Il Circolo Arci Belleville in Vico Calvi 4, propone in occasione della giornata nazionale in ricordo delle vittime delle mafie, che quest’anno si tiene a Genova il 17 marzo, due eventi dedicati proprio alle attività di chi da anni lotta affinchè la sua terra non sia ostaggio della malavita organizzata.
Venerdì 16 marzo a partire dalle ore 19 una degustazione gratuita di vini di Libera offerta da Arci Liguria in collaborazione con Libera Liguria e Arci Calabria.
Tra i bianchi, si possono gustare il 100passi e Placido Rizzotto dalla Sicilia, tra i rossi il Negroamaro di Puglia.
La degustazione è accompagnata da un breve racconto delle storie che stanno dietro queste produzioni e dall’inaugurazione della mostra “Le cartine delle arance antimafia”: le immagini sono dedicate a 13 eroi, testimoni, vittime della mafia e sono nate dall’ispirazione di due libri: “From Palermo to America. L’iconografia commerciale dei limoni di Sicilia” della casa editrice Sellerio (2007) e “Cantata per la festa dei bambini morti di mafia” di Luciano Violante.
A seguire live di Duemanosinistra.
Sabato 17 marzo a partire dalle 20 cena popolare con prodotti realizzati su terreni confiscati alle mafie e dai lavoratori della coperativa EquoSud di Rosarno. Il menù comprende panissa condita, zuppetta di pesce senza spine su friselline, torta di arance, il tutto a 12 euro bevande escluse.
Quando i cittadini prendono coscienza, si attivano e partecipano, i battaglioni della disinformazione possono fare ben poco. E sì perché le istituzioni hanno provato a nascondere sotto il tappeto i concreti disagi causati dalla prossima apertura dei cantieri per la realizzazione del terzo valico, che inevitabilmente coinvolgeranno tutta la Val Polcevera, ma purtroppo per loro hanno fatto male i conti.
Il casus belli è la scuola Sanguineti in via Mulinussi a Trasta, oltre 170 alunni tra elementari e materna, ospitati nella splendida cornice di Villa Sanguineti, circondata da un parco accessibile a tutti, unica oasi verde in una delegazione violentata dalle colate di cemento. Una decina di giorni fa si sono presentati a sorpresa alcuni tecnici del Cociv (il consorzio di imprese che realizzerà il terzo valico) stupendosi di trovare maestre ed alunni al lavoro considerato che – secondo un accordo firmato dal Comune di Genova nel lontano 2006 – l’edificio scolastico dovrebbe trasformarsi in uffici a supporto di uno dei cantieri del terzo valicoche sorgerà proprio a pochi metri di distanza dalla scuola.
Genitori ed insegnanti appena saputo del blitz si sono mobilitati immediatamente ed in un batter d’occhio è nato un comitato spontaneo per proteggere Villa Sanguineti.
I politici hanno fatto a gara, di fronte a telecamere e taccuini, per manifestare il loro disappunto e dichiarare di essere pronti a difendere la scuola ad ogni costo. Peccato però che tutti gli enti coinvolti – Municipio, Comune e Regione – fossero a conoscenza della situazione e dei precedenti accordi.
Oltre al Presidente del Municipio, Gianni Crivello, in prima fila si sono esposti l’assessore ai Lavori pubblici del Comune, Mario Margini che ha affermato testualmente «la scuola non si tocca» ed il presidente della Regione, Claudio Burlando che subito si è impegnato per trovare una mediazione con il Cociv.
«Cociv ha accettato la possibilità di spostare gli uffici – ha spiegato l’assessore Margini dopo l’incontro con i costruttori – quindi il problema della scomparsa di Villa Sanguineti è risolto ma resta da valutare la compatibilità del cantiere con la presenza della scuola». L’Arpal (agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) infatti dovrà analizzare gli studi eseguiti dal Cociv per comprendere qual è il grado di pericolosità per la salute pubblica che l’apertura del cantiere inevitabilmente comporterà.
La pensano diversamente genitori ed insegnanti di Villa Sanguineti, i quali ritengono che la salvezza della scuola non sia ancora una certezza. Anche perché è difficile ipotizzare la coesistenza di un luogo per bambini con un cantiere e la conseguente movimentazione di mezzi pesanti (con relativo aumento dell’inquinamento dovuto alle polveri sottili) e materiali, alcuni pericolosi per la salute (soprattutto a causa della accertata presenza di rocce amiantifere sui versanti montuosi di tutta la vallata).
