. La comunione di intenti portò quegli antichi contestatori ad unirsi nella Cooperativa caricatori del Carbone con lo scopo di promuovere iniziative solidali.

    Per dar voce ai dissidenti,  la fondazione sostenne la nascita di un nuovo quotidiano, Il Lavoro, grazie ad un’autotassazione che raccolse le 6000 lire necessarie, oltre a promuovere la costruzione di una sede provvista di mensa, mensa aperta, anche, a tutti i poveri della città. Come si legge tra le pagine di una vecchia coppia del Secolo XIX, è il 9 aprile dell’anno 1903, sul molo Lucedio, presso il ponte Paleocapa, là dove sorge il Lazzaretto e si concentrano le silhouette delle gru, l’avvocato Gino Murialdi e lo scultore D’Albertis si avviano, per concordare le ultime rifiniture, verso una struttura a due piani provvista di un’ampia cucina, di dispense, di cantine, di bagni, di  lavatoi, di un’ampia sala per  riunioni e di un presidio per l’assistenza medica. I due professionisti, poi, vista l’ora di pranzo, chiedono di fare la stessa “merenda” dei lavoratori e si vedono presentare ”un salame squisito, una minestra in brodo casalinga ma saporitissima, non so quante fette di rosbif degne del più rinomato rosticciere, un paio d’ova toste, il tutto largamente innaffiato d’un vinetto  eccellente delle colline del Monferrato”, un pranzo dal costo di 3-4 lire in una normale trattoria, erogato a tutti  al prezzo “sociale” di 80 centesimi.

    Nel 1909, dissidi interni porteranno allo scioglimento della cooperativa e alla sua divisione in tre distinte congregazioni. Solo nel 1927 con la nascita della Compagnia portuale Filippo Corridoni si riparlerà di unità, obiettivo che si raggiungerà l’anno successivo  in cui le sei compagnie, esistenti all’epoca, si consorzieranno nell’unica associazione, la Compagnia Portuale.

    Sarà questa che procederà, nel 1931, alla costruzione di un nuovo massiccio fabbricato di 5 piani, a pianta rettangolare, con un ampio cortile interno (235 mq),  su un’area di 1575 mq, la Casa dei lavoratori del Porto di Genova, su progetto dell’ingegnere Vittorio Giannini che, successivamente, passerà alla Compagnia Portuale Pietro Chiesa, ancor oggi presente con una sede nel palazzo. Ricordi di sacrifici, sudore, sofferenza, in questa remota storia i cui veri protagonisti sono quegli oscuri eroi che, muovendosi in un’atmosfera resa opaca dalle particelle di un nero veleno, hanno offerto la loro salute all’antracosi o alla tubercolosi affinché  la “superba” città, che ritroviamo tornando alla realtà, potesse continuare a crescere incastonata tra l’azzurro del mare e il verde aspro dei suoi monti.

     

    Adriana Morando

  • 21 marzo giornata mondiale della poesia: reading a Palazzo Ducale

    21 marzo giornata mondiale della poesia: reading a Palazzo Ducale

    poesiaIn occasione della Giornata Mondiale della Poesia, che ricorre mercoledì 21 marzo, l’associazione Genova Inedita ha promosso un reading di testi poetici nella cornice della Stanza della Poesia di Palazzo Ducale.

    I poeti che interverranno leggeranno propri testi accanto a opere rappresentative della storia di questa forma d’arte. Saranno presenti i poeti Laura Paita, Vivetta Valacca, Maurizio Romano, Francesco Macciò, Aurelio Ruggero, Giulio Viano e Roberto Marzano.

    Programma
    17.00 – 18.00: Laura Paita e Maurizio Romano leggeranno versi inediti; Vivetta Valacca leggerà versi di Dieter Schlesak e di Vivetta Valacca

    18.00 – 20.00: Aurelio Ruggero presenta “La poesia e il nulla. Ebbrezza o terrore dell’indicibile” – letture di versi di Leopardi e di Edmon Jabes per il centenario della nascita del poeta francese.

    Giulio Viano leggerà versi di Coleridge, Shelley, Keats in inglese e in italiano.

    Roberto Marzano leggerà versi di Prévert e poesie tratte dall’opera “Extracomunicante”.