Ieri si è svolta un’affollata assemblea pubblica a Fegino – altro quartiere interessato dalla cantierizzazione, in questo caso riguardante i lavori avviati da alcuni mesi per la realizzazione del nodo ferroviario – in cui genitori, insegnanti ma anche semplici abitanti del quartiere, hanno fatto il punto della situazione. È emerso che a breve, forse già questa settimana, ci sarà un incontro con i rappresentanti di Comune e Regione. Per l’occasione il comitato intende presentarsi preparato, vale a dire pronto a porre domande precise ed esigere risposte ufficiali e messe nero su bianco. Ad esempio, per quanto riguarda le analisi che l’Arpal dovrà eseguire, gli abitanti mostrano parecchie perplessitàperché si parla di analisi e prelievi basati su una simulazione e non è chiaro quali criteri e parametri di riferimento verranno utilizzati. Quindi è d’obbligo approfondire la questione e chiedere con fermezza la massima trasparenza sui controlliambientali magari con la collaborazione di tecnici solidali.
Ma nelle parole dei cittadini si percepisce l’esigenza di documentarsi e diffondere le informazioni ad ampio raggio, perché le criticità non riguardano esclusivamente la scuola, bensì il quartiere nel suo complesso. La zona destinata al cantiere è infatti circondata da abitazioni private e nelle immediate vicinanze c’è pure la Centrale del latte. Quindi dalle analisi dell’Arpal dipende il destino dei residenti perche se davvero esiste un pericolo per la salute, questo coinvolge tutti. L’obiettivo del comitato dunque è quello, non solo di salvare Villa Sanguineti, ma di preservare la sua funzione all’interno di un quartiere vivibile e non trasformato in zona militarizzata per l’apertura di un cantiere. In pratica, se gli scavi dovessero essere considerati nocivi, i cittadini si mobiliteranno anche contro l’avvio dei lavori. La consapevolezza sembra crescere giorno per giorno e da un problema circoscritto l’attenzione si sta spostando verso le diverse problematiche che affliggono l’intera vallata.
LaVal Polcevera nel corso degli anni è diventata un immenso laboratorio su cui sperimentare l’opportunità di realizzare grandi infrastrutture. Di qui dovrebbero passare la Gronda, oggi stoppata dal Ministero dell’Ambiente per il suo impatto ambientale, il terzo valicoedil nodo ferroviario. Mentre a pochi chilometri di distanza in linea d’aria, a Borzoli, è prevista la realizzazione dell’Inceneritore per lo smaltimento dei rifiuti.
I cittadini però non ci stanno perché «se è questo il futuro che hanno immaginato per i nostri figli – decine d’anni con cantieri e lavori, transito di migliaia di mezzi pesanti, movimentazione di materiali pericolosi per la salute, devastazione del territorio – noi non siamo d’accordo e siamo pronti a mobilitarci con tutte le possibili iniziative di protesta».
Dopo i successi di “Super Boeing!” e “Aspetto e spero”AltraLuna torna con un nuovo e divertente spettacolo: “Dimmi che mi ami”, commedia in cui vengono affrontate le dinamiche della coppia, raccontate attraverso un mix di umorismo e riflessione.
Il tutto accompagnato dalle musiche eseguite dal vivo di Gabriele Serpe, cantautore genovese che proprio nel teatro di via Paggi ha ottenuto consensi con lo spettacolo “Foriamo i filtri”, tenutosi lo scorso novembre.
“Dimmi che mi ami” racconta di quattro persone, due coppie e una realtà comune: la crisi. Eppure a volte basterebbe così poco per andare d’accordo e continuare ad amarsi “come una volta”.
In un’epoca in cui i mezzi di comunicazione si sono moltiplicati, dai telefonini a internet fino ai social network, l’uomo paradossalmente non comunica più. I protagonisti delle due storie rappresentate dimostrano cosa succede quando non si comunica o – peggio – quando si finge che vada tutto bene per evitare la crisi.
Lo spettacolo è in scena al Teatro Garage venerdì 16 e sabato 17 marzo alle ore 21, mentre per domenica 18 marzo sono previste due repliche: alle ore 17 alle ore 21.
Ripremio – percorsi centrifughi è un progetto a cura del Comune di Genova, che tramite il portale di recente inaugurazione Genova Creativa mira a segnalare e premiare pubblicamente le eccellenze genovesi nel campo dell’industria creativa, ossia artisti e/o operatori culturali che per attività svolte a partire dal 2009 hanno avuto qualche riconoscimento al di fuori di Genova o sono particolarmente apprezzati nelle attività che svolgono, ma la cui eccellenza non è stata ancora riconosciuta all’interno della città.
I settori presi in considerazione per questo riconoscimento sono:
Architettura/design
Artigianato artistico
Arte contemporanea
Cinema/audiovisivi
Editoria
Industria del gusto
Mercato dei prodotti artistici e culturali
Moda
Patrimonio culturale
Pubblicità e P.R.
Software/videogames
Spettacolo dal vivo/musica
Tv e Radio
Chiunque può segnalare nominativi che possono concorrere a questo premio, compilando entro il 31 marzo 2012 una scheda online all’indirizzo http://kwiksurveys.com?u=segnalazioni_ripremio. Non sono ammesse autocandidature.
Alcuni tra gli artisti e/o operatori segnalati verranno premiati in occasione di un evento pubblico, che si terrà entro l’estate 2012 all’interno del cartellone di “Genova spettacolare”.
Venerdì 16 e sabato 17 marzo iniziano al teatro della Gioventù gli appuntamenti con la musica jazz, nati dalla collaborazione con il Borgo Club.
Protagonista delle serate è Lorenzo Tucci, che presenta due progetti che spaziano nella storia del jazz, ieri e oggi a confronto, uno sguardo al passato e uno al presente per gettare le basi di nuovi progetti entusiasmanti nel futuro
Si inizia venerdì con l’omaggio di tre artisti al grandioso sassofonista John Coltrane, in un viaggio nella sua poetica e realtà musicale che non è limitata allo strumento del maestro… niente sax per questo trio che vede, vicino a Tucci, Claudio Filippini, considerato da molti il miglior pianista della nuova generazione italiana, e Tommaso Scannapieco, inossidabile contrabbassista preferito da Mario Biondi per i tour che lo hanno portato in tutta Italia, a Londra, a Istanbul fino ad arrivare in Cina.
Sabato 17 marzo, gli stessi musicicsti si uniscono a Daniele Scannapieco, che con Tucci ha fondato gli High Five Quintet, la formazione definita “I Beatles del jazz”, con gli allora enfant prodige Luca Mannuza al piano, Fabrizio Bosso alla tromba, Tommaso Scannapieco al basso, oltre appunto a Daniele Scannapieco e Lorenzo Tucci. 5 artisti che oggi sono noti in tutto il mondo e considerati il top per il jazz italiano.
Teatro della Gioventù, ingresso principale in Via Macaggi 92A – Genova
Siamo con Edoardo Rixi, consigliere regionale, candidato sindaco della Lega nord che correrà da sola alle prossime elezioni amministrative. Nato nel 1974 a Genova, laureato in Economia e commercio, già consigliere comunale, eletto deputato alla Camera nel 2010, nello stesso anno lascia l’incarico a Roma per occuparsi di Genova e della Liguria.
Lei ha dichiarato di rappresentare l’unica novità in questa competizione elettorale: oggi i cittadini sembrano lontani dalla politica “tradizionale” però anche la Lega ormai è una presenza consolidata, pensate davvero di incarnare il desiderio di una nuova concezione del modo di fare politica?
Io credo che non si tratti tanto del movimento politico, quanto della mia figura a rappresentare una novità: un giovane, unico candidato del ponente, che ha deciso di rimanere a Genova per provare a dare un futuro alla città. La mia vuole essere una candidatura che unisce e non divide, sarò sostenuto da una lista civica per dare la possibilità anche a chi finora non ha mai votato Lega di poter esprimere le sue idee.
Ha affermato di voler mettere al centro del suo programma lavoro e sviluppo economico. Il porto in quale modo va rilanciato? Cosa ne pensa della realizzazione del nuovo terminal di Voltri, un progetto osteggiato dai cittadini del ponente?