    Francesco Macciò leggerà “La ballata del vento” di Edoardo Sanguineti e poesie civili.

  • I Soliti Idioti in scena al teatro Politeama Genovese – RINVIATO AL 2 GIUGNO

    I Soliti Idioti in scena al teatro Politeama Genovese – RINVIATO AL 2 GIUGNO

     Lo spettacolo è stato rinviato al 2 giugno

     I Soliti IdiotiIl teatro Politeama Genovese ospita giovedì 10 maggio il Comico-Psichedelico Tour, il nuovo show de I Soliti Idioti, il fenomeno televisivo nato dal programma di Mtv che ha ottenuto un enorme successo grazie ad un’ironica rappresentazione della cultura italiana, con i pregi e difetti che ci fanno tanto amare ed odiare il nostro paese.

    Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio tra esilaranti gag, canzoni e travestimenti, ospitano alcuni dei personaggi più popolari dell’omonima serie televisiva di Mtv: i due attori-comici riescono abilmente a cambiare faccia e personalità creando protagonisti ispirati dalla borgata romana alla Milano bene, dal tema della mafia a quello di genitori e figli, passando dal mondo della chiesa a quello dell’omosessualità.

    Ci sono i due “enfants terribles” Niccolò e Gigetto – Giampietro e Marialuce, “gli Immoralisti” – i due preti “marketing” Padre Giorgio e Padre Boi – la Ministra e il suo portaborse Protti – Sebastiano e la Postina – la coppia gay Fabio e Fabio – e non potranno certo mancare le due star più attese: l’imprenditore romano Ruggero De Ceglie con il figlio bamboccione Gianluca.

    Durante lo spettacolo le varie coppie si alternano portando sul palco vecchi e nuovi episodi, ma soprattutto le loro canzoni comiche e dissacranti eseguite dal vivo assieme alla band “Gli Gnomi”.

    Teatro Politeama Genovese, via Bacigalupo

    Giovedì 10 maggio 2012 – Inizio ore 21  – Prezzi 27 euro più prevendita con posto unico

     

     

  • Giornata Mondiale dei Planetari all’osservatorio astronomico del Righi

    Giornata Mondiale dei Planetari all’osservatorio astronomico del Righi

    Van Gogh notte stellata sul RodanoDomenica 18 marzo, in occasione de “La Giornata Mondiale dei Planetari“, l’Osservatorio Astronomico del Righi rimane aperto  al pubblico a partire dalle ore 15.30.

    Ogni ora sono proposti turni di visita della durata di 45 minuti circa e per un massimo di 30 persone per turno con  spiegazioni sul cielo della primavera, illustrato dal punto di vista scientifico e mitologico. L’ultimo turno è in programma alle 18.30.

    Per accedere all’Aula Planetario è richiesto un contributo di 5 euro, non è prevista la prenotazione.

  • Lezione di cucina indiana al Castello d’Albertis

    Lezione di cucina indiana al Castello d’Albertis

    MasalaSabato 17 marzo il Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo ospita dalle 16 alle 18 Let’s Cook,  una lezione di cucina dedicata ai sapori della cucina indiana per apprezzarne l’utilizzo delle spezie e la cultura e le tradizioni.

    Ricette e racconti in cucina, assieme a Raja dell’ Associazione Joytinat di Genova,  per valorizzare l’aspetto culturale e sociale dell’alimentazione e promuovere questo mondo “al femminile”, fatto di storie ed esperienze di integrazione, imprenditorialità e solidarietà.

    L’evento si inserisce nell’ambito della  mostra Donne del sud del mondo, cuore di imprese, integrazione ed economia solidale visitabile fino al 30 marzo 2012.

    Per informazioni e prenotazioni contattare

    La Bottega Solidale Tel. 010 265828 – bottegasolidale.it

  • Gian Piero Alloisio, Roberta Alloisio e Federico Sirianni: dietro le quinte di “Malavitaeterna”

    Gian Piero Alloisio, Roberta Alloisio e Federico Sirianni: dietro le quinte di “Malavitaeterna”

    Malavitaeterna, Gian Piero Alloisio«Una storia di emarginati– racconta Gian Piero Alloisiouna storia di sola droga, a dir la verità, e poco altro! Parlare della droga dal punto di vista soggettivo di chi paga e alimenta i traffici della mafia, e non come condanna esterna, fa capire innanzitutto che l’umanità riguarda tutti gli umani e che in tutte le storie tragiche c’è anche tanta comicità… d’altronde uno non farebbe il tossico per vent’anni se piangesse tutti i giorni. E proprio per questo ho voluto un linguaggio vero, il linguaggio doc dei primi anni 90 nei vicoli di Genova… Ora non so che lingua si parli, allora era così!»