Se l’avessero chiamato terminal d’Europa invece che porto d’Africa avrebbe dato un’immagine diversa ai cittadini di Voltri. Ma il vero problema è che noi dobbiamo creare reddito e posti di lavoro duraturi ed in loco. Nelle aree portuali ci sono grandi spazi che non sono utilizzati in maniera appropriata. Prima di pensare a nuovi terminal occorre sfruttare a dovere quelli attuali. Su questo punto ci deve essere l’impegno di tutte le forze politiche. E poi bisogna fare pressioni a livello nazionale affinchè, attraverso una legge ad hoc, una parte delle entrate economiche generate dal porto rimangano effettivamente sul territorio.
A proposito della gestione dei rifiuti cosa ne pensa del progetto inceneritore a Borzoli, è una priorità?
La priorità è la discarica di Scarpino, una delle più grandi in Italia. I cittadini di Borzoli e Sestri ponente non possono essere trattati in questa maniera. Rispetto al gassificatore esistono dei progetti alternativi che occorre valutare con attenzione. Ad esempio la torcia al plasma in piattaforma, un’idea che potrebbe portare a delle sinergie interessanti tra l’Università e lo stabilimento Fincantieri. Sicuramente non possiamo immaginare di sostituire la discarica di Scarpino con un maxi impianto che comunque non risolverebbe il problema rifiuti ma non sarebbe neppure in grado di alleggerire il traffico di mezzi pesanti nel quartiere. Al contrario è necessario proporre una seria politica di potenziamento della raccolta differenziata.
Per quanto riguarda il terzo valico, aldilà delle considerazioni economiche, sull’effettiva utilità e relative all’impatto ambientale, secondo lei, oggi, le istituzioni pubbliche – a livello nazionale e locale – sono in grado di gestire la realizzazione di un’opera simile? Oppure vista la moltiplicazione dei costi, che si registra solo nel nostro paese ed il concreto pericolo di infiltrazioni criminali, attualmente Stato ed enti locali non sono all’altezza?
Io sono favorevole al terzo valico perchè, considerando anche la situazione dei pendolari, una nuova arteria ferroviaria che colleghi Genova e Milano è necessaria. Mi domando però se queste risorse sono recuperabili a livello nazionale e soprattutto come saranno gestite. Inoltre occorre rivedere la legge nazionale sugli appalti: finchè continueremo a fare grandi appalti, di dimensioni tali da agevolare sempre e solo determinate aziende, il problema legato alle infiltrazioni criminali, non lo risolveremo mai. In altri termini se un appalto non produce ricchezza sul territorio non possiamo immaginare che i cittadini siano cornuti e mazziati. Da una parte l’ambiente subisce un inevitabile deterioramento e dall’altra rischiamo di non ottenere nessun beneficio economico concreto e diretto.
Io credo sia necessario aprire Genova ai grandi corridoi del Nord Europa. Ma detto questo, vorrei che in Italia si procedesse con una mentalità più francese e tedesca pittuosto che romana. La gestione degli appalti, insomma, deve smettere di essere una contrattazione di carattere politico.
Le campagne elettorali condotte dalla Lega nord spesso hanno puntato sulla necessità di migliorare la sicurezza dei cittadini. Secondo voi la questione immigrazione va trattata esclusivamente come una questione di sicurezza? Oppure visti i processi di integrazione in atto nella società – penso ai bambini stranieri nati in Italia e che frequentano le nostre scuole – è necessario affrontarla dal punto di vista dei diritti/doveri di queste persone?
Io credo che l’integrazione sia un elemento fondamentale. Ma sono altrettanto convinto che – in un periodo di grave crisi economica – esista il rischio concreto, soprattutto nei quartieri popolari dove vivono i ceti più deboli, di arrivare allo scontro. Non per motivazioni di carattere razziale che sinceramente non vedo proprio, quanto piuttosto per motivi di soppravivenza. Quando ai livelli di povertà della città si somma la massa di persone disperate provenienti da altri paesi, purtroppo diventa impossibile, per i servizi sociali del comune, fornire un aiuto a tutti. E così si scatena una corsa a chi riesce ad aggiudicarsi di più, una vera e propria guerra tra poveri che abbiamo il dovere di scongiurare.
Sicurezza ed Integrazione, per me, devono viaggiare di pari passo. Ma tutto ciò è legato al problema principale della città, ovvero la mancanza di lavoro. Se noi creiamo occupazione, quindi ricchezza ed opportunità per le nuove generazioni (italiani e stranieri, senza distinzioni), il processo d’integrazione sarà facilitato.
Riqualificare gli spazi del quartiere della Maddalena attraverso la creatività di artisti visivi che vogliono contribuire ad arricchire questa zona del centro storico: è questo il fulcro intorno a cui Laboratorio Genova ha dato vita al progettoMASS – Art and Street Spaces, che invita fotografi, illustratori, pittori, grafici e chiunque altro abbia un talento nelle arti visive ad adottare uno spazio del quartiere e occuparlo con la propria opera.
Una saracinesca, un cassonetto, un pezzo di muro: tutti gli spazi che appartengono al contesto architettonico del quartiere possono essererimessi a nuovo attraverso l’opera dei creativi genovesi (e non).
Il progetto non mira solo a questo aspetto: per invogliare gli artisti a partecipare in modo attivo saranno organizzati laboratori di video e fotografia, rivolti a giovani dai 17 ai 32 anni.
Per partecipare si può contattare Laboratorio Genova e inviare le proprie opere all’indirizzo mail massgenova@gmail.com.
Il ciclo di incontri Città del noir – la letteratura racconta l’Italia, che Palazzo Ducale ospita a partire da martedì 20 marzo fino a maggio (data da definirsi), è un omaggio alle eccellenze italiane e internazionali di questo genere letterario curato da uno degli scrittori genovesi più noti, Bruno Morchio.
Un ciclo di appuntamenti che partono da incontri alla presenza di celebri autori, fino a iniziative collaterali come il bookcrossing: chiunque potrà portare i propri libri noir alla biglietteria di Palazzo Ducale, che verranno poi ridistribuiti in vari punti della città, fra cui che piazza delle Erbe, piazza Lavagna, via San Lorenzo, via Ravecca, stradone Sant’Agostino, piazza Cambiaso, Porto Antico, via Balbi, via Garibaldi e piazza Carignano.
Questo il programma degli appuntamenti:
Martedì 20 marzo (ore 21). Il Nordest: Padova e Trieste, con Massimo Carlotto e Veit Heinichen
Giovedì 12 aprile (ore 21). Marsiglia e Genova: un omaggio a Jean Claude Izzo, con Sebastien Izzo, Bruno Leydet, Bruno Morchio e Stefania Cardini.
Martedì 17 aprile (ore 21). Milano e l’Italia; un omaggio a Giorgio Scerbanenco, con Piero Colaprico e Cecilia Scerbanenco.
Lunedì 21 maggio (ore 21). Napoli, con Maurizio De Giovanni e Angelo Putrella.
Venerdì 25 maggio (ore 21). Roma, con Giancarlo De Cataldo.
Maggio (giorno da definirsi). La Sardegna, con Marcello Fois.
Giovedì 15 marzo alla biblioteca Berio di via del Seminario alle ore 17 si presenta il libro “…e la sera andavamo all’Instabile. Persone e luoghi della notte genovese anni settanta”, in cui si racconta e si rivivono le atmosfere della notte genovese degli anni Settanta
Ristoranti, locali, discoteche, con al centro il Teatro Instabile sul cui palcoscenico mossero i primi passi molti dei nomi che successivamente hanno cambiato la scena dello spettacolo, soprattutto televisivo.
Intervengono Mario Bottaro, autore del libro, giornalista genovese e direttore del mensile ‘Liguria Business Journal’, Franco Faloppi, autore del libro, autore televisivo, Antonio Ricci, autore televisivo, padre di ‘Striscia la Notizia.
Valorizzare un immenso spazio verde presente al centro della città, trasformando un territorio semi abbandonato in orti e giardini, per migliorare la qualità di vita dei residenti. È questa la proposta che il “Comitato Le Serre” ha illustrato venerdì 24 febbraio durante un’affollata assemblea pubblica cittadina, presso il nuovo auditorium della Parrocchia San Nicola di Castelletto. Al centro del progetto c’è Valletta Carbonara, un’area di ventimila metri quadrati che sorge dietro al glorioso ex Albergo dei Poveri – costruito proprio grazie ai blocchi di pietra estratti da questa conca naturale – proprietà dell’Asp Brignole, l’istituto di assistenza agli anziani che oggi si trova alle prese con uno spaventoso buco di bilancio.