    Malavitaeterna” è la quinta edizione dello spettacolo di Gian Piero Alloisio che fotografa i vicoli genovesi dei primi anni 90, la storia di un tossicodipendente e spacciatore interpretato dal cantautore Federico Sirianni: «…il mio ruolo più che l’attore è quello del raccontatore… un ruolo che già ho, in fin dei conti, nei miei concerti. Questo spettacolo ovviamente è stato più impegnativo perché si tratta di un lavoro collettivo, un lavoro per me bellissimo e arricchente…».

    Il protagonista è King (personaggio non di fantasia che ha ispirato ad Alloisio l’omonima canzone scelta anni fa come traccia conclusiva della compilation “Faber Amico Fragile” con gli omaggi dei grandi interpreti della musica italiana a Fabrizio De André), uno spacciatore dei vicoli finito in carcere e ora giunto all’ultimo giorno di comunità, pronto a fare ritorno nella vita dei “normali”

    Una normalità che in questo spettacolo emerge nel suo aspetto forse più vero e naturale, ovvero quello della parola sostanzialmente priva di senso o, ancora meglio, caratterizzata da interpretazioni e significati diversi e, perché no, talvolta anche distanti fra loro.

    Che cos’è la normalità per Roberta Alloisio? «E’ la vita che a un certo punto prende il sopravvento rispetto a tutte le esperienze e le difficoltà, rispetto al vissuto, la vita che va avanti con le sue ombre e le sue luci, con i difetti e gli errori… Noi nello spettacolo ne abbiamo un’idea un po’ comica se vuoi… fra un disprezzo di casta e una voglia, un obiettivo da raggiungere…»

    «Poi basta che la racconti la normalità e diventa anormale… – dice Gian Piero – le vite delle persone normali sono vite normali? Non penso proprio. Dovessi fermare una persona qualunque  per strada per farmi raccontare veramente quello che gli succede quotidianamente probabilmente rimarrei a bocca aperta…  “Ogni vita è grande” è la canzone che chiude lo spettacolo e che sottolinea proprio questo aspetto della vita; la normalità, a parer mio, dovrebbe essere  riconoscere la grandezza di ogni singola esistenza.»

    Gabriele Serpe

    Video di Daniele Orlandi

  • Daikaiju in concerto al Senhor do Bonfim

    Daikaiju in concerto al Senhor do Bonfim

    DaikaijuSabato 17 marzo arrivano al Bonfim dagli Stati Uniti i Daikaiju, band di surf strumentale di incredibile potenza e coinvolgimento
    Un gruppo affascinante che propone un mix fatto di suoni ed effetti visivi da una parte, ed una incredibile comunicativa con il pubblico dall’altra.

    Il gruppo si è formato nel 1999 in Alabama col nome di un mostro gigante di un film di fantascienza giapponese. Celati dietro a maschere, questo gruppo misterioso è composto da Secret-Man, Rumble-Man, Hands-Man e Rock-Man.

    Insieme essi creano un rock strumentale epico ed altamente energico che comprende un’ampia varietà di generi quali surf, prima di tutto, e poi punk, metal, rock psichedelico e progressivo.

    Il tour europeo 2012 toccA Italia, Austria, Svizzera, Francia, Germania, Belgio e Paesi Bassi, per un totale di 39 date tra il 16 Marzo ed il 22 Aprile.

    Apertura ore 22.30, inizio concerto ore 23.30 circa

    Prima consumazione 8 euro

  • Contratto energia Edison, firma falsa: un caso significativo a Genova

    Contratto energia Edison, firma falsa: un caso significativo a Genova

    Un contratto mai firmato, una firma falsa ed un cittadino sbeffeggiato per un pugno di euro da una grande società fornitrice di energia elettrica.
    Sono questi gli ingredienti di una piccola ma significativa storia genovese che ha portato alla presentazione di un esposto presso la Procura della Repubblica del capoluogo ligure.
    «Di casi simili se ne verificano a migliaia – spiega Alberto Burrometo, dell’associazione Progetto Up che si sta occupando della tutela del protagonista della vicenda – questo esposto ha un valore simbolico, visto il basso valore economico in gioco, ma un segnale bisogna lanciarlo».
    Veniamo ai fatti. Nel gennaio 2011 il signor Pietro è stato contattato dal personale di Edison Energia spa, in visita porta a porta, allo scopo di proporgli la stipula di un contratto di somministrazione di energia elettrica.

    Un mese dopo, onde evitare contestazioni «il nostro assistito ha inviato una raccomandata per chiarire, senza ombra di dubbio, di non aver firmato nessun contratto – si legge nell’esposto – Nel maggio 2011 Progetto up ha inviato un’ulteriore lettera ad Edison. La società ha risposto che il signor Pietro, come da contratto sottoscritto in data 28 gennaio 2011, a partire dal 1 di aprile era diventato un loro cliente».
    Se non fossero in gioco i diritti di un cittadino si potrebbe parlare di un pesce d’aprile perché, spiega Burrometo «si può facilmente rilevare come la firma apposta al contratto risulti, in termini assoluti ed univoci, differente, rispetto a quella propria del nostro assistito».
    Nel gennaio di quest’anno Edison spa ha fatto recapitare al signor Pietro una bolletta di chiusura dell’importo di 23,34 euro da pagare entro il 27 gennaio 2012 «in assoluto spregio di tutte le precise contestazioni in precedenza sollevate da questa associazione», continua l’esposto. La società fornitrice, decidendo di cessare il contratto con il suo presunto cliente, sembra ammettere implicitamente l’irregolarità del proprio comportamento. Certo la cifra richiesta è decisamente bassa, poco più di 23 euro, ma se la moltiplichiamo per migliaia di casi simili, le cifre salgono e di molto.

    Progetto up ritiene le richieste di Edison, «completamente infondate poiché nascenti da una falsificazione della firma del suo assistito» e chiede alla Procura della repubblica di «perseguire i responsabili dei fatti penalmente rilevanti che dovessero essere ravvisati nell’esposizione dei fatti sopracitati».

     

    Matteo Quadrone

  • Campionato del mondo di pesto al mortaio: la gara a Palazzo Ducale

    Campionato del mondo di pesto al mortaio: la gara a Palazzo Ducale

    Torna a Genova una nuova edizione del Campionato Mondiale di pesto al mortaio, la rassegna a cura dell’associazione Palatifini che ogni primavera vede arrivare a Palazzo Ducale professionisti e appassionati provenienti da ogni parte del mondo, che armati di mortaio presentano la loro versione del cibo genovese per antonomasia.

    Questa nuova edizione si terrà al Salone del Maggior Consiglio del Ducale sabato 17 marzo a partire dalle 10, e vedrà sfidarsi oltre cento partecipanti, di cui 50 liguri, 25 dal resto d’Italia e 25 dall’estero. La giuria è formata dal Presidente dell’Associazione Palatifini e da trenta giudici, selezionati fra ristoratori, degustatori e giornalisti enogastronomici italiani e non.

    Il programma della gara è il seguente:
    – ore 8:30 – Accoglienza e registrazione concorrenti
    – ore 9:30 – Accoglienza giudici e ospiti
    – ore 9:00/10:30 – Campionato dei Bambini: gara non competitiva di pesto al mortaio per i più piccoli
    – ore 10:30/13:00 – Cerimonia di apertura e gara
    – ore 14:00 – Cerimonia di premiazione del Concorso Umoristico Internazionale Palatifini Cartoons (le opere saranno aperte al pubblico dalle 9 alle 16 presso il Loggiato Superiore di Palazzo Ducale
    – ore 14:30/16:00 – Finale e premiazione, gara dei 10 finalisti e proclamazione del Campione del Mondo.

    La giornata terminerà alle 20 al Palazzo della Borsa, con un galà del Pesto che prevede degustazioni di olio, pesto, vino e prodotti tipici a cura dei ristoranti del consorzio Genova Gourmet.