L’obiettivo era chiamare i cittadini a condividere un’idea di impiego della Valletta a favore del quartiere e della città intera, considerando che il Comune ha deciso di ridurre l’area destinata a vivaio comunale, in cui per decenni venivano ospitate le specie arboree che poi andavano ad adornare giardini e aiuole. Oggi dunquerimangono degli spazi liberi e proprio su questi punta l’attenzione il “Comitato Le Serre”.
Il dibattito ha dato modo ai cittadini di esprimersi liberamente in merito al possibile utilizzo dei terreni e sono emersi spunti davvero interessanti «Attività condotte da associazioni che lavorano a sostegno delle persone con disagi psichici e fisici, orti comuni e vendita di piante e prodotti, aree verdi con percorsi ed aree per famiglie e anziani».
Nel corso degli anni la Valletta è stata interessata da diversi tentativi di cementificazione, l’ultimo in ordine di tempo, prevedeva la realizzazione di palestre, piscine e centinaia di parcheggi interrati. Nel nuovo Piano Urbanistico Comunale, approvato recentemente dal consiglio comunale ed ora in fase di raccolta delle istanze di opposizione, rimane la destinazione a parcheggio. Considerando che l’Asp Brignole versa in una complicata situazione finanziaria (il passivo si attesta sui 40 milioni di euro) – causata da un’amministrazione per lungo tempo incapace di arginare la deriva debitoria dell’azienda – l’unica soluzione per risanare il bilancio è cercare di monetizzare al massimo le potenzialità della zona. E la costruzione di box e parcheggi – una moda molto in voga in tutta la città – sembra essere la strada più facilmente praticabile.
Il Comitato intende chiedere al Brignole di concedere l’uso dell’area per avviare una serie di attività agricole e sociali, dagli orti urbani alla produzione agricola biologica e locale, fino all’organizzazione di spazi ricreativi e di aggregazione.
Ma pare che un primo sondaggio informale con l’istituto Brignole non sia andato a buon fine. Non resta che confidare nella collaborazione con il Comune, affinchè il progetto di riqualificazione sognato da comitato e cittadini possa diventare realtà.
Dal 14 al 17 marzo il teatro della Tosse ospita Loretta Strong, lo spettacolo con Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa.
Un testo tratto dall’allucinato monologo del disegnatore argentino Copi, che trasforma la banale giornata di una figura dall’incerta identità femminile in una delirante spedizione spaziale minacciata da alieni assatanati e destinata a seminare oro su un pianeta lontano.
Ad aggiungere enfasi allo spettacolo, la presenza del gruppo teatrale Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, fautori di un teatro sperimentale , detto “teatro ulteriore”.
Una grande navicella spaziale, opera della scenografa Daniela Dal Cin, diventa il fulcro del significato dello spettacolo. Sintesi del caos spaziale, del disordine cosmico e del vortice mentale di Loretta Strong.
Paolo Orrico è una splendida Loretta, essenziale ed eccessiva allo stesso tempo, crocefissa all’assurdo, al mondo surreale in cui cerca rifugio per allontanarsi dalla respingente realtà. Durante lo spettacolo emana una carica così coinvolgente e trascinante da incarnare perfettamente l’aggettivo Strong.
Sono tanti anni che la guardo da lontano, rassicurante presenza protettiva, dando per scontato che la “Signora” mi avrebbe, comunque, aspettato, torreggiando superba nello scorrere del tempo. Con una comoda passeggiata di pochi minuti, che, alta, aggetta sull’intero porto, partendo da Via Milano, tra il parcheggio dello Shopping Center del Terminal Traghetti e l’hotel Columbus Sea, si giunge sulla piccola rocca, ultimo residuo della collina di “Promontorio”, chiamata anche capo di Faro (popolarmente detto Codefà) o di San Benigno, in onore dell’antico convento, dove solenne e maestosa risiede, dal 1543, La Lanterna.
Il Comune di Genova, nella persona del sindaco Marta Vincenzi e l’amministratore delegato di Siemens Italia Federico Golla hanno firmato oggi un protocollo d’intesa nell’ambito del progetto “Genova Smart City“.