  • “Frida, euforia di una vita” ospite a La Passeggiata Librocaffé

    “Frida, euforia di una vita” ospite a La Passeggiata Librocaffé

    Frida KahloSabato 17 marzo alle ore 18 La Passeggiata Librocaffé di piazza di Santa Croce 21 r presenta lo spettacolo “Frida, euforia di una vita”, organizzato dall’associazione “Usciamo dal silenzio” e liberamente ispirato a “Viva la vida”di Humberto Robles.

    Come “Donne di sabbia” anche “Frida, euforia di una vita” si inserisce nelle iniziative di denuncia del femminicidio che si consuma a Ciudad Juarez (Messico) e in appoggio all’associazione Nuestras hijas de regreso a casa e al Projecto Esperanza.

    Frida Kahlo è una delle pittrici messicane più famose, studiate e ammirate, per i suoi quadri straordinari, per la sua tecnica ma anche per la sua vita travagliata: con questo spettacolo si vuole mostrare una donna scoperta attraverso le sue lettere, interviste, passaggi della sua biografia che mettono in luce un essere umano con un gran senso dell’umorismo, con un’immensa voglia di vivere, ingegnosa, divertente, innamorata, umile e, ovviamente, prigioniera del dolore e della sofferenza sopportati per quasi tutta la vita.

     

  • Acqua Bene Comune: dimenticata l’applicazione del referendum

    Acqua Bene Comune: dimenticata l’applicazione del referendum

    Il Comitato genovese Acqua Bene Comune continua a denunciare a gran voce la mancata applicazione del pronunciamento referendario del giugno 2011 che ha sancito la riduzione della bolletta – secondo i calcoli di Acqua Bene Comune con un risparmio del 22% – attraverso l’eliminazione della remunerazione del capitale. Ormai 8 mesi fa infatti, milioni di cittadini (il 95,8%) hanno votato per cancellare i profitti garantiti dalla gestione di un servizio fondamentale come quello idrico.

    «Il giorno 9 marzo in gran segreto si sono riuniti i sindaci della provincia di Genova nell’assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) – denuncia il comitato – i sindaci paiono volere tutelare gli interessi dei soci privati di Iren, in primis le banche e gli investitori finanziari (Intesa Sanpaolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, il fondo F2i), più che i loro cittadini. Ci pare un passo ulteriore nella direzione dello scellerato progetto di fusione tra Iren, A2A, Hera per costituire una grande azienda multiservizi, che dominerà ancora di più l’economia, la finanza e la politica, contro i cittadini, i diritti, l’ambiente, la democrazia».

    «Sono molto stupito per la presa di posizione del Comitato Acqua Bene Comune – afferma Paolo Perfigli, assessore provinciale alle politiche delle acque –  ho dimostrato costantemente la mia disponibilità concreta al dialogo. Trovo singolare definire segreta la riunione della Conferenza dell’ATO svoltasi il 9 marzo scorso, alla quale sono stati convocati 67 Sindaci che, lo sottolineo, rappresentano i cittadini dei loro territori».  E aggiunge «Non è compito della Conferenza citata deliberare in materia di fusione e assetto societario dell’azienda che gestisce il servizio».

    Ma il comitato ribadisce «l’assenza di pubblicità di questa assemblea, il cui esito va ad influire pesantemente sulle tasche dei cittadini genovesi ed il fatto che, diversamente da altre ATO, essa si è tenuta senza il coinvolgimento delle realtà promotrici del referendum, le uniche a questo punto che restano per tutelare gli interessi della cittadinanza. Ricordiamo alla sindaco Vincenzi e all’assessore Senesi le promesse di partecipazione e trasparenza che ci fecero a luglio dello scorso anno, quando garantirono che il comitato sarebbe stato invitato a tutte le assemblee dell’ATO aventi all’ordine del giorno l’applicazione del referendum».

    «Anche l’assessore provinciale Perfigli ad agosto ci scrisse che ci avrebbe tenuto “informati sulle iniziative in corso” – continua il comitato – chiediamo se intenda aggiornarci prima o dopo che i giochi sono stati fatti».

    Perfigli risponde piccato, sottolineando che la Conferenza dell’ATO «è l’organo deputato alle funzioni deliberanti per il Servizio Idrico Integrato e non una sede convegnistica condizionata dal dovere di invitare permanentemente soggetti esterni».

    Ma il comitato rincara la dose «ricordiamo allo stesso assessore, che dal sito web della Provincia sbandiera come gran risultato avere ottenuto 600 MILA euro da destinare al pagamento delle bollette delle famiglie più povere, che l’applicazione del referendum avrebbe portato alle famiglie genovesi un risparmio di 52 MILIONI di euro (metà 2011 e 2012)».

    «Attendiamo che vengano resi pubblici ufficialmente i documenti dell’assemblea, ma i cittadini si preparino – concludono i promotori di Acqua Bene Comune – se giustamente si aspettavano la diminuzione delle tariffe, avranno un’amara sorpresa scoprendo che invece le hanno aumentate. Un motivo in più per ricordare a tutti i cittadini genovesi si aderire alla campagna di obbedienza civile promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua».

    L’assessore Perfigli, da parte sua riconferma «quanto sempre è stato detto, scritto e deliberato, in tutte le sedi: vogliamo e dobbiamo correttamente e puntualmente applicare gli esiti del referendum». A questo fine «per evitare contenziosi e confusione è necessario che le Autorità preposte degli ATO possano deliberare in materia di tariffa sulla base di un provvedimento nazionale che assicuri legittimità e correttezza alla revisione tariffaria, coerentemente con l’esito referendario». Il Ministro dell’Ambiente, in vista dell’emanazione di un decreto governativo «ha incaricato l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, che ha compiti anche in materia di regolazione del servizio idrico, di assumere un provvedimento in merito all’abrogazione del comma 1 dell’art. 154 del Decreto legislativo 152/2006 (relativo all’adeguata remunerazione del capitale investito)».

    Di conseguenza, spiega Paolo Perfigli «l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, con deliberazione del 1 marzo scorso, ha avviato un procedimento per l’adozione di provvedimenti tariffari in materia di servizi idrici. La conclusione di tale procedimento, nel momento in cui sarà deliberata e comunicata, permetterà alla Conferenza dell‘ATO di assumere le sue decisioni al riguardo».

     

    Matteo Quadrone

     

  • Festa di San Patrizio al Checkmate rock club

    Festa di San Patrizio al Checkmate rock club

     

    RuggineSabato 17 marzo al circolo Arci Checkmate Rock Club si festeggia il San Patrick’s Day, la tradizionale festa irlandese in onore del patrono dell’isola San Patrizio, con deu dele più famose birre d’Irlanda: la Guinness e la Murphy’s.

    Inoltre, a partire dalle 22, il circolo ospita le esibizioni live dei genovesi Seele Brennt e dei Ruggine da Cuneo.

    I Seele Brennt nascono nell’aprile del 2010: il chitarrista Nicolò Solari ed il batterista Alessandro Zito, uniti dagli stessi gusti musicali, decidono di avviare questo nuovo progetto contraddistinto da una forte tendenza all’improvvisazione e alla ricerca del “suono”.

    Già dalle prime registrazioni amatoriali emergono le influenze di Sonic Youth, Radiohead, Einsturzende Neubauten, Beautiful, Marlene Kuntz, Nick Cave ed altri gruppi che rientrano nella scena alternativa europea ed americana.

    Nel luglio 2011 il gruppo registra con la strumentazione in possesso una demo contenente 7 brani.

    Inizia così il lavoro di promozione, che frutta una serie di serate dal vivo nella provincia di Genova.

    A seguire il live dei Ruggine, quartetto con due bassi, chitarra e batteria che propone un genere molto personale, influenzato dell’hardcore.

    Negli ultimi anni il gruppo ha realizzato moltissime live nei principali locali della provincia, spingendosi anche nella zona di Torino ed al di fuori del Piemonte esibendosi insieme a gruppi che rivestono una grande importanza nel panorama indie del nostro paese come Il Teatro Degli Orrori, i La Crisi (ex membri dei Sottopressione), gli Alix, gli Strange Flowers, i Fratelli Calafuria, Zen Circus, i Fuck Vegas.