”Ancora un passo in avanti compiuto dalla nostra città per un progetto che attualmente coinvolge non meno di 24 mila persone tra ricercatori, studiosi, intellettuali, politici e altre figure di rilievo – ha detto Marta Vincenzi – Per il suo impegno Genova è la principale città europea che aderisce a questa iniziativa comunitaria”.
Al momento di concreto non c’è nulla, se non il consolidarsi di un’intesa. Comune e Siemens, in pratica, collaboreranno su obiettivi specifici in termini di attività di studio, analisi e progettazione di fattibilità. Il tutto allo scopo di una possibile partecipazione congiunta ai progetti europei di Smart City. Gli obiettivi specifici individuati nell’accordo siglato a Tursi sono:
1. Edifici intelligenti (smart buildings) ovvero risparmi e diminuzione delle emissioni con il supporto della tecnologia e delle energie rinnovabili (non solo sulle nuove costruzioni, ma anche per quanto riguarda gli edifici storici). Grazie alle risorse ottenute da Smart City, Genova sta già portando avanti un progetto ambizioso in termini di edilizia responsabile, si tratta della riqualificazione energetica della diga di Begato con il rifacimento dell’impianto energetico dell’edificio, la riqualificazione dei percorsi e la modifica dei sistemi di consumo.
2. Green Airport e green Harbour, ovvero idee innovative e progetti sostenibili per quanto riguarda aeroporto, porti e baie. Siemens potrebbe avere particolare interesse ad investire sull’aeroporto di Genova ma, prima che ciò possa diventare un’ipotesi concreta, dovrebbe concludersi la telenovela della vendita a privati dello scalo genovese.
3. Mobilità urbana, con particolare riferimento alla gestione del traffico e alla mobilità elettrica.
Questo accordo non ha nulla a che vedere con le trattative per l’insediamento di Siemens agli Erzelli, ma guardando la situazione più a livello generale è ovvio che proprio gli Erzelli potrebbero diventare il fulcro strategico e politico di questa collaborazione.
Intanto, sugli obiettivi individuati nel protocollo, verranno realizzati uno studio di fattibilità e un piano di progetto, con divisione dei costi e del personale fra i due soggetti.
L’assessore regionale ai trasporti Enrico Vesco questa mattina alla stazione della Spezia a margine della presentazione della mostra “Operazione treni puliti” è tornato sul Trasporto Pubblico Locale anticipando le linee guida del progetto su cui stanno lavorando le istituzioni: «La nuova legge sul trasporto pubblico locale, in dirittura di arrivo, è quanto di più innovativo si possa mettere a disposizione del nostro territorio».
«La legge definirà un bacino unico di trasporto pubblico rispetto agli attuali cinque bacini. Dal bacino unico si potrà poi predisporre tutte le azioni per consentire alle aziende di aggregarsi perché il vero obiettivo è l’azienda unica di trasporto su gomma per consentire un risparmio, una maggiore efficienza, oltre ad un miglioramento qualitativo del servizio offerto a tutti i cittadini. Un percorso –ha ricordato Vesco – in un cui è inserito anche il trasporto ferroviario perché l’obiettivo che ci poniamo è quello di arrivare ad un’azienda unica ferro- gomma che potrà essere realizzata dopo il 2014, quando scadrà l’attuale contratto di servizio con Trenitalia».
Nell’imminenza della presentazione del Disegno di Legge di riorganizzazione del Tpl ligure, le associazioni di pendolari e consumatori hanno scritto una lettera al presidente della Regione e si sono dati appuntamento domani pomeriggio alla stazione di Brignole alle ore 17,30 e, nell’occasione, verranno raccolte le firme per poter avanzare richieste ufficiali alle istituzioni competenti.
Il trio genovese Biscayne Boulevard porta dal vivo il nuovo EP-Firstep in concerto live sabato 17 marzo ore 22.30 presso le Cantine di San Vincenzo in via San Vincenzo 130r a Genova.
Un live di stampo acustico dalle atmosfere crepuscolari con spunti grunge e brani in italiano e inglese, per presentare il primo passo del grande progetto del gruppo, composto da Filippo Iemma (chitarra e voce), Maurizio Cavanna (basso), Marco Giannetto (batteria).