    Attualmente le maggiori influenze vanno dal post-hc degli Isis, Botch Converge, al math rock dei Don Caballero e degli Hella, al noise-rock degli Shellac, dei Jesus Lizard, allo stoner dei Kyuss, all’ hardcore dei Sottopressione e degli Angeli, fino ai Massimo Volume.

    A seguire il dj set di dj Airon per tutta la notte.

    Ingresso 3 euro con tessera Arci.

    Foto Mauro Parma

  • Lilt: gli eventi della settimana per la prevenzione oncologica

    Lilt: gli eventi della settimana per la prevenzione oncologica

    Pane e olioDa sabato 17 a domenica 25 marzo avrà luogo in tutta Italia una serie di appuntamenti in occasione della Settimana Nazionale per la prevenzione oncologica, iniziativa promossa dalla Lega Italiana Lotta contro i Tumori per sensibilizzare sul tema della prevenzione legata a sane abitudini alimentari.

    Questo il programma degli eventi:

    Eataly (Porto Antico)
    Sabato 17 e domenica 18 marzo (ore 15:30 – 17.30): degustazione delle diverse tipologie di oli presenti nella cultura mediterranea.

    Lunedì 19 marzo (ore 18:30): Eataly in forma, incontro coordinato da un personal trainer e una nutrizionista Lilt sul tema dell’alimentazione e sulle prime regole della prevenzione.

    Cooking (vico Casana)
    Martedì 20 marzo (ore 18:30 – 20:30): Pasta, Salute e Fantasia, corso di cucina a cura della chef Barbara Gasparini. Costo 10 Eu.

    Berio Cafè (via del Seminario, c/0 Biblioteca Berio)
    Mercoledì 21 marzo (ore 18:00): laboratorio di pesto al mortaio a cura dell’associazione Palatifini. A seguire, cena e premiazione del concorso Olio, erbe e fantasia, con la partecipazione della food blogger Nicole Provenzali.

    Cibi e libri (via Ravecca)
    Sabato 24 marzo (ore 16:00 – 18:00): corso di cucina consapevole a cura di Nicole Provenzali e di una dietista Lilt.

    Per maggiori informazioni si può contattare la sezione genovese di Lilt al numero 010 2530160 o all’indirizzo mail info@legatumori.genova.it.

    Marta Traverso

  • Bukowsky e Blues, canzoni e ordinaria follia a La Claque

    Bukowsky e Blues, canzoni e ordinaria follia a La Claque

    Bukowski blues Antonio CarliVenerdì 16 marzo La Claque ospita a partire dalle 22.30 “Bukowsky e Blues. Canzoni e ordinaria follia”, un recital di Antonio Carli da Charles Bukowsky, Fossati, De Andrè, Ron, Eric Clapton, Gaber, Dalla.

    Bukowsky è stato un autore anticonformista, per questo è stato spesso associato al movimento della beat generations,  ma lui non si è mai identificato come un “Beat: acuto narratore di una vita che ha scelto di osservare da un punto di vista“straniato”, ha ricevuto spesso feroci critiche  a causa di un punto di vista lucido e spietato.

    Il poeta e scrittore statunitense nelle sue opere è saggio, ironico e dissacrante e illustra la natura umana dal basso, e perciò senza moralismi, ma con grande senso morale.

    Antonio Carli alla chitarra e voci e Corrado Trabuio alla chitarra violino e tastiera fanno rivivere le poesie e i pensieri  dell’autore con musiche e canzoni, rendendo lo spettacolo ospite a La Claque godibile e molto suggestivo.

    Ingresso 12 euro

    Stile

    Lo stile è una risposta a tutto,

    un modo nuovo per affrontare la noia e le cose pericolose

    fare una cosa noiosa con stile è meglio che fare una cosa pericolosa senza stile

    fare una cosa pericolosa con stile è quello che io chiamo arte.

    (Charles Bukowsky)

  • Sestri Ponente: Villa Rossi-Martini è abbandonata al degrado

    Sestri Ponente: Villa Rossi-Martini è abbandonata al degrado

    Villa Rossi a Sestri PonenteUna villa seicentesca, circondata da un ampio parco di 40.000 mq, polmone verde indispensabile per una città, come la nostra, in continuo conflitto con gli spazi, area di svago per anziani e bambini e, perché no, per animali; Villa Rossi-Martini si sta lentamente consumando in un incancrenito degrado, da cui avrebbe dovuto essere salvata con un progetto, proposto dell’Assessore ai Lavori Pubblici Mario Margini, deliberato dal Comune nel dicembre 2009.

    Dopo 30 mesi di lavori la situazione è desolante, con poche opere portate a compimento, aggravata dalla decisione di rinunciare alla realizzazione di parti essenziali , quale la zona riservata ai cani e alla pista da ballo/pattinaggio.

    Un triste stato per una dimora che ha visto i natali ai tempi dei discendenti di “Bonvassallus de Lumello” (Lomellini), che ha ospitato la nobile famiglia dei Centurione-Spinola, che vi potrebbe parlare del terribile colonnello austriaco Radetzky e del suo quartier generale, che passò di “mano” persa al tavolo da gioco, in una notte, dalla marchesa Ginevra Grimaldi Spinola (1855), che ospitò l’imperatrice Sissi, moglie di Francesco Giuseppe, che dopo alterne vicende fu acquistata dal Comune di Genova (10 marzo 1931), che, dall’ottobre dello stesso anno, fu sede della scuola pubblica Anita Garibaldi e che, infine, è stata abbandonata alle incurie del tempo.

    Ubicata a Sestri Ponente, si raggiunge percorrendo la via pedonale principale fino all’altezza di Piazza B. Poch: qui si aprono i cancelli del parco da cui, con una salita di 150 metri, si approda ad uno spazio riservato ai giochi per i bambini e da dove, attraverso sentieri che si perdono tra gli alberi, si può arrivare fino allo storico edificio.

    Durante il percorso il degrado è facilmente riscontrabile nelle tante buche che rendono accidentati i viali, nelle panchine dissestate, nei tavolini in legno da picnic turpemente imbrattati, nei lampioni senza più luce, nelle fontanelle da cui non esce più una goccia di acqua, nei bagni pubblici inagibili, nelle vandaliche scritte che campeggiano su muri, balauste, ringhiere. Solo il belvedere e il roseto, che per altro ha dovuto essere rifatto, dopo i danni causati dall’alluvione, mostrano un look, rinnovato.

    Troppo poco a fronte di quello che rimane da fare e alla rinuncia di quell’encomiabile idea di attrezzare un “paradiso” riservato agli amici a quattro zampe, con un sorriso, chiamata “la sgambatura”, analoga alla “piazzetta bau bau” di Villa Imperiale, un meeting perfetto per quadrupedi, sotto lo sguardo tenero dei loro padroni, per fiutare, raspare, correre, senza invadere gli spazi di piccoli bipedi umani che, con altrettanta gioia, condividono questa area verde.

    Più emblematica l’idea di sistemare li vicino un’area per i gatti, non perché siano meno amati, ma perché si sa, tra cani e gatti, c’è una certa “incomprensione” abitativa. Poco felice, anche, la rinuncia a realizzare una nuova pista da ballo/pattinaggio che avrebbe offerto l’occasione di praticare un po’ di sano movimento, sia sportivo che ludico, e che, in quest’ultimo caso, avrebbe potuto favorire incontri e riempiere momenti di solitudine, specialmente, per persone della terza età.

    Intollerabile la carenza di servizi igienici, sui quali incombe la minaccia di un mancato ripristino, a causa degli atti vandalici di cui sono oggetto, e che per questo, risultano, spesso, inutili i lavori di bonifica. A fronte di una carenza così basilare ed irrinunciabile, necessaria, in particolar modo, ai frequentatori più anziani, non sarebbe più auspicabile una maggiore sorveglianza, magari, attraverso il posizionamento strategico di una delle 15 telecamere, costosissime, appena acquistate dal Comune?

    Una risoluzione di parte dei problemi si avrebbe, inoltre, dal recupero solerte dello stabile della villa, rifugio di vagabondi e senzatetto. Anche qui l’incuria è tangibile ed interessa tutti gli ampi locali che si estendono per una superficie di 1586 mq, distribuiti sui 4 piani dell’edificio, per cui è importante intervenire in fretta; ma è difficile essere ottimisti con la chiusura dei lavori previsti per la fine dell’anno e lo stato di avanzamento delle opere che non prelude a nulla di buono.

     

    Adriana Morando